Game 46; Charlotte Hornets @ San Antonio Spurs 86-95

Dopo qualche giorno di riposo e la vittoria ottenuta a caro prezzo sui Knicks, gli Hornets volavano a San Antonio per assaltare l’Alamodome degli Spurs.
I Calabroni privi di molte frecce al proprio arco tentavano d’ingaggiare una battaglia per espugnare “Fort Alamo”(impresa riuscita storicamente ai messicani, poi a loro volta sconfitti dai texani), un parquet sempre ostico e difficile da espugnare.
L’attacco e gli sforzi della squadra del North Carolina sono stati inutili ai fini della vittoria nonostante Charlotte giocasse bene nel primo quarto, scomparendo purtroppo nei momenti dove con qualche riserva di troppo in campo la qualità è venuta a mancare.
La forza soverchiante degli Spurs che hanno ritrovato anche Leonard, ha finito per far vincere i padroni di casa come da copione, ma la squadra dopo aver accusato un pesantissimo parziale era tornata incredibilmente sino al -2 nel terzo quarto.

Gli Hornets si presentavano sul parquet con Roberts, Henderson, Kidd-Gilchrist, Zeller e Jefferson. Gli Spurs mandavano in campo; Parker, Green, Leonard, Duncan, Bonner.

Al Jefferson al rientro tra i titolari. 17 punti e 16 rimbalzi, oltre a una prestazione più veloce, fluida e omogenea non estranea al gioco degli Hornets.

Al Jefferson al rientro tra i titolari. 17 punti e 16 rimbalzi, oltre a una prestazione più veloce, fluida e omogenea non estranea al gioco degli Hornets.

L’inizio era favorevole alle due difese, gli Speroni sbagliavano due volte, ma anche gli Hornets non riuscivano a concretizzare, così alla fine a rompere il doppio zero sul tabellone era Parker che a 10:41 sfruttava il match up favorevole contro Roberts.
Mentre Charlotte continuava ad andare a vuoto in attacco, Duncan da sotto raddoppiava il punteggio a 10:08.
I primi due punti per Charlotte erano frutto del lavoro in post basso sinistro di Al Jefferson, il quale batteva Duncan a 9:50 con abilità.
Già undici secondi dopo Parker con uno spin move si piazzava in buona posizione per il gancio, Jefferson lo affrontava irregolarmente e non riusciva a fermare il tiro, canestro e libero a segno.
MKG segnava dopo aver preso la linea di fondo e aver concluso in reverse layup a 9:19 e Big Al a 8:30 con un bel tocco in gancio contro Duncan dopo averlo ubriacato di finte, portavano gli Hornets al -1 (6-7). Henderson spazzava via grazie al suo atletismo il tiro da sotto di Duncan a 8:05 ma Parker con un altro giro portava a 9 i padroni di casa, gli Hornets si accontentavano di tornare a -1 con una penetrazione favorita dal fisico di Henderson che provava a tenere in piedi la squadra rispondendo ancora una volta agli Spurs a 7:21 con un jumper dal lato sinistro a 7:21.
Gli Hornets riuscivano a tenere in difesa e passavano anche in vantaggio a 6:40 con Kidd-Gilchrist in transizione uno contro uno a 6:40 (12-11), tuttavia un jumper di un attivissimo Tony Parker e due liberi di Leonard rimandavano avanti i bianconeri.
I Calabroni provavano le penetrazioni partendo da lontano tentando di muovere palla, sfruttare qualche blocco ma guadagnavano solo due liberi grazie a una veloce entrata di Henderson, il quale presa la linea di fondo destra veniva toccato sotto canestro da Leonard mentre alzava il pallone.
Dalla linea Hendo metteva solo un libero e Charlotte per pareggiare doveva aspettare l’assist schiacciato di Lance per Maxiell a 4:04.
Jason sfruttava la possanza del suo fisico per allargare le maglie dei difensori Spurs che gli si stavano per parare davanti chiudendogli la linea.
Leggermente in ritardo in chiusura gli Spurs vedevano Maxiell depositare morbidamente a canestro il pallone del 15 pari.
Gli Speroni ripassavano aventi grazie a due canestri, Henderson invece realizzava ancora a 2:19 in mezzo a tre difensori nel pitturato dopo essere andato a contatto e spostato da uno di essi.
Niente fischio arbitrale ma arrivava comunque la marcatura del 17-19. San Antonio però per distanziarsi iniziava a tentare di realizzare dalla distanza.
A 1:40 Mills trovava un comodo open dopo una transizione dei compagni, Neal a 2:19 dal mid range metteva il jumper che contrastava il primo tentativo di fuga degli Spurs ma Green con una tripla a 1:04 mandava Charlotte sotto di 6 punti.
Il quarto si chiudeva con una pessima chiamata degli arbitri a favorire Diaw, sul quale era chiamato un inesistente blocking foul di Maxiell fermissimo.
Il 2/2 dava il 19-27 sul tabellone e Neal non riusciva con una pessima penetrazione finale a muovere il punteggio oltre i 20 per gli Hornets.

Il secondo quarto era nettamente favorevole ai padroni di casa. Con qualche rincalzo non troppo in forma, gli Hornets non riuscivano a opporsi a inizio quarto alle triple degli Spurs che davano un largo vantaggio alla formazione guidata da coach Popovich.
Green e Mills mettevano una tripla a testa che allungava il vantaggio dei texani a 14 punti (19-33).
Jefferson faceva salire a 20 i nostri con un tiro libero a 10:24 dopo che Mills aveva commesso fallo su un suo pump fake seguito dal tiro. Ginobili segnava approfittando della difesa distratta di Charlotte su una palla lanciata lunga che doveva solo appoggiare al vetro per il 20-35.
Gli Hornets interrompevano finalmente con un tiro dal campo di Neal a 8:09 il parziale degli Speroni (22-37).
A 7:51 Leonard osava su Hairston utilizzando il vetro, l’onesta difesa di P.J. veniva anche punita dagli arbitri con un tiro supplementare per un gioco da 3 punti che Vonleh cercava di contrastare con un tiro da sotto per il 24-40.
San Antonio continuava ad avvantaggiarsi con il match up del suo play che entrava in area dopo un esitation e appoggiava il 26-44 a 5:44.
Venti secondi dopo Neal metteva nelle mani di Vonleh un pallone che il lungo degli Hornets non riusciva a metter nel cesto a causa di un intervento scorretto da parte dell’ala caraibica degli Spurs.
Dalla lunetta il N°11 non tradiva ma serviva a poco, sempre il solito Tony degli Speroni con un fade-away appoggiato al vetro teneva a distanza la squadra di Jordan.
Il terribile momento della squadra del North Carolina era interrotto da Jefferson che in post realizzava con un giro e tiro, lo stesso centrone rubava palla a Duncan sotto canestro, quindi Henderson finiva per segnare con un lungo jumper seguito da altri due punti di MKG che sfruttava la palla rubata da Roberts in difesa per realizzare il 34-48. Charlotte arrivava sino al -12 con un altro canestro di MKG, poi San Antonio riprendeva il comando delle operazioni portandosi con la tripla di Ginobili a un secondo e tre decimi dalla sirena a chiudere il quarto sul 38-55.

Charlotte riemergeva dal tunnel degli spogliatoi con l’aria di chi ha ancora qualcosa da dire nonostante ormai i Calabroni fossero sotto di troppi punti.
Roberts iniziava male sbagliando in penetrazione, la stessa azione era riproposta da Henderson.
Alla guardia tiratrice degli Hornets andava meglio, trovato il fallo dalla lunetta rimpinguava il suo bottino personale con due punti.
Big Al a 8:57 faceva partire però la rimonta tirando sul primo ferro un pallone che finirà comunque in fondo al cesto.
A 8:13 un tiro in sospensione dalla diagonale destra di Michael, seguito da tre punti from downtown di Roberts a 7:42 e lo svantaggio tornava sotto la doppia cifra (-8). Bonner purtroppo però approfittava di una difesa di Charlotte tutta schiacciata verso la linea di fondo per difendere su una penetrazione.
Il suo tre punti aperto a 7:18 valeva il 53-64.
Gli Hornets decidevano di affidarsi alle bombe, Henderson la metteva per il 58-64, Roberts invece mancava l’appuntamento nonostante un buon giro palla della squadra che gli concedeva un po’ di spazio.
A 3:39 Jeffeson ai bordi dell’area nera trovava nel cuore della stessa Zeller, iI quale dopo due finte riusciva a ritagliarsi lo spazio per mettere la palla dentro.
39 secondi dopo le parti s’invertivano, questa volta era Cody a dare l’assist dentro per Al, il quale faceva preoccupare l’Alamodome intero, giacché gli Hornets erano risaliti abbastanza imprevedibilmente sino al -2.
Gli Hornets potrebbero anche passare avanti ma Neal sbagliava in entrata e nonostante Zeller strappasse un pallone a Baynes, Roberts mancava la tripla del possibile +1.
Iniziava a rientrare in campo la panchina e nonostante gli sforzi profusi dai giocatori sul parquet la compattezza ne risentiva.
Joseph si andava a prendere un fallo e metteva entrambi i liberi a 1:49 per il 62-66.
Charlotte teneva ancor un po’ con un incrocio tra giocatori e passaggio schiacciato per la dunk imponente di Maxiell.
Roberts veniva punito per un leggero contatto sulla parte terminale del tiro di Mills, il quale non realizzava dal campo ma faceva l’en plein dalla lunetta con un 3/3 che ricacciava Charlotte sul -5.
Charlotte, che era rientrata in gara muovendo palla per attaccare il ferro o trovare spazio per il tiro, finiva per il farsi male da sola.
In attacco Neal e Stephenson provavano dalla lunga distanza due soluzioni innocue, Stephenson metteva grinta e cattiveria agonistica sull’ultima difesa e il quarto rimaneva sul 64-69.

L’inizio dell’ultimo quarto vedeva gli Spurs tornare con la palla in mano ma Parker non era più caldo e sbagliava il primo tiro, Neal dall’altra parte lo imitava ma Maxiell gli concedeva una seconda possibilità catturando il rimbalzo, Gary questa volta non falliva e i punti di svantaggio tornavano a essere solamente due (67-69).
Bonner però, a 10:57 era utilissimo agli Spurs e dannoso per gli Hornets.
Nonostante la difesa di Zeller la tripla scagliata entrava e Ginobili rincarava la dose su schermo dello stesso Bonner andando da tre punti per il 67-75.
A Neal era fischiata un’infrazione e Duncan metteva due pinti per il +10 a 9:38 dalla fine.
Charlotte non giocava più intelligentemente.
Lance si prendeva un altro tiro a bassa percentuale da 3 punti mentre San Antonio sbagliava il tiro con Mills fermo oltre l’arco sulla transizione ma correggeva Green tutto solo sotto canestro, approfittando del mancato rientro tempestivo dei lunghi.
67-79 e timeout Charlotte.
La situazione non migliorava, Duncan trovava spazio per la schiacciata che tuttavia stampava sul secondo ferro fallendo miseramente il tentativo, MKG dall’altra parte andava a bersaglio dalla baseline sinistra a 6:33 con un open dalla media.
Gli arbitri nel finale (non solo) commettevano qualche errore di troppo svantaggiando entrambe le squadre con decisioni errate, anche se Charlotte rimaneva la più penalizzata.
Sotto il canestro di Charlotte MKG e Joseph combattevano per una palla vagante, l’ala degli Hornets toccava la palla ma da dietro arrivava Joseph che prendeva tutto, palla e avambraccio di Michael, il quale finiva per essere sbilanciato e cadendo all’indietro sbatteva a terra sul parquet rimanendo disteso in area.
L’arbitro non fischiava nulla, gli Spurs continuavano l’attacco e finivano per segnare 5 contro 4.
Nel finale inutili 3 bombe sganciate dagli Hornets, gli Spurs controllavano e la partita si chiudeva sull’86-95.

Le uniche due buone notizie della notte sono che la squadra nonostante dimostri di soffrire le assenze è ancora viva e lotta, mentre dalla Georgia arriva la notizia che gli Hawks hanno fatto il loro dovere battendo i Brooklyn Nets, mantenendo gli Hornets nel novero delle partecipanti ai playoffs.
Charlotte ha tirato con il 41% contro il 42,2% degli Spurs che non si discosta molto.
Nonostante Jefferson e Zeller abbiano fatto un buon lavoro a rimbalzo, gli Spurs hanno vinto la battaglia sotto le plance 49-43 e quella delle stoppate 8-4, gli altri numeri non sono dissimili, solo qualche tripla in più per gli Spurs (le percentuali non differiscono molto) e qualche FT in più realizzato.
Lo sforzo contro i campioni in carica è stato buono, ora “tutti a Denver” Colorado per mantenere l’alta quota dei playoffs e vedere che succederà nella prossima gara con i Nuggets che nella notte sono riusciti a sorpresa a espugnare lo Smoothie King Center di NOLA.

Voti

Roberts: 5
8 pt. (3/11), 6 assist, 3 rubate, 3 rimbalzi. Se avesse a che fare con il play di riserva vincerebbe il duello, ma Parker rimane in campo quasi 30 minuti e Roberts è troppo lento per contenerlo. Male al tiro, prova una tripla troppo difficile da mettere. Discreto negli assist ma è troppo poco.
Henderson: 6
18 pt. (6/17), 3 assist, 2 stoppate. Tiene per un po’ a galla gli Hornets poi sbaglia qualcosa di troppo. Si oppone due volte alla grande in stoppata. Finché cerca di giocare la palla fa bene, a volte esagera nell’andare a cercarsi il tiro isolandosi.
Kidd-Gilchrist: 6,5
14 pt. (7/13), 3 rimbalzi, 1 assist. Buona media al tiro, vince il duello personale.
Zeller: 5,5
9 pt. (3/7), 13 rimbalzi, 7 assist, 1 stoppata. Non è un fenomeno e qualche pecca di posizionamento produce punti facili per Duncan e gli Spurs, si da un gran da fare a rimbalzo e cerca di smistare buoni palloni. Non prende un passaggio di Stephenson basso poiché si flette in maniera un po’ goffa però mi piace perché si batte. Mette anche una tripla da posizione frontale dimostrando buona mano troppo tardi, molti i tiri piazzati mancati prima. Certo, da Jordan aspettiamo rinforzi in PF.
Jefferson: 7
17 pt. (8/12), 16 rimbalzi, 1 assist, 1 rubata. Big Al sciorina il suo repertorio offensivo tirando con il 66,6% dal campo. Veloce, fluido, inganna anche Duncan con le finte, tantissimi i rimbalzi presi a protezione del ferro.
Maxiell: 5,5
4 pt. (2/5), 2 rimbalzi. Ha un -22 in +/-, non è tutta colpa sua, la divide con i compagni, gli arbitri che lo penalizzano, ecc. Mette una dunk imponente ma non convince appieno.
Stephenson: 5
0 pt. (0/5), 4 rimbalzi, 4 assist, 1 rubata, 1 stoppata. Ci sono nel computo anche 4 palloni persi, alcuni hanno portato delle transizioni a favore degli Spurs. Tentativi di assist troppo prevedibili e lenti oppure palloni schiacciati (vedi quello per Zeller) troppo rischiosi se il ricevente non è abbastanza elastico. Per il resto mette insieme qualche statistica ma nel complesso è un disgregante del gioco.
Hairston: 5
0 pt. (0/2) in 09:00 minuti. Manca I suoi due tiri e non fa molto altro.
Neal: 5
12 pt. (4/10), 1 rimbalzo, 1 rubata, 4 palloni persi in 18:58. Meglio al tiro delle ultime prestazioni se si considera che mette una tripla quando ormai è già finita. Ne segna una per il -2 dopo un suo precedente errore ma è il canto del cigno della gara di Charlotte. Tira senza costrutto come in un videogame. Sparatutto.
Vonleh: 6
4 pt. (1/1), 1 assist in 09:33. Partenza ad handicap. Pasticcia cercando di recuperare un paio di palloni che gli sfuggono, migliora segnando dal campo e ai liberi.
Coach Clifford: 6,5
Prestazione dignitosa per una squadra menomata dagli infortuni. Grande gioco nel terzo periodo. Gli Spurs vengono tirati in ballo nuovamente dalla qualità degli attacchi e dai ritmi degli Hornets. Alcuni Spurs faticano a tenere il ritmo e Charlotte ne approfitta, quando è costretto a far ruotare gli uomini Charlotte sparisce a causa di scelte poco remunerative e scarsa qualità del gioco della panchina.

 

OperaziHornets

Operazioni in casa Hornets.

Il roster di Charlotte verrà modificato, si cambierà partner commerciale o rimmarrà invariato?

Il roster di Charlotte verrà modificato, si cambierà partner commerciale o rimmarrà invariato?

La prima, quella più dolorosa e preoccupante riguarda la guardia Kemba Walker, il quale nella giornata odierna si è sottoposto al previsto intervento chirurgico per sistemare il dolente ginocchio sinistro. Lo strappo al menisco laterale lo aveva già costretto a saltare tre gare. Il Dr. David Altchek ha proceduto all’Hospital for Special Surgery di New York.

I tempi di recupero di Walker dovrebbero essere minimo sei settimane.

Auguri quindi a Kemba per una pronta guarigione.

Walker è leader dei Calabroni in punti (18.8), assist (5.2) e palle recuperate (1,4), inoltre ha segnato 20 o più punti in 14 delle sue ultime 21 partite giocate.

Operazioni d’altro tipo invece arrivano dal “mercato invernale”, il quale si sta tramuntando in trappola infernale, infatti le trade proposte dai Nets non paiono essere vantaggiose per gli Hornets, o meglio… potrebbero esserlo nel momento in cui si pagasse il giusto prezzo. Probabilmente il direttore generale Rich Cho sta nicchiando ripensando allo scambio proposto dai Nets. Il DG birmano non è convinto dell’affare a causa di un 1X3 troppo penalizzante per Charlotte.

Johnson sarebbe probabilmente un giocatore ideale per cercare di completare la faretra degli Hornets e mantenere in vita le speranze playoffs, tuttavia i richiesti Lance Stephenson, Marvin Williams e Gerald Henderson sarebbero “merce di scambio” svantaggiosa, sia dal punto di vista numerico, pratico su parquet e monetario/manageriale. I tre attuali Hornets insieme finiranno per guadagnare 22 milioni di dollari circa nel 2015-16, mentre i Nets spedendo il solo Johnson nella Queen City si libererebbero circa di 24,9 milioni dollari finendo per risparmiare quasi 3 milioni che Charlotte spenderebbe per un solo giocatore, nemmeno più giovanissimo e con una tendinite.

Ovviamente lo scenario ipotetico primario degli Hornets si muove insieme all’esigenza di partecipare alla post season. Probabilmente Johnson li tutelerebbe dalla pedita di Walker e potrebbe anche dare un grosso contributo da oltre l’arco, particolare nel quale i Calabroni purtroppo latitano un po’ oggi, non rimanendo in linea con la tradizione.

Stephenson è stato terribile posto come SG accanto a Walker finendo per partire dalla panchina, oggi gioca più per la squadra cercando e fornendo ottimi passaggi, anche se qualche volta esagera e butta via troppi palloni. Il tiro non è stato eccezionale, Johnson invece, forse è un po’ sopravvalutato in questo particolare ma sicuramente tira meglio di Lance, in difesa  ha esperienza da vendere ed è sovradimensionato per il suo ruolo, il che lo rende forte e stabile ma vulnerabile ad attacchi da parte di giocatori più veloci di lui. La sua capacità di colpire dalla distanza (oltre il 37% attualmente) potrebbe dare agli Hornets punti facili e aprire di più il campo a diverse soluzioni.

Se anche Al Jefferson esercitasse la sua opzione giocatore da 13,5 milioni di dollari per il 2015-16, i Calabroni avranno circa 50,4 milioni di dollari impegnati in una delle più sanguinose combinazioni per mantenere tre giocatori principali nel roster.

Sicuramente l’aspetto di gestione manageriale incide parecchio per una “piccola” come Charlotte e Cho non vuole barattare un possibile futuro immediato vincente con futuro più lontano nel tempo che potrebbe non essere così di successo.
Dopo le parole di Jordan però i tifosi attendono i fatti, se davvero sua maestà vuole portare in altro i Calabroni qualcosa in più sarà costretto a spendere. Non è detto che questa sia la via, la trade giusta, anzi, personalmente la ritengo troppo onerosa, Charlotte sembra costretta a una svendita fallimentare per recuperare qualcosa di utile in ottica playoffs, ma è un ricatto… come quando vediamo un bell’oggetto che ci attrae ma a un prezzo spropositato rispetto al valore della merce, meglio rinunciare…
Gli Hornets sono risaliti all’ottavo posto della Eastern Conference con un record di 19-26 ma con l’infortunio di Walker, il quale potrebbe anche non disputare una quindicina di gare se tutto andasse per il verso giusto, potrebbero perdere anche il treno playoffs dato che Kemba rappresenta una qualità al servizio di Charlotte difficile da sostituie.

Gli Hornets vorrebbero mantenere le scelte future al primo giro e possibilmente avere una grande flessibilità stando sotto il tetto salariale a partire dall’estate del 2016. Il solo Walker perserà un po’ sul salary cap per la stagione 2016-17.
Cho nonostante abbia ammesso che Kemba sarà una grande perdita e Roberts non potrà sostituirlo nella stessa maniera ha dichiarato: “siamo fiduciosi nei ragazzi che abbiamo”.

Gli Hornets hanno avuto tutto il rostre completo (composto da 15 giocatori) a disposizione solo una volta nelle prime 45 partite e la situazione non muterà probabilmente almeno per un’altra dozzina di gare. Roberts è l’unico giocatore che non ha perso una sola partita.

Complicazihornets

Non c’è pace per la franchigia di Charlotte, la squadra sta andando bene, ma proprio in questo momento una serie di problemi fisici di alcuni giocatori, complica la vita a coach Clifford proprio ora che sembrava aver trovato l’alchimia giusta nel gruppo.

Kemba purtroppo ha evidenziato un problema più grave di quel che si era pensato, ha una lacerazione del menisco laterale del ginocchio sinistro e sarà necessario un intervento chirurgico cui il play sarà sottoposto a New York il 28 gennaio.
Il tempo di recupero sarà deciso in base agli esiti dell’intervento chirurgico stesso, anche se si vocifera già di sei settimane o più perse.
Gli Charlotte Hornets, nonostante Brian Roberts si dichiari pronto per cercare di sostituire al meglio Walker, starebbero guardando in giro, puntando ora i fari su Norris Cole degli Heat o Ramon Sessions dei Kings (ex Charlotte Bobcats) per cercare di sostituire un giocatore che difficilmente sarà rimpiazzabile a livello qualitativo da uno di questi nomi.

Biyombo e Walker, due importanti perdite per gli Hornets. Oltre a loro out momentaneamente anche Marvin Williams.

Biyombo e Walker, due importanti perdite per gli Hornets. Oltre a loro out momentaneamente anche Marvin Williams.

Walker si era recato a New York lunedì per avere un secondo parere sulla ciste che si porta dal liceo. L’esame al quale si è sottoposto ha confermato beffardamente l’esigenza di rimuoverla, proprio nel momento meno opportuno.

Gli Hornets hanno compiuto uno sforzo ragguardevole per rientrare in zona playoffs, tuttavia la perdita di Kemba potrebbe anche pregiudicare una loro partecipazione al proseguo della stagione regolare.

Gli Hornets (19-26) hanno, infatti, vinto nove delle ultime undici partite e hanno superato i Brooklyn Nets nella corsa all’ottavo posto nell’Eastern Conference.
Kemba, infatti, è il leader dei Calabroni in punti (18,8 a partita), in assist (5,2) e palle nelle recuperate (1,4).
“E ‘stato di gran lunga il nostro miglior giocatore”, ha detto Clifford. “Guardate i Cavs, senza LeBron (James) o (Oklahoma City) senza (Kevin) Durant. Nel basket, hai solo cinque ragazzi che giocano.”…” ma se continuiamo a difendere, a prendere rimbalzi come abbiamo fatto, non perdiamo troppi palloni, oltre e migliorare il nostro ritmo di gioco, per me abbiamo potenziale più che sufficiente per continuare a giocare bene.” ha proseguito il coach dei Calabroni.

Clifford ha detto che è possibile, nel caso in cui Walker dovesse metterci molto a guarire, che gli Hornets potrebbero firmare un altro playmaker come già anticipato. Ciò richiederebbe alla dirigenza il taglio di un giocatore, salvo che la NBA conceda agli Hornets eccezionalmente un roster composto da 16 uomini.

Piove sul bagnato in casa Hornets per il resto; Bismack Biyombo dovrà saltare almeno 10 giorni dopo aver subito una contusione ossea al ginocchio destro contro New York, inoltre Marvin Williams, oltre alla commozione cerebrale, ha riportato anche una frattura nasale nella collisione involontaria con Jason Smith.

Con Biyombo out, il centro Al Jefferson ritornerà subito nella formazione di partenza, la quale sarà sostenuta nel ruolo di centro da Jason Maxiell che subentrerà a Big Al partendo dalla panchina.

Maxiell farà anche il backup di Cody Zeller in PF ma Clifford ha detto che sarà probabile che conceda più minuti sul parquet a Noah Vonleh, il quale ha giocato veramente poco questa stagione.

Comunque vada spero che gli Hornets continuino a lottare partita dopo partita e che la società ora faccia il suo dovere intervenendo intelligentemente sul mercato, proponendo qualcosa di meglio rispetto alle ipotesi ventilate per quel che riguarda il tema di mercato, specialmente nel ruolo di PG se Kemba dovesse stare fuori per un po’ di tempo, con certi nomi affrontare alcune gare in programma come quelle contro Atlanta, Chicago o Washington non sarebbe semplice (già non lo è).

John’s’adda fa?

Gli Charlotte Hornets e i Brooklyn Nets, due squadre in lotta sul campo per l’ultimo posto playoffs, sono invece tornate a parlarsi di scambi, questa volta pare che le disucussioni siano incentrate sullo swingman Joe Johnson, così dicono alcune fonti vicino all’ambiente NBA.
Joe Johnson.

Joe Johnson.


Gli Hornets ed i Nets starebbero discutendo su un pacchetto più ampio che probabilmente includerebbe oltre a Lance Stephenson, anche Gerald Henderson (questioni di scadenza di contratto) Marvin Williams.
Michael Jordan è attratto dalla possibilità di ottenere Johnson, buon realizzatore che viaggia quest’anno con la media del 36,2% da 3 punti, migliorabile per lui…

I punti interrogativi su Joe sono che di recente è alle prese con una tendinite, ha 33 anni e ha un contratto di 23,1 milioni di dollari per il 2014-15, il quale salirà a 24,9 milioni di dollari nella prossimama 2015-16.
Brooklyn vorrebbe ancora muovere Brook Lopez ma questa volta gli interessati sarebbero i Denver Nuggets.

Johnson sta avendo una media di 15,5 punti a stagione, al di sotto della sua media totale di tutta la sua carriera pari a 17,4 punti a partita e tira dalla lunetta con l’80,8%.

Gli Hornets ci pensino bene.
Stephenson in attacco è sacrificabile, ma sta diventando un prezioso uomo assist, anche se le sue bizzarrie costano troppi turnover, Charlotte tuttavia dovrebbe ottenere in cambio anche un buon passatore, almeno per la panchina.
Se Marvin Williams non sarebbe poi una grande perdita, Gerald Henderson potrebbe esserlo, visto il differente tipo di gioco che lui e Joe Johnson hanno sul parquet, forse più adatto a convivere con Jefferson il primo, più per la squadra quello di Gerald invece.
Gli Hornets diverrebbero più pericolosi sul perimetro, ma meno imprevedibili e ficcanti nelle loro incursioni e sui tagli, visto che Neal pare non svegliarsi dal proprio torpore. L’ideale sarebbe proporre proprio Gary Neal in questa eventuale trade, che così proposta, ancora una volta comunque dal mio punto di vista, sarebbe poco vantaggiosa per gli Hornets che potrebbero ottenere di più, oltre che intasare il salary cap per un giocatore non più giovanissimo anche se utile.

Char-l’ottava

Gli Charlotte Hornets sono entarti ieri in zona playoffs con mezza partita di vantaggio su Brooklyn (sconfitta nella notte a Salt Lake City dai Jazz) dopo una lunga rincorsa, mentre tutto tace come cenere sopra una brace dalla parti del North Carolina per quanto riguarda i rumors di mercato.

Dopo aver perso una striscia di 10 partite, seguita poco più tardi da un’altra striscia di 5 sconfitte, gli Charlotte Hornets hanno inanellato 5 vittorie di fila che fanno parte di un 9-2 nelle ultime 11 partite.

I problemi però per gli uomini di Jordan non mancano, è stata confermata la commozione cerebrale per Marvin Williams, mentre le condizioni di altri due infortunati (Walker e Biyombo) sono da verificare.

Kemba Walker potrebbe operarsi ma serve come Batman per il commissario Gordon per Clifford a Charlotte...

Kemba Walker potrebbe operarsi, tuttavia serve a coach Clifford (e a Charlotte) nella stessa maniera nella quale Batman è utile al commissario Gordon…

Williams ha preso una gomitata involontaria dal centro dei Knicks Jason Smith ieri sera.

Non c’è nessuna data prevista per il rientro, Marvin passerà per il protocollo della NBA riguardo questo tipo di problema.

Anche Kemba Walker è tornato nella lista infortunati saltando la partita di sabato sera contro New York, il centro Bismack Biyombo invece l’ha iniziata  ma è durato meno di otto minuti, esso infatti, ha subito una contusione al ginocchio. Uscito dal parquet, non ha più fatto ritorno.

Il Direttore Generale degli Hornets Rich Cho ha detto che la squadra continuerà a valutare Walker, che ora ha perso tre delle ultime cinque partite. Walker si sottoporrà a risonanza magnetica, ed è possibile che si sottoponga a intervento chirurgico, tuttavia Kemba ha convissuto con questa ciste al ginocchio fin dai tempi del liceo a New York City.

Personalmente non mi preoccupa ancora la situazione di Walker, nel senso che credo ce la possa fare a tornare in campo senza bisogno di un’operazione che, se si rendesse necessaria, probabilmente pregiudicherebbe le speranze degli Hornets d’entrare nei playoffs.

Tutti aggrappati a Walker quindi, senza scordare l’importante presenza difensiva di Biyombo, anche perché il ritorno di Big Al, se da un lato è stato positivo, dall’altro ha evidenziato qualche incompatibilità con il gioco degli esterni degli Hornets, che godono ora di meno libertà nelle giocate rapide che hanno fatto male agli avversari.

Big Al inoltre rallenta la manovra dei Calabroni, anzi, sovente finisce per terminare da solo l’attacco e non resta che sperare di vederlo in buona serata, di sicuro però non è un gioco come quello proposto da Spurs o Hawks, gioco che in qualche maniera riproduceva specialmente “con i suoi piccoli” Charlotte fino al rientro di Jefferson.

Bisogna trovare una convivenza tra queste due incompatibili “anime” (modi di giocare) e Kemba potrebbe essere il cardine di questo meccanismo.

Gli Hornets riprenderanno domani gli allenamenti alla Time Warner Cable Arena in vista della doppia trasferta ad Ovest; San Antonio e Denver.

 

Game 45; Charlotte Hornets Vs New York Knicks 76-71

Un déjà vu del peccato originale, questa volta però non sono stati Adamo ed Eva ad addentare la (Grande) Mela, ma Charlotte che non è decaduta come i due illustrissimi “antenati” progenitori della specie umana, ma ha solamente colto un’importante vittoria in chiave playoffs.
Qualcuno dice che la lotta per i playoffs a Est non sia eccitante, magari semplicemente perché non è coinvolto, comunque sia, sebbene le partite degli Hornets non abbiano punteggi pirotecnici come quelle di Golden State ad esempio, che può vantare il figlio del commentatore degli Hornets Dell Curry, di sicuro sovente non ci si annoia poiché sono gare incerte, all’ultimo respiro, decise da dettagli nei momenti che contano.
Dopo una pessima partenza, questa squadra sta dando il massimo nonostante le defezioni a causa di piccoli e grandi infortuni inizino a dare fastidio.
I giocatori, nonostante tutte le difficoltà sono stati ancora una volta bravi a portare a casa il risultato, ma urgono rinforzi veri dalla società, considerando che anche questa notte abbiamo avuto due infortunati le cui condizioni sono da valutare.

Cody Zeller tenta la schiacciata contro Lou Amundson.

Cody Zeller tenta la schiacciata contro Lou Amundson.

New York propoveva un trio ex New Orleans Hornets per il front court. Le squadre si presentavano sul parquet prive di alcuni uomini chiave, Walker per gli Hornets più Calderon e Anthony per i Knicks, quindi gli Hornets proponevano come starting five; Roberts, Henderson, Kidd-Gilchrist, Zeller, Biyombo mentre New York ribatteva con Hardaway jr., Galloway, Amundson, Thomas e Jason Smith.

La partita di Cleveland sembrava aver lasciato scorie nelle gambe e nella mente dei giocatori di Charlotte in quest’avvio faticosissimo.
La difesa provava a fare il suo dovere, ma l’attacco era tremendamente sterile.
Galloway sbloccava il punteggio a 10:24 con un jumper dalla media e Thomas raddoppiava per i Knicks.
Biyombo in attacco si faceva stoppare da Amundson, sulla transizione avversaria per fortuna c’era Zeller che in aiuto stoppava con le unghie la palla alzata di Galloway prima che potesse entrare nel canestro.
Fallo fischiato in attacco (sfondamento) a Henderson per aver perso il controllo del corpo finendo addosso al difensore e canestro annullato. Hardaway metteva anche la tripla a 8:19 e Amundson dava una mano al compagno di squadra con un open frontale per lo 0-9.
Per vedere gli Hornets segnare occorreva aspettare 7:34 dalla fine; Zeller con un piazzato diagonale mid range dalla sinistra metteva i primi due punti per coach Clifford.
Charlotte tentava di scuotersi con Henderson che spalle a canestro guadagnava il pitturato, giro e tiro nonostante la marcatura, il risultato era positivo Roberts faceva tutto da solo e segnava con un jumper dalla lunga, Biyombo stoppava Smith al ferro, Charlotte si portava in attacco mentre lo stesso Jason tornava in difesa dove a sua volta stoppava il braccio di Zeller che ringraziava e andava in lunetta a 5:39 per segnare due liberi che muovevano il punteggio sull’8-12.
Sempre Zeller continuava ad attaccare il ferro, Amundson all’ultimo entrava in collisione con la nostra PF che si guadagnava altri due liberi per il 10-12.
Clamorosa svista arbitrale degli arbitri, i quali non si avvedevano di un Thomas che dal palleggio provava un tiro saltando, la palla gli rimaneva in mano, ricadendo a un piede sul parquet continuava l’azione e finiva per segnare…
Henderson imitava Zeller, con un veloce primo passo attaccava il ferro e trovava il fallo sistematico dei giocatori arancioblù.
A 4:29.
Anche Hendo non tradiva dalla lunetta e il distacco tornava a soli due punti.
Sette punti consecutivi di Hardaway portavano New York sul 14-21 prima che Williams sfruttando una seconda possibilità segnasse il 16-21.
Il finale di quarto era 16-23 a favore degli ospiti.

Il secondo quarto partiva così così per Charlotte, palla in mano attaccava il canestro con Williams, il quale subiva fallo a 11:43, dalla lunetta errava entrambi i tentativi, ma tornava ai liberi un secondo dopo per aver subito un altro fallo sul rimbalzo.
Questa volta Marvin splittava per il 17-23.
Charlotte pasticciava con Jefferson che si faceva rimbalzare la palla sui piedi e Neal continuava la sua disperata lotta con il canestro con quest’ultimo vincente, New York ne approfittava con Larkin per salire in doppia cifra a 9:04 (17-27).
Dopo un paio di errori Charlotte andava dentro; bel passaggio di Jefferson per MKG che non riusciva a segnare a causa del fallo di una New York che provava ad arrangiarsi sotto le plance.
Ancora una volta dalla lunetta però arrivava solo un punticino, i newyorkesi ne approfittavano con Aldrich che segnava il +11 con un fortunatissimo gancio.
Lance sbagliava due sospensioni e si doveva passare nelle mani dei lunghi per avere ragione di una coriacea difesa ospite.
Zeller a 5:36 andava dentro, il canestro era buono, ma anche lui non sfruttava la possibilità del libero addizionale per fallo di Amundson.
A 4:39 Henderson dalla baseline sinistra riusciva a segnare il 22-30 nonostante il difensore.
MKG dalla lunetta si rifaceva con un 2/2 ma New York si rifaceva dall’altra parte con Amundson che vedeva l’infilata verticale di Galloway, il quale prendeva il tempo a tutti e terminava in schiacciata.
A 3:19 Roberts si avvantaggiava della battaglia dalle forme tao tra i lunghi schermandosi e andandosi a prendere un buon tiro da 3 punti che aveva successo.
Grazie a questa tripla gli Hornets rabberciavano lo svantaggio sino al -4 (28-32).
Zeller provava a rendersi utile con un blocco che veniva sfruttato per due punti e con un’ottima difesa su Stoudamire, peccato che Smith prendesse il rimbalzo di Williams e segnasse.
Roberts realizzava due liberi a 1:52 dopo il contatto sulla sua penetrazione da sinistra e lo stesso play si rendeva protagonista del finale di periodo; a :54.4 penetrava e sparava un fiammeggiante assist per Jefferson che da sotto doveva solo alzare il braccio per mettere i due punti e a 9 decimi di secondo andava a subire il fallo in penetrazione sulla destra.
I due liberi andavano a segno e si tornava negli spogliatoi con Charlotte ora solamente sotto di una lunghezza, 36-37.

Il terzo quarto iniziava però senza Biyombo e Williams, il primo pare per una contusione al ginocchio, il secondo a causa di un tentativo di recupero palla. Smith nel tentativo di tagliar fuori Williams, ormai in anticipo sulla palla, ruotava il corpo e sbracciava, finendo involontariamente per dare una gomitata a Marvin in allungo.
Dopo circa un minuto a terra, Williams si rialzava ed era accompagnato nella locker room.
Jefferson faceva pensar male i propri tifosi mancando una favorevolissima occasione da sotto a inizio ripresa, Galloway a 11:13 andava ancora a bersaglio, e quando un tiro di Charlotte era respinto beffardamente dall’anello, considerando il successivo canestro di Hardaway ottenuto grazie a una seconda chance, le sensazioni tornavano a farsi negative.
Per spazzare via queste paure MKG gettava il cuore oltre l’ostacolo e il corpo sul pallone, in lotta da terra riusciva a favorire la transizione di Gerald che andava a concludere in schiacciata per il 38-41 a 10:04. New York commetteva ancora passi con Hardaway, il quale saltava con la palla in mano ricadendo, ma evidentemente questi arbitri non sono stati programmati per fischiare questo tipo d’infrazione…
A 8:32 Hardaway metteva una tripla e qualche brivido ai fans dei Calabroni segnando il 39-45.
Charlotte rimaneva con il fiato sospeso sulla parabola di Roberts, il quale dalla sinistra passava a Zeller e scattava sulla linea di fondo per prendersi un tiro distaccandosi dal suo difensore.
Bucket!
Henderson a 7:06 cercava di rendere la partita interessante passando dietro a un blocco alto di Jefferson, il suo tiro finiva nella retina e Charlotte tornava a -2, 45-47.
A 6:36 Jefferson metteva anche il pareggio giocando con Amundson, tuttavia la squadra di Clifford si faceva un po’ sorprendere andando un po’ in confusione, concedendo agli avversari 4 punti veloci (47-51). Hardaway jr. incominciava a essere un problema per gli Hornets, una sua tripla ricacciava indietro ulteriormente la squadra in maglia bianca e i punti di vantaggio per gli ospiti si tramutavano in 7.
La reazione di Charlotte era buona.
A 5:07 Roberts provava un buon jumper, il ferro si divertiva a far girare la palla bizzarramente, ma alla fine era benevolo con il play e concedeva il canestro.
A 4:11 Michael Kid-Gilchrist si prendeva un’entrata in diagonale, Hardaway tentava di farsi dare lo sfondamento ma non era perfettamente fermo, sul contatto proseguendo l’ala di Charlotte riusciva comunque ad allungarsi per piazzare la palla a spicchi dentro il canestro.
C’era anche il fallo e Michael non tradiva la fiducia dei compagni portando a casa il massimo e consentendo ai Calabroni di tornare sul -2 (52-54).
A 3:52 Maxiell in lunetta non era una garanzia per il pareggio, infatti, falliva orribilmente il primo FT, segnando con tanta suspense il secondo. La difesa di Charlotte si faceva serrata, Jefferson iniziava a stoppare gli attacchi avversari e New York non riusciva a concludere nei 24 secondi disponibili.
Maxiell grazie a un assist di Lance metteva il tiro che dava il vantaggio a Charlotte (55-54), il quale era rimpinguato da una magica giocata di Lance che in entrata danzava sul parquet quasi arrestandosi, sul suo movimento a ritrarsi Stoudamire in corsa, vedendosi battuto (pensando a un tiro), allungava una mano su Lance che invece continuava il movimento in allungo segnando il canestro del 57-54.
Il punteggio era quello finale di terzo quarto giacché Lance peccava errando il libero.

L’ultimo quarto iniziava con New York palla in mano e Thomas a segno per il -1.
Charlotte persi i due lunghi manteneva Maxiell sul campo che sbagliava il tiro e faceva fallo in difesa su Thomas abbattendogli un braccio sul tentativo di tiro da sotto.
L’ala dei Knicks però graziava Charlotte fallendo l’occasione di riportare in vantaggio gli uomini di Fisher.
Gli Hornets sembravano poter mettere un parziale decisivo in avvio quarto con un parziale di cinque punti; Hairston da tre punti finalmente trovava confidenza con la retina (9:32) e MKG (assist Lance) sgusciava sotto la pancia di un difensore piazzato sul post basso destro, procurandosi lo spazio vitale per l’appoggio del 63-56.
Hardaway passando dietro a un blocco andava a segno, Amundson invece era bravo ad anticipare un lento Maxiell a rimbalzo, ma non a convertire con i liberi il proprio sforzo.
Lo 0/2 lasciava il punteggio inalterato finché P.J. Hairston decideva di partire lungo per trovare un’entrata con appoggio che valeva il 65-58. New York a 7:19 realizzava una tripla con Galloway, poco presente nella serata, gli Hornets davano una mano ai “Calzoni alla Zuava” sbagliando con Stephenson e Maxiell, quest’ultimo stampava la schiacciata sul secondo ferro appendendosi, rischiando più di tirar giù la struttura che segnare.
A 5:45 Amundson pescava il jolly con un tiro allo scadere dei 24 che faceva registrare il 65-64.
20 secondi dopo Big Al finalmente tornava in se, ottimo canestro in virata nonostante il raddoppio dei Knicks.
Stephenson riusciva a intercettare un passaggio diretto verso l’angolo sinistro di Galloway e volava in transizione per il 69-64, tuttavia in difesa commetteva fallo a 4:01 sul cliente sbagliato.
Hardaway faceva 2/2. A 3:03 Big Al in area faceva saltare Amundson con una finta secca.
Sul suo tiro Amundson gli ricadeva addosso e il pallone trovava solo il ferro.
Dalla lunetta Jefferson mancava entrambi i liberi danneggiando Charlotte, anche perché un pazzesco triplone di Hardaway (blocco che gli consentiva qualche cm di spazio per tirare) finiva dento nonostante Roberts saltasse a contrastare il tiro.
L’aggancio a 69 lasciava aperta la gara a qualsiasi soluzione. Roberts però, 24 secondi dopo era costretto a tirare dal lato sinistro contro Galloway e Aldrich e che si opponevano al tiro.
Pochissimi centesimi di secondo con il cuore in gola per sentire il suono della retina.
A 1:43 Jefferson a un buon vantaggio contro Aldrich, il quale faceva quel che poteva (cioè poco), Big Al girandosi all’esterno appoggiava il 73-69 facendosi perdonare gli errori dalla lunetta.
New York tornava in attacco, prendendo diversi rimbalzi dopo alcune conclusioni fallite, sull’ultima tentata da Hardaway da 3 però Henderson si prendeva il rimbalzo.
La guardia Hornets nel finale però mancava un tiro in attacco e commetteva fallo in difesa a :41.8 spingendo Thomas, il quale dalla lunetta segnava i due tiri mandando il tabellone sul 73-71.
Gli Hornets si affidavano al tiro di Henderson dalla baseline sinistra, la palla, però non entrava, ma cadeva tra le braccia di Jefferson a rimbalzo, così New York era costretta al fallo dato che i secondi rimasti sul cronometro erano solo 22.
L’1/2 di Jefferson lasciava nell’incertezza la gara ancora per un po’. Hardaway provava la tripla per il pareggio diretto ma Henderson gli dava fastidio, il suo era un tiraccio che si stampava sul vetro, talmente strano da depistare i difensori, New York prendeva il rimbalzo ma Aldrich sulla linea laterale destra pressato passava palala a Thomas, troppo ravvicinato.
L’ala si faceva passare il pallone tra le mani e la palla era di Charlotte, la quale chiudeva ogni discorso partita con due liberi di Henderson.
Il risultato finale era dunque di 76-71.

Charlotte ha tirato con il 32,9% contro il 35,4% dei Knicks dal campo. Uno dei fattori decisivi della gara, oltre la difesa (costretti i Knicks a 18 turnover contro 9), è stato il tiro dalla lunetta.
Charlotte ha sprecato troppo ma ha provato 19 volte in più degli avversari, costretti spesso a fermare con le cattive le iniziative degli uomini in bianco.
Nonostante l’uscita di Biyombo abbia pesato sull’economia a rimbalzo (41-54) per i Knicks, la squadra di Clifford è riuscita a portare a casa la pelle, inoltre la pesante sconfitta di Brooklyn sul parquet di Salt Lake City proietta gli Hornets, almeno momentaneamente all’ottavo posto on mezza partita di vantaggio sui rivali.

Voti

Roberts: 7
17 pt. (5/9), 3 rimbalzi, 3 assist, 1 stoppata. Perde 4 palloni e il dirimpettaio in termini di punti fa meglio, ma Brian mette tutti i tiri dalla lunetta e quasi tutti i tiri importanti nei momenti che contano. Lo sforzo c’è e la prestazione è buona.

Henderson: 6,5
14 pt. (5/12), 1 assist, 1 rubata. Discreta prestazione in termini di punti, anche se il fallo alla fine su Thomas è un po’ ingenuo, fatto perché in trance agonistica…

Kidd-Gilchrist: 6,5
10 pt. (2/10), 7 rimbalzi, 2 rubate. Male al tiro, però compie due giocate chiave, il tuffo che sprona ancor di più i compagni e l’azione nella quale accorcia le distanze nel terzo quarto riagganciando gli Hornets al match, 7 rimbalzi, tutti difensivi.

Zeller: 6,5
8 pt. (2/5), 8 rimbalzi, 2 rubate, 3 stoppate. Torna utile a rimbalzo, in difesa e in fase di passaggio. Ha un buon inizio, limita i suoi tiri e finisce con un 40% dal campo. Buon lavoro.

Biyombo: s.v.
0 pt. (0/2), 2 rimbalzi in 07:12. Si fa male quasi subito, impossibile dargli un giudizio valido anche se…

Jefferson: 6,5
9 pt. (4/14), 6 rimbalzi, 7 stoppate. Inguardabile al tiro. Sbaglia tutto quello che può fino all’assist di Roberts. Nel finale sbaglia tre importanti liberi ma conclude un paio di volte in maniera stupenda. Lenitivo. Trasformazione in fase difensiva. 6 rimbalzi e ben 7 stoppate, saranno anche quelli di New York ad andare un po’ a sbattere contro di lui, comunque fa un’ottima prestazione in difesa dell’anello a differenza del recente passato. Stasera avrebbe stoppato anche un UFO.

Stephenson: 6
6 pt. (3/10), 3 rimbalzi, 4 assist, 2 rubate. Alcune sue giocate compensano qualche errore al tiro di troppo, deve fare meglio, selezionando meno tiri e giocando ancor di più per la squadra o non limitandosi alla sospensione, piuttosto tentare l’entrata. Contro New York in difficoltà sotto sarebbe stata la serata propizia.

Williams: 6
3 pt. (1/2), 7 rimbalzi in 11:45. Si fa tagliar fuori da Smith e non difende in quella circostanza, tuttavia cattura ben 7 rimbalzi in poco tempo. Si fa male (o meglio… è Smith a cagionargli in danno) e deve uscire a fine secondo quarto.

Neal: 4
0 pt. (0/6), 1 rimbalzo in 15:31. Era tra quelli che più m’inrtigavano a inizio stagione, divenuto ormai l’oggetto misterioso, per ritrovare l’armonia con se stesso e il tiro dovrebbe frequentare un centro buddista. Inspiegabile la sua metamorfosi a stato di larva. Inconcludente.

Hairston: 6,5
5 pt. (2/3), 1 rimbalzo in 10:53. Buona prova per P.J. che mette due tiri importanti in una fase nella quale avvantaggiarsi avrebbe potuto essere decisivo.

Maxiell: 5,5
4 pt. (1/3), 2 rimbalzi, 1 stoppata in 10:44. Mezzo punto in più per l’impegno e per il jumper del sorpasso. Per il resto fa paura. Randella Thomas che lo grazia dalla lunetta, fa un fallo in attacco evitabile. Biyombo e Williams sono da valutare…

Coach Clifford: 6,5
La squadra vince anche questa gara sebbene non avesse un titolare a inizio gara, aggiungendo Biz e Marvin persi strada facendo. Anche New York era menomata dalle assenze, però era motivata da gente affamata che vuole strappare un contratto. Alla fine esce vivo dall’incubo Knicks, avanti per gran parte della serata, con una buona difesa. In attacco qualche buon gioco ma qualche individualismo inutile di troppo da correggere.

Game 44; Charlotte Hornets @ Cleveland Cavaliers 90-129

Carpe Diem (Cogli l’attimo) avrebbe potuto essere il sottotitolo di quest’articolo.
Due squadre in ottima salute che avrebbero potuto darsi battaglia per proseguire il loro momento vincente.
In realtà dopo un quarto e mezzo per gli Hornets il titolo è diventato “The show must go on” (riferimento alla famosa canzone dei Queen), cioè, lo spettacolo deve andare avanti.
Gli Hornets non hanno preso più seriamente la partita e l’hanno lasciata andare.
Il divario che si era prodotto era troppo da ripristinare e pensando al back to back con New York (vincente nella notte contro Orlando) hanno preferito risparmiare energie.
Cleveland ha vinto grazie a diversi fattori; in difesa grazie ad un’ottima pressione sui portatori di palla e non di Charlotte che non ha consentito alla squadra di Jordan di produrre buone azioni, in attacco LeBron James si è dimostrato fisicamente incontenibile per Charlotte (messaggio nella bottiglia per Jordan e Cho, acquistare qualcuno con atletismo, kg e cm che sappia almeno difendere per rendere la vita più dura a James entrato troppo facilmente tra le maglie teal) e una serie di duri blocchi che hanno portato Irving, James e soci ad avvantaggiarsi al tiro o hanno prodotto situazioni in cui il movimento palla ha depistato la difesa di Charlotte.
Sui due fronti c’è da dire che la lotta a rimbalzo è stata vinta nettamente da Cleveland.
In realtà, secondo me, la differenza è meno netta di quella che il punteggio ha detto ma Charlotte ha un gap da colmare nei confronti delle big che dovrebbe essere risolto con il “mercato”.
Charlotte è scesa poco convinta e a Cleveland è andato tutto bene, trascinata dal pubblico amico, ha ottenuto una facile vittoria.

Lance Stephenson; 10 punti e 9 assist per lui nella notte partendo dalla panchina sfiorando la doppia doppia.

Lance Stephenson; 10 punti e 9 assist per lui nella notte partendo dalla panchina sfiorando la doppia doppia.

Charlotte (in teal) si schierava sul parquet alla Quicken Loans Arena con; Walker, Henderson, Kidd-Gilchrist, Zeller, Biyombo, Cleveland (in bianco) rispondeva con lo starting five seguente; Irving, J.R. Smith, LB James, Love, Mozgov.

Si capiva subito che non sarebbe stata serata per gli Hornets, Cleveland piazza subito un parziale di 0-5 con un reverse layup di Love e tripla di J.R. Smith.
Per gli uomini in teal arrivava però l’illusorio pareggio d’inizio gara tutto firmato Kemba; penetrazione tripla a 10:06 per riequilibrare la situazione.
La partita si sganciava ben presto però dai binari della parità. J.R. Smith, acquisito da New York, ha cambiato la faccia del quintetto dei Cavaliers e ha risolto i problemi di pericolosità oltre l’arco.
Partito titolare al posto di Marion, è sempre l’ex New Orleans Hornets (nella notte dei tempi) a piazzare a 9:03 la tripla del 5-8.
I Cavaliers provano a scappare, MKG invece tenta di fermarli con un bel tiro d due dal lato sinistro per il 7-11.
Biyombo però commetteva fallo (contatto) su Irving in entrata e i Cavaliers doppiavano gli Hornets (7-14).
A 6:53 una delle poche azioni eccitanti per gli Hornets in serata. Henderson batteva il suo avversario prendendosi la baseline destra andando a schiacciare in faccia alla difesa di Cleveland in maniera decisa e spettacolare grazie a un’elevazione da far invidia.
Charlotte purtroppo si perdeva in attacco risentendo della grande pressione posta dai Knicks sui giocatori in possesso palla e con Kemba non al meglio era difficile per gli uomini di Clifford produrre qualcosa per stare al passo degli scatenati Cavs.
In attacco la squadra dell’Ohio segnava a ripetizione con Love, J.R. Smith (aiutato dall’anello questa volta) da tre, Irving sempre dalla lunga, due tap-in di Thompson e una penetrazione di James in verticale a 2:33 che dimostravano l’inesistenza nella nottata della difesa di Charlotte e mandavano il tabellone sul 9-28.
Walker mandava in doppia cifra Charlotte ma Lance, entrato da poco sul parquet, commetteva fallo sul tentativo di James da 3 punti.
La punta di diamante dei Cavs non sbagliava nulla e portava a 20 punti di vantaggio per i suoi (21-31).
Il primo quarto terminava sul 13-33 a favore dei padroni di casa.

Il secondo quarto era quello che decideva la gara. La difesa di Charlotte scompariva dal campo lasciando a Shumpert la tripla (troppo schiacciati) e consentendo a Mozgov l’alley-oop, uno dei tanti dei Cavs nella serata.
L’ingresso di Jefferson sul parquet era una delle poche note positive, un suo tiro da sotto “riduceva” lo svantaggio portando il punteggio sul 15-38.
Gli ultimi bagliori di Charlotte prima della supernova erano rappresentati dal canestro di Stephenson in entrata, un bel gioco in hand-off con Jeffeson in post alto destro a consegnare palla sulla corsa di Neal per l’entrata vincente che dava a Charlotte i punti del 19-42 e ancora da Big Al, il quale riusciva a mettere tre canestri, uno dalla baseline sinistra e uno dallo spigolo alto destro dell’area e una schiacciata per il 25-47. Charlotte però implodeva sullo stesso canestro di Big Al, apertura veloce per LeBron, il quale accelerava trovando davanti a se il solo Roberts, che andava a commettere un fallo ingenuo vista la differenza di statura, concedendo a James anche il libero che l’ala di Cleveland comunque mancava.
La squadra di Blatt era ora esaltata da James che trovava alcuni canestri; a 7:22 in entrata, 2 FT a 6:56, rubando un passaggio debole in orizzontale di Roberts e chiudendo tutto solo in transizione con la schiacciata e infine con una slam volante su assist di J.R. Smith che esaltava il pubblico di casa e costringeva coach Clifford a fermare il gioco con un time-out.
La solfa però non cambiava, Irving a 5:09 in transizione segnava il 27-65, era notte fonda più tardi, quando Marion riusciva a segnare 4 punti di fila che portavano il punteggio sul 36-72.
Uno dei pochi che si salvava dal naufragio era MKG, il quale segnava dalla media piazzando un buon tiro dal lato sinistro (38-72).
All’intervallo si andava sul punteggio di 40-75.

Il terzo quarto aveva poco da dire sul piano del risultato.
Cleveland continuava ad attaccare ma era Charlotte a segnare per prima con MKG a 11:43.
I padroni di casa segnavano con James e con Mozgov, lo stesso centro acquistato da Utah tentava il passaggio smarcante dalla linea di fondo, ma Henderson chiudeva lo spazio e magnetizzava il pallone, gli Hornets affidavano la ripartenza a MKG, il quale tentava la sorte incuneandosi in area, ma in salto diventava il prosciutto nel Sandwich tra Mozgov e J.R. Smith.
Gli arbitri dopo aver visionato l’azione con l’instant replay valutavano come flagrant 1 l’intervento scorretto di J.R. e a 10:18 l’ala degli Hornets andava in lunetta splittando.
Sul possesso supplementare Walker mancava “il ponticello” mentre Irving non falliva con un drive portando a 40 i punti nel pitturato dei Cavs contro i 18 degli Hornets.
A 9:30 Charlotte aumentava i punti in area con Biz che faceva fruttare l’errore di Henderson per il tap-in del 45-82.
Un altro bel jumper di MKG faceva muovere il punteggio a Charlotte sul 47.
Walker strappava palla a Irving in attacco, tornato in difesa per un fallo fischiato contro, Irving si prendeva un tecnico per la prima volta in carriera, così Walker sfruttava l’occasione.
James martellava ancora con la tripla, anche se velleitariamente Charlotte rispondeva con l’assist di Hendeson per MKG a 6:46 che portava l’ala ad appoggiare da sotto sulla sinistra e con l’assist smarcante di Zeller per il taglio sulla linea di fondo in back door di Hendo, il quale chiudeva in bellezza schiacciando.
Un J.R. Smith caldissimo però colpiva due volte da 3 punti, una su una palla persa da Biz che gli consentiva di trovare la difesa di Charlotte spiazzata e un’altra volta a 3:57 per il 52-95.
Charlotte tentava di rimarginare la ferita con Biyombo, servito con i tempi giusti andava per la dunk in corsa e Roberts a 3:13 metteva altri 3 punti dall’angolo destro per il 57-95.
Biyombo tentava di farsi perdonare l’assenza ingiustificata nel primo tempo con altri 4 punti consecutivi, tuttavia J.R. Smith aveva l’onore per i Cavs di portare a 100 i loro punti grazie all’ennesima bomba.
Lo strano duello Biyombo/J.R. Smith si chiudeva nei secondi finali. Prima Biyombo fermava Thompson in difesa, poi era bloccato irregolarmente dallo stesso a :06.9 dalla sirena.
I due liberi Biz questa volta non li sbagliava. Dall’altra parte quasi sulla sirena J.R. Smith metteva la tripla dalla diagonale sinistra, quasi dalla linea del fallo laterale, beneficiando della schermatura dei compagni.
La tripla valeva il 63-103 (-40…), punteggio di fine periodo.

L’ultimo quarto di puro Garbage tentava di essere nobilitato dalle panchine con alcune giocate.
Sh. Marion segnava un alley-oop cattivo, affondando con una mano alle spalle di Williams, Williams e Stephenson ad esempio mettevano rispettivamente un buon tiro e un appoggio grazie ad un hard drive sulla sinistra, ma fallivano entrambi i liberi supplementari concessi per gli interventi irregolari su di essi.
Una tripla di Shumpert con i giri giusti precedeva un’elegante entrata di Stephenson per il 69-116.
Anche Jefferson rientrato in campo poteva aumentare il suo bottino dato che ora su di lui a difendere c’era il più falloso e scarso Haywoord.
A 3:57 segnava il canestro subendo fallo dal lungo di riserva dei Cavs. Con tutta la panchina profonda Charlotte accorciava ulteriormente il distacco.
Taylor a 1:30 rubava un pallone all’ultimo uomo e s’involava in transizione per la schiacciata solitaria.
Un appoggio di Stephenson chiudeva le ostilità sul 90-129.

Gli Hornets hanno catturato 42 rimbalzi contro i 56 dei Cavs, i quali hanno tirato con il 51,7% dal campo contro il 40,4% degli Hornets che sono andati malissimo da 3 punti con il 12,5% (altro messaggio alla società, trovare un tiratore affidabile da 3 pt. per me… in attesa di smentite dagli interessati… via Neal e forse anche Marvin Williams se prendessero una PF affidabile) contro il 53,6% degli avversari.
A parte i liberi, le altre statistiche non differiscono molto.
Frase d’ordine; “Never Give Up”, imparare da questa sconfitta, e come diceva Rossella O’Hara in Via col vento:
“Domani è un altro giorno”.
Chissà che l’aria di casa non torni a mettere appetito agli Hornets contro Melo e la Grande Mela.

Mancano esattamente otto partite, tante quanto la differenza tra le vittorie e le sconfitte (18-26) prima di raggiungere gara 52 e il break per l’All-Star Game, abbiamo 5/6 gare a portata, dobbiamo sfruttare al massimo queste possibilità sperando che la società si muova prima della dead-line.

Voti

Walker: 5
8 pt. (3/14), 4 assist, 2 rubate. Gioca meno, ancora convalescente dal problemino al ginocchio. Contro New York ci serve un Kemba formato vittoria all’ultimo respiro.

Henderson: 5
6 pt. (2/8), 2 assist, 1 rubata. Stasera tradisce anche Henderson. Qualche buona giocata, esaltante schiacciata e una buona palla recuperata oltre che un assist al bacio, troppo poco per arginare la prestazione del pari ruolo avversario.

Kidd-Gilchrist: 6
15 pt (5/11), 7 rimbalzi, 2 assist, 1 stoppata. Vittima anche lui dei blocchi dei Cavs in attacco, quando vanno contro di lui da sempre la sensazione di poter tenere. Certo… con alcuni avversari c’è una bella differenza di kg e cm. Lui comunque mette 15 punti (buoni jumper) e prende 7 rimbalzi.

Zeller: 5
5 pt. (2/6), 7 rimbalzi, 2 assist. Nel complesso insufficiente. Come per Henderson, troppo poco…

Biyombo: 4,5
10 pt. (4/6), 5 rimbalzi. Bismack mi piace come giocatore, ma questa sera è uno dei principali accusati finiti sul banco egli imputati. Mozgov e Thompson fanno meglio di lui. Si deve arrangiare qualche volta per non farsi tagliar fuori. I 4 punti di Thompson in tap-in sono troppo. Prova a rifarsi quando è troppo tardi, questo gli aumenta di un mezzo punto il voto su una prestazione insufficiente.

Williams: 5
2 pt. (1/5), 3 rimbalzi, 1 stoppata. A parte la stoppata in difesa ha preso poco. Male anche al tiro.

Stephenson: 6,5
10 pt. (5/10), 9 assist. Una sola palla persa. Se non latitasse un po’ troppo in difesa di suo sarebbe da 7. Fornisce da solo un terzo di tutti gli assist degli Hornets in serata (27). 50% al tiro.

Jefferson: 7
22 pt. (10/16), 11 rimbalzi, 3 stoppate. In forma smagliante da playoffs va in doppia doppia, Big Al ha messo la ragguardevole cifra di 22 punti in soli 23:45 sul parquet partendo dalla panchina. Ha tentato di replicare con i suoi canestri e i suoi rimbalzi ai Cavaliers, ma quasi da solo non è bastato.

Neal: 5,5
2 pt. (1/2), 2 assist, 1 rimbalzo.
Perde un pallone che Cleveland sfrutta in transizione. A parte il bell’hand-off con Jefferson anche in difesa non è sembrato irreprensibile, comunque come gli altri ha sofferto i blocchi.

Roberts: 5,5
3 pt. (1/4), 2 assist in 15:34. Poca cosa per Roberts in 15:52. Fa un fallo inutile su James. Un solo canestro sui quattro tentativi.

Maxiell: 6
1 pt. (0/0), 3 rimbalzi e 1 assist in 9:03. Questo vale anche per le due pagelle sottostanti. Stiamo parlando di garbage time, ma il voto va in base a quanto mostrato sul campo. Ha voglia e si vede, pur con tutti i suoi limiti in difesa e ai liberi comunque cattura 3 rimbalzi e prova a essere utile.

Hairston: 5
0 pt. (0/4) in 6:43. E’ entrato e ha preso per divertimento la gara con il prendi e tira, a volte anche un po’ esosamente. Rovina quel che i compagni hanno costruito. Solo un buon intervento in difesa.

Taylor: 6,5
6 pt. (2/3), 2 assist, 2 rubate. Con lo stesso minutaggio di Hairston. Potrebbe anche finirgli davanti nelle rotazioni. Ha un gioco più intelligente e P.J. non è maturo.

Coach Clifford: 6
Il materiale a disposizione è questo. Se la gioca alla grande contro squadre che non hanno James, stasera aveva un Walker a mezzo servizio e una squadra che ha pensato (se giustamente lo dirà la gara di domani notte) alla prossima partita. Sei politico nonostante la Waterloo, in fondo una sconfitta di 1 punto o di 39 vale sempre come una sconfitta e basta. Ora deve ridare la mentalità difensiva alla squadra, un “previsto” incidente di percorso ci sta.

 

AscensHornets

Il proprietario degli Charlotte Hornets Michael Jordan ha appena ricevuto il premio di CBJ’s Business Person of the Year, la rivista finanziaria Forbes il giorno seguente ha pubblicato le sue valutazioni su tutti i franchising, valutazioni che fa annualmente.

La franchigia è in ascesa. In un anno, pur partendo dai bassifondi della classifica, ha guadagnato tre posizioni per quel che riguarda il valore complessivo della società.

Il franchising Hornets ora vale 725 milioni di dollari secondo Forbes, che classifica Charlotte 26^ tra le 30 squadre NBA.

Jordan aveva pagato una cifra stimata intorno ai 175.000 mila dollari per la quota di maggioranza del team nel 2010.

Michael Jordan accepted the Charlotte Business Journal's Business Person of the Year award at the Book of Lists Gala on Tuesday night. Here, he poses for photos with his wife, Yvette Prieto; William Wilson, CEO of William Wilson Clothing (left); and CBJ Publisher Kevin Pitts (right) and guests at the VIP reception.

Michael Jordan accepted the Charlotte Business Journal’s Business Person of the Year award at the Book of Lists Gala on Tuesday night. Here, he poses for photos with his wife, Yvette Prieto; William Wilson, CEO of William Wilson Clothing (left); and CBJ Publisher Kevin Pitts (right) and guests at the VIP reception.

Da allora, lui e un personale di front-office guidato da Fred Whitfield e Pete Guelli (amministratore vendite) hanno abbandonato il nome Bobcats e riportato indietro il tempo con il nome Hornets, hanno firmato top sponsor come Mercedes, McDonald’s e Food Lion, e, per la prima volta da quando la NBA è tornata a Charlotte nel 2004, le vendite dei biglietti sono salite sopra i 10.000.

In primo luogo, Jordan si è avvantaggiato grazie a (contratto con il sindacato dei giocatori firmato nel 2011) un contratto che ha spostato più soldi delle entrate condivise verso i mercati più piccoli, tra cui Charlotte.

Poi, lo scorso autunno, la NBA ha firmato nuovi accordi per un valore televisivo pari a tre volte tanto rispetto ai contratti in corso con ESPN e TNT. Ogni franchise si è avvantaggiato da questa mossa.
Charlotte si era classificata 29^ nella lista Forbes nel 2014, con un valore stimato di 410 milioni dollari. Il fatturato pare essere cresciuto da 15 milioni di dollari a 130 milioni, secondo la rivista.
Undici squadre valgono più di un miliardo, guidano la classifica i Los Angeles Lakers con 2,6 miliardi dollari. Il resto della top five comprende i New York Knicks con 2,5 miliardi dollari, i Chicago Bulls (2 miliardi), i Boston Celtics (1,7 miliardi dollari) e i Los Angeles Clippers (1,6 miliardi dollari).
Jordan ha detto ai 350 partecipanti alla serata di gala CBJ’s, che non ha intenzione di vendere la squadra. Per coloro che dubitavano del suo impegno come proprietario, ha detto: “E ‘meglio che tiriate i vostri calzini su”, un riferimento alla sua intenzione di rimanere presidente degli Hornets per gli anni a venire.

Game 43; Charlotte Hornets Vs Miami Heat 78-76

I Miami Heat si presentavano alla Time Warner Cable Arena decisi a vincere per mantenere il loro settimo posto.
Gli Hornets invece volevano a tutti i costi vincere la gara per rientrare in zona playoffs.
Sicuro ne sarebbe uscita una battaglia incandescente, una sfida al calor bianco visto che stiamo parlando degli Heat.
Kemba Walker rientrava in campo con qualche problemino al ginocchio e Jefferson partiva dalla panchina, dall’altra parte c’era anche Wade, pure lui alle prese con dei fastidi, in più agli Heat mancava il loro centrone di riserva Hassan Whiteside, che avrebbe potuto dar fastidio agli Hornets, i quali sono stati bravi nella lotta a rimbalzo, hanno sfruttato il vantaggio e lottato sino alla fine su ogni pallone vincendo la sfida nonostante il calore degli Heat nel finale abbia tentato di uccidere i Calabroni, usciti indenni e più convinti da questa gara.

Gerald Henderson in sottomano. 11 punti e una buona prova difensiva.

Gerald Henderson in sottomano. 11 punti e una buona prova difensiva.

Gli Heat scendevano sul parquet in maglia rossa guidati dal solito Spolestra con; Chalmers, Wade, Granger, Andersen e Bosh.
Gli Hornets, oggi color teal, guidati da Clifford proponevano lo starting five seguente; Walker, Henderson, Kidd-Gilchrist, Zeller e Biyombo.

Partenza fredda per gli Charlotte Hornets che incassavano lo 0-2 di Wade e mancavano qualche tiro.
Il primo punto arrivava su un libero per opera di Kidd-Gilchrist a 10:28, dopo una sua entrata non andata a buon fine, Biyombo aveva tenuto vivo il rimbalzo che era tornato nelle mani dell’ala piccola.
A 10:09 Miami guadagnava due liberi per un blocking foul chiamato a Walker che a mio parere era già fermo prima del contatto.
Chalmers comunque segnava l’1-4, però gli Hornets continuavano ad avere seconde occasioni, su una di queste Henderson trovava la difesa degli Heat aperta al centro come il Mar Rosso e s’infilava per il sottomano del 3-4.
Bosh provava a sfruttare il possibile match up con Zeller ma Cody seguiva la sua penetrazione fino all’anello e faceva sbagliare l’avversario, dopo qualche errore delle due squadre Miami si portava sul +3 grazie ad Andersen che riceveva uno stretto passaggio in area che il bianco chiudeva in schiacciata.
A pareggiare ci pensava Henderson con una tripla a 7:59.
Gli Hornets passavano in vantaggio con Walker ma Wade a pochi secondi dallo scadere dei 24 per il tiro con una tabellata ristabiliva l’equilibrio perfetto sull’8 pari.
Gli Heat si sarebbero potuti riportare in vantaggio con il canestro di Bosh, che veniva annullato per essersi aiutato troppo con i gomiti su Zeller.
A 5:50 arrivava l’ovazione del pubblico per Biyombo, il quale conquistava un altro rimbalzo (errore di Hendo) e attorniato da diversi dei giocatori degli Heat si liberava inarcandosi all’indietro su un’ipotetica retta diagonale sinistra, spazio cercato e canestro trovato di tabella per il 10-8.
Biyombo riconcedeva il vantaggio agli Heat quando Wade in area metteva il canestro con Biyombo che abboccando alla finta saltava andando a contatto con la guardia in maglia rossa.
10-11 che durava poco. Roberts in attacco dava un pallone troppo forte a Biyombo che in qualche maniera si salvava in mezzo a tre difensori in tuffo sulla palla a spicchi, uno dei quali però, toccava linea di fondo. Brian si rifaceva vedendo il movimento rollante di Zeller che in post basso chiudeva segnando e subendo fallo poiché il rientro di Miami era tardivo e precipitoso.
Cody dalla lunetta completava il gioco da 3 punti per il 13-11.
Charlotte estendeva il vantaggio con Williams (lungo due dal lato sinistro) e con Lance che beneficiava del giro palla degli Hornets per una partenza sparata a 3:20 conclusa in appoggio.
Ancora Stephenson riusciva a liberarsi con una finta di passaggio a 2:38 per entrare facilmente in una difesa di Miami un po’ distratta.
Il 19-11 era rintuzzato da Chalmers, giocatore che dava fastidio agli Hornets in questo primo quarto.
A 2:02 un buon pick and roll tra Lance e Big Al portava il centro a mettere due punti facili da sotto. Heat che tornavano quasi a un possesso con 4 liberi consecutivi, sugli ultimi due Roberts rischiava un po’ andando pesante sul contatto in aria con Ennis.
Charlotte rispondeva comunque con altrettanti punti, due di Roberts dalla lunetta e due di Jefferson a 1:01 che si liberava dell’avversario con finte sul posto contrapposte velocissime e metteva un gancio solo cotone per il 25-17.
Lance pasticciava un po’ nel finale ma gli Hornets chiudevano sul 25-17 il primo quarto.

Il secondo quarto iniziava con Roberts che metteva una tripla from downtown a 11:40 per il 28-17, grazie a un buon movimento palla della squadra.
Chalmers continuava a infastidire la retroguardia degli Hornets anche in questo secondo quarto andando a segno e tentando l’entrata.
Neal nel secondo caso sceglieva di spintonarlo mandando Mario in lunetta.
Questa volta però il giocatore di Miami faceva 0/2.
Iniziava a scaldarsi Bosh, che marcato da Jefferson metteva comunque il tiro. Una correzione da sotto canestro si Ennis valeva il 28-23 e coach Clifford chiamava time-out prima di ulteriori danni.
Al rientro in campo Big Al faceva valere le sue doti cestistiche facendo saltare Bosh e appoggiando comodamente il pallone del 30-23.
Zeller allungava a 32 con 2 liberi, ottenuti mentre tentava un reverse layup, Wade non era d’accordo e da dietro cercando la palla, affossava il lungo.
Cody tornava a farsi notare anche in difesa, la sua palata su Ennis salvava il canestro di Charlotte da due punti quasi certi.
Miami segnava con Bosh a 8:00 dalla baseline destra e trovava 3 punti grazie a Sh. Williams che facevano risalire Miami sul -4 (32-28).
Gary Neal riusciva ad andare sulla baseline destra e a prendersi il tiro dopo un autoscontro con un difensore che si distanziava, consentendo alla guardia di segnare il 34-28.
Byombo e Zeller potrebbero dare altri due punti a coach Clifford, ma in quest’occasione non erano bravi a segnare quanto invece nel prendere i rimbalzi che gli consentivano più occasioni, Miami però catturava palla alla fine e Wade con un veloce spin move in area depositava a canestro in transizione.
Charlotte aveva un ottimo momento sui due fronti; Hendo dalla lunetta, Walker in reverse layup su bell’assist di MKG e Biyombo che se ne infischiava dei difensori mettendo una solida schiacciata, sparavano Charlotte sul +10 (40-30). Miami però è squadra in un discreto periodo di forma e lo dimostrava coni tiri di Cole e di Granger (da 3 quest’ultimo) che dimezzavano lo svantaggio a 2.06 dall’intervallo.
Miami arrivava con due liberi di Sh. Williams sino al -3 prima di essere respinta con una tripla di Walker in ritmo a 1:04.
Chalmers e Henderson chiudevano con due punti a testa le ostilità nei primi 24 minuti e si andava al riposo sul 45-39 per Charlotte.

Il terzo quarto si apriva con Zeller che tentava l’appoggio da marcato.
In realtà il pallone lanciato in area da Cody passava sopra il ferro da sinistra a destra, divenendo un assist involontario per Biz che raccoglieva e ringraziava il compagno.
Biyombo era anche fondamentale su Granger in aiuto.
La penetrazione era fermata all’ultimo dall’aiuto del congolese che alzava il clipeo fermando con un blocco da pallavolo il giocatore di Miami.
Gli Heat provavano allora ad affidarsi alla vena di Bosh.
I suoi primi due tentativi andavano a vuoto, ma a 8:51 riusciva a segnare con un buon drive concluso con un particolare appoggio.
A 8:40, un Kemba un po’ in ombra a causa del ginocchio tornava a farsi sentire con una “facile” bomba per il 50-43.
Charlotte riusciva anche a ripartire in transizione; Walker pompava perfettamente e deliziosamente un pallone schiacciandolo in diagonale, il suo era un assist con tempi perfetti per MKG a pochi passi dal canestro, purtroppo arrivava il N°22 degli Heat a rovinare l’azione con un fallo che mandava l’ala in maglia teal in lunetta.
Michael splittava e Wade con un’entrata e appoggio alto al vetro mangiava un punticino a Charlotte.
MKG non si perdeva d’animo e s’infilava verticalmente in area, altro passaggio schiacciato perfetto, questa volta di Zeller dalla linea di fondo sinistra, e pesante jam di MKG che si appendeva al ferro esaltando l’Alveare.
Wade ci riprovava altre due volte, due punti sulla prima azione e air-ball sulla seconda. Biz riceveva un buon pallone da Henderson ma Miami commetteva l’ennesimo fallo da sotto.
Il congolese realizzava un solo libero e si andava sul 54-47.
A 5:39 Henderson segnava dal lato sinistro in controtempo toccato da Chalmers, inutili le civili proteste per il libero supplementare.
Con Charlotte di nuovo in attacco, forse un po’ troppo esaltato Biyombo, invece di aprire il gioco giocava a fare Al Jefferson, palleggio spalle a canestro e giro e tiro che non andava a buon fine.
Miami allora ne approfittava con Bosh, servito da un pallonetto di Andersen che tagliava fuori Zeller in marcatura davanti a Chris.
Il canestro era facile.
Biyombo si faceva perdonare andandosi a prendere l’ennesimo rimbalzo (errore Kemba) e segnando il 58-49 a 4:20.
Anche Birdman si doveva far perdonare qualcosa; con un jumper metteva due punti, in difesa poi andava a stoppare Biz.
A 1:57 MKG in entrata circolare alzava la palla a un braccio per il difficile tiro-gancio in corsa che valeva il 62-53.
Chiudeva le marcature del quarto per Charlotte Bismack Biyombo a 1:29, il quale sfruttava il crossover di Stephenson che passando in mezzo a due difensori aveva lo spazio per un ravvicinato passaggio in diagonale per il post basso del congolese.
Biz andava su, nessuno lo fermava anche con il fallo, schiacciata sfacciatamente appesa e libero realizzato per il 65-53.
Ennis chiudeva il quarto per Miami con due punti e si andava all’ultimo e decisivo quarto sul 65-55.

Si era certi che comunque Miami ci avrebbe provato intensificando attacco e difesa nell’ultimo periodo.
Quelli di cui si era meno certi era l’atteggiamento arbitrale, che a inizio periodo penalizzava i Calabroni.
Due falli fischiati subito contro (molto dubbio il secondo) e 4 punti di Wade rendevano la partita più incerta.
Neal si rendeva utile solo a 10:18 con un buon assist per un piazzato open di Jefferson che riportava a +8 Charlotte (67-59).
Il quintetto schierato da Clifford non era ottimale però e Charlotte iniziava a soffrire.
Sh. Williams metteva 5 punti e un po’ di preoccupazione addosso ai fans di Charlotte (67-64).
La tensione saliva quando gli arbitri non vedevano una netta spinta su Roberts.
La palla carambolava fuori consentendo agli Heat di guadagnare la rimessa.
Sh. Williams sbagliava un open 3 e Neal lo imitava tirando male ancora una volta.
La difesa di Charlotte faceva sbagliare anche Napier e Big Al a 7:50 in qualche maniera raccoglieva un pallone nel pitturato che sfruttava per mettere il 69-64.
Le difese si facevano sentire con un buon lavoro e non c’erano canestri fino a quello di Bosh 6:10 che andava over Jefferson.
A 4:43 Stephenson provava a fornire l’assist per Cody.
Niente da fare.
Anche questa volta Miami si salvava con il fallo e Zeller andava in lunetta splittando per il 72-68.
Miami si faceva più temeraria.
Bosh ingannava con una finta Biyombo, ma non Zeller che arrivava alto sul lato destro del canestro per tirar via con le unghie quel pallone.
MKG troppo lanciato in transizione andava a sbattere sul difensore facendo sfondamento e Bosh ne approfittava per una tripla troppo facile che riportava Miami a un solo punto di distanza a 4.05.
Henderson s’incuneava sulla linea di fondo in attacco, ma ben chiuso dalla difesa di Miami finiva a terra e con il perdere palla, sulla transizione bastava poco a Chalmers per provare e segnare un open 3 che mandava avanti gli ospiti di 2.
L’attitudine recente in fatto di vittorie era messa a dura prova perché ora gli Hornets dovevano ribaltare la partita con pochi minuti a disposizione, sebbene il distacco non fosse improponibile.
La gara rimaneva ancorata sul 72-74 perché Walker mancava due tiri, così come Wade, un alto tentativo lo mancava Henderson ai 24 tra quelli di Wade.
Con Charlotte di nuovo in attacco MKG potrebbe pareggiare in transizione, ma era ancora una volta l’ostico Chalmers a fare fallo tattico sul tiro della nostra ala piccola, la quale sconfortava il pubblico amico facendo 0/2 ai FT a 1:40 dalla fine.
Chalmers in attacco tentava la tripla ancora una volta ma il ferro gli diceva no, sul palleggio di Walker lo stesso Mario abbatteva pesantemente il play che si presentava in lunetta a 1:14 per fare 2/2 e pareggiare la gara.
A :56.8 Marvin Williams veniva trascinato a terra su un rimbalzo da Wade e un altro giocatore degli Heat.
Marvin cambiava lato del campo per tirare due liberi che avrebbero dato il vantaggio a Charlotte.
Il vantaggio rimaneva risicatissimo perché il N°2 realizzava solo un tiro. Miami tentava di vincere la gara con le triple.
Sh. Williams non segnava e Walker chiedeva l’isolamento in attacco facendo spaziare la squadra sul campo.
L’entrata velocissima di Kemba era fermata irregolarmente da una manata di Wade al momento dell’appoggio e Kemba a 23 secondi esatti dalla fine metteva i tiri del 77-74.
Bosh a :15.3 approfittava della posizione laterale di Zeller (tutti pensavamo a una tripla tentata) per un’entrata un po’ avventurosa per coordinazione che comunque fruttava due punti agli Heat.
Un fallo di Cole a :12.1 riportava Kemba in lunetta. Il suo ½ lasciava molta incertezza perché una decina di secondi sarebbero stati sufficienti agli Heat per segnare.
Time-out e tentativo frontale di Bosh da tre, il suo tiraccio era recuperato dagli Heat e Chalmers provava dall’angolo sinistro la tripla allo scadere, marcato finiva per tirare corto facendo toccare al pallone il lato del primo ferro, gli Hornets così si salvavano e vincevano un’altra importantissima battaglia.

Gli Hornets hanno vinto la gara dominando a rimbalzo 56-41, questo ha consentito alla squadra di Jordan di avere tante seconde opportunità, anche se hanno tirato meno dal campo è stato solo perché gli Heat hanno preferito spendere falli in diverse occasioni e Charlotte ha regalato qualche turnover, 13 più uno omaggio degli arbitri.

Voti

Walker: 6
15 pt. (4/17), 2 rimbalzi, 1 assist. Statistiche contrastanti. Nullo negli assist, un po’ fuori dal gioco torna a farsi vedere nei momenti decisivi dopo aver sbagliato troppi tiri. Scusabile visto ci fa vincere la gara e che gioca per dare una mano alla squadra, questa l’avrebbe potuta anche saltare se l’avversaria fosse stata più abbordabile.

Henderson: 6
11 pt. (4/13), 4 rimbalzi, 2 assist. Buona difesa su Wade. In attacco qualcosa sbaglia, così come sbaglia a infilarsi alla fine nella difesa di Miami consentendo il contropiede 5 contro 4 agli avversari.

Kidd-Gilchrist: 6,5
8 pt. (2/7), 14 rimbalzi, 2 assist. Una piovra a rimbalzo, va a strappare tutto il possibile agli avversari. Peccato per qualche errore di troppo al tiro, ma quando lui e la squadra difendono così è dura avere la freschezza anche in attacco, freschezza che dimostra in parte nel finale andando a correre in transizione per poi peccare di precisione dalla lunetta.

Zeller: 6
6 pt. (1/8), 12 rimbalzi, 6 assist e 2 stoppate. Se ci fermassimo all’1/8 dal campo potremmo chiudere tutto e andare a casa. E’ l’anti Bosh. Riesce a fermarlo spesso. L’avversario ha vita più facile contro Jefferson e Williams. Ottima prova a rimbalzo, due buone stoppate e mani d’oro per gli assist. Bisogna richiedere a un’autofficina se abbiano due mani che sappiano anche appoggiare al ferro un pallone.

Biyombo: 7
12 pt. (5/10), 12 rimbalzi, 2 stoppate. Il centro congolese fa il bello e il cattivo tempo. Sta diventando difficile da mettere in panchina…

Roberts: 6,5
5 pt. (1/2), 2 assist, 1 stoppata. Buono il suo contributo anche se limitato a 13:50.

Stephenson: 6
4 pt. (2/4), 3 rimbalzi, 4 assist. Non male quando non esagera. Deve aumentare la velocità di passaggio in alcune situazioni. Se non perdesse 4 palloni sarebbe da 6,5 visto che quando i suoi assist vanno a buon fine sono sempre al bacio.

Williams: 5,5
3 pt. (1/3), 2 rimbalzi, 1 stoppata in 19:44. Pochino. Un libero sbagliato nel finale che avrebbe potuto beffare Charlotte.

Jefferson: 7
12 pt. (6/11), 4 rimbalzi, 2 stoppate, 1 rubata. Considerando che è la sua seconda partita sta già girando bene. Parte dalla panchina e porta punti agli Hornets. Ora alza almeno il braccio in difesa.

Neal: 5
2 pt. (1/5), 3 rimbalzi. Aveva iniziato con un buon tiro Gary. Era da due punti. Poi ha tentato 4 volte la tripla che è sempre finita corta o in malo modo. O lascia perdere o mette in difficoltà gli Hornets. Due sue conclusioni fallite da fuori hanno aiutato Miami a rientrare di qualche punto nell’ultimo quarto.

Coach Clifford: 7
Si vede una squadra muoversi bene sul parquet. Ottime spaziature, tagli di Henderson o di MKG che portano più soluzioni all’attacco. In difesa la mentalità è quella vincente. Si fa perdonare un quintetto strano a inizio ultimo quarto.

Game 42; Charlotte Hornets Vs Minnesota Timberwolves 105-80

Nel Martin Luther King day, alla Time Warner Cable Arena arrivavano i Lupi del Minnesota, squadra che di per se non faceva troppa paura ma era pur sempre un’avversaria da rispettare, anche in virtù dell’ultima gara disputata nella quale i T.Wolves erano riusciti a sconfiggere i Denver Nuggets con una prestazione da 31 punti del rookie Wiggins.
A tenere ulteriormente in apprensione l’Alveare, era la notizia arrivata in mattinata.
Kemba Walker non avrebbe giocato per colpa del dolore al ginocchio che lo aveva costretto a saltare il precedente match contro Indiana. C’era anche una buona notizia però.
Big Al Jefferson in panchina pronto eventualmente a entrare.
I Lupi in realtà arrivavano sazi dalla vittoria contro i Nuggets e non sembravano giocare alla morte una gara che se vinta, avrebbe riportato gli Hornets a solo mezza partita dall’ottavo e ultimo posto disponibile per i playoffs, posizione occupata da Brooklyn al momento.
I Calabroni invece scendevano in campo compatti e affamati, la ligula assaporava i playoffs.

Brian Roberts, promosso a PG titolare (per il problema di Walker), questa sera non se l'è cavata male.

Brian Roberts, promosso a PG titolare (per il problema di Walker), questa sera non se l’è cavata male.

I Timberwolves (in divisa nera) schieravano; Mo Williams, Wiggins, Hummel, Young e Dieng.
Lo starting five degli Hornets (in tenuta casalinga bianca) invece era composto da Roberts, Henderson, Kidd-Gilchrist, Zeller e il congolese Biyombo.

L’inizio era favorevole agli Hornets che sembravano poter dominare da subito la gara.
Kidd-Gilchrist cancellava lo 0 nella casella degli Hornets e scriveva 2, M. Williams faceva altrettanto a 9:55.
La partita in parità rimaneva comunque pochissimo, 13 secondi dopo, Roberts con un tiro in sospensione dalla diagonale destra segnava il 4-2.
Charlotte allungava a 9:02 con un tiro di Henderson che frustava la retina, MKG realizzava in penetrazione e Zeller andava fino al ferro dopo aver preso un bel passaggio schiacciato in diagonale da Hendo per il layup del 10-2.
Minnesota accorciava sul 10-6 mentre dall’altra parte a 5:03 Biyombo rispondeva in maniera spettacolare; palla alzata dal lato sinistro da Stephenson, il passaggio orizzontale faceva viaggiare la palla nei dintorni del canestro dove Biyombo l’afferrava e la scagliava nel canestro per un alley-oop bello da vedere (14-8).
Il neoentrato Marvin (Williams) a 4:03 metteva un lungo due punti dall’angolo destro, Minnesota invece a 2:51 andava in verticale facendo pervenire con un semplice passaggio dritto il pallone a uno Young liberissimo che ringraziava e metteva il 16-13.
Charlotte si spegneva un po’ in attacco e Wiggins dalla lunetta metteva 4 liberi consecutivi portando i Lupi avanti 16-17.
Clifford ritrovava Jefferson a :43,2.
Big Al recuperava un pallone tiratogli su piedi da Stephenson (a due passi di distanza alla sua destra), dall’area pitturata e non sbagliava i punti del 18-17.
A :20.0 LaVine in sospensione metteva un buon jumper frontale ma a 09.4 Stephenson dalla lunetta segnava i due liberi per il 20-19.
LaVine splittava i suoi FT pareggiando, c’era ancora il tempo però per un ultimo attacco.
Charlotte compiva la missione realizzando sulla sirena con P.J. Hairston da 3 pt. per il 23-20, punteggio finale di primo quarto.

Nel secondo quarto Charlotte ritrovava un redivivo Gary Neal che metteva subito 5 punti di fila; due dal palleggio battendo un paio di difensori e poi a 10:48 con una tripla dal lato destro da 45°.
Anche Hairston dava il suo contributo con una penetrazione che si concludeva con un movimento a non far trovare il pallone ai due giocatori dei T. Wolves che montavano la guardia sui lati del canestro.
Sempre lui a 8:41 scaricava la bomba e Charlotte andava sul +13 (33-20).
Big Al con uno spin move velocissimo in post basso sinistro si girava verso la baseline e metteva il gancio.
A 7:41 Gary Neal provava una conclusione che sembrava corta, palla sul primo ferro che amorevolmente assorbiva il contatto facendo rimbalzare il pallone sulla tabella, la quale lo faceva scendere dentro la retina.
Ancora Gary con uno jump shot segnava il 40-22 a 6:50.
A 5:56 arrivava “un po’ di gloria” anche per Minnesota.
Young scappava in transizione e schiacciava il 40-24.
Gli Hornets davano palla ancora una volta a Big Al sotto, il quale con un’ottima visione di gioco serviva M. Williams in entrata per il facile canestro del 47-26.
Davvero bella azione da rivedere, fluida e con tempi perfetti.
Con una tripla aperta dall’angolo sinistro Henderson segnava i punti che portavano la città della regina a 50.
Nel finale, dopo un timeout, rimanevano soltanto sei decimi all’intervallo, tanto bastava a Dieng per trovare un fortunoso tiro da 3 punti realizzato da ben oltre la linea.
All’intervallo si andava sul 50-33 Charlotte, con la squadra del North Carolina pronta a dare filo da torcere anche nella ripresa.

Minnesota tentava subito di accorciare le distanze ma falliva 3 tiri consecutivi nella stessa azione.
A 9:45 allora Biyombo si prendeva un rimbalzo offensivo dopo l’errore di MKG.
Il centro congolese riusciva a realizzare, segnando poi anche il libero supplementare che valeva il 55-35.
Young accorciava subito a 18 con un bel pallone alzato over Biyombo.
A 8:45 Michael Kidd Gilchrist entrava nella difesa in maglia nera e metteva un layup (59-37), approfittando dell’attacco che muoveva molto palla per cercare lo spazio utile.
Charlotte ora dominava; Kidd-Gilchrist, Roberts e Henderson mandavano nella stratosfera Charlotte che si godeva un notevole vantaggio (66-39).
Bennett realizzava e Lavine provava a dare una mano ai suoi, ma la sua entrata era bloccata precipitosamente da Biyombo.
Con un gomito il congolese riusciva a negare un facile tiro e a 5.34 allora Henderson metteva la tripla del 72-45.
A 3:58 Roberts in uno contro uno batteva il suo avversario che tentava di fermarlo da dietro non riuscendovi.
Fing and roll atipico a evitare stoppate e 74-45.
A 3:20 era ormai ufficialmente garbage time.
Kidd-Gilchrist veniva stoppato, ma si riprendeva palla e andava dal fiorista.
Nel finale si faceva notare anche Roberts che metteva a referto 4 punti. La bomba (su assist di Lance) a .33.5 era l’83-52, punteggio con il quale si chiudeva la terza frazione.

Minnesota nell’ultimo quarto provava a recuperar qualche punto più per orgoglio che per un’impensabile vittoria finale.
A 10:07 un tiro di Minnesota si schiantava contro il ferro, interveniva però Bennett a mettere i due punti.
Ancora Bennett, questa volta da 3 a 9:39 dava fastidio a Charlotte. Hairston e Budinger si rispondevano dalla lunga distanza, mentre a 7:18 Dieng stoppava il tiro di Lance, ma solo dopo che la palla avesse toccato il vetro.
Goaltending.
Dieng servito d LaVine metteva la dunk 9 secondi dopo.
A 6:46 partecipava alla festa anche lo “svedese” Taylor, il quale servito da Neal s’iscriveva sulla lista dei migliori.
Nel finale arrivava qualche schiacciata rabbiosa da parte dei giocatori di Minnesota e qualche tripla come quelle di Daniels.
Anche Charlotte metteva due bombe con Taylor.
A 3:55 grazie al ferro amico e a :47.4 con una open dal lato destro. Chiudeva senza troppo prestare attenzione Charlotte, così arrivava un pallone alzato da Robinson per LaVine che segnava con l’alley-oop.
Il punteggio finale però era eloquente… Charlotte 105 Minnesota 80.

Minnesota ha tirato male (36,3%) facendo alcune scelte di tiro azzardate, la difesa di Charlotte ha fatto il resto.
Questa sera, complice qualche difesa non ottimale dei Timberwolves, i Calabroni hanno tirato con buone percentuali dal campo (44,9%).
A Charlotte sono bastati passaggi semplici senza l’utilizzo di giochi molto complicati per far arrivare al tiro i suoi giocatori, che in linea di massima hanno avuto una buona serata.
A favore Hornets con 27-16 gli assist e 47-42 (sempre per Charlotte) i rimbalzi.
I Calabroni dovevano vincere e l’hanno fatto in maniera tranquilla, limpida, pulita, fin troppo facilmente per averci abituato a gare punto a punto.
Meglio così, una serata di relax per le coronarie ci voleva.

Voti

Roberts: 6,5
16 pt. (6/12), 5 assist, 1 rubata. Discreta prestazione del play che vince il match up contro un disastroso Mo Williams. Buone le sue conclusioni in sospensione.

Henderson: 6,5
17 pt. (5/10), 3 assist, 3 rimbalzi. Buona gara di Hendo. Il suo avversario non combina molto, lui tira o penetra prendendosi il fallo, intelligente soluzione quando accelera su un contropiede e subisce fallo.

Kidd-Gilchrist: 6,5
10 (5/10), 4 rimbalzi, 1 assist. Stasera il lavoro a rimbalzo è limitato. Ci sono altre persone che lo fanno per lui. MKG segna con qualche buona azione.

Zeller: 5,5
2 pt. (1/5), 4 rimbalzi, 4 assist, 2 rubate. E’ quello che ha il cliente che diviene il più scomodo nella serata, Young. Segna solo un canestro e anche se prende qualche rimbalzo finisce per giocare meno di 18 minuti, coach Clifford riprova Williams.

Biyombo: 6,5
(3/3), 6 rimbalzi, 1 stoppata in 22:56. Impiego limitato dal rientro di Big Al, tuttavia mette i suoi tiri dal campo (dalla lunetta lasciamo perdere…) e si guadagna lo stipendio giocando con impegno. Rimbalzi e difesa.

Williams: 6,5
4 pt. (2/4), 11 rimbalzi, 3 rubate, 1 assist. Non male Marvin. Prende tantissimi rimbalzi, ruba 3 palloni… in questo momento è più in forma di Cody, anche se non stiamo parlando di livelli incredibili.

Stephenson: 6
(2/9), 9 assist, 4 rimbalzi, 1 stoppata. Perde 3 palloni ma arriva a mancare la doppia cifra negli assist solo per uno. A parte il passaggio a Jefferson raccolto tra i piedi, dalle sue mani arrivano passaggi smarcanti, il problema è che si prende troppi tiri e li sbaglia. A volte la coordinazione in certe azioni è inesistente. Difficile dargli un voto, ma i 9 assist compensano il resto.

Jefferson: 6
8 pt. (4/11), 5 rimbalzi, 1 rubata, 1 assist, 1 stoppata. Un po’ freddino al rientro (anticipato). Fa vedere qualcosa del suo repertorio. Una sufficienza di stima e anche per una difesa migliore rispetto a quelle di qualche tempo addietro.

Hairston: 7
11 pt. (4/8), 4 rimbalzi. Mette 3 bombe e anche un bell’appoggio.

Neal: 7
12 pt. (5/11), 3 assist, 2 rimbalzi, 1 rubata. Da il via nel secondo quarto all’operazione distacco, poi si smarrisce un pochino al tiro. Si riprende dopo le mie pesanti critiche fatte a livello oggettivo ovviamente. Dai Gary, continuare su questa strada.

Taylor: 7
9 pt. (3/4), 2 rimbalzi in 06:55. Mette 3 dei quattro tiri che lascia partire. 2/2 da 3 pt.

Vonleh: 5,5
0 pt. (0/2), 2 rimbalzi in 06:03.

Coach Clifford: 6,5
Mette la squadra giù più logicamente possibile rispettando i ruoli quanto più possibile. Serata tranquilla, non gli serve dannarsi l’anima oppure scervellarsi per pensare a piani particolari. Minnesota si mette in difficoltà da sola provando alcuni tiri velleitari. Adesso il team ha ritrovato Jefferson. A lui gestire la convivenza dei centri per ottimizzare le prestazioni della squadra.

Il Camminatore continua a riposarsi.

Notizie negative arrivano da Charlotte.
Lance Stephenson sarà in grado di dare una sostanziosa mano agli Charlotte Hornets contro i Minnesota Timberwolves?

Lance Stephenson sarà in grado di dare una sostanziosa mano agli Charlotte Hornets contro i Minnesota Timberwolves?

Kemba Walker purtroppo sarà costretto a saltare anche la partita di questa sera (ora italiana 8:00 PM) poichè il dolore al ginocchio sinistro non è cessato. Colpa della ciste che si porta dal liceo.

Walker aveva dovuto saltare anche la precedente gara contro i Pacers, tuttavia Kemba è stato un giocatore particolarmente continuo nelle sue stagioni NBA giocate a Charlotte. Ha giocato ogni partita nelle sue prime due stagioni NBA, poi ha perso nove partite la scorsa stagione; sette per una distorsione alla caviglia sinistra e due per un problema all’inguine.


Anche se il suo ginocchio sinistro ha avuto occasionalmente qualche infiammazione a causa di questa ciste, Walker non aveva mai salatao partite per colpa di questo problema.
Con Walker e Pargo fuori, Coach Williams sarà costretto a riproporre Brian Roberts come point guard titolare, sperando che questa volta faccia meglio rispetto alla gara contro i Pacers.
Sicuramente gli imprevedibili Gary Neal e Lance Stephenson avranno più tempo a disposizione sul parquet, sperando che anche loro possano aiutare la squadra con punti e trattamento palla.