Game 17; Charlotte Hornets VS Milwaukee Bucks 87-82

Sottotitolo; liberHornets
 
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Gli Charlotte Hornets per rispondere alla concorrenza a Est tentavano di vincere l’ennesima partita casalinga di fila (pratica ricorrente quest’anno se si eccettuano le due sconfitte nel finale con Hawks e Cavs), importante vincerla se si coltivano speranze di arrivare ai playoffs.
Gli Hornets hanno perso ben presto Jefferson per un infortunio (speriamo non grave) al polpaccio e hanno vinto grazie a una prova di carattere, anche se i canestri durante la serata hanno fatto un po’ fatica ad arrivare, complice la serata storta di Batum, il quale però nel momento più delicato è riuscito a mettere un paio di canestri veramente importanti.
I Bucks nell’ultimo quarto possono rimpiangere i quattro liberi sbagliati più i due realizzati dai Calabroni per le violazioni dei tre secondi nella propria area, punti immaginari e reali che hanno fatto la differenza.
 
I Milwaukee Bucks allenati da Jason Kidd cambiavano leggermente formazione rispetto alle gare precedenti schierando; Bayless, O.J. Mayo, Middleton, Antetokounmpo e Monroe, mentre Charlotte che riproponeva la divisa teal ancora in casa scendeva sul parquet con; Walker, Batum, P.J. Hairston, Marvin Williams e Jefferson.
 
A 11:20 Antetokounmpo inaugurava il tabellone su una transizione chiusa in appoggio contro Walker che paratogli davanti con il corpo, arretrando non riusciva per differenza di cm a dar fastidio al lungo avversario.
Walker dal cuore dell’area scaricava fuori per Batum che a 11:04 realizzava da 3 punti ma il vantaggio spariva subito così come il francese dal campo.
A 10:48 Middleton colpiva da 3 punti ma Marvin Williams a 10:35 faceva ricomparire il vantaggio (6-5) segnando con una tripla effettuata da leggermente sinistra rispetto al top dell’arco.
A 10:20 due difensori degli Hornets s’intralciavano cadendo entrambi davanti a Mayo che segnava così facilmente con il jumper dalla media. Charlotte si trovava per l’ultima volta in vantaggio nel primo quarto a 10:04 grazie a due liberi ma a 9:46 Antetokounmpo schiacciava e i Bucks successivamente allungavano con gli Hornets incapaci di segnare canestri facili nel pitturato limitandosi a un libero segnato da Jefferson a 9:09 che vedeva ribaltarsi sopra di lui Mayo con lo stesso a fare un giro completo dopo esser passato su collo e schiena del nostro centro che probabilmente ne risentirà poco più tardi.
I Bucks comunque come detto allungavano nonostante un time-out di Clifford per riordinare le idee e si portavano sul 9-16, prima che gli arbitri segnalassero i tre secondi in area ai Cervi e Batum trasformasse in un punto la penalità assegnata contro Milwaukee.
Gli Hornets però avevano difficoltà ad attaccare il pitturato, Kidd sospettando che i Calabroni potessero prendere vantaggio in quella zona, impostava una difesa aggressiva e preventiva che Charlotte soffriva oltremisura ma quando arrivava dall’altra parte una dunk del play Bayless la misura era colma.
Finalmente la squadra del North Carolina si riassestava e Batum tirava giù uno “stoppone” a Monroe, Walker aggiungeva due punti dall’altra parte ma sempre dalla lunetta a 4:28 con i Bucks a raggiungere il bonus.
Jefferson nel frattempo visto claudicante in difesa, rientrava negli spogliatoi per colpa di uno stiramento al polpaccio e forse in serata questa era la nostra salvezza, visto che Big Al in difesa era dato per assente ingiustificato, sperando comunque di recuperare al più presto un senatore come l’ex Jazz e Timberwolves.
La solfa non cambiava anche senza Jefferson, Milwaukee in attacco sfruttava le pause a vuoto di Charlotte e una partenza di J. Parker chiusa in schiacciata dava il +8 agli ospiti (12-20).
A 3:43 Middleton metteva in ulteriore difficoltà i Calabroni facendoli sprofondare a -11 con la bomba mefitica, tuttavia la squadra di Clifford iniziava la rimonta con 5 punti di Walker, il quale prima chiudeva la sua entrata con un reverse lay-up, poi servito da Kaminsky mandava al tiro Walker, il quale con una parabola alta spediva la sfera nel cesto da oltre l’arco dei tre punti a 2:17.
Kemba continuava a produrre, in questo caso con l’assist; entrata con cambio mano da giocoliere e scarico su Frank the Tank, il quale vicino a lui e al canestro, aspettava il tentativo di stoppata di un difensore per trovare lo spazio dell’appoggio vincente.
Nel finale segnavano J. Parker e Lamb da tre punti, prima che a nove decimi dalla sirena Bayless riuscisse a portare il punteggio finale di quarto sul 22-28.
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Il secondo quarto si apriva con la panchina di Charlotte a dare qualità e a produrre i punti del sorpasso veloce; a 11:37 Lin forniva l’assist a Marvin che metteva un altro tre punti, seguito da quello di Lamb, favorito dal fatto che i Calabroni avessero appena tentato di segnare sotto canestro, Milwaukee però veniva spiazzata da un paio di passaggi verso l’esterno e collassava sulla nostra SG di riserva.
Il 28-28 diventava un +1 Charlotte grazie a Lamb che splittava e ancora un +4 grazie alla tripla di Lin a 9:53.
Kaminsky da sotto si arrangiava a 9:13 segnando con un tiro da vicino che batteva il suo avversario nonostante il tentativo di stoppata.
Gli Hornets cambiavano registro anche in difesa e costringevano Milwaukee a percentuali bassissime nel quarto mentre quasi solo Monroe dall’altra parte sembrava al momento reggere il confronto.
Greg regalava un assist schiacciato a Mayo che segnava da vicino in entrata centrale con il lay-up, Lin realizzava due liberi ma sempre Monroe al secondo rimbalzo offensivo catturato sulla stessa azione e al terzo tentativo si liberava dei lunghi di Charlotte e appoggiava un pallone sull’anello che ipnoticamente compiva due giri sullo stesso prima di ricadere all’interno.
Lin segnava ancora due liberi, mentre in difesa Charlotte raddoppiava Monroe con Hawes e Lamb, i quali forzavano Monroe al turnover.
A 5:36 dalla baseline destra Hawes veniva fermato fallosamente da Monroe. Il suo 2/2 valeva il +8 ma Mayo a 4:21 segnava una tripla dopo averne appena fallita una.
Il 42-37 resisteva sino a 1:49 poiché la lotta tra le due squadre faceva calare la precisione al tiro e gli spazi erano stretti.
Toccava ancora a Hawes segnare sparando in faccia alla difesa di Milwaukee con una delle sue triple ad arti superiori estesi in orizzontale.
La sua bomba dalla diagonale sinistra era l’ultimo canestro valido del primo tempo, così le squadre andavano a riposo sul 45-37.
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La ripresa iniziava con un assist a due mani di Zeller, che passava il pallone dietro la schiena del proprio avversario sulla destra a Marvin Williams, il quale toccato segnava e completava dalla lunetta il gioco da tre punti.
Mayo a 11:20 rispondeva con un lunghissimo due punti dall’angolo sinistro e Monroe batteva Zeller facilmente per il 48-41 momentaneo.
Zeller però si rifaceva a 9:49 quando riceveva in area un passaggio e andava in gancetto a battere Bayless e la sirena dei 24 secondi di possesso.
A 9:28 ancora Monroe con un’entrata a spingere su Zeller segnava due punti per la squadra di Kidd, ma dall’altra parte un’entrata di Walker, abile a usare il corpo per difender palla e farla sparire agli avversari, rintuzzava i punti del lungo in maglia bianca.
A 8:18 Zeller planava su Monroe che super fisicato resisteva a Cody e appoggiava da sotto, tuttavia falliva il libero aggiuntivo concesso dagli arbitri.
A 7:58 anche P.J. Hairston finalmente tornava a colpire da tre punti su uno scarico.
Il 55-47 era un vantaggio ridotto a 4 punti dopo la tripla di Bayless dal lato destro a 6:20 dall’ultima sirena.
Time-out chiesto da Clifford che al rientro doveva vedersi un air-ball di Batum e una tripla di Mayo, il quale in transizione appostato a 45° sulla destra veniva servito vedendo sfilare la rientrante difesa di Charlotte tutta sotto canestro.
O.J. aveva il tempo per tirare e segnare il -1… Marvin Williams da due punti imitava il transalpino fendendo solo l’aria con la sfera a spicchi, mentre Middleton nonostante Hairston fosse incollato su di lui anche sul tiro, realizzava da tre punti per il nuovo sorpasso Bucks (55-57).
Dopo qualche errore, compresa una tripla corta di Marvin Williams, era lo stesso giocatore a ridare il +1 a Charlotte con la bomba dalla top of the key a 3:22.
A 2:09 lo scarico in angolo di Batum (dopo un’azione fatta di passaggi di giocatori su un blocco alto) per Lamb valeva anche il 61-57.
Nel finale di quarto Monroe segnava due liberi, mentre Kemba a 1:11 con parabola alta da 3 realizzava il 65-59.
Milwaukee commetteva turnover in attacco quando Middleton spingeva di spalla due volte violentemente Lamb, che cadendo costringeva l’arbitro a fischiare.
Il quarto quindi non si smuoveva più e il punteggio restava abbastanza basso.
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Alla partenza dell’ultimo quarto Parker segnava in sottomano e potrebbero accorciare ulteriormente per fallo di Lin su Mayo, ma incredibilmente la SG avversaria falliva entrambe le occasioni mentre anche M. Carter Williams guadagnava due tiri dalla lunetta segnandone solamente uno.
A 10:14 un’entrata da manuale di Walker a dribblare la difesa e a non far trovar la palla alle maglie bianche bordate di verdone, era chiusa in appoggio dal nostro play, mentre Hansbrough commetteva fallo su Bayless, il quale splittava; sui 6 tiri tentati la squadra di Kidd ne lasciava sul campo 4, punti preziosissimi…
Parker con un jumper dalla media riduceva lo scarto a due punti ma Hansbrough a 8:50 strappava un rimbalzo dalle mani di Henson e andava a segnare portando a distanza di sicurezza i Calabroni, Hanson però metteva due punti a 8:32 dando un vantaggio insicuro ai Calabroni.
A 7:49 Lamb andava via sulla sinistra dopo aver sfruttato un blocco per passare e da solo riusciva a concentrarsi per il tiro in sospensione dalla media distanza vincente.
Charlotte provava ora a difendersi con le unghie e con le mandibole, un’entrata di Mayo era cancellata dall’immensa stoppata di Marvin Williams, tuttavia Milwaukee manteneva il possesso della sfera e Carter-Williams segnava da due punti.
A 6:38 gli arbitri pescavano Henson a fare l’indiano nell’area dei tre secondi, probabilmente girando intorno a un totem immaginario, questo non si può fare e Batum dalla lunetta ringraziava portando a casa il punto “omaggio”.
Il francese, dopo aver combinato un mezzo disastro in serata, finalmente tornava a segnare e lo faceva alla grande da 3 punti per il 75-61.
L’Alveare pullolava di voci e grida ora ma dopo un’ottima difesa di Charlotte Batum perdeva palla nei pressi della metà campo e concedeva la schiacciata a Parker.
A 4:57 dalla fine Kemba pareva dare la spallata alla partita con 3 punti che davano il +7 alla squadra di Jordan.
78-71. Batum si faceva intercettare un passaggio in diagonale verso l’angolo destro e Milwaukee ne approfittava andando a realizzare con Middleton il 78-74.
Batum nel finale si prendeva molte responsabilità; dopo un altro air-ball, riusciva a spezzare la pessima serata con un fade-away in uno contro uno dalla baseline destro per un tranquillizzante +6.
I teal però s’inceppavano, così Milwaukee perveniva al pareggio a 1:04 con Monroe (spin move multipli su Zeller) ma Batum si riscattava a :45.9 grazie alla tripla dell’83-80.
La difesa di Charlotte intercettava un pallone, mentre dall’altra parte Walker si andava a prendere un tiro in floater nel pitturato che risolveva la sfida. 85-80 e gara in ghiaccio, nonostante il tentativo di Mayo nel finale di omaggiare la Repubblica francese (a causa di Batum), tentando di decapitare Walker.
Fallo duro ma un po’ fuori tempo, meno cattivo di quel che sembri a prima vista, anche se pesante.
Gli Hornrts sono tornati ad avere buone percentuali da 3 pt. i Bucks non lo hanno fatto, così come ai liberi e Charlotte ne ha approfittato.
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Pagelle:
 
Walker: 7
22 punti (7/13), 3 assist, 3 rubate, 2 rimbalzi, 1 stoppata. Kemba spinge da subito ma trova inizialmente il muro dei Bucks e può poco poi è lui a prendere le redini dell’attacco di Charlotte e batte la difesa dei Bucks in vari modi, portandola anche al bonus. Le sue penetrazioni e triple sono preziose in serata, anche se chiude sul -9 di plus/minus ma non certo per colpa sua.
 
Batum: 6,5
15 pt. (4/13), 5 rimbalzi, 5 assist, 2 rubate, 1 stoppata. Sembrerebbero cifre discrete se non consideriamo le 9 (!) palle perse dal francese in serata. Come dice l’amico Paolo gioca con l’espressione di uno a cui è morto il cane stranamente, anche se non sappiamo se abbia problemi perssonali fuori dal campo, di sicuro non è brillante nella notte sul pquet, almeno… Per fortuna nel finale raddrizza la sua prestazione. Tiri pesanti che dal 5 lo portano al 6,5.
 
P.J. Hairston: 5,5
3 punti, 1 rimbalzo. Non raggiunge i 15 minuti l’ala starter degli Hornets, ma non fa una brutta difesa nella seconda parte di gara, nella prima s’impegna ma naufraga nel marasma di una difesa confusa. -13 di plus/minus.
 
M. Williams: 6,5
12 pt. (4/10), 7 rimbalzi, 2 assist, 1 stoppata. Marvin si rende utile anche in difesa oltre che come attaccante veramente lestissimo a colpire sugli scarichi. Fa 3/7 da oltre l’arco e la sua presentazione (in foto) è uno spettacolo. Giocatore rinato rispetto allo scorso anno.
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Jefferson: 5
1 punto, 1 rimbalzo in 6:51. “La gente” gli passa lì vicino e va a chiudere in schiacciata o vicino a canestro, lui presidia un po’ così la zona. Viene estromesso dalla gara per un problema al polpaccio sinistro.
 
Lamb: 7
14 pt. (5/10), 9 rimbalzi, 2 assist e un terrificante +21 di +/-. Con lui e la panchina Charlotte guadagna. Tiratore bello da vedere, la palla entra direttamente nella retina sul suo tiro, spesso. Apporto essenziale nella second unit.
 
Zeller: 6
2 pt. (1/3), 1 rimbalzo, 1 assist in 15:50. Cody lotta e commette 4 falli. Da fastidio però all’attacco dei Bucks, anche se non sempre riesce a difendere come vorrebbe lui.
 
Kaminsky: 6
4 rimbalzi, 2 assist, 1 rubata, 1 stoppata. Preziosissimo nel secondo quarto e in genere in difesa a far capire sotto le plance agli avversari che finiscono il tempo delle schiacciate iniziali. Fa solo 2/8 al tiro. Polpastrelli freddi per tiri che sino a un mese fa, avrebbe segnato a occhi chiusi.
 
Lin: 6
7 punti, 4 assist, 3 rimbalzi. Il crestato Jeremy fa la sua partita e mette i suoi 4 liberi a disposizione.
 
Hawes: 6
5 pt., 8 rimbalzi. Gioca senza eccessiva foga in difesa, dopo di che segna anche un paio di canestri che aiutano a riaccorciare le distanze tra i due team.
 
Hansbrough: 6
2 pt., 2 rimbalzi, 1 assist, 2 stoppate. Una possibilità anche per Tyler finalmente. Senza Jefferson Clifford gli regala su per giù 8 minuti, nei quali Psyco-T si va vedere per quel che è. Giocatore che lotta senza troppi fronzoli, concreto. Bravo a strappare nel finale un pallone a Henson convertendo in due punti.
 
Coach Clifford: 6,5
Porta a casa anche questa senza Jefferson, forse un vantaggio in serata non averlo. La squadra non riesce a segnare molto ma lotta e vince.

Game 16; Charlotte Hornets VS Cleveland Cavaliers 90-95

Sottotitolo; consolaziHornets

Charlotte interrompe a quattro la sua striscia di vittorie casalinghe davanti a 19.093 spettatori e non riesce a rompere il tabù James.
LeBron batte per la 23^ volta di seguito la franchigia di Charlotte (intesa anche e soprattutto come Charlotte Bobcats compresi i playoffs) e da ossigeno a coach Blatt che in trasferta comunque vede i suoi ragazzi far fatica.
Agli Hornets rimane la consolazione d’aver giocato bene, con intensità. Nulla da rimproverare, se non qualche scelta al tiro non troppo di squadra in alcune circostanze.
Purtroppo la bestia James con due triple nel terzo quarto ha riportato in gara i suoi con Charlotte in fuga.
E’ finita così ma ci riproveremo, consapevoli d’aver una squadra in grado di lottare e non sempre di certo finirà in questa maniera.

Batum marcato da J.R. Smith.

Batum marcato da J.R. Smith.

Le formazioni:
Cleveland; Mo Williams, J.R. Smith, James, Love, Mozgov
Charlotte; Walker, Batum, P.J. Hairston, M. Williams, Jefferson.

La prima azione utile era di Charlotte che vinceva la palla a due e apriva subito il gioco a sinistra per Marvin Williams, il quale scaricava la tripla del 3-0.
Cleveland si affidava a Mozgov che a 11:32 subiva fallo da P.J. sotto canestro e realizzava due liberi, poi il russo a 11:02 in post basso segnava facendo sembrare facile un turnaround nonostante la marcatura di Jefferson, infine, dopo vari tentativi andati a vuoto da parte delle due squadre, complici due difese attive a livello d’intensità playoffs, schiacciava il 3-6 sfruttando l’uscita in raddoppio di Jefferson.
Charlotte tornava a segnare finalmente con Batum che ricevuto un passaggio si girava liberandosi del difensore in corsa (in ritardo sul recupero che passava oltre) segnando dalla media il 5-6.
Le squadre si alternavano alla realizzazione; a 7:53 l’ex Mo Williams segnava aiutato dai rimbalzi del ferro in floater, rispondeva Marvin Williams seguito da Love, a 6:59 Batum forniva un assist verticale no look per P.J. Hairston che doveva comunque ritagliarsi spazio sotto canestro per guadagnarsi i due punti, Mo Williams colpiva ancora, mentre a 6:10 Marvin Williams salvava la regola del canestro alternato andando a stoppare da dietro, in aiuto e in recupero, niente di meno che James, sulla transizione Walker falliva l’appoggio ma arrivava Batum a correggere l’errore.
Meno di un minuto dopo Charlotte rompeva la regola del canestro alternato, anche se Marvin Williams colpiva il ferro sul tentativo da tre, tuttavia Batum in correzione schiacciava a una mano sopra gli occhi di James dimostrandosi il signore degli anelli con la difesa di Cleveland in ritardo.
A 4:43 Jefferson dal limite del pitturato da posizione frontale trovava spazio per colpire, ma Mo Williams con la sospensione media dalla diagonale riportava a -1 gli ospiti.
Zeller rubava in difesa un pallone a Mo Williams e se ne andava per la transizione in schiacciata, l’ex non ci stava e lo fermava fallosamente sullo stacco.
Cody andava in lunetta ma splittava, così a 3:38 per un fallo di Kaminsky, Love pareggiava con un 2/2 dalla linea.
Trenta secondi più tardi Richard Jefferson spingeva Lamb uscendo da un blocco di Zeller, il fallo era sul tiro da tre punti che non entrava, così Jeremy si presentava in lunetta da dove faceva solamente però 1/3. James a 1:48 da sotto sorpassava (17-18) ma Zeller sfruttando un fallo dello stesso James segnava due liberi per il nuovo vantaggio Charlotte.
A 1:16 sembrerebbe canestro fatto per James che da sotto vedeva saltare fuori tempo Zeller sopra di lui, ma sulla ricaduta Cody riusciva a toccare la palla strappandola al Re così dall’altra parte Kaminsky a 1:12 dalla lunetta allungava di uno ma alla fine del primo quarto con tre liberi su quattro mandati a segno, la squadra in divisa bordeaux finiva per condurre 22-23.

Il secondo quarto iniziava con James abile a offrire a Thompson un pallone per l’alley-oop del +3 Cavs, Lamb accorciava con una penetrazione contro LeBron, contatto, e Jeremy allargandosi faceva toccare il vetro alla sfera che poi ricadeva nella retina.
Lin commetteva fallo su James che allungava sul +3 per i suoi ma lo stesso play degli Hornets con un catch n’shoot da tre punti riportava in perfetta parità (27-27) la gara.
Un tap-in cercato ma fortunato di Thompson riportava gli ospiti avanti subito ripresi però da Hawes in gancio nella posizione di post basso sinistro.
James andava agli autoscontri con P.J. e ne uscivano due liberi trasformati, dall’altra parte l’assist teso e lungo era un tramite perfetto per l’alley-oop in back door di Lamb per il 31 pari.
Cleveland ripassava in vantaggio, ma Kaminsky a 7:53 in correzione sotto il ferro a due mani e Hawes che in uno contro uno in area girava su se stesso, faceva una finta e un altro spin andavano a riportare i Calabroni avanti di due (35-33).
Dopo un ½ di R. Jefferson Charlotte allungava a 6:25 con Walker in corsa sul +3 ma a 6:07 Love dal corner destro segnava il primo tre punti della serata per i Cavalieri riportando in parità la situazione.
Dallo stesso angolo arrivavano anche i canestri seguenti di Walker e R. Jefferson per il 40-40 ma Charlotte subiva un po’ il colpo e incassava due canestri; il primo dopo un gioco di passaggi che liberava nel pitturato Love marcato da Batum rimastogli appiccicato dietro dopo un cambio su un blocco a inizio azione, l’altro con Mozgov indisturbato da sotto. Charlotte era anche “sfortunata” perché Love ben marcato da Marvin Williams non trovava spazio per girarsi, ma una scivolata di Marvin lasciava via libera al lungo ospite per il +6 Cavs.
A 2:54 Charlotte rispondeva con un passaggio alla mano in hand-off di Jefferson per Lin che si schermava con il nostro centro per l’appoggio dalla baseline sinistra e a 2:27 Marvin Williams libero sulla diagonale destra segnava i tre punti del nuovo -1.
Charlotte si riportava avanti a 53 secondi dall’intervallo quando J.R. Smith non conteneva il crossover di Marvin che dalla lunetta segnava i due punti del 49-48, tuttavia James nel finale andava dritto sfruttando il suo fisico e segnando in penetrazione.
Sembrerebbe finita a meno di sette secondi ma Walker portava velocemente palla dall’altra parte rischiando di perderla, poi trovava l’equilibrio ma non il canestro da tre punti toccato da Della Vedova a 4 decimi dalla sirena.
Kemba in lunetta non sbagliava nulla e la squadra di Clifford andava a riposo in vantaggio 52-50.

Marvin Williams in azione.

Marvin Williams in azione.

Il terzo quarto iniziava con due catch’n shoot di J.R. Smith intervallati da un 3/3 dalla linea di Batum per fallo commesso dallo stesso J.R., seguiva una mattonata di P.J. Hairston che comunque non fermava Charlotte che con Jefferson a 10:40 segnava un jumper dall’angolo destro dell’area.
Big Al proseguiva il suo show segnando con i suoi classici movimenti in post basso andando in allungo per il lay-up e a 9:32 dopo diversi pump fake sfidava apertamente Mozgov andando al tiro dal settore di sinistra per un due punti lunghissimo e precisissimo che davano a Charlotte il momentaneo +7 (61-54).
Cleveland commetteva diversi turnover mentre si scopriva che Walker, per la franchigia di Charlotte, aveva appena superato il record di assist di Baron Davis, per Kemba 1606…
James interrompeva la sterilità dei suoi con due punti di fisico ma Batum con un velocissimo catch’n’shoot fatto girandosi metteva una tripla surreale e portava i Calabroni sul +8, ma proprio sul più bello si svegliava dal torpore James che metteva due triple su Hairston intervallate da un canestro di un Jefferson da 9 punti nel quarto.
Lo stesso Big Al a 4:44 riceveva un pallone in lob dietro a Thompson costretto al fallo da dietro e a concedere la lunetta al nostro centro che tuttavia approfittava a metà della situazione splittando.
L’altro Jefferson, quello dei Cavs, da sotto segnava due punti regalando il -3 (67-64) ai suoi compagni.
Le distanze più o meno rimanevano quelle, oscillando tra il +2 (canestro e gioco da 3 punti di James) e il +5 con un fade-away di Batum e un libero successivo dalla lunetta, Love da tre punti dimenticato da Kaminsky riportava al -2 i suoi colori ma Batum a :50.5 con un jumper all’apparenza forzato ma in ritmo segnava il 76-72 che chiudeva la penultima frazione.

Spencer Hawes con il nuovo look bandanato di viola.

Spencer Hawes con il nuovo look bandanato di viola.

L’ultimo quarto iniziava con la panchina di Charlotte in campo a tentar di far la differenza su quella avversaria, nel vano tentativo di allungare per rendere il finale meno incandescente.
A 11:39 comunque Lamb andava a segno in lay-up da sotto grazie all’assist tagliato di Kaminsky su un’azione a triangolo partita da fuori. R. Jefferson dal corner destro aveva la sua mattonella e metteva ancora una tripla ma la Charlotte bench segnava con Lin che tirando al vetro nonostante l’opposizione di Mo Williams, beneficiava di altri due punti.
A 10:14 Lamb dall’angolo destro dell’area colorata segnava con un bel tiro in sospensione i punti dell’82-75, ma Zeller commetteva fallo su Dellavedova, e il coach dei Cavaliers Blatt mandava in campo al volo James, sottraendogli un paio di minuti di riposo preventivati probabilmente.
Zeller portava la gara sull’84-79 a 8:15 con due liberi e James ben marcato da Marvin che nell’occasione doveva concedere i liberi, mancava un’occasione dalla linea della carità facendo registrare il -4 per i suoi, tuttavia Thompson segnava due punti e Dellavedova da tre punti a 7:08 colpiva duro mandando avanti la squadra di Blatt (84-85).
A 6:55 Walker era lesto con due punti a riportare avanti la squadra di Jordan ma Dellavedova segnava un tiro dal pitturato a una mano con poca parabola.
J.R. Smith sulla sinistra con i suoi palleggi e rapidi spostamenti riusciva a distanziarsi il giusto da Kaminsky che rimaneva lì e provava la stoppata ma la sfera finiva dentro ugualmente.
Charlotte nel finale sul -3 falliva con Walker che da solo nel pitturato alzava la palla a una mano per il classico rimbalzo sul secondo ferro a schizzar via, i Cavaliers tornavano in attacco ma Marvin Williams veniva spinto da Thompson su LeBron.
L’arbitro sul fianco non vedeva la scorrettezza e chiamava il fallo contro la nostra ala, tuttavia veniva corretto da un altro arbitro.
Marvin Williams però in attacco a difesa schierata andava per un wild floater che non entrava, ma a 3:57 Walker si esaltava in uno contro uno con LeBron in marcatura su di lui, step-back classico, soave ed elegante e jumper educato con la retina a salutare l’armonia nei movimenti del nostro play che ci riportava sul -1 (88-89).
A 3:06 però arrivava il colpo partita; su uno scarico esterno J.R. Smith riusciva a colpir da 3 punti per il -4 Charlotte.
Dopo una pantomima con gli arbitri ai quali faceva cambiar idea, James veniva accontentato; i suoi passi si trasformavano in una rimessa per i Cavaliers, la sua tripla, però era respinta dal ferro e Charlotte dopo un’altra azione dubbia (Walker a sporcare un pallone in difesa che usciva sul lato, non si sa se toccato anche da Dellavedova) nella quale James protestava ancora molto venendo graziato sul tecnico anche se forse aveva a ragione a chiedere la palla per i suoi (comunque mancando sul cronometro :04.4 ai 24), segnava con Lamb che dava ancora qualche speranza agli Hornets.
Speranze più vive che mai dopo l’errore dei Cavaliers in attacco, con la squadra di Jordan a :24.9 a chiamar time-out quando mancavano 13 secondi per andare al tiro.
Sull’azione decisiva, Batum provava da posizione centrale dalla grande distanza ma andava corto, oltretutto Charlotte sceglieva di non far fallo su James o Dellavedova andando a commetterlo su J.R. Smith poco dopo, il quale tuttavia rimaneva freddo e dava il +4 che chiudeva i giochi nonostante qualche altro tentativo da tre volante di Charlotte e time-out tattici vari.

Peccato per i troppi rimbalzi concessi a una squadra comunque più massiccia e con un quintetto più alto e per la percentuale da 3 punti dimezzata nella notte.
Se fossimo riusciti a mettere un paio di triple in più avremmo spezzato l’incantesimo, comunque ecco le statistiche:

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Pagelle:

Walker: 6,5
18 punti, 4 assist, 3 rubate, 2 stoppate. Un po’ troppi gli errori al tiro ma quando è in fiducia e in ritmo la palla va dentro. Nulla da rimproverarsi anche se esce sconsolato dal campo, ha dato il massimo anche in difesa.

Batum: 6,5
17 punti, 8 rimbalzi, 4 assist. Tiene in partita Charlotte con 17 punti ma sbaglia la tripla più importante nel finale. Non può mettere tutto. Ci riprova poco dopo al volo ma per onor di firma non riuscendo ancora a segnare, tuttavia elemento importante.

P.J. Hairston: 4,5
2 punti, 1 assist e 4 falli in 19:28. Mah… onestamente la presenza di un mastino come P.J. sembra essere più dannosa che altro. Non indovina una tripla e il progetto di Charlotte va in malora se non tutti sono in grado di colpire. Tira due mattonate al vetro e si prende, questi senza eccessive colpe, due triple di LeBron in faccia. Non è MKG, è un sophemore, ma se riuscissimo a prendere un giocatore come ad esempio Pondexter, muscolare e con discreto tiro anche da fuori, faremmo un ulteriore salto di qualità.

Marvin Williams: 6
10 punti, 3 assist, 2 stoppate. Deve spendere 5 falli. Una serata non facile per lui un po’ sovrastato a rimbalzo, finisce con un 3/8 dal campo.

Jefferson: 6
11 punti, 6 rimbalzi, 1 assist, 1 stoppata. Big Al deve salire di tono nel finale. Serve la sua qualità. Si gioca un paio d’isolamenti in post basso ma non ha fortuna contro Mozgov. Nella penultima frazione sembra inarrestabile. Inconcepibile…

Zeller: 6
7 punti, 2 rimbalzi, 1 assist. Cody si fa prendere dalla troppa foga andando a fare qualche fallo di troppo. Clifford decide di toglierlo proprio dopo uno di questi episodi. Segna alcuni buoni canestri o si procura liberi.

Lamb: 6,5
11 punti, 8 rimbalzi, 1 stoppata. Il suo atletismo ci procura 8 rimbalzi, impresa non semplice. Un po’ più affaticato dalla difesa peggiora leggermente le sue alte percentuali, ma fa il suo dalla panchina e anche qualcosa di più…

Kaminsky: 5,5
3 punti, 2 rimbalzi. Si perde Love su una tripla e si prende in faccia nel finale il tiro di J.R. ma lui si applica anche se da rookie capita di concedere.

Lin: 6
7 punti, 4 rimbalzi, 4 assist. Discreto apporto di Lin che fa un po’ di tutto nella notte e guadagna la sufficienza.

Hawes: 6,5
4 punti, 1 assist in poco più di 5 minuti. Fa due su due, si vede che la fascetta gli dona concentrazione. ^_^

Coach Clifford: 6
La squadra gioca bene, da 6,5, ho il dubbio però che l’azione del tiro da 3 d Batum sia farina del suo sacco. Peccato per il risultato e qualche occasione di troppo sprecata dai suoi. Ad un cero punto della gara chiede ai suoi ragazzi che continuavano a commetter fallo di non farne più pe non entrare in bonus.

Cl. & Cl. (Clifford e Classifica Eastern Conference al 26/11/2015)

In questa giornata nella quale dalla società degli Charlotte Hornets trapelano indiscrezioni riguardanti un accordo di massima preso dalla proprietà con Clifford per andare oltre la scadenza del contratto prvista a fine stagione, ecco che battendo i Wizards gli Hornets scavalcano anche gli Atlanta Hawks in classifica.

Non sarà semplice mantenere la posizione poiché molte squadre ad Est a oggi hanno un record migliore rispetto lo scorso anno, e perché nella prossima sfida gli Hornets ospiteranno la capolista Cleveland di LeBron James in una sfida molto interessante.

Sul fondo i Brooklyn Nets al penultimo posto e i Philadelphia 76ers, che nella notte sono stati a lungo in vantaggio contro i Celtics, ma hanno finito per cedere per la sedicesima volta su sedici partite giocate quest’anno.

A loro auguro di trovare la prima W presto.

Ecco la classifica a Est al 26 novembre 2015:

ffffffffffff

Game 15; Charlotte Hornets VS Washington Wizards 101-87

Sottotitolo; emoziHornets

Ancora una volta gli Charlotte Hornets dimostrano d’avere due spalle larghe così per rimontare una partita che a fine del terzo quarto li vedeva sotto di ben 7 punti e arriva la settima vittoria casalinga a fronte di una sola sconfitta (di misura con i Falchi).
Robetta rispetto alla precedente, ma nell’ultimo quarto, complici gli errori al tiro di Washington, hanno aumentato il forcing difensivo e chiuso la saracinesca costringendo Washington a provare quasi esclusivamente jumper e magari da oltre l’arco per recuperare.
I capitolini sono stati a lungo senza segnare mentre Charlotte ha prodotto un parziale di 25-0 che ha stravolto la partita. Charlotte è una squadra che ha diversi elementi a seconda della situazione che possono fungere da fornice, team cangiante in attacco che quando raddoppia anche l’intensità difensiva può far davvero danni a molte squadre.

Honeybees e flag Hornets.

Honeybees e flag Hornets.

I Washington Wizards si schieravano con; Wall, Beal, O. Porter, Humpries e Gortat, mentre Clifford sul parquet della Time Warner Cable Arena mandava inizialmente sul parquet; Walker, Batum, P.J. Hairston, M. Williams e Jefferson.

Il primo quarto iniziava con due difese non esattamente imperforabili, soprattutto quella dei Calabroni sembrava in vacanza subendo il primo canestro della partita al terzo tentativo con Gortat che andava a catturare facilmente un rimbalzo offensivo e al secondo tentativo da sotto segnava lo 0-2 che diveniva 0-5 quando Wall dalla diagonale sinistra segnava tre punti.
Charlotte dopo gli errori di Jefferson, Walker e Batum (2 volte), segnava con Marvin Williams a rimorchio, che al ferro recuperava sul secondo errore del francese a 9:54.
A 9:20 Walker perdeva palla su un contatto in dribbling e Wall in transizione schiacciava ma Marvin Williams a 9:00 segnava dall’angolo sinistro con un catch n’shoot (assist di P.J.) per il 5-7.
Washington però iniziava a rispondere dalla grande distanza e con Beal si portava sul + 5 grazie a un open da tre punti dalla top of the key, Charlotte si accontentava di andare sul sicuro liberando Big Al da sotto a 8:12 che appoggiava con Gortat distante dietro di lui.
Kemba tentava il riavvicinamento al -1 ma era stoppato da Humpries così si accendeva la battaglia delle triple; Beal dopo due errori da sotto dei Maghi a 7:31 colpiva da 3 punti, a 7:14 Marvin Williams mandava dentro una bomba dall’altra parte ma Beal 12 secondi più tardi replicava dalla grande distanza, non finiva lì perché l’asse Batum/P.J. Hairston produceva i tre punti del 13-16.
Charlotte osava provarci da due ma Gortat stoppava Walker, così il ciclo delle triple non s’interrompeva ma andava avanti con Porter che dall’angolo sinistro metteva un altro pallone da oltre l’arco.
A 4:14 Batum da dietro Jefferson sprigionava l’ennesima tripla ma Gortat rompeva l’incantesimo andando a splittare in lunetta per un +4 che resisteva, nonostante qualche canestro delle due squadre, sino al -2 di Zeller che a 1:37 andava a schiacciare in transizione grazie a un tremendo passaggio lungo schiacciato di Batum e spariva quando gli Hornets 20 secondi più tardi agganciavano gli ospiti sul 24 pari grazie a un’altra transizione, questa volta era Batum a presentarsi nel pitturato ma l’eccessiva velocità gli faceva perdere contatto con il pallone che gli rimaneva alle spalle, tuttavia Nick recuperava la sfera girandosi e realizzava.
Washington commetteva sfondamento con Sessions così Charlotte aveva la possibilità di portarsi in vantaggio e non la sprecava con Walker che a :38.1 prendeva finalmente le misure alla difesa capitolina segnando in appoggio.
A :04.4 Lin chiudeva il primo quarto sul punteggio di 28-24 con finte di crossover che facevano ammattire il difensore al quale non restava che subire il jumper frontale della guardia orientale.

Il secondo quarto iniziava con un tocco morbido di Lamb che il primo ferro accoglieva benevolmente, mentre dall’altra parte l’ex di turno Gary Neal iniziava a martellare la difesa di Charlotte con due punti, tuttavia gli Hornets erano in grado di rispondere con una penetrazione nel pitturato di Lin, il quale fintava verso il centro mandando Nenè fuori equilibrio, sul cambio direzione esterno il brasiliano si aggrappava alla maglia di Jeremy che non aveva comunque problemi a segnare in appoggio e a mettere anche il bonus dalla lunetta a 9:46.
Le squadre nel punteggio non si distanziavano ancora molto, Lamb provava la mini fuga a 8:32 andando a contatto in appoggio per due punti che valevano il 35-30, ma Nenè ribatteva con altrettanti punti, toccava quindi ancora a Lamb a 8:05 piazzare la bomba da 3 punti per il +6 che diventava un +8 quando Zeller pescato solo in area superava il tentativo di rientro di Nenè per il 40-32.
L’ex Neal però decideva di farsi rimpiangere a Charlotte segnando 5 punti di fila ma i Calabroni si riportavano sul +7 prima che lo stesso Gary segnasse altri 3 punti per il 44-40.
Gortat dalla lunetta avvicinava ulteriormente gli ospiti a 4:22 segnando entrambi i liberi, mentre Charlotte tentava di resistere in qualche modo al rientro dei blu di Washington con Marvin Williams abile a prendere un rimbalzo offensivo dopo un errore di Big Al e a convertirlo in due punti ulteriori di margine.
Un hammer poderosa però del centro polacco avversario a 3:46 faceva tornare il distacco a due miseri punticini, ci pensava Beal allora a travolgere Batum sul suo tentativo di tripla regalando tre FT che il francese faceva fruttare al massimo issando sul +5 i bianchi di casa.
Gli arbitri dimenticavano il fischietto su una penetrazione di Neal, il quale spingeva via Walker e forniva l’assist nel mezzo per Gortat che aveva vita facile nell’aggiungere al suo bottino altri due punti.
A 2:19 Walker si vendicava segnando con un bel jumper in ritmo e a 1:02 con uno step back nel pitturato metteva anche i punti del 53-50.
Zeller nel finale segnava due canestri importanti; a :44.0 con uno spin move e gancio e a :27.2 il passaggio schiacciato di Walker per Cody era l’innesco che completava il pick and roll del lungo bianco che terminava al ferro.
Il libero che seguiva per fallo commesso da Washington era trasformato e Charlotte chiudeva in vantaggio il primo tempo sul 58-54.

Jeremy Lamb. 18 punti nella notte. Top scorer degli Hornets in un attacco equilibrato.

Jeremy Lamb. 18 punti nella notte. Top scorer degli Hornets in un attacco equilibrato.

Dopo l’intervallo si segnalava Marvin Williams abile a rimanere a dar fastidio a Gortat davanti al ferro sino alla fine costringendolo a sbagliare, mentre in attacco un assist teso di Batum pescava la nostra ala grande che da sotto appoggiava il +6.
Dopo due canestri (Gortat e Batum), Washington con le proprie guardie tornava sul -1; Beal a 9:13 passando dietro un blocco in sospensione e Wall a 8:21 da tre punti colpivano per il 62-61.
Charlotte rimaneva tuttavia ancora con il capo avanti, un’entrata selvaggia di P.J. Hairston su una contro transizione procurava alla nostra ala piccola due liberi che non falliva.
Washington segnava 4 punti ai liberi mentre nel mezzo Batum dava la possibilità a Big Al d’incrementare di due punti il suo bottino, Washington così si trovava sotto di 3 punti fino a 6:21, quando Humpries dal corner destro con una tripla non annullava il gap mandando il tabellone sul 66-66.
Charlotte in attacco falliva il tiro ma Jefferson recuperava il rimbalzo offensivo scaricando a Walker, il quale con una finta faceva saltare il suo difensore in corsa, avanzamento e due punti in sospensione ottenuti agevolmente per il play dei Calabroni.
A 5:16 Zeller dal pitturato alzando velocemente la sfera a una mano segnava il 70-66 ma Washington iniziava la rimonta con un tap-in di Gortat sul tiro di Beal finito sul ferro, mentre P.J. rimaneva a terra su un blocco duro ma legale dello stesso polacco.
Jefferson dalla media distanza a sinistra si dimostrava una macchina da tiro e una transizione Walker/Batum/Walker che portava quest’ultimo a concludere al ferro per il 74-68 ed estendeva la leadership della squadra di casa a 6 punti.
Niente faceva presagire il black-out dei Calabroni in questo finale che scivolavano velocemente sotto; Gortat a 3:42 passava dalla baseline oltre il ferro per mettere una slam dunk a una mano, Wall in transizione portava a -2 i suoi mentre Beal con una tripla aperta da sinistra non riusciva a effettuare il sorpasso sbagliando il tiro, tuttavia Wall intercettava un passaggio orizzontale a metà campo di Charlotte e scattava in transizione solitaria concludendola come se fosse la gara di schiacciate dell’All-Star Game.
Time-out di Clifford ma nulla da fare, Dudley da 3 punti mandava sotto la squadra di Jordan, Neal in transizione dalla media batteva Kaminsky e a :50.5 era ancora Neal a segnare gli ultimi due punti del quarto dando il +7 ai suoi (74-81).

Kaminsky andava corto sul primo tentativo di rimonta nell’ultimo quarto ma si rifaceva a 10:58 quando raccoglieva una palla respinta dal ferro sulla conclusione di Lin e metteva dentro comodamente il 76-81.
Neal però a 10:14 era un incubo, altri due punti per il suo personale 7/7 al tiro e Dudley a 9:53 con due liberi rincarava la dose mentre Charlotte finiva sotto di 9 punti, ma da qui sino a 23 secondi dalla fine Washington restava incredibilmente a secco.
A 9:15 finalmente il karma decideva d’invertire la tendenza, Neal tornava quello dello scorso anno, cioè scostante, e sbagliava il primo tiro della serata, così Lamb 45 secondi più tardi dalla lunetta riportava il distacco a quello trovato a inizio quarto.
Lin in difesa costringeva Wall in entrata a una jump ball (per fortuna gli arbitri non vedevano una piccola spinta due mani di Kaminsky sull’ex) che la nostra guardia toccava ma non vinceva, tuttavia Walker era lesto dietro Neal a inserirsi per andare centralmente e fulmineamente ad appoggiare al vetro in transizione passando in mezzo a Sessions e Dudley al suo fianco.
Charlotte rientrava in gara grazie a due episodi; Nenè che falliva due liberi a 7:18 e Batum che mandava dentro una tripla benedetta, con la palla ballerina che si divertiva a danzare sul ferro dando prima l’impressione che potesse entrare subito, poi che uscisse, infine sull’ultimo rimbalzo tutto l’Alveare tirava un sospiro di sollievo vedendola entrare, così a 6:40 Charlotte tornava sul -2 (83-85).
Un marvellous Marvin Williams lottando catturava un rimbalzo, la mannaiata subita non lo fermava dalla lunetta e a 5:56 dalla fine gli Hornets riagguantavano la parità che si tramutava in vantaggio a 5:00 dalla fine, quando Batum in hand-off dalla sinistra in diagonale piazzava un’altra tripla tirando senza esitazione alcuna.
Wall da 3 punti non segnava e Lamb a 4:20 andava a prendersi un tiro difficile in corsa dalla media per il 90-85 che zittiva la difesa di Neal e iniziava a preoccupare seriamente gli ospiti.
Neal sbagliava ancora un jumper dalla baseline, Charlotte invece sfruttava un assist dalla baseline sinistra di Lamb che come un cameriere apparecchiava per Jefferson che faceva gustare due punti ai tifosi di Charlotte, i quali assaporavano la vittoria quando Walker a 3:09 colpiva da due punti portando il parziale sul 18-0 e il risultato sul 95-84. Washington sbagliava con Neal e perdeva due palloni, uno con Wall che tentava l’assist dietro la schiena per Gortat, Walker era più concreto e dal pitturato il suo jumper valeva il 96-85 mentre dall’altra parte i tiri dei Neal e Beal non entravano for real, così Charlotte chiudeva con 5 punti di Lamb (2 FT e una bella conclusione dalla grande distanza), mentre Washington interrompeva la maledizione troppo tardi a :23.1 con Neal abile a procurarsi due liberi che realizzava fissando il punteggio finale sul 101-87.

Nicolas Batum in serata.

Nicolas Batum in serata.

Charlotte ha finito con il 100% ai liberi e ha catturato 10 rimbalzi in più nonostante Gortat, ha perso 5 palloni in più ma è stata abile a limitare i danni, specialmente tenendo in considerazione che Washington è squadra veloce e lesta a giocare di rimessa, finendo con il pareggiare (16-16) i punti concessi in questa statistica.

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Pagelle:

Walker: 7
16 (8/17), 5 assist, 2 rimbalzi, 2 stoppate. Perde 5 palloni e all’inizio soprattutto subisce 3 stoppate, è un po’ sfortunato nella fase iniziale, poi inizia a giocare e produce assist e punti.

Batum: 8
16 pt. (5/15), 11 assist, 7 rimbalzi, 2 rubate. Di negative c’è solo la fase nella quale inizia a sparare a caso, forse perché si stufa di fornire splendidi assist per I compagni e vorrebbe anche lui rimpinguare il tabellino, tuttavia risulta ancora fondamentale nel finale quando grazie a lui Charlotte prima si riporta sotto e poi sopra con due bombe. In doppia doppia, utile su tutto il campo.

P.J. Hairston: 6
5 pt. (1/4), 3 rimbalzi, 2 assist in 16:12. Classico giocatore che inizia le partite ma non le finisce. Questa sera termina anche a terra su un blocco di Gortat che lo stordisce. Peccato per un paio di triple vicinissime al bersaglio che avrebbero potuto finire dentro con un pizzico di fortuna in più. Lavora di fatica.

M. Williams: 7,5
14 pt. (5/7), 11 rimbalzi, 1 rubata, 1 stoppata. Perde due palloni ma sono un’inezia di fronte alla doppia doppia per un giocatore che non è un primo violino. Sfrutta le sue possibilità al tiro e come scrivevo nella prewiev, avrebbe potuto essere l’arma tattica sugli scarichi. Lotta tenacemente a rimbalzo dove trova a mezzo liberi due punti importantissimi nel finale.

Jefferson: 7
14 pt. (6/13), 11 rimbalzi, 1 rubata. Peccato per una difesa non sempre impeccabile su Gortat. In attacco si fa sentire mostrando buona mano, cattura anche 11 rimbalzi e pure lui finisce in doppia doppia.

Zeller: 7,5
11 punti (5/7), 8 rimbalzi. Zeller lotta, anche se commette due turnover, sono più le volte che combina qualcosa di buono che commettere un errore. Chiude quello che può. Utilissimo ed energetico.

Kaminsky: 5,5
2 pt. (1/4), 2 rimbalzi. Utile perché lotta anche lui e copre velocemente gli spazi in difesa, tuttavia si ritrova con un -6 di plus/minus. Alla conclusione forse poteva fare leggermente meglio.

Lamb: 8
18 pt. (6/12), 7 rimbalzi, 3 assist, 1 rubata, 1 stoppata. Corre anche in difesa a deviare palloni, giocatore agile e veloce che quando stacca da terra per andare al tiro entra in armonia con l’universo perscrutando le minime variazioni nel movimento di difensori, pubblico e rotazione terrestre, come se avesse un terzo occhio onnisciente. Davvero bravo.

Lin: 7
5 pt. (2/4), 2 stoppate. Perde tre palloni, ma le due stoppate testimoniano una difesa accanita, resa efficace dalla sua velocità. Gioca poco più di 15 minuti ma il +8 di plus/minus dice che con lui in campo al momento opportuno, gli avversari fanno più fatica ad andare liberamente al tiro se non c’è un gap in cm.

Coach Clifford: 7
Usa solamente 9 giocatori in serata, quelli che gli stanno dando una certa resa. Lamb lo aiuta molto, così come Zeller dalla panchina. Altra vittoria casalinga importante. Peccato per quei momenti di sofferenza che la squadra ci da ogni partita quasi, però tiene la squadra sul pezzo e riesce a farla recuperare spesso.

Game 14; Charlotte Hornets VS Sacramento Kings 127-122 (OT)

ssssssss

Sottotitolo; “Bravi imbecilli”

Il virgolettato è ciò che ha scritto Gasperini (l’allenatore del Genoa) sulla lavagna degli spogliatoi rientrando dopo Genoa-Sassuolo.
Per chi si fosse perso il motivo di tale scritta, è uscita perché il Genoa subiva goal sull’ultimo assalto neroverde, ma incredibilmente con un pallone a disposizione, sulla “sciabolata disperata” (cit. alla Piccinini) segnava la rete della vittoria.
Altrettanto incredibile nella notte è stata una partita tra due squadre che hanno mostrato attacchi interessantissimi con molti uomini in grado di segnare e creare bel gioco, ma due difese latenti per larga parte dell’incontro.
Il punteggio è stato alto, il risultato incredibile se consideriamo che sul finir del terzo quarto i Calabroni erano sulle gambe, sommersi da 22 punti da recuperare, poi l’energia di Kaminsky e Zeller, l’assurdo 4° quarto di Walker e il finale di Lin hanno fatto fare ai Kings la fine dell’ultima monarchia francese.
Gara trascinata ai supplementari in maniera emozionante e vittoria molto importante che da fiducia e mantiene il fattore campo una chiave determinante per raggiungere i playoffs quest’anno.
Io direi solo bravi agli Hornets, ma la prossima volta evitate il recupero all’Harlem Globetrotters…

I Kings venivano presentati sul parquet della Time Warner Cable Arena da Karl con il seguente quintetto; Rondo, Gay, McLemore, Cousins e Cauley-Stein. Gli Hornets rispondevano con; Walker, Batum, P.J. Hairston (al rientro), M. Williams e Jefferson.

Jeremy Lamb ha chiuso con 11 punti la serata.

Jeremy Lamb ha chiuso con 11 punti la serata.

Diciassette secondi dopo la palla a due la sfera arancio era recapitata poco oltre la linea da tre punti a P.J. Hairston, il quale dava il ben tornato a sé stesso regalandosi tre punti che portavano in vantaggio i Calabroni.
I Kings in attacco mettevano in difficoltà la difesa di Charlotte costringendola al fallo per due volte; a 11:09 McLemore segnava i suoi liberi mentre Rondo splittava a 10:49 pareggiando la gara sul 3-3, tuttavia Charlotte resisteva anche sulla palla non agganciata da Batum con Walker, il quale prendendo posizione costringeva McLemore allo sfondamento.
Batum tornava alla carica, ma il raddoppio sulla sua penetrazione all’altezza di metà area lo costringeva a scaricare dietro per Marvin Williams che colpiva in jumper.
McLemore rimaneva caldo infilando la difesa di Charlotte ma dall’altra parte Batum da dietro la schiena con la mano destra faceva partire un passaggio vellutato per l’infilata in corsa parallela di Jefferson sulla sinistra che non falliva sul delizioso assist.
Dall’altra parte Gay forzava il contatto con Hairston al limite dello sfondamento ma aveva ragione; per gli arbitri era tutto regolare e i Kings tornavano a -1 (8-7).
Un pull-up jumper di Walker a 8:27 dalla media diagonale destra riportava a distanza di sicurezza la squadra di Clifford e 34 secondi dopo Kemba aggiungeva altri due punti estendendo a cinque il vantaggio con una drive arrivando sino al ferro.
McLemore dalla baseline destra in pull-up su Batum manteneva il contatto degli ospiti con la gara ma Jefferson dalla baseline destra mostrava un jumper perfetto e a 6:20 Walker bombardava da 3 punti costringendo Karl a chiamare il time-out sul punteggio di 17-9.
I californiani rientravano con un Cousins trasformatosi nella cabina in versione Superman.
L’ala grande avversaria segnava subito due punti ai quali replicava con altrettanti Batum ma Cousins segnava ancora, tuttavia a 4:41 Marvin Williams dimostrava che la difesa di Karl non era imperforabile recuperando un rimbalzo sull’errore da lontano di Walker e convertendo in due punti.
A 4:24 Cousins si permetteva il lusso di un gioco da tre punti ma dalla linea si trasformava per un attimo nell’impacciato Klark Kent finendo per tirare fuori un air-ball dal cilindro.
Jefferson dall’altra parte attivissimo in entrata mal controllava un pallone schiacciato da Walker, il quale finitogli sul petto gli si allontanava, tuttavia riuscendo a recuperarlo tentava un po’ scoordinato l’appoggio sul quale Cousins ci metteva lo zampino facendolo sbagliare.
Due giri di lunetta ma un solo libero a referto valido per Big Al.
A 4:04 Cousins con un tiro morbido dalla media riavvicinava ulteriormente i Re ma Marvin Williams in post basso finiva contro Rondo avvantaggiandosi in un miss match chiuso in gancio prima dell’aiuto difensivo.
La conclusione di Marvin valeva il 24-17.
Cousins segnava anche da 3 punti dalla top of the key con Jefferson uscito su di lui ma rimanendo troppo basso per contrastare la tripla. Hornets che chiedevano il time-out e al rientro Lamb con una finta superava il suo difensore, avvicinamento e jumper vincente dalla baseline sinistra.
A 1:38 gli Hornets parevano poter prendere un margine di tranquillità con Casspi che sul tiro di Batum finiva lateralmente a contatto sul corpo del francese calciandogli anche involontariamente la gamba; 3/3 dalla lunetta per Nicolas e gara sul 29-22.
Tuttavia i Kings rientravano con una penetrazione da play di Cousins chiusa in fing and roll superando Hawes e Lamb (gioco 3 pt.), mentre dopo un errore in transizione, Belinelli si rifaceva da tre punti segnando il 29-28.
Zeller subiva fallo da Cousins sul tiro effettuato da appena dentro l’angolo destro del pitturato e chiudeva anch’esso con un’azione da tre punti.
Il quarto si chiudeva con un paio di canestri del bolognese dei Kings intervallati da un libero di Lin per un punteggio che diceva; Hornets 33, Kings 30.

Belinelli iniziava bene anche il secondo quarto con la tripla del momentaneo pareggio, ma su una palla persa da Casspi, Lamb in contropiede solitario affondava la dunk a due mani.
I Kings tuttavia rispondevano colpo su colpo ai ripetuti vantaggi dei Calabroni; Koufos in gancio, Hawes con passaggio schiacciato laterale dal post basso per Zeller che in entrata centrale andava a schiacciare potentemente a due mani, Collison, transizione di P.J. Walker con appoggio sulla destra del vetro, Koufos con il gancio dal pitturato, Zeller nonostante il fallo non chiamato su di lui di Cousins a due mani resisteva e mandava dentro il tiro forzando non poco, Belinelli chiudeva il lungo ciclo con un tiro dalla baseline destra che completava la lunga serie di botta e risposta prima che un libero assegnato dagli arbitri per difesa illegale di Charlotte (tre secondi), portasse per la prima volta in vantaggio gli ospiti.
A 8:18 Casspi arrivava su un rimbalzo offensivo dopo che i Kings avevano tirato ai 24 secondi.
Canestro e fallo, gioco da tre punti parzialmente contrastato da Lamb che a 8:00 minuti si creava un tiro andando a lanciare la palla al vetro con un appoggione.
I Re rimanevano in vantaggio dimostrando facilità nell’andare a canestro; a 5:50 Rondo iniziava la lunga serie di assist servendo lungo Gay che segnava in alley-oop.
Gli Hornets riaccorciavano nel finale con un top shot di Lamb che controllando il corpo in entrata segnava il 50-53 ma Koufos da sotto su assist di Rondo faceva ripiombare gli Hornets a -5, almeno sino alla tripla del -2 di Batum a 3:00 dall’intervallo lungo.
Hornets che tornavano in vantaggio grazie alla pressione di Batum su Gay, palla persa per l’ala piccola neroviola e transizione di Kemba che con un dribbling in esitazione andava a depositare in sottomano per il 56-55.
Sul finire gli Hornets segnavano il 60-57 con un assist di Walker che tra le mani di Jefferson si trasformava in due punti, tuttavia a un secondo e mezzo dalla fine del quarto Rondo si portava fuori la palla dall’area dei due punti e colpiva dall’angolo destro per un pareggio ad altre quote (60-60) che dimostrava la pericolosità degli attacchi e l’incapacità delle difese di fermarli.

La situazione si faceva bizzarra nel terzo quarto, quando i Calabroni rientravano molli dagli spogliatoi, come se qualcuno gli avesse rubato non solo il talento, ma anche la voglia di lottare.
Linguaggio del corpo negativo e Kings che ne approfittavano; Gay su assist di Rondo andava a colpire facilmente lasciato con tanto spazio in un punto centrale da dove l’ala dei Kings non aveva certo difficoltà.
L’ala dei Kings martellava anche in appoggio in transizione e prendendo la via principale per arrivare a canestro per una jam, inoltre, dopo un tiraccio di P.J. Hairston, Rudy andava per la tripla del +9 per lo 0-9 di parziale nel quarto…
Clifford non poteva esimersi dal chiamare time-out e Kemba a 9:24 viaggiava sulla sinistra per poi concludere al ferro con un lay-up che interrompeva il parziale ospite.
Walker era uno dei pochi a salvarsi, più tardi produceva un contropiede 3 contro 2 nel quale la palla a spicchi veniva recapitata da lui stesso a Jefferson per il comodo appoggio, purtroppo però i Kings dopo un canestro di Marvin Williams buono per il 68-77 producevano un altro parziale, ancora più pesante da 0-12…
La tripla di Gay dal corner destro mandava il tabellone sul 68-89 prima che Lamb splittasse un misero libero per interrompere il parziale a 2:47 dalla penultima sirena.
Clifford intuiva che ci sarebbe voluta più energia per cercare di rimettere in piedi una partita che vedeva già i titoli di coda sul tabellone…
A 2:11 Zeller, entrato da poco in campo nuovamente andava a prendersi un fallo giocando sulla destra del tabellone.
Il centro di riserva dei Kings Koufos lo toccava sul braccio; canestro e ibero a segno per il gioco da 3 punti.
Lamb da 45° a destra appena fuori dalla linea da tre punti vedeva sfrecciare nel mezzo il freccia bianca Zeller che andava imperiosamente ad abbassare il ferro con una jam grintosissima.
Kaminsky a un secondo rimasto da metà campo colpiva il ferro e si entrava nell’ultimo quarto sul 74-91 con gli Hornets stati sotto anche di ben 22 punti.

Nell'ultimo quarto iniziava il Kemba Walker show.

Nell’ultimo quarto iniziava il Kemba Walker show.

L’inizio dell’ultimo quarto dava loschi presagi con Zeller che andava corto alla conclusione ma Walker a 11:14 iniziava il suo show di quarto con un elbow jumper.
Zeller in difesa si prendeva in faccia una gomitata di Cousins intento a sbracciare e tornndo in attacco Charlotte a 10:53 riceveva due punti artistici da Walker, il quale inarcava la schiena all’indietro sotto il ferro per trovare il varco vincente tra le maglie viola.
Un fallo offensivo di Belinelli e una tripla di Walker a 10:27 completavano l’operazione dimezzamento svantaggio, il -10 (81-91) resisteva finché Belinelli non provava un tiro dalla lunga da destra che corretto dal vetro in maniera fortunosa finiva dentro.
La gara si accendeva e diventava simile a una partita di ping pong, alle rapide fiammate degli Hornets i Kings rispondevano con gli assist di Rondo e i canestri facili di Cousins & Company, era il caso ad esempio di un canestro di Lin a 9:45 arrivato con caparbietà in reverse lay-up anche contrastato ma respinto nel punteggio dalla correzione di Cousins al volo (con ricaduta pesante sul terreno della PF avversaria che iniziava a denotare qualche problema al fianco dopo essersi rialzato), oppure dal canestro di Kaminsky partito in orizzontale da destra per concludere nel cuore del pitturato, anche questo respinto da Cousins da altri due punti. Gli arbitri iniziavano a fare un po’ di confusione nel finale; ridicolo fallo chiamato a Lamb di sfondamento su Cousins; sul salto e scarico Jeremy toccava leggermente in ricaduta Cousins che cadeva come un fuscello… Lamb si rifaceva nella tabella assist fornendone uno a Lin che a 8:00 metteva la tripla dell’88-97, ma Charlotte tornava a -12 quando Belinelli a 7:12 segnava da due, subiva fallo e realizzava il libero del 90-102. Cousins con una tripla poco più tardi portava i suoi sul +14 (93-107), ma Kemba reagiva ancora; tiro di Batum sul ferro, tra i lunghi nel pitturato spuntava Kemba, il quale in salto agganciava e correggeva al volo.
Batum tornava utile dalla lunetta a 5:23 quando i Kings ci concedevano il bonus.
2/2 e -10…
Per un generoso fallo di Zeller su Cousins l’ala/centro avversaria andava in lunetta ma splittava solamente, dall’altra parte su una seconda chance (Zeller aveva appena schiacciato sul ferro) Batum era evidentemente toccato due volte (una pesantemente da Cousins) ma gli arbitri erano probabilmente abbagliati dalle luci (mettiamola così), tuttavia a 3:59 vedevano un fallo su Zeller che andava a riavvicinare ulteriormente i bianchi di casa con due liberi per il 99-108.
A 3:31 Walker, ormai in the zone con un catch n’shoot da 3 punti dalla top of the key mandava la partita a due possessi lunghi di distanza e a 2 punti i due possessi divenivano corti con Batum abile a intercettare un pallone in difesa e a correre in transizione per il 104-108.
A 1:49 un blocco alto per Kemba facilitava l’entrata del nostro play che appoggiava il -2, gap annullato completamente quando Gay, su un attacco dei Kings non finalizzato, decideva di non far ripartire Batum che aveva appena conquistato il rimbalzo.
Ingenuità e Nicolas dalla lunetta segnava il 108 pari.
Walker a 1:01 dalla media diagonale destra fintava il pick and roll con Zeller, si spostava leggermente a sinistra e batteva Cousins con un tiro da due punti che mandava in visibilio la Time Warner Cable Arena.
A raffreddare gli entusiasmi una prima volta ci pensava Belinelli a :07.6, il quale sfruttava un blocco per mettere un bel tiro da posizione centrale, lasciando Lin volare accanto a lui a vuoto nel tentativo di stoppata. Time-out Charlotte e naturalmente palla a Walker in punta, il quale usava Zeller come bloccante alto, Rondo rimaneva lì, dietro di lui gli si parava Gay, ma Kemba con un’esitazione lo circumnavigava e andava ad appoggiare battendo anche l’ulteriore uomo in aiuto, il tutto a :00.7 dalla fine…
Sembrerebbe finita, invece no.
Charlotte si preoccupava giustamente dei tiratori dei Kings ma lasciava Gay vicino al ferro.
Rondo rimetteva in gioco la palla lanciandola da quelle parti da sinistra a destra, Marvin Williams davanti allo swingman dei Kings arretrando perdeva un po’ l’equilibrio finendo per non riuscire a saltare; Gay invece da dietro sovrastava la loro SG deviava a canestro per il pareggio che portava la gara ai supplementari.

Due belle tifose festeggiano prima del tempo durante l'ultimo quarto.

Due belle tifose festeggiano prima del tempo durante l’ultimo quarto.

 

Nell’OT Koufos vinceva la palla a due e Gay nel pitturato spalle a canestro si girava per un turnaround su Kaminsky che faceva il suo ma non riusciva fermare la guardia/ala avversaria che riportava avanti i suoi. La gara però svoltava grazie allo stesso Kaminsky che servito da Batum fronte a canestro al limite della linea da tre punti segnava a 4:24 il 115-114.
A 3:57 la mano decisiva di Lin; dribbling tra i paletti di Sacramento quasi in teletrasporto e canestro più fallo.
Lin non tradiva dalla linea e Hornets sul 118-114.
Dopo qualche tiro errato dettato probabilmente anche dalla stanchezza di una partita giocata a ritmi sostenuti, Lin s’infilava a ricciolo davanti a Zeller (fermo nel pitturato) per appoggiare il +6.
Charlotte in attacco si fermava e i Kings a 1:00 esatto dalla fine realizzavano il -2 dalla lunetta (fallo di Zeller) con Koufos.
A :43.0 secondi dalla fine Lin faceva la cosa meno indicata, prendendosi un pull-up jumper tirato su dal parquet.
Canestro importantissimo anche se con un tiro un po’ rischioso, a che evidentemente sentiva di poter mettere.
Il +4 Hornets nel finale resisteva anche perché i Re commettevano turnover e Walker dalla lunetta allungava.
A :11.3 Rondo in entrata sulla sinistra segnava il -3, gli Hornets dall’altra parte trovavano capo aperto per rilanciare su Lin che falliva il tiro in transizione con il rientro di un difensore di Karl, ma Kemba riprendeva e segnava il +5 che chiudeva finalmente la maratona.

Gli Hornets hanno rimontato con un furioso finale grazie anche al calore del pubblico che li ha spinti nonostante un terzo quarto da incubo. Walker ha finito con 39 punti, 6 rimbalzi e 5 assist…

Lin, ottimo nel finale dopo essere stato in difficoltà.

Lin, ottimo nel finale dopo essere stato in difficoltà.

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Pagelle:

Walker: 9
39 punti (16/23), 6 rimbalzi, 5 assist, 2 rubate e ben 3 stoppate! Vince il premio giocatore Sprite. Il folletto degli Hornets fa verdi i Kings nell’ultimo quarto. Che lo marchi Rondo o gli altri non fa differenza, Kemba ormai è la primula rossa per la difesa dei Re. Anarchico prova a ghigliottinare due volte la testa dei Re ma la difesa non regge. Nel finale anche in difesa moltiplica gli sforzi salvando un pallone difficile e andando a dare una bella stoppata. Non può bloccare gli assist laser di Rondo ma può ribaltare la partita.

Batum: 6,5
18 punti (5/16), 10 rimbalzi, 8 assist, 1 stoppata ma anche 5 palle perse e 3 stoppate subite. Gioca e muove i numeri nel tabellino. Al tiro potrebbe andare meglio ma dalla lunetta il suo 7/7 è importante così come lo sono i rimbalzi e gli assist.

P.J. Hairston: 5
5 pt. (2/5), 6 rimbalzi, 1 assist. Coinvolto nel disastro d’inizio penultimo quarto, P.J. mostra la tripla iniziale e poco altro. Difesa non alla sua solita altezza.

M. Williams: 5,5
9 pt. (4/6), 2 rimbalzi, 1 rubata in poco meno di 20 minuti. Al tiro va bene ma per il resto combina pochino. L’energia di Zeller e la vivacità di Kaminsky lo soppiantano. Sull’azione finale dell’ultimo quarto dei regolamentari lascia via libera a Gay, per fortuna non ci costa la partita.

Jefferson: 5,5
10 punti (4/10), 3 rimbalzi, 1 rubata. Perde 3 palloni e viene stoppato due volte. Nel finale lascia il campo a Zeller e Kaminsky. Clifford h bisogno di qualcosa di più dinamico per muovere la difesa avversaria. Big Al non ha più funzionato ad un certo punto.

Lamb: 6,5
11 punti (5/9), 5 rimbalzi, 2 assist. Sfiora l’espulsione per limite di falli. In attacco mette alcuni buoni canestri ma non sempre riesce a segnare quando ce n’è bisogno, tuttavia chiedergli di più è difficile.

Hawes: 6
0 pt. (0/1), 2 rimbalzi, 2 assist in 7:39 sul parquet. Prende un -6 di +/- senza eccessive colpe.

Zeller: 7
12 pt. (4/8), 6 rimbalzi, 1 rubata. Non sempre gli va bene, ma l’apporto a livello quantitativo e anche qualitativo questa volta, è ottimo. Mette un paio di canestri resistendo con gli avversari a contatto, su uno manca anche la chiamata della terna. Inaugura la rimonta della squadra di Jordan.

Lin: 7
14 pt. (5/12), 3 rimbalzi, 3 assist, 1 stoppata. Inizia male la gara sbagliando tiri e ogni tanto perde qualche pallone (saranno 4 alla fine) tentando qualche dribbling di troppo. Se gli va bene però va dentro. Anche lui ribalta la gara nell’OT, erra l’ultima conclusione in uno contro uno ma alle sue spalle c’è l’ombra Walker che chiude la gara. +18 di +/-.

Kaminsky: 7
9 pt. (4/8), 5 rimbalzi. +23 come plus/minus. Si strozza in gola l’urlo su una sua tripla fallita che avrebbe riavvicinato Charlotte nel momento del bisogno, lui comunque rimane lì in difesa a lottare, a non far passare più troppo facilmente i Kings dalle parti del ferro dei bianchi (anche se per un certo periodo di ultimo quarto i Kings continuano a segnare comunque) e una bomba la mette. Dinamicità preziosa.

Clifford: 7,5
Subisce un contraccolpo dai suoi uomini. Personalmente avrei messo Zeller e Kaminsky prima, a partita ormai compromessa, o almeno danneggiata, fa entrare i due lunghi vedendo che succede. La squadra esce dal coma e lui finisce il match con un quintetto atipico senza Jefferson, senza Hairston, buttando dentro anche Lin per un cinque mobile. L’idea funziona e il trono dei Kings che sembravano proclamarsi Re alla Time Warner Cable Arena viene gettato fuori dall’Alveare.

 

Game 13; Charlotte Hornets VS Philadelphia 76ers 113-88

Sottotitolo; occasiHornets

chapi

La classica partita da non sottovalutare.
Il pericolo correva lungo il binario Philadelphia-Charlotte.
E’ vero che i malandati Sixers quest’anno erano 0-12 prima di questa sfida e che tra le loro fila annoveravano assenze abbastanza importanti come Embiid, Marshalll, Landry, Wroten e Holmes, ma l’affrontare questa sfida con superficialità e perdere avrebbe potuto essere deleterio per il morale dei Calabroni…
Charlotte aveva quindi un’occasione d’oro tra le mura amiche per raggiungere finalmente una percentuale sopra il .500.
L’unica volta che vi era riuscita in questa breve storia dei nuovi Charlotte Hornets, era stata in occasione della vittoria contro Milwaukee nella gara inaugurale della scorsa stagione.

I 76ers erano schierati in campo da coach Brett Brown con; T.J. McConnell, Stauskas, Covington, J. Grant, J. Okafor, Hornets che sempre senza P.J. Hairston e con l’aggiunta nella lista infortunati di Zeller, si presentavano in maglia viola e con Clifford che proponeva il doppio playmaker; Walker, Lin, Batum, M. Williams e Jefferson.

Lo stesso Jefferson dopo esser stato beffato dal ferro sul primo tiro della partita e aver rubato un pallone in difesa, riceveva e fingeva il tiro nel pitturato, la difesa dei Sixers commetteva fallo e Big Al andava in lunetta, ma segnava solamente il secondo dei liberi assegnati, tuttavia Charlotte segnava ancora, questa volta da due punti a 10:43 con Walker che impegnato nel crossover esitava rimanendo sospeso sul posto mandava fuori tempo l’avversario sul successivo cambio passo, finendo al ferro. Trenta secondi più tardi Batum serviva lo stesso Walker che completava l’escalation di punti realizzati con una tripla che mandava la gara sul 6-0.
I Sixers che sembravano veramente acerbi per la NBA in quest’inizio gara, segnavano il loro primo canestro con Okafor da pochi passi, servito dal n° 12 che in penetrazione portava via Jefferson e scaricava per il compagno di squadra.
Lin a 9:08 segnava con una penetrazione chiusa sul lato sinistro del tabellone in reverse lay-up.
Grant segnava in schiacciata per i Sixers ma Walker non aveva problemi a segnare in pull-up mostrando di essere in armonia con il canestro.
Phila risaliva con due liberi e si riportava a -1 con una tripla aperta di McCollum ma Charlotte ripartiva e riallungava dapprima con un altro reverse in appoggio di Lin, questa volta servito dentro con i tempi giusti e non in solitaria.
A 6:16 Jefferson conseguiva un gioco da tre punti; Noel abboccava alla sua finta e lo toccava leggermente volgendogli le spalle, tiro buono e libero addizionale anche.
A 5:15 Lin da sinistra passava sulla linea di fondo oltre il canestro e dal lato destro pescava Jefferson sulla medio/lunga baseline sinistra pronto a mettere il tiro in sospensione che valeva il 17-9.
Big Al iniziava a scintillare a 4:56, quando fintava in area su Noel, due passi verso il centro e gancio arcobaleno impossibile da stoppare da parte dello stesso lungo in marcatura.
Noel sfidava Big Al realizzando due punti ma Big Al rispondeva dalla top of the key con un tiro che finiva in fondo alla retina, Noel ricambiava il favore con un artistico all’alley-oop, Batum rimaneva sul pratico e con una bomba da 3 punti portava la gara sul 24-11.
Tornava a farsi vedere anche Jefferson in attacco che con finte e giro completo a 360° sul piede perno nel pitturato trovava il varco per aggiungere altri due punti alla causa. Kaminsky da sotto riceveva e realizzava ancora per Charlotte, inoltre Jefferson approfittava dell’abilità di Walker, il quale raddoppiato sulla linea laterale destra, resisteva all’aggressività dei difensori, serviva Jefferson in verticale per il tiro da due punti del nostro centro che dalla linea di fondo, ben lontano da canestro, dimostrava di poter segnare anche da lì per il 30-15. Philadelphia segnava 4 punti, gli ultimi due con Sampson, il quale falliva il tiro sulla sirena più tardi lasciando il punteggio finale di primo quarto sul 30-19.

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Buona prova per Jefferson che termina in doppia doppia (26 punti e 10 rimbalzi, aggiungendo anche 5 stoppate).

Charlotte sostituiva il centro ma iniziava bene ugualmente con il canestro del sostituto Hawes, abile a segnare il tiro in turnaround a 11:25, ma Canaan metteva la bomba da 3 punti per il -10 Sixers, tuttavia Charlotte ripagava con la stessa moneta; Lamb da sotto trattenuto cambiava mano sul tentativo in salto, alzata della palla con movimento circolare dell’arto superiore destro e circus shot completato dal libero addizionale.
Jeremy Lin segnava a 9:32 con Philadelphia che iniziava a mostrare segni di cedimento; tripla non contrastata per il 38-22.
Dall’altra parte i ragazzi di B. Brown però andando dentro trovavano i passaggi giusti per le realizzazioni di Noel e Okafor che a 8:47 veniva anche toccato da Lin e completava un gioco da tre punti che alzava il punteggio sul 38-27.
Da una penetrazione di Roberts a 8:02 nasceva il canestro di Marvin Williams che agganciava la palla a spicchi sullo scarico del play a destra e mandava a segno la tripla del 41-28.
A 7:06 Charlotte fuggiva via con Lamb, ancora una volta la difesa non chiudeva su di lui, sebbene Jeremy fosse qualche passo più indietro della linea da tre punti, di fatto un’ingenuità che costava ai Sixers il -16 (46-30). A risvegliare i bianchi ci provava Thompson che mandava a segno una tripla e stoppava Marvin Williams in difesa, Grant seguiva l’esempio e su una seconda opportunità che i Sixers si erano procurati catturando il rimbalzo aggiungevano due punti.
Dall’altro lato del parquet però rispuntava Big Al, che a 4:57, con un jumper dalla media ridistanziava gli avversari. Marvin Williams vanificava dalla lunetta (dopo ave conquistato un rimbalzo offensivo con tenacia) i due punti precedentemente ottenuti da Okafor.
Dopo una dunk dei Sixers creata dall’assist di Stauskas, gli Hornets piazzavano un parziale di 12-0 con le seguenti azioni; Lamb a 4.34 si creava spazio per il jumper dalla media anche se contrastato, a 3:12 Batum appostato nell’angolo sinistro era dimenticato dalla difesa dei Sixers ma non da Lamb che gli forniva l’assist per la tripla vincente, a 1:48 Marvin Williams colpiva due volte dalla linea, a 1:16 Walker passaggio in back-door e ricezione sulla baseline sinistra con arrivo puntuale alla stazione del ferro per deposito palla a spicchi nella retina, in ultimo Kemba a :48.7 mostrava anche l’arma da fuori colpendo da tre punti per il 62-39, parziale interrotto da un jumper di Stauskas dalla media per il 62-41 che chiudeva il primo tempo.

Le squadre scendevano nuovamente sul parquet a inizio ripresa e Charlotte sembrava ripartire di slancio con Walker, classica entrata a ricciolo dietro a Marvin Williams con difesa desertica nel pitturato da parte di Phila; Walker ci s’infilava e andava sino in fondo prima del tentativo tardivo di Okafor in stoppata che sfiorava il braccio del nostro play.
Brett Brown chiamava time-out e i suoi ragazzi si riorganizzavano.
Un extra pass di Covington per Grant dava due punti a Phila, tuttavia Charlotte passava dalla lunetta due volte con Walker (2/2) e Batum (3/3), i Sixers quindi tornavano a rincorrere Charlotte sul -28.
Stauskas approfittava della momentanea caduta di Lin per inaugurare la rimonta con due punti nonostante Marvin Williams a 9:04 tentasse di respingerla con una tripla.
A 8:03 Noel da sotto con la classica schiacciata e Stauskas a 7:23 su un pallone messo fuori dalla difesa di Charlotte aveva il tempo e lo spazio per colpire da tre punti.
A 6:09 Stauskas tornava a dar fastidio con un’altra bomba e McCollum con una transizione chiusa dal pitturato in arresto e tiro iniziava a preoccupare un po’, per fortuna Batum a 5:03 metteva un difficile jumper dalla linea di fondo destra, segnando il 76-58 interrompendo il trend negativo.
Brown chiamava un time-out e Phila accorciava nuovamente quando Sampson per fallo di Hawes segnava i liberi del 78-67, per fortuna nei momenti di difficoltà Batum non tradiva rimanendo concentrato continuando a infiocchettare canestri pesanti come quello a 1:24 dalla diagonale destra per tre importantissimi punti.
Dopo due punti di Thompson, Charlotte tornava in attacco con un bel gioco di squadra; giro palla sull’esterno per muovere la difesa, palla a Walker che riusciva a partire con vantaggio sul difensore e assist verticale per Kaminsky che da sotto non doveva farsi pregare per mettere dentro. Un jumper in area pitturata di Walker a :12.2 chiudeva anche il terzo quarto sull’85-70.

Bella prova anche per Walker autore di 20 punti e 7 assist.

Bella prova anche per Walker autore di 20 punti e 7 assist.

L’ultimo quarto vedeva ancora Kaminsky andare a segno su assist di Hawes, ma il rookie mostrava anche una difesa non ferrea quando si faceva posterizzare da Grant a 11:22 e commetteva fallo a 10:40 su un Covington partito da lontano per vie centrali e giunto dalle parti dell’anello, abile a segnare in appoggio e anche il libero aggiuntivo.
Frank The Tank si faceva perdonare grazie a Lamb che gli regalava un pallone che non sprecava dalla grande distanza per il 90-75 a 9:33 dalla fine della partita.
A 8:08 Lamb cercava di chiudere la gara da solo; palleggio tambureggiante sulla diagonale sinistra, sfera tirata e bombarda per il 93-76.
Covington segnava due punti e McCollum da sotto ne avrebbe aggiunti altrettanti se da dietro Lin non avesse spazzato via in maniera pulita il suo tentativo.
Grant al ferro nel traffico e Stauskas da due punti su Lin rappresentavano gli ultimi bagliori dei Sixers.
FinalHornet con Marvin Williams in presa sulla sfera in area, giro, fallo su di lui, tiro con canestro e realizzazione dalla linea agguntiva.
Rientrava Jefferson che veniva aiutato dal ferro sebbene il rimbalzo sul tiro fosse stato bizzarramente violento, niente rimbalzo invece sul suo lavoro su Okafor in post basso sinistro; passando sotto l’ascella del lungo in allungo Big Al faceva registrare il 102-85.
Kemba dalla linea raggiungeva i 20 punti personali mentre c’era spazio anche per Hansbrough che prima realizzava da due, poi si ripeteva da 3 punti dalla top of the key, salutato con sorrisi e applausi da pubblico e panchina.
Sul tabellone a fine gara, mentre i giocatori si abbracciavano, il punteggio segnalato era; Hornets 113, Sixers 88.

Facile vittoria per gli Hornets che hanno guadagnato tanto sfruttando le pecche difensive sull’arco degli avversari tirando con il 48% da 3 punti e facendo registrare un parziale di 27-8 sui palloni persi dagli avversari. Ora Charlotte si porta a più di .500 aspettando i Kings per la rivincita dello scorso anno.

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Pagelle:

Walker: 7
20 punti, 7 assist e 3 rubate, oltre a una buona difesa, Walker sembra giocare con confidenza e scioltezza.

Lin: 6,5
9 t. 3 rimbalzi, 2 assist, 1 stoppata. La stoppata è stata premiata come azione difensiva della serata e gli alza un mezzo voto il punteggio che sarebbe stato sufficiente con un 3/8 al tiro. Partito bene nel finale va corto due volte vicino al ferro, in qualche frangente la difesa deve migliorare.

Batum: 7
14 pt., 4 rimbalzi, 3 assist. Il ragazzo premiato come giocatore della settimana (scorsa) a est è sempre vitale per Charlotte aldilà dei 14 punti. E’ il modo e il momento in cui li ha fatti che li valorizza ulteriormente.

Marvin Williams: 7
11 punti, 9 rimbalzi, 2 stoppate. Prezioso in difesa con 9 rimbalzi e 2 stoppate, l’ex Jazz è un ottimo terminale offensivo se lasciato solo al di fuor della linea dei tre punti. Un altro giocatore rispetto allo scorso anno.

Jefferson: 8
26 punti, 10 rimbalzi, 5 stoppate e 2 assist. Giocatore della partita. Si scalda un attimo e poi sfrutta tutta la sua esperienza contro l’inesperienza dei lunghi in tenuta bianca.

Lamb: 7
13 pt., 3 rimbalzi, 2 assist. Va con un 4/10 al tiro, coinvolge anche i compagni con buoni passaggi. Buona la tripla che chiude praticamente la sfida.

Kaminsky: 6,5
9 punti, 3 assist, 3 rimbalzi, 2 stoppate. Difesa non eccelsa ma buon attacco.

Hawes: 6
5 rimbalzi, 2 assist. Sarebbe insufficiente per l’1/6 che mette a referto solo 4 punti. Una buona presenza difensiva nella serata comunque.

Roberts: 6
2 pt., 3 assist. Male al tiro, bene negli assist.

Hansbrough: 6,5
Gioca solo 2:28 ma entra come idolo locale e finisce con 5 punti (2/3 al tiro dal campo), con al chicca della tripla frontale. Anche 1 assist e 1 rubata.

Daniels: s.v.
In 2:22 non lo vedo nemmeno. Sicuri fosse in campo?

Harrison: s.v.
Quasi stesso discorso di Daniels. Lui un rimbalzo lo cattura.

Coach Clifford: 7
La miglior soddisfazione per un allenatore sul campo dovrebbe essere quella di vedere la sua squadra d’insieme. Seppur con qualche individualità, Charlotte riesce a proporre anche un gioco che coinvolge tutti gli elementi della squadra.

 

Classifica al 20/11/2015

La NBA è iniziata da circa tre settimane e arrivano già le prime indicazioni come ad esempio le difficoltà rinnovate dei Lakers o l’invincibilità dei Warriors a cui fa da contraltare la striscia negativa di New Orleans, riuscita solamente a strappare una vittoria, purtroppo a causa d’infortuni a raffica che hanno falcidiato la sfortunata squadra di Gentry. A Est Cleveland, Chicago e Atlanta sembrano già voler allungare il passo in una Conference che pare più difficile ancora del previsto, con moltissime squadre nel gruppone che al momento si equivalgono.

Nella Western Conference la situazione è la seguente (tra parentesi il bilancio delle sfide stagionali di Charlotte contro le avversarie dell’ovest); 1^ Golden State Warriors 1.000 (0-0), 2^ San Antonio Spurs .818 (0-1), 3^ Dallas Mavericks .667 (1-0), 4^ Oklahoma City Thunder .583 (0-0), 5^ Phoenix Suns .545 (0-0), 6^ Los Angeles Clippers .545 (0-0), 7^ Utah Jazz .545 (0-0), 8^ Denver Nuggets .500 (0-0), 9^ Memphis Grizzlies .500 (0-0), 10^ Houston Rockets .417 (0-0), 11^ Minnesota Timberwolves .417 (1-0), 12^ Portland Trail Blazers .308 (1-0), 13^ Sacramento Kings .308 (0-0), 14^ Los Angeles Lakers .182 (0-0), 15^ New Orleans Pelicans .083 (0-0).

Invece nella tabella sottostante, ecco la classifica a Est, la quale interessa i tifosi degli Hornets da più vicino.

La classifica al 20/11/2015, prima che inizi 76ers @ Hornets.

La classifica al 20/11/2015, prima che inizi 76ers @ Hornets.

Game 12; Charlotte Hornets VS Brooklyn Nets 116-111

Sottotitolo; determinziHornets

chanet

Il 18 novembre 1307 secondo la leggenda, Guglielmo Tell con una freccia colpiva una mela sulla testa di suo figlio.
A Charlotte invece, 708 anni dopo sarebbe bastato essere leggermente più precisi e realizzare qualche libero in più per non trascinare sino all’ultimo minuto una sfida che i Nets freschi di vittoria sugli Atlanta Hawks, hanno onorato sino in fondo facendo vedere buone cose specialmente da un Young devastante nella notte (27 punti) che tuttavia ha sprecato il tap-in più semplice nel momento giusto per Charlotte che ha giocato di squadra esaltando Nicolas Batum, il quale ha realizzato 24 punti nella notte.
Dopo molte difficoltà a ribalzo, gli Hornets si sono fatti più aggressivi nel finale portando questa statistica decisamente dalla loro parte.
In generale la determinazione mostrata negli ultimi minuti è stata fondamentale per non far espugnare ai Nets il nostro parquet.

I Nets si presentavano alla Time Warner Cable Arena con il seguente quintetto; Jack, R. Hollins-Jefferson, J. Johnson, Th. Young e Br. Lopez, mentre Charlotte in tenuta bianca rispondeva con; Walker, Batum, M. Williams, Zeller e Jefferson, dovendo fare ancora a meno di P.J. Hairston.

I Nets conquistavano la palla a due e si portavano subito sopra con Rondae-Hollis Jefferson, abile a segnare dalla media distanza.
Brooklyn raddoppiava il punteggio a 10:56 con Young dalla lunetta; Walker da sotto era costretto a fargli fallo e l’ala dei Nets capitalizzava le due occasioni concesse da Kemba.
Charlotte andava a segno per la prima volta in serata con un gioco tra Jefferson e Batum; il centro lanciava Batum in corsa verso il ferro, Nicolas assorbiva l’interesse e l’aiuto di Lopez, potendo scaricare al volo all’indietro per Jefferson che dalla media distanza tutto solo segnava il 2-4, tuttavia a 10:23 J. Johnson segnava una tripla.
Gli Hornets non riuscivano ad avvicinarsi di molto giacché Walker dalla lunetta splittava i suoi due liberi, anzi, Johnson colpiva nuovamente da oltre l’arco e il punteggio si dilatava e si allungava sempre di più quando Jack realizzava in pull-up dalla media passando dietro un blocco e il Jefferson dei Nets segnava un libero per il +10 (3-13) ospite.
Batum dava una mano a Clifford rimanendo in aria più del previsto per il jumper vincente dalla baseline sinistra e anche Walker riavvicinava i padroni di casa a 8:13 con un’azione in cui da solo si creava lo spazio per il tiro in sospensione su Jack.
Dopo due liberi d Lopez, a 7:20 Walker in corsa da sinistra verso destra dava a Marvin Williams appostato fuori sul lato destro, la nostra ala ripassava in angolo a Kemba che completava la corsa e sparava la tripla vincente.
Nets ancora a segno ma Hornets che controbattevano con Marvin Williams, abile ad arrivare al ferro sull’errore al tiro di Batum.
Il pallone saltato sul tabellone dopo aver rimbalzato sul ferro era preda della nostra ala piccola che schiacciava imperiosamente.
J. Johnson però era una spina nel fianco dei Calabroni e a 6:32 metteva la sua terza tripla di serata mandando il punteggio sul 12-20, anche se 18 secondi più tardi Jefferson cercava di riavvicinare i nostri con un gancio uno contro uno finito dentro.
Squadre che rimanevano lì con i liberi di Young e il canestro di Batum in gancetto da pochi passi dal canestro a superare Lopez.
Altri due liberi in arrivo per i Nets con il fallo di Walker lontano dalla palla su Jack e Hornets ancora a recuperare dal -8 con un turnaround di Jefferson a 5:19 che ignorava il raddoppio battendo i numeri 24 e 41 del neoentrato Robinson.
A 4:15 Marvin Williams aveva una buona occasione sul rimbalzo offensivo catturato da Walker e non se la lasciava sfuggire sparando bene da tre punti per il 21-26.
J. Johnson variava un po’ sul tema con penetrazione e alzata palla per due punti ravvicinati.
Da un passaggio di Batum dentro per Jefferson nasceva un gioco da tre punti perché il piccolo Larkin commetteva fallo; libero a segno, così come quello successivo di Kaminsky che riceveva il passaggio orizzontale, segnava e subiva fallo, completando un gioco da 3 punti per contrastare nel punteggio i due punti di Larkin intercorsi tra i due giochi da tre punti conquistati dai Calabroni.
I Calabroni riconquistavano palla in difesa con Kaminsky, abile ad allungarsi sul proprio attaccante anticipandolo con una mano sul passaggio schiacciato ma dall’altra parte Lin veniva stoppato da sotto, tentava quindi di recuperare la sfera e scaricarla fuori per Hawes il quale lasciava partire immediatamente un tiro a catapulta a una mano che incredibilmente finiva nella retina.
Canestro eccezionale vanificato in un secondo momento dagli arbitri che si accorgevano che non era arrivato in tempo utile.
Questo canestro comunque caricava Hawes che dopo aver visto le realizzazioni di Bargnani e di Lin che in entrata riceveva e appoggiava sull’assist dall’angolo destro di Batum, sparava una tripla frontale a :32.6 per il 32 pari che chiudeva il primo quarto.

S. Hawes n° 00 (a rimbalzo), 12 punti per lui contro i Nets.

S. Hawes n° 00 (a rimbalzo), 12 punti per lui contro i Nets.

Nella seconda frazione i Calabroni passavano avanti grazie a Lamb che con un assist fulmineo verticale bucava la difesa dei neri di Brooklyn; ricezione di Hawes e canestro da sotto per il 34-32.
I Nets si riportavano sopra con Ellington ma Hawes andava a passare il suo difensore in palleggio, poi non incontrava più resistenza alcuna andando a schiacciare a due mani.
Un Pull-up di Lamb a 9:38 e un passaggio di Lin ad aprire il campo per Hawes abile a realizzare velocemente in uno contro uno davano il +4 ai bianchi di casa.
I Nets chiamavano il time-out che evidentemente funzionava se con Bargnani recuperavano la parità a quota 40 costringendo Clifford a fermare a sua volta la giostra.
Ellington denunciava il ferro per i suoi bizzarri rimbalzi; la forza del lato oscuro respingeva un pallone già visto da tutti dentro e Marvin Williams dall’altra parte sul bordo sinistro da grande distanza ne approfittava per dare il +3 a Charlotte.
B. Lopez era comunque un problema in difesa per i Calabroni che non riuscivano a fermarlo con Hawes; gancio e canestro del lungo newyorkese.
Lin rispondeva finalmente presente andando a battere Jack in entrata diagonale e appoggiando al ferro a 5:41 però dalla baseline si faceva sentire ancora il centro avversario che non si curava dell’opposizione di Jefferson segnando due punti.
Telespalla Lopez compiva anche il sorpasso ma a 3:36 un assist lampo di Batum dava a Kaminsky la possibilità di andare in lunetta dopo aver segnato appoggiando a tabella.
Gioco da 3 punti e 48-46 Hornets.
Finalmente Johnson sbagliava una tripla mentre Batum a 3:03 no, scarico di Jefferson ormai triplicato in post basso e canestro di Nicolas liberissimo per il 51-46.
Larkin segnava due punti per i Nets mentre T. Robinson ne aggiungeva due più un libero successivo che dava la parità agli ospiti.
Charlotte concedeva troppo e Brooklyn finiva avanti all’intervallo sul 52-56 grazie ai canestri di Young e Robinson.

Frank "the tank" Kaminsky chiude la serata con 11 punti.

Frank “the tank” Kaminsky chiude la serata con 11 punti.

Charlotte si rifaceva dopo la sosta lunga; Batum e Jefferson a 11:21 facevano capire di non essere intenzionati a soccombere, pareggiando a quota 56.
Jack dal pitturato realizzava due punti per il primo dei due vantaggi Brooklyn, tuttavia Charlotte usufruiva del buon Walker in grado di segnare da 3 punti dalla diagonale sinistra con schermatura di Marvin a portar via Jack.
Batum a 9:57 scaricava una tripla che dava il 64-60 agli Hornets, ottima coordinazione e catch n’shoot stupendo.
Nets di nuovo avanti con una transizione di Young dopo una stoppata di Lopez su Walker.
Kemba si “vendicava” andando a colpire da 3 punti a 8:28 per il 67-65 e realizzando successivamente due liberi per il 69-66 a 7:37 dalla penultima sirena. Hornets a + 5 con Jefferson dalla lunetta ma un assist di Jack per Young in dunk riportava gli ospiti a un possesso lungo di svantaggio… Due errori dalla lunetta di Walker e il canestro di Young da seconda possibilità offensiva lasciavano di margine un solo punto (71-70) alla squadra di Jordan.
Young era anche abile a prendersi spazio su Zeller mandandolo in marcatura più sull’interno; facile giro sull’esterno e appoggio vincente per il nuovo sorpasso ospite.
A 4:28 Kaminsky segnava da sotto grazie a Walker che una volta rotta la difesa in partenza, trovava Frank The Tank sotto il canestro.
La battaglia punto a punto proseguiva con un catch’n shoot di Young su Kaminsky andato a buon fine, il nostro rookie però si rifaceva subito dopo andando senza esitazioni a tirare da 3 punti dalla top of the key.
Canestro senza paura a diradare un po’ le nebbie sul risultato finale. Young però riusciva a fare un bel lavoro, avvicinandosi e segnando, addensando ancora le nebbie novembrine anche all’interno della Time Warner Cable Arena che fissava il punteggio sul suo tabellone al 76 pari.
I Nets sopravanzavano gli Hornets e viaggiavano sul +4 con due FT di Young.
Batum attaccava il ferro e Bargnani commetteva fallo a 2:03.
Liberi entrambi dentro e -2 che tornavano a essere -4 quando Hawes spazzava la palla sopra il canestro di Charlotte sul tiro di Young; goaltending chiaro.
Charlotte cercava di non farsi distanziare e Lamb anche fuori equilibrio trovava il modo di segnare penetrando dalla destra. Bargnani però iniziava a dar troppo fastidio realizzando due volte da posizione frontale. Fortunatamente nel mezzo dei due canestri dell’italiano c’era la bomba siderale di Batum, inoltre Hawes era selezionato dall’offensiva dei Calabroni poiché solo nell’angolo destro.
Tre punti e Charlotte riprendeva la parità a quota 86, punteggio che chiudeva anche il quarto.

Batum, 24 punti per lui nella notte.

Batum, 24 punti per lui nella notte.

Nell’ultima frazione di gioco Batum iniziava bene andando in palleggio a superare Hollins-Jefferson e appoggiando sulla sinistra in allungo.
Lin entrava in modalità attacco a canestro prendendosi il fallo di Larkin a 10:39.
Ellington in sicurezza e scioltezza al jumper ne faceva due ma Batum vedeva il taglio circolare a C rovesciata in back-door di Lin che riceveva il passaggio orizzontale e concludeva bene in reverse lay-up.
A 9:43 era ancora Lin a darsi da fare arrivando in area, movimenti per lasciare sul posto Larkin e tiro che batteva anche il lungo sotto canestro per il 94-88.
A 9:15 Batum si presentava in lunetta dopo aver subito fallo, ben tre volte Il transalpino non deludeva e dava a Charlotte 7 punti di vantaggio (97-90) e Lamb dalla linea allungava di altri due prima che i Nets rientrassero leggermente con 4 punti di Jack (jumper aiutato dal primo ferro e sottomano in allungo).
Lin, splittando dalla lunetta faceva toccar quota 100 ai bianchi di casa. Lopez portava a -4 Brooklyn che potrebbe con Brown tornare al -2 a un lanciatissimo Batum da dietro inchiodava la stoppata a pochi cm della tabella.
Jack a 6:16 da oltre la linea dei 3 punti riportava i suoi a -1.
Hornets che beneficiavano del catch’n shoot di Batum a 5:58 e a 5:41 da un’azione rocambolesca di transizione Batum si trovava lanciato ad aprire a due mani con passaggio alla lavandaia dietro la testa per il liberissimo Lin che falliva la tripla, gran confusione a rimbalzo, alla fine aveva la meglio Marvin Williams, che al secondo tap-in da sotto faceva felici anche i giocatori in panchina con il 104-99.
Con il canestro di Johnson si tornava al -3 ma Charlotte impostava con Walker, passaggio diagonale schiacciato per Batum che faceva da tramite lasciando andare il pallone con la stessa traiettoria con il quale lo aveva ricevuto.
Canestro artistico di Jefferson in appoggio per il 106-101.
Dopo qualche errore di troppo, Charlotte si portava sul 110-102 con una transizione 3 contro uno; Walker smistava sulla destra per Lin on i tempi giusti e il difensore non poteva più opporsi. Brooklyn segnava con Young in running floater e Lopez con un gancio nel pitturato.
Walker a 1:07 mancava clamorosamente ancora due liberi ma per fortuna sull’azione dall’altro lato del campo Johnson sbagliava e Young mancava un facile tap-in. Si arrivava qundi a :31.8 con un +4 Charlotte.
Zeller difendeva benissimo su Lopez e Charlotte guadagnava palla riperdendola poco dopo per un brutto passaggio ma B. Lopez ci regalava n altro possesso andando a far fallo a centrocampo (blocco in movimento) su Walker.
Charlotte chiudeva la gara a :17.3 con Marvin Williams.
Il punteggio finale era di 116-111, con la squadra di Jordan a .500 precisi (6 W-6L).

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Pagelle:

Walker: 7
18 pt. (5/9), 7 rimbalzi, 7 assist. Fa meglio dal campo che dalla lunetta dove ha un 5/10. Kemba un po’ in difficoltà dalla lunetta, per il resto trascina la squadra, smista assist molto utili e mette anche tre triple cruciali.

Batum: 7,5
24 pt. (7/12), 8 assist, 2 stoppate. Dopo la serataccia newyorkese, si presenta elegante in frac contro Brooklyn, allungando la gomma del ponte, trova spazi e vede spaziature, conclude bene e peccato solamente per le 4 palle perse, per il resto sta diventando un ottimo punto di riferimento per i compagni di squadra. In difesa nel finale stoppa Brown ed evita guai peggiori magari.

M. Williams: 6,5
14 pt. (4/9), 9 rimbalzi, 2 assist, 1 stoppata, 1 rubata. Si adatta in difesa dopo un po’. In attacco da il suo contributo e si fa valere sotto le plance.

Zeller: 6
0 pt. (0/1), 1 stoppata in 13:51. Nullo o quasi offensivamente, gioca poco ma è prezioso pe non far segnare gli avversari. Solita grinta e dedizione. A volte si fa superare con ingenuità come contro Young, però piazza una difesa cruciale. Clifford continua a metterlo e a toglierlo nel finale poiché inserendolo lo ritiene un buon stopper difensivo.

Jefferson: 6,5
18 pt. (8 rimbalzi, 2 assist). Buona partita. Lopez non riesce a tenerlo sempre, ma almeno si fa vedere in attacco. Le soluzioni offensive le ha e anche un bene che qualche volta coinvolga di più i compagni anziché forzare sempre.

Kaminsky: 6,5
11 pt. (4/6), 3 rimbalzi, 1 assist. Sfortunato qualche volta in difesa, anche oltre la sua propensione a contrastare il tiro in maniera molto europea. Va in doppia cifra e sembra promettere bene.

Lamb: 6
6 (2/7), 3 rimbalzi. Meno performante di altre serate, trova comunque un buon paio di canestri interessanti.

Hawes: 7
12 pt. (5/7), 4 rimbalzi, 2 assist. Ottima prova anche se a volte esagera andando in azione personale a concludere malamente non avendo possibilità.

Lin: 6,5
13 pt. (5/13), 9 rimbalzi, 4 assist. Si fa portar via qualche pallone (5) di troppo difendendo male palla, Spinge nel momento decisivo del +9 nell’ultimo quarto.

Coach Clifford: 6,5
Giocano sempre gli stessi ormai. Ha un po’ isolato alcuni giocatori che stanno scaldando la panchina, comunque il fatto di farli giocare di più, potrebbe scaldare meglio la second unit. Poche le contromosse efficaci da poter effettuare su Young e Lopez ma si gioca il jolly Zeller e alla fine ha ragione. Buonissimo gioco di squadra con schemi vari.

 

Game 11; Charlotte Hornets @ New York Knicks 94-102

Sottotitolo; LimitaziHornets

Zeller cerca di fermare Porzingis, il quale finirà con 29 punti. Per Cody solamente 6 con un 3/5 dal campo.

Zeller cerca di fermare Porzingis, il quale finirà con 29 punti. Per Cody solamente 6 con un 3/5 dal campo.

Gli Hornets mangiano la mela avvelenata di Galloway, Porzingis, Anthony & Company, cadendo a New York contro dei coriacei Knicks trafitta da alcun triple che hanno fatto la differenza negli ultimi due quarti nonostante il tentativo di rimonta finale di Charlotte, che ha utilizzato tuttavia delle tattiche al jumper (sbagliando diversi tiri sul -4) che non hanno creato le basi per un finale punto a punto.
Attacco poco concreto in questo frangente e Calabroni ora sul 5-6 in classifica.
Per i Knicks in evidenza Porzingis, giocatore già maturo e Galloway che cannoneggiando con alcune triple ha smontato il castello di Lego di Clifford più preoccupato di chiudere il pitturato probabilmente, progetto che non sempre gli è riuscito.
Per Charlotte male Batum, in serata quasi di reòlax.
La mia impressione è che questa squadra da trasferta sia un po’ limitata, come se fosse una copia, un’imitazione di quella più testarda e caparbia che quest’anno si ammira in casa.

Charlotte si schierava con; Walker, Batum, M. Williams, C. Zeller e Jefferson condizionata dall’assenza di P.J. Hairston a causa di una contusione, mentre Fisher schierava; Calderon, Afflalo, Anthony, Porzingis e R. Lopez.

New York partiva subito forte con Afflalo che nonostante il tiro contrastato metteva dentro due punti in jumper dalla media diagonale destra con facilità, inoltre Robin Lopez continuava a essere perfetto dalla linea nell’annata, così i locali raggiungevano i quattro punti di vantaggio.
Con Charlotte ancora a secco Batum in attacco da marcato fingeva il tiro in salto scaricando su Zeller lì vicino; scattino del francese che recuperava la sfera sul passaggio d ritorno di Cody mentre il difensore si abbatteva su di lui.
Solo il secondo libero a segno per il nostro transalpino e tabellone sull’1-4.
Knicks che raggiungevano quota 6 con Porzingis abile a segnare over Zeller, il quale si rifaceva subito dopo inserendosi centralmente sul passaggio schiacciato dalla sinistra di Walker; aggancio in corsa ed elegante canestro con fallo subito ma libero mancato.
A 9:16 Walker correva in mezza transizione trovando un varco sulla destra, Porzingis accompagnava Kemba verso il canestro senza riuscire a fermarlo sull’appoggio.
Il lettone veniva anche stoppato in attacco da Zeller, ma Charlotte subiva a stessa sorte con Afflalo abile a rispedire al mittente il tiro dello stesso Cody.
Anthony con un floater centrale in running aiutato dal ferro metteva tre punti di distanza tra le due squadre che tornavano alla distanza originaria prima del canestro della guardia newyorkese grazie a Zeller che veniva si stoppato in un primo momento da Porzingis ma riprendendo s’inventava il movimento per concludere in maniera vincente ed evitare la possibile nuova stoppata.
Il lungo lettore continuava a essere protagonista in questa fase segnando in jumper a 8:12 ma 13 secondi più tardi, Walker dalla baseline destra colpiva in sospensione, tuttavia gli arancioblù conquistavano su una palla vagante il rimbalzo e andavano a segnare dall’angolo sinistro con Afflalo a 7:37.
A 7:16 Jefferson con un giro e tiro verso la linea di fondo riportava a -2 i Calabroni che intensificavano la difesa, anche con Kaminsky che sporcava un pallone, seguivano alcune azioni da ambo le parti a vuoto, anche a causa della bravura delle difese aggressive, ma Walker a 5:04 con un palleggio con arresto e tiro mandava a bersaglio un jumper inutilmente contrastato da Porzingis.
Il lettone segnava due punti ancora e Jefferson lo imitava con un jumper dalla media a destra riconquistando la parità a quota 15.
New York però scattava in avanti con una tripla di Calderon e un jumper di Afflalo su Batum a 3:24 per il 15-20.
Charlotte riordinava un po’ le idee ma il time-out non dava esiti immediatamente positivi dato che New York allungava di altri quattro punti prima che a 1:21 Hawes segnasse dalla media a sinistra su scarico di Lamb arrivato vicino al ferro in penetrazione.
Charlotte tentava il recupero nei secondi finale; penetrazione di Lin, fallo del Williams newyorkese e orientale preciso dalla lunetta per il 2/2 che alzava il punteggio sul 19-26.
Gli Hornets andavano a segno con il canestro del 21-26, punteggio finale di primo periodo.

Batum contro Anthony. Prestazione da dimenticare in fretta per il francese appena premiato per il week-end.

Batum contro Anthony. Prestazione da dimenticare in fretta per il francese appena premiato per il week-end.

Nel secondo periodo, dopo un canestro per parte, Charlotte perveniva al pareggio grazie ai canestri di Kaminsky (su tiro da tre di Marvin a colpire il ferro esterno) abile a recuperare un rimbalzo in corsa prima dell’avversario battendolo sul tempo e a Hawes a 10:31.
La prima serata di un giocatore degli Hornets dopo cinque errori valeva la parità (28-28).
Charlotte difendeva bene gli spazi intorno e nell’area pitturata; D. Williams si faceva stoppare dal nostro Williams, mentre dall’altra parte Lamb faceva fatica a concludere da sotto a una mano andando a fare ad autoscontri, ma nonostante tutto realizzava il 30-28 a 9:27.
Hawes si ripeteva da 3 punti dalla top of the key, in più Lin beneficiava di 2 liberi a 8:09 per un contatto con Amundson, però splittava andando comunque a rifarsi poco dopo con un coast to coast che i radar dei Knicks non captavano.
Charlotte riusciva a far commettere anche l’infrazione dei 24 secondi a New York, tuttavia Kaminsky non riusciva a fermare lo scatenato lettone che produceva altri due punti a 6:18 per i suoi.
A 6:03 una creazione realizzata da penetrazione e scarico ravvicinato per il canestro di Jefferson con appoggio al vetro su Porzingis mandava la gara sul 40-32.
Big Al a 5:02 faceva tutto bene (movimenti, finta su Robin Lopez che gli franava addosso) guadagnandosi due liberi che purtroppo errava entrambi.
Charlotte era aggressiva in difesa; sulla stessa azione Kaminsky sporcava un passaggio di Anthony e Jefferson stoppava Porzingis.
Sulla rimessa oltre la line di fondo gli arbitri chiamavano (ancor prima di rimetter la palla in gioco), la trattenuta di Batum sulla canotta di Anthony. Non che ne avesse particolarmente bisogno in questa fase della partita ma Walker iniziava a caricarsi il peso sulle spalle della squadra; a 4:28 un hand-off dalla baseline sinistra con Jefferson lo portava a passare oltre al ferro in salto, contatto con Porzingis e due liberi dei quali solamente uno realizzato, oltre al pick and roll con Jefferson a 3:52 che lo portava al tiro realizzato.
Porzingis si dimostrava una minaccia segnando da tre punti e dopo un nuovo ½ di Kemba la parola passava all’altro play che con una penetrazione portava a casa due liberi per un leggero contatto con Lopez.
Imprecazioni e improperi vari rivolti probabilmente agli arbitri (non uditi da questi ultimi) del fratello di Telespalla Bob e altri due punti per Charlotte passando dalla linea. New York comunque rientrava nel finale con sei punti consecutivi e si andava al riposo sul 48-46 Hornets.

Nel terzo quarto, dopo un minuto esatto New York raggiungeva il pari con Porzingis dalla lunetta (fallo Jefferson).
Con una prima unità impegnata a cercare il ritmo, l’unico a menare le danze per i viola era Walker che in jumper a 10:48 faceva raggiungere quota 50 ai nostri.
Le squadre battagliavano punto a punto, l’illusione della tripla di Marvin Williams (declassata a soli due punti per aver pestato la linea da 3) regalava il 54-52 agli uomini di Clifford, anche se Anthony pareggiava e Afflalo a 8:47 faceva rimetter la testa avanti ai suoi (54-56).
Walker riceveva un assist fantasioso da parte di Jefferson e metteva dentro due punti, Zeller andava a correggere un errore su una sfera giocata da Walker in transizione, infine, il nostro play a 7:11 mandava dentro un tiro dalla grande distanza.
A 6:50 la buona mano di Seraphin costava due punti a Charlotte, ma lo stesso Seraphin non poteva contenere Jefferson e il suo gancio da post basso.
New York segnava con Porzingis e due volte con Anthony ripassando sopra.
A disegnare però un arcobaleno nel cielo di New York era Walker che in penetrazione avvincente eludeva le mani protese dei due difensori mandando dentro la palla con traiettoria perfetta.
Charlotte però si dimostrava impreparata (Zeller usciva in ritardo sul tiratore) sul perimetro, dove Porzingis incominciava a far la vera differenza; tripla con spazio a 6:13 e –3 (65-68) Charlotte.
La squadra di Jordan segnava un tiro libero con Walker, ma Anthony a 3:17 cercava il contatto con Hawes; due liberi a segno per il 66-70. Charlotte segnava ancora in attacco su una seconda possibilità; tiro di Kaminsky, nulla di fatto ma Marvin Williams lottando a rimbalzo lo deviava sulla destra dove vi era appostato Lamb che a 2:54 segnava.
Charlotte rimaneva in scia sino a 1:02 con i liberi di Jeremy Lamb (72-74), poi purtroppo Galloway marcava un paio di triple che chiudevano il quarto sul 72-80.

Bella l’azione corale di Charlotte in avvio ultimo quarto.
Palla mossa costantemente e velocemente con passaggio finale di Kaminsky dentro per Hawes, il quale non falliva.
Walker con un regale jumper portava a -3 i nostri a 10:01 ma a 9:21 arrivava la bomba di Afflalo che iniziava a scavare il solco, Calderon a 8:52 con un’altra bomba lo scavava ancor di più inoltre, dopo un bel gancio di Hawes dalla baseline destra, a 7:45 Marvin Williams era espulso per una gomitata non volontaria su Amundson nel tentativo di stoppare il lungo bianco saltando da dietro.
Valutazione arbitraria: “Flagrant Foul 2” e Marvin mestamente a raggiungere gli spogliatoi per l’imperizia del gesto che lasciava sdraiato sul parquet l’avversario.
Due liberi a segno di Calderon più la palla in mano; Porzingis a 7:36 conquistava il rimbalzo offensivo su Zeller, 2 pt. più libero addizionale con New York a raggiungere il +12 (81-93).
A 5:34 la partita era in coma; Galloway puniva l’aiuto di Lin a Batum in post basso destro contro Anthony, Ancora volta il piccolo dei Knicks era preciso nel realizzare la tripla.
La sua accuratezza ci costava il -13 (85-98).
Charlotte incredibilmente riusciva a mangiar punti nel finale e con il primo canestro dal campo di Batum (ricezione e tiro) da 3 punti, si portava 2:43 dalla fine, sul -4.
I Knicks andavano oltre i 4:30 min. a non segnare, ma i Calabroni troppo stanchi, si affidavano ai jumper imprecisi, finiva così che Porzingis a :11.3 subisse il fallo da parte di Lamb dopo un’azione offensiva di Charlotte. Preciso spediva la partita sul 94-100.
Charlotte chiamava time-out per giocarsi il tutto per tutto tentando il miracolo di arrivare al supplementare, ma scelte infelici (Walker che non tira da 3 ma penetrava e scaricava) e Batum che lo imitava non tirando dalla grande distanza ma perdendo tempo prendendosi il tiro da 2 punti che non entrava, ammazzavano la logica.
Melo chiudeva la gara con i due liberi del 94-102 (ancora una volta questo numero ricorrente; 94…) .
Assist, tiri da 3 punti e punti sui palloni persi sono stati elementi fondamentali per la squadra di Fisher per aver la meglio su una squadra che ha tirato con il 25% nella notte, contro il 50% avversario.

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Pagelle:

Walker: 7
31 punti e 1 assist la dice tutta sulla serata di Walker passata tra jumper ed entrate ad attaccare il canestro. Spesso abile nel finire, gli tocca forzare per far rimanere la squadra attaccata alla partita, anche se preferisco quando distribuisce palloni. 4 rimbalzi, 3 rubate, il 5/8 dalla lunetta però è un dato insufficiente.

Batum: 4,5
4 pt. (1/9), 6 rimbalzi. Nicolas cambia faccia e sceglie il lato oscuro di sé stesso in serata. La controfigura vista in casa contro Portland. Segna su azione solo nel finale e gioca una partita a spendersi su Anthony e Afflalo.

M. Williams: 5
2 pt. (1/4 al tiro) con la beffa di un canestro dato da tre punti e invece poi rettificato a due. Il suo tabellino sembra un codice binario. Numeri bassi e difesa che non funziona.

Zeller: 5
6 pt. (3/5), 5 rimbalzi. Fa il suo dovere. Sceso per la prima volta in campo da titolare quest’anno, non ha retto l’impatto con tal Porzingis nonostante l’energia profusa.

Jefferson: 6
10 pt. (5/12), 5 rimbalzi. Partita standard luci ed ombre per Big Al.

Kaminsky: 5,5
2 pt., 1/5. Impreciso ma buoni i movimenti manca la coordinazione per la realizzazione finale.

Hawes: 6
14 pt. (4/10), 5 rimbalzi. Non sfigura e mette un paio di triple, anche se quella più importante la manca nel momento nel bisogno.

Lamb: 6,5
12 pt. (5/7), 6 rimbalzi. Orrendo tiro nel finale ma può starci se deve forzare. 3 assist. Fa più del suo lavoro.

Lin:6,5
13 punti (4/9), 5 rimbalzi, 3 assist. Attacca il ferro senza paura di esser spazzato via. Determinato.

Coach Clifford: 6
La squadra lotta con meno determinazione in trasferta, se possibile bisogna concentrare gli sforzi sull’aspetto mentale e svoltare subito, occorre quella grinta supplementare che determina la solidità di una squadra, anche se perde il rimbalzo. Sconfitta a New York che ci può stare, anche perché pochi dei nostri danno una mano vera in fase offensiva.

 

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Il logo da me disegnato per la rubrica di Giuseppe Punzi.

La rubrica di Giuseppe Punzi al secondo atto.

Terminata la decima partita della stagione, possiamo cominciare a fare i primi bilanci riguardanti i nostri Calabroni che stanno ingranando bene e lasciano sperare in un salto di qualità completo rispetto allo scorso anno.

Il record recita 5 vittorie e 5 sconfitte avendo affrontato per due volte squadre come Chicago e Atlanta, e avendo espugnato Dallas e Minneapolis.

Battendo New York nella prossima sfida ci sarebbe la possibilità di superare il 50% di vittorie, obiettivo che non viene raggiunto dalla prima sfida della scorsa stagione e che, se davvero sarà compiuto, potrebbe accendere ancora di più le speranze dei nostri.

Le note positive ci sono e partono sicuramente dal fatto che Big Al ha cominciato a non isolarsi troppo in attacco permettendo agli altri giocatori di mostrare le proprie doti offensive.

Sta salendo vertiginosamente di colpi Nicolas Batum, al momento leader emotivo della squadra e che è esploso nell’ultima gara contro Portland in una prestazione da 33 punti con 19 tiri.

Al francese, che poco ci sta facendo sentire la mancanza di MKG, si aggiunge un Jeremy Lamb che sembra aver trovato una dimensione alla Time Warner Cable Arena: l’ex OKC nei 23 minuti medi di utilizzo sta mostrando di poter realizzare con percentuali oltre il 50% e di poter all’occorrenza aiutare nella gestione del gioco.

Ci si aspetta sicuramente di più invece da P.J. Hairston, che sta giocando tanto, ma senza dare risultati e sembra estraneo al gioco della squadra.

Si sta invece lentamente adattando alla lega Frank Kaminsky, a cui coach Clifford sta dando un minutaggio limitato e che dovrà salire di colpi nel corso della stagione.

Le premesse sono quindi positive, e se Kemba Walker riuscisse a trovare il ritmo per far girare la squadra potremmo essere pericolosi davvero per tutti.

Una cosa però è certa; quest’anno abbiamo una squadra e ce la giocheremo con chiunque per accaparrarci un posto nei Playoffs.

(Giuseppe Punzi)

 

Game 10; Charlotte Hornets VS Portland Trail Blazers 106-94

Sottotitolo; allucinazHornets

Nicolas Batum. 33 punti nella notte.

Nicolas Batum. 33 punti nella notte.

Dopo la tragica data del 13 novembre, vuoi per la superstizione che deriva dall’antichità, per la sconfitta a Chicago, perché personalmente è il giorno di un ricordo tra i peggiori possano capitare nella vita e perché gli allucinanti fatti di sangue a Parigi che mischiano i torti e le ragioni degli uni e degli altri confondendosi e dando origine a opinioni totalmente soggettive tra le persone, ecco… (per passare ad argomenti più leggeri) la quasi allucinante serata degli Hornets, che, prima giocano un primo tempo da sogno, poi un terzo quarto da sala d’aspetto, ancora un avvio di ultimo quarto da incubo con il rientro di Portland e gli ultimi cinque minuti da commedia a lieto fine.
Nicolas Batum, (oltre a Jefferson) l’ex, è stato il protagonista della serata giocando con personalità ed entrando “in the zone”.
Un primo tempo in cui ha sbagliato pochissimo al tiro, confidente e rapido, non tracciabile nei movimenti dai difensori.
Nel finale aiutato dalla squadra, ha messo canestri importanti che hanno dato a Charlotte una vittoria che si credeva certa prima del tempo.

Portand agli ordini di coach Terry Stotts schierava; Lillard, McCollum, Aminu, Vonleh e M. Plumlee, mentre Charlotte si presentava in divisa teal ma con il solito quintetto; Walker, Batum, Hairston, M. Williams, Jefferson.

I Trail Blazers guadagnavano la palla a due con Plumlee, ma in attacco Vonleh si faceva bloccare sotto canestro da una difesa fisica di Marvin Williams, il quale però non aveva fortuna in attacco andando a sparare sul ferro, così McCollum sfuggiva alla difesa di Charlotte e da posizione frontale segnava lo 0-2 con l’aiuto dell’anello.
Charlotte pareggiava con un passaggio pallonetto di Batum che trovava Jefferson un po’ troppo sotto la tabella, il centro però riusciva anche da marcato a controllare la sfera in due tempi e a realizzare inarcando la schiena all’indietro.
Vonleh trovava il canestro dell’ex ma a 10:17 già Batum iniziava a scaldare i motori con una tripla da dietro un blocco.
Il 5-4 resisteva poco perché McCollum segnava anch’esso dalla grande distanza.
A 9:29 Aminu commetteva un fallo provvidenziale sulla transizione 3 contro 2 di Charlotte; Walker passava a destra per Marvin che veniva abbattuto dall’ex Dallas Mavericks.
La nostra ala grande splittava, così a 9:08 Plumlee segnava i punti del +3 (6-9), ma anche in questo caso il vantaggio per la squadra avanti durava poco, infatti, Batum a 8:45 era rapido a smarcarsi e a colpire da tre punti per il 9-9.
Charlotte continuava a muoversi bene sul campo muovendo anche la palla a spicchi in maniera adeguata, Walker trovava così spazio sulla destra per colpire da 3 punti per il 12-9.
Charlotte difendeva bene e Walker appena rientrato in possesso palla tentava di far partire la transizione, ma Plumlee cadendo involontariamente sulla sua caviglia lo abbatteva e impediva il proposito. Walker si rialzava e andava a segnare dalla linea di fondo sinistra con un jumper.
Lillard segnava da due punti ma dall’altra parte arrivava un lob morbidissimo per Jefferson che saltava il difensore piazzato davanti a lui, così Big Al si girava e appoggiava al vetro prima che l’arrivo dell’aiuto potesse essere realmente efficace.
Portland tuttavia produceva uno sforzo che la portava al pareggio; su una seconda chance Lillard provava la bomba e gli andava bene, mentre dopo un bel gioco di passaggi i Tracciatori di Sentieri liberavano l’ex Vonleh tutto solo sotto canestro che si esaltava in schiacciata.
A 5:33 Jefferson si permetteva il lusso di un’entrata a ricciolo conclusa con la mano destra, la più lontana dal difensore. Big Al si ripeteva con un turnaround.
Portland segnava con Crabbe ma Jefferson dalla baseline sinistra mandava a segno ancora un tiro, Crabbe non si arrendeva e dopo due punti a testa di Plumlee e Walker, mandava il pallone nel canestro con un jumper dalla diagonale destra.
La premiata ditta Jeremy & Spencer tuttavia costruiva 3 punti.
Passaggio di Hawes e tripla da 45° a sinistra di Lamb.
Charlotte colpiva anche a 1:45; Lamb apriva per Lin nell’angolo sinistro e l’orientale non tradiva la fiducia con la bomba del 30-22.
Lillard replicava con un gioco da 3 punti per fallo di Hawes su di lui c’era sia il canestro che il libero addizionale.
Batum entrava ormai in fase di rullaggio e realizzava con un elbow jumper dalla diagonale media destra ma Lillard lo sfidava andando a segnare con un floater, tuttavia Batum iniziava il decollo con una ricezione dalla linea di fondo e tiro immediato a battere il cronometro che indicava solo 4 decimi dopo il canestro del francese.
Pausa sul 35-27 Hornets.

Jefferson contro Mason Plumlee.

Jefferson contro Mason Plumlee.

Il secondo quarto proseguiva ancora meglio per i Calabroni che allungavano immediatamente; dopo una serie di passaggi e movimenti dietro ai blocchi alti, Lin rompeva gli indugi attaccando l’anello e realizzando altri due punti a 11:40, Lamb cambiava passo e nessuno riusciva a stoppare la sua entrata sulla destra che valeva altri due punti per Charlotte, la quale non si fermava ma esagerava con Lamb che tagliava verso il centro dell’area, riceveva da Hawes un passaggio diagonale dalla destra, agganciava al volo eludendo il rientro di Henderson (applaudito poco prima dal pubblico come ex mentre si trovava ancora in panchina) e schiacciava alla grandissima.
A 9:27 Marvin Williams aveva spazio sufficiente per realizzare due punti al tiro per il 43-27.
Cody Zeller diventava protagonista per un attimo… rimbalzo difensivo toccato, rincorsa sulla sinistra e palla salvata schiantandosi sulla prima fila che faceva da cuscinetto alla nostra ala grande, la quale tornava in attacco, ma falliva la conclusione generando la transizione di Portland che sembrava aver buon esito, ma lo stesso Cody rientrava da dietro e saltando altissimo con i tempi giusti si creava un filmato da highlights, palla spedita lontano all’apice della salita della stessa.
Lamb regalava 4 punti a Clifford, a 8:13 al tiro e a 7:52 andava ancora una volta ad agganciare altissimo la sfera su assist al rallentatore (ma preciso) di Lin che disegnava una traiettoria perfetta per il nostro numero 3 che batteva il povero Henderson andando a segnare con un alley-oop da favola.
Charlotte riusciva a colpire ancora due volte (Hairston/Jefferson) prima che Lillard riuscisse a rompere la barriera difensiva degli Hornets.
Il numero zero nero riportava a -20 i suoi (50-30) ma Jefferson segnava due volte consecutivamente, inoltre Batum realizzava un libero dalla lunetta (per fallo di McCollum lontano dalla palla) e gli arbitri annullavano un canestro a Vonleh per una ginocchiata in salto sull’appoggio data involontariamente a Jefferson creando divergenze d’opinione con la panchina dell’Oregon.
Un passaggio hand-off di Jefferson a 4:02 per Batum (che ricevendo si lasciava cadere all’indietro andando al tiro elegantemente) costava altri due punti incassati ai Trail Blazers.
Il play dei T. Blazers era l’unico a tentare di tener viva la gara; altro gioco da 3 punti più un canestro da due e tabellone sul 58-37.
Dopo qualche tiro libero tornava a farla da padrone Batum che si schermava un po’ con il blocco di Zeller alto e sparava ancora da 3 punti per l’atterraggio del pallone nella retina che valeva il 66-41.
Su una transizione di Portland Walker andava a contatto leggermente con l’attaccante (Harkless), il gesto di stizza era visto dagli arbitri come protesta e Lillard si presentava in lunetta per il tecnico ma falliva l’occasione.
Harkless no ma Jefferson dall’altra parte toccato nel pitturato faceva ancora meglio trovando un gancio laterale che valeva il 68-43, punteggio implementato di uno a favore degli Hornets dopo il libero a bersaglio. Lillard segnava in appoggio ma il quarto si chiudeva con il rimbalzo guadagnato da Jefferson sull’errore dalla lunga distanza di Walker; Big Al controllava la sfera e la mandava dentro la retina per il 71-45 che chiudeva le ostilità nel primo tempo sul +26 Hornets.

L'alley-oop di Lamb.

L’alley-oop di Lamb.

Ad inizio terzo quarto continuava a risplendere la stella di Jefferson; dal post sinistro su Plumlee aveva vita facile e completava il suo incredibile 10/10 al tiro per avere un caffè in omaggio.
Plumlee segnava da vicino ma Walker in penetrazione portandosi via Plumlee, marcatore di Jefferson, in aiuto su di lui, scaricava per Big Al appostato sulla sinistra; canestro più fallo.
Libero a segno e 76-49. Charlotte continuava a giocare bene con Jefferson dal post basso sinistro serviva orizzontalmente sull’imbucata centrale Lamb che mandava la palla sul ferro, il quale benevolo l’accettava portandola dentro la retina.
A 8:27 Batum andava a schiacciare in solitaria su invito a metà campo di Lamb, il quale affrontato schiacciava un pallone sulla faccia per mandare il compagno a segno.
A 7:38 Marvin Williams con un’entrata centrale conclusa in appoggio segnava l’82-53, ma sarebbero passati ben 4 minuti prima che un altro Hornets riuscisse a segnare.
Charlotte infatti iniziava a rallentare le operazioni e a muoversi meno sul parquet, denotando una certa leggerezza, per fortuna Portland (come Charlotte) non ne approfittava molto, poiché moltissimi tiri si dimostravano imprecisi.
A 4:07 due liberi di Plumlee completavano un parziale di 7-0 per i T. Blazers ma Walker a 3:38 grazie a un tap-out di Zeller scaricava un 3 punti aperto per l’85-60.
Portland iniziava a lavorare ai fianchi Charlotte con un gioco di passaggi a smarcare nel pitturato i giocatori liberi attaccando i lunghi di Charlotte, Batum rispondeva in fade-away e Hawes si guadagnava dalla lunetta due liberi a :30.0 che chiudevano anche il terzo periodo sul risultato di 89-66 per la squadra di Jordan.

L’ultimo quarto era da incubo per i teal & purple; Crabbe segnava dopo un minuto e Roberts correva più veloce di tutti su un rimbalzo, consegnando a Marvin Williams la palla per la quasi tripla del 91-68, così sembrava tutto già scritto, ma a 9:45 McCollum dalla baseline destra trovava un tiro che rimbalzava sul ferro e finiva dentro inaugurando la rimonta dei ragazzi di Stotts quasi d’inerzia.
Gli Hornets non riuscivano a schiodarsi dal punteggio di 91 provando alcuni tiri a bassa percentuale e non attaccando il canestro, succedeva così che Portland mettesse a nudo le fragilità difensive dentro l’area della squadra di Clifford, segnando canestri veloci che facevano rientrare gli ospiti sul -9 (91-89) a 7:19 con Crabbe.
McCollum a 6:50 con due liberi addirittura portava a -7 lo svantaggio ospite, tuttavia si risvegliava Batum a 6:19 che grazie al rimbalzo offensivo di Zeller segnava il 93-84.
Sempre il transalpino a 5:50 segnava un canestro importante andando a passare dietro a Jefferson dalle parti dell’area alta e girandogli dietro andando ad attaccare a ricciolo; spinto mandava dentro ugualmente il pallone e buttava dentro anche il libero aggiuntivo per il 96-84.
Nicolas a 5:29 riceveva da solo andandosi a girare velocemente e tirando dal posto da media distanza; altri due punti e Charlotte al sicuro sul +14. Portland però giocava d’astuzia, recuperava e Davis metteva un paio di tiri appoggiandoli al vetro, così i Blazers tornavano al -6.
Kemba a 2:41 ci metteva un po’ d’esperienza; sotto il canestro avversario arrestava la sua corsa, finta e tentativo di salto per il tiro aspettando il fallo.
Il piano funzionava, i liberi erano sfruttati e quando Jefferson a 2:00 dalla fine riceveva da Walker l’assist per poter sparare dalla media distanza la gara poteva considerarsi finalmente chiusa.
Da segnalare a 1:08 dalla fine il passaggio di Lin nel traffico correndo sulla baseline da destra a sinistra; passaggio dietro la schiena per Jefferson che fintando faceva saltare i due difensori e andava con il braccio dall’altra parte del ferro per appoggiare la sfera del 106-92.
La gara terminava 106-94.

Prima vittoria su Portland dei nuovi Hornets.
Bene negli assist ma a rimbalzo si registrano sempre problemi.

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Pagelle:
Walker: 6,5
14 pt., 5 assist, 4 rimbalzi, 2 rubate. Gioca la sua partita mostrando a tratti una difesa discrete. Rientra nel finale per tentare di dare il ritmo in attacco ma prende e sbagli troppi tiri. Complessivamente discreta gara e liberi importanti dalla lunetta nel finale per fermare la rincorsa avversaria.

Batum: 8,5
33 pt. (11/19), 5/10 da 3 punti, 5 rimbalzi, 6 assist. L’unico bombardiere che mi piace. Altro che russi o americani. Nicolas fa danni irreparabili solo ai Trail Blazers, fantastica serata aperta in maniera spettacolare, chiusa in maniera trionfale nonostante un air-ball finale che lo vede in un siparietto rientrando in difesa a mimare la presa di posizione prima del movimento meccanico di tiro.

P.J.Hairston: 6
In 9:28 colleziona 2 punti e un Pallone rubato più un rimbalzo. Non sfigura, anche perché dall’altra parte Aminu non è una prima opzione. Lui comunque regge bene per il poco che si vede in campo.

M. Williams: 6,5
7 pt., 8 rimbalzi, 2 assist, 2 stoppate, 1 rubata. Marvin segna solo quando interpellato. Un 3/8 normale ma di buona fattura. Peccato per lo 0/3 da oltre l’arco. Con Charlotte che fa fatica a guadagnare rimbalzi almeno lui lotta, anche se i risultati sono alterni. Caparbio comunque.

Jefferson: 7,5
29 pt. (13/17), 5 rimbalzi, 3 assist. Batum gli ruba la palma di man of the match ma il suo 10/10 iniziale fa quasi scalpore. Na gara nella quale domina Plumlee che lo stoppa solo nel terzo quarto. Big Al è in serata super. Peccato che in difesa il voto si abbassi se consideriamo i canestri presi troppo velocemente d Charlotte.

Zeller: 6,5
1 punto dalla lunetta, 6 rimbalzi, 2 assist, 2 stoppate. 0/4 pessimo dal campo, controbatte con la sua energia sul parquet. Confusionario a tratti ma generoso. Stoppatona che vale da sola il biglietto.

Lamb: 7
13 pt. (6/10), 5 rimbalzi, 3 assist, 2 stoppate. Dal fisico non possente come I lunghi NBA si dimostra Atletico e veloce. Difficile da pendere per Portland. Se poi aggiungiamo che è anche un tiratore… per ora Charlotte sembrerebbe aver fatto un affare.

Hawes: 6,5
2 pt, 2 rimbalzi, 4 assist. Si conferma uomo assist. Oggi segna solo dalla linea ma serve anche lui in fase di passaggio.

Lin: 5,5
5 pt. (2/9), 3 assist. Un po’ pochino per un Lin che potrebbe fare di meglio. Male al tiro, bell’assist nel finale a smarcare Jefferson.

Roberts: s.v.
1 assist e 1 rimbalzo in 3:16.

Coach Clifford: 6,5
Squadra perfetta nel primo tempo. Aspetta un po’ troppo a mandare in campo qualche titolare. Cerca di contenere il rientro ma i suoi sembrano addormentati per un attimo e nel pitturato Portland banchetta.

Game 9; Charlotte Hornets @ Chicago Bulls 97-102

Sottotitolo; imprecisiHornets.

Walker contro Rose.

Walker contro Rose.

Gli Charlotte Hornets, appena raggiunta la parità W/L in classifica, tentavano di portarsi sopra i .500 in trasferta, ma la visita alla Wind City non è mai impresa semplice.
La squadra di Clifford ha finito per pagare un po’ d’imprecisione al tiro in generale e nel finale, i Bulls hanno così portato l’head to head stagionale sull’1-1…
I Tori rossi hanno giocato tentando di limitare il gioco degli Hornets fisicamente, ci sono riusciti tuttavia solo in parte.
La fisicità non ha impedito il giro palla ma sicuramente ha rallentato le operazioni dei Calabroni, a volte costretti a tirare allo scadere dei 24 secondi, altre a prendersi tiri non semplici, in più, qualche errorino di troppo è costato il distacco finale.
La squadra ha lottato ma non è andata oltre, spesso in casa ingrana la marcia “overdrive”, oggi non è riuscita a superarsi, complice una difesa che ha fatto fatica nel finale a rallentare i Tori, specialmente Butler (27 pt.) e una lotta persa a rimbalzo (45-57).

Clifford schierava i soliti cinque; Walker, Batum, P.J. Hairston, M. Williams e Jefferson, Hoiberg replicava con; Rose, Butler, McDermott, Mirotic e P. Gasol.

Gli Hornets riuscivano a passare in vantaggio per primi a 11:01, quando Marvin Williams da tre punti inaugurava il tabellone sezione ospiti.
Anche i padroni di casa dovevano attendere poco tuttavia per cancellare lo zero, P. Gasol a 10:45 iniziava la sua serata fatta di canestri in jumper più o meno fronte a canestro.
Hornets che chiudevano con quattro lunghezze di ritardo il primo tempo. Al Jefferson a 10:19 dal post basso sinistro imitava le movenze di una ballerina; spin move e gancio a collo di cigno, Gasol e Rose tuttavia rispondevano con due punti a destra e a 9:27 con i punti del play arrivava il primo vantaggio di serata per i locali (5-6).
Batum non riusciva a realizzare per due volte ma ala fine gli Hornets con Walker che giocava un pick and rolla alto, metteva dentro i due punti del controsorpasso.
McDermott segnava riportando avanti la squadra di Hoiberg ma Walker con il suo dribbling fatto a scatti laterali esitava per un momento in area, si rispostava sulla destra liberandosi del marcatore e concludendo in maniera vincente.
A 7:10 per una difesa illegale Batum si presentava in lunetta per realizzare il libero che dava agli Hornets il 10-8 e a 6:56 i Calabroni raggiungevano il +5 (13-8) con un tiro morbido di Marvin Williams.
I Tori tuttavia recuperavano in poco tempo, anche grazie al fatto di trovare due canestri che si completavano con due liberi addizionali; Gasol e McDermott ringraziavano P.J. Hairston un paio di volte e Chicago tornava a -1 (15-14).
Bulls che non riuscivano a risorpassare i Calabroni perché Batum rubava un pallone e Kaminsky anzi estendeva il vantaggio dopo una finta in partenza arrivava l’alzata a una mano del prodotto locale.
A 4:50 Jefferson anche se marcato in turnaround si elevava per riportare la squadra di Clifford sul +5.
Time-out Bulls e recupero immediato dei rossi con un tap-in di Noah e un canestro di Butler che riceveva (schermandosi al contempo) da Gasol sul lato per andare a schiacciare a due mani con Kaminsky che si limitava a osservare in aiuto.
Un jumper di Walker e Butler dalla baseline destra portavano la sfida sul 21-20, Bulls sopra quando Hinrich realizzava due punti contro Charlotte ed Hawes nati dal ribaltamento causato da una stoppata di Snell su Walker.
Sul finire del quarto gli Hornets raggiungevano la parità con Walker a sette decimi; step back su Hinrich nel pitturato e 23-23 definitivo prima d’iniziare il secondo periodo.

Nel secondo quarto Moore con una bomba nata da un rimbalzo offensivo catturato dai locali, dava il +3 ai Bulls che vivevano però un momento di appannamento; un jumper diagonale di Gibson su Kaminsky era momentaneamente controbattuto da una penetrazione di Marvin Williams che scaricava al volo su Hawes appostato a sinistra del canestro, Lamb dalla lunetta pareggiava a quota 28, e sempre lui a 9:35 dalla linea di fondo a una mano segnava anche senza che gli arbitri chiamassero la spinta su di lui.
I Bulls uscivano dal letargo con McDermott da tre punti e con Rose dalla linea a 8:34, continuando a incrementare il vantaggio con una dunk di Gibson servito da Rose, completando l’opera con un libero di Butler ed un canestro di Moore arrivato perché l’apertura offensiva di Lamb era regalata a Butler e il n°55 biancorosso poteva quindi sfruttare lo spazio centrale di una difesa rientrata ma disorientata.
A 5:57 sul -8 (30-38) quindi Clifford si vedeva costretto a chiamare il time-out e 10 secondi più tardi Batum deviava un pallone sotto canestro arrivato lì per causa di un errore da parte di Jefferson al tiro, spezzando in trend negativo.
La difesa di Charlotte tuttavia faceva un po’ fatica a contenere i Bulls e Jefferson si arrangiava un po’ su Butler che dalla lunetta non perdonava, per fortuna dall’altra parte Marvin Williams colpiva da tre punti e a 4:50 Lamb a rimbalzo riprendeva e segnava da un errore di Walker arrivato nei pressi del ferro dalla baseline sinistra grazie a un hand-off con Jefferson. Per Chicago segnava ancora Moore in appoggio, mentre Charlotte giocava il jolly con una tabellata da tre punti di Batum che riportava sul -2 (40-42) la squadra della quale Jordan è presidente.
Hinrich tuttavia con più precisione rispondeva da tre punti immediatamente, così Jefferson realizzando i suoi due punti dalla diagonale destra doveva accontentarsi di riportare la gara a un possesso lungo che purtroppo diventavano due possessi lunghi quando prima Gasol evidenziava lo spazio tra lui e Jefferson mandando a bersaglio il classico tiro dalla top of the key, poi Mirotic splittava dalla lunetta (fallo di Kaminsky lontano dalla palla per prender posizione).
Clifford si ricordava di Daniels in panchina e lui ringraziava con una tripla costruitasi da solo contro Mirotic a :49.4 e andando poi a realizzare anche un tiro libero su due più tardi.
Gasol tuttavia prima del fischio della sirena aveva il tempo di mettere altri due punti con Jefferson in ritardo e i Bulls chiudevano il primo tempo avanti di 4 punti (46-50).

Kaminsky nella "sua" Chicago.

Kaminsky nella “sua” Chicago.

A inizio ripresa Marvin Williams sorprendeva dei Bulls troppo rilassati dal corner sinistro con tre punti che riportavano a contatto i viola, tuttavia i Bulls erano fortunati su un air-ball di Rose, Mirotic in qualche modo cercava il pallone, per gli arbitri c’era il fallo di Marvin Williams a contatto con il lungo avversario che ringraziava e portava a casa due punti dalla linea.
Butler lateralmente serviva anche Gasol che a rimorchio arrivava con i tempi giusti a centro area per schiacciare il pallone del 49-54.
A 9:48 Hairston mandava dentro una tripla su un passaggio smarcante regalato da Marvin.
Rose con una baseline drive ridava il +4 ai Bulls ma dall’altra parte Jefferson faceva bene a cedere a Batum la responsabilità del tiro; 2 pt. e tabellone sul 54-56.
A 7:16 Charlotte andava a segno con una flash dunk di Batum in transizione, ma la Wind City Band riallungava fino a portarsi al 56-62 con un libero di Butler a 6:22 dalla penultima sirena.
Charlotte rispondeva alla grande agguantando addirittura il pareggio; Jefferson scaricava su P.J. Hairston che dalla top of the 3 metteva la bomba, poi Marvin Williams a 5:29 sul rimbalzo offensivo segnava con un gioco di prestigio.
Fallo e pareggio dalla lunetta a quota 62, con Charlotte addirittura in vantaggio a 5:04 grazie a un’entrata veleggiante di Batum che non dava esiti per un contattino con un difensore.
Liberi in arrivo e due punti dalla linea, ottenuti però, anche da Butler poco più tardi (fallo di Jefferson).
La squadra del North Carolina provava a issarsi in vetta per comandare le operazioni.
Passaggio di Kaminsky per Batum che da poco distante da Frank (leggermente sulla sinistra della “punta” dell’arco dei tre punti), sprigionava la tripla del 67-64.
Butler continuava comunque a essere una spina nel fianco degli Hornets che subivano il suo canestro, anche se la nostra guardia francese mandava a segno a 3:43 un’altra mina da tre punti; il suo open su assist di Lamb valeva il 70-66.
Chicago non rimaneva a guardare e pareggiava con Butler da sotto. Charlotte riusciva a comandare ancora le operazioni per poco; Walker in area trovava traffico, le vetture dei Bulls si schiantavano su di lui ma con l’assicurazione in regola poteva tentare di prendere il rimborso dalla lunetta.
Due liberi a segno e 72-70.
Gli Hornets si difendevano con i denti in un paio d’occasioni e aumentavano il vantaggio a +5 con una tripla di Kaminsky servito da Lin. Walker compiva un’ottima difesa di rientro su Brooks ma il giro palla dei Bulls continuava e Butler sorprendeva tre Calabroni andando a passare nel corridoio per segnare.
Il tempo si chiudeva sul 75-73 Hornets con un libero di Brooks, sul secondo l’errore diveniva altra possibilità per i ragazzi di Hoiberg, ma allo scadere il tiro al vetro di Brooks non era buono; solo ferro e vantaggio risicato per i nostri.

Batum termina con 28 punti ma non basta a Charlotte per espugnare lo United Cener.

Batum termina con 28 punti ma non basta a Charlotte per espugnare lo United Cener.

L’ultima frazione si apriva con i Bulls in possesso palla.
A 11.46 Moore faceva fruttare l’attacco con un tiro solo retina Lin sfidava Moore con un’entrata selvaggia e alzando il pallone vicino al ferro aveva ragione dei difensori paratisi incontro.
Moore al vetro segnava ancora, mentre Lin in azione personale sbagliava. Chicago prendeva un buon vantaggio con Gibson (due pt. troppo facili nel pitturato) e una tripla di Snell a 10:15.
Lamb falliva il reverse layup passando sotto il ferro su bel passaggio di Frank he Tank che a sua volta mancava tre occasioni (due nella stessa azione in modo orrendo), così a 8:29 Gibson da sotto andava a segno per il 77-84.
Gara quasi terminata ma gli Hornets rientravano lentamente; Lin a 8:15 con il tiro in sospensione dalla linea di fondo destra e Lamb con un paio di triple (ultima a 6:16) ridavano speranza sull’85-88.
Walker in difesa compiva un buon lavoro di protezione e schermatura, in salto deviava un passaggio, recuperata palla partiva in transizione che Lamb chiudeva con due punti alzando la palla al vetro over Butler.
Nicolas si perdeva sul più bello; incolpevole sul tiro di Butler dell’87-90 (bravo lui), non lo era altrettanto su di un passaggio verticale per raggiungere il compagno sotto canestro, palla intercettata e contropiede Chicago; Marvin Williams commetteva fallo per fermare Butler che tuttavia dalla lunetta otteneva i due punti ugualmente.
Rose colpiva ancora andando a lasciar lì un Walker un po’ distratto, l’aiuto non c’era e Chicago andava sul +7 (87-94).
Gli Hornets cercavano l’ultimo tentativo d’aggancio; Batum a 4:17 con un top shot cercava di non fa allontanare i Tori ma sempre il nostro swingman transalpino commetteva un piccolo fallo appoggiandosi leggermente da dietro alla schiena di Butler impegnato al tiro in sospensione.
Due liberi a segno e Charlotte a inseguire ancora. Walker provava il tiro da tre punti a 3:09, un tiro aperto che saltellava più volte sui bordi dell’anello sul quale interveniva Noah con la palla impegnata a danzare ancora sopra il cono virtuale dell’anello.
Goaltending.
Batum su un Noah in esterna, da tre punti a 2:36 dalla sinistra segnava il 95-98 che rendeva ancora interessante la gara, ma Hornets che facevano fatica a contenere le penetrazioni e fallo di Jefferson su Gasol. 2/2 e 95-100.
A 1:54 Marvin Williams cercava il pitturato, palleggio, giro e tiro per il -3. Gli Hornets, dopo la stoppata su Rose, avrebbero anche l’occasione di pareggiare, ma da posizione frontale Marvin Williams mostrava un po’ il braccino corto, il tiro finiva anch’esso corto e i Bulls ci riprovavano con Rose che colpiva solo il ferro.
Hornets che tentavano nuovamente per il pari con una tripla di Batum che non dava buoni frutti così come il tap-in di Jefferson che gridava vendetta. L’ultima palla per il pareggio ce l’avrebbe Lamb, ama anche lui dalla grande distanza falliva, così dopo i time-out Butler tirava in faccia a Nicolas, palla sul ferro che s’impennava e beffardamente toccando anche il vetro in ricaduta e attraversava la retina per il 97-102.
Gara terminata…

tab chachichachi7

Pagelle:

Walker: 6
13 pt. (5/18), 7 assist, 9 rimbalzi, 3 rubate, 2 stoppate. Voto tra la media di alcune buone statistiche e difesa ingenua qualche volta, più un 5/18 al tiro, che denota le troppe occasioni sprecate come su di un contropiede mal appoggiato aspettando magari il fallo con possibilità di servire lateralmente il compagno.

Batum: 7
28 pt. (10/17), 8 rimbalzi, 2 rubate. Solo due palloni persi. Sbaglia una tripla decisiva nel finale, ma ne mette altre 5, peccato che con quella sarebbe stato 6/6 dalla lunga distanza… Trascina Charlotte con passaggi e canestri. Non riesce a fermare Butler sul tiro decisivo ma di più non si poteva fare.

P.J. Hairston: 5,5
6 pt. (2/4). Segna una bella tripla ma i punti scarseggiano, anche se ormai si è capito che nel quintetto se possibile tira va al tiro ultimo. Regala un paio di liberi supplementari agli avversari.

M. Williams: 6
14 pt. (5/11), 5 rimbalzi, 2 assist. Buona media al tiro, potrebbe forse far qualcosa di più al rimbalzo difensivo, tuttavia merita la sufficienza.

Jefferson: 5
6 pt. (3/9), 5 rimbalzi in poco più di 30 minuti. Non parte nemmeno male, poi si spegna in attacco e combina poco anche in difesa.

Kaminsky: 5
19:49, 5 pt. (2/9), 3 rimbalzi, 1 stoppata. Lui è di casa a Chicago, infatti, ci sono anche i genitori, sfortunatamente per noi, non è in serata, forse emozionato.

Lamb: 6
15 pt. (5/14), 9 rimbalzi, 2 assist. Stavolta non ha medie assurde e Charlotte non ce la fa nel punteggio. Si deve muovere tanto come i tiratori degli Hornets a cercar palla con i difensori dei Bulls sulle loro tracce. Nel finale recupera quasi da solo lo svantaggio ma la squadra non riesce a completare l’opera.

Hawes: 5
2 pt. (1/5), 4 rimbalzi. Spencer non mi piace un granchè stasera. Sempre troppo piantato sulle penetrazioni dei piccoli avversari…. Meglio rischiare di prendersi il fallo, piuttosto che lasciarli andare. Al tiro va male.

Lin: 5
4 pt. (2/7), 2 rubate. Non fa una grande prestazione e la panchina ne risente. Un +/- brutto (-15) dice già qualcosa.

Daniels: 6,5
4 pt. in 2:03. Entra, mette una tripla che si costruisce da solo, poi splitta dalla lunetta. Non è facle senza giocare mai o giocare pochissimo. Il coach non gli da più spazio ma forse nel finale, un tiratore così (per me il più puro della squadra) avrebbe pareggiato la gara…

Coach Clifford: 5,5
Dal mio punto di vista sbagli a lasciar fuori Daniels che da 3 punti è ancora meglio di Batum e Lamb, impegnati e impiegati sul parquet nel finale. La squadra lotta ma prende pochi rimbalzi. Un Hansbrough almeno 5 minuti avrebbe fatto comodo forse.