Game 57: Charlotte Hornets @ Orlando Magic 89-127

Divise e simboli da classic night più statistiche pre-match.


Intro

Aria di vacanze per Charlotte che avrà sì una grande vetrina nel week-end ma all’All-Star Game saranno “impegnati” solamente Kemba Walker e Miles Bridges.

Per il momento gli Hornets anticipavano quella magia che si respirerà nella Queen City tra qualche giorno recandosi in Florida dalle parte di Disneyland.

Ultimamente gli Hornets hanno aperta una striscia lunghissima contro i Magic (13 partite vinte consecutive), fin troppo lunga, alla fine, queste strisce, sia a favore che contro stufano… ma gli Hornets non possono permettersi passi falsi prima dell’All-Star Game per arrivare almeno vicini ai .500 e rispondere alla vittoria degli Heat sul campo dei Mavericks ma le trasferte per una squadra capace di vincerne solamente 8 lontano dalle mura amiche (a livello dei team di bassa classifica) presentano sempre un’incognita.

Vacanza… dal latino vacantia, neutro plurale sostantivato di vacans, participio presente di vacare essere vuoto, libero.

Gli Hornets romperanno quindi le righe dopo l’ultimo impegno ma cercando di vincere in serata per conquistare uno di quei tre posti (dato per quasi scontato che le cinque prime squadre a Est sono praticamente qualificate) vacanti.

La partita in breve

Non c’è partita a Orlando.

Gli Hornets che già soffrono il mal di trasferta non hanno ancora trovato l’antidoto per una situazione che adesso diventa preoccupantemente asmatica.

Costretti a vincere per galleggiare più in tranquillità, i Calabroni cadono a Orlando contro i quali non si perdeva dal dicembre 2015.

Vacanze anticipate per i giocatori di Charlotte che complici vari fattori collegati quali la brutta e brutale prestazione al tiro di Walker e l’incapacità di segnare un solo canestro da oltre l’arco per tutto il primo tempo, erano subito travolti dalla squadra dell’ex Clifford.

La resistenza durava sino a 5:56 del primo quarto quando un turnaround di Batum mandava Charlotte sull’accettabile 12-16 ma nel finale del primo quarto la squadra della Florida allungava con Birch a infiocchettare con la jam la prestazione della squadra per il 18-31 con un ritardo accumulato di 15 punti.

Borrego si affrettava a far rientrare in campo Kemba per poi sostituire Lamb e metter dentro Graham con l’idea di far giocar il doppio play vista l’indisponibilità, ormai preoccupante, di Parker.

Mossa pessima, difesa farraginosa, attacco quasi inesistente così quando a due decimi di secondo dalla sirena Vuc da sotto segnava il 36-71 gli Hornets avrebbero potuto anche non riemerger più dagli spogliatoi.

0/16 dall’arco contro l’8/17 dei Magic, 7-14 negli assist e 25-32 a rimbalzo, numeri che davano l’idea della partita vacanziera di Charlotte.

Nel terzo quarto, dopo aver toccato con un parziale di 0-4 iniziale anche il -39, Charlotte reagiva con 5 punti di Batum intervallati da 4 di Zeller che portando un parziale di 9-0 davano gas all’attacco di Charlotte.

Rimarrà solo una fiammata perché le distanze rimanevano circa identiche con scostamenti marginali sino al finale di gara quando la panchina dei Magic toccava anche il +40 con Frank a metter dentro gli ultimi due punti della gara per arrivare all’89-127 finale.

Sul tiro da oltre l’arco abbiamo già accennato, Charlotte dopo la gara precedente a Indianapolis ora pare in emergenza, il 4/31 fa il 12,9%, oltretutto con la controparte abile a segnare un 43,6%, frutto anche di una zona che a tratti Charlotte ha messo in campo in maniera lenta e confusionaria pagandola cara.

La panchina dei Magic ha surclassato quella degli Hornets (Ross 21 punti) con 64 punti complessivi contro i 38 di Charlotte.

Hornets al 35,1% contro il 52,2% dal campo degli avversari con 18 assist contro i 32 Magic bravi a commetter anche meno TO di Charlotte (8-7)…

Vucevic con 17 punti e 11 rimbalzi è andato in doppia doppia come Aaron Gordon (10 pt., 11 rimb.), mentre anche Isaac (16 pt.), Fournier (12 pt.) e Iwandu (11 pt.) sono andati in doppia cifra.

Ora a Charlotte rimane sola mezza partita di vantaggio sul tandem Pistons/Heat, contro le quali siamo attualmente in vantaggio negli scontri diretti mentre i Magic, alla quinta vittoria consecutiva tornano a lottare per uno dei posti alla post season.

Charlotte arranca sul 27-30 e forse, nonostante la delusione, è un bene che ci si fermi ora, sperando di ritrovare Parker dopo la sosta.

Le formazioni:

La partita

1° quarto:

Vacanza iniziale fin da subito per Charlotte che pur iniziando in attacco grazie alla palla a due portata a casa da Zeller sparava a voto con Williams fuori equilibrio dalla sinistra.

Il primo canestro arrivava da D.J. Augustin in transizione per lo 0-3 che diveniva 0-5 con l’appoggio sotto a destra di Vucevic a 10:01.

L’attacco di Charlotte smetteva di essere lezioso a 9:24 quando il runner di Lamb andava sul secondo ferro ma impennandosi ricadeva in rotazione perfettamente nelle retina.

A 9:08 il banker di Fournier anticipava la risposta vincente di Zeller in area poi era Fournier a battere Zeller ma un passaggio laterale di Kemba per Lamb in jumper frontale serviva a rispondere nuovamente, tuttavia a 8:07 la tripla frontale di Fournier portava la gara sul 6-12 con Borrego deciso a chiamare il primo stop della gara.

A 7:52 Cody guadagnava due liberi realizzandoli ma Augustin era più veloce della chiusura di Zeller nel pitturato facendo battere la palla al vetro per due punti e Isaac segnava dopo una finta muovendosi sull’altro lato del canestro oltre Batum l’8-16…

Monk con un giro e tiro dalla baseline destra da media distanza metteva dentro e un fade-away di Batum a 5:56 riportava Charlotte sul -4 (12-16) ma dopo un errore di Gordon da fuori anche Kemba sbagliava giungendo al quarto errore consecutivo (0/4), Fournier a questo punto iniziava a far decollar la squadra di Clifford in entrata, Malik sbagliava due volte nella stessa azione e nel mezzo si registrava anche l’errore di Kemba che a 4:26 approfittava dell’entrata di Briscoe per la finta con giro su piede perno e allungo.

Il panchinaro dei Magic commetteva fallo mandando Kemba in lunetta che tuttavia segnava solamente il secondo libero.

Charlotte raccoglieva solo briciole subendo la tripla di Briscoe lasciato solo nell’angolo a sinistra, il jumper di Isaac oltre MKG mentre Kemba interrompendo il mini-parziale Magic a 3:29 portava la gara sul 15-23.

Fournier e Willy andavano in lunetta ma mentre per il francese arrivava un ½, il nostro spagnolo portava a casa due punti a 2:53 per il 17-24, tuttavia Ross segnava due punti, Iwandu due liberi e Ross, ancora lui, a 1:47 realizzava da tre punti chiudendo il 7-0 di parziale.
Mack guadagnava in entrata due FT segnando solamente il secondo (primo punto in maglia Hornets) ma nel finale una dunk di Birch chiudeva i conti sul 18-33..

Lamb prova a passare Gordon.

2° quarto:

MKG a inizio secondo quarto andava a contender due palloni in mischia sotto le plance, gli Hornets però nonostante facessero rientrare velocemente Walker aggiungendo Graham al posto di Lamb formando una coppia di PG ,continuavano a subire con la stoppata di Ross su Bridges e la tripla di Gordon dalla diagonale sinistra che portava la squadra dei locali a doppiarci (18-36)…

Birch dal post basso destro aveva la meglio su MKG mandando gli Hornets sotto di 20…

Devonte’ in corsa veniva toccato da Fournier ma nonostante la terna non chiamasse fallo arrivava il verticale del play per Miles che da sotto schiacciava rapidamente.

A 9:02 Ross dalla lunetta faceva 2/3 (fallo di Miles sul tiro dell’attaccante fuori equilibrio) per il 20-40 mentre Kemba in entrata era toccato ancora da Fournier che questa volta era colto in fallo.

Il capitano pescava la two and one per il 23-40 ma una tripla di Briscoe dalla diagonale destra unita a un doppio errore da fuori che portava gli Hornets sul 0/10 da te punti ci rimandava sotto di 20 e dopo lo 0/11 con la tripla errata di Marvin ci si avviava lestamente anche sul -30 con il canestro di Ross in avvicinamento, due FT per Iwandu a 7:11nonosatante a 6:57 Kemba rompesse il quasi monopolio di punti dei blu gessati.

Isaac con un turnaround uno contro uno era baciato dai ferri che accoglievano la sfera nella retina mentre a 6:01 Iwandu splittando realizzava il 25-50 facendo assomigliare la gara alla famosa U.S.A.-Angola delle Olimpiadi del 1992…

Hornets totalmente fuori gara anche se ogni tanto Walker, pur sbagliando molto, faceva capolino, come ad esempio in dribbling in corsa con appoggio di destro per il 27-53.

Ross segnava in entrata, Zeller rispondeva con la bimane grazie a un assist rapido e corto di Kemba in area poi Batum stoppava Ross e Malik battendo due difensori in transizione con la sinistra sembrava poter far ritrovare almeno lo spirito alla squadra di Borrego.

Purtroppo dopo il time-out voluto da Clifford a 3:23 Charlotte tornava ad affondare: una palla persa sotto il tabellone avversario da Bridges era recuperata dai Magic che segnavano in correzione con Isaac (appoggio sbagliato da Vuc), Kemba era stoppato dal montenegrino così arrivava anche il fing and roll in transizione da parte del transalpino in forza a Orlando.

Il nostro francese invece sbagliava da tre, poi si faceva intercettar un passaggio commettendo fallo per evitare il fast break, mandando Isaac ai liberi.

Dalla lunetta arrivava il 31-61, poi Gordon in entrata a 1:15 segnava il 31-64 (gioco 2+1) mentre Lamb si auto-correggeva e Isaac dal corner mancino scagliava anche il macigno da tre punti per il 33-67.

Lamb arrivava a correggere su un tiro da sotto toccato a Zeller per la dunk appesa e un suo ½ dalla lunetta portava il match sul 36-69 ma da sotto a sinistra del canestro spuntava Vuc a due decimi dalla sirena dell’intervallo per due punti che mandavano negli spogliatoi Charlotte sul -35 (36-71).

Ross in mezzo alla difesa degli Hornets.

3° quarto:

Terzo quarto che non iniziava nel migliore dei modi con la tripla di D.J. Augustin e “Vuc” in lunetta a 10:53 a splittare per un parziale di 4-0 che estendeva il vantaggio dei locali sul +39…

Batum replicava con due punti in entrata più un FT a bersaglio, Kemba intercettava un passaggio mandando Lamb (chiuso) in transizione bravo a passare a Zeller che chiudeva a 10:28 a rimorchio in schiacciata e sempre il nostro centro allungandosi oltre Vuc appoggiava al plexiglass a sinistra anticipando il 2/3 di Batum dalla lunetta a 9:16 per il 9-0 di parziale che portava Charlotte sul 45-75.

Purtroppo i Calabroni da qui al finale di quarto non riusciranno più a risalire rimanendo sempre intorno all’abissale differenza dei trenta punti.

Marvin segnava il 49-80 e Lamb slalomeggiando appoggiava oltre Vuc a sinistra per il 51-80.

Vucevic segnava una tripla aperta con Charlotte a guardare, Marvin a 6:55 realizzava la prima tripla a favore di Charlotte (1/18…), poi toccava a Iwandu e a Lamb partecipare al festival di bombe.

Gordon a 4:48 realizzava la dunk assistita da D.J. Augustin e nel finale un inusuale reverse-tap-in di Batum artistico riportava gli Hornets esattamente a -30 su cifre tonde (60-90).

Iwandu segnava battendo Graham da fuori, Mack metteva dentro due liberi a 2:22 ma ancora Iwandu da oltre l’arco sparava bene per il 62-96.

Malik nel finale accorciava da oltre l’arco fissando il 67-98.

4° quarto:

Pullup di Monk, tripla di Ross e azione due più uno di Mack che usava il peso e il braccio per allontanare Briscoe (al quale era chiamato anche il fallo) dopo la penetrazione da sinistra.

Finiva qui, dentro le panchine e si vedeva qualcosa solo fine a sé stessa come la reverse jam che Ross riusciva a infilare esaltando il pubblico locale con partenza sulla linea d fondo destra a saltare Monk e a battere Willy in salto cambiando lato del canestro (73-105).

La voglia era solo quella di tornare a dormire nella giornata di San Valentino, se non è amore continuare a seguirli dopo una gara del genere forse è “pazzia” e a volte i due sentimenti s’intrecciano idissolubilmente legandosi l’uno all’altro formando un indistinguibile sentimento in positivo…

Tornando alla gara che ormai scorreva lenta… nel finale i Magic, alla quinta vittoria consecutiva, arrivavano anche sul +40 prima che Frank infilasse in allungo il definitivo 89-127.

Pagelle

Kemba Walker: 4,5

10 pt., 2 rimbalzi, 3 assist, 1 rubata. 4/20 al tiro. Arriva a malapena alla doppia cifra con 20 tiri prendendosi tre stoppate. Va a chiudere alcune volte da sotto molto approssimativamente dopo un inizio da 0/4 dal campo. Se si ferma lui purtroppo si ferma tutta la squadra dal punto di vista offensivo, anche in difesa lascia un paio di Volte Briscoe da solo che ci punisce con tiri pesanti.

Jeremy Lamb: 6

14 pt., 4 rimbalzi, 2 assist. 6/10 al tiro. Il titolare che gioca di meno e segna di più. Non deve averci capito molto Borrego anche se la sua difesa non è eccezionale su blocchi e in altre situazioni, finiamo fuori dalla gara quando già a distanza di una quindicina di punti, Borrego lo toglie infilando Graham in campo…

Nicolas Batum: 5

9 pt., 7 rimbalzi, 2 assist, 1 rubata, 1 stoppata. 3/7 dal campo. Tre TO. Un gran fade-away nel primo tempo e un bel tap-in in reverse layup nel secondo tempo ma anche tre TO e una difesa che non convince.

Marvin Williams: 5

5 pt., 8 rimbalzi. 2/7 dal campo. Rimbalzi non sempre difficili, ha il merito di segnare la prima tripla di Charlotte di serata quando il cronometro segna 6:55 nel terzo quarto. Per il resto soffre in difesa e non incide in attacco.

Cody Zeller: 6

13 pt., 7 rimbalzi, 3 assist, 3 rubate. 4/10 dal campo. -23 di plus/minus. Vuc fa un pochino meglio a livello di cifre giocando qualche minuto in meno. Cody fa quello che può in difesa anche se a volte non riesce a metterci una pezza, specialmente sui movimenti che portano a correzioni o a passaggi ma anche quando D.J. Augustin appoggia al vetro in area con leggera esitazione non riesce a stopparlo, tuttavia riesce a rubare ben tre palloni e rimane un centro che a differenza di Willy da leggermente più solidità. Lotta in attacco recuperando ben 4 rimbalzi e punti.

Malik Monk: 5,5

15 pt., 4 rimbalzi, 2 assist. 7/16 dal campo. Difesa ancora abbastanza inadeguata anche se in qualche occasione prova generosamente a fermare l’avversario ma ad esempio di fa saltare da Ross facilmente sulla linea di fondo. Segna subito frustando la retina ma poi si perde al tiro tornando a segnare quando è tardi.

Michael Kidd-Gilchrist: 5

0 pt., 2 rimbalzi. Gioca 13:38, sfortunato su un paio di uno contro uno, non ha i cm per difender su Birch ma vede finir dentro anche tiri che rimbalzano beffardamente sui ferri dopo aver fatto un discreta difesa di posizione. Ci prova un paio di volte prendendosi anche la tripla dalla diagonale sinistra senza precisione.

Miles Bridges: 5

6 pt., 2 rimbalzi, 1stoppata. Una schiacciata tagliata da sotto su assist verticale di Graham poi combina poco finendo per perder palla sotto quando Charlotte nel terzo quarto porta il parziale sul 9-0, lui lo interrompe e subiamo canestro. Un fallo d’impeto inutile su Ross impegnato al tiro da fuori costa 2 punti. -26 nonostante il 3/6 dal campo.

Devonte’ Graham: 5,5

2 pt., 2 rimbalzi, 4 assist, 2 stoppate. 1/5 dal campo. Male al tiro e questo pesa, bene nelle stoppate e discreti gli assist ma prende un -14 in 21:38 sul parquet lasciando quella sensazione di buco difensivo.

Dwayne Bacon: s.v.

0 pt. (0/1) in 8:41.

Willy Hernangomez: 5,5

4 pt., 5 rimbalzi, 1 assist. 0/2 dal campo, 4/6 ai liberi. Rende sempre a rimbalzo considerando i 9,51 ma continua a non convincermi dietro e anche in attacco.

Shelvin Mack: 5

6 pt., 2 rimbalzi, 1 rubata. 1/5 al tiro con 4/5 dalla lunetta. Zero assist, ruba un pallone ma quasi solo in attacco Fournier in scivolata lo tocca via. La palla rimane a Charlotte ma lui butta via due punti certi. Male al tiro dal campo partendo con un’indecisa alzata da due punti che finisce a malapena a battere sul primo ferro.

Frank Kaminsky: s.v.

5 pt., 1 assist in 5:21.

Coach James Borrego: 4

Squadra irriconoscibile in trasferta da subito, eppure doveva vincere. Prestazione imbarazzante e netta affermazione dei Magic complici diversi errori tattici e decisionali sui singoli, tuttavia la squadra al tiro non aiuta con prestazione indecente e approssimativa sin dall’approccio iniziale.

Game 56: Charlotte Hornets @ Indiana Pacers 90-99


Intro

Il rap, quello fatto bene, quello intelligente, quello che racconta qualcosa di vero, quello genuino e “incazzato”, quello fatto bene, a me piace.

Mahmood, “vincitore” (c’è una certa idiozia di fondo nelle incomparabili competizioni artistiche) di Sanremo (non lo guardo mai ma mi capita di ascoltare poi le canzoni e di trovarne qualcuna molto bella come quella di Silvestri, nonostante il sistema di scelte delle major sia più che rivedibile) racconta la storia del padre che se n’è andato e che gli si riavvicina, lui sospetta (direi non a torto) solo per i soldi…

Se la vediamo così, arriva un messaggio che si può estendere a tutti i rapporti umani, come mutino in base a tutte le interazioni dovute ai soldi… è un pezzo crudo ma reale che fa rifletter sulla veridicità dei rapporti (se non ci si può fidar nemmeno del padre) e magari ragionare su giudizi di meccanismi che incatenano alle cifre e alle scelte…

Ad esempio, a proposito di cifre e scelte, alle contropartite troppo onerose (?) richieste per Gasol, in North Carolina si sono accontentati di andare a prendere Shelvin Mack, PG tagliata da Grizzlies e Hawks nel giro di un paio di giorni.

Gli Hornets quindi a Indianapolis per vincere dovevano andare con uno spirito rap per strappare una possibile e importante vittoria che rappresenterebbe il primo passo per poter arrivare sopra i .500 all’All-Star Game di casa e allungare sugli Heat che ieri notte hanno mostrato gran cuore a Oakland pur cedendo di due punti alla fine dopo aver spaventato seriamente la squadra più forte della Lega.

o

La partita in breve


Kemba Walker per la quinta volta consecutiva supera i 30 punti pareggiando il record di franchigia detenuto da Glen Rice ma non serve a molto a Charlotte…

Hornets che sembravano partir bene con un 10-4 favorito da una giocata two and one di Lamb ma la reazione Pacers non tardava ad arrivare e così la squadra di McMillan si portava avanti 11-14 prima d’esser raggiunta da Lamb a 5:08 a mezzo tripla.

Sarà uno dei due tiri da fuori che gli Hornets metteranno nel primo tempo…

Charlotte nel breve periodo subiva la brillantezza dei Pacers mentre l’attacco di Borrego andava in panne.

Gli ultimi 5 punti del quarto erano targati Evans per il 19-32.

Evans ripartiva con tre punti nel secondo periodo e Charlotte finiva rapidamente sul 19-39 (-20) prima di reagire e tornare a fine quarto su un -16 (38-54) con un punteggio bassissimo per Charlotte figlio di un 2/21 da oltre l’arco nonostante l’esordio di Mack a sostituire Parker e Graham dati in lista infortunati.

Più che grinta rap era una partita trap-pola da tre…

Insperatamente cambiava la musica nel terzo quarto, gli Hornets si avvantaggiavano grazie a numerosi rimbalzi offensivi che portavano a diverse second chance e a un Walker scatenato nel quarto bravo a portare la squadra di MJ, prima sul -2 a 1:42 dalla terza sirena (goaltending Turner), poi con una tripla a 1:03 i Calabroni sul -1 (71-72).

Gli Hornets però non riuscendo a compiere il passo del sorpasso erano sorpresi da un parziale di 0-11 con il quale la squadra di Indy arrivava sul 71-83 a 10:11 dell’ultimo quarto.

Charlotte con due triple consecutive di Kemba riusciva a tornare sul -7 (82-89) ma non riusciva ad andare oltre nemmeno nel finale quando un indecoroso Batum segnava i suoi primi due punti del match.

Qualche record di squadra e di kemba fatto notare da Fox prima del match.

Con il 32,2% al tiro del quale un 17,5% da oltre l’arco non si poteva sperare di vincere. Hornets che non riescono a trovare il giusto equilibrio tra intensità e concretezza in attacco, questa notte rovinata dall’esagerazione nelle soluzioni “comode” da fuori. 7/40, più del 25/33 ai liberi che hanno portato più punti. Bene nei rimbalzi offensivi, ben 21 sui 51 totali e nei TO, 5 contro i 12 dei Pacers che tuttavia hanno sfruttato il 51,4% dal campo per vincere nonostante siano andati sotto a rimbalzo (39) e tirato meno liberi (15/17). Charlotte ha la meglio su diverse statistiche ma non basta a compensare il tiro.

I Pacers finiranno con diversi uomini in doppia cifra: Turner con 18, Bogdanovic con 14, Collison con 13, Evans con 12 e T. Young con 11.

L’altro starter, Matthews ha chiuso con 8 punti e 2/10 dal campo ma proprio con le due triple pesanti che hanno chiuso la gara dopo uno 0/8 dal campo mentre Batum da noi ha segnato i primi due punti nel finale arrivando a un 1/8 complessivo con uno 0/7 da oltre l’arco…

Al momento, per quel che riguarda le avversarie c’è da registrarela stentata vittoria dei Raptors su Nets e il vantaggio dei Nuggets sugli Heat a Denver (81-66 a 1:49 dalla fine del terzo periodo).


Le formazioni:

La partita

1° quarto:

Partiva Indiana ma il nuovo arrivato Matthews andava fuori misura con il runner quindi sull’altro lato tutti gli Hornets partecipavano all’azione che portava Zeller in area a crearsi l’hook per il vantaggio.

Young a 10:55 imitava di gancio il collega pareggiando ma Marvin con un sicuro tre punti dalla diagonale sinistra e Walker in penetrazione inseguito da Turner (con il cambio mano di sinistra sotto canestro) portavano sul 7-2 gli ospiti.

Un pullup frontale di Collison riduceva le distanze ma a 8:18 Lamb con il crossover iniziale arrivava a pochi passi dal canestro prima che Matthews tornasse su di lui creando il contatto falloso per il gioco da tre punti di Lamb che allungava sul 10-4.

Un parziale di 0-6 pro Pacers chiuso a 6:23 da due FT di Turner ristabiliva la parità e dopo un ½ di Zeller a 6:14 i Pacers passavano avanti con l’allungo sul 11-14 grazie a due canestri ravvicinati di un Bogdanovic capace di muoversi bene nello stretto.

A 5:08 Lamb da tre colpiva dal lato sinistro pareggiando nell’ultimo sussulto Hornets prima del diluvio Pacers che andavano a segno con un lunghissimo tiro di Turner da tre e con Collison che sulla stessa azione da transizione scagliava al secondo tentativo un open 3 che iniziava a scavare un solco (14-20) ampliato da un reverse layup di Joseph e da due punti di Sabonis per il 14-24.

A 3:00 dalla prima sirena esordiva Mack giacché Parker e Graham rimanevano fuori per infortunio ma, nonostante il suo assist per il canestro rompi-parziale (0-10 Pacers) e una steal in mischia che portava alla transizione chiusa da due FT di MKG (fallo Turner) per il 18-24 a 2:05, non cambiava la musica.

La power jam di Sabonis a una mano riprendeva la marcia dei Battistrada che, nonostante un ½ di Biz dalla lunetta, procedeva spedita con cinque punti di Evans che nel finale costruiva il 19-32 del primo quarto.

2° quarto:

Charlotte partiva con la coppia M&M’s Mack/Monk, Batum rimaneva l’unico titolare mentre sotto le plance oltre a Biz entrava inusualmente il Tank che sbagliava il primo tiro della seconda frazione.

Evans da tre segnava l’ottavo punto consecutivo , Joseph in jumper a 10:08 aggravava la situazione e T.J. Leaf ricevendo in corsa dal fondo s’infilava centralmente per alzare l’assurdo -20 a 9:47 dall’intervallo (19-39).

Walker segnava due punti per Charlotte e guadagnava anche tre FT sul contatto con Joseph a 8:22 mettendo solamente però una delle occasioni continuando a soffrire il brutto momento in campo dei Calabroni che comunque si avvantaggiavano di uno sfondamento sulla linea di fondo da parte di Sabonis su Zeller e dei passi di Evans in attacco, inoltre il terzo fallo rapido di Sabonis su Kemba estrometteva il bianco dal campo.

A 7:27 Cody in corsa provava a infilarsi tra due avversari per il fing and rolla ma era toccato.

Due FT e Hornets in bonus, solamente un ½ per il 23-39 con Kemba a provarci ancora da tre con lo stesso risultato: zero.

Hornets sul 2/15 da oltre l’arco contro il 4/8 avversario…

Lamb infilava il floater del -14 e Mack rientrava a 6:24 insieme a Kemba e Lamb che portava una transizione a tutta velocità non segnando ma consentendo il tap-in di Zeller.

Charlotte recuperava un pallone in difesa grazie a Williams in tuffo mentre il go to guy era ancora Jeremy che depistava Matthews, ultimo uomo, con la finta per passarlo e alzare comodamente in appoggio il 29-41.

Indy finiva di cincischiare un po’ recuperando a 5:11 due FT con Bogdanovic (Fallo di Mack duro) e segnando con un hook di Young.

Cody rispondeva al vetro ma Turner con un piazzato frontale portava il mega-schermo sul 31-47.

Cody mancava un open 3 ma un’altra deflection di Williams serviva a Lamb per attaccare nuovamente il canestro e guadagnare due punti dalla lunetta a 3:33.

Nel finale ¾ dalla lunetta dei Pacers e un’alzata di Cody in area con un po’ di spazio servivano a mandare il punteggio sul 35-50 prima che Young battesse Batum con il semi-gancio in area e a :38.8 Kemba con l’arresto e il tiro al plexiglass segnasse subendo fallo da Collison per il libero del 38-52.

Evans in caduta metteva dentro da sotto il 38-54 mentre sull’ultima occasione Kemba sparava da tre sui ferri, refrain di tutto il primo tempo, arrivando a totalizzare un parziale di squadra di 2/21 per Charlotte…

Lamb contro il nuovo Pacers, Matthews.

3° quarto:

Zeller partiva con la dunk, Bogdanovic sparava a 11:27 la tripla in faccia a Marvin che non riusciva a stopparlo nonostante il buon tentativo ma gli Hornets continuavano a recuperare con la terza tripla di serata.

Era il capitano a realizzarla così come riusciva a infilare i tre punti successivi grazie a un fallo di Matthews su un altro tentativo da fuori.

A 10:29 Charlotte andava sul 46-57 e dopo un’azione nella quale il capitano rubava palla a Bogdanovic favorendo due FT per Zeller a 9:04 che questa volta il nostro centro non falliva.

Un turnaround di Turner sulla baseline sinistra rallentava il rientro di Charlotte che comunque nonostante una giocata two and one di Young (fallo di Lamb) a 8:21 per il 50-62.

Gli Hornets andavano sul -10 (54-64) con Walker mentre a 6:49 un tecnico all’inviperito Matthews più due liberi per il capitano (tocco sul tentativo d’alzata per il tiro) portavano sul -7 Charlotte in mezzo ai fischi di un pubblico che non gradiva i numerosi falli fischiati contro nel breve periodo ai propri beniamini.

57-64 che diveniva 57-68 con il gancio di turner oltre Zeller e al jumper dal mid-range destro di Bogdanovic.

Hornets che tuttavia grazie al lavoro a rimbalzo offensivo (questa volta era Biz a recuperar la sfera) trovavano un’altra marcatura, questa volta era Bridges dal corner destro per il tiro pesante del 62-68.

Kemba in entrata scartava sull’esterno Collison per un to the rim ma era lo stesso Collison a segnare in jumper rispondendo allo scatenato n° 15 di Charlotte.

Collison ci graziava con un open 3 e Turner stoppava in area MKG ma la palla arrivava a Lamb che sempre in area alzava il floater vincente avendo la copertura del compagno stoppato.

Gli Hornets riducevano il gap a sole due unità quando a 1:42 Turner spazzava via il tiro di Kemba commettendo però goaltending (la palla aveva picchiato sul vetro).

68-70, Hornets a un passo che crollavano sul più bello:

jumper di Joseph, tripla di Kemba a 1:03 di Kemba per il -1 ma la risposta frontale con parabola altissima di Turner era un macigno, l’entrata di Collison anche peggio perché chiudendo il quarto sul 71-77 dava un messaggio al match in controtendenza rispetto a un quarto favorevole a Charlotte per il recupero.

4° quarto:

Sabonis per i Pacers era una risorsa, suoi i primi 4 punti dell’ultimo quarto con il parziale di 9-0 che estendeva il vantaggio della squadra di McMillan in doppia cifra (71-81) e quando il buon Mack a 10:13, nonostante se li procurasse in entrata, mancava i due FT si capiva che la gara sarebbe sfumata.

Il bound pass per McDermott sulla linea di fondo, terra di nessuno, confermava la sensazione con il canestro del panchinaro gialloblu.

Time-out di Borrego a 10:01, la situazione non cambiava molto anche quando Lamb con una strong drive e short pass in area pescava Cody, bravo nel traffico a metter dentro un gioco da tre punti a 7:34 valevole solo per il 76-87.

Charlotte segnando due triple consecutive aperte con Kemba (inframezzate da un’entrata di Bogdanovic) arrivava sul -7 (82-89) ma dall’altra parte arrivava su una second chance (rimb. Collison) la risposta di Matthews con un lunghissimo frontale sul quale Cody in uscita non poteva nulla.

Turner e Lamb con due punti a testa lasciavano il divario a 9 punti (85-94) ma a risolver la gara era Matthews che con una bomba dalla diagonale destra superava il tentativo di stoppata di Lamb.

L’ultima reazione di Charlotte portava a un parziale di 5-0 per tornare sul -7 (90-97) con sue punti di Batum in appoggio dalla linea di fondo sinistra ma il tempo degli uomini correva inesorabilmente con il cronometro a segnare :21.9 rimasti.

Charlotte non sapeva nemmeno se commetter più fallo o no, ci metteva troppo a decidere e Lamb spendendolo andava a sedersi in panchina per raggiunto numero limite di falli.

Finiva con Turner a puntellare la W dei Pacers sul 90-99.

Pagelle

Kemba Walker: 7,5

34 pt., 9 rimbalzi, 3 assist, 2 rubate. 10/23 al tiro. Chi fa da sé fa per tre o va sopra i 30 punti per la quinta volta consecutiva pareggiando il record di Glen Rice. Non basta. “Date una squadra a quest’uomo” dovrebbe essere il motto. Se nel primo tempo è nettamente fuori ritmo, specialmente fuori dall’arco, l’impegno non manca come testimoniano gli incredibili 9 rimbalzi per un piccolo come lui che lo portano alla soglia della strana doppia doppia. Terzo quarto da favola con tripla del -1 mentre altre due saette consecutive spingono Charlotte all’ultimo tentativo fino all’82-89. Fornisce anche assist non riconosciuti che portano a liberi, vedi quelli di Zeller.

Jeremy Lamb: 6

21 pt., 7 rimbalzi, 2 assist. 6/6 ai liberi e +11 di plus/minus come Walker ma a ben guardare il7/22 dal campo non da una percentuale eccezionale ma in media con la squadra. Non ricordo Jeremy abbia mai preso così tanti tiri a Charlotte. Buoni alcuni floater, sbaglia diversi tiri importanti per il riavvicinamento, soprattutto da oltre l’arco dove l’1/8 conferma i miei scritti precedenti.

Nicolas Batum: 4

2 pt., 7 rimbalzi, 3 assist, 1 rubata. 1/8 dal campo con gli ultimi due inutili punti per Charlotte. Prima d’allora aveva provato 7 volte da fuori per la mia disperazione… 0/7 pesante. Non prova mai ad andar dentro realmente e penalizza gli Hornets. Anche gli assist non sono molti… Il titolare con minor plus/minus, anche se gioca una parte in più di match per aiutare la bench.

Marvin Williams: 5,5

5 pt., 11 rimbalzi, 3 assist, 2 rubate. 2/10 dal campo con un 1/6 da fuori. Marvin sbaglia quasi come e quanto il francese ma in difesa ci mette più grinta recuperando un paio di palloni consecutivi. Va in doppia cifra a rimbalzo.

Cody Zeller: 6,5

18 pt., 9 rimbalzi, 1 assist, 1 stoppata. 6/11 dal campo. Dall’altra parte Turner fa gli stessi punti con un rimbalzo in meno ma un paio di stoppate in più. Lui è meno solido e in attacco pare il classico centro mobile, in serata spunta in corsa o riesce a ricavare spazio nel traffico per tap-in appoggi o floater. Il problema non è lui in serata anche se all’inizio la copertura del pitturato in certe situazioni avrebbe potuto esser forse maggiore.

Malik Monk: 4,5

0 pt., 1 rimbalzo, assist, rubata. 0/3 in 9:31. A parte l’attacco la difesa non c’è. Si fa tagliar fuori da alcuni passaggi e batter facilmente da Bogdanovic nel secondo tempo che gli scappa via con una finta con Monk che abbocca saltando. Un rimbalzo offensivo ma un eloquente -20 di plus/minus, non casuale.

Michael Kidd-Gilchrist: 5

4 pt., 1 rimbalzo. 1/5 dal campo. Una prestazione in attacco insufficiente con un gancio sfortunato che gli salta fuori e un tentativo da tre coraggioso ma impreciso. In difesa viene preso in mezzo o battuto magari in copertura come quando Bogdanovic, dopo aver battuto Monk (vedi sopra) alza il floater davanti a lui che non riesce a stoppare.

Miles Bridges: 5

3 pt., 1 assist, 1 stoppata. C’è un momento nel quale la sua presenza in campo sembra funzionare. Charlotte guadagna qualche punto con l’attacco dei Pacers distratto. In attacco segna solo quella tripla sbagliando altre due conclusioni. Ancora marginale.

Bismack Biyombo: 6

3 pt., 4 rimbalzi, 1 assist, 1 stoppata. Anche lui prende un plus/minus negativo (-9) come tutta la panchina ma il suo rimbalzo offensivo per la tripla di Miles capita a fagiolo. Non riesce a prender un passaggio di Kemba basso facendosi anticipare, per il resto tira solo una volta dal campo segnando e dalla lunetta splitta.

Shelvin Mack: 4,5

0 pt., 1 assist, 1 rubata. 0/2 dal campo, 0/2 dalla lunetta. Impermeabile anche alla marcatura in serata. Sbaglia un paio di tiri e soprattutto due liberi sul 71-81 per interrompere il parziale dei Pacers. Sembra aver un buon controllo di palla ma poi smista subito l’assist da tabellino e anche la rubata in mischia arriva presto. Pur rientrando una volta in più e giocando 12:08 al posto di Parker e Graham entrambi in lista infortunati, non da nulla o quasi a Charlotte per farle cambiar passo, anche lui prende un -20 di plus/minus. Non lo voglio stroncare perché e al debutto immediato senza aver appreso forse un solo schema di Borrego ma al prestazione odierna è anche più bassa di ciò che mi sarei aspettato.

Frank Kaminsky: 5

0 pt., 2 rimbalzi. Gioca 4:25 nel secondo quarto quando Borrego gli da una possibilità provando a shakerare il quintetto per dare una scossa ma la mossa non funziona in attacco. L’attacco è bloccato e lui sbaglia un paio di conclusioni prendendo un -4 di plus/minus. Non metterà più piede sul parquet. Avrebbe dovuto esser ceduto ma è ancora tra noi, tuttavia senza portare benefici.

Coach James Borrego: 5,5

Probabilmente serve lo psicologo, il motivatore, lo sciamano… squadra fragile psicologicamente che muta atteggiamento a inizio ripresa quasi sino alla fine del quarto lottando su ogni pallone recuperando 21 rimbalzi offensivi. Si spegne un po’ nel finale nonostante Kemba. Arriveremo a Charlotte per la partita delle stelle sotto i .500, adesso però c’è da battere Orlando in Florida per riavvicinare il record in parità. Contro una squadra meno forte difensivamente c’è da augurarsi che i Calabroni continuino la striscia positiva mentre in serata i Pacers portano a casa la serie 2-1.

Mackiè?

Il Direttore Generale degli Charlotte Hornets Mitch Kupchak ha annunciato oggi che la squadra ha nel proprio roster un nuovo elemento.

Si tratta della combo-guard (con spiccata tendenza al ruolo di play) Shelvin Mack (191 cm per 92 kg), quasi ventinovenne giocatore con ormai diversi anni d’esperienza da girovago nella NBA.

Dentro l’impermeabile (Mack), ecco Shelvin, tagliato da Orsi e Falchi, finirà la stagione con i Calabroni del North Carolina.

Mack, 34^ scelta di Washington al Draft 2011, ha giocato per i Memphis Grizzlies questa stagione ma è stato scambiato dalla franchigia del Tennessee per Tyler Dorsey in arrivo da Atlanta il 7 febbraio e rilasciato il giorno dopo dagli Hawks.

Ecco allora spuntare gli Hornets, sui quali si erano già sentiti rumors per un possibile interessamento a Mack.

Mack nella NBA ha giocato 452 partite con 56 partenze da starter:

Washington Wizards, Philadelphia 76ers, Atlanta Hawks, Utah Jazz, Orlando Magic e Memphis Grizzlies le squadre per le quali ha militato.

Il prodotto Butler ha una media in carriera di 6,6 punti, 3,1 assist e 2,0 rimbalzi in 18,5 minuti a partita in otto anni di NBA.

Questa stagione con i Grizzlies ha un parziale di 53 partite e medie di 7,9 punti, 3,4 assist e 1,9 rimbalzi in 18,5 minuti a partita con un 35,9% da oltre l’arco.
Per quel che ho potuto vedere personalmente non mi ha impressionato particolarmente ma la mossa di Kupchak corre su un doppio binario; oltre a dare un contentino ai fan delusi per il fatto di aver visto il proprio team (impegnato a spingere per i PO) non muoversi sul mercato per acquisire un buon giocatore (sfumati Barnes e M. Gasol) Il G.M. Vuole anche mettersi al riparo da possibili altre nuove defezioni di Parker, giocatore ancora super ma che pare prigioniero del suo corpo.

Tony ha saltato diverse partite questa stagione, specialmente ultimamente e Graham è un giocatore ancora troppo giovane e direi ancora troppo spesso legato al compitino.

C’è una netta differenza tra Parker e Graham al momento, così, per gli Hornets che hanno puntato sin da subito sulle PG per rinforzarsi quest’anno (acquisizione di Parker, scelta di Gilgeous-Alexander poi scambiato con i Clippers per Bridges e scelta di Devonte’ appunto…), oggi vogliono coprir le spalle a Kemba con un giocatore che abbia più esperienza del treccioluto n° 4 nel caso Parker sia costretto alla resa fisica.

Shelvin Mack è stato criticato per la gestione dei possessi palla, ha una media TO di 1,2 a fronte di 0,8 rubate a partita ma sicuramente potrebbe essere un uomo spogliatoio.

La carriera di Mack nella NBA riassunta in cifre da Basketball Reference.

Mack, ovvero l’impermeabile (in inglese), oltre a rendere probabilmente meno perforabile la difesa rispetto a Parker e Graham potrebbe fornire un contributo nello spogliatoio a livello di amalgama.
Nel suo ultimo anno alla Bryan Station High School a Lexington, (Kentucky), il suo allenatore, Champ Ligon, fu licenziato.

Mack non era affatto contento se non indignato.

Prese in prestito una tattica (simile) da Jimmy Chitwood, un personaggio immaginario in “Hoosiers” e condusse una campagna per far reintegrare Ligon.
Se Chitwood, stella indiscussa della squadra, minacciava di smetter di giocare, Mack, insieme ad altri giocatori e ad alcuni fan è andato porta a porta per tutto il quartiere, raccogliendo ben 800 firme pro Ligon.
“Ha giocato un ruolo importante nel recupero del mio lavoro, e gli sarò eternamente grato per questo” disse il suo coach.
Ci vollero solo due settimane per reintegrare il coach.
“Era una situazione pazzesca. È stato licenziato e non pensavo che fosse la decisione giusta. Io, i miei compagni di squadra e altri membri della comunità abbiamo promosso una petizione che diceva che non era la cosa giusta da fare”.
Nonostante un 30-3 finale la squadra non riuscì a vincere il campionato dello Stato:

“Pensavamo tutti di vincere il campionato dello stato perché pensavamo che sarebbe stato come in un film” disse Ligon.
Mack all’epoca ridendo disse di non aver mai visto Hoosiers, chissà se ha mai sentito “Una Vita da Mediano” di Ligabue perché quello che si può avere dal buyout market è quello che potrebbe servire a Charlotte, un giocatore tignoso, affidabile e che compatti ancor di più lo spogliatoio in mancanza di player di alto livello a dare una mano a Walker e Parker con il secondo probabile per la partita di stasera contro i Pacers dopo aver saltato alcune partite.

E allora come da foto sul sito ufficale degli Charlotte Hornets:

Game 55: Charlotte Hornets @ Atlanta Hawks 129-120

Intro

La verità…

la verità è un concetto che per la maggior parte delle volte è un solido astratto, oppure di convenienza per i mortali.

“La maggior parte delle persone non crede nella verità, ma in ciò che desidera sia la verità.

Per quanto questa gente possa tenere gli occhi bene aperti, in realtà non vede niente” scriveva Haruki Murakami.

Fondamentalmente direi che la verità è un’opinione, anche Oscar Wilde ricorda che:

“In materia di religione, è semplicemente l’opinione che è sopravvissuta. In materia di scienza, è l’ultima sensazione. In materia d’arte è l’ultimo umore di un singolo.”

Per cercare di capire verità, le quali spesso non sono fisse ma mutevoli, da quando ho intrapreso questa “insana” passione nel cercare di descrivere fatti e personaggi del mondo Hornets, ho cercato di essere sempre più aderente possibile alla realtà, senza preconcetti, simpatie o antipatie nei giudizi dei singoli, di essere coerente con le mie opinioni, anche se l’opinione stessa è già l’alterazione di ciò che non esiste in questo paradosso, ovvero la verità.

La mia opinione sul mercato degli Hornets ad esempio potrà esser condivisa o meno, di certo cerco sempre di tener in considerazione, il ruolo, lo status, le variabili, tutte le condizioni preesistenti prima di esprimere un’opinione anche perché fondamentalmente non mi piace giudicare, specialmente in certi ambiti ma è ovvio che certi comportamenti, parlando in generale, non possono che avere un riscontro negativo e a volte la verità è sconosciuta o confusa…

«I Cretesi sono sempre bugiardi… e questa frase è vera.” disse Epimenide, il quale era proprio un cretese, creando un vero e proprio paradosso perché essendo cretese risulterebbe anch’esso un bugiardo ma affermando la veridicità della frase, entra in netta contrapposizione con le proprie parole…

Sicuramente restano i fatti oggettivi e in questo ambito è innegabile che gli Hornets siano rimasti fermi nella sessione di mercato invernale, volenti o nolenti.

La squadra è rimasta la medesima tanto che Coach Borrego ha detto:

“Questa è la nostra squadra e questa è stata la nostra squadra dal primo giorno. Non ce ne siamo allontanati. Questa è l’unica squadra che abbia mai conosciuto e questa è la nostra squadra in questa stagione. Sono emozionato. Amo questo gruppo… È stata una buona giornata per noi oggi.”

Bene… vedremo cosa saprà fare questa squadra nelle 28 partite restanti a partire da questa notte ad Atlanta.

L’immutabilità del roster e le difficoltà riscontrate sin ora potrebbero essere sfida eccitante per rompere gli argini e salire di livello in questo finale di stagione che sulla base dell’esperienza precedente non dovrebbe prevedere grandi balzi in avanti a livello qualitativo e di vittorie ma la verità in questo caso la conosceremo solo dopo l’ultimo secondo dell’ultima partita di regular season, intanto andava in onda l’ultima gara stagionale tra Hawks e Hornets con i Calabroni avanti 2-1.

o

La partita in breve

Partita controversa ad Atlanta.

Gli Hornets giocano bene in attacco partendo nei primi minuti grintosi in difesa e infallibili in attacco ma ben presto la zona difensiva inizia a presentare crepe che divengono voragini e così, anche se Charlotte parte con 6/6 al tiro dal campo per un 16-7 iniziale che diverrà a fine primo quarto +15 grazie all’offesa (46-31) supportata da un buon giro palla e da un veloce ritmo offensivo, nella seconda frazione i Falchi risalivano toccando nel finale il -5 (73-68) complice la difesa a intermittenza della squadra di JB e MJ.

Nel terzo quarto la squadra di Pierce arrivava sino al -2 (75-73) con un canestro di Dedmond ma dopo un canestro di Williams semi-acrobatico Charlotte iniziava ad allontanarsi grazie alla difesa (finalmente divenuta più costante) ma soprattutto grazie al ¾ da oltre l’arco di Walker che nel breve periodo portava i Calabroni dal’86-78 al 95-80…

Bembry su una rimessa andava a una mano di alley-oop ma quello di Bridges per il 101-86 fornito da Graham indicava il finale di quarto con gli Hornets ad andare sul +20 anche grazie ad altri due canestri di Bridges assortiti in una partita dal sapore old time, non solo per le divise classiche di Charlotte ma anche per l’elevato punteggio.

Partiva forte Atlanta nell’ultimo quarto ma il divario scenderà solamente al massimo sino al -8 a 5:20 dall’ultima luce rossa con due liberi di Collins, poi tornava a salire anche perché Kemba mandava a bersaglio un paio di triple ancora.

Finiva 129-120 per Charlotte che si avvantaggiava su tutta la linea riguardo le principale statistiche di squadra con le vittorie a rimbalzo (37-36), negli assist (30-26), nelle rubate (12-10), nelle stoppate (7-3) nei minor TO (13-18) mentre anche le percentuali risultavano migliori.

77,8% ai liberi contro il 73,7% Hawks, 54,5% contro il 53,5% dl campo con un 45,2% da tre contro il 42,2% avversario, comunque raddoppiato dopo l’inizi pessimo al tiro da fuori.

Collins ha finito con 21 punti mentre Young, il rookie ne ha realizzati 20 tra i singoli avversari.

Bene così per la serata, piacevole gara con molti, troppi punti, agli Hornets servirà però la miglior difesa a Indianapolis se vuole provare a vincere…

Le formazioni:

La partita

1° quarto:

Ottima partenza di Charlotte che nonostante iniziasse giocando in difesa andava a segnare grazie a un passaggio di Prince intercettato da Lamb e lo scarico di Walker sullo stesso Lamb bravo a realizzare da fuori il catch’n shoot.

Stesso schema con tripla di Williams su passaggio di Walker per il 6-0 Hornets a 11:03, quindi a 10:30 da sinistra il lancio di Batum in quota per Zeller era finalizzato in alley-oop per l’8-0.

Atlanta segnava i primi due punti con Collins da sotto dopo l’errore in reverse layup di Huerter ma dall’altra parte Cody restituiva il favore al francese con lo scarico sulla sinistra da dove Batum segnando da tre continuava a non fallire un tiro per gli Hornets, sempre a segno in attacco.

Atlanta metteva dentro due punti facili con la difesa di Charlotte assente ma Walker a 9:33 con il jumper dal mid range realizzava ancora in attacco per gli Hornets che venivano colpiti dalla tripla di Young rispondendo con Kemba che da fuori (9:00) realizzava da tre per il 6/6 complessivo di Charlotte che salendo sul 16-7 costringeva gli Hawks al time-out.

A 8:39 Kemba in penetrazione guadagnava e realizzava due liberi ma Dedmond dall’angolo destro segnava da tre punti, tuttavia un fade-away di Lamb continuava a non far perder turni offensivi a Charlotte colpita ancora dallo stesso corner da Dedmond nonostante il salto di Cody in uscita.

Dalla parte opposta del campo ecco però arrivare la tripla dallo stargate del corner destro, Marvin colpiva per il 23-13.

Charlotte però subiva i due punti di Collins, mancava il primo tiro con Batum venendo anche colpita da una dunk di Huerter in transizione il quale si ripeteva a 6:38 dopo un errore di Zeller al tiro da fuori.

Scattava il campanello d’allarme nella testa di Borrego osservando una difesa inesistente con gli Hawks sul -4 (23-19).

Il buon momento dei Falchi terminava dopo la pausa:Lamb intercettava un passaggio orizzontale andando con una runner dunk a inaugurare i voti in stile All-Star Game per quel che riguarda le schiacciate prendendo un 9.

Dentro MKG come centro ma Huerter in turnaround nel pitturato aveva la meglio, un floater di Marvin in girata dal post basso sinistro andava dentro nonostante il raddoppio, quindi toccava a Collins superare con l’alzata MKG ben piazzato nel pitturato.

Charlotte però continuava a supportare il proprio attacco basandosi sulle saette da fuori: un fulmine di Kemba inceneriva gli Hawks dalla diagonale sinistra, poi Kemba ci riprovava in attacco non segnando ma la correzione di MKG era vincente a 4:27 (35-23) e un assist verticale di Walker verso la linea di fondo destra era manna per Marvin che in allungo metteva dentro il +14.

A 3:15 Kemba con un fade-away portava il parziale sul 9-0 ma Spellman in entrata beneficiava di un blocking foul di MKG, almeno secondo la terna.

L’ottimo inizio al tiro di Charlotte…

Due FT a segno e attacco a vuoto per Charlotte con Bridges (da tre dal corner sinistro) che si faceva perdonare andando a di di no a Bembry lanciato verso la violenta schiacciata.

La stoppata era di livello mentre dall’altra parte un pass per Cody vedeva il nostro centro realizzar facilmente senza nessun difensore a difender l’anello.

Lin ne metteva dentro due come MKG che nel pitturato con lo spin spingeva Bazemore, niente charge per gli arbitri con il nostro numero 14 ad arrivare facilmente alla bimane.

Batum a :41.1 mettendosi in ritmo dal palleggio, con un leggero arretramento, batteva Atlanta dalla top of the key per tre punti che portavano sul +15 Charlotte (46-29).

In perfetto stile All-Star Game Curry (e anche il suo collega D. Wilkins per Alanta) da i giudizi sulle scchiaciate delle due squadre. Simpatico siparietto.

Lin chiudeva i conti di un pirotecnico primo quarto con il pullup volante da destra su Batum per il 46-31.

Walker Vs Young. Foto tratta dal sito di Fox Sports.

2° quarto:

Atlanta andava a segno con Bazemore a 11:31, gli Hornets rispondevano con Monk a 11:20 dalla lunetta ma gli Hawks sembravano entrare meglio di Charlotte sul parquet con Len a prender due FT anche se poi quello buono era solamente uno.

Bazemore da tre non segnava ma Len in tap-in dietro un paio di giocatori avvicinava Atlanta che beneficiava della sua stoppata su Batum anche se sulla transizione l’appoggio di Lin era inchiodato al plexiglass in stoppata dal rientro di Monk.

Sulla rimessa dal fondo però arrivavano due punti facili di Carter da sotto ma Marvin da tre punti con un wide open da destra ribatteva all’assalto Hawks per il 51-38.

Dopo un easy layup di Lin in transizione Borrego chiamava un altro time-out per nulla felice della difesa di Charlotte.

Rientrava Kemba ma era Lamb a erigersi protagonista con una tripla che portava sul 67% Charlotte da fuori contro il 21% dei Falchi…

Bazemore a 8:20 infilava due liberi ma dalla sinistra in corsa Marvin andava dentro a posterizzare con una tomahawk jam Len per un 10 di Curry.

Carter era stoppato da Biyombo così Charlotte con un top of the key 3 firmato Kemba andava sino al +17 (59-42).

Atlanta reagiva con un canestro in infilata di Huerter che riceveva e appoggiava su assist dall’angolo destro.

Un jumper di Kemba dalla diagonale sinistra ripristinava il largo gap e Monk un passo più avanti lo imitava salendo a sparare oltre il lungo per il 63-46…

Gli Hornets però tornavano a sciogliersi per effetto buco nell’ozono… Dedmond offendeva l’atmosfera Hornets con la terza tripla personale di serata e se Cody forniva l’assist per la triangolazione volante sulla quale MKG dalla baseline sinistra arrivava alla jam, dall’altra parte Collins segnava ancora, Huerter ne aggiungeva tre quindi era il turno di Collins in schiacciata…

A Charlotte rimanevano 10 punti di vantaggio sul 66-56 e un’inerzia contraria, per fortuna l’attivo Lamb compiva un altra buona giocata con una steal e una jam in coast to coast sulla quale gli Hawks rinunciavano anche alla difesa.

Young in attacco andava via a Cody appoggiando facilmente poi toccava a Cody splittare dalla lunetta a 2:56mentre a 2:44 Lamb in bonus non imitava il compagno continuando a segnare tutto quello che gli capitava.

Un 2/2 che valeva il 71-58 ma dall’altra parte con una finta Prince andava via a Lamb per arrivare all’appoggio e Prince, pur avendo ricevuto una stoppata, riprendeva andando a segnare a sinistra del ferro il -9 per gli Hawks (71-62).

A 1:26 un open 3 di Young dalla diagonale destra era parzialmente recuperato da due FT di Lamb (fallo di Huerter) che arrivava a 19 punti, tuttavia c’era il tempo per Prince a :13.6 di fissare il risultato del primo tempo facendo cadere la spicchiata nella retina con un tiro da fuori per il 73-68.

Charlotte Hornets guard Kemba Walker (15) drives against Atlanta Hawks center Dewayne Dedmon (14) during the second half of an NBA basketball Saturday, Feb. 9, 2019, in Atlanta. Charlotte won 129-120. (AP Photo/John Bazemore)

3° quarto:

Zeller in layup mandava Charlotte sul 75-68 ma gli Hawks con la tripla di Young e due punti Dedmond si portavano a ridosso dei nostri 75-73…

Assurdo rientro dei Falchi dovuto a una difesa poco attenta…

Marvin in area in salto a una mano rilasciava un tiro a contatto con il difensore che finiva dentro nonostante fosse un tentativo mezzo acrobatico non proprio da manuale.

Il canestro era successivamente accompagnato da un canestro di Lamb che iniziava in difesa con una deviazione per andare a farsi fornire palla da Walker per i due punti.

Young alzava il punteggio Hawks con un teardrop di due ma Lamb su assist di Batum a 9:01 piazzava la tripla che mandava i Falchi al time-out dopo aver incassato l’82-75.

Una flipperata da tre di Marvin ci portava sul +9 (84-75 con 19 punti della nostra PF) ma dalla parte opposta un Dedmond da tre sembrava essere inesauribile risorsa per i georgiani d’America.

Un allungo volante di Lamb consentiva a MKG di schiacciare e Batum in pressione costringeva Huerter alla palla persa sulla linea di fondo sinistra.

Kemba a 6:29 saliva a 20 punti con la tripla ma Collins con un lungo jumper faceva affacciare anche gli Hawks all’8 come prima cifra (89-80).

Agli Hornets però bastava un Kemba di livello superiore per scagliare ancora una volta l’ennesima deflagrante bomba (tirata su dal palleggio) e far svoltare a quota 92 Charlotte che arrivava sul +15 ancora grazie a un arrestabile Walker, capace di inanellare la terza tripla consecutiva dopo un suo stesso errore e un tap-out deciso di Williams.

Bembry su una rimessa laterale schiacciava in alley-oop a una mano ma gli Hornets recuperavano altri 4 punti da Williams, prima per una steal di MKG che lo lanciava facilmente in sottomano, poi in chiusura in difesa la squadra di Borrego recuperando palla forniva a Marvin il materiale per portare il team sul 99-82 a 3:28 dalla terza sirena.

Lin in entrata andava facile dopo aver passato il blocco in area, Graham lanciava in verticale Bridges in alley-oop dondolante e il vecchio grintoso Vince, non volendo mollare ne metteva due per la squadra di Lloyd Pierce.

Miles andava ancora a segno con la Bridges Dance (spin in corsa e allungo di sinistro con movimento fluido oltre il difensore) per metter dentro anche il jumper dal mid-range grazie al quale i Calabroni salivano sul 105-86.

A mezzo secondo dalla fine Devonte’ in entrata rifiniva il punteggio splittando dalla lunetta per un raddoppio falloso sulla baseline sinistra.

106-86 con Charlotte sul +20.

4° quarto:

L’inizio dell’ultimo quarto non era quello voluto da Borrego: poca Charlotte, troppa Atlanta che con Lin accorciava di due, con Bazemore a 11:06 invece tornava sul -15…

Monk passava a Graham sulla diagonale destra e arrivavano finalmente i primi punti anche per Charlotte che era colpita da Len ai liberi (fallo sul rimbalzo offensivo).

Monk calpestava in entrata la linea di fondo destra perdendo palla, Bazemore ne metteva altri due e dopo il time-out Charlotte incassava altri due punti per il 109-97…

Kemba forniva un paio d’assist rapidi, uno per Cody e uno per MKG, i quali in entrambi i casi finivano in lunetta con un 2/2 per il primo e un ½ per il secondo a 8:24.

Il tutto faceva 112-99 ma Lin dimezzava lo svantaggio a inizio ultimo quarto con la bordata del 112-102.

Walker da fuori trafiggeva ancora il lungo, Batum invece tratteneva a rimbalzo offensivo Collins regalandogli due punti dalla lunetta e Charlotte in attacco faceva scadere il tempo dopo aver sbagliato due possessi grazie alla palla tenuta.

Lamb tirava storto da tre e Collins splittava dalla linea avendo subito fallo da MKG.

Collins era ancora il perno dell’offesa degli Hawks quando trovandosi in mismatch con Kemba subiva una manata di Miles per altri due FT che accorciavano sul -8 (115-107).

Collins però sparava anche una possibile put-back dunk sul ferro così, dopo qualche errore MKG in coast to coast si allungava oltre la linea di fondo sinistra per allungare il breve passaggio verso Marvin che appoggiava dall’altro lato rispetto dell’anello.

A 3:31 Kemba realizzava la propria tripla mettendo fine al match con Charlotte sul +13 (120-107) anche perché Dedmond andava a fallire due liberi e Kemba a 2:47 continuava a bombardare alacremente il cesto dei Falchi da fuori con il 123-107…

Nona tripla e 35 punti per il capitano.

Collins con due pt. da rimbalzo offensivo e FT mancato e Walker con l’entrata around the world alzavano il punteggio, Young da due pt. e Huerter da tre poi recuperavano qualche punto per i locali.

Finiva con un’altra tripla di Huerter per il 129-120 finale.

Pagelle

Kemba Walker: 8,5

37 pt., 1 rimbalzo, 7 assist, 1 rubata. 13/27 dal campo, 9/17 da fuori. Nota negativa i tre TO, per il resto fa una difesa discreta e in attacco spara alla grande arrivando per la quarta partita consecutiva sopra i 30 punti. Con te triple “consecutive” (ve ne è una mancata sull’ultima azione ma non sul possesso) compie l’allungo decisivo per Charlotte (95-80, +15) nel terzo quarto. Un margine che farà da cuscinetto nell’ultimo quarto. “I think it gave us great confidence, but for the most part I thought we did a great job of just moving the basketball,” Walker said. “Whenever guys had two defenders on them, they got rid of it and made the right plays and the right passes to each other. We just knocked the shots down.”

Jeremy Lamb: 8

24 pt., 6 rimbalzi, 7 assist, 3 rubate, 2 stoppate. 8/14 con 4/7 da fuori. Sbaglia un po’ nel finale ma nel primo tempo è infallibile. Trascina Charlotte a suon di punti alla vittoria sebbene dia il meglio nei primi 24 minuti. Attivo, riesce a toccare e a rubare tre palloni ai Falchi che lo subiscono in fast break, inoltre da fuori oggi corregge qualche statistica nel tiro da tre, nota dolente di qualche recente partita passata.

Nicolas Batum: 6,5

6 pt., 4 rimbalzi, 8 assist, 2 rubate. Ottima partita come passatore, a inizio gara segna una bella tripla ma prima aveva fornito l’assist per l’alley-oop d Zeller. E’ lui che manca il primo tiro per Charlotte ma poco male anche se il -10 di plus/minus indica qualche problemino da risolvere a livello di equilibrio con lui in campo.

Marvin Williams: 8,5

27 pt., 3 rimbalzi, 1 rubata, 1 stoppata. Season high per Marvin che segna con regolarità. 12/16 dal campo. Ottima gara con buoni tre punti presi e impreziosita da una tomahawk jam. “We knew how much we needed this game,” Williams said. “I think everybody’s jockeying for playoff position now in both conferences.”

Cody Zeller: 6

10 pt., 8 rimbalzi, 4 assist, 1 rubata, 1 stoppata. Momenti di vuoto sotto la nostra plancia. Dove sia su inserimenti o schiacciate sarebbe da andare a rivedere caso per caso ma è evidente di come manchi qualcosa da subito mentre sul massimo avvicinamento Hawks, Cody si fa sorprender da dietro da Dedmond lanciato in alley-oop non provando minimamente nemmeno ad avvicinarsi anche se probabimente sarebbe stato inutile. Borrego manda in campo, forse anticipatamente MKG come centro, sperando sia più veloce e risolva la situazione. Discreto a rimbalzo dove è bravo a prenderne tre in attacco, un paio di TO, ma anche una recuperata. Recupera anche qualche FT anche se non è sempre preciso.

Malik Monk: 5,5

4 pt., 2 rimbalzi, 2 assist, 1 rubata. ¼ dal campo e 3 TO (uno calpestando la linea di fondo avversaria mentre si trovava in corsa) con un -6 di plus/minus. Inizio ultimo quarto non fantastico, per fortuna passi un pallone a Graham che lo spedisce nella retina per tre punti. Bello lo scarico che porta Marvin alla memorabile schiacciata e a la stoppata al vetro last second su Lin.

Michael Kidd-Gilchrist: 6,5

11 pt., 3 rimbalzi, 1 assist, 1 rubata, 1 stoppata. 5/5 dal campo, 2 TO, ½ dalla lunetta. Parte male venendo battuto due volte nel pitturato da alzate degli Hawks, poi prende le misure e anche se gli arriva contro qualche fallo riesce a forzare un po’ i Falchi in attacco, inoltre un suo bel coast to coast con servizio per Williams sotto porta non solo al canestro ma mostra un MKG intelligente che nel secondo tempo rinuncia anche a un possibile tre per far girar la palla, a servizio della squadra. Grinta, inserimenti a fari spenti o spin di forza su Bazemore che portano a schiacciate.

Miles Bridges: 7

6 pt., 5 rimbalzi, 2 rubate, 1 stoppata. 3/7 dal campo. In difesa appare più solido e anche se nel finale in aiuto a Kemba commette un fallo del quale si accisa con una zampata su Collins e sbaglia qualche tiro, segnando solo quando s’infiamma nel penultimo quarto, è utile. In attacco perché i suoi sei punti variegati (alley-oop, spin in corsa con appoggio di sinistro e jumper dal mid-range) portano a un allungo decisivo, inoltre si mostra più concreto mentre dietro è utile come MKG con la ciliegina sulla torta di una stoppata fantastica su Bembry.

Bismack Biyombo: 6

0 pt., 2 rimbalzi, 1 stoppata. 4:23 sul parquet per Biz che torna in panca ma rimane davanti agli altri due centri anche se Borrego lo relega in serata a entrar poco preferendo un MKG più mobile in una prima fase. Cattura un paio di rimbalzi e si toglie lo sfizio di stoppare un jumper di Carter.

Devonte’ Graham: 5,5

4 pt., 3 rimbalzi, 1 assist. ¼ dal campo, ½ dalla lunetta. Non perde palloni limitandosi spesso a passare la sfera perifericamente eccezion fatta per la verticale che manda in alley-oop Miles. Segna a inizio ultimo quarto l’unico tiro, una tripla, a ben vedere tira solo triple. Dovrebbe entrar maggiormente nel vivo dell’azione. Sostituisce il solito Parker acciaccato.

Coach James Borrego: 6,5

Blocca la gara diverse volte per far ordine in difesa. La squadra in attacco trova un’ottima serata condendosi la pasta con il sugo dei passaggi a cercar vantaggi e spazi. E’ una difesa che a tratti fa acqua da tutte le parti a preoccupare. Parker non c’era ma finalmente i Calabroni vincono la prima senza di lui andando sull’1-8 in questo particolare contesto.

Kupchak talk

Personalmente rimango critico sul fatto che Kupchak non sia riuscito a portare nulla in dote a Walker e agli Hornets per cercare di soffrire meno nelle restanti partite che diranno se gli Hornets potranno accedere o no alla post season.

Il record di 26-28 onestamente non è esaltante (se gli Hornets non vinceranno le prossime tre partite di fila arriveranno al proprio All-Star Game con un record in negativo) quindi Kupchak ora si potrebbe affidare al rimanente mercato di riparazione (buyout), quello per i free agent liberi.

Giocatori tagliati o scambiati dalle rispettive squadre che in genere non stuzzicano la fantasia.

Vecchi nomi di veterani in gran difficoltà come Melo ai quali non si interessa più nessuno o quasi visto che pare i Lakers abbiano intenzione di portarlo a Los Angeles, giocatori mediocri o specialisti di qualcosa che potrebbero essere utili in alcuni momenti…

Sui pochi interessanti come Wesley Matthews ad esempio hanno messo già le mani avanti i Pacers.

Ma il direttore generale delle operazioni di mercato degli Hornets Mitch Kupchak ha in programma veramente di prendere qualche player utile?

Difficile dirlo perché, pur dichiarando che l’obiettivo rimangono i playoffs, Il G.M., in un intervista con Rick Bonnell, del Charlotte Observer, fa notare che l’arrivo di alcuni veterani potrebbe rallentare o bloccare lo sviluppo di alcuni giovani.

Trovare l’equilibrio quindi pare essere una sua esigenza.

Mitch Kupchak.

Foto: Thearon W. Henderson

Kupchak ha poi parlato di Tony Parker, definendolo “Molto più prezioso di quello che ci aspettavamo”.

Parlando di Jeremy Lamb, che diventerà un free agent senza restrizioni a luglio ha detto:
“Ho visto Jeremy Lamb dissociarsi da sé stesso in qualche modo e diventare la nostra seconda opzione (offensiva).”

Inoltre, scoprendo l’acqua calda, l’ex GM dei Lakers ha parlato della mancanza d’altre stelle nel roster oltre Kemba Walker:
“Abbiamo un sacco di buoni giocatori, ma non siamo una squadra che ha due o tre superstar e poi (ci sono) tutti gli altri. Il resto dei ragazzi (oltre Walker e Parker) hanno tutti circa lo stesso valore, per così dire.”
Kupchak, riferendosi al caso Walker, ha fatto notare che è estremamente difficile per un giocatore cambiare squadra per ottenere migliori possibilità di vincere un anello e al contempo massimizzare il proprio guadagno.

Kemba al momento percepisce 12 milioni dagli Hornets per questa stagione ma il suo valore potrebbe aggirarsi intorno alla trentina di milioni la prossima…

Nell’ambito dell’accordo collettivo di contrattazione della NBA, gli Hornets avranno la possibilità di pagare Walker più di qualsiasi altra pretendente usando i Bird Right per sforare il salary cap, utilizzando questa eccezione consentita dalla NBA, la quale, nell’ottica di garantire se possibile una linea di continuità alla franchigia per proseguire con la propria stella (sempre ovviamente il giocatore accetti), ha messo a punto questa norma.

I Bird Right (ne esistono tre tipi) se maturati sono anche cedibili, sarebbe stato il caso di Lamb se fosse stato trasferito in qualche altro team.
“Sono ottimista e spero, come lo sono sempre stato, che Kemba inizi e finisca la sua carriera con la sola uniforme degli Hornets.”
“Kup”, parlando del proseguo della stagione, ha detto che il comportamento di alcuni team sembrerebbe suggerire la rinuncia di alcune franchigie all’inseguimento di un posto per i playoffs, inoltre ha continuato ipotizzando che questo fattore potrebbe aiutare gli Hornets a vincere alcune partite nell’ultimo tratto della stagione regolare.
“In genere, le squadre che rinunciano a buoni veterani poco prima della scadenza commerciale, faranno giocare di più i loro giovani giocatori nell’ultima parte della stagione. Se restiamo in salute, anche quando siamo in trasferta, siamo fiduciosi di poter approfittare di questo fattore”.

Che sapranno fare gli Hornets nel prossimo futuro lo vedremo presto:

Nella notte italiana di domenica, alle 01:30 AM gli Hornets andranno a giocare ad Atlanta “ospiti” dei Falchi una gara che questa volta non si può proprio più davvero sbagliare…

No news is good news? That has not always.

Arthur Bloch, se mi stai leggendo sappi che ti nomino tifoso degli Hornets ad honorem…

Se vi chiedete chi sia Bloch, potremmo riassumere semplicemente ancorandolo alla famosa “Legge di Murphy” che postula ironicamente:

“Se qualcosa può andar male, andrà male.”

Edward Murphy in realtà fu il primo a pronunciare la storica frase che lo rese celebre:

«Se ci sono due o più modi di fare una cosa,
e uno di questi modi può condurre a una catastrofe,
allora qualcuno la farà in quel modo.»

Murphy era un militare americano che conduceva all’epoca sperimentazioni sulla tolleranza del corpo umano alle varie accelerazioni ai quali era sottoposto quando la USAF compiva esperimenti con razzo su rotaia nel 1949.

Ovviamente l’intento è quello di deridere e scongiurare le negatività che il quotidiano propone ma certe volte gli eventi sembrano sfuggire alla logica proponendo proprio tali assurdi eventi a bassissima probabilità con costanza persecutoria.

Era iniziata nel pomeriggio con la trade di Mirotic, un giocatore che si aspettava uscisse dalla Louisiana, una trade annunciata.

Destinazione Milwaukee…

Si aspettava anche la trade annunciata per Gasol che arriva a circa un’oretta dalla chiusura del mercato invernale.

Nella trade per Gasol sembravamo a un passo ma i Predatori canadesi si sono inseriti nella trattativa spezzando i colloqui tra i due team mettendo sul piatto il pezzo forte Valanciunas oltre a C.J. Miles e Delon Wright oltre a una seconda scelta per il 2024.

Memphis ha accettato gelando Kupchak, qui sotto in formato cupcake, al quale la ciliegina che avrebbe dovuto mettere a disposizione di Charlotte è rimasta in testa come idea…

Per quel che riguarda Valanciunas percepisce quest’anno uno stipendio di 16,5 milioni mentre in estate avrà una player option da 17,6 milioni.

Dopo dodici anni Marc Gasol quindi lascia il Tennessee per varcare il confine di un altro Stato sovrano.

Memphis acquisisce Valanciunas e C.J. Miles, entrambi con una player option per il prossimo anno (17,6 milioni il primo, 8,7 il secondo) mentre Delon Wright, invece che è sceso in campo 49 volte per la squadra che rappresenta la foglia d’acero, attualmente percepisce 2,5 milioni.

Evidentemente a Memphis è parsa migliore l’offerta di Toronto rispetto a quella degli Hornets che avevano proposto MKG, Biyombo e una prima scelta (il nodo gordiano sembrava esser se protetta o meno), inoltre qualcuno vocifera si parlasse anche di Kaminsky in Tennessee o come trade separata.

Qui sotto il link Sky per vedere tutte le trade e gli aggiornamenti sul buyout.

https://sport.sky.it/nba/2019/02/07/nba-mercato-2019-news.html

Gli Hornets invece rimangono al palo, Kupchak dopo aver volato in Grecia quest’estate ed esser sembrato un GM attivo, ha finito per non portare a casa nemmeno gli avanzi del mercato NBA.

Delusione per la trade sfumata, ora l’obiettivo rimane portare a casa almeno il settimo posto e il titolo divisionale, “poca roba” per altri team ma abbastanza per Charlotte che non l’ha mai vinto se non nella versione hornettiana a New Orleans.

Se “Kup” non pensa a qualche giocatore da buyout market come Stauskas che verrà tagliato da Indiana, allora ci sarà da soffrire con la versione integrale che ha iniziato l’anno ma comunque si tratterebbe di aggiustamenti marginali per rinforzare certi punti critici.

Charlotte è una squadra che ha alti e bassi che dimostra di non essere ancora solida vivendo a giornate e/o sprazzi e senza Parker torna a esser quella dello scorso anno.

Certamente poi per gli eventuali playoffs, rimanendo così, salvo infortuni avversari importanti o miracoli che la legge di Murphy sembrano scongiurare, si tratterà probabilmente di una comparsata per la squadra di MJ.

E che Kupchak e MJ non portino prefiche o banshee ai funerali della squadra al first round, il tempo d’agire è passato…

Game 54: Charlotte Hornets @ Dallas Mavericks 93-99


Intro

Nike, Dea della Vittoria sta nel palmo della mano di Atena.

MJ, che non ha il logo Nike sulle canotte degli Hornets sicuramente sa che il logo dello sponsor tecnico utilizzato degli avversari è l’ala stilizzata della Dea.

Anche MJ vola sulle canotte di Charlotte ma a parte la diatriba sulle ali della Dea dapprima non possedute, poi possedute o tagliate dagli ateniesi perché non andasse via dalla loro città, nel basket sono importantissime le mani.

La mano ha una valenza simbolica in molte culture e a Charlotte serviva qualcuno che “desse una mano” per vincere questa importante partita.

E se la mano visibile dei 5 starter è sempre (o quasi sempre) quella, per vincere Charlotte doveva attinger dalla panchina, aiutarsi per sconfigger le avversità attraverso il gioco di squadra, un po’ come “Mano”, sesto uomo della famiglia Addams, inconsapevolmente metteva in fuga gli accidentali visitatori malintenzionati della villa di Morticia e Gomez.

La panchina di Dallas ha vinto 36-27 per quel che riguarda i punti realizzati. L’unico che dalla bench (il quale sarebbe uno starter) che ha dato un contributo importante è stato “Lurch” Zeller con 9 pt. e 13 rimbalzi mentre Marvin “Gomez” Williams ha trovato un’altra serata horror.

La partita in breve

Hornets che nonostante il vantaggio di 2-0 di Kemba in entrata partivano un po’ molli concedendo tre tiri ai Mavs sulla stessa azione.

Dallas, pur sbagliandoli portava un parziale di 7-0 controbilanciato da un 5-0 che portava la gara in parità, un equilibrio che durava sino alla corsa finale nel quarto della squadra di Cuban che piazzando un 10-0 di parziale vinceva la prima frazione 20-27.

Nel secondo periodo Charlotte tornava a -4 sul 30-34 con l’attentato di Monk in alley-oop al canestro di Dallas che tuttavia riallungava sul 32-40 con Hardaway Jr. in fing and roll da coast to coast.

Nonostante un paio di stoppate di Batum e una steal che consentiva dopo il passaggio seguente a Kemba di andare a canestro a :02.6 dalla seconda sirena, gli Hornets chiudevano la prima frazione sotto di sei punti 46-52.

Lamb chiudeva con uno 0/5 e un punticino, Biz sempre con un punto, Marvin con un ¼ dal campo con 2 punti così come Batum che faceva 1/5 mentre MKG e Miles restavano a quota 0 con uno 0/3 e uno 0/2 dal campo rispettivamente. L’unico Hornets caldo era Kemba che chiudeva con 22 punti.

Dallas ne metteva dentro subito due nella ripresa ma gli Hornets inaspettatamente con una fiammata da 9-0 si portavano sopra sul 55-54 grazie a un Lamb finalmente in ritmo e a un Batum che andando dentro in schiacciata sorpassava.

La gara diveniva punto a punto ma nel finale una tripla di Nowitzki chiudeva il quarto sul 71-74.

Powell beneficiava dello spazio creato da Doncic per colpire in area per il 75-81 ma Kemba con tre liberi (fallo da dietro di Harris) e una tripla su assist orizzontale cambio lato di Batum, ristabiliva la parità a quota 81.

Un corner 3 di Kleber era pesante per Charlotte che rimaneva attaccata con un’entrata assurda di Miles che svitando in allungo il braccio dietro di sé pescava un gancio orizzontale incredibile ma una put-back dunk di Finney-Smith ci rimandava sul -4 (84-88).

Doncic, trattenuto da Zeller, riusciva a metter un reverse layup in entrata convertendo anche il libero per il +5 Mavs che dopo l’appoggio di Batum diveniva +3 (88-91) quindi toccava alla pioggia di triple risolver la partita: quelle di Doncic e Finney-Smith per i Mavs con nel mezzo quella di Walker… Batum non era fortunato sull’ennesima risposta e così Dallas, in vantaggio 91-97 beneficiava anche di un fischio pro Brunson che in entrata andava contro Kemba.

Lo 0/2 con l’ennesima chiamata pro Mavs lasciava troppo attonita Charlotte che lasciava colpevolmente il rimbalzo a Kleber che sfruttava insieme alla squadra il cronometro pur non segnando.

Walker a :49.0 secondi emetteva un passaggio pessimo dalle mani che sorvolava Biz il quale si stava portando verso l’area avversaria…

C’era poco tempo e gli Hornets non ce la facevano cadendo 93-99 in Texas per una classifica che ora dice 26-28 prima di tre trasferte consecutive, non tutte probanti comunque.

Pessime mani per Charlotte in serata che ha chiuso con un 36/89 al tiro con un basso 40,4% (stessa percentuale di Dallas che tuttavia ha tirato da fuori con il 30,6% contro il 24,3% di Charlotte) complessivo dimostrando la parte orripilante degli Addams, anche il 12/17 dalla lunetta e i 14 TO non hanno aiutato. 47-57 a rimbalzo, 17-25 negli assist, mentre nei singoli Finney-Smith finiva con 15 punti e 10 rimbalzi, Powell con 11 punti e 12 rimbalzi mentre Doncic finiva in tripla doppia con 19 punti, 10 rimbalzi e 11 assist… Kleber a 11 punti e Barnes a 10 che se ne va a Sacramento…

Le formazioni:

La partita

1° quarto:

Palla a due vinta da Biz, primo tentativo sotto di Lamb a vuoto con il pasticcio del passaggio tentato in salto rimasto lì cambiando idea sul tiro al volo perché chiuso… palla ripresa in mano senza che nessuno la ticchi e infrazione netta… Charlotte si addormentava in difesa concedendo tre tiri da fuori con due rimbalzi lunghi presi dai Mavs sulla stessa azione ma l’imprecisione degli uomini di Cuban non cambiava la situazione mutata invece da Kemba che andava dentro a metter di destro l’appoggio del 2-0.

Dallas rispondeva con un passaggio verticale per Kleber che tagliando sotto batteva la nostra difesa mentre il vantaggio dei locali arrivava a causa di due FT per Doncic con i blu ad allungare ancora con Brunson che da sotto usava il fisico su Kemba per il 2-6.

A chiudere il parziale di 7-0 Mavs ci pensava Doncic splittando dalla lunetta a 9:03, quindi reagiva Charlotte che con un nice fade-away di Batum su Kleber dal mid-range recuperava due punti e pareggiava a 8:22, quando Brunson commetteva fallo sul movimento di Kemba sul jumper jordaniano a gambe larghe: 2+1 e pari a quota 7.

A 7:31 entrava Cody ma un suo raddoppio su Doncic alto non serviva a fermare la corsa con servizio dell’europeo per Kleber che schiacciava per il vantaggio.

Entrava Hardaway Jr. per Doncic ma era Kemba a segnar da tre per il sorpasso a 6:40 con i Mavs a chieder il time-out due secondi più tardi.

Lamb continuava a sbagliar tiri e Finney-Smith realizzava il contro-sorpasso e anche se Cody da sotto si dimostrava caparbio prendendo il suo rimbalzo segnando al secondo tentativo il 12-11 toccava a Finney-Smith segnar due volte con il secondo canestro in alley-oop in transizione dopo una palla deviata a Kemba.

Per pareggiare bisognava ricorrere al tiro pesante di Monk a 4:13 dal corner destro (15-15), quindi Kemba confondeva mandando al bar Powell con il suo step-back e tiro frontale per il 17-15.

Un open di Nowitzki da second chance finiva nel secchio ma a 2:34 lo schermo di Zeller per la tripla di Walker rapida ci riconsegnava il vantaggio.

Doncic con una finta e ripartenza rapida lasciava Cody arretrato sulla marcatura per chiudere mentre una stoppata da dietro di Harris su Kemba mandava ancora Dallas in transizione con un’altra chiusura eccitante per i locali in alley-oop di Finney-Smith.

Se Charlotte continuava a mancare occasioni senza la leadership di Parker, Hardaway Jr., dopo un paio d’errori faceva centro da tre dalla destra, in più nel finale anche Doncic calando la tripla portava il parziale a 0-10 pro Dallas per il 20-27 che chiudeva il punteggio del primo quarto con Monk che all’ultimo secondo stoppava Doncic in entrata.

Monk stoppa Doncic. Photo: Tony Gutierrez, AP

2° quarto:

Graham da tre cominciava il quarto recuperando per Charlotte che aggiungeva un ½ di Biz fermato sotto a 10:45 con il fallo volante.

Powell però si avvantaggiava su un passaggio sotto canestro per un gioco da tre punti e andava anche a rimorchio a chiudere per altri due punti per la squadra di Carlisle che salendo a +10 (24-34) costringeva Borrego alla pausa.

Graham, al secondo tentativo in floater sulla stessa azione faceva centro, Malik con un difficile soft runner su Powell lanciato insieme a lui in corsa verso la stoppata riusciva a metter dentro, inoltre Graham lanciando da metà campo Monk forniva l’elemento per l’attentato di Malik dalla baseline destra che incendiava i fan degli Hornets per il 30-34.

Dallas si fermava per il time-out trovando Brunson con il turnaround da sotto per ripartire, Marvin segnava un tiro dall’area dopo aver forzato il mismatch di kg e cm con Brunson ma dall’altra parte sul post sx questa volta Marvin sbagliava l’appoggio, quindi toccava a Biz cancellare la dunk di Barnes Batum stoppava Finney-Smith che però riprendendo la sfera andava dentro a batter Kemba grazie al fisico.

Hardaway Jr. in corsa frontale realizzava due punti semplici oltre Batum e Borrego sul 32-40 tentava di bloccar l’inerzia del match.

A 6:06 Dallas potrebbe allungare ma il fast break di Brunson era stoppato da un lanciatissimo Batum che andava alto a bloccar l’appoggio del piccolo dei Mavs mente sull’altro fronte Kemba in semi-gancio realizzava il 34° punto dei bianchi.

Su un’azione da campetti di periferia confusionaria, Batum con l’anticipo sul passaggio che avrebbe avvantaggiato i Mavs proponeva l’ennesima contro-transizione favorendo Kemba sotto che si accontentava di due FT a causa del rimedio irregolare di Kleber a 4:45.

2/2, 36-40 e Hornets a -2 dopo una palla persa banalmente dai Mavs con Cody a sfruttarla da sotto per il 38-40.

Sfortunatamente i Mavs trovavano la tripla dalla diagonale destra di Barnes su Williams e anche se Cody con l’entrata decisa realizzava il 40-43, arrivava da un passaggio con taglio diagonale di Finney-Smith la dunk del 40-45.

Kemba aveva ancora un sussulto con la tripla del nuovo -2 ma Doncic con l’entrata e runner selvaggio nel mucchio aveva talento e ragione della nostra difesa che a 2:44 incassava un FT dello sloveno in bonus per fallo sulla palla vagante in attacco di Marvin.

Brunson al vetro in area allungava e Lamb a 1:55 (orrendo primo tempo con un punto e 0/5 dal campo) segnava un FT, Doncic allungava sempre dalla lunetta di due punti ma Kemba dopo una steal di Batum appoggiava a :02.6 per il 46-52, finale di primo tempo.

Il solito Kemba a dar la scossa a Charlotte… Photo: Tony Gutierrez, AP

3° quarto:

Due punti immediati per Barnes non erano buon viatico per ripartire ma Lamb prendeva il suo tempo per l’entrata verticale sulla sinistra del canestro con buon appoggio poi difendendo bene su Finney-Smith aiutava la squadra a recuperar palla ma un suo tiro da tre finiva lungo, tuttavia in difesa Jeremy si ripeteva in stoppata sullo stesso avversario andando dentro con la finta e cambio direzione ad appoggiare il fing and roll che anticipava un passaggio lungo la linea di fondo di Batum per Marvin che beneficiava dell’open tre per il 53-54.

Sul giro palla periferico la palla raggiungeva Batum a sinistra che in partenza vedeva cadere il 42 davanti a lui, così per effetto domino trovava spazio sull’entrata per la dunk del vantaggio (55-54) grazie al 9-0 di parziale.

Dallas rispondeva con ricezione e schiacciata in corsa di Kleber ma a 7:57 Lamb in area metteva il suo terzo tentativo su 4 nel terzo quarto.

Un alley-oop su assist corto di Doncic e un perfetto back-door di Lamb su assist precisissimo di Batum alzavano il punteggio sul 59-58.

Dallas scavalcava ancora con Brunson che in area spingeva via Lamb per l’appoggio.

Hornets che risalivano con la stoppata di MKG su Barnes e la lunetta con allungo di Batum da tripla dal corner destro (64-60).

Il massimo vantaggio ottenuto in serata era recuperato da un tre punti di Barnes (per il quale arrivava la notizia di una trade a Sacramento per Z. Randolph e J. Jackson) da second chance con gli Hornets a contrastare il rientro dei Mavs grazie a un fade-away di un Lamb in ritmo nell’uno contro uno.

A Barnes non interessava il raddoppio di MKG puntando la tabella e segnando preparando il terreno per il sorpasso fortunato rim/glass di Hardaway Jr. da tripla (66-68).

Miles con un veloce crossover su Powell e una strong drive metteva dentro subendo fallo da Powell stesso nei dintorni del canestro.

Due punti ma FT mancato e situazione in stallo sul 68 pari…

Kemba teneva Barnes che si affidava al jumper impreciso, Lamb era stoppato da Powell e MKG in tuffo recuperava palla in difesa con Borrego lesto a chiamare il time-out prima che gli avversari dai quali era attorniato gliela portassero via.

Zeller a 2:21 dopo un’azione confusissima segnava un libero su due ma Harris da tre portava in vantaggio i Mavs, raggiunti poi da Graham che passava il blocco alto andando a tirare dallo spigolo sinistro dell’area comodamente per il 71 pari.

A chiudere il quarto però era la tripla del vecchio Nowitzki sul giovane Miles.

4° quarto:

Harris a 11:25 allungava subito di due per Dallas in connessione dalla lunetta alla retinaGraham con un brutto passaggio e un tre cortissimo faceva saltar un paio di turni offensivi a Charlotte ma anche Dallas non segnava quindi arrivava a 9:32 l’entrata di Zeller oltre Dirk per il 73-76.

A 9:11 assist by Doncic per il Nowitzki 3 point seguito dall’entrata d Kemba per altri due punti.

Powell beneficiava dello spazio creato da Doncic per colpire in area per il 75-81 ma Kemba con tre liberi (fallo da dietro di Harris) a 8:34 e una tripla su assist orizzontale cambio lato di Batum, ristabiliva la parità a quota 81.

Due punti di Hardaway e uno di Biz (1/2 dalla lunetta), toccato sul tentativo di reverse layup su invito di Batum.

Un corner 3 di Kleber era pesante (82-86) per Charlotte che rimaneva attaccata con un’entrata assurda di Miles che svitando in allungo il braccio dietro di sé pescava un gancio orizzontale incredibile ma una put-back dunk di Finney-Smith ci rimandava sul -4 (84-88).

Doncic, trattenuto da Zeller, riusciva a metter un reverse layup in entrata convertendo anche il libero per il +5 Mavs che dopo l’appoggio di Batum diveniva +3 (88-91) quindi toccava alla pioggia di triple risolver la partita: quelle di Doncic e Finney-Smith per i Mavs con nel mezzo quella di Walker… Batum non era fortunato sull’ennesima risposta e così Dallas, in vantaggio 91-97 beneficiava anche di un fischio pro Brunson che in entrata andava contro Kemba.

Lo 0/2 con l’ennesima chiamata pro Mavs lasciava troppo attonita Charlotte che lasciava colpevolmente il rimbalzo a Kleber che sfruttava insieme alla squadra il cronometro pur non segnando.

Walker a :49.0 secondi emetteva un passaggio pessimo dalle mani che sorvolava Biz il quale si stava portando verso l’area avversaria…

Gli Hornets nel finale facevano fatica sino a rimetter la palla in gioco con Zeller al quale era deviata due volte.

Sull’ennesima rimessa Lamb riusciva a passare la palla, a :13.3 Batum con un cutting layup su passaggio di Kemba segnava due punti per il 93-97.

Gli Hornets non riuscivano a intercettar palla e Powell andando addosso a Lamb recuperava due FT che come getoni cadevano nel vuoto del canestro per il 93-99 finale.



Pagelle

Kemba Walker: 6,5

30 pt., 11 rimbalzi, 6 assist, 2 rubate. 10/22 al tiro con 4/11 da fuori. Mercoledì. Si giocava di mercoledì ma non ha portato bene… Serio e malinconico quando perde, come nella serie originale la figlia minore degli Addams, credo che ormai Kemba aspetti qualche mossa di mercato per uscire dal tunell di Atlante… Tocca sorregger la squadra ma fa fatica anche quando spesso segna. Si prende una stoppata solenne e mancano almeno un paio di fischi a favore su entrate a contatto. L’ultimo bagliore lo lancia trascinando la squadra sull’81 pari con tre liberi seguiti da una tripla. L’assist per Batum nel finale che colpisce da tre punti è resilienza, poi va a buttar via in salto una palla a 49 secondi dalla fine a partita già mezza compromessa. Un ottimo primo tempo, rallenta ancora nel secondo come contro i Clippers. Serve il miglior Walker nei secondi tempi per sovvertire le partite. Quello che non mi convince sono i turnover che arrivano in maniera strana per un campione come lui.

Jeremy Lamb: 5,5

15 pt., 5 rimbalzi, 1 stoppata. Morticia. E’ capace di accendere le candele con le punte delle dita. A Jeremy i polpastrelli si scaldano solo a inizio terzo quarto come in fotocopia contro i Clippers. 0/5 nel primo tempo con un 1/2 dalla lunetta chiudendo a un punto. Alcune buone entrate, su una mancano nettamente due liberi ma non è in grande serata. Trova il ritmo solo nel terzo quarto, qualcosina nell’ultimo ma da lui mi aspetto più preciione, almeno nelle entrate. Da fuori continua a sparare a salve con 0/3…

Nicolas Batum: 6,5

14 pt., 2 rimbalzi, 5 assist, 2 rubate, 2 stoppate. Pugsley. Nella nottata è iperattivo come lui. Solo 2 punti nel primo tempo e due tiri mancati nel finale da fuori che pesano un po’ ma anche delle due triple piazzate dagli angoli che fluiscono con buona meccanica. Neò primo tempo si salva con due ottime stoppate, una su Brunson arrivando lanciato da dietro, molto belli gli assist per il taglio di lamb a pochi passi dal canestro e quello orizzontale sul lato debole per la tripla di Kemba. 6/13 al tiro ma da fuori deve avere più fiducia, la meccanica c’è abbastanza, il ritmo forse ancora no e il 2/9 lo dimostra.

Marvin Williams: 4,5

5 pt., 5 rimbalzi, 1 assist, 1 stoppata. Gomez. Amante dei sigari…con 2/7 dal campo e soprattutto con l’1/5 da fuori si fuma quasi tutte le possibilità per Charlotte al tiro che gli capitano. Gioca 26:04 e spesso ricorre al fallo. Su uno offensivo onesto, cerca di togliersi ma non in tempo, ormai sulla silhouette di Doncic regala allo sloveno due FT bonus.

Bismack Biyombo: 6

2 pt., 3 rimbalzi, 3 stoppate. Mano… Vive in una scatola, ma in altre serie va in giro per la casa, ecc., Con tre stoppate lui la mano ce la mette. Magari non ha una mano educatissima con 0/1 dal campo e 2/4 dalla lunetta oltre due TO ma è il centro che da maggior senso di sicurezza in difesa, peccato sia nullo o quasi in attacco.

Malik Monk: 5

7 pt., 2 rimbalzi, 1 assist, 1 stoppata. Zio Fester. Come lui può generare elettricità e magnetismo e l’alley-oop servito da Graham accende i sensi di Fester Monk che sprigiona elettricità a contato con il ferro ad alte quote. A parte quello e una stoppata magnetica a Doncic nel primo quarto rovina tutto con un 1/5 da fuori con un totale di 3/9 dal campo, per uno shooter è pochino…

Michael Kidd-Gilchrist: 5

0 pt., 3 rimbalzi, 1 assist, 1 stoppata. Kitty (Cat), Il leone degli Addams che spaventa gli ospiti anche non ruggendo. Nella notte MKG non ruggisce, anzi, sembra più un tenero gattino.che stoppata a parte, non graffia nemmeno con 0/4 dal campo. Recupera un pallone in tuffo sul quale Borrego chiama time-out. Per lui che guardava da piccolo insieme al padre (prima che venisse ucciso) il Re Leone, nonostante la prestazione dormiente (avrà mandato la leonessa a cacciare?), rimane il re della foresta, anche dovesse trasferirsi a Memphis…

Miles Bridges: 6

4 pt., 1 rimbalzo, 2 rubate, 1 stoppata. Gorgo, il gorilla. Purtroppo, a parte il fisico, nella notte ha le abilità di un gorilla che gioca a basket e non è la mascotte dei Suns… L’unica azione veramente degna di nota è l’entrata su Powell chiusa con bravura ma poi mancando il FT non completa il goco da tre punti.

Devonte’ Graham: 6

7 pt., 2 rimbalzi, 2 assist, 1 rubata. Cugino Itt. Praticamente un enorme ammasso di capelli. Parla una lingua incomprensibile come quella cestistica di Graham ma in squadra turtti sembrano capirla. Saranno gli schemi di Borrego? Due TO, un po’ meglio del solito, va a passare un blocco per andare a prendersi un jumper solitario ai bordi dell’area che infila con sicurazza. Bell’assist per l’alley-oop di Monk.A me cugino Itt era simpatico e anche Devonte’ con quei capelli, ma non è Parker indubbiamente…

Cody Zeller: 6

9 pt., 13 rimbalzi, 1 assist, 1 rubata. 4/6 al tiro. Lurch… Lento a scivolare sulle penetrazioni e a rispondere al pullup avversario dal palleggio se si accoppia al piccolo. Si alterna nel finale con Biz andando un po’ meglio rispetto al rientro. Riesce a prender ben 4 rimbalzi offensivi dando il suo contributo offensivo dove si mostra anche deciso e rapido se riesce a sviluppare l’azione già in corsa ricevendo un hand-off o un passaggio. Una bella entrata dove riesce a mantenere la coordinazione ma latita in difesa dove, infatti, ha zero stoppate.

Coach James Borrego: 6

Attento, chiama un paio di time-out nei momenti giusti per salvare Charlotte da palle perse. Non ha Parker ma potrebbe tentare d’invertire il suo giocoa volte znziché proponendo una small-ball, giocando con due centri in campo, due lunghi, per veder se qualcosa cambia perché Charlotte anziché sparare troppo frequentemente a vuoto da tre senza senso, dovrebbe tirare da fuori quando ha spazio o è in ritmo, non sempre e a prescindere. Quand s’incappa in serate storte al tiro da fuori diventa tragica…

Is he the man who can inflame Charlotte hearts?


La trade deadline si avvicina alle fatidiche 21:00 italiane del 7 febbraio (domani) e anche a Charlotte pare la situazione si stia infiammando ora…

A gettare benzina sul fuoco prima della deadline è un nome che è spuntato sul mercato di recente…

Marc Gasol e gli Hornets a stretto contatto dopo la decisione dei Grizzlies di metter sul mercato i pezzi migliori del roster Gasol e Conley.

I Grizzlies puntano a ricostruire non trovando più la forza di tempi passati.

La gasoline per Charlotte potrebbe essere gasolinfa vitale in questo momento della stagione a patto di non squilibrare la trade pagandola troppo onerosamente.

Se a Memphis la situazione è grigia e Marc non sembra esser felicissimo, potrebbe metter nuova benzina nel motore della macchina di Charlotte e accettare il passaggio di Kupchak verso Charlotte…

Kupchak deve tenere in mente l’importanza del tiro da tre e degli esterni nella NBA attuale, anche dopo l’assurda partita andata in scena nella notte contro i Clippers.

Charlotte, la quale ha problemi sotto canestro da inizio stagione ha iniziato a interessarsi al centro spagnolo intavolando una trattativa che si è fatta sempre più serrata nelle ultime ore.

Qualche fonte riporta che potrebbe partire un giocatore tra Monk e Bridges (a mio giudizio è più probabile il primo) con il secondo che parteciperà all’All-Star Game nella gara delle schiacciate.

In più la squadra del Tennessee riceverebbe altro, forse un centro (gli Hornets sono fin troppo pieni di pivot incompleti) o magari giocatori marginali e qualche scelta?
Per pareggiare lo stipendio del centro iberico non basterà certamente lo stipendio di 4,02 milioni di Malik, anche perché gli Hornets possibilmente vorrebbero liberare un po’ di spazio salariale per rifirmare Kemba in estate.

Quanto possano stare al gioco i Grizzlies non saprei, con i contratti di Charlotte che per la maggior parte non andranno in scadenza la prossima estate, difficile pensare che gli Hornets vogliano liberarsi di Lamb ora, uno dei pochissimi da rifirmare ma sicuramente vorrebbero liberarsi di quello del Tank, alias Frank Kaminsky, il quale da noi non trova più spazio nelle rotazioni di Borrego.

Non sottovaluterei anche Biz, MKG o Zeller sul piede di partenza mentre Batum potrebbe rimanere, anche perché se andasse via Monk, inizieremmo a penare nell’avere tiratori perimetrali decenti, anzi, la perdita eventuale del Monaco dovrebbe aprire immediatamente a uno scenario da compensazione nel quale andare a pescare almeno uno specialista da tre punti da utilizzare dalla panchina all’occorrenza per dare agli Hornets un attacco che non stenti quando i titolari riposano.

Tornando sul “Big Burrito” sicuramente porterebbe a Charlotte tanta esperienza visto che è entrato nell’undicesimo anno di NBA, inoltre attualmente porta in dote 15,7 punti a partita, ben di più di quelli che in media possono offrire i nostri centri e un 34,4% da tre, non male per un centro…

Aggiungiamo le medie di 4,7 assist a gara, 1,2 stoppate, 8,6 rimbalzi in 53 partite giocate…

Ecco perché Marc potrebbe essere un affare nell’immediato per Charlotte che tuttavia rischierebbe in estate di non poter rifirmare Kemba se non riuscisse a muovere Batum e Biyombo perché lo spagnolo ha una player option a 25,59 milioni contro i 24,11 che percepisce attualmente.

Kupchak dovrebbe esser abile ora nel non perdere equilibrio nel roster e in estate nell’eventualità Gasol non voglia uscire dal contratto (ipotesi più probabile la contraria comunque).

Malik è l’indiziato principale per la contropartita al momento, anche lui deve avere un polpastrello incendiario…

Gli Hornets invece andranno in back to back stanotte a Dallas in una partita ad handicap, sia per il viaggio immediato, sia per il dispendio energetico profuso contro i Clippers ma bisogna provarci seriamente se non vogliamo abdicare al primo posto visto che gli heat ci tallonano dopo l’importante e difficile vittoria targate Whiteside-Wade sul campo di Portland…

Game 53: Charlotte Hornets Vs Los Angeles Clippers 115-117


Intro

Cambiano paesaggi, condizioni, esigenze e “tempi” percorrendo vie del tutto personali e differenti rispetto agli altri.

Ognuno con la propria storia si lega a qualcuno, a qualcosa o al nulla.

Storie umane che possono essere eccitanti, emozionanti o noiose come una partita di basket punto a punto, magari combattuta ai supplementari o essere segnate dalla disparità di forze in campo con poche variabili a favore per cambiare il risultato…

A tal proposito, ricca di metafore che si addicono allo sport, invertendo il senso dato al testo, questo energico pezzo di Pino Scotto e Caparezza fa al caso se scriviamo sul fatto di poter cambiare il corso degli eventi…

Basse percentuali di successo anche se qualcuno grazie all’impegno e alle contingenze riesce ad affermarsi, per gli altri non ci sarà nulla da fare, tuttavia questo non è un buon motivo per riprovarci nonostante magari non ce la faremo mai a ottenere ciò che volevamo ma almeno non potremo dire di non esserci impegnati al massimo scongiurando il rammarico per aver lasciato perdere ciò che consideravamo importante.

E a proposito di riprovarci, se al momento un anello non è contemplabile, Charlotte conoscendo i propri limiti (non pensando all’attualmente irraggiungibile), a casa propria provava a mutare le condizioni che l’avevano portata a perdere sui mari dei Velieri per tentare nella notte d’ottenere la terza vittoria di fila per allungare su Miami, macinar vittorie che consentano ai Calabroni di volare ai playoffs i quali magari renderebbero un filo più attraente a livello cestistico la città della North Carolina per nuovi futuri acquisti di livello che oggi direbbero di no a MJ (discorso economico e di salary cap a parte).

La partita in breve

Partita selvaggia allo Spectrum Center.

Senza il Gallo i Clippers trovano comunque in Tobias Harris uno dei protagonisti della vittoria striminzita ma importante sul nostro campo.

Zeller ha disputato al rientro una partit controversa, buona nell’insieme ma malvagia nel finale dove Borrego avrebbe dovuto rimetter in campo Biz per bloccare le folate degli uomini di Doc Rivers.

Un’operazione e 16 partite salytate per Cody che non fa proprio un buon rientro.
Biz e Willy durante l’assenza di Cody.

Dopo un avvio equilibrato con un primo quarto chiuso in vantaggio sul 26-25, gli Hornets provavano ad allungare nel finale del primo tempo con un duello Walker-Harris che oltre far salire il punteggio, infiammava la gara.

Walker segnava nel breve tratto 11 punti mentre Harris si fermava a sei con due triple, prerogativa di serata determinante per i Clippers.

Gli Hornets raggiungevano gli spogliatoi sul 58-53 grazie a 25 punti di Walker…

Un Walker che si chetava nel terzo quarto lasciando spazio ai compagni che non se la cavavano male…

Lamb passando dietro blocchi o creandosi il tiro batteva in serie Gortat, Harris e Harrell, Bridges a 3:18 esaltava il buon lavoro offensivo di Charlotte con la bomba dell’incredibile +20 (88-68) a 3:18 dalla terza sirena.

Charlotte però non teneva in difesa e in due minuti e mezzo si trovava con un vantaggio dimezzato a 10 punti che divenivano 8 a fine frazione per effetto di un siluro di Lou Williams scagliato contro Zeller (92-84).

Gli Hornets nel quarto guadagnavano tre punti ma l’inerzia sembrava girare a favore degli ospiti come nella gara precedente disputata dei Velieri a Detroit.

In più, fattore determinante, Parker non tornava per problemi alla schiena…

A 10:38 ancora Bridges da tre punti sembrava ricacciare via i fantasmi con la tripla per il 97-88 ma Harris, con un 5/5 da tre punti (fattore determinante il tiro da fuori nella NBA odierna) segnava il 102-96 per poi depositare a 6:49 anche il 102-100…

Lou Williams raggiungeva 29 punti con la tripla del sorpasso ma Kemba rispondeva con un big 3 a 6:04 per il 105-103.

La partita rimaneva punto a punto e quando Batum segnava dall’angolo destro tutto isolato il 113-111, si tornava ad avere fiducia.

Nel finale però Borrego faceva l’errore di lasciare in campo un Cody che soffriva le penetrazioni veloci di Harris che depositava il pari mentre Lou Williams andava a cercare l’entrata con il raddoppio di Cody altissimo interpretato dagli arbitri come blocking foul.

2/2 e Clippers in vantaggio.

Fallo di Beverley sotto le nostre plance su Williams, anche questo molto discutibile e pari di Williams a :21.1 dalla fine.

A decider la gara era Harris che contro Walker dal semicerchio dell’area riusciva a tirare in corsa lanciandosi sulla sinistra.

Un canestro da NBA che Charlotte pagava a caro prezzo perché sul cronometro rimanevano :04.3.

Gli Hornets non riuscivano per due volte a fornire a Kemba il pallone per provare a crear qualcosa così Batum per non fa scadere i 5 secondi (Borrego aveva già fermato il cronometro poco prima) dava la palla a Williams che con un lungo ed indeciso due punti non batteva Harrell evitando ai Clippers il supplementare.

Peccato… ma ormai è andata, nonostante il rammarico per esser stati a +20, non bisogna demoralizzarsi e continuare a giocare, domani a Dallas ci sarà un importante back to back per cercar di agguantare una W per i PO nonostante la stanchezza.

Nella notte Detroit è andata a battere New York mentre Orlando soccombeva a OKC ma nella gara più importante, mentre scrivo, Miami a Portland a 7:48 dalla fine del primo tempo era avanti 42-38, sperando poi la squadra della città delle rose possa farci un regalo…

15/42 con un 35,7% per Charlotte da tre punti, contro un surreale 18/24 da tre dei Clippers e la sconfitta si spiega tutta qui, con la big night di tiratori come Lou Williams (31 pt. con 5/6 da fuori), T. Harris (34 pt. con 6/7 da 3), Beverley (15 pt. con ¾ da fuori) e Scott (9 pt. con ¾ da oltre l’arco). 44-48 e 19-25 pro Clippers nei rimbalzi e assist rispettivamente con un 22/26 dalla lunetta per Charlotte e un 15/17 per i Clippers.

Hornets che non ce la fanno sul filo nonostante il 9-6 nelle stoppate e il 5-11 nei TO.

Le formazioni:

La partita

1° quarto:

Ci volevano due palle alzate prima che per un soffio gli arbitri la dessero buona e Charlotte portasse a casa il primo attacco che Williams sprecava dall’angolo sinistro pur avendo tanto spazio così Walker cercando di contenere T. Harris in avvicinamento a canestro gli saltava addosso a 11:30 provocando due liberi e un punto per gli ospiti che segnavano lo 0-3 prima che gli Hornets trovassero il primo canestro a 10:15 con Lamb ad appoggiare in uno contro uno in entrata con la sinistra a sinistra.

Charlotte continuava a far girar bene palla ama mancava diverse finalizzazioni con Lamb, Walker e Batum arrivando sull’1/7 contro il 2/7 dei Clippers quando Harris in entrata mancava l’allungo ma segnava in tap-in per il 2-5.

Lamb si arrestava in area aspettando il passaggio davanti a lui di Beverley che come stella cometa in corsa non riusciva a frenarsi tagliando davanti a Lamb che lo batteva una volta avuto campo libero.

Beverley e Kemba in entrata portavano la gara sul 6-7 e Harris con l’appoggio al vetro mandava sul +3 gli ospiti

A 7:28 Batum riceveva per un passo e tiro che finiva dentro da appena dentro la linea dei tre punti, Bradley sulla sirena della second chance allungava nuovamente ma finalmente, dopo il time-out voluto da Borrego a 6:37 Lamb a 6:19, al quasi scadere dei 24, centrava da fuori il bersaglio raggiungendo la parità a quota 11.

Kemba mancava la tripla ma Cody, appena rientrato sul parquet, conquistava il rimbalzo offensivo e sugli sviluppi dell’azione MKG nel traffico conquistava due liberi da sotto convertendoli nel vantaggio del +2.

Batum allungava con un turnaround fade-away in uno contro uno (15-11) ma Harris da sinistra segnava con un open 3 al quale però anche Kemba a 4:26 rispondeva con la prima bombarda della propria serata per il 18-14.

Harris, sempre da sinistra segnava la seconda tripla e Harrell beneficiando del secondo assist in poco tempo di Lou Williams portava sopra (18-19 gli ospiti).

Lo step-back di Walker dalla media serviva a Charlotte per tornare avanti ma Beverley da fuori su MKG mandava sul -2 i viola che recuperavano con un rimbalzo offensivo nel traffico di Batum convertito in due punti da sotto.

Fuori Walker e Batum, dentro Parker e Monk ma era Harrell due volte a colpire da sotto.

Charlotte nel mezzo sbagliava con Parker un floater ma dopo il 22-26 recuperava tre punti con la bordata di Monk (:29.1) dalla diagonale sinistra su Lou Williams che chiudeva i giochi nel primo quarto sul 25-26.

CHARLOTTE, NC – FEBRUARY 5: Nicolas Batum #5 of the Charlotte Hornets shoots the ball against the LA Clippers on February 5, 2019 at Spectrum Center in Charlotte, North Carolina. Copyright 2019 NBAE (Photo by Kent Smith/NBAE via Getty Images)

2° quarto:

Per tornare avanti ci voleva ancora una giocata di Monk che partendo da lontano sulla sinistra faceva fuori Scott con un passaggio largo per sé stesso dietro la schiena e in entrata rallentava sul salto sotto canestro dell’aiuto per andare a far picchiare la palla sul plexiglass chiudendo una bella azione personale.

Quarto TO per i Clippers con Lou che cercando Harrell vedeva la sfera andare oltre il fondo.

Se ne avvantaggiava Charlotte con Monk che a 10:27 tramutava con tanta confidenza la possibilità in tre punti con un’altra mina dalla diagonale sx per il 30-26.

Charlotte in difesa stoppava Scott da sotto a destra con MKG,m l’attaccate recuperava palla ma arrivava sul secondo tentativo Williams (Marvin) che, lanciatissimo respingeva con la left hand la seconda conclusione.

Ci provava a altre due volte Los Angeles ma da sotto la densità degli Hornets aveva la meglio anche su Harrell che tuttavia con atletismo arrivava sull’alzata in penetrazione di Bridges mentre in attacco il lungo dei LAC recuperava un rimbalzo convertendo per il -2.

Un goaltending di Marvin su Lou in un duello tra Williams valeva il pari e uno spin con fade-away dello stesso Lou su MKG valeva anche il sorpasso.

Harrell da sotto portava il parziale Clippers sull’8-0 grazie alla penetrazione con passaggio ravvicinato di un Lou abile anche nei passaggi.

Charlotte era senza centro con Marvin e MKG in difficoltà…

Batum sull’altro fronte scaricava per Williams che in angolo sinistro caricava e scaricava la tripla nella retina per il 33-34 prima che un jumper di Parker a 7:14 segnasse il sorpasso.

L’ex Spurs allungava sul +3 fintando in area su Harrell che saltando lasciava spazio per l’allungo dopo l’arresto del francese bravo a metter dentro il 39-36.

A 6:39 Lou si dimostrava la solita macchina da punti pareggiando a mezzo tripla e mentre Parker tentava da tre venendo stoppato, sull’azione successiva, il rientro di Biz su Harrell dava una bella mano a Batum salvando Charlotte che a 5:25 si avvantaggiava con uno step-back 3 (Bradley si staccava arretrando) di Walker per il 40-37.

Beverley pareggiava da fuori ma a 4:46 per un fallo su un tiro di Kemba schermatosi con Biz, arrivava il vantaggio a mezzo lunetta.

Beverley toccava con il piede la linea laterale lasciando a Charlotte l’attacco che Kemba dalla destra chiudeva a tutta velocità in appoggio passando Bradley e Harris.

A 4:06 tre secondi difensivi contro Charlotte e -3 LAC che tuttavia mancavano il pari poiché Walker rubava la palla a Harris andando in transizione sotto canestro in salto a servir con una mano dietro di sé Lamb a rimorchio bravo a chiudere di sinistro subendo anche fallo.

Per effetto del fallo di Beverley gli Hornets salivano sul 47-41 dopo la realizzazione a gioco fermo.

Gilgeous-Alexander al secondo tentativo otteneva a realizzava due FT a 3:06 e appoggiava anche sulla sinistra per il rientro sul -2 dei Clippers grazie alla nostra scelta al Draft.

Walker si accendeva nel finale con un pullup dalla linea di fondo destra al quale rispondeva Harris da tre ma a 1:27 una finta di Walker su Harris da appena fuori l’arco valeva il contatto con gioco da tre punti e l’and one per il 53-48…

Non era finita perché Harris con il secondo tiro pareggiava a 6 il parziale di Walker che stimolato decideva di sparare un’altra tripla per il 56-51

Altra dunk di Harrell mentre Kemba si portava sull11-6 nel parziale contro Harris con due FT a :38.8 e poi lo conteneva in difesa costringendolo all’errore al jumper.

Si andava negli spogliatoi con 25 punti di Kemba sul 58-53.

Honeybees in serata.

3° quarto:

Harris con un turnaround partiva bene per i Clippers che tuttavia incassavano due liberi di Biyombo a 11:23 che nel primo tempo non aveva mai provato la conclusione.

Sul 60-55 Marvin conservava il risultato in stoppata e con l’aggiustamento in step-back oltre la linea dei tre punti a destra ci portava sul +8 a 10:58 anche se Beverley restituiva la pariglia ma a 10:17 un passaggio verticale per Biz serviva al congolese per girare su Gortat allungando il passo mantenendo un piccolo vantaggio sul polacco e segnare nonostante il raddoppio, anzi… arrivava anche il fallo che Biyombo convertiva in un punto.

Dopo due punti per la squadra di Rivers entrava in scena Lamb che con un soft floater batteva Gortat a 9:32 e poi ancora lui con una strong move andava a depositare a sinistra del canestro il 70-60.

Gilgeous-Alexander era stoppato da Batum sotto canestro e Biz dava uno spazio pubblicitario a Lamb andando a schiacciare dopo aver preso un rimbalzo offensivo posterizzando a 8:15 Harris che ci provava a stoppare il nostro centro rimediando magra figura.

Biz in tuffo era falciato involontariamente da Gortat anche in difesa ma anche se l’azione ripartiva da rimessa Lamb in fade-away realizzava il 74-60 staccandosi con il corpo da Harris.

Il Williams di Los Angeles con un’entrata fuori equilibrio chiusa sulla baseline destra interrompeva l’egemonia Hornets che tuttavia si ripresentava sotto il nostro tabellone con Williams a bloccar l’entrata di Harris e a 6:47 quando per il quinto fallo Rivers scuoteva la testa con Lamb in bonus per il 2/2 che allungava il 13/13 dalla lunetta degli Hornets.

A 6:25 una palla toccata da Kemba a Gortat serviva a Lamb per lanciare il capitano in fast break per il 78-62.

I Velieri resistevano con la tripla di Bradley dal corner destro ma Lamb batteva anche Harrell con il jumper dalla sinistra dell’area per l’80-65 mentre sull’altro fronte Harrell mancava l’alley-oop a una mano così si passava rapidamente sull’altro fronte dove Jeremy, sentendosi hot, sparava una deep tre esagerando, rimbalzo di Zeller e passaggio fiori per una comoda tripla di Williams che anticipava un ½ di Cody dalla lunetta con Charlotte alle soglie del +20 (84-65 a 8:04 dalla fine del terzo).

Scott da te colpiva dall’angolo facendo il suo gioco ma a 3:47 Cody era spinto sullo schermo andando in lunetta con Charlotte ampiamente in bonus.

Ancora un ½… ma si rifaceva in difesa con due stoppate consecutive su Thornwell delle quali solo la prima era ritenuta valida per il fischio di jump ball.

Cody portava a casa la palla e Miles colpiva da tre a 3:18 per il reale +20 (88-68).

La forza della squadra dei velieri però in serata consisteva nel tiro da fuori trovando ancora Scotta a 3:02 pronto a colpire.

Harrell aggiungeva una dunk e Borrego chiamava un time-out a 2:23.

Bridges salvava il nostro canestro con una spettacolare stoppata su Harrell ma a 1:56 il fallo del rookie su Williams consentiva agli ospiti di accorciare ulteriormente.

Il parziale di 0-9 arrivava con due FT per Harrell al quale non era chiamato un dribbling discontinuo o accompagnata e a :51.5 per un fallo di Zeller, uscito dal cilindro sul tentativo di stoppata contro Bradley al tiro sulla linea di fondo sinistra valeva anche il -10 (½) con i Clippers a dimezzar lo svantaggio in due minuti e mezzo circa.

Miles dalla linea di fondo penetrando allungava con la sinistra al centro per Cody che metteva dentro e segnava nel traffico ma mancava ancora il libero.

Un tre punti fortunoso di Williams anticipava l’azione strategica di Rivers: raddoppio su Kemba e passaggio per Cody che andava a subir fallo da Harrell.

De FT per il +11 ma prima della sirena Williams riusciva a battere da fuori Zeller tenendo una media altissima per i suoi da oltre l’arco.

CHARLOTTE, NC – FEBRUARY 5: Jeremy Lamb #3 of the Charlotte Hornets shoots the ball against the LA Clippers on February 5, 2019 at Spectrum Center in Charlotte, North Carolina. Copyright 2019 NBAE (Photo by Kent Smith/NBAE via Getty Images)

4° quarto:

Ultimo quarto che partiva con due punti di Lou Williams ma Kemba tornava a inventare pur nel traffico con un’alzata oltre Harrell che teneva a bada gli arrembanti avversari.

Miles dalla diagonale destra a 10:38 sfruttava, dopo un paio di passaggi, il raddoppio portato su Walker per la bombarda del 97-89.

Un brutto passaggio di Miles verso Monk e un lunghissimo tre punti di uno scatenato Lou consentivano ai Clippers di rinvenire sin sul -4.

Bridges guadagnava due liberi salendo sotto canestro in salto trovando il contatto con Harrell.

Nuovamente +6 ma Charlotte aveva un blackout offensivo; se Monk vedeva saltar via la sua sfortunatamente la tripla dai ferri, riprovandoci sulla seconda dimostrava di esagerare per come andava a prendersi il tiro… Williams nel corner sinistro con la finta faceva passare il difensore come un toro sotto il mantello ma andando troppo verso il centro pendeva una stoppata dal mai domo Harrell, anch’esso rientrante.

Finalmente Monk, al terzo tentativo faceva centro e Charlotte a 7:55 andava sul +9 (102-93).

Harris con un 5/5 da fuori riportava a 6 lo svantaggio, gap che diminuiva dopo due FT di Beverley a 7:20.

Harris in appoggio a 6:49 realizzava il -2 e Batum alla cieca passava in angolo sinistro estendendo al volo il passaggio a sua volta ricevuto ma il problema è che nel corner non c’era nessun Hornet…

Williams, quello LAC, ne approfittava con la bomba del sorpasso per un parziale di 10-0 portato dai californiani.

A 6:04 Walker cercava di far passare la paura lanciando un big 3 e Monk a 5:32 splittava in lunetta ma Harris con l’entrata frontale chiusa di destro recuperava due punti persi.

Lamb da te mancava il tiro ma Marvin in sottomano dava una zampa ai Calabroni per il 108-105.

I Clippers facevano girar palla e con un extra-pass trovavano ancora uno Scott che non sbagliava da fuori…

Lamb in uno contro uno segnava dal mid-range contro Scott ma dall’altra parte Harris beneficiava dell’effetto tra palla e sfera con la prima a impennarsi sulla tabella, la quale risultava decisiva per far ricader la spicchiata una volta ancora dentro.

110-11 Clippers ma da una kick and drive sorgeva l’opportunità per Batum che dal corner destro si faceva perdonare il passaggio per nessuno precedente.

113-111 ma pari raggiunto facilmente da Harris che in entrata dimostrava di battere Cody senza problemi con Borrego che sbagliava a lasciar in campo il rientrante giocatore.

Un fade-away pretenzioso di Lamb non entrava e un blocking foul al limite di Cody regalava a L. Williams altri due punti a gioco fermo.

Un finale da batticuore dopo le triple mancate di Kemba a L. Williams sulla quale Marvin riusciva in qualche maniera ad acquattarsi come una tigre scavallando Beverley che non credeva ai propri occhi sul fischio contro.

Altra decisione dubbia ma due tiri per Marvin che a :21.1 pareggiava a quota 115.

Rimaneva un pallone giocabile per gli ospiti che l’affidavano a Harris, il quale in corsa diagonale da destra a sinistra, sullo slancio faceva partire un tiro in salto dal semicerchio interno dell’area oltre Walker nonostante l’equilibrio non ottimale.

La palla finiva dentro a :04.3…

Hornets che sulla prima rimessa di Batum erano stoppati da Borrego prima di perder palla per infrazione di 5 secondi.

Se i Clippers avevano frequentemente raddoppiato Kemba nel secondo tempo, si faceva asfissiane la difesa sulla rimessa che tutti sapevano avrebbe dovuto esser indirizzata verso il capitano ma non riuscendo a fornire la palla al nostro leader ecco arrivare la sfera a Marvin che con un indeciso e lungo due tirava corto su Harrell consegnando la vittoria ai Clippers in una partita tirata con un po’ di rammarico per non esser riusciti a chiuderla anche per l’assenza di Parker nel finale.

Pagelle

Kemba Walker: 7

32 pt., 5 rimbalzi, 9 assist, 3 rubate. 11/23 dal campo. Una bella steal a Gortat con rifinitura in transizione mentre su un’altra serve meravigliosamente a una mano dietro di sé Lamb che porterà a a casa tre punti. Si scatena nel finale di primo tempo con 11 punti chiudendo con 25 le prime due frazioni. Nel terzo osserva i compagni giocare mentre nel quarto, raddoppiato spesso, stenta un po’ a trovare buone conclusioni anche se forzando la mano in entrata mette dentro un tiro spettacolare oltre Harrell da sotto. ) assist con i quali sfiora ancora una doppia doppia dopo i 37-10 vs Chicago. Non riesce a fermare Harris sull’ultimo tiro (impossibile per cm) dopo esser stato bravo nel primo tempo, in altra circostanza, a fargli sbagliare il jumper. Non riesce a ricever la rimessa sull’ultimo pallone e Charlotte cade.

Jeremy Lamb: 7

22 pt., 4 rimbalzi, 1 assist, 3 rubate. 9/17 dal campo. Jeremy impazza soprattutto nel terzo quarto quando è uno degli artefici del +20. Batte in serie ogni difensore che provi a fermarlo tra fade-away, floater e appoggi. Difetta del tiro da fuori dove non è la prima volta che finisce con un ¼… Fa una buona partita segnando i primi due punti di Charlotte, l’undici pari con una tripla allo scadere e anche due punti nel finale ma esagera nel fade-away successivo uno contro uno in un momento delicato…

Nicolas Batum: 5,5

9 pt., 6 rimbalzi, 2 assist, 1 stoppata. 4/9 dal campo. A parte il bound pass verticale i angolo per la panchina dei Clippers (rilasciato d’inerzia senza controllare), fa una partita non eccezionale ma senza mancare troppi tiri. Sta in campo 40:18, più di Walker e a parte una stoppata sotto canestro data, non è super aggressivo, infatti, non riesce a rubare o intercettare palloni.

Marvin Williams: 5,5

13 pt., 7 rimbalzi, 1 assist, 4 stoppate. 4/15 dal campo con 3/12 da fuori. Imbarazzo totale nel dare un voto a Williams che va su Harris e altri a far spesso belle chiusure. Una bela rejected anche su Scott, non può molto su Harrell in genere ma l’ambiguità nasce da una buona difesa e un attacco pessimo specialmente nei momenti che contano. Nel finale sbaglia due triple nonostante il rimbalzo e la second chance offertagli. E’ indeciso anche sull’ultimo tentativo… Il problema è che gli avversari da fuori segnano, lui non troppo e questo produce la differenza.

Bismack Biyombo: 6,5

7 pt., 6 rimbalzi, 1 assist, 1 stoppata. +14… un po’ di solidità in più con Biz in campo. Avrebbe dovuto rimaner lui sul parquet nel finale. Gli esiti sarebbero stati diversi forse… Non tenta un tiro nel primo tempo ma nel terzo quarto segna due liberi, poi batte Gortat e l’aiuto allungandosi rapidamente in girata esterna oltre il polacco sul pass in post alto per portare a casa canestro and one, infine, mette dentro anche una dunk che posterizza Harris.

Perché Borrego non lo metta nel finale è mistero, ma non tanto buffo visto l’esito della gara.

Malik Monk: 6

12 pt. 4/11 al tiro. Una riga di zero nelle altre statistiche. Monk prova solo a segnare ma questa volta non gli va benissimo anche se il 3/8 da fuori non è malvagio, tuttavia si prende un tiraccio da tre nell’ultimo quarto che non avrebbe dovuto tentare. Rimedia con una tripla sempre nell’ultimo quarto che a 7:55 da a Charlotte il +9 ma i Clippers porteranno un parziale di 10-0. Bello il suo canestro con passaggio per sé stesso dietro la schiena ed entrata “rallentata” con appoggio oltre il difensore a sinistra.

Michael Kidd-Gilchrist: 5

2 pt., 2 rimbalzi, 1 assist, 1 rubata, 1 stoppata in 19:28 minuti. -17 di plus/minus. Elimina gli zero dal tabellino ma a parte i due punti non assegnati per sfondamento, stanotte fa poco, riesce a dare poco con Harrell e gli altri che in genere lo battono facilmente. Solo un tiro mancato mentre dalla lunetta conferma precisione e freddezza ma non basta proprio…

Miles Bridges: 5,5

8 pt., 2 rimbalzi, 1 assist, 1 stoppata. -19 di plus/minus. Una palla persa nell’ultimo quarto con brutto passaggio verso Monk. Miles mette due triple importanti; quella del +20 e quella del nuovo +9 nell’ultimo quarto. Poi va a metter anche due liberi, sempre nell’ultima frazione. Un 2/3 da fuori che diventa 2/8 in totale con la stoppata presa da Harrell nel primo tempo e restituitagli con gli interessi poi… Il fallo su Lou Williams dopo la stoppata a Marvin indica che è un rookie un po’ irruento in alcune situazioni. Forse avrebbe dovuto esser nel corner sinistro su quel passaggio di Batum a vuoto? Non lo so, ma il plus/minus con lui è molto negativo…

Tony Parker: 6

4 pt., 1 rimbalzo, 1 assist. 2/5 dal campo poi è costretto a lasciare per problemi alla schiena… Limita la sua presenza. E’ quasi un 6 politico in ragione di quello che riesce a offrire in 9:14 minuti. Bello il suo jumper solo cotone ma per lui è normale amministrazione.

Cody Zeller: 5,5

6 pt., 11 rimbalzi, 2 assist, 1 rubata, 1 stoppata. Una bella stoppata su Thornwell e tanti rimbalzi. Buono e utile quello offensivo con apertura per open 3 di Williams ma non è ancora al massimo e se dalla lunetta mostra problemi con un 4/7 che si rivelerà decisivo, ancor peggio fa nel finale quando non riuscendo a contenere Harris diventa un problema.

Diventa un problema anche sul generoso tentativo di raddoppio su Williams che consente al piccolo avversario di segnar due liberi in un momento critico del match. Su altri giocatori era riuscito a far meglio in chiusura. Non mi va di stroncarlo ma non è riuscito ad avere il cambio passo per fermare Harris o il tempismo per stoppare Lou Williams da tre sul finire del terzo quarto. Fatica e commette 5 falli…

Coach James Borrego: 5,5

Buono il time-out chiesto nel finale prima di regalar palla ma consegna la gara ai Clippers mettendo dentro il convalescente Zeller al posto di Biyombo, per il resto i Clippers trovano una serata super fuori dall’arco che rovina il buon gioco della squadra fatto di passaggi e vantaggi, subito, portato dall’inizio anche se nel finale ci si affida a qualche individualità di Lamb e Walker che purtroppo non sempre possono risolvere gli uno contro uno…

Il Punto @ 52

Premessa a lungo termine

Siamo giunti a due terzi di stagione quasi e i Calabroni sono ancora intrappolati tra l’insicurezza di un posto playoffs e una possibile vittoria nella Southeast Division.

Una posizione paradossale che si spiega con l’andamento in chiaro declino anno dopo anno di quasi tutta la Conferenza dell’Est, se si escludono le prime cinque squadre, con Indiana che avendo però perso Oladipo oggi faticherà a mantenere il passo rapido con il quale si era portata a 32 vittorie.

Descrizione veloce delle partite passate

C’eravamo lasciati nel mezzo del road tour di sei trasferte consecutive con la sconfitta contro i Velieri a Los Angeles.

A Portland una prestazione ancor più sconcertante sotto il profilo dell’atteggiamento/impegno non lasciava presagire nulla di buono e anche se a Sacramento in back to back la squadra sembrava impegnarsi, si portava a casa un’altra sconfitta che ci faceva piombare sull’1-5 nel tour.

Non rimaneva che riavvicinarsi a casa passando per la proibitiva trasferta a San Antonio per cercare di procurarsi una vittoria che avrebbe chiuso sull’aspettato 2-6 il giro ad Ovest.

Impensabilmente nella serata del ritorno di Parker da ex gli Hornets giocavano bene e motivati strappando una W importante su un campo che non regala molto alle avversarie…

Finalmente a casa per un paio di partite si battevano nettamente i Kings nella rivincita dopo pochi giorni e i Suns per la seconda volta nel breve periodo per poi presentarsi a Indianapolis dove i Battistrada finivano per prevalere nettamente.

Mancavano le trasferte di Memphis e Milwaukee con gli Hornets a prevalere contro i Grizzlies (squadra in difficoltà che non vinceva da 6 partite) e a cedere di schianto nel Wisconsin nell’ultimo quarto contro i Cervi nonostante si sia giunti nell’ultimo quarto a detenere ben 13 punti di vantaggio.

Rimanevano quattro partite sino a gara 52, tre sulla carta da vincere e una impossibile a Boston…

Tutto andava come previsto anche se con qualche difficoltà in più.

Battuta New York e vinta la serie 2-1 a Boston i verdi tracimavano nel secondo tempo ma Charlotte non se ne curava troppo tornando in casa per il back to back che li vedeva impegnati contro Memphis e Chicago.

Due partite in teoria semplici che gli affamati avversari complicavano mandando sotto gli Hornets che le ribaltavano nel finale, anche se contro i Grizzlies gli Hornets erano aiutati nel finale da un fischio della terna che ci restituiva una palla persa per violazione degli 8 secondi che finiva anche nelle mani avversarie che avrebbero potuto portarsi sul -2 ma difficilmente vincer la gara a poco dalla fine.

Contro Chicago era Walker a dare la spinta per pungere i Tori e riportarsi su una situazione di parità in classifica con un .500 frutto di un 26-26…

Grazie a questo record Charlotte si trova attualmente al settimo posto nella Eastern Conference e ha riguadagnato la prima posizione della Southeast Division grazie alle ultime due vittorie, complici le sconfitte degli Heat senza Goran Dragic.

Prossime partite

Più interessante forse lo sguado al calendario del prossimo futuro che “ripartirà” da gara 53 contro i Clippers (probabilmente con il Gallo out) in casa, cui seguirà in back to back la sfida a Dallas contro i Mavericks del nuovo arrivo Porzingis.

Due partite che sulla carta potrebbero essere vinte o perse entrambe essendo abbastanza equilibrate considerando anche il vantaggio del fattore campo nel caso della sfida contro i Velieri.

A Dallas il fattore stanchezza da back to back potrebbe un po’ saltar fuori, alla fine “spero” che venga fuori almeno una vittoria da questa due sfide.

Le trasferte poi continueranno con gli Hornets a fermarsi a giocar fuori casa per altre tre tappe.

Atlanta, Indianapolis e Orlando.

Per una squadra come la nostra, in lizza per un primo posto nella Division sarebbero tre occasioni da non fallire perché il fatto d’aver ritrovato spirito anche in trasferta e la mancanza di Oladipo a Indianapolis fanno sì che tutte e tre i match siano alla portata degli Hornets che non sono forse ancora così solidi da vincerli tutti ma voglio sperare si finisca almeno con un 2-1.

Si arriverà quindi dopo la partita in Florida il San Valentino Americano al week-end dell’All-Star Game in Charlotte con Kemba tra i titolari a Est.

A Charlotte la NBA c’era già stata per disputare un All-Star Game nel 1991 ma nel vecchio Charlotte Coliseum che purtroppo essendo stato fatto implodere dopo la partenza degli Hornets per la Louisiana non c’è più al vecchio 100 Hive Drive…

Le trasmissioni NBA riprenderanno una settimana più tardi circa, il 22, quando gli Hornets inizieranno una serie di quattro sfide casalinghe passando in primis da quella importante contro i rivali divisionali dei Wizards.

In back to back avremo una sfida ancora importante con i Nets (c’è da capire dove saranno in classifica) per poi tentare l’impresa contro i Warriors e i Rockets.

Brooklyn sarà una parentesi da trasferta per tornare a giocare in casa contro Trail-Blazers, Heat e Wizards prima di andare a giocare 4 difficili partite in trasferta tra il 10 e il 17 marzo (Milwaukee, Houston, Washington e Miami).

Prendendo in esame queste 17 sfide ottimisticamente (forse troppo) mi aspetterei un 11-6 complessivo o almeno un 10-7 che aiuterebbe gli Hornets ad affrontare le ultime 13 gare rimanenti (non semplici, con trasferte a Toronto, contro i Lakers, a Oakland e a Salt Lake City) un po’ più serenamente cercando di capire poi se qualche squadra da affrontare sarà già tagliata fuori e pronta a tankare come potrebbe essere New Orleans con o senza Davis.

Breve parte statistica descrittiva di pregi e difetti, mercato e All-Star Game

Le vittorie passate a San Antonio e Memphis hanno dato un buon segnale per le partite in trasferta ed è anche per questo motivo che mi aspetto un record vincente dagli Hornets in quella che sarà probabilmente una parte decisiva della stagione (quella descritta sopra).

Partite fuori casa che saranno da vincere anche se al momento stiamo ragionando su questo roster e non su rose future.

Già, perché se Borrego ha operato qualche cambiamento strategico per favorire Batum e creare spazio per Bridges, siamo in scadenza del mercato invernale.

Qui sotto possiamo notare come Batum e Bridges riescano a prender spazio attraverso blocchi per i portatori di palla sui quali la difesa avversaria incentra l’attenzione riuscendo spesso a dare una buona spaziatura con tiri dagli angoli oppure come nel caso di Batum dove va a schiacciare grazie a una specie di stagger verticale con la difesa dei Bulls però nettamente colpevole nell’occasione.

Abbiamo anche uno skip pass per il francese nell’angolo sinistro o la versione con l’allungo di Bridges, il quale ultimamente ha mostrato qualche progresso anche in entrata con due belle azioni come si nota nel video:

Gli Hornets hanno sempre smosso un po’ le acque negli ultimi anni per cercare di migliorare la squadra anche se sono stati piccoli cambiamenti che vanno da Gary Neal, Mo Williams a Courtney Lee (ottima scelta), preso il 16 febbraio 2016 in uno scambio a tre con Grizzlies e Heat.

Quest’anno il mercato termina il 7 febbraio alle 21:00 italiane e gli Hornets non sembrerebbero aver moltissimo da offrire ad altre squadre per arrivare a qualche pezzo che migliori il roster.

Già, perché c’è gente come Anthony Davis,scritto per assurdo, ovviamente non è un obiettivo ma è solo per citare qualcuno che è in scadenza di contratto questo o il prossimo anno e rischierebbe di puntare i piedi e andar via senza contropartite, anche perché Ad ad esempio sembra voglia giocare per i LAL.

Charlotte potrebbe muover qualche panchinaro che non trova più posto nel progetto di Borrego come Bacon, Kaminsky o tentare ad esempio di scambiare Lamb, un giocatore che attualmente percepisce uno stipendio basso per la media NBA e il valore reale (7,48 milioni) e sarà in scadenza di contratto a giugno.

Ragionandoci su, in questa particolare situazione, non credo che Lamb lascerà Charlotte se non per avere qualcuno che lo rimpiazzi in maniera più che adeguata nello spot di SG.

Alle sue spalle c’è un Monk in crescita ma deve ancora dimostrare di essere continuo e di poter segnare con costanza anche contro difese più forti di quelle che ha smontato recentemente.

Un rumors ha rivelato che Charlotte pare essersi informata su Jrue Holiday che quest’anno ai Pelicans ha giocato come SG.

Lui non ama molto giocare come PG ma con l’infortunio di Elfrid Payton e la squadra in disfacimento con infortunati reali e non in attesa di vedere se riusciranno a lasciare la Louisiana dopo il terremoto Davis, potrebbe tornare a fare la PG in pianta stabile.

A Charlotte potrebbe affiancare Walker se gli Hornets offrissero Lamb e altro…

Il problema è che muovendo Lamb gli Hornets non avrebbero nessun vantaggio in termini di flessibilità e nell’abbassare il monte ingaggi, il resto è poco appetibile e/o con un contratto a basso costo che non pareggerebbe gli attuali 25,97 milioni che Holiday percepisce di stipendio che tra l’altro avrà ancora, anzi, arriveranno a 27,02 nel 2021/22 grazie al sui contratto quadriennale in leggero aumento (ci sta… sai, l’inflazione… Lol)

Scherzi a parte, Holiday sta giocando come un All-Star con 21 punti di media, 8 assist e 1,6 palle rubate a partita che per Charlotte potrebbe essere un aspetto interessante perché Lamb “ruba solamente” attualmente un pallone a partita e tira con il 44,1% inferiore al 47,7% di Holiday che come Lamb è un abile e veloce penetratore, probabilmente di più agile.

La suggestione è forte ma Kupchak dovrebbe attaccar a Lamb magari (idea personale) per cercar di sbloccar la situazione, MKG (buona stagione partendo dalla panca a Charlotte) e magari uno tra Kaminsky e Bacon più un’eventuale scelta perché c’è da considerare che in estate ci sarà da aumentare considerevolmente lo stipendio a Walker se MJ vuole trattenerlo.

L’ideale sarebbe attaccare il contratto di Biyombo che alcune fonti riferiscono come il più probabile Hornet in partenza ma New Orleans nonostante un Davis forse con le valigie in mano, ha riscoperto Okafor che è stato sghiacciato e non sta giocando affatto male con cifre molto interessanti.

L’operazione però è altamente improbabile perché alcune fonti riferiscono che i Pelicans non hanno intenzione di muovere Holiday e quindi anche se Kupchak riuscisse a piazzare Batum che nelle ultime due settimane è andato in crescendo ma non giustifica il contratto pesante che detiene, probabilmente la trade non comincerebbe nemmeno ma si potrebbe liberare spazio per altri innesti interessanti.

Un’altra pista che pare essersi raffreddata un po’ porta a Drummond dei Pistons, giocatore che non mi convince appieno nonostante sia in possesso di fisicità importante ma con il rientro di Zeller e l’eventuale copertura fisica di Biyombo, anche se non in maniera ottimale siamo abbastanza coperti pur in un ruolo nel quale necessiteremmo un upgrade ma Detroit ha bisogno di tiratori esterni, perimetrali, difficile che la trade si concretizzi senza squilibrare l’alchimia delle due squadre.

Non menziono più Beal giacché pare che i Wizards non si stiano stracciando le vesti per liberarsi di qualcuno anchge se la trade sarebbe un po’ più semplice rispetto ad altre ma rischieremmo di entrare nel fantabasket dove dovremmo aggiungere oggetti fantasy come l’enorme spazzola spugnosa usata da Shaquille O’Neal o la palla autografata da Lapo allo Staples Center dopo il miglior intervento difensivo dell’anno contro i Torronto Raptors e Calderon che rimane sempre bello da vedere (tranne per i fan dei Raptors in quel mentre)…

E a proposito di All-Star, finalmente, due anni più tardi dell’All-Star Game saltata a Charlotte per ragioni esterne al basket, ecco la manifestazione toccare la North Carolina con la Queen City pronta ad affogare nel traffico del week-end dedicato.

Il parquet sembra essere molto bello esteticamente anche se “troppo” pulito nelle aree per i miei gusti mentre le maglie di U.S.A. E Resto del mondo sono carine ma non mi convincono fino in fondo, specialmente quella degli americani.

Kemba Walker partirà come titolare nella gara delle stelle mentre Miles Bridges si esibirà in quella delle schiacciate con i sismografi intorno a Charlotte pronti a registrare scosse di magnitudo estreme quando Miles toccherà l’anello.

Dalla panchina Monk nelle ultime 5 partite ha prodotto più punti (13,6 contro gli 11,2 del titolare Lamb) e più assist (2,2 contro 1,4) ma a rimbalzo soccombe 2,8 a 6.

Questo per citare l’importanza di una panchina in ripresa con Parker indispensabile.

Non in tutte le serate è sembrato in forma sbagliando qualche tiro, anche a gioco fermo ma smazza buoni assist, dispensa esperienza e riesce spesso a dare una fisionomia equilibrata alla squadra di giovani riserve che senza di lui, con Graham in campo, tende a perdersi.

Una tabella basata sulle statistiche di Hoops Stats (recuperate e creata da me) per quel che riguarda la prima parte che parla di matchup. E’ una statistica basata sull’efficiency recap difference quando il giocatore degli Hornets e quello avversario rimangono in campo almeno per 25 minuti. Ovviamenite hanno tenuto in considerazione la parità di ruolo anche se talvolta il confronto in marcatura può avvenire tra giocatori differenti, spostarsi sui pick and roll o avere un avversario che momentaneamente è subentrato dalla panchina, quindi, come tutte le statistiche è parziale. Sotto la casella fucsia, le vinte e perse quando i giocatori indicati sono in campo (almeno per qualche minuto e ottengono un voto valido indicato da me).

Con 111,5 punti siamo sedicesimi sulle trenta squadre per quel che riguarda i punti segnati (in calo) mentre la difesa sale di un posto (il ventesimo anziché il ventunesimo precedente) con 111,2 subiti con un calo di 0,9 punti subiti a gara.

Il Pace si è abbassato ulteriormente e ora siamo ventesimi con 99,3 (precedentemente era di 99,5), mentre con il 78,8% ai liberi siamo noni.

Punta di diamante è sempre il possesso palla sotto forma di TO salito da 12,2 a 12,8 di media nelle ultime 12 gare ma vale sempre il primo posto a Charlotte per il minor numero di palle perse.

Qui sotto vediamo le statistiche principali della panchina.

Siamo settimi nell’impiego a livello di minutaggio della second unit, in 3^ posizione nei punti realizzati, in 4^ negli assist e nei tiri segnati/tentati, in 8^ a rimbalzo offensivo (MKG 13° tra le PF per rimbalzi offensivi…), in 9^ nelle stoppate e nella FG%, poi scendiamo in 11^ posizione nei rimbalzi, nei tiri liberi e nei falli commessi, per andare a toccare la 14^ piazza nei rimbalzi difensivi.

I problemi arrivano nei TO dove è la panchina imbottita di giovani, ma anche da un Parker che qualche volta esagera, a perder tanti palloni con un 21° posto nei TO ma anche nel tiro da tre punti e scendiamo ancora nelle rubate sino al 26°.

Passando al complessivo, siamo sempre ventiseiesimi per punti ottenuti nel pitturato, dimostrando di non avere grandi lunghi che facciano la differenza per fisico, cm o abilità sopra la media mentre saliamo al 12° per realizzazioni fuori dall’area.

Le principali statistiche dei singoli in grafica:

Quelle di squadra più quelle delle avversarie rapportate contro di noi…

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Qui sotto ecco i confronto tra giocatori con lo stesso ruolo con il primo a sinistra titolare e il ricambio a destra nelle prime cinque jpg:


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Aggiungiamo anche le percentuali della squadra suddivise per zone di tiro:

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Classifica Giocatori

16°, Joe Chealey: 5,5

Entrato nel garbage time a Boston Joe si ricorderà quell’entrata indecisa con floater stoppato facilmente come primo tiro in carriera NBA e poi il fallo in ripiegamento ma anche la buona entrata da sinistra chiusa di destro con un floater che si alzava protetto dallo spazio del suo corpo (tiro con la mano lontana dal difensore) che gli valgono i primi due punti in NBA.

Two-way contract, non so quante volte lo vedremo ancora in campo, probabilmente sempre nei tempi nei quali la partita non conta più, eppure in preseason aveva fatto vedere un buon tiro da tre che agli Hornets sarebbe utile in alcuni momenti offensivi.

Non ha un super-fisico e gettato nella mischia in un garbage time dove l’inerzia era tutta per i locali, il voto vale relativamente…

Per ora Greensboro è il suo habitat anche se meriterebbe un’altra presenza in NBA (almeno) per mostrare di saper far meglio.

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 15°, Guillermo Hernangomez: 5,82

Ne avevamo parlato come uno dei giocatori più regrediti nello scorso “Il Punto”, non si poteva immaginare che in gara 41 e 42 a Portland e Sacramento fosse quasi un giocatore prestato agli avversari, sia per atteggiamento in campo molle fino all’irritazione del tifoso, sia per i danni prodotti.

Irriconoscibile iniziava a ritrovarsi dopo lo smarrimento a San Antonio per disputare poi due ottime partite casalinghe grintose con una schiacciata “cattiva” a mettere il punto esclamativo sulle sue prestazioni.

Ovviamente in questo breve tratto il voto risente delle due prestazioni a vuoto in trasferta e delle ultime che, dopo una leggera ripresa, sono tornate ad essere ancora insufficienti.

Forse sperava di esser lui il titolare in questo tratto della stagione out ma la sua mancanza di kg e quella difesa non attiva ha costretto Borrego a lanciare Biz (non credo che il coach se non per disperazione l’avrebbe fatto), tuttavia il ruolo da secondo centro per noi è determinante.

Nei minuti nei quali scende in campo se riesce a fare una buona prestazione spesso aiuta la squadra a vincere, se gioca male, anche se non è automatico, la squadra va in difficoltà.

Da una sua palla persa a Milwaukee i Bucks hanno iniziato a risalire seriamente sino a travolgerci nel finale.

In attacco dimostra buone doti nel riuscire a piazzarsi per qualche rimbalzo offensivo anche se non sempre usa il fisico per tentare di strapparlo all’avversario, più che altro la spunta tra senso della posizione e cm che l’aiutano anche in caso di transizioni fallite da compagni.

Ha un buon tocco quando dal pitturato lascia partire tiri tagliati costretto dal difensore che gli si fa incontro.

Bisognerà vedere se con il rientro di Zeller troverà ancora spazio o Biyombo gli rimarrà avanti nelle gerarchie.

Dal mio punto di vista penso che Borrego possa anche sperimentare entrambi (preferirei comunque Biz in generale) dato che Zeller, più fisico, giocherà da titolare e dietro di lui potrebbe servire in talune circostanze un giocatore più agile che a rimbalzo riesce a strapparne molti di più del centro congolese.

Il ventiquattrenne pivot spagnolo è salito un po’ nella precisione dal campo arrivando al 51,9% mentre nelle stoppate cala ancora passando dallo 0,6 de il primo “Il Punto”, allo 0,4 del precedente, allo 0,3 attuale… mentre a rimbalzo si dimostra abile salendo a 5,5 contro i 5,3 di 12 partite fa con un minutaggio pressoché identico (13,8 attuali contro i 13,7 di una dozzina di partite orsono).

C’eravamo lasciati con 7,8 punti a partita, oggi Willy è sceso un pochino assestandosi sui 7,4 di media.

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 14°, Devonte’ Graham: 5,83

Non dev’essere affatto facile presentarsi agli allenamenti con davanti due mostri sacri come Kemba Walker e Tony Parker.

Il rookie al primo anno finisce per sfigurare al loro confronto se facciamo il paragone ma va tenuto conto che Devonte? È stato scelto al secondo giro e gioca i una squadra che oltre ai due playmaker non ha moli altri elementi capaci di far la differenza.

Ha avuto il suo spazio e continua ad averlo quando Parker non ce la fa.

Purtroppo senza Parker gli Hornets sono 0-7…

In totale è partito da starter tre volte e sta giocando 12,8 minuti a partita quando riesce a scender sul parquet (28 presenze da rookie sono da miracolato dietro quei due).

Indubbiamente ha delle qualità ancora acerbe sebbene in preseason avesse impressionato un po’ di più per quel che riguarda la visione di gioco e la personalità.

C’è da vedere quanto siano ancora migliorabili attraverso il lavoro e l’esperienza che Tony e Kemba possono dargli.

Segna 4,4 punti, smazza 2,2 assist di media e equilibra rubate e TO con uno 0,6.

Da migliorare il tiro con il 37,4% dal campo anche se diverse volte ci prova da fuori e questo contribuisce a far calar la media che da fuori è del 32,8%.

Il suo viso coperto dalle mani dopo una tripla da step-back di Kemba è la fotografia di ciò che i fan di Charlotte vivono con incredulità, forse la stessa anche ha nell’allenarsi con quei due.

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13°, Frank Kaminsky: 5,97

Altro giocatore (come molti nel roster) che non trova spazio con Borrego.

Un minutaggio totale nelle ultime 12 partite di 16:37, sceso sul parquet solo a Portland e a Boston quando erano ampiamente andate la dicono lunga su quanto sia profonda oggi la panchina di Frank che a pochi giorni dalla scadenza del mercato invernale potrebbe anche esser ceduto in qualche pacchetto visto che sembra non far parte degli uomini che Borrego tiene in considerazione ma poiché non gioca mai in una squadra di media classifica o si farà avanti qualche GM come estimatore segreto del Tank, oppure si arrugginirà qualche metro più in là di Borrego.

8 pt. con un 3/7 nei due garbage time per lui…

Da 11,6 minuti è calato a 11,3 e i 5,6 punti son passati a 5,5 scrivendo di medie…

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 12°, Malik Monk: 5,98

Monk continua a essere in preda alla propria frenesia (troppo veloce anche nelle interviste) nell’intento di trovare il ritmo giusto.

Probabilmente gli servirebbe avere un miglior ball-handling per potersi permettere quel dribbling in più per non rischiare di perder palla (uno dei suoi problemi il TO) e fintare qualche volta in più essendo uno shooter per vedere se l’avversario abbocca.

La velocità c’è ma è troppa a volte e la coordinazione per la chiusura non è sostenibile dal corpo a causa della troppa rapidità, come una macchina che sta per affrontare una curva a gomito a 200 km/h ma sotto quest’aspetto sembra migliorare se i difensori non sono di livello…

Ha sparato un po’ troppo a vuoto e ha giocato bene poche volte in questo arco di tempo ma nelle ultime due uscite contro Grizzlies e Bulls, pur non essendo partito bene ha sparato alla grande nel crunch time contribuendo in maniera determinante alle vittorie di Charlotte in rimonta.

Bene anche con Phoenix e poi nell’ultimo quarto contro New York in casa, dove, dopo una pessima partenza, ha risolto la gara scrollando di dosso i Knicks affondati con ben 4 triple…

A ben vedere tutte squadre con qualche problema… si attendono grandi prestazioni di Monk per confermare le buone cose viste ultimamente contro squadre migliori difensivamente.

Altro giocatore che rimane troppo discontinuo, specialmente per le potenzialità che ha, insieme a Parker (che l’ha un po’ sostituito andandosi a prender dei tiri) è una delle principali bocche da fuoco della panchina, il problema è che quando spara a salve favorisce ovviamente gli avversari.

Se non è forzato fortunatamente evita di fare il play se c’è il francese in campo, tuttavia può sfruttare la velocità per arrivare sul fondo (magari raddoppiato) con la drive and kick scaricando, sempre i compagni siano piazzati nei punti giusti…

Dal campo sta tirando con il 40,1% che gli consente di tenere una media di 10,6 punti a gara con un superbo 90,5% dalla lunetta ma perde troppi palloni (1,8 a partita) che si trasformano in semplici transizioni per gli avversari.

Parlando delle ultime 12 partite è passato dai 20 punti contro Memphis in casa e ai 18 contro Chicago agli 0 a Milwaukee, con uno 0/5 dal campo che ha contribuito al rientro dei Bucks.

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11°, J.P. Macura: 6,00

Laconicamente… con la squadra maggiore “Dennis The Menace” non è più riapparso…

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 10°, Cody Zeller: 6,00

Come alla dogana, non ho nulla da dichiarare sullo Zeller giocatore in questo periodo essendo rimasto sempre out dopo l’operazione alla mano. Lui, intervisto il 17 gennaio dichiarava già:

“Mi sento capace di fare un po ‘di roba in campo.

Un sacco di cose per la mano sinistra, ovviamente.

E sai… (riferito all’intervistatore) la mia costola, il mio ginocchio, tutto il resto sta guarendo bene, quindi penso che proverò a prendere questo tempo libero a mio vantaggio”.

In effetti è apparso ultimamente in diversi shootaround anche se con una protezione alla mano infortunata (la destra) a provare qualche tiro da sotto e ormai sembra essere in day to day pronto per il rientro tra qualche giorno quando andrà probabilmente gradualmente a riprendere il suo posto da titolare per essere abile come screen setter e nelle due fasi di gioco anche se sotto i tabelloni anche lui rimane un piccolo passo dietro Biz.

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 09°, Nicolas Batum: 6,00


Nelle ultime 12 partite è andato sotto la sufficienza un paio di volte.
Batum ha firmato un contratto quinquennale da $ 120 milioni con gli Hornets nell’estate 2016, seguendo quella che è stata probabilmente la sua migliore stagione NBA parallelamente con la prima a Charlotte.

Quel contratto dorato era il più grande nella storia degli sport di squadra a Charlotte.

Inevitabilmente ha attratto le ire dei fan per tante prestazioni negative in questi ultimi anni.
Rick Bonnell, in un’intervista esclusiva con Batum gli ha chiesto se quel contratto fosse un peso per lui.La risposta di Batum fu:

“No. Non sono mai stato quel tipo di giocatore che segna 25 punti a partita da quando sono professionista”.

Quando ero in Francia (giocando da adolescente) la gente diceva:

“Non arriverà mai alla NBA perché non ha mai segnato 20 punti”.

Il francese incalzava con:
“Non mi è mai importato di come le persone al di fuori del basket la pensano su di me.

Ci sono allenatori o giocatori che dicono: “Mi piace giocare con te”.
“Ciò non significa che io sia un grande giocatore. Faccio molti errori in campo e ho delle brutte serate. Alcune critiche sono giustificate, di sicuro”.
Quando Batum gioca bene scatena discussioni su come sia possibile cederlo perché nella memoria sono state troppe le serate storte con passaggi imprudenti o tiri presi in maniera scellerata.
In estate però Lamb ha preso il posto di titolare con lo slittamento di MKG in panchina e con il rientro di Batum nel suo ruolo “naturale” di SF (posizione che aveva precedentemente interpretato con i Portland Trail Blazers).

Fondamentalmente per larghi tratti della gara Batum quindi andava a prendere al posto di MKG l’attaccante avversario ritenuto più pericoloso (a parte i lunghi).

Come dice Bonnell, ora Batum protegge uno spettro di giocatori d’élite che vanno dall’avanzato Paul degli Oklahoma City Thunder al play di Boston Kyrie Irving.
“Quando c’è un cambiamento, un nuovo ruolo, non è facile”, ha detto Borrego su Batum che non si è mai pronunciato in merito allo spostamento di ruolo che lo libera un po’ dalla responsabilità di cercare di fornire assist a nastro ai compagni anche grazie all’entrata di Parker in alcuni momenti.
Senza palla tra le mani e senza ritmo Batum ha faticato a mettersi in ritmo quest’anno andando a perdersi diverse volte. Attualmente ha una media di 9,4 punti, con una media del 46,8% dal campo e del 40,6% da 3 punti, salita ultimamente.

E’ settimo tra le ali piccole per percentuale da tre punti e percentuale del tiro libero.
Batum ha detto di sentirsi più a suo agio in attacco nelle ultime settimane.

Borrego ha dichiarato d’aver apportato qualche ritocco in ritardo per trovare più opportunità da prendere al tiro o in entrata sia per Batum sia per il debuttante Miles Bridges.
“Ci sono ragazzi che vogliono segnare per vincere. Forse ci sono anche ragazzi che segnano per pompare i loro numeri, per contratto, per rimanere in NBA o per ottenere minuti.

Non si tratta solo di numeri. Riguarda anche la difesa. Se non giochi in difesa, hai un problema”.
“Non m’importa di me stesso” ha detto Batum.

“Metto sempre la squadra al primo posto. Per tutti e quattro gli anni qui è stata la priorità”.

Dichiarazioni a parte, ricordo troppi close-out mancati, accennati o difese morbide ma nelle ultime settimane sta riprendendosi e la squadra riesce anche a disegnare per lui qualche occasione per triple aperte o a portare blocchi che lo mandano saltuariamente a schiacciare senza incontrare troppe resistenze.

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 08°, Bismack Biyombo: 6,05

Biz in questo breve periodo ha continuato a rimpiazzare il titolare Zeller partendo in quintetto.

Fino a Memphis giocava oltre i 20 minuti ma da Milwaukee in poi il suo minutaggio è sceso.

16:02 in Wisconsin, 12:39 contro New York e 13:34 a Boston in minuti che non si sono tradotti tutti in un maggior impiego di Hernangomez ma sono stati fagocitati dalla small ball di Borrego che in alcuni momenti ha messo in campo MKG e Williams come lunghi anche se contro Memphis in casa, per contenere Gasol, Borrego è ricorso a lui per ben 32:01 min..

In attacco non è un fattore.

Non è velocissimo ed è vistoso oltre che macchinoso in alcuni movimenti, quindi fatica a partecipare alla manovra anche se quando gli viene data palla in genere non spreca troppi tiri.

Nelle ultime 12 partite ha sparato con un 25/48 dal campo e 19/26 dalla lunetta, ha giocato la sua miglior partita del periodo contro Phoenix con 11 punti, 13 rimbalzi e ben 5 stoppate, statistica nella quale è un po’ calato nonostante precedentemente a Sacramento fosse riuscito a bloccare gli avversari per ben tre volte in serata come in casa contro Memphis dove con due stoppone nel finale è stato determinante.

Ovviamente, nonostante il contratto formato maxi, giocherà da titolare sino al rientro di Zeller per tornare a degradare più o meno velocemente in panchina, tuttavia il fatto di aver giocato di più e aver preso ritmo lo potrebbe aiutare nel caso in cui Borrego in determinate situazioni pensi ancora alla sua fisicità per mettere un freno agli avversari sotto il nostro tabellone.

27 partite nelle quali è sceso sul parquet (15 le partite da titolare), 4,6 punti di media, 5,0 rimbalzi e 1,1 nelle stoppate.

Biyombo è nella sua ottava stagione NBA e ha uno stipendio di 17 milioni, il secondo più alto della squadra, ha tanti limiti in attacco e difesa ma a livello di sforzo non sta rubando lo stipendio perché dopo un colloquio con Borrego ha iniziato ad andare in palestra alcune ore prima di altri veterani e di notte tornava allo Spectrum Center per esercitazioni individuali.
Né tiratore né marcatore, Biz è però il giocatore che da una dimensione difensiva a Charlotte come ha detto Borrego dopo la partita contro i Grizzlies:
“Penso che abbia segnato un punto, ma ha davvero inciso sulla partita in difesa. Solo con la sua energia, il suo spirito. Anche quando era fuori dal gioco, stava spingendo (i compagni di squadra) anche nei time-out. Merita molto credito per questa vittoria”.
L’aspettativa di Biz era quella di poter giocare perché gli Hornets volevano una squadra dalla forte identità difensiva.

“Poi, quando entri nella situazione, è diverso” ha detto Biz.
Da ultimo centro nel roster a starter, dapprima con magri risultati (contro Joel Embiid) sparendo in panca ma senza lamentarsi.

“Mi preoccupo per i miei compagni di squadra, anche se non sto giocando. Non voglio mai che i ragazzi mi vedano lamentarmi in questo campionato. Quando lavori sodo vieni premiato per questo”.
La ricompensa di Biyombo è passata dalla mano fratturata di Zeller e dall’inadeguatezza degli altri due centri bianchi che solo per poco hanno mostrato voglia di lottare in difesa.
La grinta fa la differenza tra lui e gli altri…

Riguardo la partita con Memphis in casa dice:
“Non abbiamo vinto perché eravamo più talentuosi di loro. Abbiamo vinto perché abbiamo iniziato a giocare duro”.
Se Walker ha talento e Parker esperienza, Biz è il lato fisico e grintoso che serve a una squadra per arrivare a un risultato positivo.

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 07°, Miles Bridges: 6,08

Bridges nelle ultime partite è stato un po’ più coinvolto da qualche aggiustamento operato da Borrego.

Ha preso anche qualche iniziativa personale in entrata chiusa in modalità vincente sebbene ancora debba riuscire a mirare meglio canestro o tabelle per l’appoggio ma sembra avere un po’ più di successo ora.

Per quel che riguarda i punti segnati è rimasto in linea con l’ultima volta nella quale ho realizzato

questo particolare pezzo riassuntivo.

Ha toccato 15 punti nella W casalinga contro Sacramento per andare in doppia cifra in altre tre gare casalinghe (13 contro i Bulls nell’ultima, 11 contro New York e 10 contro Phoenix).

Purtroppo da fuori latita ancora con un 6/22, il che per una squadra che ha bisogno anche di tutti gli uomini della panchina per far rimanere almeno inalterato il punteggio o recuperare non aiuta…

Il minutaggio continua a esser piuttosto consistente per un rookie che più che altro ci regala qualche highlights in schiacciata avendo un fisico importante che consente a Borrego d’impiegarlo come PF in svariate occasioni.

Qualche volta saltando da fermo è stato stoppato ma se arriva in corsa agli avversari conviene spostarsi se non vogliono esser travolti da una forza pari a un potente ciclone.

Proprio grazie a quello fisico potrebbe dare di più a rimbalzo dove per ora si assesta sui 3,6 a partita in 19,1 minuti di media che gli servono per aumentare l’esperienza su ambo i lati del campo adesso che è stato definitivamente preferito da Borrego a Bacon.

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 06°, Dwayne Bacon: 6,09

Partiamo dai 25:55 minuti giocati (nelle ultime 12 partite) sui 576 disponibili che danno l’idea di come ormai Bacon sia scivolato fuori dalle rotazioni che contano.

Con l’arrivo di Miles Bridges a prendersi il titolo di principale rincalzo in SF, Dwayne è progressivamente scivolato fuori dalle rotazioni anche perché come ala piccola Charlotte ha altri giocatori versatili in grado di ricoprire quel ruolo che oggi vede titolare Nic Batum.

13 punti ottenuti quando le partite erano scivolate ormai su un binario deciso, a favore o a sfavore.

Gli articoli sulla pagina ufficiale degli Hornets per far sapere della sua assegnazione agli Swarm e i ritorni con la prima squadra.

La stagione di Bacon ha preso una piega inaspettata dal mio punto di vista ad Atlanta quando fu inadeguato in gara e non pronto sull’ultima difesa lasciando andare l’attaccante che depositò i due punti che vinsero la partita per i georgiani.

Con Greensboro il 21 gennaio ha collezionato 20 punti e 9 rimbalzi nella sconfitta contro i Canton Charge.

10,7 i minuti a oggi contro i 12,2 minuti di media con i quali ci eravamo lasciati la volta precedente, in evidente discesa sarà difficile venga preso in considerazione come a inizio stagione da Borrego anche se è un giocatore che in attacco con il fade-away e l’entrata da chiudere in layup o con il pullup a vette innevate può sempre mettere il tiro.

Parlando di trade avrebbe un senso per Charlotte sfoltire la rosa in cambio di un giocatore differente o altro perché Bacon difficilmente ritroverà spazio nel roster…

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 05°, Marvin Williams: 6,17

Lo strano caso Marvin Williams, ovvero, quel giocatore tra i titolari che non fa impazzire, non stuzzica la fantasia e vorremmo cambiare per avere qualcosa di meglio ma che tutto sommato il suo lo fa come onesto mestierante.

Non è evidente e se da stretch four incappa in una di quelle serate nelle quali non centrerebbe nemmeno una vasca da bagno diventa un danno per gli Hornets che in genere si affidano a lui sugli scarichi per punti di rottura quando riescono a far circolar bene palla o far raddoppiare Kemba o un altro penetratore che gliela scarichi abilmente al volo.

E’ così che Marvin ha ottenuto due importanti triple contro i Grizzlies in gara 51 che hanno ribaltato la partita.

Quando riesce a segnare 11 o più punti Charlotte è 13-9.

Lo sforzo fisico difensivo c’è e a volte si aiuta con il mestiere anche se non ha l’agilità dalla sua parte mentre mantiene un discreto fisico ma paga in cm se Borrego lo costringe a giocar da centro o contro il centro avversario quando decide di schierare Parker con Walker o altri piccoli e la small-ball…

In queste 12 partite ha raggiunto 8 volte la doppia cifra con un massimo di 16 punti contro Memphis con un 28/70 da tre punti con l’1/5 a Sacramento, il 2/9 a Indiana e l’1/8 contro New York nell’unica vittoria delle tre partite citate dove è andato malissimo… Ha accumulato un -31 di plus/minus in queste 12 gare con parziali negativi da Indiana in poi salvo quello nullo (0) contro Memphis.

Marvin è salito ancora nel minutaggio passando da 27,5 a 28,1 minuti a partita con Borrego a fidarsi più di lui che degli eventuali ricambi MKG e/o Bridges.

E’ migliorato un po’ ai liberi dove oggi ha il 71,9% contro il 70,8% precedente e da fuori dove passa dal 38,3% al 38,7%.


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 04°, Jeremy Lamb: 6,32

Un po’ meno cattivo e sul pezzo in difesa rispetto lo scorso anno probabilmente anche dovuto anche al fatto di dover contribuire maggiormente in attacco lanciato titolare e nel ruolo di secondo violino.

Forse ultimamente sta perdendo un po’ di terreno nel duello a distanza con Monk, suo pari ruolo quando è incappato in qualche night-off ed è sceso leggermente così anche nella media voto.

Deve migliorare nel tiro da tre che a volte prende anche ai 24 perché tiene troppo palla o i compagni gliela scaricano affidandosi al suo miracolo che in passato qualche volta gli è riuscito ma ultimamente sembra un po’ più appannato.

I miracle shot gli riescono meno così come le cavalcate verso canestro per i two and one che spesso portava a casa.

Qualche volta rinuncia ad andare sino in fondo preferendo il floater o più raramente il cambio di direzione per vedere di trovare spazio e chiudere a seconda della situazione.

Monk lo ricalca come arma tattica grazie alla leggerezza, l’agilità e la versatilità con la quale Jeremy riesce a rendersi utile, anche se Malik, data l’età, sembra più esplosivo e più acrobatico se srve di un Lamb che da quel punto di vista ci sa fare.

Jeremy però dimostra più equilibrio sul tiro e ha più esperienza che gli serve per mettersi meglio in ritmo o prendersi un tiro nell’uno contro uno.

Ha un plus/minus on court per 100 possessi di +1,0.

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 03°, Michael Kidd-Gilchrist: 6,36

MKG continua a lottare e a mettere con più regolarità i suoi jumper, inoltre è forse l’unico stealer consistente della panchina, riesce a recuperare rimbalzi offensivi e attacca il ferro in corca bene con il gancio o il sottomano. Quello che scrivevo gli altri anni in parte sembra esser vero… non è più così atleticamente esplosivo ma il gioco di Borrego l’ha reso migliore rispetto a quando giocava sotto Clifford con la missione di dover bloccare il fenomeno avversario di turno.

In PF soffre più i kg avversari ma è più mobile e gile rispetto alla media degli avversari.

Borrego poi l’ha convinto a prendersi anche tiri da tre o due lunghissimi se serve, comunque vada, serve per aprire il campo, anche perché dai 16 piedi alla linea dei tre punti sta tirando con un 42,9% e dagli angoli da tre punti spara con il 35,3% anche se le cifre numericamente sono molto modeste.

Qualche fallo di troppo sui tiri avversari (69) ma per 11 volte è riuscito a ottenere un and one…

Ha un plus/minus on court per 100 possessi di +1,5.

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  04°, Tony Parker: 6,57

All’AT&T Center Tony Parker ha vissuto la sua partita speciale da avversario degli Spurs dopo 17 stagioni al servizio dei texani e 4 titoli.

a vittoria portata a casa per la squadra del suo idolo d’infanzia MJ con buona prestazione del n°9 di Charlotte ha riacceso una luce nel buio delle trasferte degli Hornets oltretutto su un campo non facile.

Parker ha detto che l’ex coach Pop è stato come un padre ma che aveva bisogno di una sfida nuova e quindi di essere felice a Charlotte.

Parker nonostante parta sempre dalla panchina dietro l’incredibile Walker è uno degli elementi che più stanno contribuendo a dare il primo posto a Charlotte nella Southeast Division.

Con 9,7 punti e 3,9 assist di media in 18,4 minuti a partita il franco/belga è spesso decisivo nei momenti che contano.

A portarlo agli Hornets, oltre che la voglia di rimettersi in discussione e al suo idolo MJ c’è anche Borrego che Parker ama:

“Sono venuto qui per lui. Mi conosce alla perfezione, sa come e quando usarmi, per farmi rendere al meglio.” ha detto Tony che ha detto anche che adora giocare sotto pressione, vi si è ritrovato molte volte in carriera e deve cercare d far di più per la squadra.

Se a 36 anni non può essere quello di un tempo è ancora incredibilmente rapido per un giocatore della sua età ed ha IQ cestistico oltre che leadership.

Punti e assist il suo pane regalando anche qualche perla meravigliosa come un assist per Monk teso e lunghissimo nella partita con i Grizzlies rifinito e incorniciato da Monk con un alley-oop altrettanto meraviglioso.

Guida una second unit giovane ancora incapace di crearsi buoni tiri da sola e la sua bravura come collante nel fornire assist fa la differenza rispetto a quando in campo c’è Graham perché qualche gara Parker tra piccoli infortuni e riposi l’ha saltata.

Lo 0-7 rimediato dagli Hornets in sua assenza da la dimensione di quanto importante sia il suo contributo pur partendo dalla panchina e incrociandosi in alcuni momenti con Walker per dare vita a una small ball che alcune squadre faticano a fermare.

Su MJ dice: “Era il mio idolo di infanzia, ci svegliavamo alle tre di notte con i miei fratelli per vederlo. Giocare gli ultimi anni di carriera nella sua franchigia mi permette di chiudere il cerchio, sarebbe bello regalargli un turno di playoff”.

E Tony con San Antonio ai Playoffs ci è andato per 17 stagioni consecutive, andarci per la diciottesima con Charlotte aumenterebbe il suo record.

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 01°, Kemba Walker: 6,82

C’è poco da dire ancora su Kemba.

Ne ho scritto troppe volte e il fatto di aver giocato sempre per la franchigia contro Chicago l’ha portato a superare Alonzo Mourning nella statistica all-time dei rimbalzi dove ora si trova sesto con 2177 rebound… Alonzo in tre stagioni ne aveva catturati 2176 ma poi la diattriba tra lui, il suo agente e Shinn si era risolta con la trade verso Miami…

Ha un plus/minus on court per 100 possessi di +1,1 e ha messo 21 and one.

Se pensiamo che è secondo nei tiri realizzati e negli assist all-time per la franchigia, rispettivamente dietro a Curry e Bogues, possiamo capire perché nessuno e credo tantomeno lui, desideri partire verso altri lidi, sempre non mutino le condizioni.

Mi limiterò a qualche statistica nella tabella (dove si nota che prende più tiri da tre ma cenra il bersaglio con più precisione rispetto al passato nella statistica dei due punti infilati e consequenzialmente sta avendo il massimo in carriera come media punti) e a un paio di video su partite di questo periodo…

San Antonio e Chicago, due tra le sue ultime migliori prestazioni…

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Qui troverete la tabella voti del periodo che porta alla classifica provvisoria riepilogata nella seconda scheda sottostante.

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Stanotte si riparte dalla partita casalinga contro i L.A. Clippers per pareggiare la serie, difender l’Alveare e continuare a sognare. Ore 01:00 AM italiana.

Game 52: Charlotte Hornets Vs Chicago Bulls 125-118


Intro

Ferdinand the Bull è una storia animata della Disney prodotta nel 1938 vincitrice del premio Oscar per il miglior cortometraggio nel 1939.

E’ il racconto di un toro al quale non piaceva combattere e mentre i suoi simili correndo furiosi per i campi venivano scelti per esser deportati nelle arene spagnole, lui se ne stava seduto ad annusare i fiori ma un giorno sedendosi non avvistò una vespa che lo punse provocandogli dolore che lo fece correre furiosamente proprio mentre una selezione di uomini stava decidendo quali tori portare a Madrid.

Venne scelto per combattere ma nell’arena una donna gli lanciò dei fiori e lui si mise lì in mezzo ad annusarli mostrando la sua gandhiana voglia di non combattere.

Il torero provò inutilmente a convincerlo a combattere ma lui se ne stette lì per tutto il tempo, così venne rispedito sano e salvo a casa.

Il libro venne bandito in Spagna e bruciato dalla Germania nazista guerrafondaia.

Nella notte allo Spectrum Center s’incontravano quindi come da programma queste entità con i Calabroni bisognosi di pungere e i Bulls con l’incognita d’aver contro una squadra non motivata o furiosa…

La partita in breve

Chicago a Charlotte arrivava per giocarsi seriamente la partita cercando di vincer la serie stagionale in parità sull’1-1.

Niente Ferdinand the Bull dunque.

Gli Hornets a 2:58, dopo un inizio equilibrato, riuscivano a mettere 5 punti di margine tra i due team grazie a un 3/3 di Kemba dalla lunetta per fallo di Arcidiacono.

Con l’entrata della panchina di Charlotte i Bulls rimontavano trascinati da un Portis travestito da Michael Jordan che iniziava da sotto a martellare i ragazzi in nero e teal per poi passare al tiro pesante.

Portis, entrato per dare riposo a Markkanen gravato da un paio di falli diveniva il Bulls jolly segnando 28 punti nel primo tempo con un tiro dalla baseline che anticipava la tripla di Seldon a 1:43 dall’intervallo per un clamoroso 45-60 pro Bulls.

Hornets al collasso che dopo il time-out portavano a casa un parziale di 6-0 chiudendo il quarto sul 51-60.

Nel terzo quarto Batum portava a casa tre punti dal corner sinistro, mattonella che sarà amica degli Hornets per tutta la serata ma i Bulls reggevano comunque sino al -1 (70-71) di Williams a 6:09 sempre dall’angolo sinistro da fuori.

Charlotte, dopo esser tornata sotto di sei, agguantava il pari con Kemba in bonus a 2:37.

Due FT a segno per il 79-79 e quarto chiuso avanti grazie a un fallo di Harrison su un tiro di Monk da tre che non falliva nessuna occasione per l’88-86.

Charlotte, con l’inerzia a favore s’illudeva di chiuder i conti quando il nuovo +5 firmato da Monk con una saetta in uscita dalla linea dei tre punti dava buone sensazioni ma i Tori caricando a testa bassa rifilavano una cornata parziale alle Vespe che dopo sorpassi e contro-sorpassi si trovavano sotto di uno (99-100) a 7:28 quando Marvin, commettendo il quinto fallo di squadra dava la possibilità al finlandese dei Bulls di realizzare complessivamente il diciottesimo tiro su altrettanti dalla lunetta.

Qui però esplodevano gli Hornets, in particolare Kemba che prima realizzava da tre trafiggendo Markkanen (non ha mai tenuto il passo del capitano in marcatura), poi con un paio di canestri magistrali che aiutavano gli Hornets a scrollarsi di dosso i Bulls grazie a un parziale di 15-0…

114-100 dopo un suo circus shot su Lavine mentre nel finale Kemba si concedeva il lusso di due step-back e tripla su Markkanen che continuava la sua personale sfida ai liberi senza fallirne uno.

Bulls che arrivavano sul 120-113 ma un gancio di MKG a :47.3 chiudeva ogni spiraglio di rientro ai Bulls semmai vene fossero ancora rimasti.

Hornets a fatica, dapprima schiacciati dai Bulls a punger nel finale per una W importantissima dato che nella notte a Charlotte dagli altri campi giungono solo buone notizie con la L di Miami contro Indy, la L di Detroit colpita dalla rimonta dei Clippers, da Orlando dove i Magic battono i Nets e anche dalla capitale dove i Maghi cedono ai Bucks.

Hornets ora a quota .500…

Tornando al match, tra le fila dei Tori l’infernale Portis del primo tempo, pur raffreddandosi nel secondo, rimane top scorer con 33 punti reggendo ai 30 di Markkanen. Lavine rimarrà in terza piazza, staccato con 18 punti.

Statistiche di squadra principali equilibrate con il 36-39 a rimbalzo pro Bulls, il 25-20 negli assist per Charlotte che vinceva 6-4 nelle rubate pareggiando nelle stoppate (basse) 2-2.

Hornets che dal campo tirano leggermente meglio con il 52,4% contro il 51,9% con il tre punti a 43,8% contro il 35,5% avversario.

Pazzesco 25/25 dei Bulls dalla lunetta mentre Charlotte è leggermente più umana con un 25/29…

Charlotte si avvantaggia nei turnover con sole 6 palle perse contro le 10 ospiti.

Alcune Honey-Bees durante la presentazione del quintetto di Charlotte.

Le formazioni:

La partita

1° quarto:

Lopez portava a casa la palla a due e un turnaround di Dunn ai bordi dell’area sinistra portava a casa i primi due punti della gara mentre Lavine con un arresto e tiro incartava lo 0-4 con Lamb staccatosi automaticamente in corsa sul rientro.

Era proprio Lamb a 10:56 a trovare i primi due punti per Charlotte con un soft floater al quale replicava Seldon dalla parte opposta per il 2-6 (3/3 Chicago) prima che lo stesso Lamb mancasse un fade-away, Walker uno step-back e Marvin anticipando un passaggio dentro per Lopez con una deviazione favorisse il nuovo attacco che avrebbe poi chiuso lo stesso Williams per il 4-6.

Markkanen portava a 8 gli ospiti ma dopo una drive and kick sparata a massima velocità Kemba lanciava i componenti sul lungo-linea destra dove al capolinea trovava Batum che pescava la bomba dall’angolo per il 7-8 che diveniva 7-10 dopo che il canestro del finisher Markkanen con appoggio ritardato sul tentativo di stoppata di Biyombo e 7-12 con Lavine che prendeva il mezzo schermato.

A 7:10 arrivava il primo fallo di Markkanen per impedire a Kemba il canestro comodo ma il 2/2 del capitano portava a casa comunque i due punti per poi metterne altri tre a 6:42 e impattare il match a quota 12 con gli Hornets ad avvantaggiarsi dell’anticipo di Batum sul quale Kemba era lesto a lanciarsi in transizione ma dopo lo spin fantastico arrivava lanciato Dunn alle spalle a inchiodare la sfera sul plexiglass, non calcolando però il rimorchio dello stesso francese che gelava i Bulls per il 14-12.

Dopo due FT di Lopez a segno per fallo di Batum, Biz schiacciava da sotto a sinistra grazie all’ottimo assist di Kemba prima che il finlandese dei Bulls ritrovasse il pari e Lamb a 5:22 riportasse sopra di due gli Hornets con un pullup dalla media.

Biz raccoglieva il rimbalzo sull’appoggio fuori misura di Lamb e guadagnava due liberi a 4:52 per il secondo fallo di Markkanen segnandone uno.

Un hook perfetto di Lopez su Biz riduceva lo scarto al minimo ma a 3:31 Bridges segnava dalla diagonale destra tre punti per il 22-18.

Portis iniziava il suo show offensivo dopo essere entrato in campo con due punti contro Bridges mentre a 2:58 Kemba recuperava tre liberi per fallo di Arcidiacono sul tiro andando a trasformarli per il 25-20.

Felicio appoggiava il layup mentre Lamb in entrata diagonale andava con balzo felino ad allungare la destra oltre il difensore per recuperare altri due punti acrobaticamente.

Portis segnava il 27-24 e poi anche il -1 con la panchina degli Hornets ad avere qualche difficoltà con Parker a non trovar spazio per le sue entrate.

Per uno schermo in movimento di Arcidiacono i Bulls perdevano l’ultimo pallone, entrava Monk per gli ultimi sei secondi per liberarsi grazie allo scambio con Marvin a metà campo ma perdeva la sfera nell’area avversaria facendo così scadere il tempo con gli Hornets sul 27-26.

CHARLOTTE, NC – FEBRUARY 2: Kemba Walker #15 of the Charlotte Hornets goes to the basket against the Chicago Bulls on February 2, 2019 at the Spectrum Center in Charlotte, North Carolina. Copyright 2019 NBAE (Photo by Kent Smith/NBAE via Getty Images)

2° quarto:

I(l giro di palla degli Hornets per Willy era buono ma la sua tripla si schiantava contro la fisicità dell’anello, tuttavia Charlotte con una strong drive a ricciolo di MKG otteneva il nuovo allungo.

Portis da sotto metteva dentro ancora, MKG rispondeva ma ancora Portis era bravo a sostenere l’attacco degli ospiti questa volta a mezzo tripla per il pareggio a quota 31.

Willy mancava da sinistra l’appoggio, Portis la tripla, invece segnava Bridges da destra con un lungo due punti pareggiato però ancora da Portis che con un buon movimento in area si girava per alzare oltre MKG il nuovo pari all’età di Cristo.

Portis diveniva decisamente on-fire bruciando MKG e retina a 8:46 per il sedicesimo punto in soli 8 minuti della sua partita.

A 8:22 Monk sparava dalla media sinistra trovandosi la patata bollente in mano recuperando due punto ma da una steal dei Bulls Felicio beneficiava per la dunk appesa.

Anche Harrison dal corner sinistro partecipava al festival delle triple facendo allungare i Bulls sul +6 e mentre Kemba mancava la seconda bomba consecutiva sull’altro fronte Portis entrava in the zone calando la tripla del +9 (35-44).

Malik assisteva in entrata con passaggio verticale e teso Willy finito dietro tutti per la salita di Felicio in chiusura.

Facile per il centro spagnolo schiacciare e per Jim Boylen, coach dei Bulls, chiamare il time-out.

Dopo due punti Bulls ecco arrivare ancora l’assist di Monk, questa volta per Biz che si muoveva sotto cambiando lato del ferro per depositare il 39-46.

Kemba a contatto a destra appoggiava al vetro senza che gli arbitri dessero anche il fallo oltre il canestro ma dall’altra parte a 4:45 Portis calava un lungo due arrivando a 21 pt. con 9/11 dal campo e dopo un errore dello stesso numero 5 ospite ecco arrivare una steal su Monk di Bobby per l’appoggio facile in transizione.

Monk esplodeva a canestro appoggiando di sinistro dop il crossover che lasciava Arcidiacono a brancolare nel buio.

Portis da tre e Markkanen che segnava due punti ai liberi a 2:47 (fallo all’ultimo di Marvin per bloccare l’appoggio in transizione) trascinavano gli ospiti sul 43-55 prima che Batum segnasse in schiacciata il 45-55 non incontrando resistenza.

Ci provava Marvin a fermare Portis sulla baseline sinistra ma il tiro in girata scivolava dentro il cotone e Seldon lasciato liberissimo nell’angolo destro acuiva i problemi di Charlotte finita sotto di 15 punti (45-60) con Borrego costretto alla pausa a 1:43 dall’intervallo.

Gli Hornets in questo lasso di tempo chiudevano tutti i varchi ai Bulls finendo per recuperare sei punti con Marvin che con una strong drive da sinistra chiudeva in sottomano, con Kemba a recuperare e segnare due FT e poi ancora con Williams che recuperava da sotto un rimbalzo offensivo depositando il 51-60, punteggio che rimarrà fissato per 10 minuti all’intervallo.

Monk in palleggio. Foto: Dal sito ufficiale dei Charlotte Hornets.

3° quarto:

Charlotte apriva bene con tre punti di Batum dal corner sinistro a 11:06 ma Markkanen in terzo tempo con palla sottobraccio appoggiava al vetro e Dunn danneggiava gli Hornets con una granata dal corner sinistro rispedendo sotto di 11 punti i calabroni (54-65).

Gli Hornets recuperavano un punticino dopo aver preso due stoppate da Lopez, la prima su Kemba, la seconda su Marvin, giudicata fallosa per il contatto con il corpo.

½ che anticipava una drive and kick di Kemba chiusa ancora da Batum dal corner sinistro per il -7 ma Lavine con un pullup dopo aver preso vantaggio dal blocco rallentava la rimonta di Charlotte che segnava due FT con Lamb a 8:00 dalla terza sirena portandosi sul 60-67.

A 7:55 Kemba fermava Lavine in entrata con il fallo.

60-69 senza pietà ma a 7:24 Walker in entrata forzava al fallo Dunn.

Kemba segnava il primo libero, mancava il secondo ma recuperava il rimbalzo e uscendo dall’area scagliava un dardo avvelenato da tre punti che valeva il 64-69.

Lavine aggiungeva due punti ma Lamb da sinistra con l’open 3 riceveva e segnava su assist di Marvin che riusciva a uscire dalla pressione dei Bulls da sotto canestro.

Da una transizione nasceva il -1 per gli Hornets che dall’angolo sinistro trovavano la mattonella amica, questa volta era Williams a segnar da fuori per il 70-71…

Hornets a un passo ma Lopez con uno spin lento girava su due difensori depositando a canestro e ottenendo anche un FT che a 5:46 valeva il +4.

Lamb si buttava dentro a destra del canestro contro Markkanen dopo un esitazione vedendo la palla entrare mentre cadendo fuori dal campo realizzava il -2.

Leggero contatto sulla schiena Biz/Markkanen e due FT che facevano respirare i Bulls che con la ricezione in post basso di Lavine allungavano sul +6 grazie all’appoggio con vantaggio su Marvin.

Charlotte recuperava due FT con Bridges ma ne metteva solo uno e Lavine per un fallo di Batum (trattenuta iniziale) con la palla ancora fuori dal campo recuperava immediatamente il +6.

Kemba però su un attacco a vuoto dei Bulls andava in coast to coast per il -4 ingranando poi su un’altra azione offensiva dove riusciva a passare in crossover sul blocco in mezzo a due giocatori Bulls per poi andare a depositare il -2 in fing and roll.

Su un attacco dei Bulls Portis si faceva toccare da dietro la sfera da Marvin, la spicchiata giungeva a Kemba immediatamente tranciato sulla ripartenza.

Bonus per Charlotte che raggiungeva a 2:37 la parità a quota 79 ma Portis sparava gli ultimi fuochi d’artificio guadagnando due FT per fallo di Williams che andava a toccarlo con l’anca fuori dal cilindro nonostante su di lui vi fossero altri due uomini.

Nuovamente sul -2 ci pensava Monk con l’entrata rallentata sulla quale Felicio abboccava andando a travolger il n°1 per regalargli il pari a mezzo lunetta.

Portis era stoppato sotto da MKG e Marvin per una jump-ball che vedeva Williams recuperar palla fornendo a Bridges materiale per l’attacco che andava a condurre rilasciando un bouncy floater benedetto dal ferro.

Con il 10-2 di parziale Charlotte tornava sopra dopo il lungo incubo ma Arcidiacono a :53.7 realizzando dalla lunetta ambo le occasioni lasciava sulla soglia dell’uscita del tunnel Charlotte.

Netto fallo di Portis sulla mano di MKG in jumper e nuovo due per la squadra di MJ ribaltato dalla bomba di Markkanen (85-86) prima che a 4 secondi dalla fine venisse fischiato un fallo contro Harrison e Chicago su un tentativo da tre di Monk dalla top of the key con il coach dei Bulls a lamentarsi…

88-86 dopo il 3/3 di Malik che mandava Charlotte avanti prima dei minuti decisivi.

4° quarto:

L’inerzia sembrava a vantaggio di Charlotte ma nonostante Monk in uscita sulla diagonale destra a 10:49 sparasse dentro la tripla del +5 i Bulls reagivano con Harrison che arrestandosi a centro area vedeva scivolare indietro Lamb (contemporaneamente in campo con Monk) finendo per colpirlo con il jumper.

A 10:08 Monk segnava in entrata ma non c’era tempo per rilassarsi perché l’azione volgeva veloce sull’altro fronte con Harrison abile a chiudere in appoggio sul salto di MKG nella restricted area.

Gioco da tre punti che valeva il 93-91.

Monk era una bocca da fuoco importante per Charlotte che lo utilizzava ancora per mandarlo a segnare in appoggio di sinistro (qui mancava anche il fallo) ma Portis a rimbalzo offensivo chiudeva con un’altra giocata da two and one…

95-94 che dopo il deep 3 di Monk finito prima sul ferro e poi inarcatosi sulla parte alta del tabellone per perdersi sul fondo, diveniva -1 con Markkanen in spin in area a sopravvivere all’onesto contatto depositando abilmente il 95-96.

Bridges imitava l’avversario battendo Seldon con il giro e il fing and roll ma lo stesso avversario con un lungo due scavalcava ancora Charlotte che contro-sorpassava a 7:44 con Walker in facile layup.

A 7:28 i Bulls conquistavano il bonus (Hornets al quinto fallo commesso contro nessuno dei Tori) e continuando a non sbagliar nulla a gioco fermo passavano avanti sul 99-100 prima che Charlotte, trascinata dal proprio capitano, esplodesse nel finale.

Ecco la tripla dalla diagonale destra di Kemba a trafiggere Markkanen, poi Bridges conservava il +2 costringendo Seldon al wild shot da sotto così Walker sfuggendo a Markkanen che non poteva contenerne il passo provava il layup ma il fallo di Portis impediva la realizzazione.

2/2 a 6:42 e con la palla non trattenuta (un po’ larga) da Seldon che si perdeva sul fondo gli Hornets andavano ad attaccare nuovamente con Kemba che in frenata ripartiva lestamente dopo l’hesitation per andare ad appoggiare oltre Lavine il +6.

Dunn mancava il tiro sul rientro in salto di Batum e Monk cuoceva in crossover Portis che rimaneva sul posto guardando Malik appoggiare facilmente il +8.

Portis da tre andava corto mentre Batum con l’open 3 offerto da Malik con il pass a una mano non falliva dalla mattonella amica del corner sinistro a 4:52 per il 111-100.Marvin con la chiusura su Seldon arrivato a sfiorare l’appoggio a sinistra e il recupero sulla palla vagante sparata addosso a Markkanen che finiva oltre il fondo (veniva comunque fischiato fallo contro il finlandese) compiva una terrificante difesa e Kemba in entrata da crossover era ancor più devastante trovando un circus shot in entrata sul contatto con Lavine che quasi andando a falciarlo non credeva ai propri occhi.

FT realizzato e parziale di 15-0 chiuso a 4:02 con la dunk successiva di Dunn che non danneggiava molto gli Hornets che provavano a far scorrere ora il cronometro visto il largo vantaggio.

Kemba però a 3:24 decideva di regalarsi ancora un highlights con un doppio step-back su Markkanen ormai alle prese con un emicrania pazzesca vedendo infilarsi la tripla di Walker per il 117-102.

I Bulls nel finale accorciavano un po’ continuando a non fallir nulla dalla lunetta, specialmente con il finlandese che a 1:47 con un 3/3 portava i Bulls al 20/20 ai FT.

Lo stesso scandinavo realizzava da sotto il 120-113 ma a :47.3 MKG in area chiudeva in gancio ogni discorso.

Le triple di Williams dal solito corner sinistro e quella finale di Lavine dalla diagonale sinistra chiudevano il discorso fissando il 125-118 finale, ma che fatica scrollarsi di dosso questi Bulls.

Devonte’ Graham in panchina non crede a una delle giocate di Kemba…

Pagelle

Kemba Walker: 9

37 pt., 6 rimbalzi, 10 assist, 1 rubata con 10/23 dal campo. +14 e 0 TO. 15 punti nell’ultimo quarto con una tripla per il sorpasso che inizia il parziale di 15-0 e un paio d’entrate spettacolari. In precedenza, sull’unico errore dalla lunetta era andato a prendersi il rimbalzo e uscendo aveva trafitto i Bulls con la tripla per un’azione da 4 punti. Ha un passaggio a vuoto quando scarica due bombe che non vanno a segno e i Bulls allungano ma è anche il collante della squadra con servizi da drive and kick che favoriscono Batum o con passaggi quando raddoppiato come nel finale che danno la possibilità a Bridges ad esempio di metter dentro la tripla aperta. Trascina Charlotte alla vittoria ed è indubbiamente il migliore sul parquet tra caracollanti movimenti, esitazioni e anche un circus shot, è lo spettacolo oltre il risultato.

Jeremy Lamb: 6,5

13 pt., 9 rimbalzi, 2 assist, 1 rubata. 5/11 al tiro. Discreta gara anche se con un -1 di plus/minus. Bene a rimbalzo e trova l’unica tripla buona della serata (4 i tentativi) in un momento topico della partita. Attacca poco il ferro sino in fondo, probabilmente mancano due liberi ma i due assegnati li realizza. Gioca uno spezzone di ultimo quarto insieme a Monk. Non mi piace sugli scivolamenti in corsa o sui contatti che lo distanziano dal tiratore avversario.

Nicolas Batum: 7

16 pt., 5 rimbalzi, 1 assist, 1 rubata. 4/7 da tre con l’angolo sinistro benedetto. Una Batum machine al tiro con un 6/10 complessivo e momenti di buona difesa anche se pure lui nel primo tempo stenta un po’ se gli capita per caso Portis per lui che era partito su Lavine, il quale alla fine farà una partita normale per le sue possibilità.

Marvin Williams: 7

13 pt., 4 rimbalzi, 2 assist, 2 rubate, 1 stoppata. Una steal da dietro a Portis in un momento cruciale che favorisce il pari di Kemba. La bomba precedente per il -1.+13 di plus/minus meritato perché a parte qualche eccesso nel finale la sua difesa inibisce Seldon, chiude Markkanen facendogli perder palla e successivamente a rimbalzo lo costringerà anche al fallo. 5/9 al tiro con 2/4 da fuori.

Bismack Biyombo: 5,5

5 pt., 2 rimbalzi. Biz battaglia a centro area con Lopez o Markkanen che viene toccato sulla schiena dalla mano del congolese che fila lesto verso la panchina per non dire ciò che pensa di una giocata simile. Un fallo come se ne vedono tanti (magari a volte gli arbitri soprassiedono) comunque legittimamente fischiato a favore dei Bulls. Una dunk offerta da Walker e un ½ ai liberi più un paio di rimbalzi in 18:40. Non un fattore in chiusura e a rimbalzo nella notte.

Malik Monk: 7

18 pt., 3 rimbalzi, 5 assist, 1 stoppata. 6/9 al tiro e 5/5 dalla lunetta. Non fosse per la tendenza alla persa o farsi portar via palla sarebbe devastante. 4 in totale… Sbaglia poco ed è concentrato in lunetta. Nel secondo tempo Charlotte con la panchina in campo si affida a lui che non tradisce la fiducia. Cuoce Portis con un crossover notevole. Sua anche il catch n’shoot del +5 a 10:49 dalla fine. Gli manca un libero su un’entrata chiusa di sinistro mentre è bravo e fortunato sul tiro da fuori a fine primo tempo quando Harrison lo sfiora regalandogli tre FT. Bello anche il layup con rallentamento su Felicio che lo travolge. Il canestro non c’è (i due FT sì) ma l’idea di andare a trovare il proprio ritmo era ciò che gli mancava.

Michael Kidd-Gilchrist: 6

8 pt., 2 rimbalzi, 2 assist. 3/6 dal campo. Discreta gara di MKG che in lunetta recupera due FT importanti andandosi a prendere il jumper con il tempo agli sgoccioli. Nel finale mette dentro il gancio della sicurezza. Un paio di falli evitabili e una stoppata in contemporanea con Marvin su Portis assegnata però al compagno. Sale di livello piano piano dopo esser stato distrutto dalla vena incredibile di Portis nel primo tempo che comunque mortifica anche gli altri occasionali marcatori.

Miles Bridges: 6,5

13 pt., 1 rimbalzo, 1 assist, 1 rubata. 5/7 dal campo con un 2/3 da fuori. Ritrova un po’ di mano Miles che va dentro per mettere un top shot con rimbalzo sul lato del ferro fortunato. In doppia cifra, a tratti esprime una difesa ingenua, in altri, come su Seldon nel finale, è bravissimo a limitarne le possibilità. E’ un rookie e deve imparare a usare ancor meglio il suo fisico. Non perde palloni ma splitta in lunetta come peccataccio veniale.

Tony Parker: 5,5

0 pt., 2 rimbalzi, 2 assist. 12:31 in campo. Tony non è in gran serata. Lo si vede perché da subito non tenta le sue incursioni limitandosi a passar palla.

Prova un unico jumper che non entra. Un paio di falli e un -7 di plus/minus con due assist buoni.

Willy Hernangomez: 5

2 pt., 2 rimbalzi. In poco più di 10 minuti fa 1/3 dal campo sbagliando un appoggio ma soprattutto accumulando un -10 che lo indica parzialmente come un problema. Manca un open 3 da destra nel primo tempo ma almeno se lo prende dimostrando fiducia.

Coach James Borrego: 7

Seconda partita ribaltata con rientro dall’incubo di un -15 inaspettato e pesante. Squadra resiliente e casalinga, adesso basta convincersi anche in trasferta a dare quella spinta in più che gli Hornets riescono a dare in casa. Ci sono terreni sui quali si possono andare a vincer le partite ma solo con la giusta mentalità. Strana situazione con Lamb e Monk in campo nell’ultimo quarto. Il Kemba in più quando rientra gli risolve la gara.

Game 51: Charlotte Hornets Vs Memphis Grizzlies 100-92


Intro

Il vortice di bassa pressione che sta portando neve in varie zone della nostra penisola (compresa questa) deve avere qualcosa di simile con quello che sta sconvolgendo la NBA in queste ore.

Giocatori “sferzanti” che non sposano più i progetti dei loro team in difficoltà pur essendone la punta di diamante preferendo andare a giocare per una contender e magari riuscire a prender qualche soldo in più alla scadenza del contratto.

Mentre Anthony Davis aspetta la trade (possibilmente con i Lakers, almeno lui questo pare che speri), l’Unicorno Magico Porzingis ha dichiarato di non esser contento di come vadano le cose nella Grande Mela, così da quelle parti non ci hanno pensato su troppo e l’hanno spedito a Dallas in una trade (dove sembra indubbiamente New York a rimetterci nonostante l’arrivo di D. Jordan) a più giocatori e per un paio di scelte future.

Da qui alla deadline potrebbero arrivare altri sconvolgimenti mentre i nostri avversari in serata hanno messo sul mercato Conley e Gasol, l’asse portante del team, i Bulls (avversari nel back to back di domani) hanno acquisire Carmelo Anthony dai Rockets anche se come da progetto è stato tagliato.

A poche ore dalla gara Charlotte sperava di ritrovare lo spirito di una Yuki-Onna.

Non so se avete presente quelle Donne bellissime dalla pelle bianchissima quasi diafana con i capelli neri che nelle leggende giapponesi poi sono state anche trasposte in film dell’orrore e storie simili essendo in realtà spiriti narrati in passato attraverso molte leggende divergenti, per lo più figlie della paura umana e quindi associando a questo tipo di spettro una valenza negativa (vi sono anche storie semi positive o positive con yuki-onna che possono sposare uomini non malvagi, dal cuore puro), ad esempio donandogli la capacità di congelare attraverso il getto di vento emesso dalla bocca la propria vittima.

Charlotte per vincere in primis sperava così di tornar a congelare l’attacco dei Grizzlies, il quale negli ultimi match contro i Calabroni non è stato molto prolifico.

La partita in breve

Avrebbe dovuto essere una partita abbastanza semplice sulla carta contro i Grizzlies in disfacimento per cercar di conservare energie per l’arrivo dei Bulls nella nottata di domani.

Grizzlies oltretutto che dovevano rinunciare anche al pezzo pregiato Conley ma si capiva subito che la compagine di Bickerstaff non era venuta in North Carolina per una passeggiata.

Con una partenza da 5-13 costringevano Borrego al time-out ma dopo i canestri dei neo

entrati Parker e Hernangomez a ridurre lo scarto a tre punti, la squadra ospite riprendeva il pallino del gioco in attacco e mostrando i denti in difesa.

Charlotte era così costretta a chiuder sotto 17-29 il primo quarto.

Charlotte lentamente rientrava in partita nel secondo quarto arrivando sul 37-40 con MKG da sinistra nonostante il 10-24 nel pitturato per la squadra di Gasol che nel finale si faceva raggiungere da un Parker a quota 8 punti sul 45 pari, punteggio che accompagnava le squadre negli spogliatoi.

Nemmeno nel terzo quarto Charlotte riusciva a scrollarsi di dosso i caparbi avversari che sorpassavano rapidamente ogni qualvolta Charlotte riuscisse a mettere il capo avanti.

Nel finale i Grizzlies riuscivano a prendere anche un margine di tre punti (70-73) che estendevano a 5 a inizio ultimo quarto.

La reazione di Charlotte portava il match in parità a 7:46 (83-83), quando sull’uscita di Monk sulla diagonale destra, Caboclo non riusciva a stoppare la tripla della nostra guardia lanciatissima nel minutaggio al posto di un Lamb sottotono.

Gli Hornets andavano in apnea finendo sull’83-89 dopo due liberi di Noah a 6:07 tirati in maniera orrenda a due mani ma con perfetta rotazione.

Sull’85-90 Charlotte però piazzava un parziale di 11-0 che annichiliva i Grizzlies fatto di due bombe di Williams che prima pareggiava a quota 90 e poi portava in vantaggio Charlotte con la seconda bomba consecutiva personale per puntellare dalla lunetta il 96-90 mentre in difesa Charlotte faceva un ottimo lavoro con Biz a salvaguardare il risultato durante questo break con due stoppate (una su Green e una su Mack).

Nel finale, dopo una dunk di Gasol Charlotte era salvata da una chiamata per “blood rule” che mandava su tutte le furie Bickerstaff che protestava anche sulla rimessa seguente ma arrivavano solo due FT per Walker e il 2/2 finale di Monk per il 100-92, punteggio che non racconta l’immane fatica per superare una compagine martoriata dagli infortuni, meritevole nonostante il risultato.

Per Charlotte quindi lo spirito refrigerante è entrato in scena all’ultimo salvando da un’eventuale sconfitta clamorosa Borrego che otteneva nuovamente il primo posto divisionale a causa della sconfitta casalinga di Miami contro OKC.

40-40 nei rimbalzi, negli assist i Grizzlies vincono 15-23 ma anche a causa dei falli commessi che portavano più volte Charlotte in lunetta a chiudere con un 24/28 contro il 13/17 ospite. Equilibrio totale anche nella FG% con il 43,8% da ambo le parti anche se Charlotte ha tirato meglio da fuori con il 41,4% contro il 31,0% avversario. 7-3 pro Charlotte nelle stoppate e un 11-12 nei TO.

19 punti per Mack parlando di singoli avversari, 15 a testa per la coppia Rabb-Justin Holiday, 10 pt. per Green, egual punti e 11 rimbalzi per Noah.

Le formazioni:

La partita

1° quarto:

Sulla palla a due vinta da Biyombo nella nostra metà campo s’inseriva Carter che recuperava palla per il primo tiro della gara per i Grizzlies che in realtà non avveniva perché un primo pass di Holiday era interrotto dal piede di Batum e un secondo passaggio dentro sbatteva sulla tabella finendo tra le mani di Charlotte che tuttavia mancava l’entrata con Lamb.

Gasol mancava la tripla ma Biz non poteva contenere un pass di Walker troppo laterale e forte quindi finiva per segnare da tre Holiday isolato nell’angolo destro e Mack dava manforte con il jumper per lo 0-5 dalla diagonale destra. Charlotte recuperava con cinque punti firmati dal capitano: Prima una corsa sulla baseline oltre il ferro con twist and turn a spostare Mack che rimaneva dietro non riuscendo a fermare il rapido appoggio e poi con la bomba frontale in transizione a 9:36.

Charlotte accusava un jumper di Holiday da sinistra con hand-off del compagno Gasol e mentre Lamb sbagliava altri due tiri (4 in totale) a Batum era fischiato un fallo dubbio sul tentativo d’anticipo da dietro a Gasol in post basso così il possesso tornava ai Grizzlies che segnavano con il jumper di Holiday che subiva un reaching foul di Biz finendo con un gioco da tre punti per il 10 a 7:23.

J. Green infilava una tripla e i Calabroni andavano in difficoltà sul -8 così Borrego mandava in campo Parker ed Hernangomez che iniziavano bene con il primo a esser girato in entrata sul rilascio da pochi passi per un gioco da tre punti a 5:41 e il secondo a recuperare un pallone in mezzo alla difesa e ad appoggiare ottenendo anche il FT.

Lo spagnolo mancava il libero ma con i due punti ottenuti sembrava poter dare una mano a Charlotte tornata sul -3 (10-13) invece Rabb da sotto segnava facilmente e Mack lanciando un floater riportava a 7 le lunghezze di vantaggio degli ospiti che passavano ancora con Rabb e con Mack che su un passaggio in girata dalla linea di fondo sbagliato di Willy recuperava andando in coast to coast per depositare il sorprendente 10-21.

Bridges di rabbia strappava un rimbalzo offensivo sull’errore al tiro di MKG che a 2:19 ci riprovava segnando il 12-21 anche se Rabb continuava a non sbagliare un tiro dall’altro lato…

Seguivano i canestri di Parker e Mack da due punti non cambiavano la sostanza con gli Hornets ad arrivare al 33% dal campo contro il 61% avversario.

Rabb con una finta faceva saltare Willy e depositava altri due punti quindi arrivavano la tripla di Monk a :54.6 e il tap-in di Noah sulla tripla mancata da Mack per il 17-29, finale di primo quarto.

Il quintetto al completo, quasi…
Copyright 2019 NBAE (Photo by Brock Williams-Smith/NBAE via Getty Images)

2° quarto:

Il welcome back nel secondo quarto era servito da Parker che sul secondo tentativo offensivo di Charlotte recuperava due liberi a 11:14 sul fallo di Washburn per un 2/2 mentre MKG in pressione su Rabb faceva perder palla all’avversario ma un fallo di Bridges su un tiro del brasiliano Caboclo dava la possibilità di fuga ai Grizzlies che andavano così sul +13 (19-32)…

A 10:18 un pullup di Parker dalla media dopo esser passato dietro lo schermo di Biz valeva il -11 mentre a 8:55 un ½ dalla lunetta di Williams accorciava ancora prima che in attacco Malik venisse stoppato sulla baseline da Caboclo che approfittando dell’indecisione spediva la palla oltre la linea di fondo.

Arrivava un’altra possibilità quindi ma il floater di Marvin non voleva saperne d’entrare così gli Hornets andavano nel quarto sull’1/6 dal campo e dopo la tripla fallita da Mack anche i Grizzlies accusavano uno 0/5 in un inizio tutt’altro che brillante dei due team…

Carter mancava la transizione ma Rabb in tap-in correggeva quindi con il rientro di Kemba gli Hornets cominciavano a recuperare seriamente grazie alla tripla del capitano solo cotone dalla diagonale sinistra anche se intervallata dalla dunk di Noah su assist di Mack seguito dal raddoppio che lasciava libero il centro avversario.

Kemba in crossover passava tra due giocatori per andare nel cuore dell’area a servire in salto con un passaggio schiacciato Williams che metteva la ciliegina sull’azione con il reverse layup a 6:24.

Rabb in area superava Williams con un altro tocco in connessione con la retina ma a 5:35 Walker con un deep 3 mandava anche gli Hornets a girare la prima cifra sul 3 (30-38) e se Batum mancava la tripla dalla diagonale sinistra, l’energia di Charlotte serviva a contenere gli attacchi avversari dando la possibilità di un nuovo attacco a Monk che messosi in ritmo, dal palleggio saliva per la tripla dalla diagonale destra a 4:26 su Rabb.

MKG in entrata spostato da Gasol recuperava due FT che a 3:53 valevano il 35-38 mentre dalla parte opposta Gasol mancava il tiro contro Biz e Batum in raddoppio ma su un’altra azione offensiva (con Biz salito fuori dall’area, cosa che spesso avveniva nel primo tempo) metteva dentro in girata spanciando su MKG.

10-24 i punti nel pitturato pro Grizzlies ma MKG non se ne avvedeva tirando dal mid-range sinistro per colpire per il 37-40.

J. Green per un fallo sotto di Biz batteva segnando due FT a 2:44 quindi arrivava un fallo contro lo stesso Green che sul rimbalzo difensivo affossava MKG abile poi in lunetta a chiudere il benefit.
E dopo due FT di Batum per il -1 Parker superava in corsa un paio di difensori per allungarsi in sottomano portando avanti Charlotte sul 43-42 anche se Mack lestamente con una tripla ci ricacciava sotto ma altrettanto velocemente Parker con il jumper pareggiava a quota 45.Batum stoppava Mack costretto ai 24 a sparare con il francese appiccicato mentre sull’ultima azione dalla rimessa Monk scambiava con Marvin rapidamente per una corsa a battere i :05.1 del cronometro con Malik che in entrata non riusciva a metter dentro oltre i difensori lasciando il punteggio sul 45 pari.

CHARLOTTE, NC – FEBRUARY 1: Marvin Williams #2 of the Charlotte Hornets fights for the rebound against the Memphis Grizzlies on February 1, 2019 at Spectrum Center in Charlotte, North Carolina.
Copyright Notice: Copyright 2019 NBAE (Photo by Kent Smith/NBAE via Getty Images)

3° quarto:

La partenza della ripresa era segnata dalla tripla a 11:25 del rookie Carter ma anche dalla stoppata al plexiglass di Batum sul rookie lanciato in transizione e restituzione della bomba da parte del francese a 10:20.

Lamb a 9:12 finalmente segnava il primo canestro della sua partita (rimasto in panchina lungamente nel primo tempo) portandoci avanti ma J. Green con una put-back dunk pareggiava quindi a 8:30 toccava ancora a Lamb segnare due punti, questa volta dalla lunetta per un blocking foul di Gasol.

Green dalla destra però riusciva a sorpassare nuovamente dando vita a sorpassi e contro-sorpassi con Batum a metter dentro il pullup dalla diagonale destra per il 54-53 seguito dalla tripla di Holiday da sinistra che era succeduta dl floater di Mack per il 54-58 a 7:12.

Un fade-away di Walker dalla baseline destra dopo il time-out, un ½ ai FT di Gasol a 6:36 più un fade-away atletico di MKG in area preparavano il terreno al nuovo sorpasso firmato Kemba a 5:46 con due FT (60-59) prima che il saliscendi continuasse con la tripla di Mack dalla top of the key e un appoggio di Lamb dalla destra pareggiasse i conti.

Gasol con un piazzato da pick and pop batteva dal mid-range Biz in uscita ma a 4:20 sgommava a centro area rischiando di slittare via ma il rilascio dell’alzata ravvicinata nel traffico incontrava solo il cotone per il nuovo pari (64-64).

Holiday segnava istantaneamente due punti ma Kemba rilasciava un quick 3 a 4:00 dalla terza sirena per il 67-66.

A 3:39 una manata di Gasol sull’entrata di Kemba valeva un punticino al capitano dalla lunetta ma Charlotte non riusciva ad allontanarsi anche dopo un TO dei Grizzlies così Noah metteva dentro di sinistro da sotto in post sinistro su MKG in svantaggio fisico.

MKG da sotto sbagliava due volte mentre Mack a 2:20 segnava da fuori il +3 ospite.

Holiday portava a 5 le lunghezze di vantaggio del team di Bickerstaff mentre serviva arrivare all’ultimo minuto di gioco per vedere un canestro di Charlotte con Parker che a :59.3 si buttava dentro per il rilascio della sfera da pochi passi oltre l’ultimo difensore che valeva il 70-73.

Finiva così il terzo quarto.

Esulta Monk che finirà con 20 punti la gara.

4° quarto:

Carter apriva il quarto mandando Charlotte sul -35 ma la prima bomba di Williams mandava in scena la strenua resistenza degli Hornets che pareggiavano con un canestro di Williams ai 24 (bravo a ritagliarsi lo spazio per l’alzata in uno contro uno).

Carter non segnava ma il rimbalzo offensivo dava a Noah la possibilità di segnare il 75-77.

Per un contatto nel semicerchio con MKG Rabb andava ai liberi ma splittando avvantaggiava di poco i suoi così Monk con un top pullup dalla destra batteva Noah per il 78 pari.

Noah ci riprovava ma non segnava, tuttavia dal suo rimbalzo offensivo nasceva la tripla di Carter che a 8:22 metteva avanti ancora i ragazzi in divisa bianca.

Dall’altra parte Parker lanciava teso e lungo dalla nostra metà campo per Monk che emergeva in salto spiccando dietro il difensore per schiacciare un meraviglioso alley-oop dopo aver percorso la bsl dx.

Rapida era però la Caboclo jam e si andava a rapporto da Borrego non felicissimo…

A ritrovare l’equilibrio a quota 83 era ancora Monk che su una classica uscita laterale era servito da Parker che innescava così i tre punti del nostro numero 1 a 7:46 su Caboclo in uscita.

Il brasiliano dall’altra parte del campo era fermato dal fallo di Marvin all’ultimo momento sul tentativo in schiacciata.

Il 2/2 valeva a 7:27 il +2 e una fuga di Carter con servizio ravvicinato per Rabb costringeva al fallo Parker.

Canestro e FT mancato ma a 6:07 ancora due FT per Noah davano l’83-89 nonostante lo stile a due mani non proprio da manuale del centro ospite.

Kemba perdeva la palla e Charlotte andava in apnea ma una stoppata di MKG su Rabb favoriva la transizione di Monk che dalla linea di fondo destra appoggiava di sinistro per il -4.

Dopo un ½ di Gasol, Monk con due FT segnava l’87-90 e a 2:55 Marvin rilasciava una tripla dalla diagonale sinistra per pareggiare a quota 90 per ripetersi dalla diagonale opposta a 2:18 trascinando Charlotte sul +3.

Biz si esaltava per una stoppata last second su Green e a 1:38 in mezzo alla mischia recuperava un fallo che gli consentiva di splittare per il +4.

Ci provava allora Mack in entrata ma Biz tenendo il passo sull’entrata dell’avversario andava su a cancellare il tentativo d’appoggio.

Charlotte alzava lo scudo difensivo e con il mestiere otteneva due liberi per un fallo di Green su Marvin trascinato giù a rimbalzo offensivo (con anche Marvin a tenere dietro l’avversario aggrappandosi con furbizia a due mani).

Il 2/2 dava il +6 a 1:15 con un parziale di 11-0 interrotto solamente a :33.1 dalla schiacciata di Gasol lasciato andare.

Gli Hornets sulla rimessa chiamavano un time-out ma poi facevano fatica a uscire dalla metà campo, quindi, prima di un intercetto avversario arrivava un fischio per la blood rule che “comprensibilmente” imbestialiva coach Bickerstaff.

Gli Hornets erano salvati e quindi tornavano a chiedere un altro time-out nel marasma generale tra proteste di Gasol e del coach di Memphis che si adirava ancora quando Monk saltava tre difensori a metà campo chiedendo non si capiva bene cosa, se passi della nostra SG, 5 second dalla rimessa o che… di fatto Walker finiva in lunetta allungando così come Monk che dopo la tripla sbagliata da Gasol fissava il risultato sul 100-92 contro i Grizzlies al quale sicuramente va almeno l’onore delle armi.

Pagelle

Kemba Walker: 7

23 pt., 3 rimbalzi, 4 assist. Kemba nel finale perde una palla sul -6 in dribbling ma a 2:55 regala lo scarico per il 3 punti di Marvin. In precedenza aveva tenuto a galla Charlotte con un paio di bombe nel secondo quarto che avevano contribuito a produrre la rimonta. 7/17 dal campo ma mezzo voto in meno perché 6 TO sono decisamente troppi anche se regala perle passando in dribbling in mezzo a due avversari per passare con il bound pass saltato a Williams che chiuderà in reverse esaltando la rapida e plastica azione del compagno.

Jeremy Lamb: 5,5

6 pt., 3 rimbalzi, 2 rubate. 2/7 al tiro. Parte con uno 0/4 dal campo e insieme alla squadra non riesce a contenere le folate avversarie. Tra Parker e Monk finisce per giocare poco più di 13 minuti e ha un buon momento a inizio ripresa quando segna 4 punti. Un paio di palloni rubati e un secondo tempo migliore del primo che lo alza di un punto.

Nicolas Batum: 6,5

7 pt., 10 rimbalzi, 3 assist, 2 rubate, 2 stoppate. Ridicolo il pallone che prende in testa su passaggio di Biyombo mentre girato di spalle parte per la transizione e non si avvede del passaggio del compagno anche se con un po’ di fortuna riesce a recuperare la sfera. Non entra mai nei finali da protagonista ma fa un lavoro da factotum segnando pochi punti ma influenzando diversi tiri come quello di Gasol nel finale sul quale finisce in rotazione a centro area. Un paio di tiri che elegantemente accarezzano il cotone che danno il 2/4 dal campo. Una sola palla persa anche se gli assist non sono molti.

Marvin Williams: 7,5

16 pt., 4 rimbalzi, 1 rubata. Partita scialba sino a un certo punto con Rabb che nel pitturato lo batte facilmente in un’occasione. Si scatena nel secondo tempo, in particolare nel finale quando due triple consecutive ribaltano la frittata dal -3 al *3 per poi fissare il +6 con due liberi. 5/10 dal campo e 3/7 da fuori, caparbio nel finale nell’andare a prendere un rimbalzo conteso.

Bismack Biyombo: 7

1 pt., 7 rimbalzi, 1 assist, 3 stoppate. Due stoppate per salvare la partita nel finale, una su Green e una su Mack dopo uno 0/3 dal campo e un ½ ai liberi che comunque valeva il +4 nel finale. Ombrello protettivo come un karakasa (per rimanere in tema di spiriti giapponesi, quel vecchio ombrello animato da un occhio e da un sandalo solo) Sale di voto controllando bene il centro spagnolo nel finale favorendo anche a 3:09 lo scadere dei 24 secondi dei Grizzlies che non trovano sbocchi per il tiro. Ricorre a 5 falli ma alla fine regge all’espulsione restando pulito quando conta.

Malik Monk: 7

20 pt., 3 rimbalzi, 1 stoppata. Partita sulla falsariga di quella con New York. Non inizia bene sparando un po’ a salve con il layup sulla sirena del secondo mancato ma nell’ultimo quarto la tripla dalla destra sparata in faccia a Noah vale parecchio così come l’appoggio precedente per il -4 sull’83-89. Fa 6/15 con 4/4 dalla lunetta e acquisisce un +17 in 25:38, lanciato nel finale al posto di Lamb. Da menzionare anche l’alley-oop da urlo con balzo felino su lancio da casa sua di Parker.

Michael Kidd-Gilchrist: 6,5

10 pt., 4 rimbalzi, 1 rubata, 1 stoppata. A volte vince, a volte perde nella lotta difensiva ma nel finale stoppa Rabb, inoltre, oltre al 3/6 dal campo con uno splendido fade-away nel pitturato in uno vs uno, dimostra di esser più abile in lunetta rispetto al passato finendo con un 4/4 importante.

Miles Bridges: 6

0 pt., 4 rimbalzi. Non coi prova mai in poco più di 11 minuti ma è deciso a rimbalzo e ne strappa letteralmente uno di forza dalle mani di un avversario in attacco. Deciso anche in difesa, finisce con un -3 che sono anche i liberi concessi per un suo fallo a Caboclo.

Tony Parker: 7

15 pt., 1 rimbalzo, 7 assist. Innesca una tripla di Monk e anche il suo alley-oop. Lo trova bene. All’inizio non sbaglia un colpo in attacco al tiro. La prima entrata gli vale un gioco da tre punti. 3/3 dalla linea con un -3 di plus/minus. Va un po’ perdendosi al tiro in attacco quando estende il destro sulla frenata in corsa sotto canestro per allontanare il difensore e il canestro viene giustamente annullato nonostante le proteste. Senza di lui però a memoria Charlotte non ha mai vinto è l’upgrade rispetto a Devonte è visibile. Entra negli spogliatoi a un tratto ma ne esce per fortuna…

Willy Hernangomez: 5

2 pt., 1 rimbalzo in 5:24. Rabb lo sbeffeggia e in attacco non tiene un pallone dopo essere andato a segno subito con un buon movimento in mezzo a due difensori e aver freddato Gasol ma essersi “dimenticato” di segnare il FT aggiuntivo. Il coach dice che può bastare così e non ha torto…

Coach James Borrego: 6,5

La squadra fatica a segnare ma resiste nei momenti di difficoltà mandando in tilt un attacco, quello di Memphis, con tantissimi problemi nel finale. I time-out nel finale aiutano mentre per il resto ha ragione schierare Monk al posto di Lamb.