Game 31: Charlotte Hornets @ Portland Trail Blazers 116-125

Intro

Da qualche anno a Portland va in scena sempre la stessa musica con vittorie dei Trail Blazers.

A proposito di musica, una storia strana e un po’ oscura nasce in Ungheria negli anni ’50.

I rëbra (costole in russo) furono uno strano esperimento, dei dischi a microsolco che recavano al centro un buco effettuato con una sigaretta generalmente.

Erano dischi illegali (specialmente la censura si concentrava su politica, artisti russi emigrati in occidente o a cantanti occidentali fautori del rock and roll che si pensava potessero far abbracciare ai giovani uno stilema anti-sovietico in epoca di guerra fredda) prodotti su lastre spesso recuperate dagli ospedali (dovevano essere smaltite velocemente) e venduti per pochi spiccioli anche perché la loro riproduzione era limitata a 5/10 volte massimo.

La radio statale di Budapest fu la prima ufficialmente a mandare in onda musica di questo genere denominata anche “musica delle ossa” (visto che si potevano intravedere le lastre dei pazienti), dalla qualità pessima che i sovietici Ruslan Bogoslowskij e Boris Taigin avevano già iniziato a creare per copiare registrazioni militari.

Alla fine, nel 1958, i governi, dopo aver messo in circolo con la stessa tecnica i dischi clandestini del genere che dopo pochi secondi iniziali del pezzo, pare minacciassero il compratore per fare da deterrente a ricomprare quella specie di surrogato del vinile, decisero di non tollerarlo vietandolo ufficialmente.

Cosa potrebbe vietare agli Hornets a Portland di vincere è presto detto: Lillard.

Charlotte però dopo essersi fatta le ossa su questo campo punta a cambiare la storia suonando una musica corale di qualità grazie ai suoi molteplici interpreti.

Andamento della partita

I quintetti con quello di Charlotte tornato in formazione tipo.

Portland vinceva la palla a due con Nurkic che veniva sfruttato anche dai compagni come terminale offensivo in post basso sx per battere Plumlee al vetro.

Mason si rifaceva a 10:26 afferrando un passaggio interno forte per appoggiare subendo fallo da Nurkic trasformando il libero (mancato e poi ribattuto per l’invasione di Lillard).

Era proprio il play avversario a segnare da fuori per riportare la squadra dell’Oregon avanti aiutata da altri due punti di Nurkic da sotto per l’allungo sul 3-7.

Ball in cambio mano sull’entrata metteva dentro di sinistra poi Little splittava due FT mentre Ball a 9:16 segnava due FT per una mano appoggiata del centro di Portland che costringeva il coach a toglierlo per il secondo fallo.

Purtroppo, nonostante il -1, gli Hornets incassavano un parziale di 0-4 prima di realizzare la tripla del 10-12 con Hayward, ultimo sussulto di Charlotte che non soffriva i sistematici raddoppi che ogni tanto erano portati d Portland ma una difesa friabile anche a causa dell’ingresso della bench.

Martin a 5:13 commettendo fallo su Lillard mandava in bonus i locali con il play abile a trasformare il 10-22.

Hayward bloccava un paio di attacchi di Lillard che si vendicava con una steal due FT a 3:23 per fallo chiamato a P.J..

Un multi-spin nel pitturato di Bridges depistava il suo difensore e con l’alzata Miles andava a segno per il 15-26 ma una tripla di Lillard e un’entrata di Covington valevano l’allungo deciso sul 15-31 prima del passaggio del rientrante Ball che coglieva in solitaria McDaniels per una dunk.

Anche Simons segnava da fuori e sebbene con l’entrata in euro Bridges portasse due money per Charlotte, Lillard a 1:10 infilava due liberi per realizzare anche un deep 3 poco più tardi trascinando sul 21-41 il risultato facendo arrivare al 75,0% le percentuali da fuori dalla squadra di Billups (Hornets al 13,0%) ritoccato da Ball con un deep 3 a chiudere il primo quarto sul 24-41.

Non partiva bene nemmeno il secondo quarto con gli Hornets colpiti da Simons da oltre l’arco benché Charlotte rispondesse con una deep 3 dalla diagonale sinistra e con un’entrata di Miles perché Nurkic in post basso usava il fisico per appoggiare a 8.26 il 32-53 e Covington alzava la tendenza da tripla infilando il +24 Portland.

Nonostante un tap-in di Plumlee nel traffico anche Powell e McLemore da fuori realizzavano tre bombe di seguito (2 in fila per McLemore) costringendo Borrego all’ennesimo time-out per cercare di riordinare la difesa e spezzare il ritmo a Portland che a 4:54 conduceva ormai di 28 punti (40-68).

Martin da due, P.J. Con due FT e ancora Martin da tre non bastavano di fronte all’ennesima tripla sganciata dall’ex Rockets che in 9 minuti era capace di segnare 20 punti con un 6/8 da oltre l’arco e la tripla di P.J. Seguente valeva solo il 50-76.

Martin passava al volo un pallone per la jam di Miles e poi faceva da solo in alzata (54-76) ma Portland riprendeva qualche punto di vantaggio nel finale con la tripla di Lillard da fermo nell’angolo destro su Martin per il 55-81.

Un divario di 26 punti non impossibile da rimontare nella NBA ma che sapeva parecchio di partita compromessa per l’incapacità della difesa degli Hornets di bloccare l’attacco billupsiano.

Il 2/15 dal campo del terzetto: Hayward, Oubre Jr. e Rozier era pesante per Charlotte che tirava dal campo con un 42,6% contro il 64,4% avversario che raggiungeva la pazzesca punta del 64,0% da oltre l’arco (Hornets al 35,3%)…

Anche il 20-26 a rimbalzo e il 15-18 negli assist non aiutava.

Un turnaround dalla linea di fondo destra di Bridges e una tripla dalla diagonale dallo stesso lato fiondata da Hayward inauguravano il quarto ma da un rimbalzo offensivo di Nurkic sorgeva una second chance capitalizzata da Lillard con tre punti.

Ball in arresto e tiro, Lillard in pull-up, Plumlee in scoop e Nurkic sopra Mason alzavano il punteggio poi Charlotte si arrestava sull’errore di Ball che passando sul blocco di Plumlee era distratto sul tiro dalla vistosa trattenuto dalla star avversaria non chiamata.

Così Lillard in back-door e da tre segnava 5 punti con LaMelo colto in altro errore e sebbene Plumlee, servito da Miles, segnasse da sotto a 6:50 mancava l’occasione del libero addizionale per fallo del centro bosniaco.

Quando in crossover Lillard si liberava di martin per decollare con una jam spinta a una mano sembrava notte fonda (72-97) ma da un rimbalzo di Martin in attacco arrivava la tripla di Oubre Jr. che si ripeteva poco più tardi seguito da P.J. Che riceveva uno swing pass da Miles e così a 2:47 il divario calava sui 18 punti (81-99).

Un floater di Nance Jr. faceva scavalcare a Portland quota 100 mentre a 1.45 P.J. avvicinava ulteriormente i Calabroni a mezzo tripla per un -17 che resisteva nel finale benché il punteggio si alzasse sull’83-106.

Da una steal di P.J. Washington nasceva l’opportunità in transizione mancata in appoggio da Oubre Jr. che si faceva perdonare con la tripla a 10:26 dall’angolo.

Rispondeva McLemore alla sua maniera in serata ma Ish Smith bruciava due volte la difesa dei Trail Blazers con incursioni valevoli per il 93-106.

Peccato che i Calabroni si concentrassero troppo sulle triple fallendo con Smith, Washington, McDaniels e Oubre Jr. e anche se Portland, momentaneamente riportatasi a +15, sbagliava molto concedendo a Smith un’altra entrata in crossover, segnava con un open 3 di Powell a 6:40 il 97-116.

Dentro i titolari principali con Ball a prendersi un tiraccio solo vetro ma bravo a rifarsi poco dopo con una steal e dunk in transizione.

Una tripla di P.J. In catch n’shoot fuori equilibrio dall’angolo sinistro si infilava per il 102-115 e l’euro-assist di Bridges per Martin che da sotto non poteva sbagliare valeva il 104-115 a 3:51 dal termine.

Dopo due altri centri del numero zero avversario in lunetta, Ball in entrata con crossover batteva in up & under anche il difensore al ferro con cambio mano dalla notevole velocità.

LaMelo si ripeteva in floater e con un altro crossover saltando lungo per una semi-schiacciata con tre giocatori intorno e quando Oubre Jr. a 1:17 appoggiava in transizione il 112-118 la rimonta nella corsa contro il tempo pareva farsi un po’ più concreta.

Purtroppo McLemore indovinava serata e tripla dalla sinistra nonostante l’ottima difesa di Oubre jr. e benché il riccioluto biondo degli Hornets infilasse due punti a :40.5 dal termine i liberi di Nance Jr. a :29.9 dalla fine (114-123) decretavano la parola fine al match anche perché Ball andava a toccare leggermente la linea laterale destra su un suo tentativo da fuori commettendo TO.

116-125 era il punteggio finale dopo i ritocchi di Lillard e Ball.

Charlotte a Portland ha ritrovato un Ball a mezzo servizio per i minuti sul parquet ma già performante anche se non è bastato. Foto tratta dal sito ufficiale degli Charlotte Hornets.

Analisi

Con Portland in striscia negativa da 7 partite c’era da aspettarsi una reazione d’orgoglio della squadra dell’Oregon, la quale partiva forte mentre Charlotte non sembrava esser preparata difensivamente né abile a imporre il proprio ritmo subendo quello avversario.

La Croce Rossa Hornets praticamente perdeva il match nel primo tempo trafitta dalle schegge di granata lanciate da oltre l’arco da McLemore e soci al 64,0% da fuori.

Lo stordimento passava nel secondo tempo ma la partita, irrimediabilmente compromessa, viveva solo un breve sussulto nel finale quando Oubre Jr. appoggiava per il -6 ma era ancora una tripla di McLemore sostanzialmente a sigillare il match facendo tornare a sorridere Portland e a lasciare nel dubbio i tifosi di Charlotte che nonostante il rientro positivo di Ball e Smith hanno vissuto le ultime tre partite senza veri e propri finali avvincenti, due perdendole piuttosto nettamente.

Probabilmente sarebbe da considerare l’opzione Martin in quintetto l posto di Rozier per equilibrare la squadra a inizio match benché Terry non si discuta a livello di talento, probabilmente l’impostazione offensiva non è ottimale.

A parte il 44-50, la squadra di Billups ha fatto leva sulle migliori percentuali realizzative perché il resto non si discosta molto, anzi, il 15-8 nei TO, il 52-40 nel pitturato e il 29-27 negli assist sono statistiche favorevoli a Charlotte che come detto però ha gettato tutto via nel primo tempo.

Nela città delle Rose troppe spine per Charlotte che a visto tra le fila avversarie due giocatori navigati esser decisivi: Lillard con ben 43 punti (13/14 ai liberi e 6/11 da 3) e McLemore con 28 (8/13 da 3) mentre Powell ha chiuso a 14 e la coppia Nance Jr.-Nurkic a 10.

LaMelo Ball: 7

27 pt. (11/17), 4 rimbalzi, 5 assist, 1 rubata, stoppate. Gioca un po’ meno (28:36), probabilmente per riambientarsi dopo il Covid-19 che non sembrerebbe nemmeno averlo scalfito. Gioca con polmoni e cuore mettendo un 3/5 da fuori e arrivando più volte nel finale nei pressi del ferro grazie alla partenza in crossover. Preciso al tiro, mostra un paio di cambio mano notevoli da sotto e un no look pass perfetto nel primo tempo. Sbaglia un paio di tiri dopo un fallo di Lillard non chiamato, irritato si siede in panca prima del rientro finale. Prestazione positiva anche con il TO finale pestando la laterale destra. Lo aspettiamo con un minutaggio leggermente più elevato, potrebbe fare la differenza.

Terry Rozier: 4,5

2 pt. (1/10), 4 rimbalzi, 1 assist, 2 rubate e -18 in 23:00 minuti. Sicuramente Terry gode della mia stima ma non sembra in serata da subito. Chiude il primo quarto a zero punti, segna solo un tiro con finta dalla media nel secondo quarto sbagliando tutto il resto e anche in difesa a volte in ritardo salta a vuoto finendo per concedere open all’avversario. Pessima serata e forse per i primissimi minuti sarebbe meglio inserire Martin.

Gordon Hayward: 5

6 pt. (2/8), 3 rimbalzi, 1 assist in 22:18. Commette 4 TO e non trova il ritmo. Altro senatore che non è riuscito a dare la spinta giusta alla squadra benché abbia fermato bene un paio di volte Lillard dal quale si faceva sottrarre palla però poco dopo.

Miles Bridges: 7

14 pt. (6/12), 6 rimbalzi, 11 assist, 1 rubata, 2 stoppate. Ottima prestazione di Miles che impegna la difesa di Portland costringendola a commetter falli su di lui quando va in entrata. Incursioni perfette per appoggiare o schiacciare, capace anche di smazzare assist con cambio lato, passaggi sotto per tutti in una giostra della quale è il perno, arriva in doppia doppia proprio grazie a questa capacità, peccato per i 6 soli rimbalzi. E’ comunque una forza in attacco e dispiace il suo gioco sia troppo dispendioso o potrebbe puntare qualche volta di più a canestro.

Mason Plumlee: 6

9 pt. (4/7), 3 rimbalzi, 1 assist, 1 stoppata in 16:39. Inizialmente Nurkic lo punta ma lui cerca di tenere con il fisico e uscito il bosniaco per due rapidi falli, anche lui va a fargli compagnia poco più tardi giocando poco. Il neo forse sono i pochi rimbalzi e gli and one. Segna il primo a inizio match mentre il secondo lo spara sul bordo anello.

Kelly Oubre Jr.: 6

18 pt. (6/14), 4 rimbalzi, 1 assist, 5 PF in 31:12. Parte male al tiro e in difesa sfiora l’espulsione commettendo troppi falli. E’ uno degli artefici della rimonta grazie a un paio di triple che si vanno a sommare a una tripla nel finale tra due buoni canestri però perde un paio di palloni importanti, uno in mischia nel finale. E’ sfortunato perché sulla difesa migliore McLemore lo batte con un tiro pesantissimo.

Ish Smith: 7

6 pt. (3/6), 1 rimbalzo, 2 assist, 1 rubata. 2 PF e +15 in +/- in 13:12. Cambia il ritmo alla partita quando entra nel terzo quarto portando pressione difensiva e segnando grazie alla sua velocità nelle entrate che chiude sverniciando i difensori. Troppo veloce anche per un autovelox.

Cody Martin: 6,5

14 pt. (5/5), 3 rimbalzi, 5 assist, 2 rubate in 26:25. Non brillante quando entra in campo nel primo tempo, meglio nel secondo quando rifinisce varie occasioni dando una spinta alla squadra anche attraverso il passaggio e la difesa anche se nel secondo tempo si fa battere dal crossover d Lillard che va a schiacciare a una mano di forza. Tira molto meglio da fuori centellinando le sue occasioni consapevole di quale possa essere un buon tiro in catch n’shoot. Io proverei ad affiancarlo a Ball a inizio partita e nei momenti di difficoltà considerando l’impatto del tasso tecnico avversario potrebbe migliorare la squadra in difesa.

P.J. Washington: 6,5

16 pt. (4/8), 5 rimbalzi, 1 assist, 1 rubata, 1 stoppata. +13 in +/- in 24:09. Tutto da fuori il 4/8 che aiuta Charlotte a rientrare. Bella la bomba fuori equilibrio volante dal corner sinistro. Ingrana anche in difesa dopo un po’, vedi il passaggio lungo linea deviato nell’ultimo quarto con Portland rimasta a 1.8 sec. per il tiro.

Jalen McDaniels: 5

4 pt. (2/5), 5 rimbalzi, 1 assist in 16:22. Lo 0/3 da oltre l’arco con triple mancate che avrebbero potuto farci rientrare pesa sul giudizio complessivo nonostante i rimbalzi.

Coach James Borrego: 5,5

Altro giro a vuoto iniziale come quello a Dallas in Texas e stavolta aveva tutti gli elementi a disposizione. Frustrante vedere una squadra incassare 81 punti nel primo tempo.

Tre uscite prima di Natale su campi difficili e servirà almeno una vittoria per non chiudere con un bilancio in passivo ma questi Hornets da trasferta sono troppo lunatici. Occorre giocare da subito con più agonismo e trovare soluzioni per avere più solidità difensiva.

Versione 1.
Versione 2.

Matchup key 31: Charlotte Hornets @ Portland Trail Blazers

A cura di Filippo Barresi.

LaMelo Ball Vs Damian Lillard

Sembra ormai certo il rientro di LaMelo Ball tra le fila degli Hornets e sarà subito impegnato in una sfida molto ardua.

Nella partita contro i Trail Blazers l’ago della bilancia passerà per lo stato di forma e la prestazione di Damian Lillard, ormai da molti anni stella della squadra dell’Oregon.

Lillard sta disputando la sua peggiore stagione di sempre e questo inizio di stagione sottotono potrebbe favorire Ball e gli Hornets, affamati e bramosi di continuare con il loro momento magico.

Possibili svantaggi:

Nonostante l’inizio difficoltoso, i Blazers sono comunque una squadra ostica e abituata a inanellare prestazioni consistenti settimana dopo settimana.

La loro arma in più rimane sempre la capacità di trovare il canestro con molta facilità grazie a meccanismi ormai parecchio oliati.

Bloccare le iniziative di Lillard potrebbe agevolare il compito difensivo degli Hornets.

Possibili vantaggi:

La sfida di questa notte vedrà sfidarsi le due peggiori difese della lega e questo potrebbe avvantaggiare gli Hornets in quanto il loro rendimento offensivo è ormai consolidato nell’olimpo dell’NBA in questo inizio di stagione.

Il ritorno di Ball aumenterebbe ancora di più il potenziale già visto anche in sua assenza e, grazie a un sistema difensivo dei Blazers non così performante, questo potrebbe garantire una vittoria senza eccessivi problemi.

Game 30: Charlotte Hornets @ San Antonio Spurs 131-115

Intro

Gli Hornets rimangono in Texas facendo visita ai San Antonio Spurs.

C’è una storia, molto probabilmente una leggenda metropolitana emersa di recente che racconta della ferrovia stregata di San Antonio.

Negli anni ’30 o ’40 (già qui iniziamo a notare scarsa documentazione), uno school bus giallo (non sarà quello guidato da Otto nei Simpson’s?) si fermò per un guasto sulle rotaie.

Pare che tuttavia a folle velocità arrivasse un treno che non vide o non riuscì a evitare l’impatto con il pullman dei piccoli scolari e così avvenne la tragedia che poi narra dettagli differenti a seconda di chi la riporta.

Si parla di 10 o 30 vittime più il conducente (anche qui i conti non tornano e in un altro caso si parla addirittura che l’incidente avvenne realmente ma a Salt Lake City).

Da allora gli spiriti spettrali dei bambini accompagnano le auto ferme a quell’incrocio fuori dai binari sospingendole spettralmente per dare un aiuto di sovente anche a chi – stupidamente – a conoscenza della leggenda, tenti di verificarla sul posto.

Le stranezze paiono essere che quel punto sembri in salita e che compaiano delle impronte di mani su retro e fiancata delle macchina (c’è anche chi mette del talco per evidenziarle).

Non essendo un Paolo Brosio sono piuttosto scettico su queste leggende molto affascinanti ma indimostrabili tanto che la metafisica di questa leggenda pare scivolare via già sul discorso mani degli spiriti che dovrebbero essere incorporei e quanto alla pendenza, un geometra assunto appositamente per svelare il mistero ha rilevato che in quel tratto esisterebbe una pendenza di 2° ma in discesa quindi la legge di gravità farebbe il suo corso in un tratto che da l’illusione ottica di una continua salita.

Chi spingerà gli Hornets alla vittoria a San Antonio?

Charlotte avrebbe dovuto chiamarsi Spirits in origine (l’idea fu del presidente Shinn), che i fantasmini di San Antonio diano una mano per simpatia o che sia la squadra a sospingersi verso la vittoria per gli Hornets l’importante sarebbe cercare di espugnare l’AT&T Center perché il calendario dice che la strada per i Calabroni sarà ancora in salita anche per il mese di dicembre.

Andamento della partita

I quintetti con la statistica su Plumlee evidenziata.

La palla a due era vinta dagli Spurs con Plumlee al rientro che fuori tempo non saltava ma i primi a passare in vantaggio erano i Calabroni con una drive and kick di Bridges per la tripla aperta di martin.

Murray pareggiava da fuori dal corner sinistro ma Martin dalla stessa diagonale sinistra centrava ancora il bersaglio.

Poeltl – disturbato – segnava ugualmente da sotto mentre Martin conquistava un rimbalzo offensivo dall’errore di Rozier e Bridges in entrata correggeva sé stesso dopo il suo primo errore per l’8-5.

Martin continuava il suo avvio produttivo con una stoppata su McDermott che tuttavia trovava comunque il canestro sulla stessa azione.

Era ancora il prezzemolo Cody Martin a trascinare gli Hornets in doppia cifra seguiti a ruota dagli Spurs che con il FT jumper di Murray realizzavano il 10-9.

Charlotte segnava con Rozier in back-door grazie all’assist saltato di plumlee che confondeva i difensori incapaci di percepire in anticipo dove sarebbe finita la palla e a 8:32 Pop andava in time-out sul 12-9.

K. Johnson con un runner al vetro teneva in scia gli Speroni che incassavano tuttavia una tripla di Hayward prima di tornare a segnare con McDermott il 15-13.

Plumlee da sotto realizzava il 17-13 e dopo un giro offensivo a vuoto dei texani martin coglieva anche la terza tripla del suo super inizio per il 20-13.

Hayward portava Charlotte sul più 10 con un altro dardo a bersaglio da oltre l’arco.

Gordon con uno spin e finta su White portasse un’alternativa alla maniera di segnare insieme a due punti da sotto di P.J. che raccoglieva da un errore di Oubre Jr. ma gli Speroni tornavano sul -10 prima che lo schema da drive & kick degli Hornets diventasse importantissimo nel primo quarto poiché le frecce di McDaniels (3.59 per il 30-17), Oubre Jr. (open per il 33-19), Hayward (diagonale leggera destra, 36-21) e ancora Hayward centravano il bersaglio trascinando Charlotte sul 39-21.

Charlotte provava a raggiungere il record di punti nel primo quarto riuscendoci con McDaniels a :11.6 che segnava il quarantaseiesimo punto ma San Antonio racimolava qualche punticino chiudendo a quota 31 il primo quarto.

La difesa di Charlotte era proprio quella che continuava a mancare e Murray segnava in avvio secondo periodo il punto n° 33 Spurs prima che un pull-up da tre di Rozier dall’angolo sinistro battesse un inferocito Eubanks.

Un passaggio di Plumlee innescava ancora Rozier che segnava una tripla, meno difficile del top shot precedente ma utile a trascinare Charlotte sul +19.

La squadra di Pop però aveva un buon flow momentaneo e Johnson a 7:38 con un floater riportava sino al -8 (52-44) i suoi costringendo Borrego al time-out.

Il break degli Spurs era a sua volta rotto da Hayward con due liberi quindi un euro-step di Bridges si chiudeva con un reverse molto plastico e Hayward passando in crossover Eubanks imitava in qualche maniera il compagno con il sottomano rovesciato (60-48).

McDaniels dal corner sinistro senza esitazioni colpiva da tre e uno swooping hook di P.J. Faceva fuori la difesa di Bates-Diop nel pitturato.

McDermott soffriva Hayward e Miles in entrata atletica appoggiava altri due punti per il +20 (71-51).

Peccato che gli Hornets incassassero un 3/3 dalla lunetta di Forbes a 1:06 (fallo assegnato a Rozier in close-out nel corner destro) e la tripla di White ma Martin con un’entrata in terzo tempo rallentata dal fisico del difensore opposto segnava il +16 (73-57) con la quale si chiudeva il primo tempo giacché Murray in entrata era impreciso sull’alzata grazie alla pressione dello stesso Cody. Il primo tempo vedeva Charlotte tirare da fuori con il 61,9% (13/21) contro il 29,4% dei padroni di casa, cifre simili a parti invertite rispetto alla partita di Dallas.

La partenza del terzo quarto era però preoccupante perché Johnson e McDermott miglioravano le percentuali degli Speroni da fuori inanellando due triple (nel mezzo un bel reverse di Cody Martin oltre ferro e Poeltl) e White in coast to coast segnava il 75-65 in schiacciata a 10:38 mandando Borrego in time-out.

Martin riprendeva a portare punti per Charlotte con una tripla dall’angolo destro in catch n’shoot sul giro palla in transizione ma Rozier mancava il secondo appoggio in separation al vetro e Murray ristabiliva il -10 (78-68) prima che Hayward in penetrazione infilasse due FT per fallo di Poeltl.

L’ottimo reverse sulla baseline di K. Johnson per l’80-70 era seguito da uno 0/2 di Miles in lunetta ma dopo l’occasione mancata dai texani il missile dal short corner sinistro di Hayward fissava l’83-70, divario aumentato di due dopo un difficile quanto splendido sottomano rovesciato di Bridges che dopo aver fatto a sportellate alzava oltre due difensori con ottimo spin.

Hayward portava a casa altri 4 punti per i violazzurri contribuendo a portare sul +22 la squadra di MJ (93-71) con gli Spurs visibilmente demoralizzati tanto che su uno skip pass di Bridges P.J. Bloccava in salto e “jumperava” su Bates-Diop attaccato a lui per tre punti solo cotone.

Nel finale Hayward aggiungeva 2 liberi, una tripla, due punti nel pitturato a :42.7 e un pull-up portava a 21 pt. Il bottino del suo quarto lanciando gli Hornets su un ipoteticamente imprendibile 110-82.

Rozier contro bates-Diop. Foto tratta dal sito ufficiale degli Charlotte Hornets.

Si partiva per gli ultimi 12 minuti con gli Hornets a cercar di mantenere le distanze con una rovesciata da tre ai 24 di P.J. Washington oltre White e con il reverse di Martin ben servito da P.J. in area sul quale arrivava anche la chiamata per il fallo subito dalla nostra ala/pg.

Aggiuntivo a segno a 8:29 per il 116-86 prima che gli Spurs rientrassero di qualche punto con Murray per il 118-93 mentre a metà quarto Popovich mandava sul parquet un paio di riserve con Charlotte a giocare ormai con il cronometro.

Non ne traeva molto vantaggio la squadra di Borrego ad abbassare il ritmo ma un appoggio di destra contrastato di McDaniels e una tripla di Rozier dall’angolo destro a 2:47 dal termine valevano il 126-97, 19 punti di tranquillità.

Si chiudeva con la panchina di Charlotte sul parquet e un 131-115 finale.

Gordon Hayward sfugge a McDermott. Foto tratta dal sito ufficiale degli Charlotte Hornets.

Analisi

Gli Hornets volano sulle ali del vento sospinti dalle proprie ali, vere o adattate.

Hayward con una serata da 41 punti è aiutato da Bridges con le sue drive mentre Martin e McDaniels formano la seconda coppia d’ali uncinate che fanno volare più forte i Calabroni.

Invertite le parti rispetto a Dallas, gli Hornets si sono assicurati con un primo quarto da 46 punti il match non dovendo mai rimontare in serata.

Forse il pallone autografato da Steph Curry al padre Wardell a bordo campo con la preziosa new reliquia (la guardia di Golden State è appena divenuto il tiratore più prolifico per numero di triple realizzate in ogni epoca NBA), ha dato un’aura magica alla squadra che non ha voluto esser da meno.

Il pallone del “più grande tiratore” NBA nelle mani del papà che personalmente preferirò a vita a chiunque altro dal punto di vista stilistico del tiro poiché Dell, buon tiratore, ha costruito anno dopo anno la sua carriera NBA migliorandosi sempre più da oltre l’arco aprendo al strada ai figli.

Le triple (molte da drive and kick hanno saputo creare spazio) che hanno costellato la prima frazione sono state conservate dal buon gioco di squadra e da Hayward che nel terzo quarto ha chiuso il match con San Antonio visibilmente recante un linguaggio del corpo negativo.

Charlotte ha tirato con il 59,3% dal campo e con il 52,9% da tre punti finale con al difesa di San Antonio che ha faticato sia sotto che dall’arco a difendere concedendo triple aperte e qualche and one.

Il 32,4% da oltre l’arco dei texani è dato nettamente inferiore così come il 34-27 negli assist racconta bene il match mentre il 52-39 a rimbalzo è per Charlotte un’anomalia consistente a favore.

Non basta un 25/25 dalla lunetta a SAS contro l’11/16 di CHA né il 12-22 nei fast break.

Per gli Speroni i migliori scorer sono stati Forbes con 25 punti e Keldon Johnson con 21 seguiti da White a 18 e un terzetto in doppia cifra a 10 punti composto da Murray, McDermott e Vassell.

Cody Martin: 8,5

21 pt. (8/13), 8 rimbalzi, 3 assist, 1 stoppata. Ottima partenza costellata da tre triple senza macchia oltre a un rimbalzo e a una stoppata su McDermott. Traccia subito la via come una pinna dorsale che fende l’acqua e gli Hornets non deragliano come a Dallas anche se per aggiustare la difesa ci vuole qualche minuto ma lui è parte fondamentale del rallentamento degli Spurs in qualche azione offensiva. Costante presenza per tutta la partita, è utile anche a rimbalzo dove giganteggia anche con gente che ha più cm di lui. In ben 40:29 segna un 4/4 da fuori e nell’ultimo quarto si permette anche il lusso di un reverse con and one. Massimo stagionale per un giocatore sviluppato in casa.

Terry Rozier: 6,5

13 pt. (5/12), 1 rimbalzo, 5 assist. Il meglio di sé probabilmente lo da al tiro con tre bombe a segno su sei. La prima è un top shot in uno contro uno dall’angolo destro, l’ultima quella della tranquillità, nel mezzo anche un off-balance da due punti. Sbaglia un paio di appoggi in separation dal vetro tenendo una media decente ma non eccezionale alla fine. Non una partita efficacissima difensivamente ma tanto basta in serata compensando con gli assist.

Gordon Hayward: 9,5

41 pt. (15/19), 5 rimbalzi, 3 assist. Fa abbastanza impressione il +35 di plus/minus. Arriva al massimo stagionale aiutando dapprima Charlotte (anche grazie al 5/6 da tre finale) con triple letali e nel finale di terzo quarto fa il vuoto chiudendo quei 12 minuti con 21 punti e andandosi a sedere in panchina per tutta l’ultima frazione o probabilmente essendo in the zone avrebbe fatto il record in carriera contro una difesa incapace di contenere le sue movenze in crossover, infatti, è anche l’Hornet che passa di più dalla lunetta chiudendo con un 6/6… Serata magica, quasi perfetta se solo avesse dato (chissà) le scarpe a questa tifosa…

Miles Bridges: 8

19 pt. (8/12), 8 rimbalzi, 8 assist, 1 stoppata, +32 in +/-. Sa fare a sportellate ed appoggiare, se poi mette anche un paio di perle in reverse (una in euro con cambio direzione e l’altra facendo a sportellate con un reverse oltre due giocatori dallo spin perfetto) allora a San Antonio non resta che chiedere la grazia. Serata super con brillanti iniziative che hanno portato punti anche ai compagni come l’iconico skip pass/cambio lato per Hayward che ha fruttato 3 punti al n° 20. Sembra un comprimario in serata ma in realtà è parte fondamentale del gioco per dare profondità alla squadra sotto canestro dove Pop non ha soluzioni con quegli uomini. L’alley-oop di serata dietro le linee non ce lo facciamo mancare.

Mason Plumlee: 6

5 pt. (2/3), 6 rimbalzi, 4 assist, 1 rubata, 3 TO, -11 in +/-. Il rientrante Mason fa meglio quando è in gruppo. La sua altezza riesce a dar fastidio. Da solo viene battezzato più di Gesù nel fiume Giordano. Chissà se Jordan avrà provato a dare dei consigli sui liberi. Finisce con ½ ma mi sembra che coordinazione e meccanica siano migliorati. Non fenomenale dietro ma recupera 6 palloni e smazza 4 assist, molto bello quello in salto per il back-door di Rozier, una specie di no look poiché avrebbe potuto servire l’uomo sulla linea dei tre punti.

Kelly Oubre Jr.: 5

3 pt. (1/5), 1 rimbalzo, 1 assist, 1 rubata in 16:12. A parte una tripla aperta e un recupero va fuori giri non riuscendo a trovare il suo flow finendo anche per giocare poco. Un TO (e mezzo direi) e tre falli, non un granché, alla prossima quando magari in un contesto di bisogno potrà fare la differenza.

P.J. Washington: 7,5

12 pt. (5/7), 9 rimbalzi, 7 assist, 2 stoppate, +28 in +/-. ottima partita di P.J. Che strappa rimbalzi in difesa, corregge da sotto un paio di palloni come sull’air-ball di Miles e battezza anche Bates-Diop con un catch n’shoot 3 senza ritmo ma buona elevazione. La rovesciata di inizio ultimo quarto ai 24 che frutta 3 punti dice che è la sua serata anche perché su quel vantaggio gioca senza pressione che ogni tanto accusa troppo.

Jalen McDaniels: 7,5

15 pt. (6/11), 10 rimbalzi, 1 assist, 1 rubata in 32:58. Ottima partita per McDaniels al rientro. Finisce addirittura in doppia doppia aiutando la squadra in momenti fondamentali con punti e rimbalzi. Nell’ultimo quarto si smolla con un paio di perse e tiri velleitari ma mette anche un to and one e un’entrata contrastata. Tira spesso quasi solo lui abbassando al media ma non contava più molto.

James Bouknight: 5,5

0 pt. (0/2), 1 assist in 2:23. Prende anche una stoppata sui suoi due tentativi. Borrego lo toglie prima del finale nonostante sia entrato da poco nell’ultimo quarto. In panchina discute con i compagni su cosa non abbia funzionato. Troppo poco per veder il vero James comunque.

Kai Jones: 5,5

0 pt. (0/1) in 2:10. prende una tripla in faccia e ne sbaglia una dimostrando ancora di essere acerbo sull’aspetto tattico.

Scottie Lewis: 6

0 pt. (0/0), 1 assist in 2:10. Un buon assist e un paio di tentativi a vuoto di mettere in piedi una buona difesa con il suo atletismo.

Nick Richards: 6

2 pt. (1/1) in 2:47. Dietro così così, in attacco prende spazio sulla baseline destra ed appoggia bene sull’unico tentativo.

Coach James Borrego: 7

Ruba al maestro giocando con le armi che ha e nella notte il tiro entra. Forse ci mette troppo a chiamare un time-out nel secondo periodo ma tutto fila liscio. La squadra non soffre mai troppo e riesce a sfruttare le proprie caratteristiche, ingigantite dalla difesa degli Spurs che abbocca troppo alle finte. Super vittoria in Texas con una difesa che recupera un paio di lunghi più adatti per non soffrire in termini di cm.

Versione 1.
Versione 2.

Matchup key 30: Charlotte Hornets @ San Antonio Spurs


A cura di Filippo Barresi.

Gordon Hayward Vs Doug McDermott

Gli Hornets si troveranno davanti uno dei principali artefici dell’insuccesso al Play-In della passata stagione: McDermott è passato in estate tra le fila degli Spurs e potrebbe infiammarsi nuovamente contro Charlotte.

Tra le nostre fila l’osservato speciale sarà Gordon Hayward che avrà l’arduo compito di contenerlo e che nelle ultime partite non è riuscito ad aiutare la squadra come ci sarebbe aspettato in un tale momento di difficoltà.

Sarà la sua occasione per farsi trovare pronto?

Possibili svantaggi:

Nonstante la partenza non entusiasmante degli Spurs in queste prime partite, la solidità che caratterizza sempre questa squadra è ancora presente.

L’assetto difensivo organizzato dall’highlander coach Popovich è sempre efficace e potrebbe mettere in difficoltà gli Hornets che nell’ultima uscita hanno fatto molta fatica a trovare continuità in attacco: l’assenza di LaMelo Ball si sta facendo sentire sempre di più.

Possibili vantaggi:

Gli Spurs non sono una grande squadra offensiva e utilizzano lo stesso identico schema messo in piedi da coach Borrego (o più probabilmente quello che James ha preso da Pop) basato sul drive and kick.

Per questo Charlotte potrebbe trovarsi davanti a un assetto offensivo più facile da difendere e che già conosce alla perfezione.

Le ultime uscite difensive sono state pessime e per mantenere la stagione su alti livelli bisognerà migliorare questo fondamentale a brevissimo termine.

Game 29: Charlotte Hornets @ Dallas Mavericks 96-120

Intro

Elon Musk, imprenditore dalla tripla cittadinanza (sudafricana, canadese e americana), nonché uomo più ricco del mondo avendo ruoli da amministratore delegato e direttore tecnico in alcune aziende, di Pr. Architect in Tesla, presidente in altre (Solar City), cofondatore di Paypal e Neuralink, ecc., ha detto di essere preoccupato perché non ci sarebbero abbastanza persone al mondo andando controcorrente.

Pur essendo indubbiamente una mente curiosa e intelligente, nessuno è perfetto come ha dimostrato lui stesso abbastanza recentemente con le sue affermazioni (interessate) sulla pandemia.

Anche questa affermazione sul numero di persone sulla Terra sembra discutibile oltre che andare controcorrente poiché esistono i problemi del riscaldamento globale e una povertà sempre più diffusa che pesa sulla maggior parte della popolazione terrestre che in mancanza della possibilità di un’istruzione seria deve arrangiarsi come può senza poter fornire un reale contributo al progresso della società visto che di “sviluppo irrazionale casuale e serendipico” ne abbiamo quanto ne volete.

In un’era iper tecnologica, robotizzata e futuristica moderna il pianeta sembra andare a due velocità: c’è chi va nello spazio e chi ancora sembra dover vivere nelle difficoltà di un ambiente preistorico ostile per procacciarsi il cibo (entrando in conflitto con altri essere umani che li sfruttano in maniera disumana, basti pensare agli immigrati pescatori in Thailandia “scomparsi”) e se il principe Harry ha detto di lasciare il vostro lavoro se non vi rende felici perché la salute e il benessere mentale valgono prima di tutto – ovviamente rivolgendosi a un target di persone che possono permetterselo evidentemente – forse, a parte promuovere i suoi servizi di coaching – benché l’idea sia ottima nonché la scoperta dell’acqua calda, forse no ha capito che per la legge dei grandi numeri tra domanda e offerta, sia da lavoratore dipendente che da futuro imprenditore, non molti potranno permettersi questo “lusso”…

“C’è qualcuno che non sa più cosa è un uomo” cantava Vasco troppi anni fa per vedere una situazione globalmente peggiorata con oasi di platino come nella NBA dove a giocatori talentuosi viene offerta una possibilità “più facile” di riscatto sociale e per migliorare le proprie condizioni di vita.

Nella NBA se penso alla Chicago di oggi (13 dicembre, S. Lucia) che ha una lista di infortunati (in realtà quasi tutti out per Covid-19) lunghissima, sarebbe però improponibile pescasse a casaccio dei sostituti, non credo che in mancanza di allenamento, talento e conoscenze tattiche e tecniche da loro avrebbero una resa altissima (perché poi il problema è quello caro Musk, riuscire a istruire e a dare un lavoro utile se la vediamo con l’ottica della società di oggi, non troppo visionaria).

Tra l’altro a Chicago è stata rimandata la partita con Detroit visto il numero altissimo di giocatori out per Covid-19 che tra l’altro probabilmente stiamo pagando anche noi per l’incrocio con i Bulls nella Wind City…

Entrando nel vivo del nostro match poi penso a Dallas senza Doncic (anche contro di noi mancherà per l’infortunio recente alla caviglia) che ha battuto senza troppi problemi OKC e a noi alle prese con una lunga lista di infortunati ma con R & R (Rozier e Richards) pronti al rientro per riequilibrare la trasferta texana.

Si tratta di dare qualità e non quantità, per sostenere qualcosa è fondamentale e imprescindibile il primo aspetto dopo di che il secondo potrebbe – in determinate condizioni – accompagnare.

Gli Hornets nella lunga serie di (sei) trasferte a Ovest saranno impegnati a mostrare la loro qualità di uomini per far progredire lo sbarco ai playoff che in proporzione sarebbe come per Elon Musk colonizzare Marte, un sogno…

Chi rientra, chi sta per farlo e chi è ancora out.
Miles Bridges si presenta bene alla partita ma…

Andamento della partita

I quintetti. Charlotte riabbraccia Rozier.

Nonostante la (seconda, perché sulla prima Porzingis saltava troppo presto) palla a due fosse vinta dagli Hornets, entrambe le difese facevano un buon lavoro così dopo lo 0/2, una palla persa da Charlotte dava la possibilità a Porzingis di segnare in alley-oop in transizione.

Il lettone realizzava dal corner destro lo 0-5 e mentre la pressione di Dallas irretiva Charlotte arrivavano anche due canestri di Brunson con il secondo in transizione a ottenere anche l’and one dopo aver sbattuto su Rozier e visto la palla girare sull’anello modello roulette prima di entrare.

0-10 a 8:38, gli Hornets spedivano sul parquet la panchina e Oubre jr. con la prima palla toccata (un catch n’shoot) segnava i primi tre punti di Charlotte a 7:59 mentre P.J. in tap-in segnava il 5-12.

Entrata con alzata oltre Bouknight appena entrato per Porzingis mentre a 6:40 per una spinta su un floater di Hayward, Gordon andava in lunetta splittando mentre due punti interi arrivavano da Oubre Jr. che prima deviava un tiro sul ferro effettuato da Bridges (and one mancato) e poi si inseriva in sottomano sulla drive con passaggio corto di Hayward per depositare il 10-14.

Purtroppo Dallas ripartiva con un alley-oop di Porzingis e anche se Bouknight indovinava una bella tripla frontale, i Mavs contavano sul lettone che non si spegneva colpendo da tre punti mentre Brunson sbattendo con la finta su P.J. Infilava due liberi a 4:09 per il +8 dei ragazzi di Kidd.

Dopo una drive dalla sinistra con jam a una mano di Martin il divario saliva con le triple della panchina di Dallas; Hardaway Jr. e Burke provvedevano a mettere punti con il lettone in panca.

Martin sul finale di quarto in coast to coast serviva a P.J. La palla per un reverse layup ma sulla sirena Burke infilava il pull-up del 20-37…

A un Burke indemoniato che segnava ancora appoggiando al vetro a inizio secondo quarto, Thor rispondeva dal lato destro a 11:22 per il 22-39 ma il copione per Dallas non cambiava: tripla di Hardaway Jr. e +20 Mavs, un gap che aumentava nonostante arrivasse il drive layup di Oubre Jr. a 9:58 con lo stesso Hardaway Jr. a realizzare il 24-47.

Il divario prendeva proporzioni abissali e un Bridges frustrato provava a risolverla a suo modo caricando una schiacciata a una mano ma esponendo troppo la sfera per la stoppata facile dell’Unicorno che metteva paura a Charlotte perché Bridges zoppicando verso la panchina andava a sedersi in time-out.

Dopo aver racimolato pochissimo in attacco Oubre andava due volte in lunetta ottenendo un 2/4 complessivo al quale si univano altri due punti di Bouknight per il 31-56.

Proprio al rookie n° 5 era fischiato però un 3 secondi in area e nonostante James provasse a dire che avesse messo piede fuori dal pitturato la terna era irremovibile così Porzingis ringraziava e aumentava il suo bottino.

Charlotte andava qualche volta di più in lunetta, era il caso del 2/2 di Bouknight e Rozier fuori equilibrio segnava in pull-up marcato per il 37-60 in più Hayward a 2.32 segnava da tre in transizione il 40-60.

Il piccolo riavvicinamento era però respinto dalla tripla aperta di Kleber sulla zona di Charlotte e d Porzingis che usava le sue lunghe braccia per correggere sé stesso segnando il 40-65 a 1:32.

Bullock batteva Martin da tre facendo risaltare ancora di più le medie impazzite da oltre l’arco dei texani che incassavano al plexiglass la bomba di Hayward a :16.1 per il 43-70, finale di primo tempo.

Con un 26,3% contro un incredibile 63,2% da oltre l’arco si spiegava in parte l’incredibile divario tra i due team con Dallas spesso brava a chiudere le linee di passaggio sulle drive degli Hornets ottenendo a sorpresa un vantaggio anche nell’altra casella dove solitamente gli Hornets sono migliori, i fast break (4-14).

Charlotte lasciava in panchina Martin e Richards a inizio terzo periodo affidandosi a un quintetto offensivo e mentre Dallas mancava diversi tiri da fuori con un Porzingis raffreddatosi così l’iniziale drive di Miles chiusa a 10:51 con appoggio di destra e la tripla di Oubre Jr. avvicinavano gli Hornets che proseguivano con Rozier (cambio velocità con appoggio) la rimonta per il 50-71.

Finney-Smith però pescava la tripla dall’angolo, momentaneo inconveniente perché Charlotte con un crazy shot di Miles arrivava sul -17 (57-74) a 6:40.

Per Dallas tuttavia provvedeva Finney-Smith, ex non tiratore che in serata metteva ancora una tripla per poi schiacciare a rimorchio il 60-83, rispondendo anche alla bomba di Hayward con un catch n’shoot dall’angolo destro per il 63-86.

Deep 3 di Hardaway Jr. recuperato da P.J. Washington che faceva un giro sotto il ferro trovando anche l’and one a :34.1 (69-89) ma Hardaway infilava il +22 Dallas prima degli ultimi 12 minuti che si aprivano con un turnaround di P.J. Washington per il -20.

Dopo un ½ di Porzingis, Thor era stoppato facilmente e Dallas in transizione colpiva due volte con Burke e Green (dall’angolo destro servito da Burke) per issarsi sul 71-98.

Per un fallo chiamato contro Green, Kidd chiamava il challenge passando dal blocking allo sfondamento di Oubre mentre più tardi la terna non vedeva una deviazione su passaggio lungo di Martin, in compenso fischiava un tecnico asserendo che gli Hornets (dalle telecamere non si vede) avessero sei uomini in campo.

Dettagli perché nel finale la partita era ormai segnata tanto che Dallas faceva entrare (dopo gli Hornets che avevano già inserito anche Lewis a 4:23) la panchina profonda con Marjanovic osannato dal pubblico come una specie di attrazione circense.

Boban però infilava due tiri facendo applaudire il pubblico mentre Lewis segnava uno dei due liberi capitatigli nel finale.

La scapoli-ammogliati nel finale vedeva Dallas anche avvantaggiarsi di qualche punto poi Bouknight a :05.3 infilava la tripla che chiudeva i conti sul 96-120.

Martin in entrata. Foto tratta dal sito ufficiale degli Charlotte Hornets.

Analisi

Poco da dire su questa partita iniziata male con uno 0-10 di parziale nel quale Dallas ha messo in mostra la propria difesa che ha caratterizzato poi tutta la partita con gli Hornets incapaci di bloccare l’ingranaggio Mavs.

Gli Hornets sono tornati sul 10-14 ma i Mavericks hanno chiuso il primo tempo con un surreale 63,2% da tre punti condizionando tutto il resto della partita.

Charlotte non è più riuscita ad avvicinarsi seriamente nonostante i vari quintetti tentati da Borrego e la squadra di Kidd ha potuto giocare sul velluto anche se il Porzingis del secondo tempo non è stato all’altezza del primo.

Due squadre che sono andate, appunto, a due velocità nettamente differenti.

Hornets che mostrano i soliti problemi difensivi e che non riescono a sopperire sempre con qualità offensiva evidente scemata con Ball fuori dai giochi, forse unico Hornet che avrebbe potuto produrre una scintilla per dar fuoco al muro di cartone della squadra di Cuban.

Il 45-58 a rimbalzo spiega anche tanti secondi possessi di Dallas abilmente trasformati mentre le chiusure sulle drive hanno fatto sì che i Mavs finissero con un 9-22 nei fast break…

Oltre un Porzingis da 24 punti, 5 stoppate e 13 rimbalzi che ha sopperito abilmente alla mancanza di Doncic, da notare anche la nottata speciale per Burke che ha chiuso con 22 punti (4/7 da 3 pt.), Hardaway Jr. ne ha segnati 19 (5/11 da 3 pt.) seguito da Finney-Smith con 13 (3/5 da 3 pt.) e da Brunson con 13.

Troppa al differenza in percentuale al tiro e nonostante gli Hornets chiudessero con 7 FT in più degli avversari, il numero delle realizzazioni dalla lunetta era il medesimo: 15.

Cody Martin: 5

5 pt. (2/5), 2 rimbalzi, 4 assist, 2 rubate. -24 in plus/minus. Serata non proprio magnifica per Martin (dunk provenendo dalla sinistra a parte chiusa a una mano) che parte ancora in quintetto idealmente spostato in SG ma non rende mancando le sue prime tre triple poi andando a segnare quella fai da te ai 24 sulla pressione del proprio difensore. 2 TO che in realtà sarebbe uno perché l lancio per Oubre Jr. viene toccato da Bullock, deviazione non vista dagli arbitri. Fatica anche lui a contenere nonostante le due steal e viene travolto da un plus/minus glaciale.

Terry Rozier: 5,5

20 pt. (8/14), 4 rimbalzi, 2 assist, 1 rubata, 1 stoppata. Terry rientra in squadra, segna poco nel primo tempo partendo a rilento, molto nel secondo tempo sbagliando un paio di tiri in un momento delicato rifacendosi nel finale quando Dallas è più rilassata. Difficile il canestro in uno contro uno fuori equilibrio e bella la steal chiusa con l’and one. Peccato per una tripla con il lungo davanti a sé che finisce dentro con una frazione di ritardo perché il passaggio per il catch n’shoot arriva troppo tardi. Non molla anche se è finita mostrando lo spirito per iniziare la prossima partita nella quale anche lui dovrà partire meglio.

Gordon Hayward: 6,5

17 pt. (5/10), 6 rimbalzi, 6 assist. Con un 4/5 da fuori prova a supportare l’attacco di Charlotte ma c’è poco da fare… Smista anche 6 assist mentre in difesa anche lui non riesce a fermare le indiavolate triple texane. Scuote la testa in panchina cercando di capire le ragioni della sconfitta che essenzialmente stanno nell’esser pronti e più concreti contro difese che giocano in maniera così aggressiva. Prende 4 FT ma potrebbe tentare di marciare sopra la linea della carità con una difesa fin troppo aggressiva.

Miles Bridges: 5

7 pt. (2/11), 10 rimbalzi, 3 assist, 1 rubata, stoppata. -19 in +/-. Inizia male sotto la pressione di Dallas cercando un fade-away su una gamba che si trasforma in air-ball poi si fa stoppare da Porzingis e con un bad pass completa la trilogia della frustrazione. Ribloccato dall’Unicorno successivamente su una sua dunk caricata, si teme per la sua caviglia ma rientra in campo dopo essersi seduto un po’ e fa vedere di saperci fare in entrata. A parte nel rimbalzo, poco produttivo in serata nel duello contro il lettone. Poco male, l’importante è che stia bene e si riprenda per San Antonio, una serata storta può capitare.

Nick Richards: 5,5

0 pt. (0/1), -10 in plus/minus in 3:22. Inizia vincendo la (seconda) palla a due con Porzingis salato troppo presto poi non riesce a rendere molto anche se inizialmente tiene indifesa e Dallas colpisce con un paio di contropiedi. Stoppato da Finney-Smith, Borrego lo toglie senza più riprovarlo in serata anche oltre i suoi demeriti cercando quintetti alternativi che possano portare più punti.

Kelly Oubre Jr.: 6,5

20 pt. (7/15), 3 rimbalzi, 4 assist, 1 rubata, 5 PF, -9 in +/-. La pecca è il 2/5 in lunetta ma gioca sia in attacco che in difesa. Chiude con un 4/9 da tre punti (due buone triple prendendo lo spazio, una in step-back e l’altro sul giro palla) mentre in difesa sono 5 i falli, uno per frustrazione per una possibile mancata chiamata su un tentativo da sotto.

P.J. Washington: 6

11 pt. (5/12), 4 rimbalzi, 1 assist, 4 PF in 28:09. Sostituisce Richards e nonostante lo 0/3 da fuori e 4 falli nel primo tempo alla fine non va male. Da sotto con un little jump hook, un turnaround in salto e un reverse puro portata a casa 6 punti con stile. Variazioni sul tema utili.

James Bouknight: 5,5

13 pt. (4/13), 6 rimbalzi, 2 TO. Prova a sparare in vari momenti del match con Borrego che lo fa salire e scendere dal cubo del cambio. Non una grande media realizzativa in serata ma tempo utile per maturare mostrando delle buone giocate in entrata o un tiro da tre da rifinire certamente ma perfetto quando al meccanica di tiro gli riesce. Comunque ci prova. Una persa per double dribble.

Kai Jones: 5,5

0 pt. (0/0), 1 rimbalzo, 1 assist in 5:52. Marjanovic fa vedere che il ragazzo deve mettere un po’ di muscoli/peso perché gli gira intorno. Kai potrebbe essere interessante ma ancora sembra un po’ distante dall’essere un giocatore con carattere NBA.

J.T. Thor: 4,5

2 pt. (1/5), 2 rimbalzi, 1 assist, 2 rubate. Non si vede nulla delle belle movenze viste nell’ultima partita. Timido e impacciato si fa stoppare facilmente ed emette tiri da tre con stridio per scheggiatura del ferro esterna o per aver colpito chissà quale altro oggetto… Nel secondo tempo diversi attaccanti tirano sopra i suoi close-out facendo tutti centro. Nel finale poi passa anche la palla a Ntilikina… serata nel quale pare un corpo estraneo e non giocatore fluido per la squadra.

Sottie Lewis: 6

1 pt. (0/0), ½ FT, 1 rubata in 4:23. Segna il suo primo punto NBA con il primo dei due liberi splittati. Una rubata completa l’esordio del two-way.

Coach James Borrego: 5,5

Deve trovare soluzioni contro squadre che difendono in maniera così aggressiva. Se alcune triple sono sembrate più merito avversario che demerito degli Hornets, urge ritrovare un bandolo della matassa offensivo non facendosi mettere sotto pressione. Non solo drive & kick che possono essere intercettate ma un gioco più completo.

Matchup key 29: Charlotte Hornets @ Dallas Mavericks

A cura di Filippo Barresi.

Miles Bridges Vs Kristaps Porzingis

Vista l’assenza di Doncic, stella dei Mavericks, la sfida principale vedrà interessato il comprimario dello sloveno, ovvero Kristaps Porzingis.

In questo inizio di stagione il lettone è sembrato molto più attivo in tutte e due le metà campo registrando prestazioni che non si vedevano da tempo.

Davanti a lui si chiederanno nuovamente gli straordinari a Miles Bridges, che, da quando la squadra ha iniziato a perdere pezzi, non ha mai smesso di giocare rimanendo in campo per lunghi tratti delle partite.

Le sue energie sono vitali per il successo degli Hornets, questa notte più che mai.

Possibili svantaggi:

I Mavericks sono una squadra tosta, che difende in maniera ordinata e che è abituata ormai da qualche anno a vincere con continuità.

L’assenza di Doncic non farà altro che caricare ancora di più gli altri componenti della squadra per tirare fuori energie extra.

Dallas proverà a rallentare al massimo il ritmo del gioco per poter far valere ancora di più la propria fisicità sia in attacco che in difesa.

Possibili vantaggi:

Tenendo il ritmo molto basso però, sarà facile mettere in difficoltà i Mavericks con le classiche scorribande in transizione che abbiamo visto in questo inizio di stagione.

Gli Hornets dovranno tenere alti i giri cercando di capitalizzare al massimo la difficoltà nel difendere in transizione messa in mostra da Dallas.

Totopaolo: 9ª settimana

A cura di Paolo Motta.

Settimana di cuore e passione per gli Hornets (15-13), che con mezza squadra indisponibile riescono ad ottenere due vittorie inaspettate sfiorandone altrettante.

Con la quarantena causa Covid-19 per quattro giocatori che saranno ancora indisponibili (Rozier, invece, come Richards ci sarà a Dallas), la squadra di coach Borrego inizierà un tour di sei trasferte ad Ovest che li vedrà impegnati da qui fino al 23 dicembre.

Ecco gli appuntamenti dei prossimi giorni:

Game 29: martedì 14/12/2021 ore 02:30 italiane @ Dallas Mavericks (13-13):

Inizio deludente per i Mavs che con il cambio di allenatore avvenuto questa estate non hanno cavato un ragno dal buco.

La squadra del Texas è Doncic (25.6 ppp, ma in GTD per stanotte) dipendente con lo sloveno che negli ultimi giorni ha fatto il “mea culpa” per la sua forma fisica non proprio da All-Star e i risultati si vedono.

Lo “sparring partner” Porzingis (19.6 ppp) non riesce a fare il salto di qualità e a guidare la squadra nel momento del bisogno.

Se Charlotte giocherà in maniera unita come la settimana appena passata potremo dare del filo da torcere ai texani.

Vittoria non così proibitiva.

2.

Game 30: giovedì 16/12/2021 ore 02:30 italiane @ San Antonio Spurs (10-16):

Gli Spurs sono ormai in “soft” rebuilding e vederli con un record negativo lascia un sapore strano.

Murray (18.4 ppp) e Johnson (14.4 ppp) saranno i giocatori più pericolosi degli Speroni.

La vecchia volpe Popovic sarà sempre pronta però a fare lo sgambetto, questa volta al suo discepolo Borrego.

Partita da non sottovalutare, con la speranza di vedere altri giocatori rientrare dalla lista “indisponibili”.

Vittoria alla portata.

2.

Game 31: sabato 18/12/2021 ore 04:00 italiane @ Portland Trail Blazers (11-16):

Pare essere sempre più una polveriera l’ormai ex isola felice dell’Oregon.

Oltre al malcontento Lillard (21.5 ppp), che punta (secondo le sue ultime dichiarazioni) ad essere il giocatore più pagato della storia della NBA, si aggiungono anche gli infortuni di McCollum (20.6 ppp e problemi al costato) e dell’ex Zeller.

Silurato inoltre (per aver violato il codice di condotta della società) dopo 10 anni l’ormai ex GM Olshey.

Insomma, a Portland poteva andare peggio, avrebbe potuto piovere.

Partita da vincere assolutamente, anche per riscattare le pesanti sconfitte degli ultimi anni.

2.

Il pronostico della settimana: 3-0

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Nota del gestore pagina:

Paolo viaggia attualmente sul 19-9 nei pronostici su Charlotte, la speranza è che se anche sembrino molto ottimisti per questa settimana possa continuare a macinare un suo personale record positivo.

Game 28: Charlotte Hornets Vs Sacramento Kings 124-123

Intro

Tirèm innànz (tiriamo avanti) è una brevissima frase pronunciata da Amatore Sciesa poco prima della sua condanna a morte per fucilazione nel 1851 quando Milano era parte dell’Impero austriaco.

Amatore però non amava particolarmente coloro che considerava oppressori e una notte, affiggendo dei manifesti, fu bloccato poco dopo con i suddetti in mano, processato sommariamente e condannato alla pena massima vista la situazione e i tempi.

Tiriamo avanti sarà anche il motto degli Hornets che con 5 uomini out per Covid-19 rischiano di “perdere” anche P.J. Washington, in dubbio per la partita mentre i Kings avranno out Holmes. Tiriamo avanti anche dopo aver visto Embiid battere 19 liberi contro i 18 degli Hornets che hanno giocato con più drive ma i contatti sui vari Hayward e Rozier non sono stati puniti allo stesso modo rispetto al centro camerunese che contro i Jazz ha finito per battere solo due liberi (Gobert a parte un’enorme differenza di trattamento)…

Tiriamo avanti anche per me con un umore non dei migliori dopo aver visto più uno show che uno sport e non sarà un’eventuale vittoria sui Kings a entusiasmarmi.

Charlotte però cerca vittorie per resistere nel gruppone e cercare i playoff in attesa dei rientri e di un calendario migliore.

La lunga lista degli indisponibili.

Andamento della partita

I quintetti iniziali.

La palla a due era vinta da Carey Jr. e gli Hornets con un ottimo bound pass di Oubre Jr. sul taglio perfetto di Martin passavano in vantaggio con un layup dello stesso.

T. Davis batteva Oubre in crossover e pareggiava subendo il tocco di Miles effettuando il sorpasso dalla lunetta a 11:08 ma sul layup di Bridges bloccato da Len, martin dava una second chance a Charlotte che la sfruttava da sotto con un two and one di Carey Jr. a 10.50 per il sorpasso.

Hayward in avvicinamento da sinistra segnava in mismatch, Fox replicava, ancora Hayward per un arcobaleno sul lungo dal post basso sinistro e risposta di Len per il 9-7.

Oubre Jr. arrivava in corsa sulla linea di fondo per mettere un runner in girata ottenendo la doppia cifra per Charlotte che era raggiunta anche dai Kings con Haliburton grazie a una tripla (11-10).

Ritmo molto alto e secondo canestro per Carey Jr. in reverse prima che martin in salto intercettasse ad Haliburton un passaggio appena nato per fuggire ad appoggiare in solitaria il 15-10.

Sacramento tuttavia inanellava tre bombe consecutive con Barnes, Fox e ancora Barnes passando sopra di 4 ma Oubre jr. replicava da fuori la linea dei tre punti e Martin in corsa resisteva a una palla contesa da un difensore alzando di forza il 20-19.

Dopo un pull-up di Fox, Bridges rispondeva due volte per il 24-21 (20-6 nel pitturato per Charlotte) che resisteva al tentativo di schiacciata di Thompson con la stoppata di Oubre Jr. scoperchiare l’aureola del centro mentre a 3:58 nasceva da un rimbalzo offensivo di Hayward la second chance targata Bouknight da tre punti per il 27-21.

Fade-away di Hield dal mid range su Carey Jr. buono e appoggio di Martin in risposta (rollando) che anticipava una steal di Thor in raddoppio seguita dalla tripla di Oubre Jr. con Charlotte salita sul +9 (32-23).

Nonostante il crossover con canestro di Miles a 2:06 (and one mancato) per il 34-26 e il successivo and one a segno di Martin (37-28), i Re tornavano a farsi sotto nel finale con le triple di Bagley e Haliburton mentre a :05.9 dopo un’invasione di campo malamente fischiata contro Charlotte per un tocco della difesa, nonostante l’aiuto involontario della terna, rimaneva un secondo e tre per attaccare, canestro da lontano di Oubre jr. ma con un palleggio di troppo perché arrivasse in tempo.

Mitchell saltava i rookie Bouknight e Thor per segnare sulla sirena il -1 (37-36).

Kings subito intraprendenti nel secondo quarto che portavano il parziale sullo 0-14 con un two and one di Hield per il 37-42 prima che Bouknight in appoggio facesse tornare il match a un singolo possesso.

Charlotte tuttavia imbottita d’inesperienza di una panchina inedita accusava il colpo in difesa non riuscendo a tenere la velocità degli ospiti che a 9:17 con un pull-up di Hield giungevano sul 41-48.Nonostante qualche rientro con l’anticipo di Kelly su Tristan e la stoppata di martin su Hield, la squadra di Gentry finiva per segnare dopo una steal di Haliburton su Hayward con Mitchell da tre per un 9/18 da oltre l’arco per i bianchi…

TO anche per Bridges raddoppiato in post velocemente e +10 Kings con due punti di Davis II (43-53).

Charlotte provava a rientrar una prima volta ma veniva respinta benché nel finale gli Hornets tagliassero il divario con una tripla di Oubre Jr. dall’angolo su ottimo scarico di Hayward e un cambio mano di Bridges in appoggio per il 55-60.

Hayward rubava a Hield e grazie al lancio di Miles andava a schiacciare in transizione segnando poi anche il jumper del 60-62.

A 2:26 Barnes faceva due centri dalla lunetta ma Bouknight servito nell’angolo sinistro trovava la retina per il -1 (63-64).

Il pareggio arrivava a quota 69 a :24.1 dalla fine con due liberi di Bridges ma un fallo di Bouknight nell’uno contro uno sull’avanzata di Fox permetteva ai Kings di chiudere sul +2 il primo tempo perché Davis, nonostante il bad pass di Martin dal fondo con gli uomini di Charlotte pressati, Davis II andava cortissimo con la tripla e sul rimbalzo Kings la difesa verticale di Bouknight non era considerata fallosa.

69-71, punteggio altissimo con gli Hornets ad aver bisogno di difesa per sperare di vincere.

Nonostante l’illusorio pareggio nato da un pallone murato da Carey Jr. a cui seguiva un contropiede due Vs 1 chiuso in alley-oop da Miles su imbeccata di Oubre Jr., Charlotte perdeva palloni non riuscendo a finalizzare così la velocità dei Kings si esprimeva – dopo due punti di Fox e Len in alley-oop morbido – con Davis II in transizione e due triple di Haliburton che riaffossavano Charlotte finita sul -12 a 9:21.

71-83 che resisteva 23 secondi prima della tripla di Thor per il settantaquattresimo punto Hornets.

Angry drive di Oubre Jr. per dirla alla Collins (su Len) e rimbalzo aggressivo di Bridges in difesa ma un tagliafuori di schiena di Martin su Len era considerato falloso.

Nulla di fatto sulla second chance Kings e Oubre Jr. mostrava il suo atletismo con una two hand dunk.

I Kings tornavano ad avere un buon margine dopo la tripla di Davis II dall’angolo sinistro (80-88) ma a 5:12 Martin in corsa finiva addosso a Bagley III in restricted area ottenendo e segnando due FT.

Da una stoppata di Hayward da dietro su Fox nasceva una palla a 2 che a 3:42 era finalizzata da Bouknight dall’angolo destro dopo un fast break con altro scarico di Gordon.

87-93 con tripla di James che lo metteva evidentemente più in ritmo perché ci riprovava subito con un escape dribble a 3:07 con lo stesso risultato nonostante la posizione differente: 90-93.

Ankle break di Martin in angolo destro su Bagley III e passaggio sotto lungo linea per Hayward che da solo depositava il -1, divario con il quale si chiudeva il quarto dopo il crossover di Mitchell e dopo aver anche osservato una stoppata altissima di Thor in aiuto sullo stesso Mitchell e Bridges riportarci a -1 (98-99) facendo a sportellate in entrata.

Cody Martin al tiro. Foto tratta dal sito ufficiale degli Charlotte Hornets.

L’escape dribble di Bouknight era legge anche in avvio di ultimo quarto ma un abbraccio di Bridges su Thompson costava canestro e continuazione mancata comunque con il libero dall’ex Cavs.

101-101 e Hornets che lottando a rimbalzo (Oubre Jr. e Martin catturavano due rimbalzi sui tiri invertiti dai due), davano una terza possibilità a Miles che in entrata segnava il 103-101.

Miles in girata su Bagley III dalla diagonale destra metteva la granata del +5 a 8:53 quindi Bouknight saltellando ancora oltre il difensore (Fox) dalla sinistra, infilava il 109-101 da oltre l’arco.

I Kings tornavano sul -4 dopo un artistico canestro, autentico circus di Fox in corsa ma quando Bouknight mancava la tripla arrivava Jones in qualche maniera a deviare in caduta tra Bagley III e Mitchell per il 111-105.

A 6:25 Jones splittava due FT e anche Hayward a 6:05 faceva lo stesso, così Fox nel pitturato riduceva lo scarto per portarlo a soli due punti a 4:55 dopo due FT a segno.

A 4:39 Oubre Jr. sfruttava lo spazio per caricare e trasformare un tiro da tre.

Sembrava potersi risolvere il match dopo due liberi a segno di Bridges e Hayward che portavano la sfida sul 120-115 ma Davis in transizione segnava una schiacciata da videogame prima di arrivare al sottomano sul TO di Bridges che perdeva palla sul crossover.

Davis II stoppava nettamente anche Hayward mentre Haliburton non osava provare il reverse così Gentry andava in time-out per trovare il go to guy Fox abile a segnare con il solito soft jumper accolto dai ferri.

Il sorpasso metteva paura ma martin a :33.5 segnava una tripla divenendo assoluto protagonista del finale.

Fallo di Thor da dietro su Fox che non mancava i liberi per il pari.

A :05.5 un giro di passaggi vedeva Hayward trovare Miles che cacciava dentro la palla per Martin bravo a infilare il reverse.

Sembrava tutto fatto ma Gentry chiamava il time-out per il challenge e otteneva parziale soddisfazione perché Martin sul reverse toccava terra prima di rilasciare palla.

Decisione corretta ma biblica che raffreddava Martin.

Primo libero a vuoto, Hornets a segno ed ennesima tragedia nell’aria quando Martin commetteva fallo sul dribbling di Fox nella metà campo avversaria, tutti convinti di aver un fallo ancora da spendere.

Bruttissimo cliente Fox che dalla linea si trovava a 8/8 in serata e con soli :02.4 da giocare la vittoria dei Re pareva certa ma la star degli ospiti mancava il primo libero e incredibilmente anche il secondo con Hayward a dar fastidio a Bagley III sfuggito a Bridges sul tagliafuori.

L’errore del centro e quello di Davis in tap-in consegnavano a Charlotte la vittoria più assurda e insperata dell’anno…

james Bouknight e la sua prima esplosiva serata in NBA. Foto tratta dal sito ufficiale degli Charlotte Hornets.

Analisi

La vittoria più assurda e insperata dell’anno sostenuta dai giovani si materializza nel finale quando Cody Martin diventa assoluto protagonista di una tragedia greca nel quale il kairos degli Hornets è provvidenziale.

Dopo esser passati in vantaggio (120-121) i Kings assorbono a :33.5 la freccia da oltre l’arco di Martin con due liberi di Fox per il pari a quota 123.

A :05.5 Martin segna in reverse subendo fallo da Davis II ma Gentry chiama il time-out ed ottiene l’annullamento del canestro ma soltanto i due liberi per il contatto.

½ di Cody raffreddatosi e fallo dello stesso Cody con gli Hornets convinti di avere un fallo bonus da spendere.

Il bonus non c’è e la stella dei Kings va in lunetta per due FT dopo l’8/8 in partita.

Fox decide però di mancare entrambi i liberi proprio nel momento cruciale (sorridendo poco dopo, incredulo) dando la possibilità a Bagley e Davis di tapinare ma la difesa di Charlotte si salva in qualche maniera sul “mucchio selvaggio” per dirla alla Piccinini con Hayward molto bravo a dar fastidio.

Charlotte sopperisce, infatti, al 47-55 a rimbalzo con un 29-22 nella casella assist, con il 55,2% contro il 47,5% nel FG% Charlotte si avvantaggia e tiene una media da tre del 40,0% (6/8 Bouknight) in serata.

8-4 le stoppate e un 64-58 nel pitturato grazie anche all’assenza di Holmes fanno la differenza a favore per i Calabroni bravi a equilibrare l’attacco cercando di usare più effettivi possibili.

Avrebbe potuto vincere anche Sacramento ma ha finito per pagare gli errori della sua stella nei momenti decisivi.

Difficile non entusiasmarsi anche se avevo scritto che non sarei stato entusiasta per una W sui Kings e in parte non lo sono perché una splendida vittoria non cancella l’operato di terne chirurgicamente scientifiche nello smontare Charlotte mentre stanotte concordo sull’azione decisiva anche se il fischio ha peggiorato la situazione di Charlotte e mi ha privato di una gioia perché il reverse di Martin avrebbe meritato il two and one.

Per la squadra di Gentry, Fox finirà con 31 punti, Davis con 19 mentre il terzetto Bagley III, Haliburton e Hield chiuderanno con 15 punti a testa.

Cody Martin: 7,5

19 pt. (7/12), 8 rimbalzi, 5 assist, 2 rubate, 3 stoppate. Era già sul pezzo con il suo fervore agonistico e la sua caparbietà a rimbalzo in difesa dove fa un po’ di tutto tra rubate e tre stoppate… Dopo aver mancato tre triple, decide di mettere quella più importante entrando negli ultimi parossistici 34 secondi dove gli succede di tutto. Da un canestro annullato a due FT (½) decisivi, al fallo che potrebbe condannarci ma che in realtà si trasforma nell’incredibile fortuna degli Hornets. Di sicuro regala emozioni ed è la gioia di un allenatore che vuol vedere più difesa (meno sul fallo finale)…

Kelly Oubre Jr.: 6,5

22 pt. (9/17), 6 rimbalzi, 5 assist, 2 rubate, 2 stoppate. Porta benzina alla macchina di Borrego trovando anche due schiacciate entusiasmanti in serata: la prima a ricciolo chiusa con una thunder a una mano e la seconda battendo ancora il proprio difensore per appendersi atleticamente al ferro con una bimane. 4/10 da oltre l’arco con una tripla nell’ultimo quarto molto utile per Charlotte (dopo qualche errore da fuori). Bello il contropiede due contro uno condotto sino a due alla fine con scambi e con la sua alzata per l’alley-oop di Miles.

Oubre Jr. e i suoi tiri in serata. Grafica tratta poco prima della fine del match alla quale va aggiunto un tiro da tre mancato dalla diagonale sinistra (1/3).

Gordon Hayward: 7

19 pt. (8/16), 4 rimbalzi, 7 assist, 1 rubata, 1 stoppata. Uno dei principali uomini assist degli Hornets, da due drive innesca anche Bouknight che catapulta due triple dall’angolo. Ancora un po’ appannato nel finale quando sbaglia un tiro e si fa stoppare da Davis II, almeno tenta di giocare sul sicuro andando a prendersi due liberi e anche sull’ultimo possesso offensivo, pur con l’uomo a terra non tenta la tripla (0/4 in serata, unico neo con tiri poco fluidi) passando palla per costruire un’azione migliore. Probabilmente decisivo l’inframezzarsi tra Bagley III e il ferro sul penultimo tap-in Sacramento.

Miles Bridges: 6,5

23 pt. (9/15), 7 rimbalzi, 8 assist, 1 rubata. Miles in versione uomo assist lancia Hayward lungo in transizione o corona la sua nuova mise con la palla lanciata dentro a Martin decisiva. Perde un paio di palloni sanguinanti come quello nell’ultimo quarto in palleggio crossover raddoppiato che costa due punti ma d’altra parte deve rischiare ogni tanto. Dalle sue drive aggressive nascono punti diretti o FT (4/6 in serata con due importanti nell’ultimo quarto). Si fa tagliar fuori da Bagley nell’ultima azione ma per fortuna va bene a Charlotte. Deve cercare di tenere di più sui contatti difensivi quando l’uomo va in separazione, recupera spesso mettendo la mano davanti all’attaccante ma rimanendo tropo distante. Alley-oop (in transizione) marchio di fabbrica in avvio terzo quarto dopo la bella transizione con Oubre Jr..

Vernon Carey Jr.: 5,5

7 pt. (3/5), 2 rimbalzi, 1 rubata, -18. Non fa male Vernon ma nel complesso insieme alla squadra non rende venendo travolto insieme alla panchina poiché spesso si trova anche in posizioni strane (sul perimetro anziché sotto canestro). Inizia bene con un paio di canestri ma finisce per giocare solamente 11:05 catturando pochi rimbalzi, un po’ per le suddette posizioni, un po’ per demerito. Può fare sicuramente meglio. In serata oscilla verso la sufficienza non data più per un aspetto tattico che personale.

James Bouknight: 8

24 pt. (9/14), 6 rimbalzi, 1 assist, 1 rubata. Grande serata offensiva di James, quello che tutti speravamo di vedere. Complessivamente in difesa non è ancora un granché ma riesce a farsi dare uno sfondamento per spallata/invasione di cilindro su Thompson in mismatch clamoroso. Cade con uno sguardo da Sid da era glaciale ma poi mette il focus sul canestro tra il terzo e il quarto periodo bombardandolo da oltre l’arco con escape dribble finendo a 6/8 da tre. Un po’ frustrato per un paio di situazioni non andate a buon fine rientra nel finale quando è Martin a risolvere ma vuol dire che Borrego si fida di lui per l’attacco. In mancanza di scorer, un aiuto provvidenziale grazie alla sua velocità e coordinazione.

Kai Jones: 6

3 pt. (½), 2 rimbalzi. Entra a sorpresa a inizio ultimo quarto. Segna un gran canestro forse nemmeno tanto voluto correggendo in mezzo a due difensori un tiro da tre sbagliato di Bouknight, splitta due FT e perfeziona una palla vagante sotto le nostre plance deviata da un compagno assicurandola agli Hornets. Cerca di stare attento in difesa finendo per commettere un fallo in 05:55. Probabilmente Borrego lo toglie un po’ prima vedendo che nel complesso l’inerzia, dopo il buon momento iniziale, era ripassata ai Kings.

J.T. Thor: 7

7 pt. (2/6), 4 rimbalzi, 3 assist, 1 rubata, 2 stoppate, +9 in +/-. Avesse qualche kg in più sarebbe perfetto per non farsi spostare leggermente qualche volta. A parte il fallo che concede a Fox il pari nel finale, le sue lunghe leve anteriori gli consentono più volte di andar a dar fastidio sul perimetro dove i tiratori dei Kings smettono di esser così efficaci se va lui a contrastarli. Lo sa anche Mitchell che si vede prendere in cielo una palla al suo zenit proprio da JT. Due triple in serata su sei tentativi, gioca tutto da fuori (nuovo P.J.) ma dovrebbe fare qualche salto in centro. Comunque, nonostante qualche tabellata, se ha spazio ha discreta mano già e per un lungo, fa vedere ottime e veloci movenze sia palla in mano che non. Interessante scoperta, chissà possa essere impiegato di più.

Arnoldas Kulboka: 5,5

0 pt. (0/0), in 2:43. Non fa molto ma come per Carey Jr., il discorso è che con lui la difesa pare scollatissima. Paga lo scotto dell’esordio senza riuscire a entrare in partita.

Coach James Borrego: 6,5

Per l’impronta offensiva e per aver finalmente (un po’ obbligato) cercato di mettere sul parquet un lungo che dia fastidio sotto. Prendiamo ancora 123 schiaffi (troppi) ma ne diamo uno in più…

Versione 1.
Versione 2.

Matchup key 28: Charlotte Hornets Vs Sacramento Kings

A cura di Filippo Barresi.

Cody Martin Vs De’Aaron Fox

Lo scontro chiave della serata vedrà opporsi i due playmaker delle rispettive squadre.

Da una parte Martin si trova in un improbabile ruolo da titolare (come PG) e dovrà cercare in primo luogo di arginare le avanzate delle guardie avversarie.

Dall’altra ci sarà Fox che piano piano sta recuperando la forma degli anni passati producendo situazioni offensive grazie alla sua dinamicità.

Bloccare la prima opzione dei Kings sarà fondamentale per la già poco stabile difesa degli Hornets.

Possibili svantaggi:

I Kings hanno sempre dimostrato di poter macinare punti una volta attivato il proprio flusso offensivo: nello scorso incontro sono stati 140 i punti realizzati dai californiani.

Oltre alle assenze, al momento Charlotte ha la peggior difesa della lega e questa equazione è presto risolta.

Il rischio è una nuova ondata di punti sotto i colpi di Sacramento.

Possibili vantaggi:

Anche i Kings hanno un’importantissima assenza ovvero quella di Richaun Holmes.

Il centro titolare è il fulcro della squadra e permette di sviluppare il gioco in entrambe le metà campo, per sfruttare la sua assenza gli Hornets proveranno per una volta a far valere muscoli e taglia, magari concedendo spazio a Richards e Carey Jr. dalla panchina.

Game 27: Charlotte Hornets Vs Philadelphia 76ers 106-110

Intro

Nella giornata dell’Immacolata Concezione (in Lombardia, dove abito) è caduta la neve, divenuta ormai rara qui ma meno di una vittoria vittoria degli Hornets sui Sixers.

Di sicuro Charlotte, a un passo dalla vittoria contro Philadelphia nell’ultima partita deve fare mea culpa per una gestione di alcuni palloni non ideali che hanno finito per dare la vittoria ai più solidi avversari.

Per vincere oggi ci vorrebbe una partita esente dal peccato originale di Adamo ed Eva, quello dal quale secondo la chiesa sarebbe esente Maria, spesso confuso per via della parola “immacolata” con la verginità della madre di Gesù.

Chi è senza peccato però scagli la prima pietra e agli Hornets i piccoli peccatucci quest’annata sono già costati carissimi.

L’uomo che vuole decidere da sé senza l’aiuto di Dio si potrebbe tradurre sul parquet con scelte irrazionali di giocatori che presi dall’agatodemone del basket hanno finito per eccesso per scadere negli errori di un cacodemone (un genio maligno).

Dettagli che hanno finito per pregiudicare vittorie che sarebbero state meritatissime come nell’ultima partita nella quale Rivers ha quasi solo dato palla dentro a Embiid sapendo che P.J. Washington non avrebbe tenuto.

La parola d’ordine nella notte sarà in primis ammantare e refrigerare Embiid aggiustando qualcosa rispetto all’ultima partita.

Durissima forse stare dietro a una squadra così concreta come i Sixers ma i crazy Hornets – dopo aver sorpassato Boston causa sconfitta a LAL – cercano di pensare in grande nonostante le assenze e cercano un ulteriore sorpasso sui 76ers in uno scontro diretto per uscire da una frustrante situazione in partite perse punto a punto con il poco invidiabile record di 0-4 agli OT ma questa è una squadra che non è disposta a cedere mai anche se il risultato fosse ancora negativo.

Con l’aiuto del pubblico tornato bollente gli Hornets però proveranno a superarsi ancora una volta senza mezza squadra…

Andamento della partita

Gli Hornets vincevano la palla a due con Richards ma Philadelphia otteneva il primo possesso con l’inserimento/steal di Green che mancava anche la prima conclusione.

Oubre Jr. copiava il collega mandando sul ferro da fuori e cosi^ Embiid in avanzata alzava un veloce pull-up per lo 0-2.

Charlotte pareggiava con un lunghissimo due punti di Hayward dall’angolo sinistro mentre lo scambio Harris/Hayward da fuori questa volta andava a segno (5-5) così come Curry infilava la sua tripla riportando avanti gli ospiti.

Oubre sbagliava ancora da fuori ma Martin balzava sulla palla vagante generando due FT a segno per Richards.

Dopo due errori consecutivi da fuori di Maxey finalmente Oubre Jr., affilate le armi, realizzava la sua tripla per portare avanti Charlotte che ritoccava il proprio punteggio con due punti da sotto di Richards in layup con cambio lato del ferro.

Sul 12-8 i Sixers pescavano due volte la difesa di Charlotte in transizione così Embiid schiacciava e da sotto Harris pareggiava a 6.17.

Charlotte da una rimessa dal fondo con 3.1 ai 24 trovava il jolly con la runner two and one di Hayward per il 15-12.

A 5:40 una zona di Charlotte era punita per 3 secondi difensivi da un tecnico battuto da curry e dopo un alley-oop sul ferro di Richards in angolazione difficile arrivava la beffa con la tripla di Harris perso nell’angolo destro.

Un bound pass fast di Oubre. Jr. per il taglio back-door in diagonale di Martin valeva aggancio, canestro e sorpasso (17-16) anche se il contro-sorpasso firmato Thybulle da sotto era facile con gli Hornets sulle tracce di Embiid.

A 4:10 Embiid schiacciava sul ferro, il fallo era chiamato a Oubre Jr. ma una netta manata con la sinistra di Joel ad anticipare il tentativo di stoppata, pur rivista al replay, non era punita.

Fallo confermato e ½ per il centro.

Charlotte catturava un rimbalzo offensivo con Thor, palla spedita sul ferro da fuori da parte di Hayward ma il secondo rimbalzo offensivo dell’azione era convertito da Oubre Jr. direttamente in put-back dunk per il pari (19-19).

Thor con finta e appoggio segnava da sotto mancando il libero addizionale ed Embiid dall’altra parte dalla lunetta segnava 2 FT assegnati per un fallo sul raddoppio.

Milton abbandonato in angolo era letale da tre ma Hayward replicava shakerando Korkmaz finendolo con uno spin per superarlo e batterlo.

Un fallo contro P.J. Costava un 2/2 di Drummond ma a 47.0 dalla prima sirena di forza Bridges spingeva via Niang appoggiando il 2 and 1 del 26-26.

Niang mancava una tripla pressato dai lunghi arti di Thor che a rimbalzo lottava su un errore di Bouknight toccando palla 4 volte prima di finir fuori.

Provvidenziale perché con 4 decimi il tiro da tre di Milton che finiva dentro da tre quarti campo era annullato per un paio di decimi di troppo.

Nonostante l’appoggio di Cody Martin al plexiglass la panchina di Charlotte non era all’altezza di quella di Phila.

Il pareggio di Niang in gancetto dalla baseline destra era ancora respinto da Thor che a rimbalzo rubava palla a Drummond convertendo subendo fallo: 31-28 ma un alley-oop del centro di riserva di Phila e una palla persa malamente da P.J. con un passaggio sconsigliato segnavano il sorpasso (31-32).

Niang con una tripla veloce dall’angolo destro segnava un parziale da 0-7 aumentato sino allo 0-11 a 8:01 dopo due FT di Drummond ancora a segno per il 31-39.

Charlotte però ripartiva e dopo due liberi annullati a Thybulle solo grazie all’intervento in challenge di Borrego, dopo una palla a due vinta da Richards che andava anche a schiacciare su invito di Hayward, non ci si fermava nonostante la tripla incassata da Maxey per il 35-44; un fade-away in corsa di Hayward finiva dentro (mancava il fallo), Richards rimaneva giù con una caviglia giratasi toccando terra ma Miles andava dentro con una finta e Martin commetteva fallo per bloccare il 5 Vs 4 di Phila.

Charlotte comunque guadagnava e segnava due FT a 4:16 (fallo di Maxey su Hayward, mismatch sotto canestro) e una palla intercettata da Martin sul lato destro con spedizione dall’altro lato del parquet per il sigillo di Oubre Jr. con una dunk pompata che caricava il pubblico valeva il -1 843-44).

Un reverse circus di Miles passato sotto il canestro dalla baseline sinistra valeva un two and one dopo il contatto-spinta con il corpaccione di Embiid.

Hayward, raddoppiato sotto canestro era bravo in salto a fornire nell’angolo destro la sfera per l’open catch n’shoot di Oubre che portava il parziale a 14-0 e il risultato sul 49-44…

Un recupero con spinta di Drummond non era sanzionata e Curry infilava da tre mentre anche sull’altro fronte volava giù Drummond.

Contatto sorvolato mentre l’apertura veloce per Martin non dava il tempo di rientrare alla difesa degli ospiti che incassavano una schiacciata mentre dall’altra parte si accendeva un possibile parapiglia con Drummond che aveva qualcosa da dire a Miles, subito divisi.

Doppio tecnico e successivo fallo offensivo contro Drummond mentre Oubre Jr. portava al massimo vantaggio Charlotte con un’alzata contro Curry (di sinistra) nel pitturato per il 53-47.

Peccato che due triple di P.J. Continuassero a produrre zero, così Harris e Curry, sulla sirena, fossero più concreti nel realizzare un canestro a testa da due punti portando il risultato sul 53-51.

9 punti e 3 rimbalzi per Embiid nel primo tempo contro i 14 di Hayward e i 4 assist.

Peccato che gli Hornets, miglior squadra della lega nel tiro da fuori ma senza pezzi importanti per questo, avessero solo il 17,6% da oltre l’arco compensando con un 24-21 a rimbalzo.

Rientrava Richards nel secondo tempo ma sul pallone dato in post ad Embiid era già fischiato il primo fallo al giamaicano per contatto con il braccio a spingere il centro avversario.

Finiva per pareggiare Curry dalla diagonale sinistra mentre Hayward continuava la buona serata con la tripla per il 56-53.

Green da tre e Curry da due con altro jumper più un 2+1 di Maxey (fallo di Richards in rientro) portavano uno 0-8 di parziale che vedeva Philadelphia avvantaggiarsi a 8:35 di 5 punti (56-61) sino al taglio di Bridges che schiacciava da sotto sul perfetto passaggio schiacciato di P.J.

Un elastico tra i tre e i cinque punti che continuava perché gli Hornets cominciavano a essere vessati da falli su Embiid tra reali e pompatissimi dagli arbitri; 2/2 di Embiid, risposta di Hayward dal mid range, tripla di Curry con finta su Martin, tripla di Bridges a 7:05, altro fallo contro Charlotte a 6:48 (Embiid 2/2), Hayward in appoggio subiva fallo a 6.39 andando in lunetta per un 2/2e a 5.21 il fallo di Gordon per un possibile two and one di Embiid era sprecato dal centro con l’errore al FT prima che Hayward in fade-away dalla linea di fondo infilasse il mid range del 67-70.

Altro fallo contro P.J., la storia si ripeteva con l’aggravante del tecnico per le lamentele ma anche se Curry mancava l’occasione, Embiid portava a casa i due punti mentre un fallo successivo lontano dalla palla dato contro Richards pareva assumere i contorni della vessazione benché nel giro in lunetta Embiid splittasse mentre Oubre jr. a 4:16 infilava i suoi due liberi sul netto fallo di Harris (69-73).

L’allungo di Phila con un FT jumper di Embiid arrivava sul 69-77 prima di uno scoop nel traffico ma Curry dava un +9 ai rossi con un’altra tripla che pareva affossare definitivamente Charlotte.

Una tripla di martin notevole su Curry però ravvivava gli Hornets che sul 74-80 smaltavano il punteggio con un up& under corto da sotto di Bouknight bravo a recuperare sull’errore e a correggere sul proprio difensore e con un taglio verticale di Hayward (passaggio di Bridges) e floater per il 78-80.

Un tiro di Embiid ravvicinato interrompeva il parziale di Charlotte ma Hayward a :32.8segnava su invito di Miles un circus dal pitturato toccato da Milton e Thybulle.

Libero aggiuntivo a segno per l’81-82, out Embiid a pochi sec. dalla fine e mancato floater del sorpasso di Miles ma Hornets a un passo ormai.

Milton partiva bene con 5 punti nell’ultima frazione spingendo il punteggio sull’83-87 ma Charlotte effettuava il sorpasso con una bomba di Martin (88-87), mentre Harris al vetro sorpassava.

Oubre mancava una tripla ma aveva subito una seconda occasione grazie a un recupero del team e l’open 3 frontale valeva il 91-89.

I 76ers tornavano avanti sul 93-95 grazie a un pull-up in ritmo di Harris su Hayward ma Oubre jr. si buttava dentro superando Curry e scostando la palla a Embiid per l’appoggio al vetro del nuovo pari.

Manata di Embiid sulla pressione di P.J. Washington non vista, vista invece la spinta dello stesso P.J. Poco dopo e altri due FT contro a 4:28.

Per riportarsi avanti serviva una tripla ignorante e fortunosa di P.J. Washington che a 3.24 dalla fine baciava il tabellone inabissandosi nella retina per il 98-97.

Purtroppo si decideva proprio da oltre l’arco a nostro sfavore la partita perché Green ed Embiid riuscivano a mettere i loro tiri da fuori consegnando a Rivers un vantaggio di 5 punti che divenivano 7 dopo l’errore da fuori di Hayward e la schiacciata a una mano di potenza di Embiid sfuggito con primo passo veloce a P.J. Washington.

L’1/2 di Hayward in lunetta e la palla a due inventata dagli arbitri a un minuto dalla fine (tocco sulla palla di P.J. che continuando al più avrebbe commesso fallo sulle braccia del centro avversario) davano a Philadelphia un pallone poi finalizzato da Curry in lunetta per due volte: 99-107 a :44.0 dalla fine.

Sembrava finita ma una tripla di P.J. Washington su Green a :33.7 e una steal di Martin su Maxey finalizzata da Oubre in schiacciata facevano tornare Charlotte a un possesso (104-107).

Il tempo però era tiranno e sulla rimessa, Bridges cercando palla dava una manata a Harris a :29.1.

2/2 ed errore di Charlotte che guadagnavano un tecnico beffa dato contro Embiid quando ormai non serviva più anche perché dall’altra parte, pur splittando, Joel manteneva il vantaggio dei suoi a 5 punti (105-110).

Un fallo di Embiid sulla penetrazione di Oubre Jr. e due FT splittati davano il 106-110 finale senza che Charlotte negli ultimi secondi riuscisse a commetter fallo.

Gordon Hayward e i suoi 31 punti non sono bastati per Charlotte. Foto tratta dal sito ufficiale degli Charlotte Hornets.

Analisi

Probabilmente si parlerà ancora molto della prestazione di Embiid, molto inferiore alla precedente, si dirà che Philadelphia ha vinto la partita grazie ai 32 punti del suo centro con tripla finale (dopo quella di Green) che ha fatto da spartiacque decisivo al match e anche ai 23 di un redivivo Seth Curry ma la realtà è che gli Hornets, oltre ad avere pesanti assenze che li hanno costretti a cambiare un po’ la natura del loro gioco penalizzandoli dal punto di vista dei TO (18-15) ma preparandoli per alternative più consistenti al solo tiro da tre punti, hanno pagato molto anche la condizione di povertà dello status del team che pare più una comparsa NBA che un team rispettato.

Charlotte fa spesso da sparring partner per i big NBA, occorrerebbe che MJ alzasse un attimo al cornetta e si facesse rispettare visto il ripetitivo trend andato in scena diverse volte questo anno.

Vorrei scrivere meno sui fischietti ma in questo caso gli arbitri hanno elargito a piene mani in favore della star dei Sixers che ha terminato la sua partita con un 15/19 dalla lunetta e nel finale una palla toccata visibilmente dal centrone avversario viene data a favore della squadra di Rivers finché tutta la panchina Hornets a un passo, Borrego e il pubblico si alzano lamentandosi vistosamente, a quel punto la palla è tornata a Charlotte che si è vista assegnare anche un tecnico beffardo contro Embiid quando non contava più nulla.

La terna, oltre a spezzare il ritmo offensivo degli Hornets con chiamate ad personam (Charlotte difende meglio ma non trova lo sprint per i fast break in transizione), riesce a pasticciare anche quando dovrebbe arrivare in favore dei Sixers con decisioni strambe.

Non siamo qui per piangere, Philadelphia si è portata a casa l’ennesima vittoria, Charlotte ci ha provato ma la forza indubbia dell’avversario unita alla terna – in particolare il Sig. Bill Kennedy il quale non ha il problema di aver fatto outing dichiarandosi omosessuale ma di essere o totalmente incompetente o viziosamente pendente per Philadelphia con quel sorriso furbo – hanno finito per affossare Charlotte con piccolezze da goccia a goccia evidenziando disparità di trattamento sui due fronti che non potevano essere rette dagli Hornets aggrappati con i denti sino all’ultimo alla partita.

Niente miracolo quindi, la neve si scioglie come Hayward nel finale dopo una prestazione notevole da regista condita da 31 punti.

Con numeri molto simili il 25/30 in lunetta di Phila contro il 18/21 di Charlotte ha pesato enormemente nonostante la vittoria nel pitturato.

Cody Martin: 6

12 pt. (5/8), 5 rimbalzi, 3 assist, 3 rubate. Non è il suo ruolo e fatica sui close-out anche perché a volte deve flottare, è bravo Seth Curry in serata a trovare il tiro con regolarità. Si fa valere anche lui con una bella schiacciata prendendo alla sprovvista gli avversari e due triple su tre tentativi con l’ultima nel finale corta da destra ma era marcato e doveva provarci… Meno performante in difesa anche se la rubata nel finale è ottima.

Kelly Oubre Jr.: 6

22 pt. (8/22), 10 rimbalzi, 3 assist, 2 rubate. Senza i talenti del team Kelly diventa uno dei go to guy. Parte un po’ a rilento sbagliando tanto da tre punti poi riesce un po’ a metter qualche tiro ma finisce con un 3/12 da oltre l’arco lontano dalle sue migliori prestazioni. Una bella entrata passando Curry e appoggiando oltre Embiid, un’azione intelligente chiusa nel pitturato con l’alzata su Curry, non gli va bene, invece, con la stoppata presa da Drummond… Nel finale perfeziona una steal e schiaccia poi mette un libero su due lasciandoci a -4 ma non ci sarebbe stata comunque possibilità di pareggiare.

Gordon Hayward: 7,5

31 pt. (10/18), 5 rimbalzi, 7 assist, 1 rubata, 1 stoppata, 4 TO. Torna ad alti livelli e sorregge la squadra fino al finale quando sbaglia qualcosa ormai stanco. Prestazione in regia ottima anche quando commette qualche TO che per la verità sono passaggi spesso interessanti che i compagni non riescono ad afferrare per la velocità o per pochi cm di posizionamento Incomprensioni che saranno lenite con una miglior intesa futura. Una shakerata al difensore con spin e chiusura al vetro nel primo tempo, infilate, un circus shot con and one e un 2/5 da fuori. Peccato per la tripla nel finale non a segno ma miracoli non ne fa nemmeno lui. L’unico degli Hornets che riesce ad andare spesso in lunetta con un 9/10 ma mancano dei falli come sul suo bel fade-away dalla baseline con contatto nel primo tempo.

Miles Bridges: 7

20 pt. (8/13), 5 rimbalzi, 5 assist, 5 TO, 5 PF. Sembra il bimbo povero a cui veniva offerto il panettone della Carter & Carter avvelenato da Car Carlo Pravettoni in un old sketch di Mai Dire Goal. Gli arbitri ignorano i contatti su di lui in penetrazione mentre vedono anche quelli che in genere non si chiamano mai su Embiid… Deve essere più coinvolto in situazioni dinamiche e andare ad attaccare il ferro perché Charlotte ha bisogno di lui anche se Mr. 5 (in serata) perde, appunto, 5 palloni ma consegna un paio di assist in a row a Hayward per punti importanti. Un circus shot in reverse layup con two and one per fallo di Embiid e un appoggio nel traffico nel secondo tempo molto belli.

Nick Richards: 6,5

8 pt. (3/5), 3 rimbalzi, 1 assist, 4 PF. Buoni canestri da sotto rollando dentro, manca un alley-oop leggermente complicato e si fa male a una caviglia catturando un rimbalzo difensivo rientrando nel secondo tempo dove probabilmente la cosa incide un po’ poiché nel primo tempo, dopo aver concesso un canestro a Embiid nei primi minuti aveva funzionato benissimo limitandolo sui jumper, tanto che Charlotte era stata raggiunta da due solo dopo aver preso due canestri in transizione mancando la sua presenza.

P.J. Washington: 5,5

6 pt. (2/7), 3 rimbalzi, 3 assist, 3 stoppate, 5 PF. Meglio di lui non lo sa nessuno. Embiid in realtà è uno degli “Untouchables”, altro che Al Capone… Il capone ce lo mette ma Embiid alza il gomito (per rimanere in tema film sul proibizionismo) però la terna vede la sua successiva spinta in risposta. Sorride a larghi tratti del match dopo ogni fallo conto, dopo ogni decisione contro che se arriva qualcosa a favore è solo per sbaglio un po’ come la sua tripla di tabella nel finale che segna il sorpasso pi replicata poco più tardi. Un 2/4 da fuori che costituisce il suo bottino di serata dopo due bombe mancate sul finire del primo tempo. Non era nemmeno partito poi male su Embiid dando il cambio a Richards ma nel complesso a parte le stoppate e un bell’assist schiacciato per Bridges è sempre un handicap al tiro.

James Bouknight: 5

2 pt. (¼), 2 rimbalzi, 2 TO. Passo indietro per James che parte male sui due fronti e chiude con 11.31 sul parquet senza incidere se non in negativo con un -5 in plus/minus. Manca la sua propulsione offensiva. Trova il suo unico canestro da un suo errore in up & under per “scartare” il difensore allungandosi sotto il corpo per riprendere velocemente il rimbalzo.

J.T. Thor: 6

5 pt. (2/3), 2 rimbalzi, 1 rubata in 14:41. Una rubata che poi genererà 3 punti e due rimbalzi offensivi nel primo tempo con due possibilità di and one delle quali soltanto una viene trasformata. Si fa rispettare in attacco con il capolavoro su Drummond da sotto mentre in difesa deve cercare di tenere di più la posizione corretta mentre altre volte non può molto come contro l’alley-oop di Drummond dovendo fronteggiare il passatore. Prestazione più che sufficiente anche se meno importante della scorsa.

Coach James Borrego: 6,5

La squadra mette quello che può giocando anche a tratti molto bene con tagli che portano a canestri dinamici ravvicinati, un spettacolo per gli occhi. La difesa ha abbassato la media di Embiid nel primo tempo a soli 9 punti ma con tanti FT contro assegnati (non che Charlotte non abbia giocato fisicamente per limitarlo ma vi è stato un’eccessiva protezione della terna WWF sull’animale centro dei 76ers) l’impresa è rimandata a un’altra volta. Proviamo a continuare a giocar così e a battere almeno i Kings nella prossima uscita per cercare di risalire in classifica.

Matchup key 27: Charlotte Hornets Vs Philadelphia 76ers

A cura di Igor F. (testo in violetto) e Filippo Barresi (testo in bianco).

Nick Richards, JT Thor & P.J. Washington Vs Joel Embiid

Dopo un paio di giorni gli Hornets tornano a giocare contro gli stessi avversari, per questo James Borrego – coach degli Hornets – ha detto che questo sarà come un set-up da playoff.

“Un’atmosfera da playoff. Tornare indietro ed apportare alcuni aggiustamenti, alcune modifiche”, ha detto Borrego.

“Abbiamo appena visto questa squadra, quindi vediamo come possiamo migliorare. Ci saranno molti buoni momenti di insegnamento. Puoi eseguire (i giochi) contro la stessa squadra”.

E per eseguire delle buone giocate difensive dal mio punto di vista servirà che Borrego utilizzi soprattutto Richards e Thor sul gioiello avversario reduce dal suo massimo stagionale.

Per questo, un coach troppo conservatore nelle rotazioni, immaginiamo tenterà ancora di opporre per larghi tratti P.J. Washington (ecco quindi la replica di Filippo Barresi sul pezzo precedente, ancora più esasperata vista la performance del camerunese) che tuttavia non ha né fisico (kg e cm), né reattività difensiva per opporsi sul tiro dell’avversario mentre i due giovani che contano meno esperienza potranno comunque sperare di rendere le cose un po’ più complesse dal mid range alla nemesi di Charlotte.

Spedire un terzetto su un giocatore che ha speso molto un paio di sera fa potrebbe essere anche utile a farlo stancare e renderlo più impreciso a patto che arrivino dei raddoppi intelligenti a infastidirlo.

La sfida di questa notte per gli Hornets sarà ancora quella di fermare Joel Embiid.

Il possente centro avversario ha sempre messo in difficoltà la formazione di coach James Borrego e questa situazione è andata avanti anche durante l’ultima partita anche per l’assenza di Mason Plumlee.

P.J. cercherà quindi di impensierire Embiid.

Possibili svantaggi:

Gli Hornets hanno speso moltissime energie in una partita intensa e con una rotazione molto corta a causa delle tante assenze.

Oltre all’OT perso, Charlotte giocherà la terza partita in quattro giorni avendo ancora una volta probabilmente una rotazione corta nonostante gli ingressi delle giovani leve.

Il fattore della tenuta fisica sarà quindi determinante nella gara di questa notte: sarà importantissimo rimanere sempre a contatto con i Sixers dosando le energie e ruotando alcuni elementi in più.

Possibili vantaggi:

Al contrario degli Hornets, gli avversari non sono una squadra fatta per il gioco in transizione.

I Sixers sono al momento la formazione con il ritmo più basso della lega e cercheranno in tutti i modi di imporre il proprio stile.

Se i giovani Calabroni avranno la tenuta fisica per poter sfruttare le giocate in transizione, allora, potranno pensare di mettere in difficoltà gli avversari.

Note:

Il game-plan di Rivers per Phila sarà ancora quello di dare palla a Embiid: “Dare da mangiare al maiale” come ha detto Doc, insistendo sulle doti del suo centro.

Philadelphia non ha corso molto durante l’ultima partita ma ha sfruttato la solidità di Joel e Tobias (Harris), per questo Charlotte dovrà essere brava nelle rotazioni difensive nel mettere nella peggior condizione i Sixers di attaccare.

Personalmente darei a Hayward qualche minuto in meno e darei più fiducia ai giovani ragazzi – cercando di rimanere con un quintetto equilibrato – che potrebbero portare più energia sul parquet.

Ovviamente rimanere attaccati con cinque assenze non sarà semplice ma l’Hornet style offensivo contro Philadelphia ha dimostrato di poter pagare, solo bisognerà cercare di essere meno impulsivi in certi momenti e prendere tiri più consoni e a una maggior percentuale di successo perché nell’ultima partita Charlotte ha pagato caro anche la bassa percentuale da tre punti (34,8% contro il 41,7% ospite).

In questo caso entreranno in gioco l’improvvisazione dei singoli per variare il tema e la lettura della difesa avversaria.

Giocare velocemente infastidendo Embiid e i tiratori sul perimetro saranno le chiavi per quella che se dovesse avvenire, oltre al sorpasso in classifica, sarebbe una vera ed “incredibile” impresa anche per rompere la troppo lunga striscia vincente degli ospiti nei nostri confronti.

Game 26: Charlotte Hornets Vs Philadelphia 76ers 124-127 (OT)

Intro

Embiid e i 76ers dopo Atlanta navigano sull’isola immaginaria di Lilliput.

I piccoli Hornets sono riusciti senza quattro giocatori fondamentali a battere gli Hawks in trasferta (impresa riuscita anche a Phila di soli due punti) venerdì scorso.

Charlotte rientra alla base con più fiducia sfidando in un back to back un avversario che ha sempre vinto contro di noi negli ultimi anni ma qualcosa pare essere cambiato quest’anno a Charlotte.

Le imprese impossibili sono all’ordine del giorno o quasi, il gruppo è unito e i sostituti stanno cercando di mettere in mostra le loro qualità.

“Devono essere pronti lunedì notte perché il loro numero verrà chiamato di nuovo”, ha detto Borrego.
I 76ers hanno molte armi a disposizione anche da oltre l’arco (Set Curry a esempio) ma è chiaro che, come i lillipuziani abili ad eccellere in matematica e meccanica, gli Hornets debbano destreggiarsi in tattica e dinamicità, catturando a terra i lunghi avversari legandolo con corde per cercare di creare un gioco che li irretisca portandoli dalla nostra parte.

E se Gulliver si univa ai lillipuziani per catturare tutte le micro navi avversarie chissà che li Hornets diano filo da torcere a questi 76ers nonostante le assenze.

Non sarà facile anche perché i 76ers sono la squadra che commette meno TO e la difesa avversaria è tosta ma in attacco Charlotte ha le armi giuste per poter colpire gli avversari e le transizioni rapide potrebbero dare una spinta in più al team.

Before the game.

Andamento della partita

Starting five.

Gli Hornets vincevano la palla a due con Richards e segnavano il 2-0 grazie al fade-away di Oubre Jr..

Embiid pareggiava con un turnaround oltre Richards dalla baseline sinistra quindi Harris portava in vantaggio Philadelphia prima di una rollata di Richards servito da un bound pocket pass di martin, utile per farlo agganciare e schiacciare.

Embiid mancava un jumper contro Bridges che dall’altra parte alzava la sfera per l’alley-oop di Richards e quando Oubre penetrava appoggiando a destra con la sinistra li Hornets si portavano sull’8-4.Il canestro di Curry (passato Richards sulla linea di fondo) e il jumper di martin alzavano il punteggio, Embiid raddoppiato da Martin non riusciva a segnare mentre Hayward forniva con un extrapass sotto canestro a Richards materiale per un canestro un po’ fuori equilibrio ma utile per il 12-6.

Green da tre dall’angolo dx tagliava il divario quindi le triple seguenti di Martin e Milton alzavano le cifre sul 15-12 prima che un tiraccio di Oubre Jr. non a segno e Milton (a segno) portassero la partita sul 15-14.

Thybulle commetteva fallo sul principio di terzo tempo di Miles a 5.22, Rivers allargava le braccia chiedendo un fallo non sul tiro ma l’interpretazione era corretta e il numero zero portava a casa due punti.

Phila passava comunque avanti quando Embiid da sotto appoggiava oltre il subentrato P.J. Washington (17-18) ma gli Hornets non mollavano segnando con un’entrata a ricciolo di Oubre Jr bravo poi a mettere anche una tripla da sinistra per il 22-18.

Da una palla persa da Miles in entrata arrivava la bomba di Milton in angolo destro ma Thor a 1:55 decideva di segnare i suoi primi due punti NBA con una mega dunk di potenza mancina che posterizzava Drummond e lo ribaltava a terra.

Per gli arbitri c’era fallo (contatto un po’ generoso forse) e l’americano/sudanese portava a casa anche il punto extra con perfetto FT.

A 1:36 Korkmaz rispondeva con due liberi per fallo di Bouknight sul tiro ma il nostro numero 5, dopo aver sbagliato il tiro recuperava il suo rimbalzo e quello sull’errore di un compagno seminando il panico in corsa e offrendo con la drive l’assist per l’open 3 di Thor a segno per il +5.

Un back-door di Hayward era servito con i tempi giusti da un no look pass di Oubre Jr.: azione da tre punti con FT replicata poco dopo quando la stoppata di P.J. Innescava Oubre Jr. bravo a metter dentro nonostante il fallo.

Altra giocata da tre punti per il 34-23 conservato da una stoppata a due mani di P.J. Washington su Gianni che falliva anche una tripla.

Il secondo quarto però vedeva l’attacco dei Sixers girare a meraviglia anche se lo scambio Drummond/P.J. Washington portava due punti ai primi e tre ai secondi con un allungo dei Calabroni sul +12 (37-25).

Korkmaz dalla baseline infilava dalla media e Joe cominciava a mostrare le prime crepe esterne della difesa di Charlotte che incassava tre punti dal panchinaro ospite.

Bouknight provava a dare punti dalla panchina per rispondere con un cambio direzione senza palla, taglio e appoggio al vetro a destra seguito inutilmente dal suo difensore (primi due punti su azione NBA per il n° 5), Niang replicava da tre mentre P.J. metteva dentro un tap-in (41-33) nato da un suo appoggio corto.

Drummond alzava su P.J. così come P.J. Alzava un lob per Hayward che marcato in anticipo dal difensore si staccava appoggiando facilmente ma in attacco i Sixers continuavano ad aver vita facile e due dalla media di Korkmaz e tre dalla destra ancora di Joe portavano a un possesso gli ospiti prima che Oubre Jr. splittasse due FT per il 44-40.Un gioco da tre punti completato da Harris (anche qui generoso fallo fischiato contro Miles) faceva da ponte al sorpasso avvenuto con un pull-up di Curry dalla media (44-45).

C’era tempo per una rabbiosa dunk di Bridges e per il pari a metà quarto esatto di Embiid dalla lunetta (fallo di Bouknight in aiuto) prima che Green trovasse il fondo della retina ed Embiid portasse a casa un gioco da tre punti (goaltending) a 4:24 dando un +6 ai Sixers che non arrestavano il loro parziale segnando lo 0-9 temporale con un altro tiro da fuori di Milton.

Martin mancava un layup fallato in partenza da Curry ma riprendeva segnando toccato ancora da Harris.

Peccato per il FT mancato ma anche Steph mancava un libero per tre secondi difensivi di Charlotte, tuttavia Embiid con due liberi affossava Charlotte sul -9 (48-57) a 3:22.

L’entrata di Oubre con fallo di Milton a 2:40 era linfa per i Calabroni (gioco da tre punti) che tornavano a 6 pt. ma dopo un doppio scambio di cortesie i ragazzi di Rivers toccavano il +10 a 1:34 con due liberi di Embiid.

A tirar fuori dalle secche gli Hornets nel finale erano una tripla di Miles dalla destra e una steal a metà campo di Oubre Jr. che avanzava sparando da tre su Curry anticipando la luce rossa per un buzzer beater pesante che faceva chiudere il primo tempo agli Hornets sul 62-67 dando qualche speranza in più per rientrare nel secondo tempo.

Harris e Bridges erano i primi marcatori per le rispettive squadre nella ripresa, Green passava palla in orizzontale a Triano che tuttavia di mestiere fa l’aiuto coach a Charlotte ma Harris si rifaceva con un two and one.

Per Charlotte Oubre Jr. alzava un perfetto lob per la rollata di Richards abile a chiudere in alley-oop dinamitardo e sempre Oubre Jr. poco più tardi andava ad appoggiare al vetro il 70-74.

Embiid dalla destra dava problemi ma sullo stesso lato, in attacco Martin trovava la bomba complice la difesa di Philadelphia che lasciava km nell’occasione (73-76).

Hornets a -1 con il 2/2 di Richards a 7:05 (al suo career-high) ma il jumper di Embiid dava ancora punti alla squadra in blu che volava sull’82-87 con due triple di Harris piuttosto frontali e sul +9 quando Bouknight in close-out a 3.35 commetteva fallo su un altro tentativo dello stesso Harris (2/3 in lunetta).

Oubre tirava fuori dal cilindro uno step back 3 contro l’arcigno Thybulle e P.J. Washington con due rapide triple dalla diagonale di centro-sinistra battezzava due volte Embiid aiutando Charlotte risalire sino al 91-95.

Sulla sirena Hayward vedeva rimbalzare più volte la sfera una sua alzata sul ferro per finire dentro (pocket assist dal fondo di Oubre Jr.) e arrivare così al -2 (93-95).

A 11:51 P.J. pareggiava mancando il libero aggiuntivo quindi Niang (mollato da Bouknight) segnava da tre con a stretto giro la risposta di Hayward da oltre l’arco per il 98-98.

Phila accumulava vantaggio grazie a un raddoppio di Drummond con steal su Oubre Jr. ma la palla era portata avanti con il piede, nonostante ciò il canestro era dato per buono e dopo due punti di Korkmaz pioveva anche il tecnico a Oubre Jr. così lo 0-7 di parziale tramutava il punteggio in 98-105.

La risalita degli Hornets passava per la tripla di Bouknight e da altri suoi due liberi ottenuti in reverse dopo il crossover su Drummond che lo chiudeva fallosamente sulla linea di fondo (105-108 a 7:59).

Arrivava anche una dunk esplosiva da iperuranio per James che in mezzo a tre difensori raccoglieva dall’errore da fuori di Gordon per piombare a schiacciare a una mano portando gli Hornets ormai sul -1 ma a 5:58 Martin in coast to coast realizzava in transizione il sorpasso atteso (109-108).

Milton dall’angolo destro ricacciava indietro lo sciame ma si arrivava comunque punto a punto al finale con Miles in scoop nel traffico per il 114-115 e il pull-up dello stesso numero zero valido per il 116 pari.

Quando Hayward raddoppiava Embiid sottraendogli palla e lanciando il contropiede finalizzato da Oubre Jr. con una tripla a 1:01 pareva che l’inerzia fosse dalla parte di Charlotte grazie anche al rumore di un pubblico scatenato.

Il 119-116 garantiva buon margine anche perché Embiid mancava uno dei due FT (gli Hornets chiedevano passi non dati al centro avversario che sembrava effettivamente commetterli però) assegnati a favore.

Troppo veloce il tentativo di Oubre di chiuder la partita con la tripla e con un leggero fade-away, grazie ai cm, Embiid trovava il cotone tirando sopra P.J..

Il pari dava un’occasione a testa ai due team ma la tripla di Bridges non funzionava con Hayward lanciatosi per recuperarla che non aveva buon gioco nel chiamare per tempo il time-out mentre sull’ultima occasione il raddoppio provvidenziale di Miles sul tiro di Embiid valeva l’OT perché la palla sbatteva su tabella e sul ferro che dopo un’incertezza decideva di farla uscire.

La palla a due era vinta facilmente da Embiid su Bridges ma Oubre Jr. si inseriva mancando però clamorosamente l’appoggio da sotto così Embiid continuava a far ruotar la palla dal mid range con tiro da fermo portando in vantaggio gli ospiti.

Harris in entrata perdeva palla ma la rimessa dal fondo era assegnata erroneamente a Phila che si avvantaggiava segnando due punti ancor con l’inarrestabile centro.

Oubre Jr. segnava da fuori il 122-123 ma Charlotte subiva ancora Embiid per il 122-125.

Oubre in entrata restituiva al centro appoggiando di forza con la sinistra dopo aver zigzagato sul lungo e mentre P.J mancava due triple e una drive, Embiid metteva due punti per il 124-127.

Nel finale Phila perdeva anche un pallone sulla rimessa con ultimo tocco di Harris sul raddoppio di Oubre più Bridges, Borrego andava in time-out a una decina di secondi dalla fine ma tutti capivano che l’uomo designato sull’ultimo tiro sarebbe stato Oubre. Jr. che aveva difficoltà a liberarsi, alla fine riceveva palla ma sparava un deep 3 che rimbalzando sul bordo destro toglieva le residue speranze di un secondo OT a Charlotte.

Bouknight a canestro passa Thybulle. Fotto tratta dal sito ufficiale degli Charlotte Hornets.

Analisi

Gli Hornets sfiorano l’impresa ma perdono sul filo per inesperienza e assenze all’OT (0-4 ora il record nei supplementari).

Perso anche Smith prima del match, gli Hornets mandano in campo anche i dilettanti allo sbaraglio che nella “Corrida” rumorosa di Charlotte, nonostante mostrino qualche lacuna tattica, fanno bene e aiutano la squadra a competere per tutta la partita con un team più attrezzato e praticamente al completo escluso Maxey.

Nonostante l’8-15 nei TO e il 31-28 negli assist condito da un 23-10 nelle second chance e più punti realizzati nel pitturato (58-46), Charlotte non riesce a fermare il tiro di Embiid salvo poche volte come quando raddoppiato sull’ultima sirena regolamentare manda sul ferro il tiro.

43 punti e 15 rimbalzi per il centro di Phila seguito da Harris a 21 punti e 11 rimbalzi più Milton, altro unico Sixers in doppia cifra con 16.

Partita tutto cuore di Charlotte vanificata da un po’ di inesperienza nel finale quando sul +3 di poteva gestire meglio.

Nel mezzo anche un paio di errori degli arbitri su passi di Embiid e una palla toccata da Harris per ultimo ma riconsegnata alla squadra di Rivers costata due punti.

Philadelphia continua così la lunga striscia positiva contro Charlotte che avrà una difficile occasione di riscatto tra due giorni sempre tra le mura amiche.

Un peccato perché dei soli 7 uomini impiegati da Borrego ben 7 sono andati in doppia cifra con Thor arrivato comunque a 8 punti.

Probabilmente il coach non avrebbe dovuto rinunciare a un centro come Richards che potesse contenere meglio Embiid nel finale avvantaggiato dai cm su P.J. Washington che per quanto riuscisse a evitare la penetrazione doveva concedere un tiro mortifero dal mid range.

Vedremo cosa riusciranno a fare i Calabroni nella prossima partita sospinti dal pubblico grazie al quale Oubre Jr. stasera ha tratto energia finendo a 35 punti, peccato per l’ultima tripla finita sul ferro ma più che su quel tiro si potrebbe recriminare su un suo tiro troppo affrettato nel finale dei regolamentari.

Cody Martin: 5,5

14 pt. (6/13), 6 rimbalzi, 4 assist, 4 TO. -13 in plus/minus. Parte da titolare ma come PG vista la contemporanea assenza delle uniche PG schierabili sul parquet. Anche se non fa gioco primariamente perché ci si affida a una manovra corale sembra un po’ fuori posizione. Il suo flottare a raddoppio contro i lunghi lo sfianca un po’ forse ma non è efficace come il solito. Nessuna rubata o stoppata, un po’ in sofferenza trova comunque la maniera di rendersi utile in attacco segnando una open dalla sinistra e un coast to coast per il sorpasso (109-108) nel finale. Un suo slittamento su Harris potrebbe produrre uno sfondamento ma la terna gli assegna un fallo contro per blocking che ci poteva anche stare essendo un’azione al limite. Sicuramente generoso, si rifà su Curry con lo sfondamento.

Kelly Oubre Jr.: 7,5

35 pt. (13/24), 5 rimbalzi, 3 assist, 4 rubate, 1 stoppata. Imputabile solo di aver scelto di provare una tripla nel finale quando si poteva far altro per portare a casa punti (ne aveva appena segnata una, quella del 119-116), mette in piedi una serata da 35 punti con un 6/13 da oltre l’arco ed entrate di forza anche leggermente fuori equilibrio talvolta come nel caso sul contatto con Embiid. Gran partita in attacco con qualche sbavatura come l’appoggio facile mancato in avvio OT e il tiro fallito (l’ultimo deep 3) per il pari ed è anche molto più attivo in difesa con qualche rinuncia ma in generale da fastidio riuscendo anche a rubare 4 palloni. Servirà ancora un Kelly in formato maxi per la prossima sfida.

Gordon Hayward: 5

12 pt. (5/19), 5 rimbalzi, 9 assist, 1 rubata, 1 stoppata. Ottimo nel far girare la squadra questa volta ma a parte una tripla nel secondo tempo sbaglia le altre 7 occasioni dall’arco e anche troppi tiri facili dalla media con un evidente fuori ritmo. Troppi errori per un giocatore così esperto per sperare di vincere. Non riesce a chiamare time-out sull’ultimo possesso CHA nei regolamentari ma lì era stato generoso buttandosi fuori dal parquet e finendo per terra. 43:57 sono troppi per lui probabilmente.

Miles Bridges: 6

16 pt. (6/16), 6 rimbalzi, 6 assist. Meno convincente del solito perché forse paga un po’ la big night ad Atlanta però toglie le castagne dal fuoco qualche volta quando in entrata riesce a segnare uno scoop o a prendere liberi come nel quarto periodo. Anche lui in struggle da fuori (1/6) compresa la tripla mancata nel finale dei regolamentari in uno contro uno, esagerazione pagata poi. Sull’ultima azione dei regolamentari il suo raddoppio è utilissimo perché costringe Embiid a modificare la parabola.

Nick Richards: 7

12 pt. (5/5), 5 rimbalzi, 2 assist in 18:17. Non sbaglia nulla Richards in attacco e fa il suo career-high arrivando a quota 12 grazie ad alley-oop e gioco ravvicinato a canestro. Non sembra male nemmeno su Embiid talvolta potendo opporre il corpo ma Borrego insiste nelle sue rotazioni togliendolo nel finale quando avrebbe potuto essere più utile di Washington che sbaglia troppo da tre e concede cm al camerunese. Errore strategico di Borrego che deve dare ancora più fiducia a questo ragazzo nel prossimo match.

P.J. Washington: 5,5

16 pt. (6/17), 8 rimbalzi, 4 assist, 1 rubata, 3 stoppate. Segna due bombe in faccia a Embiid per la rimonta ma poi eccolo qua, quello descritto… quando la palla si fa pesante non riesce a segnare finendo a 4/11 da tre punti. Due triple a vuoto (una anche super aperta) e un’entrata sciagurata nei momenti che contano influenzano la partita negativamente. In difesa prova d’anticipo riuscendo qualche volta a toccar palla al centro avversario. Tiene benino nell’uno contro uno ma è poco reattivo sul pull-up dell’avversario.

James Bouknight: 7

11 pt. (4/8),5 rimbalzi, 1 assist in 22:06. Qualche errore tattico come lasciare a Niang sul suo lato tutto lo spazio per il tiro da tre andando verso la palla e qualche fallo di troppo per ingenuità (3 FT concessi a Harris). Segna i suoi primi punti NBA poi mette anche una tripla oltre a una putback dunk spaziale a una mano sull’errore di Hayward da fuori. Utile a guidare la rimonta degli Hornets concretamente nella ripresa.

J.T. Thor: 6,5

8 pt. (3/5), 2 rimbalzi, 2 assist, 1 stoppata. Parte con una gran schiacciata su Drummond con and one e nel secondo tempo batte anche Embiid in floater subendo fallo, peccato per il FT sprecato senza concentrazione che gli costa il second and one del match. In difesa è utile anche se in 20:24 qualche rimbalzo in catturato avrebbe potuto esser importante.

Coach James Borrego: 6

Buona l’intensità, bene il gruppo e il gioco in attacco. Da 7 o 7,5 ma tatticamente Embiid ci massacra per tutta la partita. Vanno bene i raddoppi rapidi sui quali certe volte Phila riparte per uscire e impegnare con un gioco di passaggi la difesa di Charlotte, va bene cercare di giocare d’anticipo (come fa P.J.) ma deve trovare una rotazione equilibrata contenente un big man su un uomo strutturato con Embiid perché altrimenti concediamo tafazzianamente troppo…