Informazioni su igor

La mia Hornetsmania comincia nel 1994, quando sui campi della NBA esisteva la squadra più strana e simpatica della Lega, capace di andare a vincere anche su campi ritenuti impossibili. Il simbolo, il piccolo "Muggsy" Bogues, il giocatore più minuscolo di sempre nella NBA (che è anche quello con più "cuore"), la potenza di Grandmama, alias Larry Johnson, le facce di Alonzo Mourning e l'armonia presente nella balistica di Dell Curry, sono gli ingredienti che determinano la mia immutabile scelta.

Game 45: Charlotte Hornets Vs Orlando Magic 83-106

Intro

E’ iniziato da una ventina di giorni questo decennio, probabilmente non l’ho ancora metabolizzato pensando di essere nel 2019 ogni tanto ma considerando che avremo a disposizione ancora, compreso oggi, altri 3.634 giorni, penso inizierò a farci l’abitudine.

Charlotte aveva iniziato bene questo 2020 ma poi sono arrivati sei stop consecutivi a far scender la squadra a livelli più consoni a ciò che si pensava a inizio stagione.

Niente di nuovo rispetto al recente passato, insomma.

Forse non c’è nemmeno molto di nuovo nella storia degli ultimi decenni e prendendo come spunto, al di fuori del basket, la canzone di Raf, “Cosa Resterà degli anni ’80”, considerando che sono cambiati i tempi ma permangono guerre, scontri geopolitici, superficialità, incensamento di figure senza valori usa e getta di fondo non sembrerebbe esser cambiato nulla.

Anche gli Hornets, nati nel 1988 sul parquet, sono tornati a essere una squadra con un record molto basso sebbene i primi anni degli originali erano giustificati da fatto di essere un expansion Draft.

Jordan non è riuscito a dare una sferzata alle sorti del team e al sesto anno in corso Charlotte ha poco da dire.

Poco però non vuol dire nulla e dopo 4 sconfitte casalinghe e una striscia di 6 aperta, i fan, che non vedevano i ragazzi dall’ultima contro Toronto, prima elle 4 trasferte a Ovest, sperano sia la serata adatta per mettere in circolo un po’ di felicità.

Evaporerà come gli anni ’80 e tutto il resto ma non potendo fermare “il tempo”, ci accontenteremmo volentieri sperando si lavori per tempi migliori.

Scontro statistico Fournier/Graham prima del match…

Analisi

Si va a Parigi consapevoli che tra Hornets e Bucks c’è un divario incolmabile a oggi.

Le premesse non lasciano molte speranze.

La squadra di Borrego nonostante giocasse in casa, inanella la settima sconfitta consecutiva.

Si è visto anche qualcosa di positivo con un Monk molto interessante più propenso finalmente ad attaccare il ferro.

La cosa gli è riuscita molto bene e anche P.J. ha supportato rimanendo più abile nel primo tempo ma il backcourt titolare in serata ha fatto cilecca.

La doppia cifra di vantaggio ottenuta da Charlotte nel primo quarto grazie a una partenza forte, scompariva velocemente e i Magic andavano a loro volta oltre la decina grazie a un Ross da 5 bombe nel primo tempo.

Nel finale di secondo quarto Charlotte recuperava qualcosa arrivando all’intervallo sul 45-51.

L’allungo dei Magic nel terzo quarto era netto e la squadra di Clifford andava trovandosi sul +17 grazie a una difesa svogliata e inesistente e una ttacco bloccato e limitato troppo spesso ad attacchi sparsi e lontani.

Un break di 10-0 nel finale ci riportava sul 65-72 dopo aver messo dentro anche Biz e Cody Martin.

I Magic però ancora una volta partivano sparati e i ragazzi di Borrego uscivano di gara in fretta dimostrando tanti problemi in difesa con Fournier che si aggiungeva come tiratore da oltre l’arco dopo un Ross calmatosi con Martin addosso ma Orando terminerà con 14/28 da tre ed è una delle squadre con la media da fuori tra le peggiori della lega…

I rimbalzi sono andati ai Magic 39-47, gli assist (21-25) anche…

Non serve a Charlotte il 15/20 ai liberi contro il 4/9 avversario se i TO sono il doppio rispetto a quelli di Orlando (18-9).

La squadra della Florida ha poi messo insieme percentuali di tiro migliori: 38,2% per Charlotte dal campo contro il 47,8%… da tre ancora peggio con Charlotte al 30,3% contro i Magic al 50,0%…

La partita

Starting Five

Orlando con: Fultz (10 pt.), Fournier (26 pt.), Gordon (6 pt., 7 assist), Birch (3 pt.) e Vucevic (24 pt. +10 rimbalzi).

Dalla panchina: Ross con 19 punti e poi Carter-Williams e Clark con 5 pt. e 5 rimbalzi a testa.

Borrego per Charlotte ripristinava Cody e mandava sul parquet inizialmente: Rozier, Graham, Bridges, P.J. Washington, C. Zeller.

Hugo e le dance brackets durante la presentazione del quintetto di casa.

1° quarto:

Palla a due vinta dai Magic ma i primi a segnare erano i Calabroni con un passaggio per Zeller che sulla corsa in area si inarcava mettendo dentro un tiro leggermente forzato.

Graham portava sul 5-0 il risultato con il suo classico tiro staccato dall’arco a 10:54 poi Fournier sbloccava la casella zero anche per i Magic a 10:24 con due punti ai quali ne seguiva uno da libero per opera di Birch a 9:45 (½).

Un lob di Cody pescava P.J. in corsa, missione incognito vista la solitudine che gli permetteva il vezzo di cambiare lato dell’anello per appendersi in schiacciata.

Bridges forzava l’uno contro uno e a contatto con il difensore usava l’eurostep per trovare coordinazione e cambio mano per l’appoggio di sinistro.

Fultz rispondeva in entrata ma senza oppositori e su una transizione un passaggio dentro trovava due Magic soli: Vucevic raccoglieva e segnava il 9-7.

Charlotte ripartiva con un numero fortuito di Graham, il quale puntando la difesa avversaria slalomeggiava tra un paio di giocatori, fallo e palla immediatamente rilasciata all’ingresso della zona dei due punti, tabella e canestro più libero poi realizzato.

Birch in area e Vucevic con gancio su Willy mettevano due punti a testa dal pitturato portando i Magic sul -1 (12-11).

Charlotte ripartiva con un bound pass di Batum dalla linea di fondo che battendo sul pitturato centrale giungeva a Willy in corsa che proseguendo aggiungeva una dunk rapida, potente e aggressiva.

A 4:30 Graham da tre punti finalizzava una transizione, Gordon rispondeva usando il fisico per andare dentro ad appoggiare in maniera un po’ ortodossa ma funzionale quindi Graham pescava Willy i area che si girava verso il canestro e rilasciava la sfera che entrava senza quasi muover la retina per il 19-13.

Aggiungeva benzina Graham con la tripla dal corner destro per il 22-13 da una quasi persa di Batum con palla recuperata da Bacon che assistiva poi il nostro numero 4.

Bridges dalla lunetta a :1:39 mettendo i due tiri portava sul 24-13 la partita.

La corsa degli Hornets però si arrestava qui, anche perché entrava in campo Ross, pessimo ricordo dell’ultima partita di Regular Season dello scorso anno con le sue triple.

La “Torcia Umana” sembrava ripartire da dove aveva lasciato con una tripla poi a 1:04 Willy puntando Bamba generava il fallo per andare in lunetta.

Un solo libero realizzato e Charlotte tornava solamente sul +6 quando a :47.7 Ross indovinava la seconda tripla di serata.

Bacon era stoppato, Ross mancava una bomba finalmente e Monk chiudeva il quarto con un fade-away frontale per il 27-19.

Willy Hernangomez in schiacciata nel primo quarto. Foto tratta dalla pagina ufficiale degli Charlotte Hornets.

2° quarto:

Clark imitava il compagno inaugurando di tripla il quarto a 11:42 per i Magic; Fournier ne aggiungeva due poi Monk a 10:55 sul tentativo di floater ricevendo una manata da MCW da dietro guadagnava due falli e anche un tecnico.

Il tecnico lo batteva Rozier segandolo mentre Monk andava a vuoto entrambe le volte.

Sull’appoggio di Fournier in entrata facile in diagonale, Borrego chiedeva un time-out ma la solfa non cambiava perché Bamba schiacciando due volte trovava prima il pareggio e poi il vantaggio dei Magic per il 28-30.

MCW beffava la nostra difesa guadagnando un 2+1 a 9:06 così i Magic salivano sul +5.

Per Charlotte si attivava P.J. che con la tripla aperta riduceva nuovamente lo scarto a due quindi, dopo un tecnico battuto da Ross (7:41 per tre secondi in area), ecco ancora P.J. a 7:18 pronto per il pari (34-34) a mezzo tripla da circa la stessa posizione precedente.

Ross con P.J. e Batum addosso incendiava ugualmente la retina, Charlotte in attacco sbagliava la prima opportunità poi un pasticcio dei Magic apriva una possibilità per Batum che era stoppato, la palla però rimaneva agli Hornets che si buttavano dentro con Monk a tutta velocità per un reverse layup oltre Bamba e il ferro con perfetta rotazione dell’attrezzo principe del gioco.

A 5:56 Ross cominciava a diventare antipatico realizzando ancora da fuori il 36-40 e diventava non gradito a Charlotte a 4:39 quando con la quinta tripla consecutiva lanciava i Magic sul 36-43.

Rozier in un primo tempo no mancava il tiro e si faceva battere da Fultz da sotto.

A 3:17 rispondeva ancora P.J. da tre tirando ancora più velocemente, Vucevic con il jumper lungo da due dalla diagonale destra batteva Cody ma P.J., pur cambiando zona (questa volta in angolo sinistro) manteneva la mano calda per infilare la quarta tripla di serata (42-47).

Una schiacciata di Gordon poi una palla persa da P.J. due punti in solitaria di Vucevic sul passaggio basso corto in entrata di Gordon e finalmente Charlotte con una tripla di Willy a :43.6 rispondeva per mandare in archivio il primo tempo sul 45-51.

3° quarto:

L’avvio di ripresa era tragico per Charlotte che dopo essersi riavvicinata lasciava segnare facilmente un paio di canestri a Fultz, Fournier si risistemava fuori e dalla diagonale destra batteva Graham per il 45-58.

A 9:50 su una transizione Zeller ricevendo un bound pass era spinto da Vucevic riuscendo comunque a segnare a 9:50.

FT mancato e Fultz liberandosi di Rozier e schermandosi successivamente arrivava a depositare al ferro mentre sull’altro fronte Birch gettava a terra P.J. in penetrazione.

½ del rookie contrastato da due punti di Vucevic che portava a 14 il divario (48-62).

A 7:59 tre punti dalla top of the key di Fournier mandavano in estrema difficoltà Charlotte.

Entrava in campo per la prima volta in serata Biyombo mentre poco dopo Batum subendo sfondamento da Gordon recuperava una palla.

Biz appoggiava di sinistro in allungo a 6:41 ma dopo un errore di Graham da tre (marchiano) Fournier da sinistra piazzava un lunghissimo due in caduta.

Gli Hornets sul lato corto trovavano il filo tra Rozier e Batum che provava da tre segnando il catch n’shoot a 5:34 quindi Biz commettendo fallo su Ross vedeva il bandanato avversario splittare per il 53-68.

Vucevic in correzione correggeva anche il punteggio dei Magic sul 70 quindi, dopo aver perso un’altra palla, P.J. rispondeva partendo da destra arrivando in appoggio.

Gordon dal post basso destro batteva P.J. passandolo sotto l’ala con il rookie attento a non commetter falli avendo problemi numerici con essi.

Martin e Rozier mancavano le triple e quando Iwandu in lunetta si presentava per due liberi sembrava tutto perso.

Il giocatore con le scarpe fluo però si abbagliava mancando i due FT e a 2:17, commettendo un insignificante fallo su Rozier mandava in lunetta il nostro numero 3 che otteneva altrettanti punti.

Ross era stoppato da Cody Martin che faceva sussultare il pubblico che accompagnando la transizione rimaneva deluso dalla tripla corta di Rozier ma Biz stoppava MCW mentre sull’altro fronte Monk subiva un goaltending da Bamba più il fallo di Iwandu.

Azione da tre punti con il challenge mancato dall’ex coach Borrego e Hornets sul 61-72 a 1:43.

Per un fallo di Bamba in attacco si tornava quasi immediatamente in lunetta dall’altra parte con Biyombo bravo a mettere le due occasioni.

Martin faceva ancora sbagliare il pull-up da tre a Ross e Monk anticipando la sirena realizzava in fing and roll il 10-0 di parziale che trascinava Charlotte sul -7 (65-72).

Monk ha chiuso con 20 punti. Foto tratta dalla pagina ufficiale degli Charlotte Hornets.

4° quarto:

La partita purtroppo terminava in fretta poiché Graham metteva a referto un altro air-ball, Fournier da tre invece centrava il bersaglio e dal +10, dopo tanti errori e una stoppata di Bridges oltre il fondo sull’ex MCW, ecco nascere il canestro Magic peri quella sporca dozzina di punti di distanza.

MCW batteva Graham fino ad arrivare al layup.

Malik attaccava il canestro segnando sul contatto ma Fournier sfornava l’ennesima tripla e a 8:23 nell’area degli Hornets spuntava anche Clark a depositare il 67-82.

A 7:58 Monk segnava da vicino grazie a una second chance concessa da Martin a rimbalzo.

Scambio di dunk aggressive: feroce quella di Ross, potente quella di P.J. servito breve da Malik.

Vucevic mancava il primo tiro, fermato poi riprendendo in qualche maniera aveva ragione della difesa degli Hornets.

Il centro dei Magic piazzava anche una tripla aperta e un turnaround a 5:45 per il +20 Magic.

A 5:14 Fournier aggiungeva la tripla del 71-94mentre dall’altra parte ormai non ci si dannava l’anima più di tanto.

Uno dei pochi era Monk che ricevendo un lungo linea da Graham, schiacciava in reverse.

A 3:33 Graham d a fuori metteva il 76-97 poi Vucevic stoppato da Biz recuperava la palla e in uscita dall’area, pur marcato, tirava da tre colpendo la tabella per veder incredibilmente la sfera entrare.

Monk nel finale metteva ancora 5 punti prima che Martin ritoccasse sull’83-106 il punteggio finale.

Le pagelle

Terry Rozier: 4,5

4 pt., 4 assist, 4 rimbalzi, 2 rubate. 4 TO, 0/6. -10 in +/-. Pessima partita, brutta difesa, attacco ancor peggiore tra passaggi TO e tiri mancati. Ne manca 4 da fuori e altri due da due pt.. Non mette un solo tiro dal campo ma fa 4/4 ai liberi. Tutto 4, voto? 4,5…

Devonte’ Graham: 5

15 pt., 2 rimbalzi, 6 assist. Buon primo tempo da 12 punti, perde il filo nel secondo tra air-ball, errori da tre e da due, ecc segnando da tre solo quando non serve. Senza il suo apporto Charlotte esce di scena rientrando un po’ in sé nel finale con una tripla e un assist lungo-linea. 5/17 dal campo (4/12), 2 TO., -16.

Miles Bridges: 4,5

4 pt., 2 rimbalzi, 1 assist, 1 stoppata. 1/9 dal campo, -16. A parte la stoppata su MCW, la difesa è una delle peggiori secondo me e oltretutto anche solo due rimbalzi.

P.J. Washington: 6,5

19 pt., 7 rimbalzi, 1 assist. 7/12 dal campo. -14. 3 falli, ben 4 TO che pesano nel secondo tempo. Le sue triple sorreggono Charlotte nel primo tempo tenendola in gara. Nella seconda parte latita un po’ segnando solo 5 punti e commette troppi TO.

Cody Zeller: 5,5

4 pt., 9 rimbalzi, 1 assist. -23. Ci sono i rimbalzi, non i punti con un 2/6 in 22:43… La difesa non esiste quasi dopo il buon inizio su ambo i fronti.

Nicolas Batum: 5,5

3 pt., 6 rimbalzi, 2 assist, 1 rubata. 16:58, pronto per Parigi sperando non ci sia un altro outsider boss a sparargli in faccia come Ross stasera. Prende qualche rimbalzo e un altro sfondamento grazie all’esperienza senza essere un flopper.

Dwayne Bacon: 5

0 pt., 2 rimbalzi, 4 assist, 1 rubata. 0/3 dal campo. Media tiro inesistente e una stoppata presa da dietro in entrata. Unica cosa positiva è la palla passata a Graham per la tripla nel primo quarto.

Malik Monk: 6,5

20 pt., rimbalzo, 2 assist, 1 stoppata. Gran serata. Attaccando il ferro finalmente mostra qualche numero in entrata. Diverse sono le realizzazioni compreso il reverse layup oltre Bamba e l’anello per uno spin perfetto. Difesa rivedibile come molti ma attacco fantastico compresa una reverse dunk nel garbage time. 21:35, -2 2in +/-.

Cody Martin: 6

2 pt., 2 rimbalzi, 1 stoppata. -9. Ottima difesa su Ross e a rimbalzo offensivo è bravo, a volte non riesce a recuperarli ma è sempre lì.

Bismack Biyombo: 6,5

4 pt., 2 rimbalzi, 2 stoppate. 2 TO, 3 falli. Entra nel terzo quarto e da una buona spinta con la sua fisicità. Commette tre falli veloci e va a perdere una palla non riuscendo a gestire il passaggio interno. Due FT a segno.

Willy Hernangomez: 6,5

8 pt., 2 rimbalzi. 3/3 dal campo compresa una tripla e un errore ai liberi. Sempre un po’ morbido dietro, aggressivo e bravo in attacco. Provato nel primo tempo poi non rientra più.

Coach James Borrego: 5,5

Le prova tutte. Rilancia Zeller titolare, fa entrare Willy nel primo quarto e poi Martin/Biyombo nel terzo quarto. Idee interessanti ma se i suoi top player giocano così non otterrà molto.

Il Punto @ 44

Legge di gravità

(Parte statistica descrittiva di pregi e difetti)

Nel mezzo della stagione regolare, in un periodo nel quale le squadra provano a cambiare il loro volto con trade atte a migliorare il roster, uscire dalla luxury tax o abbassare il monte ingaggi per creare spazio in vista della nuova stagione, gli Hornets stanno cercando di trovare una loro fisionomia per capire chi dovrà rimanere e chi invece non sarà più parte del progetto.

A livello marginale, apriamo una parentesi, diciamo subito che il two-way Robert Franks (uscito undrafted da Washington State), di base a Greensboro e con zero presenze tra le fila degli Hornets è stato tagliato.

Il suo posto per ora è stato preso da Ray Spalding, ala da Louisville che prenderà il numero 26 e probabilmente (dato il cognome) verrà palleggiato tra Greensboro e la panchina degli Hornets alla bisogna.

C’è da dire che per necessità (brevi infortuni) e altre questioni, Borrego ha sperimentato ancora di questi tempi ma, dal mio punto di vista, quel brodo primordiale, quella melma cosmica calda e informe che a inizio Regular Season caratterizzava il camaleontismo della squadra ora appare invece come materia più distinguibile e conoscibile nelle caratteristiche principali.

Charlotte in avvio di stagione aveva sorpreso gli addetti ai lavori poiché la supposta qualità infima del roster (ovviamente sempre paragonata a quella degli altri team) non faceva prevedere nulla di buono.

Nelle ultime 14 partite il magnetismo negativo che attrae Charlotte verso il nucleo bollente del Draft sta facendo il suo effetto.

Due vittorie e una dozzina di sconfitte, a blocchi di sei con una striscia negativa da rompere ancora aperta.

Avevamo detto che non sarebbe stato facile sopperire all’assenza dei principali scorer che hanno aiutato Charlotte la scorsa stagione (Walker, Lamb e Tony Parker) ma un avvio promettente con una squadra capace di giocare a basket in maniera corale aveva esaltato le qualità di Devonte’ Graham, il classico prototipo di giocatore sul quale quasi nessuno avrebbe puntato un centesimo e invece è stato capace di cambiare il corso di diverse partite con canestri decisivi o serate da favola realizzativamente parlando.

Oggi qualcosa ha frenato e partiamo asserendo che il ritmo potrebbe essere un problema.

Rozier avrebbe voluto una run & gun ma oggi Charlotte ha razionalizzato buona parte degli attacchi poiché a difesa schierata deve necessariamente far girar la palla per trovar varchi buoni per un tiro non forzato se Graham e Rozier non inventano qualcosa.

Gli Hornets sono “lenti” con un pace di 97,6 possessi in 48 minuti detengono l’ultimo posto nella NBA, scesi alla mia ultima misurazione dal venticinquesimo posto precedente.

Oggi ha carburato anche Rozier, il quale per il suo modo di giocare un po’ dispendioso quando stecca la serata lo fa in maniera pesante.

E’ successo recentemente con Phoenix ed è successo sempre contro i suoi compagni di Boston ma “Scary” sta salendo vertiginosamente tra i migliori del roster alla prima esperienza da titolare e insieme a Graham dalla distanza hanno segnato complessivamente 280 triple su 714 tentate per un 39,2% che guida il backcourt duo in testa alla classifica di questa particolare statistica davanti a ogni altro tea NBA.

Le percentuali dei migliori backcourt titolari nel tiro da tre punti prima di Denver. Dopo la gara in Colorado gli Hornets hanno rafforzato ulteriormente la loro posizione. Per quest’anno gli Spalsh Brothers sembrano essere i nostri…

Partendo da questi presupposti sembrerebbe che con due giocatori, interpreti di un basket moderno, non ci siano poi particolari problemi, in realtà ve ne sono alcuni personali sui singoli ma attraverso le statistiche di squadra cercheremo di capire cosa non va.

Innanzitutto il supporting cast è aleatorio.

Al ritmo è infatti legato anche il fattore assist e se pensiamo che Rozier con Graham ne smazzano 12,1 a partita mentre per superare di poco questa cifra ci vogliono altri 7 giocatori a seguire nel tabellino assist, ecco un altro dei motivi per cui Charlotte stenta.

P.J. Washington è il giocatore migliore a supporto ma essendo un rookie ha delle pause e non è esperto in difesa e qui entra in gioco l’abilità del singolo: avere un giocatore completo su ambo i lati del campo fa ovviamente la differenza.

P.J. è uno che sa come procurarsi un canestro anche da solo sebbene non sempre le sue iniziative vadano a buon fine ma mostra sprazzi di talento in movimento.

Miles Bridges sta cercando di tenere il passo del rookie ma con un maggior spreco di tiri dato il minor talento offensivo, sugli scarichi da tre è sufficiente a livello di percentuali ma spesso non trova la serata inanellando errori che, insieme ad altri attacchi dei compagni, portano il team fuori dal match.

In questa azione si cerca di ribaltare l’azione con uno skip pass dopo aver visto Toronto prestare tutta l’ayttenzione sul lato forte ma in questo caso purtroppo Bridges non riuscirà a chiudere portando i punti per il pari.

In ripresa difensivamente, certo non può competere con i lunghi più alti e pesanti, lì il problema è che Biyombo, Zeller e Hernangomez continuano a far fatica.

Ne risulta che complessivamente le squadre avversarie segnano il 47,9% dei loro tiri, percentuale che lascia Charlotte al 28° posto in classifica e nel pitturato la percentuale sale drammaticamente al 55,8% per il ventinovesimo posto.

In totale il Drtg dice che ogni 100 possessi prendiamo 113,3 canestri (27° posto pur avendo abbassato il 113,8 dopo le prime 22 partite) con una media punti subiti di 110,6 (16^ in NBA) anche se qualche squadra in alcuni larghi finali ha frenato o avremmo una posizione più in linea con le statistiche difensive menzionate precedentemente.

Altro aspetto di rilievo per trovare una chiave che fermi la facilità con la quale gli avversari vanno a segno sono gli assist (27,1 a partita, ultimo posto) che le squadre avversarie riescono a offrire ai propri giocatori.

Dalla linea dei tre punti subiamo il 35,8% (18^) ma sono gli attacchi da drive and kick, i passaggi sotto il canestro che si faticano a tenere anche perché spesso la prima linea di contenimento viene passata con un blocco, un pick and roll o semplicemente presa d’infilata con il risultato di produrre un vantaggio che Charlotte spesso non sa fermare.

Qui sotto vediamo Biyombo, alto a Denver, il passaggio dentro senza un rim protector crea una situazione di difficoltà subito punita.

In genere in queste situazioni se per un cambio o altri motivi, Biyombo alto viene puntato da un piccolo non ha la velocità necessaria per contenerlo.

In questo caso il congolese, giocando a uomo, cerca di negare il passaggio a Jokic mentre sulla destra si verificano due blocchi orizzontali sugli esterni.

Monte Morris, il bloccante più interno dei Nuggets crea un blocco cieco e sullo scatto di Grant (n° 9 dei Nuggets).

Rozier viene leggermente sorpreso così né fa bump né fa realmente cambio riuscendo solamente a sfiorare la palla che pervenendo al lungo, all’interno del pitturato e nonostante i tre difensori, con Bridges a togliersi, probabilmente preoccupato per un eventuale passaggio sull’uomo esterno a sinistra libero, lascia a P.J. il compito di fermare l’avversario.

Salto fuori tempo e fallo a evidenziare una serie di carenze difensive della squadra che dovrebbe comunicare di più trovando soluzioni a questo tipo di giocate.

Grazie a Matteo Vezzelli per la visione, il confronto e la lettura con linguaggio più tecnico sull’azione soprastante e su quella che andremo a vedere di Rozier a Dallas.

Borrego in queste partite ha provato un po’ di tutto, un po’ per via di qualche breve mancanza per infortunio di qualche giocatore (vedi P.J. per la frattura al dito o Marvin Williams per quella al naso) rinunciando a ciò che spesso faceva a inizio annata con la small-ball.

In un paio di occasioni ha provato Zeller come PF attuando una doppia torre, soluzione che potrebbe essere presa in considerazione e ricalcata contro squadre più fisiche, magari tentando la carta Hernangomez che a rimbalzo in genere arriva più spesso del meno atletico (da fermo) Zeller.

I FT concessi a bersaglio sono pochi, solo 14 a partita per gli avversari (siamo al primo posto), la squadra è fin troppo corretta (2^ piazza per i concessi) quando a volte servirebbe arrangiarsi un po’ come fanno le altre squadre.

Considerando Biyombo come titolare, vediamo un po’ la panchina, specialmente in relazione all’attacco che ultimamente ha raggiunto il suo nadir a Denver, surclassata da quella dei Nuggets.

Si sta evidenziando una carenza permanente di scorer: la siccità di punti, per differenti motivi, interessa spesso Batum, Bacon, Monk, Cody Martin, MKG e Marvin Williams.

Il francese si dedica ad altro sul parquet e sta abbassando vertiginosamente la sua media punti, Bacon sta vivendo un momento pessimo, Monk come realizzatore si sta dimostrando un fallimento e da tre punti a parte qualche episodio top ha statistiche inguardabili, Cody Martin è primariamente un difensore e utilizzato marginalmente, MKG sappiamo chi è mentre Marvin Williams è stato legato allo scoglio per impedire alle sirene di altre squadre di portarlo via ma a fondo stanno finendo le sue statistiche.

Qui possiamo vedere le statistiche a oggi della squadra raffrontate con quelle degli avversari nei nostri confronti:

Statistiche prese da Basketball Reference.

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Classifica a Est il 19 gennaio 2020

Da game 23 a game 44

Principalmente ripercorriamo le più avvincenti partite tra le ultime 22 giocate.

Tra i top moment (pochi) da ricordare la vittoria a Dallas all’OT con un super Rozier, quella precedente a Cleveland di tre punti (109-106) e tornando indietro nel tempo quella a Chicago (non una bella partita ma solidissima) che arrivava dopo quella ottenuta a Brooklyn.

Charlotte ha combattuto ma ha perso diverse partite sul filo; game 31 a Cleveland 98-100 con l’errore di Rozier da tre sulla sirena, l’OT casalingo con i Thunder (102-104) e i due FT di P.J. mancati per io secondo supplementare quindi anche quello con i Raptors per 110-112 con il tiro senza spazio da fuori di Rozier fino ad arrivare a Portland con la stoppata all’ultimo secondo di Bazemore (fresco di trasferimento a Sacramento) su Graham per conservare il 112-115 ed evitare il supplementare.

Prossime partite

Charlotte ha giocato a oggi 20 partite in North Carolina contro le 24 in trasferta vincendone solamente 7 all’Alveare. Deve migliorare soprattutto tra le mura amiche.

Uno stacco di cinque giorni per Charlotte, già giunta a 44 partite il 15 gennaio (nessuna altra squadra ne aveva giocate così tante), sarà provvidenziale per riordinare le idee e riposarsi.

Il Paris Game che arriverà quattro giorni più tardi della ripartenza casalinga con Orlando sarebbe stata una tassa troppo pesante da pagare per una squadra al limite con ambizioni playoffs, ma per Charlotte che non ne aveva, ciò può essere stato un danno solo sotto il profilo di qualche vittoria magari sfuggita per aver avuto meno energie degli avversari.

Dopo le gare contro Magic e Bucks (Parigi il 24considerata home game), altra gara casalinga per gli Hornets contro New York e poi trasferta contro i Wizards e chissà che in questo pacchetto di gare non arrivino almeno un paio di vittorie finalmente.

Entrando in febbraio la trasferta a San Antonio inaugurerà un calendario poco carnevalesco con Orlando in casa, Houston fuori, Dallas in casa e poi ancora in road tour a Detroit e Minneapolis prima del break per l’All-Star Game.

Si riprenderà il 20 con la squadra a Chicago, Brooklyn in casa, Indiana fuori, New York in casa e Toronto in Canada.

Arriveranno quindi a inizio marzo 4 partite casalinghe: Milwaukee, San Antonio, Denver e Houston, quattro clienti non facili sperando che l’effetto Hive si faccia sentire in qualche caso.

Si andrà quindi dalle rivali divisionali Atlanta e Miami per chiudere questo ciclo sino a gara 66 in casa contro Cleveland.

A regola potrebbero anche arrivare 9/10 vittorie ma la frenata di Charlotte in vista Draft preoccupa.

Il calendario da qualche occasione buona ma incombe anche la finestra mercato che potrebbe stravolgere la squadra anticipando giugno per creare ulteriore spazio e agire in estate d’anticipo.

Voto reparti

Prima di iniziare ecco la Depth Chart generale:

Statistiche tratte da Basketball Reference.

PG: 7

Rozier e Graham (Devonte’ parte da SG per giocar da titolare ma è in realtà l’uomo assist della squadra) continuano a produrre la maggior parte dei punti per gli Hornets rimanendo in vetta ai top scorer della squadra e primi da tre punti per percentuale di triple nel combo-backcourt.

In generale prendono molti dei tiri della squadra con 682 (Graham) e 670 (Rozier) per finire attualmente al 17° e 20° posto nella NBA in questa statistica (consideriamo anche le partite giocate in più da Charlotte).

Questa invece è la tripla che spareggia la partita a Dallas.

Situazione triangolo con un 3 fuori sul lato forte, 2 sul lato debole e un lungo dentro.

La palla, gestita da Graham, viene passata a Bridges che raddoppiato riescea gestire la palla e dal possibile vantaggio Dallas ci si trova con una difesa collassata, difensori molto flottati con Seth Curry ad andar a prendere la linea di passaggio su Graham più vicino a canestro ma la palla con il classico skip pass per Rozier che a quel punto con ampio spazio sfrutta la propria bravura tecnica nel realizzare da fuori avendo spazio.

Sono il cuore della squadra e danno energia, purtroppo i loro cm a volte ne fanno vittime designate su qualche conclusione, chi non è alto 2 mt. potrà capire… I due smistano 12,1 assist a partita e per superare di poco questa cifra ci vogliono ben 7 giocatori a roster a seguire.

SG: 4,5

Bacon, Monk. Si salvi chi può era stato il mio commento la scorsa volta.

Più inaffidabile di una promessa di qualsiasi governo italiano nei tempi, come SG dovrebbero bombardare ma come l’Italia al massimo presta le basi all’alleato più potente per bombardare il vecchio “amico” Gheddafi.

Monk da oltre l’arco sta sfidando le percentuali di MCW quando giocava da noi e Bacon è uno dei giocatori più stoppati della squadra oltre ad aggiungere poca pericolosità se non si getta dalle parti del canestro.

Le ultime partite di Monk. Dopo il minutaggio vi sono i tiri dal campo tentati e realizzati, relativa percentuale e a seguire le parimenti statistiche sul tiro da oltre l’arco. Come si nota, il Monaco stenta molto da fuori.

SF: 5,5

Bridges, Batum, Caleb Martin, Cody Martin. Bridges è un po’ in ripresa su ambo i lati del campo ma troppo spesso non riesce a chiuder la giocata a dispetto delle capacità atletiche.

Batum è rientrato ultimamente nelle rotazioni dedicandosi ad aspetti del gioco difensivi o come uomo assist in attacco. I punti di media son precipitati vertiginosamente ma in difesa non mi è dispiaciuto anche se il suo rilancio probabilmente passa nell’ottica “reclame” per il Paris Game.

Caleb Martin è ancora oggetto misterioso per la prima squadra e Cody ogni tanto fa la sua breve apparizione quando Borrego ha bisogno di giocarsi un jolly difensivo non sapendo più a che santo votarsi.

PF: 6

P.J. Washington, Marvin Williams, MKG, J. McDaniels.

P.J. è stata la pesca miracolosa.

E’ un rookie e porta con sé tanti difetti di inesperienza, specialmente sulla gestione difensiva, in contenimento a volte e giocandosi dei falli istintivi quando non dovrebbe farli e risparmiandone altri necessari ma in attacco è multidimensionale.

Gli altri abbassano la media a partire da Marvin Williams in periodo no, rottura del setto nasale a parte sta tornando a essere inconsistente così la panchina ne risente.

McDaniels si è a malapena affacciato in una mezza partita mentre MKG nonostante sia palese non faccia più parte del progetto, nel bene e nel male la sua dignitosa sufficienza la sta portando a casa senza far nulla di eccezionale.

C: 5

Biyombo, Zeller, W. Hernangomez.

La difesa dell’anello continua a essere una chimera.

Questo trio ha il suo limite e ha le sue colpe anche se a volte il lungo di piantone viene semplicemente preso in mezzo sulle entrate non contenute.

C’è un concorso di colpe ma sicuramente in generale nell’uno contro uno con i top della lega il paragone non regge per limiti offensivi o difensivi.

A rimbalzo offensivo Zeller è decimo nella lega con 115 rebound mentre Biyombo è 17° con 97 ma qui incide sempre il fattore vantaggio numerico nelle partite giocate.

In generale Zeller è più portato al rimbalzo e la correzione offensiva (spesso nemmeno bella da vedere) ma guardando i rimbalzi in difesa non compare nessun Hornet nella classifica dedicata pur avendo il vantaggio di partite in più…

Nella partita di Chicago Zeller, dopo aver portato un blocco, si ritrova palla in mano e avendo spazio decide di attaccare riuscendo alla fine a correggere il suo stesso errore in qualche maniera.

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Osserviamo qualche confronto base tra giocatori con lo stesso ruolo (almeno inizialmente), partendo dal ruolo di PG:

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Aggiungiamo anche le percentuali della squadra suddivise per zone di tiro:

Si può notare, tolta la zona frontale, come da sinistra gli Hornets abbiano una migliore media al tiro.

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Classifica Giocatori

15° Caleb Martin: 5,50

Due rapide apparizioni a garbage time contro Atlanta e Indiana nelle larghe sconfitte poi spola con Greensboro la casa base o madre se preferite.

Gioca in G-League a Greensboro, la squadra affiliata agli Hornets che quanto a sconfitte ha doppiato i fratelli maggiori (striscia di 6 L aperta per Charlotte, di 12 per Greensboro) nonostante i suoi 19,8 pt. di media in 35,6 minuti a partita.

45,8 dal campo con 3,8 assist a partita ma squadra ultima in classifica nella Eastern con un record di 4-20.

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14° Dwayne Bacon: 5,51

Bacon era partito da titolare in stagione finendo per giocare 10 partite da starter come SG e a oggi ha una media di 18,3 minuti a partita dopo l’arretramento in panchina con 6,5 pt. di media.

Rientrato mediocremente nei ranghi ha perso identità e conseguentemente fiducia anche giocando da ala piccola per un 54,0% stimato.

Sembrava avere un ruolo più prettamente difensivo gli anni precedenti ma qualche buona prestazione offensiva l’aveva scoperto come eventuale outsider di serata tanto da provarlo al posto di Monk come titolare.

Il 36,4% dal campo con il 29,2% da tre dice che “Er Pancetta” non è assolutamente in un momento felice.

Eppure dal 31/12 contro Boston continuando il 2/1 contro Cleveland aveva iniziato a trovare n buon periodo al tiro pur con qualche passaggio a vuoto.

Contro Phoenix il 10/15 dal campo aveva aiutato molto ma due sanguinose palle perse nel finale forse hanno lasciato un segno in Dwayne che a Portland e Denver ha chiuso con un 3/12 complessivo tra fade-away da tre punti improbabili ed entrate stoppate anche da dietro oltre a difficoltà difensive, TO, ecc.

Nelle ultime 12 partite registra un contenuto -23 in +/- complessivo ha un 45,3% da sotto canestro con 9 and one e 18 stoppate subite ma in mancanza di spazio dall’arco la soluzione al ferro per Bacon rimane la migliore viste le altre percentuali dal campo inferiori e a macchia di leopardo.

Per il momento rimane il peggior giocatore del nucleo reale di Charlotte.

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13° Willy Hernangomez: 5,66

Il Sole sorge a Est, infatti, prima ha illuminato la Francia di Batum e poi la Spagna campione del mondo di Hernangomez.

L’iberico è chiuso dalla non irresistibile coppia Biyombo/Zeller che si dimostrano ancora più completi e meno volubili (un po’ distratto e il 47,8% dalla linea da un’idea) dello spagnolo che tuttavia aveva giocato sopra i 10 minuti solo due volte i stagione mentre nelle ultime 4 partite ha giocato altre tre volte sopra i 10 minuti.

Il minutaggio di media quindi non è alto (7,3) ma lo spagnolo nelle ultime tre partite giocate ha fatto registrare un 14/16 dal campo provando a rilanciarsi.

La base media dei fan non lo vede ancora di buon occhio per la fragilità difensiva maggiore rispetto a Biz e Cody ma i 16 rimbalzi in 37:48 (i minuti delle ultime tre giocate) strizzano l’occhio, se non a un posto tra i titolari, a un maggior minutaggio visti i problemi a rimbalzo di Charlotte.

Fossi in Borrego lo proverei contemporaneamente a uno dei due centri (più con Biz) spostandolo in PF, soluzione che aumenterebbe i cm e la verticalità della squadra visto che in stoppata lo 0,3 sarebbe in linea probabilmente con le statistiche degli altri due centri in caso.

Nonostante tutto segna 4,4 punti di media (10°) e i 2,8 rimbalzi di media potrebbero aumentare ma sarebbe comunque una sperimentazione da verificare sul campo a livello di tenuta complessiva della difesa.

Oggi tira con il 30,0% da oltre l’arco e tra i centri è quello con la mano migliore, sfortunatamente a Charlotte non sono riusciti a creare una specie di Frankenstein che intersechi le migliori caratteristiche dei nostri tre centri.

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12° Malik Monk: 5,76

Malik Monk è il classico giocatore bello offensivamente da vedere quando ha voglia, fiducia e spazio ma complessivamente, nonostante a inizio carriera credessi in lui, è anche uno di quelli che ti fa perder le partite.

Perché?

I perché lo dicono i numeri: 19,2 minuti di media (partendo dalla panchina, fattore non trascurabile visto che spesso si confronta con le seconde linee), discreto 42,2% dal campo ma drammatico 25,7% da tre punti, 79,2% dalla lunetta, parziale ma peggior dato da inizio carriera (è al terzo anno) 0,2 stoppate e 1,2 perse a partita.

8,2 punti di media, -69 nelle ultime 11 partite giocate come plus/minus…

Con lui sul parquet, anche se non è più ingenuo a livello difensivo (persiste a volte la tendenza di non riuscire a fermare l’avversario) Charlotte prende veloci e pesanti parziali.

Da palle perse a tiri che aprono transizioni o più frequentemente posizionamenti non adeguati e close-out mosci nascono vantaggi che non sempre Charlotte sarà in grado di recuperare.

Fa scintillare gli occhi quando in qualche incursione riesce ad aprire le ali e a sganciare qualche schiacciata pirotecnica delle sue, oltretutto i muscoli che ha messo su in estate sembrerebbero inutilizzati visto che troppo spesso si affida alla soluzione da tre punti quando potrebbe chiedere un pick and roll e andare nel pitturato ad alzare un floater o mettere un layup, soluzione che oggi rientrerebbe più nelle sue corde avendo la stessa velocità ma kg in più per resistere a eventuale “urti” ma non attaccando il ferro finisce per sprecare il suo talento offensivo, mentre sul lato difensivo purtroppo se c’è la possibilità c’è da remare per lui.

Nelle ultime partire non ha spostato (20/64 FG) in attacco e soffrendo in difesa Borrego gli ha ridotto il minutaggio fino al turno di stop a Denver.

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11° Nicolas Batum: 5,80

Il francese è rispuntato nelle ultime 4 partite dopo esser stato ai box per 7 game consecutivi.

Dal punto di vista offensivo il 6/17 dal campo (14 pt.) in queste 4 gare non è lusinghiero ma dai 13:47 giocati a Salt Lake City è passato a un minutaggio da oltre 30 minuti, all’improvviso.

Nel resto della stagione gli era capitato di salir sopra la mezzora solamente altre due volte…

Sta sicuramente togliendo minuti a Cody Martin.

Il rilancio dal mio punto di vista passa per due fattori.

Il primo è che sia uno (bello?) spot per la NBA in programmazione della gara parigina il 24, il secondo è che pur non segnando molto e facendo la parte del saggio (quello che non si muove molto sul parquet ma suggerisce e consiglia gli altri in campo, vedere quanti FT ha ottenuto in stagione, ovvero 6 dei quali 5 contro Detroit in una partita sola, 6/6, 100% paradossalmente) sul parquet, sta fornendo qualche assist (7 a Denver a solo 3,0 di media in regular season) e soprattutto sta riuscendo diverse volte a fermare nell’uno contro uno i suoi avversari.

Un Batum “affarista istituzionale”…

Se lo attaccano in velocità non è sempre irreprensibile ma quando tiene la giusta distanza dall’avversario in uno contro uno ultimamente sta riuscendo spesso a vincere il duello con la sua difesa, inoltre ha forzato qualche TO avversario ed è riuscito a piazzarsi abilmente per subir qualche sfondamento oltre a esser quarto nel team con 0,8 nelle rubate e quinto a rimbalzo con 4,4 di media.

Nullo in entrata tira con il 36,6% dal campo ed è al dodicesimo posto mentre da tre il 28,9% non è certamente soddisfacente, infatti, i 3,6 punti di media a partita non giustificano affatto il suo contratto ma visto che almeno ultimamente riesce a difender molto più decentemente degli altri giocatori nel team e la situazione è quella sopra descritta, auguriamoci migliori.

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10° Marvin Williams: 5,95

Ottavo marcatore della squadra con 6,9 punti a partita sta tirando con il 45,4% ma nelle sue ultime 10 apparizioni ha totalizzato un 12/40 (33,3%) disarmante.

Il minutaggio è sceso rispetto alla prima parte della stagione dove giocava oltre i venti minuti, oggi in quella dozzina o quindicina di minuti di media non è semplice trovare il ritmo e lui lo dimostra sia in attacco che in difesa dove a parte le rubate (0,7 di media) è meno efficace rispetto all’avvio della regular season ma qui potrebbe incider anche la frattura al setto nasale e la conseguente involontaria attenzione a non urtare nuovamente la parte dolente.

Rispettabile e apprezzabile che giochi con la maschera ma è da un po’ (dalle voci sul suo trasferimento circa) che sembra un giocatore in maschera e il Carnevale è ancora lontano.

In 19,6 minuti di media cattura 2,6 rimbalzi, smista 0,9 assist e la media stoppata è 0,4, coriandoli…

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09° Cody Zeller: 5,95

Nell’interpretazione del gioco moderno Zeller è quello che stra i nostri centri sta provando a migliorarsi dal punto di vista del tiro da fuori.

17/62 per un 27,4% però sono dato prevedibile e basso con un tiro macchinoso e poco preciso.

Se gli capita in mano palla e gli avversari quando si trova oltre la linea l’hanno ignorato ci prova (il 94,1% dei tiri da fuori che prende sono assistiti) ma è una soluzione troppo spesso che porta a un giro di stop offensivo.

Paradossalmente ha il win shares più alto della squadra a 2,6 così come Graham con il win shares difensivo a 0,7, secondo più alto del team dopo P.J…

In attacco pasticcia troppo spesso talvolta incaponendosi nel mucchio di difensori che l’attorniano con il risultato d’esser stoppato o perder palla (1,4 TO a partita) poiché da fermo non esprime le sue doti atletiche che invece rivela quando gli assist di Graham o di qualche altro compagno liberano il corridoio per arrivare a canestro.

In difesa questo aspetto si evidenzia con lo 0,4 nelle stoppate pur giocando più di Biyombo ha una media pari a Williams, Batum e Cody Martin.

Rimane il miglior rimbalzista del team con 7,0 di media in 23 minuti nonostante la sua “retrocessione” in panchina dovuta al fatto di non difender adeguatamente.

Poco reattivo, paga sui pick and roll e in quelle situazioni dove deve andare a scegliere su chi andare senza riuscire a rimediare.

Il minutaggio è discreto come il 53,4% dal campo ottenuto (spesso ovviamente intorno all’anello) lo proietta alla sedicesima posizione NBA come miglior media tiro (prendendosi un numero basso di conclusioni), mentre ai liberi il 69,5% è basso.

Teoricamente Cody potrebbe salire un po’ e farlo guerreggiare con Bridges per il posto di quarto marcatore della squadra visto che oggi Cody è quinto con 11,5 pt. di media a 0,8 di distanza dal compagno…

Zeller in visita al Novant Healt Hemby Children’s Hospital si fa autografare le scarpe dai bambini malati e le usa nella partita contro Brooklyn il 6 dicembre.

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08° Jalen McDaniels: 6

Dopo Caleb Martin ecco un’altra frequentazione da Greensboro.

Della squadra affiliata abbiamo già parlato, su Jalen c’è poco da dire in chiave Hornets, lo abbiamo visto solo in game 29 a Indianapolis per 3:47.

Ha chiuso con 2 pt. e un 1/3 dal campo e poi non è più stato considerato da Borrego per la prima squadra.

A Greensboro fa da ala centro e nelle ultime uscite ha segnato 24 punti contro i Raptors 905, 16 contro i Northern Arizona Suns e 18 contro gli Erie BayHawks mostrando un repertorio completo per quei livelli (entrate ritmate e agili, 3 pt., turnaround fade-away e buone steal ad esempio) facendo veder spesso tiri fuori equilibrio a segno.

Bella la sua tripla a 30 secondi dalla fine per il pari momentaneo contro gli Erie BayHawks.

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07° Michael Kidd-Gilchrist: 6

La sufficienza c’è ma la situazione è stagnante.

E’ il giocatore meno impegnato del roster vero non considerati Caleb e Jalen.

12 presenze, frammentarie, non più nel progetto.

Dispiace molto veder naufragare la sua carriera in panchina dopo esser stato la scelta numero 2 per i Bobcats dietro al Monociglio, dispiace ancor di più perché al Re Leone è stato assassinato il padre quando era un infante anche se ricorda di aver visto i video del famoso anime con il padre.

Timido, tartagliava nelle interviste, ha lottato per proporsi come uno dei migliori difensori della lega e fino al maledetto doppio infortunio in una sola stagione portava energia, rimbalzi riuscendo a regalarci anche coast to coast ogni tanto.

Il tiro, riveduto e corretto da uno come Mark Price è rimasto molto particolare come costruzione e anche se di tanto in tanto ci ha regalato qualche tripla (5/17 quest’anno) cosa che non faceva nei suoi primi anni avendo un range limitato, è evidente che per il team non sia più il cavallo su cui puntare.

In un mondo che dimentica tutto in fretta come l’onda nuova violenta rimodella lentamente la sabbia della nostra memoria, MKG è il passato e la mia nostalgia per esso per non dimenticare ciò che ha potuto dare quando era lui veramente.

13,3 minuti di media, 34,0% dal campo per 4,0 pt. di media e 2,9 rimbalzi di media.

Potrebbe anche uscire prima della chiusura di questa finestra di mercato invernale, la deadline non è lontanissima ma sarebbe comunque un giocatore in scadenza di contratto a fine anno e il pensar se rifirmare la player option la scorsa estate forse ha finito per ostracizzare ulteriormente la sua presenza sul parquet.

Buona fortuna in un altro team.

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06° Bismack Biyombo: 6,01

19,6 minuti sul parquet con 7,7 punti di media, praticamente un “falso starter” anche se fronteggia inizialmente l’artiglieria pesante avversaria per far spazio eventualmente in altri momenti e nei finali a Zeller.

54,2% dal campo come si conviene a un centro ma l’8/26 nelle ultime sue cinque uscite nelle ultime sei partite (una saltata per la botta rifilatagli da Kelly Oubre Jr. a rimbalzo) denota una certa difficoltà momentanea nel realizzare.

Di certo non ha un ball handling e un tocco raffinato salvo eccezioni e anche in difesa ha stentato ultimamente.

Da certezza, da colonna su cui poter contare sta divenendo una roccia che si sta sgretolando piano piano.

Sicuramente la sua forza è la fisicità.

Il contatto fisico difensivo, la stoppata ed il rimbalzo (in forma minore quest’ultimo) sono il suo pane.

Altro giocatore che dovrebbe lasciar spazio a fine anno se ancora un po’ di ratio sta di casa a Charlotte visto il suo contrattone in scadenza.

La generosità non si discute ma la tecnica e l’abilità non sono pari ai top player e le 0,8 stoppate e i 6,0 rimbalzi di media a partita non bastano certamente per risolvere qualche problema difensivo da second chance.

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05° Cody Martin: 6,08

14,3 minuti a partita, uno dei giocatori stopper di Borrego da piazzare in caso di bisogno.

Va da sé che non avendo un gran tiro finisca per segnare 3,8 pt. a partita con il 39,8% dal campo.

Da tre punti è al 20,0% (8/40), stessa percentuale dai 3 ai 10 piedi mentre dai 10 alla linea del tiro da tre punti pur provandoci poco non ha ancora messo un jumper.

Il 64,6% lo ottiene da vicino il ferro dove ha mostrato anche 9 schiacciate in stagione, qualcuna ha fatto partire anche gli allarmi nei dintorni data la potenza dovuta all’atletismo di uno dei due gioielli-gemelli Martin.

Registra 6 and one e 4 stoppate subite e a rimbalzo va catturandone 2,5 a gara.

Plus/Minus OnCourt per 100 possessi sul +2,8 e l’On-Off sul +12,0.

Nonostante ciò, a “parità” o meglio, a scarsità di doti realizzative con Batum, ha perso minutaggio per mano del francese a non solo, anche Bacon impiegato come SF gli sottrae minuti che potrebbe utilizzare per far esperienza anche se dovrebbe essere supportato da gente intorno con buone mani offensive, il che diventa utopia o small-ball se preferite visto che a parte P.J. il fulcro del nostro attacco risiede nel backcourt Graham/Rozier.

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04° Miles Bridges: 6,09

30,4 minuti d’impiego ne fanno il terzo giocatore più impiegato (al pari di P.J.) anche se a differenza del compagni di reparto gioca meno minuti importanti e qualche minuto in finali non importanti.

Comunque sia per questa stagione resta uno dei punti fissi della squadra, titolare in pianta stabile senza aver saltato un singolo match, il buon Miles ondeggia tra prestazioni scadenti e buone prestazioni indipendentemente dalla forza dell’avversario.

I 26 punti segnati contro Toronto sono la sua seconda miglior prestazione dell’annata a livello realizzativo (31 a Washington la migliore) con ben 6 triple sganciate, record personale.

Il 30/88 da tre punti da game 23 a gara 44 però indica che lo sfogo Bridges (importante cecchino appostato sugli scarichi quando la penetrazione è difficile e le linee di passaggio non sono sicure) non funziona ottimalmente o almeno, con degli specialisti al tiro potremmo aumentare lo score a fine partita ma in ogni squadra c’è un giocatore che si dedica più alla difesa come abbiamo visto recentemente Craig a Denver.

Sta migliorando rispetto allo scorso anno ma per una squadra che voglia attuare frequentemente il tiro da fuori ci sarebbe bisogno di qualche realizzazione in più-

Qui sotto, nel riquadro verde, le triple tentate e realizzate da Miles nel lasso di tempo preso in considerazione in questo “Il Punto”.

Lui in realtà sta cercando di trovare la sua dimensione sui due lati del campo e provando di più a schiacciare ha giù trovato la strada sbarrata 27 volte in stagione (33 totali lo scorso anno) ma altre 27 volte è andato a segno con le sue poderose mazzate, alcune in corsa impossibili da arrestare mentre rimane un uomo assist di bassissimo profilo anche se a Dallas il suo passaggio per Rozier ha risolto il match.

Complessivamente però fa registrare un OnCourt di -12,8 e un On-Off di -15,4 che da l’idea di una difficoltà nel gestire a tutto campo al massimo le due fasi.

Più nella prima parte di Regular Season che attualmente ha sofferto e anche se il plus/minus come tutte le statistiche è attendibile solo parzialmente essendo un gioco corale, nelle ultime 11 partite ha un plus/minus/totale di -36 mentre nelle precedenti 11 analizzate (da gara 23 contro Golden State a Boston il 22 dicembre per intenderci) aveva fatto registrare un glaciale -88 andando in positivo solo contro Chicago (+15) e Sacramento (+7).

Non dimentichiamo che nonostante abbia già mostrato buone cose lo scorso anno è un sophemore, un secondo anno e ha margini di miglioramento.

La squadra non gli facilita il compito in difesa mentre in attacco solo il lavoro può migliorarlo e il grande punto interrogativo è lì…

Delude un po’ a rimbalzo con 5,5 a partita, stoppa 0,8 a game mentre il 44,3% dal campo gli garantisce 12,3 pt. di media, quarto marcatore del team.

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03° P.J. Washington: 6,21

P.J. a livello offensivo entra in conflitto con la mediocrità dei compagni facendo breccia e per questo il ruolo di titolare anche da rookie non è in discussione.

Le fortune del rookie sono dovute a uno skillset che propone soluzioni in area di tipo differente, da fermo o arrivando a ricciolo, compresi saltuari ma esaltanti swooping hook, tiro pesante e ultimamente, saltati i timori riverenziali, anche bellicose schiacciate in corsa o ravvicinate.

Andiamo qui a vedere un esempio, in questo caso ben riuscito, su come P.J. riesca a muoversi con scioltezza per squesto swooping hook di sinistra.

P.J. riscontra un -3 nel plus/minus, per una squadra che subisce una differenza canestri importante questo dato è un successo.

Da gara 23 a gara 44 è andato sopra diverse volte saltando cinque partite da dopo Chicago per la frattura a un dito della mano.

Al rientro contro OKC, nonostante la sconfitta e i liberi decisivi falliti per trascinare al secondo supplementare era già +20.

Proprio dalla lunetta deve migliorarsi: molleggia poco a volte risultando leggermente meno fluido, 68,4%, basso…

Migliorando avrebbe potuto aumentare il 12,4 pt. di media che sono frutto del 48,0% dal campo.

Qualcuno potrebbe pensare sia basso per un lungo ma c’è da considerare che P.J. ha già tentato 132 volte da oltre l’arco nelle 39 partite disputare il che vuol dire più di 3 volte a partita mettendo 55 conclusioni pesanti.

Il suo 41,7 da tre punti gli frutta un sedicesimo posto nelle percentuali da tiro pesante.

Di buono c’è che P.J. per segnare ha meno bisogno di essere assistito, grosso problema della squadra.

Certo, far circolar palla e trovar il tiro sicuro o aperto sarebbe sempre meglio ma in caso di difficoltà P.J. ha due mani discrete alle quali affidare un pallone che scotta.

5,5 rimbalzi a partita (lì deve avere più grinta), 0,9 stoppate e 0,9 rubate a partita sono aspetti difensivi che numericamente credo potremmo vedere salire con l’esperienza.

Deve migliorarsi nella gestione dei falli e capire quando è il caso di intervenire o meno, essere meno rinunciatario in alcune occasioni in difesa dove è quello che ne spende di più (2,8) ma non sempre efficacemente, anzi…

Il record di punti rimane quello inaugurale contro Chicago (27) ma ha fatto registrare nelle ultime 22 partite due game da 20 punti (sconfitte contro Atlanta e Portland) a botta mentre Dallas (ultima vittoria) i suoi 19 punti sono stati fondamentali.

Contro Chicago, Toronto e Portland (considerando sempre questo periodo di 22 partite) ha finito in doppia doppia.

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02° Terry Rozier: 6,25

Sale leggermente a livello decimale Rozier che ogni tanto stecca del tutto qualche serata ma molto più spesso si aggiunge a Graham come trascinatore della squadra sino a “scavalcarlo” diverse volte quando Devonte’ è fuori fase.

Rozier ha uno skillset più completo di Graham del quale parleremo poi.

Scary, oltre a mostrare un’ottima confidenza con il tiro da tre punti (specialmente se è assistitoanche con uno spazio minimo purché non abbia il difensore addosso) sta provando a puntare spesso il canestro e la cosa funziona abbastanza.

Ha messo un po’ d’ordine nel suo gioco diventando più produttivo anche se il tiro fuori equilibrio o forzato può capitare.

Da tre ha dovuto provarci forzando a Cleveland (durante la prima trasferta in Ohio, persa) mancando la tripla rimbalzata via sui ferri dopo una strepitosa rimonta a suon di triple quasi tutta griffata da lui e contro Toronto non è riuscito a trovare la distanza contro il difensore per batterlo.

Si è accesa una veloce scaramuccia per l’esultanza e forse qualche parola detta poi così come si è preso un tecnico a Denver, più che comprensibile visto l’arbitraggio truffaldino.

Da tre punti se ha spazio è una garanzia e i suoi appostamenti sono i più redditizi: 39,9% da oltre l’arco ma nelle ultime 10 partite è salito di livello totalizzando un 34/76 da dietro l’arco (44,7%)…

L’81,7% delle sue realizzazioni da fuori sono assistite e il 120/301 lo porta al nono posto NBA per triple realizzate e al decimo per tentate.

Giocatore che ama, partendo dal palleggio incrociato valutare la situazione intorno per provare a partire o ceder palla, a volte (critica che era mossa nel mio piccolo anche a me) tergiversando un po’ ai fini della velocità dell’azione ma nelle ultime gare i suoi TO si sono drasticamente abbassati.

Di contro a volte, a rischio di un TO e di punti incassati in transizione, servirebbe un “rischio calcolato” per muovere la difesa avversaria fino allo scacco matto ma come creatore smista 4,4 assist poiché la PG vera rimane Graham anche se viene dato in partenza come SG.

De facto è il secondo creatore della squadra e poi c’è il nulla se pensiamo che Batum con 3,0 assist è terzo…

1504 minuti, terzo nella NBA, 18,3 punti a partita, secondo miglior marcatore della squadra, 1,2 rubate a partita, statistica nella quale i Calabroni hanno sempre latitato negli ultimi anni…

Nelle steal è il primo della squadra e con 4,3 rimbalzi a partita nonostante i cm non a favore è sesto.

84,6% ai liberi, terzo posto dopo Batum e Williams, 42,4% dal campo ma dovendo spesso forzare in momenti decisivi o in mancanza di secondi.

Rozier mantiene una media buona da ogni distanza del campo.

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01°, Devonte’ Graham: 6,54

Graham scende “inevitabilmente” a livello decimale dopo il botto iniziale.

Un po’ stanno iniziando a conoscerlo anche se le sue pazze triple tentate da ben oltre la linea per separarsi dal difensore di tanto in tanto mietono ancora vittime e a Cleveland nel finale ne sanno qualcosa.

Spesso però la maggior distanza porta un coefficiente più arduo al tiro e, infatti, la media da fuori sta scendendo.

Dovrebbe affidarsi di più ad altre soluzioni ma in questo periodo, nonostante qualche entrata decisamente sopra a media ha spesso stentato sugli appoggi dalle parti del canestro per stoppate subite o più che altro layup mancati nella mischia, nel caos del pitturato.

Paradossale abbia il 37,8% complessivo nel quale il dato da tre punti (38,7%) è più alto della media dal campo.

Aspetto fondamentale sul quale dovrà lavorare, trovare appoggi più precisi e la maniera di protegger meglio palla in queste occasioni.

28 le stoppate subite e 12 gli and one guadagnati.

Giocare con Rozier sul fronte offensivo da buoni risultati, su quello difensivo a livello personale e d’insieme la mancanza di cm si fa sentire.

Le rubate sono 0,9 a partita, non moltissime, potrebbe migliorarsi in questo aspetto, tende un po’ a soffrire certe entrate veloci e quelle con blocco mentre registra uno 0,3 stoppate a partita.

In attacco trascina la squadra con 18,7 pt., 7,7 assist (339 assist, per ora quarto nella lega dopo LeBron, Simmons e Doncic) e l’82,5% ai liberi.

Diciamo quindi che la forza di Devonte’ sta nel creare il gioco per i compagni ed essere il top scorer della squadra anche se ormai è insidiato da Rozier.

Per rimanere in vetta ha bisogno di organizzare meglio il gioco per sé stesso e non prendersi troppo spesso il tiro della disperazione da fuori per rientrare in partita.

E’ anche vero che le sue triple assistite scendono al 53,1% indice che riesce a crearsi spazio da solo dal palleggio per un rapido pull-up o a sorprendere il difensore creando la distanza.

Visto che la NBA vive sui vantaggi, Borrego dovrebbe cercare di costruirgli meglio un blocco o un doppio blocco stagger per cercare di farlo andare al tiro con meno ansia.

160 triple messe a segno (413 tentativi), secondo dietro solo a James Harden che ne ha messe 195 ma su 523 tiri tentati.

Ha un -4,8 OnCourt ogni 100 possessi ma giocando da titolare in una squadra con record negativo ciò è normale, è invece interessante rilevare che l’On-Off, il plus/minus net per 100 possessi è fissato su un alto 8,2, ciò significa che Devonte’ continua a fare la differenza in attacco anche se in alcune serate sparacchia a vuoto, qui sotto evidenziati nel lungo rettangolo verde, i tiri tentati dal campo e quelli realizzati in serata da game 23 a game 44.

Speriamo si riprenda un po’ a livello d’efficienza, di sicuro le 44 partite giocate a ritmi serrati con 1549 minuti sul parquet (recordman non solo del team ma dell’intera NBA sfruttando il maggior numero di partite e i vari OT, la media è 35,2, tredicesima piazza) non l’hanno agevolato, ora tocca a lui dimostrare di essere quel giocatore sorpresa ammirato soprattutto a inizio stagione anche se qualche colpo ce l’ha fatto vedere ancora.

I tiri tentati e segnati da Graham nelle ultime 22 partite evidenziate nel riquadro.


I giocatori di Charlotte nelle varie classifiche NBA. Il posizionamento potrebbe variare leggermente essendo state prese due giorni fa in questo caso.



Le statistiche principali dei giocatori a roster.

I voti partita per partita di giocatori e allenatore dalla 23 alla 44.
Riepilogo della mia classifica singoli con qualche dato in più.

Game 44: Charlotte Hornets @ Denver Nuggets 86-100

Intro

Sistemi che forniscono un quadro di riferimento con qualcuno o qualcosa da venerare vivono sul bisogno della gente di credere in qualcosa anche se questo comporta il rinunciare alla ragione abbandonandosi irrazionalmente a un sogno.

Il senso di molte cose sta lì.

Personalmente la partita di Portland ha lasciato il segno.

Non tanto perché il trend da zarathustriano di rivivere sempre le stesse sconfitte contro le stesse squadre è abbastanza spiacevole e monotono ma perché, a guardarla con gli occhi del tifoso, le speranze di inizio stagione (dopo le prime vittorie) sono andate in fumo.

Perdere quasi sempre non fa piacere a nessuno anche se nella logica delle cose, razionalmente, sapevamo sarebbe stata una stagione anche più amara delle recenti.

Charlotte, con il 2-11 incassato nelle ultime 13 partite, si è separata nettamente dall’ottavo posto e sta tornando nei bassifondi della classifica, a capo (nona piazza) della pattuglia delle squadre fuori dai playoffs.

Considerando che dietro di noi a Est ci sono sei squadre (due flebilmente: Chicago e Detroit) mentre a Ovest con la vittoria dei Pelicans a Detroit rimangono dietro di noi solo i Warriors, ci troviamo al ventitreesimo posto globale con un 6,0% di pescare la prima scelta contro il 14,0% lasciato dal nuovo sistema “anti-tanking” appannaggio delle ultime tre squadre…

Scendere in classifica avrebbe l’unico vantaggio di aumentare le possibilità da lottery, sempre che si creda che tutto sia regolare e con qualche caso più che strano successo in passato, da questo punto di vista non sarei tranquillo a meno che MJ non inizi a farsi sentire.

Il senso della stagione e più ampiamente dell’esistenza dei nuovi Charlotte Hornets qual’è?

Denver sembra essere l’ultima tappa tombale di un road tour andato malissimo con tre sconfitte inanellate dopo le due casalinghe.

L’entusiasmo è pochissimo e l’attender la lottery potrebbe non compensare nemmeno questa stagione con qualche vittoria in più del previsto a oggi ma che sta tornando a essere molto mediocre.

Volare alto nella Mile-High City per i Calabroni sembra essere impresa proibitiva.

Analisi

Tutto come previsto o quasi.

Denver vince agilmente una partita dal divario notevole considerando anche qualche assenza nelle fila dei Nuggets alle quali si aggiungeva quella per infortunio di Murray a metà gara.

Spicca il 13-52 prodotto dalle rispettive panchine in termini di punti.

I Nuggets sono stati trascinati dal momento on-fire di Porter Jr. durante il secondo quarto finendolo sul +15 (42-57) quindi nel terzo quarto Charlotte provava a rientrare in scena arrivando sul -5 con un catch n’shoot frontale di Graham a 1:34.

Da South Carolina però usciva inaspettatamente un P.J. Dozier Jr. che terminerà a 12 punti aiutando la squadra a riprendere il largo.

Denver non rischiava più chiudendo in scioltezza una partita che la solerte terna provvedeva a incanalare (non ce n’era davvero bisogno) con scelte discutibili in diversi momenti, nelle man della squadra di Malone.

La difesa dei Nuggets ha fatto la differenza: Charlotte ha uno dei migliori backcourt dal punto di vista realizzativo da fuori, per percentuali è il migliore attualmente ma non ha altri validi costanti supporti intorno (P.J. ha avuto un’ottima serata ma ha anche serate no da rookie comprensibilmente) che possano alleggerire ilm carico di lavoro a Rozier e Graham i quali a volte, visto l’andazzo, vanno a provarci da soli.

Gli Hornets hanno limitato Jokic e i rimbalzi poi una mano l’ha data la terna con liberi extra (dimenticandone qualcuno sul fronte opposto) contro una delle squadre meno fallose della NBA.

Il break per Charlotte, giunta alla sesta sconfitta potrebbe essere salutare, next game in casa contro i Magic lunedì sera.

Prima di iniziare a scriver della gara c’è da ricordare che nei Two-way Contract Franks (mai impiegato in prima squadra in Regular Season) è stato tagliato dalla società e al suo posto è arrivato Ray Spalding che ha nel cognome il nomen omen.

Tutti i giocatori hanno come amico Spalding, battute a parte, vedremo se troverà spazio il lungo di Louisville che l’anno precedente con Mavs e Suns collezionò 14 presenze segnando 3,9 punti di media.

https://www.nba.com/hornets/press-releases/hornet-sign-ray-spalding?fbclid=IwAR3H0q7smkXEeHbyOcxjSdgoufbjz_OY4IeiY7m834DMHfeiFgQPtxqOBJk

Link dalla pagina ufficiale degli Hornets sull’acquisto di Spalding.

La partita

La pessima terna arbitrale.

Starting five

Hornets al Pepsi Center con il seguente starting five: Rozier, Graham, Bridges, P.J. Washington, Biyombo.

I Nuggets di M. Malone rispondevano con:, Jamal Murray (5 pt.), Will Barton (13 pt.), Torrey Craig (4 pt.), Jeramy Grant (14 pt.), Nikola Jokic (12 pt. + 8 rimbalzi e 8 assist).

Dalla panchina 19 pt. e 8 rimbalzi per Porter Jr., 15 pt. per Mason Plumlee e 12 pt. per P.J. Dozier.

1° quarto:

Pessimi segnali sul primo attacco dei Nuggets con Jokic dal mid range destro ad alzare un arcobaleno fuori equilibrio sopra Zeller per il solo cotone…

Graham appoggiava appena dopo i 24 e sulla penetrazione di Grant, P.J. rimediava concedendo due FT per lo 0-4.

Il primo canestro di Charlotte arrivava per mano di Zeller che spingendo su Jokic arrivava al ferro creando una piccola separazione con l’arto per il tiro fino a segnare il 2-4.

TO di Grant per esser saltato e sceso con la palla, steal di Rozier su Murray e Cody con le perse di Denver approfittava a 8:59 per alzarsi sul ferro e depositare oltre un paio di difensori.

Giro palla Denver e immediato vantaggio ritrovato con tripla di Barton (4-7) ma un’altra persa di Murray lanciava Rozier in transizione che con l’arresto e tiro in corsa catapultava il 7 pari a 8:17.

Rozier poco più tardi vestiva i panni dell’uomo assist con un perfetto bound pass diagonale sulla solitaria corsa centrale di Cody che segnava senza disturbi a 7:45 portando il parziale in area sul 6-0.

Nel pitturato rispondevano i Nuggets con i canestri di Murray e Jokic a ribaltare il risultato (9-11) fino alla tripla dall’angolo destro di P.J. che riportava avanti Charlotte (12-11) a 6:29.

Non funzionava l’alley-oop di Grant mentre P.J. andava a segno ancora con mezzo fade-away in uno contro uno sull’entrata circolare e con un alley-oop fornito da metà campo da Rozier.

7-0 P.J. run a 5:36 con Charlotte sul 16-11.

Charlotte però andava in TO con P.J. troppo aggressivo a sfondare in attacco e subiva una tripla alla quale rispondeva Rozier a 4:39 per il 19-14.

Rozier però decideva sulla successiva azione offensiva di incunearsi per il floater ma Grant stoppandolo nettamente faceva ripartire M. Porter Jr. che segnava in coast to coast subendo anche fallo a 4:30.

FT mancato e a 3:40 tripla di Bacon inguardabile, larga sulla sinistra.

Tre secondi contro Charlotte, Murray 1/1 dalla lunetta poi Grant stoppato da Biz che in attacco sul contatto commetteva passi per gli arbitri, Plumlee appena entrato schiacciava in alley-oop a a 2:47 Borrego usava un time-out sul 19 pari.

Fallo fischiato a Bacon (in attacco) lontano dalla palla quindi Porter Jr. portava avanti i Nuggets con un 2+1 ma il libero era nuovamente sbagliato ma per una trattenuta di Biyombo su Plumlee la terna assegnava altri due FT al centro di riserva in blu.

½ a cui seguiva un tecnico per proteste con Plumlee a splittare..

19-23 a 1:40 con Borrego irritato per tutta una serie di episodi…

Finalmente a 1:16, muovendo palla, Bacon si infilava nel corridoio centrale depositando in caduta subendo anche fallo ma non completando l’unica cosa buona del primo quarto con il libero a segno…

Seguivano nel finale due punti di Plumlee, due liberi per Hernangomez e altri due di Porter Jr. recuperati da Bridges con uno scoop nel traffico prima che chiudesse dalla linea le marcature lo stesso Plumlee con un ½ che portava il match sul 25-28.

Miles va a schiacciare a una mano nel secondo quarto (1). Foto tratta dalla pagina ufficiale degli Charlotte Hornets.

Miles va a schiacciare a una mano nel secondo quarto (2).

2° quarto:

Partiva bene ancora Plumlee che non trovava opposizione in Bridges e Hernangomez vicino a lui, Miles si faceva perdonare ricevendo un lob appostato a sinistra del ferro per chiudere in schiacciata ma un reverse layup di Porter Jr. portava il giovane a 8 punto.

A 10:32 Bridges in entrata stappava il Pepsi Center con una mazzata micidiale a una mano tuttavia non ci si riavvicinava perché la tripla di Rozier e il gancetto da second chance di un iperattivo Bridges, non entravano.

Porter Jr. trascinava i suoi con una tripla inframezzata da quella di Graham a 9:45 ma ancora Porter Jr. in salto a contatto con Bridges trovava l’appoggio a tabella riuscendo questa volta anche a centrare il canestro sul libero aggiustando il mirino.

32-38 ma Porter Jr. aveva ancora fame realizzando da tre oltre Miles.

La gara si metteva male già a 9:02 quando Borrego provava a ristabilire un equilibrio giocandosi un time-out.

A 8:21 un floater di P.J. muoveva il punteggio dal lato Hornets ma Plumlee in reverse, con il marcatore alle spalle frapposto al canestro, riusciva comunque a metter dentro prima che Bridges rispondesse da tre allo scatenato Porter Jr..

Batum e Hernangomez come second chance mancavano le loro triple, usciva quindi Willy mentre subentravano Zeller e Jokic nelle fila blu notte.

A segnare da tre era però Murray ed era notte fonda per Charlotte che aveva “bisogno” delle reiterate proteste dalla panchina per vedersi assegnare una rimessa dal fondo dalle parti del canestro di Denver su un tocco su Batum.

Passava un po’ di tempo e dopo un tiro mancato da Zeller, Rozier lottando portava a casa la sfera che finiva sugli sviluppi dell’azione nuovamente nelle amni del nostro centro per la schiacciata (39-43).

Due triple a vuoto Nuggets dipingevano da oltre l’arco la squadra di Malone al 29,0%, Batum tentava con un tiro da due ma la palla si addormentava sull’anello finendo per uscire mente Bridges in rientro metteva una pezza su Porter Jr. pronto all’appoggio.

Murray da sotto e Barton da tre in transizione allungavano, Graham era stoppato da Craig e su un rimbalzo offensivo prodotto da un pick and roll, Jokic andava a segno.

Bacon era stoppato da Barton lasciando via libera a Craig in transizione per due punti facili nel momento nero di Charlotte.

Uno skip pass di P.J. verso il solissimo Graham nell’angolo destro costituiva una buona idea ma nella realizzazione si frapponeva l’ostacolo struttura tabella e la palla tornava indietro in rimessa laterale pro Nuggets…

Charlotte segnava da tre punti dall’angolo sinistro con Rozier e durane questa azione Denver perdeva Murray che atterrava con la caviglia sinistra sul close-out su un piede di Rozier.

Il -10 non durava molto perché Barton, servito per l’open da Jokic, scagliava la bomba del 42-55.

Lo stesso giocatore dei Nuggets infilava due liberi a :48.8 così le Pepite chiudevano il primo tempo sul +15 (42-57).

3° quarto:

Ci volevano 59 secondi prima che una delle due squadre trovasse la via della retina ed era Charlotte per nostra fortuna: il tiro pesante di P.J. faceva sospirare ma entrava.

Borrego provava a portar pressione alta con il raddoppio ma il taglio dall’angolo di Craig era l’occasione per servir il compagno che arrivava indisturbato al ferro.

Morris da tre sembrava far continuare il trend del secondo quarto (4-31 i punti della panchina) mentre i Nuggets si divertivano con l’artistica dunk di Grant da euro-step che portava alle soglie dei 20 punti il divario (45-64)…

Rozier sosteneva l’attacco degli Hornets con la tripla a 9:09 ma poi un floater di Barton e un assist volante di Morris verso Grant che superava P.J. facevano ripartire i locali.

A 6:50 Rozier centrava un’altra bomba per il 54-68., Jokic dava il settantesimo punto ai Nuggets dal mid range sinistro ma Charlotte provava con la propulsione da triple a rientrare: era il caso di Graham che, nonostante la marcatura, riusciva a battere l’avversario con la deep 3 dalla diagonale sinistra per il 57-70.

Dentro Batum, Biyombo e Bacon, il canestro tuttavia lo realizzava P.J. con uno swooping hook.

Grant provava il 2+1 fallendo il libero e a 4:35, Rozier fuori equilibrio metteva dentro il 61-72, Biz stoppava Jokic graffiandolo e questa volta dopo tanti fischi contro andava bene, Williams mancava la tripla, Biz si faceva portar via palla da Jokic ma in disperato rientro stoppava Porter Jr. facendosi l’ennesima vasca centrale per andare a ricevere e segnar due punti.

Jokic creava per Dozier il 63-74 quindi Rozier (meglio la R iniziale in questo caso) a 2:34 infilava la propria sesta tripla di serata, Plumlle vinceva dall’altra parte la lotta a rimbalzo e il fallo di Biz non produceva danni visto che entrambi i liberi erano battuti male.

A 1:34 dalla top of the key gli Hornets avevano l’ultimo sussulto con la bomba catch n’shoot di Graham da tre punti a incendiar la retina per il 69-74.

Charlotte teneva in difesa ma Graham falliva da fuori, Biz era fermato sotto e Bacon continuando a sparacchiare male da fuori senza convinzione non aiutava la causa.

Si andava agli ultimi 12 minuti di gioco sul -5.

P.J. Washington (contro Grant) suona la carica. Foto tratta dalla pagina ufficiale degli Charlotte Hornets.

4° quarto:

Partenza lampo dei Nuggets a piazzare uno 0-5 con tripla di P.J. Dozier che a 11:08 riportava a 10 punti di distacco i Nuggets.

Batum tirava da tre ritrovandosi la palla in mano dopo la respinta del ferro e sulla second chance Graham appoggiava in entrata rompendo il parziale.

Zeller teneva stoppando Porter Jr. per poi andare ad arrangiarsi con il fallo su Plumlee, Barton non metteva la tripla contro Bridges ma Charlotte sbagliava ancora con Bacon concedendo anche la transizione con Dozier per il nuovo +10 Nuggets (71-81).

Plumlee splittava due liberi e poi rifiniva sul preciso passaggio di P.J. Dozier a 9:05.

Pepite ormai sul 71-86 che andavano ancora a bersaglio con una reverse dunk e un’infilata, due azioni firmate Plumlee che si portava a 15 punti.

Graham splittando due liberi alzava bandiera bianca mentre P.J. Dozier da tre infieriva su Biyombo prima e a 6:28 realizzando due liberi lanciava sul +19 i Nuggets (72-91)…

A 5:43 arrivava un tecnico contro Rozier, “reo” di proteste sulla palla contesa da tre Hornets a Grant che da terra chiamava time-out in tempo secondo gli arbitri.

A 5:12 Biz schiacciava e nel finale entrava qualche panchinaro di Charlotte ma a chiudere sul -14 era Bridges a :50.3 con un two and on per l’86-100.

Le pagelle

Terry Rozier: 7

20 pt., 3 rimbalzi, 9 assist, 1 rubata. 7/14 FG (6/9 3 FG). Nessun TO, -11. I problemi principali di Charlotte sono quelli elementari, percentuali in attacco e difesa. Per gli standard attuali difensivi di Charlotte è uno dei migliori difensori, dei più resilienti, non lo aiutano i cm, nemmeno in attacco, infatti, fatica quando a poco tempo ad andare a una conclusione in fade-away o in arresto e tiro ma se riesce ad avvicinarsi al ferro o ad avere spazio per la tripla diventa micidiale. Anche ieri le percentuali sono state alte ed è stato il top scorer della squadra segnando sei bombe che avevano riavvicinato Charlotte. Nell’ultimo quarto si spegne un po’ e prende un tecnico che avrei preso anch’io visto che le decisioni nella notte sono spesse state prese in una certa maniera. L’energia c’è, il tiro si sta sistemando…

Devonte’ Graham:6

14 pt., 2 rimbalzi, 4 assist. 4/11 FG (3/9 3 FG). 3 TO, -28. Una percentuale dal campo normale, sua la tripla per il -5 prima del riallontanamento definitivo di Denver ma in difesa si soffre. Stesso problema di cm e ancor più di contenimento se gli avversari usano pick and roll o altre soluzioni per prender vantaggio.

Miles Bridges: 5,5

14 pt., 8 rimbalzi, 1 stoppata. 6/16 FG (1/5 3 FG), 3 TO, 4 falli. -5. Tira giù una mina galattica in schiacciata che agita e stappa il Pepsi Center, una schiacciata che gli avversari si guardano bene dal fermare mentre altre volte sul salto per la schiacciata viene fermato tra tocchi, stoppate e falli. Ci prova spesso cercando di diventare il terzo incomodo nel cuore della difesa avversaria ma da fuori non funziona e le percentuali rimangono basse anche se da due avrebbe un 5/11… Lotta con Porter Jr. durante il primo momento intenso del match nel quale Denver scappa e pur facendo buone cose, perde di misura il duello.

P.J. Washington: 7

14 pt., 4 rimbalzi, 4 assist, 2 rubate. 6/7 FG, 3 TO, 5 falli, -2 in plus/minus. Non sbaglia un tiro fino al finale risultando una macchina non banale. Uno swooping hook molto bello su uno di quei movimenti che ha nel pitturato esalta, le sue difese meno dove regala anche un FT supplementare a Plumlee inutile e in generale rischia di andar fuori non riuscendo a esser sempre solido ma è un rookie e se mette a posto la difesa usando il suo fisico con più esperienza, può diventare davvero un giocatore fastidioso per le squadre avversarie su ambo i lati del campo.

Cody Zeller: 5

11 pt., 1 rimbalzo, 1 assist, 1 rubata, 2 stoppate. 5/10 FG, 4 falli, -17. Una bella stoppata su Porter Jr. nel secondo tempo nel momento di passione degli Hornets, qualche punto ma una prestazione che non colma le lacune di Charlotte. Gioca deciso a tratti per il resto non è nemmeno fortunato all’inizio con Jokic a piazzargli due punti sopra la testa dal mid range e fuori equilibrio.

Willy Hernangomez: 6

5 pt., 6 rimbalzi. ½ FG. 3/6 FT. Un po’ meno impiegato rispetto il solito, entra comunque in campo e gioca 11:08 minuti, anche veri, non tutti nel garbage time. Si guadagna la sufficienza, nulla più. Regredisce un po’ rispetto le gare precedenti anche fallendo la metà dei liberi a disposizione. Un buon rimbalzo offensivo conquistato lo portava in lunetta. Tre i totali presi in attacco.

Nicolas Batum: 5,5

0 pt., 7 rimbalzi, 7 assist. 0/4 dal campo, -2 in +/-. Aiuta la squadra con assist e rimbalzi ma non mette un tiro e fatica un po’ di più in difesa. Controverso, gioca 20:34 probabilmente in preparazione del Paris Game dove non sarebbe bello finire a zero punti…

Marvin Williams: 5

0 pt., 2 rimbalzi. 0/4 FG in 10:08. 2 falli, +1. Gioca la metà di Batum e spreca altrettanto, oltretutto la sua difesa non mi piace anche se finisce con un +1 di plus/minus ma affretta o sbaglia tiri che avrebbero meritato più attenzione nell’impostazione. Se è distratto dalle voci meglio vada, ultimamente, discorso naso a parte è uno scempio da osservare.

Bismack Biyombo: 5,5

4 pt., 6 rimbalzi, 3 stoppate. 2/6 dal campo, 2 falli, +1. 15.21 sul parquet per il congolese che piazza tre ottime stoppate, grafia anche Jokic ma poi dall’altra parte ha difficoltà venendo bloccato una volta e sbagliando tiri. Duelli fisici, Borrego dal mio punto di vista dovrebbe usare una doppia torre e mantenere il congolese in area perché quando gli eventuali centri tiratori escono sul perimetro se si crea una situazione da pick and roll è lento a contenere e non può andare in aiuto dei passaggi all’interno in generale. Le linee di passaggio sono occupate dal fisico perché non è uno stealer.

Dwayne Bacon: 4,5

2 pt., 3 rimbalzi, 3 assist. 1/5 dal campo, 0/3 3 FG, 1 TO, 3 falli, -15. 23:54 di assurdità. E’ il primo a non esser convinto di sé stesso quando tira da tre e la stoppata che prende da dietro in entrata non aiuta ma è già dal TO fischiatogli in attacco lontano dalla palla ad altre giocate lontane dal miglior Bacon che si capisce che non girerà in serata. Momento di felicità l’attacco frontale nel primo tempo con appoggio in caduta con fallo. Libero mancato però…

Cody Martin: 6

2 pt.. ½ in 2:15. Politico nel poco tempo a disposizione a fine match piazza un paio di punti. Sempre convinto che in certe partite serva. In questa Charlotte ha fatto buona guardia ma non ha avuto buoni attacchi e lui stenta da quel punto di vista quindi “sposo” nel caso la scelta di Borrego.

Coach James Borrego: 5,5

Sesta sconfitta consecutiva. Ha in mano una Panda e anche se la modifichi, la tarocchi e gli metti il motore di un dragster qualcosa che non andrà ci sarà inevitabilmente. La squadra tiene benino complessivamente in difesa pur con i limiti dei singoli ma i Nuggets tenuti a 100 punti con un inizio veramente slow sono una buona cosa, non da tutti, dall’altra parte però Rozier non basta a colmare le lacune offensive, quelle lasciate in estate. Si lavora per sviluppare i giovani ma che pena così…

Game 43: Charlotte Hornets @ Portland Trail Blazers 112-115

Intro

“Che c’è in un nome?

Ciò che chiamiamo rosa Conserverebbe il suo dolce profumo Anche a chiamarla con un altro nome”.

La battuta è tratta da Romeo e Giulietta di Shakespeare nell’ atto II, sc. II.

Giulietta parlando di Romeo lo strappa virtualmente, in nome dell’amore, dall’essere un Montecchi, nemici giurati dei Capuleti dei quali fa parte Giulietta.

Forse se il poeta drammaturgo inglese fosse stato italiano e avesse saputo che in Giappone la rosa si chiama bara (il colore rosa bara iro) non avrebbe scritto quei versi…

Per fortuna di Charlotte che ormai ha diversi soprannomi (Buzz City, Fly City), l’originario di Queen City è armonioso e ben si abbina alla trasferta nella Rose City.

La prima volta che Portland venne chiamata “The City of Roses” fu nel1888 a una convention episcopale ecclesiastica.

L’anno successivo fu fondata la Portland Rose Society, che promosse la piantagione di circa 32 km di strade nel 1907 si tenne il primo festival delle rose, evento nella RIP City.

Per Charlotte però a Portland negli ultimi anni sono state solo spine senza toccare i vellutati dolci petali della vittoria.

L’ultima vittoria di un team denominato Hornets a Portland risale al 26/11/2010, un 97-78 ottenuto da quelli che erano però i New Orleans Hornets.

Nei cinque anni precedenti gli Hornets 2.0 hanno sempre perso in Oregon rischiando di strappare due vittorie solo nella stagione inaugurale (100-102) e un paio d’anni fa perdendo all’OT 103-109.

Per vedere una vittoria dei Charlotte Hornets nella Rose City dobbiamo risalire all’ultima stagione dei Calabroni a Charlotte prima del passaggio a NOLA, il 6 dicembre 2001 per 95-89.

Gli Hornets per rompere il muro di 4 sconfitte in Regular e invertire la tendenza ci proveranno, a patto di svegliarsi…

Analisi

Partita dal triplice volto per Charlotte a Portland.

Hornets che finivano il primo tempo sotto di 16 punti (46-62) a causa di un secondo quarto terribile dal punto di vista difensivo sull’arco.

Portland massacrava i nostri a suon di triple tanto da far sembrare le due squadre di due leghe differenti.

Era ancor più sorprendente quindi l’avvio di ripresa con Charlotte a rientrare immediatamente in partita grazie a una pioggia di triple finendo per far sembrare a volte la gara uno scontro tra soli backcourt con 57 punti combinati da Lillard/McCollum contro i 52 della coppia Rozier/Graham.

Comunque sia, 12-0 in avvio ripresa e Hornets sul -4 (58-62), anche se per l’aggancio bisognava aspettare due liberi di Rozier a 3:45 (78-78) con Willy a ritrovare il vantaggio subito dopo.

Contro-sorpassi nel finale del quarto con un’azione di Graham da 4 punti per l’89-88 ma Lillard allo scadere da metà campo segnava da tre per l’88-91.

Partita che rimaneva lì ma Tolliver tra punti e tap-out strappava favore della Rip City che si trovava prima sul +8 con una bomba di Tolliver conservando sette punti a 4:01 dalla fine sulla conclusione sotto dell’ex Pistons.

Charlotte piazzava un 7-0 di parziale ma nel finale Tolliver da tre spareggiava la gara e tra varie vicissitudini da parquet si arrivava ai liberi di Lillard che splittati davano un +3 alla squadra di Stotts.

112-115 con :06.2 sul cronometro.

Palla a Graham sulla rimessa laterale, slalom, potrebbe andar per l’appoggio ma non servirebbe, Rozier coperto scivolava, il tempo scorreva e Devonte’ cercando di seminar Bazemore usciva a destra provando il turnaround da tre ma la mano di Bazemore salvava i suoi dal supplementare facendo cadere gli “Charlotte Hornets” per la sesta volta consecutiva a Portland.

In classifica ora gli Hornets si trovano sempre al nono posto ma con uno stacco nettissimo dall’ottavo posto, sempre più risucchiata verso il basso dove anche gli altri team non fanno carte false per risalir in classifica.

Riguardo alle statistiche di squadra ecco i confronti:

Rimbalzi: CHA 42, POR 47, Assist: CHA 24, POR 26, Rubate: CHA 7, POR 4, Stoppate: CHA 3, POR 5, FG & FG%: CHA 40/90 (44,4%), POR 42/83, 50,6%, 3FG e 3FG%: CHA 18/38 (47,4%), POR 16/37 (43,2%), FT & FT%: CHA 14/18 (77,8%), POR 15/19 (78,9%), TO: CHA 8, POR 13.

Va da sé che finalmente non si paghino i numeri in attacco visto che Portland difensivamente non è un muro ma come il solito l’oltre 50,0% concesso ha finito per mandare a picco la gara.

La partita

Starting five

Charlotte: Rozier, Graham, Bridges, P.J. Washington e Zeller, quest’ultimo a sostituire Biz che per un colpo al naso non sarà della partita.

Portland: Lillard 30 pt. + 9 assist), McCollum (27 pt.), Bazemore (5 pt.), Anthony (17 pt. +8 assist) e Whiteside (7 pt. +11 rimbalzi con l’ex Heat era in dubbio inizialmente).

Dalla panchina, out Nurkic, degno di nota e decisivo nel finale, Tolliver con 16 pt. e 11 rimbalzi.

1° quarto:

Partenza pessima di Charlotte a Portland con palla a due vinta dai Trail Blazers e tripla frontale con spazio di McCollum a 11:42.

Bridges tentava il reverse layup ma Whiteside era presente e intuendo il cambio lato canestro lo bloccava vigorosamente quindi, nonostante un passaggio deviato da Zzeller, Whiteside raccogliava sotto e segnava con un tocchetto.

Il primo canestro per Charlotte arrivava grazie a P.J. che dopo aver sbagliato da sotto vedeva Zeller mancare il semigancio ma rimanendo lì correggeva il put-back dunk.

Whiteside a 9:41 ottenendo diue FT per fllo di Miles sotto canestro metteva dentro il 2-7 quindi Charlotte a 9:22 rispondeva con il fluido tre punti di Graham e dopo l’anticipo di Cody sul passaggio verticale per Whiteside era lo stesso Graham ad annullare completamente il gap portandoci sul 7-7.

Entrava l’ex Batum mentre Portland tornava a far da lepre segnando con Lillard arrivato al feto sul dribbling in palleggio ma a 6:55 in transizione uscivano due FT per P.J., il quale freddamente pareggiava.

McCollum ne metteva quattro di fila mentre Willy esordiva con un’entrata in salto con tocco al plexiglass acrobatico e ritardato per evitar la stoppata di Whiteside.

Funzionava…

Anthony degnava dalla media baseline destra, rispondeva P.J. alla stessa maniera ma più staccato dalla linea di fondo, Willy in aiuto stoppava McCollum rallentato da Rozier in entrata e Marvin Williams (presente mascherato) chiudeva in angolo Little costringendolo al TO.

Un passaggio dentro di Graham per Willy ed eran due FT ma da essi non usciva “nada” mentre Simons dal corner sinistro batteva da tre Bacon per il 13-18.

A riportare in linea di galleggiamento la barchetta Charlotte era la tripla di Marvin in transizione a 3:24 su assist corto laterale di Batum che costringeva i Trail Blazers a un TO deviando palla per penultimo.

A 2:19 per via da oltre l’arco e sempre da transizione (un po’ elaborata), Graham da tre punti chiudeva da fuori portando sopra per la prima volta Charlotte (19-18) che guadagnava punti da un attacco di Bacon sino al ferro per un two and one con fallo di Simons.

Charlotte sul22-18 era colpita dalla tripla di Lillard nonostante il close-out di Rozier che in attacco mancava il tiro ma Willy recuperando il rimbalzo dal pitturato metteva dentro a 1:11.

I Tracciatori di Sentieri segnavano con Simons a bruciar Willy e con Lillard ai liberi a :35.7, sorpassando Charlotte 24-25 ma l’ultima parola spettava al nostro iberico che con un tiro ortodosso al vetro segnava il 26-25 chiudendo le marcature nel quarto.

Marvin Williams ancora “in maschera”. Foto tratta dalla pagina ufficiale degli Charlotte Hornets.

2° quarto:

Nonostante P.J. stoppasse Simons, un paio d’attacchi a vuoto di Charlotte consentivano ai locali di riportarsi sopra con un up & under d’esperienza firmato Anthony.

Rozier da sinistra con un lungo due riapriva il rollercoaster tentando di estinguerlo con un coast to coast per il 30-27.

A riportare le montagne russe in fase di stallo era però McCollum che a mezzo tripla equilibrava sul 30-30 il match.

Rozier da tre non funzionava e Bacon nel traffico appoggiava male quindi rapidamente dal mid range McCollum piazzava il jumper su Bridges prima che Melo in post basso facesse ancora la differenza per il 30-34.

Decollo di Bridges con tentativo di dunk a una mano ma Simons con una mano lo respingeva così come il ferro faceva altrettanto con la sfera.

Due FT comunque guadagnati e infilati poi a 7:33 ancora Melo dentro con finte per il +4 Portland.

Rozier sullo scatto si trovava sotto canestro a sinistra, sandwich con fallo di Hoard, n° 6 e due FT.

½ e sulla tripla di McCollum le prime avvisaglie dell’accelerazione dei Trail Blazers cominciavano a preoccupare.

Charlotte non trovava sbocchi sull’azione offensiva con Monk e Bridges che si affidava alla tripla da marcato: nulla da fare ma Batum intuendo riusciva a tapinare nonostante il difensore per il 35-39.

Le finte di Anthony su P.J. facevano notare la differenza di esperienza tre i due oltre a fissare nuovamente sei punti di scarto, Charlotte in attacco lottava finendo per riuscire a segnare con un tocchetto di Zeller che faceva scavalcare alla spicchiata il primo ferro appena appena.

Ci metteva una frazione di secondo McCollum a infilarsi nella difesa di Charlotte e Borrego provava a chiamare un time-out a 5:38.

Purtroppo era qui che gli Hornets davano il peggio mentre Portland scendeva a tutta velocità dalle montagne russe con Hoard in area per il two and one assistito, Bazemore a 4:49 da tre punti e Trent in replica da oltre l’arco portando il parziale sullo 0-11…

37-52 con 0/5 da 3 per Charlotte nel quarto a fronte di un 4/5 avversario…

Batum rompeva il parziale grazie a un raddoppio su Whiteside andando a rubare e schiacciare mentre Zeller in protezione era sbattuto a terra da Whiteside.

FT mancato a 3:56 e si rimaneva sul 39-56.

Rozier con due liberi a 2:56 ci portava a quota 41, Lillard non faticava per la tripla dalla diagonale destra ma Rozier a 2:09 spingeva ancora in area per un soft touch vincente (43-55).

Non si arrestava la precisione di Portland da oltre l’arco con McCollum a 1:48 da tre.

Lillard in transizione comodamente metteva dentro il 43-60 al quale rispondeva da tre la nostra PG de facto (Graham) per il 46-60.

Anthony segnava contro Batum il 46-62 finale.

Tabellino Hornets del primo tempo

3° quarto:

Dopo 24 minuti l’attacco dei Trail Blazers sembrava segnare un solco inesorabile tra le due squadre come se quella di Borrego fosse di una categoria inferiore invece arrivava subito una sorprendente rimonta a suon di triple.

Bridges apriva con quella mancata (sul ferro) ma la mano rimaneva a Charlotte che a 1.35 inaugurava le marcature del quarto con Rozier.

P.J. a 11:04 metteva la seconda poi si faceva stoppare da Whiteside oltre il fondo.

Dalla rimessa Charlotte traeva un altro tiro pesante con Rozier e dopo il TO di Portland per un’irregolarità il canestro da fuori di Bridges veniva annullato.

Anthony sbagliava la conclusione mentre a 8:43 l’arcobaleno meraviglioso di Graham da oltre l’arco trovava il solo cotone e Charlotte dal -16 si trovava sul -4 (58-62).

A 9:31 McCollum pagava con la stessa moneta ma Charlotte tornava ad accorciare con l’assist fintato di Graham per uno Zeller a schiacciare in corsa frontalmente.

A 8:16, dopo un’entrata da destra con leggera chiusura a ricciolo nel traffico, P.J. metteva dentro trovando anche l’and one per il 63-65.

Gara riaperta con un 17-3 di parziale e se Whiteside schiacciava, Graham da tre a 7:50 ci portava al minimo distacco (66-67).

McCollum con un lungo due da sinistra sarebbe un tiratore che servirebbe a Charlotte e per un fallo di Graham in lunetta finiva Lillard, tiratore da oltre l’89,0% in stagione.

Il play splittava e la tripla sganciata a 6:55 da Rozier bruciava la retina così come quelle seguenti di Anthony e P.J. Washington (6:27), tutte senza respiro per il rapido 72-73.

Portland non volendo perder il ruolo di squadra leader metteva dentro due FT con Bazemore a 6:06 e su una persa di Rozier allungava sul 72-77 grazie all’appoggio fluidi di McCollum al vetro.

A 4:49 l’appoggio di Batum in corsa valeva il goaltending per la palla inchiodata al vetro da Whiteside e a 4.13 tornava a farsi vedere il nostro centro spagnolo in area per il 76-77.

A 3:55 il fallo di Bacon da sotto valeva un ½ di Whiteside a gioco fermo ma per un fallo di Hoard sull’ingresso in area di Rozier arrivava il pari, sempre dalla lunetta.

Lillard sfondava su Batum e a 2:30 Willy portava avanti Charlotte.

Lillard da sinistra a 1:54 metteva la bomba del controsorpasso ma a 1:39 Hernangomez faceva veder la cosa più bella della sua partita: uno contro uno vs Tolliver, finta con mezzo giro all’interno, contro-mezzogiro flash a molla opposto e il lungo saltato come un birillo rimaneva esterrefatto a lasciar strada allo spagnolo che depositando due punti realizzava l’82-81.

La propulsione Lillard per i bianchi non si arrestava e altri due punti del play cambiavano ancora la squadra lepre ma a 1:13 l’artiglieria Graham esplodendo la tripla realizzava l’85-83.

Ingenuo fallo a contenimento di Bbacopn che lasciava sull’entrata il tiro dal mid range a Lillard, il quale metteva dentro al vetro e dalla lunetta il controsorpasso.

A :48.8 Graham passando oltre il blocco sulla top of the key di Willy, pur toccato dal rientro di Simons, riusciva a infilare la tripla con fallo.

Azione da 4 punti e Hornets sull’89-86.

Trail Blazers che recuperavano due FT con Trent e altri tre punti quindi Graham da tre provando a sfruttare al massimo il tempo che arrivava vicino allo scadere tentava la tripla ma non andava e Lillard finiva per esser costretto a tirar da tre da metà campo riuscendo a segnare il sorpasso a fil di sirena vera.

89-91 sull’eccezionale tripla del n° 0 ma partita ancora aperta nell’ultima frazione.

Lo spagnolo Hernangomez sorge in attacco. Foto ufficiale tratta dalla pagina degli Charlotte Hornets.

4° quarto:

Dopo quasi un minuto P.J. apriva le marcature dalla lunga per il 92-91 e McCollum cascava con le ripetute finte di partenza su Batum, nell’infrazione di passi.

Nella parte finale cominciava a farsi vedere Tolliver che segnava due punti in area fallendo il libero poi su assist di McCollum l’ex multi-team metteva dentro altri due punti per il 92-95.

Finita l’inerzia, Borrego chiamava un time-out ottenendo a 9:26 una put-back dunk firmata dal quasi perfetto Hernangomez.

Willy mostrava il suo lato debole in difesa facendosi battere, onestamente,da un tocco di Tolliver e da Anthony in jumper su di lui per il 94-99.

Tra punti frontali dello stesso Tolliver lanciavano la fuga della squadra di Stotts (94-102) che subiva una battuta d’arresto sul tiro mancato da McCollum e nonostante l’ennesimo tap-out di Tolliver P.J. mettendo una pezza all’entrata di McCollum riusciva a favorire l’azione offensiva chiusa da Bacon a 6:13 con la tripla del -5.

Reverse in corsa frontale a tutta birra su Zeller per un Tolliver scatenato ma risposta di Zeller a 5:28 nel cuore dell’ara in floater in mezzo ai difensori e ai cori “Defense, defense”…

5:09 colpo da K.O. di Lillard su Batum con la tripla del 99-107.

Sembrava che la forza di Charlotte non potesse stare al passo ma liberando Batum nel corner sinistro a 4:58 ecco che partivano gli attacchi dinamitardi con la tripla del transalpino per iniziare.

Bacon era fermato e Tolliver a 4:01da sotto portava a 7 le lunghezze di vantaggio dei suoi.

Era tardi ma gli Hornets non si fermavano: 3:46, step back di Rozier da tre punti, Lob per Cody che metteva dentro due punti da sotto e a 2:32 a mezzo FT ecco i due di P.J. per il pareggio a quota 109.

A 2:11 nemmeno Zeller riusciva a fermare Tolliver dalla top of the key per la tripla spareggio anche perché Zeller era fermato da Anthony in area quindi Rozier mancava la tripla ma Batum tenendo viva la palla sulla linea di fondo finiva per far giocare una seconda vita a Charlotte che tentava lo skip pass da corner a corner tra Rozier e Graham ma la sfera no arriverà mai con Anthony sulla sfera in due tempi a tenerla in campo con il salto fuori.

Molto vicino alla linea se non con una punta sulla linea, gli arbitri non rivedono l’azione, giusto così direi comunque mentre Lillard sullo scatto lasciava arretrato Batume e la chiusura di Williams sulla colonna del post basso destro era troppo statica per fermare l’appoggio del 109-114.

Urgenti erano i punti per Charlotte che a :13.0 metteva dentro con Graham da tre dalla destra (112-114).

Fallo di Batum su Lillard a :08.5 (112-115)… primo libero a segno, secondo fallito.

La grazia non bastava a :06.2 poiché sulla rimessa la palla giungeva a Graham che slalomeggiando trovava Rozier coperto e anche scivolato, la serpentina dal cuore dell’area proseguiva necessariamente verso l’esterno ma sul giro e tiro Bazemore metteva quella mano provvidenziale per i suoi a evitare rischi nel supplementare.

Le pagelle

Terry Rozier: 7

25 pt., 7 rimbalzi, 3 assist. 8/18 con 4/8 da tre, un solo TO, di fatto due, quelli nel secondo tempo con una palla persa banalmente in palleggio e sull’apertura con skip pass verso Graham in un momento delicato. Per il resto provvede all’attacco segnando con buona continuità da tre rimettendo in carreggiata i Calabroni a inizio ripresa. La sua partita era stata sufficiente nel primo tempo, migliorata nella ripresa poi non chiediamogli miracoli… l’anno scorso giocava come riserva a Boston, qui sta trovando il suo ritmo e la sua dimensione.

Devonte’ Graham: 7

27 punti, 3 rimbalzi, 10 assist, 1 rubata. 9/17 dal campo, 8/13 da tre. Serata dalla mano calda per Graham che ingrana e piazza bombe con il timer, spesso nemmeno banali come l’azione da 4 punti a fine terzo quarto. Sempre sua quella che ci da l’ultima occasione. Non riesce a trovare un compagno ben piazzato in poco tempo sull’azione finale e viene stoppato da Bazemore ma sarebbe riduttivo fermare 36:09 sul parquet in un istante per necessità. Una doppia doppia dalla quale ripartire con coraggio e fiducia a Denver dove non abbiamo nulla da perdere…

Miles Bridges: 5

2 pt., 2 rimbalzi, 1 assist. -5 in +/-. 0/7 dal campo con due triple mancate e sull’unica buona gli arbitri dicono che non vale. 2/2 ai liberi e solo due rimbalzi. Non malvagio in difesa nei 18:22 nei quali è stato impiegato ma fa un passo e mezzo indietro rispetto le sue ultime buone prestazioni.

P.J. Washington: 7

20 pt., 11 rimbalzi, 3 assist, 2 rubate, 2 stoppate. +6. 6/15 dal campo è la nota dolente con un primo tempo da Salt Lake City. Si attiva molto bene nella ripresa dove si mostra attivo su vari fronti riuscendo a ottemperare spesso le esigenze offensive della squadra con la tripla oppure andando in area a segnare o a guadagnare tiri liberi. Cambia il suo voto alla gara con una doppia doppia, da 5 a 7.

Cody Zeller: 5,5

6 pt., 5 rimbalzi, 1 rubata. 22:54, 3/7 dal campo, +7. Pensavo sarebbe stato decisivo se non ci fosse stato Whiteside. Viene limitato offensivamente se non riesce ad arrivare in movimento. Bella schiacciata in corsa sull’assist fintato di Graham, non riesce a fermare Tolliver da tre e nel finale Anthony lo ferma in area.

Willy Hernangomez: 6,5

14 pt., 4 rimbalzi, 1 stoppata in 16:29. Lo spagnolo dal punto di vista offensiva è micidiale chiudendo con 7/8 dal campo. Motivato, dopo il 6/6 a Utah, anche oggi stacca nettamente con il passato. Concentrato e motivato, a volte un po’ ortodosso ma funzionale al tiro, lotta e recupera qualche rimbalzo ma in difesa dovrebbe guadagnarne di più e nel finale Tolliver e Anthony lo battono. Meglio dei suoi standard anche lì, meraviglioso l’uno contro uno vs Tolliver con mezzo giro a destra di spalle e contro-giravolta rapidissima che lasciava spiazzato il lungo.

Dwayne Bacon: 5

6 pt., 1 rimbalzo, 3 assist. 21:46 in campo, un paio di attacchi interessanti con la tripla nell’ultimo quarto a ridare ossigeno ma subito dopo facendosi fermare con una delle sue entrate troppo pretenziose lasciava Charlotte a bocca asciutta. 2/7 dal campo, -4 e un fallo troppo molle su Lillard per il two and one. Ripreso addirittura da Batum in quell’occasione…

Nicolas Batum: 7

9 pt., 7 rimbalzi, 3 assist, 2 rubate. 30:34 in campo. Il suo rilancio probabilmente è dovuto in parte anche al Paris Game che si giocherà il 24 ma il transalpino non fa da comparsa come in troppe precedenti occasioni negli ultimi anni. In attacco chiude con 4/5 dal campo con una tripla importante dall’angolo sull’ultimo sforzo di rientro nel quarto quarto. Bella la steal da raddoppio poi è in difesa dove da il meglio. Spesso riesce a contener con una posizione attiva McCollum o Lillard che mancano diversi tiri e il play gli finisce anche contro una volta, costretto a ceder palla per sfondamento, nessun TO. Buono a rimbalzo, prova positiva sicuramente.

Marvin Williams: 5

3 pt., 1 rimbalzo, 1 assist, 1 rubata in 14:45. 1/5 dal campo e -2 in plus/minus. A parte la bomba catch n’shoot da transizione su pass di Batum è quasi nullo. La rubata ma poi prende anche il canestro decisivo da Lillard risultando troppo statico.

Malik Monk: 4

0 pt., 1 rimbalzo. 0/1 dal campo, 1 TO in 7:46. Con Monk in campo la squadra sbanda spesso e il suo perder palloni e sparare a salve producono break a volte incolmabili per gli avversari. Il -16 di plus/minus dice che in serata prendiamo più di due punti di differenza a minuto con lui in campo. Dal mio punto di vista, dispiace scriverlo, se qualcuno lo volesse, ben venga…

Coach James Borrego: 6

Primo quarto decente, secondo da incubo con la difesa a far acqua sul perimetro. Inizio ripresa incredibile in positivo, ultimo quarto con inerzia frenata e caduta finale. Qaul’è il vero volto di Charlotte e cosa potrebbe fare con una squadra più competitiva? Si trovano compagni facilmente per le triple nel terzo quarto ma non si disegna da un po’ un gioco decente e vincente nei finali. Partita dopo partita si delineano i giudizi sui singoli. Io ho il mal di mare per la discrasia di prove all’opposto dello stesso giocatore da una partita all’altra. Il backcourt in serata è sembrato dare più garanzie a anche altri giocatori hanno fatto la loro parte, purtroppo qualcuno continua con serate estremamente negative. La squadra comunque si mostra fragile e cade per la quinta volta consecutivamente. Di buono c’è solo lo scivolare in asso in classifica in ottica Draft.

Game 42: Charlotte Hornets @ Phoenix Suns 92-100

Intro

Senza una spiegazione logico mitologica alla base delle varie tribù e società umane sarebbe possibile costruire una società?

In genere i riferimenti mitologici fanno da specchio, le credenze tendono a organizzare quella società con determinati comportamenti e se in occidente Dio è morto ha detto Nietzsche, basterebbe dare uno sguardo alle radici dello stesso Dio con israeliani o in molti paesi musulmani senza bisogno di scendere troppo in profondità per scovare qualche gruppo indigeno in Amazzonia, nel Borneo, in Papua Nuova Guinea o sparso in qualche altro angolo del globo.

Prescrizioni, cose da non fare segnano il limite tra le società del limite e la nostra illimitata.

Certamente anche greci e romani avevano le loro credenze, abbastanza conosciute.

Presso i greci ad esempio, prima Elio e poi Apollo (importato anche dei romani successivamente) con il suo carro solare testimoniano l’importanza data al nostro astro madre.

Lo sguardo oggi è cambiato e la scienza è tornata ad occuparsene sotto il profilo fisico e se Borrego vuole vincere in Arizona avrà sicuramente dato un’occhiata a questi Phoenix Suns.

I Calabroni, dopo essersi ghiacciati nettamente nello spazio aperto a -270° contro i Jazz si avvicinavano a Phoenix per riscaldar l’esoscheletro in una delle due partite abbordabili (classifica alla mano) di questa serie composta da 4 trasferte (Utah, Phoenix, Portland e Denver).

Trovare le giuste distanze e il giusto equilibrio dai Soli di Phoenix sarà ovviamente la chiave del successo, se i Suns dovessero riuscire a distruggere l’equilibrio dello swarm i Calabroni rischierebbero di uscir bruciacchiati prima di volare nella città delle rose.

Analisi

Borrego mischiava le carte dando credito e minutaggio ai B&B (Bacon/Batum).

Il primo a metter piede sul parquet era il francese che giocherà una partita sufficiente tutto sommato mentre Bacon sarà autore provvidenziale di numerosi canestri, alcuni difficili, che terranno in piedi per tutta la gara Charlotte.

Il cuore di Zeller nel terzo quarto ci riportava a galla e dopo lo strappo Suns nell’ultima frazione era ancora Bacon a metter dentro il -1 (84-85).

Sul più bello però Dwayne perdeva palla palleggiandosela sul piede e dopo un two and one per l’87-89 si faceva portar via una alla in palleggio e poi, sulla stessa azione, dopo averla recuperata a tessa se la faceva porta via, arrivava così la schiacciata dei Suns che metteva a distanza di sicurezza la squadra di Monty.

Al riparo da brute sorprese i Suns giocavano con cronometro e liberi chiudendo sul +8, 92-100.

Per quel che riguarda le stats di squadra:

Cha: 37 rimbalzi, 25 assist, 10 rubate, 41,9% al tiro, 22,9% da tre, 66,7% dalla lunetta e 14 TO.

Pho: 51 rimbalzi, 22 assist, 8 rubate, 50,0% al tiro, 33,2% da tre, 61,1% dalla lunetta, 18 TO.

A poco sono valsi i minori TO, Charlotte stratifica partita dopo partita persa i problemi visti e rivisti in altre gare: troppi rimbalzi concessi in più agli avversari, percentuali avversarie sempre troppo alte (poca protezione del ferro), quelle di Charlotte dall’arco sono divenute troppo basse… vincere così è dura.

Quarta sconfitta consecutiva, buona solo eventualmente in ottica Draft e serie vinta dai Suns 2-0 quest’anno.

La partita

Starting five

Charlotte con il roster al completo utilizzava come starting five i seguenti 5 giocatori: Rozier, Graham, Bridges, P.J. Washington e Biyombo.

Phoenix, agli ordini di Monty Williams, rispondeva con: Rubio (10 pt., 9 assist), Booker (12 pt. +9 assist ma bad game), Kelly Oubre Jr. (25 pt., 15 rimbalzi), Saric (5 pt.), Baynes (18 pt.).

Oltre a Oubre Jr., dalla panchina come scorer è andato molto bene Ayton che ha chiuso con 18 punti +9 rimbalzi seguito da Mikal Bridges con 10.

1° quarto:

Palla a due conquistata da Phoenix che mancava con Oubre Jr. un layup facile mentre gli Hornets andavano a segno a 11:27 con una tabellata di Graham e raddoppiavano con un pallone mal passato in attacco da Phoenix preda di Bridges facilmente chiuso in transizione a 11:13 dallo stesso.

La partita diventava brutta e le conclusioni anche peggio ma mentre gli Hornets si astenevano dal realizzare altri canestri, Phoenix iniziava a ingranare segnando da tre a 9:01 con Rubio.

Lo spagnolo si ripeteva andando da due punti in rapido fade-away oltre Biz portando avanti i Suns che incrementavano il bottino con Oubre Jr che da sinistra arrivava schermato facile all’appoggio dopo essersi preso una stoppata di sinistra da Biz sull’azione precedente.

L’ingresso di Batum non portava benefici (mancato il jumper), dentro anche Bacon che a 6:16 metteva dentro in pull-up dalla media dopo 4:57 di digiuno.

A 5:11 Biz in lunetta spltittava per il 7-9 quindi per Phoenix seguivano due punti di Ayton che a destra del ferro recuperava un errore dei compagni e appoggiava al vetro e su un contatto Biz/Bridges (quello di Phoenix) un ½ produceva uno scarto di tre punti che avrebbe accompagnato per un tratto veloce del primo quarto l’elastico teso al massimo tra i due team.

Bridges in corsa metteva un tiro fuori equilibrio pur seguito dal difensore, Ayton rispondeva in alley-oop a una mano (11-14), Bacon chiudeva la drive con l’euro step e Zeller dal post pescava il taglio verticale di Bridges che in corsa appoggiava oltre Booker per il vantaggio Hornets (15-14).

Zeller in transizione con un passaggio bound in diagonale liberava il solitario Graham che saliva a schiacciare indisturbatamente.

Phoenix in time-out a 2:24 beneficiava dell’idea dell’entrata, portata a termine d Okubo.

Bacon imitava creando il contatto con Okubo per due punti più un FT mancato (19-16).

L’elastico di tre punti in favore di Charlotte si allungava con la finta di Zeller che faceva saltar Ayton mentre il nostro centro cambiava lato per schiacciare il 21-16.

Dopo due punti per Phoenix si arrivava agli sgoccioli con Rozier a prender spazio sulla top of the key seguito da Ayton, il quale nel tentativo di stoppata usciva dal cilindro andando addosso al tiratore.

:03.7 3/3 per Scary e 24-18 dopo il primo quarto.

Gli unici due punti di Batum in serata ottenuti in schiacciata. Foto tratta dalla pagina ufficiale degli Charlotte Hornets.

2° quarto:

Prima azione pirotecnica per Bacon che in area andava per lo spin in uno contro uno, salto verticale fluttuante e tiro jordaniano dopo il galleggiamento a segno.

Ayton rispondeva martellando Zeller ma Bacon sull’altro fronte apriva nell’angolo sinistro da dove un Monk perso completamente dalla difesa arancio-bluastra metteva altri tre punti per il 29-20.

Put-back dunk di Ayton su Zeller, risposta del nostro centro che scambiava in angolo destro con Bridges che arrivando lungo linea passava basso per Zeller che sfruttando l’inesperienza di Ayton freddava il centro con un tocchetto esperto da sotto.

Bacon tentava la tripla open (Rubio impastato su Biz) portando i propri punti a 11 e la gara sul 34-22 e da un recupero nascevano altri due punti di Dwayne in transizione per il +14.

Da qui però il gap scendeva a partire dal fing and roll di Oubre Jr. passando per l’appoggio al vetro di Rubio a 8:40.

A 7:59 Baynes mancava due liberi mentre P.J. spinto da Saric nel pitturato affondava uno dei suoi FT.

Oubre Jr. dava la spinta-rimonta ai Soli mettendo due punti da sotto da fermo e altri due in corsa passando P.J..

Un paio di triple a vuoto di Rozier e una gomitata di Oubre J.R. Sul volto di Biz durante uno scontro a rimbalzo mandavano in transizione i locali con il congolese a terra e dall’angolo sinistro la squadra di Williams capitalizzava il vantaggio con 3 pt. di Rubio a 6:33.

Biz era costretto ad uscire sul 37-33.

Zeller lo rimpiazzava rubando una palla a Rubio m P.J. si faceva stoppare la drive da Baynes e anche Zeller avrebbe fatto la stessa fine avvantaggiando la drive di Oubre Jr. per il -2.

Graham finalmente per Charlotte rispondeva ed erano tre punti pesanti dalla diagonale destra per il 40-35 ma da un brutto passaggio di Monk arrivava la steal di Oubre Jr. con completamento di Okubo in transizione.

Zeller recuperando una palla bassa nel pitturato rimbalzava via sul contatto multiplo mettendo però l’alzata.

Libero per il two and one ancora a vuoto così dall’altro lato P.J. si faceva batter da Saric che servendo sotto Ayton lo mandava a schiacciare.

A 4:04 fallo di Bacon su Ayton, 0/2 dalla lunetta e rientro di Biyombo.

Graham mancava da tre, Batum in difesa deviava un paio di palloni recuperando la sfera sull’ultimo tocco di Booker in rimessa laterale.

Charlotte a vuoto due volte sulle triple, Saric a 2:55 no ed ecco l’aggancio sul 42 pari…

Graham a 2:41 infilava la bomba del 45-42 ma era l’ultimo canestro per i Calabroni che all’intervallo andavano sotto superati da un appoggio di Saric e una dunk di Ayton per il 45-46.

3° quarto:

Primi due punti della ripresa per Phoenix con Baynes (primi personali anche) in gancio e a 10:27 per Charlotte P.J. da tre con spazio colpiva rompendo il suo sonno.

A spezzare il pari era un passaggio di Rubio che schiacciando sulla corsa di Baynes mandava il bianco dentro facile per la dunk del 48-50.

Charlotte andava in difficoltà su ambo i lati e un fallo di Rozier su Oubre Jr. dava la possibilità all’ala avversaria di portar sul +4 i suoi.

A 8:49 lo stesso scatenato giocatore colpiva da tre per il +7 Suns, fortuna Graham con un catch n’shoot da tre punti conteneva il divario ritoccando a 8:09 con un FT per fallo di Booker (52-55).

I Suns continuavano il loro buon momento con Oubre Jr. e Baynes che in post basso piazzava un altro gancio (54-60) ma dall’altra parte Zeller provava a non esser da meno del centro opposto chiudendo in alley-oop aggressivo un’alzata di Graham proveniente da destra.

Un open 3 di Oubre Jr. e la situazione precipitava (56-63) ma in attacco ai 24 uno step back da destra di Graham provvedeva a ridurre il gap ma su un’entrata dei Suns gli Hornets si mostravano senza difesa e Borrego chiamava il time-out a 3:45.

Sette punti da recuperare e tre arrivavano da Bacon dalla diagonale sinistra a 3:18 ma due FT di Oubre Jr. (fallo Graham) ci rimandavano a 6 punti tuttavia Miles entrava decisamente da destra convinto di schiacciare e così era.

Pugno di Phoenix, risposta di Batum in schiacciata da back door con assist di Zeller, Bridges al tiro no ma rimbalzo conteso Zeller/Ayton e palla a due vinta da Cody porterà Bacon in lunetta (T. Johnson foul) a splittare.-3 a 1:27 ma Johnson metteva il tiro dalla media sinistra su Graham.

Zeller, il quale stava dando una spinta anche con rimbalzi e palloni recuperati, metteva dentro a :51.8 un two and one portando i Calabroni sul 69-71.

Bacon con rapidissimo spin e appoggio lungo sulla continuazione del movimento pareggiava mandando le squadre agli ultimi 12 minuti in perfetta parità.

Dwayne Bacon ha giocato 31:45 in serata. Foto dalla pagina ufficiale degli Charlotte Hornets.

4° quarto:

Rozier a 11:29 segnava in floater dal pitturato l’unico canestro dal campo della sua serata.

Il vantaggio durava un po’ ma dopo la tripla mancata da Oubre Jr. un paio di tocchi da pallavolista di Ayton servivano a correggere e a pareggiare.

Il Bridges dei Suns colpiva da tre e dopo un layup clamorosamente fallito da Rubio tutto solo da sotto Oubre mancava la correzioni leggermente meno clamorosamente ma riprendeva segnando con la complicità di una difesa Hornets tra l’assente e incapace.

Finiva per chiamare time-out Borrego richiamando i suoi che piombati sul -5 iniziavano a dare alcuni segni di mancanza di concentrazione.

Bridges, questa volta il nostro, Miles, percorreva la baseline sinistra e batteva il difensore tagliando il floater ma un frustrato Booker trovava il miglior momento di serata per piazzare la tripla (75-81).

Pocket pass di Graham, appoggio in corsa di destra per Zeller a superare Ayton.

Altri due punti Suns e si arrivava a sette minuti dalla fine con la squadra dell’Arizona a conservare 6 punti di vantaggio (77-83).

Baynes in area lavorava di fisico e dopo aver rischiato di perder la palla ritrovava in gancio la via del canestro.

Un doppio sfondamento di Booker, prima su Batum, poi su Zeller favoriva i Calabroni che tuttavia sprecavano le loro azioni offensive sino a 4:17 quando sulla diagonale sinistra Graham passando il blocco lasciava attardato Okubo che spingendo regalava tre FT a Bridges poi segnati a 4:17.

Occasioni mancate da Ayton, Oubre e Rubio, alzata da destra di Miles per due punti ad arrivare sull’82-85 con 3.21 sul cronometro…

TO di Phoenix e Bacon in corsa segnava in uno contro uno in fade-away.

Ayton sovrastava la nostra difesa mettendo dentro due punti e Bacon sul più bello trasformava la sua bella partita in qualcosa di bipolare.

Palleggio sul piede con palla persa che portava in transizione Booker a 2:16 a realizzare su Graham il jumper per l’84-89…

Euro-step di Bacon con fallo di Oubre Jr..

Two and one per l’87-89, mancava Mikal Bridges il canestro ma Ayton era ancora micidiale segnando da sotto l’87-90.

Ci provava da tre Bridges ma il tentativo risultava corto.

Zeller fermava Booker poi con palala in mano Charlotte se la faceva togliere: sul palleggio Bacon se la faceva portar via, mischia, Bacon e Graham a terra a lottare, palla che alla fine era preda di Oubre Jr. a fotografar il risultato del match con Charlotte a terra sulla schiacciata dell’87-93.

Bacon da tre non funzionava, la difesa di Charlotte non rientrava consentendo a Mikal Bridges la schiacciata e la tripla di Graham direttamente dl North Carolina (su Ayton) serviva solo per il -5 (90-95).

Fallo di Bacon su Booker a :27.1 e strano ½ per uno dei migliori tiratori della lega a gioco fermo.

Graham mancava la tripla e i Suns allungavano dalla lunetta nel finale sino al 92-100.

Le pagelle

Terry Rozier: 4

5 pt., 2 rimbalzi, 2 assist. 1/10 dal campo, 0/5 da tre punti, 3/3 dalla linea. 1 TO, -15. Sufficiente in difesa dove qualcosa di buono la combina, in attacco a parte i te liberi guadagnati per inesperienza di Ayton segna solo a inizio ultimo quarto con floater ma poi Borrego lo toglie prima della fine del mach vedendolo assolutamente fuori serata. Lo aspettavamo per confermare un buonissimo periodo ma sceglie una brutta serata vista la partita abbordabile per il suo night-off. Completamente fuori ritmo.

Devonte’ Graham: 6,5

22 pt., 1 rimbalzo, 8 assist, 3 rubate, 1 stoppata. 7/18 FG, 2 TO. Risale dopo qualche prestazione non eccelsa… 4/13 da tre migliorabile, per il resto aiuta la squadra con buoni passaggi e 22 punti che raggranella in diverse maniere. In difesa i cm son quelli che sono e spende qualche fallo a volte. Mette una tripla siderale nel finale a partita chiusa ma poco prima, cercando di servire Batum non era stato preciso commettendo TO, episodio.

Miles Bridges: 6,5

14 pt., 5 rimbalzi, 5 assist, 2 rubate, 1 stoppata. 7/13. Una bella spinta in attacco, peccato per lo 0/4 da fuori con almeno tre triple approssimative. Lotta e segna un paio di buoni canestri con bravura dalla linea di fondo in avvicinamento, bella la dunk in entrata decisa. Parte subito attivamente in serata trovandosi un pallone da schiacciare in transizione e finisce con un +8 in plus/minus.

P.J. Washington: 4

4 pt., 3 rimbalzi, 2 assist, 1 rubata. 1/6 dal campo, -19. Non tiene in difesa e salvo qualche episodio come la tripla aperta e i due FT recuperati dorme ala grandissima in attacco. Inesperienza e tempismo lo bloccano o lo sconsigliano dal compiere certi tentativi in stoppatama ne risultano poi canestri molto facili per i dirimpettai.

Bismack Biyombo: 4,5

3 pt., 7 rimbalzi, 1 stoppata. 1/6 dal campo, -16. Prende una botta in faccia a rimbalzo offensivo da Oubre Jr.. Esce e rientra quindi nonostante non riesca a prender quello specifico rimbalzo chiuderà con 4 offensivi ma nei 18:33 ne rimarranno solamente tre difensivi. Insufficienti e in attacco si fa influenzare i tiri da Ayton.

Nicolas Batum: 6

2 punti, 6 rimbalzi, 1 assist, 1 rubata. 1/5 dal campo, 2 TO. Bene in difesa dove si piazza sapientemente sulle linee di passaggio e su un’azione devia la palla due volte riconquistandola. Prende uno sfondamento di Booker nell’ultimo quarto e forza a un TO i Suns nel finale, inoltre prende alcuni rimbalzi aggressivi in difesa (6, tutti difensivi). E’ anche vero che si fa battere con estrema facilità su un’azione da Rubio che mancherà il layup ma i Suns otterranno comunque i due punti. Resta drammaticamente spento in attacco dove gli assist non sono al plurale e i punti son due, guarda caso in schiacciata perché da fuori fa 0/3. Giudizio sempre senza guardare i contratto, per la prestazione nelle serate non fa testo.

Dwayne Bacon: 6,5

24 pt., 5 rimbalzi, 2 assist, 1 rubata. 10/15 FG, +7. Nota negativa i 3 TO, iniziamo subito da qui. Due sono nella parte finale e sul secondo a terra avrebbe dovuto riuscire a trascinare verso il corpo la palla per chiamare il time-out. Nel mezzo un two and one in entrata con euro-step. Le sue entrate sono variabili e difficili in diversi casi, ma dalla rallentata a quel paio meravigliose con spin e in un caso con jumper fluttuante a seguire, sono quasi tutte incursioni vincenti. In formissima rovina il voto nel finale con un paio di perse e un’entrata esagerata.

Malik Monk: 5,5

3 pt. in 7:15. ½ dal campo, tempo limitatissimo per lui, forse dopo il TO da passaggio scellerato che nel primo tempo apriva a due punti Suns comodi. Partito sparando la tripla dall’angolo sinistro aperta, mancava quella dal alto destro con meno spazio a disposizione. Come la temperatura quando prendi la macchina in una mattinata ghiacciata, avesse continuato a giocare si sarebbe modificata, in questo caso il voto probabilmente si sarebbe abbassato.

Cody Zeller: 7

15 pt., 8 rimbalzi, 5 assist, 1 rubata. 7/11 dal campo. 1 TO, 4 falli. A parte un inizio difficoltoso a contener sotto i lunghi avversari, è mezza anima della squadra nel terzo quarto quando il suo impegno produce rimbalzi su ambo i lati, da sottolineare la jump ball vinta contro Ayton, il passaggio breve per la dunk di Batum e la steal a Rubio. Mette dentro in entrata senza paura trovando il varco buono e anche sui contatti mettendo a frutto l’esperienza sulla potenza sul lato offensivo. Riesce a prender uno sfondamento da Booker poi va a commetter un paio di falli su di lui innervosendolo ulteriormente. Ha dato quello che poteva dare non arrendendosi. Se avessimo visto un altro paio di giocatori così a strappar palloni, forse non avremmo perso.

Coach James Borrego: 5,5

Non so con chi ce l’avesse sulla palla persa nel finale. Dall’inquadratura stretta sembrava dicesse “C’Mon!” agli arbitri nel finale ma forse prima ce l’aveva anche con i suoi giocatori, in particolare Bacon e Graham, rei di aver perso la lotta in mischia e forse di non aver chiamato time-out. La squadra é giovane e si sta sviluppando è il refrain ma perde punti troppo velocemente e non è sembrata per nulla concentrata e se anche pronta a darsi una mano, in certe circostanze le amnesie pesanti hanno regalato punti. Altra persa, la quarta di seguito e ora si va su un altro campo modello “Fossa delle Marianne” come quello di Salt Lake City.

Il back to back previsto per le 04:00 AM domattina a Portland (pesonalmente vedrò solo il primo tempo causa lavoro) sperando per una volta di rompere con il passato negativo e di vincer l’altra gara alla portata di questo poker di trasferte.

Video Recap: Breve.

Video Recap: Lungo.

Game 41: Charlotte Hornets @ Utah Jazz 92-109

Intro

Giri di boa.

Charlotte avendo avuto un calendario accelerato, anche per via del fatto che tra la trasferta di Parigi (24 gennaio contro i Bucks, considerata sempre come gara casalinga) e le altre due gare all’Alveare (pre il 20 contro i Magic e post il 29 contro i Knicks) ci saranno finalmente stacchi più importanti, così è già giunta al proprio giro di boa, gara 41 sulle 82 classiche partite complessive per ogni team.

Per me che sono del dicembre 1974 e inizio ad avere memoria dal 1979 a oggi si potrebbe dire che, dividendo in ventenni i miei ricordi il giro di boa è stato quello del nuovo millennio e abbinando a titoli di brani musicali italiani del nuovo millennio le performance dei vari giocatori nelle pagelle (sicuramente scritte domani pomeriggio per via di impegni lavorativi e l’orario d’inizio della gara a Salt Lake City), proveremo per metafora a descriverne la gara.

Se dovessi invece pensare ai Charlotte Hornets in generale, il titolo potrebbe essere: “Il più grande spettacolo dopo il Big Bang” (Jovanotti) visto che nonostante le sconfitte e stagioni perdenti, le emozioni che regalano (sperando presto molto più positive che negative) ai fan sono moltissime mentre per descrivere la situazione attuale (sebbene questa sia una squadra che meriterebbe certamente più rispetto per quel che ha visto che sta facendo rispetto alle potenzialità e ai giudizi espressi da tutti, me in primis, in estate) sceglierei Goodbye Malinconia di Caparezza che è una critica alla ricerca di colpevoli ma che si chiude con un messaggio di speranza.

A Salt Lake City in genere per noi di luce in fondo al tunnel non se ne vede (12 sconfitte consecutive per chi tiene fede alla linea Bobcats/Hornets a Charlotte anche se la mia è quella Hornets anche a New Orleans) ma andiamo a vedere come finirà nell’occasione.

Analisi

La partita

Hornets in gita a Salt Lake City.

I Jazz sono sicuramente squadra più completa in tutti i reparti e con un gioco di squadra di buona fattura hanno saputo esaltare le proprie caratteristiche.

Prima della gara si evidenzia la forza dei Jazz in alcuni particolari settori.

Dallo sfruttare i cm di Gobert dalle parti del ferro (mai trovata in serata una soluzione difensiva su di lui) a servire con ottimi movimenti senza palla e passaggi rapidi i propri tiratori ad arrivare a un approccio più fisico del match con buon movimento sulle linee di passaggio e pressione si è arrivati presto a un gap che ha decretato da inizio ripresa sostanzialmente un tempo di garbage time.

A salvarsi negli Hornets in serata c’è sicuramente Terry Rozier, seguito con molta fatica da Bridges mentre per quasi tutti gli altri è notte fonda.

Dimentichiamo questa serata sperando che a Phoenix si esca dal tunnel per riveder le stelle.

Jazz con le seguenti statistiche di squadra: 40 rimbalzi, 28 assist, 6 stoppate (5 di Gobert), 50,6% al tiro con il 42,9% da tre, 78,6% ai liberi e 15 TO.

Hornets a raffronto: 37 rimbalzi, 20 assist, 3 stoppate (2 di Bridges), 46,7% dal campo, 30,8% da tre, 73,7% ai liberi, 20 TO.

Starting five

Hornets con il seguente starting five: Rozier, Graham, Bridges, P.J. Washington e Biyombo.

Quin Snyder per i Jazz sceglieva invece: Mitchell (4 pt.), Ingles (11 pt.), Bogdanovic (16 pt.), O’Neale (7 pt.), Gobert (15 pt. +13 rimbalzi).

Dalla panchina per i Jazz: Clarkson 20 pt., Niang 15 pt. e Mudiay con 10 pt. in doppia cifra a testimonianza del gioco di squadra.

1° quarto:

Inizio un po’ problematico per Ingles che si liberava per l’appoggio ma lo falliva clamorosamente e poi commetteva fallo in contenimento su P.J..

Palla persa in area avversaria da Biz e schiacciata volante di Gobert che portava in vantaggio i Jazz molto attivi in difesa sulle linee di passaggio di Charlotte e aggressivi.

Da una palla recuperata nasceva il 3 contro uno ritardato da Rozier e salvato in deviazione oltre il fondo da Bridges all’ultimo istante.

A 10:29 Miles si notava anche in attacco in uno contro uno, spin sul post medio destro, gancetto al vetro e pareggio.

Bogdanovic mostrava perché i Jazz comandano in percentuale da tre puntimentre Rozier recuperava due punti a 9:07 appoggiando di sinistro oltre Gobert.

Charlotte passava avanti con la tripla di Bridges a 8:24 (7-5) ma si fermava successivamente in attacco mentre i Jazz si portavano avanti con Ingles dall’angolo destro e incrementavano il vantaggio con una dunk del loro centro prima che P.J. dalla lunetta riuscisse a metter due liberi a 6:48.

Il peggio però doveva ancora arrivare poiché i Jazz piazzavano un parziale di 0-12 iniziato con una schiacciata di Gobert servito da un semplice lob che evidenziava le difficoltà di Biyombo in marcatura, passando per la tripla di O’Neale ai 24 su assist da drive di Bogdanovic il quale colpiva da tre due volte per mandare la gara sul 9-22…

Hornets in netta difficoltà su ambo i lati del campo con Graham a metter dentro due punti dalla media per far arrivare anche Charlotte in doppia cifra a 2:51 ma anche Niang segnava da tre , Bogdanovic altri due e Mudiay lavorando per il proprio centro vedeva Gobert alla schiacciata rude in corsa per l’11-29.

Gobert stoppava Zeller, Williams faceva altrettanto con Mudiay e si arrivava al finale con l’arresto e tiro sulla corsa finita in area di Monk che fuori equilibrio sulla sirena chiudeva con due punti il quarto sul 13-29.

P.J. controlla Niang o si arrende? Foto ufficiale dalla pagina degli Charlotte Hornets.

2° quarto:

Charlotte provava a riaprire il match a inizio secondo periodo grazie all’assenza di Gobert e mentre P.J. da tre metteva dalla diagonale sinistra il tiro pesante, Zeller si avvantaggiava dell’assenza del centro titolare con un tocchetto su Bradley e Charlotte tornava sul -11 (18-29 dopo esser stata sotto di 18 ma anche la panchina di Snyder prendeva piede con un catch n’shoot da tre di Niang e sue punti di Clarkson mentre Mitchell, rimasto sul parquet, mancava il tiro ma a correggere in tap-in ci pensava Bradley per ripristinare i 18 di vantaggio messi in piedi nel primo quarto (18-36).

P.J. al vetro e Rozier in pull-up dalla media avevano una piccola reazione ma al terzo tentativo offensivo (seconda palla recuperata con Tucker a spedirla sulla schiena di Rozier per la rimessa laterale) i Jazz segnavano con Mitchell in entrata a 8:22.

Gancetto in post basso di Williams poi dunk di Tucker per i Jazz e step- back due di Rozier per Charlotte che anticipava la tripla di Mudiay da tre punti per un divario che lievitava a 17 punti (26-43) grazie a un movimento palla spedito dei nostri avversari.

Una stoppata presa da Marvin (Gobert sulla necessità di tirare ai 24 secondi) portava sul 2-9 i TO quindi la gara deragliava con Clarkson da tre, poi da due in correzione (vanificata la buona difesa di Martin su Mudiay) per il 27-48.

L’unico a dare segni evidenti di resilienza offensiva era Rozier che recuperava un rimbalzo per andare a prenderne un altro dopo la quarta stoppata di serata di Gobert (su P.J.) mettendo dentro da sotto a 4:14 il 29-48.

La nicchia di Clarkson dall’angolo sinistro era buona per la seconda volta per il 29-51quind a 3.36 entrava anche Batum ma a segnare provvedeva ancora Rozier a 3:12 che da tre provava a riavvicinarci a una parvenza di decenza.

-21 con un finale dove il rientro di Biz produceva la schiacciata per il 34-57 (assist di Graham) e 4 FT consecutivi segnati nell’ultimo minuto (36-59) per il -23 dopo 24 minuti (38-61).

3° quarto:

Utah muoveva il punteggio per prima anche nel secondo tempo con Bogdanovic da tre a 11:28 quindi Graham in floater portava i suoi punti a 4 (10:38) e Charlotte cercava di risalire ma dopo la stoppata di Bridges su Gobert, Graham da tre continuava la modalità “struggle” e su un cronometro resettato per non possesso dagli Hornets, il secondo possesso sulla stessa azione per i jazz scendeva a 5 secondi, tempo sufficiente per Bogdanovic in qualche maniera di tentar l’appoggio nonostante una deviazione di Rozier che finiva per commetter fallo allo scadere.

2/2 poi scambio internazionale da due punti Biz/Gobert ma dopo un ritocco di Rozier in lunetta 1/1 (fallo con la palla non in gioco) per il -25 (43-68) i Jazz, grazie a due triple consecutive di Ingles, giungevano sul larghissimo +33 a 6:34 (43-76), quindi, per fortuna degli Hornets, Rozier a 6:08 dava una mano a una squadra sterile con la tripla che lo mandava sul 6/11 dal campo a 15 pt..

Cody era stoppato sul tentativo d’appoggio dall’ombrello Gobert ma Bogdanovic spingeva un po’ lateralmente Miles sul recupero appoggio e il n° 0 dalla lunetta non tradiva.

Rozier in uno contro uno forzava il pull-up contro il 23 avversario avendo ragione e finalmente anche Charlotte toccava quota 50 passata ancora da Rozier con altri due punti a segno.

Dopo un ½ di Clarkson Bridges con un semigancio in corsa estendeva il parziale pro Hornets sull’11-1 ma Charlotte rimaneva disperatamente lontana sul 54-77 e mentre Charlotte mancava un paio di canestri Clarkson e Mudiay con due punti a testa spedivano oltre gli 80 i “Charms” (le maglie ricordano molto il packaging di quelle caramelle negli anni ’80/90).

Bacon splittava dalla lunetta, Niang da second chance era un cecchino implacabile in serata annichilendo Bacon il quale almeno in attacco ne metteva due da sotto prima di osservare il pick and roll di Zeller a 1:02 con fallo di Bradley.

Il two and one non si chiudeva perché Cody andava cortissimo dalla lunetta lasciando sul 60-84 la gara, Graham riusciva a deviar un pallone ma sulla partenza della transizione Monk non controllava lasciando “sbandare” la palla oltre il lato destro del campo e oltretutto un close-out timido dello stesso Malik consentiva una tripla più agevole a Mudiay.

Graham aveva uno dei pochi buoni spunti in serata offrendo la palla per andar a schiacciar di corsa a canestro con Zeller come terminale a realizzare gli ultimi due punti del quarto.

-25 dopo 36 minuto sul 62-87.

Devonte’ Graham in entrata. Per lui la cromoterapia con colori caldi ha prodotto effetti negativi. Foto tratta dalla pagina ufficiale degli Charlotte Hornets.

4° quarto:

Ovviamente era per regolamento che si andava a chiudere una partita dove gli Hornets sono sembrati inferiori in pressoché tutti gli aspetti del gioco ma Rozier comunque trovava ancora qualche perla personale quando passando Zeller puntava il canestro e rallentando apriva l’ala per l’appoggio acrobatico mettendo il tiro nonostante il contatto di Clarkson.

Two and one per il -22 poi una palla recuperata da Marvin non era finalizzata dallo stesso con il tiro pesante (run and gun mal consigliato)e Niang si confermava micidiale da tre facendo cifra tonda: 65-90.

Duello doppio (attacco e difesa) Zeller-Bradley vinto entrambe le volte dal secondo ea laltri esy two points di Mudiay a 10:11 per il 65-94.

Entrava a questo punto Willy Hernangomez, nota lieta del finale, che apriva subito il fuoco a 9:38 centrando il bersaglio con un lungo due tuttavia Niang e Clarkson da tre entrambi mandavano il match sul 69-100.

Tornava a farsi vedere Willy che con rapide finte spalle a canestro in post depistava il difensore alzando la parabola vincente anticipando il primo tiro della partita di Batum, un catch n’shoot 3 che finiva nella retina.

Charlotte nel confronto tra panchine (con i Jazz senza urgenze) recuperava qualche punto ancora con Willy in schiacciata per l’80-104, Bacon da tre a 2:36 per l’83-107 e ancora a 1:31 due FT di Willy per l’85-107.

A 1:09 Martin forniva a Willy un assist per la schiacciata quindi terminavano al gara Bacon con altri due punti e un Hernangomez benedetto dalla fortuna a :25.4, la sa tripla andava decisamente rivisitata in tecnica risultando lunga ma sul plexiglass sbatteva la palla per l’ossimoro dolce dei tre punti.

92-109, Charlotte riduceva un divario pesante nel finale ma la gara rimaneva da ricordare come a senso unico.

Le pagelle

Terry Rozier: 7

23 pt., 5 rimbalzi, 4 assist, 1 rubata. 9/14 FG (¾ da tre). -13 ma tanto cuore in attacco e impegno in difesa quando ad esempio contrasta nel secondo tempo Mudiay da due facendolo sbagliare e nonostante il close-out in salto non ferma Clarkson dall’angolo sinistro. Preciso da fuori, forza anche un pull-up che va a segno poi si svita in entrata con la sinistra su tocco di Clarkson per un two and one. Una bella partita, di quelle in solitaria, modello Kemba con il quasi nulla intorno. Sta trovando un buonissimo ritmo offensivo con i suoi tempi, sia caricando da tre ma anche per l’arresto e tiro o l’entrata dove inizia benissimo la gara depositando di sinistro senza paura oltre Gobert. In attacco ha “La Soluzione”, Fabri Fibra.

Devonte’ Graham: 4

4 pt., 2 rimbalzi, 5 assist, 1 rubata. 2/9 dal campo. 5 TO, 0/4 da fuori con tiri corti o imprecisi, un passaggio nel vuoto per Biyombo nel primo quarto mentre sul passaggio breve a Biz, sempre nel primo tempo, è bravo Mitchell a rubarla. Il dirimpettaio finisce stranamente basso a pari punti ma è magra consolazione. Graham gioca molti minuti in generale e sta vivendo un momento di appannamento che per ora lo sta ridimensionando nelle ultime gare. Deve tornare a credere in sé stesso, respirare profondamente, caricarsi ed esser più attivo perché il suo -29 è la testimonianza che si è sofferto son lui sul parquet nella notte. Pessima notte ma speriamo torni a fare il “Fenomeno”, Fabri Fibra.

Miles Bridges: 6

11 pt., 4 rimbalzi, 2 assist, 1 rubata, 2 stoppate. 4/8 dal campo. 5 TO, due falli. Pesano un po’ i TO, uno in attacco in palleggio dando una botta troppo accentuata al difensore sul contatto. Cerca comunque si dare il suo contributo e se da fuori non gli riesce, da due punti fa vedere un turnaround all’inizio e un fade-away nel finale che lo riabilitano un po’ a livello di capacità tecniche. Fatica ma ci prova nel marasma generale. Fa “L’essenziale”, Marco Mengoni.

P.J. Washington: 5

7 pt., 2 rimbalzi, 1 assist, 1 rubata. 2/5 dal campo, 3 TO, 4 falli. -17. In difficoltà difensiva a parte una bella tripla in attacco non incide pur rimanendo ai margini dell’offesa prendendo pochi tiri ma ci sono anche diversi falli e TO a testimoniare una serata nata storta un po’ preso in mezzo. Sovrappensiero, Bluvertigo.

Bismack Biyombo: 5,5

8 pt., 9 rimbalzi, 2 assist, 1 rubata. 2/5 dal campo, 4/4 FT. 4 falli, alcuni sulle ripartenze per evitare di esser pescato fuori posizione sulle transizioni. I Jazz muovono palla su pick and roll ma non solo e se la copertura sul doppio uomo qualche volta gli riesce faticosamente, altre volte si fa trovare in altre circostanze fuori posizione. Nel finale di primo tempo mette dentro 4 liberi su altrettanti tentati con buona mano e concentrazione e se servito sotto mette anche qualche dunk. Generoso ma non riesce a contenere Gobert facendo molto meglio di Zeller comunque. A TO vien dato a 0 ma un paio di palloni verso di lui avrebbe potuto recuperarli invece se si deve abbassare non ne conquista una… Vive nel pitturato nel bene e nel male: “Dentro alla scatola”, Mondo Marcio.

Dwayne Bacon: 4,5

8 pt., 1 rimbalzo. ¾ dal campo. -8. Quando conta non c’è. Si ritrova nel garbage time ma è magrissima consolazione. I close-out dovrebbero essere migliori e la buona percentuale non compensa una prova non solida. Era titolare a inizio annata, si è perso, ha trovato qualche buono spunto ma è ricaduto, bisogna che continui a lottare e allora: “Pedala”, Frankie hi-nrg mc.

Monk: 4

2 pt., 1 rimbalzo, 1 assist. ¼ dal campo in 13:11. Non un gran minutaggio ma sbaglia due triple e anche un appoggio piuttosto fattibile. Continua a stentare e nel secondo tempo, prima non controlla una palla facile sulla ripartenza in transizione e subito dopo riesce anche a fare un close-out talmente di facciata che non disturba minimamente il tiratore che infila la tripla… Altra prova che fa allontanare Malik dalle belle speranze per l’annata. Tutti i miei sbagli, Subsonica.

Cody Zeller: 4

6 pt., 1 rimbalzo. 3/9 FG, -10 in 16 minuti esatti. Una bella rim run dunk su assist di Graham poi sbaglia tantissimo da sotto, non riesce a prender rimbalzi e dopo aver iniziato bene contro Bradley finisce alla pari mentre contro Gobert non se ne parla nemmeno… Quello che non c’è, Afterhours.

Marvin Williams: 5,5

3 pt., 2 rimbalzi, 1 rubata, 1 stoppata. 1/3 FG, -20. Gioca con la maschera, non gli si può chieder molto, splitta un paio di liberi mette una pezza in stoppata in una gara comunque in sordina. Ruba un pallone ma poi va a finalizzare dall’altra parte troppo velocemente da fuori sbagliando (nel secondo tempo a gara comunque terminata in pratica). Speriamo torni a buoni livelli appena si sarà ripreso e non dovrà giocar mascherato. Un uomo è vivo, Frankie hi-nrg mc.

Cody Martin: 5

0 pt., 3 assist. Di buono nel finale un assist per Willy e no sfondamento subito, pr il resto al tiro è più che rivedibile e per una buona difesa che fa quando serve tende a naufragare anche lui. Al tiro è una di quelle “Sere nere”, Tiziano Ferro.

Nicolas Batum: 6

3 pt., 3 rimbalzi. 1/3 FG. Prende pochi tiri e quando ormai è garbage pieno anche se è vero che entra tardi in partita ma tende a non prendere da molto le proprie responsabilità in attacco. Mette la prima tripla con il primo tiro per il 74-100 e poi manca un paio di conclusioni. L’età dei figuranti, Caparezza.

Willy Hernangomez: 7

15 pt., 6 rimbalzi, 1 assist. 6/6 FG, +12. I centri di Charlotte si sono dimostrati inadeguati in serata, Willy in pochi minuti, seppur con una controparte non all’altezza, prende rimbalzi e mette tutto il possibile. L’iberico chiede strada e forse visti i risultati dei compagni sarebeb ora di affidargli anche qualche minuto, parere personale, perché non provarlo anche in PF per qualche scorcio di match? Un tiro dalla media ce l’ha… Determinato e baciato dalla fortuna anche sull’ultima tripla, la tabella gli regala la perfezione anche se è solo garbage time. Salirò, Daniele Silvestri.

Michael Kidd-Gilchrist: 6

2 pt., 1 rimbalzo, 1 assist. Voto politico in 8:21, un canestro e un tiro fallito ma sempre in un contesto surreale con una seconda scelta uscita di scena e probabilmente non più nei piani di Borrego per il modo offensivo di giocare di MKG ma ci sarà dell’altro sicuramente. Al 99,9% il suo prossimo futuro sarà lontano da Charlotte. Il ragazzone di Camden/Philadelphia probabilmente otterrà nell’annata solo minutaggi del genere in occasioni con ampi scarti che vista la forza del team, saranno più negativi che positivi dato che quando si vince si arriva sempre sul filo (come i inuti per MKG). Quello dei Delta V?

Coach James Borrego: 5

Squadra senza energia e giusto atteggiamento. I Jazz muovono palla con un collettivo senza grandissimi fenomeni riconosciutoi ma buoni, buonissimi giocatori e/o specialisti da tre e gli Hornets vanno in barca ma con Caronte, sin da subito in una serata infernale. “Ci vuole molto coraggio”, Ex Otago, per presentare una squadra del genere.

Game 40: Charlotte Hornets Vs Toronto Raptors 110-112 (OT)

Intro

C’è una partita da vincere e potrebbe essere l’occasione buona approfittando dei numerosi “caduti” nelle file di Toronto.

Fuori dal Varietà (canzone di Gianni Morandi), “In questo mondo che pare proprio ormai una palude” (a livello ambientale e morale), “Navi da guerra incrociano all’orizzonte” figurativamente parlando come da virgolettato nella sua canzone con i venti caldi che soffiano dall’America al teatro mediorientale, laddove il presidente Trump si è assunto la responsabilità d’essere il mandante di un barbaro assassinio del generale iraniano Qassem Soleimani come fosse una cosa del tutto normale.

La geopolitica e i loschi intrecci internazionali sono sempre esistiti dietro le quinte finché non sono caduti i regimi, qualcuno ha parlato o sono state scoperte e/o desecretate certe carte.

Gli iraniani, colpiti al cuore, non hanno messo molto a rispondere con un raid missilistico dai gialli contorni.

Siamo sull’orlo di una grave crisi e nell’era nucleare gli Stati sono consapevoli che potrebbe finir tutto premendo un pulsante come in Eve of Destruction, canzone tra l’altro utilizzata in uno dei momenti più significativi ed evocativi del vecchio telefilm Ralph Supermaxieroe o American Greatest Hero (in America).

Parlare di varietà sembra quasi superfluo ma cerchiamo di vedere la parte bella che ci offre l’America con il suo basket anche se troppo spesso sui parquet NBA l’ingerenza e la commistione con le forze armate è fastidiosamente evidente e dovrebbe restare fuori dal mio punto di vista poiché troppo spesso il patriottismo è confuso con la giustificazione a ingerenze militaristiche in altre nazioni.

A Charlotte gli unici missili che vorrei vedere saranno quelli di Rozier, Graham, P.J. & soci per vincer questa partita e spezzare la serie negativa di 4 sconfitte casalinghe.

Un po’ di statistiche generali pre-partita.

Analisi

Occasione d’oro gettata al vento da Charlotte che non sfrutta le assenze nelle fila dei Raptors.

Tutti assenti questi giocatori a Toronto nel’occasione.

Dopo un parziale di 16-0 che gira la frittata ecco i 10 punti di vantaggio (95-85) a 5:55 dalla fine dopo uno step-back 3 di Rozier su Ibaka.

Charlotte non sa gestire al meglio il vantaggio con una selezione di tiri affrettata o con una circolazione non ideale e va sotto a 17 secondi dalla fine con l’entrata di Lowry su Biyombo, pareggia, perché con un libero da penalità Ibaka commetteva fallo su P.J. trattenendo la canotta prima che Rozier rimettesse in gioco e mancava il tiro vittoria con il runner di Graham.

Al supplementare Rozier trascinava la squadra ma su una sua tripla mancata l’azione si sviluppava in transizione per i Raptors e sul contatto Rozier/Ibaka gli arbitri vedevano un fallo del primo.

Il n° 9 in lunetta sceglieva il momento giusto per metter dentro i suoi primi due liberi del match (0/3 in precedenza) e a Charlotte rimanevano secondi da contare su una mano: :05.1.

Fallo di Lowry da sfruttare pre-bonus e clessidra a :03.3.

Palla a Rozier che ben marcato da Davis tentava la tripla della vittoria ma come a Cleveland non c’era nulla da fare e gli Hornets inanellavano la quinta sconfitta interna.

A venire a mancare tra i singoli Graham che è mancato parecchio nei momenti decisivi e ha tirato con percentuali dello scorso anno, bene invece Bridges al record di triple personali (6) e lo stesso Rozier, generoso su ambo i fronti.

Charlotte è rimasta avanti a rimbalzo 50-46, nelle percentuali al tiro da tre (40,5% vs 38,9%), ai liberi (19/26 73,1% vs 14/20 70,0%) ma è finita sotto nel secondo tempo negli assist (16-16 nel primo, 30-34 finali) e al tiro dal campo (44,2% vs 44,7% quando nel primo tempo gli Hornets facevano registrare un 55,9% nonostante i 5 pt. di svantaggio) ma soprattutto nei TO, alla fine abbastanza penalizzanti (17 vs 10).

93 pt. dei 112 Raptors sono stati segnati dai titolari o titolari improvvisati che non hanno fatto rimpiangere gli assenti mentre Charlotte ha ricavato dal suo quintetto iniziale 82 pt. e a poco è servita la cavalcata da 16-0 grazie anche alla panchina che aveva ribaltato la situazione a cavallo tra il terzo e il quarto periodo.

La partita

Starting five

Toronto con: Lowry (15 pt. +9 assist), Terence Davis (23 pt. + 11 rimbalzi), McCaw (13 pt. +11 assist), Anunoby (19 pt.) e Ibaka (23 pt. +11 rimbalzi).

Dalla panchina Hollis-Jefferson chiuderà con 8 punti come Matt Thomas.

Hornets con il solito starting five: Rozier, Graham, Bridges, P.J. Washington e Biyombo.

1° quarto:

Toronto aveva la prima occasione ma Anunoby dopo un buon movimento in area non toccava precisamente ed era Bridges sull’altro fronte con un post in area a effettuare un mezzo giro con appoggio per portare su 2-0 la partita.

Toronto rispondeva con un tap-in di Ibaka e il vantaggio di Anunoby in transizione ad attaccare Bridges.

A 10:21 Graham, lanciatosi in area era abbattuto dalla classica mazzata modello passaggio a livello, così la nostra guardia pareggiava dalla lunetta.

Ibaka raddoppiato sotto canestro mancava l’appoggio ma dalla rimessa dal fondo nasceva il lungo due di McCaw dall’angolo.

A 9:12 Graham sorpassava a mezzo tripla con finta su McCaw e tiro sul close-out di T. Davis (7-6), quindi Bridges seguiva il compagno con la tripla (anche se dalla destra) per il 10-6.

P.J. in post basso contro il piccolo sfruttava l’appoggio in mismatch per il +6 e Graham in crossover andando sulla top of the key sparava la bomba vincente del 15-6.

La reazione dei Raptors portava al 15-10 prima che un passaggio aereo di Graham raggiungesse Biyombo in corsa nel pitturato tra quattro difensori ai quali non lasciava scampo andando in fluida e potente bimane appesa per il 17-10 a 6:33.

Gli Hornets smarrivano la fase offensiva e la squadra di Nurse recuperava due punti dalla lunetta, il gancetto di Zeller era respinto da Ibaka in goaltending ma era l’ultimo sussulto per un po’ tanto che i canadesi a 5:43 mettevano dentro una dunk aggressiva a una mano con T. Davis più FT per spinta di Zeller e Hollis-Jefferson da sotto riduceva lo scarto a due punti.

Non si fermavano i Raptors che scavalcavano con la tripla di T. Davis e ingranavano dalla lunetta a 4:02 con un 3/3 di Lowry per pessimo fallo di Monk fuori tempo (19-23).

Sul giro palla offensivo finalmente Monk trovava un corridoio da percorrere per chiudere da Dio della schiacciata lanciata a una mano a 3:42 quindi dopo un errore di bacon, Zeller recuperava palla e Bridges capitalizzava da tre punti controsorpassando (24-23) i canadesi a 3:06.

Dalla lunetta Hollis-Jefferson con due liberi a segno girava la partita pro Raptors, poi la stoppata su Monk di Boucher e il conseguente fallo su Davis in partenza portavano a due liberi e l’allungo sul +3 per gli ospiti.

Per fortuna l’ingresso di Thomas era slow con un tiro mancato e seguente stoppata rimediata da Bridges così in attacco a 1:32 Zeller rimediava due liberi per accorciare sul -1, trampolino per il sorpasso firmato Bridges dall’angolo sinistro (29-27) con un preciso colpo che lo mandava a 11 punti.

Bacon in entrata segnava in mezzo a tre difensori ma mancava l’addizionale e sulla sirena Thomas con il banker in corsa ritoccava sul 31-29 il punteggio del primo quarto.

Miles in buona serata nel primo tempo. Foto tratta dalla pagina ufficiale degli Charlotte Hornets.

2° quarto:

Bridges, in stato di grazia, apriva il quarto a 11:28 con i fuochi d’artificio ancora dalla sua mattonella con un’altra tripla e McCaw rispondeva in appoggio riducendo il gap sul -3 (34-31) prima che Rozier provasse a imitare il compagno dallo stesso punto ottenendo una palla a due dopo aver incastrato la spicchiata tra plexiglass e ferro arancio.

Biz portava il rimbalzo dalla nostra parte e Rozier ci riprovava senza fortuna così McCaw con un frontale da tre su bacon incidentava la partita sul 34 pari.

Bridges per una volta non funzionava da fuori ma il tap-out di Biz portava alla scorribanda di Monk lesto al runner per il +2.

Altro pari di McCaw con l’arcobaleno su Biz ma Miles batteva il suo record da tre punti in carriera trasformando in oro il pallone da oltre l’arco.

Monk si faceva intercettare un passaggio verticale e sulla transizione Thomas da tre non lasciava scampo riagguantando la parità sul 39-39.

Rozier dalla destra con finta (prima verso il fondo e poi verso la metà campo), faceva saltar gli avversari e infilando due triple consecutive realizzava il +6 ma Boucher e Thomas da fuori con altrettante triple non impiegavano molto tempo per recuperare la parità perduta (45-45).

Bacon in appoggio di destra oltre Ibaka anticipava due FT per P.J. (Lowry foul) e la transizione di Rozier con appoggio artistico in mezzo reverse a protezione per il 51-45.

L’attacco di Charlotte si perdeva una volta ancora e i Raptors trovavano una mattonella dalla diagonale destra oltre l’arco: Anunoby oltre P.J. accorciava, Lowry da tre a 3:30 agganciava sul 51-51 il match ma non bastava perché McCaw con il passaggio lungo linea serviva Ibaka che si avvitava schiacciano sull’altro lato del ferro dopo aver battuto P.J.

Anunoby con la dunk in corsa completava il parziale di 10-0 Raptors interrotto da due liberi di Zeller e da P.J. di sinistro per il nuovo stallo sul 55 pari.

Una correzione volante di McCaw ed era subito vantaggio ospite e per un fallo sull’uscita dal blocco di Bacon Lowry andava in lunetta mancando il primo libero dei Raptors che allungavano comunque di uno per chiudere con altri punti dello stesso Lowry e lanciarsi negli spogliatoi sul +5 (55-60).

3° quarto:

Charlotte cercava di rientrare subito in partita con un taglio di Bridges sulla linea di fondo e conseguente schiacciata e dopo la stoppata ricevuta da Anunoby per opera di P.J. Washington ecco arrivare l’”Oh, Miles!”, tipica esclamazione d’incredulità all’ennesima tripla sganciata dall’angolo sinistro da Bridges per il recupero totale (60-60).

L’elastico tra i team però si allungava a 2 con il jumper di Ibaka che stoppava Biz e proponendosi per la tripla portava sul +5 nuovamente il divario tra i team.

A 9:28 Miles si scatenava in schiacciata e un pull-up di Rozier dalla media diagonale sinistra valeva il -1.

Un rimbalzo offensivo regalato ad Anunoby portava a due easy point il numero 3 ospite che da sotto ne metteva altri due facendo chiamare a Borrego un time-out a 7:16 sul nuovo -5.

Charlotte andava nettamente in difficoltà e lo stesso Anunoby con una tripla ai 24 dalla destra nonostante la buona difesa di Miles realizzava il 65-74 ma Ibaka aggravava la situazione a 5:24facendo scappare sul +11 quelli dalla foglia d’acero.

Cody con spostamento laterale da tre ci provava improbabilmente ma prendendo il suo rimbalzo ci riprovava da due, nulla da fare ma ecco spuntare alla correzione potente Bridges per spezzare la corsa avversaria.

Su una transizione Hornets Davis rimediava con il fallo su Rozier per l’alley.

Un punto guadagnato me i Raptors provavano nuovamente a staccarsi quando Ibaka stoppava Rozier e Davis capitalizzava in contropiede per il 68-80.Zeller metteva dentro 4 punti di fila e a 2:44 Nurse andava in time-out sul 72-80.

Hollis-Jefferson per la doppia cifra ma Charlotte strappava una splendida palla con Bacon che virava verso il canestro avversario con Monk a ottenere un 2+1 in transizione.

Mancato il libero era Zeller a recuperare il rimbalzo ottenendo un secondo più tardi (1:03) due liberi per fallo di Boucher.

2/2 e sull’onda del buon momento altra transizione con dunk paurosa di P.J. per il 10-2 run e il -4.

Un lancio del peso da oltre l’arco di Hollis-Jefferson non era quello che voleva coach Nurse, e sulla sirena Bacon avvicinava sensibilmente con il jumper dalla diagonale destra con la tripla i Calabroni (81-82).

Bacon, autor della tripla sulla sireana del terzo quarto. Foto tratta dalla pagina ufficiale degli Charlotte Hornets.

4° quarto:

Thomas era stoppato da Monk, ma P.J. da Boucher, tuttavia segnava due liberi Rozier per il vantaggio sull’83-82 e a 10:27 Zeller tapinava l’incursione sul ferro di Rozier.

Un lancio di Rozier da tre punti dalla diagonale sinistra a 9:51 valeva il +6 grazie a una cavalcata di 16-0…

Thomas falliva la tripla ma Ibaka al secondo tentativo da sotto si correggeva segnando il primo canestro dei Raptors nel quarto.

Passaggio corto lungo linea di P.J. e appoggio di Biz ad altezza ferro con gli Hornets a quota 90 che beneficiavano a 6:57 di due FT mancati da Ibaka.

Biz dall’altra parte invece guadagnava un punto dalla lunetta nello scambio e dopo la stoppata difensiva su Davis imperiosamente saliva in cielo a prender il rimbalzo sul tiro out of range del lungo n° 9 canadese.

Graham da tre stentava ancora, Biz con un tap-out che ricordava uno schiaffo di Bud Spencer dava una seconda occasione ai suoi e Rozier a 5:55 con la tripla ignorante da step-back su Ibaka provava a cristallizzare il vantaggio sul +10.

Charlotte però cedeva poco a poco concedendo subito una second chance che Toronto sfruttava con la tripla dall’angolo sinistro messa da Anunoby.

Monk mancava un libero su due a 5.15 e Ibaka ne piazzava due in jumper riducendo lo scarto a 6 pt (95-89).

Miles sparava troppo velocemente dall’angolo e Ibaka sull’altro fronte metteva il tiro con possibilità di and one ma mancando ancora il bersaglio finiva sullo 0/3 in lunetta.

Dopo tanti tentativi a vuoto delle due squadre, il giro di palla dei Raptors funzionava con Lowry libero per la granata del -1 a 2:56.

Tutto da fare per Charlotte risucchiata nel gorgo dal talento di un paio di giocatori.

Ci provava nel pitturato P.J. che girandosi era contrastato di fisico da McCaw.

Two and one e Hornets sul +4 (98-94).

Ibaka in correzione su Zeller e P.J. per il -2 andava a17 pt. e 10 rimbalzi poi in bonus a 1:20 P.J. mancava uno dei due liberi e Anunoby fintando la tripla del pareggio partiva per la tangente chiudendo a 1:07 in schiacciata per il 99-98.

Rozier ai 24 era costretto a tirar con la palla sui ferri e Lowry a 17 secondi dalla fine batteva in infilata un Biz troppo lento per restargli davanti con P.J. laterale che non provava a intervenire.

Il sorpasso al fotofinish mandava in difficoltà e in time-out Charlotte che otteneva però un libero omaggio per la vistosa trattenuta di Ibaka su P.J. Washington.

Incaricato del tiro Rozier che pareggiava.

Rimessa in campo con scenario modificato e più tranquillità per Charlotte che affidava a Graham il pallone.

Sfera congelata, partenza, dribbling e in area rilascio di un floater non efficace spentosi corto sul primo ferro.

Si finiva all’OT…

OT:

Partiva subito meglio Toronto che dopo l’invasione di Rozier sulla palla a due segnava in area con Ibaka grazie a un pump fake.

Graham era irriconoscibile e si faceva intercettar facilmente un passaggio in angolo da McCaw che correndo in contropiede non si accorgeva dell’ostinato e veloce recupero da dietro di Rozier che allungando la mano rubava la palla e invertendo la rotta dava la possibilità a Graham finalmente di metter dentro una tripla a 4:12.

103-102 e left hand scoop di Rozier, molto hot.

Davis purtroppo per i Raptors indovinava due triple portando sopra la squadra rossastra a 2.36.

A 2:15 arrivava la catapulta di Rozier da destra per tre punti macigno (108-108).

Era ancora Rozier nella nostra area a recuperare la sfera non trattenuta da Ibaka ma Graham in attacco falliva l’opportunità del reverse layup e Ibaka pescato sotto come rollante da un bound pass schiacciava il +2 ospite.

Rozier si incaricava di chiudere al ferro dopo aver messo in difficoltà tutta la difesa e aver battuto per ultimo Ibaka.

Su un contatto Graham/Rozier dove non c’era nulla, né sfondamento né fallo di Graham arrivavano due liberi per il play di Toronto che falliva incredibilmente dalla linea della carità le proprie opportunità salvando Charlotte a :35.5.

Charlotte ci metteva troppo ad attaccare e Rozier era costretto a poco dai 24 a tirare oltre Rozier, palla che schizzava via dopo aver toccato il ferro e la mano di Anunoby che deviando la sfera la toglieva dalla disponibilità di Zeller, Davis in transizione provava a servire Ibaka, Rozier generosamente deviava palla in allungo ma la ball rimaneva nell’area di Ibaka che virando su Rozier appena oltre il semicerchio antisfondamento trovava un controverso contatto interpretato dalla terna come fallo del nostro numero 3 travolto e non in possesso di palla.

Il numero 9 dopo aver fallito le precedenti occasioni trovava il miglior momento per affondare due liberi e Charlotte rimaneva a :05.1 sul -2.

Borrego giocava l’ultimo time-out, Lowry l’ultimo fallo prima del bonus accorciando la sabbia del tempo a :03.3.

Palla a Rozier con poco da giocare e tentativo di tripla su Davis che facendo buona guardia non dava la possibilità a Rozier di un tiro miracoloso che ribaltasse la gara e Charlotte sul filo finiva per incassare anche la quinta sconfitta casalinga.

Le pagelle

Terry Rozier: 7

27 pt., 3 assist, 3 rubate. 9/24 (5/14 da tre). 4 falli, +1. Inizio non brillante dove sbaglia diversi tiri in attacco poi nell’ultimo quarto e nel supplementare prova a tenerci in partita in attacco ma anche in difesa dove si esaurisce correndo dietro a ogni avversario ottenendo un paio di recuperi e un fallo contro, dubbio. Purtroppo non mette le ultime due difficili triple, non sempre se non gli si costruisce qualcosa di buono intorno può mettere tiri in isolamento o in uno contro uno come quello splendido contro Ibaka del +10 un po’ “ignorantemente” alla Basile nell’ultimo quarto. Buona prestazione ma non basta per vincere. Nervoso nel finale ha un battibecco con accenno di rissa con Davis II.

Devonte’ Graham: 4,5

11 pt., 5 rimbalzi, 6 assist. 3/15 (3/9), 3 TO, -15. Fossero state cifre dello scorso anno avrei messo la firma ma dopo il boom iniziale Devonte’ sta iniziando a steccar qualche gara. Mette su in piedi cifre decenti ma se già iniziamo a guardare quanti tiri ha impiegato per superare la doppia cifra e quanti ne ha messi da due… oltretutto dopo la classica partenza per far giocare i compagni ottiene l’unico buon momento con la tripla nell’OT ma nei regolamentari manca il tiro vittorie e nei supplementari regala palla a McCaw e va a mancare un layup in un momento chiave. Non è per nulla clutch in serata eppure c’era l’occasione per esserlo.

Miles Bridges: 7

26 pt., 9 rimbalzi, 1 assist, 1 rubata, 1 stoppata. 10/15, -7 in +/-. Record personale nelle bombe realizzate, ben 6/9. Si ritaglia dagli angoli il suo spazio per colpire e in serata ha buona mano, specialmente nel primo tempo, poi va a prendersi tiri affrettati nel finale e i Raptors rimontano anche con i suoi errori. Nonostante ciò una buona difesa e una discreta serata complessivamente incorniciata da un paio di dunk di rilievo però inficiata dagli errori nel finale che gli tolgono un mezzo punto almeno.

P.J. Washington: 6,5

12 pt., 12 rimbalzi, 6 assist, 2 stoppate. 4/7, -1. Doppia doppia per P.J. che lotta lì in mezzo e ottiene buoni canestri. Segnando anche un and one o chiudendo con la schiacciata appesa una transizione. Peccato per un libero mancato nel finale ma ottiene quello che trasforma Rozier per il 100 pari poi viene un po’ ignorato. In difesa nel finale di gara non riesce a impedire a Ibaka i rimbalzi vincenti ma ne prende comunque parecchi.

Bismack Biyombo: 6

6 pt., 7 rimbalzi, 3 assist, 2 stoppate. 4 falli e 4 TO. -14. Sulla falsa riga della precedente, generoso ma incompleto quando Lowry dimostra la sua lentezza battendolo per il sorpasso nel finale dei regolamentari. Prima aveva avuto una fiammata tra rimbalzi, stoppate, tap-out e punti ma nel finale esce lasciando posto a Zeller.

Malik Monk: 6,5

7 pt., 5 rimbalzi, 7 assist, 1 stoppata.3/8 dal campo. +12. Un po’ meglio dal punto di vista realizzativo con una dunk dal punto esclamativo. Come Zeller beneficia del momento di parziale da 16-0 degli Hornets iniziano tra l’altro il quarto, l’ultimo, con una stoppata su Thomas. Può fare anche meglio.

Cody Zeller: 6

14 pt., 8 rimbalzi, 2 assist. 4/9 dal campo, 6/6 ai liberi. +11. Inizia la rimonta quando gli Hornets nel terzo quarto sembravano disperati e si rende parecchio utile con i suoi tap-in. Qualcosa la manca indubbiamente ma recupera anche importanti FT che mette tutti a segno. Nel finale non incide lasciando qualcosa a Ibaka e soci.

Dwayne Bacon: 6,5

7 pt., 4 rimbalzi, 2 assist, 1 rubata. ¾ dal campo, +3. Buoni alcuni suoi canestri, un paio: uno in entrata nel traffico o battendo Ibaka di dx con l’appoggio e una rubata in virata rifiutando d’arrendersi e poi la tripla fil di sirena nel terzo quarto per il -1. 25:14 sul parquet per lui e un buon minutaggio ritrovato grazie anche al minor impiego numerico di uomini dalla panca per Borrego.

Coach James Borrego: 5,5

Mi convince poco la scelta di Zeller nel finale anche se il momento precedente era stato buono. Si paga un po’ di fisicità. Per il resto la partita si poteva anche portare a casa ma i Raptors rimasti sono bastati a metter in campo una difesa che nei momenti finali ha spinto Charlotte a doversi giocar tutto alle ultime azioni nonostante un +10 a meno di metà tempo alla fine rei regolamentari. Questa gara si sarebbe potuta vincere ma nonostante alcuni buoni minuti di gioco fatto di passaggi nel primo tempo la squadra pare più tesa nei momenti finali e sulla pressione avversaria gioca molto meno la palla che in staticità o su incursioni uno contro tre o quattro favorisce la difesa.

Game 39: Charlotte Hornets Vs Indiana Pacers 104-115

Intro

Empedocle (484-421) di Agrigento, “democratico” contro gli aristocratici.

Gira con mantello di porpora e secondo lui la natura è governata dai classici 4 elementi: Acqua, Aria, Terra e Fuoco ripresi anche da altre filosofie, dallo zodiaco e da alcuni giochi (ad esempio Hero Quest con le sue carte) a loro volta governati da Amore e Odio.

Contesa, conflitto e armonia mescolano le cose e generano l’universo.

Per lui l’assenza di vita erano l’odio e l’amore mentre nello scontro amore e odio la vita prendeva forma.

Nell’universo NBA trovare la giusta chimica è importantissimo e gli Hornets hanno iniziato benissimo l’anno, ora tentano di battere ancora i Pacers in casa, impresa riuscita nel primo confronto tra le due squadre, proprio all’Alveare mentre la seconda partita a Indianapolis fu vinta nettamente dai bianco-gialloblu.

Il ritorno a ottimi livelli di Rozier e Graham (eroe del primo match di Regular season) potrebbe mettere in difficoltà una squadra costruita in forma superiore alla nostra ma come ogni tanto ricordo, i Calabroni non lo sanno e continuano a volare (semicit. Sikorskij)…

Prima della partita, ecco alcuni dati…

Analisi

Charlotte inizia con gran voglia e fisicità il match.

Nel primo quarto l’attacco è fluido e si va a riposar due minuti sul +2 poi le difese chiudono ancora meglio e il basso punteggio all’intervallo (44-42) racconta che sono ancora i Calabroni a rimaner avanti di due punti.

Il match si risolve dopo pochi minuti del terzo quarto quando la slow start degli Hornets e la vena di T.J. Warren che entra nel periodo on-fire, creano, insieme all’aggressività di Sabonis e soci, il divario che i Calabroni non riusciranno più a colmare.

Il 21-37 di parziale nel quarto con un 8-24 nel pitturato, racconta che la sperimentazione di Borrego di un paio di quintetti troppo squilibrati non ha funzionato, in difesa, dove l’aggressività dei Pacers ha fatto la differenza e in attacco con scarsa precisione e forza.

In difesa poi, fermare l’ala dei Pacers è sembrata utopia poi anche nell’ultimo periodo quando ci hanno provato a turno vari difensori senza riuscirci.

Così gli uomini di McMillan, più attrezzati, hanno trovato i colpi per non farsi risucchiare nel gorgo di un convulso finale vincendo all’Alveare, troppo spesso saccheggiato negli ultimi match pensando a 4 sconfitte consecutive: Jazz, Thunder, Celtics e quella odierna.

Charlotte ferma a due la propria striscia vincente andando a sfidare Toronto nella prossima partita casalinga sperando di rompere il sortilegio casalingo.

Statistiche squadre:

CHA: 38 rimbalzi, 21 assist, 45,7% FG%, 33,3% 3FG%, 90,9% FT (20/22), 11 TO.

IND: 43 rimbalzi, 31 assist, 52,8% FG%, 38,5% 3FG%, 78,6% FT (11/14), 10 TO.

La partita

Starting five

Indiana mandava sul parquet: Aaron Holiday ( 3 pt.), Lamb (11 pt. +10 rimbalzi), T.J. Warren (36 pt.), Sabonis (18 pt. +12 rimbalzi) e Turner (15 pt. + 9 rimbalzi).

9 i punti di Justin Holiday dalla panchina, 8 quelli di McDermott e 7 quelli di McConnell.

Rozier, Graham, Bridges, P.J. Washington e Biyombo erano i nostri 5 Charlotte Hornets titolari sul parquet da subito.

1° quarto:

Partiva in maniera strana la partita con Biyombo molto aggressivo sulla palla a due che invadendo lo spazio avversario colpiva involontariamente in faccia Turner.

Rimessa in gioco Indy e Biz tenendo su Sabonis in avvicinamento cadeva dopo esser stato contrastato a rimbalzo.

Rimessa dal fondo per Indy e Holiday a 11:35 metteva dentro da tre mentre 20 secondi più tardi un passaggio di Graham raggiungendo Biyombo era usato dal congolese per una bimane.

Dopo diversi errori da fuori l’ex Lamb centrava il bersaglio da oltre l’arco mentre i Calabroni ne recuperavano due con Rozier che buttandosi dentro trovava il contatto affondando due FT a 9:36 per il 4-6.

Una transizione due Vs uno (persa Graham) portava Sabonis alla schiacciata ma un perfetto tiro frontale di Miles dalla top of the key faceva rientrare Charlotte sul -1.

Turner con mezzi giri dal post basso destro riusciva a batter la difesa di P.J. che si rifaceva andando di fisico ad appoggiare di sinistra in corsa oltre Sabonis.

Ancora Turner da sotto sempre dal post basso destro, questa volta in avvicinamento battendo di fisico P.J. per il 9-12.

Gli Hornets mancavano alcune occasioni comprese due di Biyombo (stoppata e hook storto) che il centro si era guadagnato con due rimbalzi aggressivi ma a 6:01, dopo l’entrata di Zeller, il blocco del bianco favoriva la tripla veloce di Graham per il pareggio.

T.J. Warren sparava una tripla sui ferri ma sull’azione successiva nessuno fermava la sua entrata frontale.

Cody a 5:03 non si faceva pregare per la tripla sulla zona di Indy e funzionava cosicché i Calabroni passavano in vantaggio per la prima volta in partita.

Graham in corsa scaricava corto a Zeller che attendeva poco per salire ad appoggiar il 17-14.

A 3:47 P.J. stoppava Lamb, goaltending, dubbio ma probabilmente correttamente assegnato a Indy.

Una left hand penetration di Graham e a 3.24 McMillan chiamava time-out sul 19-16 CHA.

Due rimbalzi offensivi concessi a Indy e alla fine al terzo tentativo la squadra in maglia bianca andava a segno con T.J. Warren in forzato reverse layup.

Canestro di Rozier a 2:41 (in netto goaltending Turner) clamorosamente non dato per buono dalla terna così l’elbow jumper di Bitadze (2:19) riportava avanti beffardamente gli ospiti.

A 1:57, in uscita verticale Monk agguantava il passaggio laterale di Rozier ed esplodeva la tripla fiduciosa per il controsorpasso quindi un fing and roll di sinistra di Rozier lanciava la squadra di Borrego sul 24-20.

Un bad pass di Bitadze all’indietro per nessuno ed era TO, quindi a 1:11 arrivava l’improvvisa rim run di Cody a una mano che flessciava tutta la difesa bianca.

McDermott in back-door con il layup accorciava ma Cody con l’euro step batteva Bitadze che lo affrontava con la spinta sul petto.

FT e 29-22, peccato che nel finale J. Holiday calasse la tripla e Sumner schiacciasse a poco più di un secondo dalla sirena per il 29-27.

Un’azione dei Pacers nel primo quarto mentre scorrono le statistiche di Graham in stagione.

2° quarto:

La difesa delle due squadre faceva da padrona nella seconda frazione e ci volevano un minuto e otto secondi prima che Rozier con la tripla dalla diagonale destra aprisse le danze.

Holiday da tre rispondeva per il 32-30 fino a che Sabonis, riconoscendo la forzatura di Biz (fuori posizione), non rollava dentro per agganciare e depositare. Il pari.

McDermott da tre non funzionava, Sabonis conquistava il rimbalzo, una manata di Graham sulla palla faceva carambolare su di lui a palla che si perdeva sul fondo ma la terna non assegnava né un eventuale fallo né la rimessa per Charlotte destinandola, sbagliando a Indy.

Fischi per lo sfondamento (molto dubbio) chiamato a Miles e McConnell dala destra pescava la tripla del nuovo vantaggio.

Dopo qualche errore e buona chiusura, Sabonis dalla lunetta splittava portando oltre il singolo vantaggio i Battistrada.

P.J. da destra con l’hook mandava a sbatter la palla sul primo ferro che aiutava per il -2 poi Biz mancava il tiro ma spuntava Martin nel mezzo della mischia del pitturato a correggere bucando i Pneumatici.

Reverse layup alto (piuttosto free) per McConnell e pari di Rozier che protetto da Biz andava per la scorribanda sino al ferro con il fing and roll per il 38-38.

Nuovo vantaggio ospite, Sabonis per il +4 quindi Bridges in atletica correzione sulla tripla sull’anello di Rozier e pari di P.J. in appoggio al plexigalss fino all’ultimo canestro del primo tempo con Graham che pescando Zeller in corsa (passaggio schiacciato) lo vedeva avvitarsi oltre Turner per chiudere in caduta e in reverse.

44-42, peccato per il libero mancato ma i Calabroni tornavano negli spogliatoi con due punti di vantaggio.

3° quarto:

La squadra di MJ rovinava il buon primo tempo con un quarto sciagurato nonostante Rozier dalla lunetta allungasse di un punto a 11:46 per tre secondi difensivi in are di Turner.

Un passaggio pessimo basso di Biz innescava la transizione chiusa da T.J. Warren da sotto.

Miles, ottenendo due FT a 10:21 dopo un ottimo movimento, riusciva a restituire il + ma a 10:02 su una palla a metà tra i difensori Hornets (P.J. e Miles) e T.J. Turner, il Pacer aveva la meglio subendo fallo sul tiro dalla media per il two and one del pareggio.

Ancora T.J. Si dimostrava una vera spina nel fianco andando in transizione a cercar di chiudere ma la spinta di Bridges che lo faceva rotolare oltre il dovuto rallentava solo il processo di sorpasso ai libri (47-49).

Rozier dalla diagonale sinistra centrava il bersaglio per il 50-49 a 9:32 ma ancora due punti di T.J. Warren più i due dell’ex Lamb a 8:48 consentivano ai Pacers di lanciarsi sul 50-53.

Miles, sulla baseline sinistra lottava di fisico con Lamb battendolo con un piccolo arcobaleno.

I Pacers si lanciavano mentre gli Hornets non riuscivano più a rispondere: T.J. Warren realizzava il 52-57, Sabonis, sfruttando una corta deviazione volante orizzontale di Turner ne aggiungeva altri due prima di una buona entrata di Bacon che inframezzava solamente i canestri avversari (Sabonis dunk su passaggio di Holiday, ancora Sabonis con un 2/2 ai liberi per il bonus).

Graham tentava di ridare senso al match in entrata con lo scoop, un top shot ma Turner, nonostante la bellezza del gesto di Devonte’ colpiva da tre dal lato destro e contava di più, tanto che i Pacers andando sul +10 cominciavano a involarsi (56-66 a 4:56).

Altro TO di Charlotte con Graham (5-0 nel quarto con uno 0-6 nello sfruttare queste palle perse).

Lamb raccoglieva nel paniere un air-ball segnando in reverse layup e T.J. Warren, sempre lui, dalla linea di fondo destra metteva altri due punti per il 56-70.

Rientrava sul parquet Rozier, bravo a segnar subito da fuori tuttavia un posizionato McDermott cecchinava dall’angolo.

Bacon rispondeva in entrata con l’appoggio per il two and one (fallo di Turner) ma il centro da sotto recuperava due punti per il 62-75.

Turner tirava in corsa fuori equilibrio sul contatto con Cody infilando il cesto comunque portando il parziale punti in area del quarto sull’8-22 mentre nel finale Bridges colpiva da tre punti e Sumner, quasi allo scadere del tempo batteva Monk in avvicinamento per il 65-79.

Borrego preoccupato nell’ultimo quarto.

4° quarto:

Diverse emozioni nell’ultimo quarto con gli Hornets e il loro spirito di rimonta ma non c’era nulla da fare, i Pacers avevano i numeri per tenere distante la squadra di Borrego che apriva con l’appoggio di Bridges ma J. Holiday da tre dalla diagonale destra era già una prima risposta.

L’appoggio di Martin e il canestro di Bridge erano parzialmente coperti dai due punti di Sumner in transizione in un due Vs due.

J. Holiday prendeva un doppio tecnico per reiterate proteste e andava ad accomodarsi fuori a 9:45 mentre Rozier in lunetta accorciava le distanze di un paio di punti.

Era sempre l’ex Celtics a 9:30 a metter un long two con step back per il -9 (75-84).

Rozier arrivava a 22 punti con il canestro del 79-87 in fade-away dalla baseline destra.

Rispondeva T.J. Warren con il tiro du Bacon a ai due libri di Rozier la replica era affidata a McDermott che da te affondava il colpo.

Ancora due FT per Rozier a segno e replica nelle mani di T.J. Warren abile a batter anche Zeller per l’83-98.

Il rientro di Graham valeva due punti per il nostro numero 4 ma T.J. Warren segnava anche contro Cody Martin…

Non rischiavano i Pacers anche se colpiti da Graham per il 95-106 (tiro da oltre l’arco a destra) che replicava dalla medesima posizione per il 98-107 a 2:13 dalla fine.

La pressione a tutto campo serviva solo a far giungere al record stagionale Warren che con un two and one chiudeva il match di sicuro (100-112) prima che nel finale si stabilizzasse sul 104-115.

Le pagelle

Terry Rozier: 7

28 pt., 1 rimbalzo, 6 assist, 1 rubata. 8/17 dal campo, 3/10 da 3 pt. e 9/9 ai liberi. Altra partita convincente sotto il profilo realizzativo anche se fuori oggi prende un po’ meno ma non è sempre domenica. Infila comunque tiri pesanti e prende coraggio attaccando il ferro ottenendo diversi liberi sui quali sarà perfetto. Contiene bene in alcune situazioni ma nel secondo tempo, complice la maggior pressione in difesa di Indiana, serve solo un assist pensando di attaccare viste le difficoltà dei compagni. Va bene anche così se intorno non riescono a smarcarsi meglio. Sarebbero 30 i punti ma un goaltending non fischiato… Borego ha elogiato Terry: “Terry’s been fantastic. He’s growing, has an aggressive mentality to the rim, making plays for others, shooting at an elite level, competing on the defensive end and is looking more and more comfortable every game. I give him a ton of credit. He’s played extremely well.”

Devonte’ Graham: 6

22 pt., 5 rimbalzi, 6 assist. 7/15 dal campo, 3/7 da 3 e 3 TO. Si sveglia tardi. Primo tempo a 5 pt. e 6 assist, terzo quarto a parte un buon canestro, pessimo sia in attacco che in difesa e gran ripresa nell’ultimo quarto con due bombe consecutive dalla destra, liberi ed entrate. Qualcosa gli viene concesso ma perché era già fuori tempo massimo per ribaltare il match.

Miles Bridges: 6,5

18 pt., 7 rimbalzi, 4 assist, 1 rubata. 6/7 dal campo. 3 TO, 4 PF. Non sbaglia nulla in attacco se non nel finale una conclusione. Utile in vari settori, non riesce a contenere T.J. Warren ma è problema comune.

P.J. Washington: 5

6 pt., 9 rimbalzi, 2 assist, 1 rubata, 1 stoppata. 3/12 dal campo con 0/5 da tre. 4 PF. Poco elastico al tiro, poca spinta sulle gambe, tiri corti e alcuni appoggi imprecisi mentre quando usa il fisico e si butta dentro spesso la mette. Da fuori non mette un tiro e nel primo tempo si fa spingere e battere un paio di volte da Turner non riuscendo a resistergli.

Bismack Biyombo: 5

2 pt., 7 rimbalzi, 1 stoppata. 1/5 dal campo, 2 TO. Male al tiro e Zeller appena entra scherma Graham meglio di lui. Parte con foga, lotta moltissimo prendendo un paio di rimbalzi consecutivi offensivi e dando fastidio in difesa, per questo mi dispiace dargli un brutto voto ma purtroppo sul parquet non è n gran ricordo di serata.

Malik Monk: 5

3 pt., 1 rimbalzo. ¼ dal campo. Bella tripla poi poco altro. Riesce a tenere in campo un passaggio fuori misura ma purtroppo serve come può la palla preda dei Pacers mentre poi non ne azzecca più una e sul finire dei 24 secondi su un’azione offensiva Pacers non tiene su Sumner. Avrebbe dovuto essere una delle principali opzioni offensive di Charlotte a inizio anno e si parlava anche di titolarità ma in 17:29 combina veramente poco e con Marvin out sarebbero serviti più punti suoi che si limita troppo spesso a tirar da fuori (1/3).

Cody Zeller: 6

14 pt., 4 rimbalzi. 6/10 dal campo. +1 in plus/minus, 3 falli. Gran primo tempo, deciso e convinto con tripla sorpasso e mazzata in flash dunk a una mano in corsa. Mette 12 pt. nel primo tempo,poi si spegne nel secondo non riuscendo a esser dominante, anzi, subendo un po’…

Dwayne Bacon: 6

7 pt., 2 rimbalzi, 3 assist. 3/7 FG. Attacca il ferro con esiti alterni come in difesa. 3/7 dal campo con un bel canestro two and one fluttuando mentre Turner lo sbilanciava con il corpo.

Cody Martin: 5,5

4 pt., 2 rimbalzi, 1 stoppata. 2/4 dal campo, -7. Leggermente sottotono incassa qualche canestro e anche lui nel finale ci prova contro T.J. Warren (al record stagionale punti) ma fallisce. Bello l’appoggio s seconda possibilità sputando tra i lunghi in divisa bianca.

Coach James Borrego: 5,5

Dal mio punto di vista lascia andare un po’ troppo il match senza chiamare time-out nel miglior momento avversario. Quintetti da migliorare ma va bene così in serata, si vede che non era destino rimontare e si farà tesoro, spero, dell’esperienza.

Game 38: Charlotte Hornets @ Dallas Mavericks 123-120 (OT)

Intro

Sapevamo che la Regular Season 2019/20 non sarebbe stata quella del rilancio per i Calabroni che, ogni tanto fanno indispettire, traditi da qualche ingenuità, spesso dovuta a inesperienza, la quale condiziona poi qualche finale di partita ma ne abbiamo anche strappate diverse nei finali, in ultimo quella a Cleveland.

La seconda partita dell’anno in un calendario che in gennaio si prospetta difficile sembrerebbe essere fuori portata con i Mavs a veleggiare alti nella Western Conference ma l’assenza di qualche player, vedi Porzingis, con la “Smisurata Preghiera” di Faberiana memoria potrebbe rimandare la prima sconfitta dell’anno e iniziare una striscia di vittorie (sarebbe la seconda).

Albert Einstein diceva che: “L’esperimento fine a sé stesso è come una corda senza nodi, ti scivola dalle mani senza che tu te ne accorga lasciando solo dolorose bruciature. Per avere un senso l’esperimento deve arrivare a delle conclusioni, positive o negative, e, attraverso tappe intermedie (i nodi) dare dei riferimenti nella realtà”.

Charlotte è in questa fase, Borrego sta ancora sperimentando in parte adattandosi alle difficoltà che riscontra sui vari parquet e nelle varie sfide per avere risposte dai suoi ragazzi e decidere chi meriterà di restare e chi non ce l’avrà fatta.

Gara 38 sarà sicuramente un test vero per vedere se anche contro team più forti, i singoli degli Hornets riusciranno a esprimersi su buoni livelli.

Il risultato conta ma conta ancor di più sviluppare il talento, il gioco e avere tutte le informazioni possibili sui giocatori del roster.

Prima della partita.

Analisi

Incredibile partita romanzo a Dallas.

Nella storia di questi 53 minuti c’è di tutto, compreso il ricordo personale di una partita guardata negli anni ’80 o ’90 tra le squadra bolognesi da spettatore neutrale.

Come finì non lo saprò mai perché la RAI tagliò il collegamento per i supplementari.

Triple come se piovesse senza sbagliare un colpo anche qui e stanchi nell’OT, da una parte e dall’altra…

Una patita nella quale gli Hornets sono partiti determinati in difesa ingabbiando una delle squadre più talentuose offensivamente della lega, una difesa strenua che ha permesso di condurre la gara sino a 20 punti di vantaggio (incredibile anche senza Porzingis) per sedersi all’intervallo sul +11 con un breve parziale finale dei Mavs grazie a un attacco intelligente fatto di passaggi e penetrazioni vincenti anche attaccando la zona dei Mavs applicata nella seconda parte.

Dallas continuava a rollare nel terzo quarto e per mezzo di una tripla di Kleber sorpassava (ormai nell’aria da minuti) mentre Doncic entrava on-fire proseguendo lo show personale fatto di assist e canestri anche nell’ultimo quarto.

Per Charlotte non sembrava esserci speranza contro un team dalla classifica nettamente migliore tanto più che in panchina il proprietario Cuban se la rideva molto allegramente.

Charlotte però nonostante il -12 a 9:09 dalla fine non cedeva e lentamente recuperava punti finendo per bloccare anche la fonte di gioco Doncic che finirà a 39 punti ma non basteranno.

A 2:41 una tripla di Graham funzionava per il -4 (97-101) e quando a :43.(P.J. si buttava in area per una two hand che disintegrava all’istante l’oppositore si pensava di poter arrivare al pari e così era; hand-off tra Graham e Rozier che in entrata in corretta ostinazione andava a inventarsi l’appoggio di sinistro su Powell, un mezzo circus shot che valeva i supplementari visto che P.J. molto attivo a schermare Doncic in punta costringeva all’errore sulla sirena lo slavo.

All’OT piovevano triple da sorpasso fino a quella del pari di un sorprendente Kleber (1:01 114-114).

Si palesava una tragedia quando Bridges intrappolato nell’angolo destro sembrava in procinto di perder palla ma si riusciva a muover palla e sullo scarico esterno Rozier con cm infilava la tripla dalla diagonale sinistra, mattonella di serata.

Mavs ad accontentarsi di replicare da due, quindi iniziava lo stillicidio di falli ma Bridges, Rozier e Graham facevano 6/6 e gli Hornets portandosi sul 123-120 costringevano Doncic a un tiro dalla trequarti (finiti i time-out) che non si avvicinava al canestro e Charlotte guadagnava così la vittoria più prestigiosa della stagione fino a oggi.

A livello di statistiche globali guardiamo prima Dallas nel primo tempo e poi nel complessivo: 1° tempo: 19 rimbalzi, 8 assist, 38,6% FG%, 18,2% 3FG%, 6/7 FT, 5 TO, complessivo: 41 rimbalzi, 28 assist, 47,0% FG%, 30,0% 3 FG%, 11/13 FT, 10 TO.

Charlotte ha chiuso con 53 rimbalzi, 27 assist, il 49,4% dal campo con il 44,0% da tre punti, con un 28/31 dalla linea dei liberi e 17 TO.

Borrego potrà trarre diversi spunti da questo match, in attesa di nuove prove da affrontare conoscendosi sempre meglio.

La partita

Starting Five

Hornets sul parquet dell’American Airlines Arena con: Rozier, Graham, Bridges, P.J. Washington e Biyombo.

Dallas con: L. Doncic (39 pt., 12 rimbalzi, 10 assist), J.J. Barea (11 pt. + 9 assist), Finney-Smith (15 pt. + 8 rimbalzi), Justin Jackson (6 pt.) e Dw. Powell (11 pt.).

In panchina si distinguevano Kleber con 24 punti e Seth Curry con 12.

1° quarto:

Hornets abili a passare in vantaggio a 11:40 con un turnaround hook di Bridges dal post basso sx su Doncic che restituiva subito andando in entrata su Miles.

TO offensivo Hornets per fallo in attacco e J.J. Barea in penetrazione portava in vantaggio i blu ma Biyombo servito da Graham con un pocket pass pareggiava a 10:25.

Allungo deciso dei Mavs che dopo il libero di Powell trovavano due punti di Doncic dal pitturato più FT fiscale e un reverse layup di J.J. Barea oltre Rozier per il 4-10.

Graham era costretto a un tiro ai 24 1 vs 1 dalla linea di fondo a destra (circa a metà) per il 6-10 e Rozier a stretto giro di posta scagliava la tripla dalla diagonale sinistra (8:29) riportando a livello Charlotte (9-10).

Doncic con un no look pass tagliava la difesa di Charlotte per il taglio dietro di Jackson con appoggio ma rispondeva ancora una volta da due Graham che in penetrazione lasciava lì un paio di difensori chiudendo in reverse dopo aver passato l’altezza del ferro.

Runner con alzata di Jackson per Dallas e risposta di Bridges con la potente cut dunk di Bridges, quindi, dopo un time-out a 6:39 ecco il floater di Bacon in ritmo in area e il fallo su Biz che in reverse layup appoggiava ottenendo anche l’aggiuntivo poi trasformato per il 18-14.

Powell mancava un alley-oop che rimbalzava sui ferri e P.J. in auto-correzione metteva dentro il 20-14.

Il 9-0 run era interrotto da Finney-Smith che sfruttando il mancato tagliafuori correggeva atleticamente in dunk la tripla sull’anello di J.J. Barea.

Graham continuava con il tiro d due, lungo dalla diagonale destra, connettendolo alla net ancora una volta e una deviazione di Zeller difensiva mandava in coast to coast Bacon a spiaggiare la disattenta difesa Mavs.

Buona deviazione difensiva di Monk mentre in attacco in post basso sinistro Zeller attaccava Curry che aiutato da un ramo di Marjanovic teneva solo grazie al fallo del lungo.

Due FT Zeller a bersaglio a 1:58 per il +10 (26-16), quindi toccava a Doncic in entrata ma a :52.1 Zeller indovinava la tripla mentre a :40.3 in bonus lo sloveno dei Mavs dalla lunetta rischiarava un po’ la situazione per i suoi ma nel finale il buzzer beate, distante dall’arco, era di Monk e i Calabroni volavano sul 32-20.

Gamberone Devonte’ Graham, altra spinta decisiva in serata quando contava. Foto tratta dalla pagina ufficiale degli Charlotte Hornets.

2° quarto:

Aprivano le marcature ancora gli Hornets a 11:16: su una finta del mascherato Williams, Wright “cascava” in pieno nella trappola e il nostro numero due in lunetta infilando tre liberi mandava sul +15 gli Hornets.

Doncic forzava in uno contro uno su Miles mettendo dentro dalla baseline sinistra alle pendici dell’area e Zeller rispondeva splittando due FT quindi Zeller incrociava il duello con lo sloveno stoppandolo ma Powell a rimorchio metteva dentro.

Monk si evidenziava per la seconda deviazione difensiva, questa volta rovinando un alley-oop avversario e aveva dell’incredibile la serie di 5 tiri sbagliati da sotto tutti nella stessa azione da Zeller (2) e Bridges (3) ma dopo lo sfondamento di Monk sulla stessa azione e Curry da tre non a bersaglio, a muovere il punteggio era uno scoop di Rozier in entrata.

Passaggio sotto per Williams che in mismatch metteva dentro facilmente trascinando Charlotte sul 40-22.

A 7:49 arrivava la prima tripla a bersaglio per Dallas firmata da Doncic ma un floater di Rozier e un’entrata in diagonale di Bridges (ottima finta in partenza) che depositava senza affanni a 7:02 spedivano i Calabroni sul +17.

Arcobaleno di Seth Curry e tripla aperta di Scary dalla destra con gli Hornets a guadagnare un altro punto nello scambio (47-29).

Dallas mancava due tiri in attacco ma a rimbalzo ne conquistava altrettanti e finiva per segnare Kleber con una deviazione su invito sotto canestro a 5:48.

Borrego chiamava il time-out invitando i suoi a continuar a difender bene quindi P.J. segnava in area ma sull’azione offensiva successiva era “pizzicato” al fallo offensivo (3° contro CHA) ma rimediava appoggiando comodamente quando Graham tagliava metà campo con un bound pass inusuale che rimbalzava teso e basso ma mantenendo ottima funzionalità.

Un paio di triple consecutive di Dallas (la seconda di Doncic) riavvicinavano i texani sul 51-37 ma Bacon batteva un paio di difensori troppo vicini con un piccolo giro e trovando il varco arrivava a depositare al plexiglass prima dei tardivi aiuti.

Kleber metteva due FT ma Devonte’ era un iconoclasta della routine e con una finta di tiro modificata in passaggio in salto che mandava fuori ritmo la difesa serviva ancora il terminale P.J. per l’appoggio rapido da sotto a sinistra.

Nel finale Dallas trovava una put-back dunk con Finney-Smith e la tripla sulla sirena di Kleber accorciando sul -11.

Marvin Williams ha giocato mascherato per una frattura al setto nasale. Foto tratta dalla pagina ufficiale degli Charlotte Hornets.

3° quarto:

Pessimi segnali a inizio ripresa quando Finney-Smith in solitaria affondava l’alley-oop offerto dal Deus Ex-Machina Doncic e da una second chance Powell in entrata infilava due punti portando la corsa sullo 0-9 run.

A 10:51 Graham con tre punti (2+1 per mazzata ricevuta in palleggio) bloccava l’inerzia della squadra di carlisle che tuttavia ci metteva poco a rientrar nel match con due FT di Doncic e una tripla di J.J. Barea mandavano sul -7 il match.

P.J. forzava l’entrata con lo scontro sul difensore ma il tocco era abbastanza soft per carambolare dentro.

Powell ne metteva due da sotto trovato dall’uomo-assist Doncic con la complicità di Biz che rientrando in ritardo generosamente, commetteva però fallo.

Pericolo scampato sul libero e tripla di Miles da sx con catch n’shoot che dava respiro (65-55) ma l’open 3 di Finney-Smith (altro assist della PG slovena) paralizzava un po’ Charlotte che riusciva con Bridges a stoppare l’ennesima incursione di Doncic ma sulla stessa azione il biondo dei Mavs dalla sinistra inventava la tripla con jab step per il -4 (65-61) a 8:46 pagliacciandosi un po’ con la panchina di Charlotte…

Ormai era nell’aria il sorpasso e Doncic con due punti avvicinava il momento anche se i Calabroni resistevano per alcuni minuti grazie inizialmente a due FT di Biz poi recuperati da J.J. Barea con il floater, Doncic mancava la tripla del sorpasso e Rozier su un giro palla esterno faceva secca da tre la difesa dei Mavericks anche se Kleber dal corner destro ribatteva a mezzo tripla per il 70-68.

A 5:52 l’iniziativa in penetrazione di Graham finiva con una trattenuta reiterata sul braccio e due FT a bersaglio.

P.J. però sbagliava la misura in attacco per il lob smarcante e dal possibile +6 si passava al +2 con la penetrazione di J.J. Non controllata dallo stesso P.J..

A 4:03 l’appoggio volante di Powell era buono per il pari e Borrego ricorreva al time-out per cercar di tenere in piedi il vantaggio/parità ma a 3:34 era Kleber da tre a portare sopra Dallas anche se lo stesso lungo commettendo fallo su Zeller faceva riavvicinare la squadra di MJ ai liberi (74-75) prima che Curry segnasse in entrata e Marvin (trattenuto dallo stesso Seth) finisse prima per terra e poi in lunetta a metter il 76-77.

Gli Hornets tornavano sopra con Zeller bravo a rubare un pallone e a correggere a rimorchio quindi era Curry con lo spostamento laterale e il jumper a battere Zeller mentre sull’altro fronte il nostro centro cadeva in entrata sbilanciandosi e Curry al vetro finiva per segnare ancora (78-81)Un long 3 di Doncic trascinava sul 78-84 i Mavs che chiudevano sopra di 4 pt. il quarto dopo aver incassato due FT di Graham a :07.1.

P.J. Washington ha sbagliato poco in serata in attacco. Foto tratta dalla pagina ufficiale degli Charlotte Hornets.

4° quarto:

La corsa dei Mavs continuava in simbiosi con quella di Doncic che in entrata all’ultimo alzava un lob breve per la schiacciata volante di Powell mente dopo un minuto esatto anche Bronson segnava (80-88).

C’erano due FT molto contestati da Carlisle ma Rozier li mancava entrambi e Doncic con la tripla dalla diagonale sinistra giungeva a 30 punti.

P.J. la metteva al plexiglass ma Doncic entrava in un periodo di strapotenza e guadagnava anche il two and one trascinando a 9:09 sull’82-94 il game.

Sembrerebbe andare tutto alla deriva ma Rozier da tre accorciava e poi in entrata fuori equilibrio dal pitturato aggiungeva due punti per l’87-94.

Bridges perdeva Finney-Smith nell’angolo sinistro e la tripla scottante calata in retina pesava come un macigno (87-97) ma Rozier andava in bonus grazie allo sgambetto di Bronson per metter due mattoni (2/2 FT)e costruir la casa della rimonta a 6:35.

Graham di tripla da seconda possibilità dimezzava lo svantaggio con il divario rimasto inalterato dopo uno scambio di cortesie (94-99).

Dopo un rimbalzo offensivo Biyombo non riusciva a uscire dal raddoppio e perdendo palla favoriva l’entrata di Doncic per il 94-101.

A 2:41 un altro dardo di Graham si conficcava pesantemente a bersaglio, gli Hornets tenevano un paio di volte ma concedendo il rimbalzo offensivo finivano per soccombere all’entrata di Doncic per il 97-103.

-6 fino a 1:29 quando Graham per 5° fallo di Powell infilava due liberi, P.J. no fear andava a schiacciare a due mani in corsa a :43.8 così gli Hornets si affacciavano sul -2.

Doncic da tre esauriva la magia e Rozier sul consegnato di Graham virava in area per chiuder di sinistro allontanando il braccio dalla possibile stoppata di Powell.

Canestro non semplicissimo ma valido per il 103-103.

Doncic era scarico e P.J. apriva l’ombrello largo così l’arcobaleno dello sloveno dalla top of the key andava a trovar la pentola dei Leprechaun scomparendo all’orizzonte dell’OT.

Rozier passa Seth Curry in entrata. Foto tratta dalla pagina ufficiale degli Charlotte Hornets.

OT

Inizio pirotecnico del supplementare con Biz in versione più che grintosa, direi demolitrice e la sua dunk nasty ad abbattere Kleber.

A 3:42 Finney-Smith, trovata la mano da fuori colpiva nuovamente portando i Mavs avanti 105-106.

Finalmente da oltre l’arco sorgeva anche uno scintillante P.J. a 3:26 per il 108-106.

Kleber era un killer a 2:42 infilando la bomba del controsorpasso ma quando Miles da tre mancava dall’angolo il tiro pesante, ci pensava Rozier, spuntando nel traffico a corregger al volo con braccio piegato a molla per appoggiare due punti.

Doncic e il suo floater non funzionavano, la penetrazione di Graham che lasciava le briciole ai tre inseguitori, sì.

Appoggio a sinistra e 112-109.

Curry per i due punti a 1:27, P.J. con rapido giro di valzer nel pitturato e schiacciata contrastata anticipavano a 1:01 la giocata da tre punti con tiro di Kleber.

Bridges chiuso in angolo riusciva a uscirne e la palla finendo sulla mattonella di Rozier era mandata a bersaglio dal nostro numero 3 a .41.2 con perizia.

Era la tripla spareggio perché nel finale Kleber andava per la dunk non contrastata mentre Charlotte viveva sui falli commessi appositamente dal team Carlisle.

Bridges, Rozier e Graham non sbagliavano un colpo facendo da elastico tra il +1 e il +3 ed era su quest’ultimo gap che si stabilizzava la situazione a :03.4 dalla fine.

Doncic ci provava da trequarti campo (Dallas aveva finito i time-out) senza andarci nemmeno vicino così Charlotte strappava una brillante vittoria multi sfaccettata.

Le pagelle

Terry Rozier: 8

29 pt., 6 rimbalzi, 8 assist. 10/15 FG (5/8 3 FG), 1 TO, -3. Rozier da la spinta decisiva per vincere la gara. Concreto finalmente in tutti e 53 minuti senza perder la testa. Canestri importanti nell’ultimo quarto e decisivi nell’OT con la correzione spuntando in mezzo a tutta la difesa Mavs e la tripla spartiacque. Mostra buona coordinazione al tiro in serata inventando un paio di canestri e in difesa è resiliente anche su Doncic forzato a sbagliare o a passare palla nel finale mentre a rimbalzo ci prova sempre conquistandone uno granitico nel finale.

Devonte’ Graham: 7,5

27 pt., 2 rimbalzi, 13 assist, 1 rubata, 1 stoppata. 8/17 FG (2/8 3 FG), 3 TO, +4. 8 punti nel primo tempo, tutti da due, le sue triple arrivano nel finale di ultimo quarto quando più servono. Nel primo tempo mostra un paio di assist anticonvenzionali da urlo per P.J. dedicandosi ancora al passaggio più che alla penetrazione e questo lo fa rimaner più fresco per i finali. Splendida, appunto nel finale (1:48 OT), la realizzazione del layup sulla sinistra seminando avversari.

Miles Bridges: 6,5

11 pt., 11 rimbalzi, 3 assist, 1 rubata, 1 stoppata. 4/11 FG. Partenza un po’ faticosa su Doncic in difesa mentre in attacco rimane costante centrando anche una tripla. Freddo nel finale quando segna due liberi, non ha una grande media dal campo ma compensa con lo sforzo a rimbalzo ed è bravo a non perder la palla più importane del match, quella che Rozier trasformerà in tre punti, poi mantenuti sino alla fine.

P.J. Washington: 7

19 pt., 6 rimbalzi, 3 assist, 1 stoppata. 9/12 FG, 3 TO. Li mette su un po’ alla chetichella. Modello ninja… alla fine controllo i punti e sono 19. Da tre sceglie il momento migliore per piazzare la bomba, a 3:26 del supplementare, per il resto si fa valere sotto le plance sbagliando poco. Non tiene J.J. Barea su un’azione ma poi fa densità ed è lui che non abbocca alle finte di Doncic facendolo sbagliare da tre sul buzzer beater dei regolamentari.

Bismack Biyombo: 6,5

11 pt., 13 rimbalzi. 4/9 FG, 5 falli, 4 TO. E’ quello che nel finale di 4° quarto si fa sfuggire una palla semplice passata da Bridges, prende il rimbalzo offensivo e si fa rubar la palla perdendo troppi palloni. Impiegato con minutaggio da centro titolare, la sua fisicità garantisce discreti risultati complessivamente. Doppia doppia per lui. Nel primo tempo segna in reverse rallentato sincopato e nel finale sorprende martirizzando Kleber spazzandolo via in schiacciata.

Malik Monk: 5,5

3 pt., 2 rimbalzi, 2 rubate. ½ dal campo e 3 TO. Un paio di belle deviazioni che interrompono la tram offensiva dei Mavs ma va anche a perder palloni in attacco.

Cody Zeller: 6,5

10 pt., 5 rimbalzi, 1 rubata, a stoppata. 2/6 dal campo, 5/6 ai liberi. Buona prima parte. Ottiene diversi liberi andando a cercar l’entrata, alla fine casca da solo ma mette punti importanti in soli 14:36. +7 in +/-.

Dwayne Bacon: 5,5

6 pt., 7 rimbalzi, 3/10 FG. Non funziona in attacco e nel momento migliore di Doncic e il peggiore di Charlotte è su di lui, incassando anche una tripla pesante. Inizia bene in ritmo con un floater poi si perde spesso. Compensa parzialmente con qualche rimbalzo.

Marvin Williams: 6

7 pt., 1 rimbalzo, 1 stoppata. 5/5 FT. Il veterano gioca con una frattura al setto nasale e con la maschera, questi fattori lo limitano un po’ e si vede quando abboccando a una finta di Doncic in partenza resta a guardare. Riesce però a procurarsi 5 FT che non sbaglia e finirà con un 1/3 dal campo e +8 in plus/minus.

Cody Martin: s.v.

Apparizione difensiva di 17 secondi. Charlotte incassa il canestro e lui, già protagonista dell’entrata in campo con giallo, esce e non crea più problemi agli arbitri.

Coach James Borrego: 7

Veramente un bel gioco offensivo nella prima parte e difensivo soprattutto. Inevitabile la rimonta Mavs che dal -20 passavano al +12? Forse ma questa è una squadra giovane con questi incredibili sbalzi. La recuperiamo e alla fine la portiamo a casa dopo uno sforzo in più ma va bene.

Game 37: Charlotte Hornets @ Cleveland Cavaliers 109-106

Intro

Kunta Kinte, schiavo africano, principale personaggio del libro e poi della miniserie televisiva pare che non sia realmente esistito, è un romanzo di Alex Haley, il quale sostiene di aver raccolto molte documentazioni.

Radici racconta che Kunta Kinte era un mandingo catturato in Gambia e trascinato in America ad Annapolis e lì venduto a un ricco terriero della Virginia.

Per rompere il cerchio delle catene Kunta Kinte tenta quattro volte la fuga ma viene sempre ripreso e l’ultima volta subisce per punizione l’amputazione di un piede ma da una tragedia nasce un’altra possibilità.

Si sposa e da luce a una nuova vita, una figlia che imparerà come compagna di giochi a leggere e scrivere (cosa vietata a uno schiavo) e questo fatto sarà la sua rovina visto che falsificando un documento per uno schiavo sarà venduta a un perverso proprietario in North Carolina.

La storia corre poi per altre generazioni e facendo il solito parallelismo diciamo che show must go on, pur in qualche maniera.

David Stern ci ha lasciato ieri per emorragia cerebrale.

L’ex commissioner fece molte cose, tra i meriti principali quelli di aver risollevato una Lega in crisi con problemi d’immagine (droga) e anche una finale in differita, aver ampliato l’offerta dei team in NBA con l’espansione a fine anni ’80 e metà ’90 di 6 team tra cui gli Hornets e poi anche i Bobcats nei 2000’s, tetto salariale ma anche memorabili serrate e ripartenze (vedi 1998/99) con l’aumento vertiginoso degli stipendi dagli anni ’80 a oggi.

Di certo è stato fortunato vista la nidiata di giocatori talentuosi entrati a metà anni ’80 quando prese il mandato come commissario.

Uno su tutti è stato proprio l’attuale proprietario degli Hornets, MJ che per lui ha speso parole al miele in questi giorni ricordando anche la sua importanza per lo sviluppo del fenomeno NBA.

La storia si intreccia stranamente perché tra le negatività vi è il permesso per abbandonare Charlotte nel 2002 e portar la squadra a NOLA anche se oggi, per vie traverse la NBA ha ritrovato degli Hornets, anche se molto meno di successo di quelli da playoffs dei 90’s.

Anche qui però le cose si fanno per soldi e spesso l’ipocrisia accompagna a braccetto il denaro, lo sport che dovrebbe esser altro non ne può far a meno a codesti livelli, va da sé che in parte si mistifichi il suo spirito e se Haley scrisse un romanzo con riferimenti da altri libri, anche qui, nonostante il successo clamoroso e a livello globale che si deve riconoscere in parte alla gestione di Stern, una parte è realtà virtuale…

A volte sembra di osservare uno spettacolo finto e gli Hornets sembrano sempre sul baratro con le sconfitte che scuciono l’autostrada e rischiano di inghiottire questo flebile (almeno per ora) progetto 2.0.

Il bello della NBA, almeno lo spero/iamo, è che fino a prova contraria, nonostante i fischi pro superstar e alcune partite arbitrate malamente, sul parquet è ancora partita vera e allora come auspicio sportivo per i fan Hornets per iniziare bene il 2020 ci auguriamo che Graham e soci possano spezzare le catene delle sei sconfitte consecutive, iniziate proprio a Cleveland il 18 dicembre.

Charlotte non ha regalato una gioia ai propri fan durante le feste, l’ultima W risale, infatti, al 17 dicembre contro Sacramento e sarebbe il momento di tornare a vincere.

Analisi

Charlotte sbaglia tre partenze su quattro quarti ma non esce di scena nell’ultimo periodo, nemmeno quando a 5:50 dall’ultima sirena, sul m-10, sembrerebbe finita.

Graham, procurandosi 5 liberi (tutti realizzati) spingeva sul 93-100 i teal che trovavano la tripla di un ispirato Rozier e il canestro di P.J., bravo a riconoscere il mismatch con il piccolo.

98-100 e pari di Rozier a 3.16 che in crossover, grazie all’aiuto di Biz in blocco, saltava un paio di birilli e depositava il pari.

Nel finale succedeva di tutto e, dopo qualche occasione mancata e le triple di Sexton e Rozier a bersaglio, Graham decideva di andare per il deep 3 frontale con il tabellone a segnare il 106-103.

Graham allungava dalla lunetta, Osman a 4 secondi dalla fine da fuori realizzava il -2 e sulla rimessa Bacon buttava via palla (c’è un virus a Charlotte evidentemente sulle gestioni di questo tipo di possessi, specialmente nei finali) ma forse Borrego sentendola chiamava prima del misfatto il time-out.

Il coach dei Cavs John Beilein protestava reiteratamente senza eccedere nei modi, seppure a torto (sconfessato da una buona inquadratura dall’angolo opposto alla panchina degli Hornets), de facto Rozier finiva in lunetta per fallo di Sexton e dopo ave mancato il primo libero segnava il secondo.

Cleveland senza time-out organizzava un buon attacco ma la deep 3 di Sexton era ombreggiata da Biyombo finendo sul secondo ferro.

Charlotte si salvava rompendo finalmente una pesante striscia di 6 L.

Charlotte è stata indubbiamente aiutata da una serata magica di Rozier da 30 punti e dal redivivo Pancetta Bacon con 15 mentre Graham dopo un primo tempo in sordina con 0 pt. e 4 assist, ha chiuso con 16 pt. e 11 assist.

Globalmente Cleveland ha vinto di poco a rimbalzo (39-42), negli assist (25-26), nelle rubate (5-6) e nelle stoppate (0-3) ma al tiro a parte il 44,6% contro il 50,6% a favore della squadra dell’Ohio, ha patito da tre punti il 39,5% di Charlotte contro il proprio 37,1% e maggiormente il 20/24 (83,3%) dalla lunetta degli Hornets contro il proprio 11/14 (78,6%).

A rimbalzo offensivo quando gli Hornets hanno smesso di subire nel finale, hanno finito per prevalere 10-7 mentre i TO sono stati favorevoli a Charlotte con un 11-14.

La partita

Starting five

Hornets alle scelte di Borrego con il solito starting five composto da: Rozier, Graham, Bridges, P.J. Washington e Biyombo.

Cavaliers che rispondevano con: Garland (14 pt. + 8 assist), Sexton (21 pt.), Osman (17 pt.), Love (18 pt. + 8 rimb.) e Thompson (6 pt. + 11 rimb.).

Dalla panchina per Cleveland Henson con 10 pt. sarà il miglior scorer, a seguire Kevin Porter Jr. con 9 e Dante Exum con 7.

1° quarto:

Partenza disastrosa per Charlotte che nonostante guadagnasse la palla a due era fermata da Thompson in stoppata sul gancio del congolese.

Love subiva il contatto sul movimento per il tiro (P.J.) e mandava avanti i Cavs a 11:28 con due liberi.

Lo 0-5 (Sexton dall’angolo sinistro) arrivava dopo due tiri a testa facili falliti da sotto di Rozier e Biyombo, tutti sulla stessa azione…

Biz riusciva a interromper l’incantesimo a 9:41 con il gancio sull’arresto in corsa da inserimento.

I Cavaliers però continuavano a guadagnar terreno con la tripla di Osman a 9:00 e il layup su Bridges, a 8:15 P.J. sul passaggio schiacciato in diagonale chiudeva in corsa a canestro con la jam ma altri due punti di Osman a 7:57 convincevano al time-out Borrego sul 4-12 per riordinare le idee in difesa.

A 7:42 un short change, un cambio lato tra P.J. e Rozier serviva all’ex Celtics per appoggiare ma sull’altro fronte ma Garland da tre faceva segnare un distacco di 9 punti.

Rozier da sinistra centrava il bersaglio grosso mentre Thompson rispondeva con il tocco in correzione dopo il rimbalzo offensivo per il 9-17.

P.J. da sotto forzava ma andava a segno, Rozier mancava l’alley-oop sin dalla presa e Love a 6:02 ci ricacciava ai bordi del gap da doppia cifra (11-20) prima che a 5:46 P.J. su invito di Graham un po’ troppo avanzato fosse costretto a prender la via verticale per appoggiare il -7.

Sexton fermato nettamente con il fallo in transizione splittava poi entrava Zeller che con un tap-out dava una seconda chance offensiva (mancata da Monk, l’altro cambio), tuttavia il centro di Charlotte iniziava subito a ingranare procurandosi due FT a 4:31 poi a 4:02 una sua incursione con repentino cambio direzione era chiusa in schiacciata, Bacon aiutava con l’appoggio sul quale Porter Jr. commetteva goaltending per arrivare sul 19-24.

Battuta d’arresto sulla tripla di Sexton (frontale) ma la penetrazione di Graham attirava due difensori, scarico sulla sinistra e schiacciata in corsa unstoppable dell’ispirato Zeller.

A 2:24 Bacon agguantava il pari con la tripla e sempre da fuori l’arco a 1:47, dall’angolo sinistro, Monk segnava i tre per il primo vantaggio di serata Hornets (24-21) anche se la gioia durava poco perché sempre dal corner sinistro a 1:33 Garland pareggiava.

Cody, dopo il rimbalzo, da sotto con il cambio mano, (destra oltre il ferro a destra) piazzava il nuovo vantaggio, Henson nel breve con un no look per Porter Jr. procurava i l nuovo pareggio ma l’equilibrio si rompeva ancora a :37.6 quando Cody si procurava a contatto con Henson due FT.

Infilati, i Calabroni chiudevano il primo quarto sul 31-29.

Bacon è tornato sul parquet a giocare un buon basket e ha fatto meglio in difesa di molti compagni. Qui contro Osman. Foto tratta dalla pagina ufficiale degli Charlotte Hornets.

2° quarto:

Non funzionava la small-ball messa in campo da Borrego nel secondo in un inizio apocalittico: Henson, appoggio dopo il rimbalzo offensivo, Exum da 3 (10:34) su un’azione venuta un po’ a caso, Porter in coast to coast tra P.J. e Marvin per uno 0-7 di parziale interrotto da Bacon a 9:23 con due liberi.

Gli Hornets però continuavano a subire e a non segnare dal campo: 9:17 2/2 di Exum dalla linea, Garland a 8:51 da ben oltre l’arco da tre punti, Garland aggiungeva un FT e l’hook di Henson superava P.J., Rozier era stoppato da Porter Jr. ma finalmente su una transizione era lo stesso Scary a chiuderla (6:37) con l’appoggio vincente e uno di quei falli un po’ regalati in partita (questa volta a favore di Charlotte dopo una serie pesante di fischi contro con gli arbitri un po’ ondeggianti).

Scambio a due sulla destra, partenza a ricciolo di P.J. che andava dentro a chiudere implacabilmente con una slam dunk, Rozier imitava il compagno andando dentro per l’appoggio frontale protetto dalla colonna destra Zeller, granitico nell’occasione nel pitturato.

41-44 ma i Cavalieri si allontanavano nuovamente con due FT per Love e a 4:21 Osman centrava la tripla con un 9/17 complessivo da fuori per il team dell’Ohio…

Gli Hornets erano imprecisi anche conquistando qualche FT nel finale per stare al passo ma Zeller splittava, P.J. metteva la tripla, Bacon in lunetta slittava, Graham mancava ancora la bomba, fortuna che Rozier provvedeva da fuori a :44.4 con un’altra tripla (49-57) e si arrivava all’intervallo accorciando di un altro punto dopo due punti di Garland in penetrazione concessa da Graham sulla baseline destra senza che l’aiuto riuscisse a fermarlo.

Zeller chiudeva con lo scarico per la tripla aperta di Williams dal corner destro e il 52-59 che a poco più di una manciata di secondi dalla fine portava negli spogliatoi i team sul 52-59.

3° quarto:

Primo possesso e canestro subito per i Cavs ancora una volta (Sexton in allungo), Bridges replicava a 1:18 per mazzata di Osman sotto il ferro (54-61) quindi un passaggio tagliato sotto per il facile appoggio di Love cominciava a preoccupare… andava bene che Rozier in area off balance mettesse il pull-up e che Thompson in attacco commettesse fallo.

Bridges prendeva fiducia dopo un brutto primo tempo e appoggiava in fing and roll mentre a Thompson era annullata una schiacciata arrivata dopo i 24 (probabile comunque un fallo su di lui appena prima).

Dopo un hook di Biyombo (comodo in area) un’entrata di Garland portata a massima velocità con il cambio mano in salto e l’appoggio al vetro in allontanamento valeva il 60-67 ma Charlotte non si perdeva con Graham finalmente a pescare i suoi primi tre punti a 8:30.

Rozier a 7:58 usufruiva di spazio riuscendo a calare la seconda tripla consecutiva per Charlotte ormai a ridosso degli avversari (66-67).

Charlotte mancava il sorpasso e Sexton da tre su P.J. allungava.

Biz con l’aggancio in corsa sul filtrante di Graham agganciava e metteva in mezzo a due difensori con ottima finitura.

Love con un lungo due segnava il 68-72 e Borrego ricorreva alla pausa.

A 5:50 Bridges dalla destra entrava deciso fino alla 2 hand dunk ma Osman sull’altro fronte con la penetrazione diagonale batteva proprio Miles portandosi sul 6/6 dal campo.

Altra slam dunk per Charlotte, questa volta era Biz a inarcarsi schiacciando in faccia a Thompson e a 4:42 un risveglio di Graham con la seconda tripla personale consentiva ai Calabroni l’aggancio sul 75 pari.

Bacon a 4:05 tentava l’entrata, non segnava ma proseguendo tapinava sé stesso per il 77-75.

Love di sinistro ritrovava il pari e gli Hornets perdevano vantaggio e parità a 3:24 con il floater di Dellavedova ma Bacon con l’aiuto del primo ferro recuperava l’equilibrio a quota 79.

Thompson non affondava l’alley-oop e a Zeller sulla finta da sotto su una spinta di Thompson e un’aggressione a ginocchio armato di un piccolo non erano assegnati due FT.

Ci pensava Marvin dall’angolo sinistro a riparare alla cosa segnando da tre a 2:34, seguiva però lo scatto separazione di Sexton che sfuggendo a Graham si catapultava per la grintosa dunk su Zeller.

Love da sotto recuperando la palla vagante spingeva avanti i rossi pompeiani e dopo due rimbalzi offensivi per i Cavs, Nance Jr. dal mid range, non contrastato, pompava l’82-85.

Terry Rozier, 30 punti in serata. Cleveland lo stimola. Foto tratta dalla pagina ufficiale degli Charlotte Hornets.

4° quarto:

Porter Jr. con due punti apriva a cavallo dei due quarti con due punti estendendo lo 0-8 run, Bacon di tripla realizzava l’85-87 ma gli Hornets steccando ancora una volta l’avvio concedevano a Cleveland vantaggi preoccupanti.

La pressione di Cleveland e l’inefficacia difensiva di Charlotte portava Love e compagni sull’88-96 quando Henson in gancio batteva P.J (10 pt. per il lungo) quindi arrivava anche una steal con dunk in fuga da transizione di Exum.

-10 fino a 5:50 quando Henson abboccando sulla finta di Graham saltava fuori dal suo cilindro e il nostro play, non cavallerescamente ma furbescamente si buttava addosso al difensore per il tiro.

Tre FT perché questo contatto in teoria, a quelle velocità lo fischiano sempre e -7.

Bacon non segnava ma la sua penetrazione con scarico rapido portava al riavvicinamento di Charlotte grazie alla tripla top of the key di Rozier (96-100).

Mismatch lungo piccolo dalle parti del post alto e ingresso in area con canestro del -2 per P.J., pari a 3:16 con Rozier in crossover a slalomeggiare stretto oltre il blocco di Biz lasciando lì un paio di difensori compreso Love.

Sexton da sinistra mandava in tilt Charlotte con la bomba ma Rozier a 2:12 sembrava l’eroico Robin Hood con la sua freccia a bersaglio dall’angolo.

103 pari, tentativi falliti dai due team, un paio di possessi mal gestiti da un Rozier hot, troppo hot… poi a palla ceduta a Graham che prendeva tempo e spazio per un deep 3 frontale che accarezzava il cotone a :23.0 dalla fine per il 106-103 a spareggiare la gara.

Sexton da due era chiuso nel traffico e il rimbalzo di Biz era subito tramutato in fallo ma non in liberi non essendo gli Hornets in Bonus.

Fallo successivo su Graham che faceva 2/2 a :09.7.

Osman a :04.0 dal termine non mollava scagliando la granata da tre punti per il -2.

Charlotte buttava via la rimessa con Bacon ma Borrego salvava capra e cavoli anticipando lo sciagurato passaggio di Dwayne.

Fallo su Rozier e solo il secondo libero andava a segno per il 109-106 mentre sulla pretenziosa preghiera da tre di Sexton (Cavs senza time-out) la palla si spegneva sul ferro e a prevalere questa volta era Charlotte anche se chiudere una partita in tranquillità al Buzz team è chieder troppo ma la gioia ripaga la sofferenza fino all’ultimo istante.

Le pagelle

Terry Rozier: 8,5

30 pt., 6 rimbalzi, 3 assist, 1 rubata. 11/22 FG (6/12 3 FG). 2 TO, -3. A parte un paio di forzature nel finale quando perde un pallone cercando il crossover a ogni costo (sul fallo di Graham sulla transizione la terna propende per la rimessa) e trattenendo troppo la sfera, c’è da dargli il merito di fare scelte più equilibrate dopo il solito scapestrato inizio. Rimette in piedi numeri segnando tiri importanti da fuori come quello del 103 pari e va a prender rimbalzi, toccare, rubare palloni anche con meno cm degli avversari che lo attorniano. Gioca con cuore e con qualità, alla fine viene premiato. Ci lascia il brivido finale quando sotto pressione sbaglia il primo libro per chiuder la partita ma va bene così…

Devonte’ Graham: 8

16 pt., 1 rimbalzo, 11 assist, 1 rubata. 3/8 dal campo, 37 da tre punti. 7/7 FT, 4 TO, +17 in +/-. Contribuisce nel secondo tempo alla vittoria. Chiudeva i primi 24 minuti con 0 pt. e 4 assist scatenandosi con un paio di triple per il pari nel terzo quarto e con quella spareggio dall’anticamera a :23.0 secondi dal termine. Guida anche la rimonta dal -10 segnando 5 liberi. Diventa clutch sostanzialmente e gli Hornets escono vittoriosi anche grazie a lui che in serata come prima opzione cerca i compagni, poi pensa a sé stesso vedendo se trova spazio e ritmo per i tre punti in versione Steph Curry sparando da dove c’è spazio anche se oltre l’arco di molto.

Miles Bridges: 5

6 pt., 5 rimbalzi, 1 assist. -8 in plus/minus. 2/10 dal campo con 0/5 da tre. Regolarmente battuto da Osman in entrata o sulla tripla, Miles sembra riprendersi per caso quando il turco commette fallo su di lui e nel terzo quarto va a segnare un altro paio di volte con il fing and roll e una decisa dunk, purtroppo scompare nell’ultimo quarto quando si muove bene in attacco sul parquet raccogliendo negli angoli gli scarichi dei compagni ma va a fallire tutte le occasioni concesse. L’uomo sbagliato nel posto giusto. Fa bene Borrego a toglierlo.

P.J. Washington: 6

14 pt., 6 rimbalzi, 5 assist. 6/14 dal campo. Gli avversari ne abusano in difesa dove, se gli Hornets non finiscono nemmeno con una stoppata è anche perché la sua inesperienza lo porta a contrastare inefficacemente o con il fallo (vedi quello commesso subito in avvio su Love) le giocate avversarie. Henson lo battezza più volte e la vecchia volpe Love ne approfitta, poi nel finale riesce a dar sicurezza a rimbalzo e a dar fastidio a un paio di incursioni dei piccoli oltre a realizzare in mismatch il canestro del -2. Nel primo tempo mette dentro in entrata su un assist troppo avanzato di Graham e c’è da menzionare anche la successiva bella dunk a una mano.

Bismack Biyombo: 7

8 pt., 6 rimbalzi in 23:35. 4/7 dal campo. Dopo la respinta di Thompson sul gancetto e due errori consecutivi da sotto non sbaglia più segnando punti di rottura con sicurezza. Una bella dunk su Thompson e ganci differenti, Biz però da il meglio nel finale quando fa commettere a Love passi andando in marcatura su di lui finalmente e dando il suo contributo allo stop difensivo compreso il volume che fa davanti al difficile tiro di Sexton nel finale. Manca la sua stoppata ma in serata è positivo. Blocco per Rozier fermissimo e magistrale, poi il play lo slalomeggia come un paletto degno del miglior Alberto Tomba.

Malik Monk: 5

3 pt., 2 rimbalzi in 16:00 minuti. 1/6 dal campo con un ¼ da fuori. Centrato il bersaglio dall’angolo (dove i mt. sono meno per arrivare a canestro) sbaglia tutto comprese le entrate. Ha una ricaduta e viene riportato nel reparto malati cronici in panchina a guardar la partita e in serata è meglio così o avremmo perso con il suo sparar a vuoto.

Cody Zeller: 6,5

11 pt., 7 rimbalzi, 2 assist. Ottima prima parte con convinte incursioni e ricerca di falli. Finisce subito in doppia cifra ma poi a canestro si perde come nel resto salvo saltuarie giocate come un blocco granitico per un’entrata di Rozier nel secondo tempo.

Marvin Williams: 6,5

6 pt., 2 rimbalzi, 1 assist, 2 rubate. 2/3, tutto da tre punti. -7 in plus/minus. Esce dal campo per un trauma nasale e sembrerebbe in simbiosi con la sconfitta degli Hornets visto che tutto sommato, dal punto di vista offensivo sta rendendo bene in serata sugli scarichi per dar linfa a un attacco a tratti spento. La squadra reagisce anche senza di lui ma comunque mette in campo una discreta prova anche con due recuperi.

Dwayne Bacon: 7

15 pt., 4 rimbalzi, 2 assist, 1 rubata. 5/9 dal campo (¾ da tre), ¾ FT. Nessun TO. Rileva nel finale Bridges, anche visto il suo buon primo tempo chiuso a 8 punti. Importante anche nel finale quando il team fluisce meglio con lui e spreca meno. Una sua tripla a inizio ultimo quarto ci riportava a -2 poi lasciava spazio ai compagni. Se serve, occasionalmente ha visione per dare palla sullo scarico esterno ma è in entrata e da tre che da il suo meglio in serata. Bello il suo passaggio per il 96-100 di Rozier e sta per combinar la frittata quando nel finale passa un pallone a Graham troppo rapidamente e in maniera imprecisa ma il coach lo salva con il time-out. Bentornato disponibile dirà il pizzicagnolo coach Borrego a “Er Pancetta”.

Coach James Borrego: 7

Azzecca l’uscita di Miles, la marcatura nel finale di Biz su Love e salava il team dalla beffa a 4:00 secondi dalla fine con un provvidenziale time-out divenendo parte attiva anche se non gioca. Deve inventarsi qualcosa dalle parti del ferro sui piccoli e sugli scarichi perché siamo senza protezione troppo spesso, la squadra però cerca di aiutarsi e stringendo le maglie nel finale porta a casa la W. Discreto attacco in serata anche se poi le conclusioni aperte non sempre vanno a segno.

Game 36: Charlotte Hornets Vs Boston Celtics 92-109

Intro

Come il solito l’unica cosa ad essere in rosso a casa Charlotte è il conto.

Se a Capodanno avete anche voi l’usanza d’indossare qualcosa di rosso perché vi hanno detto che porta bene ma non sapete perché, il tutto è da ricercare in una forma ancestrale di mitologia proveniente dalla Cina.

Il Nian, un mostro che uscirebbe in primavera e nei giorni vicini al Capodanno cinese (non quello da calendario gregoriano quindi) ha come tallone d’Achille la sensibilità ai forti rumori (ecco perché si esplodono i fuochi per tenerlo lontano) e teme il colore rosso…

In Cina, in qualche remota e sperduta area pare ancora che qualcuno creda all’esistenza di questo mostro confinato in boscaglie lussureggianti.

L’unico mostro che si vede a Charlotte in questo periodo è quello della sconfitta.

A quota cinque consecutive, la gara con i Celtics non promette bene.

Per battere i Leprechaun, i Calabroni dovranno iniziare a sparare in attacco fuochi d’artificio da oltre l’arco visto che nelle ultime cinque partite Charlotte ha tirato male, sotto il 30,0% e difender su ogni pallone, a ogni metro.

La squadra sta scemando in classifica tornando su livelli quasi prevedibili e il tanking è un’ipotesi accattivante ma di tanto in tanto serve scuotersi e dare un senso alla stagione.

L’ultima al the Hive targata vecchio decennio meriterebbe una Danza del leone con botto da punto esclamativo, la realtà però è dietro l’angolo e vedremo se almeno la squadra di Borrego saprà lanciar la sfida non stando a guardare come accaduto a Memphis.

Analisi

La differenza tra i due team sulla carta era notevole e la realtà ha confermato che gli Hornets, nonostante i buoni propositi iniziali, andatisi perdendo come quelli di chi solitamente ne promette di impossibili a inizio anno, non sono all’altezza dei top team NBA, relegati al rango di sparring partner, amaramente, troppo spesso.

Cosa potrebbe smuovere una situazione da sei sconfitte consecutive a chiudere pessimamente l’anno è difficile dirlo.

Gli Hornets girano l’anno sul 13-23.

Per cercare di spingere la squadra offensivamente Borrego ha rispolverato anche un Dwayne Bacon che, dopo un paio di tentativi a salve ha funzionato per un po’ perdendosi come il resto del team nel finale quando la partita diventava più vera.

Tornati qualche volta sin sul -4 gli Hornets non sono mai riusciti nel secondo tempo a portarsi a un possesso singolo di distanza da Kemba & soci fino allo scioglimento veloce del ghiacciaio arrivato in avvio dell’antropocenico ultimo quarto.

Le statistiche in questo caso non mentono: se negli assist le squadre hanno chiuso sul 25 pari e ai liberi i Calabroni hanno tirato meglio con il 75,0% contro il 70,0%, per il resto, a partire da un 41-54 a rimbalzo, continuando con un 7-12 nelle rubate, passando per un 4-9 nelle stoppate, è stato tutto un monologo avversario.

Charlotte da fuori ha superato finalmente il 30,0% con il 35,3% contro il 36,8% avversario ma è rimasta molto più bassa nelle realizzazioni dal campo, complici il minor talento e la difesa dei Celtics pronta a raddoppi e chiusure più valide.

39,5% per Charlotte contro il 45,4% degli avversari e i TO sono stati 17 a 10…

Da salvare Bridges per gli Hornets, in doppia doppia con 14 pt. e 10 rimbalzi.

Conta poco che giochi i non giochi Batum, il gioco in attacco sembra ancora poco fluido eccetto rari momenti di puro talento con no look o smarcanti rapidi ma a preoccupare ancor di più è una difesa che salvo momenti di massima concentrazione a far muro (grazie a questa arrivano break per recuperi come un paio in serata da 9-0 e 8-0), fa acqua troppo spesso nonostante gli interpreti.

La partita

Starting five

Per Boston: Walker (22 pt. + 7 assist), Smart (7 pt. + 7 assist), Hayward (21 pt., 10 rimbalzi), Tatum (24 pt.) e Theis (5 pt.).

In panchina importante Kanter con 13 pt. +14 rimbalzi in 22:35 seguito da Wanamaker con 7 punti e Ojeleye con 6.

Charlotte: Rozier, Graham, Bridges, P.J. Washington e Zeller.

1° quarto:

Partenza convinta di Charlotte che facendo girare la sfera innescava la miccia P.J. Washington da oltre l’arco sulla sinistra per il 3-0, perfetto.

Un alley-oop di Theis accorciava il divario ma Graham dalla diagonale destra faceva secca la difesa ospite anche se la squadra di Stevens recuperava due punti con un’entrata chiusa di sx di Tatum su Bridges.

Rozier subiva un fallo sul tiro non rilevato ma si rifaceva in transizione poco dopo per l’8-4.

Un brutto passaggio orizzontale di Bridges spianava la strada alla steal con canestro in transizione di Tatum.

Un jump hook di Biz in area e gli Hornets toccavano la doppia cifra, Theis ai liberi splittava e Bridges restituiva la steal intercettando un passaggio di Hayward con chiusura acrobatica in fuga per il 12-7.

Boston a 6:39 calava la tripla con Tatum e perveniva al pari con Hayward al tiro open dalla destra.

Time-out Hornets, Monk e Zeller in campo ed era la Cody dance da sotto a procurare il +2 Hornets ma Kemba, proprio lui, restituiva con gli interessi.

La sua tripla valeva il primo vantaggio ospite (14-15) a 5:21.
Miles dalla lunetta per un fallo in blocking di Williams nella restricted metteva due FT ma Kemba depositava con il minimo sforzo oltre Zeller e Tatum continuava a esser un problema con la tripla del 16-20.Due pessimi tiri di Rozier erano compensati dal “palo” di Williams dalla sinistra e finalmente Monk a 2.28 trovava lo spunto vincente per il riavvicinamento di Charlotte a 2:28.

Purtroppo al palo rimaneva l’attacco della squadra di Borrego che sul 18-20 si staccava subendo 4 punti nel finale di quarto scemando sul -6 (18-24).

Un’entrata del rookie P.J. Washington. Foto tratta dalla pagina ufficiale degli Charlotte Hornets.

2° quarto:

Wanamaker e Kanter spingevano i Celtics sul +10 (18-28) mentre gli Hornets fallivano in serie occasioni open for 3 con Williams e Monk, Malik poi perdeva palla in entrata e Martin da tre andava lungo finché finalmente da fermo sula destra in uno contro uno Graham trovava da tre il più inaspettato dei canestri a 9:07dopo più di cinque minuti e mezzo…

Risposta di Hayward da tre frontale usando il blocco e contro-risposta di Martin da oltre l’arco a 8:34 per il -7 (24-31).

Boston però pareva più decisa e Kanter risolveva da sotto velocemente una mischia, Wanamaker commetteva fallo su Graham lanciato a canestro beffandolo perché gli arbitri non assegnavano i liberi e finiva per segnare Hayward in entrata spingendo molto fisicamente.

Martin in entrata chiudeva allargando la sinistra dando un bello spin alla palla mettendo fuori gioco Theis e la sua chiusura.

A 5:55 Bacon arrivava sul fondo con la drive and kick per P.J. che scagliava una saetta da tre punti senza pensarci per il 29-37.

Boston poi piazzando due bombe (nessun giro sull’esterno sulla prima e troppo spazio per Hayward pur ricevendo) viaggiava sul +14 (29-43) anche grazie a 10 punti dell’ala piccola di Stevens.

Miles con un buon primo passo bruciava Theis trovando l’appoggio dall’angolazione voluta più il fallo.

La giocata da tre punti inaugurava la rimonta proseguita con P.J. che deviando in difesa si faceva servire in attacco da Bridges proponendosi come ottimo finalizzatore al ferro.

A 2:54 jumper lungo di Bridges dalla sinistra e a 2.26 Bacon a contatto in area in caduta lanciava gli Hornets a quota 38 contro i 43 dei Celtics.

Il 9-0 di parziale era arrestato da Walker, il solito tuffo al cuore che faceva il minimo sforzo per appoggiare sul primo ferro e veder la spicchiata finir dentro per amicizia di lunga data.

Bacon da tre punti a 1:21 trascinava gli Hornets sul -4 (41-45) ma Hayward in area aveva tiro e vita facile da fronte a canestro.

Più complicata l’entrata in uno contro uno di un ottimo Bridges che dava il giusto spin al gancetto per il 43-48.

A :42.7 chiudeva il quarto Walker con la tripla facendo infilare ai due team la galleria degli spogliatoi sul 43-50 con gli imenotteri bisognosi di più sostanza offensiva.

3° quarto:

Partiva male Hayward che mancava il primo tiro, ne prendeva un secondo sulla stessa azione ma Bridges stoppandolo dava una possibilità a Charlotte che tuttavia lasciava sul campo lo stesso n° 0 perdendo palla in palleggio.

Confusione nella metà campo difensiva degli Hornets e dopo un paio di rimbalzi offensivi dei bianco-verdi arrivava il canestro di Tatum da sotto con finta su Biz, saltato via.

Biz rispondeva con l’hook ma la tripla di Kemba a 10:20 lanciava sul +10 gli ospito (45-55).

Tatum ricevendo in corsa dalla baseline destra schiacciava e gli Hornets ripiombando sulla dozzina di punti di svantaggio si affidavano a Rozier che finalmente ne metteva due dal pitturato grazie a un granitico blocco di Biz che fermava un Walker non convinto della bontà del congolese.

P.J. mancava un facile appoggio in transizione ma si faceva perdonare rientrando a spazzare da pallavolista il tentativo d’appoggio di Walker tuttavia Hayward con il suo jumper da due risultava fastidioso e preciso ancora una volta.

Un raddoppio su Graham, la palla a Rozier, lo skip pass per la tripla con spazio di P.J. dalla destra, l’in & out da tre di Walker che salvava Charlotte, una palla deviata da Biz dalle parti del ferro con recupero di Rozier e tripla dello stesso numero 3 anticipavano lo swooping hook di Biyombo servito in entrata verticale da un ficcante pass di Graham per l’8-0 di parziale e il -4 in divario (55-59).

Hayward da tre batteva il close-out di Rozier ma dall’altra parte teneva il passo Biz con l’hook.

Un elastico tra il -5 e il -7 con Tatum di sinistro in infilata e un passaggio volante magico di Miles per Bridges da sotto (59-64).

Smart da tre sopra Graham, Risposta di Rozier da fuori con il catch n’shoot (62-67), Walker drive easy e quindi arrivavano due FT per P.J. per un duro fallo di Smart lanciato alle spalle sul tentativo di dunk in transizione del nostro rookie.

P.J. litigava ancora con il ferro ai liberi non segnando i due tentativi ma a 3:57 un hook di Cody riportava sul -5 i Calabroni.

Walker in entrata decisa metteva a segno il diciassettesimo punto, dall’altra parte Zeller in versione scorer andava nel viola servito da Graham per il 66-71 ma dopo delle lamentele di Walker per un possibile fallo sul movimento del suo tiro arrivavano due punti veri di Smart che avrebbe anche l’occasione per l’and one ma la falliva così Bacon a 1.30 da tre mandava a segno la tripla per il -4 (69-73).

Ojeleye dal corner sinistro da fuori realizzava il 69-76, Graham ai liberi a 1:02 segnava i suoi primi due in una partita con pochi FT che incrementavano nel finale, ecco ad esempio il 2/2 di Wanamaker a :53.1.

Cody a .33.2 alzava la media FT con un 2/2 prima che Hayward chiudesse il quarto sfuggendo con buon veloce primo passo a Martin per arrestarsi nel pitturato e tirare sopra l’ombrello di Zeller con le stecche troppo corte.

73-80, distacco invariato, tutto rimandato all’ultimo quarto.

Zeller in mismatch su Smart. Foto tratta dalla pagina ufficiale degli Charlotte Hornets.

4° quarto:

La differenza tra i due team a livello di possibilità si notava immediatamente nonostante continuasse la cantilena dei liberi con Monk a segnarne un paio dopo 15 secondi (75-80).

Tatum da tre non la metteva ma Hayward catturava il rimbalzo, girava per la provincia e segnava su Marvin…

P.J. perdeva palla cercando un varco verso il ferro, Wanamaker dalla steal allo sbaglio da sotto grazie all’arrivo di un imperioso Monk (stoppata a una mano plastica) ma la palla era preda di Kanter che faceva la differenza.

Ancora Wanamaker offriva cibo a Kanter dopo l’errore, ecco il tap-in del turco e il +11 Boston.

75-86, partita in ghiaccio anche perché Bacon esauriva le abilità mentre Tatum segnando da tre evidentemente no, un po’ di gloria per P.J. in jam servito da un bullet no look pass smarcante di Martin.

Risveglio tardivo di Dwayne con la steal & dunk ma Zeller si buttava addosso a Kanter facendosi stoppare e Bacon andava a vuoto da tre e Wanamaker con la tripla dalla diagonale sinistra realizzava il 79-92.

Kanter e Walker ne mettevano due a testa, Graham trovava tre punti frontali e a 5:43 Bacon, splittando dalla lunetta realizzava l’83-96.

Un abisso di gap e nel finale il divario si ampliava anche perché gli Hornets ormai non credevano più alla rimonta e deconcentrati concedevano punti in più ai verdi.

A :48.7 un Bridges rimasto sul parquet colpiva da tre per il 90-109 e Hernangomez trattenuto segnava ugualmente (sbagliando malamente l’aggiuntivo) per chiudere il match sul 92-109.

Le pagelle

Terry Rozier: 5

10 pt., 2 rimbalzi, 5 assist. 4/13 dal campo. -13. Pessime scelte in entrata, non convinte, fuori ritmo con grossolani errori al tiro e palla che non si avvicina nemmeno al ferro alcune volte. Pare il Rozier di inizio stagione anche se dopo i due punti del primo tempo pareva aver ingranato (bella l’azione con recupero difensivo e tripla dall’angolo sx) salvo perdersi nel finale. Inaffidabile.

Devonte’ Graham: 5

11 pt., 4 rimbalzi, 7 assist, 1 rubata, 1 stoppata. 3/12 dal campo, 3/9 3 FG, 3 TO. -7 in +/-. Non funziona più benissimo al tiro. Accettabile ma non formidabile da fuori, rientra nei ranghi. Sarà per stanchezza o perché iniziano a conoscerlo ma è il periodo meno brillante di questo avvio di stagione per Gamberone. Basse percentuali dal campo per lui dal quale ormai ci si aspetta trascini la squadra. Serata difficile anche per fornire assist ma in quello rimane discreto. Apporto offensivo insufficiente e difesa non buona penalizzata dai cm.

Miles Bridges: 7

14 pt., 10 rimbalzi, 4 assist, 1 rubata, 1 stoppata. 5/9 dal campo. 3/3 FT, 2 TO, -2. Spesso non ha convinto quest’anno ma oggi è partito deciso sin da subito, ha accettato i duelli, anche sui cambi e altre marcature eventuali. Ha giocato con grinta su ambo i fronti e ha messo tiri non semplici in avvicinamento. Suggella la prestazione da doppia doppia e alcuni buoni assist con la tripla finale.

P.J. Washington: 6

15 pt., 5 rimbalzi, 3 assist, 3 rubate, 1 stoppata. 5/11 FG. 5 TO, 4 falli, -4. Il 3/5 da oltre l’arco sugli scarichi è buono, meno i 5 TO, alcuni palleggiando troppo alto allegramente contro avversari più rapidi. Fatica all’inizio a tener Tatum, poi gli prende un po’ le misure. Top scorer di serata per Charlotte cerca di essere polifunzionale. Ci riesce ma se lui è tra i migliori, da rookie, auguri…

Bismack Biyombo: 6

8 pt., 3 rimbalzi, 1 assist, 1 rubata. 4/5 FG. 1 TO, -3. Biz è ancora una volta in fase offensiva a render di più. Sicuro con quell’hook dal pitturato quasi una garanzia, in un caso anche in corsa. Qualche deviazione e recupero difensivo ma a rimbalzo e in opposizione deve dare di più. Ultimamente è moscio.

Malik Monk: 5

4 pt., 2 rimbalzi, 1 assist. 1/7 FG (0/4 3FG), -11. L’ho detto spesso che da fuori non c’è. Se sia un discorso di velocità, concentrazione, fiducia o tecnica nel tiro è difficile dirsi, forse è tutta la somma ma continuare a sparacchiare non aiuta. L’unica volta che trova spazio vero va dentro e mette il floater solo cotone ma è pochissimo. In difesa fa registrare una splendida plastica stoppata a una mano su Wanamaker anche se Kanter recuperando andrà a segnardue punti.

Cody Zeller: 5,5

10 pt., 4 rimbalzi, 1 assist. 4/8 con 3 stoppate subite. -12 in +/-. prova a portare energia ma come Williams è meno atletico dei dirimpettai. Segna con buona costanza sul finire del terzo quarto quando nel pitturato infila 6 punti ma va a prendersi anche tre stoppate, una andando in bocca al lupo Kanter. Prevedibile e in difesa prende in media troppo pochi rimbalzi concedendo troppo.

Marvin Williams: 4

0 pt. (0/2), 3 rimbalzi, in 12:33. -13 in +/-. Inguardabile. Fuori tempo e molle in marcatura, da quando girano voci sul suo conto per andare in un’altra squadra a livello cestistico si è afflosciato. Fortuna non sta molto sul parquet. Purtroppo senza i suoi punti la panchina non regge.

Cody Martin: 6

7 pt., 3 rimbalzi, 1 assist. 3/7 FG. ¼ 3 FG, -13 in 17:58. Uno dei pochi giocatori che a livello difensivo si impegna anche se di tanto in tanto deve cedere il passo. Alterna buone difese in serata e qualche volta lascia ai talenti avversari il canestro come quando Hayward lo batte sul primo passo. Da fuori continua a combinare poco, meglio l’inserimento e il taglio a fari spenti senza esagerare. Rimane un giocatore prettamente difensivo per portar pressione con la zona o in marcatura stretta.

Dwayne Bacon: 6

11 pt. 3 rimbalzi, 1 assist, 1 rubata. 4/8 FG. 2/4 3FG. -10 in +/-. Titolare a inizio anno, scomparso in panchina, rieccolo riesumato da Borrego in una serata dove sperava di avere un paio i giocatori sopra i 20 punti. A quella quota non arriva nessuno ma lui arriva in doppia cifra grazie alla parte centrale del match che tiene vive le speranze. Nel finale naufraga inconsistentemente anche lui perdendo un paio di palloni e non segnando quando serve ma è già un passo in avanti il Dwayne visto stasera, sperando si ritrovi. Anche dalla panchina avere un discreto Dwayne sarebbe importante.

Willy Hernangomez: s.v.

2 pt., 2 rimbalzi, 1 assist. ¼ FG. Gioca gli ultimi 2:05 e ha fame di canestri anche se sbaglia malamente l’ultimo libero e praticamente tutti i tiri dove non subisce fallo. E’ garbage di quelli pesanti, dargli un voto sarebbe eccessivo e falso.

Coach James Borrego: 5

Sperimenta anche Bacon come arma offensiva, Batum è giustamente out, spazio alla linea verde con tutto il roster a disposizione ma non si trova una quadra difensiva efficace. Offensivamente in certi frangenti il team è brillante nei passaggi ma manca di finalizzazione. Liberare giocatori che falliscono tropo spesso il tiro è indice di una qualità inferiore rispetto la media NBA e nelle ultime uscite il team sta tirando male. Rozier è tornato a bassi livelli e Graham non funziona più da fuori.

Game 35: Charlotte Hornets @ Memphis Grizzlies 104-117

Analisi

Gli Hornets non perdevano dal dicembre 2014 a Memphis ma arrivavano da una serie di 4 sconfitte consecutive.

Serviva a poco la tradizione, anche quella delle maglie storiche con i Grizzlies a rispolverare quella divisa degli anni ’90 vista a Vancouver con il colore base simile a quello che aveva fatto pochi anni prima il successo commerciale di Charlotte.

Gli Hornets, in viola vintage al terzo tentativo disonorano ancora una volta questa bella uniforme perdendo ancora una volta (3 su 3).

Ovviamente gli interpreti attuali fanno la differenza, segno che, se preso in positivo, potrebbe spingere chi di dovere a costruire qualcosa di più piacevole per il futuro rispetto a una squadra scesa sul parquet senza troppa voglia con un Marvin che, rispetto alle gare precedenti sembra quasi uno con le valige in mano.

Partita che dopo la brillante steal di Rozier, bravo sul tip-off iniziale a infilarsi tra le maglie turchesi e ad appoggiare in soli 5 secondi, prendeva la piega di Memphis con gli hornets spesso fuori ritmo a conceder rimbalzi offensivi e second chance in un finale deludente.

Iconici a inizio gara il canestro di Valanciunas per il pari con il gancetto in area, la tripla di Brooks per il 2-7 e il rimbalzo offensivo capitato in mano ad Anderson su suo errore con seconda possibilità e canestro dal pitturato dello stesso a 9:21 per il 3-9.

I Grizzlies non abbandoneranno mai il comando del match toccando i 15 punti nel primo quarto e i +20 nel secondo.

Nel terzo quarto Graham centrava da tre il 67-72 a 4:05 ma la difesa degli Hornets si mostrava fragile quando serviva e la tripla di Allen dopo 16 secondi allontanava Memphis che, anche subendo qualche iniziativa personale offensiva di Monk e Zeller e incassando due triple di P.J. nell’ultima frazione, non soffriva rientri importanti sotto gli 8 punti rispondendo sempre, ad esempio quasi in avvio di ultima frazione con 6 pt. consecutivi di Brooks.

Solito abuso nel tiro da tre punti con Graham spesso pressato, vedi ultimo quarto e 24 secondi consumati facendo girar palla per far arrivare Graham a una conclusione forzata da oltre l’arco fuori misura.

9/31 per un 29,0%, 42 rimbalzi a 50 (11-13 gli offensivi) e 23 assist a 30. 65,6% ai liberi (ancora una volta bassa percentuale) mentre Memphis tira meno FT ma li realizza tutti (17/17), tira peggio da tre di poco ma dal campo finisce con il 48,9% evidenziando la non tenuta difensiva di Charlotte che, nonostante le rotazioni sperimentate da Borrego in partita, sembrerebbe avere problemi difficilmente risolvibili negli uno contro uno, in contenimento e sulla visione complessiva negli sviluppi dell’azione.

Monk chiuderà con 18 punti seguito dalla coppia Graham-P.J. Washington a 16 pt. mentre Zeller chiuderà con 14.

Per Memphis Brooks chiuderà con 20 punti e l’espulsione per il sesto fallo nel finale, Clarke ne metterà 18 e Valanciunas sul podio 16, anche Grayson Allen con 15 pt. e Jaren Jackson Jr. in doppia cifra con 14 pt. + 12 rimbalzi.

Per Charlotte tentativo finale di chiudere con una W l’annata e rompere il muro delle 5 sconfitte consecutive con Boston nel next game, affare non semplice…

Le pagelle

Terry Rozier: 4,5

9 pt., 2 rimbalzi, 8 assist, 1 rubata. 3/8 FG. 5 TO, -14 in +/-. 8 assist ma tantissimi TO e un passo cadenzato errato in entrata con variabili sui generis fuori anche dagli schemi stilistici con la spicchiata che a volte finisce lontana dal ferro (per sfuggire alla stoppata, anche quelle in rincorsa su sue transizioni). Fallisce un layup in transizione inventandosi un reverse che apre spazio a due punti Grizzlies in transizione, difende facendosi attirare dal palleggiatore nel terzo quarto lasciando spazio per la tripla aperta. Purtroppo uno scempio in generale e il -14 con lui sul parquet è anche poco.

Devonte’ Graham: 5,5

16 pt., 4 rimbalzi, 10 assist, 2 rubate. 5/18 FG. 3/13 3 FG, 1 TO, -18 in +/-. Tripla dal bordo destro di centrocampo (per necessità temporale) a parte, doppia doppia con assist a ripetizione nel terzo quarto di ogni tipo (da kick and drive, corti, lunghi su scarichi esterni per Marvin ad esempio), nei 34:58 tira piuttosto male. Non perde molti palloni ma era diventato uno dei finalizzatori principali per gli Hornets e non riuscendo la squadra a creargli dei tiri da piazzare un po’ più tranquillamente da tre va in ansia. Nel complesso avrei potuto dare anche un 6 ma troppi errori dal campo sembrano farlo tornare quello dell’annata precedente. Sarebbe meglio che Borrego disegni qualcosa per lui in modo da liberarlo. Complessivamente gestisce discretamente il numero di possibilità tra tiri personali e altruistici assist.

Miles Bridges: 5,5

8 pt., 7 rimbalzi, 1 assist. 4/10 FG, 0/3 3 FG, 3 TO, -6. Non una partita sufficiente per Miles che gioca 26:09 e va a perder tre palloni, uno spingendo in attacco. Da fuori non prende come il cellulare in mezzo a montagne impervie e la sensazione è che la prestazione non sia ai suoi veri livelli ma da performance scarse troppe volte viste quest’anno come testimonia nel primo tempo un passaggio per nessuno, completamente insensato.

P.J. Washington: 6,5

16 pt., 4 rimbalzi, 1 assist, 1 stoppata. 5/9 FG, 4/6 3 FG, -16 in +/-. Perde di vista ogni tanto la situazione generale lasciando come nel terzo quarto lo spazio per la tripla nell’angolo destro. Per questo perde mezzo punto, con lui sul parquet è -16 ma mette diverse triple importanti nel terzo quarto riportandoci a -5 poi va un po’ corto e i Grizzlies raddoppiano il vantaggio. E’ un rookie, se crescesse in aggressività a rimbalzo e in difesa (contenimento/posizionamento) potrebbe essere un giocatore da mantenere in futuro.

Bismack Biyombo: 6

10 pt., 6 rimbalzi, 2 stoppate in 20:35. 3/5 FG, -4 in +/-. Non sposta. Passa dalla stoppata a non riuscire a convertire un alley-oop (il passaggio avrebbe potuto esser migliore sulla stessa azione) lasciando poi il varco in difesa per la transizione con due punti facili per i Grizzlies. Buon apporto offensivo, cede il passo a un turnaround di Valanciunas dal post basso nonostante una buona difesa e un solo fallo testimonia una miglior coordinazione rispetto al passato ma anche un po’ meno aggressività (salvo eccezioni come quando alto in pressing fa commetter passi a Valanciunas) e servirebbe uno sforzo maggiore non solo suo ma di tutto il team. E’ con lui comunque che la squadra può solidificarsi meglio intorno all’anello ma deve stare attenta sugli scarichi.

Malik Monk: 6,5

18 pt., 5 rimbalzi, 1 rubata, 1 stoppata. 8/18 dal campo, -3 in plus/minus. Non è il giocatore che cambia il volto a un match mettendo on fire una serie lunga di tiri ma in serata mette parecchia benzina nella macchina di Charlotte veramente a secco. Non basta, anche lui si perde un po’ e i colpi che da la macchina indicano un low fuel da parte di tutta la squadra. Va per preziosi ottani con 8/18 dal campo.

Cody Zeller: 6

14 pt., 3 rimbalzi, 1 assist, 1 rubata. 5/8 FG, 4/5 FT, -9 in +/- in 19:12. Buon apporto offensivo, sembra sempre un po’ piombato a terra in talune circostanze ma in attacco riesce a farsi valere. Peccato per la spinta sul difensore che va a sbattere su Monk e costringe la terna a fischiar fallo offensivo.

Cody Martin: 5,5

1 pt., 3 rimbalzi, 1 assist, 1 rubata. 0/2 FG in 15:09. A 0 nel plus/minus è giocatore che da fastidio in difesa, avesse anche un buon attacco potrebbe giocare più minuti e aiutar la squadra. Andrebbe inserito in un contesto con in campo i nostri migliori lunghi e gente come Graham per una small ball tra guardie offensivamente parlando se Rozier è questo. Di certo se evita di sparare troppo è meglio.

Marvin Williams: 5,5

6 pt., 4 rimbalzi, 2 rubate. 2/5 dal campo. Una tripla dal corner sinistro su scarico di Graham, due liberi splittati poi in difesa non mi sembra pronto troppo spesso nonostante i 4 rimbalzi in 23:23.

Michael Kidd-Gilchrist: s.v.

2 pt. (½ FG), 3 rimbalzi, 1 palla persa in 4:36. Chiude con il plus/minus a +2 ma dopo un buon canestro manca un altro tiro e perde palla. Glissiamo sul voto visti i pochi minuti, probabilmente sarebbe stato tra il 6 e il 5,5.

Dwayne Bacon: s.v.

0 pt. (0/0), 1 assist in 2:19. “Curioso” +6 in +/- nel garbage, per il resto, alla prossima…

Willy Hernangomez: s.v.

4 pt., 1 rimbalzo in 2:19. Ha voglia di metter qualche punto, si procura 4 FT velocemente, ne mette due, infila un canestro ma non trova spazio in squadra anche se a questo punto si potrebbe provare come ala grande. Marvin sembra in declino e Willy nonostante non sembri uno abilissimo a difendere e troppo filiforme nonostante kg per resistere ai contatti, potrebbe garantire maggiori rimbalzi, fattore deficitario per Charlotte ultimamente. Chissà se Borrego darà un occasione anche a lui a patto che allo spagnolo non parta l’embolo in attacco andando a cercar gloria con giocate impossibili o difficoltose alla Rozier.

Coach James Borrego: 5

Squadra allo sbando che gioca maluccio in attacco. I collegamenti sono garantiti da Graham, le sinapsi di Rozier funzionano a tratti e in difesa non si esce dal tunnel della bad defense nonostante ci sia tutto il roster a disposizione e stiano giocando potenzialmente gli uomini migliori del roster. Predica fisicità ma a questo punto un urlo per svegliar qualcuno sarebbe necessario oppure provare a inserire Willy con più minutaggio, a rimbalzo gli Hornets si fanno troppo spesso sopraffare. Si va tankando anche senza volerlo ma vedere una partita del genere, sempre sotto, tornati al massimo sul -5 contro un team come i Grizzlies (con tutto il rispetto) non di primo piano, non è stato digeribile. Uno dei punti più bassi delle ultime sei annate.