Informazioni su igor

La mia Hornetsmania comincia nel 1994, quando sui campi della NBA esisteva la squadra più strana e simpatica della Lega, capace di andare a vincere anche su campi ritenuti impossibili. Il simbolo, il piccolo "Muggsy" Bogues, il giocatore più minuscolo di sempre nella NBA (che è anche quello con più "cuore"), la potenza di Grandmama, alias Larry Johnson, le facce di Alonzo Mourning e l'armonia presente nella balistica di Dell Curry, sono gli ingredienti che determinano la mia immutabile scelta.

Totopaolo 2022/23, 16ª settimana

A cura di Paolo Motta.

Il programma della sedicesima settimana
Con quattro vittorie nelle ultime sei partite gli Hornets (15-36) tentano di scaldare i cuori dei propri tifosi prima di possibili “coccoloni” in vista della chiusura del mercato NBA che avverrà il 9 Febbraio.
Ecco gli impegni della settimana:
Game 52 – mercoledì 01 Febbraio ore 02:00 @ Milwaukee Bucks (33-17):
Quattro vittorie di fila per i Bucks che, con il rientro di Antetokounmpo (38.3 punti di media la scorsa settimana), tornano a tallonare Boston per il primo posto ad Ovest. Squadra in forma e per di più da affrontare fuori casa, sconfitta indolore.
1 Fisso.
Game 53 – venerdì 03 Febbraio ore 02:00 @ Chicago Bulls (23-26):
Rivincita di qualche giorno fa contro i Tori dell’Illinois.
Solito trio DeRozan, LaVine e Vucevic a impensierire la difesa dei nostri beniamini.
Con un Plumlee in stato di grazia, vincere nella “Città del Vento” dovrebbe essere alla portata.
2 in onore di Igor Ferri (che ringrazia).
Game 54 – sabato 04 Febbraio ore 01:00 @ Detroit Pistons (13-39):
Sfida d’altri tempi in Michigan con le due squadre già in ottica Draft 2023.
I padroni di casa reduci da otto sconfitte in dieci partite regalano soddisfazioni agli avversari con una difesa da film horror.
Hornets al momento in discreta forma e quindi favoriti per la W finale.
2 fisso.
Game 55 – domenica 05 Febbraio ore 19:00 Vs Orlando Magic (20-31):
Continua la crescita dei giovani Magic che dopo circa due anni di assenza possono riabbracciare anche il lungodegente J. Isaac.
Piacevole partita della domenica sera, equilibrata e con la vittoria a portata di mano. Win per iniziare bene la settimana entrante.
1.
Il pronostico della settimana: 3-1

Game 51: Charlotte Hornets Vs Miami Heat 122-117

Perfetto. Un Gordon Hayward come non si vedeva da tempo con un 7/7 dal campo per 20 punti totali.

Charlotte batte a sorpresa anche gli Heat lanciati nella Eastern Conference sovvertendo la partita nuovamente nel terzo quarto.

Questa volta è P.J. Washington (27 punti) ad accendere la scintilla aiutato alla grande da Terry Rozier che con 31 punti è stato il top scorer della partita (due canestri spettacolari sulle sirene del secondo e terzo quarto, rispettivamente tripla frontale dal logo di tabella ed escape dribble dalla sinistra per battere il francobollato close-out).

20 i punti di un perfetto Hayward (7/7) mentre 19 punti sono arrivai da Ball che aveva iniziato molto male al tiro ma nell’ultimo quarto si è ripreso con due triple al momento giusto per spingere a margini di vantaggio adeguati gli Hornets.

Il suo apporto è valido anche in termini di assist di qualità mentre particolare è il dato che da 3-0 nelle stoppate totali con Adebayo & soci irretiti dalla rete di passaggi di Charlotte che non sono riusciti a sbloccare la casella, inimmaginabilmente.

Bene Mark Williams che potrebbe diventare un prospetto davvero forte se già se la cava bene anche contro Adebayo e soci mentre D. Smith Jr. con il suo lavoro difensivo ha un +19 in +/- anche se non è andato affatto bene al tiro.

Plumlee ha chiuso con 10 punti e 8 rimbalzi mentre l’unico dalla serata storta è stato McDaniels che a parte i rimbalzi non è sembrato essere davvero in forma.

Heat aiutati un po’ dalla terna con alcune scelte più che discutibili e da Butler con 28 punti che ha spinto molto gli Heat a fine primo tempo e di riflesso quando è entrato nell’ultimo quarto (forse un po’ troppo tardi gettato nella mischia da Spolestra).

La mano di Herro ne produceva 24, 17 per Adebayo e 11 per Lowry ma solamente con 3 Ft regalati da McDaniels a partita chiusa.

Adebayo ha chiuso solamente con 4 rimbalzi e gli Hornets hanno vinto sotto le plance 51-46 mentre il fattore fondamentale è stata la percentuale al tiro dal campo.

Nel finale Charlotte, dopo aver segnato 6 triple di fila a cavallo tra il terzo e l’ultimo quarto, ha sprecato altrettante occasioni da fuori rischiando di gettare al vento la partita ma se nel primo tempo Charlotte aveva tirato con il 51,2% dal campo (solo il 27,3% però da oltre l’arco) contro il 55,8% generale di Miami, il 54,2% con il 37,5% da tre punti unito al 48,4% generale avversario ha fatto sì che Charlotte capovolgesse il match.

25-10 nei fast break point nel finale, altro dato incrementato nel secondo tempo…

Altra vittoria figlia e frutto della volontà della squadra anche quando non sembrerebbe possibile.

Mason Plumlee, anche in serate non perfette da il suo contributo. Provvidenziale nel finale.

Game recap

Partita nella quale gli Heat sulla carta potrebbero far un sol boccone degli Hornets che evidentemente non lo sanno e continuano a giocare sulla scia della W con i Bulls.

Il primo quarto è equilibrato e quando Herro estrae il ferro riuscendo a far staccare i suoi per la prima volta di 5 pt. (18-23), Rozier con un fing and roll ed una tripla a 3:11 annullava il vantaggio ospite.

Nel finale piovevano due tecnici (uno per parte, alla bench di Miami e a Ball, abbastanza strani) quindi l’ultimo canestro di Adebayo, lanciato da un bound pass che sorprendeva Williams, dava il 26-28 Heat dopo 12 minuti.

Williams pareggiava dalla lunetta a inizio secondo quarto e P.J. Washington riportava in vantaggio i teal con un euro-step, la partita rimaneva equilibrate e un 2+1 per Hayward in pull-up (toccato da Herro sull’avambraccio al momento del tiro) dava il 41-40 Hornets.

Ancora Gordon dall’angolo sinistro, lasciato libero sull’intero possesso, rifiniva da tre l’ottimo gioco di squadra degli Hornets che nel primo tempo con una buona trama di passaggi mettevano in difficoltà l’ottima difesa di Miami finendo al 51,2% ma non bastava perché Butler nel finale spingeva gli Heat tra canestri e liberi concessi (piaciuta poco la terna in certe occasioni ad esempio su certi charge) sul +7 e a Rozier rimaneva giusto il tempo per accelerare e tentare una tripla dal logo che battendo sul glass accarezzava la retina per il 58-62, finale di primo tempo.

Un parziale di 1-10 dopo l’intervallo (½ di Plumlee in lunetta il punto di Charlotte mentre per Miami arrivavano due bombe di Herro) mandava Charlotte lontana sul 59-72 con prospettive poco promettenti per la squadra di casa ma come accaduto nel match precedente qualcosa cambiava dopo un time-out nel terzo quarto.

Hayward sganciava una tripla a 7:13, Rozier metteva dentro a 6:51, Ball pompava un passaggio schiacciato quasi verticale sulla corsa di P.J. Washington che arrivava agilmente a schiacciare il 70-74.

P.J. Washington si riattivava quando Miami tentava il secondo strappo (Lowry 72-81): gancetto e due triple per l’80-81, Rozier con la bomba tirata su in escape dribble in uno contro uno portava sopra Charlotte, Vincent pareggiava, P.J. Washington on fire gettava dentro la terza consecutiva ma ancora Vincent replicava per il pari a quota 86.

Miami rimaneva al palo nell’ultimo minuto e Rozier con un altro dei suoi canestri con spostamento laterale faceva fuori il close-out del difensore battendo la sirena per la seconda colta in serata: 91-86.

Spolestra teneva a riposo Butler, gli Hornets andavano a nozze con un 2+1 di Williams e Ball che mandava a segno la sesta consecutiva di Charlotte per il 102-91 a 8:06 ma gli Hornets ne sbagliavano altrettante con un pacchetto variegato di player al tiro mentre il rientro di Butler e scelte più easy di tiro portavano la squadra della Florida al -2: 108-106.

Per un fallo su Plumlee, il nostro centro andava in lunetta splittando, Miami potrebbe pareggiare con un open di Oladipo a 2:36 ma l’errore non portava a nulla e 19 secondi dopo Plumlee prendeva la parabolica su una palla a due tra Rozier e Lowry per andare a battere Adebayo in corsa e depositare.

Lowry mancava un’altra tripla per i “neri” e Ball da fuori infilava la sfera scaccia paure: 114-106 a 1:51.

Miami tornava a -5 con Herro da tre da dietro il vetro ma P.J. Washington recuperava il proprio rimbalzo strappandolo dalle mani di Herro per depositare il 118-111, sicurezza visto il challenge vinto da Spolestra per un fallo chiamato contro Lowry su un rimbalzo appena preso da Plumlee.

Il challenge aveva successo ma era troppo tardi, Plumlee aveva il tempo per andare a schiacciare e Miami di mandare Lowry in lunetta (McDaniels, fallo imbarazzante) per la doppia cifra.

122-117 il finale a sorpresa con gli Hornets alla prima W contro Miami nell’annata.

 

Game 50: Charlotte Hornets Vs Chicago Bulls 111-96

28 punti in serata per un decisivo Rozier.

Partita tirata all’Hornets Nest dove i granito-verdeoro battagliano – d’altra parte per Dell Curry una selle componenti chiave di questo match sarebbe stata la fisicità – sino quasi alla fine contro gli arrembanti Tori uscendo vincitori in una partita assolutamente difficile.

Per Clifford ritrovare Ball e Hayward era sicuramente fattore importante ma LaMelo “tradiva” al tiro per larga parte del match con un 1/13 iniziale sebbene apportasse benefici in assist.

Primo tempo appannaggio dei Bulls che riuscivano a muover bene palla e a tagliare diverse volte la difesa dei Calabroni aiutati da qualche pull-up di qualità che alla fin si rivelerà però deleterio nell’abuso.

Charlotte, dopo il 4/7 da tre iniziale, nei primi 24 minuti collezionava solamente un 1/16 da fuori e finiva sotto 47-55 anche grazie alla difesa di Caruso e compagni che riuscivano anche attraverso i TO concessi a massimizzare l’attacco.

Gli Hornets parevano essere sul punto di collassare sul -10 (61-71) ma Plumlee (perfetto in serata con 9/9 dal campo così come l’altro centro Mark Williams da 5/5) rifiniva due azioni quindi la difesa asfissiante di Rozier unito al suo attacco valeva l’aggancio con tre situazioni tutte made in T-Ro.

Partita che vedeva le squadre perdere un po’ il ritmo offensivo e commettere diversi falli tanto che si entrava in bonus a 8:23, alla fine Charlotte ritrovava un canestro da tre con ball nell’ultimo quarto e cominciava a staccarsi con le principali armi d’attacco dei Bulls “attenzionate” in maniera particolare che perdevano mordente.

Gli Hornets così chiudevano con una vittoria meritata e un punteggio che si ampliava non raccontando tutte le difficoltà di una partita non semplice con tutto il quintetto dei Bulls in doppia cifra ma nessuno in doppia doppia: DeRozan 28 pt., LaVine 18, P. Williams 15, Dosunmu e Vucevic 12 con 9 rimbalzi per Vuc e LaVine.

Decisivo il freno messo da Charlotte all’attacco ospite che a fine primo tempo tirava con il 48,7% contro il 40,7% finale mentre Charlotte passava dal 40,0% al 46,4%.

In particolare i Bulls collassavano da fuori finendo con il 16,0% contro il non certo rassicurante 21,9% di Charlotte che tuttavia ribaltava la situazione del primo tempo nei fast break point vincendo 23-15 e nel pitturato con un 58-54.

Liberi importanti ma amplificati nel finale con i Bulls a cercar di fermare il tempo: 18/22 per Chicago contro il 26/31 per Charlotte mentre 21-11 è il conto tra le due panchine in termini di punti con Donovan in rotazione reale da 8 uomini (Dalen Terry :56.1 non conteggiato) contro i 9 usati da Clifford.

58-50 a rimbalzo ma soprattutto un 23-16 negli assist a raccontare di come i Tori non abbiano trovato più molti sbocchi facili dismettendo spesso il gioco di squadra per affidarsi all’individualità in tiri un po’ forzati.

Strana partita per Ball che non ha mai trovato il ritmo (2/15 e 6 TO al nuovo rientro) ma ha attratto a lungo i miei improperi, è andato comunque in doppia doppia sfruttando la lunetta e andando bene a rimbalzo oltre a smistare 8 assist (Mason ringrazia le sue verticalizzazioni) segnando una tripla spartiacque mentre Rozier è stato fantastico su ambo i lati del parquet.

Ottima prestazione anche per Hayward (stoppata nel primo quarto in recupero altissima su un LaVine che pareva chiedergli come avesse fatto) mentre i centri sono stati perfetti dal campo con un 14/14 decisivo più 18 rimbalzi, quasi tutta la squadra bene tranne Thor che ha chiuso con un -11 in +/- non casuale.

Mason Plumlee colleziona un’altra doppia doppia.

Game recap

I Tori partivano caricando sul 4-0 con Dosunmu che sorprendeva la difesa Hornets puntando veloce a canestro e un pull-up di DeRozan.

Charlotte rispondeva con il primo canestro di Rozier da tre a 10:45 e più tardi con P.J. Washington sempre da oltre l’arco per accorciare sul 6-8.

Lo sciame Hornets si attivava sul 6-10, tripla di Rozier, a seguire quella di Ball, hook di T-Ro e schiacciata di Plumlee a 7:44: parziale da 10-0 e Bulls in time-out sul 16-10 Hornets.

Charlotte estendeva il parziale a 11 ma poi subiva il rientro; LaVine realizzava in schiacciata e da fuori per il 26-24, White pareggiava a quota 27 e Rozier teneva avanti Charlotte con un’altra tripla per il 30-27 non riuscendo però ad evitare (uscito per riposare) che la squadra dell’Illinois passasse avanti a fine quarto con un turnaround di Williams incrementato da un’altra bomba di White per il 32-36.

Primo quarto con alte percentuali, secondo da incubo per gli Hornets che subivano la pressione di Caruso e soci non riuscendo a trovare il bandolo della matassa, anzi, alcuni turnover avvantaggiavano la squadra di Donovan che, nonostante un divario rimasto contenuto, sembrava poter avere i mezzi offensivi per ammazzare la partita specialmente a :04.7 quando Lavine realizzava un two and one comodo passando Plumlee e trovando sul layup un leggerissimo contatto con McDaniels.

47-55 all’intervallo, divario che iniziava a oscillare anche in doppia cifra ma le colonne portanti degli Hornets cominciavano a farsi sentire entrati nella seconda metà del quarto: Plumlee prima schiacciava poi andava in alley-oop esaltante a 5:22 (65-71), arrivava quindi la gran difesa di Rozier che recuperava un pallone, un rimbalzo e rubava la sfera a Vuc per portare tre micidiali azioni sotto le plance dei Bulls chiuse con 6 punti che annullavano completamente il vantaggio ospite.

Sul 71 pari D. Smith dalla destra realizzava un pull-up ma i Bulls mantenevano il vantaggio a fine quarto con un 2+1 di DeRozan e Caruso che segnava il 77-79.

Hornets che pescavano il pari dopo esser stati sotto di 4 con la dunk di Mark Williams e due FT di Ball a 11:14 (81-81) e la partita rimaneva pari fino a 8:49 con due FT di P. Williams.

Le squadre andavano presto in bonus (8:23) ma Dosunmu a 7:57 mancava uno dei due liberi, Charlotte rimaneva avanti di uno (89-88) iniziando a staccarsi letteralmente con un big fade-away di Hayward su LaVine e finalmente una tripla di Ball (partito con un 1/13 dal campo) mentre a 5:46 Plumlee realizzava il layup del 97-88.

I Tori, nonostante il formidabile trio d’attacco perdevano ancor di più il ritmo nonostante LaVine (notevole la sua schiacciata in corsa) portasse 4 punti veloci ai suoi per il 100-94.

Rozier batteva un colpo, Plumlee – spiegato nel video il perché – si cimentava in un improbabile reverse layup di quelli non esteticamente perfetti e poco realistici nei videogame ma si rifaceva con un palleggio in mezzo alle gambe e un tiro dalla baseline destra che faceva esplodere anche la panchina poiché da distanze inusuali e fino a poco tempo fa fuori range per lui.

Gli Hornets ritoccavano dalla lunetta perché i Bulls non volendo cedere fino a meno di un minuto dalla fine bloccavano il cronometro così arrivava il 111-96 finale.

 

 

Game 49: Charlotte Hornets @ Phoenix Suns 97-128

Terry Rozier, 19 punti con 7/21 al tiro precede Plumlee con 17 e McDaniels con 15, unici giocatori di Charlotte in doppia cifra in serata.

I Calabroni escono impolverati dalle sabbie di Phoenix in vista di un doppio appuntamento casalingo.

Dopo due brillanti vittorie sono arrivati altrettanti stop pesanti, l’ultimo nella notte a Phoenix con il rischio di una disfatta abissale a metà secondo quarto con i Suns sul +30…

Quale sarà il vero volto degli Hornets del periodo ce lo diranno le prossime due sfide in settimana, per ora, oltre le croniche difficoltà, aleggia una certa sfiducia per la maniera con la quale si sono chiuse le ultime due sfide.

Dopo il 2-0 firmato da McDaniels e la tripla incassata da Cam Johnson, gli Hornets si trovavano rapidamente in svantaggio considerevole – nonostante il pari in alley-oop di McDaniels per il 5-5 – poiché proprio il tiratore dei Suns produceva un inizio incandescente con 14 punti mandando i locali sul 7-16…

I Suns chiudevano il primo quarto avanti 15-36 grazie ad un 62,0% dal campo ed a un Biyombo che unito al resto della difesa pronta a rendere difficili le penetrazioni, influenzavano Plumlee e Rozier, spenti nei primi 12 minuti mentre a McDaniels andava meglio ma anche lui spesso perdeva il turno.

Ad inizio secondo quarto i Soli, con la panchina profonda, sembravano quasi giocherellare: Landale mancava un appoggio da sotto ma realizzava 10 punti in 8 minuti segnando anche da fuori, Mikal Bridges a 7:01 con l’and one realizzava il 20-50.

I Suns si rilassavano un po’ sul perimetro e Rozier ne approfittava per sganciare tre bombe, Thor sul lato opposto (dx) infilava un lungo due e McGowens e Plumlee pescavano due giocate da and one trasformate mentre i Suns andavano a vuoto storditi temporaneamente dalla zona di Clifford.

Charlotte tornava a -8 nel suo periodo di maggior splendore affacciandosi nell’ultimo minuto ma Cam Johnson prima dell’intervallo realizzava ancora da tre per il 47-58, un avvertimento…

19-28 a rimbalzo, 12-21 negli assist, 2-9 nelle stoppate e per i Suns 11/20 da 3 al tiro (Monty Williams come quasi tutti i coach avversari sfrutta la vulnerabilità degli Hornets sul perimetro) a fine primo tempo non promettevano nulla di buono anche perché in casa Hornets il primo tempo andava in onda con McGowens come SG titolare visto lo slittamento di Rozier in PG per la mancanza si Ball e gli swingman Oubre Jr., Martin out ai quali si univa anche la mancanza di Hayward in serata…

CP3, dopo essersi visto per altri aspetti, batteva un paio di colpi da fuori in proprio e in generale i Suns non facevano fatica a sbarazzarsi di Charlotte prendendo rapidamente un +20 (57-77 a 5:09 con una tripla di Paul, già menzionata).

Nel finale i Suns raggiungevano il massimo vantaggio sul +33, due FT per Mark Williams (lanciato nel garbage time per questa partita perché Clifford ha scelto Richards come secondo centro nell’occasione) chiudevano i conti sul 97-128.

Per i Suns Biyombo ha chiuso con 6 rimbalzi e 5 stoppate, Cameron Johnson con 24 punti (9/11), Saric 19, Mik. Bridges 18, Landale 15, Paul 14 pt. ed 11 assist, Lee a completare l’opera da doppia cifra con 11 punti.

Numeri di squadra: Oltre alle solite caratteristiche positive come rubate, TO, punti in area e fast break pt. E negative come le percentuali al tiro e in lunetta che rendono comunque sempre fragile la difesa e l’attacco Hornets, questa volta la squadra di Clifford, divenuta un buon team nei rebound, ha ceduto nettamente a rimbalzo con un 46-64 finale mentre decisiva è stata la statistica assist con i teal sovrastati 19-37.

I numeri restanti nei tabellini sottostanti:

Game 48: Charlotte Hornets @ Utah Jazz 102-120

Mason Plumlee, probabilmente al suo miglior periodo in NBA.

Alla Vivid Arena di Salt Lake City è sempre stata dura per gli Hornets portare a casa una vittoria e nonostante i Jazz abbiano cambiato volto questa estate e non abbiano una classifica da favola, rimangono sempre una squadra ostica e sorprendente soprattutto rispetto ai pronostici sulla carta.

Gli Hornets iniziavano bene con un turnaround hook di Plumlee per poi continuare a battere cassa con un Rozier ancora ispirato sulla scia di Atlanta e a 7:51 lo step-back di McDaniels valeva il 12-7.

I Jazz ripassavano avanti a 4:04 con la bomba di Clarkson (14-15) ma nel finale di primo tempo Mark Williams si mostrava immarcabile per la difesa dei Jazz e dava una spinta decisiva per far chiudere avanti 24-21 ai nostri il primo quarto anche perché il game plane di coach Will Hardy (non Matt fortunatamente) nel primo quarto non funzionava, tante le triple dei Jazz mancate.

Nel secondo quarto gli Hornets si impastavano in attacco tra corridoi difensivi, palle perse e tiri sbagliate mentre Markkanen (15 pt. Dopo 24 minuti) ed Agbaji “lavoravano ai fianchi” la difesa Hornets colpendola dagli angoli così i Jazz salivano anche sul +15 finendo il primo tempo con un 11/29 da tre mentre i Calabroni a metà game facevano segnare un siderale freddo nella casella 3%: 0%…

Anche il 5/10 dalla linea dei liberi alla fine del primo tempo non aiutava certamente (Rozier 1/3 ma con 13 punti totali) nonostante Charlotte risultasse più concreta con il 47,6% dal campo (merito specialmente dei due centri) contro il 40,5% più proficuo degli avversari.

45-58, 13 punti da recuperare che gli imenotteri tagliavano con buon movimento di Plumlee in area, il primo tre punti da parte di Rozier a 10:49 e con Hayward in transizione a 10:30 da 2+1.

53-58 prima della tripla di Markkanen e due FT (½) per P.J. Washington a 10:02 che fissavano il 54-61.

Due triple di Conley facevano ripiombare i Calabroni a -13 e con un 1/10 da fuori non si riusciva che accorciare sul 60-71 a 6:26 dopo un errore da fuori di Rozier e un fallo in attacco su McDaniels abile a recuperare il rimbalzo prima di un time-out con la panchina di Charlotte e i giocatori un po’ frustrati per l’andamento della partita.

Rozier segnava a 6:02 da tre ma McGowens più tardi mancava da sotto due volte consecutive, chiaramente fuori tempo, l’appoggio per riavvicinarsi ulteriormente, si andava sull’altro fronte dove Thor intercettava Agbaji lanciatosi dalla linea di fondo destra per andare a schiacciate: la smanacciata sul lembo laterale della palla produceva una deviazione nel corpo dell’attaccante che quasi per forza centrifuga rovinava a terra mentre così non accadeva a 1:59 quando Horton-Tucker con la stessa dinamica anticipava l’intervento dello stesso JT andando a schiacciare il 74-87.

A 1:29, sotto di 15 punti, un fallo fischiato a favore di Sexton contro Mark Williams sullo schermo alto veniva rivisto con il challenge su richiesta di Clifford ma la terna perseverava nella visione di un fallo inesistente.

Charlotte però piazzava due canestri con DSJ e nel mezzo anche una stoppata di Mark Williams – in aiuto – su Sexton più un libero (su due) da parte di McDaniels che lanciato in transizione era toccato sull’avambraccio da Gay.

79-89, Hornets che con difficoltà cercavano di rimanere agganciati alla partita per gli ultimi 12 minuti.

L’idea andava in fumo subito e a 8:50 Agbaji circumnavigava il lento Hayward per appoggiare sul vetro a sinistra l’81-100.

La squadra ormai deragliata ed in attesa di back to back non rispondeva più molto alla partita così Kessler ne approfittava per aumentare di qualche punto il personale tabellino e a 4:17 il risultato era stra-segnato: 87-112.

Dentro anche Fontecchio che a 3:27 segnava di tabella dalla diagonale destra tre punti su Kai Jones che subito dopo faceva spuntare la sua chioma teal sulla plancia opposta per una jam.

Richards e Jones riducevano un po’ lo scarto giocando bene anche in difesa: 102-120 il finale.

Alla fine la spinta ed i numeri decisivi sono rimasti quelli da tre punti: 2/16 (12,5%) contro 16/40 (40,0%) mentre il 24/34 contro il 22/26 dalla lunetta non è stato decisivo nonostante le diverse occasioni perse.

Altri fattori non hanno inciso: 54-52 a rimbalzo, il vantaggio nelle stoppate (7-4) o le steal (8-8) mentre il 22-25 negli assist ha favorito l’Hardy team nel momento decisivo.

Niente da fare quindi nonostante il 22-15 nei fast break ed il 66-46 nel pitturato con 29 punti della coppia Williams/Plumlee.

18 punti e 8 rimbalzi per Mason mentre Rozier ne ha messi 23 ma con un 9/23 al tiro, non il suo meglio.

15 punti e 9 assist per DSJ che ha ritoccato nel finale i suoi punti mentre l’ex Hayward ha fatto registrare 11 punti così come Mark Williams che ha aggiunto 3 stoppate.

I Jazz si sono avvantaggiati con 25 punti e 11 rimbalzi del finlandese Markkanen, Clarkson ne ha realizzati 18, 14 per Conley, 13 pt. E 9 rimbalzi per Kessler, 11 punti per Sexton mentre Fontecchio ha chiuso con 3 punti, 2 rimbalzi, 2 TO in 4:17.

Charlotte sarà a Phoenix già domani notte tentando di strappare una W ad una squadra acciaccata ma sempre temibile.

 

 

Totopaolo 2022/23, 15ª settimana

A cura di Paolo Motta.

Il programma della quindicesima settimana
Un paio di colpi d’orgoglio battuti dai lungodegenti Hornets (13-34) riscaldano una fredda settimana di metà gennaio.
Fuoco di paglia oppure un cambio di rotta all’orizzonte?
Lo scopriremo con le sfide dei prossimi giorni:
Game 48– martedì 24 Gennaio ore 03:00 @ Utah Jazz (24-25);
Continua la sorprendente stagione dei Jazz, che nonostante lo smantellamento estivo dell’asse Mitchell-Gobert stanno disputando una stagione competitiva.
Lauri Markkanen e Kessler in rampa di lancio.
La panchina corta degli Hornets potrebbe essere un problema.
Sconfitta in altura. 1.
Game 49 – mercoledì 25 Gennaio ore 03:00 @ Phoenix Suns (24-24);
Dopo la crisi delle ultime settimane i Suns sembrerebbero aver ritrovato la strada giusta anche se Booker, Ayton, Payne e Crowder al momento sono ancora fuori.
Viste le condizioni fisiche di entrambe le squadre, partita equilibrata.
Ago della bilancia il solito CP3.
Sconfitta tra le sabbie dell’Arizona. 1.
Game 50 – venerdì 27 Gennaio ore 01:30 Vs Chicago Bulls (21-24);
Altra squadra alle prese con una stagione di alti e bassi.
DeRozan, LaVine e Vucevic i motori della compagine bianco-rossa.
Partita equilibrata che può essere condizionata dal fattore campo.
Vittoria all’Alveare. 1.
Game 51 – domenica 29 Gennaio ore 19:00 Vs Miami Heat (26-22);
Heat decisamente in ripresa dopo una prima parte di stagione zoppicante.
Butler e Adebayo trascinatori della squadra della Florida, con Herro e Lowry a fare da supporting cast.
Considerata la forma fisica degli ospiti, partita fuori portata.
Sconfitta tra le mura amiche. 2.
Il pronostico della settimana: 1-3.

Game 47: Charlotte Hornets @ Atlanta Hawks 122-118

Il rookie McGowens in schiacciata, 7 punti e 2 rimbalzi in partita.

Gli Hornets vincono ad Atlanta portando a due la striscia positiva, evento per l’annata di Charlotte che per l’occasione perde Ball ma riacquista Hayward partito in quintetto come SG accanto a Rozier come play, forse una formazione con meno talento ma più equilibrata (per la solidità se ne riparlerà) che cocciutamente non cede nemmeno quando il divario è talmente largo che la rimonta pare ormai disperata ma gli Hornets hanno il merito di continuare a giocare in una partita dal doppio volto alla State Farm Arena di Atlanta dove gli Hornets giocano un primo tempo discreto dal punto di vista offensivo ma insufficiente dall’altro lato del campo (Plumlee l’icona della medaglia a doppia faccia).

Hayward al rientro, 9 punti, 5 assist, 5 rimbalzi, 2 stoppate e 1 rubata per lui.

L’attacco degli Hawks finirà con il 61,0% il primo tempo per un 49-65 (ritoccato grazie a Young con 4 FT all’ultimo respiro, fallo chiamato sul tiro da tre più tecnico contro Charlotte) dal divario già importante.

Gli Hawks sfruttano il terzetto Young, Murray e Hunter tutti sopra i 15 punti nel primo tempo alternando qualche tripla al lavoro tra il pitturato e la linea da tre, tiri da due che sembrano difficilmente prendibili come i floater di Young.

Charlotte risponde di rimessa avvantaggiandosi con transizioni fulminee su palloni rubati o recuperati, saranno 24-9 i fast break points alla fine.

Charlotte cadeva anche di 19 punti ma quando sembrava tutto finito si accendeva Terry Rozier che accorciava sensibilmente le distanze nel terzo quarto (5 gli immediati di risposta) soprattutto con tiri da tre punti così se Charlotte chiudeva con un pessimo 27,3% da fuori il primo tempo, il riuscire ad alzare al 38,2% finale dava l’idea di quanto fosse migliorata al tiro la squadra.

In particolare Proprio Terry Rozier e P.J. Washington nel secondo tempo macinavano ben 41 punti.

85-93, gli Hornets partivano con un -8 a 12 minuti dalla fine.

Gli Hawks tentavano di sganciarsi, le triple di Griffin e Murray (7:34) aiutavano la squadra della Georgia a salire sul +7 (94-101) ma una giocata d’esperienza in transizione di Hayward (jumper dal mid range rimbalzando sul contatto) portava un gioco da tre punti che unita al gancetto dalla baseline sinistra su assist da euro-step di Rozier davano un interessante -2 a Charlotte.

Il pareggio di Plumlee in tip dunk, il nuovo vantaggio locale con Griffin facevano salire il pathos nell’arena, Rozier scoperchiava il tetto con la tripla in girata, catch n’shoot sul quale il close out di Hunter, nettamente fuori tempo e scoordinato valeva l’and one ma una chiamata di challenge da parte di coach McMillan valeva la cancellazione del fallo per il movimento del piede di Rozier sul tiro.

Decisione totalmente assurda che andava nella direzione di quella precedente presa sulla stoppata di Williams su un’alzata di Young (chiamato il fallo di Smith e goaltending con palla stoppata secondo la terna dopo aver toccato il vetro) che potrebbe essere probabilmente corretta ma l’arbitraggio sino a quel punto si era dimostrato piuttosto casalingo.

Il vento cambiava nonostante il pubblico di casa spingesse i loro giocatori, Plumlee rispondeva due volte a Murray, Griffin a 4:17 sembrava immarcabile ormai per il 108-112 ma a 3:33 in escape dribble, avvantaggiato dallo scarico in transizione, Rozier faceva fuori la sagoma del n°14 e sparava per il 111-112.

2:20 e 1:32 erano minuti e secondi fortunati per P.J. Washington che rispettivamente, prima mandava a segno una tripla frontale, poi si trovava a due secondi la bomba in mano sullo scarico e da tallonato, freccia da fuori dalla diagonale sinistra e big shot per il 117-114.

Capela segnava 2 liberi, Rozier forzava da due da solo e Smith Jr. da tre non era una scelta ad alta percentuale così gli Hawks dal -1 passavano sopra lavorando di squadra: l’uscita di Plumlee su Young serviva a far sbagliare l’alzata ravvicinata al play avversario ma ancora Capela, con più kg e cm di McDaniels ne approfittava per realizzare il 117-118 a :05.4.

Pareva costare carissima la decisione della terna sul tiro di Rozier dato senza and one ma mentre gli Hornets che si giocavano il tutto per tutto con una scelta un po’ indotta ma scriteriata con Rozier da tre che provava a segnare danzando non in ritmo uno contro uno, la terna si metteva una mano sulla coscienza e ne aveva ragione perché J. Johnson andava in tilt sul close-out toccando nettamente la mano di tiro di T-Ro per troppa aggressività.

Un po’ a sorpresa a 01:1 la terna chiamava il fallo e Terry portava a casa tre punti decidendo di non sbagliare il FT finale per non dare tempo ad Atlanta di effettuare time-out o tiro.

Atlanta andava in time-out, Charlotte seguiva subito e Young, rientrato per la seconda volta per batter la rimessa aveva difficoltà nel farlo, palla scagliata su un Plumlee saltarellino che aumentava la superficie non giocabile per la stella avversaria.

Palla di nuovo fuori e Young che cercava per la seconda volta palesemente l’uomo nell’angolo vicino anche perché in punta e sulle rotazioni Charlotte teneva bene senza stagger o blocchi particolari, finiva per commettere l’infrazione dei 5 secondi così Rozier dalla lunetta portava a casa gli ultimi due punti finali del match: 122-118 con i Calabroni a interrompere a sorpresa la serie di 5 vittorie consecutive dei Falchi.

Hawks che in serata hanno finito per andare sotto anche in statistiche basilari nelle quali nel primo tempo erano in vantaggio o pari (19-23 poi 46-42 a rimbalzo, 13-13 poi 28-24 negli assist o 8-8nei TO poi 12-16 i finali davanti a 17.928 spettatori) mentre oltre all’11-5 nelle rubate è stata decisiva la concentrazione in lunetta per gli Hornets che con un 19/22 contro il 17/20 passano sopra nel finale agli Hawks per tiri tentati, realizzati e percentuale dalla lunetta.

Falchi sempre alti anche alla fine nella percentuale al tiro con il 54,2% ma agli Hornets è bastato il 50,6%.

Per gli Hawks alla fine 26 punti di Murray, 25 pt. e 12 assist di Young, 25 anche per Hunter mentre a quote più basse ma in doppia cifra sono 13 i punti di AJ Griffin, 12 di Capela con 9 rimbalzi e 11 i punti per Collins.

Per Charlotte, oltre alla marea spumeggiante di Rozier (arrivata quasi tutta nel secondo tempo), ottima prova di P.J. Washington con 23 punti (2 big 3 nel finale), 6 assist e 6 rimbalzi, 25 punti e 11 rimbalzi determinano, invece la doppia doppia per Plumlee, ormai più perno d’attacco che in passato con più intraprendenza e punti di rottura nelle mani, alternativa importante e una tecnica migliorata dalla linea del tiro libero.

Rozier, eroe del match, intervistato a fine partita.

9 i punti del rientrante Hayward apparso un po’ affaticato ma con colpi in canna, nell’ultimo quarto ottimo two and one e una stoppata perfetta su Collins.

D. Smith Jr. sufficiente (bene nello smistamento e in lunetta, male da fuori) come Mark Williams che nel secondo quarto ha piantato 3 jam, McGowens un pochino in difficoltà ma ha ottenuto minuti importanti e ha personalità, l’unico che non mi è piaciuto del tutto è stato JT Thor, troppo lento e macchinoso mentre McDaniels è stato limitato da problemi di falli (3) sin da subito e ha finito con 5 non tentando nemmeno di spalle di commetterlo su Capela nell’ultima azione Hawks al tiro.

Game 46: Charlotte Hornets @ Houston Rockets 122-117

Terry Rozier, 26 punti e 6 assist.
Foto estrapolata dall’official page degli Charlotte Hornets.

Se non fosse per la classifica da bassifondi a coinvolgere entrambe le squadre (Rockets provenienti da 11 L consecutive e Hornets da 4) per una partita che si sarebbe (perdonate la battuta) potuta giocare nei peggiori bar di Caracas (per rifare il verso a una nota pubblicità) e nonostante siano lontani i tempi di Rice e Mason a sfidare Drexler e Olajuwon, ne esce una serata interessante.

Charlotte riesce ad ancorare al fondo i Razzi sottomarini e a non finire al loro posto, abbandonando contemporaneamente l’ultimo posto a Est (lasciato ai Pistons) spezzando la striscia negativa grazie ad alcuni fattori determinanti; i palloni rubati (14-4) e TO in generale (9-19) che spesso diventano fast break (26-6) grazie alla maggior esperienza (pur mettendo sul parquet diversi giovani elementi come McGowens e Thor), all’attacco nel pitturato (78-60) e – parrà strano – all’infortunio di LaMelo (13 pt., 4 assist, 3 TO in 20:29) che, accusato un colpo in entrata, viene fatto fuori (portato negli spogliatoi a braccia da due assistenti) da P.J. Washington atterratogli sulla caviglia sinistra nel tentativo di chiudere con il compagno la penetrazione di Green.

I Rockets chiudevano il primo tempo in vantaggio di 7 punti (53-60 ma saranno 8 a inizio ripresa dopo un FT trasformato per un tecnico a Rozier dopo la seconda sirena) grazie proprio ad una difesa individuale scarsa da parte di alcuni elementi degli Hornets tra cui proprio Ball che ne facevano una partita dalla briglia sciolta.

Altro elemento del successo momentaneo dei Rockets erano i rimbalzi offensivi con Sengun a mostrare tempismo e anche buoni movimenti in area contro Plumlee e soci in difficoltà.

La musica cambiava quando entrava sul parquet Mark Williams che tra il primo e secondo quarto infilava tre schiacciate, stoppava Tate e a 10:02, in salto in area veniva chiuso irregolarmente dal contatto di K. Martin Jr. ma ne sortiva un acrobatico reverse layup senza guardare degno delle migliori guardie più and one per il 41-33.

Come detto i Razzi passavano avanti con Sengun a 5:00 dall’intervallo (45-46) e Matthews da 3 faceva prendere un vantaggio oltre il possesso ai rossi.

Gli Hornets si riabilitavano a inizio ripresa grazie alla pressione posta sul parquet, diverse steal conducevano i Calabroni a piazzare un contro-parziale da 10-0 che voltava il match (McDaniels 61-61 running dunk e 63-61 con il layup in corsa di spessore) a 9:28 J. Smith in fing and roll pareggiava.

Mentre i Rockets davano il cambio in avvio di ripresa ai Calabroni rimanendo freddi al tiro, Charlotte aumentava le percentuali nel secondo tempo con scelte di tiro migliori finendo al 50,0% (sempre male complessivamente da 3 in percentuale con il 25%, 9/36 contro 10/32 ma con alcune triple decisive come quelle di P.J. Washington, Rozier e McGowens) e anche se i Rockets finiranno con il 50,5% la loro percentuale rispetto al primo tempo si abbassava.

Tornando al match si vedeva un buon fast alley-oop a 1:36 di Mark Williams che chiudeva una triangolazione volante offerta da un passaggio appena toccato di Thor dalla linea di fondo ma nonostante il +5 Charlotte (83-78) chiudeva sotto di uno (83-84).

Partita che rimaneva in bilico, penserà qualcuno anche per l’uscita di Ball, invece, a 10:49, dopo una fajolada con Williams ad aprire brillantemente la transizione lanciando D.Smith Jr., P.J. Washington si abbatteva sul ferro come un uragano afferrando la sfera per l’alley-oop a tornado appeso (87-86) e gli Hornets mantenendo quel piccolo vantaggio cominciavano a staccarsi grazie alla panchina: jam di Mark Williams, tripla di McGowens (97-89 a 8:19) quindi ancora M. Williams e McGowens ritoccando i loro tabellini con due punti a testa e un assist per il secondo, facevano giungere i Calabroni sul +8 mentre Rozier dava manforte insieme a McDaniels per mandare i titoli di coda apparenti a 5:33, 105-93.

La dozzina di punti resisteva sino a 3 minuti dalla fine dopo un layup di Rozier ma si assottigliava sciogliendosi più velocemente dei ghiacci grazie a un Jalen Green, fresh player di talento che arrivava alla fine a 41 punti.

Quando Gordon a :21.2 realizzava – dopo una bad night al tiro – la tripla dalla sinistra con un tiro contestato la paura si faceva materia anche perché P.J. Washington in precedenza aveva fallito due liberi, D. Smith Jr. aveva splittato e in lunetta per resistere Plumlee aveva l’occasione di segnare due punti ma falliva il primo.

Il folle e drammatico ditirambo si interrompeva per un secondo con il “buono il secondo”, Hornets sul +4, fallo di Rozier su Green che avrebbe potuto dare il -2 ma la sua perfezione dalla linea della carità era infranta dal primo tiro, una miss pesante che costringeva al fallo a :07.1 (bravi gli Hornets a uscire dal pressing a metà campo dei ragazzi di Silas) i Rockets con McGowens che, glaciale, ricostruiva due punti di calotta polare meritandosi l’appellativo di Mr. Freeze.

122-117, partita vinta con qualche brivido di troppo ma almeno si torna a sorridere.

Per i singoli, Rozier da 26 punti, P.J. Washington da 16 ma con un clamoroso 0/5 dalla lunetta, a 17 punti Plumlee che manca la doppia doppia per un solo rimbalzo chiudendo a 9 anche per il minutaggio dato meritatamente a un Williams determinante nella presenza difensiva con 17 punti (8/10), 6 rimbalzi, 5 stoppate in 18:42.

Mark Williams impegnato in Texas, determinante in serata.

Coordinato e tempista ha messo una pezza allo strapotere turco in area (47-59 i rimbalzi a favore dei locali alla fine) e non solo, è andato poi anche sull’antro fronte ad arrecare danni.

C’è da iniziare a riflettere sulle condizioni di Ball avendo anche un riferimento familiare e famigliare a distanza: Lonzo.

Se il talento in attacco non si discute, le condizioni fisiche dell’annata non sono mai state ottimali e sicuramente ha bisogno, gli Hornets hanno bisogno che implementi la sua funzionalità difensiva e non consista colo nel rubare palloni.

Charlotte è al 28° posto per punti subiti, non certamente per colpa di Ball esclusiva e anche nella notte Jalen Green ne ha approfittato.

Gli Hornets, invece, sono stati ammaccati, appunto, dal talento di Jalen Green che eguaglia con 41 punti il suo career-high ma a parte i 24 punti e 12 rimbalzi di Sengun, gli 11 punti a testa della coppia Gordon e Kenyon Martin non sono bastati e nascondono volti diversi, se il primo con 4/10 non ha avuto una serata delle migliori al tiro (1/5 da fuori), il secondo è stato uno dei pochi elementi della bench di Silas ad avere buona produzione offensiva con Charlotte che ha chiuso sul 38-22 nel confronto punti panchina (Eason ad esempio solo 3/11).

Game chart

 

Game 45: Charlotte Hornets Vs Boston Celtics 118-130

McDaniels (26 punti) e Tatum (51), rispettivi top scorer di serata.

Rematch del testa-coda all’Alveare con i Calabroni (11-34 dopo la partita) senza Martin con problemi al ginocchio sx rispetto alla partita precedente.

Cody ha provato in riscaldamento ma il dolore era eccessivo e si è preferito farlo riposare, gli Hornets comunque ci provano senza nulla da perdere.

La squadra di Joe Mazzulla però non sbanda nemmeno quando gli Hornets, dopo esser stati sotto anche di 17 punti, tornano sul -2 a quasi metà ultimo quarto.

Oscura tutti Tatum che con 51 punti e il grido MVP in uno Spectrum Center (non ha nulla a che fare con il vecchio The Hive), realizza il suo season-high e fa ombra anche a White, il quale impallidisce con 19 punti, 16 per la nemesi Brogdon e 10 per Smart, i Celtics in doppia cifra.

Charlotte segna 26 punti con McDaniels, record in carriera, 25 con Ball (esattamente a pareggiare Tatum), sono 19 punti e 12 i rimbalzi per Plumlee (ennesima doppia doppia per un giocatore migliorato), 17 pt. quelli di P.J. Washington e 14 da Rozier ma se il quintetto è tutto in doppia cifra ecco le note dolenti: 17-34 i punti dalle panchine, ovvero, Boston è più squadra e gioca meglio: 26-34 negli assist e non c’era bisogno di aspettare stasera per ulteriori conferme anche perché a Charlotte si aspetta qualcuno di buono da tempo ma forse è solo Godot.

Certo, Charlotte batte più liberi (ne segna uno in meno: 23/30 contro il mostruoso 24/25 ospite con 14/14 dello scatenato Tatum) mentre il 47-54 a rimbalzo incide un pochino in certi frangenti come quando Clifford nel finale ha chiamato un time-out sfogandosi per i troppi rimbalzi offensivi concessi agli avversari.

Niente da fare per Clifford nemmeno con il cambio rotazioni: Mark Williams è tornato a rimpiazzare Richards e Smith Jr. ha preso più minuti da sesto uomo anche perché Martin è rimasto out ma gli Hornets non riescono a interrompere la spirale discendente.

Certamente questa non era l’occasione più propizia per farlo ma Charlotte, anche se si sono viste serate con percentuali di tiro dal divario sproporzionato a svantaggio , sebbene abbia mitigato la differenza tirando dal campo con il 45,6% contro il 49,4% avversario, sovente porta cifre più basse in questa categoria ed è un problema.

Un problema anche nelle scelte di Tiro perché se T-Ro mi ha messo un po’ a riscaldarsi, Ball è andato all-in ma ad un certo punto si è trovato con 3/13… i due si sono un po’ ripresi ma alcune scelte di timing forzato di tiro sarebbero da rivedere anche perché ha tutte le possibilità per far meglio e coinvolgere i compagni.

7-1 le steal e 20-4 i punti TO per Charlotte ma il 42-50 in the paint e il 20/43 da oltre l’arco (Charlotte ha provato a tenere sui cambi ma non sempre è riuscita a fare validi close-out contro una squadra dai molti, troppi tiratori mefitici) ha dato una mano easy a Boston.

La prossima sfida sarà a Houston, duello da Fossa del Giappone quest’anno, sperando che gli Hornets non raschino il fondale prendendo qualche granchio heike deceduto ma riescano, dopo 5 L a ottenere una vittoria almeno per il morale.

Game recap

Clifford spera che i nero-verdi (livrea di serata per gli ospiti) facciano testacoda ma l’inizio è da partenza 0/100 km/h in tre secondi con l’alley-oop lanciato di Smart.

P.J. Su una ruota degli Hornets trovava il varco per affondare e appoggiare centralmente anche se con qualche resistenza che non trovava White sul perimetro per il 2-5.

McDaniels rispondeva da fuori pareggiando una prima volta e in second chance metteva altri due punti rispondendo anche al canestro precedente di Smart: 7-7.

Boston accumulava 5 punti di vantaggio interamente riassorbiti da ball che a 7:06 pareggiava (12-12) da tripla.

Per Charlotte era già difficile tenere il passo poi un pasticcio a rimbalzo dava a White la possibilità di colpire dalla lunga: 13-17.

Gli Hornets riuscivano ancora a 4.18 a trovare la parità con Ball (deep 3 frontale, 19-19) ma collassavano con un parziale da 0-10 rotto da due FT splittati da Mark Williams a :42.8 con Ball in bench e Rozier sullo 0/5 dal campo peggio della bench (0/3).

Sulla sirena era anche annullato un canestro (appena fuori tempo) volante di D. Smith Jr. e si chiudeva sul 22-35.

Secondo quarto che vedeva il solito Brogdon segnare da tre e mettere altri due punti con Boston a raggiungere il +16 (28-44) e ad attaccare la depressione cosmica ai fan di Charlotte che si riprendevano grazie a McDaniels e a due triple in a row e a una palla rubata a Tatum a metà campo con ottimo appoggio nonostante Tatum appaiato tentasse di stopparlo.

A 1:52 Rozier realizzava da 3 punti (gli arbitri controllavano fosse corretta l’attribuzione punti) ma 4 FT per Boston nel finale davano un vantaggio da doppia cifra ai Leprecauni: 55-66.

Tabellino Hornets e game chart del 1° tempo.

Terzo quarto iniziato bene per Charlotte che vedeva McDaniels segnare il suo sesto tiro consecutivo, un dardo da tre punti al quale si univa un sottomano di Ball a 11:05 per il 60-66 peccato che Boston non solo trovasse le contromisure ma piazzasse un secondo parziale da dieci a zero con le triple di Horford e Tatum a chiuderlo: 63-78…

Imprevedibilmente la mezza bench di Charlotte in campo riusciva a reagire, nella fattispecie Mark Williams realizzava 4 punti e Rozier aiutava con altrettanti, nel finale P.J. Washington stoppava da dietro G. Williams fuggito sulla baseline sinistra e poi prendeva una spinta frontale (finendo steso per terra) dallo stesso avversario mentre tentava di puntare verticalmente a canestro.

2 FT a segno a :01.5, parziale da 10-0 e Hornets nuovamente in partita: 86-92.

La buona scia di Charlotte teneva a 10:46 con la freccia di Ball da tre: 91-95 e sul fallo di Pritchard su McDaniels impegnato da tre (Pachulia rules) gli Hornets arrivavano sul -2: 96-98.

Boston tentava di staccarsi ma Ball da tre realizzava un nuovo -2: 101-103 peccato che Tatum si lanciasse a canestro realizzando e su un errore da sotto Kornet sfruttasse il vuoto lasciato da Mark Williams andato in chiusura.

Rimbalzi lunghi nemmeno a parlarne e White metteva dentro, Smart infilava un libero su due così gli Hornets sul 101-110 si trovavano nuovamente a inseguire un miraggio.

Un reverse layup di Smith sfuggito a Horford e un reverse alley-oop di Plumlee (Ball pass) non accorciavano che sul -8 (105-113), Rozier con 5 pt. consecutivi riusciva in transizione a 4:07 a dare il -5 (110-115) a Charlotte ma Tatum segnava due liberi ed esplodeva nel finale raggiungendo i 51 punti in serata grazie a tre triple e al grido di MVP dei troppi tifosi bianco-verdi presenti allo Spectrum Center.

Gli Hornets chiudevano con il canestrino di consolazione di Plumlee per ritoccare sul 118-130 il finale ma per i ragazzi in turchese arrivava la quinta sconfitta consecutiva nonostante i 26 punti di McDaniels (career-high) e i 25 di Ball, giusti a pareggiare quelli del n° 0 ospite.

 

Totopaolo 2022/23, 14ª settimana

 

I simpatici pronostici a cura di Paolo Motta.

Il programma della quattordicesima settimana
Altra settimana condita da sconfitte in tutte le salse per gli Hornets (11-33) che continuano a perseverare in questa disgraziata stagione mettendo a dura prova la passione e la pazienza di noi tifosi.
Ecco le sfide che “ci attendono” nei prossimi giorni:
Game 45 – lunedì 16 Gennaio ore 19:00 Vs Boston Celtics (32-12);
Altra sfida contro la bestia nera Celtics.
Il copione dovrebbe essere quello della partita di pochi giorni fa.
Unica nota “positiva” l’orario abbordabile per chi vuole farsi rovinare la cena.
Sconfitta in arrivo. 2.
Game 46 – giovedì 19 Gennaio ore 02:00 @ Houston Rockets (10-33);
Partita tra scappati di casa in Texas.
Probabilmente meglio vedere una puntata di “C’è Posta Per Te” in diretta il sabato sera che assistere ad uno scempio del genere nel cuore della notte in un giovedì lavorativo di metà gennaio.
Vittoria sulla fiducia. 2.
Game 47 – domenica 22 Gennaio ore 01:30 @ Atlanta Hawks (21-22);
Derby del Sud in quel di Atlanta.
Hawks che non riescono a trovare la continuità necessaria per entrare in zona playoff senza passare dai play-in.
Charlotte potrebbe dargli una spinta nella direzione giusta.
Sconfitta a buon rendere. 1.
Il pronostico della settimana: 1-2.

Game 44: Charlotte Hornets Vs Boston Celtics 106-122

Cody Martin: 8 punti, 5 rimbalzi e 4 PF in 20:58.

Partita dal doppio volto allo Spectrum Center ma nulla di nuovo sotto questi vecchi ponti con gli Hornets a giungere alla quarta sconfitta consecutiva rimanendo sul fondale della Eastern Conference con 11 W e 33 L (Detroit è a 12-34).

Gli Hornets provavano a sorprendere i propri fan giocando un ottimo e preciso basket in attacco nel primo tempo.

Buone scelte di tiro con azioni meno prevedibili del solito a sfruttare il talento di Ball con canestri e passaggi che davano la terza dimensione a Charlotte, quella dell’attacco al ferro.

I punti in area erano decisamente a vantaggio dei Calabroni nel primo tempo che arrivavano anche a tirare oltre il 66,0% scendendo all’intervallo sempre a buone percentuali, dopo esser stati avanti anche di 16 però la squadra incassava qualche punto di troppo ritrovandosi a gestire soltanto 4 punti di differenza: 66-62.

Il trend continuava nel secondo tempo dove Tatum (con percentuali basse nel primo tempo),e Brogdon in particolare si accendevano; parziale di 19-33 a fine quarto e partita completamente stravolta con Charlotte a non trovare più il bandolo della matassa offensiva (primi 6 punti della ripresa da Plumlee, ovviamente tutti ravvicinati).

La difesa di Boston impediva spesso tiri facili e la shot selection degli Hornets a volte era semplicemente prendere un vantaggio cercando di muover palla e non perderla così l’offense di Charlotte che nelle ultime 4 uscite segnava poco più di 120 punti a match abbassava le pretese e faceva scivolare la squadra verso un’altra preventivabile sconfitta.

Nonostante un paio di buone infilate di Martin (splendida quella con spin ad aggirare il difensore con alzata sullo shot blocker), un paio di iniziative di Ball e una tripla di Rozier con passo laterale con la carogna di Al Horford sul groppone, gli imenotteri in viola non riuscivano più a rientrare in partita, Boston aveva i colpi per tenere e aumentare il divario che alla fine sarà di 16 punti: 106-122, anche oltre ciò che si è visto sul parquet ma le 19 triple sganciate da Boston sono state fattore chiave con gli Hornets che dal perimetro non riescono spesso a controllare gli avversari favoriti talvolta da qualche rimbalzo offensivo che non sarebbe dovuto uscire dall’area nelle mani ospiti.

Nonostante il 60-48 in area, Boston si avvantaggiava con un 21-36 negli assist, 2-8 nelle rubate per un 5-17 nei fast break point e il clamoroso abbassamento delle percentuali da tre punti Hornets al 29,6% finale sono stati fattori che hanno determinato pesantemente la W ospite.

Nota a margine per Ball che ha talento, sì, migliora anche i compagni in attacco a volte ma in difesa è molto leggero e facilmente spostabile anche da Pritchard e mentre Rozier può avere problemi in cm ma si è visto lottare e far mancare qualche tiro (vedi a Smart nel primo tempo), LaMelo deve cercare di tenere di più il contatto e trovare tempismo.

I 19.608 spettatori assistevano anche ai 30 punti di Brogdon (11/17), i 16 di Horford e i 13 di Smart più 12 assist per Boston mentre in casa Hornets i 31 punti e 9 assist di Ball, i 21 di Rozier, i 14 di P.J. Washington e i 9 punti più 16 rimbalzi di Plumlee (-21 per lui come per Rozier in +/-) non bastavano nuovamente.

Game recap

L’idea che molti tifosi si erano fatti era di vedere quanto tempo i Calabroni potessero resistere allo strapotere (sulla carta) di Boston ma dopo il tiro da fuori da tre mancato da Tatum la partita prendeva una piega inaspettata con le squadre che non sbagliavano un colpo; iniziava McDaniels a 11:18 con un reverse layup dopo aver percorso la baseline dalla destra, i Celtics scavalcavano con una tripla di White, McDaniels rispondeva da oltre l’arco ma ancora White chiudeva da tre in un sandwich la bomba di McDaniels: 5-6.

Subentravano altri protagonisti e nel saliscendi emozionale le squadre si superavano con le triple di P.J. Washington, M. Smart e Rozier prima della schiacciata in corsa di White (di lì a poco lascerà il campo dopo lo scontro con un compagno di squadra) per l’11 pari.

Fade-away di McDaniels e nuova tripla di Smart a 8:19 (13-14), Ball sbagliava un tiro ma metteva due liberi tra due azioni nelle quali R. Williams arrivava all’alley-oop facendo intuire che Boston potesse iniziare a scappare (15-18) ma non era così: Ball provvedeva al pari con un two and one e mandava in buca Plumlee battendo a terra un passaggio ficcante tre due difensori: 20-18.

Dopo aver subito 3 FT da Tatum la squadra di Clifford si riportava avanti con un buon attacco di Rozier e una tripla di P.J. Washington riuscendo a guadagnare un vantaggio di 5 punti dopo un tecnico fischiato a Tatum e un canestro di Rozier (34-29) prima che Brogdon con due pt. chiudesse il quarto sul 34-31.

Out Rozier, in Ball, le rotazioni misto bench di Clifford funzionavano a inizio secondo quarto, un parziale da 8-0 sino a 9:43 (chiuso da Richards) e a 9:30 Brogdon in entrata rompeva la magia con un two and one ma Charlotte sparava ancora un paio di colpi da fuori con .J. Washington e Ball per il 48-34.

A 6:25 su una transizione McDaniels schiacciava in corsa recapitando il 56-42 con la mano non impegnata dietro la testa.

Time-out di Boston e Hornets che rimanevano ampiamente avanti anche grazie a un 2/3 di Thor che a 3:52 in lunetta sfruttava un close-out scorretto di R. Williams per infilare il 62-47.

Si accendeva però Tatum che segnava in corsa e metteva dentro una tripla, Brogdon a 6 secondi e tre decimi pescava in serendipità una tripla e Boston chiudeva in charge a -4 (66-62).

L’intervallo non portava consigli o sostanza al team di Clifford che dopo aver giocato un buon primo tempo grazie agli assist di Ball e alle scelte di tiro che hanno coinvolto sia le azioni da tre punti che gli attacchi a canestro con ottimo mix, si affidavano a Plumlee in area per resistere: suoi i primi 6 punti Hornets della ripresa ma Boston cominciava ad alzare le percentuali da fuori e Tatum segnava il 72-70 mentre Al Horford arrivava al sorpasso comodo (72-73) a 7:24.

La squadra di Clifford accusava il colpo rimanendo in scia con Ball sino a 6:12 (74-75) prima di cercare di inventarsi il recupero da tripla.

P.J. Washington e Terry Rozier ne piazzavano una a testa per l’80-83 ma nel finale di quarto un parziale da 8-0 (Tatum tripla, G. Williams, altra tripla e Tatum da due) lanciavano i Celtics sul +10 (:32.5, 83-93).

Richards e Brogdon ritoccavano il punteggio sull’85-95 ma i giochi erano fatti con il parziale di terzo quarto eloquente: 19-33.

Attacco Hornets frenato e niente emozioni per sapere chi sarà la squadra vincente del match anche se Martin e Ball suscitavano piccole gioie con alcune buone giocate piacevoli per estetica ed armonia chiuse in and one.

Boston allungava affermandosi facilmente grazie ad un roster completo e al risveglio di Tatum (33 punti finali) nel secondo tempo.