Game 60: Charlotte Hornets Vs Detroit Pistons 114-98

 
C’è un pezzo degli anni ’80 di Nick Kershaw (artista, cantante e songwriter inglese) intitolato The Riddle (l’Enigma), che ho sempre trovato molto affascinante.
Mi chiedevo però il significato di un testo apparentemente confuso o indirizzato in direzioni indefinite…
Ebbene… dopo anni fu lo stesso cantante a rivelare che quel testo non presentava soluzioni, per lui era “spazzatura”, un’“assurdità”, “cazzate” (le definizioni le dette lo stesso Kershaw) tipiche da prodotto anni ’80 (potremmo discuterne), ma rappresentavano un adattamento alla musica che era stata evidentemente partorita prima.
Eppure, nonostante la distruzione della sua opera a livello di testo, forse non sa che ha fornito non solo la base per vari remix (famoso quello di Gigi D’Agostino), ma ha avuto il merito di far riflettere e pensare tanti fan che hanno cercato di comprendere tra le righe un significato (ancor più misterioso e “incasinato” dal video che mostrava immagini che parevano esser prese da Alice nel paese delle meraviglie e con la presenza dell’Enigmista in tuta verde, nemico di Batman) che non c’era.
Tratto forse da un amore per l’espressionismo, incamerata la fotografia dall’esterno e violentemente rilasciata l’immagine che si è riverberata violentemente all’esterno, è l’impressione dell’artista sul mondo a far la differenza, in contrasto con la realtà oggettiva.
Se avessimo tentato di comprendere qualcosa sulla stagione di Charlotte, basandoci solo sulle presunte forze in campo, la tattica, gli infortuni… probabilmente saremmo rimasti delusi.
Battere alcune tra le squadre più forti (almeno a Ovest) e poi perdere reiteratamente gare punto a punto o contro team di non altro livello, avrebbe stordito anche il padre della psicanalisi.
Espressionismo dicevamo… un movimento il cui fulcro consiste nel produrre una ribellione dello spirito contro la materia, i giocatori nelle ultime partite, con le spalle al muro hanno iniziato a sfidare quella bassa percentuale appena al di sopra del 10% data come possibilità di partecipazione ai playoffs e con impegno, cuore e determinazione, stanno tracciando nuove imprevedibili traiettorie sfidando la legge numerica.
Hornets però che ora sono alla quarta vittoria consecutiva e sono sembrati da subito nettamente superiori ai Pistons durante la partita.
La squadra della Motor City probabilmente ha peggiorato la sua situazione nello scambio con i Clippers, si è notata infatti l’assenza di esterni brillanti pronti a colpire da fuori…
Griffin ha chiuso con 20 punti, Drummond e Bullock con 14 a testa ma Charlotte ha portato a casa la serie per 2-1 e sembra tra le due essere l’unica accreditata per andare a romper le uova nel paniere a Miami o a qualche altra squadra che ormai credeva d’avere i playoffs in tasca…
Il 16/35 da fuori ha aiutato molto Charlotte che in una gara con diversi turnover (18 CHA, 17 DET), ha vinto 47-41 a rimbalzo e 28-23 negli assist (9 di Batum) dimostrando d’aver ritrovato anche gioco di squadra.
 
Pronti, via… alla conquista dello spazio sulla palla a due, in qualche maniera la sfera finiva nella metà campo dei Pistons che partivano determinati…
Drummond con un appoggio al vetro particolare segnava il primo canestro, Ish Smith il secondo dalla FT line nonostante l’opposizione attiva di Walker.
Marvin, circumnavigando il fianco destro di Drummond depositava nella retina dopo aver mandato prima la sfera a toccare il vetro ma ancora i Pistons con Smith da sotto riuscivano a segnare il 2-6.
Difesa aggressiva con frequenti uscite di Griffin a disturbare/raddoppiare Walker, il quale, per tutta risposta, infilava proprio davanti al neoacquisto di Van Gundy il 4-6 in jumper.
A 9:36 il pallone rimaneva nei pressi del canestro dei Pistons (entrata di Walker non a segno), ci pensava Howard a riprendere e a ribadire a canestro per il pari…
I Pistons segnavano con Griffin, ma per la seconda volta in partita a Drummond erano fischiati i tre secondi nella nostra area.
Arrivava quindi l’occasione del pari con un passaggio saltato di Batum per l’infilata sul pick and roll di Howard e relativa slam dunk a una mano.
Marvin da destra con la tripla ci portava avanti e su un rimbalzo offensivo Howard metteva dentro il tredicesimo punto trovando l’asse con Batum che lo mandava nuovamente a canestro con un alley-oop sul quale in nostro numero 12 però doveva esaltarsi in volo per concretizzarlo…
Si andava sul 21-15 mentre Batum approfittava del raddoppio su Howard in modalità scatto da pick and roll per tirare in fade-away agilmente: 23-17…
Batum continuava a fornire assist: questa volta dalla sinistra un passaggio orizzontale tagliava la difesa dei Pistons che subivano la bimane di MCW, il quale era attivo anche in difesa andando a stoppare Griffin da dietro…
MCW metteva anche due liberi, Drummond mancava un potente alley-oop a una mano e dall’altra parte Kaminsky lo puniva dalla diagonale destra colpendo da tre con il centro non reattivo sull’alzata.
Il big man di Detroit si rifaceva conquistando un canestro da due punti nonostante il fallo di Frank.
Drummond però mancava il libero e sulla sirena, durante l’ultima azione a disposizione degli Hornets, spuntava nel traffico Zeller a tapinare un errore di Lamb…
32-17 era il finale di primo quarto…

Charlotte Hornets’ Michael Carter-Williams (10) blocks Detroit Pistons’ Blake Griffin (23) shot during the first half of an NBA basketball game in Charlotte, N.C., Sunday, Feb. 25, 2018. (AP Photo/Bob Leverone)(Photo: The Associated Press)

 
Il secondo iniziava ancora con un paio di punti dei Pistons, questa volta ottenuti a mezzo lunetta da Ennis.
Cody però replicava cambiando sport; con l’uomo davanti cercava spazio in maniera ortodossa, ne usciva un gesto atletico simile al getto del peso con palla a rimbalzare sul plexiglass e a finire in retina…
Tolliver mancava un tiro da due, rimbalzo, tripla di Nelson, classico in & out mentre Charlotte non falliva; ultimo passaggio a liberare Graham nell’angolo destro e preciso tiro che issava i viola sul 37-21.
Galloway da fuori era sfortunato come Nelson, Frank invece da posizione quasi frontale aveva il tempo per mirare e infilare un altro tiro pesante…
Ormai esaltatosi Frank si faceva spazio in avvicinamento tra un paio di giocatori, Galloway commetteva fallo, mentre Frank imitava una ballerina di Flamenco con braccio alzato sopra la testa; circus shot con libero aggiuntivo a bersaglio. Inizio meraviglioso degli Hornets tra gioco di squadra e prodezze personali di giocatori redivivi…
Bullock dopo lungo tempo sbloccava gli ospiti con due punti ma il risultato variava solamente sul 46-23.
C’era il tempo anche per un’entrata di MCW che da sotto canestro in salto passava al volo dietro la nuca il pallone per Zeller che dal pitturato ravvicinato infilava il piazzato…
A 6:41 anche Lamb, dopo diversi errori, infilava una tripla open dalla diagonale sinistra.
Ci riprovava Lamb ma non andava a segno, tuttavia intercettava la riapertura dei Pistons per il contropiede… Smith in entrata scomposta segnava il 51-27, ma nella battaglia delle PG Kemba aveva la meglio infilando una bomba fuori equilibrio dopo aver oltrepassato lo schermo di Howard e ripetendosi anche da tre a 4:50 con un deep 3, mandava Charlotte sul 57-29.
7/14 per gli Hornets e 0/6 per i Pistons da oltre l’arco era un dato chiaro…
Griffin in avvicinamento e poi Howard con uno spin, un arresto a mandar fuori tempo Drummond prima d’appoggiare di dx proteggendosi con il ferro, erano canestri che non cambiavano la sostanza, così come le repliche di Griffin e di MKG in coast to coast.
Blake perdeva la testa sulla rimessa rimettendo palla in gioco con i due piedi in campo, poi si metteva a protestare a 2:05 ma Kemba infilava due liberi facendo toccare agli Hornets il +30 (mai raggiunto in stagione simil divario).
I Pistons però rientravano di qualche punto andando a riposo sul 70-46…

Già a fine primo tempo il +/- della panchina dava l’idea della supremazia dei viola.

 
Il terzo quarto lo apriva Batum di tripla a 11:13, Howard a 10:04 segnando un libero su due infilava il 74-46 ma gli Hornets si addormentavano un po’ consentendo ai Pistons di rientrare.
A sugellare il buon momento ospite e il pessimo dei locali era Drummond in raddoppio su Kemba in palleggio, la sua steal con successivo passaggio dietro la schiena per sé stesso gli consentivano di lanciarsi in contropiede, Marvin tentava d’intervenire sul palleggio, ma un principio di crossover con una chiusura brillante consentivano alla squadra di Stan Van Gundy di raggiungere il 74-51.
Per riavviare il motore degli Hornets serviva una tripla di Batum per farci toccare quota 77, c’era ancora qualche scoria del sonnifero nel sangue degli Hornets però che incassavano una tripla di Bullock in transizione alla quale rimediava Williams ripagando con la stessa moneta per l’80-60.
Era sempre Bullock con due punti a riavvicinare i Pistons sul -16 (80-64), ci pensava ancora Batum tracciano un passaggio teso e rischioso ma perfetto per il back-door di Howard che riusciva a battere la spietata marcatura di Drummond con l’alley-oop stretto a sinistra del canestro. Batum stoppava Griffin in aiuto ma iniziavano a piovere decisioni a favore dei Pistons che Clifford e giocatori contestavano (qualcuna a torto, qualcuna a ragione), comunque a 3:23 arrivavano due FT a favore di Smith ma lo 0/2 lasciava la partita sull’82-66 salvando Charlotte da un possibile principio di serio rientro della formazione della Motor City…
A 2:57, partendo dalla sinistra con finta, Kemba arrestava il palleggio poco più avanti trovando un importante banker, Kaminsky a 2:21 infilava la tripla ma Ennis replicava immediatamente ultimando le ultime resistenze dei grigi. Kemba a 1:52 passava sulla sinistra del blocco portato da Howard rompendo il raddoppio, palleggio a testa bassa e volo alla sinistra di Tolliver (aspettava lo sfondamento) svitando l’anca sinistra in ascensione per chiudere in appoggio con la stessa mano tra l’incredulità di qualche fan.
Libero aggiuntivo per il 90-69, 21 pt. di vantaggio ripristinati…
Si finiva con una tripla di Batum che vedeva il fondo del secchiello mentre Ennis, sull’uscita dal blocco, era aggressivo finendo addosso al francese che portava a casa l’azione da 4 pt., anche se era “Geremia Agnello” (Lamb) a finire sul tabellino come ultimo realizzatore del quarto con un’elegante rilascio in avvicinamento per ritoccare il punteggio fino al 96-71.

Walker va dritto contro Drummond…
(AP Photo/Bob Leverone)

 
L’ultimo quarto poteva riservare poche insidie ma a mettere la parola fine sulla partita ci pensava ancora lui: Jeremy Lamb, il quale, dopo aver visto una tripla di MCW e un semigancio di Zeller finiti dentro, andava a forzare Griffin al quinto fallo.
Ne approfittava poco dopo per colpire da tre dalla diagonale destra, proprio con l’ex Clippers in marcatura più passiva per non esser buttato fuori…
Il nostro numero 3 si ripeteva dal corner sinistro facendo toccare il margine, glaciale per i Pistons, di 32 punti.
La macchina di Marchionne era in panne, Griffin segnava in schiacciata ornamentale arrivando a quota 18, ma si prendeva un tecnico per spinta a Zeller successivamente (sull’inerzia, ma spinta voluta) ai passi fischiati dall’arbitro. Anche Tolliver rifilava una mazzata a Frank sotto il canestro dei Pistoni in un uno contro uno, ma c’era poco da dire.
Partita finita con la panchina in campo, poi con la panchina profonda ne approfittavano gli uomini di Van Gundy per render lo strappo più dignitoso.
114-98 era il punteggio finale, ma il divario è sembrato dall’inizio molto più netto dello score finale…
 
Pagelle
 
Walker: 7
17 pt., 1 rimbalzo, 6 assist, 1 stoppata. 5/11 dal campo. Kemba regala sempre qualche perla come un’entrata e una tripla fuori equilibrio. Un po’ sotto media perché non vuole strafare. Prende meno tiri ma è più attivo in difesa. Un paio di difese nelle quali gli scappa Smith, per il resto attento e pronto e disponibile a ceder anche palla. Altruista.
 
Batum: 8
15 pt., 5 rimbalzi, 9 assist, 3 rubate, 1 stoppata. 5/10 al tiro. Lo so… non sembra vero ma per me (non solo per me, è stato il miglior giocatore premiato da Sprite) è stato il migliore. Assist in serie già dal primo quarto trovando l’intesa anche con Howard finalmente. Segna subito da tre nel terzo quarto e ancora quando si stavano riavvicinando gli ospiti, dandogli anche la spallata nel finale di terzo quarto con un’azione da quattro punti. 5 rimbalzi, 3 rubate, una stoppatona a Griffin… Qual è il vero Batum? Noi ci auguriamo questo sino a fine stagione…
 
Kidd-Gilchrist: 6
6 pt., 2 rimbalzi. 3/6 al tiro in 20 minuti. Una difesa tarantolata a tratti ma non sempre adeguata nei 20 minuti. Bullock dalla destra gli mette in faccia una tripla un po’ troppo semplice, tuttavia ci prova. Peccato per lo 0/2 ai liberi, bello il coast to coast con il quale batte Griffin.
 
M. Williams: 6,5
8 pt., 7 rimbalzi in 23 minuti. Non gioca moltissimo, ma come nella precedente partita indovina una tripla al momento giusto. In difesa contiene bene e cattura anche parecchi rimbalzi per i suoi standard attuali.
 
Howard: 7,5
17 pt., 12 rimbalzi con 8/10 al tiro. Non sbaglia quasi nulla, anche perché Batum gli propone alley-oop in serie, ma lui è più bravo di Testsuya e del Brain Condor di Mazinga sull’agganciamento, non semplice… Vince ancora il duello con Drummond che in attacco ha timore di lui e affretta tiri andando fuori ritmo. Doppia doppia da favola ancora una volta.
 
Lamb: 7
11 pt., 5 assist, 1 rubata. +34 di +/-… Non parte benissimo mancando tre conclusioni, poi trova una tripla e altre due nel finale. Nel mezzo c’è anche tanta difesa a disturbare tiratori e se deve ricorrere al fallo non lesina, tanto che Clifford gli fa capire di non eccedere in alcune circostanze. Un plus/minus clamoroso…
 
Kaminsky: 7
13 pt., 8 rimbalzi, 1 assist, 1 rubata, 1 stoppata. 4/9 al tiro. Buona partita incentrata sul 3/5 da fuori per quanto riguarda i punti. Attivo a rimbalzo, conquista anche quello sull’errore di Drummond dalla lunetta. Un circus shot spettacolare nel primo tempo, fortunoso ma voluto. Altra buona serata per il risveglio del Tank che in difesa tiene meglio. Va K.O. su una mazzata di Tolliver ma si rialza…
 
Carter-Williams: 7,5
10 pt., 3 rimbalzi, 6 assist, 3 rubate, 1 stoppata. +24 di +/-… Big night per il redivivo MCW. Parte bene tra punti, palle recuperate con voglia e anche una clamorosa stoppata rifilata a Griffin. Un air-ball da tre e un palleggio non riuscito sul lato sinistro sono le note negative. Nell’ultimo quarto trova anche la tripla, oltre ad assist pregevoli sfornati in precedenza…
 
Graham: 6
4 pt., 4 rimbalzi, 1 assist. Bella la tripla dall’angolo, poi splitta due FT e manca un paio di tiri da sotto (in serie) nel finale, dopo essersi preso il suo rimbalzo. Può essere importante in alcune partite come sfogo, ma va anche ad attaccare il canestro, tuttavia da sotto deve affinare la mano, così come ai liberi…
 
C. Zeller: 7
13 pt., 5 rimbalzi, 1 rubata. 6/9 al tiro. Equilibrato in difesa, va a dar fastidio anche nell’area avversaria dove recupera anche falli da trattenuta o rimbalzi (3 dei 5 sono offensivi). Partita nella quale fa valere il suo tocco ravvicinato nonostante non sia semplice. Nel finale garantisce solidità con un canestro e un rimbalzo difensivo in sequenza.
 
Monk: 5,5
0 pt. (0/5). Circa 6 minuti in campo finendo con uno 0/5 dal campo. Se vuole ottenere qualche minuto in più deve far meglio di così anche se stai giocando con una squadra che se non è quella casuale di giornata trovata con gente al campetto che forse più o meno conosci, poco ci manca per l’affiatamento… MCW sta rendendo di più attualmente…
 
Hernangomez: s.v.
0 pt. (0/2). Si prende una stoppata netta e sbaglia un tiro in tre minuti. Da rivedere con più tempo in campo a disposizione.
 
Bacon: s.v.
0 pt. (0/0). Tre minuti e riga di zero nel tabellino.
 
Coach S. Clifford: 7,5
Squadra rimessa a nuovo e tirata a lucido che gioca una delle partite, o almeno, un primo tempo spettacolare e fortunato con schemi e giocatori “nuovi” nello spirito. Non so che sia successo ma questa squadra al momento sembra rinata, lontana parente di quella impaurita che perdeva tutti i finali punto a punto… Spareggio vinto, ora bisogna mantenere i piedi per terra e continuare a giocare così…

Game 59: Charlotte Hornets @ Washington Wizards 122-105

 
Non c’era nemmeno il tempo di riflettere dopo aver gioito per la vittoria casalinga sui Nets.
Si viaggiava in direzione capitale per affrontare una partita contro i Wizards in back to back per entrambe le squadre che nella notte precedente erano uscite entrambe vincenti, con i padroni di casa capaci d’imporsi 110-103 sul “terreno” dei Cavaliers nonostante l’assenza di Wall.
Un muro era proprio quello da abbattere da parte degli Hornets per sperare d’ottenere una clamorosa qualificazione ai playoffs anche da ultima seed.
Un muro come quello che un padre di una ragazza uccisa nell’ultima o meglio… la penultima sparatoria con troppi morti in una scuola statunitense si è trovato davanti in un incontro al quale era presidente il presidente Trump, il quale mentre ascoltava le parole del padre che chiedeva di far qualcosa mal celava una faccia disinteressata e beffarda, un po’ come quella di vecchi manager navigati che in un bordo ring da wrestling sono pronti a commettere qualsiasi tipo di scorrettezza (naturalmente nel wrestling è tutto preordinato).
Ovvio che se la National Rifle Association, la potentissima lobby che riunisce i costruttori d’armi, finanzia la tua campagna elettorale (per la verità finanzia indistintamente sia democraici che Repubblicani, anche se in questi ultimi trova maggiori sostenitori della necessità d’armarsi), le soluzioni non possono essere trovate, non solo per radice storica e culturale (ieri ad esempio vedendo la tripla di Walker, Howard ha simulato un pistolero che rinfodera le sue colt nel cinturone, ma finché rimane lì la cosa…
D’altra parte anche noi parliamo di bombe o usiamo talvolta un lessico militare), ma anche per mancanza di volontà derivante da un conflitto d’interessi palese.
Conflitto anche di Washington che con Indiana alle calcagna e i Cavaliers a portata, Washington cercava di non perder la quarta piazza e il fattore campo e al contempo migliorare la propria posizione, ma i “disperati” Hornets andavano a creare un nuovo fronte di conflitto, accerchiando la capitale.
Gli ex Bullets (le Pallottole) finivano al tappeto ancora una volta.
Charlotte, se ieri contro i Nets sembrava limitarsi e non convincere appieno, questa sera ha dominato dall’inizio alla fine.
E’ vero che ogni partita ha una storia a sé, noi sembriamo avere un buon feeling contro i Maghi quest’anno (3-0 e serie vinta), ma la squadra è apparsa in buona forma, quindi il sogno può continuare, avendo vinto anche questa “finale”…
I 41 rimbalzi contro i 36 dei locali hanno aiutato, così come una solida gestione della spicchiata (soli 8 i TO contro i 14 dei Wizards) e se complessivamente dal campo siamo sotto di poco in percentuali che comunque si avvicinano al 50% per ambo le squadre, da fuori abbiamo fatto nettamente meglio con il 43,6% contro il 36% dei Maghi…
A poco sono serviti i 33 punti di Beal e i 16 di Porter Jr., la manovra a tenaglia e i bombardamenti da fuori hanno favorito gli Hornets, bravi a non far tornare in partita gli avversari.
 
Partenza “sparata” di Charlotte nonostante la prima palla sia dei Wizards.
Dopo due tentativi dei Maghi a vuoto con Howard abile a stoppare Gortat e a creare sul secondo attacco degli Hornets un’azione da tripla aperta per Marvin che non sbagliava da tre (11:12), il nostro centro si ripeteva su Satoransky, ma il centro polacco che aveva seguito l’azione correggeva per il 3-2.
Washington in vantaggio con Morris e l’appoggio dal centro dell’area, ma Marvin scattando sulla sinistra riceveva il passaggio di Kemba fermo dietro di lui, così scagliando la seconda tripla ci riportava avanti.
Porter Jr. mi allarmava segnando ancora dal rosso pitturato, ma MKG a tutta velocità ci riportava sopra appoggiando di dx al vetro andando a battere Gortat con urlo paralizzante.
A 9:03 un semplice lob altissimo (volontario di Batum) dall’esterno era trasformato da Howard in alley-oop.
Dopo un buon reverse layup di Morris, Charlotte iniziava a staccarsi; Batum colpiva lungo dalla linea destra, Marvin cambiando strategia colpiva il ferro in entrata, ma recuperando il rimbalzo appoggiava a canestro correggendo l’errore, una transizione 4 contro uno guidata da Batum con passaggio poi restituito all’ultimo da Howard, consentiva al francese d’appoggiare e di ricevere anche il fallo.
A 7:00 minuti con il libero aggiuntivo, Charlotte raggiungeva il 17-10.
Tre secondi dopo scattava l’allarme rosso per Brooks che chiamava un time-out.
Si succedevano rapidamente gli alley-oop di Morris e di Howard, poi Beal segnando da tre innalzava il punteggio sul 19-15.
Walker mancava il primo tiro della serata ma in difesa dava fastidio a Morris e Satoransky che finivano per perdere un pallone a testa.
Nel frattempo MKG dal palleggio tirava fuori un pullup dalla baseline destra che infilava armonioso così come la tripla di Williams, sul quale sbatteva Morris in uscita a 4:45.
Marvin celebrava da terra e anche se sbagliava il libero (corto), Charlotte volava sul +9 (24-15).
Una gran difesa di Marvin su Beal consentiva la lettura del passaggio forzato di Beal, Kemba intercettava e MKG segnava in transizione…
Oubre Jr. da tre dalla diagonale destra riduceva lo scarto così come Satoransky in entrata battendo Kemba.
Scattava quindi anche il primo time-out per gli Hornets a 3:20 sul 26-20.
Al rientro arrivava un altro alley-oop sull’asse Batum/Howard, il francese armava anche Kaminsky e Lamb ma i loro tiri da fuori non entravano, al contrario di quella di Batum frontale un paio di passi dietro la linea con la difesa ad aspettarsi l’ennesimo passaggio dentro (in questo caso per Zeller).
Quattro punti dei Wizards facevano un po’ più felice Brooks che vedeva i suoi riavvicinarsi (31-24), poi nell’ultimo minuto Lamb intercettava un pass di Meeks verso Oubre venendo trattenuto da quest’ultimo.
Primo fallo nei due minuti finali e mancata transizione.
Jeremy però si rifaceva segnando da ben oltre la linea, tutto spostato a sinistra battendo la luce rossa.
La sua tripla spaziale chiudeva sul 36-26 il primo quarto.

Lamb fermato irregolarmente da Oubre Jr. durante il primo tempo della partita.
Jeremy farà una buona gara chiudendo con 13 punti.
(AP Photo/Nick Wass)

 
Panchina di Charlotte pronta per il secondo con l’apertura di tripla dopo 20 secondi di Kaminsky, un MCW aggressivo colpiva in faccia Meeks sul tentativo di floater.
Flagrant 1 per gli arbitri.
Due FT a segno per il n°20 avversario e palla in mano ai rossi che tuttavia si facevano rubare l’ennesima palla, questa volta era Graham a proporsi in coast to coast con terzo tempo all’europea, appoggio al vetro e fallo di Frazier che non era stato a scuola di walzer.
42-28 dopo l’addizionale rintuzzato da due FT di Mahinmi, ma MCW in modalità aggressiva anche in attacco, sterzava di anca in salto producendosi in un fade-away tra Porter e Mahinmi, arrivava un tocco, il canestro e il libero aggiuntivo trasformato successivamente per il 45-40…
Un open 3 di Kaminsky ci portava sul +18 (48-30) ma Beal rispondeva da fuori, il vantaggio oscillava comunque in doppia cifra, anche perché il Tank metteva a posto il mirino continuando a cannoneggiare da fuori.
Terza tripla di serata a 8:05 dopo un TO dei Wizards che portava il parziale dei turnover a 18-2…
Frank non si fermava andando a impiegare i cingolati in penetrazione sulla sinistra, sul tocco in avvicinamento, Beal, Gortat e Oubre Jr. e la loro selva di mani alzate a contrastare palla e giocatore non serviva
No a nulla, Frank si esaltava resistendo a tutto.
Si passava rapidamente a una battaglia ai liberi quindi che lasciava Charlotte con buon margine di vantaggio mentre il tempo scorreva.
Oubre Jr. trovava involandosi in solitaria la dunk poiché ben fuori area Lamb mancava l’intercetto sul passaggio a raggiungere l’esterno dei Maghi.
Poco male se Lamb si rifaceva nei panni di assist man; finta di corpo sul posto a far saltare Gortat, cambio di posizione del corpo e assist sul back-door di MCW proveniente da dx che segnava così due punti facili.
MKG andando a ricciolo a disegnare una u passando sotto il ferro, tornando in dietro si voltava e segnava in modalità ravvicinata per far cifra tonda sul 60-40.
Kemba mancava un paio di tiri (0/5) e Beal ne approfittava per appoggiare in atletico appoggio il 60-45.
Ancora un paio di falli ci consentivano un ½ di Marvin ai liberi più un 1/1 di Kemba, scaturito da un tecnico a Brooks che lamentava la chiamata, perfetta degli arbitri per toco sul gomito destro di MKG, il quale con un 2/2 infilava il 64-47, “cancellato” dalla tripla di Porter a stretto giro di posta. Kemba andava a prendersi da solo la tripla infischiandosene dell’altezza di Satoransky infilando così il suo primo FG. Dal +17 si passava al +12 appena prima della sirena, quando l’ennesima rimessa gettata con sufficienza in campo (Batum verso Howard che si allontanava) era intercettata da Beal che rapidamente si portava nell’angolo sinistro battendo per un decimo il cronometro.
67-55 all’intervallo.

Frank segna nonostante l’impiego di tre difensori…
Brad Mills-USA TODAY Sports

 
Charlotte rientrava incassando un open 3 di Morris a sinistra ma reagiva con una giocata da tre punti di Howard che seguiva Kemba, l’errore in estensione sull’appoggio consentiva al nostro centro di passare avanti a Gortat (pessimo tagliafuori) e di appoggiare subendo fallo dallo stesso.
Canestro importante e tripla di Kemba a 10:21 per riallontanare i fantasmi di dannosi rientri…
Sul 73-58 Charlotte non perdeva la testa, MKG toglieva le castagne dal fuoco a Charlotte andando a pochi secondi dallo scadere dei 24 in appoggio in entrata con la solita determinazione.
Beal però segnava 4 punti consecutivi e sull’errore di Morris arrivava il tap-in di Porter con la difesa degli Hornets che avrebbe dovuto coprire meglio.
Clifford se ne accorgeva e chiamava il time-out con il ghiaccio tornato ad assottigliarsi a 8:30 (75-66).
Beal mandava a segno dopo la pausa anche una tripla ma mancavano l’azione successiva, MKG catturava in due tempi il rimbalzo e innescava un’importante tripla di Williams per il 78-69.
A 7:17 Kemba andava a contatto con il Polish Hammer, non contento della chiamata (4° fallo personale).
Il 2/2 dalla lunetta anticipava una tripla, sempre a firma del capitano prima che Beal (6:43) segnasse due punti dietro un blocco di Gortat scattava lasciando indietro MKG, facile il jumper.
Iniziava una fase confusa in cui si alzava il ritmo ma si abbassava la qualità, per vedere un altro canestro occorreva attendere Porter a 4:20…
A 3:28 Walker si portava in giro il difensore con movimento ampio circolare per tornare in area a segnare pur svitando la spalla destra per trovare la retina nell’uno contro uno.
Howard da sotto il ferro fintava l’appoggio a sx, cambio peso e appoggio in reverse a destra oltre Gortat… questi Hornets giocavano bene insomma…
Walker s’involava saltando da triplista mentre ai lati i tentativi di stoppata di Beal e Porter facevano solamente da cornice attiva al gesto atletico del capitano…
Sempre Walker a 1:55 si accendeva ormai definitivamente colpendo da tre…
Punti importanti perché, nonostante l’89-73 momentaneo, i Wizards riuscendo ad accorciare di qualche punto, avrebbero potuto tornare pericolosi a inizio ultimo quarto con la nostra instabile panchina in campo.
In realtà le distanze si riducevano ma a 12 punti, conservando quindi integralmente il vantaggio accumulato nel primo tempo.

Charlotte Hornets forward Frank Kaminsky (44) gestures after his basket during the second half of an NBA basketball game past Washington Wizards forward Markieff Morris (5), Friday, Feb. 23, 2018, in Washington. (Nick Wass/Associated Press)

 
L’ultimo quarto partiva con due punti di Beal per il 94-84. Rispondeva immediatamente Lamb che riceveva da Kaminsky un bound pass verticale sulla fascia sinistra; il resto lo faceva lo scatto di Jeremy che passando dietro Oubre Jr. lo lasciava attardato per arrivare in schiacciata magnetica a contatto con il ferro.
Lamb in entrata a sinistra era spinto da Mahinmi.
Altri due Ft per Charlotte mandati a bersaglio a 11:00 dalla fine.
Frank si sentiva caldo ma mancava la tripla, nessun problema se Lamb a rimbalzo conquistava la sfera per smistarla poi ancora a Frank che nel frattempo si era spostato nell’angolo sinistro; schermo di Lamb, ricezione e tripla del Tank, giochi quasi decisi sul 101-84…
Morris, Lamb e una tripla di Porter mandavano il match sul 105-89, Charlotte era brava a far trascorrere i minuti centrali del quarto congelando il match, diversi rimbalzi offensivi e un fallo guadagnato non ci facevano rischiare nulla, poi improvvisamente, dal ritmo lento, si passava all’improvvisata di Lamb che con uno scatto fulmineo centrale prendeva il centro dell’area per decollare trasfigurandosi in volo in Michael Jordan.
Pazzesca la sfida alla forza di gravità con il veleggiare elegante e la potente hammer a una mano che faceva gioire tutta la panchina.
109-93 che Walker aggiornava a 5:55 di tripla.
Non ne avevano più i Wizards vittoriosi in casa Cavs la sera prima, così Frank si ripeteva due volte da fuori per aumentare il bottino personale, si finiva sul 122-105 grazie al quale il sogno di rimonta di Charlotte può proseguire.
 
Pagelle
 
Walker: 7,5
24 pt., 7 rimbalzi, 2 assist, 1 rubata. 8/17 dal campo. Partenza lenta di Kemba con uno 0/5 dal campo. Si sblocca con un libero e va a segno con una tripla su Satoransky da classificare come pezzo di bravura. In palleggio suona molto meglio dei bonghi del protagonista della canzone di Elio “Parco Sempione”, però fa venir mal di testa ugualmente a chi lo contrasta. Accesosi nel secondo tempo trova canestri importanti nel terzo quarto per completare il gioco di Charlotte e resistere al pericoloso rientro della squadra di Brooks.
 
Batum: 7
8 pt., 6 rimbalzi, 8 assist, 2 rubate. 3/8 dal campo. Come al solito cerca di fare un po’ tutto ma lo fa decisamene meglio. Interessante qualche difesa come quella a inizio terzo quarto nella quale devia a Morris un pallone che recupereremo. Nel primo tempo trova l’asse portante con Howard e fornisce palloni per gli alley-oop del nostro mastodontico centro.
 
Kidd-Gilchrist: 7
14 pt., 2 rimbalzi, 2 assist, 1 rubata. Solido con 6/8 dal campo. Non è più velocissimo se deve passare dietro un blocco, ogni tanto va fuori equilibrio in rotazione, ma anche lui contribuisce. Gioca con calma andando con convinzione a sfidare anche il lungo se necessario e i risultati gli danno ragione in attacco.
 
M. Williams: 7
15 pt., 2 rimbalzi, 1 stoppata. 5/9 dal campo con un 4/7 da tre. Si specializza in bombe. Cia iuta a staccarci nel primo tempo e ne mette una nel momento più delicato della rimonta de Maghi. Provvidenziale.
 
Howard: 6,5
11 pt., 6 rimbalzi, 2 assist, 2 stoppate. 5/9 dal campo. Discreta gara di Dwight che parte con due stoppate. Riesce ad arrivare in doppia cifra nei punti sprecando poco e ottenendo l’ennesimo gioco da tre punti. Pochi i rimbalzi però.
 
Lamb: 7,5
13 pt., 5 rimbalzi, 5 assist, 1 rubata. 4/9 dal campo. +18 di plus/minus. L’arma (sportiva) aggiunta. Letale, segna sulla sirena del primo quarto un clamoroso triplone, poi nell’ultima parte segna 4 punti e regala anche una schiacciata da top ten dell’anno per gli Hornets. Atletico, chiude dovendo forzare ai 24 e con una persa per passi ma ormai la gara era stata vinta.
 
Kaminsky: 8
23 pt., 3 rimbalzi, 4 assist, 1 stoppata. 8/15 al tiro. +24 di plus/minus. Big night per Frank che spara da fuori con un 6/9 clamoroso. Anche in fase di passaggio è ispirato. Abbassa le percentuali con un paio di forzature necessarie ai 24 ma è una partita importante in attacco.
 
Carter-Williams: 6,5
9 pt., 4 rimbalzi, 2 assist, 1 rubata, 1 stoppata in 18 minuti. 3/7. Spende 5 falli perché rimane costantemente aggressivo. A volte eccede, comunque sfiora la doppia cifra. Il fisico non l’aiuta. Parte meglio, più concretamente, nella seconda parte meno bene ma il giudizio è positivo. Cattura anche un rimbalzone nell’ultimo quarto con personalità.
 
Zeller: 6
2 pt., 5 rimbalzi, 1 assist. Tre falli, su uno vittima di una chiamata pro Beal da tutela All-Star. Poco importa, complessivamente chiude con un 1/3, buon impegno, alcuni rimbalzi utili. Un po’ impreciso e mani scivolose come avesse del sapone su un’azione nella quale sembra che voglia lasciar continuamente in gioco la sfera che alla fine recupera…
 
Graham: 6
3 pt., 1 rubata in 14 minuti. Una steal con transizione è quasi tutto. Gli fischiano una persa per un piede fuori dalla linea laterale destra.
 
Monk: s.v.
0 pt. (0/0). Saluta il parquet.
 
Bacon: s.v.
0 pt. (0/3), 1 rimbalzo. In poco più di un minuto riesce a prendersi tre tiri e a non infilarne nemmeno uno. Soprassediamo…
 
Hernangomez: s.v.
0 pt. (0/0). Vedi Monk ma con un turnover…
 
Coach S. Clifford: 7,5
Sembra tornata una squadra dopo la pausa benefica dell’All-Star Game. Sono passate solamente due partite ma la squadra sta girando bene tra schemi e giocatori che si esaltano. La riprova della squadra che gioca è Walker, che fino a quasi alla fine del primo tempo era rimasto a zero punti, ma la squadra era avanti in doppia cifra nonostante la performance del capitano fosse iniziata in sordina. C’è vita su Marte se battagliamo…
Video recap:

Game 58: Charlotte Hornets Vs Brooklyn Nets 111-96

 
Si ricominciava.
Dopo la kermesse delle stelle, allo Spectrum Center andava in scena una gara da cometa.
Dal greco kòme (chioma), la cometa Charlotte, tentando l’avvicinamento al sole dei playoffs, ha iniziato a liberare gas e polveri, le quali fuoriescono ionizzate e scintillano per effetto del vento solare formando una scia luminosa a tracciare una strada ancora incerta.
Vincere però, mancando solamente 25 partite alla fine, rappresentava l’unica maniera per proseguire una corsa che al momento ci vede intorno al 12% di possibilità di partecipazione ai playoffs.
Fatto fuori il GM Cho, uno degli artefici di questa, speriamo, ellittica traiettoria, toccava alla squadra rispondere sul parquet contro una squadra ormai tagliata fuori dall’accesso ai playoffs, ma che nascondeva l’incognita della prima gara stagionale contro i Calabroni.
La partita è andata a strappi e i Calabroni si sono dimostrati superiori aiutati dai due punti di forza Kemba e Dwight, un “cometone” piombato a tutta forza sulle Retine nella notte.
Non siamo diventati la squadra più forte del mondo e servirà altro per battere squadre più attrezzate, ma nella serata ciò può bastare.
Una buona gara nella quale Howard ha potuto fare il bello e il cattivo tempo sotto le plance sfiorando il record di rimbalzi detenuto da Okafor dall’epoca Bobcats.
Casella rimbalzi che gli Hornets hanno vinto complessivamente 54-41, così come negli assist (29-27) i numeri hanno dato ragione alla squadra di Clifford.
Un 52,4% da tre, più alto del complessivo 48,3% dal campo ha spinto gli Hornets alla vittoria.
Brooklyn con il 38,7 ha finalizzato male anche da sotto talune volte, salvata dai 22 di Cunningham (ex Pelicans) e dai 19 del promettente D’Angelo Russell. 9 pt. e 7 rimbalzi per il C rookie Jarrett Allen.
 
Partiva bene Charlotte che vinceva il tip-off e segnava con Howard, abile a chiudere in due tempi un possibile alley-oop; il disturbo di Allen non gli consentiva di schiacciare sull’assist volante di Kemba, ma il recupero della sfera e la risalita facevano il 2-0 dopo 16 secondi.
D’Angelo Russell colpiva da tre a 11:19.
Non succedeva nulla per un minuto fino a che Walker dall’altra parte realizzava il controsorpasso con la stessa arma, dalla diagonale sinistra.
Un passaggio invitante sulla cora di Allen ed era il pareggio ospite ma Howard, conquistava un rimbalzo offensivo su un tiro mancato da MKG da lontano.
Canestro più fallo per il più classico gioco da tre punti. Si andava sul 5-8, ma si scoprirà più tardi che la tripla di Walker in realtà era stata effettuata con un piede sulla linea, quindi avveniva la correzione di punteggio durante il primo break.
Nel frattempo Howard dominava catturando rimbalzi e schiacciando una mina a una mano dopo aver oltrepassato Allen, già giunto al secondo fallo.
Proprio lui catturando un altro rimbalzo, riequilibrava la situazione sul 12 pari con due FT, dei quali solo uno a segno però.
Walker ci provava da fuori in transizione ma la palla s’incastrava sulla sinistra tra ferro e plexiglass.
Palla a due che MKG portava a casa la palla a due contesa da altri, ma non riusciva a segnare, cosa invece che faceva Batum a 6:17, quando battendo una rimessa passava dietro un blocco incrociando e tirando arrestandosi da tre.
15-12 con tripla di Acy per l’immediato pari, riapriva però le danze Williams, pescato a sinistra sulla diagonale buona, dopo che Howard, nel cuore del pitturato era stato capace di conquistare l’ennesimo rimbalzo.
A 5:14 su un tentativo di turnaround piovevano altri due punti dalla linea per il nostro numero 2.
A 4:53 era ancora Marvin a spingere gli Hornets, creando un break da 8-0 tutto personale; altra tripla dalla media diagonale destra con campo aperto e il 23-15 era servito.
Si attivava Cunningham che segnando due canestri da due punti e uno da tre (dall’angolo sinistro) riusciva a pareggiare a quota 23.
Finale del primo quarto a ricalcare gli ultimi minuti giocati con Charlotte intenta a scappare (tripla di Lamb a 2:55, entrata aggressiva di Lamb con passaggio veloce diagonale per la schiacciata inarcata di Howard) e Nets a reagire (tripla di Harris a 2:04) che portavano la gara sul 28-23. Kemba aggiungeva una tripla mentre Howard tornava in panchina già in doppia doppia (10 pt. e 11 rimbalzi).
A 1:19 segnava Harris, Kaminsky segnava un libero per proteste di Russell, probabilmente per un’infrazione di passi di MCW, salito e sceso con la palla in mano.
Frank segnava ma chiudevano i Nets, il risultato quindi muoveva sul 32-28 dopo i primi 12 minuti.
 
A inizio secondo quarto il punteggio si spostava ancora, modificando la casella ospiti dopo 19 secondi e ripetendo lo stesso numero sul tabellone a 10:51, quando due FT di Russell (spostato da Graham sotto canestro all’ultimo momento) ricadevano nella retina.
La panchina era un po’ addormentata, Zeller non aveva chance di difendere sulla serpentina con arresto e tiro dalla sinistra di Russell, Charlotte quindi finiva anche sotto di due prima di riuscire a trovare il pareggio per merito di Lamb che allungava un veloce passaggio verticale a MCW, il quale non trovando avversari sino al ferro appoggiava comodamente. Lamb da assist man si trasformava in scorer passando sulla linea di fondo e ricevendo da Kaminsky il verticale, segnava da due passi il nuovo vantaggio.
Ci prendeva gusto Jeremy che a 7:45 in azione personale sbatteva contro Acy trovando un canestro un po’ rustico, non proprio da manuale.
Charlotte allungava con due liberi di Zeller (7:20) e con due punti di MCW che dalla sinistra sull’incrocio circolare con Kemba, riceveva dallo stesso ed entrava battendo la difesa. Cunningham dimostrava ancora buona mano contro di noi tenendo in gara gli ospiti grazie a una bomba, toccava ancora a MCW andare a battere Allen con una finta e tocco a tabella per il 44-37, Russell tuttavia a 5:18 infilava la tripla del 44-40 che consigliava a Clifford il time-out.
Batum segnava due punti, poi in area contrastava efficacemente Allen, il quale si rifaceva dopo tutto solo da sotto in schiacciata a una mano trovato da un rapido passaggio.
S’infiammava la sfida Dinwiddie/Walker.
Il primo metteva due punti aiutato dall’anello, il secondo a 2:21 in entrata riusciva a infilare un circus layup, più semplici gli altri due punti a testa per i giocatori citati che rispondendosi alzavano il punteggio sul 48-47.
MKG con un gancio in salto cercava di far staccare gli Hornets dalla pressione ospite, Williams da tre continuava sullo stesso progetto per il 55-47, ma nel finale gli arbitri annullavano un canestro da tre a Kemba che segnava clamorosamente fuori equilibrio.
Se si poteva dare ragione agli arbitri per una frazione di decimo sulla non continuità dell’azione, era delittuoso il canestro annullato a Marvin dall’angolo destro; finta del numero due, spostamento verso l’incrocio delle linee con Acy depistato che tornava sotto sull’alzata di Williams, gomito sul mento di Acy, giunto nel cilindro della nostra PF, canestro ma ancora una volta inutile.
Fischi prolungati del pubblico che veniva anche beffato da Crabbe a un secondo e mezzo dalla fine.
La sua tripla riportava sul -2 i bianchi.
55-53 e partita resa ancora interessante dalla terna.

Charlotte Hornets’ Kemba Walker (15) gets by a grimacing Brooklyn Nets’ Spencer Dinwiddie, who was caught in a screen by Hornets’ Dwight Howard (12) during the first half of an NBA basketball game in Charlotte, N.C., Thursday, Feb. 22, 2018. (Bob Leverone/Associated Press)

 
Russell era il primo giocatore a trovare la retina nel secondo tempo.
Il suo canestro dalla media sinistra impattava la partita a quota 55 ma gli Hornets ripartivano con l’ennesimo rimbalzo offensivo di Howard convertito in due punti facili appena dopo il salto di Allen, ingannato da Howard nei tempi.
Una tripla in punta di Batum (catch’n shoot rapidissimo) serviva agli Hornets per ottenere il +5, Williams passando in area a tagliare dietro Howard, dava una mano bloccando l’appoggio di Dinwiddie, finiva così per segnare MKG con un crossover su un terzo tempo in transizione.
Fallo di Allen, libero aggiuntivo a segno più uno precedente di Kemba per proteste di Carroll reiterate che chiedendo un fallo sull’azione precedente finiva per peggiorare la situazione dei suoi.
64-55 con un 9-0 run per gli uomini in livrea nera, che raggiungevano il massimo vantaggio sui 13 punti grazie a un gancetto di MKG.
Russell segnava, rispondeva su alzata di Batum, Howard che, con un soft alley-oop faceva girare la palla sul ferro come in una roulette che diceva 2.
Ancora strappo di Charlotte quindi e ancora rientro degli ospiti che con una giocata di Dinwiddie da tre punti iniziavano la rimonta che si chiudeva con la tripla di Harris per il 70-66.
Batum, dopo il time-out preso da Clifford a 4:16 era aiutato dal primo ferro sul suo tiro frontale da centro area.
Un paio di tiri dal corner sinistro di Brooklyn non avevano buon esito, così Kemba fintando batteva un paio di difensori dei Nets, che attardati potevano solo osservare il veleggiare a canestro di Kemba in appoggio.
A 1:49 ancora una finta di sopracciglia di Kemba l’aiutava ad aprirsi la strada per un intenzionale appoggio al vetro dal cuore dell’area.
Sul 77-68 Cunningham (1:28) sparava da tre prima che Walker restituisse il favore.
Batum toccava due volte il pallone il palleggio a Carroll ma la sua prolungata difesa aggressiva costringeva gli arbitri a chiamare due FT al terzo tentativo.
80-74 prima degli ultimi 12 minuti.

 

Jeremy Brevard-USA TODAY Sports. Kemba finta e tiro… vari modi per raggiungere 31 punti…

 
Cunningham metteva paura a inizio quarto sfoderando l’ennesima tripla (angolo destro oltrepassando Frank), ma a stretto giro di posta, da dietro uno schermo ampio, rispondeva proprio Kaminsky che riportava a sei le lunghezze di vantaggio.
Harris mancava un reverse ma Cunningham in transizione appoggiava al vetro sopperendo a qualche mancanza di finalizzazione dei compagni.
A 9:37 si svegliava anche Cody con un bello spin nel pitturato che lo portava a esaltare ulteriormente un’azione a triangolo con l’ultimo passaggio sospetto di Lamb in salto e ricaduta dalla linea di fondo. In realtà il replay evidenziava la bravura del nostro numero tre nel rimanere completamente in campo nonostante il passaggio rischioso e il difensore davanti a lui che avrebbe potuto farlo “rimbalzare” fuori.
Un floater di Graham e un pullup di Lamb (8:37) ci portavano rapidamente sul +10.
La panchina si riscattava quindi, così tra un canestro e l’altro di Zeller a poco serviva un’azione con gioco da tre punti di Russell.
Carroll ricevendo un extra pass andava a schiacciare ma Kemba, sfruttando una serie di movimenti e di blocchi, passava largo in modalità circolare fino ad arrivare nei pressi dei bordi dell’area destra da dove appoggiava comodamente.
Era sempre il capitano a firmare i punti vittoria; il suo meteorite scagliato dalla fascia di Kuiper con finta di passaggio che mandava Crabbe al bar, (6:18) portava gli Hornets sul 98-86, ormai irraggiungibili per le possibilità della squadra di Atkinson.
A 5:03 ancora Kemba nonostante due difensori gli saltassero addosso segnava da fuori il 103-88.
Si finiva con Howard a catturare il suo 24° rimbalzo, a uno solo di distanza dal record di franchigia (Bobcats/Hornets) ottenuto da Okafor con 25.
Rimbalzo che avrebbe probabilmente catturato il nostro centro se nei minuti finali non fosse stato sostituito da Hernangomez, che debuttando, raccoglieva un facile rimbalzo difensivo.
Monk che dopo l’incidente non avrebbe dovuto giocare, probabilmente è tornato in dima.
Suoi due punti frontali facili nel finale prima della sirena finale che decretava il 111-96.
 
Pagelle
 
Walker: 7,5
31 punti, 7 rimbalzi, 2 rubate. Gioca 35 minuti e chiude con un buon 12/22 incluso un 4/8 da fuori, escluso il 3/3 ai liberi. Canestri importanti nei momenti giusti. Il valore aggiunto accelera se serve. Gli viene anche annullato un canestro da highlights possibile. +18 di +/-… La maggior speranza per raggiungere i playoffs.
 
Batum: 6,5
10 pt., 5 rimbalzi, 7 assist,1 rubata, 1 stoppata. Ci prova 8 volte dal campo e termina con il 50%. 2/4 da fuori con una tripla letale bloccando l’arresto sulla corsa e una d’intelligenza incrociando con il bloccante. È in difesa però che influenza diversi tiri avversari (non proprio grandissimi finalizzatori) e compie lo sforzo maggiore.
 
Kidd-Gilchrist: 6,5
13 pt., 5 rimbalzi, 1 assist, 1 stoppata. 4/7 dal campo, concentrato, finisce con 5/5 ai liberi, risultato non scontato per lui. Attacca bene il ferro segnando sia in entrata che con movimenti a crearsi lo spazio. In certe circostanze forse potrebbe fare di più in difesa ma va bene così per oggi.
M. Williams: 6,5
11 pt., 2 rimbalzi, 2 assist. A parte i tre palloni persi, paradossale che il 3/8 sia in realtà composto da un 3/5 da fuori e uno 0/3 da due… Importanti le sue triple. Gliene manca una che delittuosamente gli arbitri annullano. Una bella stoppata dai tempi giusti a spazzare via Dinwiddie nel secondo tempo.
 
D. Howard: 7,5
15 pt., 24 rimbalzi, 1 assist, 1 stoppata. Domina il match anche se si concede un 6/14 più da esterno che da centro. Non ha seri oppositori nella controparte. Allen è troppo inesperto per contrastarlo seriamente e sono poche le note negative di serata. Doppia doppia sfiorando il record di rimbalzi di franchigia, per me ottiene quello dei nuovi Hornets con 24, l’altro era di Okafor con 25 in era Bobcats. 3/7 ai liberi e 3 turnover, ma +12 di +/-, ottenuto anche per merito suo.
 
Lamb: 6,5
9 pt., 4 rimbalzi, 4 assist. Chiude con un 4/11 dal campo e qualche entrata non proprio da manuale, comunque trova canestri utili giocando 23 minuti.
 
Kaminsky: 6
4 pt., 7 rimbalzi, 4 assist. Chiude con un 1/5 al tiro e una difesa che non ama l’eccesso. Il suo verticalismo ci costa una tripla di Cunningham. Ricordo una sua uscita nel primo tempo, generosa su un tiratore, la quale pur non servendo a molto, rappresenta almeno uno sporadico tentativo di difesa vera. Alla fine segna solo un canestro dal campo rispondendo proprio a Cunningham dopo il canestro preso in faccia. Si salva con qualche rimbalzo e un paio d’assist intelligenti.
 
Graham: 6
2 pt., 1 rimbalzo in 11 minuti. Sta poco in campo e raggiunge il suo apice nel secondo tempo quando segna e prende un fallo a favore per un blocco offensivo di Acy.
 
Zeller: 6,5
8 pt., 3 rimbalzi, 1 assist. Si sveglia a un certo punto del secondo tempo. Nell’ultimo quarto trova il suo meglio riscattando la prima uscita dalla panchina, più frustrante che scialba. Sistematicamente tagliato fuori si nota la differenza con Howard. Chiude con un 3/5 dal campo. Mezzo voto in più perché la spinta arriva nel finale in un momento importante.
 
Carter-Williams: 6,5
6 pt., 1 rimbalzo, 2 assist, 1 stoppata. Inizia male ma poi finisce con un ¾ dal campo, attaccando con velocità ma senza fretta di concludere. I Nets lo permettono e lui ne approfitta per prendersi quei decimi di secondo che fanno la differenza tra un tiro avventato e uno mirato… Rapporto assist/turnover non il massimo ma la difesa sopperisca a questa lacuna.
 
Monk: s.v.
2 pt. in poco più di un minuto. Due anche i turnover. Out dalle rotazioni, non avrebbe dovuto scender sul parquet per il botto in auto. Vedremo se avrà più spazio in un prossimo futuro ma dubito…
 
Bacon: s.v.
Chiedere a Chi l’Ha Visto per il minuto in campo.
 
Hernangomez: s.v.
2 rimbalzi e una stoppata, ma anche un’entrata gentilmente concessa nel finale. Si presenta comunque bene difensivamente Willy. Lo spazio da ritagliarli sarà eventualmente premura e compito di Clifford.
 
Coach S. Clifford: 6,5
Squadra tranquilla che non sembra fenomenale ma migliore dei Nets. Giocando contro diverse squadre dalla fascia medio bassa, dovremmo riuscire con qualche individualità e qualche schemino semplice che si è rivisto in serata ad avere la meglio, considerando che tali squadre non dovrebbero giocare alla morte visto il prossimo Draft. Il problema saranno le partite più consistenti, il cui esito rimane incerto.

Game 57: Charlotte Hornets @ Orlando Magic 104-102

 
Momento difficile nella giornata di San Valentino per rinnovare l’amore per una squadra che negli ultimi anni ha dato qualche gioia ma molte più delusioni, tuttavia se dovessi estrapolare una frase dal rito nuziale sarebbe: “Prometto di esserti fedele sempre, nella gioia e nel dolore” (nella buona o nella cattiva sorte).
Forse un giorno Jordan o qualcuno dopo di lui aprirà un ciclo vincente, una stirpe, una dinastia di Calabroni destinata a vincere, nel frattempo la squadra vive nel limbo di un medio livello da purgatorio dantesco, troppo facile però salire sul carro dei vincitori e scenderne quando le cose non vanno bene.
Al contrario di qualsiasi rapporto interpersonale, il quale può essere legato a dinamiche bilaterali, la nostra volontà di seguire incondizionatamente qualcosa di più astratto, alla quale ci si può legare a qualcosa per diversi motivi rimane puro agape più che philia, varietà etimologiche di parole greche arrivate sino a noi presenti in altre o sorroforma d’altro che nel loro significato originale però detengono il loro massimo splendore.

Giochi di parole dal sito ufficiale degli Hornets per celebrare S. Valentino. Anche a noi mancava Batum, il quale, nonostante abbia avuto un atteggiamento come al solito, abbastanza compassato e distratto a tratti, ha contribuito finendo per segnare una tripla decisiva.

La situazione non è affatto buona, ma avremo circa una dozzina di partite contro squadre di bassa classifica che ormai, salvo qualche vittoria per dare soddisfazione ai propri tifosi, sono propense a tankare vista la situazione in classifica e il Draft 2018 che promette d’esser interessante.

Erano 9 le w consecutive contro Orlando..

È arrivata una vittoria in una punto a punto e la decima consecutiva contro i Magic… non è stato facile però, nonostante a inizio ultimo quarto Lamb ci avesse portato sul +9…
Orlando ha usufruito della buona prestazione di un Hezonja da 21 punti, seguito da DJ Augustin e Speights che con 16 a testa son saliti sul podio marcatori per la squadra della Florida.
Statistica inusuale e decisiva, le 14 rubate di Charlotte contro le sole 7 dei Magic (12 a 20 i turnover), palloni intercettati, strappati o regalati dei Magic che hanno pesato enormemente nel computo finale del game.
Curioso che Charlotte abbia tirato leggermente meglio da tre che in totale, con il 43,3%, al posto del 42,2% complessivo.
Ora vi sarà il break per l’All-Star Game, possiamo respirare un po’ grazie a questa vittoria e cercare di costruire qualcosa d migliore per affrontare le future sfide.
 
Una dozzina di partite da interpretare come finali; l’atteggiamento degli Hornets iniziale non era quello giusto perché, dopo il teardrop fallito da Williams con relativo rimbalzo catturato in area, relative finte e sfera ribadita a canestro per il 2-0 dopo 21 secondi, Charlotte incassava due triple con spazio.
La prima era firmata da D.J. Augustin, la seconda da Fournier, dimenticato completamente sulla sinistra… Hezonja in entrata segnava il 2-8, accorciava Howard in alley-oop su una drive con alzata corta di Walker, ma i Magic correvano sul 4-12 centrando il bersaglio ancora con Hezonja e Fournier a 8:20.
Pessimo inizio, occorreva un time-out di Clifford per fare il punto della situazione.
Dopo il break gli Hornets rientravano lentamente grazie a una difesa più accorta, Williams recuperava un pallone in difesa intasando una linea di passaggio orizzontale dei Magic, dall’altra parte dai bordi del post basso sinistro Howard si girava facendo partire un soft left hook vincente. Un passaggio fuori per Williams che dalla top of the key si metteva in ritmo per colpire da tre punti riavvicinava gli Hornets che beneficiavano anche di una stoppata data da Howard al tentativo d’appoggio di DJ Augustin di destra, 4 secondi dopo (6:03) gli Hornets, fiondandosi in transizione ottenevano due FT con Williams.
Dentro il primo, anticipando il secondo, coach Vogel chiamava time-out, Marvin si deconcentrava mancando il secondo lasciando gli Hornets sul 10-12.
Riprendevano quota i Magic che sfruttavano le transizioni; un pessimo passaggio si Batum all’indietro era preda del connazionale Fournier che segnava era bloccato da Walker nell’uno contro uno.
Dentro il primo, palla guadagnata dai Magic nonostante l’errore sul secondo e dalla rimessa Simmons segnava dalla baseline destra mandando sul +5 i locali.
Non finiva lì però perché Howard in azione non riuscendo a difender palla lasciava spazio a un altro contropiede finalizzato a 4:41 da una schiacciata di Fournier.
A 4:23 Batum riusciva a segnare da tre punti, poi in difesa recuperava un pallone ma andando a prendersi un pullup frontale non aveva fortuna, così, dopo alcuni errori da ambo le parti Simmons in corsa e in caduta appoggiava il 13-19.
MKG e l’ex “Biz” mancavano due canestri semplici, per il secondo arrivavano due liberi dei quali solo il primo trovava la retina, mentre dall’altra parte Howard aveva la stessa sorte sul fallo commesso proprio da Biyombo che andava a sedersi in panca.
Senza l’ex Hornets a protezione del ferro, Walker si fiondava dentro trovando canestro e fallo a 2:11.
Giocata da tre punti per il 17-21.
A 1:55, un pallone vagante sotto canestro, era conteso da vari giocatori; Speights, Lamb e Zeller, non si capiva benissimo di chi fosse l’ultimo tocco, una cucchiaiata di uno dei tre che rimbalzava dentro fortunosamente per i Magic che ottenevano anche ulteriori tre punti spinta da Speights per il 17-26.
Lamb riuscendo a infilare anch’esso da fuori, metteva una pezza al momento giusto prima di un’eventuale fuga dei Magic, abili comunque a chiudere avanti sul 20-26 il primo quarto.

Dwight Howard (12) is fouled by Orlando Magic center Bismack Biyombo, right, while going up for a shot during the first half of an NBA basketball game Wednesday, Feb. 14, 2018, in Orlando, Fla. (Phelan M. Ebenhack/Associated Press)

 
Il secondo periodo era inaugurato dai Magic con due punti di Birch, Lamb, infilandosi a ricciolo riceveva il passaggio e andando con lo scoop destra in entrata continuando il movimento circolare trovava spazio per depositare il nuovo -6.
Graham dalla destra dimezzava lo scarto mostrando la consueta più che discreta mano da fuori, il problema era che Speights rispondendo sempre da oltre l’arco (possibili passi) a 10:21 ci riallontanava, ma “the answer” era Lamb, bravo a appoggiare in entrata di destra sul lato sinistro del ferro evitando l’onnipresente Speights all’inseguimento.
Era sempre il corpulento panchinaro dei Magic a procurarsi due FT, i quali realizzati fruttavano il 27-33 per i Magic. MCW andando in schiacciata vedeva la sua dunk ad abbassare il ferro fluttuare; palla a colpire i ferri che probabilmente non sarebbe entrata ma Birch, toccando il ferro con la palla ancora sull’aureola del ferro commetteva interferenza.
Goaltending e -4.
Sembrava eterno l’elastico tra i due team quando Iwandu procurandosi due FT ci rimandava sotto di 6 punti (8:45), Zeller continuava così a riproporre il rientro degli Hornets non contravvenendo all’elastico.
Screen roll con passaggio filtrante di Graham e dunk appesa del primo a 7:50…
Mack a 7:33 faceva uno strappo alla regola avendo la possibilità di bombardare frontalmente da tre (31-38), Kaminsky usciva dal proprio cilindro per inventarsi un tiro fuori equilibrio di dx, soft touch vincente.
A 6:30 Lamb in avvicinamento con passetti d’esitazione era raddoppiato in area, passaggio intelligente sotto per Cody che smarcato infilava il 35-38.
Una tripla di MCW era il classico in & out, Hezonja dall’altra parte disorientava il proprio difensore con rapido spin chiuso da uno scoop, bella azione che unita alla tripla dello stesso giocatore a 5:23 costringeva Clifford al time-out sul 37-43.
A 4:37 Walker da tre segnava il -3 Batum perdeva l’ennesimo pallone, Mack in transizione sbattendo su Kemba faceva recuperare a Lamb la sfera, apertura lunga verso Howard oltre tutti che aspettava Birch per virare e segnare da sotto il -1.
Howard potrebbe riportarci in vantaggio dopo immemore tempo ma il suo spin su Fournier in mismatch, pur essendo buono, mal consigliava il centro sul salto anticipato in entrata, dunk sull’esterno del ferro tra i fischi del pubblico, dall’altra parte Simmons puniva l’errore con la classica giocata da due punti più libero realizzato.
Hornets sotto di 4 (42-46) con un passaggio di Marvin verso Batum che il francese in ricezione si faceva portar via non proteggendo a dovere palla, transizione e altro easy bucket per Fournier…
Howard dalla media distanza da di sinistra mettendo dentro due punti avvicinava nuovamente Charlotte che utilizzava ancora il suo centro per contrastare una dunk di Biyombo spalmata sul ferro, dall’altra parte Batum si faceva perdonare segnando da tre il -1 mentre a :58.7 si registrava anche il sorpasso.
Un gioco a due sulla sinistra portava Batum a passare e schermare Lamb, il quale dall’angolo sinistro da tre punti faceva girare il tabellone sul 50-48.
Un rimbalzo offensivo portava Biyombo a schiacciare per il pari sul totale dei 100 punti ma c’era ancora tempo; Kemba veniva steso sul tiro da un’ancata destra di DJ Augustin (voltato anch’esso verso canestro).
Tre punti più libero a segno. Hornets in vantaggio di 4 che incassavano però la tripla di Fournier nonostante il disturbo di Williams e rischiavano grosso sulla sirena, quando DJ Augustin centrava il canestro, ma l’intervento di Walker a disturbo consentiva di far perder al play avversario quei decimi preziosi che lo vedevano attardarsi per scagliare la sfera oltre la luce rossa.
Charlotte quindi resisteva finendo avanti di un punticino (54-53).
 
A inizio ripresa MKG in entrata frontale trovava il primo canestro della sua gara, Batum a 10:01 spingeva la squadra del North Carolina verso la fuga mettendo una tripla (61-55), poi era Kemba a guadagnare in entrata un contatto con il centro Biyombo.
Il 2/2 anticipava il secondo canestro di MKG di serata, altra transizione con una drive and kick di Simmons a favorire gli Hornets (passaggio a Walker). Hornets sul +10, conservato momentaneamente da Howard in stoppata su una rolling hook di Biyombo.
DJ Augustin comunque centrava il canestro con la tripla su una second chance ma Charlotte ancora non si preoccupava tanto poiché Howard a 7:47, infilando due FT dava comunque un consistente margine di 9 punti da difendere agli imenotteri.
Howard segnava ancora un paio di canestri; il primo era gentile concessione di Kemba che in entrata alzava un lob per l’alley-oop facile, la seconda realizzazione era un connubio tra forza e tecnica che serviva al nostro centro per raggiungere i 15 punti.
Augustin infilava con splendindo movimento seguito da step-back una bomba oltre Walker (71-66) ma Howard appoggiando al vetro metteva due punti in tasca per la stoppata di Biyombo in goaltending, poi ne recuperava altri 2 a 4:50 che, unitamente al pullup frontale di Walker, portava i Calabroni sul 77-68.
Una palla persa da Simmons, recuperata a terra da Batum, innescava la tripla di Kemba a 4:02, Hezonja rispondeva da due così si poteva far cifra tonda: 80-70.
Un braccio teso di Speights sull’entrata lanciata di MKG costava una caduta in wrestling style alla nostra ala piccola che, ancora stordita mancava il primo dei due FT. Realizzato il secondo, il finale scorreva tra canestri di Hezonja (reverse layup su Howard per l’81-76) e qualche punto degli Hornets per rimanere saldamente in testa, vedi tripla di Graham in transizione dal corner destro (passaggio di Batum).
Iwandu al terzo tentativo dei Magic da sotto faceva centro, Howard ritoccava segnando l’85-78 finale (due FT splittati) di quarto, poiché Speights in avvicinamento velocizzava l’appoggio potenzialmente facile vedendo scorrere i decimi mancanti, palla fuori sulla luce rossa…

Dwight Howard (12) of the Charlotte Hornets shoots the ball against the Orlando Magic on February 14, 2018 at Amway Center in Orlando, Florida.

 
Un reverse layup di Lamb a inizio quarto riportava gli Hornets alle soglie del vantaggio a doppia cifra (87-78), ma inaspettatamente tre bombe realizzate velocemente dai Magic (prima di Speights e altre due di Afflalo), servivano ai ragazzi di Vogel per pareggiare la partita Hornets uccellati anche da due liberi di Mack a 8:48, bravo a estendere il parziale di 11-0 a favore di Orlando per riportare in vantaggio i bianchi di casa.
Un doppio duello tra MCW ed Afflalo si risolveva due volte a nostro favore.
Nel primo caso la nostra point guard di riserva recuperava due FT realizzandoli, nel secondo la gran difesa costringeva il tiratore avversario all’errore dalla baseline sinistra.
Il pari resisteva perché a Lamb era fischiato uno sfondamento su Speights e il canestro era annullato…
Era Mack (da) tre ad essere tagliente come un rasoio.
A 6:36 colpiti, non eravamo affondati se MCW dava il suo contributo inserendo a tabellino altri due punti derivanti da un jumper frontale.
A 4:41 Walker stoppava, già in salto, l’entrata di Mack, mano destra pulita sulla palla, entrambe le mani sulla rimessa dal fondo lunga per anticipare il passaggio, peccato fallisse dall’altro lato l’appoggio nell’uno contro uno.
Anche ai Magic era annullato un canestro; la tripla di Hezonja dalla sinistra era aiutata irregolarmente da Augustin che muovendo lo schermo, impediva a Williams di portarsi sul tiratore.
A 3:13 l’ex Howard decideva che era tempo di sorpassare.
Entrata con errore da destra, rimbalzo a sinistra e appoggio.
A Hezonja non serviva molto però per ristabilire le condizioni preesistenti (93-94).
Fournier era stoppato da Lamb che dall’altra parte in entrata era chiuso da Hezonja, sul quale sbatteva il nostro numero tre.
Fallo e canestro con la palla spinta bizzarramente verso l’esterno del canestro da un lato dell’anello, la traiettoria però era bassa e il rimbalzo sul ferro opposto trascinava nel gorgo della retina la palla a spicchi.
96-94…
A 1:30 Marvin si agganciava e spingeva Biyombo sotto canestro; due liberi che erano sfruttatati a metà dall’ex centro degli Hornets.
Un suo rimbalzo offensivo per consentiva di portare i suoi sul +1 (96-97).
Clifford predicava calma ma Kemba a 1:11 riconosceva il vantaggio del blocco di Howard che lasciava i Magic un po’ storditi; il tentativo di tripla si trasformava in un 3FGMade, a poco serviva un altro rimbalzo offensivo di un Biz scatenato nel finale se Fournier dall’angolo non centrava la tripla.
Batum a :11.3 mandava a segno la tripla decisiva; finta su Hezonja, leggero spostamento verso sinistra rimanendo oltre l’arco e preciso tre per il 102-97.
I Magic si riavvicinavano a :04.4 con due liberi di Biz (102-99), Lamb a :02.3 era fermato volontariamente da Hezonja.
Due FT realizzati che mettevano al riparo da possibili brutte sorprese, anche perché sulla rimessa lunga Speights, nonostante il tocco di Marvin, impegnato nell’anticipo, riuscisse sulla sirena a infilare la bomba del 104-102 finale.
 
Pagelle
 
Walker: 6,5
20 pt., 5 assist, 6 rimbalzi, 4 rubate, 1 stoppata. Quando accelera diventa difficilmente prendibile. Troppi scoop o entrate sbagliate (6/19 dal campo) ma il suo 4/8 da fuori, con la penultima tripla infilata è importante. Riempie il tabellino con statistiche difensive e offensive. 4/4 ai liberi. Vola all’All-Star Game di Los Angeles.
 
Batum: 6,5
14 pt., 5 rimbalzi, 7 assist, 1 rubata. 5/11 dal campo. 4/7 da fuori e due turnover sanguinosi. Atteggiamento troppo blando nella prima parte e due palloni persi banali. Nonostante un paio di tiracci ad anticipare il difensore nel tentativo di recuperare un fallo, riesce a essere abbastanza preciso da oltre l’arco. Mette il tiro partita.
 
Kidd-Gilchrist: 5,5
5 pt., 2 rimbalzi, 1 assist, 1 rubata. 2/7 dal campo. Sbaglia tutto nel primo tempo in attacco. Inizia il secondo tempo con due appoggi facili. Steso, ai liberi completa la sua opera a livello di punti. Solida difesa nel finale su Hezonja, costretto al pass in allungamento per Fournier che a sua volta completava la catena dando a Biz sotto. Secondi preziosi guadagnati visto il finale. In 23 minuti partita comunque sullo scarso/sufficiente…
 
M. Williams: 6
6 pt., 6 rimbalzi, 1 assist, 4 rubate. 2/8 dal campo, 1/5 da fuori con un paio di tiri ad ammazzare la partita falliti. Per fortuna gli Hornets portano a casa la W battendo cassa. Magnetico sui passaggi dei Magic o si trova in traiettoria o li recupera, discreta difesa, cattura anche un paio di rimbalzi offensivi, uno a inizio gara su un suo errore ci porta subito avanti indicando l’esempio.
 
Howard: 7,5
22 pt., 13 rimbalzi, 2 assist, 2 stoppate. Chiude con 9/16 dal campo una serata da primo attore. Più facile se non c’è Vuc, dominare su un buon centro di riserva come Biyombo che non ha le capacità di portarlo fuori. Bravo ad andare in doppia doppia. Reattivo nelle due fasi di gioco.
 
Graham: 6
6 pt., 1 assist in 13 minuti. Coinvolto nella debacle d’inizio ultimo periodo, nonostante le due triple, esce con un plus/minus consistente.
 
Lamb: 7
17 pt., 5 rimbalzi, 3 assist, 1 rubata, 1 stoppata. Veloce, in difesa può girare generosamente in rotazione su uomini non suoi, ha la tendenza però ad accentrarsi troppo, lasciando il suo uomo scoperto sull’esterno. In attacco è importantissimo. Segna tre punti nel primo quarto che ci tengono non troppo distanti, poi, nl finale, a parte una palla persa (c’era un fallo su di lui non rilevato) e lo sfondamento su Speights, segna canestri importanti come l’azione da tre punti nel finale, oltre agli ultimi due liberi.
 
Kaminsky: 5,5
2 pt., 3 assist. Gioca poco, solo 9 minuti ma non sembra in gran forma complessivamente. Trova la sua unica marcatura inventandosela. Bene nei passaggi.
 
Carter-Williams: 6,5
6 pt., 2 rimbalzi, 1 assist, 2 rubate. Nonostante il -8 di plus/minus, pian piano emerge. Trova punti importanti andandoli a cercare. Da il suo contributo fermando Afflalo che a sorpresa aveva infilato due bombe a inizio ultima frazione. Energia e tanta difesa che, stando alla qualità dei Magic, viene premiata.
 
C. Zeller: 6,5
6 pt., 7 rimbalzi, 1 assist, 1 stoppata. Molto attivo, torna a giocare con pick and roll, inserimenti, presente a rimbalzo difensivo anche se sotto a volte si lege chiaramente non avere la presenza di Howard, ha minime colpe sul rientro dei Magic.
 
Coach S. Clifford: 6,5
La squadra vince una punto a punto. Lui rimane calmo. Chiama i time-out per riorganzizzarsi ai momenti giusti, compreso quello dopo la tripla di Afflalo in transizione per l’87 pari sulla quale Kemba rimane giù nella metà campo avversaria, MCW costeggia il tiratore e gli altri ripiegano verso il canestro. Sfortunatamente i Magic erano privi di Vucevic e Gordon, questo vuol dire che la prossima volta gli Hornets dovranno far meglio di così per vincere. Per oggi è bastato. C’è una settimana di tempo…

Game 56: Charlotte Hornets Vs Toronto Raptors 103-123

Freddi algoritmi contro euristica.
Alla prima categoria appartiene Clifford.
Coach che stimo come persona ma come allenatore è in disgrazia totale…
Vorrei evitare di parlare troppo di singoli ma devo constatare che i suoi algoritmi danno precisi risultati anche questa stagione.
Dopo aver incassato 32 sconfitte (la trentatreesima è arrivata in serata) delle quali quasi la metà arrivate in partite punto a punto che vanno sempre quasi a finir male, la sua cocciutaggine nel far giocare sempre gli stessi giocatori nello starting five, compreso un Batum inguardabile, sta determinando sorti sfavorevoli per la squadra.
Non sa più shakerare ma soprattutto non riesce più a dare un’impronta di gioco alla squadra che troppo spesso si affida a prender semplici vantaggi ed andar per conto proprio non avendo la qualità di Kemba, team che stasera era partito fortissimo, proprio grazie al capitano (10-0), per spegnersi prestissimo.
Toronto ha vinto nettamente e noi abbiamo giocato una delle due peggiori partite dell’anno (l’altra sempre contro Toronto, quando fu Lamb a salvarci un po’ la faccia).
Euristica dicevamo… termine largo, utilizzato in più campi, qui lo prendo in termini positivi come metodo d’approccio che non segue un percorso dogmatico o rigoroso e che serve per trovar una soluzione dei problemi.
Affidandosi all’intuito e allo stato temporaneo delle circostanze, consentirebbe di prevedere un risultato che sarebbe sempre da verificare.
Ipotesi più umana che sarebbe da vagliare piuttosto che ripetere sempre lo stesso errore di un algoritmo “negativo”.
Sperimentare qualcosa di nuovo sarebbe d’obbligo, tanto più che il francese di Charlotte è tornato a sparacchiare prendendo tiri buoni o poco consigliabili che hanno avuto lo stesso effetto… zero canestri con 0/10 dal campo, il che per una SG titolare è francamente preoccupante oltre che imbarazzante nella NBA…
Algoritmo o bias (inclinazione pregiudizievole) che sia, questa sera la squadra ha mostrato i suoi limiti.
26 assist contro i 35 di Toronto, 56,3% dal campo concesso agli ospiti contro il 42,7% dei nostri…
I Raptors quindi rimangono in testa nella classifica a Est grazie ai 25 punti di DeRozan, ai 24 di uno scatenato CJ Miles partito dalla panchina e ai 21 + 9 rimbalzi di Valanciunas, C di Toronto.
Unico momento positivo la consegna del premio dell’ex leader nelle triple realizzate per Charlotte Dell Curry nelle mani di Walker che questa sera ne ha aggiunte 4…
Le formazioni:
 
Partivano fortissimo gli Hornets con Kemba Walker che si fiondava in area avversaria e saltando in avanti rilasciava un passaggio alto chiuso da Howard per un meraviglioso alley-oop.
MKG francobollava DeRozan facendolo sbagliare e Walker dall’altra parte non ci pensava un secondo nel tentare una tripla che evidentemente sentiva tantissimo.
Tre punti perfetti da fronte a canestro replicati dopo un dribbling sul posto contro Ibaka ma dal lato destro.
Hornets lanciatissimi che riuscendo a bloccare l’attacco dei Raptors trovavano anche un po’ di fortuna su un tiro dal mid range di MKG dalla destra a medio raggio sul quale il ferro aveva un ruolo determinante nell’aiutare la nostra ala piccola.
A 9:43 Ibaka segnava i primi due punti per i Raptors andando alto sopra Williams per un tiro frontale ai 24 secondi.
Howard correndo parallelamente all’entrata di Kemba riceveva il lob per un secondo alley-oop (12-2) mentre i Raptors iniziavano a carburare con un ½ dalla lunetta di Valanciunas che a 8:26 trovava spazio per la schiacciata. Un raddoppio su Marvin in post basso sinistro era utile al nostro numero due per vedere il taglio sotto canestro sul lato debole da parte di MKG che non faticava a metter dentro.
Le guardie di Toronto riavvicinavano i canadesi; tripla di Lowry dal corner sx e reverse layup di Derozan.
Howard a 5:52, ricevendo da Batum, si presentava in area contro Valanciunas confuso dal crossover; canestro più fallo.
Azione da tre punti che issava Charlotte sul 17-12.
I Raptors rimontavano anche se Howard su una delle azioni d’attacco dei canadesi costringeva alla persa DeRozan modificandone l’intenzione; il passaggio era recuperato ma Graham vedeva rimbalzare fuori la sua tripla, Ibaka a 3:57 portava a un solo punto gli ospiti che mettevano la prima freccia del sorpasso a 3:30 quando Lowry scaricava la tripla oltre Kemba per il 19-21.
Il parziale di 0-9 pro Casey era bloccato da Kaminsky da fronte a canestro (assist smarcante di Walker) che sparando da tre realizzava il 22-23 (2:31).
Segnava Toronto, rispondeva Howard con un rolling hook al vetro nonostante la marcatura della riserva austriaca.
Gli Hornets subivano ancora un canestro ma rispondevano con la drive di MCW da destra prima d’incassare la tripla di C.J. Miles che chiudeva il primo quarto sul 26-30.

DeRozan in reverse layup con Howard e Graham nel tentativo d’impedirglielo.
Foto: Associated Press

 
CJ Miles raddoppiava il vantaggio canadese a nove secondi dall’inizio del secondo quarto; tripla più fallo di Graham e libero che segnato dava il +8.
Dall’altra parte Zeller se ne ritrovava due da battere ma non si batteva chiodo.
Lamb recuperava comunque i due punti con un’acrobatica entrata (28-34) mentre da una rimessa dal fondo nella metà campo dei Raptors, MCW passava verso Zeller che bruciava l’asburgico centro finendo per completare un’azione da tre punti riuscendo a farsi perdonare degli errori precedenti.
CJ Miles on fire infilava due punti, Lamb si faceva stoppare e Siakam in transizione predava altri due punti.
Anche Poeltl contribuiva offensivamente con due punti trascinando i suoi sul 31-40…
Charlotte si attardava a reagire ma Lamb a 9:02 andava sino in fondo appoggiando al ferro dopo un’agile entrata, tuttavia la terza tripla di serata di CJ Miles affossava Charlotte sul -10 (33-43).
Colpo duro da subire per una panchina già non eccelsa che capitolava ancora su un lancio lunghissimo di VanVleet per Siakam che da sotto non aveva avversari da affrontare per l’appoggio.
Rientrava Kemba che portava via uomini sulla sua penetrazione; scarico da sotto canestro al corner destro dove MCW migliorava le sue statistiche da tre punti, VanVleet però metteva dentro 4 punti di seguito sfruttando una resistenza passiva di Zeller sul primo canestro e un passaggio telefonato di MCW sul secondo.
Howard ne metteva dentro due, Walker tre dalla linea per l’intervento di Wright che spostava il capitano sul jumper. Le finte di crossover di Howard mandavano Valanciunas quasi a terra, passaggio sotto a destra del canestro per Marvin che metteva dentro facile il 43-51.
Le distanze non mutavano ma si registravano anche i primi due punti di Batum e non dal campo (0/5) con due FT a 2:26.
Kemba nel finale con un armonico floater in corsa realizzava il 52-60, poi si finiva con Ibaka a realizzare una second chance e Walker che riuscendo a trovar spazio sul cambio lato del blocco portato da Howard infilava tre punti a poco più di sei secondi dalla fine.
Gli Hornets quindi si presentavano all’intervallo lungo sul -8 (54-62).

Walker, in penetrazione, scarica al volo oltre l’austriaco Jakob Poeltl.
Foto: Associated Press.

 
Al rientro sul parquet però i presagi non erano favorevoli; Valanciunas segnando 5 pt. consecutivi rimandava in fuga gli ospiti che incassavano il turnaround di Williams (57-67) dal pitturato a 10:51.
Momento da ricordare bene perché gli Hornets non troveranno più la via del canestro, riuscendo a limitare per un po’ le offensive ospiti che tuttavia trovavano un paio di sbocchi che conducevano a tre bombe pesanti (due di Lowry intervallate da una di Valanciunas che aveva anche il tempo di bere un caffè prima che Howard si portasse su di lui) che conducevano i predatori sul 57-80 a 5:26 dalla rossa sirena del terzo quarto.
Time-out Hornets e canestro Hornets a 5:14 (dopo cinque minuti e trentasette secondi) con MKG in jumper da distanza considerevole.
Howard in entrata a 3:41 infilava un banker di sinistra ma DeRozan mandava a segno una tripla nel silenzio generale del pubblico.
Walker infilava due dei tre liberi concessi, Howard raccoglieva da terra un pallone per alzare il tronco e appoggiare da sotto sbaragliando Lowry, DeRozan e Ibaka che cercando di strappargliela finivano metri più in là sul movimento di Howard.
Libero a segno e Hornets sul 69-87 a 2:12.
Chiudeva Kemba con una tripla che nasceva da un suo dribbling.
74-90 in attesa dei 12 minuti finali.
 
Partiva male Lamb nell’ultimo quarto con un air-ball ma Poeltl commetteva un’ingenuità andando a recuperar palla trascinandosi oltre il fondo.
Sugli sviluppi della rimessa Lamb si riscattava andando a bersaglio da vicino.
Sul -14 Charlotte faceva un pensierino per il rientro, ma CJ Miles chiudeva ogni discorso con una tripla dalla diagonale destra e rubando un pallone che viaggiava per quasi tutta la larghezza del parquet prima di venir intercettato dall’ex Pacers, abile poi a chiuder la transizione.
-19 che si ampliava a dismisura…
A 9:09 piovevano fischi dal pubblico costretto a vedere su una second chance Kaminsky tirare al volo dall’angolo sinistro, il secondo recupero vedeva poi Zeller cercare con un passaggio basso Graham, ma il pallone sfuggendogli scivolava sul fondo.
CJ Miles riusciva a metter a referto un’altra azione da 4 punti con tripla e libero (fallo di MCW con la mano in faccia al tiratore) per il 76-108.
La panchina di Charlotte cedeva mentre ai Raptors riusciva di tutto, compresa una tripla di Siakam ai 24 da sinistra e un’altra di VanVleet che presentandosi oltre l’arco infilava la sesta nel quarto su sei tentativi, ovviamente di squadra.
Gli Hornets con la panchina tentavano d’addolcire la pillola rientrando un po’ da un glaciale -36 (79-115)…
Monk, in campo da circa 5/6 minuti nel finale azzeccava una tripla così come Zeller che fissava il 103-123 finale…
 
Pagelle
 
Walker: 6,5
 
23 pt., 2 rimbalzi, 9 assist, 1 rubata, 1 stoppata in 30 minuti. Chiude con 7/17 dal campo, 2 turnover e un -10 di +/-. Parte fortissimo con due assist per gli alley-oop di Howard e due triple che determinano il 10-0 iniziale, poi segna altri canestri compresi i 4 da fuori su 6 tentativi. Scompare un po’ nel terzo quarto quando Charlotte non riesce a segnare facendosi stoppare da Valanciunas.
 
Batum: 3
 
2 pt., 3 rimbalzi, 5 assist, 1 rubata. Chiude con un -8 di plus/minus ma la sua prestazione è tra le più insufficienti della squadra. Due punti solo ai liberi sbagliando un tecnico e una difesa non entusiasmante. Il problema principale è che Charlotte fa occupare lo spot di SG (guardia tiratrice) a uno che in serata è riuscito nell’impresa di fare 0/10… Gli altri segnano, noi no…
 
Kidd-Gilchrist: 6,5
 
9 pt., 4 rimbalzi, 1 rubata. 4/7 dal campo, nessun turnover. Un paio di scelte al tiro discutibili, specialmente il fade-away da marcato sul lungolinea destro nel secondo tempo, però prova diverse entrate rimediando anche un paio di liberi. Una prova sicuramente positiva in difesa su DeRozan che chiude sì con 25 pt. e 10/19 ma non tutti contro di lui. Gli fa sbagliare un contropiede uno contro uno e influenza alcuni tiri. Bipolare, a volte è attacco, a volte difesa, stasera il suo contributo è stato su ambo i lati del campo…
 
Williams: 5
 
6 pt., 5 rimbalzi, 1 assist, 1 stoppata. Manca un paio di triple, una apertissima, ma a parte ciò, è la difesa a non esser efficace. Qualche fallo inutile e qualcuno non speso.
 
Howard: 6,5
 
17 pt., 13 rimbalzi, 3 assist, 1 stoppata. Diverse buone azioni per andare a canestro con qualche forzatura in uno contro uno in gancio. Il 7/11 è buono così come i soli due turnover. Il duello con Valanciunas direi che è pari…
 
Graham: 5
 
0 pt., 1 rimbalzo, 1 assist. -19 di plus/minus e uno 0/2 dal campo. Travolto insieme alla panchina finisce nel calderone. Gioca 15 minuti ma non riesce a combinar nulla.
 
Kaminsky: 5,5
 
10 pt., 4 rimbalzi in 22 minuti. 3/8 dal campo compreso un air-ball da tre punti. Partito bene con la tripla frontale, si vede segnare nel finale con la finta di tiro e partenza da sinistra per autoprodurre il canestro ottenuto con il tiro a una mano in avvicinamento. Troppo molle in un paio di situazioni che ci costano punti contro.
 
Lamb: 5,5
 
13 pt., 1 rimbalzo, 1 assist, 2 stoppate. Il contributo in punti lo da ma perde 4 palloni, almeno due dei quali innescano facili contropiedi. 5/10 dal campo in 19 minuti ma -22 di plus/minus.
 
Carter-Williams: 5
 
8 pt., 1 rimbalzo, 3 assist, 2 rubate. 3/5 dal campo ma con la panchina viene travolto. Buone le entrate, commette un fallo su un’azione da 4 punti degli ospiti. Un passaggio nella nostra mnetà campo orizzontale e molle intercettato da V.V. che ringraziava e appoggiava senza difensori.
 
Zeller: 5,5
 
10 pt., 8 rimbalzi, 1 assist. Ha la scusante di non essere ancora al 100% ma è troppo molle in serata. Pasticcia un po’ in varie occasioni e anche se segna 7 punti nel finale, compresa una tripla, denota limiti tecnici nonostante il 4/7 al tiro.
 
Monk: 5,5
 
5 pt. (2/5). In 8 minuti colleziona una riga di zero nelle altre tabelle perché è un prendi e tira o un prendi, palleggia e tira…. Non è ancora affidabilissimo da fuori con l’1/4.
 
Bacon: s.v.
 
0 pt., 1 assist. +12 senza meriti, la panchina fa il suoi nel finale.
 
Stone: s.v.
 
0 pt.. Gioca 2 minuti senza troppa voglia.
Hernangomez
Seduto dietro la panchina in giacca grigia, vede la partita dello stesso colore. Quando sarà disponibile avrà il suo bel da fare, intanto twittava l’altro giorno…
 
Coach S. Clifford: 3,5
 
La squadra non ha uno straccio di gioco, prende una lezione da Toronto (la seconda nell’anno), lui gioca sempre con gli stessi elementi che danno lo stesso identico risultato. Aveva perso già lo spogliatoio lo scorso anno, ora rege le critiche ma per le aspettative d’inizio stagione quest’annata è un fallimento perché non è riuscito a far quadrare diversi aspetti. Mezzo voto in più per aver fatto giocare Monk poco più di 8 minuti…

 

Game 55: Charlotte Hornets @ Utah Jazz 94-106

 
Unire due o più argomenti totalmente diversi in un unico piatto può risultare difficile, ma se gli argomenti scelti sono la cucina, il basket e l’umorismo, il mix potrebbe diventare esplosivo più che equilibrato.
Senza scomodare James Harden, ma traendo spunto da un libro di Antonio Albanese denominato “lenticchie alla julienne” nel quale il comico si diverte a proporre ricette assurdamente impossibili da realizzare mi affiderò per le pagelle agli ingredienti della sua ricetta denominata “pâté d’animo”.
Il pâté tradotto come pasta ma anche pasticcio, quello che gli Hornets hanno combinato più volte nei finali di partita quest’anno…
Troppi pasticci che lo Chef Clifford avrebbe dovuto risolvere con l’arrivo di Howard, ma l’abbassamento statistico delle ali titolari e l’involuzione di Batum, oltre che una parte di panchina a pesare con la propria inefficienza, ha finito per frenare la squadra che assomiglia, per citare un altro passo del libro, presa da i “Consigli dello Chef” sulla stessa ricetta, a un centro di recupero per chef stellati.
Howard è spesso brillante ma se cala come nelle ultime due trasferte, tanti auguri…
Finiva male anche a Salt Lake City, colpiti ancora una volta dalla differenza dei punti nel pitturato con un Howard poco più brillante della scorsa notte, un Kemba umano e i soliti casi clinici di Batum e MCW su tutti…
1-3 nel road trip tra Pacific e Midwest con terza sconfitta consecutiva prima di tornare a casa domenica sera contro Toronto.
Mitchell chiuderà con 25 punti, Ingles con 23, seguito da Gobert con 20 per l’ottava vittoria di fila dei Jazz.
Charlotte vince nei minor turnover (7-12) ma perde nettamente a rimbalzo 33-49 oltre che a denotare scarso gioco (17 assist contro 29), nelle stoppate (2-7) e dal campo fa registrare un 41,2% inferiore al 48,8% dei Jazz. Più un patimento che animo quindi, in attesa che si possa vedere di meglio…
Gli starting five:
Alla Vivint Smart Home Arena s’iniziava non potendo evitare la visione della maglia dei Jazz non è proprio gradiente, sembra più un tubetto di gustose caramelle Charms (per chi se le ricorda) per rimanere in tema di alimenti e forse Kemba rimaneva abbagliato, il suo passaggio era intercettato da Rubio che estendeva classicamente gamba e braccio sulla sua destra intercettando palla e dando via alla transizione chiusa da Ingles.
Pareggiava esattamente dopo trenta secondi Batum con un jumper frontale, mentre Kemba arrivava sino sotto canestro appoggiando oltre un arrendevole Gobert indicando la strada del primo vantaggio.
I Jazz pareggiavano a 10:15 con Rubio ritrovando il vantaggio con un’altra transizione di Ingles favorito da una stoppata di Favors su Walker che lasciava scoperta la retroguardia della squadra del North Carolina.
Howard faceva a spallate sotto canestro e arrivava il raddoppio con fallo di Ingles.
L’1/2 lasciava arretrati gli Hornets di un punticino, ma il divario era destinato a salire nonostante l’air ball di Mitchell che era raccolto a Favors sotto canestro e ribadito in schiacciata.
Un fade-away di Batum dal post alto destro era forzato vista la mano in faccia di Ingles ma vincente, dall’altra parte Utah si produceva in una triangolazione veloce a L, con deviazione volante decisa dal cuore dell’area di Favors per Gobert che da sotto non poteva sbagliare.
A 7:29 un fast bound pass di Batum per MKG in corsa in area era buono, ma la spinta alle spalle del Re Leone mandava in lunetta MKG, il quale splittando recuperava solo un punticino (8-12).
Ingles si serviva di un blocco per lasciare indietro MKG, nonostante la lentezza nessuno aiutava sul floater in avvicinamento, così i Jazz ottenevano altri due punti facili. Altri due punti dell’ala più un air-ball di Kemba corretto al volo da sotto da Williams anticipavano la tripla di Mitchell oltre Graham (4:43) che valeva il 10-19…
A 3:27 Batum con semplicità realizzava in pullup creandosi spazio ma a 3:03 Jerebko infilava la tripla dal corner sinistro premiando una paziente azione dei Jazz fatta di passaggi per muover la difesa degli Hornets.
Bastava invece un passaggio verticale sulla fascia sinistra di Kemba per far realizzare lungo la baseline Frank.
Dalla diagonale sinistra Lamb colpiva da tre con precisione, inoltre veniva riaccreditato un punto a Walker per una tripla precedente calcolata da due punti, gli Hornets salivano così sul 20-22 trovando anche il pari a 1:33 con Kaminsky a dipingere un giro nel pitturato prima di rilasciare il tiro a palombella oltre il difensore che beffato incassava il 22 pari. Gli Hornets però chiudevano male negli angoli; Mitchell completamente abbandonato nell’angolo destro e R. O’Neal dal corner opposto infilavano una tripla a testa riportando i Jazz sui sei punti di vantaggio.
L’ultima parola l’aveva Graham che stoppando la sua entrata nell’alto pitturato si sganciava dal difensore per colpire in fade-away e fissare il 24-28.

Kemba prova a oltrepassare Favors. Il capitano chiuderà con 19 punti.

 
Secondo quarto che partiva con una buona difesa di Zeller valorizzata da due punti di Kaminsky ai liberi, altra buona difesa di Zeller che influenzava il tiro ravvicinato di O’Neal che colpiva solamente il “palo” basso primo ferro, dall’altra parte pareggiava i conti dei pali MCW con un tiraccio da fuori mentre Cody continuava a contrastare tutti; questa volta andando nell’angolo destro a dar fastidio a Burks e alla sua tripla che non finiva nel sacco.
La bomba che invece oltrepassava la retina era quella del Tank a 10:02, un frontale per il nuovo vantaggio dei bianchi (29-28).
Lamb andava in entrata su Jerebko, in salto inarcava la schiena all’indietro rallentando l’esecuzione del tiro staccandosi dal marcatore; canestro perfetto per il 31-28. Jerebko da destra però trovava il pari colpendo da oltre l’arco con MCW lento in uscita.
Dopo un libero di Mitchell saliva in cattedra Jerebko che stoppando Cody andava anche a proporsi dall’altra parte per l’infilata con appoggio.
Altro numero di Lamb (7:32) per ottenere il pari; finta iniziale, corsa verso canestro con tiro in salto da triplista e tocco di Rubio di sx.
Azione da tre punti per raggiunger l’equilibrio (34-34). Gobert mancava il tap-in volante contrastato da Zeller che recuperava anche la palla in modalità circus, andava benissimo, così come il canestro di Lamb e il successivo di Kaminsky, il quale raggiungeva un assist dalla rimessa per fare due passetti e rilasciare un preciso tiro per il 38-34. Rubio faceva collassare la difesa con un corto passaggio verso il centro dove si presentava Favors per una flash dunk, i Jazz passavano anche avanti con Ingles da tre (38-39) prima del time-out di Clifford a 5:20.
Hornets che inizialmente riuscivano a contrastare in qualche maniera i Jazz, vedi l’audace canestro completamente fuori ritmo di MKG nel pitturato aiutatissimo dal primo ferro che metteva le manine per portare a casa la palla dentro la retina sfidando la forza di gravità…
I Jazz, nonostante uno 0/2 di Gobert ai liberi a 2:10 iniziavano a sganciarsi nel finale dopo il pullup di Walker a 1:55 che valeva il 44-45.
Ingles con l’antiestetico ma efficace appoggio da cameriere apriva un parziale di 0-10 chiuso da Mitchell con un arresto e tiro da tre punti per il 44-52.
Gli Hornets non segnavano più su azione nel primo tempo ma accorciavano con Marvin dalla lunetta a tre secondi dalla chiusura del primo tempo.
46-55 e squadre negli spogliatoi.
 
Ripresa che evidenziava subito Gobert con due pt., Marvin dall’altra parte, come spesso gli accade negli inizi di partita e terzo quarto si faceva notare, questa volta tornando in lunetta per metter un 2/2.
Dwight aiutava con un banker dalla media distanza da destra su assist di MKG.
Il nostro centro riusciva anche a prodursi in un personalissimo crossover che Gobert rischiava di bloccare, ma il lesto appoggio al vetro era vincente.
Quando Batum vedeva e serviva il taglio di MKG sulla diagonale sinistra gli Hornets, realizzando una giocata da e punti (fallo di Favors) tornavano sul -2 (55-57).
Rubio con 27,7 punti di media con il 55,1% nelle ultime tre partite andava con fiducia a buttarsi dentro ma il layup era respinto dal ferro, mentre dall’altra parte Howard mancava due liberi per poi andare a commetter fallo su Mitchell che al contrario non falliva le occasioni.
Ingles e Batum si rispondevano da oltre l’arco, poi Gobert si lanciava per una slam dunk a una mano (58-64).
Williams a 8:11 faceva ricader la palla a spicchi nella retina per la tripla del 61-64, Ingles con un movimento circolare lungo superava il blocco di Gobert alto per lasciar attardato Batum e depositare in modalità semplice.
A 7:40 dall’altra parte granitico blocco di Williams che favoriva la tripla di Walker che a 7:16 segnava ancora da fuori in ritmo portando Charlotte al -1 (67-68).
Kemba iniziava a mancare qualche tiro mentre Gobert riceveva dotto in post da manuale estendendo l’arto destro andando fuori portata di Zeller rimasto all’interno per il tocchetto ravvicinato.
Kemba tornava a segnare dal mid range dopo un palleggio depistante, addirittura Cody, ricevendo in corsa da Batum, estendeva l’arto sinistro oltre il difensore per l’appoggio al vetro del nuovo vantaggio (71-70).
Non resistevano molto come Leader gli Hornets perché O’Neal si procurava spazio in ara in maniera rude facendo sobbalzare Kemba colpito al volto.
Batum provava un turnaround senza spinta nelle gambe e lo falliva, O’Neal colpiva da tre punti mentre il francese andando in jumper questa volta staccava in maniera appropriate segnando il 73-75.
Hornets che pareggiavano a quota 77 con una transizione che vedeva Graham cedere a Batum i due punti da sotto essendo in due contro uno; attesa di Batum con finta sul rientro del secondo difensore e appoggio facile.
Gli Hornets però lasciavano ai Jazz il finale del quarto come accaduto nei due precedenti; Neto per Udoh da sotto facile, Ingles da tre con troppo spazio lasciato da Batum e Neto in entrata producevano un divario di 7 punti corrispondente al parziale che inabissava gli Hornets 7 punti sotto i mari.

Batum contro Ingles, duello vinto nettamente dal secondo…

 
Per risalire nell’ultimo quarto serviva anche la panchina: MCW segnava in entrata ma poi era un monologo Jazz: Frank era stoppato da O’Neal in aiuto, MCW mancava un artistico layup e commetteva fallo su Mitchell che portava a casa una giocata da tre punti per il 79-91…
Mitchell segnava due punti per l’81-93 facendo registrare il 3/8 per Utah, mentre gli Hornets rimediavano un magrissimo 1/9.
Brodino per MCW dal corner destro con la tripla, aggiungeva due patate Kemba che, nel frattempo rientrato dai pensieri in panchina, a 5:54 si arrestava sulla FT line spiazzando Gobert all’inseguimento.
Jumper perfetto e Hornets sull’86-93.
I Jazz conquistavano due rimbalzi difensivi, Howard spendeva il fallo e il francese ringraziava realizzando a gioco fermo. Mitchell, dopo l’ennesimo errore al tiro di Batum, in entrata costringeva al sesto fallo Howard che usciva a 4:16 dal termine, espulso.
2/2, 86-97, conto salato perché nonostante due punti di Kemba arrivavano le schiacciate appese di Favors, favorito da una possibile steal di Lamb che si ritorceva sugli sviluppi dell’azione contro gli Hornets e da una di Mitchell dove la difesa non aveva attenuanti…
Finiva con la panchina in campo, una tripla a bersaglio di Monk e un punteggio di 94-106.
 
Pagelle
 
Walker: 6,5
19 pt., 3 rimbalzi, 5 assist. Un frammento di roccia dell’Himalaya. Spesso solo, lassù sulle vette inarrivabili per i compagni, non molla ostinatamente la presa nonostante mazzate che potrebbero stordire anche il più tenace e pugnace player. “Piccolo” sì, ma con un cuore grande. 8/19 al tiro e -12 di plus/minus. Ci prova a fiammate nonostante non inizi per nulla bene facendosi rubare palla da Rubio. È solo lui però con le sue giocate a favorire qualche capatina per metter la testa avanti…
 
Batum: 4,5
13 pt., 2 assist, 1 rubata. Burro d’arachidi del Cantabrico. Intanto perché il relativo mare tocca Spagna ma anche Francia… poi il burro da quell’idea di penetrabilità e di morbidezza che da sempre viene utilizzata in gergo sportivo per indicare una difesa non propriamente inespugnabile. Ridotto in poltiglia ha proprietà benefiche ma non è il toccasana di Charlotte, anzi… a guardare la triple o le triple, a voler essere pignoli, incassate da Ingles ecco calzare la descrizione a pennello. Insegue Ingles, non esattamente Bolt dopo esser passato dietro un blocco, va bene, ma sembra la moviola in campo… In 30 minuti chiude con 6/13 dal campo compreso un 1/3 da fuori. Sparacchia male nel finale dopo aver iniziato bene, almeno al tiro e non prende un rimbalzo nemmeno per sbaglio…
 
Kidd-Gilchrist: 5
6 pt., 1 assist in 19 minuti. 2 bicchieri di Marsala ossidato. Odore di cotto a Portland, torna a far fumo, a Salt Lake City era atteso al riscatto nonostante ormai si sia capito che il doppio infortunio alla spalla ha lasciato un MKG a metà delle sue possibilità, non certo più da seconda scelta assoluta (qualcuno contesterà anche la posizione d’allora pensando al tiro, ma la difese e le situazioni sul campo davano ragione all’MKG dei primi tempi). Oggi mi sembra denotare qualche problema fisico, forse il minutaggio deriva anche da ciò… ci prova ma troppo spesso non riesce a esser efficace.
 
M. Williams: 5,5
11 pt., 5 rimbalzi, 1 rubata, 1 stoppata. Mirto quanto basta. Piccolo piccolo nel suo ruolo recita la sua parte Q.B. mettendo qualche tripla. Da colore al piatto ma viene sopraffatto da altri gusti. Insieme a MCW l’unico a soddisfare il tabellino stoppate (solo 2). Gioca bene spesso a inizio del primo e del terzo quarto, poi va perdendosi nel ruolo di comprimario perché non è prima opzione. 2/7 al tiro e finale non convincente.
 
D. Howard: 5
5 pt., 9 rimbalzi. Chiude con un ¼ ai liberi e un 2/7 al tiro. Ci prova un po’ in attacco ma combina poco. L’atteggiamento è leggermente migliore rispetto a quello contro Portland ma non ancora sufficiente. Potrebbe contrastare meglio sotto, invece commette falli ingenui che lasciano anche qualche addizionale ai ragazzi di Snyder. Esce per 6 falli e non va in doppia cifra né tanto meno guadagna 10 rimbalzi. 50 grammi di fegato d’alce. Ci voleva del fegato per venire a Charlotte e rimettersi in gioco dopo esser passati dalla città Natale e aver pensato di chiuder lì la carriera. Scaricato dai Falchi, Dwight mostra un fegato grande come un alce se ha voglia di fare a cornate sotto le plance, sfortunatamente da un paio di partite sembra aver mollato la presa non credendoci più.
 
Lamb: 6,5
10 pt., 4 rimbalzi, 2 assist, 4 rubate. 4/7 dal campo in 19 minuti. Buon primo tempo, scompare, nemmeno troppo ricercato dai compagni nel finale. Non è tutta colpa sua, comunque gioca una buona difesa e parte bene in attacco sfoderando subito una precisa tripla. Perché giochi Batum e non lui lo sa solo Clifford visto che oggi non è riuscito nemmeno a dare una mano alla panchina. Un litro di gelatina liquida del Resegone. Non vi traduco il nome (anzi sì, significa grande sega per la somiglianza alla dentellatura dovuta alle sue nove punte) che deriva dalla traslitterazione del lombardo. Lamb non è una sega, ma gioca gelatinosamente potendo cambiare qualche opzione in corsa.

Lamb dal campo…

 
Carter-Williams: 4,5
7 pt., 2 rimbalzi, 1 assist, 1 stoppata. Una cipolla nana. Più che esser venerato come la cipolla stessa dagli antichi egizi, MCW fa piangere… La forma sferica e gli anelli concentrici non sono presi a esempio da Carter-Williams che gioca 15 tragici minuti nonostante i 7 punti. Evidentemente non mi legge; tira 7 volte realizzando due canestri, non fenomenale ma pazienza… in difesa è la solita trama. Spende troppi falli (4), qualcuno inutile e rimane avulso dal gioco. Torna quello dei primi tempi nonostante ci provi a fare bene, però non è in armonia con il gioco.
 
Kaminsky: 5
14 pt., 2 assist, 1 rubata. 50 grammi di gazza ladra. Va a partita. Se è in serata è capace di rubare tempo e spazio ai compagni. Come il noto uccello “mariuolo”, lesto, può portare a casa tra gli oggetti luccicanti anche dell’oro. In serata riesce a sottrarre qualche punto all’inizio. Purtroppo in volo perde la refurtiva. 1/5 da fuori in un finale dove sbaglia troppo e ci penalizza.
 
Graham: 6
2 pt., 4 rimbalzi, 2 assist in 21 minuti. 35 grammi di ribes bluette. Non so perché bluette, anzi, sì, lo chef Alain Tonné (Alias Antonio Albanese) vuole dare un tocco chic al suo piatto, prendendo in giro tutti questi chef che stanno facendo divenire la cucina più uno spettacolo per la vista inventandosi piatti improbabili ricercatissimi, anziché perseguire più spartanamente la bontà… Treveon è l’antitesi in realtà al bluette, ma come il ribes può esser consigliato per aumentare la resistenza dei capillari fragili. Con lui solitamente la difesa migliora irradiando tutta la squadra. Stasera con lui in campo il plus/minus è di -1 a limitare i danni. Va per le terre su una finta di Mitchell ma è passi in partenza. 1/1 dal campo.
 
C. Zeller: 6
4 pt., 6 rimbalzi, 2 assist, 1 rubata. 2/5 dal campo compreso un piazzato tremolante… Mi tocca prendere in prestito un ingrediente da un’altra ricetta perché qui gli elementi sono finiti. Faccio uno strappo alla regola e personalizzo con la “chaise longue pezzata”. L’agrippina o chaise longue non è nient’altro che una poltrona allungata. Non serve nel piatto ma ha la sua funzione per adagiare delle fettine di colombaccio impotente delle Cinque Terre… Va beh, ma “chissene”… era per dire che Cody all’uscita dal campo è pezzatissimo e se non è bello magari stargli troppo vicino a fine gara, dalla televisione rende meglio, lasciandoti soddisfatto per l’impegno. La tecnica è un’altra cosa, comunque… Anche stasera così… grande intensità, qualche limite su certe tiri ravvicinati… può aiutare ma non cambiare esiti già scrtti…
 
Monk: s.v.
3 pt. (1/3) chiude con tre punti ottenuti al primo tiro poi in entrata contrastata da Gobert appoggia in Indocina e sparacchia da lì la successiva tripla che rimbalza sul ferro. Ci prova ma in due minuti è tardi…
 
Bacon: s.v.
0 pt. (0/0). Rattristato in panchina entra per due minuti e commette un turnover.
 
Stone: s.v.
La novità è che si è fatto il codino ma questo non gli ha donato super poteri un fallo sotto ch regala un tiro libero in più…
 
Coach S. Clifford: 4,5
Lo chef consiglia: “Prendete le lenticchie, precedentemente tagliate da due vergini altoatesine e tagliatele alla julienne, prendendovi cura delle vostre dita, anche se dieci sono sempre state obiettivamente inutili.” Lui fa rotazioni per 10 giocatori massimo, si ritrova a che fare con lenticchie selezionate da altri, speriamo che portino almeno punti se non soldi… Il problema è che ormai fa fatica a trasmettere il concetto di difesa, non credo onestamente sarà sulla panchina anche l’anno prossimo dovessimo rimaner fuori dai playoffs ancora, per la terza volta in quattro anni, anche perché di gioco ce n’è poco e le scelte di perseverare con Batum e MCW sono ostinatamente controproducenti…

Game 54: Charlotte Hornets @ Portland Trail Blazers 103-109 (OT)

 

Le strade con i Tracciatori di sentieri si riunivano.
A volte è curioso, se non ilare, che casualmente certe situazioni con poche possibilità, del tutto inaspettatamente, imprevedibilmente, tornino ad affacciarsi.
Certamente non parliamo della sfida in sé stessa, classicamente programmata come “andata e ritorno” tra quadre dell’Est e dell’Ovest, ma di percorsi esistenziali ai quali diamo il nome destino…
Il mercato è terminato alle 21:00 della sera precedente e Cho e Jordan hanno resistito alle sirene di mercato.
A parte lo scambio con i Knicks tra O’Bryant e due seconde future scelte per Hernangomez gli Hornets sono rimasti identici.
Proprio da New York arriva un’altra buona notizia; l’infortunio di Porzingis (auguri di guarigione ovviamente) ha aperto la strada per il secondo All-Star Game a Kemba Walker che quindi volerà a Los Angeles tra meno circa una settimana…
Serata nella quale i Trail Blazers hanno prevalso nel pitturato e nelle second chance.
Purtroppo l’intensità difensiva degli Hornets è andata a tratti, i Trail Blazers hanno fatto valere il fattore campo e la consistenza fisica, alla fine è arrivata l’ennesima sconfitta in volata che lascia l’amaro in bocca.
24 pt. e 14 rimbalzi per Nurkic, 22 per McCollum, 18 per Lillard tra i nostri avversari.
Kemba ha segnato 40 punti ma ancora una volta non sono clamorosamente bastati e stasera si gioca a Salt Lake City (ore 3:00 AM italiane) in back to back dopo un supplementare.
 
Charlotte partiva mostrando la volontà di vincere; palla a due vinta da Howard, canestro di caparbietà e di forza realizzato dopo venti secondi da parte di MKG che si faceva largo a spallate sino a raggiungere il canestro, da lì si arrestava contrastato da due difensori prima di salire e abbattere i rami secchi.
Nurkic dalla linea pareggiava e poi in entrata appoggiava in fing and roll con Howard fuori causa andato a chiudere la penetrazione al passatore.
Un lungo lancio di Lillard scavalcava la difesa di Charlotte, Harkless andava in schiacciata appendendosi…
A 10:21 gli Hornets vedevano l’ultima luce per diversi minuti; un fresh Marvin Williams, appena rientrato dall’infortunio, colpiva da sinistra per tre punti mandandoci sul -1 (5-6) ma gli Hornets al tiro rimediavano almeno quattro tiri sfortunati, toccava a MKG vedere il proprio secondo in 6 out, Marvin dall’angolo destro invece falliva la tripla nonostante un passaggio diagonale di Batum tagliasse la difesa della Ripcity per l’open.
Dopo diversi errori da ambo le parti Portland prendeva il sopravvento; la pressione portata dagli uomini in divisa nera dalle bande rosse era utile per non subir canestro, la difesa di Charlotte non era perfetta così McCollum in entrata inaugurava il parzialone dei Trail Blazers che proseguiva con Nurkic in gancetto (respinto da Howard ma in goaltending) per il doppiaggio sul -10.
McCollum da tre allungava sul 5-18 e Williams salvava su Nurkic ritornando sotto canestro dopo una steal dello stesso centro su di lui ma Turner sulla baseline sinistra con un mezzo giro si trovava smarcato per un secondo mentre Howard cambiava marcatura su di lui; arcobaleno per il 5-20…
Si chiudeva con altri due punti il parziale di 16-0 dei locali nonostante un time-out di Clifford a 4:46 (piuttosto tardivo).
Era Lillard in entrata a segnare il 5-22 prima che Marvin, fronte a canestro segnasse un’altra tripla per l’ottavo punto degli imenotteri che molto lentamente risalivano con una tripla di Walker a 2:52 (passaggio fuori di Howard in double team) e due punti sotto di Howard che giocava agli autoscontri con Davis cambiando strategia.
Due punti e un libero realizzato per il -10 (14-24) a 2:12.
Kemba tornava in panca mentre Batum realizzava un jumper con eleganza e a :12.2 un verticale altissimo di Kaminsky era in realtà un passaggio volontario per il back-door di Howard che agganciava al volo e sprigionava la potenza di un robot di Go Nagai nell’alley-oop…
Si chiudeva sul 18-29 il primo giro di lancette da 12 minuti.

PORTLAND, OR – FEBRUARY 8: Michael Kidd-Gilchrist #14 of the Charlotte Hornets handles the ball against the Portland Trail Blazers on February 8, 2018 at the Moda Center in Portland, Oregon. NOTE TO USER: User expressly acknowledges and agrees that, by downloading and or using this Photograph, user is consenting to the terms and conditions of the Getty Images License Agreement. Mandatory Copyright Notice: Copyright 2018 NBAE (Photo by Sam Forencich/NBAE via Getty Images)

 
Il secondo non girava immediatamente se Turner infilava altri due punti, Cody commetteva passi ma rimediava l’altro lungo; i cingolati del Tank scorrevano con agilità sulla penetrazione che si creava con passaggio dietro la schiena e tiro in off balance in avanti per evitar la stoppata da una distanza vicina al canestro.
Ottima realizzazione che anticipava un floater di Lamb e un tap-in di Zeller, sempre pronto a rimbalzo offensivo.
A 8:07 però sui rimaneva sul -11 (24-35). A 7:14 Frank realizzava una buona tripla (4/9 Charlotte da fuori) mentre Lamb al volo in apertura a sx faceva segnare una persa nelle statistiche ma gli arbitri non si accorgevano di una deviazione di Davis.
Kemba da sinistra batteva Collins con uno step back solo cotone, Batum sotto canestro murava Nurkic che andava a sbattere sul francese commettendo passi, si passava a un soft fade-away del transalpino (4:46) che innescava il meccanismo della rimonta…
Batum riusciva a rubare nella confusione di un rimbalzo difensivo una palla e andando ad appoggiare al vetro con buona angolazione ci riportava sul -6 (33-39).
Lillard da tre rischiava di riallontanarci di molto ma era solo una battuta d’arresto perché anche se Nurkic continuava a segnare da sotto mostrando che i Trail Blazers erano dominanti a rimbalzo (troppe second chance concesse), Kemba a 2:25 andava in slalom speciale contro il centro chiudendo con un meraviglioso reverse layup, poi guadagnava due FT realizzandoli, inoltre con due triple consecutive ci spingeva sul 45-46 a :47.2 dalla sirena dell’intervallo.
Peccato aver subito sulla sirena una tripla aperta da sinistra del lungo Leonard con Dwight in lenta uscita.
45-49 comunque all’intervallo e una partita da giocare dopo esser piombati sul -17 iniziale…
 
Il terzo quarto iniziava con la costruzione di una casa, infatti, se a 10:45 Nurkic realizzava un floater tirando una mattonata piuttosto ravvicinata, Howard poneva sopra il secondo mattone con un frontale piuttosto lungo che baciava la tabella e s’infilava nel cesto.
Portland continuava a beneficiare di second chance; Nurkic rimbalzo offensivo, canestro più libero supplementare realizzato a 9:52, Marvin rispondeva appoggiando in corsa di destra ma su un’altra azione non conclusa perfettamente da Portland, Harkless andava a portar via la palla tra le braccia alte di Howard e segnava.
Grande intervento di Walker che vedendo il lungo passaggio verticale di Lillard, lottava con il suo uomo per eclissarlo, la cosa gli riusciva finendo per rotolare per terra agganciando al volo la sfera, da lì veniva fuori una possibilità per Williams che vedeva il suo floater colpire il ferro, innalzarsi nell’alto dei cieli e ricadere nella retina a 8:49 (51-56).
Aminu segnava in area facendo notare tra prime possibilità, seconde e anche “terze” che il 20-36 nel pitturato era la statistica chiave per la quale gli uomini di Stotts si trovavano avanti.
Batum con un altro buon jumper da due e una tripla segnava 5 punti che riavvicinavano Charlotte sul 56-58, ma McCollum prima segnava due punti, poi, più avanti (5:11) ne piazzava tre concludendo la transizione della squadra dell’Oregon riuscendo a far registrare il +10 (58-68) per essa.
Turner dall’angolo sinistro provava due volte la tripla perché Walker e Batum, finiti alti sul passatore, non rientravano nemmeno sul rimbalzo di un compagno che restituiva a Turner, il quale finiva per segnare dopo aver eseguito il primo test a vuoto.
Un limpido tre punti dalla diagonale sinistra di Kaminsky a 3:13 era contrastato da due pt. di Lillard dal mid range a scavalcare Howard in uscita.
Il nostro francese passava orizzontalmente verso Lamb, il quale in corsa agganciava e superava un centesimo di secondo più tardi i difensori rimasti sul posto, layup facile e Hornets sul -11.
Nurkic a 1:51 segnava altrettanto inaspettatamente chiudendo con una tripla la giocata dei Trail Blazers per il 63-77.
Chiudevano Cody con un 2/2 dalla lunetta e Davis in appoggio fissando il 65-79.

PORTLAND, OR – FEBRUARY 8: Kemba Walker #15 of the Charlotte Hornets handles the ball against the Portland Trail Blazers on February 8, 2018 at the Moda Center in Portland, Oregon. NOTE TO USER: User expressly acknowledges and agrees that, by downloading and or using this Photograph, user is consenting to the terms and conditions of the Getty Images License Agreement. Mandatory Copyright Notice: Copyright 2018 NBAE (Photo by Cameron Browne/NBAE via Getty Images)

 
L’ultimo quarto iniziava con poche speranze per Charlotte, sotto di 14 punti e colpita da un 22-44 nei canestri dal pitturato…
Lamb fintando l’entrata scaricava verso il Tank che sparava ancora da dietro la collina dei tre punti facendo centro. Frank faceva fuoco anche andando sul lungo linea, questa volta la mitragliata consisteva nell’alzata a una mano, l’inesperto Collins toccava anche l’arto di Frank che infilava sia il tiro che il FT supplementare.
Graham e Zeller andavano in raddoppio sulla sinistra ma un fantastico passaggio di Turner, spalle a canestro e dietro la schiena, liberava Davis (l’uomo lasciato solo dal raddoppio) in post basso destro, MCW commetteva fallo ma la giocata finiva con i tre punti del lungo…
Lamb pescava Kaminsky sotto canestro con spazio, ma sembrava proprio scivolar via come sapone quella palla, Zeller invece faceva disperar Clifford quando sbagliava due liberi per l’abbattimento di Collins (in rientro) ai danni di Cody.
Lamb e il Tank giravano come due stelle binarie, finiva per ricevere Jeremy che usufruiva del blocco del Tank per andare a piazzare dallo spigolo sinistro un buon jumper. Falciato beneficiando di un FT infilava il 74-85.
Portland comunque marciava dal pitturato o da fuori; Collins da tre realizzava il 75-90 e, quando rientrava Kemba in campo (7:14), la partita sembrava preclusa agli uomini di Clifford, ripiombati al massimo svantaggio di -17 (75-92).
Kemba non c stava però e iniziava il suo show in entrata con l’appoggio alto a 6:28 forniva un bound pass a Frank che da fuori faceva saltare le linee nemiche colpendo da lontano…
Ci provava anche Walker da fuori a 5:54 avendo successo, presoci gusto il capitano ritentava ma Aminu, 19 secondi più tardi, sul rientro laterale, “sparava” una botta in faccia al nostro play.
Walker in lunetta faceva ancora danno pesante per portarci sull’86-92 ma non era ancora sazio.
Un dribbling chiuso con un layup valeva il -4, peccato per l’inaspettato e improvviso tiro frontale di Aminu che lasciava basito MKG in marcatura.
La palla lo sorvolava e finiva nel cesto a 4:46 per l’88-95…
Walker a 4:27 rimediava altri tre liberi per l’aggressivo intervento di Lillard sul tiro del capitano che non tradiva dalla lunetta.
Kembissimo entrava in the zone zigzagando e superando Nurkic e l’aiuto di McCollum vicino a canestro per depositare un reverse layup brillante nonostante il poco spazio a disposizione ci regalava speranza.
A 3:09 con questo canestro, gli Hornets tornavano sul -2 (93-95) grazie a 15 pt. di Walker nel quarto.
Una steal (indovinate di chi?) tutta e sempre di Walker, su un passaggio orizzontale, era propedeutica per la fuga con appoggio per il pareggio…
Nel finale le squadre riuscivano a metter solamente un tiro a testa; Nurkic e poi MKG spostavano la gare sul 97 pari, nel finale Lillard in separation provava dal mid range sinistro ma il ferro diceva no, McCollum con forza si fiondava sulla palla come un rapace, ma il suo tiro in allontanamento era mal consigliato perché avrebbe avuto ancora qualche secondo sul cronometro, impreciso lasciava :01.6 agli Hornets per tentare un tiro, il quale però era stoppato senza troppe storie da Nurkic (un fattore determinante in serata) che vedeva la rimessa laterale di Frank per Howard nel pitturato e accorciando riusciva a intervenire efficacemente per trascinare la partita all’OT.
 
Gli Hornets, sconfitti 14 volte nelle punto a punto da un solo possesso però non si contraddicevano in questa gara nonostante l’inerzia avrebbe potuto spingerli oltre.
Nurkic recuperava il primo pallone dell’OT ma un suo passaggio era deviato e recuperato da Batum che tuttavia tentando da destra la tripla finiva corto, mentre Charlotte incassava quella da oltre 7 piedi di Lillard da All-Star.
All-Star per All-Star replicava Kemba a 3:54 con lo stesso mezzo.
Raggiunto l’equilibrio a quota 100 Harkless in entrata dalla destra lo rompeva andando oltre Batum e l’aiuto di Howard. Il pubblico si arrabbiava per un paio di schermi offensivi fischiati contro Nurkic (lasciando livido coach Stoots), il quale però nella metà campo difensiva dispensava tre stoppate, riuscendo a fermare Walker e Lamb, Batum da tre punti non segnava e Harkless su una transizione rimaneva freddo riuscendo a fermare in maniera pulita Lamb.
Attacco in difficoltà, difesa ingenua con uno sforamento di Howard sul tiro da tre di McCollum, gran tiratore di liberi. Fallito il primo realizzava gli altri due portando sopra il possesso i Tracciatori di Sentieri che tracciavano il solco definitivo con l’errore di Lillard in entrata contro Lamb, prontamente ribadito da Harkless in schiacciata…
Kemba da tre faceva ripassare l’aratro in senso inverso per segnare quota 40 punti a :33.2.
-3, palla ai nero-rossi che sfidavano ancora Lamb; questa volta l’entrata con alzata di McCollum era vincente.
Gli Hornets a :12.2 erano tagliati fuori dalla gara sul 103-108, così finivano per incassare anche il 103-109.
 
Pagelle
 
Walker: 8
40 pt., 1 rimbalzo, 3 assist, 4 rubate. Tre turnover, 13/26 dal campo e 8/8 dalla linea. In questo caso i numeri dicono molto, partendo dal fatto che i 40 punti sono stati realizzati in 39 minuti… Pensare a una sua trade fino a ieri sarebbe stata follia… Per fortuna è rimasto ma non è bastata nemmeno una buona percentuale dal campo. Difesa aggressiva con steal importanti, anche lui in difficoltà a rimbalzo.
 
Batum: 5,5
11 pt., 2 rimbalzi, 5 assist, 4 rubate. 5/15 dal campo… È l’1/8 da tre a pesare. Se ricomincia a giocare solo da fuori può essere un problema quando trova serate come queste… Buona prestazione sino a un certo punto poi inizia a sparacchiare troppo e concede con troppa facilità un paio di canestri agli avversari… Assist in media con tre passaggi illuminanti.
 
Kidd-Gilchrist: 5
6 pt., 5 rimbalzi. 28 minuti con un 3/9 dal campo. -16 di plus/minus e una serie di zeri compresi le stats di stoppate e rubate la dicono lunga sulla forma fisica di MKG che generosamente tenta di rubare un pallone a Nurkic ma finisce sotto al corpo dello slavo e deve uscire per un po’. A parte il tiro del pari finale nei regolamentari non centra quasi mai il bersaglio, ma soprattutto riesce poco ad aiutare Howard a rimbalzo. Una volta era una macchina, non dico che i 5 rimbalzi difensivi conquistati siano pochi ma forse avrebbe potuto far qualcosa di meglio.
 
M. Williams: 6
10 pt., 4 rimbalzi, 1 assist, 2 stoppate. Chiude con 4/6 dal campo nella serata del suo rientro (23 minuti). Bene a inizio gara, ha un paio di momenti nei quali porta punti a Charlotte e mette a referto anche due block ma se deve affrontare Nurkic va in difficoltà.
 
Howard: 5
7 pt., 15 rimbalzi, 1 assist, 1 stoppata. Soffre inaspettatamente il ventitreenne centro bosniaco, più dinamico e dal buon fisico. Riesce poco a farsi largo per segnar punti e nonostante i numerosi rimbalzi, è costretto a cederne molti. Portland finirà con 9 rimbalzi offensivi, Howard con un solo libero battuto e realizzato e un 3/11 dal campo nonostante un solo turnover…
 
Lamb: 5
7 pt., 3 rimbalzi, 1 assist. Serata da comparsa più che da comprimario. Buone un paio di giocate che gli danno 5 dei 7 punti totali, difesa rivedibile. Chiude lentamente su Collins nell’occasione della tripla del giovane lungo e tiene poco in qualche occasione. Speriamo si rigeneri. In calo ultimamente…
 
Graham: 5
1 pt., 2 rimbalzi, 1 assist. In 17 minuti ci prova solo una volta, non fa centro, riprende la sfera proponendosi e guadagnando il fallo ma sbaglia il primo libero. Una serata a rincorrer avversari, anche in raddoppio. Difficile per tutta la difesa degli Hornets, anche lui ondeggia in balia del mare grosso…
 
Carter-Williams: 5,5
0 pt., 2 rimbalzi, 2 assist. Compie 4 falli. Su uno arriva un punto supplementare che alla fine, come molti altri, si rivelerà decisivo. 13 minuti, incide poco ma non è nemmeno travolto a livello personale, anche se il cambio di passo quando rientra Kemba si vede…
 
Kaminsky: 6,5
17 pt., 6 rimbalzi, 1 assist, 2 rubate in 29 minuti. Frank torna in panca e alterna cose belle ad altre meno efficaci. 6/14 dal campo con un 4/8 da tre. Belli gli unici due canestri realizzati da due, dalla baseline destra e una costruzione di azione in privato. Gli ho visto fare una buona difesa anche se alla fine è stato battuto, i punti ci sono, rimbalzi discreti… tra luci e ombre uno dei più positivi in serata, chiude con un +9 di plus/minus.
 
C. Zeller: 5,5
4 pt., 4 rimbalzi, 2 assist.1/3 dal campo con un piazzato cortissimo e 2/4 ai liberi con uno 0/2 nel secondo tempo che finirà per esser pesantissimo. Qualche rimbalzo lo strappa, ma come Graham è in netta difficoltà. Non una serata super in 13 minuti.
 
Coach S. Clifford: 5,5
Una squadra che è Walker dipendente. Già detto tutto di un team che ha smarrito i propri valor di gioco. Si cerca certamente di prender vantaggio ma se togliamo i canestri di Walker e rifacciamo la media di tutti gli altri componenti, stanotte avremmo tirato con un 25/72, pari al 34,7%. Trovare le giuste soluzioni per finalizzare è prioritario. Quindicesima sconfitta stagionale punto a punto… una delle peggiori squadre di sempre in questa statistica. Top Loss che fa male considerando il calendario che si accorcia. Con almeno la quasi metà di queste sconfitte tramutate in vittorie saremmo intorno ai .500. Fragili nonostante Howard, se le ali e gli altri non compiono quello sforzo in più per chiudere, saltare sul tiro, contrastare e andare a rimbalzo, finiremo così. La differenza con altri team sta tutta lì e si chiama intensità difensiva…

 

 

 

 

Game 53: Charlotte Hornets @ Denver Nuggets 104-121

 
 
Gli Hornets, sospesi tra la terra della bassa classifica e il cielo dei playoffs si recavano nella Miles High City per giocarsi un’altra importante sfida.
Essenzialmente, dopo la matinée di ieri a Phoenix, si trattava di un back to back con qualche ora di riposo i più. Denver, è con l’orgoglio ostentato dei propri abitanti, la città a un miglio esatto sopra il livello del mare.
I Colorado Rockies ad esempio segnalano quest’altezza, corrispondente alla ventesima fila del loro stadio, colorando i sedili di viola anziché in verde come il resto dello stadio. Non che dalle nostre parti i suoi 1.609 metri siano un’altitudine terribile (“rispettabile” ma non incredibile) se pensiamo alle indigene Sestriere (2.035 mt.) o Livigno (1.816), mentre Pontechianale è 5 mt. in più sopra il livello del mare rispetto a Denver.
Il punto è che la montagna è da sempre un luogo metaforicamente parlando associato al trionfo, non a caso si dice salire in cima (alla classifica), arrivare in vetta, anche in gergo sportivo, ma soprattutto la montagna, anche in alcune mitologie (vedi l’Olimpo greco) è il luogo inaccessibile nel quale vivono gli Dei, oppure sono le pendici di un ponte dove vivono esseri superiori o ancora semplicemente sono popolate da spiriti.
È come se fosse un portale, tramite tra la terra e il cielo, limite invalicabile oltre il quale non si può andare.
E’ vero che negli ultimi decenni ormai stiamo esplorando il sistema solare e oltre con diverse sonde spaziali, ma qui sulla terra quelle vette innevate, quelle cime tempestose e impervie, rappresentano molteplici cose; la grandezza della natura, la sfida o semplicemente il tragitto, il cammino…
Ai piedi del tetto del mondo (l’Everest) vi è un monastero buddista tibetano (Rongbuk) a 4.980 metri di altezza, teatro di pellegrinaggio per gli sherpa che si recano lì per offerte votive a Chomolungma (Madre dell’Universo), Dea della montagna, affinché la loro scalata possa essere tranquilla. Salire e scalare era anche la missione degli Hornets, i quali, prima ancora che agli spiriti, dovevano chiedere aiuto a sé stessi per proseguire la corsa verso i playoffs in una tappa potenzialmente ostica.
Dopo un buon primo tempo però gli Hornets franavano nel terzo quarto, veniva giù da un costone una slavina di triple (18/34), troppo per gli Hornets che di fronte a una formazione rocciosa riuscivano a trovar qualche buona giocata ma non impensierivano più seriamente Denver nell’ultima parte. Stanchi e affaticati i Calabroni lasciavano a Denver il pareggio nella serie stagionale e pensavano già alla prossima sfida con Portalnd.
Charlotte trovava una serata negativa ai liberi tirando con il 62,5% non avvantaggiandosi dal maggior numero di battuti (24-13) e veniva surclassata anche a rimbalzo stranamente (36-41), ma qui potrebbe aver influito qualche energia in meno dovuta al back to back.
30 gli assist per Denver che ha usufruito di una difesa a tratti friabile degli Hornets, tuttavia va riconosciuta la bravura nel giro palla degli uomini di M. Malone che avevano il top scorer in Harris con 27 punti seguito dalla coppia Barton-Murray con 18 a testa.
Le formazioni iniziali.
 
Palla a due tirata giù da Jokic e apertura di Harris da tre punti al primo tentativo per Denver.
Charlotte si dimenticava di difendere e accusava un pessimo inizio con Barton a infilare 4 punti consecutivi per lo 0-7.
Unico raggio di luce la schiacciata a una mano di giustezza prodotta da Howard a 10:33 per i primi due punti di Charlotte.
Murray passava Kemba e andava a segnare il nono punto Nuggets, dall’altra parte il Tank arrivava in uno contro uno sulla media baseline destra per girare sul piede perno ed effettuare un preciso tiro in fade-away per il 4-9.
Barton dall’altra parte però con una tripla frontale infilava il dodicesimo punto, ma qui iniziava la rimonta di Charlotte che vedeva Batum fintare la tripla sulla diagonale destra per aprire sul centro sinistra dove Frank aveva il tempo di mirare e segnare una bomba che anticipava un piazzatone di Howard che da distanza importante infilava dalla diagonale destra.
Barton s’infilava tra le maglie viola per il reverse layup ma Howard rispondeva di fisico battendo Jokic in entrata e poi in difesa andava a stopparlo, così Charlotte con i canestri di MKG in entrata da sinistra e il running layup frontale di Kemba che appoggiava oltre a Mudiay, passava anche in vantaggio 15-14 a 7:25.
Denver chiamava il time-out e ripassava avanti con una tripla di Harris che grazie a due rimbalzi offensivi di Jokic era abile a farsi trovare e segnarne altre due di seguito…
Gli Hornets si trovavano sul 17-23 ma piombavano anche sul 20-28 quando Harris, liberato da due passaggi veloci, dimostrava d’avere la mano caldissima da fuori…
A 2:23 Howard dominava in post basso contro Jokic; Passo di danza, appoggio vincente e libero, poi sprecato.
Denver però continuava la fuga con Lyles dal corner destro, tre punti che issavano sul 22-31 le Pepite che da fuori mettevano il settimo su undici tentativi da fuori.
Mudiay in corsa passava all’indietro facendo da schermo fisico su MCW trascinato via, spazio aperto senza difensori aggiuntivi e dunk per Craig.
Clifford a 1:32 chiamava un altro time-out e 10 secondi più tardi Cody ottenendo due FT accorciava di due unità (24-33).
I Nuggets finivano comunque il primo quarto sul +11 con una giocata di Mudiay, bravo a bersi Lamb con il movimento in crossover iniziale e arrivare al ferro per completare dalla linea la giocata da tre punti.
Batum splittando dalla lunetta chiudeva sul 25-36.

Feb 5, 2018; Denver, CO, USA; Denver Nuggets guard Gary Harris (14) dribbles the ball against Charlotte Hornets guard Michael Carter-Williams (10) in the second quarter at the Pepsi Center. Mandatory Credit: Isaiah J. Downing-USA TODAY Sports

Preoccupante la fase difensiva, meno l’offensiva se MCW arrivava un paio di volte con agilità dalle parti del ferro per depositare in uno contro uno i punti che mandavano Charlotte sul 29-41.
La panchina manteneva l’iniziativa chiudendo con efficacia.
Kaminsky in avvicinamento usava il mismatch su Barton per circumnavigarlo e appoggiare di destro in avvicinamento da dentro l’area mentre il N° 5 si arrendeva a mani alzate.
A 8:25 era il turno di Lamb; lungo euro step frontale con palla contro il vetro che con i giri giusti ruotava verso il canestro e vi s’inabissava.
Fallo di Barton e giocata da tre punti completata per il 34-43.
Lamb in aiuto sotto canestro fermava Arhtur con una mezza steal/block, ribaltamento con MKG a perder palla sotto sul tocco di Barton, la differenza la faceva MCW che recuperava la sfera e l’appoggiava al vetro per il 36-43.
Cody a 7:16 mandava in onda una slam dunk appesa ma Lyles su una seconda possibilità di Denver faceva subire una battuta d’arresto al progetto Hornets.
Tripla per il 38-46 che era replicata dall’altra parte con una giocata simile con Zeller a rimbalzo e riapertura verso Lamb bravo a fiondarsi a canestro per realizzare dopo aver fallito la bomba iniziale.
Il punteggio si alzava con Jokic da sotto ad arrangiarsi su Zeller, bravo a corregger in tap-in dall’altra parte un errore sottomisura del Tank, Kemba passava il n°3 Craig e Jokic in corsa per appoggiare in velocità una frazione di secondo prima dell’eventuale stoppata e quando Lamb passava Murray sulla linea di fondo sinistra con hesitation parallela al corpo del difensore per scattare e liberare la mazzata a una mano, i Calabroni si affacciavano sul -2 (46-48).
A 4:35 Michael Malone era costretto al time-out ma gli imenotteri passavano comunque avanti con una tripla di Kemba per allungare a 3:31 con un turnaround di Batum dal post alto destro.
A 2:56 una transizione ragionata portava Kemba a far da spola per i compagni, passaggi intelligenti, aperture e riaperture per cercar spazio per andare al tiro; il riposizionamento del capitano sul corner sinistro era utile per ricevere il passaggio per l’open 3 che lanciava Charlotte sul +6 (54-48).
I Nuggets però trovavano l’oro con Jokic e il suo mezzo circus shot da sotto contro Howard premiato da un FT aggiuntivo, nel volgere di breve tempo Murray infilava dal corner destro e il pareggio per le Pepite era ritrovato. Howard da sotto e Barton in flash dunk, Graham con un micidiale catch n’shoot da tre più un acrobatico aggancio con deviazione di Harris portavano il punteggio sul 59-58. Howard con un ½ dalla lunetta e Murray con una dunk senza resistenza riequilibravano il match su cifra tonda (60-60) prima che il terzo fallo di Jokic nell’ultimo minuto portasse Kemba a segnare il +2.
Sull’ultima azione Denver sbagliava ma Zeller riapriva male dopo il rimbalzo, pioveva l’ennesima tripla che mandava le Pepite a riposo sul +1 (62-63).

Photo: David Zalubowski, AP
Charlotte Hornets guard Nicolas Batum, left, picks up a loose ball as Denver Nuggets guard Jamal Murray in the first half of an NBA basketball game Monday, Feb. 5, 2018, in Denver.

 
Si rientrava dopo 10 minuti con Denver fredda e Charlotte gelata; errori a ripetizione fino alla tripla frontale di Jokic a 10:17, Frank continuava a sostenere gli errori degli Hornets fallendo due liberi a 9:58 (manata di Murray), Kemba invece dalla linea riavvicinava la squadra del North Carolina a 7:59 (66-68) ma un’altra tripla aperta frontale del centro europeo apriva la strada alle Pepite per la fuga.
Sul 66-71 Charlotte era colpita da una transizione con un quick shot di Barton che superava il nostro numero 5.
Tre punti che uniti ai due di Harris in corsa facevano da trampolino di lancio alla squadra del Colorado per la fuga, se consideriamo anche il libero addizionale i Nuggets sul 66-77 si portavano in doppia cifra.
Con due FT di Jokic la squadra di Malone giungeva sul +13 ma Batum replicando da tre punti con il tiro immediato (5:56) ci faceva accorciar sul -10.
A 3:38 era ancora il francese dandosi una spinta propulsiva enorme all’indietro a mandare oltre il difensore la sfera e a farla ricadere nella retina grazie al fade-away da lontano.
Si rimaneva comunque sul -10 (73-83).
Kemba provava a restituire speranza passando lo schermo di Howard sulla diagonale destra per colpire da tre (76-85 a 3:04) ma dal palleggio Murray batteva fronte a canestro Howard.
A poco serviva l’entrata in layup di Kemba se arrivavano in serie le triple di Murray, Arthur e Mudiay che sparavano i Nuggets sul +18 (79-97).
Macigni che decidevano la gara poiché la squadra di Malone con il novantasettesimo punto toccava anche quota 18 triple.
Problema irrisolto per la difesa di Charlotte che comunque vedeva il mastino Graham andare ad anticipare di un paio di secondi la sirena in teardrop per fissare l’84-97, parziale/finale di terzo quarto.
 
L’ultima frazione diveniva garbage time poiché la solidità dei Nuggets non è paragonabile a quella dei Suns, squadra più gassosa…
Batum a 5:59 e a 5:11 mandava a bersaglio due triple portando sul -12 Charlotte, ma un circus shot scoop di Harris con fallo di Kemba spazzava via le residue velleità di rientro degli Hornets.
Titolari, o meglio, miglior squadra pensata da Clifford, in campo quasi sino alla fine ma poco da fare nonostante un bel canestro di Lamb che forzava ricadendo all’indietro sul contatto con il difensore.
Finiva 104-121 con gli Hornets a fermarsi un giro in questo back to back.
 
Pagelle
 
Walker: 6
20 pt., 3 rimbalzi, 4 assist, 1 rubata. 6/13 dal campo, incassa un -14 di plus/minus a causa dell’inizio del terzo quarto quando i titolari vengono travolti. Gara non favorevole, lo sciamano tirando il sassolino diceva che non sarebbe stata serata, Kemba provava a replicare con i suoi punti, in linea con la media stagionale, ma non c’era molto da fare.
 
Batum: 6
15 pt., 4 rimbalzi, 5 assist. 5/11 al tiro. Partita inferiore alle precedenti tre, qualcosa più della sufficienza. Infila alcune triple ma non fa la differenza.
 
Kidd-Gilchrist: 5
2 pt., 3 rimbalzi, 2 assist. Serataccia di MKG che gioca maluccio i suoi 28 minuti. Poca iniziativa finisce con 1/3 dal campo.
 
Kaminsky: 6
9 pt., 2 rimbalzi, 3 assist, 1 rubata. 4/8 dal campo. Molto meglio dell’ultima uscita, anche lui però come i compagni, ondeggia dietro al giro palla delle Pepite. Ricordo un’ottima difesa con il corpo in arretramento, tuttavia in serata è uno dei “meno peggio” per dirla in tono gergale.
 
Howard: 6
19 pt., 7 rimbalzi, 1 assist, 1 stoppata. 9/11 dal campo. Buon primo tempo dove domina Jokic, anche se è sfortunato su qualche rimbalzo. Non incide nel terzo quarto e la squadra soffre e non uscendo sul rivale slavo concediamo due triple pesanti. A differenza dell’alta percentuale nel FG, dalla lunetta fa due passi indietro terminando con un 1/5. Interrompe la lunga serie di doppie doppie.
 
Lamb: 6
14 pt. (5/11), 3 rimbalzi, 2 assist, 2 rubate. Tre falli spesi, magari passando dietro blocchi per fermare l’attaccante in possesso palla in corsa. Mano non molto calda da fuori ma se punta canestro sovente esce qualcosa di buono. Big dunk a una mano dalla linea di fondo sinistra e iniziativa, in difesa però deve prestare maggior attenzione ai movimenti avversari.
 
Graham: 6,5
11 pt., 1 rimbalzo, 2 assist, 2 rubate. ¾ da fuori, infila anche un teardrop per un complessivo di 7 tiri. Micidiale da fuori segna anche se non ha i piedi paralleli a canestro. Come tutta la vera panchina, dopo la gara di Phoenix si ripete offrendo una buona prestazione che porta Charlotte a rientrare e a scavalcare l’home team sul finire del secondo quarto. Buon impegno difensivo, finisce coinvolto nelle rotazioni a inseguimento di Charlotte sul tiro da tre avversario vedi il 20-28 nel quale va a chiudere l’angolo ma deve staccarsi dal proprio uomo con la difesa di Charlotte compattatasi sotto sull’ex lato forte.
 
Carter-Williams: 6,5
6 pt., 1 rimbalzo, 1 assist. Gioca 16 minuti con la consueta grinta. Qualche fallo dovuta alla troppa pressione e qualche canestro subito a causa del fisico comunque esile nonostante l’altezza. Una prova comunque generosa. Offre energia e mette un paio di canestri in entrata nel primo tempo con gli Hornets impegnati nel rientro.
 
Zeller: 6,5
8 pt., 10 rimbalzi, 1 assist. Buon rientro difensivo. Dalle parti del canestro non fa male. Peccato per l’apertura sul finale di secondo quarto che manda avanti Denver. 2/3 dal campo, sa rollare e va a prendere anche dei liberi che trasforma integralmente (4/4) in serata. Un paio di turnover in 17 minuti sul parquet.
 
Monk: s.v.
0 pt., 1 rubata. Vale anche per i giocatori sottostanti. Clifford lo fa entrare a partita finita ma avrebbe già potuto farlo un pezzo prima per aiutarlo a stare meglio sul campo. Chiude con uno 0/2 al tiro.
 
Bacon: s.v.
0 pt., 1 rimbalzo. Vedi Monk riguardo al minutaggio esiguo.
 
O’Bryant: s.v.
0 pt. (0/2). Un fan, presumibilmente di Denver gli tributa un omaggio. Forse avrà lasciato qualche ricordo positivo laggiù. A Charlotte con il rientro di Zeller rischia di dare la memory foam alla panchina.
 
Stone: s.v.
0 pt., 1 rimbalzo. Vedi Monk sul minutaggio.
 
Coach S. Clifford: 6
Serata nella quale non riesce a risolvere il rebus triple, prova a chiamare time-out e a metter giù la miglior formazione offensiva nel finale di second tempo, ciò non basta. Partita da rivedere e da far rivedere ai ragazzi tatticamente.

Game 52: Charlotte Hornets @ Phoenix Suns 115-110

 
La Regular season NBA è una lunga saga.
Raccontarla momento dopo momento tra momenti di gioia, rabbia, depressione, stupore, ecc. è come seguire un romanzo epico per certi versi, se poi viviamo un comeback da 21 punti nella stessa gara, c’è dentro un mondo…
Per citarne uno famoso…
Tolkien scrisse Il Signore degli Anelli.
L’editore inglese dell’epoca lo pubblicò come trilogia per contenere il prezzo e condizionato dal razionamento della carta nell’U.K. post bellica è un altro discorso.
La compagnia dell’Anello è il primo titolo però che potrebbe adattarsi più ai Warriors, le due Torri ai Pistons o ai Pelicans (anche se la lesione al tendine d’Achille di Cousins lo terrà fuori per tutta la stagione), mentre il ritorno del Re potrebbe riferirsi a James come giocatore o a un’attualmente improbabile resurrezione dei Sacramento Kings.
No… non vanno bene…
Il Volo del Calabrone pare più un romanzo di Ken Follett (scrittore gallese) con i tifosi di Charlotte a seguire il volteggio della squadra di Clifford che aggettiverei come il cognome dello scrittore ma senza la doppia t finale.
Colpi di scena e morti improvvise sotto forma di sconfitte che tagliano le gambe lasciando una classifica deficitaria. Nell’inverno del mondo degli Hornets, non perdere a Phoenix era indispensabile per continuare a seguire il sogno di trasformare le difficoltà in successi insperati sino ad approdare agli impossibili playoffs.
Morire e successivamente gettarsi nella mischia retoricamente è da isterologia utopica, mentre la fenice di Phoenix che risorge dalle proprie ceneri ha una consecutio logica utopica ma reale.
Charlotte ha vinto ma disputando un brutto primo tempo. Atteggiamento sbagliato, proseguito sino al -21 del terzo quarto.
Nelle ultime partite è la prima vittoria partendo sotto all’inizio dell’ultimo quarto.
Kemba ha svegliato la squadra, poi il lavoro difensivo della panchina ha fatto la differenza; MCW, Zeller e Graham hanno disputato un ottimo secondo tempo.
Attento e pungente, con realizzazioni pesanti.
Nella prossima sfida però bisognerà esser consapevoli della forza degli avversari.
L’inconsistenza di Phoenix ha permesso il rientro ma non sempre sarà così.
Particolare rilievo hanno assunto nel match i rimbalzi offensivi, con Charlotte a catturarne 13 contro i soli 2 di Chandler e soci.
Vincere una gara tirando con il 41,7% contro il 53,2% degli avversari è un capolavoro…
Hanno inciso i liberi.
Phoenix è stata perfetta con 13/13 ma i numerosi falli spesi da Phoenix hanno favorito Charlotte che ha terminato con un 25/29 dalla lunetta.
Altra statistica decisiva, soprattutto nell’ultimo quarto per fastbreak e punti a favore degli Hornets, sono stati i turnover; Charlotte ha chiuso con 8, per Phoenix i 19 hanno pesato enormemente.
Tra le fila avversarie Josh Jackson ha chiuso con 23 punti mentre T.J. Warren ne ha messi 21.
Terza vittoria consecutiva in attesa degli impegni seri del mid-west.
 
Le formazioni:
Tyson Chandler non saltava sulla palla a due, Howard la portava a casa ma Kaminsky dalla sinistra cercava un contatto che non arrivava, ne usciva un wild shot che non portava a nulla, Bender invece puntava il Tank e lo beffava con il tocco al vetro.
Pareggiava Kemba che si sganciava proprio dal lungo Bender scivolando con lo step laterale sinistro, pullup perfetto che centrava la retina.
Jackson prima sfondava su Walker, poi ricevendo un passaggio laterale si fiondava in mezzo alla difesa degli Hornets per depositare in maniera atletica in fing and roll planato.
Batum a 9:50 in arresto e tiro su Jackson pareggiava e poi in turnaround fade-away dal mid range sinistro portava Charlotte al primo vantaggio di serata.
A 8:40, dopo aver subito il pareggio, Howard riconquistava il vantaggio con una mattonata al plexiglass, ma Bender infilando due triple mandava la gara sul 10-12.
Frank da tre sbeccava il ferro, Howard evitava guai peggiori in aiuto andando altissimo a stoppare la sfera al suo apice sul tiro di T.J. Warren, Batum metteva un libero ma dall’altra parte questa volta Warren aveva la meglio, troppo tardi la rejection di Dwight.
Sempre T.J. in transizione segnava l’11-16, poi MKG con un elbow jumper spigoloso segnava con la palla a rimbalzare rapidamente sui ferri.
Per veder tornare gli Hornets a distanza di un possesso serviva vedere l’entrata di Howard a 4:35.
Lo scontro a metà corsa con Chandler non gli impediva l’appoggio.
Il libero era sprecato ma si tornava a tre punti (17-20). Entrava l’ex Daniels e faceva subito male a 4:22.
Tripla che era contrastata inizialmente da Batum che a 4:00 esatti dalla fine riceveva da MKG (bravo a conquistare un rimbalzo offensivo) e sparava da oltre l’arco senza esitazioni centrando il bersaglio.
A 3:27 altro soft 3 Daniels mentre a 2:35 azione da videogame di Charlotte, sulla corsa verticale di Howard a passare alle spalle del centro ancorato in area, Batum lasciava partire un assist alto e calibrato che Dwight correggeva di potenza in alley-oop.
Un’altra tripla di Daniels iniziava a esser troppo, Ulis metteva i suoi unici due pt.
Del primo tempo facendo volare Phoenix sul 22-31.
A :42.8 per cercar di rimaner in scia Batum in palleggio andava a smarcarsi e a cercar la tripla che voleva e otteneva, fissando così il 25-31 dei primi 12 minuti.

Charlotte Hornets guard Michael Kidd-Gilchrist, left, drives to the basket past Phoenix Suns’ Josh Jackson during the first half of an NBA basketball game Sunday, Feb. 4, 2018, in Phoenix

 
L’apertura del secondo quarto non era da squadra che lotta per rientrare disperatamente nei playoffs; schiacciata di Len sfruttando un po’ d’imbarazzo difensivo…
Lamb mancava un tiro ma a 11:01 si procurava due FT con i Suns a spender il terzo fallo in meno di un minuto.
2/2, poi arrivavano altri due falli, l’ultimo a rimbalzo su Zeller che catturava l’offensivo.
Due FT per lui infilati con gli Hornets ora sul 29-33.
Dudley spingeva un passaggio verticale per House Jr. che sotto il canestro a destra si presentava segnando e subendo fallo.
Difesa senza comunicazione che incassava anche il libero. Lamb infilava la sua prima tripla di serata dopo qualche errore ma arrivava la schiacciata di Chandler in alley-oop nonostante l’interferenza di Howard e la spinta di Kaminsky alle spalle che peggiorava la situazione.
Altra giocata da tre punti a 9:37 per il 32-39…
Howard iniziava però la rimonta dei ragazzi di Clifford; piazzato al vetro, stoppata facile sul piccolo Ulis e rimorchio a rimbalzo con canestro dopo due errori da sotto dei compagni.
Howard piantava altre due stoppate e guidava con nonchalance un contropiede 2 vs 1 che impreziosiva con l’assist schiacciato a destra sulla corsa di Frank che ringraziava schiacciando il 38-39.
Booker ne infilava due frontali con spazio ma gli Hornets segnavano con Graham che si buttava dentro da sinistra, sbagliava, rimediando però in tap-in.
MCW a metà campo soffiava una palla a Booker e da terra la dava a Howard che si lanciava in contropiede; fallo della stessa guardia in divisa bianca e due FT a 5:41.
2/2 e vantaggio 42-41.
Gli Hornets però tornavano sotto con due liberi di T.J. Warren e incassando la tripla di Jackson iniziavano a imbarcare acqua.
A poco servivano i due di Kemba ancora a battere Bender, prima dall’angolo Jackson superava con la tripla Batum, poi a 3:19 lo scontro nel pitturato Graham/Warren produceva una giocata di tre punti per il secondo che serviva ai Suns per il +8 (44-52).
Jackson in area ci mandava sulla doppia cifra di svantaggio (45-56) così Clifford chiamava un time-out.
Nel finale Lamb batteva Jackson, più Chandler e MKG sbagliavano due tiri ad alta percentuale, Booker non falliva la tripla oltre un MKG lanciato si con il braccio proteso alla Superman verso la palla.
Walker metteva un libero chiudendo un orrendo primo tempo dei viola sul 58-59.

Charlotte Hornets guard Kemba Walker, left, drives to the basket as Phoenix Suns’ Dragan Bender defends during the first half of an NBA basketball game Sunday, Feb. 4, 2018, in Phoenix. (AP Photo/Ralph Freso)

 
Il terzo quarto sembrava esser la pietra tombale del match.
Bender da tre spingeva i Suns sul 48-62, Phoenix continuava ad attaccare con efficacia, specialmente sul tiro da fuori Charlotte non trovava le giuste contromisure, difesa a vagare su T.J. Warren che finalizzava un giro di passaggi con la bomba del 57-75.
Bender aggravava la malattia con un’altra tripla, quella che sembrava ammazzare la gara sul -21 (57-78).
Batum e Graham mettevano due punti a testa cercando di rialzare il capo e quando a 5:33 un Booker mai arrendevole andava da dietro a dare una manata sul collo di Batum lanciato in schiacciata arrivavano due FT e il flagrant 1.
2/2, 65-80 che era seguito dai tre punti di Walker che gli servivano per diventar nuovo recordman di Charlotte per quel che riguarda il numero di triple realizzate.
68-80…
Walker segnava anche in scoop in mezzo ai rami della difesa folta di Phoenix, a 3:43 si ripeteva fintando di guardarsi in giro, invece scattava bruciando Booker e battendo da sotto il cipresso Len per il 74-85.
Lo show di Kemba non finiva ancora perché Daniels, in ritardo a causa del blocco di Howard, toccava il capitano impegnato nella tripla.
Tre FT; sbagliato il primo, gli altri due ricadevano nella retina.
Nel finale i Suns riuscivano però a replicare e il distacco rimaneva ancorato intorno agli otto punti di scarto.
86-94 con il tiro da metà campo sulla sirena effettuato da Graham che si spegneva sul ferro.
Phoenix destava l’impressione d’esser attaccabile, infatti, Charlotte ripartiva forte nell’ultimo periodo.

La palla si stacca dai polpastrelli di Graham che mette nel finale la tripla pesantissima per la sicurezza.

 
Graham e Lamb nel primo minuto dimezzavano lo svantaggio con due punti a testa, poi a 10:55 Carter-Williams benediceva ferro e tabellone che l’aiutavano a far ricadere nella retina il suo tiro da tre punti.
93-94, Hornets affacciati sulla vittoria, Suns nervosi e pasticcioni; Ulis commetteva il terzo turnover nel quarto per i Soli.
MKG a 10:06 era toccato da House riuscendo a guadagnare due liberi che usava per mettere la freccia avanti (95-94).
House da sinistra si fiondava dentro trovando spazi liberi per chiudere con una poderosa schiacciata a una mano. Charlotte non si faceva impressionare; a 8:57 una tripla di Graham valeva il +2 (98-96).
MKG metteva a frutto le sue qualità di penetratore andando da solo contro due difensori ad appoggiare vicino al ferro; palla come in una roulette che continuava a girare con il brivido, tra lo zero e il due la seconda era la cifra che usciva.
La squadra dell’Arizona azzardava con Booker in entrata vicino a canestro ma Zeller conteneva bene, MCW dall’altra parte ringraziava commosso spedendo una tripla arcobaleno a canestro nonostante le sue abituali percentuali non fossero lusinghiere.
103-96 con divario che si ampliava in transizione; Graham per Cody a 6:53, duello al sole tra il nostro centro e Booker che dentro il semicerchio dava il cinque a Zeller ma in faccia.
Pessima scelta perché la scelta degli Hornets metteva comunque dentro i due punti più il libero supplementare, in più il n°1 avversario faceva registrare qualche problema fisico dopo lo scontro.
+10, gap però dimezzato da tre di Warren e due di Jackson.
Uno scatto in back-dor di Lamb sulla linea di fondo sinistra era premiato dal passaggio verticale di Zeller che tagliava fuori l’ingenuo rookie Jackson.
Un altro fast break Lamb/Zeller/Lamb serviva a quest’ultimo per portarci sul 110-101, anche se non facile era il suo appoggio fuori equilibrio avendo ricevuto un passaggio con i tempi diversi da quelli aspettati.
A 3:25 una bella giocata d’anticipo di Batum era coronata dal passaggio lungo dai giusti giri per Lamb, ormai la punta della freccia dell’attacco di Charlotte in transizione.
112-102 prima che un parziale di 6-0 Suns chiuso da Bender a 1:31 riportasse sotto la squadra dell’Arizona.
112-106 con possibilità per Jackson d’accorciare ulteriormente, contatto con Graham, separazione e tiro sul quale Graham tentava di rientrare, palla sul ferro e Hornets con palla pesante tra le mani. Kemba andava sul post basso sinistro tentando d’entrare in area ma bloccato dal lungo vedendo con la coda dell’occhio l’appostato Graham concedeva fiducia; open 3 trionfale a :34.8 dalla fine che scacciava i fantasmi.
115-107 ritoccato dalla tripla frontale di Jackson per il 115-110 finale.
 
Pagelle
 
Walker: 7
18 pt., 2 rimbalzi, 5 assist, 1 stoppata. Chiude il primo tempo con 5 pt. all’attivo e uno 0/5 da fuori. Si scatena nel terzo quarto. 6/19 complessivo dal campo. Leader e capitano riavvicina Charlotte superando anche il record all-time di triple realizzate complessivamente per la franchigia di Charlotte passando il mitico Dell Curry anche se il 2/10 da fuori non è lusinghiero. Gli si perdona qualche lacuna difensiva e il -12 di plus/minus perché è colui che ci aiuta a rientrare con molteplici giocate. Gli spostamenti su Bender con relativi pullup sono roba d’alta classe.
 
Batum: 7
22 pt., 4 rimbalzi, 5 assist, 1 rubata. Chiude con 7/15 al tiro. 5/5 dalla linea, più aggressivo, spende 4 falli e va a rimbalzo offensivo dove guadagna anche due FT. Nettamente migliorato nelle ultime 3 partite aiuta con le sue triple Charlotte a rimaner a galla. Bello l’anticipo e il lancio consequenziale per Lamb nel finale.
 
Kidd-Gilchrist: 6,5
8 pt., 7 rimbalzi, 2 assist, 1 rubata. 3/7 dal campo. Si prende una tripla in faccia di Booker e non riesce spesso a fermare gli avversari, il suo attacco però è fatto di buone penetrazioni. Riesce a darci qualcosina in fase offensiva. Aggressivo, cattura 4 rimbalzi in attacco.
 
Kaminsky: 4
4 pt., 4 rimbalzi, 1 assist. 1/7 dal campo. Travolto dall’inizio alla fine. Rare cose buone, ha la scusante del pollice fasciato per il tiro ma sulle rotazioni difensive va veramente male e in uno contro uno, difensivamente non c’è…
 
Howard: 6,5
18 pt., 14 rimbalzi, 2 assist, 3 rubate, 3 stoppate. Serata di precisione non estrema per Howard. Qualche difficoltà realizzativa che viene colmata da qualche libero. Dodicesima doppia doppia consecutiva. Un solo turnover, tre rimbalzi offensivi. Prezioso sotto le plance.
 
Lamb: 6,5
15 pt., 4 rimbalzi, 3 assist, 2 rubate, 2 stoppate. 6/16 dal campo con qualche incursione con tiri semiacrobatici a basse probabilità. Finale incandescente con diversi punti in transizione, su un’azione è lui stesso che deviano un pallone in possesso all’attaccante dei Suns, inizia l’azione. +25 di plus/minus.
 
Graham: 7,5
15 pt., 4 rimbalzi, 1 assist, 2 rubate. Chiude con un 6/10 dal campo e una prestazione gagliarda. Mette di tripla il suo quindicesimo punto. Ciò gli vale il career-high di pt. realizzati oltre che a metter dentro il gioco partita. Pressione sulla palla, fa sbagliare Jackson nel finale tentando di rientrare in salto, pur sapendo che avrebbe sbagliato.
 
Carter-Williams: 7
8 pt., 1 rimbalzo, 3 assist, 3 rubate. 3/5 dal campo che non spiega la pressione difensiva fatta in difesa. La palla rubata a Booker con assist possibile per Howard sono l’icona del suo impegno. In attacco trova buoni canestri compresi i due di tripla… Serata in cui ribalta le convenzioni.
 
Zeller: 6,5
7 pt., 3 rimbalzi, 2 assist. Importante in difesa, più abile nel difendere anche se ha qualche amnesia di troppo, tuttavia la sua furbesca presenza porta i Soli alla sconfitta. +22 di plus/minus…
 
Coach Clifford: 6,5
Non grida mai (almeno in pubblico), negli spogliatoi si sarà magari anche fatto sentire ma è la reazione nel terzo ad essere buona. Per oggi bene così ma le lacune difensive restano. C’è da insegnare o far ripassare qualcuno sulle rotazioni difensive. Mezzo voto in più per aver tolto Kaminsky di mezzo e aver giocato con un quintetto più basso ma meglio assortito.

Game 51: Charlotte Hornets Vs Indiana Pacers 133-126

“Il paradosso della realtà è che non c’è nessuna immagine più convincente di quella che esiste solo nell’occhio della mente.”
Senza tirare in ballo Cartesio e il suo “Cogito ergo sum” (penso, dunque sono, riferimento al fatto che già il pensare o il dubitare d’esistere siano la prova della realtà della nostra mente), nella frase virgolettata soprastante, scritta da Shana Alexander (giornalista americana), applicata al basket, il senso interesserebbe l’identità, le capacità e l’ambiente.

I giocatori nel cunicolo che porta agli spogliatoi prima del match.

Un giocatore che sta vivendo una stagione negativa in un ambiente depresso potrebbe non credere poi tanto nelle sue capacità e perder d’identità, mentre un altro, magari più scarso, in un contesto migliore, potrebbe sviluppare maggiori capacità.
Gli Hornets, reduci dalla bella vittoria ad Atlanta, cercavano d’invertire la rotta della stagione nonostante lo scetticismo generale o le perplessità che tutti quanti abbiamo in base ai risultati sin ora ottenuti.

Una piccola fan (Anna) prima della palla a due al centro del parquet.

“Ogni grande cammino inizia con un piccolo passo” avrebbe detto Lao Tzu e dopo il passetto in Georgia, qual miglior occasione per iniziare la corsa se non contro i battistrada d’Indianapolis?
Oltretutto pochi giorni fa i Calabroni incassavano la sconfitta in quel che fu la terra di larry Bird da giovane, oggi c’era voglia di rivalsa e d’ingranare dopo un periodo negativo.
Charlotte ci credeva iniziando fortissimo stabilendo il proprio record all-time di punti in un quarto (49), resistendo all’82 pari e riallungando nel finale, non dopo aver sudato anche l’anima…
Zeller in campo (anche lui guarda caso a che fare con I’Indiana), qualche buona giocata ma i protagonisti per Charlotte sono stati Batum e Walker.
Il francese ha chiuso con 31 pt. A un passo dalla doppia doppia, Walker ne ha messi 41 mentre per i Pacers, Oladipo ne ha segnati 35 e Turner 19.
Indiana ha rubato 10 palloni contro i 5 di Charlotte ma ha accusato il colpo negli assist (27-21)e ha perso nettamente a rimbalzo 43-31.
Gli Hornets, arrivati a tirare con l’80% dal campo sono calati sino al 53% finale, più alto del pur ottimo 50,6% dei Pacers.

Rispetto alla gara con Indiana a casa Pacers gli Hornets schieravano Kaminsky come titolare (Marvin semre out) e i Pacers mandavano in campo Turner al posto di Sabonis.

 
Gran partenza di Charlotte nonostante il vantaggio di Bogdanovic in sottomano destro oltre Batum.
La risposta era un pick and roll tra Howard e Walker, con il primo a trovare spazio per la schiacciata potente a una mano.
Bogdanovic ci ritentava ma era fermato con il fallo. 2/2 ai liberi, tuttavia Batum continuava a esser propositivo come nell’ultima gara; andando a rimbalzo correggeva da sotto l’errore di Frank da fuori per il 4 pari.
Dopo il turnover di Turner, saliva in cattedra Batum che a 10:01 centrava arrivando in corsa sulla top of the key la prima tripla.
La convinzione lo portava a mettere altri due tentativi da fuori (l’ultimo a 8:56 per il 13-6) prima di esagerare tirando da troppo lontano, tuttavia Kemba recuperava il rimbalzo andando a posizionarsi nell’angolo destro dove riceveva da Kaminsky e sparava da tre colpendo anch’esso per il 16-6. Gli Hornets giocavano un basket fantastico; passaggio alto di Walker in corsa su quella parallela di Howard al centro chiusa dal nostro lungo in devastante alley-oop, a7:36 Frank entrava nel club dei triplisti e gli Hornets volavano sul 21-6…
Iniziavano a segnare con una certa regolarità anche i Pacers, Oladipo a 5:49 ad esempio si metteva in moto segnando da tre da destra magli Hornets continuavano a sciorinare un basket veloce, imprevedibile e fantasmagorico; triangolazione larghissima con un bound pass di Batum (da dx a sx) per la seconda tripla di serata di Kemba che realizzava il 28-13.
Collison ci provava tre volte ricavando 5 punti e mancando i due più facili in transizione (secondo tentativo) per una spinta alle spalle inflitta da Kaminsky non rilevata.
Sulla transizione il canestro di MKG era annullato per la perdita del baricentro, il corpo di MKG finiva per sbatter leggermente sui due difensori posizionati sul semicerchio.
Batum in uno contro uno in turnaround dal mid range stracciava Joseph con grazia, Oladipo rispondeva con 4 punti consecutivi ma Lamb con un passaggio per sé stesso dietro la schiena arrestava l’avanzata segnando in fade-away.
A 3:28 Turner in put-back schiacciava senza che Lamb e Graham riuscissero a fermarlo, anzi, arrivava anche il libero supplementare per un tocco sul braccio, così i Pacers si riaffacciavano sul -7 (32-25).
Howard in attacco portava sotto Turner e lo batteva, ripetendosi poco dopo con una piccola astuzia.
Kaminsky con l’open 3 abbandonava la tripla singola portando gli Hornets sul 7/11 da fuori mentre l’altro lungo Zeller, appena entrato si faceva attendere e anticipare da Young che segnava due punti comodi.
A :41.2 dalla prima sirena Sabonis, in uscita, toccava Frank. 3/3 ai liberi che facevano presagire il record di punti della franchigia in un solo quarto.
Già sul 45-32 gli Hornets spingevano trovando il 47° punto con un’azione tutta costruita e rifinita da Frank, mentre dopo due liberi di Oladipo a poco più di tre secondi dalla fine, sulla rimessa dal fondo la palla era data a MCW che si fiondava veloce dall’altra parte del campo rilasciando il floater vincente un istante prima della luce rossa.
Gli Hornets stracciavano il vecchio record di punti in un quarto chiudendo il primo periodo sul 49-37.
Benissimo l’attacco, non altrettanto la difesa.

CHARLOTTE, NC – FEBRUARY 2: Dwight Howard #12 of the Charlotte Hornets dunks the ball during the game against the Indiana Pacers on February 2, 2018 at Spectrum Center in Charlotte, North Carolina. NOTE TO USER: User expressly acknowledges and agrees that, by downloading and or using this photograph, User is consenting to the terms and conditions of the Getty Images License Agreement. Mandatory Copyright Notice: Copyright 2018 NBAE (Photo by Brock Williams-Smith/NBAE via Getty Images)

 
Stephenson ci graziava con un incredibile errore da sotto in avvio secondo quarto, MKG infilava i suoi primi due punti, poi il fischiatissimo ex Lance infilava la tripla a 10:52.
Cody a 10:31 segnava il suo primo punto dopo 27 partite a mezzo lunetta per metterne due su azione poco dopo: Passaggio in back-door passaggio schiacciato frontale di Lamb dopo un lungo lavoro per liberarsi della marcatura e successive azioni che vedevano Lamb sbagliare da tre per recuperar palla in difesa e segnare da fermo in uno contro uno da sinistra.
Grazie al suo canestro Charlotte saliva sul 57-40 ma Sabonis in appoggio dalla corsa e un’altra beffarda (chi si ricorda le sue percentuali a Charlotte da oltre l’arco?) tripla di Stephenson facevano toccare quota 45 agli ospiti, guidati per l’occasione da Coach Dan Burke a sostituire coach Nate McMillan).
Walker non se ne curava innescando Zeller che andava dentro ad appendersi in schiacciata dopo aver eseguito il pick and roll da manuale.
A 6:50 Kemba passando dietro lo schermo di Howard caricava tre punti fissati oltre Collison, Charlotte mollava ancora un po’ d’intensità difensiva e Clifford correva ai ripari a 4:53 sul 62-49.
Kaminsky andava in lunetta un paio di volte dopo due pt. di MKG.
Sulla seconda volta era bravo a rollare vedendo Batum raddoppiato alto; il francese restituiva palla ma trovava il contatto sotto.
In entrambi i casi il Tank splittava salendo a 5/7 dalla linea. Stephenson prendeva un tecnico per i tre secondi in area, Batum ringraziava trasformando l’occasione così come Lamb da sotto, ricevendo un passaggio dalla linea di fondo d’attacco, con una leggera finta faceva perder il tempo della stoppata ai difensori per depositare salendo il 69-51.
Oladipo segnava 4 punti consecutivi, poi il pubblico sommergeva di fischi gli arbitri per un fallo (molto dubbio) di Howard su Bogdanovic in preparazione al tiro.
Sta di fatto che altri due FT a 1:09 costituivano materiale per il 69-57 dei Pacers in leggera rimonta.
Kemba segnava due liberi a un minuto esatto dall’intervallo lungo, proprio mentre entrava l’ex Al Jefferson, applaudito al contrario di Stephenson…
Il quarto si chiudeva sul 71-57.

CHARLOTTE, NC – FEBRUARY 2: Kemba Walker #15 of the Charlotte Hornets high fives Frank Kaminsky #44 of the Charlotte Hornets against the Indiana Pacers on February 2, 2018 at Spectrum Center in Charlotte, North Carolina. NOTE TO USER: User expressly acknowledges and agrees that, by downloading and or using this photograph, User is consenting to the terms and conditions of the Getty Images License Agreement. Mandatory Copyright Notice: Copyright 2018 NBAE (Photo by Kent Smith/NBAE via Getty Images)

 
Al rientro dagli spogliatoi Oladipo faceva chiaramente capire di non esser venuto a Charlotte per una passeggiata segnando subito due punti.
Mancava il fallo di Turner sul tentativo d’appoggio di Kemba ma i Pacers, preoccupati per il fallo pasticciavano concedendo la rimessa dal fondo.
Sull’azione successiva si sviluppava la trama che portava Batum a sminare da fuori con l’ennesima tripla di serata ma Bogdanovic rispondendo immediatamente teneva il gap a 12 punti (74-62).
Collison batteva Howard dall’angolo destro e la rimonta d’Indy si faceva sempre più serrata, un pick and pop per Turner valeva il 76-69.
Clifford chiamava il time-out a 8:33 ma la squadra rimaneva impaurita e subiva il pari grazie alle triple di Oladipo e Turner che servivano ad agganciare i Calabroni a quota 82 a 4:42 dalla terza sirena.
Scossa, Charlotte ripartiva da Batum che segnando da tre punti evitava ai Calabroni di finir pericolosamente sott’acqua, in immersione totale della partita però c’era lo squalo Oladipo che aggrediva in entrata anche l’amico Zeller per batterlo con un’elastica entrata.
Charlotte teneva qualche punto di vantaggio anche quando Oladipo si catapultava ancora verso canestro segnando toccato da Zeller, raro errore dalla lunetta ma i due punti infilati servivano ai gialloblu per rimanere a tre punti di distanza (91-88).
Walker usava un blocco centrale spostandosi rapidissimamente sulla sinistra per regalare movimento e tripla ai fotografi.
Dal 94-88 si passava sul 96-91 quando Stephenson, l’ex con il dente avvelenato, pescava un altro coniglio dal cilindro realizzando 3 punti a 31 secondi dalla terza luce rossa. Cinque punti bastavano per aprire l’ultimo quarto… sempre meglio della situazione nella quale si era arrivati sull’82 pari.

CHARLOTTE, NC – FEBRUARY 2: Nicolas Batum #5 of the Charlotte Hornets handles the ball against the Indiana Pacers on February 2, 2018 at Spectrum Center in Charlotte, North Carolina. NOTE TO USER: User expressly acknowledges and agrees that, by downloading and or using this photograph, User is consenting to the terms and conditions of the Getty Images License Agreement. Mandatory Copyright Notice: Copyright 2018 NBAE (Photo by Kent Smith/NBAE via Getty Images)

 
Si apriva il quarto con due punti grazie al Lamb style; floater rimbalzando sul difensore che non inficiava la qualità della perfetta soluzione.
Dopo due pt. di Joseph in elbow Kemba saliva per la quinta tripla di serata (11:03) andando fuori equilibrio dalla diagonale sinistra contro il lungagnone Bogdanovic.
Lamb dava il suo contributo a 10:34 quando era bloccato sull’inizio del movimento per il tir da Joseph.
Due FT a segno come l’1/1 a 10:04 derivante da un rientro con spinta dello stesso Joseph che mandava per terra lateralmente Lamb mentre era in salto per il tiro, ne usciva però un canestro di quelli impossibili, con palla perfettamente rilasciata a fianco della mattonella “Buzz City”.
Canestro epico che aiutava Charlotte a tornare sul +9 (106-97), un margine ampliato da Walker in transizione dopo una deflection difensiva di MCW.
Indy rientrava anche perché una cattiva lettura della situazione di gioco faceva sì che Zeller si facesse intercettare il passaggio e sugli sviluppi dell’azione offensiva d’Indiana commettesse anche fallo.
2/2 per Sabonis e 108-101.
Partita interminabile cheKemba riusciva in qualche maniera a portare a casa; dal rischio persa a due FT guadagnati e realizzati, Stephenson, MCW, Stephenson ancora con un buon spin layup su Frank e Oladipo erano i successivi marcatori; Indy rientrava sul -5 (112-107) fino al banker di Kaminsky a 6:24 sul gioco dentro fuori con Lamb che depistava i difensori prima di dare dentro con qualche finta sul posto compreso il pallone passato in mezzo alle gambe.
Oladipo da tre segnando il suo trentatreesimo punto riusciva a portare il gap a soli 4 pt, Howard però, dopo un periodo d’appannamento spuntava in attacco per correggere l’errore di MCW, Kemba in corsa arrestava la penetrazione e con una finta mandava a vuoto il difensore per appoggiare comodamente il 118-110.
La palla scottava ma Batum andava senza paura a 3:15 per la sesta tripla esagerando a 2:10 con la settima (126-114). Nel mezzo anche una stoppata liberatoria di Howard sulla penetrazione con tentativo d’appoggio di dx di Oladipo.
Sembrava finita ma 5 punti consecutivi di Bogdanovic riportavano più a contatto i Battistrada, ma proprio uno sfondamento dello stesso giocatore (Kemba bravo a posizionarsi per prendere il contatto dell’indeciso giocatore) dava più tranquillità a Charlotte che tuttavia su una rimessa dal fondo, nell’ultimo minuto, evocava recenti spiacevoli ricordi.
Questa volta era MCW a regalar palla e fallo sull’entrata di Joseph che ringraziava aumentando di tre punti il suo score.
A :40.9 il tentativo di suicidio degli Hornets che si trovavano sul 128-124 era parziale, Graham faceva ¾ dalla lunetta.
Gli Hornets resistevano e vincevano 133-126 dopo aver sudato le classiche sette camicie.
 
Pagelle
 
Walker: 8
41 pt., 3 rimbalzi, 9 assist. 11/22 dal campo. Per un assist manca la doppia doppia ma soprattutto è utile pensare che Kemba è tornato convincente. Pari i punti ai minuti chiude con un 5/12 da tre e rimane perfettamente immacolato dalla linea con un 14/14 che avrebbe potuto estendersi se gli arbitri non avessero sorvolato su alcuni chiari tocchi dei difensori su alcune sue entrate. Fantastico, abbasso però leggermente il voto per qualche palla data in salto in entrata intercettata e che ha portato gli avversari a transizioni pericolose. Vuol fare tutto in velocità e qualche volta perde la maniglia ma è mostruoso se lo si vede spostarsi lateralmente per andare a prendersi delle triple pazzesche.

Batum: 9
31 pt., 9 rimbalzi, 2 assist. Un solo turnover. Chiude con 11/18 dal campo (7/11 da tre) partecipando, anzi, costruendo la fuga iniziale. Mette lo zampino nella ripartenza sull’82 pari infilando una tripla e nel finale ne aggiunge altre due per chiuderla definitivamente. I minuti sono 34 ma la prestazione è esattamente in controtendenza con le molte pessime fornite quest’anno. Gran prova in 34 minuti e decisamente il migliore in serata per importanza dei canestri, anche se qualche volta esagera e tenta ben tre triple da parecchio lontano. Vado con i piedi di piombo, ma speriamo sia tornato…
 
Kidd-Gilchrist: 6
6 pt., 1 rimbalzo. 3/5 dal campo. Qualche intervento poco appariscente ma efficace come un recupero su un fotball pass peer la transizione di Indy. Tenere Oladipo però è compito gravoso.
 
F. Kaminsky: 6,5
15 pt., 6 rimbalzi, 5 assist. Gioca 29 minuti partendo come starter, Clifford lo fa ruotare co Zeller e Howard. Lui regala buone giocate offensive come quella del 47à punto costruita in proprio. chiudendo con un 4/8 dal campo riesce con l’aiuto della lunetta (5/7) a toccare la dignitosa quota 15. Tre palloni persi e +10 di plus/minus.
 
Howard: 6,5
12 pt., 11 rimbalzi, 1 assist, 1 stoppata. Due soli turnover, 4 falli e nessun tiro libero stranamente. Quasi in media rimbalzi, porta a scuola all’inizio Turner. Nel secondo tempo entra un po’ in crisi per spuntare nel finale con una buona correzione e una stoppata su Oladipo. Undicesima doppia doppia consecutiva.
 
Graham: 6,5
5 pt., 3 rimbalzi, 3 assist, 1 rubata. Gioca 15 minuti. Clifford lo butta dentro nel finale per difendere e lui recupera il rimbalzo che chiude la partita. Anche in lunetta il suo 5/6 (record personale di tiri dalla linea messi e tentati) è utile.
 
Lamb: 6,5
14 pt., 3 rimbalzi, 2 assist, 1 rubata. 5/9 al tiro in 21 minuti con la perla del tiro in ricaduta sul fallo di Joseph (spinta laterale vigorosa). Spreca poco, anche se in difesa qualche metro a volte lo lascia al tiratore, magari impegnandosi a seguire altro nell’azione, tuttavia i suoi punti arrivano, aiutando in avvio d’ultimo quarto Charlotte in un momento delicato.
 
Zeller: 6,5
5 pt., 3 rimbalzi, 1 assist, 1 stoppata. Al rientro dopo la sosta forzata per l’operazione subita, gioca con minutaggio limitato: 15. Una difesa volenterosa utile il più delle volte alla buona riuscita della difesa del castello, commette 4 falli e qualcuno regala anche il FT, ma ha un +11 di plus/minus, il migliore di Charlotte. In una serata dove la difesa è passata in secondo piano, la sua prestazione è stata comunque discreta.
 
Carter-Williams: 6,5
4 pt., 4 rimbalzi, 3 assist, 2 rubate, 1 stoppata. Gioca 24 minuti con un 2/6 al tiro, non la specialità della casa e si è capito. Fornisce qualche assist ed è attivo in difesa a rimbalzo e si muove sulle possibili linee di passaggio. Intercetta un buon pallone nel secondo tempo e si fa valere a rimbalzo. Nota negativa quella palla persa nel finale, l’unica ma avrebbe potuto esser pesante come macigno.
 
Coach S. Clifford: 7
Ritrova Zeller e accorcia le rotazioni. Solo nove i giocatori scesi sul parquet. Sarà un caso ma ho idea che senza Marvin Williams, troppo lento, la squadra giochi più fluidamente. Il miglior quarto di tutto l’anno il primo, coronato con 49 punti. Preoccupante il terzo, ma riemersi con Batum, gli Hornets non hanno più mollato, anche se hanno rischiato nel finale a causa di un Oladipo in formissima e di un paio d’errori grossolani. Due time-out al momento giusto.

Game 50: Charlotte Hornets @ Atlanta Hawks 123-110

 
Partita trappola ad Atlanta, squadra invisa a Dwight Howard (abbandonato dagli Hawks quest’estate, aveva detto prima della gara casalinga contro di essi di volerli uccidere, ovviamente sportivamente parlando) pur essendo nativo della città della Coke.
I Falchi però delle 15 vittorie ottenute, ben 11 sono state casalinghe (11-15), squadra in grado di dar fastidio alla fantasmagorica Philips Arena che aveva anche una certa voglia di rivalsa.
Strano che la città di CokeTown di Dickens, menzionata nel libro Hard Times (Tempi Difficili) si vesta proprio di nero e di rosso, così come i colori sociali (incorniciati da un bel verde acido che tuttavia nel contesto darebbe l’idea di un liquame velenoso) dei Falchi:
“Era una città di mattoni rossi o, meglio, di mattoni che sarebbero stati rossi, se fumo e cenere lo avessero consentito.”…
“C’erano tante strade larghe, tutte uguali fra loro, e tante strade strette ancora più uguali fra loro; ci abitavano persone altrettanto uguali fra loro, che entravano e uscivano tutte alla stessa ora, facendo lo stesso scalpiccio sul selciato, per svolgere lo stesso lavoro; persone per le quali l’oggi era uguale all’ieri e al domani, e ogni anno era la replica di quello passato e di quello a venire.”
Giacché la situazione degli Hornets al momento è grigio fumo e piatta come a Coke Town, c’è da augurarsi che dalle parti di Charlotte si accenda una colorata fantasia per spazzare via questa triste vena di tristezza ampliata in serata dalla notizia del decesso di Rasual Butler, ex New Orleans Hornets dal 2005 al 2009.
La sua auto si è ribaltata finendo contro un muro a Studio City in California.
Con lui anche la moglie ha perso la vita.
Tremenda news, anche perché gli anni erano solamente 38.
Impossibile non ricordare le sue due clamorose triple a Sacramento e Miami grazie alle quali vincemmo due partite sembrate ormai perse.
Il grazie è per il campo, per il resto non ci sono parole per descrivere l’accaduto…
Un video che realizzai molto tempo fa su Butler…

 
Tornando alla partita gli Hornets hanno dominato grazie a una serata da 38 punti di Kemba, una tripla doppia di Batum (sì, proprio lui!) e la classica doppia doppia di un dominante Superman Howard.
Anche Graham ha disputato un buon match usufruendo di più minuti per l’assenza da infortunio di Marvin Williams.
I rimbalzi a favore degli Hornets (42-29) già da sé erano statistica sufficiente per vincer la gara comunque impreziosita dal 51,1% dal campo contro il 50,6% degli Hawks con le squadre abili a scaricare e a trovare qualche metro di spazio soventemente.
Tra le fila degli Hawks da segnalare i 25 di Bazemore e i 22 del Beli, raffreddatosi nel finale della sua gara.

Lo starting five degli Hawks. Quello degli Hornets si modificava leggermente con l’entrata in campo nel ruolo di PF di Kaminsky, glia ltri erano i soliti; Walker, Batum. Kidd-Gilchrist e Howard.

 
Buona partenza di un Howard con il dente avvelenato che si procurava i primi 4 pt.
Della partita con un gancetto in post basso sinistro (11:40) e un reverse layup (10:35) salutando l’ex Plumlee.
Dopo il 4-2 di Schroeder, MKG segnava dalla media destra sfruttando raddoppio e lettura ottimale di Dwight che apriva verso il compagno libero.
Ilyasova a 9:15 riceveva direttamente dal tabellone che deviava una mattonata proveniente da sinistra per infilare tre punti.
A 8:05 Miles Plumlee si arrangiava con il fallo per evitare la dunk di Howard che, fischiato, passava comunque con un 2/2 dalla lunetta per portarci sul 10-7.
A 8:05 Schröder segnava due punti dalla linea di fondo con l’arresto e tiro dopo esser scappato a Kemba sul primo passo, ma i Falchi a 7:40 incassavano un’azione da 4 pt. Di Batum che ricadendo incocciava su Bazemore; tre pt. Più tiro libero, ottima azione come la transizione che seguiva che vedeva protagonista ancora Batum, abile da destra ad aspettare l’infilata in corsa di MKG, abile ad arrivare sino in fondo.
16-9 a 7:21, time-out Hawks…
Bazemore entrava nei marcatori dopo la pausa ma a 6:58 anche Walker, aprendo il fuoco di tripla.
Un MKG on-fire riusciva a mettere anche il +10 (23-13) ma in un primo quarto ricco di punti, gli Hawks rispondevano con la dunk di Collins, un gancetto laterale di Howard su Dedmond era la risposta dal campo dopo due FT di Graham, a 2:40 Walker, completamente fuori equilibrio faceva ricadere il secondo meteorite dentro il secchiello degli Hawks che rispondevano con l’alley-oop che evidenziava le doti atletiche di Collins (assist Dedmond) e una tripla da San Giovanni in Persiceto del Beli a 1:26 per il 31-26.
Nel finale una finta su Lamb serviva a Belinelli per caricare e segnare altri due punti, dall’altra parte MCW in salto da sotto dopo una veloce drive dava fuori per la tripla quasi frontale di Lamb che rispondendo chiudeva il quarto sul 35-28.

Charlotte Hornets guard Treveon Graham (21) and Atlanta Hawks forward Taurean Prince (12) dive for a loose ball during the first half of an NBA basketball game Wednesday, Jan. 31, 2018, in Atlanta. (John Bazemore/Associated Press)

 
Marco ci metteva 15 secondi nel secondo quarto per procurarsi e realizzare due FT.
O’Bryant sulla linea di fondo destra batteva avversario e cronometro con un tiro che finiva al centro della retina.
Dorsey portava gli Hawks a ridosso di Charlotte con una tripla da appena subentrato (10:59), Frank era stoppato da Collins sul runner e O’Bryant non faceva in tempo a chiudere l’azione… fortunatamente su una transizione Kaminsky si faceva perdonare andando per la tripla (9:39) che riallontanava gli Hornets sul 40-33.
MCW usufruiva del blocco del Tank su Delaney per “cacciare” il pullup frontale mentre sull’altro fronte piovevano le triple di Muscala e Bazemore che spostavano il mega-tabellone sul 42-39.
Correva ai ripari Clifford chiamando un time-out propizio.
A 7:16 l’accelerazione di MCW sfociava in un passaggio breve sotto canestro per il Tank che schiacciava comodamente.
Sempre Carter-Williams proseguiva il suo brillante primo tempo con un passaggino no look corto a destra dove O’Bryant infilava nitidamente la bomba del 47-39.
Graham in transizione si produceva in un terzo tempo con finta e appoggio artistico, poi il gioco a due tra Kemba e lo stesso Graham, con il riavvicinamento di quest’ultimo e lo scarico del primo serviva alla nostra ala per esplodere un’altra tripla che anticipava il tiro corto di Howard raccolto dal passaggio in back door di Batum, bravo a correggere al volo per il 52-43 (3:55).
A 3:16, anche se fuori equilibrio Howard faceva centro dal cuore del pitturato, il francese seguiva come un avvoltoio nel deserto un leone, intuendo che ci sarebbe stato cibo per lui successivamente se il leone avesse lasciato qualcosa.
Così era…
Howard si arrangiava in mezzo all’area ma falliva il tiro, Batum correggeva in schiacciata mentre gli Hawks prendevano un doppio tecnico (coach Budenholzer e Bazemore), così, mentre un arbitro involontariamente si schiantava proprio sul coach dei Falchi, in maniera involontaria, Kemba ringraziava insaccando i 2 FT a 2:43 per un’azione da 4 punti che portava al 60-45.
Kemba mancava la prima tripla ma un rimbalzo di Howard e una successiva finta dall’angolo dello stesso playamker Hornets servivano al capitano per far commetter fallo a Collins.
Dubbio se da tre o da due il tiro con finta, gli arbitri propendevano per i tre, lasciando onestamente qualche dubbio.
Kemba ne metteva due su tre ma nel finale Belinelli centrava una tripla in transizione e se ne vedeva annullare un’altra nell’ultimo minuto perché gli arbitri chiamavano un fallo a Graham un decimo prima della motion sul tiro.
Solo due liberi, comunque infilati, poi nel finale a :26.4 la combinazione Walker/Howard portava all’alley-oop che fissava il punteggio del primo tempo sul 64-52.

Walker al tiro oltre il tedesco di colore Schroeder.
Foto: Jeremy Brevard-USA TODAY Sports

 
Si riprendeva pericolosamente; Atlanta tentava subito la rimonta partendo forte con una tripla di Muscala dopo 13 secondi.
Il Tank era fermato in stoppata oltre la linea di fondo dallo stesso Muscala a 1.7 dalla fine dei 24 secondi.
Rimessa e tiraccio da tre del Tank che non trovava che la lontana tabella…
A 10:42 ricevevamo un po’ di respiro da MKG che alla fine del suo percorso in corsa a ricciolo andava in corsa a elevarsi su Schröder grazie al mismatch.
Tornava però prepotentemente in partita Bazemore che in entrata era spinto da Howard senza che questi riuscisse a farlo sbagliare.
In aggiunta il libero realizzato, l’inframezzo di Kemba con la tripla del 69-58, poi ancora Bazemore in reverse e su un blocco di Muscala esplodendo la tripla era toccato da Graham che perdeva il controllo andando a sbattere sullo schermo del lungo.
Tre punti più libero addizionale per il 69-64…
Walker era fermato sotto ma raccoglieva Howard che andava per la schiacciata.
La semina era effettuata anche da Frank che andando dentro perdeva un pallone contrastato, la sfera schizzava sotto ad Howard che era fermato irregolarmente.
Ancora 2/2 dalla lunetta con gli Hornets a trovar spazio quando Frank mancava la tripla ma Batum in correzione per ben due volte da sotto faceva 77-70.
Un break di 6-0 per gli uomini di casa riportava a contatto i nostri avversari divisionali ma un passaggio per Batum sembrava portare il francese al solito catch’n shoot in girata, invece l’apertura intelligente sulla sinistra pescava Walker che con i piedi a terra non falliva l’open 3…
Ilyasova da sotto rispondeva ma gli Hornets riconoscevano il vantaggio sull’esterno dando a Graham che con spazio non sbagliava a 4:20 segnando altri tre punti pesanti (83-78). Schroeder in entrata era spostato da Batum e guadagnava due liberi dei quali riusciva a finalizzarne solamente uno, il secondo.
Usciva Bazemore, entrava Lamb, segnava Kemba che, grazie al lavoro di Graham riusciva a staccarsi da Belinelli per colpire.
Rispondeva subito il Beli da fuori dal corner sinistro, poi era Lamb ad aiutarsi con il ferro sul pullup che scavalcava Prince in marcatura stretta.
Si raffreddava il Beli mancando due triple (sfortunato sulla prima), dall’altra parte Kemba era in the zone e con il crossover killer lasciava Prince senza corona; spostamento a sinistra con l’ausilio dello schermo di Graham e tripla del 91-82.
Beli dalla lunetta, Walker in teardrop ci conducevano al finale di terzo quarto che vedeva Kemba realizzare la settima tripla in transizione per il 97-84 dopo 36 minuti.
Uno scoop dello stesso capitano apriva le marcature nell’ultimo quarto per il +15.
L’incognita era capire se il margine di vantaggio sarebbe bastato…
Gli Hawks iniziavano a raddoppiare Kemba che tuttavia faceva girar palla, su una second chance ne usciva un canestro di Lamb, prima che il capitano usasse lo stesso verbo per un problema alla gamba.
Kemba tornava sul parquet quasi immediatamente mentre a 7:02 Lamb realizzava un importante tripla dalla diagonale sinistra (105-92) con gli Hawks abili nel frattempo tornati al -10.
A 6:38 arrivava anche il massimo in carriera per quel che riguarda le triple realizzate dal capitano, l’ottava valeva il 108-94.
Una triangolazione con bound pass verticale di Howard per lo scatto di Kaminsky era chiusa dal 44 con due punti in schiacciata e un libero (realizzato) per una manata di Collins alle spalle.
Howard nel pitturato metteva dentro due punti girandosi con buona angolazione rispetto alla difesa di Muscala che veniva vaporizzato poco dopo quando una dunk di Howard in versione Superman lo vedeva ricoperto di fischi dai suoi ex fan.
Il canestro a 4:45 mandava il tabellone sul 115-96 (FT aggiuntivo mancato)… poco da dire sino alla fine se non una tripla aperta di Dedmond e l’esagerazione di Kemba, bravo a ricever palla da Howard e a alzarsi rapidamente per la nona tripla di serata, questa da fronte a canestro.
A :27 realizzava anche Monk da tre con la panchina profonda in campo a chiudere un match nel quale gli Hawks non hanno mai visto un minimo vantaggio.
123-110 il punteggio finale con le parole di Kemba che nel dopo partita diceva che gli Hornets non hanno scelta… devono spingere verso i playoffs…
 
Pagelle
 
Walker: 9
38 pt., 2 rimbalzi, 6 assist. 12/20 dal campo con ben 9 triple sulle 13 tentate. Record in carriera nella statistica delle triple infilate in una gara per il capitano. Eccezionale. In the zone, mano calda, perde solo un pallone e finisce con +24 di plus/minus. Rapido e coordinato, trova spazio grazie alle sue prodezze (vedi tripla fuori equilibrio nel primo tempo) e a qualche “lentezza” nella difesa dei Falchi.
 
Batum: 8,5
10 pt., 11 rimbalzi, 10 assist e 2 rubate con 4/9 dal campo in35 minuti. Ottava tripla doppia per il frelon (calabrone) francese che gioca come al gatto con il topo contro la difesa dei Falchi. Più che uno zoo, il transalpino esce dalla gabbia disputando una gara old time. Gli serve dar continuità a queste prestazioni. Particolarmente propositivo sotto canestro e brillante nello smistamento palloni, vedi assist volante sulla sinistra per Walker.
 
Kidd-Gilchrist: 7
10 pt., 3 rimbalzi, 1 assist, 1 rubata. Solita gara d’applicazione difensiva con diversi interventi a far sbagliare gli avversari. 5/7 dal campo, buona prova per MKG che inizia bene in attacco, poi passa la mano ai compagni.
 
Kaminsky: 6,5
11 pt., 3 rimbalzi, 2 assist, 1 rubata. 4/10 dal campo, buon tre punti in transizione ad allungare, poi un paio di giocate utili per i compagni. Fa il suo movimento da pianeta in una serata dove le stelle degli Hornets brillano.
Howard: 8
20 pt., 12 rimbalzi, 2 assist, 1 rubata. 8/13 dal campo. 4 turnover che come al solito sono conditi da qualche storia tesa sotto le plance ma nel complesso è una gara da dominatore con i centri d’Atlanta non in grado d’impensierirlo seriamente. “Odiato” da una parte del pubblico per qualche dichiarazione al vetriolo contro la sua ex squadra, posterizza Muscala nel finale come ciliegina sulla torta.
 
Lamb: 6,5
10 pt., 4 rimbalzi. Gioca 19 minuti e finisce con un 4/8 dal campo. Ottimo il canestro del +13 nel finale e la forzatura su Prince a dar respiro. Inizia con fatica sul Beli ma risponde da tre sul finire del primo quarto, facendo un passo indietro nel tempo…
 
Carter-Williams: 7
2 pt. 4 rimbalzi, 5 assist, 1 rubata. Chiude con un ¼ dal campo, con gli errori da fuori (0/3), dove dimostra di non avere mano. Nonostante ciò lo premio perché interpreta la partita al meglio nel ruolo di playmaker fornendo buoni assist. Al centro di smistamento di riserva serve questa versione più che tiri impossibili e giocate forzate.
 
Graham: 7
14 pt., 2 rimbalzi, 1 assist. Nonostante il -7 in plus/minus esegue una difesa migliore rispetto alle ultime uscite. Il minutaggio di 26 min. è alto e lui è bravo a trovare la mano per le realizzazioni che alla fine sono importanti. Cecchino comprimario da un buon pallone per la tripla di Kemba dopo aver attratto s di se gli sguardi in arresto con finta di tiro sul palleggio.
 
O’Bryant: 6
5 pt., 1 rimbalzo, 1 assist, 1 stoppata. Alterna cose buone ad altre molto meno. Infila tiri difficili e ne sbaglia di facili, prende uno sfondamento netto da Prince che perde il controllo del corpo in entrata, mentre in altre occasioni mostra la solita lentezza, però, nonostante il 2/8 dal campo, una sufficienza la merita.
 
Monk: s.v.
3 pt.. Entra nel garbage time per due minuti, sbaglia i primi due tiri da due, poi centra dalla destra la tripla.
 
Bacon: s.v.
0 pt.. Commette un fallo ma per il resto accompagna il cronometro alla fine del gioco.
 
Stone: s.v.
0pt., 1 assist. A parte l’assist, troppo poco il tempo a disposizione per giudicare.
 
Coach S. Clifford: 6,5
Superiamo nel numero degli assist gli Hawks. Capita raramente di vincer questa statistica ma la squadra è in buona serata, aiutata dalle percentuali dei suoi big e non solo. Fa scorrer palla quando serve, ma il banco di prova era semplice, ora attendiamo gli Indiana Pacers in casa, ci sarà da riconfermarsi per tornare a sperare nei playoffs. Un time-out al momento giusto. Tranquillo, non protesta eccessivamente, modi abbastanza pacati, sempre in controllo di sé stesso e del match.
Sopra, gli highlights del match, qui sotto quelli di Kemba.

 

Game 49: Charlotte Hornets @ Indiana Pacers 96-105

 
Sperso nella nebbia mi recavo in un noto store che vende prodotti tecnologici.
Il mio PC lo scorso pomeriggio ha deciso d’abbandonarmi e ve ne era bisogno d’uno nuovo.
Sperando di recuperare i dati riflettevo sul lungo tempo passato insieme (credo circa 7 anni), ormai “sorpassato” diranno molti.
Fatico a gettare gli oggetti che mi hanno accompagnato, anche se sono “oggetti”.
Un’altra di quelle cose, forse obsolete che virtualmente mi hanno accompagnato è stato quel peso con alle estremità due macigni che in Superfantozzi saltava fuori in diverse ere come tormentone.
Dalla preistoria al futuro…
In generale, Fantozzi, film di satira sociale sugli usi e costumi degli italiani, seppur localizzato nel trentennio che ha visto terminare il novecento, è ancora oggi attualissimo. Tragicomico, un po’ come la stagione di Charlotte che vince a OKC a GSW ma poi perde contro CHI, DAL e MIA (per citarne alcune) in maniera scioccante…
Protagonisti nel bene e nel male, una squadra operaia con poco contenuto sul fondo del barile da raschiare…
Per cambiare un po’, oggi proporrò delle pagelle in abbinamento con un personaggio della saga fantozziana.
La squadra anche oggi ha mostrato la sua inconsistenza nei finali, per ben sedici volte la partita è tornata in parità ma nel momento decisivo, come al solito, gli avversari hanno prevalso, questa volta allungando direttamente, sfruttando le ultime battute della panchina che non offre adeguata copertura nel pitturato.
Indiana ha chiuso con 25 punti di Oladipo (11/15 FG), 22 di Turner (partende dalla panchina) e 16 di Young chiudendo con un complessivo 54,2% al tiro contro il 44,6% degli Hornets che mostrano una difesa sgretolarsi rispetto a un tempo.
18-28 gli assist e un 13/20 dalla lunetta per Charlotte contro il 9/11 dei Battistrada.

La formazione dei Pacers. Quella degli Hornets era sempre la stessa:
Walker, Batum, Kidd-Gilchrist, M. Williams e Howard.

 
Charlotte con Howard guadagnava la palla a due ma Batum tirava senza parabola sul bordo esterno del primo ferro, dall’altra parte Collison era molto preciso infilando il jumper dello 0-2 da poco oltre lo spigolo destro dell’area.
Per pareggiare Charlotte aveva bisogno di una forzatura di Williams ai 24; il suo floater dall’altezza della lunetta finiva dentro.
Oladipo batteva MKG al tiro ma Batum usciva dai blocchi sulla sinistra per sparare un catch n’shoot da tre punti che gli arbitri valutavano erroneamente i punti da assegnare.
Due anziché tre, successivamente corretti.
A 9:54 un corto extra pass di Williams per Howard mandava il centrone alla schiacciata indisturbata, poi Collison correva più veloce del collisore di particelle svizzero segnando 4 punti che ribaltavano il vantaggio (7-8).
Howard a 7:49 segnava andando a forzare in corsa di fisico su Sabonis per chiudere in reverse layup e iniziare un saliscendi nel punteggio che vedeva Walker a 4:44 segnare in entrata su Sabonis chiudendo in scoop per il 13-12.
Incassato il 13-14, Kemba iniziava a farsi vedere; step back e tiro dalla media destra per il 15-14 rafforzato dopo un’azione confusa con rimbalzo lungo di Lamb, palla a Kemba e assist sotto per un Batum liberissimo abile a schiacciare.
Entrava M. Turner per i Pacers impattando al primo tiro infilato di tripla, così mostrando d’essere uno dei lunghi con i polpastrelli più sensibili della NBA.
Batum in fade-away sulla baseline destra realizzava ma i Pacers rimanevano attaccati sino alla fine del quarto pareggiando a quota 21 con il rookie Leaf dalla lunetta (fallo di O’Bryant in aiuto a :18.2 dalla sirena).

INDIANAPOLIS, IN – JANUARY 29: Victor Oladipo #4 of the Indiana Pacers goes to the basket against the Charlotte Hornets on January 29, 2018 at Bankers Life Fieldhouse in Indianapolis, Indiana. NOTE TO USER: User expressly acknowledges and agrees that, by downloading and/or using this photograph, user is consenting to the terms and conditions of the Getty Images License Agreement. Mandatory Copyright Notice: Copyright 2018 NBAE (Photo by Ron Hoskins/NBAE via Getty Images)

 
Iniziava il secondo quarto e O’Bryant si faceva perdonare con la tripla in transizione dopo 19 secondi.
MCW perdeva palla lasciando a Stephenson tutto il campo per ridurre sul -1 lo svantaggio dei suoi, la redenzione per il play di riserva arrivava in corsa, uno contro uno che quasi lo faceva deragliare, mano a terra e ripresa della rapida corsa sino al cuore dell’area dove andando a sbattere su Turner riusciva a segnare appoggiando al vetro assorbendo il contatto.
Ancora Turner da tre rimaneva perfetto, poi MCW con due liberi portava gli Hornets sul 30-28 ma i Pacers passavano avanti su un’azione confusa, Stephenson recuperava con destrezza a metà campo evitando MCW, avanzata in stile carnevalesco e passaggio sotto per Leaf da dove non era possibile sbagliare.
Errava invece Graham a 9:42 dalla lunetta.
Lo 0/2 era propizio per il sorpasso Pacers che con turner e l’elbow jumper frontale si portavano avanti prima di esser recuperati da Lamb che intercettava una palla conducendo il coast to coast fino alla schiacciata.
Hornets attardati dopo due FT di Turner ma bravi a tornare in parità con altrettanti liberi di Howard.
Oladipo segnava innescandosi dopo un primo quarto anonimo, dall’altra parte però Howard chiudeva con un meraviglioso reverse alley-oop dopo esser scappato con uno spin rapido e scattante a Sabonis.
Nemmeno il tempo di gioire e Oladipo segnava il 38-40 per poi aumentare il suo bottino di altri due punti.
Walker sprigionava la tripla del -1 e una giocata a 2 con avvicinamento di Howard a canestro vedeva MKG ritrovare il compagno con un’alzata che consentiva a Dwight di schiacciate per l’ennesima volta e trovare il sorpasso (43-42).
Oladipo dalla linea non falliva ma Kemba andando sulla destra riceveva lo stagger; ribaltamento a sinistra dove da dietro l’arco Batum indisturbatamente era bravo a metter dentro da tre.
Una transizione con lancio per Young era utile ai locali per tornare alla parità con il layup, partita che rimaneva punto a punto, MKG a 1:23 in slalom andava a segnare appoggiando di destra al plexiglass e Batum su una drive and kick di Walker scaricava un’altra tripla vincente dall’angolo sinistro. Nel finale però Oladipo e Sabonis, con due punti a testa sorpassavano.
Walker era chiuso sotto canestro e Collison da tre sulla sirena andava lungo lasciando ai Pacers il +1 (51-52).

INDIANAPOLIS, IN – JANUARY 29: Dwight Howard #12 of the Charlotte Hornets goes to the basket against the Indiana Pacers on January 29, 2018 at Bankers Life Fieldhouse in Indianapolis, Indiana. NOTE TO USER: User expressly acknowledges and agrees that, by downloading and/or using this photograph, user is consenting to the terms and conditions of the Getty Images License Agreement. Mandatory Copyright Notice: Copyright 2018 NBAE (Photo by Ron Hoskins/NBAE via Getty Images)

 
Walker in difesa intercettava il primo tentativo d’Indiana (bound pass verticale) ma andava dall’altra parte a perder la sfera in palleggio, transizione e FT line jumper per Young e il +3 per i locali.
Dwight forzava contro il lungo spalle a canestro, Collison oscillava su di lui, ma il nostro centro dando fuori a Kemba appostato per la tripla aveva ragione.
Tre punti per il 54 pari prima che Oladipo non tornasse a dar fastidio segnando il 54-56 e offrendo a Sabonis la possibilità d’andare a segnar due punti con un passaggio in mezzo alle gambe.
Howard diceva no a Sabonis scontrandosi con lui, gli arbitri propendevano per il fallo (manata evidente ma anche braccio largo di Sabonis) che non portava però punti (0/2) ai Pacers. A 9:37 Howard era spinto, fallo non rilevato ma fortunatamente il nostro numero 12 segnava comunque il suo gancetto in allontanamento.
Oladipo a 9:26 realizzava e Clifford chiamava un time-out. Kemba in entrata ondeggiante appoggiava alto al vetro oltre Sabini (58-60) MKG in corsa al vetro pareggiava ma ancora Oladipo da tre punti infilava.
Bogdanovic da tre vedeva il suo tiro entrare e uscire mentre si continuava a sparar da fuori; finta e aggiustamento con spostamento laterale per Batum e il suo air-ball mentre dall’altra parte Turner era letale per portare i suoi sul +6 con un buzzer beater a 7:15.
Rispondeva Batum da fuori dietro lo schermo di Williams, Collison a 6:12 a mezzo lunetta spingeva la corsa dei Pacers sul +5 ma ancora Batum a 5:57 sorgeva inaspettatamente per infilare il 66-68.
A 5:29 un fallo sul tiro consentiva a Kemba di pareggiare a gioco fermo, la partita era ancora botta e risposta sino al 72 pari, poi Collison metteva dentro da tre dalla sinistra, Batum sbagliava uscendo dai blocchi e Turner sfruttava la rotazione degli Hornets che uscivano con Kemba per segnare comodamente in jumper.
Charlotte cambiava ali ma era Walker a 3:18 a procurarsi tre liberi (fallo di Collison sul tiro) che insaccava per il 75-77.
Charlotte resisteva nonostante un rim/glass di Turner (19 punti sino a quel momento) chiudendo con due punti sulla sirena di Lamb per il 78-81.
 
Lamb partiva all’attacco anche nell’ultimo quarto guadagnando due liberi che tuttavia inusualmente falliva così come Graham mancava la tripla, Charlotte si riprovava con Lamb da fuori ma otteneva lo stesso risultato, per fortuna il rimbalzo tornava indietro come un boomerang a Jeremy che recuperata palla si fiondava in avanti per cedere a O’Bryant che si arrangiava da sotto.
Graham da tre falliva ancora ma il rimbalzo era suo; azione simile alla precedente che vedeva però l’errore di Lamb in floater e il tip layup dello stesso Graham che non aveva smesso di seguir l’azione.
Il vantaggio degli Hornets durava finché Oladipo non andava a battere MKG sul classico tiro in salto, Lamb però aveva ancora l’ultima scintilla da offrire ai Calabroni che controsorpassavano con il suo appoggio a tabella.
Indy si sganciava con Sabonis; giocata da tre punti da sotto grazie al poco atletismo di O’Bryant, tripla di Kaminsky a vuoto, errore di O’Bryant da due e ancora Sabonis a 8:20 nel pitturato la faceva facile.
A 7:56 Kaminsky faceva una delle poche cose buone della sua gara; giro e tiro dalla linea di fondo destra ma a 7:28 su una mischia sotto canestro, il Frankenstein O’Bryant era lento a recuperar palla, la conquistava Stephenson che metteva dentro.
Non bastava Howard a cancellare Sabonis in stoppata se a 6:42 i Battistrada scendevano in transizione a metter dentro il +6.
A 5:59 con un piazzato di Sabonis i Pacers s’involavano in parabolica e a Charlotte non rimaneva che prendersi anche la tripla di Turner (ennesima) a 4:17 e veder mancare Williams un reverse layup da sotto prima d’infortunarsi.
Su una palla incerta Marvin era leggermente spinto da Young su Kemba (sulla prosecuzione Stephenson, giocatore mediocre che non ci mancherà, andava a schiacciare esaltandosi oltremodo), probabile una piccola distorsione alla caviglia sinistra anche se il nostro numero due era costretto ad abbandonare il campo a braccia.
Lamb segnava da due e Kemba sparava da tre oltre le braccia protese i due difensori.
A 1:51 però il 94-103 era punteggio troppo oneroso.
Finiva 96-105 per i padroni di casa.
 
Pagelle
 
Walker: 6,5
23 pt., 3 rimbalzi, 4 assist, 1 rubata. A parte i 3 turnover e la poca propensione all’assist, in 34 minuti di fai da te compie il suo dovere. Inizia male ma nel mezzo tiene in gara Charlotte. 7/15 (3/5 da tre) dal campo, 6/7 dalla linea (peccato per un FT mancato nel finale). Esagera un po’ con le entrate. Rag. Ugo Fantozzi. Non meriterebbe questo destino essendo il protagonista ma le condizioni esterne lo attanagliano.
 
Batum: 6,5
22 pt., 4 rimbalzi, 2 assist, 1 stoppata. 13 pt. nel primo tempo con un 8/17 finale al tiro. Gran partita da tre del francese che rialza le sue percentuali da fuori con 5/10 dal campo, le quali alimentano gli Hornets per un po’ prima che tornino nelle nebbie infernali dei soliti finali. Lo zio Lazzaro in Superfantozzi. Sembrava morto ma si è rialzato e ha camminato…
 
Kidd-Gilchrist: 5,5
6 pt., 4 rimbalzi, 1 assist, 1 rubata. Gioca 23 minuti. Mette quasi tutti i suoi pochi tiri ma dietro fa fatica a contenere Oladipo tra Hand-off, schermi e possibili pick and roll. Inizia benino, poi non ce la fa, come i compagni. Da lui ci si aspetta qualcosa in più. Ragionier Fonelli. Sembra ormai troppo anziano per l’atletismo NBA, ed era il suo forte.
 
M. Williams: 5
2 pt., 2 rimbalzi, 3 assist. 1/6 dal campo. 0/3 da fuori. Altra serata che lo allontanerà dalle vette della classifica NBA nel tiro da tre punti. Forse l’infortunio alla caviglia sinistra o allontanerà per un po’ anche dai campi. Beffato in un finale che non aveva più nulla da chiedere, se non mette i tiri Charlotte ha molte minori possibilità di vincere. Gli altri team colpiscono meglio sugli scarichi, noi troppo spesso ci mangiamo queste occasioni. Lo sparatutto esterno ha fatto cilecca. Quando gioca queste partite sembra aver la proverbiale vista della spalla Filini.
 
Howard: 7
22 pt., 11 rimbalzi, 2 assist, 1 stoppata. 9/15 dal campo, 4/5 ai liberi, tre i turnover, uno su un autoscontro con Sabonis nel finale nel quale Howard abbatte anche una porta dietro il figlio d’arte. Un peccato veder Howard giocare il suo miglior basket degli ultimi anni e osservarlo sconsolato a fine match. Gioca un ottimo primo tempo (18 pt.), nel secondo fa più fatica ma entra comunque in doppia doppia e da presenza stoppando Sabonis, influenzando anche alcuni tiri degli avversari. Franchino. Un bestione mastodontico che sembra grezzo ma poi si scopre avere un cuore raffinato. Chiusure in reverse layup, alley-oop e mano calda dalla linea…
 
Lamb: 6
8 pt., 6 rimbalzi, 2 assist, 1 rubata. 4/9 al tiro in 23 minuti. 0/3 da fuori, qualche buona iniziativa ma sta scendendo nelle realizzazioni. Gioca solo 23 minuti e le percentuali non sono malvage ma è più sottotono rispetto a qualche tempo addietro. Sufficienza risicata. Maestro Canello. Porta indietro l’orologio, speriamo non di troppo o ci ritroveremo con un fantasma per il resto della stagione.
 
Kaminsky: 4,5
2 pt., 1 rimbalzo, 2 assist. L’air-ball a :52.1 chiude la “splendida” serata. 22 minuti di quasi nulla chiusi con un 1/7 dal campo. 0/3 da fuori e tiri presi fuori equilibrio da due. Zero convinzione. Loris Batacchi, capoufficio pacchi, alias Andrea Roncato. Seduce in alcune partite ma poi si rivela essere rozzo e probabilmente millantatore nonostante avrebbe quasi tutto per far bene. Un pacco…
 
Graham: 5,5
2 pt., 2 rimbalzi, 1 assist, 2 rubate. Chiude con un 1/3 al tiro frutto di un tap-in e due errori da fuori. Gioca dieci minuti e trova due rubate, però non mi piace tantissimo in difesa. Si fa tagliar fuori nel primo tempo in occasione di un canestro subito e personalmente mi da l’impressione d’esser divenuto meno grintoso, sicuramente meno performante rispetto a quando aveva dichiarato che sarebbe restato nella NBA, ma forse come portasciugamani… Geometra Calboni. Millantatore di prestazioni straordinarie.
 
Carter-Williams: 5
4 pt., 3 rimbalzi, 1 assist. ¼ al tiro con tre errori da fuori.18 minuti giocando un po’ con Kemba ma l’esperimento non funziona e con lui si prende un plus/minus di -8 non indifferente. Qualche problema l’ha. Guidobaldo Maria Ricciardelli. L’intellettuale che costringe i sottoposti a vedere la celeberrima Corazzata Potëmkin (in realtà non dura tanto e non è così terribile, anzi, è interessante di questi tempi… pur essendo un film di propaganda quello di Ėjzenštejn). Analizza tutto fuorché sé stesso. Continua a sparare da tre insensatamente. Cannonate a vuoto.
 
O’Bryant: 5
5 pt., 4 rimbalzi. Gioca solo 10 minuti ma slo perché Zeller è ancora fuori sfortunatamente. Sembrerebbe buono il suo tabellino se non fosse che sulla fuga dei Pacers è colpevole. Lascia una macchia indelebile difensivamente parlando non riuscendo su tre azioni a fermare gli avversari. 2/3 al tiro e -3 di plus/minus. Cecco, alias Abatantuono. “Orrendo butterato con il culo molto basso” (che lo inchioda sul parquet aggiungerei). “Pe’ i conti, mio zio Antunello” (con relativo fischio) sembra dire a Clifford…
 
Coach S. Clifford: 5,5
Difficile commentare. Poco gioco di squadra. Molto bene all’inizio quando si riconosce che Howard possa far sfracelli nel pitturato ma la squadra è povera di talento. Frank sbaglia troppo, Williams uguale, Graham idem… Che si giochi un bonus sul mercato perché andare avanti così non ha senso. Prof. Birkermaier. Chiede grande forza di volontà alla squadra mentre mangia polpette di “Pafaria”. Sfortunatamente l’impasto della squadra è indigesto.