Game 2: Charlotte Hornets Vs Atlanta Hawks 109-91

 
Sembrava un brutto sogno, un’altra di quelle bolle di sapone pronte a esplodere nel nulla (il Buddha ne metaforizzava così la visione impermanente dell’universo) la stagione di Charlotte, quando dopo la sconfitta a Detroit sul 20-40 per gli Hawks, a Charlotte, la squadra non mostrava né gioco, né segni di risveglio…
Una squadra di zombie con poche eccezioni, una panchina preoccupante a disattendere le aspettative di una stagione migliore rispetto alla passata…
Nel cuore del secondo quarto però Charlotte si rianimava mostrando la bellezza del basket, riorganizzandosi con il rientro dei titolari rientrava in partita per poi compiere il capolavoro (parziale di 22-0) nel terzo quarto e vincer la partita mostrando, anche se non sempre ben collegata, l’asse portante del team; Kemba/Dwight.
I turnover sono stati ancor peggiori della partita precedente (21), questo rimane un dato preoccupante per quella che era la miglior squadra insieme a Dallas in questa statistica. Sono stati però i 57 rimbalzi a 38, oltre il 43% dal campo contro il 37,9% di Atlanta, oltre al maggior numero di liberi avuti a disposizione, a condurre Charlotte alla vittoria.
Forse Atlanta ha pagato anche qualche fischio oltremodo sfavorevole ma non decisivo e ha peccato soprattutto d’inesperienza (Collins su tutti), pagando la fisicità di Howard e la mobilità di Kemba.
 
Atlanta si presentava a Charlotte forte della vittoria ottenuta sul campo dei Dallas Mavericks con un ventello di marco Belinelli.
Budenholzer mandava in campo: Schröder, Bazemore, Prince, Ilyasova e Dedmon.
Schröder finirà con 25 punti, Prince con 15, buon contributo anche da Bazemore e Dedmon con 11 a testa.
Il Beli si fermerà a 4 rimbalzi e 5 pt..
Coach Clifford invece doveva fare a meno anche di Zeller a causa di una contusione ossea.
Notizia arrivata in giornata che allungava la lista degli infortunati illustri (MCW, MKG e Batum, per citarne uno senza codice fiscale).
I prescelti da Clifford erano quindi; Walker, Lamb, M. Williams, Bacon e Howard.

Jeremy Lamb contro Taurean Prince 2017 NBAE (Photo by Kent Smith/NBAE via Getty Images)

 
Lamb buttandosi dentro appoggiava di destra nel traffico segnando subito il 2-0 ma Schröder pareggiava altrettanto velocemente con un pullup centrale dal mid range.
In una guerra tra centri Dedmond mostrava la capacità di colpire da distanze improbe per i centri classici; suo il 2-4 dalla sinistra ai bordi interni della tripla era contrastato da due punti di Howard nel pitturato, ma ancora l’ex Magic trovava dalla parte opposta ben tre punti portando il tabellone sul 4-7.
Charlotte iniziava a denotare ancora il problema dei palloni persi, la prima sfera lasciata sul campo era di Kemba, la folata offensiva di Bazemore che schiacciava sul ferro, ma la palla s’impennava e ricadeva sfortunatamente per noi, perfettamente dentro la retina.
Walker si faceva perdonare colpendo da tre un paio di volte volgendo il punteggio (10-9) a favore di Charlotte a 7:33, inoltre da una drive del nostro capitano scaturiva un’azione dinamica che portava Howard a realizzare il 12-9.
L’ex Belinelli appena entrato, faceva centro al secondo tentativo frazionando però con due liberi dalla lunetta i suoi due punti, inoltre Atlanta iniziava ad approfittare dei vari turnover che gli uomini di Clifford concedevano per portarsi sul 12-17 prima che una dunk aggressiva a una mano di Howard a 4:42 ricucisse un po’ lo strappo (14-17).
Un lob corto di Kaminsky verso Howard e una schiacciata annullata a Dwight aprivano il campo ai Falchi che sfruttavano la graduale scomparsa dal campo degli Hornets nonostante O’Bryant a 3:12 andasse subito a segno realizzando il 16-19.
Delaney partendo da lontano costringeva Graham ad arretrare fin sotto il ferro dove non riusciva a opporsi all’appoggio che valeva il 16-26, poi, dopo due FT infilati da Frank, Collins da sotto in cambio mano chiudeva i primi 12 minuti sul punteggio di 18-28.
 
Il distacco di dieci punti sembrava già abissale considerando l’avversario ma era destinato a raddoppiare nel volgere di pochi minuti, infatti, prima Babbitt centrava da tre punti il canestro degli Hornets, poi era Schröder a cecchinare contro Kaminsky fissando un 20-40 irreale…
A quel punto la panchina si riprendeva un po’; segni di risveglio arrivavano da Kaminsky, il quale nel traffico del pitturato mandava alta la sfera a schiantarsi contro il plexiglass prima di ricadere nel cesto.
Walker aiutava infilando la terza bomba (su tre tentativi), poi toccava ancora a Kaminsky dopo uno spin, inventarsi un tiro acrobatico di sinistro subendo fallo.
Canestro e libero realizzato, parziale di 8-0, 28-40. Kaminsky a 5:33 infilando una tripla accorciava sul -11 (33-44), ma a 4:41 era facile per un dimenticato Belinelli ricacciare indietro lo sciame ronzante (35-47).
Gli Hornets inventavano due azioni personali; la prima di Howard che da sinistra entrava in area battendo il diretto avversario con un gancio forzato, la seconda con Graham che dalla linea di fondo destra trovava Belinelli in chiusura, spin all’interno, avvicinamento e appoggio al vetro che unito al 2/2 di Kaminsky portavano Charlotte sul 41-49 a 2:28 dall’intervallo.
A ritardare i piani di rientro degli uomini di Clifford era Muscala con una tripla dal corner destro, Lamb con una strong drive slalomeggiava sulla sinistra per andare ad appoggiare nella fluttuante incertezza che si trasformava in due punti grazie alla bravura del nostro numero 3.
I tre secondi fischiati ad Atlanta salvavano Charlotte da una tripla errata di Kaminsky; Walker a 1:38 realizzava il tecnico, Frank aggiungeva successivamente un 2/2 a 1:37 (46-53) ma su un’uscita di Kaminsky per andare a bloccare una tripla, Williams e gli altri risultavano passivi sul tap-in colpo di reni di Muscala che bocciava la difesa di Charlotte. Dopo uno sfondamento di Collins su Kemba e una tripla di Kaminsky, gli arbitri sanzionavano un leggero contatto ai danni di Collins che a quattro decimi dalla pausa lunga splittando, mandava negli spogliatoi le squadre sul 49-56.

Frank Kaminsky in entrata su Mike Muscala
(Photo by Streeter Lecka/Getty Images)

La ripresa non iniziava bene perché una spinta troppo energica in attacco di Howard costava il quarto fallo al nostro centro che comunque rimaneva sul parquet e stoppava immediatamente d’avambraccio una conclusione di Schröder poi Bazemore infilava dalla destra tre punti contro Bacon che rispondeva con la stessa arma dal punto opposto, Schröder realizzava un teardrop, Lamb replicava con due floater portando Charlotte sul 56-61.
Howard riduceva il gap mettendo un appoggio ravvicinato con Ilyasova a provare a opporsi e a prender uno sfondamento.
Anche Ilyasova raggiungeva il quarto fallo e Howard di lì a poco avrebbe iniziato a maramaldeggiare sotto le plance…
Probabilmente gli arbitri valutavano i talloni d’Ilyasova sul semicerchio assegnando il canestro.
La partita intensificava i ritmi; Prince da tre, Lamb non era fortunato nell’appoggio in entrata ma la torre Howard guadagnava due liberi (Bazemore foul) convertendoli in punti (60-64), Marvin salvava stoppando Muscala in ottimo stile ma Schröder contro Howard alzava velocemente il pullup del +6 che diventava +9 dopo un giro palla che portava Kemba su Prince.
Sul riallungo dei Falchi succedeva l’impossibile:
Charlotte faticava splittando un paio di volte dalla lunetta (1/2 di Kemba e di Howard) portandosi sul 62-69 a 5:15, poi arrivava la svolta con due schiacciate di Howard appese; la prima a 4:49, la seconda a 4:20 grazie a un passaggio schiacciato di Kemba che lo pescava tutto solo.
Il tentativo di recupero con tocco di Prince dava un punto supplementare a Charlotte ormai giunta a -2.
Il sorpasso era nell’aria e maturava a 3:53, quando Bacon dalla destra infilava la tripla del 70-69.
Charlotte non si fermava più; il cambio passo di Kemba era reale, non solo metaforico e portava ad altri due punti, ancora Walker era buttato giù su un tentativo di tripla (fallita), guadagnando tre liberi corrispondenti a tre punti, poi Frank insisteva da destra dopo la finta di partenza da lontano, trovava il modo d’avvicinarsi e battere il proprio difensore.
Monk partecipava a 1:14 alla festa colpendo da tre e Kemba con due liberi chiudeva il parziale di 22-0 che lui stesso aveva iniziato dallo stesso punto.
A 45.8 Charlotte si trovava incredibilmente sull’84-69… Un’entrata con appoggio destro di Schröder interrompeva l’incantesimo ma il parziale di 35-17 e il finale di quarto sull’84-73 lasciava buone speranze a Charlotte.
 
La squadra di Clifford nell’ultimo quarto controllava.
Da segnalare a 11:25 una bella entrata di Frank controllando in palleggio un passaggio troppo basso di O’Bryant più canestro finale da pressato, un rimbalzo offensivo che in più tempi ancora O’Bryant strappava agli avversari sebbene Lamb perdesse la maniglia e si salvasse con un fallo che renderà inerte il contropiede di Bazemore, un salvataggio di Graham prima che la palla esca sul fondo (lato Hawks) che innescava un’azione nella quale Kemba sarà ancora protagonista di una tripla scagliata con ottimo ritmo per il 90-79 e O’Bryant in tap-in su un tiro mancato da Lamb.
A parte, nel novero delle grandi azioni, è la transizione di Walker che arrivato nella zona tra il pitturato e la linea dei tre punti frenava improvvisamente mandando in fumo il tentativo di Babbitt di fermarlo, la decelerazione e la nuova improvvisa accelerazione segnavano il cambio passo fatale per il lungo che era costretto a veder veleggiare Walker in allungo di destra e sentir esplodere lo Spectrum Center per la prodezza del capitano che subiva anche fallo.
Libero a segno, 95-79, finale tranquillo con Howard a baciare la testa di un arbitro al quinto fallo.
 
109-91, risultato che da a Charlotte il .500 in classifica e un po’ di convinzione in più per il futuro.
 
Pagelle
 
Walker: 8
26 punti, 9 assist, +35 nel +/-… Si attiva anche per la squadra, da alcune penetrazioni sotto canestro con scarico volante o cambio sul lato più debole nascono delle occasioni talvolta coronate da triple, il numero di assist è superiore alla sua media, i punti anche, all’inizio indovina tutte le triple, quelle che contano. Prende anche uno sfondamento difensivo, iniziando a posizionarsi con destrezza davanti alla restricted area. 4 i turnover, ampiamente compensati. Un fattore, ma già si sapeva.
 
Lamb: 7
Bella partita di Jeremy che chiude con 15 punti e 5 rimbalzi. Un paio di turnover banali… Comunque sia le sue iniziative dettate dalla velocità e chiuse da un buon tocco in appoggio o da un floater, servono alla squadra per migliorare un attacco altrimenti troppo statico. Quando non segna, Howard e O’Bryant fanno il resto. Male da fuori con uno 0/5 ma è emblematica nel finale una conclusione da fuori recuperata dallo stesso Jeremy e convertita in due punti.
 
M. Williams: 4
3 rimbalzi e un assist più una bella stoppata, atletica su Muscala, anche se non riesce a mantenere in campo la sfera. Gioca solo 15 minuti, per fortuna… Ha un plus/minus di soli due punti positivi, l’impegno ci sarà anche, posizionamenti ed efficacia non molto. Chiude con 0 punti, 0/6 al tiro complice uno 0/4 da fuori, compresi degli open… In sfiducia. Dispiace dirlo ma, oltre uomo spogliatoio, al momento non pare esser altro.
 
Bacon: 6,5
6 punti in 19 minuti. 11 rimbalzi, 1 rubata. Non mi piace sempre in difesa, vedi la tripla lasciata a Bazemore per il sessantanovesimo punto, però cattura ben 11 rimbalzi alla seconda da titolare e infila con freddezza la bomba del sorpasso.
 
Howard: 8,5
20 punti (8/12), 15 rimbalzi. Seconda doppia doppia di Dwight su due tentativi, stoppata a parte e palle perse (6, qui deve migliorare nel difender palla), oltre ai 5 falli è decisivo. Duella con Ilyasova non cavandosela male, ma quando esce l’ex esperto Sixers dilaga grazie all’ingenuità e alla minor possenza dei player di Atlanta. Il limite è l’umore. Va in difficoltà a gioco fermo se la squadra è sotto, ma rimane un punto fermo. Nel finale bacia in testa un arbitro, è anche un simpaticone volendo e potrebbe diventare presto un beniamino del pubblico, pronto a trascinarlo.
 
Monk: 5
6 punti (2/7), 3 rimbalzi. Un paio di triple ma anche tre perse, due davvero da rookie di qualità infima. Migliora un po’ rispetto alla precedente ma è travolto con la panchina, prendendo un -13 finale di plus/minus.
 
Kaminsky: 7
21 pt. (7/14), 6 rimbalzi, 3 assist. Il Frank che Clifford dovrebbe chiedere. Gioca non solo a colpire da fuori (2/5), ma trova spazio nella difesa di Atlanta per circensi o solide incursioni che spesso vanno a buon fine. Non mi dispiace nemmeno in difesa.
 
O’Bryant: 5,5
6 pt. e 6 rimbalzi, 1 assist, 1 stoppata. Ha il peggior plus/minus della serata con -18 e, in effetti, tra primo e secondo quarto alterna cose buone all’impotenza difensiva chiudendo in attacco con un 2/6. Qualcosa di buono lo combina. Clifford gli chiede d’esser pronto poiché Zeller è out, lui è quasi pronto ma deve migliorare…
 
Stone: 5,5
2 rimbalzi e un assist in 5 minuti. Una persa e 0/1 al tiro da fuori. Gioca solo 5 minuti. Non ha grandissime colpe se non quella di non riuscire a dare ritmo alla squadra. Clifford è costretto a far giocare di più Kemba e a tentare la carta Monk (non una gran soluzione da PG per ora).
 
Graham: 6,5
9 pt. (3/6), 2 rimbalzi, soprattutto nessun turnover in 24 minuti. In difesa luci e ombre, in attacco arriva quasi in doppia cifra in maniera variegata. Bello il canestro ruotando su Belinelli.
 
Coach S. Clifford: 6
Fortunato la squadra abbia un paio di fiammate decisive, ma altri team non concederanno il rientro. Deve assolutamente rivedere gli accoppiamenti in certe situazioni. Non credo siano solo dettati dall’accettare il cambio sul blocco dal pick and roll ma da incertezze dei singoli che avvengono in varie situazioni e a volte paghiamo a caro prezzo. Per il resto bene la serata, si è visto un po’ più di gioco di squadra, sebbene spesso i singoli si siano arrangiati da soli.

Game 1: Charlotte Hornets @ Detroit Pistons 90-102

Conoscete Tiche?
Tiche (la fortuna) è la figlia di Zeus che diede a essa il potere di decidere la sorte dei mortali.
Sfortunatamente ad alcuni di essi concede tutti i doni custoditi nella cornucopia e ad altri non lascia nulla.
Questo perché Tiche è irresponsabile, così corre qua e là facendo rimbalzare una palla (metafora del basket) per dimostrare che la sorte è incerta.
In realtà questa sera pare che la palla sia finita in testa agli Hornets e basta, la fortuna c’entra poco.
I Pistons hanno giocato meglio chiudendo sostanzialmente il match dopo due quarti, forse galvanizzati dal loro nuovo luogo di culto:
La Little Caesars Arena di Detroit (in città, non più ad Auburn Hill) la quale faceva il proprio debutto stasera.
Per onorarla per l’occasione si trovavano in loco il Commissioner Adam Silver oltre che il rapper Eminem che dava il via alle danze con il suo “Let’s Go Pistons”.
Forse troppo pretenzioso sperar di vincere e rovinare la festa a Detroit, oltretutto nelle fila di Charlotte si contavano alcune pesanti assenze come quelle di MKG e MCW, mentre Graham e Stone, in dubbio, recuperavano.
 
Charlotte schierava il seguente quintetto; Walker, Lamb, Bacon (il rookie all’esordio), M. Williams e Howard.
Detroit rispondeva con; R. Jackson, A. Bradley, T. Harris, St. Johnson e Drummond.

Howard contro Drummond.
Qui Drummond toglie la palla regolarmente a Dwight ma dopo un tocco irregolare sulla partenza di Dwight. Gli arbitri fischieranno tardivamente tra la disapprovazione del pubblico.

 

La Partita

 

 

Howard in due tempi portava a casa il primo pallone utile dell’annata ma Kemba con l’arresto e tiro dallo spigolo destro colpiva solamente il ferro, così dopo un attacco a vuoto di Detroit, anche Howard falliva da sotto lasciando spazio alla controreplica dei Pistons, i quali con Bradley portavano a casa i primi due punti pur senza far attraversare alla palla la retina, grazie a un goaltending di Dwight.
Gli Hornets accorciavano a 10:38 con due liberi dei quali solo il secondo andava a segno mentre sul fronte difensivo si ripeteva la scena appena vista con esiti inversi; l’arcobaleno di Bradley era spezzato da Howard in stoppata e Charlotte ne approfittava per portarsi avanti con Kemba che penetrava al centro, scaricava a destra, dove l’open di Bacon incontrava la retina per il 4-2.
Dopo il 4-6 c’era il tempo per il primo canestro ufficiale di Howard in maglia teal,

quello del pareggio, Detroit però correva, allungando decisamente il punteggio, arrivando a 6:40 sull’8-16 con una tripla di uno scatenato Harris.
Charlotte rimaneva aggrappata grazie ai liberi che gli arbitri assegnavano per iniziative verso canestro dei nostri; sovente i Pistons si arrangiavano con dei contatti illegali che a 5:32 ad esempio riportavano Charlotte sul 14-18 (2/2 ai FT di Lamb) ma un’altra tripla di Tobias Harris, il quale chiuderà con 17 punti il primo quarto, tornava a far salire il punteggio dei padroni di casa.
Lamb in diagonale accentrandosi (partenza da sx) appoggiava al vetro il 18-21 e da destra il 22-25 in azioni simili, poi il neo entrato Stone con la tripla pareggiava a quota 25, tuttavia i Pistons chiudevano avanti il quarto 27-29.
 
Galloway (16 pt. finali) a inizio secondo quarto realizzava due floater mentre Monk iniziava male…
Stone scagliava un macigno da tre punti per il -3 ma dopo un’entrata di Ellenson (Zeller costretto al fallo) da una rubata a Monk, sempre Ellenson ricavava altri due punti che riconsegnavano il +8 (30-38) alla squadra di Van Gundy. L’allungo dei padroni di casa era facilitato anche da uno scarico errato di Monk che portava S. Johnson al contropiede sul quale Zeller spendeva un altro fallo ma non riuscendo a migliorare la situazione nel punteggio visti i liberi a segno.
Kemba riprovava con un 2/3 dalla lunetta (terzo fallo di Bradley che lasciava il parquet) e uno step back da sinistra contro Ellenson a riportare a galla i teal, riducendo a 8 punti a 5:40 dal riposo lo svantaggio ma dopo un doppio tecnico a Howard e Moreland per uno scambio d’”effusioni” non gradite dagli arbitri (sotto le plance di Detroit), Monk in uscita tentava di fermare Galloway che a 4:25 da tre punti realizzava subendo anche il tocco.
La giocata costava in totale 4 punti e consentiva a Van Gundy di veleggiare tranquillamente sul +14 (36-50).
Nel finale Howard sbagliava due liberi, Graham realizzava un open da tre, Johnson si faceva inchiodare da Howard a sinistra, Kemba segnava ancora… si finiva con una tripla del numero nove dei Pistoni e persa di Howard che ricacciava -13 i Calabroni, ma Lamb aveva l’ultima parola infilandosi perfettamente nel mezzo del pitturato alzando un floater perfetto che mandava i due team negli spogliatoi sul 45-56.

Reggie Jackson shoots over Kemba Walker nel primo tempo.
Oct. 18,2017, in Detroit. (AP Photo/Carlos Osorio)

 
Charlotte nella ripresa subiva il dribbling e il teardrop di Bradley (15 pt.) alle pendici destre dell’area (inutile il salto di Superman) ma a 11:11 si risvegliava Williams che colpiva da sinistra dalla lunga grazie a una rubata di Bacon sull’azione difensiva.
Era ancora Marvin a colpire da fuori cambiando lato e aiutato da Bacon che invece colpiva con la bomba frontale, portavano Charlotte sul -6 (54-60) ma da una palla vagante a 9:24 scaturiva il canestro di Harris (tutto solo) pescato nel corner destro da Jackson.
Charlotte aveva buone giocate offensive come l’hook di Howard in movimento, il canestro di Frank da fermo cadendo leggermente all’indietro o l’alzata da destra di Lamb contro l’aiuto di Drummond dopo la penetrazione dallo stesso lato mai Pistons continuavano a segnare con regolarità e a 3:55 arrivava anche il bonus per un’entrata di Bradley sulla quale in allungo Lamb concedeva con il contatto il libero supplementare poi realizzato.
Monk trovava i primi punti della sua carriera dall’angolo destro; una bomba da tre punti con l’uomo in opposizione per il 70-82.
 
Le distanze rimanevano, però, troppo elevate per Charlotte che a inizio ulrimo quarto subiva anche con la panchina; altri tre punti da Ellenson mitigati da una dunk di Zeller (10:05) a una mano su assist breve di Frank.
Cody in precedenza aveva gettato via un pallone in apertura, ripetendosi con una persa in palleggio in entrata, dopo aver tuttavia realizzato un piazzato long range (74-88) a 9:19.
Il capolavoro isolato in dribbling a 6:52 di Kemba contro tre difensori con l’appoggio finale valeva solo il 78-91, la sua tripla successiva il -10, ma una correzione di Drummond sopra il nostro ferro più un rapporto di 3 rubate a 14, nonostante un altro canestro di Zeller in area (83-93), non facevano presagire nulla di buono per il finale.
Un finale nel quale c’era poco da fare, anzi, arrivava a sigillo di una prestazione personale degna di nota, il sigillo di Tobias Harris (27 pt. finali) che aiutato dall’accenno di raddoppio di Williams trovava spazio per la tripla prima che il nostro numero 2 rientrasse perfettamente.
A 1:11 l’89-100 chiudeva i giochi.
 
Charlotte finiva per perdere prevalentemente a causa delle palle perse (15 contro le 8 dei Pistons grazie a un 4 a 14 nelle rubate…) e delle percentuali scadenti al tiro (39,7% contro il 42,7% avversario) mentre la lotta a rimbalzo è stata pari con 47 palloni catturati per squadra.
 
 
Pagelle
 
 
Walker: 6
 
24 pt. (6/13) più 6 rimbalzi e 4 assist, pari ai turnover. Kemba dalla lunetta fa 11/13, nell’ultimo quarto si accolla le responsabilità dell’attacco forzando e trovando più punti ma non trova l’intesa volante con Howard e troppo spesso fa da solo. Difesa sufficiente, bene nei primi minuti a livello di lucidità e assist quando ad esempio da un suo scarico nasce una tripla di Bacon. Le qualità non si discutono, solo, avere una squadra più reattiva, forse gioverebbe anche al buon Kemba nel cedere più volentieri la sfera.
 
 
Lamb: 6
 
15 pt. (4/10), 4 rimbalzi. Un paio di perse ma Lamb ci prova… Anche in difesa, sebbene sui pick and roll o alcune entrate paghi dazio. Il carattere c’è, le incursioni anche, dalla panchina sarebbe perfetto, purtroppo da titolare qualche limite difensivo si vede ma almeno c’è un altro scorer oltre a Kemba in campo.
 
 
Bacon: 5,5
 
8 pt., 2 rimbalzi e 2 assist in 20 minuti. Qualche buona conclusione ma anche delle ingenuità. Un apio di perse, posizionamenti timidi a volte, non si poteva pretendere di più. Le percentuali realizzative sono buone ma è coinvolto nella débâcle finendo con un -15 di plus/minus.
 
 
M. Williams: 4,5
 
Forse ingeneroso, ma spesso su Tobias Harris, il quale segna 17 punti nel primo quarto, c’è lui. Segna 7 punti svegliandosi a inizio ripresa con due bombe di fila, poi un ½ ai liberi, 2 soli rimbalzi in 26 minuti e un -10 di +/- eloquente. Poco reattivo. Dovrebbe esser l’ala titolare…
 
 
Howard: 6,5
 
Troppo nervoso in partita rischia l’espulsione per uno scambio d’opinioni con Moreland e una spinta proditoria un po’ oltre a Drummond con relativo battibecco (più da parte del centro dei Pistons). Con 10 pt., 15 rimbalzi e un paio di stoppate fa quello che gli si chiede, anche se gli Hornets affondano nel pitturato, non è solamente a causa sua, qualche rara volta morbido a rimbalzo; transizioni, jumper dal limite e floater imprendibili segnano la serata no di Charlotte.
 
 
Kaminnsky: 5
 
4 pt. e altrettanti rimbalzi, un paio d’assist. Non perde palloni in 20 minuti ma il suo 1/9 al tiro con lo 0/5 da fuori per Charlotte è drammatico. Non gli si può rimproverare la difesa, dove in qualche occasione deve guardarsi più intorno (vedi i tre di Ellenson a inizio ultimo quarto con Frank ai bordi del pitturato a seguire gli inserimenti) ma deve migliorare assolutamente nelle percentuali.
 
Monk: 4,5
 
3 punti frutto di una bomba nel secondo tempo e le conclusioni sono identiche a quelle di Kaminsky. Un assist e 3 palle perse sanguinose che costano caro. Dalla personalità all’esagerazione in un lampo. Gioca 21 minuti prendendosi un tiro ogni tre, va bene per un tiratore ma deve essere meno irrazionale. Anche un air-ball da fuori nel computo. E’ la prima e anche se sembra un giocatore abbastanza pronto, ha ancora diversa strada da fare. Alla prossima non potrà altro che migliorare.
 
 
Zeller: 5,5
 
Cody inizia male, anche per lui ci sono da segnalare un paio di perse che malamente finiscono nelle mani dei Pistons. Difesa non troppo efficace nonostante i 9 rimbalzi e una stoppata, in attacco finisce con 8 punti.
 
 
Stone: 6
 
L’ex Venezia non smista magari sempre palle clamorose, anche se ad esempio libera Monk tutto solo che da tre fallisce una conclusione, ma ha il merito di realizzare due triple perdendo un solo pallone in 12 minuti nei quali Kemba rifiata. Per essere il terzo play va bene, aggressivo non molla facilmente, facendo sbagliare l’avversario in alcune circostanze, aggiunge 2 bombe (2/3 la terza è fallita sulla sirena al volo dopo aver rubato un pallone) e vista l’indisponibilità di MCW, almeno a medio periodo, se giocasse come oggi sarebbe una garanzia.
 
 
Graham: 6
 
5 punti, 2 rimbalzi, 3 assist in 17 minuti. Nel +/- l’unico positivo con un +8 e non è solo un caso. Buon difensore, potrebbe essere il sostituto naturale di MKG senza snaturare troppo la formazione iniziale. Clifford ci pensi, anche perché Treveon ha anche la possibilità di colpire da fuori al contrario del nostro numero 14 mentre è più esperto di Bacon.
 
 
Coach S. Clifford: 5,5
 
Un’altra L contro Detroit del suo “maestro” Van Gundy. Pistons hanno più voglia, lui però rabbercia la formazione in qualche modo. Speriamo che la scelta di puntare su certi uomini e principalmente sulla difesa non si riveli nefasta. L’importante è che non diventi una nemesi… E’ la prima partita, i ragazzi non sono partiti con il piede giuto, ora bisogna far bene contro Atlanta nella gara inaugurale casalinga per dimostrare di non esser quelli visti stasera.

Preseason Game 5; Charlotte Hornets Vs Dallas Mavericks 111-96

Hornets sull’1-3 in preseason a inizio match.
Mavs sul 4-1.
Gli Hornets all’ultima uscita stagionale di preseason, la giocavano davanti al pubblico amico.
Non contano un granché i risultati ora ma iniziare a far vedere d’esser anche concreti oltre che bellini, non sarebbe male.
Se poi NBA League Pass non mi avesse costretto ancora una volta allo streaming in PD (pessima definizione), sarebbe stato meglio.
Comunque sia, nonostante le numerose difficoltà e la delusione personale, gli Hornets non disattendevano nel risultato le aspettative, in una partita dove ha prevalso l’equilibrio, almeno sino ai minuti finali, quando Charlotte è riuscita a bloccare gli attacchi avversari, mettendo i punti necessari per creare il divario finale.
 
La partita
 
Charlotte si ripresentava con la formazione precedentemente utilizzata (Walker, Bacon, M. Williams, Kaminsky e Howard) ed era l’ala piccola (occasionale) Marvin Williams a inaugurare il festival di canestri realizzando gli unici punti del suo primo tempo con una bomba dalla destra.

Williams apre con i primi tre punti della sfida.

Dopo il 3-2 di Dallas, Walker in step back dalla diagonale destra realizzava il 5-2.
La partita rimaneva equilibrata con le squadre pronte a sorpassarsi, Frank Kaminsky era caldo ma anche paradossalmente freddo al contempo, lo dimostrava allo scadere dei 24 secondi segnando una delle sue tre triple (3/3) del primo tempo, quella del 13-12…
La seconda personale del Tank, serviva ad accorciare le distanze sul 16-17; Bacon penetrava sulla linea di fondo sinistra e giunto sotto canestro scaricava sulla diagonale destra, dove Frank eseguiva alla perfezione il compito. Frank si trasformava in uomo assist sulla baseline destra, bloccato dai difensori intelligentemente passava all’indietro dove il neoentrato Monk realizzava il 19-21, ancora da dietro la linea dei tre punti.
Il finale del primo quarto recitava: Hornets 28, Mavericks 27.
Zeller inaugurava il secondo quarto con un jumper vincente frontale aumentando i punti della panchina a 12 contro uno solo dei Mavs. Barea e Bacon bombardavano da tre punti, poi Harris e ancora J.J. Barea con doppio aiuto del ferro da tre punti portavano il risultato sul 34-40.
Charlotte forzava il recupero così come Kemba l’entrata contro due difensori, il reverse layup passando in orizzontale il canestro era vincente e i due punti assicuravano il pareggio a quota 40.
Bacon riprendeva lo scatto dei Mavs a quota 44, poi era Kemba con una freccia da tre punti a dare il +3 ai ragazzi di Clifford.
Un’altra sagitta di Henderson (frontale) faceva toccare a Charlotte quota 50 ma i Mavs rimanevano vivi e in partita nonostante Howard con un giro su se stesso in post basso si liberasse del difensore e depositasse il 54-52, nel finale i blu superavano Charlotte chiudendo con la schiacciata di H. Barnes (24 punti finali) da North Carolina per il 54-56.

Kemba Walker contro Dennis Smith Jr.
Foto Chuck Burton AP

 
Una stoppata di Howard inaugurava il quarto, ma Matthews da tre dava a Dallas i primi tre punti della ripresa, Bacon riprendeva a tirare bene riportando in scia i Calabroni con la bomba del 57-59, poi era Marvin in post basso destro, dopo qualche sportellata a girarsi verso la linea di fondo e a metter dentro nonostante l’arrivo del raddoppio.
Nowitzki e Barnes facevano riscattare Dallas avanti ma Williams riceveva e concludeva da tre in maniera perfetta dopo il rimbalzo offensivo e l’assist di Howard, un tecnico a Clifford costava il 65-68 ma su un’azione di rimessa avvolgente Walker forniva a Howard il materiale per l’alley-oop vincente.
Walker da tre riportava a -1 l’MJ team (70-71), poi era la potenza di Howard a spianare la strada al vantaggio di Charlotte; Noel conteneva l’1 vs 1 come poteva commettendo fallo e subendo canestro.
Howard non ne approfittava e Charlotte rimaneva sul +1 ma J.J. Barea affondando la tripla faceva durare un nonnulla il tempo del vantaggio dei bianchi.
Kemba cercava d’entrare imitando Howard riuscendo più agilmente a depositare, trovando un sottile fallo di Noel, gli arbitri lo chiamavano e Kemba ringraziava dalla lunetta mettendo dentro il punto del 75-74.
Su un’azione confusa Dallas protestava, Kemba al limite sulla riga del centrocampo rilanciava la palla in avanti (difficile dire se buona o meno), di fatto Kaminsky apriva la scatola con altri tre punti.
Nel finale si rivedeva Monk con due punti, D. Harris ne metteva cinque di fila per il pareggio dei Fuorilegge a quota 81.
Il quarto si chiudeva con un fallo assegnato a Matthews e Monk a splittare in lunetta; 82-81 Hornets a dodici minuti dalla fine.
 
Nell’ultimo quarto permaneva quindi incertezza sull’esito finale dello scontro; Powell a 11:00 esatti dalla fine portava sull’84-85 la gara, ma a 9:38 Bacon con un pullup in sospensione ridava fiducia alla squadra e il +1.
A 8:46 Charlotte, dopo esser finita sotto, ci riprovava con Bacon, questa volta l’anello diceva no ma O’Bryant raggiungeva la sfera ad alte quote con la palla in allontanamento e correggeva al colo per il +1.
Dallas non si arrendeva trovando in Nowitzki (14 pt. finali) lo storico leader capace di far rimettere il capo avanti ai suoi con un jumper…
Charlotte però strappava nei minuti finali; prima Bacon ne aggiungeva due, poi Monk si buttava dentro in attacco frontale con chiusura di destra dopo la mulinata di braccia susseguente al passaggio tra i difensori per il bel canestro che a 6:40 segnava il 92-89 per la squadra del North Carolina.
A 5:46 l’insospettabile O’Bryant, premiato come man of the match, segnava da tre punti fronte a canestro, Zeller aggiungeva un punticino ai liberi mentre l’attacco di Dallas entrava in crisi accontentandosi sovente di tiri in salto, non sempre consigliatissimi…
Gli Hornets facevano in tempo a trovare la via della retina altre due volte con bel jumper di O’Bryant e schiacciata appesa di Zeller con servizio sottomisura di Johhny O’Bryant, prima che i Mavs interrompessero il digiuno con il layup di Smith Jr. O’Bryant diveniva incontenibile guadagnandosi e realizzando 3 FT, poi nel finale c’era gloria anche per Paige che con un’entrata e una bomba (111-93) cercava di mostrare il suo talento.
Una tripla di Powell fissava il punteggio finale sul 111-96.
 
Analisi
 
Una buona vittoria, provando i titolari per più minuti nonostante l’assenza di lamb infortunato.
Howard con 8 punti, 12 rimbalzi e tre assist è stato positivo ma deve essere più veloce quando gli arrivano due difensori addosso per evitare di perder palloni utili.
Molti uomini sono andati in doppia cifra, Walker con 18 è stato il top scorer, seguito da O’Bryant con 15 e dalla coppia di rookie Bacon/Monk con 14 a testa.
Nonostante i 21 turnover, Charlotte ha vinto incrementando sino al 49,4% dal campo la percentuale di tiro, superando il 56% da tre punti, soluzione spesso usata ddalle due squadre…
Non mi è dispiaciuto Henderson che ha messo tre punti, catturato 3 rimbalzi e dato un paio di belle stoppate agli avversari.
Zeller con 11 pt. e 4 rimbalzi si ritaglia ancora il suo spazio.
Oliati i meccanismi in queste giornate, attendiamo l’esordio stagionale a Detroit, per capire se la squadra avrà personalità anche in trsferta quando s’inizierà a fare sul serio.

Statistiche di squadra e zone di tiro dei team.

 

Il primo tempo in video.

 

 

L’intera partita in highlights.

Preseason Game 4; Charlotte Hornets Vs Boston Celtics 100-108

 
Per fermare Boston di questi tempi forse non sarebbe bastato nemmeno Vlad III di Valacchia, colui che ispirò Brian Stoker per la creazione del vampiro Dracula.
Questo perché Vlad l’impalatore per difendersi dagli ottomani utilizzò tattiche militari un po’ borderline e riuscì in un primo momento a riportare una vittoria insperata, pur soverchiato dalle forze nemiche.
Precursore di ritirate strategiche di “terra bruciata” nelle quali si uccidevano prigionieri e persone, meglio se malate di peste, impalandole per scoraggiare l’attacco ottomano che avanzando trovava una situazione surreale di distruzione e morte.
Uccidendo animali (per non fornire cibo agli assalitori), lasciando trappole sul percorso, tendendo qualche rara imboscata in Valacchia, suo preteso regno (e anche del fratello Radu, il quale combatteva per gli ottomani per il titolo di Bay), fece di necessità virtù, così come Clifford questa sera.
Le armi a disposizione si sono rivelate impari alla forza d’urto di una delle favorite per questa stagione (16 pt. Irving, 15 Horford, 13 Hayward), tuttavia la panchina, salvo qualche elemento, ha fornito prova di riuscire quasi a sabotare la controparte nemica, riportando a vivere una partita che sembrava già chiusa dopo due quarti.

Walker prima della partita.

 
Brad Stevens, il giovane coach di Boston, scendeva allo Spectrum Center proponendo il seguente quintetto; Irving, Hayward, J. Brown, Tatum e Horford.
Charlotte schierava un quintetto non “originale” (intendo non quello titolare) per testare alcune posizioni composto da; Walker, Bacon, M. Williams, Kaminsky e Howard.
La partita
 
Gli Hornets passavano in vantaggio per primi grazie a un tiro di Kaminsky che s’impennava sul secondo ferro ricadendo dentro senza l’aiuto di Howard, pronto al tap-in.
I Celtics tuttavia pareggiavano con Irving dalla baseline immediatamente e iniziavano a colpire da tre punti; un paio di passaggi erano sufficienti a muover la difesa di Charlotte e a lasciare libero il tiratore “occasionale” ospite.
A 9:43 Irving metteva la tripla del 4-8, Walker replicava da 45° destra per il 7-8 ma Irving e Horford dalla distanza colpivano ancora senza fallir un colpo.
Sul 7-14 Clifford fermava il gioco ma al rientro erano ancora gli Hornets a salvarsi con una stoppata in recupero di Howard su Hayward.
L’ex Utah aggiungeva però poco dopo altri tre punti diretti, Walker salvava in uno contro uno su Tatum lanciato in transizione dopo una persa di Howard (leggermente spinto passava corto), poi Howard apportava punti con un gancio su Horford e un alley-oop grazie a Walker che interpretava il ruolo di direttore d’orchestra.
Un passaggio veloce verticalmente schiacciato da Irving dava al centro dei verdi la possibilità di rifarsi da sotto portando il tabellone sul 12-22, ma i lunghi degli Hornets reagivano con due punti di Dwight e quattro di fila di Cody che prima segnava con un due lungo e poi si permetteva il lusso del coast to coast di forza per il 18-22.
Il primo quarto si chiudeva sul 20-24 grazie a un’azione sulla destra di Monk che in palleggio depistava il difensore allontanandosi velocemente da esso per poi colpire in allontanamento dalla media con un fade-away che fissava il risultato dei primi 12 minuti.
 
Il secondo quarto iniziava con una buona difesa di Bacon su Hayward (corto) nel pitturato, lo stesso Dwayne in transizione apriva a sinistra, dove da 45°, l’altro rookie Monk trasformava in tre punti, quelli del pari (24-24), l’altruismo del nostro numero 7.
Charlotte passava per la seconda volta avanti a 9:04 quando Monk, visto scivolare il proprio marcatore, si affacciava in palleggio verso il centro della linea dei tre punti e scaricando il tiro realizzava il 29-28.
Rozier evidenziava un difetto degli Hornets; il posizionamento, quello di Zeller sulla linea dei tre punti produceva l’effetto piccolo/lungo che l’attaccante di Boston sfruttava con un rapido tiro da tre vincente.
Tatum a 5:45 aumentava le percentuali in fatto di triple realizzando il 31-40.
Monk e un pick and roll tra Henderson e Howard (schiacciata volante) provavano a essere le azioni della riscossa mai Celtics (sul 3-0 in preseason) si dimostravano vogliosi di giocare e con semplicità e buona mano non faticavano ad arrivare sul 38-54 con una tripla di J. Brown nata da una transizione, un lento rientro di Howard e un posizionamento non ideale del team.
Irving chiudeva il quarto con un attacco a canestro con rallentamento più passaggio in mezzo alle gambe su se stesso e appoggio finale su un Howard che non riusciva a fermare la sfera.
Allo scadere Marvin Williams tirava corto da tre punti e il primo tempo ci salutava sul risultato poco benaugurante per gli Hornets di 38-57 (un punto riassegnato in modalità postuma ai Celtics), figlio comunque di qualche difficoltà nel gioco di Charlotte contro la difesa dei leprechaun con un Walker sovraccarico in alcune occasioni e un attacco più veloce e confidente degli ospiti.

Esordio stagionale anche per le nuove Honeybees di bianconero (simbiosi con le luci e ombre di Charlotte) vestite, raggio di sole nonostante il risultato negativo.

 
Il terzo quarto non fluiva meglio a livello di distanze, tuttavia, dopo i primi due punti di Horford, Kaminsky rispondeva dalla lunga, Hayward, troppo libero, replicava da fuori ma Walker ai bordi del pitturato destro arrivava sul fondo alzando in orizzontale per Howard che ricordava chiudendo in alley-oop l’esaltante accoppiata Paul/Chandler a New Orleans, una decina d’anni fa.
In penuria di emozioni riguardanti il risultato arrivava in aiuto Monk, il quale, ricevendo un preciso passaggio di Howard da dentro il pitturato, in arrestabile corsa batteva il difensore con gioco di prestigio e cambio mano per un magico appoggio.
Tatum però mandava in tilt la difesa di Charlotte che non lasciava nessun rim protector, facile per il numero 0 affondare la schiacciata del 59-80.
Walker attaccava in modalità contropiede immediatamente dopo aver preso un rimbalzo apportando ancora punti ai bianchi, poi, a 13.4 dalla terza sirena, era Zeller a recuperare un pallone che il ferro aveva negato alla retina su tentativo di Henderson in entrata; Cody contro due avversari segnava da sotto subendo fallo e realizzando il libero che accorciava a 14 punti le distanze (70-84), mandando le squadre a riposarsi due minuti.
 
Henderson con due tiri liberi e Bacon con una tripla inauguravano il come back degli Hornets nell’ultimo quarto, un periodo nel quale anche Stevens farciva la gara con le riserve, dando possibilità di recupero alla Steve Clifford band.
Un tentativo elegante in reverse layup di Monk risultava corto, con poca frustata di polso la palla si alzava nell’aria di nessuno, Zeller era rapace nel correggere in schiacciata dando ai nostri il beneficio di due ulteriori punti.
I Calabroni pian piano rosicchiavano punti; O’Bryant da vicino per il -10, Monk da 3 a 8:10 con bomba frontale dal veloce rilascio (82-91), Bacon ancora da tre per l’85-93 e poi O’Bryant servito sotto, fintando mandava a vuoto gli interventi in recupero e realizzando altri due punti faceva pensare a una rimonta interrotta momentaneamente da Nader con tre punti, ma O’Bryant indovinava la tripla del 90-96 a 6:19 dal the end.
Monk sulla destra era rapidissimo nell’usare lo schermo e portandosi sulla linea rapidissimamente arricchiva il suo bottino dando a Clifford e ai nostri il -3.
O’ Bryant, dopo una partita piuttosto brutta, confermava le cose buone fatte vedere poco prima, tiro preciso dallo spigolo sinistro e -1 solamente.
Pubblico a predicare la difesa, Monk l’ascoltava prendendo uno sfondamento netto da Nader e dall’altra parte sul movimento di palla, O’Bryant si avvantaggiava in entrata diagonale, giunto quasi sotto canestro ecco il passaggio corto per Mathiang sulla linea di fondo sinistra all’interno del pitturato… tutto solo la a causa della chiusura dei difensori su Johnny, era facile per il nostro numero 9 portarci in vantaggio sul 97-96.
Purtroppo però arrivava una tripla di Ojeleye, la quale per, la pur brava panchina di Charlotte, era un brutto colpo.
Paige poi sbagliava a 2:41 il primo di due liberi assegnati dagli arbitri per merito di una sua entrata con cambio passo, fermata fallosamente.
Nader con un running layup aumentava il gap a 3 punti, ancora colmabile, ma Paige fuori equilibrio dalla linea di fondo destra sbagliava il tiro, finiva così la gara di Charlotte perché Larkin in entrata puntava Mathiang chiudendo in entrata di sinistra.
Canestro più fallo e -6 per Charlotte.
La situazione si riproponeva poco dopo con il pick and roll sul quale Paige era tagliato fuori, mentre Larkin sfruttava la sua rapidità contro Mathiang per evitare altre possibili sorprese.

 
Analisi
 
Con tutte le mancanze (Lamb, MKG, Batum, ecc.) Charlotte è sembrata in difficoltà nel confronto tra momentanei titolari.
Il risveglio della panchina ci ha permesso nell’ultimo quarto di rientrare, prima di cadere nuovamente per un po’ d’inesperienza e fragilità, tuttavia, sulla falsa riga di Miami, altra partita utile per testare le forze.
In regular season probabilmente finiremo le gare con giocatori più consistenti di quelli visti stasera.
Paige aveva mostrato qualcosa d’interessante ma è poi stato uno dei principali motivi della sconfitta nel finale. Qualitativamente non all’altezza in difesa ha mostrato qualche crepa, così come Mathiang quando è attaccato dai piccoli.
Tra i panchinari meno ai margini, Cody Zeller ha chiuso con 10 punti, 9 rimbalzi e un +14 di plus/minus, O’Bryant ha totalizzato 11 punti, Monk ha fatto progressi limitando scelte azzardate, l’ho rivisto sui livelli della sfida con i Pistons e ha realizzato 21 punti in 32 minuti con 7/18 dei quali 4/10 da tre pt..
Perdere non fa mai piacere, specialmente dopo aver riacciuffato una partita che sembrava già finita ma tutto sommato la panchina oggi mi preoccupa un po’ meno se Bacon ha realizzato 12 pt. Kaminsky ne ha messi 10, ma è stato travolto con i titolari facendo segnare un -15 di plus minus.
Male Marvin Williams con 2 pt. e 0/5 da tre.
Charlotte ha chiuso con il 42% mentre la squadra ospite con il 50,6%, bravura degli avversari ma anche qualche regalo da non ripetere in futuro…

Preseason Game 3; Charlotte Hornets @ Miami Heat 106-109

ImpreparaziHornets
Siamo ancora in preseason, chiaro che i team non siano ancora al massimo con parecchi FT sbagliati (19/28 CHA e 18/29 MIA) e giocatori out.
Miami ad esempio teneva fuori Dragic (per la seconda volta dicevano i cronisti, onestamente non ho visto la precedente degli Heat), mentre gli Hornets lasciavano fuori MKG provando varie tipologie di quintetto, vedendo anche a fine secondo quarto in campo Howard come centro e Zeller come ala grande.
Alla fine prevarrà la maggior esperienza degli Heat nel finale rispetto all’impreparazione di alcuni giocatori di Charlotte nel gestire i finali.
 
Charlotte testava il seguente quintetto; Walker, Lamb, M. Williams, Kaminsky e Howard.
Miami rispondeva con; Waiters, Richardson, McGruder, Olynyk e Whiteside.
 
La partita
 
Miami iniziava forte portandosi sul 6-0 a proprio favore (tripla di Olynyk dall’angolo sinistro con Kaminsky in uscita lenta e Waiters da due frontale), Charlotte rompeva il digiuno a 9:53 con una tripla di Lamb dalla destra ma sullo stesso lato, dalla linea laterale, Richardson colpiva da ben oltre la linea da tre punti portando il match sul 3-9.
A 9:16 un pick and roll con corsa parallela tra Walker (portatore della palla) e Howard, si concludeva con l’alley-oop di quest’ultimo, azione rara in questi anni dalle parti di Charlotte…
La partita continuava a comandarla Miami nel punteggio, anche se Charlotte si avvicinava con Monk, il quale appena entrato dal centro sinistra realizzava dalla lunga (3:31) due punti che riportavano a contatto Charlotte (22-23).
Gli Hornets provavano a rimanere lì con Zeller che in entrata costringeva Whiteside al secondo fallo e a subire un’azione da tre punti compreso il libero del 25-29.
Miami però piazzava un 4-7 chiudendo avanti 29-36.

Alcuni giocatori si scambiano “il cinque” durante un time-out nel primo quarto.

 
Il secondo quarto vedeva Charlotte invertire la rotta e trovare un come back clamoroso con i rookie a dare una mano.
Monk da tre segnava il 32-38, poi per una rimessa dal fondo di Winslow effettuata con un piede in campo, la terna invertiva la rimessa, sul pallone rimesso dentro si catapultava Monk, il quale con un arresto e tiro dalla media sinistra non dava scampo al pur veloce difensore.
A 6:05 Monk dalla diagonale destra pareggiava (45-45) con una bomba dopo aver ricevuto e sfruttato i movimenti del nostro lungo a distogliere un po’ d’attenzione.
A 5:46 su una transizione arrivava Adebayo che da dietro colpiva l’arto destro di Kemba impegnato in un tiro da tre. 2/3 il responso dalla lunetta, Charlotte avanti con un parzialone di 15-0 interrotto da un’entrata con appoggio al vetro di Richardson per il 49-47.
A 4:06 Marvin dal corner destro sprigionava un altro colpo deflagrante da tre punti, Howard mancava un alley-oop poco dopo, ma si rifaceva con una schiacciata e un high pick and roll innescato ancora da Walker a circa cinquanta secondi dall’intervallo lungo.
Si andava quindi a riposo sul 62-54 pro Hornets.
 
Nel terzo quarto però si notava subito che l’inerzia del match era cambiata.
Miami recuperava, complice una difesa di Charlotte non efficace, oltretutto su un tiro di Richardson dalla baseline sinistra, Walker era colpito involontariamente al volto dal gomito dell’attaccante di Miami in ricaduta.
Sul 68-67 Marvin Williams insisteva sulla sinistra avvicinandosi con due mezzi giri quasi consecutivi su Richardson, poi faceva parte un jump hook vincente subendo anche il contatto irregolare.
L’azione del 71-67 era da tre punti, poi era Howard, grazie a un pallonetto di Marvin a trovarsi tutto solo e a far tremare il canestro con una schiacciata appesa che provocava la caduta ritardata di un laterale del tabellone.
McGrouder da tre frontalmente realizzava il 75-74, poi un flagrant one di J. Johnson su Howard (trattenuta prolungata con un braccio da dietro che provocava la caduta del nostro centro impegnato al tiro) dava la possibilità a Dwight d’aggiungere due punti a gioco fermo.
A 4:39 dalla diagonale sinistra penetrava Monk appoggiando in mezzo al traffico seguito dai mastini di Miami.
Il 79-74 sopravviveva poco poiché a 3:05 Miami passava avanti in transizione, ma Zeller a 1:54 con due liberi e Bacon con un micidiale jumper dalla media sinistra (colpo d’occhio posteriore per spostarsi di lato prima del tiro ed evitare il recupero, provvidenziale), riportavano avanti Charlotte che chiudeva con una stoppata di Zeller su J. Johnson a fissare l’89-85, finale di terzo quarto.
 
Charlotte sembrerebbe poter allungare in avvio ultimo quarto, quando T. Johnson spingeva Monk in entrata sull’immobile Olynyk.
Gli arbitri se ne accorgevano punendo la spinta con due liberi.
Sul 95-87, una bella steal portava T.J. Williams a dare 10 punti di vantaggio agli Hornets, i quali però s’inceppavano sul più bello.
Una palla persa da Monk (raddoppio di Olynyk), consentiva la dunk indisturbata di Richardson.
Monk nel finale esagerava decisamente, però la sua alzata per Mathiang (appena entrato) produceva un lampo nel buio con l’inchiodata poderosa a una mano del nostro numero 9. Un altro giocatore ai margini (Walton Jr) per Miami realizzava due punti battendo T.J. Williams, inoltre una sua palla recuperata dava la possibilità a Winslow d’allungare (fallo di Mathiang) ma lo 0/2 dava la possibilità a O’Bryant dopo un giro a 360° sul piede perno di ripassare avanti sul 103-102.
Purtroppo O’Bryant non ne azzeccava molte nel finale, compresi dei passi evidentissimi e reiterati, mentre, non sarà fenomenale, ma Mathiang (mi è piaciuto molto questa sera) difendeva strenuamente su Adebayo riuscendogli a negare il canestro ravvicinato per ben due volte consecutive, tuttavia per Miami Mickey centrava il bersaglio grande del 103-105.
Monk sparava un air-ball ma un tap-in di Mathiang era utile per pareggiare.
Lo stesso nostro numero 9 andava in difficoltà sulla finta frontale di Winslow, l’attacco a canestro con appoggio di destra sullo stesso lato era vincente nonostante il tentativo di recupero del nostro lungo.
Bacon ci provava da tre ma era impreciso, Mathiang non riusciva a trattenere il rimbalzo toccatogli e Winslow in transizione a15 secondi dalla fine sembrava aver chiuso la partita con il +4 del 105-109.
Invece a dare uno spiraglio di speranza a Charlotte era un fallo con palla ancora non entrata sul parquet.
Punito con un tiro libero Monk ringraziava riportando a -3 Charlotte, poi nel finale, dalla rimessa successiva si prendeva la responsabilità di provarci ancora da tre per portare la gara all’OT, ma pressato, colpiva dalla diagonale destra solamente il ferro dallo stesso lato, lasciando agli Heat una vittoria probabilmente insperata a pochi minuti dalla fine.

Analisi
 
Niente allarmismi però….
È prestagione e Charlotte ha giocato senza Walker, Lamb, Howard negli ultimi minuti, mentre tra gli altri Monk è calato molto alla distanza finendo per prendersi troppe conclusioni (19 pt. ma 7/22 con 2/11 da tre).
Bacon ha disputato una buona partita difensiva e finché ha retto anche offensiva (12 pt.), mentre nel finale per colpa della stanchezza è subentrata imprecisione.
Mathiang è da rivedere perché ha ben impressionato.
O’Bryant spero sia in ritardo di condizione perché è stato a tratti inguardabile, T.J. Williams ha mostrato velocità e confidenza ma un pochino di fragilità difensiva, mentre Howard è andato così così (16 pt. ma 0 stoppate, 4 steal, 6 rimbalzi), evidenziando sicuramente un calo atletico ma mostrando ancora esplosività se ne ha voglia.
Lamb ha realizzato 11 punti in diciotto minuti così come Kemba che ha gioccato due minuti in meno però.
Peccato per il risultato che lascia un po’ d’amarezza, oltretutto nonostante i 14 turnover di Charlotte e i 20 di Miami, ma oggi contava poco, l’importante è che Clifford abbia ora un quadro più chiaro sui singoli e possa scegliere le migliori alchimie per la regular season.
Prossima tappa contro Boston, all’esordio stagionale casalingo.
Sarà ancora un’amichevole ovviamente.

Preseason Game 2; Charlotte Hornets @ Detroit Pistons 108-106

Rileggendo un po’ la recente intervista fatta a un ex giocatore di basket riflettevo… forse la verità è che c’è un bisogno che prende la forma di vuoto dentro di noi e ognuno lo colma alla sua maniera.
In tempi piuttosto magri nei quali si “riempie più la pancia” (in senso metaforico), che pensare ad altro, in base alle età, l’esigenza di colmare questo vuoto può prendere la forma di risposta alla noia nei giovani, piuttosto che quella sociale negli adulti e/o spirituale nei più anziani o inclini. Non vi ammorberò oggi, però, entrando in questioni filosofiche che si farebbero lunghissime.
In questo caso, svegliandomi di notte, cercando di mantenere il mio hobby, fissandomi sul momento sportivo trovavo e provavo un vuoto è materiale, semplicemente perché provando a collegarmi alla NBA League Pass, scoprivo che la gara non era coperta in TV, abbastanza incredibilmente direi, anche se già in un’occasione lo scorso anno, per una partita di preseason, si verificò identica situazione.
E… allora come nella vita ci si arrangia un po’, per non raccontare avvenimenti mai accaduti come faceva nell’anime in TV il buon Tommy Aku al contempo giornalista e Tiger Mask nella seconda serie (nisei) dell’Uomo Tigre, che il suo inetto capo mandava sempre ad altri eventi in contemporanea obbligando il buon Tommy a inventarsi tutto pubblicando ilari pezzi e avvenimenti mai accaduti che facevano infuriare il redattore…
 
La partita
 
Si va di streaming ma la partita è già iniziata, forse meglio visto lo scempio a livello di risultato:
16-28 con 6 punti di Drummond consecutivi ottenuti da 4 liberi e un pick and roll concluso dallo stesso numero zero in schiacciata, oltretutto pare che Batum sia già fuori per un problema al gomito.
Gli Hornets danno pochi segni di risveglio e la difesa è inefficace tanto che i Pistons si portano sul 32-52.
A questo punto entra in scena Monk, il quale a 4:49 penetra da sinistra e schiaccia in maniera dinamitarda, poi colpisce da tre dal corner destro e conclude il break degli Hornets da 7 punti con una transizione innescata da una rubata di MKG sulla quale Kennard spende un fallo, ma rallenta solo il processo di trasformazione (2FT a segno) del punteggio. A 4:01 quindi le distanze tra i due team sono state ridotte a 13 punti, ma solamente due minuti più tardi, anche grazie a una tripla dello stesso Kennard, il punteggio torna ad ampliarsi fino al 45-63.

Julyan Stone, ex Venezia. A lui Clifford chiede intensità. Ha terminato la gara con 7 assist e una stoppata decisiva. 2017 NBAE (Photo by Brian Sevald/NBAE via Getty Images)

 
Gli Hornets però nella seconda frazione cambiavano decisamente ritmo in difesa costringendo a diversi turnover i Pistons; MKG stoppava Harris in azione solitaria, Marvin recuperava un pallone e Howard in veloce virata nel pitturato lasciava lì il suo avversario Marjanovic, realizzando da sotto ma non sfruttando il libero (2/3 però nella notte).

Sul 66-74, punteggio che rimaneva bloccato per i Pistons, i teal si avvicinavano con Walker dal pitturato e Williams da fuori per il 71-74.
Era ancora presto, però, per tentare il sorpasso, ora, con le panchine in campo, i Pistons sembravano poter allungare; si passava, infatti, sul 73-81 ma Lamb con una conclusione precisa accorciava, poi era lo stesso Jeremy ad andare a stoppare un tiro di Bradley così Charlotte ci provava con Frank da tre, il suo tiro non entrava, recuperava Stone che aiutato dai ferri, faceva calare il punteggio ulteriormente (77-81).
Zeller in difesa sporcava un pallone, gli Hornets in attacco facevano girar palla e Frank sparando da tre portava sul -1 l’incontro.
I Pistoni, però, che avevano condotto avanti tutta la gara non ci stavano, Leuer bruciava Kaminsky sulla linea di fondo e realizzava allungando sull’84-91 per i suoi.
Monk accorciava, ma Drummond segnava tagliando fuori Kaminsky che non era irreprensibile nemmeno sul bel reverse layup di Leuer.
La mascotte dei Pistons a 7:14 dalla fine esultava e… sembrerebbe averne tutte le ragioni quando il charlottean Ish Smith in fade-away a 6:51 cacciava indietro Charlotte sino al -10 (88-98).
Charlotte però stringeva le maglie in difesa; Stone recuperava un pallone che a 6:16 portava a una transizione corretta da Bacon dopo l’errore di Monk.
Kaminsky a 4:40 dopo l’imbarazzante difesa iniziava a farsi perdonare dai bordi dell’area sinistra dove mandava in crisi il suo marcatore e segnava dopo aver mostrato un campionario di movimenti sul posto.
Era Monk però a calare la bomba del sorpasso sparandola da 45° a sinistra per il 100-98.
Le squadre si trovavano sul 101 pari e il finale punto a punto vedeva Kaminsky farsi un giretto nel pitturato che valeva due punti più un tiro libero per fallo di Harris.
Il FT andava a vuoto e Kennard in jumper pareggiava. Kaminsky però era deciso a portare a casa la gara e realizzando con un lungo tiro da due punti rimandava avanti i nostri che si salvavano una prima volta dall’attacco di Smith, il quale esagerava notevolmente in palleggio andando a finire nel raggio di Zeller che gli soffiava il pallone, tuttavia un’altra entrata del play in divisa bianca restituiva incertezza al match sul 105 pari.
Era però ancora la difesa di Charlotte a fare la differenza. Detroit avrebbe due possibilità per passare avanti ben due volte, ma Harris si faceva ipnotizzare da Zeller in aiuto a Kaminsky, mentre sempre sul nostro lato destro del canestro era Stone a imitare Cody, questa volta arrivava anche la stoppata su Smith.
Su quest’azione si sviluppava una rapida transizione che Bacon conduceva nel pitturato scaricando in superiorità numerica la palla a Monk sulla sinistra del canestro.
Malik al volo, in salto, restituiva palla all’accorrente Bacon che realizzava senza patemi il 107-105.
Harris provava, con otto secondi sul cronometro a pareggiare ma arrivando dalla sinistra andava a chiudersi sotto canestro contro Kaminsky, il quale sfruttando l’arrivo dei compagni (Monk ad esempio) spediva la palla lontana dalle mani del numero 34 avversario, Zeller la raccoglieva in tuffo e subiva fallo andando a realizzare il 108-106 a un secondo e mezzo dalla fine.
A Detroit non rimanevano time-out disponibili quindi Stanley Johnson ci doveva provare dalla destra da distanza siderale; per nostra fortuna il suo era un meteorite che oltrepassava anche la parte alta del tabellone spegnendosi lontano dalla zona pericolosa.

Dietro a Howard ecco Frank Kaminsky e Cody Zeller.
Per Clifford sarà importante averli in buona forma.
2017 NBAE (Photo by Brian Sevald/NBAE via Getty Images)

 

 

 
I Numeri
 
Bene Lamb che continua a far vedere buone cose in attacco e può dire la sua anche in difesa se rimane concentrato.
Un +11 di plus/minus, 4 assist e 18 punti, battuti solo da Malik Monk che con 19 in 22 minuti fa intuire di poter essere il tizzone ardente che Charlotte stava cercando. Forse qualche tripla in meno (non che sia male il 4/10) aumenterebbe le percentuali.
5 punti e 7 rimbalzi per l’altro rookie Bacon in 12 minuti, mentre nel duello tra centri Drummond ha cifre leggermente superiori (1 stoppata, 16 punti, 15 rimbalzi) ma Howard con 2 stoppate 12 punti e 11 rimbalzi non è andato male.
Da segnalare anche i 13 punti di Kaminsky che chiude davanti al trio Walker, Williams Kidd-Gilchrist che apportano alla causa 10 punti a testa.
Benino Stone con 7 assist e molto meglio in difesa dopo il richiamo di Clifford che da lui vuole intensità.
14 i turnover di Charlotte contro i 19 dei Pistons.

Preseason Game 1; Charlotte Hornets @ Boston Celtics 82-94

Il pianeta cade a pezzi sotto i colpi dell’economia.

Chi non se ne accorge è un pazzo, è complice, vive in un acquario, oppure ha la fortuna di stare fuori dalla mischia.

Non era esattamente l’intro che avrei voluto realizzare, non era nemmeno pensata, avrei voluto parlare degli Hornets e basta per oggi, per la prima partita prestagionale, inoltre sarebbe sfacciatamente supponente da parte mia trattare un tema così vasto e delicato, sempre attuale, il quale apparentemente non avrebbe a che fare con la tematica trattata in questo blog.

Invece, può succedere che mentre l’azienda NBA si trova in forma smagliante e amplia i suoi orizzonti e i suoi introiti, nel macrocosmo terrestre la Catalogna cerchi di staccarsi dalla Spagna.

A mio parere non credo sia solo la fierezza del popolo catalano a sfidare, a contrapporsi al potere centrale madrileno, con il quale è in atto una rivalità storica, ma il nodo principale è economico con la Spagna sino a pochi anni fa a superarci salvo ripiombare in crisi acuta dopo il boom.

E’ quasi sempre l’economia (con i suoi ganci e le sue conseguenze come l’accaparramento di risorse in altri territori) a scatenare conflitti.

Ma l’economia è semplicemente un complesso sistema artificiale costruito dall’uomo per autodeterminare un sistema di convivenza che si dovrebbe basare su parametri che assicurino futuro, stabilità e sicurezza a un determinato gruppo, a una determinata nazione, una divisione che fraziona e contrappone…

Oggi l’economia, è trasformista (l’economia reale è colpita a morte dalla degenerazione virtuale, quella dei derivati, delle scommesse contro i paesi, della moltiplicazione di soldi inesistenti con banche compiacenti con riserve frazionarie più vicine allo zero che altro) e l’esatto contrario (dalla teoria alla pratica le cose spesso cambiano), così può accadere che chi la gestisce e la manipola possa creare tabelle, parametri che porteranno a instaurare vere e proprie cancrene, spezzando i già fragili e imperfetti (per usare un eufemismo), oltre che finti equilibri che oggi evaporano velocemente.

Influisce quindi anche nel mio modesto microcosmo lavorativo, dove v’è stato un cambio repentino di mansione, d’orari, di gestione (la cosiddetta riorganizzazione aziendale) e questo mio hobby (messo a servizio degli appassionati di Charlotte e della NBA), rischia di saltare a tempo indeterminato dopo aver raccontato per tre anni la rinascita della franchigia e qualche anno prima, annate sfuse dei New Orleans Hornets…

Tornado alla partita… alla prima uscita Charlotte cade contro una delle favorite per la prossima stagione, la quale impressiona per la qualità della panchina, di Tatum si sapeva ma elementi come Theis e Nader (oltre a Rozier più conosciuto) se dovessero confermarsi, garantirebbero a coach Stevens quella continuità nelle seconde linee che potrebbe fare la differenza in partite importanti.

Charlotte paga anche un po’ d’inesperienza con Monk, mentre l’amalgama appare ancora un pochino indietro rispetto a quella dei Celtics che pur tanto hanno cambiato.

La Partita

Gli Hornets scendevano in formazione tipo con: Walker, Batum, MKG, M. Williams e Howard, mentre i nuovi Celtics schieravano: Irving, Hayward, Brown, Horford e Baynes con l’oceanico molto fastidioso in serata… Le squadre dimostrano subito d’essere in rodaggio mentre Carter-Williams è infortunato, Walker, Howard e Monk pur acciaccati, ci sono.

Un paio d’attacchi dei Celtics vanno subito a vuoto (compresso un tentativo di tripla di Hayward) così come il gancio di Howard, il quale in difesa spende un fallo sull’entrata di Brown procurando i primi due punti per i padroni di casa a 11:09. Charlotte deve rodare decisamente di più, Howard è stoppato e un Walker ancora fuori forma commette passi però Batum a 10:22 pareggia con un lungo diagonale dalla destra. Boston rimane sempre avanti e al limite Charlotte pareggia come nel caso del 7-7 dopo ave visto una stoppata di Howard su Brown nel cuore dell’area. Boston però prende decisamente il sopravvento con l’entrata di Smart il quale indovina due triple (nel mezzo un tiro libero di Howard da dimenticare) aiutando i Leprechaun a installare il 12-22 ma un controparziale di 7-0 caratterizzato da una bella tripla di Monk dal lato destro (spostamento laterale veloce di piedi per evitare la marcatura) e due punti di Kaminsky da sotto mandavano in archivio il primo quarto sul 19-22.

 

Dopo 15 secondi, nel secondo quarto, Kaminsky sfruttava un mismatch finalizzando anche il libero aggiuntivo assegnatoli per il fallo subito, ottenendo così il pari a mono-cifre 22-22. A 11:01 Lamb colpendo da tre dall’angolo portava avanti gli Hornets ed era sempre lui a tenerceli grazie a un altro paio di canestri che portavano il match sul 29-25. Purtroppo una rubata di Rozier consentiva ai biancoverdi il pari alla soglia di quota trenta ma Howard dopo un errore personale da sotto raccoglieva sfruttando il fisico e riequilibrava la sfida. Boston però sfruttava le palle perse degli Hornets per portarsi sul 31-36 grazie a una bomba di Horford a 4:56. Charlotte tentava di rimanere in scia con Batum, spinto senza successo sulla linea di fondo sinistra. Canestro più fallo per il 34-36. Dopo un blocco di Baynes su MKG definito illegale dagli arbitri e ridicolo dai telecronisti pro Celtics, si accendeva un’animata discussione tra giocatori interrotta dagli arbitri prima che Walker e Irving azzeccassero le triple che nulla cambiavano… Gli Hornets, sotto di sette a pochi secondi dalla fine, trovavano il colpo di coda con Kemba a colpire in diagonale dalla destra da tre punti, ben oltre la linea delle specialità curryane o alleniane, per restare in tema dei due team.  I teal di MJ andavano quindi a riposo staccati di quattro lunghezze sul 43-47.

 

Kaminsky contro Hayward.

 

Charlotte segnava per prima nel secondo tempo con una schiacciata di MKG ma le spaziature e gli equilibri degli Hornets sul giro palla dei Celtics venivano meno; Rozier dall’angolo sinistro caricava e segnava una tripla nonostante l’ombra di Howard in uscita gli si parasse davanti. Dwight rispondeva da marcato con una tabellata sulla destra che finiva dentro. A pareggiare a quota 50 ci pensava Batum con una morbida tripla. MKG portava avanti Charlotte con un jumper dalla media sinistra e Zeller da sotto a destra firmava il 59-56 ma si aveva l’impressione che Boston potesse andare molto più facilmente a bersaglio in caso d’accelerazione, infatti, in un batter d’occhio il vantaggio degli uomini di Stevens (59-60) era servito. Charlotte con la panchina andava un po’ in difficoltà, Monk si faceva scappare il 28 e Zeller in attacco soffriva la stoppata di Tatum ma Lamb a centro area si girava segnando, tuttavia senza Howard i Celtics infilavano un altro appoggio con Nader per il 61-66, punteggio che saliva a 62-68 (Theis dunk in correzione per Boston) alla penultima rossa sirena.

Dopo una tripla di Monk, i Celtics iniziavano a staccarsi, la panchina ha bisogno d’amalgama è c’è anche qualche errore di piazzamento personale. Lamb in attacco produceva due punti ma sull’azione successiva si faceva sfuggire Tatum che dalla linea di fondo appoggiava al vetro due punti. Una tripla di Theis, una controspecie di Olynyk, uno stretch four/five mandava sul 67-82 la partita… Clifford manteneva la panchina in campo che reagiva accorciando un pochino il gap ma i biancoverdi non tornavano a tremare chiudendo agevolmente il match sull’82-94.

I numeri

Howard ha finito con 7 punti, 3 stoppate e 10 rimbalzi, Walker ha messo 12 punti ma le percentuali al tiro sono state basse, mentre a fare più sul serio è stato Lamb, il quale si è presentato al Media Dai, la giornata dedicata al pubblico ai microfoni di Matt & Matt piuttosto serio, asserendo d’aver lavorato quest’estate e, infatti, ha realizzato 18 punti, ha catturato 8 rimbalzi e smistato 3 assist, anche se la sua difesa non è stata sempre perfetta, sempre meglio di quella di Kaminsky, il quale al Media Dai è stato abbastanza divertente presentandosi con gli occhiali da sole per poi passare alle battute fino a raccontare di voler bloccare sua mamma sui social (commenti imbarazzanti) per arrivare alla mimica di sfondo quando vi erano compagni intervistati. Il -15 del plus/minus è eloquente, anche se 7 punti e 4 rimbalzi li porta a casa ma come i 5 turnover, battuto solo da Howard con 6 (per quest’ultimo anche un pessimo 3/8 dalla lunetta). Niente di che… misureremo (forse, se riuscirò) meglio la forza del team nelle prossime due trasferte, a Detroit e Miami…

 

Game 82: Charlotte Hornets @ Atlanta Hawks 76-103

 
InterruziHornets
 
S’interrompe qui la storia degli Hornets.
Finisce la stagione 2016/17 per Charlotte che, fuori dai playoffs ha finito per cedere di 27 punti agli Hawks chiudendo con 5 sconfitte consecutivela Regulr Season su un 36-46 non soddisfacente.
Per fortuna finisce qui l’annata deludente degli uomini di Clifford che se confermati in blocco, daranno vita a un’altra stagione agonizzante il prossimo anno.
Urge cambiar qualcosa, integrare, scambiare, far spazio a nuovi e più utili giocatori, ma questo accadrà in estate, sperando che quest’anno si gettino buone fondamenta e non ci si basi su pilastri che si sgretolino al minimo accenno sismico come avvenuto quest’anno.
Chissà se anche un “colpo di fortuna” al Draft magari…
Parlare di numeri e della partita sarebbe inutile.
Atlanta dall’inizio dl secondo quarto è andata in fuga e gli Hornets non si sono dannati l’anima per cercare il recupero con la panchina in campo, oltretutto sempre con Belinelli (elegante) e Walker (in maglieta azzurra) out.
Comunque… rimbalzi e assist parlano nettamente a favore dei padroni di casa che hanno chiuso con 19 punti di Howard, 10 di Ilyasova e Millsap a testa mostrando un attacco equilibrato.
Ad Atlanta serviva una W per aver matematica certezza del quinto posto che gli garantirà la serie contro Washington, invece della probabile contro Toronto.
La missione è stata compiuta agilmente con Charlotte accontentatasi di vincer la serie stagionale 3-1 dopo questo game lasciato andare.
Charlotte ha mostrato ancora un Graham sufficiente e un Lamb che con una discreta prestazione, si è sobbarcato parte del peso in attacco.
 
La formazione degli Hornets utilizzata inizialmente alla Philips Arena, ricalcava quella del penultimo turno con Walker sempre out.
Per Clifford quindi i cinque iniziali erano; Roberts, Batum, MKG, M. Williams e C. Zeller.
Atlanta invece schierava; Schröder, T. Hardaway Jr., T. Prince, P. Millsap e Dw. Howard.

Weber, partita non certamente positiva la sua, prova a controllare Millsap. Brett Davis-USA TODAY Sports

 

 

La partita cominciava bene per gli avversari che cercando l’uomo sotto canestro trovavano una deviazione fortunata di MKG che liberava Howard per la schiacciata facile.
A 11:06 Millsap appoggiando dalla destra al vetro oltre Marvin raddoppiava prima che a 10:52 MKG dalla destra segnasse in sospensione il 2-4.
Howard prendeva il sopravvento e tra rimbalzi e liberi portava sul 4-8 la gara proprio con un 2/2 dalla linea.
Charlotte reagiva con Williams che grazie a un’entrata in corsa e a un’alzata perfetta accorciava sul -2 per poi andare a stoppare Schröder che vedeva il suo collega di reparto pareggiare attraverso un jumper.
Howard dalla lunetta segnava altri due FT ma MKG pareggiava (10-10) a 8:11 realizzando da dentro l’area.
A 7:57 una transizione di MKHG portava a due FT per gli Hornets che lo stesso numero 14 s’incaricava formalmente di trasformare ottenendo il +2 evaporato quasi immediatamente (7:46) con un alley-oop di Howard.
Prince e Millsap riportavano sul +4 i padroni di casa ma gli Hornets rimettevano la bilancia in perfetta parità con due FT di Williams a 5:40 dopo un fallo di Bazemore.
Era proprio Bazemore a cercar di dare il via alla fuga degli uomini di Budenholzer; la sua tripla era contrastata da altri due liberi per gli Hornets, questa volta la mano era di Zeller e il punteggio toccava il 18-19, ma quattro punti di Schröder più due punti di Muscala da sinistra a 3:16 lanciavano i locali sul 18-25.
Nonostante l’ingresso di Graham che a 2:28 si faceva subito notare segnando due pt., la difesa degli Hornets continuava a imbarcar acqua come nel caso della tripla di Dunleavy segnata oltre Batum per il 22-30 o quella di Bazemore a :53.1 per il 22-35.
Un teardrop dalla parabola altissima di Lamb ricadeva nella retina oltre il difensore ma il punteggio non era certo favorevole a Charlotte che arrancava ancora a 11 pt. di distanza (24-35).
Dalla diagonale destra completava il primo quarto Ilyasova che s’iscriveva al club dei triplisti di serata chiudendo i primi 12 minuti sul 26-38 (in precedenza c’era stata una transizione di Graham).
 
Il secondo quarto iniziava con due pt. di Graham per il -10 (28-38) ma le cose non andavano meglio per Charlotte, anzi, precipitavano partendo dalla dunk di Muscala a 11:12 proseguendo per il pull-up da tre punti di Hardaway Jr. a 8:40 (29-50) e chiudendosi momentaneamente con due pt. nati da un lungo jumper di Calderon, i Falchi toccavano il +21 (31-52).
Frank, attaccando frontalmente, appoggiava a destra del vetro oltre la difesa di un attento Howard.
Lamb ne metteva tre dalla diagonale sinistra così Charlotte riduceva lo scarto a 16 punti.
Charlotte segnava qualche canestro pregevole come a 5:10 per iniziativa di Lamb che in avanzamento colpiva il primo ferro che amichevolmente assorbiva il contatto con la sfera e attirava dento il pallone, oppure a 2:12 con una tripla di Marvin Williams nata da un rimbalzo offensivo a tener viva l’azione (10 sino a quel momento i catturati offensivamente parlando da Charlotte contro uno solo di Atlanta), ma il punteggio rimaneva tutto a favore degli Hawks, i quali, dopo aver incassato la tripla della nostra ala grande, mantenevano saldamente un vantaggio di 18 pt. (42-60). Lamb con una transizione e una dunk arrabbiata di mano destra realizzava il 44-61, infine, dopo una dunk mancata da Howard, chiudeva Ilyasova con un jumper da due dopo un intercetto di Schröder ai danni di Roberts.
Le due squadre andavano a riposarsi con gli Hawks sopra di 19 pt. (44-63)…
 
Il terzo quarto iniziava sotto il segno di una sola squadra in campo, quella diretta da Budenholzer.
Gli Hornets, disuniti e sterili giocavano senza forzare in attacco, affidandosi a sospensioni o a scelte discutibili.
Nel mucchio, Kaminsky, sul raddoppio di Prince sulla baseline destra, si arrestava e facendo un mezzo giro indietro difendeva la palla, mezzo giro recuperato in avanti sul piede perno e tiro a una mano alle pendici dell’area destra che s’infilava delicatamente per il 46-65 a 10:17.
Come già detto tuttavia, nel marasma generale, gli Hawks banchettavano tornando sul +21 con un’alzata rapida sulla corsa di Hardaway Jr. per Howard in alley-oop (48-69), toccando il +23 con Howard che sulla sinistra, in area recuperava al volo un pallone dopo un tiro fallito da un compagno; la deviazione volante arrivava appena in tempo prima della luce gialla dei 24…
Millsap più tardi segnerà anche il +25 costringendo Clifford alla pausa, al rientro, Lamb portava 4 punti (2/2 ai FT e un bel pull-up con palleggio precedente dietro la schiena) continuando la sua buona gara offensiva ma se anche le ali piccole MKG e Graham ne aggiungevano due a testa, il quarto si chiudeva a favore degli Hawks sul 61-84.
 
Con gli Hornets mai in grado di riaprire il match dalla prima fuga, quindi, ci si trascinava anche per gli ultimi 12 minuti della stagione con Wood in campo, prima a commetter sfondamento con un’entrata selvaggia, poi bravo a recuperar un rimbalzo per correggere da sotto segnando due punti, infine a recuperare due FT che tuttavia sbagliava lasciando inalterato il punteggio sul 63-86.
Weber in entrata a 9:07 segnava il sessantacinquesimo punto di Charlotte ma Charlotte mostrava evidenti limiti acuiti dalla panchina in campo.
Weber sbagliava l’appoggio, Plumlee il tap-in…
Humpries ringraziava segnando da te punti il +30 (73-103) prima che i Falchi rinunciassero all’ultimo attacco.
Nei pochi secondi di differenza sul cronometro Weber si portava quasi fronte a canestro cercando la prima tripla di carriera e ritrovandola consegnava agli archivi il 76-103 finale nell’ultima partita stagionale di Charlotte.
 
Pagelle
 
Roberts: 5
4 pt. (2/7), 2 rimbalzi, 1 assist, 1 rubata. Tre palloni persi e 0/3 da fuori in 28 minuti. Maluccio e con un solo assist smistato ma Weber fa di peggio in senso generale.
 
Batum: 5,5
0 pt. (0/3), 1 rimbalzo, 4 assist, 1 rubata. -8 in 10 minuti… Travolto d’insieme nonostante 4 assist ma con uno 0/3 al tiro… Dura poco la partita di Nic, poi Clifford lascia spazio alla panchina.
 
Kidd-Gilchrist: 6
10 pt. (4/10), 6 rimbalzi, 1 assist, 1 rubata in 19 minuti. -9 di plus/minus. Qualche soluzione offensiva interessante. In difesa prova a sporcare palloni e a dar fastidio. In alcuni casi gli va bene ma nell’insieme non può molto. In attacco guadagna anche rimbalzi offensivi (tre alla fine).
 
M. Williams: 5,5
7 pt. (2/9), 6 rimbalzi, 2 rubate in 12 minuti. Cattura come MKG 6 rimbalzi equamente suddivisi tra attacco e difesa. Una difesa discreta ma un attacco quasi inesistente con un ¼ da fuori con tiri presi senza ritmo.
 
C. Zeller: 5
4 pt. (1/3), 5 rimbalzi, 2 assist. Ricorre a tre falli in 22 minuti. In difficoltà questa volta su Howard che comincia forte. Sul tiro piazzato c’è da piangere. Non ne mette uno dalla prima guerra mondiale, un paio di rimbalzi offensivi ma anche lui fa registrare un -9.
 
Kaminsky: 4,5
6 pt. (3/11), 1 rimbalzo, 2 assist in 25 minuti. Gioca molto ma senza costrutto. Un paio d’estemporanee buone difese ma accumula un -19 totale frutto anche dei suoi attacchi scriteriati con uno 0/3 esterno dall’arco e poche buone realizzazioni.
 
Weber: 4,5
10 pt. (3/9), 3 assist, 1 rubata in 24 minuti. Totalizza due perse e tre falli, un -17 complessivo. Fa ¾ dalla lunetta e un 1/3 da oltre l’arco ottenuto all’ultiimo istante quando Atlanta aveva rinunciato all’ultimo attacco ma lui cercando la prima tripla in NBA ci prova e gli va bene dopo aver sbagliato un paio di volte in partita. In difesa salta e ci prova ma i risultati non sono lusinghieri, in attacco fa fatica; a volte lo raddoppiano e si salva in qualche modo, altre volte butta via palloni come il tentativo d’assist pretenzioso per l’alley-oop di Plumlee e cercando spazio per il tiro finisce per andar fuori ritmo. In generale le scelte come playmaker mi sono sembrate questa sera inferiori Roberts.
 
Mil. Plumlee: 4,5
0 pt. (0/5), 7 rimbalzi, 1 rimbalzo, 1 assist, 1 stoppata. Ricorre a tre falli in 25 minuti. Goffo, lento e impacciato in alcune circostanze, ha il merito di catturare solidi rimbalzi se la sfera gli passa da quelle parti (4 in attacco). Per il resto è irritante in difesa dove lo si batte non difficilmente volendo e in attacco dove fa scena muta sbagliando anche tap-in ravvicinati in malo modo.
 
Graham: 6
10 pt. (5/10), 4 rimbalzi, 1 assist, 2 rubate. Niente da fare da fuori ma buone realizzazioni in generale. Un paio di buoni recuperi.
 
Lamb: 6,5
21 pt. (7/18), 5 rimbalzi, 1 assist, 2 rubate. Accumula un -17 anche se tra il 6/6 dalla linea e attacchi assortiti si porta a casa ben 21 punti. Purtroppo la partita è già compromessa da un pezzo e le sue realizzazioni fanno solo statistica.
 
Wood: 6
4 pt. (2/3), 3 rimbalzi. Gioca 13 minuti regalando un pallone. Un po’ grezzo, se la cava come può. Mette dentro un paio di punti da vicino.
 
Coach Clifford: 5
La squadra chiude con 5 sconfitte e un -27 nell’ultima partita, nonché trasferta dell’anno. Spazio alla panchina ma un finale non esaltante con il team uscito definitivamente di scena già nel secondo quarto. Chissà se lui e i giocatori hanno ancora stimoli, anche se io mi auguro di non vedere più qualcuno dopo quest’annata deludente. La fiducia concessagli a inizio anno non è stata ricambiata, o meglio, solo in parte…

Game 81: Charlotte Hornets @ Milwaukee Bucks 79-89

 
RegalHornets
 
Clifford arrivava a Milwaukee nella penultima “giornata” per Charlotte cercando di dare un senso al match con le forze a disposizione che essendo prive del già citato Belinelli, erano notevolmente indebolite dall’infortunio di Kemba (secondo All-time per triple realizzate in una sola stagione per gli Hornets con 240, per punti e media punti sempre nell’arco della singola stagione), il quale sedeva in panca senza entrare tenuto a riposo da Clifford giacché non c’era molto da giocarsi se non la vittoria sul campo e la serie stagionale.
Alla fine l’ago della bilancia propendeva per gli avversari ai quali gli Hornets, come contro i Celtics, non hanno voluto guastare la festa, scomparendo totalmente nel finale lasciando campo libero ai Bucks che come al solito hanno sfruttato l’arco per mettere a nudo la non difesa degli Hornets in questo settore.
Snell e Middleton hanno chiuso con un 4/5 da oltre la linea verde e Terry con un 5/7 ha terminato la sua prestazione con 15 pt. totali…
Snell e Monroe sono stati i più prolifici per Kidd con 16 pt. a testa mentre Antetokounmpo si è fermato a 10 pt. ma assestandosi su quelle cifre per una terrificante tripla doppia completata da 11 rimbalzi e 10 assist.
11 le rubate di Charlotte contro le 4 di Milwaukee, con gli uomini di Clifford a invertir un po’ la statistica che tuttavia dice anche dei 39 rimbalzi contro i 45 degli avversari e del 16/28 da tre dei Bucks, un complessivo da 57,1% contro il 27,8% di Charlotte… Nel finale gli Hornets sono usciti di scena regalando la W, ora manca solo la gara ad Atlanta e poi si penserà al prossimo anno…
 
Gli Hornets a Milwaukee vincevano da sei partite di seguito, provavano quindi con questo quintetto; Roberts, Batum, MKG, M. Williams e C. Zeller a vincer la settima.
I Bucks con Jason Kidd appena premiato come allenatore del mese a Est schieravano anche un altro premiato, ovvero Antetokounmpo, miglior giocatore a Est nello stesso periodo. Ecco quindi il quintetto messo in campo dall’ex Mavs e Nets, Jason; Brogdon, Snell, Middleton, Antetokounmpo e Maker.

Brian Roberts al BMO Harris Bradley Center impegnato al tiro.
Roberts, partito in quintetto per l’assenza di Walker, ha finito con 7 punti e un solo assist.
2017 NBAE (Photo by Gary Dineen/NBAE via Getty Images)

 
Buon inizio di Charlotte che interrompeva un paio di volte le linee di comunicazione dei Bucks per recuperar palla con Batum e colpire con Zeller dalla lunetta a 11:24 (finta, partenza e fallo di Maker da dietro, ormai battuto) per il 2-0.
Cody si dava da fare resistendo a Maker e il suo tentativo da sotto, poi una deflection non impediva al pallone di raggiungere Antetokounmpo, il quale schiacciava incredibilmente solo sul ferro, ma si rifaceva poco più tardi sorprendendo la difesa di Charlotte per trovar la schiacciata del pari.
A 9:47 Batum realizzava in jumper ma dopo un facile lay up mancato da Brogdon era ancora il numero 34 avversario a pareggiare battendo Cody in velocità e appoggiando al vetro destro oltre Marvin.
A 8:44 Snell con una tripla aperta fronte a canestro mandava i Bucks al comando per la prima volta in serata. MKG riduceva lo scarto a un punto ma una schiacciata di Maker e una tripla di Brogdon (7:28) portavano i Cervi a doppiare i Calabroni che a 7:05 accorciavano con un’alzata dal pitturato di Marvin dopo un’incursione dalla sinistra, tuttavia una tripla di Middleton a 6:50 costringeva Clifford al primo time-out sei secondi più tardi sull’8-15.
Al rientro Roberts rubava un pallone ad Antetokounmpo ma sull’appoggio in transizione si vedeva cancellare l’alzata da un prodigioso intervento in recupero di Antetokounmpo che da dietro mostrava il suo atletismo salvando i Bucks da due punti ormai “certi”. Gli Hornets in difesa però stringevano ora le maglie, due recuperi di Batum portavano a 5:20 a una mezza transizione sfruttata da Williams dall’angolo sinistro; tripla e Hornets a quota 11 che incassavano poco più tardi l’ultimo canestro su azione del primo quarto per merito di Dellavedova con due punti ricavati dal pitturato centrale.
Dopo un errore offensivo di Charlotte, MKG lottando recuperava il rimbalzo, sulla seconda possibilità Roberts realizzava il 13-17, Weber seguiva l’esempio del compagno di reparto a 3:29 creandosi lo spazio per un tiro da non molto distante da canestro ponendo le premesse per il pari che MKG otteneva a 2:53 dal pitturato.
Lamb dalla destra allungava un pallone al vetro portando nuovamente in vantaggio Charlotte che a 1:34 chiudeva il suo parziale sul 10-0 aiutata da Weber con un drive e assist volante sotto canestro sulla destra per Plumlee che inserendosi da pochi passi esaltava il gesto tecnico del compagno e il giro palla precedente degli Hornets, bravi ad accompagnar l’azione che i due rifinivano.
Monroe, a :50.6, segnando il secondo dei liberi assegnati per fallo di MKG, portava il risultato sul 21-18 ma Charlotte nel finale riallungava segnando con Lamb a :38.4 (appoggio al vetro) chiudendo con un ½ di Weber alla lunetta.
 
Il secondo quarto vedeva a riposo nella fase iniziale Antetokounmpo e, nello scontro tra panchine, Charlotte prendeva decisamente il sopravvento segnando una tripla con Graham a 11:16 dopo una bella difesa della nostra stessa ala su Beasley. Charlotte mancava qualche tiro ma un tap-out di Plumlee dopo il primo errore di Kaminsky e un doppio tap-in di Lamb a distanza di mezzo secondo (buono il secondo) portavano Charlotte sul 29-18.
Monroe con un gancetto su Plumlee faceva toccar quota 20 anche ai bianchi, e sempre l’attivo lungo di riserva correggendo dopo un errore doppio di Beasley da sotto mandava i Cervi sul due a doppia cifra.
A 8:49 un’iniziativa di Graham in penetrazione si concludeva con un blocking foul di Monroe con i piedi sul semicerchio.
Canestro più libero realizzato, Charlotte tornava sul +10 (32-22) prima che Terry iniziasse a colpire con regolarità da tre punti e l’entrata di Antetokounmpo aiutasse a recuperare il team di Kidd.
A 6:32 Terry esplodendo la seconda tripla di serata realizzava il 35-28, Middleton rincarava la dose portando sul -4 i Bucks, ma dopo una pausa a 5:46 Roberts rispondeva con un dardo da tre punti a bersaglio.
Antetokounmpo era fronteggiato da Zeller vicino a canestro; passaggio per Henson che da sotto senza aiuti in difesa metteva dentro due punti facili.
A 3:55 Batum era battuto da Terry dalla destra per tre punti che riducevano il gap a due pt. solamente ma il francese a 3:34 tirando con la punta del piede destro dall’arco esterno verde realizzava il 40-36.
MKG dalla media sinistra partiva in palleggio verso l’area, messosi in ritmo ecco partire il gancio laterale rispetto al canestro che scavalcava Henson, sempre su di lui sull’azione. Antetokounmpo con quattro punti di seguito faceva girar lo scoreboard sul 42-40 ma Batum con due punti in allontanamento realizzati dalla linea di fondo sinistra allungava anche le distanze (44-40), MKG bruciando i difensori sull’entrata dal centro destra appoggiando il vetro provava a spaghettificare il punteggio con un +6 Hornets che tuttavia calava a soli 3 punti dopo l’ultimo canestro di Middleton.
Si rientrava così negli spogliatoi sul 46-43.

Treveon Graham con il numero 12 ha finito con altrettanti punti dal campo gioccando una discreta partita nelle due fasi.
2017 NBAE (Photo by Gary Dineen/NBAE via Getty Images)

 
Nel terzo quarto da una persa di Batum nasceva il riavvicinamento immediato della squadra del Wisconsin che con Snell colpiva in transizione servito dal 34 costretto da Zeller al passaggio.
Lo stesso Zeller in qualche modo in corsa verso il vetro riusciva a battere il suo avversario lanciando la palla al plexiglass che l’aiutava nell’ottenere i due punti desiderati.
Brogdon batteva Roberts che non tenendo lasciava andare sul centro destra il play avversario bravo ad appoggiare il layup nonostante un tentativo di recupero di Williams.
Arrivava anche il sorpasso a 10:06 con una tripla di Middleton dal corner sinistro.
A 9:41 MKG dal palleggio ricavava un fade-away su Middleton irrimediabilmente battuto.
A quota 50 per entrambe le squadre, la mano galeotta sinistra di Batum sottraeva un pallone a Brogdon impegnato nel dribbling, Zeller a 9:17 con un sorprendente euro step andava a segnare il 52-50.
A 8:14 Snell da tre riscaldava i tifosi locali riportando al comando Milwaukee, a 6:46 MKG contrastato da due difensori sul suo tiro in area aveva comunque ragione mentre Batum incrementava il vantaggio a 5:16 colpendo con eleganza da tre punti quasi frontalmente (57-53).
Snell convergeva dalla destra in diagonale verso il centro battendo Batum che non segnava subito dopo ma si rifaceva in difesa andando a stoppare in aiuto su Monroe e appena oltrepassando la metà campo sulla destra dava un pallone quasi orizzontale a Kaminsky che partendo come un treno s’infilava come nel burro nella difesa di Milwaukee la quale pessimamente ricorreva ad un blando fallo regalando la giocata da tre punti al Tank.
Il FT portava la situazione sul 60-55 pro Charlotte che veniva risucchiata da altri tre punti di Snell prima che a 3:07 Batum con un turnaround ai bordi centrali del pitturato a destra ci riportasse sopra il break (62-58).
A 2:22 Frank alzava improvvisamente la palla a spicchi lanciandola a sinistra del canestro; Plumlee al volo la catturava schiacciando in alley-oop il 64-58.
Il terzo periodo terminava con Lamb e due punti dalla baseline sinistra dal mid range.
 
Si ripartiva dal 66-61.
Beasley diceva qualcosa a Frank prima d’iniziare l’ultimo quarto Il Tank rideva, noi un po’ meno quando proprio il giocatore dei Bucks battezzava la tripla dal corner destro battendo proprio Frank. Kaminsky si faceva perdonare con un bound pass verticale direzione linea di fondo destra; Lamb s’inseriva e andando sino in fondo a schiacciare procurava altri due punti Hornets facilitati dalla non copertura di Terry, sorpreso.
A 11:08 però Monroe da sotto, ormai certo dei due pt. segnava sbagliando il libero addizionale, tuttavia le sue cifre si alzavano grazie al pass del n°34 dei Bucks; facile appoggiare da sotto il 68 pari a 10:34 dal termine.
A 10:10 un passaggio laterale di Kaminsky favoriva la tripla aperta di Graham che ai 24 realizzava il secondo dei suoi due tentativi da fuori arco.
A 9:43 Dellavedova pareggiava di tripla a quota 71 nonostante l’uscita sul tiro provata da Weber.
Kaminsky (applaudito da parte del pubblico alla sua apparizione sul terreno durante il match) non segnava ma compiva il disastro in difesa andando in rientro a commetter fallo su Monroe che si sbarazzava come un fuscello di Frank segnando un gioco da tre punti.
Un’infilata di Graham a 7:41 ci riportava a -1, ma dopo un canestro da tre annullato a Terry per violazione dei tre secondi in area di Charlotte, Monroe con un comodo FT jumper aumentava il distacco a 3 pt..
Da una rimessa laterale destra lanciata verso il ferro Antetokounmpo schiacciava direttamente con Clifford arrabbiato con i suoi, Kaminsky, Graham e gli altri a guardare…
A 5:06 un open tre di Terry con Lamb risucchiato verso il centro, assicurava la W ai padroni di casa, i quali si portavano così sul 73-81 raggiungendo sino a quel momento il rapido e più largo vantaggio di serata ottenuto sino a quel momento.
A 2:58 ancora Terry da tre realizzava il 74-84.
Cody, dopo aver sbagliato un paio di appoggi facili per il rossore in volto di Clifford, metteva dentro un gioco da tre pt. (tiro contrastato da vicino e libero) mentre Roberts fissava il punteggio finale sul 79-89.
 
Pagelle
 
Roberts: 5
7 pt. (3/10), 2 rimbalzi, 1 assist, 1 rubata. Perde tre palloni, a volte si fa battere nettamente in penetrazione o lasciando spazio sul tiro. Al tiro non va benissimo (poco apporto offensivo) e finisce con un solo assist in 27 minuti e un -7 di plus/minus.
 
Batum: 6
11 pt. (5/12), 5 rimbalzi, 8 assist, 4 rubate, 1 stoppata. Due le perse in 29 minuti. Bene negli assist e nelle rubate, decente a rimbalzo anche se un paio di palloni invece che cercarseli lo colpiscono, termina con undici punti fallendo due occasioni dalla lunetta. Ciò che gli abbassa il voto è una partita difensiva da All-Star Game. In alcuni frangenti difende con sufficienza, come si è già visto in alcune parti dell’anno. Magari risponde immediatamente con punti e assist in una specie di partita segna tu che segno pure io o almeno ci prova senza troppe attenzioni, ma Milwaukee difende più intensamente.
 
Kidd-Gilchrist: 6
13 pt. (6/11), 5 rimbalzi, 2 assist, 1 rubata, 1 stoppata. Considerando la partita nel complesso, compreso tutto direi sufficiente con punte di difesa da 6,5 ma i numeri non sono eccellenti nonostante in attacco diventi una soluzione vista la penuria di attaccanti validi.
 
M. Williams: 5
5 pt. (2/4), 4 rimbalzi, 1 assist, 1 stoppata. In 26 minuti accumula un -17. Cifre da panchinaro e nemmeno di livello. Non una prestazione da ricordare.
 
C. Zeller: 5,5
9 pt. (3/8), 6 rimbalzi, 1 assist, 1 stoppata. Si vedono diverse buone difese, anche se quando deve uscire poi è irrimediabilmente battuto da sotto se i compagni non ruotano. Inizia bene e con combattività ma nel finale diversi palloni passano da lui affidati dai compagni, sbaglia tre occasioni e gli Hornets escono di scena, prima di una tardiva giocata da tre punti.
 
Kaminsky: 5
3 pt. (1/12), 3 rimbalzi, 5 assist, 1 stoppata. Finisce con 0/5 da fuori ma anche un incredibile +8 di +/- che è frutto della prima rotazione nella quale la panchina gioca bene e lui prova a esser fulcro o in isolamento o in post basso/alto per far giocare eventualmente anche i compagni. Buona la vena da uomo assist con un passaggio semplice per tripla di Graham ai 24 e alley-oop per Plumlee. E’ tuttavia un disastro al tiro. In 21 minuti segna solo una volta prendendo d’infilata da quasi metà campo la difesa di Milwaukee.
 
Mil. Plumlee: 6
4 pt. (2/3), 7 rimbalzi, 1 rubata. Ricorre al fallo qualche volta in più rispetto alla media della squadra. Una marea di tap-out, alcuni fuori misura, alcuni utili. Una bella schiacciata in alley-oop e difesa sufficiente.
 
Weber: 5,5
3 pt. (1/4), 3 rimbalzi, 2 assist, 1 rubata. Sembra un po’ fragile anche se è veloce. Mette solamente un tiro splittando i liberi.
 
Lamb: 6
12 pt. (6/12), 4 rimbalzi, 1 assist, 1 rubata. Crea un po’ di movimento in attacco da dove piazza tiri in faccia agli avversari. In difesa a volte va in aiuto e/o a farsi risucchiare, il che apre il campo a drive and kick letali sul perimetro. Questo non è solo un suo problema ma sembra strutturale di squadra.
 
Graham: 6,5
12 pt. (4/5), 2 rubate. 2/2 da tre pt. e 2/3 dalla linea in 15 minuti. Bene durante le prime rotazioni. Mette una tripla anche nella seconda ma cala un po’. Le cose non gli riescono come prima. Finisce con un -10. Voto tra 6,5 e 6 ma lo voglio premiare per l’impegno e la buona prima parte che l’aiuta ad andare in doppia cifra. Inoltre, anche se non ha rimbalzi a referto, ha giocato con buona personalità finendo per rubar un paio di palloni. Anticipi e buona difesa.
 
Coach Clifford: 6
La squadra gioca a tratti il più bel basket del primo tempo con la panchina che orchestra, trama più che giocare. Poi il black-out finale in un match con pochi stimoli e giocatori approsimativi nel finale.

Game 80: Charlotte Hornets Vs Boston Celtics 114-121

 
 
SciapHornets
 
La parola sciapo ha assonanza con il francese chapeau (cappello), che da noi si usa nella forma “tanto di cappello” per descrivere situazioni nelle quali uno o più individui, associazioni, ecc., compiono gesti di notevole importanza.
Un trait d’union tra i due termini descriverebbe la partita di questa notte in maniera più che sintetica.
Charlotte ha giocato in maniera classica la sua gara (un po’ sciapa, disattenta per certi versi, con qualche scelta di tiro più che azzardata) andando sotto di 19 punti prima di risalire e tornare in partita riuscendo ad arrivare anche sul +7 nell’ultimo quarto prima di vanificare il tutto con il classico finale (rispetto al trend dell’annata) gettandolo via con Boston ovviamente più determinata a vincere essendo in corsa per il primo posto a Est. Charlotte saluta definitivamente e matematicamente i P.O. e dice ai propri tifosi un grazie in attesa di rivedersi il prossimo anno ora che mancano sole due partite.
Belinelli è rimasto fuori per l’infortunio al dito mentre a proposito di francesi, se non rimembro male, Batum dovrebbe aver fatto la propria miglior prestazione stagionale finendo con 31 pt. in 40 minuti.
Walker ha chiuso con 32 punti facendo ben prima del match, dei regali a propri compagni pur non essendo riuscito a regalare la post season ai fan.
Bene anche Lamb con 17 pt. mentre nelle fila di Boston i 32 di Thomas precedono il podio composto da Horford con 16 e da Bradley con 15.
Hornets quindi che chiudono davanti al loro pubblico con una sconfitta prima delle ultime due trasferte a Milwaukee e Atlanta.
“Post fata resurgam” potrebbe essere il motto di Charlotte per il prossimo anno se la società vorrà riscattare il fallimento in termini di risultati dell’annata.
In tempo di Pasqua (tra le resurrezioni varie e assortite) perché non citare anche l’araba fenice che si dice risorgesse dopo essersi trasformata in cenere sopra una pira.
L’augurio è quindi che MJ e il suo entourage, sperando vi sia un cambio di rotta e/o di personale, sappiano trovare la via per uscire dalle difficoltà e ripresentare una squadra valida e molto più solida di quelle mostrate recentemente.
 
Boston si presentava allo Spectrum Center con; Thomas, Bradley, Crowder, Olynyk e Horford.
Clifford, espulso durante la gara per doppio tecnico (protesta reiterata e forte), presentava il solito quintetto (Walker, Batum, MKG, M. Williams e Zeller).

Waleker vola in entrata contro Crowder protetto dal blocco di Cody Zeller.

 
Buon inizio di Charlotte che con Zeller portava la palla nella propria metà campo, passavano 14 secondi e Kemba innescava il nostro centro bravo con una rim run a fulminare la difesa dei Celtics con una dunk bimane.
Trenta secondi più tardi era Cody con un passaggio a restituire il favore a Kemba che non si faceva pregare al tiro da fuori; tripla e Hornets sul 5-0.
Dal centro area Williams passava a Zeller sulla sinistra, fallo di Thomas a pochi passi dal canestro.
Cody si affacciava dalla linea e portando il suo bottino a 4 punti scriveva il 7-0.
Boston a 10:05 si sbloccava con Bradley o a 9:16 Olynyk depositava il bagaglio pallone appena ricevuto da sx percorrendo l’area in verticale non trovando casellanti per il 7-6.
Charlotte manteneva il vantaggio nonostante qualche scelta di tiro non ottimale o intoppo come la stoppata di Olynyk su Batum, solamente il francese riuscendo a riprendere appoggiava l’11-8.
Il transalpino a 5:07 da tre punti piazzava anche il 16-10.
A 4:22 però Boston era già di gran carriera in rientro (16-15) con la tripla di Thomas con Zeller che usciva inutilmente nella no man’s land degli Hornets.
Thomas agganciava la parità a quota 20, ma un jumper di Lamb a 2:36 portava per la penultima volta in vantaggio Charlotte nel ptimo tempo.
Brown, sulla sinistra colpendo da 3 realizzava il 22-23.
Kaminsky andando in area in uno contro uno vs l’8 verde segnava il 24-23.
Crowder centrava un’altra delle innumerevoli triple sulle quali gli Hornets non riuscivano a chiudere e anche se Walker pareggiava a quota 26, nel finale Bostron allungava, Brown con spazio infinito colpiva da tre fissando dopo 12 minuti il 28-32.

Ultima presenza da Honey Bees per la latina KT?

 
Nel secondo quarto Boston allungava micidialmente subito con due triple e due punti di Horford che contribuivano a un parziale di 13-0 Boston interrotto da una giocata di Lamb che in uno contro uno appoggiava a sinistra il 30-42, seguito da un back-door d Roberts sulla baseline sinistra con relativo appoggio per il -10. Una tripla di Graham dalla diagonale destra era funzionale per gli Hornets a tornar sul -7 ma Smart con un tiro rapido in uno contro uno stoppava le velleità di rientro di Charlotte.
Bradley era stoppato sulla sinistra sul tiro da tre una volta tanto ma Crowder segnando da due concedeva ai verdi la doppia cifra di vantaggio.
A 4:50 Batum da tre in transizione segnava il 41-48 però Boston sfruttando anche un gioco da tre punti di Olynyk (scontro con Marvin più tiro in allontanamento e FT a bersaglio) tornava sul +12 (41-53) prima di un FT jumper di Batum per il 43-53.
Thomas da tre riallontanava la minaccia dei Calabroni che rimanevano distanti nonostante nel finale (:49.1) Walker rispondesse con la stessa moneta da tre punti per il 54-65. Horford però s’iscriveva all’albo dei tiratori da fuori nella serata ad ampio spettro di Boston e Thomas a tre secondi e mezzo chiudeva il primo quarto con un altro tris.
Boston a metà tempo comandava 54-71 grazie a un altissimo 62,8% dal campo (27/43 contenente un 11/21 da 3 più 21 rimbalzi e 21 assist.

Isaiah Thomas (4) aiuta Boston nel finale a vincere a Charlotte. Qui supera nel ptimo tempo Kemba Walker.
(AP Photo/Chuck Burton)

 
Con Boston padrona del campo iniziava il secondo tempo.
Charlotte incassava due punti di Olynyk ma rispondeva con Batum in jumper dal centro destra.
Un reverse layup a 10:20 di Olynyk ma a 8:37 si rivedeva Batum che aiutato dalla prima porzione del ferro ritrovava la via del canestro alzando il punteggio sul 60-77.
A 6:34 un lungo passaggio di Batum per Zeller portava alla transizione immediata Charlotte; dunk a una mano prima che Crowder potesse recuperare.
Sul 66-79 Boston sceglieva il time-out.
Jerebko to Olynyk in transizione (tutto sotto canestro) realizzavano due punti in un buon momento di Charlotte costruendo il 70-81 ma Charlotte architettando il recupero costringeva Olynyk a spender il quinto fallo.
Due FT di Kemba riportavano a -9 gli Hornets che tuttavia subivano un altro stop con la tripla di Jerebko, la prima del secondo tempo per i verdi.
Nel finale un paio di canestri di Brown servivano ai Celtici per tenere a freno Charlotte che tuttavia con un lungo tiro da tiro da tre punti di Lamb si riportava sul -6 (86-92).

Stephen Silas, figlio del vecchio coach Paul Silas, guida la squadra dopo l’espulsione di Clifford (la prima dell’anno per l’head coach di Charlotte).

 
Iniziava anche l’ultimo quarto e un aggressivo Batum riduceva lo scarto a 4 punti.
Smart da sinistra colpiva ancora dalla lunga ma Lamb in entrata sopravviveva al contatto falloso con Jerebko, tiro in caduta, canestro e libero a segno per il 91-95 a 11:04.
A 9:51 una penetrazione con appoggio di Kaminsky riduceva lo scarto a un punto solo, un cecondo più tardi Stevens era costretto al time-out.
Al rientro sul parquet Bradley portava due punti a casa Boston ma a 9:17 un catch n’shoot da tre punti realizzato da Batum (nonostante Bradley di guardia) serviva per agganciare gli ospiti a quota 97.
A 8:28 Lamb con un anticonvenzionale appoggio mezzo tagliato da sotto tornando sui suoi passi senza mai aver interrotto il palleggio, sorprendeva il suo difensore portando i neri in testa.
La Buzz City rombava quando Roberts dopo una finta avanzava sulla diagonale sinistra infilando il jumper del +4.
A 6:37, grazie anche a ottime difese precedenti, il pubblico si esaltava perché Batum, spalle a canestro nei pressi dell’area nella zona sinistra cambiava gioco sulla destra da dove Marvin faceva partire un siluro da tre unti che squassava la chiglia di Thomas e compagni contribuendo al parziale di 10-0 fondamentale per portare al totale del 104-97 momentaneo. Boston tuttavia non potendo permettersi di perder questa partita forzava con Bradley da tre punti a 6:22 per il 104-100.
La motion offense di Charlotte non funzionava con Boston piazzata in maniera adeguata in difesa e abile a ruotare, finiva per pareggiare Horford con una sospensione dalla linea di fondo destra che scavalcava Kaminsky.
Olynyk finiva fuori per un contatto con MKG (sesto fallo) m Batum sull’azione successiva sparava un tentativo da tre punti futilmente da distanza ragguardevole l’uno contro uno Smart da sotto assorbiva il contatto con MKG in rientro e dalla lunetta riportava avanti la squadra del nord-est degli States.
Lo 0-9 run era interrotto da Walker che passando dietro il blocco di Zeller era toccato da Smart.
Per gli arbitri c’erano tre FT abilmente insaccati da Kemba (107-106).
A 3:37 tre punti frontali di Bradley su Batum servivano per il saliscendi nel punteggio con Boston che si vedeva bloccare ormai altri due punti già realizzati da Thomas grazie alla stoppata scudo di M. Williams in recupero dietro di lui, MKG ne approfittava appoggiando con il fing and roll.
A 2:14 Thomas cambiava lato, appoggio a sx, questa volta Marvin non riusciva nell’impresa, mentre Smart rubava sull’alzata della palla (prima del tiro) a MKG un pallone prezioso.
A 1:42 fallo chiamato a Zeller, 2/2 di Thomas, Celtics oltre il break sul 109-113 che si vedevano tuttavia riportare in partita piena da Batum; a 1:33 un tocco sul bicipite sinistro di Nic impegnato al tiro regalava tre onesti liberi a Charlotte nonostante Stevens si portasse le mani nei capelli.
Il 2/3 segnava il 111-113.
A 1:21 tuttavia Thomas trovava il colpo partita con un arresto e tiro che andava oltre Zeller e il tentativo di recupero di Walker. Batum da tre non segnava, Bradley dalla diagonale sinistra sì, contribuendo a dissipare gli ultimi dubbi degli speranzosi tifosi locali.
Nell’azione s’infortunava Kemba, il quale sbilanciato da un blocco dietro di lui effettuato da Bradley iniziava a perder l’equilibrio, poi il tocco del suo piede con quello di Thomas in virata lo faceva cadere a terra dolorante.
Walker usciva accomodandosi in panchina.
A :27.6 il sostituto Roberts realizzava un 3/3 dalla linea per fallo sul tiro di Thomas ma Smart a pochi decimi in più dei 24 secondi finali realizzava un 2/2 dalla lunetta dopo il classico fallo blocca tempo (di Marvin).
Si chiudeva quindi sul 114-121 l’ultima gara stagionale di Charlotte.
 
Pagelle
 
Walker: 6,5
23 pt. (7/19), 1 rimbalzo, 8 assist, 1 rubata. Troppe triple a vuoto (2/10) e la sfida con Thomas quasi per emulazione. Segna 23 pt., regala sprazzi di belle giocate come il palleggio dietro la schiena e il pullup per battere Tyler Zeller però anche lui a volte dovrebbe esser più concreto.
Perfetto dalla lunetta e zero turnover, 8 assist ok ma difesa appena sufficiente. Si fa male nel finale, vedremo che succederà in una stagione nella quale ha già segnato più punti di qualunque altro all-time Hornets salvo Glen Rice…
 
Batum: 6,5
31 pt. (11/23), 8 rimbalzi, 3 assist. Credo sia il season high di Nic. Solo una persa ma pochi assist anche se quello per Marvin avrebbe potuto esser importante. All’inizio e alla fine forza dei tiri assurdi peccato perché la partita nel complesso non è stata malvagia ma certe scelte penalizzano la squadra in momenti decisivi. Bene da tre con 4/8. Batum dice che per la prima volta non giocherà per la Francia perché gli Hornets hanno bisogno di lui e vuole dedicarcisi.
 
Kidd-Gilchrist: 6
8 pt. (2/7), 4 rimbalzi, 1 assist, 1 stoppata. In attacco segna un bel canestro ma è già al 50% delle proprie realizzazioni.
 
M. Williams: 5,5
5 pt. (1/5), 7 rimbalzi, 1 rubata, 2 stoppate. Una bella stoppata su Thomas, qualche rimbalzo, al tiro però è insufficiente nonostante il tre punti del 104-97.
 
C. Zeller: 6,5
12 pt. (4/5), 9 rimbalzi, 2 assist, 3 rubate. Buon inizio, buona difesa su Horford in una parte in cui gli Hornets recuperano. Sfiora la doppia doppia.
 
Kaminsky: 6
8 pt. (4/10), 5 rimbalzi, 7 assist. 0/3 da oltre l’arco… se la cava da due dove s’inventa qualche situazione, anche se sbaglia in un paio di chiusure dove disdegna il plexiglass che sarebbe stato prezioso amico invece.
 
Lamb: 7
17 pt. (6/8), 5 rimbalzi, 1 assist, 2 stoppate. Prende quasi in faccia la tripla finale di Bradley ma durante la partita porta scompiglio e punti agli Hornets con scorribande sui generis e punti giocando 24 minuti.
 
Mil. Plumlee: 6
0 pt. (0/0), 1 rimbalzo. Marginalissimo. Un solo rimbalzi preso d’autorità ma poi il nulla a parte una persa e il +5 di plus/minus che coincide con parte del recupero di Charlotte.
 
Roberts: 6
7 pt. (2/5). 3/3 dalla lunetta (nel finale) e un buon canestro per l’allungo.
 
Graham: 6
3 pt. (1/1), 2 rimbalzi. Una bella tripla a segno e un paio di rimbalzi in 6 minuti. Spende un paio di falli.
 
Coach Clifford: 5,5
Si fa espellere per proteste. Sul fallo di Kemba (inesistente) ha ragione, sul secondo (pallone conteso in uscita tra Charlotte e Boston) no, ma probabilmente lo fa infuriare la decisione presa autonomamente da un arbitro che decide di cambiar l’assegnazione della stessa, precedentemente destinata a Charlotte. Probabilmente li stimola a far bene senza, giacché nel secondo tempo la squadra reagisce. I due tecnici presi e trasformati da Boston pesano più sul finale che sul punteggio finale. Per il resto il solito problema con l’arco e triple prese.
 
Coach St. Silas: 6
Non ce la fa a mutare il team. La squadra reagisce ma crolla nel finale. Lui non cambia le carte in tavola ma la prima di un Silas dopo lungo tempo va incoraggiata. Il bello è che out Clifford, anche Pat Ewing, andato a Georgetown recentemente non è più disponibile.

Game 79: Charlotte Hornets Vs Miami Heat 99-112

 
History Repeating
 
La storia si ripete.
Certe volte gli uomini semplicemente non la conoscono, la ignorano, la mal interpretano o ne fanno questioni d’ideologia oppure ancora, “filosoficamente” potremmo dire che l’interpretazione è soggettiva, tuttavia da essa e quindi dall’esperienza, diretta o indiretta, potremmo trarne degli insegnamenti.
Charlotte non l’ha fatto.
E’ durato quasi un anno luce NBA questo viaggio verso questi illusori e tormentati playoffs che, onestamente direi, sono sfumati dopo la sconfitta contro una calda Miami questa notte.
La stessa Miami che ci eliminò in sette partite lo scorso anno al primo turno playoffs e che grazie a noi continua la sua corsa per l’ultima piazza, anch’essa, infatti, essendo al nono posto, aveva bisogno di una W per superare i Pacers.
Altro gioco a somma completamente azzerata…
Charlotte ha giocato, parere personale, con energie non adeguate (potrebbe aver influito anche il back to back, Miami ha giocato certamente partendo più agguerrita), con una difesa da tutto l’anno debole sull’arco che ha finito per incassare 21 triple su 40 tentativi!
Impossibile vincere così.
La storia si è ripetuta ancora una volta quindi e gli Hornets non hanno appreso molto dai due scontri diretti persi in precedenza (in casa) con Bulls e Bucks.
33 i punti di Dragic, 26 quelli di James Johnson, 19 di Richardson più i 12 dalla panchina di Tyler Johnson.
Bassi i turnover delle due squadre (6 a testa), leggera prevalenza a rimbalzo degli Heat (36-40) con gli Hornets che hanno battuto sicuramente più liberi: 21/24 contro l’11/12 di Miami.
 
Miami si presentava allo Spectrum Center con il seguente quintetto; Dragic, Richardson, McGruder, James Johnson e Hassan Whiteside.
Gli Hornets guidati da Clifford schieravano; Walker, Batum, MKG, M. Williams e C. Zeller, i soliti noti.

Nicolas Batum Charlotte Hornets va per un lay up.
Nic finirà con 24 punti complice un 12/12 ai liberi.
2017 NBAE (Photo by Kent Smith/NBAE via Getty Images)

 
Iniziava la sfida da non sbagliar per entrambe le squadre… Whiteside conquistava la palla a due, Dragic tentava la penetrazione che sembrava vincente, ma l’aiuto di MKG lo costringeva a cambiar la parabola dell’appoggio e il play di Miami fallendo il primo tiro dava la possibilità a Charlotte d’attaccare, tuttavia il primo canestro della gara era opera (ante-litteram rispetto al 6/7 nella sua serata di triple) di James Johnson per Miami; a 10:55 una drive con layup bastava per lo 0-2.
A 10:41 Batum in allungo sulla baseline destra era spostato fallosamente in volo fuori dal campo.
Due tiri liberi e parità a quota due.
Dragic con penetrazione, spin e appoggio in area realizzava il 2-4, ma il pari lo trovava MKG dal mid-range (10:14), oltretutto fendendo solo il cotone interno della retina.
A 9:40 Kemba fuggiva sulla sinistra per andare a depositare a canestro ma sulla sua strada trovava Whiteside, in salto Kemba cambiava progetto originale e mano appoggiando di dx effettuando istintivamente e felicemente la scelta.
Dragic solo otto secondi più tardi infilava la prima tripla in quello che per Miami dall’arco rimane un quarto molto proficuo, il nuovo vantaggio Hornets era però ottenuto da Batum che da sotto a destra trovava tempo e spazio per battere i difensori.
MKG in tuffo forzava a una jump ball Miami, ma gli Heat riguadagnavano il possesso e Dragic sorprendendo da tre la difesa di Charlotte rimandava sopra i neri (8-10).
Williams era stoppato in uno contro uno da Richardson che tuttavia andava a sbagliare dall’altra parte, si battagliava, MKG in tuffo recuperava un pallone a Dragic che lo colpiva con la sinistra in caduta, dava l’idea.
Niente di serio comunque… dopo un po’ d’errori da ambo le parti e la seconda persa di Walker sulla gran pressione di Dragic, Richardson colpendo da tre punti da sinistra allungava il vantaggio ospite.
A 5:42 da uno spin in area Cody ricavava lo spazio per un tiro baciato dal ferro e dalla fortuna, James Johnson tuttavia con una penetrazione, arresto e appoggio mandava sul 10-15 il punteggio.
A 5:17 quindi Clifford chiamando un time-out provava a bloccare l’inerzia a favore di Miami.
Cody con un floater segnava al rientro ma anche McGruder partecipando alla festa di triple degli Heat spostava verso il rosso infuocato di Miami la partita, ancora Zeller tentava da minor distanza dell’avversario ma il ferro diceva no, fortuna che il rimbalzo scendesse a destra dove il solo Williams poteva correggere facilmente a canestro per il 14-18.
A 3:47 un fade-away di James Johnson dal centro destra dava il +6 agli ospiti che venivano sorpresi da un passaggio rapido per MKG sotto canestro; Whiteside, abbastanza lungo, rientrava sul tentativo di schiacciata della nostra ala spostandogli l’avambraccio.
Poco male perché il numero 14 riusciva ugualmente a realizzare i due pt. ma Miami ottenendo 4 punti da T. Johnson (1/2 ai liberi e altra tripla) saliva sul +8.
A 2:23 una parabola altissima di Kemba, scagliata come freccia per superare la difesa alta a scudo di Whiteside, colpiva in pieno centro il bersaglio lasciando incredulo il centro avversario ma l’incredibile si materializzava anche dalla parte opposta, dove Ellington realizzando da tre spediva non solo sul 19-27 il match, ma faceva toccare un 6/7 agli Heat da fuori eccezionale.
Gli Hornets non si curavano e continuando il loro gioco più interno trovavano la via di Kaminsky e il suo teardrop per realizzar due punti.
Belinelli intanto era pescato da un replay, passando dietro un blocco si faceva male a una mano mentre Roberts qualche secondo più tardi con un lungo step back jumper accorciava sul 23-27.
Finivano così i primi 12 minuti.

Marco Belinelli gioca solo 8 minuti infortundosi a un dito della mano sinistra.
Probabilmente in parte pesa la sua assenza nel proseguo della serata, anche se lo 0/2 iniziale da fuori non era promettente.
2017 NBAE (Photo by Kent Smith/NBAE via Getty Images)

 
Iniziava il secondo quarto e Roberts riprendeva da dove aveva interrotto; un suo scatto sulla baseline era visto da Lamb che sempre dalla destra gli forniva l’assist con un bound pass, facile per il nostro play di riserva andare a depositare poi senza resistenza a canestro…
A 11:21 il rientro di Dragic spingeva gli Heat; altri tre punti “facili” per il 25-30.
Rispondeva Lamb avanzando e creandosi spazio per la sospensione fai da te ma efficace.
A 10:07 Kaminsky facendo fuori il suo uomo partendo da destra realizzava il driving layup ottenendo anche il libero supplementare per pareggiar l’incontro momentaneamente a quota 30.
Tyler Johnson dalla diagonale sinistra segnava battendo Belinelli, Dragic ne aggiungeva due e gli Heat tornavano sopra il break, Frank si liberava dei difensori ruotando il perno verso canestro, soft touch da metà area a segno e -3.
Kemba andava in lunetta per un gomito sfiorato da Ellington su un tiro da tre del capitano dietro lo schermo di Kaminsky, ma l’1/3 lasciava attardati di due lunghezze i Calabroni.
Dragic con un pullup dalla top of the key e altri due punti realizzati in area contro Kemba, scavava un solco complessivo di 6 pt. (33-39).
A 5:49 Kemba tornava in lunetta aggiustando la mano con un 2/2 ma James Johnson batteva Marvin Williams da appena oltre la linea dei tre punti continuando la saga di triple.
Un cambio gioco in diagonale dalla baseline sinistra fin fuori l’arco diagonale destro tra Batum e Walker, era propedeutico alla tripla del secondo che si esaltava saltando sul palleggio nettamente Whiteside per andar sotto canestro in salto in mezzo a due colonne degli Heat a passar un pallone rapidamente sulla destra da dove spuntava MKG bravo a chiuder in schiacciata.
Whiteside su una palla vagante in attacco commetteva il terzo fallo della sua partita venendo tolto da Spolestra, ne approfittava subito Zeller che rollando frontalmente su assist di Kemba, schiacciava per il 42 pari.
Richardson a 2:42 infilava il jumper ma gli Hornets trovavano anche il vantaggio grazie a una tripla di Kemba.
Miami non si arrestava nel gioco da oltre l’arco scoccando l’ennesimo dardo avvelenato; era Richardson a colpire Batum e gli Hornets, tuttavia il nostro numero 5 si rifaceva in attacco sfruttando un contatto con McGruder per trovar il canestro e il libero del nuovo vantaggio (48-47).
Dragic colpiva con un lungo due su MKG in rientro laterale e Johnson (James) a un secondo e mezzo dalla fine puniva un’azione d’attacco scriteriata di Charlotte.
Williams tentava il miracle con un tiro da tre quarti campo e la palla a spicchi benedetta entrava con cornice di luce rossa regalando un insperato 51-52 a fine primo tempo.
 
Il terzo quarto era completamente da dimenticare a partire dalla notizia dell’infortunio al dito di Belinelli che non si vedeva più sul parquet.
Se Batum illudeva tutti con un buon inizio mettendo due jumper intervallato dal solito J. Johnson (solita tripla di serata), Richardson con un’entrata e appoggio di sinistra otteneva anche un libero con il quale portare i suoi sul 55-61 a 10:25.
Era ancora Batum a far rimaner in scia i Calabroni con un’altra giocata da tre punti su McGruder per il 58-61.
Sotto il canestro di Charlotte si accendeva una mischia a rimbalzo, a Zeller era fischiato il fallo sulla contesa con Whiteside ma il centro allargava il gomito sfiorando MKG che con un movimento del busto e della testa all’indietro matrixiano, evitava per un soffio l’uso del paradenti.
Tecnico a Whiteside e Hornets su -2 con Batum. Sull’attacco MKG stoppava Whiteside ma il pallone ripreso dal centro era poi messo dentro dallo stesso da pochi passi.
Zeller ai 24 non segnava, Whiteside con la dunk contrastata e resa meno violenta da MKG riusciva ugualmente a infilar la retina, Batum da tre era sfortunato e il centro di Miami appendendosi in schiacciata si dichiarava difficilmente contenibile…
James Johnson da tre, Dragic su Williams con altrettanti punti… Miami volava con un parziale di 12 punti mentre gli Hornets rimanevano a zero.
Anche l’attacco successivo di Kemba era stoppato dal centro onnipresente di Miami.
Ai 5:29 Richardson per un fallo di MKG realizzava un 2/2 dalla lunetta chiudendo il parziale decisivo di 14-0 con il quale la squadra della Florida si portava sul 59-75…
A interromperlo era Batum quindici secondi più tardi, con un tiro che colpendo primo ferro e tabella, ricadeva dentro.
Le distanze rimanevano siderali sino alla fine del quarto, anche se Kaminsky segnando da tre punti :18.5 dalla fine regalava il -11 (73-84) a coach Clifford che tuttavia incassava prima della sirena uno spin e il banker di Dragic andando oltre Kaminsky.
Finiva il terzo quarto con Miami avanti di 13 (73-86) con un parziale di 22-34 che uccideva il match a dare la cifra delle difficoltà di Charlotte in serata.
 
La squadra in divisa teal provava a reagire dopo il fing and roll di Dragic attraverso una bomba sganciata da Williams per il -12, Frank aiutato dal ferro a 10:44 portava a -10 lo scarto che scendeva ancora (dopo una transizione) a soli 8 punti; Batum dalla sinistra, passaggio forte tagliato in diagonale per Williams che arrivava sotto canestro a destra, finta per farsi superare da Ellington in corsa e facile appoggio (10:11) in un secondo tempo per l’80-88.
Time-out Miami ma una palla orizzontale intercettata da Batum nel mezzo spingeva il francese in transizione, James Johnson quasi recuperava ma non rischiava l’intervento, Batum andava per la schiacciata ma la sfera si scolava dal palmo prima di effettuare la dunk, palla sul ferro, schiacciata mancata e a 9:37 Whiteside scuotendo il ferro a due mani con una jam aggressiva riportava gli imenotteri sul -10.
Alcune giocate da tre punti decidevano poi la gara; J. Johnson da tre, con troppo spazio lasciato da Marvin colpiva per primo, Batum era il secondo; tripla tentata, fallo e tre liberi a bersaglio, Whiteside era il terzo e con una modalità ancora differente, ovvero a 8:44 sfuggendo a Frank appoggiava da sotto ottenendo anche il libero addizionale poi trasformato per l’83-96.
La fatica di Charlotte per rientrare era inutile, si tornava sul -13, Roberts frontalmente realizzava il -10 (86-96) ma successivamente chiudeva male con l’appoggio estendendo la mano sinistra da sotto, rovinando un assist di Batum dalla destra dopo avergli lui stesso dato palla ed esser scattato bene per chiuder la triangolazione.
Nel finale James Johnson e Tyler Johnson con una tripla a testa spedivano sul -17 (90-107) Charlotte che a 2:45 segnava grazie a un circus shot di Kemba, Zeller metteva anche una rim run dunk a 2:05 per il 96-110 ma ormai si viaggiava verso la fine del match senza speranze.
Finiva, infatti, 99-112 la quarantesima gara casalinga.
L’ultima partita stagionale sarà tra sabato e domenica a partir da mezzanotte (ora italiana).
Charlotte ospiterà temibili Celtics in quella che potrebbe al massimo essere una vittoria di prestigio.
 
Pagelle
 
Walker: 5,5
18 pt. (6/17), 2 rimbalzi, 5 assist. Lampi di classe a intermittenza ma per vincere questa gara serviva più cuore e intelligenza. Kemba ci prova a tratti ma è troppo poco. Finisce con un parziale di -14 perdendo il duello con Dragic.
 
Batum: 6
24 pt. (6/13), 3 rimbalzi, 7 assist, 1 rubata, 1 stoppata. In una partita in cui Miami pressa molto, paradossalmente mantiene attenzione, si procura diversi liberi che sfrutta (12/12) dalla lunetta, finisce nonostante tutto travolto sul -16 di +/- con i titolari ma non è colpa sua. I difetti però sono almeno due; in difesa una tendenza (poi generale di Charlotte) a difendere alzando solo il braccio sui tiri da tre avversari senza rischiare in alcune circostanze la stoppata o almeno tentare di ridurre maggiormente il campo visivo dell’attaccante e in attacco scelte di tiro non sempre felici. Mezzo voto in meno per una rubata che lo porta in transizione ma sulla schiacciata per il -6 facile sbaglia con la palla che si stacca dal contatto con la mano e si va sul -10 successivo.
 
Kidd-Gilchrist: 5,5
8 pt. (3/5), 5 rimbalzi, 1 assist, 1 rubata, 2 stoppate. In attacco trova un paio di canestri difficili in uno contro uno. In difesa va ad azioni. Riesce a piazzare un paio di stoppate e nel finale si batte strappando aggressivamente un rimbalzo caduto a destra del nostro canestro. Anche nel primo tempo lotta lanciandosi due volte in tuffo, più che l’impegno è la qualità della difesa inferiore al passato.
 
Marvin Williams: 5
15 pt. (6/10), 12 rimbalzi, 1 stoppata. 3/6 da fuori ma un paio quando ormai è tardi. Controverso. Sbaglia alcuni tiri in momenti di possibile importanza per rientrare, nel finale si fa in 4 appunto ma è tardi. Bene a rimbalzo, centra una tripla miracolosa a metà tempo ma sulla difesa da tre punti è un buco. Più di Batum alza la mano, ma se l’avversario sa già che non salterai, eccolo tirar tranquillo, anche se è vero che lui cerca d’aiutare i compagni in alcune situazioni. Quest’ultimo elemento inficia pesantemente le sue discrete statistiche che tuttavia mancano di assist e rubate.
 
C. Zeller: 5
8 pt. (4/12), 4 rimbalzi, 3 assist, 1 stoppata. Per un po’ di tempo controlla bene Whiteside che rimane a secco, però si deve dedicare esclusivamente a lui. Primo tempo discreto. Nella fase principale della partita però perde il duello in attacco e in difesa, abbassa le sue statistiche errando un paio di conclusioni da vicino. Sul piazzato non ne parliamo, da come costruisce il tiro, si capisce già che sarà ferro. Se deve forzare contro alcuni centri va in difficoltà.
 
Kaminsky: 6
13 pt. (5/9), 1 rimbalzo, 1 assist. In 21 minuti l’apporto difensivo non è molto, compensa con un attacco variegato. Trova soluzioni valide finché può, poi nel finale sbaglia due triple consecutive e il castello di carte di Charlotte cade.
 
Belinelli: s.v.
0 pt. (0/2) 1 rimbalzo, 1 assist. Marco sbaglia due triple giocando 8 minuti. Deve uscire per un infortunio al dito ma anche negli ultimi minuti in campo si vede (nonostante lo tocchi) scavalcare dal pallone cadutogli vicino a rimbalzo. La sindattilia fattagli con bendatura nera non basta e deve rientrare negli spogliatoi. Credo sia mancata anche la sua presenza, sebbene non sia la causa della sconfitta.
 
Miles Plumlee: s.v.
0 pt. (0/0), 1 rimbalzo. Si vede poco in 8 minuti. Sta in campo in maniera sufficiente (un po’ poco reattivo per usar un eufemismo su un pass di Roberts ravvicinato ma comunque non semplice) ma per dargli un voto valido sarebbero serviti magari 4/5 minuti in più.
 
Lamb: 6
6 pt. (2/5), 5 rimbalzi, 1 assist, 1 stoppata. Finisce con un +4 di plus/minus in 23 minuti. Non ci prova moltissimo. Si accontenta di 6 punti dividendo l’attacco con i compagni. Parla con Kemba durante dei tiri liberi di Miami ma i due alla fine ancora probabilmente non si capiscono a giudicare dai segni e dai segnali.
 
Roberts: 6,5
7 pt. (3/5), 2 rimbalzi, 1 stoppata. A parte il tiro rovinato a Batum, Brian in 13 minuti ci prova. Gli danno un pallone perso tentando nella mischia da sotto canestro il classico assist con passaggio sotto di fino, solo che Miles è reattivo come un cetaceo spiaggiato e la palla colpisce le sue gambe finendo oltre il fondo. Rischia la persa con un tocco di piede di Dragic a mandar sul suo corpo e poi fuori la palla ma gli arbitri cambiano idea dopo aver dato rimessa a Miami. Una tripla e 7 pt..
 
Coach Clifford: 5
Squadra con poca energia, avrà pesato anche la trasferta di Washington, ma nella gara più importante dell’anno devi trovare energie extra, indipendentemente dal risultato. La funzione motivazionale quest’anno è saltata diverse volte, ovviamente dipende anche dai giocatori che hai a disposizione. Miami ne aveva di più e il pressing per non far ragionare i Calabroni ha funzionato. A me insegnavano a uscire dal campo comunque contento per aver dato tutto (anche se parliamo d’ambito calcistico), non so se qualche giocatore sia contento stanotte. Sono tutti professionisti, forse qualcuno non la vive poi così male indipendentemente del risultato che parla di una stagione di regresso. Difesa sul tiro da tre punti oscena, non si è mai riusciti a far di meglio, manca proprio anche l’impostazione dell’andare a contrastare. Spolestra in alcune fasi ha rischiato piazzando alto Whiteside, non solo per seguire il lungo ma anche per cambiare e non consentire a Kemba di prendersi triple facili dietro lo schermo.

Game 78: Charlotte Hornets @ Washington Wizards 111-118

 
 
PreparaziHornets
 
Se dovessimo dare una parola d’ordine all’epoca moderna (in particolare, ma potrebbe essere la parola “chiave” dell’Universo da sempre) sceglierei instabilità.
La battaglia che si è venuta a creare questa stagione sul lato Est della NBA ha confermato le iniziali analisi che vedevano molti team su per giù allo stesso livello.
Fortuna, stati di forma, infortuni, crisi varie (mentali, di gioco, ecc.) hanno prodotto le minime differenze che evidenziano le contraddizioni e il loro rapporto di forze nell’arco della stagione. Da tutto questo possiamo desumere oggi, a una manciata di partite dal termine della Regular Season, un futuro velocemente variabile, aperto, incerto, che probabilmente renderà avvincente più del previsto la lotta per gli ultimi posti disponibili a Est.
I Wizards arrivavano da tre sconfitte consecutive, ma sul proprio terreno sono uno dei migliori team in circolazione, difficilmente battibile con un record precedente la partita di 28-10.
Lo stop a Washington, seppur pesantuccio, ci può stare, Charlotte avrà una sfida ancor più ben importante domani notte in casa contro Miami, anche se le news dagli altri campi stanotte non sono confortanti con Indiana che ha ripreso a vincere battendo nettamente in casa Toronto.
Gli Hornets hanno giocato un buon primo tempo ma hanno finito per cedere alla distanza.
Molteplici fattori hanno concorso alla sconfitta.
Quelli personali sono stati principalmente i 16 turnover e la non curanza in certe occasioni sulla linea del tiro da tre punti, dove i Wizards hanno fatto il loro finendo con un 17/34 da tre punti…
Per di più la panchina dei Maghi ha visto finire Jason Smith con 17 punti e Oubre Jr. con 15, fondamentali sul perimetro per coach Brooks.
Wall ha chiuso con 23 e Beal con 19, non sono serviti i 37 di Kemba e i 16 di Belinelli, secondo top scorer di Charlotte.
Per Charlotte comunque un ottima partita preparatoria contro quella di Miami.
Ora tutti a casa, riposo e domani notte contro gli Heat servirà una partita giocata con cuore e intelligenza per ributtarsi nella mischia e non esser tagliati fuori dal finale di stagione.
 
Gli Hornets schieravano lo starting five che aveva dato soddisfazioni recentemente; Walker, Batum, Kidd-Gilchrist, M. Williams e C. Zeller.
I Wizards andavano in campo con; Wall, Beal, Otto Porter, Markieff Morris e M. Gortat.

Kemba Walker supera il Wall durante il secondo quarto.
Kemba finirà con 37 punti ma i Wizards vinceranno ugualmente.
(Geoffe-Burke TODAY Sports)

 
Apriva le danze Washington conquistando la palla a due con Gortat, Porter portava la prima minaccia ma sul passaggio diretto a lui una pre deviazione lo mandava fuori giri facendolo tirar corto. Per vedere il primo canestro occorreva aspettare i 10:32, quando un’apertura sulla sinistra in transizione innescava un open 3 di Batum.
Gortat dal centro sinistra in jumper accorciava sul 3-2 aiutato dall’anello ma a 9:13 un’entrata frontale di Batum chiusa con la destra su Gortat aumentava a cinque i punti di Charlotte. Washington accorciava a 8:11 con un tiro ravvicinato di Beal dopo una transizione con due passaggi che consentivano a Charlotte di far rientrar parzialmente ma inutilmente la difesa.
Beal e Wall sprecavano due altre transizioni su due palloni persi da Charlotte, ma a 7:33 passavano comunque in vantaggio con Morris e il suo jumper dalla media destra.
A 7:14 MKG rispondeva in jumper ma a 6:53 Wall effettuava il controsorpasso con tripla dalla diagonale sinistra che estendeva anche a due il vantaggio dei Maghi.
A 6:29 dall’ipotetica prosecuzione della linea dei FT (tracciando la retta orizzontale verso sinistra) partiva Zeller andando verso il centro ai bordi alti del pitturato, tiro in fade-away con tocco falloso di Morris, palla perfettamente scesa al centro del cesto e libero successivamente realizzato per il 10-9.
Morris vedeva un suo tiro fare più giri sul ferro e uscire, Lamb falliva un’occasione ma mantenuto il possesso era riservito sulla sinistra da Walker, a quel punto aveva buon gioco per andare a depositare il +3 comunque annullato da una tripla di Beal a 5:35. A 5:19 dalla linea di fondo destra Batum ricavava un fade-away vincente oltre i tentacoli di Gortat che dall’altra parte era stoppato sul giro e tiro da Zeller, tuttavia una finta di Wall innescava un suo veloce bound pass per il breve e rapido taglio di Morris a canestro che chiudendo in dunk con Williams attardato portava il punteggio sul 14 pari.
Cody con un veloce contro movimento sulla linea di fondo si liberava di Mahinmi segnando a due mani con l’appoggio in reverse, un recupero difensivo sotto canestro forzato da Walker e lo stesso Zeller portavano il nostro centro all’appoggio in transizione; canestro buono, tocco di Morris, libero supplementare utile per portar il punteggio sul 19-14 a 3:13. Kemba con tre punti frontali aumentava il divario a 8 punti (2:35), si proseguiva con Beal e tre FT a disposizione; mancato il primo (tre sec. Area Charlotte) realizzava gli altri due.
Entrava la panchina di Charlotte; Belinelli falliva da tre, Bogdanovic no, ma una seconda trattenuta di Oubre Jr. su Marco era punita con due FT che l’italiano mandava a segno.
Jason Smith realizzava una tripla alzando il punteggio sul 24-22, Roberts e Oubre Jr. mancavano i tentativi da fuori, il punteggio rimaneva quindi inalterato.
 
Cominciava bene il secondo quarto per Plumlee che realizzava due punti, Marco recuperava un altro fallo (Mahinmi, ma non sul tiro), toccava quindi al dribbling orizzontale di Lamb circumnavigare Bogdanovic prima di appoggiare a sinistra la palla a spicchi del +6.
Oubre Jr. accorciava, Charlotte andava a vuoto con Lamb e Kaminsky ma manteneva, grazie ai rimbalzi offensivi il possesso, drive di Belinelli, splendido passaggio fulmineo depistante dello swingman per Roberts solo sotto canestro a dx che ringraziava appoggiando facilmente.
I Maghi però rimontavano i 6 punti di scarto trovando a 9:00 dall’intervallo il pari a quota 30.
Dieci secondi più tardi Clifford chiamava il time-out. Dall’ennesimo turnover, Jennings ricavava la transizione solitaria del +2 per gli uomini di Brooks, Jason Smith stoppava Lamb e gli Hornets mostravano qualche problemino, anche Belinelli rischiava la persa in palleggio ma recuperando e aggiustandosi sul centro sinistra a 8:01 metteva la tripla del sorpasso (33-32).
A 7:27 Lamb ne metteva altri due, a 6:54 MKG in elbow jumper aiutava la causa, il parziale era interrotto da Morris con una tripla sulla quale la difesa di Charlotte ci metteva troppo ad aggiustarsi. A 6:18 rispondeva Kaminsky dalla grande distanza, Morris fintando la tripla arrivava in dribbling fin sotto canestro per chiudere con la schiacciata a una mano.
Una penetrazione centrale di Wall era utile ai nostri avversari per tornar sul -1 (40-39), ma Charlotte fiutato il pericolo reagiva con una tripla di Walker a 5:22, Gortat di sinistra metteva altri due punti ma il finale del primo tempo era quasi totalmente favorevole ai viola che segnavano ancora con Kemba un’altra tripla, questa volta dichiaratamente aperta (dalla sinistra) andando sul 46-41 a 4:48 dalla seconda sirena.
Wall dalla destra rischiando di toccar la linea laterale arrivava sul fondo in velocità, palla al centro, tocco di Gortat e -5.
A 3:43 attaccava Kemba; scontro con Morris, due punti dalla lunetta che anticipavano quelli di MKG sempre a gioco fermo (transizione grazie a un recupero di Kemba abile a chiuder Wall con il corpo).
Kemba a 3:12 segnava in pullup, poi in difesa recuperando un rimbalzo faceva seguire un lungo passaggio che trovava Batum oltre le linee difensive dei Wizards, appoggio in fing and roll e Hornets sul 54-43.
Jason Smith segnava da tre, Walker in attacco lo batteva con il classico step-back jumper ma il lungo tornando in attacco riusciva a mettere la terza tripla personale di serata (1:52) sorridendo.
Dal 56-49 si passava al 60-51 quando due liberi di Williams (fallo di Smith su un tentativo dinamitardo di schiacciata a una mano della nostra PF) erano il prologo a una gran difesa dello stesso Marvin sulle due guardie dei Wizards che sulla stessa azione in avvicinamento non trovavano rispettivamente lo spazio per il tiro e il tocco vincente in avvicinamento.
A otto secondi dall’intervallo Charlotte ripartiva; tripla di Walker con buono schermo e Hornets al comando 63-51 con le squadre rientranti negli spogliatoi per riposarsi una decina di minuti.
 
Al rientro sul parquet Washington prendeva piede; Morris iniziava segnando tre punti, Kemba reagiva con due ma dopo lo scambio di cortesie Wall/Zeller (il secondo trovato da Williams sotto canestro a destra con buon passaggio), a 10:15 veniva chiamato un fallo a Batum per una stoppata su Porter.
Il 2/2 abbassava il divario a una cifra (67-58), Batum a 10:01 rispondeva con un dribbling e facile jumper dal centro sinistra, Porter rispondeva con due punti che facevano della gara il mid range jumper show, inoltre un recupero di Wall costava un 2/2 dalla lunetta.
Clifford si arrabbiava per il decimo turnover concesso ma non riusciva a fermare l’inerzia della gara, un’altra persa di Batum e a 8:20 i Maghi tornavano sul -3 (69-66).
Gortat stoppava due volte gli attacchi di Charlotte inframezzato da un’inchiodata di Zeller al vetro su Wall, dopo la fiera delle stoppate era Beal a 7:43 a chiudere con una terrificante schiacciata centrale per il -1 (69-68).
Kemba produceva una disperata entrata centrale con la palla che si arrampicava sul ferro entrando, dando respiro a Charlotte.
A 6:36 arrivava però l’inevitabile pareggio per mano di Wall che scaricando una tripla stabilizzava la gara a quota 71.
Evaporato il vantaggio, Batum provava a riconquistarlo con una tripla senza fortuna, uno scoop di Kemba partito dalla destra su un lento Morris era la soluzione giusta per riottenere il +2.
Wall a 5:02 sorpassava sul 75-73 ma non era ancora fuga per i capitolini che incassavano un jumper di Batum.
Una potente dunk di Wall riportava al comando i bianchi ma l’azione era viziata da un evidente fallo a centro area di Gortat che spingendo e bloccando Zeller lateralmente, creava il corridoio per il compagno.
Belinelli a 3:47 riagguantava il pari, Beal ridava il +2 ai suoi ma ancora Marco, pur con la mano in faccia di Gortat, sparava sul polacco il 79 pari dalla media sinistra.
Wall per Gortat era l’asse che portava al tocco del polacco da sotto per il 79-81, ma un Belinelli infuocato sparava in faccia anche all’altro lungo in campo (Jason Smith) per ottenere la parità a quota 81.
Wall da tre a 1:28 nonostante una buona difesa, segnava il +3 Wizards, gli Hornets andavano a vuoto con Marco e Kemba da tre e sul secondo rimbalzo Plumlee non controllava spedendo in rimessa laterale destra la palla a spicchi.
Wall segnava un libero su due ma era annullato per invasione, Smith ci provava due volte da tre punti andandogli bene la prima volta, mentre sulla sirena la palla colpiva il ferro ma a sirena suonata il punteggio si fissava per un paio di minuti sull’81-87.
 
La palla a spicchi tornava a roteare sul legno di Washington con i padroni di casa in possesso, Bogdanovic da sotto ne approfittava allungando di due.
Dopo una persa di Frank, Smith incredibilmente segnava ancora da fuori, spostando il suo range di serata evidentemente dal lungo due all’esterno.
A 11:13 Clifford provava con un time-out a riunir la panchina un po’ disunita in difesa e in attacco senza troppo giro palla. Mahinmi in difesa era aggressivo e bloccando due volte con il fallo Lamb concedeva due giri dalla lunetta al nostro numero tre.
Il ¾ a 9:57 ci restituiva un -8 (84-92), ma Oubre Jr. si scatenava nel mezzo dell’ultima frazione; la sua azione insistita lo portava vicino a canestro; finta, Lamb gli cadeva addosso e due FT realizzati.
Frank con una strong drive faceva disperare Mahinmi sempre convinto delle sue azioni corrette, due liberi a segno per il nuovo -8.
Uno scambio di epistolari triple tra Roberts e Jennings vedevano vincente il secondo che con lo 0-3 (8:41) indirizzava la partita in direzione della squadra di casa che subiva a 7:57 un tap-in di Lamb, spuntato da una selva di mani per una deviazione veloce e poi sbagliava con Oubre Jr. una schiacciata atletica di sx che il panchinaro dei Maghi spalmava di sinistra sul ferro.
Era però Oubre Jr. con una tripla a far toccare quota 100 ai nostri avversari.
La reazione di Charlotte si vedeva con Batum, il quale dalla destra trovava Belinelli che con perfetto taglio e angolazione agganciava e realizzava un appoggio non facile contrastato sulla posizione.
A 6:42 Oubre dall’angolo destro colpiva ancora da tre punti evidenziando carenze da quelle parti di Charlotte.
Gli Hornets tentavano ancora una volta il recupero ma Frank dalla lunetta splittava, Walker si faceva in quattro, anzi, in sei, realizzando due triple consecutive che a 4:03 restituivano un più giusto -7.
Wall in entrata sul movimento colpiva involontariamente Kaminsky al volto procurando danno.
Fallo offensivo, palla a Walker in entrata arrestata ancora in maniera irregolare da Mahinmi.
Kemba falliva il primo e metteva il secondo, a 3:28 sul 98-104 Charlotte intercettava un pallone in difesa con Belinelli in allungo sul lato sinistro, l’attacco però sfumava con Batum inabile a realizzar una tripla aperta quasi frontale.
Wall a 2:42 segnava appoggiando in entrata e Kemba con il fiato corto sparava storto da tre, gli Hornets erano in difficoltà ma a 2:05 Kaminsky dalla profonda diagonale destra batteva Smith di tripla portando sul 101-106 lo scoreboard.
Un top shot di Beal (dalla lunga da due) su Batum era quasi fatale ma ancora “Frank the Tank” cannoneggiava dalla sinistra tre punti che portavano Charlotte a 1:31 dalla fine sul -4 (104-108).
Sfortunatamente Oubre Jr. segnando dalla diagonale sinistra, nonostante un’uscita (tardiva) di Marco canalizzava la partita a favore di Washington e anche se Kemba a :58.9 si procurava altri due FT realizzandoli, Porter dalla sinistra colpendo ancora da tre a :36.8 chiudeva i giochi.
Finiva 111-118 per la squadra di Brooks che controllava.
 
Pagelle
 
Walker: 7
37 pt. (13/25), 5 rimbalzi, 4 assist, 2 rubate. Gran partita del capitano che inizia bene sbagliando poco, spinge i viola al vantaggio largo nel primo tempo, poi va a vuoto qualche volta ma finisce ancora con buona percentuale, forse esagera un po’ da fuori (6/14) mettendo però due triple che nel finale rischiano di riavvicinare Charlotte all’insperato successo.
 
Batum: 5,5
13 pt. (6/10), 1 rimbalzo, 8 assist, 1 rubata. Ottimo in fase assist se non fosse per 4 perse, una in un momento critico della partita. Sbaglia anche un paio di triple, una decisamente aperta in un momento fondamentale per il recupero. In difesa ci prova ma viene battuto a volte non per colpa sua. Poco presente a rimbalzo.
 
Kidd-Gilchrist: 5,5
8 pt. (3/5), 3 rimbalzi, 1 assist. Non uno dei migliori secondi tempi. Nel finale Clifford lo rimanda in campo ma i Wizards segnano ugualmente con Porter. Attacco limitato ma valido, tuttavia mi aspettavo di più dopo un primo tempo discreto.
M. Williams: 5
2 pt. (0/6), 2 rimbalzi, 2 assist, 1 stoppata. Buona difesa nel primo tempo, gioca 29 minuti, al tiro non ne azzecca una. Serataccia. Nel secondo tempo anche la difesa mi piace meno.
 
C. Zeller: 6,5
10 pt. (4/5), 10 rimbalzi, 1 assist, 1 stoppata. Per certi versi vince il duello con Gortat facendogli sbagliare anche alcuni tiri “semplici” e catturando rimbalzi con aggressività. Una bella stoppata e poi poco spreco. Anche lui però disputa un buon primo tempo, poi si perde un po’.
 
Belinelli: 7
16 pt. (6/10), 3 rimbalzi, 2 assist, 1 rubata. Ci vorrebbe una leggera attenzione in più in difesa, dove comunque anche nel finale recupera un pallone prezioso. Qualcuno gli spreca possibili assist ma lui si rifà con un no look pass per Roberts e la sua serata è complessivamente buona. Due i palloni persi come le triple (su 4 tentativi). Nel secondo tempo si esalta e nel terzo quarto con un 3/3 risponde colpo su colpo ai Wizards ma da solo non basta. Quando forza lui spesso soffriamo perché gli altri non stanno giocando con il ritmo giusto. Bravo a procurarsi falli in attacco grazie al movimento. Lo marcano come se fosse appena fuggito da una banca con 100 milioni di dollari.
 
Kaminsky: 6
12 pt. (3/7), 5 rimbalzi, 3 assist. Partita controversa per Frank che gioca con una protezione alla spalla. Ultimamente stava tirando bene, specialmente nella seconda metà dei tempi. Anche questa sera ingrana ma tardi, due le bombe nel finale che purtroppo questa volta non servono. Discreto a rimbalzo, tre però i palloni persi.
 
Roberts: 5
2 pt. (1/3), 1 rimbalzo. Zero assist in 11 minuti, impreciso al tiro, incassa sfortunatamente una tripla di Jennings nel secondo tempo.
 
Lamb: 6,5
9 pt. (3/6), 5 rimbalzi, 1 rubata. Finisce con un -14, coinvolto dalla panchina in un disastro quasi annunciato. Lui tuttavia fa il suo cercando con varie modalità il canestro. Da tre gli va male nell’unica occasione tentata ma attaccando Mahinmi si procura tre punti su 4 disponibili che integrano i tre canestri di serata, uno ottenuto in proprio dopo un buon dribbling. Tendenza a saltare sulle finte, fa un fallo su Oubre Jr. che ringrazia dopo averlo esaurito sull’azione insistente.
 
Mil. Plumlee: 5,5
2 pt. (1/1), 1 rimbalzo in 8 minuti. Perde due palloni e non controlla un rimbalzo che avrebbe potuto con maggior calma e agilità conquistare essendo solo. Due punti e un rimbalzo, un paio di pessimi schermi offensivi, su uno dei quali commette una spinta ingenua che ci costa il turnover. Con un occhio pesto si batte ma con scarsi risultati complessivi.
 
Coach Clifford: 6
Mah… difficile dire se cambiando qualche rotazione rispetto a quelle usate stasera sarebbe cambiato qualcosa. Washington in casa è dura da battere e ha trovato anche la serata buona da tre punti. Non importa per la sconfitta, vi sono ancora quattro partite e quella di domani sarà notevolmente più importante che quella giocata stasera (pur importante).