Game 39: Charlotte Hornets @ Phoenix Suns 119-113


Intro

La distanza dal Sole, per quanto sappiamo, è uno degli elementi fondamentali perché nasca e progredisca la vita, almeno per come la conosciamo.

La cosiddetta fascia abitabile costituisce una zona né troppo calda né troppo fredda dove si possano creare condizioni favorevoli, il tutto a condizione che vi sia anche un medium liquido, un fluido, come quello fatto di volontà, forza, agilità, abilità in generale che Charlotte nella città della Fenice deve mostrare di possedere.

Nel sistema solare la Terra e Marte che lambisce l’orbita esterna di questa fascia sono gli unici due pianeti sui quali si potrebbe scommettere poiché i pianeti gassosi esterni sono troppo ghiacciati e quelli interni Mercurio e Venere bruciati o bombardati dai raggi solari.

Ovviamente anche Charlotte contro i Soli di Phoenix doveva trovare la giusta misura, spaziature, passaggi, capire i punti deboli degli astri per volgerli a nostro favore e al contempo alzare lo scudo costituito dall’atmosfera difensiva, quell’atmosfera che in alcune trasferte si è dissolta creando le premesse per l’arsura dei pitturati e la pioggia di metallo fuso da oltre l’arco…

Questione di equilibrio insomma, non perder la testa e lasciarsi andare a break subiti troppo velocemente e vincer la gara con la squadra sul ciglio della fascia abitabile dei playoffs, con il pianeta Detroit pronto a tracciar una traiettoria più interna in caso di sconfitta della squadra di Borrego.

La partita in breve

Una partita punto a punto vinta dagli Hornets sul terreno dei Suns.

Charlotte non vinceva in trasferta dal 9 dicembre (New York), perciò questa è una buona notizia tenendo conto che Lamb non era ancora disponibile ma, inutile nascondersi dietro un dito, la squadra di Borrego ha lottato ma non ha convinto salvandosi per esperienza e per le giocate di Parker e di Walker, il quale dopo aver sonnecchiato per te quarti ha risolto la partita nel finale.

Phoenix però ha giocato per più di mezza gara senza Booker perso per infortunio quindi la vittoria sul filo di Charlotte è da prender per buona nella necessità di mantenere l’ottava piazza ma deve far riflettere chi ha a cuore le sorti del team.

Partita irata dunque chiusa sul 29-30 nel primo quarto con i Suns in vantaggi anche all’intervallo 57-60 scavalcati dagli Hornets a fine terzo quarto sull’85-81 prima d’innescare la battaglia finale che vedeva Charlotte andare sul +8 (100-92) con un Parker in gran spolvero ma dopo uno 0-5 subito Phoenix rientrava in gara e sfruttando qualche tripla fallita da Charlotte a 1:27 passava avanti con Crawford grazie al tiro in sospensione dalla sinistra (108-109).

Kemba rinunciava alla soluzione da fuori per penetrazioni con crossover, finte varie e contatti che producevano unitamente all’inumano step-back laterale e tiro rapidissimo oltre Ayton il 114-111.

T.J. Warren mancava l’appoggio contro Batum e Kemba allungava dalla lunetta, Oubre Jr. era mandato a schiacciare per evitare falli a 4 secondi dalla fine così Borrego entrava in campo per chiedere time-out sul 116-113.

Kemba sfuggiva al fallo e dalla nostra metà campo lasciava andare la sfera liberatoriamente che tuttavia finiva dentro anticipando la luce rossa per due decimi fissando il 119-113 finale.

Hornets quindi che sopravvivono al calore dei Soli e lo usano per mantenere la posizione all’interno delle squadre partecipanti ai Playoffs a Est accorciando sui .550 (19-20) in classifica.

T.J. Warren ha chiuso con 23 punti, Josh Jackson con 22 e Ayton ha aggiunto 19 punti e 9 rimbalzi per la squadra dell’ex allenatore della Slovenia.

Per Charlotte il fattore rimbalzi è stato importante con un 46-36 a favore usando anche qualche rimbalzo offensivo e pick and roll per produrre più punti nel pitturato cercando di andar dentro.

Ciò si nota anche in parte dall’alto ma pessimo 24/34 degli Hornets dalla lunetta mentre i Suns hanno chiuso dalla linea con un buonissimo 17/19.

48,4% dal campo per Charlotte contro il 51,8% di Phoenix che tuttavia ha pagato l’inesperienza dei rookie come Melton a commetter tre falli in poco tempo e a regalare nell’ultimo quarto a Kemba tre liberi.

Le formazioni:


La partita

1° quarto:

Sulla palla a due, dopo una falsa partenza gli Hornets riuscivano a ottenere il primo possesso della partita con Biyombo che tuttavia commettendo un fallo in attacco restituiva palla a Phoenix che passava in vantaggio con Ayton e il turnaround oltre Williams dal cuore dell’area.

Kemba con il crossover e la drive chiusa a destra del ferro con lo scoop pareggiava e sulla drive assist di Graham Biyombo schiacciava facilmente a due mani.

Phoenix pareggiava con un mid-range dalla destra di Ayton, in difesa Graham anticipava il passaggio per T.J. Warren il quale però chiudeva la transizione dopo una palla persa da Walker in attacco.

Booker era veloce sul lato destro, Batum chiudeva, per gli arbitri era sfondamento, piuttosto dubbio, comunque i Suns allungavano ancora con una tripla di Mikal Bridges alla quale rispondeva con una girata a una mano in area Williams in uno contro uno, piuttosto fisica dopo un precedente tentativo sempre in uno contro uno non fischiato.

Era ancora Marvin a riportare in parità le sorti della partita con una tripla dalla diagonale destra a 7:22, Batum tirava invece lungo da tre dall’altra parte mentre dal corner destro Booker riportava avanti la squadra di Kokoskov (9-12).

Il time-out a 6:44 di Charlotte inizialmente non serviva poiché Ayton dalla lunetta allungava di due ma in difesa Batum a una mano aveva un riflesso deviando il passaggio diretto per il giocatore in taglio sulla linea di fondo e in attacco ricevendo sotto alzava un pallone sul contatto con Ayton e T.J. Warren riuscendo inaspettatamente a segnare ottenendo anche un libero poi realizzato per il 12-14 a 5:39.

T.J. Warren di liberi ne otteneva due forzando il fallo Graham in arretramento sulla baseline per poi segnare il 12-16 che poi diveniva 18 con il buon tocco di Jackson al vetro.

Gli Hornets contrastavano il buon momento Suns con un Batum in forma: corsa verso la linea di fondo destra e fade-away in uno contro uno in faccia a Melton (terzo fallo) più tiro libero a segno per il 15-18.

Kemba a sinistra raddoppiato sulla linea laterale usciva da una brutta situazione in palleggio trovando la via del canestro partendo da sinistra per percorrer la linea di fondo mentre spalle a canestro Willy, dopo un paio di finte sull’interno, girava a sinistra sul piede perno oltre il n°21 per batterlo con l’appoggio di sinistro e portare avanti Charlotte sul 19-18.

Jackson per fallo di Monk otteneva due FT a 3:18 segnandone uno per riequilibrare la gara quindi arrivava un botta e risposta continuo tra i due team partendo dal pull-up di Batum per il 21-19, continuando con turnaround di Holmes, passando per il jumper di Parker, il floater di Okubo, il canestro di Willy da sotto dopo la penetrazione/scarico di Parker e il canestro di Booker in entrata a superare Willy per il 25 pari.

La situazione mutava dopo l’errore da tre di Monk poiché Jackson da tre punti portava sopra i locali che comunque incassavano una dunk di Willy con Parker ancora bravo a fornir palla al centro spagnolo.

Elbow di Crawford ed entrata con alzata a una mano di Tony Parker perfetta a chiudere il quarto sul 29-30 con errore finale di Holmes in area chiuso da Batum.

Walker passa Ayton nel primo tempo. AP Photo/Rick Scuteri.

2° quarto:

Dopo 9 secondi Oubre Jr. con due FT allungava per Phoenix che allungava con Crawford a 11:27 (pull-up 29-34) ma Parker andando oltre Okubo accorciava mentre Willy su assist di Monk pescava il fallo di Holmes a 10:42 ma si mangiava entrambi i liberi.

Parker con l’arresto e tiro dalla diagonale destra ci riportava sul -1 anche se la difesa degli Hornets non riusciva a bloccare le incursioni avversarie così Okubo segnava due punti continuando a tender l’elastico.

Un bel passaggio verticale schiacciato di Parker per Willy sul pick and roll consentiva al centro spagnolo di lanciarsi a destra passando il canestro mettendo anche il reverse-layup sul contatto.

Questa volta il libero andava a segno e Charlotte riotteneva la parità a quota 36.

Willy con una mano anticipava un passaggio e Monk chiudeva la transizione a 9:28 mandando Phoenix al time-out a 9:28.

A 8:35 Ayton andava facile da sotto ma Parker 12 secondi più tardi si dimostrava inarrestabile per i Soli chiudendo bene in entrata per un 5/5 personale dal campo…

Jackson più o meno replicava allo stesso modo poi Oubre Jr. mandava in lunetta Bridges che splittava anche se sul secondo tiro l’errore favoriva l’extra possesso di Charlotte che non segnava favorendo un altro canestro di Ayton per il sorpasso (41-42).

Booker in entrata di fisico spostava Graham appoggiando facilmente con Biz in aiuto con un pizzico di ritardo così a 6:13 era Charlotte a chiamare la pausa sul 41-44.

A 5:44 Walker andava in bonus in lunetta ma si vedeva già dal body language fosse poco convinto non potendo che fallire entrambi i liberi.

Charlotte però riotteneva sue liberi quando su uno stag Williams era colpito dalla gomitata pugno di T.J. Warren che se la cavava con un flagrant 1.

Due liberi a segno ma sull’extra possesso Batum mancava la tripla fai da te e su un altro attacco Graham con un brutto passaggio favoriva il coast to coast di Melton che evitava Kemba e la stoppata di Batum per due punti ben costruiti.

A 4:18 lo scarico per il post basso di Biz valeva due punti per il centro che decollando era toccato da Holmes ma il libero questa volta era impreciso tuttavia per un tentativo di stoppata da dietro, l’ex Magic tornava in lunetta con più fortuna (2/2) rimandando Charlotte sopra.

Dopo una palla a due nella nostra area vinta da Batum a Kemba riusciva la magia da tre punti per il 50-46 ma il divario era colmato da Phoenix con i canestri di Ayton (2 FT) e T.J. Warren in entrata.

A 2:14 un lungo tre frontale di Graham era “replicato” da Crawford oltre M. Williams (53-53), ma Ayton con il braccio destro spingeva via Willy proprio nel momento nel quale arrivava il passaggio, sul rientro del centro era toccato e andava guadagnare tre punti…

Un paio di tap-in (uno per parte) e due FT bonus per Graham a :41.5 (fallo T.J. Warren sulla serpentina del rookie) lanciavano il risultato sul 57-58 poi ritoccato nel finale da un 2/2 di Bridges (quello di Phoenix, Mikal) per il 57-60 all’intervallo.

3° quarto:

Dopo l’intervallo Phoenix ritrovava Booker ma in borghese a causa dell’infortunio patito nel primo tempo, così era Charlotte la prima a segnare con Kemba bravo a passare lo schermo di Biz in area quasi avvinghiandosi per poi segnar di destro in entrata cambiando mano appoggio ma un’entrata di T.J. Warren e una tripla dello stesso giocatore spedivano Charlotte sul-6 (59-65) ma in soccorso dei Calabroni arrivava la tripla di Marvin Williams che ricevendo uno skip pass trovava uno spazio libero in una zona no resistence per il 62-65.

Dall’altra parte l’uscita a vuoto di Batum nel tentativo d’anticipo faceva saltare le rotazioni e Phoenix andava a bersaglio con un paio di passaggi che portavano Jackson alla tripla dall’angolo sinistro.

Colpevole era la difesa di Phoenix di lasciare “alone” Graham per un’altra bomba che anticipava un gancetto di Marvin bravo a ricevere il lob dietro il marcatore per andare in area a concludere (67-68).

Charlotte scavalcava con due liberi di Kemba (passaggio a livello di Jackson sulla linea di fondo destra) a 6:49 e si salvava su una persa di Kemba con il fallo tattico a metà campo di Batum ultimo uomo.

Dopo un paio di errori la transizione di T.J. Warren diceva che gli Hornets non erano ancora in grado di mantenere il vantaggio ma a 5:16 su un taglio di MKG il diagonale veloce di Willy costringeva al fallo la difesa di Kokoskov. Che tuttavia sui liberi capitolava una sola volta (70-70) ma su un pick and roll tra Parker e Willy il centro spagnolo segnava guadagnando l’and one per realizzare il 73-72 a 4:44.

Batum da sinistra con un passaggio basso orizzontale dava a MKG la possibilità di depositare in corsa e su un altro passaggio di Willy era ancora MKG a tagliare a sinistra in diagonale con il raddoppio verso il centro e Oubre Jr. che lo lasciava scivolare solo per ricevere e segnare il 77-72.

Holmes con un 2+1 a 3:33 riportava a due i punti il gap ma Willy con una second chance dall’area faceva partire un’alzata che s’infilava nel cotone per il 79-75 prima che il pull-up di un pericoloso Crawford riportasse nell’incertezza la situazione.

Parker in entrata con il piccolo arcobaleno oltre i difensori irradiava l’attacco degli Hornets e MKG in difesa conteneva oltre l’arco Oubre Jr. che pasticciava finendo per perder palla in rimessa laterale.

Parker tornava sulla terra prendendo una stoppate e sbagliando un tiro ma Willy a rimbalzo toccato a 1:10 si dimostrava bravo dal campo ma meno a gioco fermo da dove sbagliava ancora ai liberi portandosi sul 2/5…

Hornets comunque su un +6 che era mantenuto, dopo il jumper di Oubre Jr. da Hernangomez che in corsa sul passaggio volante rischiosissimo di Monk, deviava nel cesto prima di andare oltre il tabellone.

85-81 preparandosi alla battaglia finale.

La coppia di play vincente Walker/Parker. Foto: Joe Camporeale-USA TODAY Sports

4° quarto:

Phoenix partiva bene con un ½ di Holmes dalla lunetta e con la tripla di Melton dal corner destro su scarico da baseline.

85 pari rotto dalla spin dance di Parker e successiva entrata appoggio.

Una palla persa in palleggio da Crawford contro Miles innescava la transizione chiusa da MKG che scivolando metteva comunque dentro l’89-85.

Parker dopo il crossover usava il plexiglass per dar tornare gli Hornets sul +6 ma non era finita per i Suns perché il francese passando un blocco alto sul centro andava sulla sinistra avvantaggiandosi su T.J. Warren che provava con il salto disperato a fermare l’uomo dalle 18 primavere NBA: niente da fare, pull-up perfetto e 93-85 Hornets a 8:53.

Ayton e Marvin battagliavano: il centro dei Suns segnava in turnaround, poi era Williams a stoppare il centro di Phoenix che passava Willy ma non l’aiuto e Marvin in attacco raccoglieva il rimbalzo fissando due punti.

Jackson da tre punti per il 95-90 non otteneva l’aiuto de compagni, Bridges con un attento close-out sulla sua sinistra a livello dell’arco da tre punti favoriva la tripla di Monk dallo stesso lato (98-90).

La squadra di MJ raggiungeva il 100-92 ma si scioglieva prendendo un parziale di 5-0 con la tripla di T.J. Warren da sx con Bridges attirato verso il centro a concedere cm preziosi prima di provare il rientro sullo scarico per il numero 12…

100-97 a 5:05 dall’ultima sirena respinto momentaneamente da Kemba con l’appoggio da sotto.

Un jumper lungo di Jackson e un sottomano di Kemba dopo un crossover allungavano il punteggio sul 104-99 ma dopo l’errore da tre di Kemba, T.J. Warren con l’entrata in diagonale ne passava tre chiudendo con un bel terzo tempo per il -3.

Il pick and roll di Willy era buono per portare il centro in lunetta a 3:07 ma non era serata perché splittava ancora rimanendo sotto il 50%…

Batum da tre falliva e sulla transizione l’open 3 dalla diagonale sinistra di T.J. Warren valeva il 105-104.

A salvare Charlotte ci pensava l’inesperienza di Melton attardatosi su un blocco portato per Kemba che sul tiro era toccato e spostato dal fianco destro del rookie danneggiando i suoi con tre FT (tutti a segno) a 2:12.

A 1:58 Kemba però restituiva il favore anche se in maniera meno vistosa, era così Crawford a non mancarne nemmeno uno ripristinando il -1 (108-107).

Kemba da tre sbagliava nuovamente e sul blocco a sinistra Crawford avanzava trovando spazio per il jumper sorpasso vincente che preludeva al possibile nuovo disastro (108-109).

Kemba rinunciava alla tripla per l’entrata a 1:17 trovando il contatto con il centro avversario.

Giocata da tre punti per il +2 ma Crawford dal mid-range si dimostrava terminale affidabile per riequilibrare il match sempre più in bilico.

A spostarlo dalla nostra parte era Kemba che dopo aver sonnecchiato per tre quarti a un minuto esatto dalla fine trovava il leggero contatto con Ayton prima di esser stoppato.

Un Kemba quasi affranto si presentava in lunetta segnando un solo libero ma dopo l’errore di Crawford sul fronte opposto arrivava il canestro di Walker che dopo aver passato il proprio difensore era affrontato da Ayton che lo vedeva scivolare lateralmente con uno step-back lunghissimo e velocissimo, irripetibile per gli umani e alzarsi per il perfetto jumper dal mid-range vistagli fare tante altre volte. Canestro fondamentale a :21.7 dalla fine con i Suns a giocarsi l’ultimo time-out.

L’entrata di T.J. Warren era disturbata di quel tanto che bastava da Batum per farlo sbagliare e sull’uscita Kemba subiva fallo.

2/2 a :09.1, Suns senza time-out che segnavano con Oubre Jr. lasciato andare in schiacciata.

Borrego dopo un paio di secondi d’incertezza sulla rimessa dal fondo entrava in campo “incazzato” a chiamare un time-out vista la situazione (116-113) non ancora risolta.

Sulla rimessa arretrata di Parker, Walker sfuggiva al tentativo di fallo disperato del difensore rilasciando la palla più per liberazione che per centrare il canestro ma la sfera assecondava il finale magico di Walker finendo dentro la retina direttamente a due decimi dalla sirena regalando il buzzer-beater del +6 definitivo.

Pagelle

Kemba Walker: 7,5

29 pt., 7 rimbalzi, 1 assist. 9/20 al tiro aggiustato nell’ultimo quarto anche se sbaglia un paio di triple. Sbaglia in precedenza anche due FT sulla stessa azione. Sembra abbastanza bloccato, forse un po’ depresso dalla situazione giocando da 5 il primo tempo ma interviene nel finale al momento propizio con diverse entrate che fanno la differenza e il magistrale step-back laterale su Ayton per il +3. Nel finale è freddo ai liberi e gioca anche il jolly della tripla siderale sulla sirena…

Devonte’ Graham: 6,5

8 pt., 3 rimbalzi, 3 assist, 1 rubata. 2/4 al tiro. Un paio di TO. Affonda un paio di triple non disdegnandole se ha la possibilità di non forzarle. Forza invece un tiro da due in uno contro uno che gli va lungo. Spende un solo fallo in contenimento arretrando sulla linea di fondo.

Nicolas Batum: 6,5

8 pt., 4 rimbalzi, 4 assist, 3 rubate. 3/7 al tiro. Sbaglia tutte e 4 le triple tentate ma parte benissimo sia in attacco che in difesa poi si ferma totalmente in attacco dopo due giocate da tre punti l’una e un bel fade-away ma in difesa continua a esser presente e utile come nel finale quando fa quel tanto che basta per far sbagliare T.J. Warren in appoggio.

Marvin Williams: 6,5

16 pt., 7 rimbalzi, 2 assist, 1 rubata, 1 stoppata. 6/12 al tiro. Ancora sopra la quindicina Marvin che tira bene dal campo ed è l’unico in difesa al quale riesce una stoppata in una statistica latente. La sua, in aiuto su Ayton è preziosa anche perché poi il centro la tocca oltre il fondo. Marvin, pur con i suoi limiti lotta.

Bismack Biyombo: 6,5

6 pt., 8 rimbalzi, 1 assist, 1 rubata. 2/6 al tiro con appoggi un po’ troppo approssimativi. Bella la sua entrata in salto dalla linea di fondo destra girandosi d’anca. 2/3 dalla lunetta per lui va bene. Esce qualche volta sul tiratore aiutando la difesa a recuperare l’eventuale errore.

Malik Monk: 5

5 pt., 3 rimbalzi, 1 assist. 2/8 dal campo con un ¼ da fuori che divide equamente le soluzioni offensive. Per fortuna manda a segno la tripla del 98° punto ma sbaglia decisamente troppo per un tiratore. Rimane in campo 16:29.

Michael Kidd-Gilchrist: 6,5

7 pt., 2 rimbalzi, 2 rubate. Inizia a farsi notare nel secondo tempo quando ha il suo momento d’oro con i tagli che gli regalano 5 punti in breve tempo, fa perder palla a Oubre Jr. ma poi in attacco restituisce il favore. Che i tiri entrino o no in difesa ci prova facendo sbagliare gli avversari.

Miles Bridges: 5

1 pt., 2 rimbalzi. Manca un tiro e un libero, buono il close-out sulla sua sinistra, meno quello a destra dove si fa risucchiare verso il centro,laddove si stava sviluppando l’azione ma sullo scarico concede cm a T.J. Warren che punisce.

Tony Parker: 7,5

20 pt., 1 rimbalzo, 6 assist. 9/16 al tiro e +13… Parker da una spinta forte e costante nei momenti che contano anche se poi pere un paio di palloni nel finale eclissandosi lasciando spazio a Walker, il titolare… Tony però sfrutta magistralmente la propria velocità, eleganza ed imprevedibilità per battere i difensori avversari.

Willy Hernangomez: 7

19 pt., 9 rimbalzi, 4 assist, 1 rubata. 5 falli e 3 TO ma un 8/12 dal campo con 23:41 sul parquet. Sfrutta i pick and roll e gli screen roll con Parker ma gli capita anche di segnare sull’errore del francese.

Coach James Borrego: 6

La squadra non convince in difesa lasciando qualche canestro facile. Time-out chiamati nei momenti giusti compreso quello nel finale entrando in campo. Le rotazioni sono abbastanza equilibrate e la coppia europea Parker/Hernangomez si cerca e rende di più.

Game 35: Charlotte Hornets @ Washington Wizards 126-130


Intro

E’ in circolazione nella sale cinematografiche un film chiamato Il Ritorno di Mary Poppins. Ovviamente si tratta di un classico con stacchetti musicali che corre sul doppio filo della vita reale degli adulti mentre quella fantastica è un mondo nel quale la protagonista porta i bambini ma non solo.

Il messaggio chiaro è credere anche oltre l’impossibile.

I sogni da realizzare sono una piccola matrioska dentro di noi e serve crederci, per questo gli Hornets, psicologicamente afflitti dal mal di trasferta, alla vigilia della partita con i Wizards avrebbero dovuto prendere esempio dalla creazione di Helen Lyndon Goff ma l’unico surreale alla fine a crederci è stato capitan Kemba che finirà con 47 punti.

Per questioni personali di tempo, salutandovi nell’ultima partita del vecchio anno il pezzo sarà più leggero, se non proprio come Mary Poppins che vola via con l’ombrello magico, quasi, almeno rispetto il solito…

Le formazioni:

La partita in breve


1° quarto:

Partiva bene Washington che metteva dentro i primi 4 punti del match ma Charlotte piazzava un parziale di 7-0 partendo dall’appoggio di Zeller in corsa a 10:24 arrivando al tap-in del nostro centro a 8:25 dopo l’errore di Lamb in entrata.

A pareggiare pensava Thomas Bryant con una giocata che valeva tre punti (2+1), poi gli Hornets con un mini-parziale di 5-0 correvano sul 12-7 anche grazie a Zeller che passava in mezzo all’accorrente Williams in taglio diagonale.

Charlotte rimaneva avanti giocando un buon basket magnificato dall’open 3 di Batum dal corner destro dopo un rapido e imprevedibile giro palla di Charlotte abile a servire il francese sul lato debole per il 15-7.

Cody a 5:09 in uno contro uno batteva l’avversario sulla transizione con agilità ma Dekker con 4 punti consecutivi aiutava la rimonta dei locali tornati sul 19-16.

Beal a 2:17 commettendo fallo sul tiro rallentato di Batum consentiva al francese tre tiri e altrettanti punti comodi in lunetta per il 24-18.

Un paio di schiacciate dei Wizards e l’entrata di Brown a 1.14 oltre Willy annullavano completamente il gap mentre la tripla di Chasson Randle ci mandava sotto ma un 5-0 finale con la risposta di Graham e il rimbalzo offensivo convertito in du punti da MKG ci regalavano il vantaggio (29-27).


2° quarto:

La panchina non era un fattore a nostro vantaggio come in passatoe mentre Willy si faceva stoppare da Green e battere da oltre l’arco da Brown, contemporaneramente i rossi passavano avanti sul 29-32.

La partita rimaneva punto a punto e Charlotte a 9:01 faceva una capatna avanti con lo step-back da tre di Lamb (39-38).

L’equilibrio però non era rotto e a 4:06, con gli Hornets sotto di due, Kemba otteneva e segnava due FT (53-53).

Un parzale di 6-0 Wizards era dimezzato da una bomba di Williams a 2:10 ma le triple di Ariza e Satoransky intervallate dall’entrata di Walker mandavano il match sul 58-65 evidenziando una difesa del team di Borrego troppo molle nel quarto.

Cambiava poco sino all’intervallo poiché Charlotte riusciva a mangiare solamente un punto portando il finale di primo tempo sul 61-67.


3° quarto:

Lamb rubando un pallone correva in transizione subendo un goaltending di Bryant, poi, sempre Jeremy, in difesa quasi riuscendo a deviare palla recuperava un altro pallone ma la sfera finiva fuori insieme al nostro numero tre che schiantandosi su un tifoso era colpito dal beveraggio dello stesso.

Colpiti invece dai Wizards erano gli Hornets che mancavano in difesa per colpa della stoppata di Green su Batum per il fing and roll di Beal in transizione che a 9:20 da posizione frontale mandava Charlotte sotto di 8 punti e Ariza a 8:56 con il semplice appoggio di destro in entrata troppo facile mandava la squadra di Borrego su un brutto -10.

Charlotte dimezzava lo svantaggio con un lungo due punti(76-81) di Monk poi Williams convergeva sotto canestro per far sbagliare il tiro all’avversario e a 4:14 sul ribaltamento concludendo da tre punti a 4:14 aiutava Charlotte a rientrare anche se dalll’altra parte Bryant volava oltre MKG per schiacciare e la squadra di Brooks tornava ad avere un impenata portandosi a 2:33 sull’83-90.

Un parziale di 7-2 chiuso da MG in transizione a :33.7 rimetteva gli Hornets in carreggiata, poi Bryant metteva dentro ma Graham in entrata batteva anche la sirena per il buzzer beater del 92-94.

Charlotte Hornets guard Jeremy Lamb (3) drives against Washington Wizards forward Jeff Green during the first half of an NBA basketball game Saturday, Dec. 29, 2018, in Washington.Al Drago / AP


4° quarto:

Charlotte rimetteva in parità la gara assestandodue liberi con Lamb che in transizione subiva la randellata di Randle che in precedenza aveva regalato con un passaggio rimasto lì palla a Jeremy.

96 pari poi però con ben due rimbalzi offensivi ottenuti i Wizards infilando la bomba con Ariza (secondo tentativo da stessa posizione nella stessa azione) si spingevano sul 98-103.

Kemba dalla destra fintando otteneva che Green gli si lanciasse addosso: fallo sul tiro che finiva dentro per tre punti perfetti mentre Green rimaneva giù e Kemba andava a sbagliare il libero addizionale.

MKG in coast to coast aveva energia per spinger la transizione appoggiando oltre Dekker il nuovo pareggio a 6:16.

Kemba a 5:36 impressionava ancora con il pull-up velocissimo dal palleggio e un tiro solo cotone lungo da destra ma il vantagggio di Charlotte andava a male perché i Wizards scavalcavano addondando con Satoransky la tripla del 105-109per poi salire sul +6 con l’assist schiacciato spinto dal play ceco verso Bryant per la nuova jam…

Kemba era l’unico a trascinar la squadra in attacco e lo faceva ancora a 2:46 presentandosi sulla linea da tre punti con rapidità da ghepardo e coordinazione da Robin Hood per scagliare una freccia che serviva alla squadra di MJ per tornare sul -3 (113-116).

Quando Ariza mandava dentro la tripla oltre Zeller a 2:00 dalla fine sembrava tutto perduto sul 114-121 ma nei 24 secondi finali Charlotte era lanciatissima: 2 FT per Zeller a :23.3 per il 119-125, Kemba a :17.2 ne aggiungeva altri due grazie all’intercetto su rimessa di Williams a metà campo, Satoransky mancava due liberie Walker a :11.1 metteva dentro altri due FT per il 123-125…

Un 7-0 arrestato da Beal che in lunetta a :09.5 per il fallo di Williams portava oltre il possesso unico Charlotte.

Kemba non demordeva sparando la tripla del 126-127 ma sul lungo lancio di Green gli arbitri non rilevavano la possibile infrazione di Green guardando sull’home-run pass il fallo di Walker al quale non era assegnato il clear path ma ad Ariza era concesso il canestro più il tiro libero.

Gioco da tre punti che a :01.8 decideva la gara terminata sul 126-130.

Walker è stato uno dei pochissimi crederci ma la squadra deve fare il mea culpa per una difesa per larghi tratti dei periodi centrali troppo svogliata e per i 16 turnover dei quali ben 6 commessi da Zeller…

24 i punti di Ariza, 21 per il centro Bryant con Washington capace di tirare con il 51,6% complice la difesa non sempre attenta degli Hornets.

Dekker e Satoransky, oltre a Bryant fanno un inusuale figurone, qualcosa c’è da rivedere nella difesa degli Hornets se giocatori non eccelsi riescono a mettere insieme career-high o perdere con degli avversari menomati da perdite importanti come quella di Wall (pare infortunio lunghissimo fino alla fine della stagione), di Howard di Markieff Morris e Otto Porter.

La stagione è lunga ma queste sono vere e proprie occasioni gettate al vento, oltretutto contro una squadra in crisi ma evidentemente i Calabroni in trasferta non riescono a esser concentrati per tutto il tempo e a usare quell’energia che in casa modifica i risultati a nostro favore, spesso…






Pagelle

Kemba Walker: 8

47 pt., 4 rimbalzi, 4 assist, 1 rubata, 1 stoppata. 18/29 al tiro. Se fosse una macchina non avrebbe sbagliato tre degli otto liberi recuperati con il peccato di non aver sfruttato quello sulla tripla da destra sul fallo subito da Green. Incredibile nell’ultimo quarto, se non è clutch è un trascinatore da secondi tempi nei quali aiuta tantissimo la squadra che ne ha bisogno. In partita è stato un uomo solo al comando… 47 punti non arrendendosi fino all’ultimo spendendo anche il fallo forzoso su Ariza.

Jeremy Lamb: 5

13 pt., 5 rimbalzi, 1 assist. 4/12 al tiro. Stecca la gara. Nelle ultime partite era stata degna spalla di Kemba giocandosela sul fronte delle percentuali ma ieri, anche se ha toccato quota 13, ha sbagliato un po’ troppo compresi due liberi, con un paio di TO. Poco produttivo anche in zona assist gli sono mancati quei lampi difensivi che ha ogni tanto nel rubar palla o nel render difficile all’avversario il tiro.

Nicolas Batum: 4,5

8 pt., 5 rimbalzi, 4 assist, 2 rubate. 1 stoppata. Numeri non male compresi i tre liberi a segno gentilmente regalati da Washington sulla sua tripla slow mancata. Se spinge normalmente in zona assist con un paio di TO e un’indecente prestazione al tiro quando serve, rovina tutto.

Marvin Williams: 6,5

17 pt., 7 rimbalzi, 3 assist, 1 rubata, 1 stoppata. 7/14 al tiro con 3/7 da fuori ma manca un paio di tiri quando servono. Capita… Sicuramente raggiunge la sufficienza anche considerando l’impegno difensivo sebbene commetta 5 falli. E’ l’unico dei titolari ad avere un plus/minus positivo anche se minimo (+2).

Cody Zeller: 5

8 pt., 9 rimbalzi, 4 assist, 1 rubata, 1 stoppata. Con un paio di punti e un rimbalzo in più sarebbe andato in doppia doppia nei soli 24 minuti giocati. La difesa non lo aiuta e lui viene tagliato fuori spesso nel finale da passaggi dei Wizards che lo battono (vedi bound pass per la slam di Beal nel finale) come la tripla presa in faccia da Ariza (sempre nel finale) nonosrtante l’uscita in rotazione sull’arco. A rovinare tutto non sono i 5 falli spesi prematuramente che ne abbassano il minutaggio ma i 6 turnover dove dimostra a volte poca reattività e mani poco salde, di pastafrolla.

Malik Monk: 6

9 pt., 1 assist, 2 rubate. 3/5 al tiro, più concentrato e preciso delle ultime uscite. Una partita dove aiuta dalla panchina in punti e anche in difesa recuperando un paio di palloni, sebbene il suo solito pallone perso lo conceda anche questa volta.

Michael Kidd-Gilchrist: 6,5

11 pt., 6 rimbalzi, 1 rubata. Non mi era piaciuto molto all’inizio, battuto dalla controparte meno nobile, poi nel finale fa densità e recupera almeno un paio di palloni nel cuore dell’area prima dando una mano a Williams chiudendo i battenti del canestro per l’attacco Wizards giunto a pochi passi dal cesto, poi accartocciandosi a terra nel pitturato per uscire vittorioso sulla palla vagante, infine in attacco spinge mettendo dentro uno swooping hook e un coast to coast uno contro uno fatto di pura energia. 5/6 al tiro, nessun TO ma anche lui arriva al limite dei falli (5) non sempre ben spesi.

Devonte’ Graham: 6,5

11 pt., 4 rimbalzi, 5 assist, 1 rubata. 4/6 al tiro e un TO. Anche se in qualche occasione si fa battere facilmente in difesa, piega le gambe e cerca di tenere, tanto che in alcune occasioni gli avversari sembrano andare in difficoltà. Si fa rispettare pur con lacune. In attacco non è Parker ma lo sostituisce più che dignitosamente a livello di assist e anche di punti. 2/2 ai liberi e una tripla revenge dopo quella appena presa in faccia più altri tre canestri. Buona partita, era questo il Devonte’ visto in preseason.

Guillermo Hernangomez: 4,5

2 pt., 1 rimbalzo. Gli mancano 7 secondi per arrivare a 10 minuti di presenza sul parquet. Si prende un paio di stoppate dimostrando di non riuscire a protegger la palla quando sale su troppo diritto. 1/5 dal campo, 2 TO e difesa approssimativamente quasi a livello nullo. A inizio stagione “El Toro” era stato un fattore, nelle ultime gare sembra più essere “El Tonno”, gli avversari lo tagliano come un grissino in difesa.

Coach James Borrego: 5,5

Lourdes o New Orleans? Qualche rito sacro o magico forse gli serve, aldilà dei propri pregi e difetti. Allenatore giovane con qualche buona intuizione ed errori grossolani ma cosa addebitargli se la squadra in generale in numerosi elementi sembra non funzionare? Il problema è che la vittima sacrificale dei riti in trasferta sembra senza scampo esser sempre Charlotte… Adesso arrivano le gare casalinghe con Magic e Mavericks. M&M’s che allo Spectrum Center ingolosiranno i fan ed esalteranno i giocatori si spera, perché queste top loss rischiano di far male anche in casa ma la fiducia all’Alveare è più alta. Una squadra da Malato Immaginario di Molière, commediografo che se fosse vivo oggi potrebbe scrivere un lieto fine e guarire l’ipocondria charlotteans?

Game 25: Charlotte Hornets Vs Denver Nuggets 113-107


Intro


Il nemico inaspettato e potente è alle porte per dare l’assalto alla torre di Charlotte dopo esser salito sulle vette dell’Ovest.Un nemico che non si mostra anonimo ma brillando di luce propria riflette lo sfarzo dorato delle pepite di Denver sull’armatura sfolgorante con a capo Jokic e il suo piccone.

La squadra di Borrego, dopo le tre cadute in fila contro squadre della Western non poteva affrontare nemico peggiore dopo esser arretrata in classifica sin dentro le sue mura e dietro il suo fossato.

Per vincere, giocare sullo stesso piano non funzionerebbe, per avere possibilità di vittoria bisognerebbe che in difesa Charlotte usi una swarming defense, una difesa aggressiva su qualsiasi azione, gettandosi su qualsiasi pallone vagante, lanciando il cuore oltre l’ostacolo perché se i Nuggets dovessero passare, mentalmente per gli uomini di Borrego, nonostante tante altre partite da giocare, potrebbe profilarsi l’ennesima stagione anonima in quel suono silenzioso alla Simon e Garfunkel rotto dai boati di Walker qualche partita fa.

La disperazione di Charlotte contro la potenza di Denver…


La partita in breve


Buona partita di Charlotte che provava a scappare nel primo quarto con le triple di Williams e Bridges le quali a metà quarto esatto mandavano Charlotte avanti sul 14-8.Prestissimo per un’eventuale fuga, subito stoppata da Denver che allungava con la tripla di Morris a 1:12 e Beasley in transizione per il 20-25.Parker chiudeva il quarto mettendo una pezza per il 24-25 dei primi 12 minuti.Charlotte partiva alla grande nel secondo quarto quando Kaminsky centrava una tripla e realizzava una giocata da tre punti tirando appena fuori dal semicerchio antisfondamento oltre Murray per il 35-29, Monk con una thunder dunk e una tripla dava brillantezza all’attacco teal che beneficiava anche delle incursioni di Parker, dapprima vincenti, poi anche ma dalla lunetta visto che i Nuggets non riuscendo a fermarlo spendevano falli.Con 13 pt. in 9 minuti il francese segnava il 48-39.Charlotte con un parziale di 16-5 (compresi i punti di Parker) si issava sul 60-44 ma una piccola reazione di Denver era utile agli uomini di coach Michael Malone sul 64-53 il primo tempo.Nella ripresa Jokic cominciava a giocar seriamente dando grattacapi alla difesa di Charlotte.A poco più di due minuti dalla fine i Nuggets rimontando sino al -1 (78-77) sembravano pronti per il sorpasso invece Kaminsky mettendo dentro una tripla cambiava forse il destino al match, anche perché Monk sull’ultima azione riassumeva il buon finale di Charlotte andando con balzo felino a depositare oltre le braccia di Hernangomez trovando anche il fallo. Giocata da tre punti per arrivare a inizio ultimo quarto sull’87-79.Hornets che sembravano poter resistere agli attacchi dei Nuggets con qualche swarming defense, l’elastico rimaneva tirato spesso intorno alla decina di punti ma nel finale, dopo due FT di Zeller per il +11 arrivavano le rapide perturbazioni classiche: Morris a 1:13 dalla fine coglieva il cesto con una bomba che portava sul -3 le Pepite.106-103, palla a Parker che aveva già infilato il canestro poco prima: azione leggermente differente ma tiro sempre dalla diagonale sinistra, questa volta in fade-away dal bordo sinistro dell’area.Canestro gigantesco per il +5 a 56 secondi dal termine per il 108-103.Nel finale la difesa di Charlotte vinceva la gara: Batum disturbava Jokic sotto, MKH stoppava alla grande al vetro Hernangomez e a 23 secondi dalla fine Parker splittando i FT allungava sul +6.

Denver non riuscendo a metter la tripla si accontentava di due punti ormai con il cronometro agli sgoccioli, così Charlotte vinceva contro il top team a Ovest contro ogni pronostico interrompendo la striscia di 7 vittorie consecutive da parte di Denver.

16 punti e 11 rimbalzi per Jokic, sotto di uno in entrambe le statistiche (15 punti e 10 rimbalzi) Juancho Hernangomez, fratello di Willy, 20 i punti e 7 gli assist per Murray. 48-55 a rimbalzo, 20-24 negli assist, 38,4% dal campo contro il 38,6% dei Nuggets, gli Hornets passano avnti decisamente sulla statistica da tre punti dove i Nuggets scendono al 22,9% contro il 37,1% di Charlotte che usa il 34/38 ai liberi contro il 21/26 ospite per avvantaggiarsi una partita dai TO bassi e pari (9).

Le formazioni: 

Charlotte schierava i titolari recuperando Williams inaspettatamente, quindi il quintetto era composto da Walker, Lamb, Batum, M. Williams e Zeller mentre Denver con Barton e G. Harris fuori perderanno anche Millsap (rottura d un dito del piede, durante il secondo tempo) scendendo però inizialmente in campo con uno starting five composto da Murray, Craig, Juancho Hernangomez, Millsap e la punta di diamante Jokic.

La partita

1° quarto:
Si partiva con una doppia occasione per parte grazie ai rimbalzi offensivi ma mentre Charlotte sbagliava con Lamb e Williams, Denver falliva con Murray per segnare con Hernangomez, il fratello di Willy, il quale in entrata trovava la via del canestro piuttosto facilmente.A 10:46 un’entrata da sinistra di Batum era fermata irregolarmente.Due FT a segno e pareggio, così come l’equilibrio si ripristinava dopo i canestri di Millsap da sotto e quello di Lamb, il quale dopo una palla intercettata in difesa andava a segnare da sé in floater il 4-4.Millsap trovava altri due punti a 9:13 ma sbagliava il libero aggiuntivo, tuttavia sull’errore di Batum in attacco poteva tornare in attacco a prender altri due FT per fallo dello stesso francese. A 8:48 il n°4 affondava due liberi per il 4-8.Uno spin rapido di Cody Zeller in uno contro uno in area portava il centro a tirare fuori equilibrio in Torre di Pisa style, la palla però superava il difensore e finiva dentro, poi da una sua rubata gli Hornets avviavano una transizione con la quale Walker passava al volo per il soft touch di Bridges (entrato al posto di Batum) che pareggiava prima che le triple di Williams a 6:47 e di Bridges lanciassero Charlotte sul 14-8. Denver reagiva con il giro di Jokic sulla baseline sinistra con appoggio di Jokic oltre Zeller che in attacco si faceva stoppare da Millsap mentre sempre dalla linea di fondo mancina arrivava l’entrata con schiacciata del “gemello cattivo” Hernangomez per il 14-12.A 3:51 un fing and roll da transizione di MKG restituiva ossigeno alle divise bianche che tuttavia subendo 4 punti da Millsap erano riagganciate sul 16 pari.Kaminsky con un movimento in post basso dx si allungava oltre Millsap per uno scoop da pochi pass che a 2:17 era pareggiato sempre da Millsap (dalla lunetta). Sul 18 pari Kemba si addentrava con partenza da finta in area andando quasi dritto; due FT guadagnati e 20-18 a due minuti esatti dalla fine. Denver perveniva al pari e poi al vantaggio con una tripla di Morris a 1:12, Beasley in transizione incominciava a preoccupare Borrego che vedeva Williams a :37 5 guadagnare due FT lontano dalla conclusione dell’azione. ½ e tripla di Parker dal corner destro a :03.2 per il 24-25 dopo i primi 12 minuti.

Malik Monk in schiacciata.  Jeremy Brevard-USA TODAY Sports

2° quarto:
La vecchia conoscenza Miles Plumlee apriva con due punti ma Williams infilando dall’angolo sinistro la seconda tripla di serata pareggiava a quota 27 anche grazie all’assist di Parker che si riproponeva come uomo assist per Frank, il quale a 10:33 rilasciava un’altra cannonata che rilanciava (32-27) sul +5 i teal. Murray al primo canestro della gara accorciava ma Kaminsky servito in area andava a contatto con lo stesso Murray ottenendo canestro e libero, poi realizzato. Charlotte continuava a giocare uno splendido inizio di secondo quarto mostrando il passo di danza (spin supersonico nel viola pitturato) con il quale Parker depistava Lyles prima di depositare con eleganza nella serata francese. Lyles rispondeva con una tripla pesante (37-32) ma non se ne curava Monk che in aggressiva penetrazione si esibiva in una thunder dunk stupefacente. Beasley mancava una put-back dunk clamorosamente sparando con violenza sul ferro mentre dall’altra parte Parker e Williams da sotto fallivano diversi tentativi ma erano sempre gli Hornets a segnare con lo schermo di Frank per la tripla di Malik dalla diagonale destra che portava Charlotte sul 42-32 a 8:03. Un alley-oop di Plumlee, una tripla di Beasley da rimbalzo offensivo di Denver consigliava a Borrego il time-out a /:10 dopo aver visto scemare il vantaggio sul 42-37. Parker cominciava attaccando in diagonale da destra a sinistra per l’appoggio con schermo di Zeller a centro area, poi un passi di Plumlee che spingendo Cody metteva dentro non era considerato, tuttavia la spinta su Parker in modalità entrata dell’ex biondo centro era vista. A 6:13 i due FT andavano a segno così come quelli successivi (spinta di Craig) sullo stesso n°9 in missione entrata. 48-39 con 13 punti per il francese in 9 minuti…Parker intercettava anche un passaggio verticale verso la linea di fondo innescando una transizione sulla quale Zeller era fermato dal fallo di Beasley sul tiro da sotto. 2/2 a 5:27 per il 50-39.A 4:53 un fallo di Williams in post basso destro su Millsap costava due punti a Charlotte (rischiando anche l’azione da tre) ma Monk in entrata costringeva Jokic al primo fallo personale della gara. Leggero tocco a 4:37 che consentiva al nostro numero 1 di portarci a gioco fermo sul vantaggio in doppia cifra (52-41). Monk freddava Millsap con un lampo da tre punti elegante e preciso oltre che un po’ incosciente, Denver rispondeva da fuori ma anche Marvin Williams dalla sua mattonella preferita (corner sinistro) esplodeva l’ordigno per il 58-44… Millsap al terzo fallo a 3:04 sul giro palla di Monk per Williams mandava in lunetta il nostro n° 2, abile a portarci sul +16 (60-44).Denver però reagiva partendo con la tripla di Hernangomez, continuando a segnare con lo spagnolo che nello stretto riceveva da Jokic per il facile canestro da pochi passi ma era interrotta da una stoppata di Zeller che con mestiere in area si arrangiava con l’altra mano su Jokic, sulla ripartenza Walker si passava la palla dietro la schiena mandando a farfalle Beasley andando sino in fondo a segnare in fing and roll il canestro dopo la bella azione. Charlotte e Denver finivano dalla lunetta il primo tempo alzando il punteggio sul 64-53.

Nella serata francese, ecco un look un po’ retrò…

3° quarto:

La partenza del secondo tempo era afavore di Denver che iniziava con un libero per fallo di Batum primadella rimessa dal fondo.

Murray lo segnava così come sulla rimessa Hernangomez con lo scambio dentro fuori con Jokic metteva dentrotoccato da Lamb due secondi più tardi. Giocata da tre punti cheportava sul 64-57 la gara. Passi di Millsap in attacco chiamati dallapanchina di Charlotte sull’esitazione degli arbitri mentrel’oscillazione in crossover di Lamb per l’entrata con floater acentro area risolveva i problemi delle secche dell’attacco diCharlotte a 9:53.Il serbo dei Nuggets provava ad accender l’attaccodei suoi iniziando a ricavare dalle miniere due FT a 9:36, Lamb conuna tripla frontale rimandava il carrello dei minatori sotto (69-59) a 9:20, quindi arrivavano le triple di Beasley e Walker che nonmutavano il gap ma Murray dalla media distanza e Millsap da sottoaccorciavano il divario sul 72-66. Jokic con altri due FT portava Denver sul -4 ma MKG incrociava in area andando a trovare lacollisione con il lanciato Millsap. 4° fallo per il n° 4, due FT a bersaglio per il +6, out Millsap (anche per leggero infortunio oltre che per il numero di fallo speso) e Murray era Lyles a ricevere dietro MKG e ad appoggiare da sotto senza che MKG riuscisse a rientrare perla stoppata. Uno spin con turnaround fade-away di Zeller su Jokic stupiva poi Hernangomez con due liberi che a 5:01 mandavano ilmega-schermo sul 76-71 (1/2). Jokic riconoscendo il mismatch con ilpiù piccolo Bridges andava ad appoggiare sulla sinistra per il -3 ma a 4:09 dalla linea di fondo spuntava Bridges che con un reverse layupsegnava il 78-73. Jokic sotto continuava ad essere il fulcrodell’attacco di Denver che ben si affidava al proprio centrone pertrovare il -3 una seconda volta.

Denver arrivava sino al -1 (78-77) con un 5-11 a rimbalzo offensivo…

L’attacco di Charlotte sembrava spentosi ormai ma sotto la cenere covava il fuoco di un rinnovatoKaminsky che s’infiammava da fuori realizzando una tripla dalla diagonale sinistra e andando a recuperare un rimbalzo difensivo dopoi troppi concessi agli ospiti.

Plumlee poi commetteva fallo sulcrossover di Parker, ancora lontano da canestro regalando il bonus a Charlotte. L’1/2 era una briciola ma importante, anche perché dopo un tiraccio di Monk e un errore di Frank a corregger sotto arrivavaWilliams con le lamentele della panchina Nuggets per una possibile interferenza al ferro che gli arbitri non assegnavano.

Morris con il jumper frontale battevala difesa di Charlotte ma c’era ancora tempo per l’ultimo assaltotargato Monk: crossover che sverniciava Plumlee, balzo felino in area tutto verso sinistra e palla mandata a canestro oltre Hernangomez, il tutto recuperando anche il fallo. Canestro e ossigeno puro per l’89-77 con il quale si iniziava l’ultima frazione.

4° quarto:
Parker era stoppato sul reverse layup dal pedinatore Plumlee, poi una tripla del nostro play era sparata fuori dai bordi dell’anello come in un flipper, il pull-up di Murray su Batum invece andava liscio come l’olio su cotone… A 10:37 il nostro numero 5 non segnava con fragranza Chanel ma guadagnava comunque due liberi utili per l’89-81 mentre Denver colpiva con un paio di transizioni sulle quali Murray andava dapprima a bersaglio in schiacciata, poi vedeva il compagno Plumlee andare in lunetta per un ½ a 9:46. Succedeva anche che Denver provando l’ennesima transizione attaccasse 4 contro 5 poiché il n° 11 Morris a rimbalzo difensivo prendeva una gomitata dal compagno Lyles. Lyles riusciva anche a respinger un tentativo di MKG in corsa verso la linea di fondo destra.Rientrava Walker per dare spinta e così era perché dalle sue mani partiva il passaggio per Monk che a 8:47 dalla diagonale sinistra segnava tre punti per il 92-84. Lyles in area in mezzo a Batum e Kaminsky era vittima della swarming defense e del tocco di Frank sul tentativo da sotto, sulla ripartenza Kemba con arresti su Lyles con cambi di velocità diveniva cardiac sino all’attacco decisivo con appoggio al plexiglass che stroncava il n° 7.   MKG dalla sinistra segnava con un lungo due punti alla presenza nell’arena di Mark Price, suo mentore qualche anno fa per la costruzione del tiro. Un canestro prezioso per il 96-86. A 6:01 il ritmo tribale di Kemba si concludeva con l’alzata in palleggio per la tripla frontale che faceva esultare MJ che vedeva il traguardo ormai vicino.+13 (99-86) a mezzo quarto dalla fine…Non si stava però tranquilli se la squadra avversaria era in cima alla Western Conference e Charlotte nell’ultima partita era riuscita a dilapidare un +15 in circa 3 minuti…Jokic segnava due punti, Kemba, toccato da Craig, sulla spalla destra mentre era impegnato al tiro guadagnava dalla lunetta due occasioni. ½ e punteggio ritoccato sino al 100-88.A 4:35 in qualche modo Jokic da sotto con la sinistra aveva la meglio nella battaglia con Zeller che finiva per regalare il libero non trasformato però.In attacco Cody raddoppiato perdeva palla sulla linea di fondo e Murray in attacco segnava il -8. MKG con l’alzata non trovava il cotone ma il metallo, metallo pesante anche per Jokic che da tre mancava il canestro colpendo il bordo dell’anello mentre il buon mestierante Craig finiva fuori per il sesto fallo sull’urlo di Walker in entrata che richiamava l’attenzione degli arbitri. La panca di Denver lo prendeva come un torto subito ma sembrava esserci poi alla fine il contatto da dietro con il difensore.Il 2/2 ripristinava un +10 da mare calmo, addirittura a 2:53 per uno spostamento di Jokic su Zeller a rimbalzo offensivo per Denver dava al nostro centro l’occasione per infilare il +11 (104-93) ma ecco arrivare la burrasca finale: Beasley da tre su Lamb, Murray in jumper da jumper il 104-98…A provar a far da diga ci pensava il rientrante Parker che si prendeva il tiro dalla sua mattonella dalla diagonale sinistra: tiro che finiva dentro con millimetrica precisione a 1:51 per il 106-98.Denver toccava quota 100 con un rimbalzo offensivo di Jokic convertito immediatamente in due punti mentre Zeller in attacco mancava l’appoggio e Morris a 1:13 dimostrava d’essersi ripreso dalla botta scagliando con occhio di falco la tripla del -3 che rendeva avvincente il finale.A :56.5 Parker chiudeva il palleggio con un piede dentro l’area: tir in fade-away su Morris dal mid range sinistro che passava il difensore e piombava come un macigno sulle teste dei Nuggets. 108-103… Denver in attacco trovava Jokic ma disturbato da Batum e Walker non guadagnava altro che una rimessa dal fondo.Murray non segnava ma Denver attaccando ancora sembrava poter accorciare con Hernangomez che tuttavia si faceva incollare la pala al vetro da un superbo intervento rapido e potente di MKG, una stoppata salva partita anche perché dall’altra parte con :23.7 sul cronometro Parker dalla linea allungava di un punto. Murray in entrata da destra segnava oltre Zeller il 109-105 ma a :14.4 Walker non sbagliava in lunetta i due tentativi.Denver chiudeva con l’ultimo time-out mancando però le occasioni create sino al canestro di Morris a :02.9.Jokic a un secondo dalla fine sul -4 commetteva fallo su Walker che ringraziava allungando a gioco fermo sul 113-107, punteggio definitivo che premiava la voglia di Charlotte di vincer la partita.

L’abbraccio tra fratelli. Juancho Hernangomez e Willy Hernangomez a fine match.

Pagelle


Kemba Walker: 7

21 pt., 6 rimbalzi, 8 assist, 1 rubata, 1 stoppata. 4/11 al tiro. Ha un -10 di plus/minus ma anche un 11/12 dalla lunetta. Quando attacca Craig e gli altri lo fermano come possono. Subisce qualche fallo che non lo porta in lunetta ma che porterà al bonus Charlotte. Dispensa assist e s’impegna in difesa limitando le soluzioni al tiro ma quando parte può sempre regalare numeri come l’entrata che con oscillazioni ritmiche fa perdere il tempo a Lyles o la tripla tutta sicurezza che a 6:01 dalla fine in palleggio. Sigillo con i liberi finali.


Jeremy Lamb: 6

7 pt., 4 rimbalzi, 1 rubata. Minutaggio più breve per Jeremy con una ventina soltanto nella notte. Un -12 con un 3/7 al tiro. Impegno difensivo ma prende una tripla in faccia da Beasley nel finale ed esce lasciando spazio a Parker. Bello il crossover con floater che a 9:53 nel terzo quarto rompe il digiuno offensivo di Charlotte.


Nicolas Batum: 6

4 pt., 7 rimbalzi, 1 assist, 1 stoppata. Contro Murray non la vede bene. Battuto da qualche arresto e tiro, il francese prova a giocare aggressivo anche in attacco dove prova una schiacciata ma contrastata non va dentro così come un suo jumper nel finale. 0/4 al tiro, 4/4 dalla linea e 4 anche i falli spesi rapidamente in due parti (uscendo all’inizio dopo i primi 2). Lo strano +19 deriva dalle rotazioni ma anche da qualche buona chiusura difensiva come quella su Jokic nel finale o quella precedente che favorisce la stoppata di Frank. Difficile dare un voto equo tra situazioni contrastanti ma l’impegno per dare una mano alla difesa lo rende pi utile di quei numeri pessimi dal campo.


Marvin Williams: 7

14 pt., 10 rimbalzi, 2 assist, 1 rubata. Dato per fuori gioca con il taping alla spalla e lo fa discretamente bene, spendendo qualche fallo e andando aggressivamente a rimbalzo. L’inizio di Millsap è buono ma lui tiene botta e con tre triple dall’angolo sinistro costruisce la maggior parte dei punti in serata, il 4/12 dal campo credo sia frutto di una condizione non perfetta anche se lui afferma di sentirsi meglio ogni giorno che passa. Doppia doppia per Marvin…


Cody Zeller: 6

8 pt., 4 rimbalzi, 1 assist, 2 rubate, 1 stoppata. Gioca con agonismo ma a rimbalzo in più di 31 minuti ne prende solamente 4, tutti in difesa dove comunque Denver domina. Troppo impegnato a lottare per prender posizioni e a non farsi spostare, usa un po’ di mestiere come quando stoppa Jokic trattenendolo. Buona la difesa con due recuperi mentre in attacco il 2/7 con l’errore in appoggio finale e la palla persa sulla linea di fondo non è granché sebbene metta dentro i due tiri più incredibili della sua gara con due turnaround in fade-away di livello superiore. Anche per lui alti e bassi da considerare nell’espressione del voto che tiene conto anche di qualche blocco offensivo e di uno spirito combattivo corretto.


Malik Monk: 7

16 pt., 1 assist, 1 stoppata. Una gran difesa su Beasley nel secondo quarto anche quando sembra battuto rientra a dar fastidio sul tiro. Nel secondo quarto da una spinta fantastica all’attacco di Charlotte. Un paio di triple incredibili per velocità e precisione, una thunder dunk, finisce per arrivare a 16 punti. Importante.

Michael Kidd-Gilchrist: 7

6 pt., 5 rimbalzi, 1 stoppata. Prende un rimbalzo in più di Zeller in metà del tempo. Va a dar fastidio a Jokic o al giocatore di turno concedendosi prima un lungo jumper dalla sinistra a segno, poi un mezzo gancio errato in attacco che si fa più che perdonare con la stoppata decisiva sul fratello del nostro Willy per la W della partita. Battaglia anche se in principio non sempre sembra funzionare, come quando si fa sorprendere da dietro da Lyles. Sbatte su Millsap o forse è più il contrario, togliendolo di mezzo dalla partita.


Miles Bridges: 7

7 pt., 2 rimbalzi, 2 assist, 1 rubata, 2 stoppate. 3/7 al tiro. Punti pesanti con una bella tripla e un reverse layup utile ed elegante percorrendo la linea di fondo da destra verso sinistra oltre che un soft touch volante nel primo tempo (da transizione). L’headband viola come fascia della potenza per chi si ricordasse l’anime “L’invincibile Shogun”. Aiuta la difesa e sembra oggi più nel vivo del gioco anche se i suoi tagli spesso sono sulla linea di fondo e le posizioni perimetrali, ha la capacità e la rapidità per andare ovunque.


Tony Parker: 7,5

19 pt., 4 rimbalzi, 3 assist, 2 rubate, 1 stoppata. Chiude con un 6/14 al tiro. Non lo prendono mai nel secondo quarto, poi lo fermano sempre, anche rifilandogli qualche stoppata (4) in entrata. Nel finale però rientra e risolve con due tiri rilasciati sotto l’enorme pressione del difensore. Due canestri che chiudono il match poi sigillato con ceralacca da un suo libero. Se gioca nei finali si esalta e non è la prima volta che si esalta contro una grande. Fa il nano nelle miniere della difesa di Denver torna a scavare tunnell con le entrare e quando trova la roccia la fa saltare con un paio di colpi di dinamite trovando platino…


Frank Kaminsky: 7,5

11 pt., 6 rimbalzi, 2 assist, 1 stoppata. Sembra funzionare molto più di Zeller a rimbalzo. Anche lui lesto e rapido nel difendere. Un altro giocatore rispetto a quello dello scorso anno che oggi trova sì due triple pesantissime (soprattutto quella dell’81-77) ma anche canestri come quello voltandosi da spalle a canestro allungandosi oltre il difensore in post basso in uno contro uno mantenendo saldo il piede perno. +8 di plus/minus, zero TO in 16 minuti T(h)ank You!

Coach James Borrego: 7

Squadra che in casa da di più che ora vorremmo veder anche in trasferta.La presenza di MJ e la difesa risolvono un match ben giocato in attacco a larghi tratti con qualche secca. Tuttavia i Calabroni dimostrano resilienza e un po’ di inesperienza commista a un po’ di rilassatezza nel finale. Sul +11 si fanno mangiare 8 punti ma poi risolvono. Bene l’entrata di Parker nel finale per un Lamb un po’ in difficoltà.

Sotto: In un altro video, sempre gli highlights della partita a partire dal minuto 1:20 sino a 3:50.

Game 24: Charlotte Hornets @ Minnesota Timberwolves 104-121

 
 
Intro
 
Gli Stati Uniti facendo prestiti alle potenze europee durante la prima guerra mondiale, aumentando di popolazione e spingevano sull’apparato produttivo e commerciale generando un’immensa fiducia nella popolazione sul futuro.
Il bug che si annidava era però che il sistema non era affatto perfetto, così tutti compravano azioni che salivano di prezzo come la gente sperava che fosse ma questo accadeva paradossalmente proprio perché la gente le comprava.
In una situazione simile a un palloncino gonfiato da un compressore che spinto oltre il proprio limite è destinato a scoppiare, nell’ottobre del 1929, infatti, sotto la spinta della vendita delle stesse vi fu il crollo dei titoli azionari in borsa che seguì l’eccessivo squilibrio dei redditi.
Un tracollo abissale dettato dalle aspettative (chi avesse comprato le azioni nel maggio 1924 e le avesse rivendute a inizio settembre 1929 avrebbe guadagnato oltre il 300% senza colpo ferire) che Charlotte questa notte cercava di non imitare.
Dopo una buona partenza con qualche calo di tensione in trasferta nelle ultime partite casalinghe i Calabroni erano riusciti a far cadere Celtics, Pacers e Bucks ma nelle ultime due sfide (sempre a Charlotte) contro rappresentanti dell’Ovest la squadra diretta da Borrego era finita K.O. Dimostrando preoccupanti pecche difensive.
Per rompere il tabù e non crollare come il sistema americano gli Hornets si presentavano a Minneapolis con credenziali in mano che non si trasformassero in carta straccia.
Walker per ripartire e non riviver la grande depressione degli ultimi due anni…
 
La partita in breve

Graham e Monk prima della partita.

 
Timberwolves che prima della partita si presentavano con i parziali di 4-9 con Butler in squadra e 8-3 senza, Hornets che invece in trasferta si trovavano sul 3-7 dopo aver perso le ultime tre gare.
Gara difficile anche se l’obiettivo al Target Center era vincere.
Batum iniziava benissimo aiutando Charlotte a rimontare da un 3-9 iniziale pro Wolves.
Walker con una tripla (unica a bersaglio per il capitano) a 5:49 faceva scattar Charlotte sul 23-18 ma i Wolves rimarginavano la ferita sino ad arrivare al 31 pari a fine prima frazione.
Nel secondo quarto Charlotte partiva con un 8-0 di parziale per poi arrivare sino al 51-37 con un altro parziale di 10-0 chiuso da Zeller con un tre punti insolito.
Monk (buona spinta nel primo tempo) dalla linea a 4:33 metteva dentro il +15 (57-42) ma il finale di quarto per i Timberwolves era travolgente con un Wiggins scatenato e un Gibson che splittando dalla lunetta all’ultimo giro di lancette mancava il sorpasso ma otteneva il pari a quota 62 “rovinato” da Lamb con due punti che all’intervallo facevano tornata vanti Charlotte (64-62).
Il terzo quarto era combattuto e finiva per riportare in parità la gara a quota 86.
Hornets che mettevano una bomba dentro con Batum per il sorpasso sul 92-90, poi toccava a Bridges e Kaminsky con un canestro a testa spinger gli Hornets sul 96-93.
Towns tuttavia metteva dentro sette punti filati e a 7:02 la partita deragliava sui binari locali con un 96-100 dall’odore di sconfitta.
Un FT contro gli Hornets (dopo una serie di rigide, piccole e ricercate ma fastidiose decisioni quasi tutte contro Charlotte) e due punti di Covington estendevano il parziale sul 10-0 Minnie (96-103).
Charlotte finiva fuori giri concedendo la vittoria ai Lupi che raccoglievano 50 rimbalzi contro i 40 di Charlotte che tirava con il 40,8 contro il 53,9% di Minnesota…
Towns finirà con 35 pt. e 112 rimbalzi, Wiggins con 26 punti mentre Teague con soli 3 punti ma 18 assist…
 
Le formazioni:
 
 
La partita
 
 
1° quarto:
 
Prime azioni a vuoto per ambo le squadre, passavano in vantaggio al secondo attacco i padroni di casa con una tripla di Towns sul quale c’era Walker che si staccava anche al momento del tiro ma a pareggiare a 10:57 era MKG dalla sinistra grazie all’assist di Batum.
A 10:41 e a 10:09 piovevano altre due triple nel cesto degli Hornets firmate Wiggins e Towns rispettivamente dalla diagonale e dall’angolo sinistro con le quali i Lupi si portavano sul 3-9.
Charlotte reagiva con un pocket pass di Batum per MKG che da sotto alzava la sfera dentro la retina ma a 9:27 Wiggins con un semplice jumper metteva dentro il 5-11.
Lamb quasi allo scadere alzava dalla diagonale sinistra un pallone che ricadeva da tre dolcemente spedito da oltre l’arco per l’8-11, quindi toccava a Gibson segnare in jumper dal mid range mostrando una Minnesota calda al tiro. Walker in entrata uno contro uno spingeva sulla spalla di Covington girato nello stesso senso di marcia riuscendo a depositare al vetro.
A 8:18 per un fallo su Towns Minnesota guadagnava un punto, poi era Kemba con un floater un po’ fuori equilibrio metter dentro altri due punti per i Calabroni.
Grazie a uno spin di Gibson su Batum arrivava il 12-16 per i locali.
MKG era stoppato ma sulla stessa azione arrivava una tripla di Batum dalla sinistra per il 15-16 che anticipava il sorpasso firmato da un’entrata aggressiva di un Batum che giocava meglio in maniera lampante.
Durava poco il vantaggio perché Towns come un treno andava dentro a depositare il 17-18 ma Lamb in uno contro uno in transizione subiva il fallo sul rientro di Covington finendo l’azione con una giocata da tre punti che reinstallava i Calabroni al comando sul 20-18 a 6:10.
Walker da tre a 5:49 aumentava a 5 il gap con un 4/5 per Charlotte d fuori contro il 3/3 di Minnesota ma a 5:17 Covington con una seconda possibilità realizzava ancora da lontano.
Towns stoppava Walker in entrata ma in attacco sfondava su un ottimo Batum abile a prender posizione sulla linea di fondo destra.
Walker al tiro da tre punti era spinto da dietro da Teague ricavando tre FT dei quali due andavano a segno, utili per un filotto del capitano da 4 punti poiché successivamente una sua steal nella nostra area lo conduceva per inerzia al coast to coast con appoggio per il 27-21.
Anche Gibson riusciva a metter dentro una tripla ma Kaminsky in area usava bene il piede perno per girarsi da spalle a canestro e metter dentro oltre il raggio del difensore A 2:36 Charlotte chiamava un time-out e a 1:30 Biz segnava il secondo dei liberi assegnati grazie al fallo subito e aver visto il suo appoggio girare sull’anello per uscire dopo aver preso velocità.
Saric da tre a 1:15 sfruttava il minimo spazio sull’uscita di Kaminsky per accorciare con una bomba e Rose dalla destra andava oltre Lamb con il reverse lay-up ma lo stesso Jeremy si procurava due FT dei quali solo uno andava a segno “preparando” il pareggio di Wiggins in entrata che chiudeva il quarto.

Bridges schiaccia durante il primo tempo della partita.

 
 
 
2° quarto:
 
Charlotte partiva sparata nel secondo quarto con una dunk di destro di Bridges che affondava la difesa dei Lupi, poi una apertura di Miles meravigliosa verso il corner destro dava la possibilità al Tank di sparare una cannonata da tre punti a 11:25.
Il n° 44 si ripeteva a 10:49 da altra posizione per un 8-0 di parziale che mandava Charlotte sul 39-31.
Covington con un arcobaleno in entrata spezzava la corsa di Charlotte che tuttavia andava a segno con un pull-up frontale di Batum che dalla lunga batteva in ritmo il suo difensore.
Un appoggio di Rose per i bianchi e una steal su Kaminsky rischiavano di riavvicinare i Lupi ma sulla palla rubata a Frank Monk metteva una pezza deviando palla a Saric oltre il fondo rallentando le operazioni di rimonta dei T.Wolves che tuttavia andavano a segno con Rose ancora per il 41-37.
Monk da tre punti non segnava ma Batum a caccia della sfera riusciva a sorprender tre difensori depositando da sotto subendo anche il fallo a 8:52.
Giocata da tre punti per il 44-37, punteggio che si dilatava a favore di Charlotte con un appoggio atletico di Monk di sinistra oltre Covington, Saric e Dieng nei paraggi. Batum metteva dentro altri due punti per un 48-37 e MKG conservava con la difesa il tentativo di Saric da sotto esaltando il gioco di squadra di Charlotte che vedeva Parker fintare l’entrata schiacciando Minnesota per poi dare indietro a Zeller che liberissimo a 7:25 infilava da tre punti il cesto per il 51-37.
Un 10-0 di parziale difeso ancora da MKG che subiva sfondamento d Covington in entrata frontale sul muro del n° 14.
Un bound pass leggermente in diagonale di Batum per un Monk che spuntando dietro la difesa dalla linea di fondo sinistra andava a metter dentro da pochi passi faceva salire il punteggio e da una palla a due vinta da MKG nella nostra area ancora Malik era lesto a partire in transizione per il 55-40 con un 14-0 che sembrava poter far chiudere almeno i primi 24 minuti tranquillamente, invece Charlotte si disuniva prima prendendo un normale piazzato lungo dalla destra di Towns, poi Monk a 4:33 con 2 FT sfruttava la scia per il 57-42 ma Wiggins si esaltava segnando da tre punti prima, mettendo dentro una put-back dunk di prepotenza nel mucchio al terzo tentativo di Minnesota da sotto sulla stessa azione a 3:39 per il 57-47 e segnando dopo uno spin…
Zeller da sotto lavorando su Towns interrompeva il dominio di Wiggins ma in attacco Rose sfuggendo a Cody appoggiava al vetro, Lamb rispondeva da tre dalla diagonale sinistra per il 62-51 ma Charlotte negli ultimi due minuti collassava; fallo di MKG (che usciva) su Wiggins per una giocata mancata da tre pt. a 2:00 esatti dalla fine, rimbalzo offensivo dei lupi e tripla di Towns, un paio di forzature di Walker che non finivano bene e un finale dove Kaminsky prendeva un tecnico davano alla fine ai Wolves la possibilità d’aggancio sul 62 pari a 38 secondi dalla fine.
Lamb a :29.8 con un floater manteneva gli Hornets in vantaggio all’intervallo anche se di soli due pt. (64-62).

Minnesota Timberwolves’ Karl-Anthony Towns scrambles for a loose ball with Charlotte Hornets’ Bismack Biyombo in the second half of an NBA basketball game Wednesday, Dec. 5, 2018, in Minneapolis. Minnesota won 121-104. (AP Photo/Stacy Bengs)

 
3° quarto:
 
Zeller da sotto ricevendo il passaggio dentro portava sul +4 i viola che chiamavano un’infrazione di passi di Towns non rilevata. Sulla rimessa finiva per segnare Wiggins che stoppava in difesa rientrando su Batum. Sulla rimessa dal fondo si sviluppava il tiro di Lamb che toccava il ferro, gli arbitri non lo rilevavano e sulla prosecuzione, con palla ancora out per Charlotte, senza cronometro resettato, i 3 secondi rimasti agli Hornets servivano per prender un tiro volante che rimbalzava sul ferro. I passi di Towns in attacco davano la possibilità a Charlotte di ampliare il vantaggio: Walker si faceva bloccare ma dalla sinistra l’elbow di MKG rilasciava da due punti risolvendo la situazione.
Towns piazzava dalla baseline sinistra un tiro oltre Zeller per il 68-66 e Gibson a 8:43 era fortunato vedendo rimbalzare il suo tiro da fuori da sinistra sul primo ferro per poi alzarsi e finir dentro.
MKG da sotto al secondo tentativo restaurava il comando degli Hornets con un po’ di stucco (70-69) ma Towns in corsa travolgendo MKG andava dentro a segnare.
Per gli arbitri c’era anche il fallo che il centro dei Lupi non trasformava ma era chiamata un’infrazione della linea a Charlotte.
Da uno scambio mancato Zeller/Walker spuntava Teague che in transizione faceva secca la squadra di Borrego a rapporto sul 70-74.
Batum da tre al rientro dava benzina alla macchina di Charlotte che sfruttava la propulsione del motore Kemba per superare i Lupi a metà quarto esatto con il jumper del 75-74. Covington con un’entrata selvaggia al vetro e Towns che da dietro sulla rimessa sorprendeva Kemba rubandogli palla per splittare dalla lunetta a 5:30 davano il 75-77 per Minnie che si avvantaggiava ulteriormente con un gancetto di Towns.
Kemba in reverse lay-up accorciava, poi il capitano con uno skip pass diagonale in direzione corner destro dava la possibilità a Bridges di far esplodere una precisa tripla che riportava Charlotte avanti (80-79) prima che Wiggins in lunetta per tocco di Frank splittasse (6/13 di Minnesota a gioco fermo) per riequilibrare il match.
A 2:35 un lungo due di Covington era restituito dalla nostra SG Lamb con tiro frontale un po’ jordaniano nella parte delle gambe, Cody da sotto fintava la virata interna per girarsi sulla linea di fondo e battere i difensori con l’alzata rapida.
Rose pareggiava e Wiggins superava nel saliscendi emozionale mentre Lamb a :30.3 volando in verticale subiva un tocco di Wiggins forse decisivo per il leggero impreciso appoggio.
Due FT a bersaglio e pareggio a quota 86 che resisteva sino alla fine del quarto.
 
 
4° quarto:
 
Rose metteva dentro i primi due punti ma Bridges in stile montagne russe, con un open 3 a 10:42 realizzava l’89-88. Saric ricevendo un passaggio verticale appoggiava dietro a Bridges della destra ma Batum dalla diagonale sinistra esplodeva ancora colpi mettendo dentro con sicurezza un’altra bordata pesante per il 92-90.
Un reverse lay-up di Dieng sul quale si portava a contatto Frank, valeva tre punti per la squadra locale che subiva l’ultima fiammata di Charlotte con Bridges al vetro nel traffico e con un terzo tempo del Tank in transizione lanciato con i tempi giusti da Parker.
Un 96-93 che a 8.11 preparava a un finale in volata invece Towns ne metteva dentro due, poi a 7:37 un comodo tre punti dello stesso giocatore consigliava a Borrego il time-out sul 96-98 ma Charlotte non si riprendeva più subendo da Towns il settimo punto di fila con il quale la squadra di Thibodeau toccava quota 100.
Minnesota in difesa arrivava anche a 11 stoppate contro una sola di Charlotte e segnava un FT per un fiscalissimo tre secondi in area difensiva di Charlotte.
Covington aggiungeva i punti per arrivare a un parziale di 10-0 che risolveva la partita (96-103).
Batum mandava a canestro con un bound pass Lamb a 5:13 ma un reaching foul di Zeller su Towns (2/2 dalla lunetta) a 4:55 e un fallo di Lamb che appoggiando l’avambraccio su Covington al tiro (3/3 dalla linea) sulla sinistra dava il 98-108 che si ampliava a dismisura con Charlotte frustrata e fuori partita sino al 98-115 con tripla di Wiggins da sinistra a 3 minuti dal termine.
Finiva 104-121 una partita nella quale il risveglio di Batum non bastava.
 
 
Pagelle
 
Kemba Walker: 5,5
15 pt., 2 rimbalzi, 5 assist, 1 rubata. 6/16 al tiro. Ancora medie bassine per il capitano che s’intestardisce con soluzioni da fuori anche fuori ritmo. L’1/5 e il -21 preso nel plus/minus sono dati che qualcosa dicono. Difesa meno aggressiva, forse stanco, ha una buona fase nella parte centrale del match ma poi si spegne non riuscendo a dare la solita spinta nel finale con i Lupi a gettar acqua sul fuoco. 502 partenze come starter, superato anche Bogues ma con sconfitta purtroppo.
 
Jeremy Lamb: 5,5
18 pt., 11 rimbalzi, 2 assist, 1 rubata. 6/18 al tiro. Peggio di Kemba, anche se almeno in un’occasione manca sicuramente il fischio sull’entrata però sbaglia per leggera imprecisione un paio d’entrate, una semplice e qualche tiro nei momenti cruciali che tuttavia si va a prendere. In doppia doppia cerca di rimaner attento e concentrato riuscendo a deviare anche un pallone pericoloso in un finale di quarto ma soffre un po’ in difesa dove è bravo a rimbalzo.
 
Nicolas Batum: 7
18 pt., 7 rimbalzi, 8 assist, 1 rubata. 7/17 al tiro. Nessun TO e 3/6 da fuori. Inizia con altro piglio la gara. Si vede che oggi vuole giocare e lo fa bene, molto bene. Passaggi, tiri precisi, aggressività. Irriconoscibile da innumerevoli recenti prestazioni scarse. Si perde un po’ nel secondo quarto poi si ritrova. Uno degli ultimi ad alzar bandiera bianca con la tripla del 92-90 e l’ultimo assist speranza per Lamb.
 
Michael Kidd-Gilchrist: 6
9 pt, 5 rimbalzi, 1 rubata. Buona partita difensivamente parlando per MKG che con la sua presenza riesce a far sbagliare diversi tiri agli avversari o a bloccarli. In attacco segna subito una tripla e poi segnerà in jumper dalla sinistra sempre da smarcato. Non riesce ad attaccare i lunghi bene ma va a rimbalzo. Chiude con un 4/10 dal campo e un solo fallo all’attivo.
 
Cody Zeller: 6
9 pt., 6 rimbalzi, 3 assist, 2 rubate, 4/8 al tiro. A volte intercetta palloni con la prontezza di Spider-man, altre volte sembra un supereroe pasticcione. In difesa sgomita per tenere Towns che a volte con delle finte ci prova dalla linea di fondo con esiti alterni. Il rientro non è morbido anche perché i Lupi prendono 10 rimbalzi in più dei quali 6 in più sono di Towns rispetto ai suoi.
 
Malik Monk: 6
10 pt., 1 rimbalzo, 1 assist, 1 rubata. 3/6 al tiro. 4/4 dalla linea ma 0/3 da fuori oltre un paio di palle perse. Grandissima spinta durante le prime rotazioni dove è bravo ad andare ad attaccare con velocità il ferro. Nel finale non riesce ad aggiungere niente alla manovra di Charlotte.
 
Miles Bridges: 6,5
10 pt., 2 rimbalzi, 1 assist. 4/9 al tiro. 2/5 da fuori, personalità per prendersi l’entrata in uno contro uno, anche nel finale, dopo un paio di triple, tira su nel traffico un pallone buttatogli lì da un compagno tra le mani per andare a segnare. Il rookie disputa una buona gara anche se deve stare un po’ più attento in difesa. Saric da dietro lo beffa ricevendo un passaggio verticale, lui salta andando fuori tempo anziché accorciare. Più vicino al cilindro dello slavo avrebbe avuto maggiori chance di stoppata, stats che manca in serata. +2 di plus/minus comunque.
 
Tony Parker: 5,5
0 pt., 2 rimbalzo, 5 assist. 0/4 al tiro e una palla persa. Sul +4 on lui in campo, offre assist ai compagni, anche se abbastanza semplici, con i tempi giusti ed esperienza come quello per liberare Kaminsky che beneficerà anche del suo pass orizzontale in transizione. Al tiro però non ne imbrocca una mentre in difesa insegue…
 
Frank Kaminsky: 5,5
10 pt., 1 rimbalzo, 2 assist. 4 falli ma una tonalità d’aggressività più pallida rispetto alle gare precedenti. Tocca Dieng e gli fa fare bella figura facendogli chiudere un gioco da tre punti. Non sempre preciso in chiusura, si chiude su Teague nell’ultimo quarto quando Towns liberissimo colpisce da tre. Un po’ in ritardo anche su Saric nel primo quarto nel close-out. Due belle triple nel primo quarto poi finisce per sbagliarne un paio andando su un 4/7 finale dal campo. Prende anche un tecnico ma non sembra dica nulla dal labiale e la lamentela a braccia aperta è la classica di qualsiasi giocatore.
 
Bismack Biyombo: 5
1 pt., 1 rimbalzo. Gioca a piccoli sprazzi solo 3:49. Non riesce a carburare né a usare il corpaccione in maniera corretta. Un po’ scoordinato non è “fortunato” nell’appoggio né preciso ai liberi splittati.
 
Devonte’ Graham: s.v.
0 pt., 1 assist. 2:24, solita comparsata nel finale che non ha nulla da dire ormai.
 
Dwayne Bacon: s.v.
0 pt. Vedi sopra ma con uno 0/1 al tiro per Dwayne che come Graham ora sta oscillando tra Greensboro e Charlotte.
 
Guillermo Hernangomez: s.v.
4 pt., 2 rimbalzi. Finale anche per lui. Meglio dei compagni ma sempre senza ormai un perché.
 
Coach James Borrego: 6
Squadra che per larghi tratti della gara gioca meglio cercandosi, cosa che era scomparsa un po’ in diverse delle ultime gare. Solito crollo nel finale con attacco apatico e decisioni arbitrali minime ma fastidiose quasi a senso unico se escludiamo un passi di Frank chiamate come quella dei tre secondi in area, un paio di mancati passi di Towns e Covington e il mancato azzeramento del cronometro sul tiro di Lamb non lo favoriscono ma lo fanno protestare senza eccedere.

Game 23: Charlotte Hornets Vs New Orleans Pelicans 109-119

 
Intro
 
“Se da bambino mi fossi scritto una storia, la storia più bella che mi potessi immaginare, l’avrei scritta come effettivamente mi sta accadendo”, così Paolo Maldini descriveva la sua vita.
Per chi invece non sta nell’Olimpo di qualcosa ma in trincea magari gli accadimenti della vita non sono sempre da favola, anzi…
Charlotte è una squadra che ha ritrovato un’identità nel nome recuperato dopo una serie d’avvenimenti particolari che molti di voi conosceranno e riepilogherò in breve vista l’interconnessione tra gli attuali Hornets e i Pelicans di New Orleans ospiti allo Spectrum Center nella notte.
Charlotte nel 2002 era abbandonata dal vecchio presidente George Shinn in rotta con il pubblico, la squadra si accasava a New Orleans fino alla malattia del presidente gli Hornets tra alti e bassi rimanevano tranquilli anche se in una Conference d’acciaio con Spurs, Rockets, Mavericks e Grizzlies.
Venduta la società alla NBA perché non si trovavano acquirenti CP3 dopo essersi già visto in gialloviola, a causa della rivolta di alcuni presidenti, era dirottato sull’altra sponda di L.A. e in un paio d’anni la squadra smantellata.
Interveniva Tom Benson, proprietario dei Saints della NFL, recentemente scomparso (15 marzo 2018, oggi la franchigia è proprietà della moglie Gayle Marie LaJaunie in Benson che ha 71 anni) che decideva per un rebrand totale del team qualche mese dopo l’acquisto.
New Orleans faceva in tempo a vivere l’ultimo anno da Hornets acquisendo Austin Rivers e soprattutto la scelta numero 1 al Draft, ovvero Anthony Davis (più che sospettosamente finito a New Orleans anziché a Charlotte reduce da una stagione drammatica come Bobcats. MJ, nuovo proprietario degli Hornets, sotto pressione di un gruppo di tifosi, liberatosi il brand dopo la trasformazione dei Calabroni in Pellicani, riportava il logo e la storia sino al 2002 a casa ma il destino delle due franchigie s’incrociava soprattutto in quella scelta che premiava Benson e che vedeva Davis e Kidd-Gilchrist (due giocatori oggi importantissimi per le rispettive franchige anche se con differente valore che potrebbe definir la gara) al centro di un intreccio di destini, proprio loro che oggi giocano adattatisi al ruolo di centro…

Alcune statistiche di squadra prima della partita.

 
La partita in breve

Lamb nello shootaround e la sua media punti. Stasera si è fermato a 11.

 
La peggior partita dell’anno di Charlotte vale la quinta vittoria di fila di New Orleans su Charlotte.
Gli Hornets tenevano solo nel primo quarto chiuso avanti 30-29.
Nel secondo i Calabroni non tenevano bene in difesa dove i giocatori di Gentry entravano come il burro, inoltre l’attacco s’inceppava un po’ così a 6:24 Frazier con una tripla spingeva NOLA sul 36-46.
56-65 era il finale di primo tempo.
A 6:58 del terzo quarto Charlotte era colpita da una bordata di W. Johnson che mandava sul -15 Borrego & friends.
60-75 recuperato sino al -7 ma sulla sirena Davis da tre segnava il 77-87 dando un messaggio al match.
Nell’ultimo quarto ancora qualche buon movimento di Kaminsky che segnava anche la bomba dell’87-98, non bastava.
Pelicans in allungo sino al 92-102 prima del rientro con la panchina sino al 109-119 finale.
Davis con 36 punti, 19 rimbalzi e 8 assist e soprattutto un eloquente 14/19 al tiro condito da un 6/6 dalla lunetta dimostrava di valer mezza squadra di New Orleans che si avvantaggiava grazie a lui sotto le plance rendendo evidenti i problemi degli Hornets a difender sotto il canestro.
Holiday ha chiuso con 19 punti e Mirotic con 16 mentre giù dal podio con 13 a testa ci sono Randle e Miller.
Hornets che sono andati sotto a rimbalzo (41-50) e negli assist (25-30) ottenendo una percentuale di tiro dal campo (42,9%) più bassa di quella di NOLA (51,2%) che anche in lunetta con l’83,3% ha tirato meglio del 75% di Charlotte che fa meglio nei TO con 11 contro 17 in una partita pessima tuttavia.
 
Le formazioni:
 
 
La partita
 
 
1° quarto:
 
Davis vinceva la palla a due contro Hernangomez lanciato in quintetto per l’assenza di Zeller mentre Holiday 16 secondi più tardi con un’entrata nel traffico metteva dentro.
Lamb con un percorso più travagliato pareggiava sempre in avvicinamento a canestro quindi toccava a Davis in jumper su Williams metter dentro sfruttando le sue lunghissime braccia e a Frazier pescato sotto il canestro a sinistro depositare dimenticato dalla difesa di Charlotte.
Un tap-in di Willy riavvicinava i viola ma a 9:24 un piccolo arcobaleno di Davis segnava il 4-8 ma una transizione di Williams spostava il punteggio sul 7-8 grazie alla tripla sganciata con sicurezza.
Batum era stoppato da Davis, Lamb sulla transizione da dietro rubava palla a Frazier, in attacco Batum tirava corto e storto da tre dalla sinistra tra le lamentele del pubblico ma anche Holiday da tre non infilava il cesto tuttavia con un passaggio ravvicinato dalla drive di Kemba, Batum trovava la schiacciata negata in precedenza dal Monociglio.
L’alley-oop della star di New Orleans restituiva il vantaggio alla squadra di Gentry che segnava con un lungo tiro da tre di Mirotic dalla diagonale sinistra mandando in time-out la gara a 6:46 sul 9-13.
Gli Hornets a 6:32 segnavano con un reverse lay-up di Walker che raddoppiato passava dentro l’area a Williams che alzando un preciso floater impattava la gara.
Kemba faceva passare avanti gli Hornets con un numero in entrata clamoroso dopo esser sembrato completamente fuori equilibrio e senza speranza oltretutto evitando anche la stoppata di Davis ma proprio su una violenta schiacciata del centro ospite Kemba impattando con MKG in area rimaneva a terra rimanendoci per un po’.
Il capitano era costretto a uscire dal campo raggiungendo gli spogliatoi lasciando spazio a Parker che sul principio di penetrazione scaricava a destra per Lamb che infilando con sicurezza da oltre l’arco dava il 18-15 a favore dell’MJ team. Davis da sinistra si alzava per colpire in jumper da due punti ma Bridges dall’angolo destro metteva dentro un tre punti che issava Charlotte sul 21-17.
Davis con due FT dimezzava lo svantaggio poi Lamb su una transizione e una rimessa riusciva a deviar due volte salvando Charlotte ma nulla poteva sul passaggio rapido di Holiday per Hill che sotto il canestro metteva dentro ancora una volta facilmente trovando il 21 pari.
I due giocatori di Kentucky MKG e Davis infilavano una tripla a testa e a 2:14 ancora MKG in corsa appoggiava oltre Randle il 26-24.
Clark da sotto trovava l’ennesimo pareggio favorendo il vantaggio ospite quando Randle, dapprima stoppato da MKG recuperava palla in area e saliva trovando il fallo chiuso da tre giocatori.
Splittando portava sul +1 i bianchi che con Davis, spalle a canestro potrebbero estendere il vantaggio se non fosse per un’intuizione di Monk che partendo deciso in raddoppio soffiava la palla a Davis lanciando la transizione con Clark accanto a lui. Per sbarazzarsene con la coda dell’occhio vedendo il rimorchio di Bridges lanciava la palla sul plexiglass che rimbalzando indietro tagliava fuori Clark mentre avvicinandosi di prepotenza arrivava Miles afferrando la spicchiata a due mani in aria mandava a bersaglio una jam dinamitarda…
Parker e Davis in lunetta con un 2/2 per entrambi chiudevano il quarto sul 30-29.

Charlotte Hornets guard Malik Monk, right, steals the ball away from New Orleans Pelicans center Anthony Davis as Hornets forward Frank Kaminsky, left, watches in the first half of an NBA basketball game Sunday, Dec. 2, 2018 in Charlotte, N.C. Associated Press

 
2° quarto:
 
Si partiva con una tripla di Miller e con l’immediato time-out chiesto da Borrego dopo il 30-32 subito.
Una pausa che cambiava poco mentre a 10:39 rientrava Walker in campo e da una drive di Monk con passaggio volante modello Spiderman sparato dal polso arrivava la schiacciata di Willy da sotto.
A 10:11 però per un fallo di Batum su un tiro da tre punti di Miller arrivava il vantaggio dei Pels che iniziava a farsi consistente con la scomparsa della difesa da sotto di Charlotte.
Randle ne metteva dentro due così come Mirotic in transizione dopo esser riuscito nell’impresa di rubar palla a Walker in palleggio, oltretutto sull’azione Williams tentando di rubar palla a Hill si faceva male alla spalla…
Serviva Kemba in entrata con decelerazione e accelerazione per andare a canestro Ma Randle e Miller ne mettevano dentro ancora due (punti) a testa così i Pelicans si portavano sul +9 (34-43) senza eccessivi sforzi.
Una virata sul difensore in area con allungo in fing and roll di Kaminsky era un gorgeous move che produceva due punti tuttavia a 6:24 Charlotte incassava anche il -10 con un’altra tripla di Miller (36-46).
Lamb metteva dentro un arcobaleno su Davis che tuttavia in area di Charlotte aveva vita facile.
Un floater di Parker per il 40-48 era illusorio elastico perché da una persa di Lamb in attacco arrivava anche il frustrante canestro di Mirotic in transizione per il 40-50.
Kaminsky continuava a far vedere buone cose con uno spin su Davis a cui seguiva l’arresto nei pressi del canestro a destra; Anthony abboccava lasciando via libera all’appoggio del numero 44.
Parker metteva dentro due punti costringendo questa volta Gentry al time-out sul 44-50.
Miller metteva dentro ancora tre punti contrastati da un’entrata di Parker in allungo, tuttavia con un leggero turnaround dall’altra parte Holiday in area aveva ragione sui cm del n° 9 francese impegnato in difesa.
Frank trovato sotto canestro mancava il tiro spinto come mancava uno dei due liberi ma ancora peggio faceva Walker a 3:04 con uno 0/2 dalla lunetta che era punito da un ½ di Holiday sempre dalla linea in una fase di lunetta calante… Frank da sotto segnava il 45-56 ma Randle imbeccato da un passaggio verticale di Davis metteva dentro al volo dalla sinistra a pochi passi dal canestro.
Bridges segnava in fotocopia da 3 dall’angolo destro il 52-58, Holiday e Walker aggiungevano due punti a testa ai propri colori poi arrivava un altro canestro di Holiday e c’era anche un tiro da tre di Walker mancato con il contatto di Randle falloso dopo il rilascio della palla, gli arbitri non lo chiamavano mentre Randle andava a schiacciare e Walker beffato prendeva anche il tecnico trasformato da Davis che allungava sul 54-65.
Parker con un 2/2 in lunetta per fallo di Randle chiudeva il quarto sul 56-65.

Jeremy Lamb in transizione.

 
 
3° quarto:
 
Partiva Biyombo in campo nella ripresa per limitare le incursioni dei Pelicans nel pitturato ma era Bridges a segnare con un incredibile terzo tempo rallentato che si chiudeva con il tiro a una mano su una gamba sopra il difensore che dal mezzo dell’area finiva al centro della retina.
Biyombo chiudeva tardi sulla diagonale di Holiday in entrata essendo dalla parte opposta poi toccava a Lamb battere in jumper Frazier al quale era fischiato il fallo contro ma questa volta il nostro numero 3 mancava il tiro supplementare lasciando sullo schermo un 60-67 che si dilatava ancora sotto l’ennesimo colpo di Davis ravvicinato.
Walker era bistrattato dagli arbitri quando gli riconoscevano il con tatto subito ma non sul tiro come chiaramente avrebbe dovuto essere e a 8:14 saltava la difesa degli Hornets sulla transizione di NOLA che trovando Mirotic da solo dava il più facile dei canestri al montenegrino.
Anche W. Johnson dall’angolo sinistro contribuiva a segnar da fuori e Charlotte piombava in un cupo -15 (60-75) a 6:58…
Frank con un little teardrop dalla baseline continuava a esser uno dei migliori dei nostri ma poi a 5:33 mancava uno dei due FT assegnatogli così su un air-ball di Randle allo scadere dei 24 da sotto nella nostra area spuntava Davis che metteva dentro.
Gli Hornets rimanevano distanti e quando Kaminsky a 3:45 si ripresentava in lunetta per segnare questa volta entrambi i liberi, il punteggio recitava:
“68-81”…
Borrego mandava in campo anche Graham formando un terzetto inusuale di PG insieme a Walker e Parker supportati da MKG e Kaminsky.
Walker segnava 5 punti in fila con una palla recuperata in transizione su una stoppata presa da Graham e con tre liberi per fallo di Clark sul tiro così a 1:34 i Calabroni rientravano sul -8 (73-81) Con un bound pass verticale il capitano serviva Kaminsky che da sotto ottenendo il suo 14° punto riusciva a portar Charlotte sul -7 (75-82).
Un banker di Randle su MKG per andar sul sicuro, anticipava la tripla mancata di MKG che tuttavia riusciva a entrare nel cilindro di possesso della palla deviando a Randle in palleggio la sfera. Sulla chiusura dell’avversario trovava due FT a :05.3 per il 77-84 ma sulla sirena un passaggio indietro per Davis vedeva il Monociglio sparar da tre sull’uscita di Graham in rotazione.
Canestro a luci rosse per il 77-87 che dava un segnale alla partita definitivo.
 
 
 
4° quarto:
 
MKG partiva bene nell’ultimo quarto rubando palla nel nostro pitturato a Randle e andando su passaggio di Graham a chiudere in appoggio poi a 10:33 guadagnava due FT sul contatto con Randle ma c’era solo un ½ per lui.
Lo svantaggio comunque rimaneva mediamente consistente (80-89) ma non era ancora nulla poiché un parziale di 0-5 chiuso da Hill con una tripla saettata dalla destra su Lamb segnava l’80-94…
Bridges da una second chance accorciava ma in attacco Davis forzato da Kaminsky, pur sotto pressione metteva dentro un turnaround dall’area molto delicatamente. Kaminsky dopo qualche errore durante la gara metteva dentro da tre l’87-98 ma Holiday con un mid-range pull-up riportava a 13 le lunghezze di vantaggio per Gentry e soci facendo toccar quota 100 a NOLA che era colpita da Graham da oltre l’arco (90-101) ma Mirotic rispondendo dalla diagonale sinistra da fuori (su Walker) chiudeva i conti realmente sul 90-104.
A nulla valeva un altro bello spin di Frank se a 6:00 esatti dalla fine il crossover di Davis e la schiacciata terrificante quanto ormai inutile ai fini del risultato dava il 92-107 (c’era il fallo doppio di Frank e Lamb), punteggio che si alzava per New Orleans con la correzione di Davis del tiro non arrivato al ferro da parte di Frazier.
Difesa di Charlotte ormai più che inesistente, fuori i titolari nel finale Charlotte riusciva a finire sul -20 dopo una tripla di Holiday ma a recuperare sino al -10 finale (109-119) una partita tra le più brutte, se non la più brutta disputata quest’anno che fa slittare Charlotte sull’11-12 in classifica…
 
 
Pagelle
 
Kemba Walker: 6
13 pt., 3 rimbalzi, 5 assist, 1 rubata, 1 stoppata. 5/16 al tiro. 2 TO e -10 di plus/minus. Kemba ci prova ma è una nottata frustrante per lui che non è in una fase brillantissima. 3/5 dalla lunetta con uno 0/2 in un frangente importante. Raggiunge la sufficienza con un paio di numeri, specialmente il canestro in caduta oltre Davis dopo aver perso il passo, da highlights… Di lì a poco si fa male ma fortunatamente rientra. Gli arbitri non lo tutelano nemmeno quando non è lui ad andar a cercare il contatto ma quando gli vanno addosso come nel caso di Randle o quando nel second tempo viene bloccato sul tiro ma arriva solo la rimessa,. Nel primo caso arriva anche il tecnico. A preoccupare leggermente è il cannone che s’inceppa sul tiro da fuori. Uno 0/6 che può capitare ma tutto sommato viene a mancare un po’ quell’arma in più che Charlotte aveva sino a qualche gara fa. Forse un po’ stanco e appannato dopo alcune prestazioni monstre.
 
Jeremy Lamb: 5,5
11 pt., 6 rimbalzi, 2 assist, 2 rubate. 4/8. In difficoltà in difesa e a penetrare anche se alcune buone entrate o alcuni falli li prende. Coinvolto un po’ in un attacco spesso impreciso o troppo statico è costretto a calare i punti rispetto alle ultime uscite. Anche lui da fuori è in difficoltà con un ¼ poi incassa una tripla pesante da destra. -16 di plus//minus.
 
Nicolas Batum: 2
2 pt., 3 rimbalzi, 1 assist. 1/7 al tiro in 13:49 e -20 di plus/minus. Campobasso… come la temperatura di Campobasso che spesso negli anni ’80 non perveniva se mi dovessero chiedere sulla prestazione di Batum risponderei: “Quale prestazione?” Con il massimo rispetto di tutti, se non ha voglia si tolga quella maglia e la finisca di disonorarla. Anche il pubblico ulula sui suoi tiri sbilenchi. Poca difesa, coinvolto nei tagli sulla nostra linea di fondo a inizio gara, i Pelicans vanno a nozze, a parte la stoppata presa da Davis segna solo da sotto grazie all’assist come la pappa che arriva col l’aereo nella bocca del bambino… L’unica spiegazione sul fatto che sia ancora titolare è che Batum sappia qualcosa di scottante su MJ perché ormai è più ex giocatore di Phil Jackson…
 
Marvin Williams: 5,5
5 pt., 1 rimbalzi, 1 assist. 2/4 al tiro in poco più di 10 minuti. Si fa male alla spalla cercando di recuperare una palla a Hill su una transizione avversaria. Non gli riesce la cosa e deve sortire… Un 2/4 al tiro equamente diviso in tiri da due e da tre punti. Ci prova in difesa anche se su Davis se capita è mission impossible.
 
Guillermo Hernangomez: 6
11 pt., 8 rimbalzi. 4/7 al tiro. In 14 minuti mette dentro due tiri liberi su due e una bomba su un unico tentativo. Magari sulle chiusure non è perfetto, anche lui fatica e Borrego lo impiega più o meno in media ai suoi minuti in stagione anche se parte da centro titolare. Vista qualche difficoltà, lo alterna con MKG, Frank e Biyombo.
 
Malik Monk: 5,5
4 pt., 1 rimbalzo, 3 assist, 2 rubate. Sarebbe sopra la sufficienza ampiamente ma ancora una volta fa 1/5 al tiro, poi gioca anche per la squadra. Bello un suo passaggio sotto per la schiacciata di Willy e l’assist per Bridges in transizione dopo aver scippato la palla a Davis abilmente. Gioca meno di 10 minuti.
 
Michael Kidd-Gilchrist: 6
10 pt., 3 rimbalzi, 1 assist, 3 stoppate. Lotta con energia andando a inizio ultimo quarto a dare qualche speranza di rientro a Charlotte ma Davis e Randle non sono avversari facili anche se sul secondo nel confronto non ne esce male. Contro l’ex compagno a Kentucky è decisamente più dura anche per i cm di differenza. Piazza comunque 3 stoppate ma fa solo 3/8 dal campo avendo tentato tre triple (libero su scarichi) delle quali solamente una infilava il cesto. Il +6 di plus/minus non è casuale…
 
Miles Bridges: 6,5
16 pt., 8 rimbalzi, 1 assist, 2 stoppate. 6/13 dal campo. Mette inizialmente due bombe dal corner destro poi in avvio di ripresa s’inventa un terzo tempo su una gamba in uno contro uno ma soprattutto va a schiacciare una jam dinamitarda su passaggio di Monk volutamente picchiato sul plexiglass. In difesa fa fatica se arriva il passaggio sul suo uomo, può perderlo o può farsi girare intorno da giocatori più rapidi. Un paio di stoppate. Tutto sommato in una serata negativa per il tiro lui da una mano pur da rookie.
 
Tony Parker: 6
10 pt., 1 rimbalzo, 5 assist, 1 rubata. 3/6 dal campo e 4/4 ai liberi con lunetta favorevole, lì da dove finalmente raddrizza la mano. Un paio di TO ma 5 assist. Buona spinta dalla panchina ma ancora una volta non basta e finisce a pensare mestamente in panca a fine gara.
 
Frank Kaminsky: 6,5
19 pt., 5 rimbalzi, 1 assist. Si arrangia con 5 falli e prende un +4 di plus minus. In difesa fa fatica a rimbalzo contro Davis (come tutti) ma in attacco a parte l’1/4 da fuori, quando capisce che può attaccare, riesce a inventarsi anche canestri con spin e finte che si permettono il lusso di mandare all’aria i piani difensivi di Davis su di lui. Sembrava fuori dalle rotazioni ma gli infortuni a turno dei centri gli hnno aperto un varco che sta sfruttando al meglio delle sue posibilità.
 
Bismack Biyombo: 5
0 pt., 1 rimbalzo, 1 rubata. Non riesce a far molto in 5 minuti ma si vede in attacco in area quando non riesce a tener un pallone indirizzato verso di lui. Peccato che in attacco non sappia giocare e abbia mani tremende per poter essere realmente in 5 sul parquet. Le spaziature le otteniamo grazie alla sua presenza fisica in attacco ma manca di pericolosità, eppure fisicamente sarebbe l’unico che potrebbe tenere i vari Embiid, Gobert, Davis e compagnia bella…
 
Devonte’ Graham: 6
8 pt., 1 rimbalzo, 3 assist, 2 rubate. 3/7 al tiro. Buon intercetto nel finale per il giocatore che sale e scende dalla NBA alla G-League. Buona gara di personalità sganciando anche un paio di triple. Ad un certo punto è sul parquet con Parker e Walker…
 
Dwayne Bacon: s.v.
0 pt., 2 rimbalzi. Gioca 5:30 senza valore.
 
Coach James Borrego: 5
La squadra a livello di gioco offensivo sembra sia regredita se non con alcune giocate estemporanee, la difesa è ai livelli di quella dello scorso anno, ovvero, si taglia come un giorno, oltretutto poco cattiva concede palloni sotto le nostre plance troppo invitanti per gli avversari. Time-out a volte precisi altre particolari come particolare è la scelta delle tre PG in campo nella notte. Per favore, basta Batum in quintetto..
I video highlights della partita:

Game 22: Charlotte Hornets Vs Utah Jazz 111-119

 
Intro
 
“E’ necessario credere, bisogna scrivere, per essere invincibile, non dovrei vivere”… è una delle prime strofe di una canzone di Fabri Fibra intitolata appunto “Bisogna Scrivere”.
Chissà se anche i mormoni dello Utah (Jazz squadra ospite all’Alveare nella notte), poi divisi in varie sottotracce oggi credono ciecamente, anche se questa è una religione sempre in divenire, a tutto quello che Joseph Smith “tradusse” da tavole d’oro donategli da un angelo chiamato Moroni.
A me questa storia dell’ottocento ricorda molto quella mandata recentemente in onda dalle Iene.
Si scopre così in un’intervista a un gruppo di “Terrapiattisti” nostrani (una congrega che attacca ciò che è il gotha mondiale economico, confondendolo con un nemico non ben identificato) la realtà conosciuta si ribalti.
Essi asseriscono che la Terra sia piatta e non sferica (comunque un geode simile a un tondo) i vaccini facciano male, che la Terra sia piatta e ai suoi confini vi siano montagne di ghiaccio alte 400 mt. difese da soldati che si nutrirebbero dalla terra (quale terra se è tutto ghiaccio?), che gli allunaggi non siano mai avvenuti, che i dinosauri non siano mai esistiti ma le ossa ritrovate sarebbero di Giganti, la gravità non esisterebbe (questo spiegherebbe il perché Jordan riuscisse a decollare) Einstein e chi crede alla Terra tonda sarebbero servi dei potenti e schiavi strumentalizzati dal mainstream, ecc..
Insultati con dogmatica certezza i non credenti in questo caso, non si capisce bene il perché di tutto questo progetto da parte dell’élite mondiale ma alimentano il mio sospetto nei confronti del gruppo: guadagnare attraverso l’ennesima loggia.
Vagamente si difendono dicendo che l’idea attuale che noi saremmo solo un granello di sabbia nell’universo risulterebbe sminuente e poco importante per l’uomo che grazie a questo e ad altri fattori come le scie chimiche verrebbe controllato…
Probabilmente la visione (anche se inficiata) è soggettiva, credere è spinta necessaria, in cosa credere sta poi alla singola persona, libera di credere e aderire a una religione piuttosto che a cose più profane.
La nostra società ha costruito evidentemente un modello pluralistico dove ognuno ha diritto di diffondere il proprio verbo dando luogo a mini società alternative che viaggiano nell’etere e prendono forma talvolta dando nuove certezze anche a coloro che non hanno un’identità ben definita.
Persone che a volte limitandosi a vivere un modello alternativo libero dai diktat della civiltà cromata del fai da te, della competizione sfrenata, ecc., si credono libere ma spesso sono solo vittime dello stesso sistema che i loro occhi non percepiscono come sistema di sfruttamento e distruzione della persona non integrata o disadattata al principale sistema, (se penso a quanti cervelli spappolati o a morti per droghe ad esempio).
In tutto ciò spesso non si riesce a discernere ciò che è reale e potenzialmente utile da ciò che è irreale o potenzialmente dannoso, poco consci delle proprie capacità e possibilità in una società colpevole verso i giovani, chi si affida senza usare la propria mente all’altrui verità rischia di sopravvalutarsi o d’esser vittima di raggiri, piuttosto che di illusioni.
Ma quasi tutto si ribalta per uno sportivo, specialmente per un giocatore di basket invece è necessario lavorare e credere per aver fiducia in sé in primis.
Lavorare per costruire un tiro, per continuare a giocare e migliorarsi anche quando i risultati non arrivano e vorresti lasciar perder tutto.
Per gli Hornets attuali credere è fondamentale perché per rialzarsi dopo alcune brutte sconfitte serviva non abbattersi e continuare a lottare per giungere al proprio traguardo: i playoffs.
Ed è così che la squadra di Borrego si presentava alla vigilia di questa partita inseguendo un tris di vittorie contro Utah, impresa non ancora riuscita all’altalenante squadra del North Carolina…
 
 
 
La partita in breve
 
Charlotte, come nelle ultime due partite partiva malissimo concedendo agli avversari l’inizio gara.
Jazz che sfruttando soprattutto le transizioni arrivavano sul 2-11…
Pian piano la squadra di Snyder prendeva confidenza con il tiro da fuori e nel finale due bombe di Crowder scaraventavano Charlotte sul -14 (19-33).
Il secondo quarto vedeva gli Hornets lanciarsi al recupero ma dopo esser arrivati a 6:28 sul -4 con una tripla di Williams, incassando un parziale di 2-7 finivano sul 40-49.
Kemba in entrata segnava il riavvicinamento ma due bordate di Rubio con relative risposte di Walker da oltre l’arco chiudevano il primo tempo sul 53-57.
L’operazione aggancio aveva buon gioco a inizio ripresa quando un parziale di 7-0 dopo una tripla di Ingles, favorito da 4 punti consecutivi dl Lamb, abile a pareggiare dalla lunetta a 8:14 (64 pari) consentiva a Charlotte di pensare a un sorpasso solo abbozzato e idealizzato.
Utah metteva dentro due liberi e si ritrovava in mano una rimessa dal fondo che sarebbe dovuta andar evidentemente a Charlotte.
Con Zeller out per problemi fisici e un Kaminsky rimasto in campo poco tempo, Borrego nel secondo tempo si affidava velocemente a una small-ball pratica in attacco con Parker ma troppo leggera (non per colpa del francese) anche se aggressiva in difesa per difender su Gobert che risultava tuttavia inefficace anche sulla linea da tre punti.
Erano infatti le triple di Mitchell (4:54) e di Crowder a farci ripiombare sul -13 (66-79).
Parker era l’arma offensiva preferita da Charlotte che andava sul sicuro con le irresistibili entrate del francese ma il quarto si chiudeva sull’83-91.
Hornets ancora in elastico nell’ultimo quarto che giungeva al -7 a 10:01 con un hook di MKG dal pitturato viola e al -6 un paio di volte con Parker a 9:01 a metter dentro il 93-99 grazie al turbo ma a mancare il -5 dalla lunetta al libero addizionale.
Crowder e Korver, più una ditta che due giocatori, mettevano in piedi la fuga finale, così Charlotte alla fine cedeva 111-119 in una partita dove le scelte difensive di Borrego unite a una difesa incapace di stoppare i Jazz nei momenti che contavano, terminavano per essere le motivazioni principali di una sconfitta per una squadra ancora altalenante.
54,3% e 45,0% rispettivamente per Utah nel tiro dal campo e in quello da tre, 38-41 i rimbalzi ma dominio Utah negli assist con un 19-32.
Partita veloce nello svolgimento perché spesso gli arbitri hanno sorvolato o visto male sui contatti.
13/18 per Utah ai liberi, solo 8/13 per Charlotte con un arbitraggio non certamente casalingo.
Niente da fare nonostante l’8-14 nei turnover con la minor cifra da parte di Charlotte a non influire sul risultato.
Mitchell ha finito con 30 punti, Crowder con 24, Gobert con 20 pt. e 17 rimbalzi favorito dalla tattica di Borrego.
Korver 14 pt. a referto con un 4/6 da fuori…
 
Le formazioni:
 
 
La partita
 
 
1° quarto:
 
Gli Hornets vincevano la palla a due con Zeller (rara nelle prime partite) ma si facevano intercettare un passaggio di Kemba che dava il via alla transizione (leitmotiv fino al primo time-out) che porterà Gobert in girata a metter dentro uno strano banker.
Williams da tre e Walker da due sbagliavano le conclusioni nonostante il rimbalzo nel mezzo di Batum, Utah giocava veloce e sulla linea di fondo Rubio trovava Favors che metteva dentro subendo la manata di Lamb.
Il n° 15 aggiungeva un FT addizionale e i Jazz volavano a 10:57 sullo 0-5. Walker con un’esitazione e una ripartenza puntava dalla destra all’appoggio per i primi due punti ottenuti da Charlotte che tuttavia subiva due punti da Rubio in entrata e un minuto dopo lo 0-5 prendeva anche il 2-9 per “colpa” di un pull-up di Mitchell.
A 9:36 era la stellina dei Jazz a inchiodare un’alley-oop da transizione che portava sul 2-11 il match e richiedeva la sospensione della gara tramite time-out da parte di Borrego. Charlotte provava ancora ad attaccare ma Gobert stoppava Zeller ma a 8:51 lo specialista dei palloni che scottano Jeremy Lamb, con un lungo tre punti batteva il cronometro portando a 5 pt. Charlotte.
Utah si avvantaggiava su una serie di liberi poiché a 8:33 Mitchell toccato da Walker sul tiro segnava tutti e tre i liberi, poi Walker segnava un reverse layup contro Gobert ma a 8:00, toccato da Ingles sul tiro mancava tutti e tre i liberi a disposizione.
A memoria non ricordo Kemba sbagliar tre liberi consecutivi in lunetta sulla stessa azione…
Utah commetteva un paio di TO e Batum ne approfittava con un tiro in uno contro uno per realizzare il 9-14.
Un gioco di squadra con extra pass per Mitchell portava il giocatore dei Jazz a colpire dietro l’arco, poi i Jazz segnandone altri due andavano sul +10 (9-19) con un 64% al tiro contro il 33% di Charlotte…
Lamb decideva d’attaccare il canestro frontalmente facendosi spazio nello spalla a spalla con Gobert riuscendo in caduta ad appoggiar da destra di destro.
Parker in entrata imitava quasi il compagno a 4:54 segnando il 13-19 ma ripartiva la sinfonia Jazz con le triple di Korver e Neto (altro problema nel primo tempo il presidio sull’arco) che a 3:17 lanciavano la squadra di Snyder sul 13-25.
Walker in entrata freddava Gobert con un up & under. Walker recuperava palla in difesa e lanciando MKG in transizione dava il via all’appoggio del n°14 contro Crowder che in infilata sorprendeva le colonne difensive degli Hornets ma ancora MKG correggeva il tiro di un impreciso Monk per il 19-27.
Il finale però era tutto per Crowder che con due triple (la prima da destra, la seconda dalla diagonale sinistra) puniva Charlotte mandandola sul -14 (19-33).
 
 

CHARLOTTE, NC – NOVEMBER 30: Tony Parker #9 of the Charlotte Hornets looks to pass around teammates Derrick Favors #15 and Thabo Sefolosha #22 of the Utah Jazz during their game at Spectrum Center on November 30, 2018 in Charlotte, North Carolina.
Photo by Streeter Lecka/Getty Images)

 
 
2° quarto:
 
Anche nel secondo quarto Charlotte andava all’inseguimento, subendo prima due punti per il -15, segnando poi con un’entrata frontale e tiro in arresto dal pitturato fuori equilibrio di Batum toccato.
Monk sfondava su Korver ma Williams in area in uno contro uno trovava il modo di metter dentro il -12 a 10:26.
Parker puntando il canestro trovava il blocking foul di Neto. 2/2 e -10.
Svantaggio in doppia cifra quando a Lamb rimanendo tre secondi (palla sempre a lui quando ci son pochi secondi) attaccava il ferro con cambio passo per depositare oltre la tenace resistenza di Korver.
Bridges a 8:43 calando una tripla iniziava a far intravedere la luce in fondo al tunnel (30-35), anche perché un floater di Mitchell non bloccava l’attacco di Charlotte che si avvaleva dell’assist di Parker a ribaltare l’azione in corsa sul lato debole e usufruiva della tripla collegata di Williams per ridurre lo scarto a 4 punti.
A 7:45 Charlotte però era colpita da Korver dall’arco dimostrando di dover lavorare ancora molto in quella zona, poi la gara s’intensificava in velocità:
Williams era stoppato da Gobert ma il n° 2 prendendo il rimbalzo passava nel mezzo dietro dove spuntava Bridges (6:53) lesto al decollo per la pirotecnica schiacciata sulla quale il lungo centro francese non provava a rispondere. Gobert però andava dall’altra parte a schiacciare per una bimane rispondendo aggressivamente di potenza a 6:42, a 6:28 Williams andava ancora con la tripla a riportar sul -4 gli imenotteri (38-42).
Arrivavano un tap-in di Gobert a rimorchio i transizione e una stoppata del francese sul tentativo d’appoggio di Bridges che recuperava palla e metteva comunque dentro ma Utah trovando una tripla di O’Neale, un circus shot di sinistro di Rubio a contatto in area con Bridges costringeva Charlotte al time-out a 4:45.
Ripiombata su un -9 la squadra di Borrego vedeva Kemba slittare in partenza centrale sfuggendo a Rubio che osservava l’elegante e interminabile floater del capitano da centro area adagiarsi comodamente tra le maglie della retina. Parker in appoggio da destra sterzando sul contatto basso apportava altri due punti alla causa, Gobert interrompeva con l’alley-oop la rimonta ma Parker con uno spin e un banker batteva i due difensori che pur sapevano dove sarebbe andato a parare il nostro numero 9.
Kemba in entrata con rallentamento e accelerazione batteva la difesa andando dritto per un 48-51 che era rovinato da due triple consecutive di Rubio a respinger lo sforzo di Charlotte.
Charlotte comunque trovava il capitano nel finale a rimediare pareggiando il numero di triple del play spagnolo.
Una rim/glass a 39 secondi esatti dalla fine portava Charlotte a ridosso di Utah nuovamente sul 53-57, punteggio fissato per i 10 minuti dell’intervallo.
 
 
 
3° quarto:
 
Al rientro Zeller non c’era, costretto a rimaner fuori per problemi fisici, andava in scena allora il Tank…
Proprio Frank stoppando Mitchell favoriva la transizione di Batum che appoggiava il -2 ma un palleggio dietro la schiena con step-back e pull-up di Mitchell a 11:23 attardavano ancora Charlotte nell’operazione aggancio.
Lamb posterizzava Gobert con la schiacciata di destro ma Mitchell con l’arcobaleno in area continuava a tener a distanza di sicurezza i suoi.
Ingles poi da tre su Batum allungando sul 57-64 dava forse troppa sicurezza ai suoi che prendevano un parziale di 7-0 (Walker 2/2 FT a 9:13, step-back a 8:48 di Lamb e giro su piede perno con banker del numero tre toccato da Rubio per il tiro addizionale a segno a 8:18) utile a Charlotte per riagganciarsi a quota 64.
Charlotte però subiva due FT di Crowder e la decisione contro completamente errata della terna di dare una rimessa a Utah quando la palla sarebbe andata a Charlotte in attacco.
Crowder partendo da destra si avvantaggiava su rotazioni impazzite anche con l’ausilio del blocco del lungo al centro del pitturato per l’appoggio.
Gobert metteva dentro il 64-70 e Ingles con gli Hornets schiacciati al centro metteva dentro da tre punti on l’uscita tardiva di MKG a far da sfondo al tiro.
0-9 il parziale, 44-73…
Ripartiva con un elbow jumper MKG dallo spigolo alto destro dell’area, Frank teneva Gobert ma mancava l’appoggio in transizione andandosi a sedere in panca con rammarico. Partiva la small-ball per Charlotte che Mitchell colpiva comunque da fuori area per il 66-76.
Lamb da tre mancava il tiro, Crowder no, ma nel giro di triple si aggiungeva Bridges a 4:06 a riportare almeno sul -10 il punteggio (69-79).
Gobert segnava da sotto e Lamb a 3:03 trovando una comoda tripla accorciava sul -9 (72-81).
MKG si arrangiava con un fallo sotto canestro concedendo due liberi e altrettanti punti ai Jazz poi in attacco arrivava la soluzione meno praticabile e credibile:
Scarico di Parker proprio per Kidd-Gilchrist che credeva alla tripla da sinistra tanto che infilava il canestro a 2:34 per il 75-83.
Crowder incominciava a divenir incubo oltre l’arco con l’ennesima fiondata da tre punti utile a raggiunger quota 18 personali, toccava a Bridges saltare per corregger sopra il ferro a due mani un errore di Parker ma i Jazz mantenevano la presa sulla gara con l’appoggio di Gobert su Williams per il 77-88.
Parker nel finale sfoderava due canestri e un assist per MKG intervallato da una tripla di Korver.
Il tutto dava un minestrone con risultato ancora negativo da parte di Charlotte (83-91) prima d’iniziare l’ultimo quarto.

CHARLOTTE, NC – NOVEMBER 30: Frank Kaminsky #44 of the Charlotte Hornets handles the ball against the Utah Jazz on November 30, 2018 at Spectrum Center in Charlotte, North Carolina. Copyright: 2018 NBAE (Photo by Kent Smith/NBAE via Getty Images)

 
 
4° quarto:
 
Si capiva che non era serata quando un pallone potenzialmente recuperabile, allungato da Kemba in angolo, pescava Crowder che tirando al volo con un secondo sul cronometro batteva la difesa di Charlotte per l’83-94.
Episodio fortunoso che tuttavia evidenziava l’assenza di presenza sul perimetro.
Parker continuando a sfrecciare in entrata con buona velocità riusciva ad accorciare sul -9 ma l’elastico lungo si accorciava di poco anche se Parker allungandosi e depositando basso al plexiglass alla sua maniera e un hook di MKG a 10:01 erano buoni per l’89-96.
Favors dalla lunetta (fallo MKG) splittava, Williams da destra batteva il difensore in turnaround per un -6 (91-97) che rimaneva punta massima del riavvicinamento perché gli Hornets in difesa trovavano una di quelle serate con una difesa incapace di protegger il ferro, così Mitchell con un reverse layup ai confini del wild shot allungava.
Parker metteva però anche il turbo non volendo ancora darla vinta agli avversari:
Canestro e fallo a favore fischiato (Penso il contatto meno falloso di tutti tra altri fischi mancati).
Libero purtroppo mancato e partita chiusa dalla tripla di Crowder a 8:35 (andava in season-high) e dall’entrata di Korver a 7:47 per il 93-104.
Charlotte provava con Kemba a recuperare.
Il capitano sfornava un paio di belle entrate (manca un libero) ma Korver (scambiato con i tempi giusti per romperci le scatole) le inframezzava con un’altra bomba, così il rainbow di Lamb su Gobert era valevole solamente per il 103-113 e poi a Parker era fischiato un fallo per un leggero appoggio sulla schiena di un Rubio in entrata (fallo giusto nonostante le proteste ma tanti uguali non chiamati).
L’1/2 produceva l’ultimo sforzo di Charlotte che con Parker in corsa vedeva il francese raggiungere i 20 punti e il 105-114, Mitchell rispondeva tirando sopra Williams e Lamb con un tiro al vetro angolava la palla in maniera corretta per il 107-116.
A 1:22 era ancora Lamb spinto da Gobert al quinto fallo a presentarsi in lunetta ma il primo tiro era storto, come la luna degli Hornets che raggiungevano il 108-116, troppo lontani per sperar di riagguantar il pari anche perché Rubio intercettava un passaggio di Parker diretto a Walker e la tripla di Marvin a :17.1 era estremamente tardiva.
111-119.
Battuta d’arresto per Charlotte che continua oggi a galleggiare sui .500 a causa di una difesa a intermittenza.
 
 
 
Pagelle
 
Kemba Walker: 6,5
21 pt., 7 rimbalzi, 4 assist, 1 rubata. 9/17 al tiro con la controparte Rubio ad aver un +13 di plus/minus mentre Kemba gela a -17. Una gara con qualche tiro da fuori forzato ma per la maggior parte ponderato a seconda delle sue capacità, in entrata dimostra di non esse secondo a Parker con alcuni appoggi e reverse lay-up di prestigio anche oltre Gobert. Una prestazione “normale” del capitano purtroppo non basta stasera anche se inusualmente parte in quintetto dall’inizio dell’ultimo quarto.
 
 
Jeremy Lamb: 7
24 pt., 5 rimbalzi, 1 assist, 2 rubate, 1 stoppata. Un po’ in imbarazzo se gli capita Mitchell ma non lo fermano nemmeno gli altri compagni… In attacco mette dentro almeno un paio di tiri al limite dei 24 grazie ai compagni che gliela spediscono a pochi secondi dalla sirena. Pareggia pure con una giocata da tre punti a quota 64. Altra buona prestazione offensiva con 10/18 al tiro e 2/3 da fuori. Otto delle ultime nove volte Jeremy ha segnato almeno 18 punti…
 
 
Nicolas Batum: 5,5
6 pt., 3 rimbalzi, 1 rubata, 1 stoppata. 3/5 dal campo, un paio di falli spesi, gioca bene a inizio gara anche con un rimbalzo in attacco, segna un bel canestro in uno contro uno dalla media distanza, poi come il solito non perviene più giocando ben 31 minuti.
 
Marvin Williams: 6
15 pt., 11 rimbalzi, 2 assist. 1 rubata. 5/13 al tiro con diversi errori da fuori quando la partita conta. Anche lui con un buon inizio e un paio di triple aiuta a tener la squadra in partita andando in doppia doppia, non credo poi possa tenere Gobert schierato da centro in una small-ball.
 
Cody Zeller: 5,5
0 pt., 2 rimbalzi,1 stoppata. Una la prende anche di stoppata e chiude con uno 0/2 al tiro con una manciata di secondi in più oltre i 7 minuti giocati. Non ce la fa contro Gobert e non ce la fa dopo aver preso un colpo al costato. Rimane negli spogliatoi ma Borrego lo sostituisce parzialmente con Frank.
 
Malik Monk: 5
2 pt. ¼ al tiro, 0/2 da fuori. Torna impreciso e troppo veloce in attacco nel prender tiri e perde anche un pallone. Borrego decide di lasciarlo in campo solamente 5:44 forse si rende conto che un Monk così in queste serate non aiuta a recuperare.
 
Michael Kidd-Gilchrist: 5,5
11 pt., 2 rimbalzi. In attacco benissimo con 5/6 al tiro compresa una tripla sganciata con sicurezza da sinistra. In difesa è costretto a spender tre falli e non è efficace in quel box/zona che sembra praticar Charlotte in chiusura sugli attacchi nel pitturato. Avendo a volte Gobert sotto canestro poi non è facile. Come tutta la squadra si fa risucchiare nel pitturato finendo ancora sotto l’effetto del cannoneggiamento che lo scorso anno aveva portato il n°14 ad avere brutti voti. La difesa del perimetro è fondamentale, novello John Snow mancato sulla barriera nella notte…
 
Miles Bridges: 7
12 pt., 4 rimbalzi, 2 assist, 1 rubate, stoppate. 5/9 al tiro con un paio di triple ben confezionate. Altra dunk che fa rimbalzare i tifosi sparata sulla testa di Gobert oltre a quella correzione a due mani arrivando dalla linea di fondo sinistra. Da discretamente fastidio anche in difesa in alcune occasioni. +7 in quasi 16 minuti.
 
Tony Parker: 7,5
20 pt., 1 rimbalzo, 9 assist, 1 rubata. 9/17 dal campo. Attacca, attacca e attacca. Ci prova in tutte le salse e spesso gli riesce appoggiare al vetro con equilibrio, precisione millimetrica ed esperienza oltre a una velocità di base buona che gli consente di poter attaccare anche Gobert se serve. 20 punti e 9 assist rispondono a chi diceva che fosse un giocatore finito arrivato a svernare a Charlotte. Nel finale gli fischiano contro un fallo su Rubio veramente veniale ma reale, su di lui ne mancano almeno un paio evidenti invece… La palla persa a un minuto dalla fine non la conto nemmeno poiché a partita persa ormai.

 
Frank Kaminsky: 5,5
0 pt., 3 rimbalzi, 1 assist, 1 rubata. Gioca 15:36 fallendo 4 tiri, equamente divisi da dentro l’arco e fuori l’arco. Stoppa bene Mitchell a inizio ripresa e riesce anche a tenere Gobert sulla linea di fondo poco dopo anche se il francese lamenta un fallo. Sbaglia la transizione di lì a poco e ancor più rapidamente finisce in panchina con un gesto di stizza nei confronti di sé stesso per non esser riuscito nemmeno a metter dentro l’appoggio.
 
Devonte’ Graham: s.v.
0 pt. 51 secondi inutili risparmiati a Walker nel finale. Devonte sorride all’ingresso in campo, io un po’ meno visto il risultato.
 
Coach James Borrego: 5
Genio o stupido? A voi l’ardua sentenza. Contro una squadra con Gobert e Favors decide di metter dentro una small-ball dopo aver perso Zeller per infortunio e messo Kaminsky in campo per poco tempo. Dovrebbe esserci a disposizione Hernangomez in panchina visto l’infortunio di Biyombo. Lo spagnolo probabilmente su Gobert avrebbe avuto migliori chance dei vari MKG e Williams, giocatori costretti a ruotare sulle azioni di Utah. Una scelta compiuta per essere aggressivi che paga in attacco. Tra l’altro nel primo tempo mette dentro un quintetto ibrido con i giocatori più in forma e mi piace, poi nel secondo tempo esagera, forse per inesperienza ma l’errore pare evidente. Manca ancora di continuità questa squadra sotto l’aspetto mentale. Bisogna lavorare sulla difesa dal perimetro per non tornare a situazioni viste con Clifford perché se è vero come dicono lui e Parker che Utah ha tirato bene essendo calda, bisogna tornare a chiudere il meglio possibile senza dar nulla per scontato. Pick and roll e scarichi buoni da parte di Utah che costringono a rotazioni non ottimali Charlotte che però deve essere in grado di contrastare meglio questi giochi.

Game 21: Charlotte Hornets Vs Atlanta Hawks 108-94

 
Intro
 
 
Nel mondo le aspirazioni spirituali e le visioni artistiche dell’uomo si sono spesso materializzate in splendidi edifici, celebrativi e non.
L’immaginazione degli uomini per celebrare Dei, imperatori, mogli (Taj Mahal), ecc., hanno creato opere dalla bellezza e dalla spiritualità accentuata per l’osservatore che voglia entrare in simbiosi con il luogo.
Certamente nel basket le arene sono solo il frutto dei mercanti non solo entrati nel tempio, ma che usciti da quel tempio lo hanno ricostruito, specialmente in America dove ci sono tutta una serie di box lussuosi e servizi per chi voglia cullarsi nell’esperienza di una partita NBA ed esser coccolatissimo.
Tuttavia a Charlotte lo spirito di quel luogo che fu il vecchio Charlotte Coliseum sembra essersi trasferito quest’anno allo Spectrum Center (mai nome fu più adatto per una squadra che in origine avrebbe dovuto chiamarsi Spirit) perché e gli Hornets hanno perso contro Chicago, Cleveland e Atlanta fuori dalle mura amiche, in casa sono riusciti già a batter Bucks, Celtics e Pacers.
Una differenza così abissale può esser spiegata con una certa sacralità, quasi shintoista del luogo (lo shinto attribuisce uno spirito al luogo), anche se poi naturalmente la NBA nei personaggi e nelle situazioni quel luogo di chierichetti che Stern e Silver negli anni hanno tentato di dipingere tramite iniziative e proposizione di personaggi simbolo a loro graditi.
Tutti i fan di Charlotte però spingono evidentemente la squadra a dare quel qualcosa in più che in trasferta Walker e compagni non hanno.
In quest’ottica arrivava la terza sfida dell’anno tra Hornets e Hawks.
La prima fu vinta da Charlotte in casa dopo un paio di quarti passati a giocare sullo stesso piano degli Hawks , rimettendo un po’ d’ordine in campo, quella recente (pre Bucks) in Georgia è freschissima ferita.
I Calabroni quindi tentavano di pungere i Falchi all’Alveare per tornare sopra i .500 in una serie di una dozzina di partite iniziate con Milwaukee oserei dire quasi decisiva visto che la squadra di Borrego ne disputerà ancora otto in casa (dopo quella già giocata con Milwaukee e dopo quella di stanotte con Atlanta), contro le sole due in trasferta.

Honey-Bees, bandiere che “garriscono” al vento e pubblico, la coreografia è pronta.

 
 
La partita in breve
 
Atlanta veniva da un back to back vinto a Miami ma con un record di 2-9 in trasferta, Charlotte era 7-3 in casa, con queste premesse gli Hornets tentavano di vincer la partita per aumentare il vantaggio nei confronti delle rivali divisionali. Gli Hornets invece come contro Milwaukee si facevano sorprender da Atlanta che infilava quattro triple regalandosi il 16-26.
Come contro Milwaukee però la nostra panchina reagiva colpendo con Kaminsky da tre punti a 1:28 dalla prima sirena che vedeva gli Hornets rientrare sino al 24-28.
Frank sparava la seconda cannonata in avvio di secondo quarto e Bridges con una schiacciata e un banker dalla baseline destra mandava Charlotte sopra (31-30).
Partita che rimaneva combattuta nonostante Charlotte provasse a strappare con uno Zeller spettacolare nell’ultima parte, raggiungendo il 55-49 all’intervallo con un pessimo 62,8% ai liberi e un 44,2% dal campo contro però il solo 31,3% corrispettivo d Atlanta che si teneva in vita grazie al 21-30 a favore a rimbalzo.
Hornets che continuavano nel secondo tempo a cercar di fuggire per evitare sorprese finali ma le triple di Atlanta tenevano in partita la squadra di Pierce che arrivava sino al -2 (76-74) grazie a una correzione di Anderson su disperata entrata di Bazemore.
A 74 punti però gli Hawks rimanevano sino quasi la fine del quarto non trovando più canestro su azione e sbagliando tutte le triple successive, così l’energia di MKG produceva punti, assist e difesa, gli Hornets lanciavano un parziale di 8-0 chiuso da Parker prima di un ½ a 38 sec. dalla fine del quarto di Bazemore dalla linea.
Un hook di MKG chiudeva sull’86-75 il periodo.
Atlanta non ne aveva più mostrando spesso poca o nulla resistenza intorno al ferro e non solo, così Parker trovando un buco clamoroso con lo slittamento di Huerter e Prince verso l’angolo che lasciava incustodito il pitturato ci s’infilava per l’appoggio, Lamb trovava una tripla e inchiodava una schiacciata.
Tutto facile per Charlotte che grazie alla difesa teneva a distanza i Falchi, rispediti a casa con qualche piuma in meno dopo essersi fatti grandi in Georgia.
108-94 il finale con la serie sul 2-1.
Per gli Hawks 18 punti di un buon Young e 10 di Huerter. Collins invece chiuderà con 9 pt. e 10 rimbalzi ma gli Hawks tireranno con il 34,4% dal campo abbassato dal tiro da fuori solo al 25% (11/44).
19 turnover contro i 14 di Charlotte…
Non bastava il 44-52 a favore della squadra di Pierce a rimbalzo per sovvertire la gara, anche perché se 20 erano gli assist a testa, Charlotte vinceva 15-11 la statistica delle palle rubate…
 
 
Le formazioni:
 
 
La partita
 
 
1° quarto:
 
Iniziava male Charlotte che concedeva un rimbalzo in attacco agli ospiti ben sfruttato poi da Dedmond dietro la linea dei tre punti a 11:34.
Hornets che segnavano a 10:27 con Lamb dalla linea fermato fallosamente (2-3).
Young a 10:20 lanciando un lungo missile frontale colpiva ancora il canestro degli Hornets che reagivano sì con il tap-in di Zeller su iniziativa di Lamb a 9:52 ma erano affondati da una tripla di Prince dalla destra per il 4-9 e da una transizione finalizzata da Collins per il 4-11…
Batum, spostato da Prince sul tentativo di tripla frontale a 8:31 ringraziava infilando tutti i liberi con sicurezza per il 7-11. Atlanta però continuava convintamente a giocare nonostante l’uscita di Prince (entrava Bazemore) e il bonus ai FT eventuale, oltretutto a 8:25 arrivava un tecnico a Prince seduto in panca ma Walker lo mancava in un freddo inizio al tiro.
A 8:17 Huerter fintando su Lamb si spostava sulla diagonale destra più verso il centro esplodendo la quarta tripla di serata a segno per i rapaci predatori che subivano a 8:07 il primo canestro di Kemba in corsa dalla destra con uno scoop ma segnavano ancora, questa volta dal mid-range a 7:34 con Dedmond.
Huerter mancava un fing and roll in transizione ma i Falchi andavano comunque sul 9-18 prima che Lamb in entrata alzasse un pallone che s’infilava alzando solo il cotone oltre la difesa di Carter aggressiva e contro i 24 secondi, anticipati per un soffio.
Bembry a 5:27 realizzava un solo libero dei due concessi e lo stesso giocatore degli Hawks da dietro sfiorava il capo di Walker sul tiro da tre punti.
Per gli arbitri era fallo e Kemba in lunetta accorciava con un 2/3 aiutato da Lamb che sull’azione offensiva seguente appoggiava di destro al plexiglass il 15-19.
Carter chiuso in area andava per due FT e Bembry in infilata metteva dentro il 15-23, Walker raccoglieva le briciole con un tiro libero per tre secondi di Atlanta nella propria area così Huerter dall’angolo sinistro fissava con una tripla il +10 ospite (16-26).
Charlotte reagiva con la panchina:
Kaminsky a 1:28 segnava da tre dalla top of the key, Huerter commetteva un fallo su rimbalzo d’attacco regalando a Bridges dalla lunetta che splittando portava sul 20-26 la gara poi a :36.8 toccava ancora al tank con una finta e un’entrata frontale inchiodare la schiacciata appesa del -4 (22-26). Collins schiacciava ma Monk in attacco batteva il lungo con un’alzata di sinistra perfetta in corsa riuscendo a portare il finale di quarto sul 24-28 nonostante l’8-15 a rimbalzo pro Hawks…

Kaminsky si appende.
Foto: Chuck Burton/AP.

 
 
2° quarto:
 
Limitati i danni scattava l’operazione sorpasso con la panchina ma Young con un’entrata aiutata dal primo ferro rallentava le operazioni che riprendevano con il bound pass dietro la schiena di Parker per la seconda tripla di Kaminsky che poi lanciando in verticale Bridges all’incrocio delle linee tra pitturato e linea di fondo sinistra dava la possibilità al rookie di schiacciare a due mani contro due difensori per il 29-30.
Frank mancava una tripla e veniva conto sui monimenti in area oltre i tre secondi fisicamente ma Bridges a 9:19 sull’altra linea di fondo trovava lo spazio minimo per andare oltre al difensore ed appoggiare i punti del sorpasso (31-10). Ancora Miles trovava questa volta, sfruttando le sue caratteristiche atletiche, una pista per rollare e decollare sino all’elegante appoggio del +3.
Hawks che reagivano con due FT di Bazemore a 8:10 e una tripla di Young che non scomponeva gli Hornets a rapporto da Borrego a 7:47.
Parker raddoppiato da Collins in area perdeva palla concedendo la transizione chiusa da Prince ma Batum con una finta di passaggio trovava il varco a destra per andare a schiacciare indisturbatamente.
Lamb a 6:02 provava il secondo tiro da sotto consecutivo: fallo e due FT a segno per il pari a quota 37 sbloccata da Walker con un ½ dalla linea.
Justin Anderson con un tap-in metteva dentro il nuovo sorpasso per la squadra di Pierce che tuttavia trovava sulla sua strada un protagonista inaspettato, ovvero Cody Zeller, il quale iniziava con un fade-away turnaround difficile in uno contro uno a colpire…
A 4:06 intervallava il regno di Cody il buon Kemba con un coast to coast che depistava Bembry e costringeva Anderson al fallo.
Lampo del capitano in una partenza grigia per due bei punti ma ancora errore per Walker dalla lunetta che costava il pari quando Young in area girando su Lamb era toccato dal nostro numero tre nel tentativo di recupero.
Giocata da tre punti e 42 pari.
Equilibrio rotto da Cody a 3:41 quando decollando dall’altezza del semicerchio interno sganciava un hammer devastante a una mano dimostrando quell’atletismo sopito in difesa.
Cody dalla linea destra di fondo alzava un pallonetto oltre il difensore che si fondeva con il cotone per il 46-42 andando poi in lunetta a 2:16 affossato da Collins su un rimbalzo d’attacco per un 2/2 replicato sull’altro lato del campo da Bazemore a 2:03.
Cody però voleva regalare un’altra perla andando a saltare per una schiacciata a due mani che stordiva i Falchi, colpiti anche da Batum che su una transizione recuperava il rimbalzo in mischia dopo l’errore di Kemba e metteva dentro a 1:23 trovando anche il giro addizionale in lunetta per la giocata da tre punti (53-44) che lanciava il parziale Hornets sull’11-2.
Un floater di un ispiratissimo Zeller finiva ancora dentro senza problemi ma Huerter da te punti segnava il 55-49 che chiudeva il quarto poiché Williams nel finale mancava due liberi contribuendo al basso 68,2% degli Hornets (15/22) dalla lunetta.
 
 

Walker ruba palla a Bembry nel primo tempo.
Foto: Chuck Burton/AP.

 
3° quarto:
 
A 11:04 il nostro capitano smuoveva il risultato con un hand-off dietro Zeller e un’entrata circolare sino all’appoggio a destra della tabella sfruttando la propria velocità.
Prince rispondeva il jumper ma il botta e risposta continuava quando Lamb arrestatosi in area prendeva il tempo giusto a Huerter per alzare l’arcobaleno che valeva anche un tiro in lunetta per fallo del rookie.
Tre punti a 10:06 che allontanavano Atlanta sul -9 (60-51) che cercava di aggrapparsi alla gara sparando triple in serie. Quella di Prince valeva il -6 che Cody conservava rientrando da dietro stoppando Young con un atletismo ritrovato.
Prince riusciva a battere una gran difesa di Zeller per il -4 ma in attacco il nostro centro forniva l’assist per un back-door di Batum che depositava facilmente il 62-56.
Young da tre dava filo da torcere ancora a Charlotte che con due FT di Lamb si assicurava due punti (64-62).
Atlanta tornava sotto ma un pick and roll tra gli attivi Lamb e Zeller portava il centro a 7:11 a metter dentro due liberi per il fallo subito.
Le mani rapide di Walker bloccavano un passaggio facendo scattar la transizione che il capitano mancava cercando il contatto che invece era rilevato dalla terna a 6:39 su Zeller che splittava dalla lunetta per il 67-62.
Young ne metteva dentro due ma Lamb replicava arrivando sino al ferro dove Atlanta mostrava poca resistenza iniziando forse a pagare il back to back.
Charlotte provava ad approfittarne con Walker raggiunto da un passaggio che apriva la strada alla tripla a 5:00 dalla tera sirena ma a strettissimo giro di posta Huerter metteva dentro nonostante la difesa di Lamb sull’arco.
Giungeva a -3 Atlanta con un 2/2 dalla lunetta per un fallo chiamato a Cody che non esisteva mentre si sarebbe potuto chiamar lo sfondamento o il fallo dell’altro difensore Hornets, comunque ripartivano da Walker che prima metteva dentro due punti su azione, poi dalla lunetta (fermato dal fallo in raddoppio sotto il canestro avversario) infilava quei 4 punti di parziale ai quali replicava Bembry dalla diagonale destra con tre punti in un sol colpo.
76-72, poi Anderson in correzione su una disperata entrata di Bazemore portava Atlanta a quota 74 sul -2 ma a quella cifra gli Hawks rimarranno quasi sino a fine quarto sbagliando molte triple mentre gli Hornets a 2:24 con un’entrata di MKG dalla destra ottenevano due FT per l’intervento volante irregolare di Bembry.
Sul +4 MKG era ancora fondamentale: da sinistra scaricava da sotto sul raddoppio per Bridges che dall’altra parte del ferro posterizzava Anderson di destra, terzo rinforzo nel pitturato Hawks.
Bazemore riusciva a stoppare MKG ma Anderson mancava una tripla così MKG si ripresentava sotto canestro senza paura muovendosi bene e segnando evitando le mani dei difensori per l’82-74.
Un open 3 di Spellman non aveva buona sorte, Parker al vetro invece metteva dentro il +10 per un 8-0 di parziale interrotto solamente da due FT a favore di Atlanta (splittati da Bazemore) per un furbo fallo del Tank.
A :24.7 chiudeva i conti MKG che con un arcuato hook s’inarcava oltre il difensore per dare forma al quarto sull’86-75.
 
 
 
4° quarto:
 
MKG usciva però presto dal quarto precauzionalmente visto il quarto fallo speso in avvio d’ultima frazione, Bridges vicino al ferro in salto era fermato inusualmente ma in difesa recuperava un lob grazie al colpo di reni mentre in attacco Parker attaccando in coast to coast vedeva aprirsi la difesa avversaria come il Mar Rosso con Huerter e Prince che sul leggero rallentamento del francese si portavano in angolo destro pensando al passaggio mentre il numero nove quasi incredulo si portava a canestro senza problemi per depositare l’86-77.
Partita che Atlanta adesso cercava di recuperare con punti sotto ma in difesa non ne aveva più; passaggio di Parker, leggero ricciolo con passerella centrale per Lamb che inchiodava la forte schiacciata di destro con un Bembry seduto dietro il canestro che allargava le braccia in senso di disapprovazione per la difesa inesistente dei compagni.
MKG propiziava la running dunk di Batum con la 16^ palla persa dagli Hawks, Young con una bella entrata (un mezzo circus sul quale chiedeva il fallo, non concessogli) realizzava il 94-81 ma Charlotte questa volta non pativa più il rientro avversario trovando giocate come l’arcobaleno di Zeller in area a 6:24 o la doppia giocata di Lamb che a 4:40 metteva dentro due liberi attaccando da sinistra, poi chiudeva sostanzialmente il match con una tripla rapida dall’angolo destro per il 103-84.
Entravano Graham e Bacon (il secondo rientrava in verità) nel finale ma era MKG a non arrestarsi colpendo con la nona dunk di serata di Charlotte che faceva tremar ancora una volta il ferro a soli :45.9 dalla sirena finale.
Si chiudeva così una gara vinta 108-94 che aiuta Charlotte a rimaner in testa alla Division.
 
 
 
 
Pagelle
 
Kemba Walker: 6
19 pt., 4 rimbalzi, 3 assist, 4 rubate, 1 stoppata. 6/19 al tiro con un 6/10 non da lui dalla lunetta. Litiga un po’ con il canestro nelle ultime gare. Probabilmente è un po’ stanco, comunque profonde impegno difensivo riuscendo a metter mani leste su palloni e passaggi Hawks. Per lui 19 punti sono la norma, chiude con 3 palle perse e un +8 di plus/minus.

 
 
Jeremy Lamb: 7,5
22 pt., 5 rimbalzi, 1 rubata. Un po’ egoista Lamb nella notte, infatti nel tabellino, alla voce assist figura un bello zero. Chi lo vuole però Beal (provocazione) se Lamb è questo? 6/12 dal campo con un ½ da fuori e un 9/9 dalla lunetta guadagnato attaccando il ferro. Al limite dei falli con 5, un po’ sfortunato su alcuni close-out ma efficace comunque sul tiro, deve migliorare sugli spin avversari. Concede a Young una giocata da tre punti ma è una goccia negativa in un mare in tempesta di situazioni positive.
 
 
Nicolas Batum: 7
13 pt., 6 rimbalzi, 3 assist, 2 rubate, 1 stoppata. 4/8 dal campo e 5/6 ai liberi. A parte una evitabile palla persa il francese non forza andando sul sicuro e riuscendo a individuare eventuali punti deboli della inesperta difesa di Atlanta anche tramite azione personale come quando va a speronare il canestro semplicemente con una finta di passaggio iniziale. Partita concreta anche se non eccelsa ma si vede anche a rimbalzo d’attacco con correzione vincente e gioco da tre punti.
 
Marvin Williams: 5
0 pt., 6 rimbalzi, 1 rubata. 0/3 dal campo e 0/2 ai liberi. In quasi 22 minuti offre un po’ di difesa, ma a parte il plus/minus a -3 si nota solo per una rubata. Night off in attacco, anche se si prende una tripla volante ritmata (dal pass di Kemba) dall’angolo sinistro che gli esce rimbalzando sui ferri che avrebbe anche potuto entrare.
 
Cody Zeller: 7,5
19 pt., 5 rimbalzi, 2 assist 2 stoppate. 7/9 dal campo e 5/6 dalla linea in 23 minuti. Peccato per le tre perse e magari qualche rimbalzo in più da prendere ma va a stoppare Young alla grande con atletismo mostrato anche in attacco con due schiacciate paurose a fine secondo quarto dove trova altri modi per andare a segno. Se rimane in movimento e non fa difesa statica riesce a sfruttare i suoi muscoli per lanciarsi in maniera più produttiva e con migliori risultati anche in difesa. Ha più voglia e si vede. Big night nella quale gli riesce quasi tutto, compreso un bell’assist per Batum in back-door nel secondo tempo. Season high personale, ascensore per Charlotte nella notte dopo tanto penare.
 
Malik Monk: 6,5
2 pt., 1 rimbalzi, 3 assist, 1 stoppata. Esce subendo un colpo e non rientra più con le statistiche ferme a soli 7 minuti e 55 secondi nei quali produce per la squadra accontentandosi di un paio di tiri. Peccato debba uscire dal match. Sperando non sia nulla di grave.
 
Michael Kidd-Gilchrist: 7,5
8 pt., 6 rimbalzi, 1 assist, 2 rubate. 3/5 dal campo e 2/2 ai liberi per un +8 che evidenzia l’impegno difensivo durante tutto il match. Profonde energia in attacco in un momento delicato. Quando Atlanta si avvicina sul -2 trova il modo per andare a canestro o offrire a Bridges la schiacciata. Ben tornato in tutti i sensi a MKG.
 
Miles Bridges: 7
9 pt., 2 rimbalzi, 2 assist, 3 rubate. Chiude con un 4/8 dal campo mostrando ottime capacità di giocare sulla linea di fondo. Pecca con uno step-back da tre liberissimo ma quando la gara è chiusa. Buona partita, finalmente più coinvolto nel gioco di squadra amplia e alza il tabellino salendo con numeri inusuali come le 3 steal. Sempre terrificante quando va su, regala due schiacciate registrate dai sismografi…
 
Willy Hernangomez: s.v.
0 pt., 1 rimbalzo. Gioca solo i 101 secondi finali perché Zeller stanotte incanta, MKG fa il suo e lui è reduce da problemi fisici. Ad altre gare quando servirà maggiormente…
 
Tony Parker: 6,5
6 pt., 3 assist. Numeri non altissimi in 19 minuti ma c’è sempre quando conta. Una persa forzando sul raddoppio nel pitturato nel primo tempo e una stoppata presa (delle due subite) da Collins nella ripresa ma con palla spedita sul fondo e mantenuta dopo lo spin del francese. Mette punti importanti, in un’occasione anche facilitato e offre palloni (con passaggi dall’alto IQ) solo da spinger dentro… Ottimo ricambio, anzi, qualcosa in più direi…
 
Dwayne Bacon: 6
0 pt., 1 rimbalzo, 1 assist. Prestazione con 2 falli spesi in poco più di 10 minuti un po’ ai margini ma non fa danni guadagnandosi una sufficienza.
 
Frank Kaminsky: 7
8 pt., 6 rimbalzi, 2 assist, 2 rubate. 3/9 al tiro, 2 palle perse. Entra nel momento migliore di Charlotte nel primo tempo forse, contribuisce con due pesanti triple (poi non ne segnerà più con un 2/5) alla rimonta. Schiaccia prendendosi il gusto della finta iniziale e si permette anche il lusso di due buon assist e un paio di rubate anche se si perde nel secondo tempo ha un plus/minus di +19 ma la difesa nel secondo quarto è rivedibile sotto il canestro mentre fa meglio se deve contenere.
 
Devonte’ Graham: s.v.
2 pt.. Entra solo bel finale andando con un driving layup comodo a segnare e perdendo poi palla a metà campo s un raddoppio concedendo il canestro agli Hawks.
 
Coach James Borrego: 7
Squadra che gioca benino direi, ma soprattutto mette in campo intensità difensiva andando oltre alle difficoltà al tiro se in qualche frangente della partita ve ne sono. L’unico appunto è la concentrazione in avvio partita dove Atlanta da fuori replica a metà la partenza dei Bucks nel tiro da fuori. In serata oltre ai soliti noti pesca anche il jolly Zeller con quasi tutta la squadra su di giri. 20 gli assist ma in lunetta Charlotte va a tirare 37 volte segnando 28 punti.

Game 20 – Charlotte Hornets Vs Milwaukee Bucks 110-107

 
 
Intro
 
Quando decisi di chiamare ResurreziHornets il blog fu solamente per il discorso che la squadra era stata uccisa a New Orleans.
Tom Benson (R.I.P.) aveva deciso di dare una rinfrescata a quella franchigia che proveniente dal North Carolina aveva cambiato un po’ la forma del calabrone ma mantenuto più o meno nei colori e nel simbolo ovviamente.
Poi un gruppo denominato Bring back the Buzz decideva di riportare a casa marchio e storia, Jordan assecondava i tifosi e la squadra tornava alle origini, anche se per molti, in logica, sarebbero i Bobcats l’ante-litteram degli Hornets 2.0. A ogni modo il nickname e il logo, seppur rifatto risorgevano insperatamente, così come a Charlotte era chiesto di risorgere in una partita difficilissima nella notte dopo l’incredibile sconfitta ad Atlanta.
Si faceva ancor più dura in back to back ma gli Hornets potevano contare sui recuperi di Parker e del super MKG oltre che l’effetto Alveare, luogo più propizio e saturo d’emozioni dei tifosi per spinger Charlotte alla vittoria.

Le Dance Brackets durante la presentazione dello starting five.

 
 
La partita in breve
 
La partita iniziava malissimo per Charlotte che rischiava d’esser travolta subito da Milwaukee che partendo con un irreale 8/10 da tre punti a metà quarto esatto arrivava sul 14-28.
Nel finale, grazie anche a qualche elemento della panchina si accorciava con un parziale di 9-0 sul 30-32.
Finiva 32-35 il primo quarto.
Hornets che continuavano a battagliare rincorrendo gli avversari.
A 5:51 una tripla di Frank era utile per scavalcare la squadra di Budenholzer (48-47).
Gli Hornets nel finale allungavano mostrando buona difesa.
Una tripla di Monk a 3:59 valeva il 57-49, quelle di Williams e Parker all’imbrunire del primo tempo segnavano il 65-52 con Charlotte al 60% da tre (9/5) e Milwaukee calata al 47,6% (10/21)…
In avvio di ripresa Charlotte continuava ad accumulare punti di vantaggio a e 8:30 dalla terza sirena MKG sublimava un momento d’oro fatto di ottime giocate con un open 3 dall’angolo destro per il +25 (77-52).
Bucks che tentavano di rientrare approfittando del momento di rilassatezza degli Hornets e dai ritmi più bassi.
Milwaukee accorciava sino al -13 (90-83) a fine quarto.
Il trend per Charlotte rimaneva negativo e anche se qualche punto lo si riusciva a mettere, erano troppe le occasioni sprecate a inizio frazione.
A 5:44 due FT di Brogdon valevano il 97-91, Bledsoe portava sino al -4 Milwaukee che contro il duo Parker/Batum se la vedeva male; 6 punti per il primo, 2 per il secondo, si arrivava al 101-93.
A 3:19 però una tripla in corsa di DiVincenzo portava a 3 le lunghezze di distacco.
Sul 106-102 Connaughton sbagliava prima da tre, poi sull’azione seguente in transizione mancava tutto libero da zero cm il -2, così come dopo una palla persa da Parker Middleton e Antetokounmpo in put-back dunk non riuscivano a trasformare.
Hornets che si salvavano ma dopo due FT a segno di Walker a circa 29 secondi dalla fine arrivava la tripla di Connaughton a 27 circa dall’ultima luce rossa.
Parker in lunetta sbagliava due FT e dall’altra parte metteva dentro Antetokounmpo infilandosi sino a canestro per il 108-107.
Walker era fermato a 7 secondi e un decimo dalla fine da un fallo del greco per bloccare il cronometro.
Kemba, andando a batter due FT regalava il 110-107.
Sull’ultima azione MKG e Zeller contenevano Bledsoe e Middleton.
Il primo sparava da tre quarti campo la sfera schizzava via regalando una grande gioia ai tifosi.
44-48 il computo dei rimbalzi, 21-25 negli assist,ribaltati con un 9-7 nelle rubate per Charlotte che tirava dal campo con il 46,9% contro il 41,1% avversario. 11-14 i turnover mentre ai liberi Charlotte finiva con un 21/30 contro il 17/21 ospite.
Antetokounmpo finirà con 20 pt. e 13 rimbalzi (7/15), Bledsoe seguiva con 17 e sul podio a pari merito Brook Lopez e il panchinaro Connaughton con 15 pt. a testa.
Hornets con Walker e Lamb con 21 pt. a testa, Williams 15, Parker 15…
 
 
 
 
 
Le formazioni:
 
 
La partita
 
 
1° quarto:
 
Era molto indicativo l’inizio della partita della NBA attuale. Milwaukee che portava avanti il primo pallone realizzava una tripla dal corner destro con Bledsoe.
Charlotte rispondeva con Lamb in turnaround dalla zona della lunetta ma a 11:12 Bledsoe, solo pochi passi più in là, infilava ancora dallo stesso lato da lunga distanza Milwaukee andava sul sicuro con l’entrata di Lopez che trovava la mano di Williams sulla palla ma non era abbastanza per evitare il canestro.
Zeller pescato in area si muoveva bene sotto per evitare la stoppata e depositare il 4-8 ma ecco ancora spuntare le triple come arma della modernità.
Era Lopez a far decollare dalla portaerei Milwaukee un altro aereo con bomba incorporata, Lamb a 9:29 si trovava una palla tra le mani senza tempo (passata da Zeller) e costretto a lanciarla al vetro vedeva la sfera baciarlo e infilarsi in retina per tre punti.
A 9:09 Middleton dalla diagonale sinistra continuava la campagna da tre punti degli ospiti che aggiungevano uno scoop in virata di Antetokounmpo su Williams per raggiunger il 7-16.
A 8:20 Kemba accorciava grazie a due liberi a segno poi toccava a Bledsoe e allo stesso Walker mirare e centrare da oltre l’arco il canestro ma ancora Milwaukee con Middleton segnava da fuori (6/7 per gli ospiti da lontano) il 12-22. Marvin ci portava a quota 14 ma Middleton da tre a 8:36 colpendo ancora da tre faceva decidere Borrego per una sospensione del gioco.
Sul 14-25 Brogdon a 6:01 faceva 8/10 da fuori per i Cervi che passeggiando sul 14-28 raddoppiavano il vantaggio ma Marvin metteva dentro un’altra tripla per non morire.
MKG a sorpresa c’era e contrastava bene Brogdon sotto li ferro, in attacco sbagliava ma Batum a rimorchio correggeva andando anche in difesa a recuperar un pallone forse contagiato da MKG, di fatto apriva il campo per una drive aggressiva di Lamb che segnava in floater il 21-28.
Middleton e Snell in maniera differente ottenevano due punti a testa (21-32) ma Charlotte iniziava a guadagnare punti mixando titolari e panchinari contro i ricambi dei Bucks: Williams a 3:05 in solitaria mandava dentro un’altra tripla, Parker in penetrazione passava con perfetto tempismo un pallone schiacciato per MKG che provenendo dalla baseline sinistra si elevava per la jam.
Hornets che continuavano la corsa con un pull-up di Parker e un appoggio al vero di Williams a 1:32 per un 9-0 di parziale che portava Charlotte sul 30-32.
Clamorosa la stoppata presa da Middleton nel pitturato con tre Moschettieri Hornets con il fioretto sulla palla (Williams, Lamb e MKG) a 1:16.
Antetokounmpo veniva rilanciato sul parquet e trovando due liberi ne realizzava uno mentre Lopez su una palla vagante trovava il corridoio per la schiacciata del 30-35.
Parker in sospensione armonica chiudeva un quarto in recupero per il 32-35.

NOVEMBER 26: Brook Lopez #11 of the Milwaukee Bucks collides with Miles Bridges #0 of the Charlotte Hornets during their game at Spectrum Center Foto: Streeter Lecka/Getty Images

 
2° quarto:
 
Iniziava male Monk che commettendo fallo su Connaughton regalava tre FT dei quali due finivano dentro.
Monk sbagliava un tiro ma Zeller correggeva ma mentre Parker mancava un paio di tiri di fila, Lopez segnava ancora dalla baseline destra per il 34-39.
Parker per Cody faceva fare al centro bella figura in schiacciata ma Snell colpendo da tre ci ridistanziava (36-42).
Charlotte tornava un po’ a ridurre lo svantaggio con Bridges che a 8:41 e a 8:28 si guadagnava due giri di lunetta mettendo 3 dei 4 tentativi per il 39-42.
Bridges metteva una pezza andando a stoppare alto l’appoggio di Brogdon ma Frank mancava l’aggancio con la tripla così Connaughton da ben più distante della linea da tre punti lasciava partire il tracciante del 39-45 a 7:57.
Un secondo più tardi Charlotte era in time-out e funzionava perché al rientro un extra pass di Kaminsky verso l’angolo destro per Batum era sfruttato al francese per tornare al -3. Antetokounmpo (poco attivo) da sotto metteva dentro, poi toccava a Walker splittare due FT e a Monk in entrata a 6:26 trovare un circus shot tra due difensori con palla alzata sul tronco di Maker.
A 5:51 un passaggio fuori per Kaminsky valeva il sorpasso sul 48-47poi iniziava una fase confusa e convulsa che vedeva le squadre sbagliare e cercar palloni vaganti, su uno di questi Frank allungava, Kemba recuperava e segnava il 50-47 in transizione.
Brown recuperava un rimbalzo in attacco e subiva fallo. Il libero andava fuori ma il canestro precedente riportava Milwaukee a contatto, tuttavia a 3:59 il tiro istantaneo di Monk da tre inceneriva la retina e Lamb da sotto con altri due punti dava una mano per cercar una piccola fuga (55-49). Middleton s’involava verso il canestro ma da dietro arrivando come un lampo violento MKG esplodeva sparando la palla contro il plexiglass.
Lamb in transizione ringraziava anche se era spinto a terra. Due liberi a segno per il 57-49.
Bledsoe per un fallo di Williams da sotto trovava l’azione da tre punti ma a 1:45 Hornets in bonus con Walker per il 59-52.
Un passaggio volante di Parker innescava un Marvin on-fire da fuori che esplodeva la cartuccia da tre punti che valeva il 62-52.
MKG conquistando un rimbalzo offensivo poi dava la possibilità a Parker di sparare tranquillamente in ritmo per infilare il 65-52 che chiudeva il primo tempo dando a Charlotte una certa consistenza per la fuga.

Le Dance Brackets impegnate in uno stacchetto.

Walker in reverse layup mentre Frank osserva. Foto: Jeremy Brevard-USA TODAY Sports

3° quarto:
 
Cody e Lamb apportavano due punti a testa Antetokounmpo non segnava e Lamb strappando un pallone a Middleton in attacco e andando a metter dentro al vetro spingeva Charlotte sul 71-52 a 9:39 dalla terza luce rossa. Marvin stoppava Middleton e Batum passava per Lamb che fronte a canestro metteva dentro altri tre punti a 9:04 per il 77-52. Tutto sembrava girare a meraviglia per Charlotte che vedeva anche Antetokounmpo forzare il palleggio e perder la sfera sulle tibie di Zeller.
MKG a 8:30 sublimava il momento con la bomba dall’angolo destro per il 77-52.
Charlotte si compiaceva troppo del momento lasciando libero Antetokounmpo sulla linea dei tre punti da posizione frontale.
La stella dei Bucks ne approfittava e anche se MKG mettendo dentro al vetro sembrava continuare a far vivere il buon momento degli Hornets, in difesa si calava d’intensità consentendo ad Antetokounmpo di metter dentro un potenziale gioco da tre punti che si arrestava a soli due per il libero fallito.
Bledsoe però metteva dentro dall’angolo da una second chance, così ci voleva un super Kemba in uno contro uno a sparare da tre per l’82-60 a 5:44.
Walker in attacco decideva di penetrare sull’azione seguente: il suo arresto con finta sotto canestro costava la cravatta volante da parte di Bledsoe che tuttavia concedeva a 5:21 altri due punti a Charlotte dalla lunetta.
Lopez dalla destra con una drive violentava il ferro con la dunk appesa ma Williams da tre su scarico di Kemba dietro la testa in salto era bravo a valorizzare l’assist per l’87-62.
Dopo due punti Milwaukee e un paio d’errori di Bridges si entrava nell’ennesimo time-out dal quale Bridges ne usciva peggio dando a Lopez due FT per l’87-66.
Ci pensava Monk con una drive fin sotto canestro a passar la palla al volo a Bridges che lanciatissimo sparava una violenta bimane sulla quale Lopez rinunciava all’intervento.
Middleton recuperava tre punti e DiVincenzo con la tripla a 2:48 realizzava l’89-72.
Monk a 2:38 dalla lunetta con un 2/2 teneva ancora lontani i Cervi che tuttavia incominciavano la rincorsa con una cornata di Antetokounmpo che a una mano andava a speronare il canestro degli Hornets in schiacciata.
Lopez segnava andando a infilarsi oltre Bridges poi a 1:25 Parker era colpito a metà campo.
Qualche problemino per lui al costato ma continuava a giocare provando un paio di tiri il primo dei quali era buono per il 93-76.
DiVincenzo metteva dentro da sotto conquistando il rebound sopo l’errore di Lopez da fuori e dall’altra parte Zeller, in lunetta con il fiatone, non riusciva a metter dentro nemmeno un libero così Milwaukee segnando due liberi si portava sul 93-80 anche perché Zeller era stoppato da Antetokounmpo sulla sirena.

Jeremy Lamb (sullo sfondo), reagisce così alla schiacciata di Bridges che ribalta la retina…

 
 
4° quarto:
 
Continuava la rincorsa al pari di Milwaukee che grazie a due FT di Connaughton tornava sul -11 ma a far rimbalzare indietro la squadra del Wisconsin era Lamb che rimbalzava sulla spanzata di DiVincenzo dalle parti della baseline sinistra ma trovando la coordinazione per la continuazione, mandava dentro la sfera con una bella alzata così come il libero addizionale del 96-82.
Hornets che riuscivano nell’impresa di far scadere i 24 secondi d’attacco ai Bucks (8-16 i TO) ma i Cervi a 8:02 scendevano di gap sino a -10 (97-87).
Il trend non era favorevole e se Middleton sparando da tre mancava il bersaglio Connaughton sorprendentemente anticipava Lamb per una put-back dunk violentissima a una mano.
Parker e Walker mancavano un’occasione a testa e a 5:44 Brogdon in lunetta con un 2/2 lasciava sole sei le lunghezze di vantaggio a favore degli Hornets che subivano anche il canestro di Bledsoe con Milwaukee brava a rientrare con un parziale di 9-0.
Parker interrompeva il parziale arrischiandosi in un uno contro uno: pull-up dalla diagonale sinistra dalla sua mattonella perfetto e dopo la tripla mancata da Brogdon era ancora Parker a portar in area Connaughton e a batterlo con un gancetto delizioso per il 101-93.
Problema risolto?
Nemmeno per sogno… gli Hornets ci tenevano a dare ancora emozioni e spettacolo così Antetokounmpo non si offendeva se veniva lasciato libero di schiacciare.
Un offensive foul di Williams (schermo in movimento) a 4:00 dalla fine davano a Brogdon la possibilità di accorciare ma due errori da sotto non glielo consentivano, Lamb in entrata cambiava idea all’ultimo con un tiro che risultava una mezza via tra un floater e un appoggio mentre dall’altra parte sul bordo sinistro in transizione il rookie DiVincenzo aveva le idee chiare sparando e colpendo da tre punti per il -3.
101-98…
Batum segnava dalla corta baseline sinistra andando oltre il difensore con parabola morbida ricevendo da Parker in una french connection.
Brogdon con una spin si procurava spazio per batter un Lamb ora in difficoltà in difesa, Parker da tre non segnava, sembrava girare a favore di Milwaukee il rimbalzo ma Batum riusciva a sottrarlo restituendo a Parker che dalla destra s’involava in diagonale per un fing and roll alla Superman.
Brogdon rusticamente in area buttava giù Lamb e segnava. Per gli arbitri andava bene ma a 1:40 Walker in penetrazione s’arrestava ancora una volta sotto, questa volta era DiVincenzo a travolgerlo con una ginocchiata alla nuca dopo aver abboccato alla finta.
Kemba splittava portando sul 106-102 il match, Borrego individuava le difficoltà di Lamb e metteva dentro MKG per dare una dimensione difensiva a Charlotte.
Milwaukee mancava un tiro, sul rimbalzo entrava in scena l’instant replay per una rimessa contesa ma alla fine gli arbitri decidevano per l’ultimo tocco di MKG.
Sulla rimessa Parker chiudeva Connaughton che da sinistra sparava in maniera imprecisa da fuori ma Milwaukee potrebbe rientrare quando Kemba in attacco si faceva intercettar palla da Bledsoe, sulla transizione Connaughton pescato sotto liberissimo da zero cm riusciva a fallire clamorosamente, la palla rimaneva a Milwaukee che sul proseguo pescava Middleton che dal corner destro scheggiava il ferro, rimbalzo di Walker, palla a Parker che sul raddoppio perdeva palla prima di metà campo contro Antetokounmpo, altra tripla di Middleton a cui il metallo verniciato d’arancio diceva di no e put-back dunk in mischia per il geco ancora non a segno,
Walker dopo 4 errori avversari si trovava con la sfera in mano abbracciato dal n°34…
Due FT a :29.8 per un 2/2 da 108-102 ma in :2.6 Connaughton metteva dentro da tre.
Il fallo su Parker arrivava a 21 secondi dalla fine da parte di Lopez e nonostante le lamentele di coach Budenholzer il francese andava in lunetta dove incredibilmente continuava la sua serie negativa.
0/2 e cuore in gola quando il greco era lasciato andar dentro per il -1.
Kemba però riusciva a girare un po’ sul bordo del campo prima di tornare verso la linea di metà campo dove l’allungo della mantide Antetokounmpo valeva due FT per Charlotte.
A :7.01 Walker infilava i liberi del 110-107.
Time-out e ultima azione di Milwaukee che era ben contenuta alta dalla coppia Zeller/MKG.
Lo scambio tra Bledsoe e Middleton riportava Bledsoe a tirar da tre quarti campo contro MKG.
La palla picchiava la parte bassissima del vetro e carambolava sui ferri illuminata dalla luce rossa.
Era finita.
Partita incredibile che gli Hornets riuscivano a portare a casa nonostante un convulso finale portando sul 3-8 i finali in corsa.
 
 
 
 
Pagelle
 
Kemba Walker: 6,5
21 pt., 6 rimbalzi, 5 assist, 2 rubate. Un’altra notte passata a litigare con il ferro per Kemba che dal campo fa 3/12. Riesce a sopperire andando a prendersi tiri liberi come se piovesse e ne mancano almeno altri 4, comunque sia mediamente il voto tiene conto dell’impegno difensivo, anche se paga spesso i cm, specialmente in avvio con i Bucks freschi ma nel finale è lui con un 5/6 dalla lunetta a regalar la vittoria ai nostri, sebbene le scelte azzardate di tiro in precedenza abbiano aiutato Milwaukee un pochino a rientrare.
 
 
Jeremy Lamb: 7
21 pt., 8 rimbalzi, 4 assist, 2 rubate. 8/15 dal campo e 2/4 da fuori. Per una guardi tiratrice sono cifre di tutto rispetto. Lamb in attacco in buona serata, trova un paio di giocate meravigliose attaccando il canestro, una conro Makere e l’altra sulla spinta di DiVincenzo per un gioco da tre punti. Nel finale cala e in difesa tra mancanza fisica personale (facile aggirarlo con lo spin) e spinta di Brogdon non tiene. Sostituito da MKG ma gran contributo nella notte comunque.
 
 
Nicolas Batum: 6
7 pt., 3 rimbalzi, 2 assist, 1 rubata. Marginale, prende un -15 di plus/minus. Il suo rientro in campo nell’ultimo quarto coincide un po’ con lo sprint dei Bucks ma non è tutta colpa sua. Cifre basse ma si guadagna la sufficienza nel finale quando duetta con Parker segnando, recuperando un rimbalzo e fornendo l’assist. Tra i due quello che si vede aver personalità nelle due azioni è Parker, ma almeno Nic è utile in quel frangente.
 
Marvin Williams: 7
16 pt., 8 rimbalzi, 1 rubata. 4/6 da fuori e un paio di TO. Tante buone difese e un inizio caldo da tre punti. Scema anche lui un po’ commettendo anche a quattro minuti dalla fine un fallo offensivo ma come Lamb è elemento importante nella notte.
 
Cody Zeller: 6
8 pt., 7 rimbalzi, 1 assist, 1 stoppata. 4/5 al tiro e un paio di TO. 3 falli e -6 di plus/minus. Dall’altra parte Lopez di rimbalzi ne prende solamente 8. Un po’ meglio a rimbalzo, ferma Antetokounmpo una prima volta ma poi se attaccato in uno contro uno va in difficoltà. Se gli danno una mano i suoi cm sono preziosi. Anche lui commette uno schermo in movimento in attacco e anche se sbaglia due FT con il fiatone per stanotte si guadagna la sufficienza con la buona percentuale da campo e l’ultima difesa insieme a MKG sul duo Middleton/Bledsoe, poi considerando che gioca solo 19 minuti…
 
Malik Monk: 6
7 pt., 1 rimbalzo, 1 assist, 1 rubata. Una bella tripla poi c’è da ricordare l’entrata rapida per scarico volante su Bridges che la chiude in dunk. 2/7 dal campo al quale aggiunge due liberi, entrambi a segno.
 
Michael Kidd-Gilchrist: 7,5
7 pt., 7 rimbalzi, 1 assist, 1 rubata, 2 stoppate. Perde un solo pallone finendo con un 3/6 dal campo grazie a una tripla aperta dall’angolo destro messa senza paura. La costruzione del tiro è sempre originale ma efficace nel caso… Tanta energia, stoppa al vetro Middleton da dietro e ancor prima insieme a Lamb e Williams mette mano sulla palla alzata da Middleton che si sognerà MKG stanotte… Rientra e la difesa migliora. Si vede anche nell’ultima azione quando oscilla contenendo Bledsoe insieme a Zeller. Letale +18 di plus/minus…
 
Miles Bridges: 6
5 pt., 1 rimbalzo, 2 stoppate. Guadagna tre punti dalla lunetta e finisce con un 1/5 dal campo frutto dell’immane schiacciata offerta da Monk ma al tiro non c’è… C’è un po’ di più in difesa, non con i piedi a terra, se lasciato solo va in difficoltà, ma quando ha il tempo e l’intuito che stia per avvenire un tiro sul quale fiondarsi. Due stoppate magnifiche che fanno da contraltare a una prestazione marginale in attacco con 0/3 al tiro e un -11 di plus/minus.
 
 
Tony Parker: 6,5
15 pt., 1 rimbalzo, 6 assist, 1 rubata. Da ordine alla squadra quando scende in campo durante le prime rotazioni. Nel secondo tempo con un bel passaggi per Parker, un pull-up, un gancetto e un fing and roll è importante. Peccato che scenda un po’ di voto mancando due liberi importanti nel finale e perdendo palla sul raddoppio. Avrebbe potuto costar caro ma va bene così, si è vinto… In 21 minuti fa 7/14 dl campo.
 
Frank Kaminsky: 6,5
3 punti, 2 rimbalzi, 1 assist. Entra in un buon momento e nonostante un TO va sul +8 di plus/minus in soli 4 minuti grazie anche a una sua tripla e a un assist smarcante per Batum in angolo destro. La grinta in difesa c’è.
 
Coach James Borrego: 6,5
Molto meglio la squadra con i rientranti Parker e MKG, Forse qualche cambio è leggermente tardivo e si rischia. Milwaukee ci grazia un paio di volte con errori banali da sotto e si porta a casa la gara. Travolti dalle triple all’inizio forse aspetta troppo per chiamare il time-out, po riesce a dare equilibrio ai quintetti in campo equilibrando lo Yin e Yang di attacco e difesa. Si torna sul 10-10. L’effetto Alveare si fa sentire.

Game 19: Charlotte Hornets @ Atlanta Hawks 123-124

 
Intro
 
Nel nido dei Falchi la formazione della City of flight, definizione introdotta piuttosto di recente dopo le classiche “Queen City” e “Buzz City”, planava per volare alto e rincorrere il lungo sogno playoffs.
In una giornata che ha in comune il colore rosso (colore sociale principale degli Hawks, quello delle scarpette e dei segni rossi dipinti sul volto per ricordare di combattere la violenza contro le Donne) gli Hornets, con un bilancio in equilibrio, cercavano di non mandarlo in rosso volando alto.
E se parliamo d’altezze e di sacralità, i 3778 mt. d’altezza del Monte Fuji fanno al caso nostro come trait d’union per presentare la partita.
Rosso come il lavico vulcano, gli Ainu, popolazione che oggi dimora nella grande isola più a nord del Giappone (Hokkaido) diedero il nome di Fuchi (strano che in italiano siano i maschi delle api) al vulcano poiché rappresentava la loro Dea del Fuoco, altro rosso elemento.
Charlotte per vincere su un campo di una squadra in netto affanno (veniva da 10 sconfitte consecutive) ma ad ogni partita persa sempre più affamata e pericolosa doveva mettere in campo il rosso della passione e del sangue per non farsi sorprendere su un campo trappola che potrebbe indurre alla superficialità i giocatori.
 
 
 
 
 
 
La partita in breve
 
Le assenze di Parker (botta al costato), Hernangomez e di MKG (dietro la panchina con una maglietta di Scarface) si fanno sentire ad Atlanta dove la formazione di casa cercava la vittoria per far gioire il proprio pubblico ormai striminzito e affamato dopo 10 L consecutive.
L’operazione riusciva agli Hawks perché i Calabroni dimostravano di non saper difender in area.
28-58 era il pesante verdetto finale del pitturato.
Troppo pesanti forse le assenze del centro spagnolo a rimbalzo e di MKG come difensore.
Charlotte così finiva K.O. Per la terza volta in trasferta su un campo di una squadra di bassissima classifica.
Meritata comunque la vittoria degli Hawks, anche se Charlotte avesse vinto non avrebbe rubato nulla ma tra la decisione di Borrego di giocarsi l’ultima azione come contro Chicago con una small ball con Williams come centro e Bridges come ala grande, inserendo un Bacon dannoso, non in serata, hanno finito per decretare ancora una sconfitta in volata, ormai tragicomiche perché non si contano più.
Ciò che è parso evidente, a parte la carenza di difesa sul perimetro, è stata la presenza in area.
Poco efficaci ad accompagnar entrate o tagliati fuori da passaggi, gli uomini di Borrego hanno disputato una partita che se nel primo tempo sembrava potersi incanalare bene con un +12 lestamente recuperato da Atlanta sino al 66-65 dei primi 24 minuti, scivolava via a suon di triple nel terzo quarto.
Un grande Monk restituiva durante il match sette bombe agli avversari e nel finale Kemba segnava 7 punti che ci portavano sul +1 a :15.4 dalla fine ma Bazemore coglieva il momento giusto per puntare Bacon sfuggendogli per appoggiare facile il +1 per i georgiani.
Con :04.6 Walker puntava il canestro dopo esser andato in punta a prender la palla.
Toccato da Bembry, rallentato da Huerter e stoppato da Collins avrebbe potuto forse scaricare per Monk in angolo sinistro ma la decisione era già stata presa.
Cadeva così Charlotte per la terza volta su un campo sul quale si sarebbe dovuto assolutamente vincere per alimentare il fuoco della speranza ma Charlotte, squadra senza vento, dovrà iniziare a soffiare se vuole uscire da questo maledetto loop nei finali…
Una brutta caduta in volo per una squadra dalle ali di cera che ha giocato con il fuoco.
43 rimbalzi, 30 assist, 40% da tre punti, 82,1% dalla linea e 10 TO per Charlotte, Atlanta ha avuto 41 rimbalzi, 34 assist, 53,2% dal campo, 41% da tre punti, vincendo nonostante i 15 TO.
Collins ha finito con 23 punti e 11 rimbalzi, Bazemore con 20, Young con 18 anche se con qualche forzatura eccessiva da tre) seguito da Bembry con 16 (7/10 al tiro).
Per Charlotte domani sera ci sarà occasione di riscatto in back to back contro Milwaukee allo Spectrum Center in un match estrememente difficile.
 
 
Le formazioni:
 
 
La partita
 
 
1° quarto:
 
Iniziala la partita ad Atlanta che con il primo pallone in mano mancava la tripla in una gara nella quale si tentavano solo inizialmente soluzioni da fuori.
Era Marvin Williams in uscita a ricever il passaggio e a scagliare un catch n’shoot dalla diagonale destra per i primi tre punti della partita.
Charlotte perdeva palla in attacco per colpa di un brutto passaggio di Batum e Prince in transizione da tre puniva a 11:00 pareggiando.
Batum mancava una tripla ma era ancora Marvin Williams, l’ex a segnar da fuori a 9:55.
A interromper la serie ci pensava Batum in transizione in schiacciata dopo una palla recuperata da Lamb in difesa. Atlanta andava in time-out e raggiungeva grazie anche ad esso il pari rapidamente: tripla lunga di Young frontale a segno e appoggio di Collins per l’8-8.
A far tornare avanti Charlotte era Walker che in area andava alla ricerca dell’appoggio ma trovava il fallo e due liberi per il 10-8.
Young nel duello tra PG sul cambio difensivo portava Zeller fuori per batterlo in entrata grazie alla maggior velocità e Collins alzando una palla al volo sotto canestro portava in vantaggio gli Hawks per la prima volta in serata con un alley-oop morbido rudimentale.
Zeller dalla baseline destra pareggiava con l’alzata dolce a un amano su passaggio di Kemba a 7:53.
Young da tre a 7:44 metteva dentro dalla top of the key ma Walker accettando la battaglia replicava nella stessa maniera alla giovane point guard avversaria.
Prince tentava un passaggio dentro ma Batum a braccia alzate respingeva, attaccava allora il giocatore in livrea rossa ma l’alzata sopra il muro mobile Batum s’infrangeva sui ferri così a 6:55 Charlotte con due FT di Zeller tornava sopra.
A 6:33 in transizione Williams lanciava un scoop run stoppato ma sul contatto con un difensore.
Due FT per il +4 ridotto a +1 dopo la tripla di Spellman dal corner destro.
A 6:02 rispondeva Lamb che al suo primo tiro della partita faceva centro da oltre l’arco e da un rimbalzone difensivo di Walker nasceva lo scambio cambio lato tra il capitano e Jeremy che restituendo la sfera vedeva il capitano bombardare da tre incendiando il cotone.
Bembry e Walker ne mettevano due a testa prima che Bazemore (in dubbio ma alla fine partente dalla panchina) segnasse da tre punti il 27-23.
A 4:14 sull’entrata resisteva al contatto Frank che metteva dentro appoggiando sulla destra al plexiglass oltre Bembry.
Libero supplementare per il 30-23, trampolino per il +10 ottenuto dallo stesso Kaminsky a 3:50 grazie a una tripla.
Bazemore in transizione spingeva per ridurre lo scarto a una cifra ma a 2:55 Lamb dopo un crossover stretto rilasciava un veloce e frontale pull-up per il 35-25.
Bembry stoppava Lamb e segnava dopo un’azione offensiva mancata da Lin una tripla in transizione con un generoso Kaminsky in rientro.
Time-out CHA sul 35-28 e due FT per Charlotte al rientro con Lamb affossato sul rimbalzo d’attacco.
A 1:11 primi due FT anche per Atlanta che muoveva di due il punteggio sul 37-30.
Un floater di Monk in entrata a contatto con Bembry lanciatosi in avanti oltre il proprio cilindro valeva un gioco da tre punti a :58.1 (40-30).
Un bel pull-up di Bazemore era contrastato da una tripla aperta di Monk che riceveva sullo scarico di Walker, bravo in salto a lanciare all’indietro i componenti per Malik.
Finiva così con l’alto punteggio di 43-32 il primo quarto.
 
 
2° quarto:
 
Bridges si manifestava immediatamente con un driving layup ma un hook di Collison e due FT di Young indicavano la via del rientro ad Atlanta anche se su una transizione il potente passaggio ritmato volante per la triangolazione verso il finalizzatore Kaminsky era rovinato da un fallo.
½ dalla lunetta per il 46-36 mantenuto da Bridges che in aiuto sotto canestro dopo le finte di Collins saliva a stoppare il suo appoggio.
Kaminsky raddoppiato in area trovava l’ultimo lampo con due FT a segno ma la panchina di Charlotte scemava d’intensità e di brillantezza.
Graham non riusciva a innescare l’attacco in maniera ficcante mentre la difesa subiva due canestri di Bazemore e una tripla di Len che a 8:58 facevano calare il gap da 12 punti a 5 per la squadra di Pierce.
Collins da sotto e un’entrata di Lin, nonostante il rientro di Kemba mettevano pressione all’attacco di Charlotte recuperata e ora a solo un punto (48-47), si scaldava Monk con un tiro in assenza di gravità a segno sopra la lunetta, poi facendo piovere una tripla a 6:14 dalla diagonale destra mandava Atlanta in time-out sul 53-47.
Al rientro era sempre lui a rimanere hot colpendo ancora una volta da fuori raggiungendo quota 14.
Lin da due e Bembry con una flash dunk in transizione non ci stavano ma un double team in uscita su Walker vedeva il capitano allungar palla dentro a Zeller che vedendo la rotazione in uscita continuava ad allungare in diagonale per Batum che in taglio sotto metteva dentro facilmente.
Bembry da tre a 4:14 e un piazzato dalle parti della baseline destra di Len portavano Atlanta sul -2 (58-56).
Lo stesso Len su una second chance potrebbe pareggiare dalla lunetta ma splittando lasciava indietro di uno gli Hawks comunque non disposti a cedere.
Batum con un’entrata circolare depositava al vetro ma Prince dal corner destro scagliava la tripla del pari a quota 60.
A 1:45 Batum in bonus ci restituiva due pt. di vantaggio e Marvin ne aggiungeva due ma a a 1:10 sulla continuazione Prince realizzava spostato da Lamb al primo intervento irregolare.
64-63 allungato dai canestri di Lamb (cutting layup a :59.3) perso dalla difesa sul filtrante di Zeller e da Spellman in transizione.
66-65 a fine primo tempo con una difesa da migliorare per vincer la gara.

Foto: Dale Zanine-USA TODAY Sports

 
 
3° quarto:
 
Batum dalla baseline destra portava Charlotte sul +3 (4/6 al tiro per il francese e 10 punti raggiunti), poi a 10:58 un ½ di Collins dalla lunetta e una tripla di Lamb dal corner sinistro davano il 71-66 (10/20 di Charlotte da tre punti) ma a 10:20 una tripla lunghissima di Young dalla diagonale sinistra finiva incredibilmente dentro e l’assist del rookie sotto per Prince valeva anche il pari a quota 71.
Hornets però che rispondendo con un parziale di veloce da 7-0 si ritiravano su.
Tripla di Marvin dall’angolo sinistro ed entrata imprecisa del n° 2 corretta in tap-in da Zeller e ancora tripla dell’ex Hawks a 8:35 per il 79-71…
Hornets però che non scappavano perché Pierce riordinava le sue truppe che segnavano con Collins, subivano la bordata di Walker da fuori ma andavano ancora a segno con le triple di Young e Prince.
Zeller, spinto da dietro da Dedmond splittava dalla lunetta a 7:05 così con l’incredibile serie da tre degli Hawks allungata da Huerter i Falchi tornavano rapaci sul -1 (13/27 per i padroni di casa da oltre l’arco).
Lamb non segnava ma prendeva rimbalzo e subiva fallo sulla second chance andando stremato a mettere solamente il secondo libero.
Entrava Bacon per Batum, Collins a 6:16 inchiodava l’alley-oop del pareggio mandando Charlotte al time-out ma al rientro un’infilata di Bazemore ci rispediva sotto.
Marvin pareggiava andando in corsa a segnar con un dolce arcobaleno ma a 5:13 anche Lin s’iscriveva all’album dei “triplisti” degli Hawks del terzo quarto.
Un tap-in di Collins innalzava il livello di difficoltà di rientro di Charlotte che si accontentava di tirar da fuori anche se Lamb metteva leadership in campo avendo come compagni i ragazzi della bench.
Una steal, un rimbalzo e un floater in entrata dopo esser sfuggito al marcatore con un buon crossover per l’89-91 davano fiducia ma i Falchi della Georgia ripartivano con uno 0-5 di parziale che li portava a viaggiare sull’89-96.
Frank a 2:06 dalla lunetta splittava, Bacon in entrata con l’appoggio al vetro faceva una buona cosa dopo due errori da tre dall’angolo in precedenza ma tornava a far perder turni in attacco a Charlotte poco dopo con passi in partenza…
Bembry quindi metteva dentro il +8 Hawks (92-100) prima che Bacon dal mid-range iniziasse il parziale di 5-0 chiuso da Monk da tre punti a :17.9 per il 97-100 che chiudeva il quarto.
 
 

Foto: Dale Zanine-USA TODAY Sports

 
 
 
4° quarto:
 
Bembry segnava in avvio ultimo quarto il suo 14° punto poi era Batum a ricever un filtrante letale da Monk e a andando in corsa a pendersi due liberi per il 99-102.
Collins lanciava una jam infuocata alla quale rispondeva Graham dalla diagonale destra in sospensione.
Dedmond da sotto dimostrava perché gli Hornets non avrebbero mai vinto questa partita segnando il quarantaseiesimo punto nel pitturato degli Hawks contro i soli 24 di Charlotte.
A 8.22 però ancora Monk giungeva in soccorso dei Calabroni con l’ennesima tripla che fissava il risultato sul 106-108 prima della pausa.
Non perdeva il ritmo Monk che al rientro sul parquet scaraventava un’altra volta la spicchiata dentro per il sorpasso (109-108) Bazemore da tre e un ½ di Huerter dalla lunetta a 6:36 davano il +3 ad Atlanta che usufruiva del vantaggio di avere un Collins pronto alla schiacciata sfruttando le debolezze dei nostri lunghi.
-5… anche Kemba da fuori tirava storto ma Monk su uno scarico di Kemba ghermiva la sfera scaricandola istantaneamente nel canestro dall’angolo destro nonostante il buon close-out difensivo.
114-116 e Walker a pareggiare dopo uno spin a crearsi spazio e pull-up su Dedmond dal bordo destro.
116 pari che diveniva 116-118 grazie a una second chance sotto canestro per gli Hawks.
Massiccia tripla di Kemba a a 2:32 per il 119-118 ma si aveva un’anticipazione del finale quando Bazemore segnava innescato da un passaggio orizzontale tagliando a fette la larga difesa in maglia nera. Hawks che andavano sul +3 ma Walker a 1:16 andava il lunetta per un blocking foul segnando i liberi e segnando su Collins con uno step-back jumper dalla media distanza mandava i Calabroni sul 123-122.
Young mancava un layup parso già realizzato ma Walker faceva scadere i 24 secondi sul raddoppio in pressione di Atlanta.
Borrego mandava dentro il disastroso Bacon che si distraeva sull’entrata di Bazemore il quale andava liscio non trovando altri validi oppositori dalle parti del ferro per depositare a :04.6 i punti vittoria, anche perché Walker andando in punta a ricever la rimessa attaccava subito il ferro ma gli arbitri non chiamavano il braccio di Bembry infilato sotto l’ascella destra di Walker che rallentato da Huerter che riusciva a toccargli la palla, riusciva solamente ad alzare la sfera stoppata da Collins in maniera pulita.
Kemba lamentava un tocco sul braccio ma se quello di Collins era pulito così non era quello di Bembry.

Walker toccato sulla partenza dell’ultima azione.

Troppo poco per recriminare l’ennesima partita persa contro dei meritevoli Hawks.
Gli Hornets se vogliono migliorare la classifica devono andare a prendere un protector rim non ingombrante, altro che Beal per evitare queste sconfitte ormai di rito in finali indifesi e indifendibili ormai…
 
 
 
Pagelle
 
Kemba Walker: 6
22 pt., 5 rimbalzi, 9 assist, 1 rubata, 1 stoppata. 4/9 da fuori ma solo 7/23 dal campo. Si accende nel finale dopo aver passato la partita tra assist e tiri mancati. Croce e delizia perde anche una palla importante sul penultimo possesso dopo averla tenuta troppo e si fa stoppare sull’ultima azione della gara anche se Bembry commette fallo in partenza e Huerter lo rallenta di conseguenza. Avrebbe potuto forse scaricare per Monk libero a sinistra in forma ma aveva già deciso di puntare il canestro da solo dopo la tripla mancata da Williams contro OKC. Partita strana ma ha un +4 di plus/minus.
 
 
Jeremy Lamb: 6,5
13 pt., 8 rimbalzi, 3 assist, 2 rubate. 5/11 dal campo. Leadership per la panchina con un bel rimbalzo, un recupero palla e un canestro in penetrazione. Aggressivo a rimbalzo, latita un po’ da fuori con un 2/6 viste le medie stratosferiche del match ma gioca sicuramente una buona partita cercando anche di forzare i blocchi se necessario. Un solo fallo all’attivo.
 
 
Nicolas Batum: 6,5
14 pt., 4 rimbalzi, 5 assist, rubate. 5/8 al tiro e 4/4 dalla lunetta. Nel primo tempo lancia via un pallone regalando la transizione agli Hawks ma a parte lo 0/2 fuori mette un 5/6 da dentro l’arco mostrando d’esser capace d’andare in entrata se vuole. 4/4 dalla lunetta. Non si perde per colpa sua ma per molto demerito del sostituto stanotte.
 
Marvin Williams: 6,5
20 pt., 13 rimbalzi, 1 assist, rubata. 7/14 al tiro e 4/9 da fuori. Doppia doppia per l’ex Hawks esaltante ma inizia a sbagliare tiri sul più bello dopo un inizio sfolgorante. Scema alla distanza anche se a livello difensivo non va male ma se con la small ball gli capita di giocare come centro senza averne l’altezza, sono guai, non per colpa sua però…
 
Cody Zeller: 5
7 pt., 5 rimbalzi, 5 assist, 2 rubate, 1 stoppata. 2/5 al tiro, alcuni buoni giochi che si tramutano anche in assist come quello che prolunga il passaggio di Walker ma è dietro che non tiene. Stavo per dargli anche un discreto voto ma nel finale Borrego lo toglie per rimetterlo in campo sull’ultima azione offensiva (su quella che costa la vittoria no c’è) dove è spettatore marginale.
 
Malik Monk: 7,5
26 pt., 2 rimbalzi, 1 rubata. 7/11 da fuori per un 9/15 totale dal campo. Grande serata per Monk che ritrova la mano sparando da fuori alla grandissima pareggiando il suo career-high. Peccato che manchi un paio d’entrate ma da un contributo prezioso, anche nel finale con la bomba del -2. Purtroppo non sempre la difesa è a livello dell’attacco ma ha un +4 di plus/minus.
 
Miles Bridges: 5
4 pt., 1 rimbalzo, 2 assist, 1 rubata, 2 stoppate. Gioca 19 minuti riempiendo il tabellino, cancellando gli zeri… Sale solo di uno però dal numero del nulla inventato dagli arabi nei tiri dal campo con un 1/6 penalizzante. In difesa riesce a intervenire bene un paio di volte in stoppata ma non a rimbalzo, anche lui vaga un po’ nelle praterie delle maglie larghe della difesa.
 
 
Dwayne Bacon: 4
4 pt., 1 rimbalzo, 1 rubata. Gioca 14 minuti con un 2/5 al tiro e 3 TO. Fa più danni della grandine e Borrego lo manda in campo a tenere Bazemore, il più pericoloso degli avversari. Evidentemente non gli portano bene i giocatori che iniziano con la sua stessa lettera del cognome. Dopo Butler anche Bazemore lo batte, anche se in entrata. Avrebbe potuto farsi battere sul tiro o almeno provare a spender il fallo prima, invece lascia andare Bazemore sino alla fine.
 
Frank Kaminsky: 6,5
11 pt., 3 rimbalzi, 2 assist. Gioca bene segnando 11 pt. in 12 minuti, ma ci sta un mezzo voto in meno per l’approssimazione dalla lunetta. Tira cortissimo un libero e i tre sbagliati alla fine costano caro ma attacca bene il ferro andando a prendersi tiri ravvicinati o falli. Ha un +3 di plus/minus, non commette falli, sta giocando bene e con grinta ma Borrego nel finale lo ignora e fa male.
 
Devonte’ Graham: 5,5
2 pt., 1 rimbalzo, 3 assist. 15 minuti al posto di un Parker ancora in lista infortunati. E’ un rookie che si prende tre tiri trasformandone solo uno da due nell’ultimo quarto. Ne sbaglia due da fuori e nonostante i 3 assist accumula un -8 di plus/minus non riuscendo a dare vera pericolosità, vera profondità all’attacco della squadra.
 
Coach James Borrego: 4,5
Reiterato nello schierare una small ball nel finale in fase difensiva. Non c’è un protector rim e il tentativo di Williams di steal su Bazemore in entrata in palleggio con Collins largo a sinistra da tenere non può essere efficace. Le assenze non lo aiutano ma rimette del suo dopo la L a Chicago. La tragedia era nell’aria già dal +1 perché gli Hornets, specialmente fuori casa e su campi di squadre da fondo classifica non sanno difendere.

Game 18: Charlotte Hornets @ Oklahoma City Thunder 104-109

 
Intro
 
Nel venerdì del Black Friday i Calabroni cercavano di non finire perdenti a OKC, fatto che per molti davano più scontato del venerdì dei saldi.
Troppe cose vengono date per scontate, comprese le percezioni che si hanno delle persone intorno a noi, non sempre le impressioni in superficie colgono l’essenza.
Cogliere l’essenza della partita era compito di Borrego che provava a sistemare strategicamente una situazione da portare a nostro vantaggio sul parquet di fronte alla forza degli avversari installando un parafulmine difensivo capace di bloccare i fulmini dei Thunder.
Compito non facile se MKG rimaneva fuori insieme a Willy e a Parker, tutti in lista infortunati.
 
 
 
La partita in breve
 
Charlotte giocava una partita gagliarda in quel di OKC rimontando uno svantaggio in doppia cifra dopo il tentativo di fuga dei Thunder operato nel terzo quarto con strappo nel quarto che sembrava far rimaner intatta la fiducia di semplice vittoria della squadra dell’Oklahoma.
Nel finale però Charlotte rimontava giocando di squadra oltre che con il solito Walker e potrebbe tornare avanti dopo essersi portata sul 104-105 con una pesantissima tripla dalla diagonale destra di Marvin Williams a 37 secondi dalla finema le triple di Marvin Williams per il vantaggio e Kemba Walker per l’aggancio, infrangendosi sull’anello, intervallate dai liberi della sicurezza di Westbrook, costringevano Charlotte necessariamente a fermare il cronometro decretando ai liberi la sconfitta degli Hornets ancora in volata.
Sicuramente la situazione di questo tipo di partite perse al fotofinish che si protrae non è positiva ma vorrei vedere il bicchiere mezzo pieno.
Charlotte ha giocato con grinta, dimostrando di saper giocare di squadra con i sostituti che sono stati all’altezza degli assenti, purtroppo la grave pecca che ha compromesso la gara è stata la bassissima percentuale nel tiro da fuori.
Un 6/31 (19,4%) che paragonata al 33,3% dei Thunder da 3 ha pesato molto.
Curiosamente rimbalzi e assist son finiti pari con 46 e 24 per squadra mentre Westbrook ha segnato 30 punti smistando 12 assist seguito da Schroeder con 23 punti e George 19. Per Charlotte 25 di Walker e 18 di Lamb, non però particolarmente precisi.
 
Le formazioni:
 
 
La partita
 
 
1° quarto:
 
Iniziava male la partita per Charlotte tanto da sembrar segnata.
Un tiro innocuo corto ravvicinato di Adams colpiva il primo ferro ma a rimbalzo andavano tre Hornets, il tocco decisivo di Williams produceva un auto-canestro ridicolo senza pressioni di maglie bianche sulla palla.
Lamb perdendo palla lasciava spazio alla transizione di George e sempre Jeremy riceveva la chiamata arbitrale contro a 10:50.
Westbrook ringraziava segnando i liberi per lo 0-6…
A 10:39 dalla linea di fondo Zeller metteva dentro grazie a un bound pass verticale smarcante di Walker che in transizione in salto faceva rimbalzar un altro pallone verso destra dove sulla linea da tre punti dalla diagonale si proponeva Williams per un catch’n shoot da tre punti che faceva 5-6…
Dopo il 5-8 era Kemba a tener il passo inarcandosi sotto canestro per un fade-away sotto la torre bianca.
Lamb non riuscendo a prender un rimbalzo difensivo alla portata dava il via per un secondo possesso che OKC sfruttava al massimo con la tripla di Schroeder.
Charlotte subiva anche l’alley-oop da sopra il canestro di un atletico Grant a 8:55 e un altro canestro che portava la situazione sul 7-15.
Gli Hornets non si scomponevano trovando due liberi con l’ex Lamb che continuava a dimostrare buona mano realizzandoli.
Ancora Lamb coglieva Westbrook impreparato con il crossover sul lato esterno penetrando tra tre difensori appoggiando e subendo il fallo.
Azione da tre punti che portava a -3 Charlotte e rivalutava il voto di Lamb dopo una brutta partenza.
Un jumper che picchiava il vetro alto e ricadeva dentro di Westbrook dava il +5 per i locali ma Walker in fade-away dalla baseline destra dopo uno stretto e schiacciato crossover restituiva un gap di un solo possesso lungo dopo essersi visto sull’azione precedente un canestro per fallo di Westbrook che abbracciando Cody sul blocco dava un vantaggio ai suoi.
Due possibilità anche per George che prima segnava da posizione frontale poi andava a sfondar su Walker che in attacco cercava ancora Zeller bravo da sotto a destra a fintare un pump fake contro il difensore, palleggio, cambio lato canestro e appoggio comodo a difensore fuori causa.
A 4:50 Lamb era spostato sul tentativo da tre.
Dalla lunetta era ancora impeccabile:
3/3 e pari ottenuto a quota 19 e Hornets pronti a spiccare il balzo per andare in vantaggio.
Non tradiva Walker che schiacciava marcatore e centro avversario verso il canestro con l’entrata, lo spin e la cessione della sfera a Zeller accanto a lui che alzando un floater vincente mandava Charlotte a 21 punti.
Kemba segnava splittando dalla lunetta per un fallo di Luwawu-Cabarrot ma i Thunder da fuori con una tripla tonavano in parità.
Lamb al vetro dal post basso in uno contro uno segnava ma a 2:44 Adams dalla lunetta pareggiava.
Anche gli Hornets però potevano usufruire della lunetta a 2:17 andando in bonus con Lamb bravo a continuare la sua striscia a gioco fermo con un 2/2.
Adams troppo sotto il ferro lo colpiva nel traffico e sulla transizione Kemba segnava dall’angolo destro per tre punti ma i Thunder restituivano subito il canestro con la stessa moneta riducendo il vantaggio Hornets a soli 2 pt. (29-27).
Schroeder nel finale colpiva con un uno-due micidiale in infilata su passaggio di Westbrook e attaccando Bacon con rapido movimento caracollante per l’imprendibile appoggio per il 29-31.
Frank metteva dentro un runner oltre Adams ma l’oceanico centro sulla sirena al secondo tentativo da sotto metteva dentro poiché Lamb in rotazione riusciva a opporsi lanciandosi sul kiwi solo al primo tentativo.
31-33 alla fine di un primo quarto combattuto.

Una stoppata pulita di Kaminsky su Grant. Buona prova per un più grintoso Frank the Tank.

 
 
2° quarto:
 
Provava Charlotte in avvio di secondo quarto ad approfittare del vantaggio panchina:
Bacon con un ½ dalla lunetta a 11:43 ci riavvicinava, Bridges sbagliava in transizione ma l’avvoltoio Frank ripuliva correggendo per il sorpasso (34-33).
Schroeder dimostrava d’esser in gran forma con la bomba del contro sorpasso ma Batum con un great bound pass in diagonale faceva rimbalzar la sfera in mezzo alla difesa dei Thunder colti impreparati sul back-door di Bacon che dalla destra metteva dentro facile giungendo rapace sotto canestro.
Bridges sparava una schiacciata sul ferro ma ancora Frank, sempre sulla spalla di Miles recuperava e metteva dentro altri due punti a 9:51 per un vantaggio che a 9:24 saliva a 5 punti con una precisa tripla di Graham dalla diagonale destra.
Bacon poi s’inventava uno spin nel cuore dell’area in uno contro uno per alzare la parabola a una mano oltre il difensore appiccicato a lui.
45-36… panchina Hornets micidiale ma a 8:44 per un fallo su Schroeder i Thunder coglievano un’azione globale da tre punti.
Tornava rapidamente in campo Westbrook viste le difficoltà… il suo scarico per Burton era ben utilizzato dal n°30 avversario per la bordata da fuori che faceva 45-42…
Batum a 7:48 dopo un giro palla di squadra culminato con la drive e lo scarico assist di Kaminsky nell’angolo destro per il francese, esaltava il gioco di squadra con tre punti per il 48-42.
Bacon faceva buona guardia sul n°0 costringendolo a perder palla ma a 7:15 era ancora Schroeder da tre punti a dar la spinta ai locali.
Frank sbagliava ma questa volta era Bridges, viaggiando in coppia con lui a ringraziare con uno spin sul difensore che si auto-estrometteva tentando l’anticipo.
Dunk di Miles terrificante seguita da un’altra di Cody che resistendo al tentativo di rubata di Westbrook con uno spin andava a trovare un varco centrale per la poderosa rim run a una mano.
Anche OKC però dimostrava di saper schiacciare, nella fattispecie Burton con una poderosa dunk a 5:30 ricambiava consigliando a Borrego il time-out sul 51-48.
Poco da fare perché OKC passava avanti anche per colpa di un paio di triple mancate di Lamb che faceva da sfondo a quella infilata da George per il 51-56.
Batum segnava un pull-up dimostrando personalità ma Burton dopo un paio di interventi sospetti su Kemba la buttava dentro con un’altra jam importante.
Kemba e Frank mettevano dentro due punti a testa giungendo entrambi a quota 10 nel personale bottino portando Charlotte sul -1 (57-58) ma Burton splittando dalla lunetta per il terzo fallo di Frank e una tripla di Westbrook realizzata ben oltre la linea da tre dalla diagonale sinistra portavano il risultato sul 57-62.
A far la differenza le percentuali da fuori (3/16 per Charlotte) con molte statistiche simili.
 
 
3° quarto:
 
Dopo un paio di punti a testa Charlotte a 10:29 segnava il 61-67 con un brillante floater di Cody su Adams che in attacco andando a ricever sotto in corsa da Westbrook alzava il gomito su Marvin.
Due FT per il centro dei Thunder, un canestro solo, Lamb sbagliava il tiro, recuperava in difesa un passaggio verticale verso la baseline vicino a canestro, poi era Kemba a 9:13 a segnare con un teardrop dopo aver preso il mezzo su un blocco che attardava George.
Adams con uno spin sotto canestro stretto metteva dentro per il 63-70 e Westbrook in ricaduta sul jumper a gambe larghe vedeva il tiro finir dentro la retina.
Lamb rubava la sfera ma mancava la transizione in uno contro uno e gli Hornets rimanendo sul filo quando dopo una battagli a rimbalzo vedevano palla messa fuori per la tripla di Schroeder speravano nel fallo precedente a rimbalzo su Zeller che spinto finiva a terra.
Gli arbitri guardando il replay decidevano per il settantacinquesimo punto Thunder che andavano in fuga sul +12…
Batum restituiva la tripla e prendeva un rimbalzo difensivo, Williams completava la spinta data dai veterani con due punti da sotto mentre Adams sparava al ferro l’alley-oop fallendo l’occasione così Kemba a mezzo secondo dai 24 cercando il contatto con Abrines guadagnava in maniera molto furba due FT (forse la SG sfiorava solamente la gamba del nostro capitano).
Comunque il 2/2 ci restituiva un gap più morbido (70-75).
George in entrata usava la palla come edera; la sfera rampicando sul primo ferro tracciava una traiettoria irregolare ma utile per due punti e Westbrook battendo con un tiro al vetro l’attentissima difesa di Bacon sembrava mandare in crisi Charlotte ripiombata a 9 punti di distanza (70-79).
Kemba con uno spin e uno stop nel cuore dell’area su Abrines segnava ma vedeva Westbrook passeggiare sulla linea di fondo per apprestarsi alla dunk appesa.
Rispondeva Walker con un pull-up dalla media per il 74-81.
Dopo altri due punti Thunder, Walker fintava a elastico il passaggio dentro dandolo con un attimo di ritardo a Bacon che vedeva aprirsi la difesa per appoggiare comodamente da sotto a destra.
Nel finale però OKC riprendeva quota con Adams e Westbrook, il quale mettendo in serie 4 punti trascinava sul 76-89 i suoi.
Bacon con 4 punti consecutivi reagiva per Charlotte che chiudeva sull’80-89 la terza frazione.
 
 
 
4° quarto:
 
Dopo due punti Thunder Frank in corsa che ben usava il vetro arrivava l’alley-oop no look di Graham per Bridges ma su un possesso difficoltoso d’attacco dei Thunder esplodeva la velocità di Schroeder che frontalmente dribblava la difesa di Charlotte per appoggiare altri due punti.
Le guardie degli Hornets Lamb e Walker ne mettevano due a testa per l’88-93 e ancora Jeremy a 6:10 dal mid-range sinistro off-balance infilava l’anello trovando solo cotone per il 90-93.
Charlotte vivendo un buon momento difensivo accorciava ulteriormente con un rimbalzone d’attacco di Williams che metteva dentro dopo l’errore di Walker.
92-93… si scuotevano i Thunder che dalla destra con George cercavano spazio per il tiro, spintonato Graham per gli arbitri non c’erano presupposti per il fallo, troppo tardi arrivava un generoso Lamb in chiusura sull’ex stella d’Indiana che calava la tripla da smarcato.
Borrego lamentava anche un contatto su Lamb in entrata ma dall’altra parte si correva in transizione con Grant a rimorchio fermato dal primo fallo di Walker.
½ e tripla successiva di Walker per il 95-97 a 3:49 dopo uno scambio con Zeller che portava anche il blocco sulla diagonale destra.
Westbrook però a 3:31 trovava il jolly con l’entrata in penetrazione: un rustico Cody lo abbatteva agganciandolo alto ma il lancio della sfera al vetro era propedeutico al canestro e al libero supplementare che segato, portava i Thunder a toccar quota 100.
Gli Hornets però non erano ancora pronti per la pensione e accorciavano con un extra pass di Zeller per Lamb che appoggiava bene solissimo.
I Thunder allungavano sul 97-103 a 1:49 dalla fine ma Walker appoggiava il venticinquesimo punto e una steal di Walker sulla stella avversaria costava ai locali l’appoggio in transizione di Graham per il 101-103.
Schroeder a :56.7 freddava la difesa con un pull-up dalla media passando dietro un blocco ma a :37.1 una pesantissima tripla di Williams dalla diagonale destra ci dava il 104-105.
Westbrook in attacco poi forzava in salto mandando la palla oltre il fondo a contatto con il difensore.
La palla, con :20.5 da giocare, rimaneva a Charlotte che istantaneamente correva con Walker fin sotto canestro:
Drive and kick con scarico in angolo sulla sinistra dove Williams provava a ripetersi da tre punti ma questa volta mancando il tiro costringeva al fallo Charlotte che subiva due liberi di Westbrook a :11.2.
Westbrook spendeva un fallo avendone facoltà prima di raggiungere il bonus per i Thunder.
Charlotte rimaneva con :09.4 da giocare.
Una buona esecuzione sulla rimessa per un tiro di Walker dalla diagonale destra da tre punti avrebbe potuto pareggiar la gara ma ancora una volta il tiro da fuori risultava impreciso con due Thunder in chiusura seppur ritardata, quindi con altri due FT la star dei Thunder chiudeva il match sul 104-109 irimediabilmente.
 
 
 
Pagelle
 
Kemba Walker: 6
25 pt., 2 rimbalzi, 8 assist, 2 rubate, 1 stoppata. 6 TO e 2/10 da fuori. 10/23 totale al tiro ma -11 di plus/minus. Partita generosa di spinta. Purtroppo sbaglia una tripla importante ma contribuisce al rientro in maniera decisiva. Buono il suo avvio di gara con diversi assist per Zeller.
 
 
Jeremy Lamb: 5,5
18 pt., 5 rimbalzi, 2 assist, 2 rubate, 1 stoppata. Un po’ in difficoltà in difesa anche quando non sta più su Westbrook. Peccato che il suo 5/15 con lo 0/4 da tre abbassi molto le medie da fuori. Bravo quando attacca, si lamenta spesso e in un paio di casi ha ragione perché viene toccato sul tiro e gli arbitri non fischiano. Dalla lunetta è un cecchino. 8/8…
 
 
Nicolas Batum: 6
9 pt., 9 rimbalzi, 4 assist. 4/7 dal campo, tende a sparire un po’ ma quando ci prova dimostra personalità e se gli capita l’occasione mette più aggressività a rimbalzo. Non sempre la difesa è rapida ma sembra abbastanza attenta. Una sua tripla importante evita il collasso anticipato.
 
Marvin Williams: 6
10 pt., 6 rimbalzi, 1 rubata. Gran finale per Marvin che spara un paio di botti. Pirotecnico il missile dalla diagonale destra per il -1, impreciso l’ordigno dall’angolo sinistro che rimanendo inesploso non aiuta a scavalcare i Thunder. Torna a giocare un minutaggio alto (30 minuti) conquistando 6 rimbalzi. Una discreta difesa ma decisiva la carambola a inizio partita con il pasticcio con due compagni che vedeva mandar dentro la spicchiata regalando il jolly ad Adams che si vedeva assegna due punti per un autocanestro del nostro numero 2.
 
Cody Zeller: 6,5
10 pt., 4 rimbalzi, 5 assist, 1 stoppata. 5/9 al tiro. Ok, rimbalzi ancora non eccellenti e difesa su Adams qualche volta un po’ così. In attacco però porta un bel blocco nel finale per Kemba che spara la tripla e da un extra pass smarcante a Lamb risultando un buon passatore di serata. In avvio riceve diversi palloni che spedisce dentro. Sbaglia poco e dato che vince chi sbaglia meno, peccato che i compagni in questo non l’abbiano seguito.
 
Miles Bridges: 5,5
4 pt., 7 rimbalzi, 1 rubata. Sbaglia una schiacciata solitaria, ne mette dentro un’altra dopo un giro che vede il difensore togliersi di mezzo tra lui e il canestro tentando la steal. Sbaglia diverse entrate. Come scrivevo recentemente, sugli appoggi c’è tanto da lavorare. Ha poca sensibilità nei polpastrelli nei tocchi, alcuni troppo forti. Non è facile con l’avversario addosso ma deve migliorare. Bravo a rimbalzo. 2/6 dal campo ma non tenta mai da tre punti.
 
Frank Kaminsky: 7
12 pt., 8 rimbalzi, 1 assist, 1 rubata, 2 stoppate. 6/9 dal campo. A parte un 3 secondi in possesso della palla fischiato dagli arbitri (non trovando nessuno) e una palla data male di lì a poco, Frank gioca una partita grintosa in difesa dimostrando a rimbalzo di saperci anche fare. Da fastidio e trova un gioco più congegnale in attacco muovendo palla o trovando soluzioni che non sian dalla distanza dove fa 0/2… Se si muove più vicino a canestro è bravo ad appoggiare e pericoloso nel recuperar palloni. Non fa rimpianger Willy. Inaspettato.
 
Dwayne Bacon: 6,5
11 pt., 2 rimbalzi, 2 assist. 5/11 al tiro e +1 di plus/minus. Spinge la panchina con punti e in difesa è tenace anche se è uno dei più sfortunati beccandosi in faccia un paio di canestri di difficile fattura dopo due difese francobollato all’avversario. Nessuna palla persa e nessun tiro tentato da fuori. Va sul sicuro.
 
Devonte’ Graham: 6
5 pt., 3 assist, 2 rimbalzi, 1 rubata. Tenuto in campo nel finale anche sulle rimesse, è bravo a trovar un paio di volte i compagni (Walker e Lamb). Segna da tre punti un solo tiro sui cinque tentati. Il limite è questo. Deve prenderseli in situazioni con più ritmo e meglio, però fornisce un bell’alley-op no look per Miles e difensivamente lo si vede anche riuscire in un’azione fermare Westbrook. Deve lavorare un po’ sulla difesa in generale comunque.
 
Coach James Borrego: 6,5
La squadra ha un gioco e si vede. Bisogna fargli i complimenti. Coraggiosa anche la scelta sull’ultima azione con la drive and kick di Walker per Williams ma troppo frettolosa. Bene l’idea di scaricar palla ma si poteva tentare di muover la difesa per prendersi un tiro da più vicino con un vantaggio. Purtroppo nel “o la va o la spacca” non è andata… La squadra però è viva e vivace. Non deve calare d’attenzione su altri campi. Bisogna trovare continuità e andare a vincere sul prossimo campo.

Game 17: Charlotte Hornets Vs Indiana Pacers 127-109

 
Intro
 
L’ho criticato oggettivamente qualche volta come proprietario della franchigia degli Hornets, forse perché da lui diventato iconica silhouette del basket, stampata anche sopra le canotte degli Hornets, ci si aspetta sempre quel qualcosa in più che lo elevi sopra la massa.
Negli ultimi anni è intervenuto in alcune discussioni come quella che lo riguardava da vicino per la storia All-Star Game comunità LGBT e la storia per il palazzetto contro l’ex governatore della North Carolina, a difesa di LBJ sulla questione scatenata da Trump e in altre faccende proferendo sagge parole.
Direi che come uomo vale anche di più del giocatore (emergendo in un contesto di troppi vip pietosi a ogni latitudine) sebbene io sogni utopicamente un mondo senza ricchi né poveri fatto di condivisione, ma nella realtà attuale, in un paese come l’America capita che l’evento naturale (il passaggio dell’uragano Florence) metta in ginocchio una comunità.
MJ ha quindi deciso di tornare a casa sua a Wilmington e donare un totale di tre milioni di dollari per le persone bisognose fermandosi anche a distribuire bag e ad abbracciare, salutare persone per portare loro un raggio di luce dopo la disperazione dipinta sui volti di chi ha perso la sua dimora o ha avuto gravi danni…

MJ a Wilmington abbraccia una concittadina.

Sicuramente non avrà fatto uno sforzo oltre le proprie possibilità ma nulla era dovuto.
“Mi sentivo di comportarmi in questa maniera, nel senso che questa è casa mia” ha detto MJ.
Elevarsi ed emergere dicevamo… un po’ come il metodo scelto da Socrate che attraverso il dialogo spingeva la controparte a riflettere e ad agire per partorire la verità che ha dentro di sé, tirando fuori i pensieri personali dell’interlocutore.
La maieutica (da maieuta, ostetrica poiché la madre di Socrate aiutava le Donne partorienti) di Socrate è applicabile in ogni campo pratico a chi ricorda di “sapere di non sapere” ed è ancor più reale nel contesto sportivo dove le prestazioni possono differire a causa di mille variabili.
Ogni sera una prova o una controprova. Walker, il giocatore più caldo del momento, per confermarsi sfidava i Pacers nella Queen City dove lui è indiscutibilmente il Re.
 
 
La partita in breve
Charlotte e Indiana dimostravano subito d’avere due attacchi bravi a mordere.
Gli Hornets iniziavano con un 6/6 al tiro ribaltando il risultato da 0/4 a 16-9.
Charlotte, dopo esser stata leggermente recuperata, con una tripla di Bacon estendeva il vantaggio sul 29-23 grazie a un 7/8 da oltre l’arco.
Con un tiro che divertentemente sembrava ricalcare una pallina in una roulette Bacon spingeva Charlotte sul 33-23 ma nel finale i Pacers dimezzavano lo svantaggio chiudendo sul 35-30.
63% al tiro del primo quarto per Charlotte…
In avvio di ripresa una tripla di Sabonis pareggiava la gara a quota 35.
La squadra di McMillan si affacciava avanti anche di un punto con McDermottt da tre (44-45) ma nel finale di primo tempo Charlotte trovava il flow in attacco come chiave per vincer la gara. Williams, Bacon e Lamb colpivano da tre punto, Bogdanovic provava a resister ripagando con la stessa moneta ma gli Hornets si portavano sul +8 all’intervallo (68-60).
Nel terzo quarto Charlotte decideva la gara riuscendo a imbrigliare di più sotto canestro gli ospiti fino a quel momento abbastanza agevolati da una difesa morbida dei ragazzi di Borrego nel pitturato.
Se anche i tiri da fuori non entravano alla squadra dei Battistrada a Charlotte invece riusciva quasi tutto come lo step-back di Walker dallo spigolo destro dell’area che diventava un solo cotone per l’87-77.
A 5:21 un giro di palla fantastico sul perimetro portava Lamb a segnar da tre punti.
Lo stesso Jeremy ripetendosi poco dopo (93-77) dava il via alla fuga decisiva.
Bridges nel finale scagliando due siluri faceva affondar la barca di Mc Milan che sul 100-82 si vedeva anche stoppare un quasi appoggio di Joseph dallo stesso Bridges che da dietro rimontando lo spazio-tempo spazzava via la palla intenta nello spin vorticoso pronta alla discesa.
L’ultimo quarto era garbage time utile a Bridges, Frank (il quale scelto da Borrego al posto di Biz visto il problema di Willy a una caviglia), Monk e Bacon per trovar altri punti. Charlotte vinceva in maniera convincente 127-109.
Gli Hornets finiranno con una percentuale dal campo del 56,3 ma da fuori sarà ancor più clamorosa facendo registrare un 62,1%…
Da segnalare anche i 30 assist, ben 11 firmati Walker che siederà in panchina nell’ultimo quarto limitando il minutaggio a 27 minuti chiudendo con 16 punti ma dando un contributo fondamentale alla vittoria ancora una volta.
Per i singoli dei Pacers ci saranno 20 pt. di Bogdanovic, 16 di Young e 15 da parte della coppia panchinara (discreta bench quella di Indiana) McDermott – Sabonis con un 7/8 al tiro per il lituano/statunitense, autore di un buon primo tempo ma di un secondo tempo disastroso condito con falli che lo porteranno all’espulsione e a regalare liberi a Charlotte. Joseph chiuderà con 2 pt. con 1/7 al tiro…
 
Le formazioni:
 
 
La partita

La cornice durante la presentazione dello starting five degli Hornets.

 
 
1° quarto:
 
Primo attacco per indiana che andava a segno in post basso con Turner che si ripeteva in schiacciata per lo 0-4.
Charlotte segnava i primi due punti con Batum che in corsa, appena entrato in area da fronte a canestro inventava un jumper instabile ma precisissimo per il 2-4.
Walker faceva impazzir il raddoppio dei Pacers con uno spin da pari o superiore a quelli di Michael Jackson (sarà un Moon-Walker?), rapidissimo ed elegante svoltava e scivolava prima di scaricare su Batum e riposizionarsi nel corner sinistro dove ritrovava un ostinato Evans scavalcato con un pump fake clamoroso con alzata di ginocchio sinistra prima del perfetto tiro.
Batum entrava in connessione perfetta con Walker catapultando da tre punti il macigno dell’8-4 seguito da un’entrata di Lamb che finiva in corsa alzando la sfera sopra il difensore che affiancato a lui tentava la stoppata inutilmente.
Bogdanovic da tre scaricava dall’angolo sinistro il 10-7 e a 8:09 mettendo dentro due liberi portava i suoi sul -1 ma a 7:52 un felpato tre punti di Walker ci restituiva il +4.
Walker dava un pallone assist quando chiuso da tre punti passava in salto cambiando decisione all’ultimo momento, la spicchiata si dirigeva tra le braccia di Lamb che la spediva subitaneamente dentro la retina per un 6/6 Hornets dal campo e un 16-9 di punteggio.
Charlotte però non riusciva spesso a difender efficacemente sotto canestro così Turner segnava ancora tuttavia anche se Walker in entrata sbagliava il primo tiro Charlotte, arriva la correzione di Zeller a non far perder il turno d’attacco.
Si arrivava a 6:30 sul 18-13 al primo time-out. Lamb con un catch n’shoot da tre punti spingeva sul 21-15 Charlotte si affidava a Kemba che con un no look pass schiacciato in verticale innescava Williams che agganciava magneticamente la sfera sotto canestro in corsa per andar sopra il ferro a martellare la difesa dei Pacers.
Young usava il fisico in post basso sinistro per metter dentro poi su un gioco a due il neo-entrato Kaminsky infilava anch’esso un open 3 sebbene Turner mostrasse la fragilità degli Hornets sotto le plance sull’azione seguente con altri due punti per il 26-19.
Un turnaround hook di Sabonis e due FT di Evans a 3:10 riportavano sotto i bianchi (26-23).
Borrego spediva dentro Parker e Bacon ed era proprio l’ala piccola a metter dentro subito una tripla partecipando al festival di triple di Charlotte (7/8).
Bacon in difesa spingeva Evans ai passi e Frank con una finta in partenza si allungava per uno swooping fing and roll (31-23).
Un divertente banker di Bacon si trasformava in roulette quando la sfera sembrava poter girare con cambio di ritmo come fosse animata da propria volontà per l’eternità sul ferro in maniera incerta; alla fine l’oggetto arancio decideva per accarezzare la retina dall’interno (33-23).
McDermott da tre e un lob per la spina nel fianco Sabonis però dimezzavano il vantaggio di Charlotte che colpiva con Walker ma a sua volta era trafitta per il 35-30 finale di primo quarto.


The Pacers were able to limit Hornets’ star Kemba Walker (left) to 16 points, but six other Hornets were able to tally double-digits in points.
Sam Sharpe

 
 
2° quarto:
 
Indiana partiva con un micidiale 0-5 dimostrando d’avere una buona panca.
Era Sabonis con una tripla a spinger la squadra di McMillan sul 35 pari anche se Bacon ripetendosi in banker (non facile in uno vs uno trovar lo spazio in corsa) restituiva il vantaggio. Zeller con una steal dava il via alla transizione poi chiusa personalmente ricevendo un passaggio per il fing and roll in corsa.
A 9:56 il leader in % da fuori Bogdanovic non si smentiva calando la mannaia da tre, Malik però a 9:38 restituiva la bomba ma Sabonis da sotto e in transizione con 4 punti consecutivi toglieva il vantaggio a Charlotte (42-42) mandando Borrego in pausa.
Lamb con un’alzata corta tirava un air-ball ma dall’altra parte del ferro Zeller raccoglieva e puliva da sotto per due punti a 8:53.
Da una second chance McDermott esplodeva dalla sinistra una tripla per il +1 Pacers mentre a 8:18 Parker sfiorato dal gomito di Bogdanovic sull’arresto e finta in area rimaneva giù.
Un po’ stordito splittando dalla lunetta poneva la partita ancora sui binari della parità.
Monk da tre falliva ma Lamb in post basso ricalcando le orme di Zeller convertiva in due punti.
Sabonis da sotto metteva dentro il personale 6/6 facilmente mentre un up& down di Parker spostava ancora la bilancia del risultato a favorire di Charlotte.
Indy però con una tripla di Holiday si riaffacciava sul +1 (49-50) anche se un passaggio artistico di Parker a batter il difensore francobollo dava a Zeller la possibilità di colpir sul lato sx del tabellone.
Sabonis da sotto scavalcava ancora i nostri ma a 5:13 Lamb forzando l’entrata costringeva Sabonis al fallo.
Zoppicante usciva dal campo il difensore mentre Lamb segnando le occasioni ci portava sul 53-52.
Charlotte accelerava nel finale dimostrando gran flow Marvin a 4:31 con una tripla, Batum depistando quasi da fermo Turner per elevarsi in jumper con un lungo due pt. per il 58-52 che costringeva i Pacers al time-out.
Bacon nel finale continuava ad aiutare la squadra prima sparando un’altra bordata da fuori, poi in entrata per il 5/7 personale anche se Bogdanovic a 1:32 provava a dar grattacapi alla difesa dei neri mettendo dentro da fuori nuovamente per il 63-57.
Charlotte metteva dentro due FT con Walker poi era Lamb dal corner sinistro alzando molto la parabola a far ricader la sfera nella retina per tre punti ma Bogdanovic a :36.9 con un estemporaneo tre punti metteva dentro il 69-60.
Finiva così il primo tempo con gli attacchi sopra le righe e le difese un po’ svagate.

La classica mitragliatrice lanciamagliette. Metaforicamente anche i tiratori di Charlotte l’hanno usata per abbattere il muro dei Pacers.

 
 
3° quarto:
 
Partiva bene Evans nella ripresa con tre punti, gli Hornets rispondevano con un floating jumper di Zeller poi Marvin in due contro uno leggeva bene la situazione attaccando Turner sotto canestro per passare a destra a Cody che batteva facile sul tempo il big center della formazione ospite. Walker e Evans aumentavano di due unità il punteggio ma Evans attaccando il ferro frontalmente metteva dentro ancora per il 74-67.
Batum si smarcava sulla linea del tiro libero per un FT jumper armonico poi toccava a Williams che andava salvando un passaggio molto arrischiato da parte di Kemba per posizionarsi successivamente sotto canestro dove recuperava due FT (splittati).
Kemba saltando in dribbling verticale Turner sparava dalla baseline per il 79-67 e a 7:07 Williams continuando a rimaner caldo metteva dentro da tre l’82-71.
Collison dribblava Zeller per appoggiare facile ma il nostro centro si vendicava andando a 6:30 a metter dentro il sottomano con fallo di Young che costava ai Pacers l’azione da tre punti del -12 (85-73).
Collison con un driving layup e Kemba con uno step-back rapido più il perfetto tiro dallo spigolo dell’area a destra su Turner erano colpi da maestro dei piccoli ma Charlotte mostrava d’aver più ritmo in attacco e dopo un giro di palla meraviglioso sul perimetro Lamb sfruttava il lavoro della squadra colpendo frontalmente da tre con spazio per il 90-77.
Bogdanovic andava a vuoto mentre Lamb, ancora da tre, no (93-77) ma a rovinare un po’ la serata a 4:28 su un rimbalzo difensivo Marvin era accompagnato a terra dove era colpito da una tibia di Young che falliva poi il tiro da sotto.
Evans segnava da tre ma poi Sabonis con due falli su palle vaganti su attacchi d’Indiana mandava Charlotte due volte in lunetta visto che la squadra di Borrego si trovava in situazione di bonus.
A 2:44 quindi Frank affondando due FT mandava sul 97-80 la gara, pronta per vedere anche un distacco sulla doppia decina quando a 2:12 una triangolazione ampia dagli angoli era chiusa da Bridges da tre punti dall’angolo destro (100-80).
A 1:14 Bridges cambiava posizione ma non risultato.
Geo-localizzato sulla diagonale destro si palesava con un’altra bomba da tre che chiudeva i giochi sul 103-82. Bridges in difesa teneva posizione ma sull’entrata di Young colpito al volto era affondato dall’allungo della PF avversaria tuttavia non demordeva salvando da una transizione Charlotte; Joseph a colpo sicura alzava la palla con uno spin perfetto ma da dietro Bridges decollava per andare a cancellare l’occasione con il pallone in procinto di discendere nella retina.
Non c’era tempo quasi di respirare e Bacon illuminava i tifosi con un driving layup sulla luce rossa per il 105-84, finale di terzo quarto.

CHARLOTTE, NC – NOVEMBER 21: on November 21, 2018 at Spectrum Center in Charlotte, North Carolina. Copyright 2018 NBAE (Photo by Kent Smith/NBAE via Getty Images)

 

 
 
4° quarto:
 
Stucchevole sarebbe far la descrizione completa dell’ultimo quarto divenuto garbage time.
Da segnalare una tripla di Monk dalla diagonale sinistra con palleggio e tiro su Sabonis per il 112-86, un turnaround di Frank in area su Sabonis che gelava i Pacers convinti ormai di averla scampata visto che erano arrivati a 23 secondi di difesa, inoltre Sabonis a 6:06 finiva fuori per raggiunto numero limite di falli.
Bacon tornava a segnare appoggiando al vetro il 120-98 alternandosi con Monk nel finale per incrementare il punteggio di Charlotte che chiudeva vittoriosamente e convincentemente (almeno nella fase offensiva) sul punteggio di 127-109.
 
 
 
 
Pagelle
 
Kemba Walker: 7,5
16 pt., 2 rimbalzi, 11 assist, 1 rubata. Walker in versione altruista nella serata va in doppia doppia. Perde il primo pallone della serata triplicato ma poi fa vedere subito i sorci verdi a Evans e soci anche quando lo raddoppiano con uno spin fantastico e una tripla con finta da marcetta… Manda in tilt gli avversari… Non fa il botto di punti come nelle due ultime partite anche perché nel finale non c’è bisogno di lui. Gioca 27 minuti sedendosi in panca nell’ultima frazione di gioco o ne avrebbe messi almeno 25/30… Spiccano però gli assist che migliorano la circolazione di palla della squadra che questa sera sprecando meno esalta anche le sue doti di passatore, sebbene la modalità prioritaria di Walker in un contesto che ha bisogno di scorer rimanga quella di segnare.
 
 
Jeremy Lamb: 8
21 pt., 7 rimbalzi, 4 assist. 7/13 dal campo con un 5/7 da fuori. Aveva migliorato la mano da oltre l’arco ma quest’anno spesso non “ci aveva preso molto” da oltre la linea dei tre punti. Questa sera invece potendo tirare con un po’ di spazio (bravo a metterne dentro anche un paio con il difensore ravvicinato però) e piedi a terra, non dovendosi costruire il tiro dal palleggio, va alla grande dando una mano super a Charlotte. Anche in difesa prova ad andare a dar fastidio su tiri avversari. Una buona gara in soli 28 minuti.
 
 
Nicolas Batum: 7
11 pt., 2 rimbalzi, 3 assist. La sua carriera oggi somiglia a un lubrico sentiero sul quale rischia di scivolare e stramazzare a terra. Le voci su Beal forse hanno risvegliato momentaneamente il francese che parte subito bene trovando feeling con Kemba riuscendo a segnare anche un paio di canestri dalla precisione millimetrica (uno da tre). Tira bene (4/5) con armonia. Un altro Batum rispetto al solito. +17 di plus/minus in 23 minuti.
 
Marvin Williams: 7,5
9 pt., 2 rimbalzi, 2 assist, 3 rubate, 1 stoppata. ¾ al tiro. Un Marvin a tutto campo che riempie le caselle del tabellino. +23 di plus/minus. Un salvataggio che non da il via a una transizione su un passaggio arrischiato da Kemba, 2/3 nelle bombe, peccato che generosamente a rimbalzo finisca a terra trascinato e poi colpito da un altro giocatore, Young, il quale a 4:28 del terzo quarto lo estromette dal match con un colpo di tibia involontario sul volto. Non rientrerà più ma non sembrerebbe cosa grave.
 
Cody Zeller: 6,5
15 pt., 5 rimbalzi, 1 assist, 1 rubata. Passano praticamente tutti in area nel primo tempo anche se alcuni canestri sono dovuti a mismatch creati da Indy sui tagli e pick and roll. In attacco però si fa notare con canestri di pregevole fattura con alzare a una mano, appoggi… Meriterebbe di più se in fase difensiva riuscisse a chiuder meglio talvolta.
 
Malik Monk: 6,5
15 pt., 2 rimbalzi, 1 assist, 2 rubate. Chiude con un 4/8 al tiro meravigliando la folla con una bella tripla ma arrivano anche gli “ohhh” d’incredulità, disapprovazione quando sbaglia un fade-away in uno contro uno dopo aver mancato un altro tiro… Purtroppo difetta un po’ in difesa dove protesta con gli arbitri per un fallo commesso su un giocatore in corsa ma in attacco chiude bene l’ultimo quarto. Riesce comunque a recuperar due palloni. Tutto in 18 minuti ma ha anche un -7 di plus/minus…
 
Miles Bridges: 7,5
8 pt., 5 rimbalzi, 2 stoppate. Rabido dunker, in serata usa la stessa arma, il decollo improvviso, per andare a stoppare Joseph regalando una cartolina ai fan. La chiude lui con due triple e la stoppata. 2/2 dalla lunetta, più compatto in difesa. Sfortunatamente esce Williams che stava giocando bene, lui non lo fa rimpiangere, anzi…
 
Tony Parker: 6
3 pt., 2 rimbalzi, 3 assist. Giocatore celebre, pensatore celere, mefitico centratore, riduce l’avversario in cenere in genera ma stasera fa solo 1/5 dal campo, smistando però 3 buoni assist in 20 minuti. Splendido quello per Zeller ristretto in area con una finta spettacolare. Non una super serata, viene anche colpito al volto in una notte di autoscontri…
 
Dwayne Bacon: 7,5
18 pt., 6 rimbalzi, 3 assist. Oltre alla difesa (buona) mette in campo l’attacco. Diviene così l’arma in più di Charlotte con le sue bombe e le sue incursioni a canestro che oltre a esaltarne lo stile in alcune giocate chiuse con bravura, lo porteranno a un 8/13 dal campo in 25 minuti.
 
Frank Kaminsky: 6,5
11 pt., 3 rimbalzi, 2 assist. Frank non gioca malvagiamente anche se poi finisce per sbagliare alcuni tiri. Inizia con una bella tripla, poi nell’ultimo quarto si evidenzia per un turnaround nel pitturato su Sabonis. Quando gli arbitri in difesa gli fischiano fallo contro, anche Borrego e Walker non si capacitano convincendolo a continuare a giocare con quell’intensità in difesa. 4/10 dal campo, un paio di palloni persi per il Tank che a causa dell’infortunio di Willy e anche del precedente di MKG, gioca ben 22 minuti nella notte ritrovando spazio reale nelle rotazioni.
 
Devonte’ Graham: s.v.
0 pt.. In tre minuti commette un fallo e perde un pallone ma è troppo poco per dargli un giudizio.
 
Coach James Borrego: 8
Si rivede una squadra non Kemba dipendente anche se il capitano mette lo zampino in zona assist oltre che sui visibili canestri personali. Un gioco più aderente all’esperienza Spurs a tratti gli serve per trovare velocità e flow in attacco. Questo vince la gara.

Game 16: Charlotte Hornets Vs Boston Celtics 117-112

 

Intro

La fiducia è quell’elemento che permea qualsiasi tipo di rapporto.
Da quello personale con un parente, un amico, un/a compagno/a sino ad arrivare all’ambito economico o politico dove oggi per molti la sua percezione conta più di ciò che è stato fatto o sta venendo fatto.
E’ il caso di tutti gli ultimi governi in questo Paese (ma anche di più vecchi comprese esperienze non democratiche) che per accaparrarsi la fiducia degli elettori hanno promesso finendo spesso, non solo per non mantenere ciò che era stato detto, ma per ribaltare tutto facendo esattamente l’opposto.
Capita così oggi che s’infanghi il nome di Genova inserendo norme che nulla hanno a che fare con un decreto d’urgenza che serve a una città spezzata in due per ricollegarsi e avere un indotto.
Così capita che i decreti attuativi sul sito on-line non vengano aggiornati da luglio mentre sulla Gazzetta ufficiale al Cap. V, art. 41 si parli di sversare idrocarburi e veleni nei campi in maniera grave ben oltre le soglie consentite nella nota di settembre…
Veleni, veleni anche sulla NBA dove Charlotte, ma non solo, è stata defraudata ancora una volta di una vittoria che oggi le avrebbe dato una classifica in saldo positivo, invece, per tornare a quota .500 stanotte dovrà battere Boston.
Errori grossolani come la mancanza di un tiro libero (2 fatti battere anziché tre) e decisioni al limite del ridicolo che minano la mia fiducia in una NBA pulita.
Mi assumo pienamente la responsabilità nel dire che Adam Silver non può non sapere… se questa è la NBA del futuro, chiamate ben oltre il limite a favore delle super star, sponsorizzazioni e regole che tagliano fuori i piccoli mercati che non siano disposti a perdere per magari 4/5 anni, diverrà molto meno attraente per chi non si ferma in superficie, abbagliato dallo scintillio e dalla lucentezza del campione di turno esposto in vetrina.
Qui si mina la lealtà sportiva, aldilà della squadra di turno favorita.
A Charlotte non restava altro quindi che tornare sul campo, cercando d’ottenere una vittoria importante contro più quotati avversari confidando nella voglia di riscatto di capitan Kemba.
 
La partita in breve
 
Charlotte partiva determinata trovando subito tre punti di Walker che anticipava lo stato di forma in serata.
La gara però nella prima parte del primo quarto rimaneva punto a punto, ma dopo le triple di Bridges e Walker Charlotte scappava sul +10 (29-19).
Boston dimezzava il distacco chiudendo sul 29-24 anche perché Monk dava palla Bridges che scagliava subito dall’angolo sinistro ma troppo tardi, sulla luce rossa…
Nel secondo quarto gli Hornets partivano con le triple di Willy e Bacon arrivando su 35-24.
Bacon ne metteva altri due in entrata a poi gli Hornets subendo uno 0-14 di parziale piombavano sotto di un punto.
I Celtics si avvantaggiavano da un 13-0 nei fast break, uno dei quali li portava sul 39-44.
Charlotte comunque rientrava in partita chiudendo bene anche se Boston comandava 54-56 all’intervallo.
Nella ripresa Batum mettendo dentro due triple e sbagliando un paio di tiri dava modo ai compagni di catturar rimbalzi e convertire in punti preziosi per rimaner attaccati ai versi che nel finale con un tiro di Irving da tre in corsa sulla fascia sinistra si portavano sull’82-87 ma due FT del nostro centro spagnolo riducevano lo scarto sino al -3 (84-87).
Con Kemba in panca Charlotte crollava sino al -10 ((6-96) a 10:16 dalla fine ma Walker entrando in the zone prima colpiva da tre punti a 8:44 dalla fine, poi sulla baseline destra con l’esitazione superava Smart, il ferro e Baynes chiudendo in reverse layup per il 95-98.
Da un suo recupero con scoop in transizione nasceva i -1, poi toccava Parker, finalmente in campo nel finale, far metter la freccia del sorpasso e ottenerlo (99-98).
Boston ripassava avanti ma a 5:03 Walker scagliava l’ennesima freccia da tre punti per il 104-102.
A 4:05 l’arciere Kemba mandava a segno un altro dardo pesante per il 109-104, poi sul 110-108 Parker metteva dentro un paio di tiri che davano il +6 alla squadra di Borrego.
Tatum a 48 secondi dalla fine segnando da tre dimezzava lo scarto a soli tre punti (114-111) ma la lucida follia di Walker che dopo il time-out optava per la giocata da tre punti estraendo dalla faretra un’altra arrow avvelenata chiudeva i conti sul 117-111, anche se nel finale gli Hornets provavano a render la partita più avvincente ma gli errori di Boston condannavano la squadra di coach Stevens alla sconfitta, mentre per Charlotte diveniva una big buzz night, specialmente per Walker che chiudeva con 43 punti la sua partita…
Tra le fila ospiti Irving chiudeva con 27 punti e 11 assist seguito da Tatum con 18 punti e Smart (spesso impegnato a seguire Kemba, anche quando Stevens decideva di togliere Baynes per inserirlo proprio per cercare di arginar i capitano) con 14. Charlotte a rimbalzo vinceva 44-41, perdeva nettamente negli assist 18-31 nonostante la circolazione buona con TO sanguinosi però, tirava peggio dal campo con il 48,3% rispetto al 50,6% di Boston rischiando di più da fuori con 41 tentativi contro i 36 dei rivali.
La percentuale era pro Charlotte con il 36,6% contro il 28,1% di Boston.
13 i TO degli Hornets, 12 quelli di Boston.
 
Le formazioni:
 
La partita
 
1° quarto:
 
Boston portava avanti il primo pallone ma un tiro da sotto contrastato da Baynes non aveva fortuna. Passava allora in vantaggio Charlotte a 11:25 con la tripla di Walker dalla diagonale destra che continuava da dove aveva interrotto… Baynes si rifaceva con un banker ma l’idea di Batum per un open 3 di Zeller aveva fortuna così Charlotte raggiungeva quota 6.
La reazione di Boston si concretizzava in 5 punti con i tre di Brown che davano il vantaggio agli ospiti a 9:05 tuttavia Lamb sfuggendo alla stretta guardia di Brown usava uno schermo per il jumper dal mid-range sinistro dell’8-7.
Ancora Lamb dava sostanza e spinta all’attacco buttandosi dentro oltre Brown trovando la chiusura in ritardo di Baynes che commettendo fallo a contatto faceva schizzare l’alzata di Jeremy che trovava plexiglass e un circus shot condito da libero addizionale che realizzato faceva volare i Calabroni sull’11-7.
Cody da sotto continuava a giocar male e Horford dall’altra parte puniva il suo non rientro in transizione.
Walker segnava dopo uno step back vedendo la palla rimbalzare tra ferro e tabella a 6:46 così Boston chiamava un time-out.
Dopo la pausa Boston pareggiava con M. Morris a quota 13 ma un post basso sinistro di Williams con leggero turnaround sul difensore dava il banker del nuovo vantaggio che si espandeva con il fing and roll di Walker su Horford.
Marcus Morris in difesa a rimbalzo prima scontrandosi con Hayward e poi da solo regalava due palloni a Charlotte in attacco spedendoli oltre la propria linea di fondo ma la squadra di Borrego non sfruttandoli era raggiunta da Irving sul 17 pari.
A 2:37 Hernangomez metteva dentro recuperando un rimbalzo d’attacco dopo l’errore di Bacon.
Un pallone d’attacco filtrante spedito nel mezzo da Theis che in difesa diveniva l’Eminem della propria squadra andando a commetter fallo su un Walker lanciato a canestro che recuperando due FT li realizzava a 2:18 davano a Charlotte il +4, poi +7 quando Walker con la drive and kick da sotto canestro raggiungeva con il passaggio Bridges che dall’angolo sinistro aveva tempo per mirare e segnare la tripla.
Theis si riprendeva schiacciando ma Walker a 1:26 arrivava a 12 punti realizzando un tiro da oltre l’arco dedicandosi poi all’assist per lo stesso Bridges che tagliando perfettamente sotto riceveva il fulminante e teso assist del capitano per depositare il 29-19.
Smart però con un open 3 da destra e Theis in correzione sul ferro facevano scattare un campanello d’allarme nella testa di Borrego che chiamando un time-out provava a risistemare la squadra dietro.
Si chiudeva sul 29-24 il primo quarto perché l’extra pass per Bridges da parte di Monk non dava il tempo al nostro numero zero di segnare la tripla nel tempo utile…

Charlotte Hornets’ Kemba Walker, left, drives past Boston Celtics’ Jayson Tatum, right, during the second half of an NBA basketball game in Charlotte, N.C., Monday, Nov. 19, 2018. (AP Photo/Chuck Burton)

 
2° quarto:
 
Se la bombarda di Bridges non era utile ai fini del risultato, quelle di Hernangomez a 11:46 e quella successiva di Bacon erano utilissime per una partenza sprint che si protraeva con la ricezione in corsa di bacon che solcando il parquet in entrata arava il solco centrale per depositare nel traffico il 37-24.
Sul più bello però Charlotte s’inceppava dando possibilità di rientro a Boston che con una Smart play tornava a -10 e a -8 con un’altra jam di Theis a 9:53.
Coach Borrego stoppava ancora il gioco ma incassava due triple di Rozier che riportavano Boston a contatto (37-35) e se Monk continuava a sbagliare da fuori e il rientro di Walker a 7:53 era avvolto nel torpore, i verdi si approcciavano al sorpasso splittando dalla lunetta con Brown (fallo di Zeller sulla dunk violenta spiaccicata sul ferro) per coglierlo con Rozier e una transition dunk a 7:04.
Lamb con uno spin e arcobaleno in area ci riportava sopra (39-38) interrompendo il parziale di 14-0 pro Boston.
I Leprechaun però con un jumper di Tatum, un’entrata stretta di Irving e una transizione di Tatum si lanciavano sul 39-44.
Walker buttandosi dentro trovava il contatto con Horford a 4:37 chiudendo dalla lunetta una giocata da tre punti.
Irving usava l’euro step su Zeller segnando, poi toccava a Marvin recapitare un catch n’shoot da tre punti per il riavvicinamento.
Horford metteva dentro il +3 ma Walker slittando sulla destra dietro il blocco del lungo con un rapido tre punti riagganciava la squadra di Stevens a quota 48.
Cambiava solo la consonante a inizio nome dei due marcatori successivi; da Tatum si passava a Batum, entrambi in pull-up. Per il francese un bell’uno contro uno per i suoi primi due punti dopo un inizio pessimo.
Tatum dal post basso e poi ancora in fast break (0-13 nei fast break) davano il +4 agli ospiti, ridotto poi da due FT di Lamb che in uno vs uno puntava Morris ottenendo il fallo.
52-54 era il punteggio del primo tempo.

Ancora Kemba, qui in difesa nel duello tra point guard contro Irving.

 
3° quarto:
 
Batum con una tripla a 11:41 restituiva il vantaggio ai neri, poi Brown in entrata e Cody con una rim run sul pick and roll con Walker alzavano il punteggio sul 59-58.
Boston però aveva un’altra impennata trovando il ritmo; floater di Irving sul quale Zeller non provava l’intervento, Tatum dalla lunetta splittando per fallo di Zeller in chiusura, poi Smart da tre punti con un Cody incolpevole in uscita più un lob per Horford servito in area dietro Lamb per due facili punti davano il 59-66.
Pronti per la fuga i vedi?
No, se Cody correggendo un errore a tiro di Batum provava a rimaner in scia sebbene Brown dalle parti della linea di fondo destra in entrata spingesse Lamb appoggiando il nuovo +7 Boston.
Rimaneva quello il divario dopo lo scambio di canestri tra Lamb e Tatum ma Batum colpendo ancora “stranamente” da tre punti accorciava sul -4 (66-70).
Marvin correggeva un ulteriore tentativo del francese così gli Hornets tornavano a soli 2 punti di distacco.
Gap aumentato da Horford dal mid-range e da Brown in entrata al vetro con un Cody lento e sbilanciato da un blocco nel mezzo a 6:16 per il 68-74.
Walker e Batum passando per la lunetta tiravano su tre punti ma a 4:53 Smart da tre metteva dentro il quarto tentativo su cinque per il 71-77…
Un coast to coast a 4:13 di Lamb al glass sulla sinistra contro due difensori lo caricava, così dopo il goaltending di Smart sulla virata con fing and roll di Walker, Lamb partiva con veloce crossover su Brown che lo affrontava irregolarmente sotto non impedendogli di centrare perfettamente la retina con un sottomano brillante.
Dopo il FT Charlotte saliva sopra di un punto (78-77) prima di assistere alla strong drive di Morris e alla tripla di Hernangomez a 2:47 su assist di Parker in un’azione giunta quasi ai 24 secondi a causa della buona difesa di Boston.
Un pull-up frontale di Morris con fallo chiamato contro Parker per un contatto basso cercato dall’attaccante era pareggiato dal francese stesso dalla lunetta che splittando agganciava a quota 83 i rivali.
Irving s’inventava entrata e tripla incredibile in corsa dalla sinistra per il +5 ospite ma Willy dalla lunetta chiudeva il quarto con un 2/2 per fallo di Rozier.
84-87 pronti all’ultimo atto…
 
4° quarto:
 
Alley-oop di Theis e appoggio easy di Bridges, poi Irving attaccando Bacon usava il sinistro per distanziarsi e il destro per appoggiare.
La nostra ala lamentava l’accaduto ma veniva punita da un libero supplementare per il contatto.
Batum passava malamente a Bridges su uno stretto hand-off sul bordo destro così arrivava un altro fast break firmato Morris dalla lunetta con un 2/2.
Rientrava Kemba che perdeva la presa su un passaggio teso e Boston con le transizioni si allontanava facendo precipitare Charlotte addirittura sulla doppia cifra di svantaggio (86-96).
Gli Hornets però esplodevano letteralmente negli ultimi 10 minuti; Willy con un fisico turnaround su Theis usando il piede perno come giro perfetto si avvantaggiava per l’arcobaleno solo cotone.
Theis rispondeva da sotto le plance ma Willy girando nell’alta area su Theis andava ad appoggiare subendo il contatto con il corpo del rientrante lungo. Canestro ma FT mancato, poco importava se Kemba entrava in the zone.
A 8:44 sparava da tre per il 93-98.
Stevens capiva di doverlo fermare provandoci con il time-out. Niente da fare, a 8:18 con un’esitazione si liberava di Smart sulla linea di fondo destra per chiudere oltre il ferro in reverse lay-up dopo aver passato Baynes.
A 8:00 arrivava una palla a due tra il neozelandese e il nostro spagnolo Willy che da buon latino tratteneva l’avambraccio non utile a Baynes prendendosi fallo contro ma il suo corpo facendo da scudo all’entrata di Tatum serviva a prender uno sfondamento onestamente discutibile.
Il buon Tatum si “beccava” anche una gomitata involontaria in caduta.
Rientrava Cody che si faceva notare subito per il solito passaggio veloce (da Walker) non preso, dato che sulle gambe non si piega non avendo elasticità la palla andava persa ma Walker in un lampo si riportava in difesa dove anticipava un passaggio verticale per Morris, coast to coast, terzo tempo rallentato in uno contro uno e scoop destro per il -1.
Un jumper di Parker a 6:55 faceva esploder lo Spectrum che vedeva i propri beniamini tornar sopra (99-98).
A 6:33 Tatum mancava due FT, poi il tap-out favorendo Irving che provava a sparare da tre punti non trovava il canestro dava a sua volta modo a Bridges di catturare il rimbalzo, tuttavia in attacco Cody commetteva un fallo su Tatum, anche se prima del momento (palla vagante) incriminato dagli arbitri.
Tatum ringraziava aggiustando la mira e facendo toccare per prima quota 10 agli ospiti a 5:55 dalla sirena decisiva.
Kemba senza paura in dribbling appoggiava a sinistra del vetro contro due difensori stretti, Tatum spingendo un leggero Cody lo batteva da sotto ma Kemba uscendo dal blocco a destra dalla diagonale spigionava energia anche nel palazzetto diffondendo entusiasmo.
Catch’n shoot galattico da tre punti per il 104-102, Tatum tentava di rispondere dando gioia ai fan dei Celtics nell’etere ma sbagliava, Kemba giganteggiava a rimbalzo e correndo in coast to coast gettando il cuore oltre l’ostacolo incocciava nella presenza fisica di Horford che irregolarmente lo mandava al tappeto.
Rimasto giù per qualche secondo riceveva applausi 2/2 dalla lunetta a 4:39 per il +4.
Boston si riavvicinava con Morris dalla lunetta (collasso nel pitturato di tre difensori Hornets) ma Walker a 4:05 faceva riesploder l’arena con una tripla su Horford per il 109-104. Irving raggiungeva con un jumper frontale i 24 punti ma a 3:24 Walker con un ½ ci restituiva margine oltre il possesso anche se il classico appoggio di destro di Irving al vetro oltre Parker valeva il 110-108.
Irving sbagliava però un jumper sulla difesa di Kemba che rispuntava a rimbalzo, dall’altra parte ci pensava Parker, finalmente in campo nel finale ad affondare un jumper da due lungo dalla diagonale sinistra.
Chirurgico il 112-108.
Bridges in difesa prendeva un gran rimbalzo e dall’altra parte Mr. Tony Parker infilava anche il pull-up dalla linea di fondo per il +6.
A 1:35 Hayward mancava un tiro dal centro area da sbilanciato con Kemba addosso, lo stesso Kemba sbagliando qualcosa da stremato vedeva nell’ultimo minuto Tatum colpire da tre dalla diagonale destra contro l’uscita di uno Zeller poco atletico.
A :48.7 i Leprechaun tornavano sul -3 ma la follia di Kemba che dopo il time-out sparava da tre invece di andar sul sicuro, risolveva il match.
A :32.3 era 117-112. nel finale gli Hornets si complicavano la gara lasciando un rimbalzo a Irving dopo l’errore di Horford. Zeller arrivando tardi abbracciava il play.
Due FT a :21.9 ma solo ½…
Batum faceva scadere i 5 secondi sulla rimessa in attacco dopo il time-out e ci si salvava su un’azione nella quale Irving dalla top of the key colpiva i due ferri vedendo rimbalzar palla fuori, Tatum da sotto contro la densità degli Hornets non aveva ragione e si era costretti anche a subite l’ultimo tentativo del n°11 ospite che dalla stessa posizione replicava esattamente il tiro precedente vedendo danzar la sfera ancora beffardamente sull’anello.
Hornets salvi con due FT per Lamb che a 5 secondi dalla fine, deconcentrato, si poteva permettere di sbagliarli.
Finiva così, con una W degli Hornets fantastica determinata da un trascinatore come Walker.
Si spezzava la serie negativa contro Boston vincendo contro un team sopra i .500 e ottenendoli a nostra volta.
 
Pagelle
 
Kemba Walker: 9
 
43 pt., 4 rimbalzi, 5 assist, 1 rubata. 14/25 dal campo con 7/13 dall’arco e 8/9 dalla lunetta sono i numeri in attacco ma se in difesa a volte non ha i cm è da vedere e rivedere come a volte mettendo mano a terra per aiutarsi cambi direzione per tornare sull’attaccante. Voto più alto perché perde meno palloni rispetto alla precedente. Recupera un pallone d’oro ed è anche in grado d’offrire assist o possibili assist che a volte i compagni sprecano. La vince lui con un pizzico di follia. Semplicemente in the zone… 29,6 pt. di media, passa in testa all’intera NB come miglior score davanti anche a Steph Curry…

La shot chart di Kemba…

 
Jeremy Lamb: 7
 
18 pt., 6 rimbalzi. Aveva nicchiato a inizio stagione sotto il profilo realizzativo. Le aspettative erano queste per lui come SG. Da una bella mano con un 7/13 dal campo. Difetta da fuori con uno 0/4 ma se va dentro sino in fondo rimanendo aggressivo come lo è stato per tutta la serata in attacco e in difesa, è dura da fermare. Un paio di circus o quasi circus shot e personalità.
 
Nicolas Batum: 5,5
 
9 pt., 8 rimbalzi, 1 assist, 1 rubata. Già mi verrebbe da bocciarlo pesantemente solo per l’hand-off impossibile tentato con Bridges che, infatti, si lamenta sul bordo destro del campo però rimbalzi a parte, è utile nel terzo quarto con un paio di bombe anche se finisce da oltre l’arco con un 2/6 e un 3/10 complessivo dal campo. Parte malissimo si rifà un po’ nel terzo quarto dove anche un paio di errori sono utili ai compagni per convertire in punti i rimbalzi offensivi da loro ottenuti.
 
Marvin Williams: 6
 
7 pt., 6 rimbalzi, 1 assist, rubata. 3/6 dal campo ma qualche errore di troppo da fuori, anche open. Un paio di palle perse. Fa densità dietro e quando può giocare in post basso lo fa bene.
 
Cody Zeller: 5
 
7 pt., 8 rimbalzi, 2 assist, 1 rubata , 1 stoppata. 3/7 dal campo per il tricotico centro. E’ legnoso e perde palloni in attacco dimostrando pochi riflessi. In difesa prova a far da barriera ma sembra la descrizione della poesia di S. Ambrogio di G. Giusti:
“Come sarebbe Boemi e Croati,
messi qui nella vigna a far da pali:
difatto, se ne stavano impalati,
come sogliono in faccia a’ Generali,
co’ baffi di capecchio e con que’ musi,
davanti a Dio diritti come fusi”.
 
Interviene poco e male, e quando lo fa come nel finale commette falli che in serata ammontano a 4. Dopo la prima tripla in attacco segna su un pick and roll e conquistando un rimbalzo d’attacco. Tutto lì in 32 minuti.
 
Malik Monk: 5
 
0 pt., 1 rimbalzo, 1 assist. In 7 minuti difficile far peggio. Sfodera un extra pass senza più tempo alla fine del primo quarto, poi sbaglia tre tiri su altrettanti tentativi. Gioca solo 7 minuti. Borrego non insiste con lui perché lo vede in regresso. Non gioca nel secondo tempo. Il tiro è molto meno preciso. Speriamo si riprenda alla prossima, c’è bisogno anche di Malik.
 
Miles Bridges: 6,5
 
7 pt., 5 rimbalzi, 1 rubata, 1 stoppata. 3/6 dal campo riuscendo ad affondare una bomba per poi presentarsi in taglio dentro su Kemba o ricevendo un lob sotto canestro. Questi sono i suoi 7 punti, per il resto anche se in difesa va meglio del solito gli manca ancora esperienza in alcuni posizionamenti ma compensa a rimbalzo grazie a razzi nelle scarpe. Vola a catturare palloni importanti in momenti cruciali del match.
 
Willy Hernangomez: 7
 
14 pt., 3 rimbalzi, 3 assist, 1 stoppata. Va sotto di 6 nel plus/minus ma la sua partita con 5/8 dal campo fatta di triple, rimbalzi ed energia vale almeno un 7. Riesce anche a smistare qualche assist. Avesse più fisico per battagliar sotto le plance son sicuro scalzerebbe Zeller in poco tempo.
 
Tony Parker: 7,5
 
7 pt., 4 assist, 1 rubata. Ci sono un paio d’occasioni nelle quali Morris e Irving lo battono ma lui in campo nel finale segna punti cruciali dimostrando freddezza. Tre jumper che filano nella retina per un 3/5 finale in 20 minuti. Personalità, senza paura, con rilassatezza aiuta la squadra nel momento decisivo. Borrego lo tenga in considerazione di più nei finali, ha esperienza e mano, unendosi alla follia di Kemba formano una doppia minaccia.
 
Dwayne Bacon: 5,5
 
5 pt., 3 rimbalzi, 1 assist. 2/6 da campo con entrate scentrate. Non arriva con il passo giusto. Ha il suo momento d’oro in avvio di secondo quarto quando contribuisce al parziale di 8-0 con 5 punti per una tripla e un’entrata con partenza e ricezione in corsa da molto lontano. Poi anche in difesa non mi piace tantissimo, anche se probabilmente su quel canestro + fallo a favore di Irving ha ragione lui che aveva comunque commesso fallo prima spingendolo.
 
Coach James Borrego: 7
 
Solo per il fatto d’aver dato una scossa inserendo Parker nel finale. Buoni i tempi dei time-out. Più calmo che contro Philadelphia (dove è impossibile innervosirsi visti i torti plurimi perpetrati). Gran gara de nostri, specialmente di Walker ma si vede anche più movimento palla rispetto ad alcune ultime gare. Poi lui ha Sky-Walker.