Game 51: Charlotte Hornets Vs Miami Heat 122-117

Perfetto. Un Gordon Hayward come non si vedeva da tempo con un 7/7 dal campo per 20 punti totali.

Charlotte batte a sorpresa anche gli Heat lanciati nella Eastern Conference sovvertendo la partita nuovamente nel terzo quarto.

Questa volta è P.J. Washington (27 punti) ad accendere la scintilla aiutato alla grande da Terry Rozier che con 31 punti è stato il top scorer della partita (due canestri spettacolari sulle sirene del secondo e terzo quarto, rispettivamente tripla frontale dal logo di tabella ed escape dribble dalla sinistra per battere il francobollato close-out).

20 i punti di un perfetto Hayward (7/7) mentre 19 punti sono arrivai da Ball che aveva iniziato molto male al tiro ma nell’ultimo quarto si è ripreso con due triple al momento giusto per spingere a margini di vantaggio adeguati gli Hornets.

Il suo apporto è valido anche in termini di assist di qualità mentre particolare è il dato che da 3-0 nelle stoppate totali con Adebayo & soci irretiti dalla rete di passaggi di Charlotte che non sono riusciti a sbloccare la casella, inimmaginabilmente.

Bene Mark Williams che potrebbe diventare un prospetto davvero forte se già se la cava bene anche contro Adebayo e soci mentre D. Smith Jr. con il suo lavoro difensivo ha un +19 in +/- anche se non è andato affatto bene al tiro.

Plumlee ha chiuso con 10 punti e 8 rimbalzi mentre l’unico dalla serata storta è stato McDaniels che a parte i rimbalzi non è sembrato essere davvero in forma.

Heat aiutati un po’ dalla terna con alcune scelte più che discutibili e da Butler con 28 punti che ha spinto molto gli Heat a fine primo tempo e di riflesso quando è entrato nell’ultimo quarto (forse un po’ troppo tardi gettato nella mischia da Spolestra).

La mano di Herro ne produceva 24, 17 per Adebayo e 11 per Lowry ma solamente con 3 Ft regalati da McDaniels a partita chiusa.

Adebayo ha chiuso solamente con 4 rimbalzi e gli Hornets hanno vinto sotto le plance 51-46 mentre il fattore fondamentale è stata la percentuale al tiro dal campo.

Nel finale Charlotte, dopo aver segnato 6 triple di fila a cavallo tra il terzo e l’ultimo quarto, ha sprecato altrettante occasioni da fuori rischiando di gettare al vento la partita ma se nel primo tempo Charlotte aveva tirato con il 51,2% dal campo (solo il 27,3% però da oltre l’arco) contro il 55,8% generale di Miami, il 54,2% con il 37,5% da tre punti unito al 48,4% generale avversario ha fatto sì che Charlotte capovolgesse il match.

25-10 nei fast break point nel finale, altro dato incrementato nel secondo tempo…

Altra vittoria figlia e frutto della volontà della squadra anche quando non sembrerebbe possibile.

Mason Plumlee, anche in serate non perfette da il suo contributo. Provvidenziale nel finale.

Game recap

Partita nella quale gli Heat sulla carta potrebbero far un sol boccone degli Hornets che evidentemente non lo sanno e continuano a giocare sulla scia della W con i Bulls.

Il primo quarto è equilibrato e quando Herro estrae il ferro riuscendo a far staccare i suoi per la prima volta di 5 pt. (18-23), Rozier con un fing and roll ed una tripla a 3:11 annullava il vantaggio ospite.

Nel finale piovevano due tecnici (uno per parte, alla bench di Miami e a Ball, abbastanza strani) quindi l’ultimo canestro di Adebayo, lanciato da un bound pass che sorprendeva Williams, dava il 26-28 Heat dopo 12 minuti.

Williams pareggiava dalla lunetta a inizio secondo quarto e P.J. Washington riportava in vantaggio i teal con un euro-step, la partita rimaneva equilibrate e un 2+1 per Hayward in pull-up (toccato da Herro sull’avambraccio al momento del tiro) dava il 41-40 Hornets.

Ancora Gordon dall’angolo sinistro, lasciato libero sull’intero possesso, rifiniva da tre l’ottimo gioco di squadra degli Hornets che nel primo tempo con una buona trama di passaggi mettevano in difficoltà l’ottima difesa di Miami finendo al 51,2% ma non bastava perché Butler nel finale spingeva gli Heat tra canestri e liberi concessi (piaciuta poco la terna in certe occasioni ad esempio su certi charge) sul +7 e a Rozier rimaneva giusto il tempo per accelerare e tentare una tripla dal logo che battendo sul glass accarezzava la retina per il 58-62, finale di primo tempo.

Un parziale di 1-10 dopo l’intervallo (½ di Plumlee in lunetta il punto di Charlotte mentre per Miami arrivavano due bombe di Herro) mandava Charlotte lontana sul 59-72 con prospettive poco promettenti per la squadra di casa ma come accaduto nel match precedente qualcosa cambiava dopo un time-out nel terzo quarto.

Hayward sganciava una tripla a 7:13, Rozier metteva dentro a 6:51, Ball pompava un passaggio schiacciato quasi verticale sulla corsa di P.J. Washington che arrivava agilmente a schiacciare il 70-74.

P.J. Washington si riattivava quando Miami tentava il secondo strappo (Lowry 72-81): gancetto e due triple per l’80-81, Rozier con la bomba tirata su in escape dribble in uno contro uno portava sopra Charlotte, Vincent pareggiava, P.J. Washington on fire gettava dentro la terza consecutiva ma ancora Vincent replicava per il pari a quota 86.

Miami rimaneva al palo nell’ultimo minuto e Rozier con un altro dei suoi canestri con spostamento laterale faceva fuori il close-out del difensore battendo la sirena per la seconda colta in serata: 91-86.

Spolestra teneva a riposo Butler, gli Hornets andavano a nozze con un 2+1 di Williams e Ball che mandava a segno la sesta consecutiva di Charlotte per il 102-91 a 8:06 ma gli Hornets ne sbagliavano altrettante con un pacchetto variegato di player al tiro mentre il rientro di Butler e scelte più easy di tiro portavano la squadra della Florida al -2: 108-106.

Per un fallo su Plumlee, il nostro centro andava in lunetta splittando, Miami potrebbe pareggiare con un open di Oladipo a 2:36 ma l’errore non portava a nulla e 19 secondi dopo Plumlee prendeva la parabolica su una palla a due tra Rozier e Lowry per andare a battere Adebayo in corsa e depositare.

Lowry mancava un’altra tripla per i “neri” e Ball da fuori infilava la sfera scaccia paure: 114-106 a 1:51.

Miami tornava a -5 con Herro da tre da dietro il vetro ma P.J. Washington recuperava il proprio rimbalzo strappandolo dalle mani di Herro per depositare il 118-111, sicurezza visto il challenge vinto da Spolestra per un fallo chiamato contro Lowry su un rimbalzo appena preso da Plumlee.

Il challenge aveva successo ma era troppo tardi, Plumlee aveva il tempo per andare a schiacciare e Miami di mandare Lowry in lunetta (McDaniels, fallo imbarazzante) per la doppia cifra.

122-117 il finale a sorpresa con gli Hornets alla prima W contro Miami nell’annata.

 

Game 50: Charlotte Hornets Vs Chicago Bulls 111-96

28 punti in serata per un decisivo Rozier.

Partita tirata all’Hornets Nest dove i granito-verdeoro battagliano – d’altra parte per Dell Curry una selle componenti chiave di questo match sarebbe stata la fisicità – sino quasi alla fine contro gli arrembanti Tori uscendo vincitori in una partita assolutamente difficile.

Per Clifford ritrovare Ball e Hayward era sicuramente fattore importante ma LaMelo “tradiva” al tiro per larga parte del match con un 1/13 iniziale sebbene apportasse benefici in assist.

Primo tempo appannaggio dei Bulls che riuscivano a muover bene palla e a tagliare diverse volte la difesa dei Calabroni aiutati da qualche pull-up di qualità che alla fin si rivelerà però deleterio nell’abuso.

Charlotte, dopo il 4/7 da tre iniziale, nei primi 24 minuti collezionava solamente un 1/16 da fuori e finiva sotto 47-55 anche grazie alla difesa di Caruso e compagni che riuscivano anche attraverso i TO concessi a massimizzare l’attacco.

Gli Hornets parevano essere sul punto di collassare sul -10 (61-71) ma Plumlee (perfetto in serata con 9/9 dal campo così come l’altro centro Mark Williams da 5/5) rifiniva due azioni quindi la difesa asfissiante di Rozier unito al suo attacco valeva l’aggancio con tre situazioni tutte made in T-Ro.

Partita che vedeva le squadre perdere un po’ il ritmo offensivo e commettere diversi falli tanto che si entrava in bonus a 8:23, alla fine Charlotte ritrovava un canestro da tre con ball nell’ultimo quarto e cominciava a staccarsi con le principali armi d’attacco dei Bulls “attenzionate” in maniera particolare che perdevano mordente.

Gli Hornets così chiudevano con una vittoria meritata e un punteggio che si ampliava non raccontando tutte le difficoltà di una partita non semplice con tutto il quintetto dei Bulls in doppia cifra ma nessuno in doppia doppia: DeRozan 28 pt., LaVine 18, P. Williams 15, Dosunmu e Vucevic 12 con 9 rimbalzi per Vuc e LaVine.

Decisivo il freno messo da Charlotte all’attacco ospite che a fine primo tempo tirava con il 48,7% contro il 40,7% finale mentre Charlotte passava dal 40,0% al 46,4%.

In particolare i Bulls collassavano da fuori finendo con il 16,0% contro il non certo rassicurante 21,9% di Charlotte che tuttavia ribaltava la situazione del primo tempo nei fast break point vincendo 23-15 e nel pitturato con un 58-54.

Liberi importanti ma amplificati nel finale con i Bulls a cercar di fermare il tempo: 18/22 per Chicago contro il 26/31 per Charlotte mentre 21-11 è il conto tra le due panchine in termini di punti con Donovan in rotazione reale da 8 uomini (Dalen Terry :56.1 non conteggiato) contro i 9 usati da Clifford.

58-50 a rimbalzo ma soprattutto un 23-16 negli assist a raccontare di come i Tori non abbiano trovato più molti sbocchi facili dismettendo spesso il gioco di squadra per affidarsi all’individualità in tiri un po’ forzati.

Strana partita per Ball che non ha mai trovato il ritmo (2/15 e 6 TO al nuovo rientro) ma ha attratto a lungo i miei improperi, è andato comunque in doppia doppia sfruttando la lunetta e andando bene a rimbalzo oltre a smistare 8 assist (Mason ringrazia le sue verticalizzazioni) segnando una tripla spartiacque mentre Rozier è stato fantastico su ambo i lati del parquet.

Ottima prestazione anche per Hayward (stoppata nel primo quarto in recupero altissima su un LaVine che pareva chiedergli come avesse fatto) mentre i centri sono stati perfetti dal campo con un 14/14 decisivo più 18 rimbalzi, quasi tutta la squadra bene tranne Thor che ha chiuso con un -11 in +/- non casuale.

Mason Plumlee colleziona un’altra doppia doppia.

Game recap

I Tori partivano caricando sul 4-0 con Dosunmu che sorprendeva la difesa Hornets puntando veloce a canestro e un pull-up di DeRozan.

Charlotte rispondeva con il primo canestro di Rozier da tre a 10:45 e più tardi con P.J. Washington sempre da oltre l’arco per accorciare sul 6-8.

Lo sciame Hornets si attivava sul 6-10, tripla di Rozier, a seguire quella di Ball, hook di T-Ro e schiacciata di Plumlee a 7:44: parziale da 10-0 e Bulls in time-out sul 16-10 Hornets.

Charlotte estendeva il parziale a 11 ma poi subiva il rientro; LaVine realizzava in schiacciata e da fuori per il 26-24, White pareggiava a quota 27 e Rozier teneva avanti Charlotte con un’altra tripla per il 30-27 non riuscendo però ad evitare (uscito per riposare) che la squadra dell’Illinois passasse avanti a fine quarto con un turnaround di Williams incrementato da un’altra bomba di White per il 32-36.

Primo quarto con alte percentuali, secondo da incubo per gli Hornets che subivano la pressione di Caruso e soci non riuscendo a trovare il bandolo della matassa, anzi, alcuni turnover avvantaggiavano la squadra di Donovan che, nonostante un divario rimasto contenuto, sembrava poter avere i mezzi offensivi per ammazzare la partita specialmente a :04.7 quando Lavine realizzava un two and one comodo passando Plumlee e trovando sul layup un leggerissimo contatto con McDaniels.

47-55 all’intervallo, divario che iniziava a oscillare anche in doppia cifra ma le colonne portanti degli Hornets cominciavano a farsi sentire entrati nella seconda metà del quarto: Plumlee prima schiacciava poi andava in alley-oop esaltante a 5:22 (65-71), arrivava quindi la gran difesa di Rozier che recuperava un pallone, un rimbalzo e rubava la sfera a Vuc per portare tre micidiali azioni sotto le plance dei Bulls chiuse con 6 punti che annullavano completamente il vantaggio ospite.

Sul 71 pari D. Smith dalla destra realizzava un pull-up ma i Bulls mantenevano il vantaggio a fine quarto con un 2+1 di DeRozan e Caruso che segnava il 77-79.

Hornets che pescavano il pari dopo esser stati sotto di 4 con la dunk di Mark Williams e due FT di Ball a 11:14 (81-81) e la partita rimaneva pari fino a 8:49 con due FT di P. Williams.

Le squadre andavano presto in bonus (8:23) ma Dosunmu a 7:57 mancava uno dei due liberi, Charlotte rimaneva avanti di uno (89-88) iniziando a staccarsi letteralmente con un big fade-away di Hayward su LaVine e finalmente una tripla di Ball (partito con un 1/13 dal campo) mentre a 5:46 Plumlee realizzava il layup del 97-88.

I Tori, nonostante il formidabile trio d’attacco perdevano ancor di più il ritmo nonostante LaVine (notevole la sua schiacciata in corsa) portasse 4 punti veloci ai suoi per il 100-94.

Rozier batteva un colpo, Plumlee – spiegato nel video il perché – si cimentava in un improbabile reverse layup di quelli non esteticamente perfetti e poco realistici nei videogame ma si rifaceva con un palleggio in mezzo alle gambe e un tiro dalla baseline destra che faceva esplodere anche la panchina poiché da distanze inusuali e fino a poco tempo fa fuori range per lui.

Gli Hornets ritoccavano dalla lunetta perché i Bulls non volendo cedere fino a meno di un minuto dalla fine bloccavano il cronometro così arrivava il 111-96 finale.

 

 

Game 49: Charlotte Hornets @ Phoenix Suns 97-128

Terry Rozier, 19 punti con 7/21 al tiro precede Plumlee con 17 e McDaniels con 15, unici giocatori di Charlotte in doppia cifra in serata.

I Calabroni escono impolverati dalle sabbie di Phoenix in vista di un doppio appuntamento casalingo.

Dopo due brillanti vittorie sono arrivati altrettanti stop pesanti, l’ultimo nella notte a Phoenix con il rischio di una disfatta abissale a metà secondo quarto con i Suns sul +30…

Quale sarà il vero volto degli Hornets del periodo ce lo diranno le prossime due sfide in settimana, per ora, oltre le croniche difficoltà, aleggia una certa sfiducia per la maniera con la quale si sono chiuse le ultime due sfide.

Dopo il 2-0 firmato da McDaniels e la tripla incassata da Cam Johnson, gli Hornets si trovavano rapidamente in svantaggio considerevole – nonostante il pari in alley-oop di McDaniels per il 5-5 – poiché proprio il tiratore dei Suns produceva un inizio incandescente con 14 punti mandando i locali sul 7-16…

I Suns chiudevano il primo quarto avanti 15-36 grazie ad un 62,0% dal campo ed a un Biyombo che unito al resto della difesa pronta a rendere difficili le penetrazioni, influenzavano Plumlee e Rozier, spenti nei primi 12 minuti mentre a McDaniels andava meglio ma anche lui spesso perdeva il turno.

Ad inizio secondo quarto i Soli, con la panchina profonda, sembravano quasi giocherellare: Landale mancava un appoggio da sotto ma realizzava 10 punti in 8 minuti segnando anche da fuori, Mikal Bridges a 7:01 con l’and one realizzava il 20-50.

I Suns si rilassavano un po’ sul perimetro e Rozier ne approfittava per sganciare tre bombe, Thor sul lato opposto (dx) infilava un lungo due e McGowens e Plumlee pescavano due giocate da and one trasformate mentre i Suns andavano a vuoto storditi temporaneamente dalla zona di Clifford.

Charlotte tornava a -8 nel suo periodo di maggior splendore affacciandosi nell’ultimo minuto ma Cam Johnson prima dell’intervallo realizzava ancora da tre per il 47-58, un avvertimento…

19-28 a rimbalzo, 12-21 negli assist, 2-9 nelle stoppate e per i Suns 11/20 da 3 al tiro (Monty Williams come quasi tutti i coach avversari sfrutta la vulnerabilità degli Hornets sul perimetro) a fine primo tempo non promettevano nulla di buono anche perché in casa Hornets il primo tempo andava in onda con McGowens come SG titolare visto lo slittamento di Rozier in PG per la mancanza si Ball e gli swingman Oubre Jr., Martin out ai quali si univa anche la mancanza di Hayward in serata…

CP3, dopo essersi visto per altri aspetti, batteva un paio di colpi da fuori in proprio e in generale i Suns non facevano fatica a sbarazzarsi di Charlotte prendendo rapidamente un +20 (57-77 a 5:09 con una tripla di Paul, già menzionata).

Nel finale i Suns raggiungevano il massimo vantaggio sul +33, due FT per Mark Williams (lanciato nel garbage time per questa partita perché Clifford ha scelto Richards come secondo centro nell’occasione) chiudevano i conti sul 97-128.

Per i Suns Biyombo ha chiuso con 6 rimbalzi e 5 stoppate, Cameron Johnson con 24 punti (9/11), Saric 19, Mik. Bridges 18, Landale 15, Paul 14 pt. ed 11 assist, Lee a completare l’opera da doppia cifra con 11 punti.

Numeri di squadra: Oltre alle solite caratteristiche positive come rubate, TO, punti in area e fast break pt. E negative come le percentuali al tiro e in lunetta che rendono comunque sempre fragile la difesa e l’attacco Hornets, questa volta la squadra di Clifford, divenuta un buon team nei rebound, ha ceduto nettamente a rimbalzo con un 46-64 finale mentre decisiva è stata la statistica assist con i teal sovrastati 19-37.

I numeri restanti nei tabellini sottostanti:

Game 48: Charlotte Hornets @ Utah Jazz 102-120

Mason Plumlee, probabilmente al suo miglior periodo in NBA.

Alla Vivid Arena di Salt Lake City è sempre stata dura per gli Hornets portare a casa una vittoria e nonostante i Jazz abbiano cambiato volto questa estate e non abbiano una classifica da favola, rimangono sempre una squadra ostica e sorprendente soprattutto rispetto ai pronostici sulla carta.

Gli Hornets iniziavano bene con un turnaround hook di Plumlee per poi continuare a battere cassa con un Rozier ancora ispirato sulla scia di Atlanta e a 7:51 lo step-back di McDaniels valeva il 12-7.

I Jazz ripassavano avanti a 4:04 con la bomba di Clarkson (14-15) ma nel finale di primo tempo Mark Williams si mostrava immarcabile per la difesa dei Jazz e dava una spinta decisiva per far chiudere avanti 24-21 ai nostri il primo quarto anche perché il game plane di coach Will Hardy (non Matt fortunatamente) nel primo quarto non funzionava, tante le triple dei Jazz mancate.

Nel secondo quarto gli Hornets si impastavano in attacco tra corridoi difensivi, palle perse e tiri sbagliate mentre Markkanen (15 pt. Dopo 24 minuti) ed Agbaji “lavoravano ai fianchi” la difesa Hornets colpendola dagli angoli così i Jazz salivano anche sul +15 finendo il primo tempo con un 11/29 da tre mentre i Calabroni a metà game facevano segnare un siderale freddo nella casella 3%: 0%…

Anche il 5/10 dalla linea dei liberi alla fine del primo tempo non aiutava certamente (Rozier 1/3 ma con 13 punti totali) nonostante Charlotte risultasse più concreta con il 47,6% dal campo (merito specialmente dei due centri) contro il 40,5% più proficuo degli avversari.

45-58, 13 punti da recuperare che gli imenotteri tagliavano con buon movimento di Plumlee in area, il primo tre punti da parte di Rozier a 10:49 e con Hayward in transizione a 10:30 da 2+1.

53-58 prima della tripla di Markkanen e due FT (½) per P.J. Washington a 10:02 che fissavano il 54-61.

Due triple di Conley facevano ripiombare i Calabroni a -13 e con un 1/10 da fuori non si riusciva che accorciare sul 60-71 a 6:26 dopo un errore da fuori di Rozier e un fallo in attacco su McDaniels abile a recuperare il rimbalzo prima di un time-out con la panchina di Charlotte e i giocatori un po’ frustrati per l’andamento della partita.

Rozier segnava a 6:02 da tre ma McGowens più tardi mancava da sotto due volte consecutive, chiaramente fuori tempo, l’appoggio per riavvicinarsi ulteriormente, si andava sull’altro fronte dove Thor intercettava Agbaji lanciatosi dalla linea di fondo destra per andare a schiacciate: la smanacciata sul lembo laterale della palla produceva una deviazione nel corpo dell’attaccante che quasi per forza centrifuga rovinava a terra mentre così non accadeva a 1:59 quando Horton-Tucker con la stessa dinamica anticipava l’intervento dello stesso JT andando a schiacciare il 74-87.

A 1:29, sotto di 15 punti, un fallo fischiato a favore di Sexton contro Mark Williams sullo schermo alto veniva rivisto con il challenge su richiesta di Clifford ma la terna perseverava nella visione di un fallo inesistente.

Charlotte però piazzava due canestri con DSJ e nel mezzo anche una stoppata di Mark Williams – in aiuto – su Sexton più un libero (su due) da parte di McDaniels che lanciato in transizione era toccato sull’avambraccio da Gay.

79-89, Hornets che con difficoltà cercavano di rimanere agganciati alla partita per gli ultimi 12 minuti.

L’idea andava in fumo subito e a 8:50 Agbaji circumnavigava il lento Hayward per appoggiare sul vetro a sinistra l’81-100.

La squadra ormai deragliata ed in attesa di back to back non rispondeva più molto alla partita così Kessler ne approfittava per aumentare di qualche punto il personale tabellino e a 4:17 il risultato era stra-segnato: 87-112.

Dentro anche Fontecchio che a 3:27 segnava di tabella dalla diagonale destra tre punti su Kai Jones che subito dopo faceva spuntare la sua chioma teal sulla plancia opposta per una jam.

Richards e Jones riducevano un po’ lo scarto giocando bene anche in difesa: 102-120 il finale.

Alla fine la spinta ed i numeri decisivi sono rimasti quelli da tre punti: 2/16 (12,5%) contro 16/40 (40,0%) mentre il 24/34 contro il 22/26 dalla lunetta non è stato decisivo nonostante le diverse occasioni perse.

Altri fattori non hanno inciso: 54-52 a rimbalzo, il vantaggio nelle stoppate (7-4) o le steal (8-8) mentre il 22-25 negli assist ha favorito l’Hardy team nel momento decisivo.

Niente da fare quindi nonostante il 22-15 nei fast break ed il 66-46 nel pitturato con 29 punti della coppia Williams/Plumlee.

18 punti e 8 rimbalzi per Mason mentre Rozier ne ha messi 23 ma con un 9/23 al tiro, non il suo meglio.

15 punti e 9 assist per DSJ che ha ritoccato nel finale i suoi punti mentre l’ex Hayward ha fatto registrare 11 punti così come Mark Williams che ha aggiunto 3 stoppate.

I Jazz si sono avvantaggiati con 25 punti e 11 rimbalzi del finlandese Markkanen, Clarkson ne ha realizzati 18, 14 per Conley, 13 pt. E 9 rimbalzi per Kessler, 11 punti per Sexton mentre Fontecchio ha chiuso con 3 punti, 2 rimbalzi, 2 TO in 4:17.

Charlotte sarà a Phoenix già domani notte tentando di strappare una W ad una squadra acciaccata ma sempre temibile.

 

 

Game 47: Charlotte Hornets @ Atlanta Hawks 122-118

Il rookie McGowens in schiacciata, 7 punti e 2 rimbalzi in partita.

Gli Hornets vincono ad Atlanta portando a due la striscia positiva, evento per l’annata di Charlotte che per l’occasione perde Ball ma riacquista Hayward partito in quintetto come SG accanto a Rozier come play, forse una formazione con meno talento ma più equilibrata (per la solidità se ne riparlerà) che cocciutamente non cede nemmeno quando il divario è talmente largo che la rimonta pare ormai disperata ma gli Hornets hanno il merito di continuare a giocare in una partita dal doppio volto alla State Farm Arena di Atlanta dove gli Hornets giocano un primo tempo discreto dal punto di vista offensivo ma insufficiente dall’altro lato del campo (Plumlee l’icona della medaglia a doppia faccia).

Hayward al rientro, 9 punti, 5 assist, 5 rimbalzi, 2 stoppate e 1 rubata per lui.

L’attacco degli Hawks finirà con il 61,0% il primo tempo per un 49-65 (ritoccato grazie a Young con 4 FT all’ultimo respiro, fallo chiamato sul tiro da tre più tecnico contro Charlotte) dal divario già importante.

Gli Hawks sfruttano il terzetto Young, Murray e Hunter tutti sopra i 15 punti nel primo tempo alternando qualche tripla al lavoro tra il pitturato e la linea da tre, tiri da due che sembrano difficilmente prendibili come i floater di Young.

Charlotte risponde di rimessa avvantaggiandosi con transizioni fulminee su palloni rubati o recuperati, saranno 24-9 i fast break points alla fine.

Charlotte cadeva anche di 19 punti ma quando sembrava tutto finito si accendeva Terry Rozier che accorciava sensibilmente le distanze nel terzo quarto (5 gli immediati di risposta) soprattutto con tiri da tre punti così se Charlotte chiudeva con un pessimo 27,3% da fuori il primo tempo, il riuscire ad alzare al 38,2% finale dava l’idea di quanto fosse migliorata al tiro la squadra.

In particolare Proprio Terry Rozier e P.J. Washington nel secondo tempo macinavano ben 41 punti.

85-93, gli Hornets partivano con un -8 a 12 minuti dalla fine.

Gli Hawks tentavano di sganciarsi, le triple di Griffin e Murray (7:34) aiutavano la squadra della Georgia a salire sul +7 (94-101) ma una giocata d’esperienza in transizione di Hayward (jumper dal mid range rimbalzando sul contatto) portava un gioco da tre punti che unita al gancetto dalla baseline sinistra su assist da euro-step di Rozier davano un interessante -2 a Charlotte.

Il pareggio di Plumlee in tip dunk, il nuovo vantaggio locale con Griffin facevano salire il pathos nell’arena, Rozier scoperchiava il tetto con la tripla in girata, catch n’shoot sul quale il close out di Hunter, nettamente fuori tempo e scoordinato valeva l’and one ma una chiamata di challenge da parte di coach McMillan valeva la cancellazione del fallo per il movimento del piede di Rozier sul tiro.

Decisione totalmente assurda che andava nella direzione di quella precedente presa sulla stoppata di Williams su un’alzata di Young (chiamato il fallo di Smith e goaltending con palla stoppata secondo la terna dopo aver toccato il vetro) che potrebbe essere probabilmente corretta ma l’arbitraggio sino a quel punto si era dimostrato piuttosto casalingo.

Il vento cambiava nonostante il pubblico di casa spingesse i loro giocatori, Plumlee rispondeva due volte a Murray, Griffin a 4:17 sembrava immarcabile ormai per il 108-112 ma a 3:33 in escape dribble, avvantaggiato dallo scarico in transizione, Rozier faceva fuori la sagoma del n°14 e sparava per il 111-112.

2:20 e 1:32 erano minuti e secondi fortunati per P.J. Washington che rispettivamente, prima mandava a segno una tripla frontale, poi si trovava a due secondi la bomba in mano sullo scarico e da tallonato, freccia da fuori dalla diagonale sinistra e big shot per il 117-114.

Capela segnava 2 liberi, Rozier forzava da due da solo e Smith Jr. da tre non era una scelta ad alta percentuale così gli Hawks dal -1 passavano sopra lavorando di squadra: l’uscita di Plumlee su Young serviva a far sbagliare l’alzata ravvicinata al play avversario ma ancora Capela, con più kg e cm di McDaniels ne approfittava per realizzare il 117-118 a :05.4.

Pareva costare carissima la decisione della terna sul tiro di Rozier dato senza and one ma mentre gli Hornets che si giocavano il tutto per tutto con una scelta un po’ indotta ma scriteriata con Rozier da tre che provava a segnare danzando non in ritmo uno contro uno, la terna si metteva una mano sulla coscienza e ne aveva ragione perché J. Johnson andava in tilt sul close-out toccando nettamente la mano di tiro di T-Ro per troppa aggressività.

Un po’ a sorpresa a 01:1 la terna chiamava il fallo e Terry portava a casa tre punti decidendo di non sbagliare il FT finale per non dare tempo ad Atlanta di effettuare time-out o tiro.

Atlanta andava in time-out, Charlotte seguiva subito e Young, rientrato per la seconda volta per batter la rimessa aveva difficoltà nel farlo, palla scagliata su un Plumlee saltarellino che aumentava la superficie non giocabile per la stella avversaria.

Palla di nuovo fuori e Young che cercava per la seconda volta palesemente l’uomo nell’angolo vicino anche perché in punta e sulle rotazioni Charlotte teneva bene senza stagger o blocchi particolari, finiva per commettere l’infrazione dei 5 secondi così Rozier dalla lunetta portava a casa gli ultimi due punti finali del match: 122-118 con i Calabroni a interrompere a sorpresa la serie di 5 vittorie consecutive dei Falchi.

Hawks che in serata hanno finito per andare sotto anche in statistiche basilari nelle quali nel primo tempo erano in vantaggio o pari (19-23 poi 46-42 a rimbalzo, 13-13 poi 28-24 negli assist o 8-8nei TO poi 12-16 i finali davanti a 17.928 spettatori) mentre oltre all’11-5 nelle rubate è stata decisiva la concentrazione in lunetta per gli Hornets che con un 19/22 contro il 17/20 passano sopra nel finale agli Hawks per tiri tentati, realizzati e percentuale dalla lunetta.

Falchi sempre alti anche alla fine nella percentuale al tiro con il 54,2% ma agli Hornets è bastato il 50,6%.

Per gli Hawks alla fine 26 punti di Murray, 25 pt. e 12 assist di Young, 25 anche per Hunter mentre a quote più basse ma in doppia cifra sono 13 i punti di AJ Griffin, 12 di Capela con 9 rimbalzi e 11 i punti per Collins.

Per Charlotte, oltre alla marea spumeggiante di Rozier (arrivata quasi tutta nel secondo tempo), ottima prova di P.J. Washington con 23 punti (2 big 3 nel finale), 6 assist e 6 rimbalzi, 25 punti e 11 rimbalzi determinano, invece la doppia doppia per Plumlee, ormai più perno d’attacco che in passato con più intraprendenza e punti di rottura nelle mani, alternativa importante e una tecnica migliorata dalla linea del tiro libero.

Rozier, eroe del match, intervistato a fine partita.

9 i punti del rientrante Hayward apparso un po’ affaticato ma con colpi in canna, nell’ultimo quarto ottimo two and one e una stoppata perfetta su Collins.

D. Smith Jr. sufficiente (bene nello smistamento e in lunetta, male da fuori) come Mark Williams che nel secondo quarto ha piantato 3 jam, McGowens un pochino in difficoltà ma ha ottenuto minuti importanti e ha personalità, l’unico che non mi è piaciuto del tutto è stato JT Thor, troppo lento e macchinoso mentre McDaniels è stato limitato da problemi di falli (3) sin da subito e ha finito con 5 non tentando nemmeno di spalle di commetterlo su Capela nell’ultima azione Hawks al tiro.

Game 46: Charlotte Hornets @ Houston Rockets 122-117

Terry Rozier, 26 punti e 6 assist.
Foto estrapolata dall’official page degli Charlotte Hornets.

Se non fosse per la classifica da bassifondi a coinvolgere entrambe le squadre (Rockets provenienti da 11 L consecutive e Hornets da 4) per una partita che si sarebbe (perdonate la battuta) potuta giocare nei peggiori bar di Caracas (per rifare il verso a una nota pubblicità) e nonostante siano lontani i tempi di Rice e Mason a sfidare Drexler e Olajuwon, ne esce una serata interessante.

Charlotte riesce ad ancorare al fondo i Razzi sottomarini e a non finire al loro posto, abbandonando contemporaneamente l’ultimo posto a Est (lasciato ai Pistons) spezzando la striscia negativa grazie ad alcuni fattori determinanti; i palloni rubati (14-4) e TO in generale (9-19) che spesso diventano fast break (26-6) grazie alla maggior esperienza (pur mettendo sul parquet diversi giovani elementi come McGowens e Thor), all’attacco nel pitturato (78-60) e – parrà strano – all’infortunio di LaMelo (13 pt., 4 assist, 3 TO in 20:29) che, accusato un colpo in entrata, viene fatto fuori (portato negli spogliatoi a braccia da due assistenti) da P.J. Washington atterratogli sulla caviglia sinistra nel tentativo di chiudere con il compagno la penetrazione di Green.

I Rockets chiudevano il primo tempo in vantaggio di 7 punti (53-60 ma saranno 8 a inizio ripresa dopo un FT trasformato per un tecnico a Rozier dopo la seconda sirena) grazie proprio ad una difesa individuale scarsa da parte di alcuni elementi degli Hornets tra cui proprio Ball che ne facevano una partita dalla briglia sciolta.

Altro elemento del successo momentaneo dei Rockets erano i rimbalzi offensivi con Sengun a mostrare tempismo e anche buoni movimenti in area contro Plumlee e soci in difficoltà.

La musica cambiava quando entrava sul parquet Mark Williams che tra il primo e secondo quarto infilava tre schiacciate, stoppava Tate e a 10:02, in salto in area veniva chiuso irregolarmente dal contatto di K. Martin Jr. ma ne sortiva un acrobatico reverse layup senza guardare degno delle migliori guardie più and one per il 41-33.

Come detto i Razzi passavano avanti con Sengun a 5:00 dall’intervallo (45-46) e Matthews da 3 faceva prendere un vantaggio oltre il possesso ai rossi.

Gli Hornets si riabilitavano a inizio ripresa grazie alla pressione posta sul parquet, diverse steal conducevano i Calabroni a piazzare un contro-parziale da 10-0 che voltava il match (McDaniels 61-61 running dunk e 63-61 con il layup in corsa di spessore) a 9:28 J. Smith in fing and roll pareggiava.

Mentre i Rockets davano il cambio in avvio di ripresa ai Calabroni rimanendo freddi al tiro, Charlotte aumentava le percentuali nel secondo tempo con scelte di tiro migliori finendo al 50,0% (sempre male complessivamente da 3 in percentuale con il 25%, 9/36 contro 10/32 ma con alcune triple decisive come quelle di P.J. Washington, Rozier e McGowens) e anche se i Rockets finiranno con il 50,5% la loro percentuale rispetto al primo tempo si abbassava.

Tornando al match si vedeva un buon fast alley-oop a 1:36 di Mark Williams che chiudeva una triangolazione volante offerta da un passaggio appena toccato di Thor dalla linea di fondo ma nonostante il +5 Charlotte (83-78) chiudeva sotto di uno (83-84).

Partita che rimaneva in bilico, penserà qualcuno anche per l’uscita di Ball, invece, a 10:49, dopo una fajolada con Williams ad aprire brillantemente la transizione lanciando D.Smith Jr., P.J. Washington si abbatteva sul ferro come un uragano afferrando la sfera per l’alley-oop a tornado appeso (87-86) e gli Hornets mantenendo quel piccolo vantaggio cominciavano a staccarsi grazie alla panchina: jam di Mark Williams, tripla di McGowens (97-89 a 8:19) quindi ancora M. Williams e McGowens ritoccando i loro tabellini con due punti a testa e un assist per il secondo, facevano giungere i Calabroni sul +8 mentre Rozier dava manforte insieme a McDaniels per mandare i titoli di coda apparenti a 5:33, 105-93.

La dozzina di punti resisteva sino a 3 minuti dalla fine dopo un layup di Rozier ma si assottigliava sciogliendosi più velocemente dei ghiacci grazie a un Jalen Green, fresh player di talento che arrivava alla fine a 41 punti.

Quando Gordon a :21.2 realizzava – dopo una bad night al tiro – la tripla dalla sinistra con un tiro contestato la paura si faceva materia anche perché P.J. Washington in precedenza aveva fallito due liberi, D. Smith Jr. aveva splittato e in lunetta per resistere Plumlee aveva l’occasione di segnare due punti ma falliva il primo.

Il folle e drammatico ditirambo si interrompeva per un secondo con il “buono il secondo”, Hornets sul +4, fallo di Rozier su Green che avrebbe potuto dare il -2 ma la sua perfezione dalla linea della carità era infranta dal primo tiro, una miss pesante che costringeva al fallo a :07.1 (bravi gli Hornets a uscire dal pressing a metà campo dei ragazzi di Silas) i Rockets con McGowens che, glaciale, ricostruiva due punti di calotta polare meritandosi l’appellativo di Mr. Freeze.

122-117, partita vinta con qualche brivido di troppo ma almeno si torna a sorridere.

Per i singoli, Rozier da 26 punti, P.J. Washington da 16 ma con un clamoroso 0/5 dalla lunetta, a 17 punti Plumlee che manca la doppia doppia per un solo rimbalzo chiudendo a 9 anche per il minutaggio dato meritatamente a un Williams determinante nella presenza difensiva con 17 punti (8/10), 6 rimbalzi, 5 stoppate in 18:42.

Mark Williams impegnato in Texas, determinante in serata.

Coordinato e tempista ha messo una pezza allo strapotere turco in area (47-59 i rimbalzi a favore dei locali alla fine) e non solo, è andato poi anche sull’antro fronte ad arrecare danni.

C’è da iniziare a riflettere sulle condizioni di Ball avendo anche un riferimento familiare e famigliare a distanza: Lonzo.

Se il talento in attacco non si discute, le condizioni fisiche dell’annata non sono mai state ottimali e sicuramente ha bisogno, gli Hornets hanno bisogno che implementi la sua funzionalità difensiva e non consista colo nel rubare palloni.

Charlotte è al 28° posto per punti subiti, non certamente per colpa di Ball esclusiva e anche nella notte Jalen Green ne ha approfittato.

Gli Hornets, invece, sono stati ammaccati, appunto, dal talento di Jalen Green che eguaglia con 41 punti il suo career-high ma a parte i 24 punti e 12 rimbalzi di Sengun, gli 11 punti a testa della coppia Gordon e Kenyon Martin non sono bastati e nascondono volti diversi, se il primo con 4/10 non ha avuto una serata delle migliori al tiro (1/5 da fuori), il secondo è stato uno dei pochi elementi della bench di Silas ad avere buona produzione offensiva con Charlotte che ha chiuso sul 38-22 nel confronto punti panchina (Eason ad esempio solo 3/11).

Game chart

 

Game 45: Charlotte Hornets Vs Boston Celtics 118-130

McDaniels (26 punti) e Tatum (51), rispettivi top scorer di serata.

Rematch del testa-coda all’Alveare con i Calabroni (11-34 dopo la partita) senza Martin con problemi al ginocchio sx rispetto alla partita precedente.

Cody ha provato in riscaldamento ma il dolore era eccessivo e si è preferito farlo riposare, gli Hornets comunque ci provano senza nulla da perdere.

La squadra di Joe Mazzulla però non sbanda nemmeno quando gli Hornets, dopo esser stati sotto anche di 17 punti, tornano sul -2 a quasi metà ultimo quarto.

Oscura tutti Tatum che con 51 punti e il grido MVP in uno Spectrum Center (non ha nulla a che fare con il vecchio The Hive), realizza il suo season-high e fa ombra anche a White, il quale impallidisce con 19 punti, 16 per la nemesi Brogdon e 10 per Smart, i Celtics in doppia cifra.

Charlotte segna 26 punti con McDaniels, record in carriera, 25 con Ball (esattamente a pareggiare Tatum), sono 19 punti e 12 i rimbalzi per Plumlee (ennesima doppia doppia per un giocatore migliorato), 17 pt. quelli di P.J. Washington e 14 da Rozier ma se il quintetto è tutto in doppia cifra ecco le note dolenti: 17-34 i punti dalle panchine, ovvero, Boston è più squadra e gioca meglio: 26-34 negli assist e non c’era bisogno di aspettare stasera per ulteriori conferme anche perché a Charlotte si aspetta qualcuno di buono da tempo ma forse è solo Godot.

Certo, Charlotte batte più liberi (ne segna uno in meno: 23/30 contro il mostruoso 24/25 ospite con 14/14 dello scatenato Tatum) mentre il 47-54 a rimbalzo incide un pochino in certi frangenti come quando Clifford nel finale ha chiamato un time-out sfogandosi per i troppi rimbalzi offensivi concessi agli avversari.

Niente da fare per Clifford nemmeno con il cambio rotazioni: Mark Williams è tornato a rimpiazzare Richards e Smith Jr. ha preso più minuti da sesto uomo anche perché Martin è rimasto out ma gli Hornets non riescono a interrompere la spirale discendente.

Certamente questa non era l’occasione più propizia per farlo ma Charlotte, anche se si sono viste serate con percentuali di tiro dal divario sproporzionato a svantaggio , sebbene abbia mitigato la differenza tirando dal campo con il 45,6% contro il 49,4% avversario, sovente porta cifre più basse in questa categoria ed è un problema.

Un problema anche nelle scelte di Tiro perché se T-Ro mi ha messo un po’ a riscaldarsi, Ball è andato all-in ma ad un certo punto si è trovato con 3/13… i due si sono un po’ ripresi ma alcune scelte di timing forzato di tiro sarebbero da rivedere anche perché ha tutte le possibilità per far meglio e coinvolgere i compagni.

7-1 le steal e 20-4 i punti TO per Charlotte ma il 42-50 in the paint e il 20/43 da oltre l’arco (Charlotte ha provato a tenere sui cambi ma non sempre è riuscita a fare validi close-out contro una squadra dai molti, troppi tiratori mefitici) ha dato una mano easy a Boston.

La prossima sfida sarà a Houston, duello da Fossa del Giappone quest’anno, sperando che gli Hornets non raschino il fondale prendendo qualche granchio heike deceduto ma riescano, dopo 5 L a ottenere una vittoria almeno per il morale.

Game recap

Clifford spera che i nero-verdi (livrea di serata per gli ospiti) facciano testacoda ma l’inizio è da partenza 0/100 km/h in tre secondi con l’alley-oop lanciato di Smart.

P.J. Su una ruota degli Hornets trovava il varco per affondare e appoggiare centralmente anche se con qualche resistenza che non trovava White sul perimetro per il 2-5.

McDaniels rispondeva da fuori pareggiando una prima volta e in second chance metteva altri due punti rispondendo anche al canestro precedente di Smart: 7-7.

Boston accumulava 5 punti di vantaggio interamente riassorbiti da ball che a 7:06 pareggiava (12-12) da tripla.

Per Charlotte era già difficile tenere il passo poi un pasticcio a rimbalzo dava a White la possibilità di colpire dalla lunga: 13-17.

Gli Hornets riuscivano ancora a 4.18 a trovare la parità con Ball (deep 3 frontale, 19-19) ma collassavano con un parziale da 0-10 rotto da due FT splittati da Mark Williams a :42.8 con Ball in bench e Rozier sullo 0/5 dal campo peggio della bench (0/3).

Sulla sirena era anche annullato un canestro (appena fuori tempo) volante di D. Smith Jr. e si chiudeva sul 22-35.

Secondo quarto che vedeva il solito Brogdon segnare da tre e mettere altri due punti con Boston a raggiungere il +16 (28-44) e ad attaccare la depressione cosmica ai fan di Charlotte che si riprendevano grazie a McDaniels e a due triple in a row e a una palla rubata a Tatum a metà campo con ottimo appoggio nonostante Tatum appaiato tentasse di stopparlo.

A 1:52 Rozier realizzava da 3 punti (gli arbitri controllavano fosse corretta l’attribuzione punti) ma 4 FT per Boston nel finale davano un vantaggio da doppia cifra ai Leprecauni: 55-66.

Tabellino Hornets e game chart del 1° tempo.

Terzo quarto iniziato bene per Charlotte che vedeva McDaniels segnare il suo sesto tiro consecutivo, un dardo da tre punti al quale si univa un sottomano di Ball a 11:05 per il 60-66 peccato che Boston non solo trovasse le contromisure ma piazzasse un secondo parziale da dieci a zero con le triple di Horford e Tatum a chiuderlo: 63-78…

Imprevedibilmente la mezza bench di Charlotte in campo riusciva a reagire, nella fattispecie Mark Williams realizzava 4 punti e Rozier aiutava con altrettanti, nel finale P.J. Washington stoppava da dietro G. Williams fuggito sulla baseline sinistra e poi prendeva una spinta frontale (finendo steso per terra) dallo stesso avversario mentre tentava di puntare verticalmente a canestro.

2 FT a segno a :01.5, parziale da 10-0 e Hornets nuovamente in partita: 86-92.

La buona scia di Charlotte teneva a 10:46 con la freccia di Ball da tre: 91-95 e sul fallo di Pritchard su McDaniels impegnato da tre (Pachulia rules) gli Hornets arrivavano sul -2: 96-98.

Boston tentava di staccarsi ma Ball da tre realizzava un nuovo -2: 101-103 peccato che Tatum si lanciasse a canestro realizzando e su un errore da sotto Kornet sfruttasse il vuoto lasciato da Mark Williams andato in chiusura.

Rimbalzi lunghi nemmeno a parlarne e White metteva dentro, Smart infilava un libero su due così gli Hornets sul 101-110 si trovavano nuovamente a inseguire un miraggio.

Un reverse layup di Smith sfuggito a Horford e un reverse alley-oop di Plumlee (Ball pass) non accorciavano che sul -8 (105-113), Rozier con 5 pt. consecutivi riusciva in transizione a 4:07 a dare il -5 (110-115) a Charlotte ma Tatum segnava due liberi ed esplodeva nel finale raggiungendo i 51 punti in serata grazie a tre triple e al grido di MVP dei troppi tifosi bianco-verdi presenti allo Spectrum Center.

Gli Hornets chiudevano con il canestrino di consolazione di Plumlee per ritoccare sul 118-130 il finale ma per i ragazzi in turchese arrivava la quinta sconfitta consecutiva nonostante i 26 punti di McDaniels (career-high) e i 25 di Ball, giusti a pareggiare quelli del n° 0 ospite.

 

Game 41: Charlotte Hornets @ Indiana Pacers 111-116

Cody Martin (3 pt., solo 1/6 ma buona difesa) tenta di andare a canestro.

Gli Hornets, al giro di boa, provavano a ripartire da dove avevano lasciato anche a Indianapolis e dopo un discreto avvio con gli Hornets a mantener qualche punto di vantaggio arrivava lo scambio di leadership continuo che anticipava la punto a punto ma gli Hornets mettevano in piedi una difesa dal ritmo forsennato che costringeva a 7 TO i Pacers che smettevano di segnare per i 6:10 finali del quarto (cutting dunk di Turner per il 14-15).

I Calabroni con una difesa impressionante (miglior quarto della stagione per punti subiti) portavano un parziale da 13-0, attacco sufficiente ma non abbastanza per porre le basi per chiudere il match – anche se la mazzata a una mano di Dennis Smith Jr. con and one era essenza del basket – e, infatti, i Pacers la mettevano sul ritmo imitando la squadra di Clifford portando pressione, chiudendo le linee di passaggio e andando in transizione (12-13 i punti da transizione a fine primo tempo) ottenendo la parità con due FT splittati da Nesmith (41-41) e finendo sopra di due all’intervallo (45-47) grazie alla differenza di due tecnici fischiati contro Mark Williams (ottimo contro le seconde linee poi stoppato due volte da Turner) e Clifford.

Nel terzo quarto gli Hornets riprendevano il filo rosso con il canestro e Ball infilando due triple segnava il 53-49 migliorando la percentuale da fuori (2/11 dei Calabroni nel primo tempo).

Plumlee dava una mano a Charlotte a chiudere sul +6 e al rientro di Ball, tenuto più a lungo in panchina per problemi di falli, scattava sul +9 dopo 14 secondi di inizio ultima frazione.

82-73 con Carlisle a chiamare il time-out alla Gainbridge Fieldhouse .

Il distacco oscillava tra i 9 e i 6 punti, poi Hield realizzava da tre dopo davvero troppi rimbalzi offensivi concessi ai Pacers, accorciando nuovamente sul -3.

Terzo tecnico contro Charlotte, questa volta per Ball che in tentativo di reverse era chiuso e toccato, la sua liberatoria botta al sostegno del canestro da terra era fischiata con gli Hornets in possesso della sfera ma si andava sul -2…

McDaniels provava con un paio di canestri a tenere avanti gli Hornets (ottimo il secondo districandosi in fade-away in uno contro uno appena fuori dal pitturato).

Gli Hornets riuscivano a guadagnare 6 punti di vantaggio con la tripla di Martin dall’angolo destro ma nonostante due liberi a segno di un perfetto Plumlee (dalla lunetta), il 100-97 si trasformava in 100-100 con la tripla di Turner dall’angolo destro.

Charlotte realizzava quattro punti (goaltending su Plumlee e 2 FT di Rozier) ma i Pacers intervallavano rispondendo con Hield in fade-away, big shot per il 104 pari.

Drive & kick del visionario Ball che dal fondo trovava in no look per la seconda volta in serata P.J. Washington libero per tre punti importanti: 107-104.

Turner però andava diretto subendo fallo: 2+1 che riportava il match nell’assoluta incertezza.

Più visionari di Ball erano gli arbitri che fischiavano un fallo sul tentativo di tripla effettuato da LaMelo stoppato da Hield considerando una specie di sgambetto e non un movimento naturale quello del play degli Hornets.

Fischio anomalo che toglieva di mezzo LaMelo a :53.3 e indirizzava la partita a favore dei locali che in lunetta si portavano sul +1.

Rozier perdeva palla sul tocco di Haliburton che poi, toccato da Plumlee per bloccare il cronometro, affondava due FT: 107-110.

Dennis Smith di fisico si faceva largo contro chiunque e segnava il -1 ma gli Hornets ormai erano costretti a bloccare il cronometro e i Pacers non fallivano dalla lunetta con Nesmith e Haliburton.

Nel mezzo una stoppata decisiva di Turner su Plumlee lanciato a canestro.

P.J. accorciava sul 111-114 ma la rovinosa e beffarda caduta era nell’aria, Nesmith, buonissimo tiratore dalla lunetta chiudeva i conti a poco più di 6 secondi dalla fine per il 111-116 finale.

Fatali agli Hornets le palle perse (8-14 le steals), 7 i TO di Rozier che hanno portato a un 4-19 nei fast break e il 4-7 nelle stoppate con Turner decisamente più fisico di Plumlee ed esperto del più lungo wingspan Hornets, Mark Williams.

Le altre statistiche principali non si discostano molto ma la differenza di esperienza ed alcune scelte arbitrali nell’ultima parte (un arbitraggio bizzarro ma equilibrato per tre quarti) hanno dato una mano ai Pacers a sbloccarsi oltremodo.

I 15 punti nel primo quarto sono stati soppiantati dai 43 dell’ultimo…

29 punti, 9 rimbalzi e 4 stoppate per Turner, decisivo per i Pacers, 21 punti di Hield (7/21 però), 19 quelli di Nembhard, 16 punti e 13 assist per Haliburton, 15 i punti di Nesmith.

Gli Hornets hanno trovato in P.J. Washington il top scorer (22 pt. Ma -21 in +/-, peggiore di Charlotte ma in 36:18 è quello che ha giocato più minuti), altra doppia doppia per Mason Plumlee con 18 punti e 13 rimbalzi, perfetto dalla lunetta con un 6/6, ottimo in certi frangenti a dare una mano a Charlotte ma non può tenere il confronto fisico con centri alla Turner e ha pagato dazio nel finale sotto le plance.

Tanti palloni persi dalle due squadre e partita fisica, alla fine per dettagli, fisicità, esperienza, la spuntano i gialloblù.

In casa Charlotte 19 punti (5/15) e 6 assist per Rozier, non bene in tutto Ball che a parte un paio di triple in a row e sicuramente buona prestazione in assist, chiude con tempo limitato e anzitempo per 6 falli (troppo spesso ha questi problemi) con 13 punti, 1 solo TO ma in un momento decisivo.

Se ogni tanto gli fischiassero qualche fallo dovuto, probabilmente LaMelo è un po’ lamentoso ma mancano in generale diversi fischi durante la season ma deve imparare a gestire meglio certi palloni e a evitare talune forzature eccessive nonostante il talento…

Tra gli altri da segnalare la buona difesa di Cody Martin (super stoppata da dietro in recupero nell’ultimo quarto) e la serrata di D. Smith Jr. mentre McDaniels si è fatto vedere in attacco con agilità risolvendo almeno tre situazioni intricate, 17 i punti per lui.

Non è bastato a Charlotte che volerà per una doppia sfida fuori confine a Toronto, obiettivo almeno una vittoria per dimostrare di essere tornati una squadra rognosa almeno e cancellare la beffa di Indianapolis.

La game chart.

Ta

Tabellino Hornets.

Game 50: Charlotte Hornets @ Boston Celtics 94-126


Intro

Mentre cadono idoli di cartapesta (il riferimento al nuovo Anthony Davis non è casuale) pronti a spiccare il volo per altri lidi riuscendo a lasciare i tifosi di NOLA più accigliati di lui (impresa non semplice) a pensare cosa potrà ottenere New Orleans in cambio e i tifosi delle squadre restanti a fantasticare su un possibile approdo della star che ha un prezzo come nuovo pezzo importantissimo per la loro squadra è chiaro che la NBA ormai abbia difficoltà nel mantenere quell’equilibrio che era alla base del proprio successo e rendeva le partite interessanti.

Ultimamente mi è capitato d’osservare qualche gara più tenuta in piedi con fischi dubbi che magari arrivata in volata o quasi per reali meriti della formazione con meno talento in campo.

Dopo le sconfitte di Pistons, Wizards e Magic (le tre dirette inseguitrici all’ottavo posto detenuto dagli Hornets) in serata gli Heat (squadra sulla quale fare la corsa per tentare di vincer la division) ospitavano i Bulls con Charlotte a Boston in una partita difficile.

Un “turno” sulla carta non favorevole agli Hornets quindi che non interessati moltissimo a quella che avrebbe dovuto esser la propria scelta al Draft 2012 al posto di MKG se Benson non avesse comprato la franchigia.


Le formazioni:


La partita in breve

Non c’era Irving e da un 10% di vittoria stimabile Charlotte saliva a un 20/25% massimo come scrivevo oggi sul gruppo dedicato su un noto social.

Facile profeta perché era partita difficile, alla quale Charlotte, seppur con qualche difficoltà, rimaneva ancorata per tutto il primo tempo con qualche spunto dove i Calabroni riuscendo a metter il capo avanti (vedeva la tripla di Monk per il 57-56 sul finire del secondo quarto) facevano sperare per arrivare almeno a un finale in volata, invece, a inizio ripresa, nonostante Kemba con una tripla e una giocata da tre punti recuperasse qualche punto per Charlotte, Boston prendeva il largo meritatamente nonostante l’arbitraggio nei piccoli dettagli fosse molto più propenso a favorire la squadra di Stevens (proprio sul gioco da tre punti di Walker a 6:07 arrivava il primo libero a favore di Charlotte che se li era visti negare in almeno altre ¾ occasioni o per mancato riconoscimento del fallo o perché non considerato sul tiro).

Su un contatto tra Kemba e un difensore arrivava la tripla di Morris in transizione (tra le due azioni citate di Kemba) e quella di Rozier da fermo portava i Celtics sul 72-81.

Per i Celtics arrivava un parziale di 13-0 chiuso da una plastica quanto potente dunk volante di Tatum a una mano che mandava Charlotte sotto di 19 punti (72-91) prima che Monk con una bella giocata ostinata segnasse un gioco da tre punti interrompendo l’egemonia bianco-verde.

Il finale era di garbage time con gli occhi ormai fissi sulle altre partite.

Wizards a battere in casa i Pacers che oggi sembrano preoccupanti nel post Oladipo e i Bulls a fare un favore a Charlotte con la vittoria insperata sul campo degli Heat i quali gettano al vento una grande occasione.

Per quanto riguarda Charlotte i problemi di serata sono stati molteplici:

Dal fatto di non riuscire a frenare l’attacco dei Celtics, prima Tatum e poi gli altri, con il collegamento nel subire un’alta percentuale al tiro aggravata da troppe second chance concesse.

In attacco siamo rimasti bloccati per troppi momenti.

L’assenza di Parker si è fatta sentire, ci sono molti giocatori che fanno fatica a crearsi un tiro contro difese forti e se non riescono a girar palla velocemente per creare un vantaggio ci si affida a Walker e Batum (in serata) se sono in campo per un attacco troppo prevedibile e limitante.

Jaylen Brown tra le fila “nemiche” ha chiuso con 24 punti e 10 rimbalzi, Tatum con 20 pt., 17 punti e 10 assist sono arrivati da Rozier mentre 15 sono stati alla fine i punti di Marcus Morris.

55,6% al tiro con 41,4% da fuori, 53 rimbalzi e 34 assist contro i rispettivi 31- 20 degli Hornets danno già un’idea del dilagare dei folletti nel secondo tempo.

La partita

1° quarto:

Partiva bene Boston con Smart lesto a rubar un pallone che diveniva subito lo 0-2 con Horford in gancio destro dal post basso su Biz.

Kemba con il crossover lasciava sul posto Rozier prendendo il mezzo del tappeto per segnare con sottomano incorniciato dai difensori dei Celtics larghi.

Tatum dalla diagonale sinistra segnava il 2-5 ma Lamb a 10:10 segnava sempre da tre con il suo classico missile iniziale “da fresco”…

Un tiro da tre di Smart dopo una finta su Lamb non entrava e Batum in entrata a sinistra batteva Horford in appoggio per il primo vantaggi di Charlotte che era recuperata da un pullup di Tatum una prima volta, poi sul taglio di Williams in back-door Biz faceva partire il passaggio verticale grazie al quale la nostra ala grande si voltava per appoggiare avendo quel piccolo margine di vantaggio sul difensore ma i Celtics raggiungevano il pari recuperando una seconda volta con Horford.

Biz, che era stato stoppato in precedenza da Horford, questa volta con la finta si liberava della marcatura per salire ad appoggiare ma dall’altra parte del parquet la veloce tripla di Smart issava i locali sul +1 (11-12) mentre su uno scarico di Batum a 6:41 anche Kemba colpiva da tre punti per il nuovo vantaggio che comunque era recuperato da un’entrata diagonale di Morris con tocco al vetro per il 14 pari.

A 5:45 arrivava il primo time-out e con l’entrata di Willy in campo Boston ne beneficiava, in primis con l’entrata dalla bsl sx di Tatum che schiacciava aggressivamente oltre lo spagnolo.

Batum girava in area sullo scatenato giovane di Boston e appoggiava per ritrovare l’equilibrio che tuttavia si rompeva con una finta e un tiro in avvicinamento di Tatum oltre Batum e con l’appoggio di Rozier con gli Hornets in chiusura troppo morbidi.

A 4:28 entrava Bridges per Lamb per fornire più fisicità ma servito da Horford era ancora Tatum a tagliare la nostra difesa e ad appoggiare per il +6 Celtics.

Dopo una pausa Brown allungava di due mentre sul fronte opposto Batum sbloccava la situazione offensiva con un appoggio in allungo, tuttavia Charlotte rimaneva troppo scoperta in difesa e anche Hayward metteva dentro.

A 2:45 dopo alcune finte MKG si decideva per un jumper dal mid range sinistro quasi da fermo che finiva dentro per il 20-26 ma i primi liberi in assoluto della gara a 2:27 battuti da Rozier segnavano il 20-28.

MKG ci riprovava da sinistra con un lunghissimo due che s’infilava ancora nel morbido cotone ma Hayward faceva fuori due difensori girando sul piede perno in area per appoggiare oltre Willy che cascava nel tranello.

MKG con l’hook in area portava a casa altri due punti a 1:23 per il 24-30 quindi arrivavano un floater di Tatum e la risposta del quasi omonimo Batum che saliva a 8 punti.

Un tap-in di Willy sull’entrata mancata di Devonte ci portava sul -4 ma l’ultima parola l’aveva Brown che da tre mandava a riposo dopo la prima frazione le squadre sul 28-35.

Willy e MKG osservano Tatum. Foto: Bob DeChiara, USA Today Sports

2° quarto:

Brown era anche il primo ad avere la parola nel secondo quarto segnando due punti anche se Marvin con la bomba a 11:27 ne recuperava tre, Monk sbagliava una tripla al primo tiro e Morris con cambio direzione in entrata con buon primo passo su MKG attardato sulla dinamica dell’azione, metteva dentro di sinistro.

Bridges non segnava, Brown invece lo faceva ancora trascinando i suoi sul +10 (31-41), divario che era dimezzato da Graham (9:48) con la tripla e da una steal dello stesso Graham che mandava in orbita sulla transizione Monk per l’alley-oop appeso (36-41).Miles in entrata ritmava un terzo tempo per l’appoggio in right hand e sul 9-0 di parziale sotto ormai solamente di tre Baynes dal centro dell’area lasciava partire un tiro brutto da vedere ma efficace che anticipava l’anticipo difensivo di Brown che metteva dentro una reverse dunk in solitaria per il 38-45.

Dopo qualche errore delle due squadre era il rientrante Walker a colpire in step-back ma Morris dalla diagonale media sinistra si ritagliava lo spazio per il pullup del 40-47 che portava i Celtics a un vistoso 60% dal campo…

Una quasi casuale deviazione di Brown sotto a destra rispetto al nostro ferro consentiva ai Celtics di chiuder la transizione quasi mancata ma dall’altra parte Marvin, con la seconda bomba, permetteva agli Hornets di non lasciar scappar troppo la squadra di Stevens (43-49).

Brown mancava una tripla ma il rimbalzo lungo era calamitato da Horford che girandolo fuori regalava una tripla a Wanamaker.

Hornets colpiti ancora da una transizione sulla quale Brown a rimorchio vanificava lo sforzo in salto di Batum che in rientro deviava bene un possibile alley-oop precedente.

Sul -11 (43-54) Kemba ne metteva altri due poi toccava a Monk da sinistra regalarsi una bomba per il 48-54, quindi Kemba a metà campo prima toccava la sfera a Smart, poi gliela portava via con un secondo tocco recuperandola allo stupefatto piccolo poi trafitto dal nostro capitano in appoggio solitario da transizione.

Monk mancava la tripla in transizione ma la palla, toccata da un Celtic al volo rimaneva a disposizione degli Hornets e sulla rimessa dal fondo Marvin faceva valere il fisico in mismatch avvicinandosi al canestro per depositare il -2 mentre Monk dall’angolo destro si rifaceva con l’entrata superando l’unico difensore con l’iniziale crossover per percorrer la baseline sinistra e chiudere in fing and roll per il 54-54.

Tatum mancava l’appoggio contro Kemba ma nel nulla difensivo recuperava e correggeva anche se dall’altra parte Monk da tiepido diveniva caldo segnando una tripla a 1:23 per il sorpasso sul 57-56.

Boston però aveva un buon finale riuscendo a segnare in alley-oop con Horford su lancio di Rozier e anche se il mid-range di Walker finiva dentro ecco arrivare un’alta second chance per Horford e la bomba di Rozier a :01.6 che chiudevano i primi 24 minuti sul 59-63.

Bridges prova uno spettacolare reverse layup ma lo mancherà influenzato da Baynes.

3° quarto:

Gli Hornets non iniziavano bene il secondo tempo venendo colpiti da una tripla frontale di Rozier a 11:33 su una second chance per i verdi che si avvantaggiavano molto da queste opportunità sorte grazie a rimbalzi offensivi.

A 11:08 Batum era freddo nel fondere la sfera con la retina per una tripla calda che faceva rimaner al passo Charlotte che tuttavia era colpita da Tatum dal corner sx da tre sul giro di palla periferico nato da un raddoppio Hornets nel corner opposto.

A 10:15 una steal di Rozier con runner era buona per il 62-71 mentre Kemba riduceva successivamente lo scarto con una penetrazione in left hand.

Morbido e fortunato era il tocco di Al Horford oltre Biyombo mentre Batum era bravo in un turnaround fade-away in uno contro uno (8:18) per il 66-73.

A 7:27 Charlotte tentava di rientrare con una tripla frontale di Kemba che velocemente passava lo schermo flettendo leggermente il tronco in avanti sul tiro che valeva il 69-73.

Kemba in transizione si scontrava con Smart, per gli arbitri non era fallo e sulla transizione arrivava la sliding door con la tripla da transizione di Morris a 6:47.

Charlotte accusava il colpo e un passaggio che raggiungeva lo stesso Morris lasciato tutto solo in area costava il -9.

Kemba aveva un lampo andando nel traffico a chiudere in reverse layup a contatto con un paio di difensori.

Canestro più FT a 6:07 per un gioco complessivo da tre punti che ci rimandava sul -6 (72-78) prima che dall’altra parte Rozier (da fermo) salisse rapidamente fronte a canestro per eseguire un tiro da tre punti a parabola medio-alta che finiva dentro e mentre Kemba in dribbling mancava il layup che sembrava ormai fatto, la squadra di Borrego incassava un lungo due punti di Horford a 5:12 che portava gli uomini di Stevens sul vantaggio in doppia cifra allungato a 4:31 da due FT di Brown (72-85).

Horford metteva dentro il 9-0 di parziale con un turnaround mentre Batum sul lato destro del campo si faceva sottrarre in paleggio nettamente palla da Rozier che s’involava ottenendo due liberi a 2:22 mandando Charlotte sul -17 (esattamente i punti segnati sino a quel momento dal giocatore di Boston).

I Leprechaun chiudevano il parziale sul 13-0 con il lancio di Rozier per l’arrivo lanciato in corsa dalla linea di fondo sinistra di Batum che si regalava una plastica jam a una mano esaltando il pubblico.

Hornets che interrompevano il parziale dei locali con la giocata di forza e bravura di Monk che metteva dentro in avvicinamento nonostante subisse un deciso fallo.

Il gioco da tre punti valeva il 75-91 ma non c’era più partita.

Nel finale gli Hornets mettevano dentro 4 punti contro i 7 avversari che finivano avanti 75-98 grazie a un parziale di quarto devastante (16-35).

Joe Chealey alla prima apparizione nella NBA in Regular Season. Due punti per lui all’esordio fatto però tutto di “tempo spazzatura”…

4° quarto:

Era dichiaratamente garbage time con l’entrata di Bacon nell’ultimo quarto dove la solfa non cambiava, anzi, nonostante entrasse anche la panca dei Celtics peggiorava…

Hayward dal corner destro segnava la bomba del 75-101 a 11:11 portando al 58% dal campo i vedi e anche se a 10:49 un “bump” di Graham per l’arresto e tiro tra Morris e Theis finiva dentro arrivava l’errore dalla lunetta per il nostro numero 4 sul libero addizionale.

Charlotte si esercitava più che altro nel tiro da fuori ma non molti affondavano il colpo come quello di Lamb, uno dei pochi starter a esser rimasto in campo, usciva ben presto dopo un paio d’errori al tiro.

Entrava anche Joe Chealey (mai visto con la prima squadra in regular season) che sul primo tentativo si prendeva una solenne stoppata finendo poi sul ripiegamento a commetter fallo.

A 3:56 dalla fine lo stesso Chealey chiuderà con il floater in entrata da sinistra per l’87-118, canestro non da ricordare per l’utilità ma perché il primo al debutto del n° 31.

Ormai lo sguardo volgeva sulle partite di Wizards e Heat con i primi a far un solo boccone dei Pacers che senza Oladipo si stanno mostrando molto più fragili del previsto e pur avendo un buon margine sulle inseguitrici ora dovranno stare attenti.

I secondi incredibilmente si trovavano dietro Chicago di qualche punto pur giocando in casa e con l’allungo dei Bulls nel finale, un turno ostico per Charlotte si trasformava in una mezza vittoria visto che le distanze rimanevano invariate poiché gli Heat non sfruttavano la partita che sulla carta sarebbe stata da vincere.

Intanto a Boston era festa bianco-verde con l’allungo sul 94-126 finale.

Pagelle

Kemba Walker: 6,5

21 pt., 1 rimbalzo, 2 assist, 1 rubata, 1 stoppata. 9/20 al tiro. Prende in faccia una tripla di Rozier in un momento topico e sbaglia un layup dopo aver superato il traffico ma è l’unico a poter segnare con costanza creandosi il vantaggio tra step-back dal mid-range, entrate e si prende il lusso di mettere anche una tripla leggermente fuori equilibrio. Finisce per rimanere in panchina nell’ultimo quarto a scuoter la testa.

Jeremy Lamb: 4,5

6 pt., 5 rimbalzi, 1 assist. Viene completamente a mancare in attacca dove ci prova anche meno rispetto il solito. In difesa non mi piace molto in serata. Segna due triple, una all’inizio e una nell’ultimo quarto, poi basta…

Nicolas Batum: 6

13 pt., 2 rimbalzi, 4 assist, 2 rubate. 6/11 e 3 TO con un -18 di plus/minus (come Kemba). Gioca bene all’inizio creando attraverso i passaggi opportunità per i compagni e mettendo anche i tiri. Bello un suo fade-away e la tripla a inizio terzo quarto scagliata senza esitazione. Lasciato insieme a Kemba a chiuder le azioni offensive comincia a sbagliar troppo e finisce anche per farsi rubare un pallone sul lato destro troppo semplicemente (costerà la transizione e due punti subiti a mezzo lunetta). Buono l’inizio in sostanza, poi s’inceppa…

Marvin Williams: 6,5

10 pt., 2 rimbalzi, 1 rubata. 4/4 dal campo con due triple precise. Non sbaglia stanotte Marvin. I suoi punti di rottura riesce a metterli e quando marca Horford riesce spesso a farlo sbagliare. Purtroppo non è uno che riesca a crearsi il tiro e quindi se non viene messo in condizione non può contribuire all’offesa come capita nel terzo quarto quando non si vedono molti schemi per portarlo al tiro come alternativa a Kemba e Nic.

Bismack Biyombo: 6

2 pt., 5 rimbalzi, 2 assist, 1 stoppata. Presenza discreta in campo che chiude con un 1/3 in attacco (stoppato da dietro da Horford nel pimo quarto) mentre in difesa non mi esalta anche se prende 5 rimbalzi in poco più di 13 minuti. -7 di plus/minus, molto più solido a livello di posizionamento e fisico rispetto a Willy anche se ad esempio Horford lo batte in girata in area nel secondo tempo ma lui lì c’era…

Malik Monk: 6

16 pt., 2 rimbalzi, 1 assist, 1 rubata, 1 stoppata. Inizia mancando una tripla ma poi due sue bombe sono utili. Segna quella del +1 a fine primo tempo poi quando Charlotte sbanda non riesce a far molto anche se ha il merito di trovare con una caparbia azione attaccando il ferro un gioco da tre punti. Nell’ultimo quarto si esercita a tirar da tre con scarsi risultati. Alley-oop molto bello.

Michael Kidd-Gilchrist: 5

6 pt., 1 rimbalzo, 2 assist, 1 rubata. 3/5 dal campo con i punti presi tutti in avvio nel primo quarto con due precisi tiri (uno quasi da tre da sinistra) e un bel gancio, poi quasi più nulla, anche in difesa non convince. Finisce con un -25 di plus/minus.

Miles Bridges: 5

2 pt., 3 rimbalzi, 1 assist, 1 stoppata. Via Lamb, dentro lui nel primo quarto per dare più fisicità. Sembrerebbe una buona mossa ma poi nonostante gli sforzi viene un po’ a mancare l’efficacia, specialmente quella offensiva. 1/5 dal campo con un bell’appoggio in entrata a poi errori al tiro. E come direbbe l’Accademia della Crusca: “Scendi il tiro, Miles!”

Willy Hernangomez: 5

2 pt., 2 rimbalzi, 2 assist in poco più di otto minuti ma per quanto mi riguarda spicca la fragilità difensiva rispetto al centro congolese. Non rischia sulla schiacciata di Tatum abbozzando una stoppata e non lo trovo mai con la giusta grinta in chiusura. Mette l’unico tiro tentato da sotto recuperando un rimbalzo offensivo dalla parte opposta all’appoggio mancato sull’incursione di Graham.

Devonte’ Graham: 5,5

6 pt., 1 rimbalzo, 3 assist, 1 rubata. 2/8 dal campo, 1/3 ai liberi e un paio di TO. Non è la stessa cosa di Parker e si vede anche se su una transizione da lui procurata grazie a un intercetto lancia Monk in orbita e colpisce da tre in un momento dove ha una fiammata.

Dwayne Bacon: 6

5 pt., 4 rimbalzi, 1 stoppata. 2/4 al tiro, un paio di falli e un buon fade-away ma per lui è tutto garbage time.

Frank Kaminsky: 5

3 pt., 3 rimbalzi, 1 assist in 8:50. Un po’ svogliato spara quasi esclusivamente da tre chiudendo con un 1/3 da fuori e mancando un altro tiro poi dalla lunetta chiude con 0/2. Garbage time d’accordo ma non è così che si farà notar se non per una cessione eventuale.

Joe Chealey: 5,5

2 pt., 1 assist, 1/3. Entra un po’ incerto, fisico non esattamente da body bodybuilder e si fa stoppare su un tentativo telefonato, commette fallo sul ripiegamento poi va a segnare un buon canestro con l’entrata da sinistra e un floater che questa volta scavalca il difensore a debita distanza per la buona difesa della palla. Lo ricordavo meglio in preseason ma entrare così…

Coach James Borrego: 5

La squadra difetta di giocatori che sappiano cosa fare e dove andare contro difese così… Batum e Kemba provano nel terzo quarto sul lato offensivo ma sono soli. Anche nel primo tempo c’è un momento con un quintetto che non ha sbocchi offensivi. In difesa non si tiene e siamo spesso tagliati fuori dai numerosi assist di Boston. C’è da rivedere la gara e andare molto più convinti alle prossime due tra le mura amiche del The Hive…

Con la “caduta” a Boston Charlotte è 5-3 nelle ultime 8 sperando di arrivare e 7-3 grazie ai prossimi due turni casalinghi con Memphis e Chicago in back to back.

Game 39: Charlotte Hornets @ Phoenix Suns 119-113


Intro

La distanza dal Sole, per quanto sappiamo, è uno degli elementi fondamentali perché nasca e progredisca la vita, almeno per come la conosciamo.

La cosiddetta fascia abitabile costituisce una zona né troppo calda né troppo fredda dove si possano creare condizioni favorevoli, il tutto a condizione che vi sia anche un medium liquido, un fluido, come quello fatto di volontà, forza, agilità, abilità in generale che Charlotte nella città della Fenice deve mostrare di possedere.

Nel sistema solare la Terra e Marte che lambisce l’orbita esterna di questa fascia sono gli unici due pianeti sui quali si potrebbe scommettere poiché i pianeti gassosi esterni sono troppo ghiacciati e quelli interni Mercurio e Venere bruciati o bombardati dai raggi solari.

Ovviamente anche Charlotte contro i Soli di Phoenix doveva trovare la giusta misura, spaziature, passaggi, capire i punti deboli degli astri per volgerli a nostro favore e al contempo alzare lo scudo costituito dall’atmosfera difensiva, quell’atmosfera che in alcune trasferte si è dissolta creando le premesse per l’arsura dei pitturati e la pioggia di metallo fuso da oltre l’arco…

Questione di equilibrio insomma, non perder la testa e lasciarsi andare a break subiti troppo velocemente e vincer la gara con la squadra sul ciglio della fascia abitabile dei playoffs, con il pianeta Detroit pronto a tracciar una traiettoria più interna in caso di sconfitta della squadra di Borrego.

La partita in breve

Una partita punto a punto vinta dagli Hornets sul terreno dei Suns.

Charlotte non vinceva in trasferta dal 9 dicembre (New York), perciò questa è una buona notizia tenendo conto che Lamb non era ancora disponibile ma, inutile nascondersi dietro un dito, la squadra di Borrego ha lottato ma non ha convinto salvandosi per esperienza e per le giocate di Parker e di Walker, il quale dopo aver sonnecchiato per te quarti ha risolto la partita nel finale.

Phoenix però ha giocato per più di mezza gara senza Booker perso per infortunio quindi la vittoria sul filo di Charlotte è da prender per buona nella necessità di mantenere l’ottava piazza ma deve far riflettere chi ha a cuore le sorti del team.

Partita irata dunque chiusa sul 29-30 nel primo quarto con i Suns in vantaggi anche all’intervallo 57-60 scavalcati dagli Hornets a fine terzo quarto sull’85-81 prima d’innescare la battaglia finale che vedeva Charlotte andare sul +8 (100-92) con un Parker in gran spolvero ma dopo uno 0-5 subito Phoenix rientrava in gara e sfruttando qualche tripla fallita da Charlotte a 1:27 passava avanti con Crawford grazie al tiro in sospensione dalla sinistra (108-109).

Kemba rinunciava alla soluzione da fuori per penetrazioni con crossover, finte varie e contatti che producevano unitamente all’inumano step-back laterale e tiro rapidissimo oltre Ayton il 114-111.

T.J. Warren mancava l’appoggio contro Batum e Kemba allungava dalla lunetta, Oubre Jr. era mandato a schiacciare per evitare falli a 4 secondi dalla fine così Borrego entrava in campo per chiedere time-out sul 116-113.

Kemba sfuggiva al fallo e dalla nostra metà campo lasciava andare la sfera liberatoriamente che tuttavia finiva dentro anticipando la luce rossa per due decimi fissando il 119-113 finale.

Hornets quindi che sopravvivono al calore dei Soli e lo usano per mantenere la posizione all’interno delle squadre partecipanti ai Playoffs a Est accorciando sui .550 (19-20) in classifica.

T.J. Warren ha chiuso con 23 punti, Josh Jackson con 22 e Ayton ha aggiunto 19 punti e 9 rimbalzi per la squadra dell’ex allenatore della Slovenia.

Per Charlotte il fattore rimbalzi è stato importante con un 46-36 a favore usando anche qualche rimbalzo offensivo e pick and roll per produrre più punti nel pitturato cercando di andar dentro.

Ciò si nota anche in parte dall’alto ma pessimo 24/34 degli Hornets dalla lunetta mentre i Suns hanno chiuso dalla linea con un buonissimo 17/19.

48,4% dal campo per Charlotte contro il 51,8% di Phoenix che tuttavia ha pagato l’inesperienza dei rookie come Melton a commetter tre falli in poco tempo e a regalare nell’ultimo quarto a Kemba tre liberi.

Le formazioni:


La partita

1° quarto:

Sulla palla a due, dopo una falsa partenza gli Hornets riuscivano a ottenere il primo possesso della partita con Biyombo che tuttavia commettendo un fallo in attacco restituiva palla a Phoenix che passava in vantaggio con Ayton e il turnaround oltre Williams dal cuore dell’area.

Kemba con il crossover e la drive chiusa a destra del ferro con lo scoop pareggiava e sulla drive assist di Graham Biyombo schiacciava facilmente a due mani.

Phoenix pareggiava con un mid-range dalla destra di Ayton, in difesa Graham anticipava il passaggio per T.J. Warren il quale però chiudeva la transizione dopo una palla persa da Walker in attacco.

Booker era veloce sul lato destro, Batum chiudeva, per gli arbitri era sfondamento, piuttosto dubbio, comunque i Suns allungavano ancora con una tripla di Mikal Bridges alla quale rispondeva con una girata a una mano in area Williams in uno contro uno, piuttosto fisica dopo un precedente tentativo sempre in uno contro uno non fischiato.

Era ancora Marvin a riportare in parità le sorti della partita con una tripla dalla diagonale destra a 7:22, Batum tirava invece lungo da tre dall’altra parte mentre dal corner destro Booker riportava avanti la squadra di Kokoskov (9-12).

Il time-out a 6:44 di Charlotte inizialmente non serviva poiché Ayton dalla lunetta allungava di due ma in difesa Batum a una mano aveva un riflesso deviando il passaggio diretto per il giocatore in taglio sulla linea di fondo e in attacco ricevendo sotto alzava un pallone sul contatto con Ayton e T.J. Warren riuscendo inaspettatamente a segnare ottenendo anche un libero poi realizzato per il 12-14 a 5:39.

T.J. Warren di liberi ne otteneva due forzando il fallo Graham in arretramento sulla baseline per poi segnare il 12-16 che poi diveniva 18 con il buon tocco di Jackson al vetro.

Gli Hornets contrastavano il buon momento Suns con un Batum in forma: corsa verso la linea di fondo destra e fade-away in uno contro uno in faccia a Melton (terzo fallo) più tiro libero a segno per il 15-18.

Kemba a sinistra raddoppiato sulla linea laterale usciva da una brutta situazione in palleggio trovando la via del canestro partendo da sinistra per percorrer la linea di fondo mentre spalle a canestro Willy, dopo un paio di finte sull’interno, girava a sinistra sul piede perno oltre il n°21 per batterlo con l’appoggio di sinistro e portare avanti Charlotte sul 19-18.

Jackson per fallo di Monk otteneva due FT a 3:18 segnandone uno per riequilibrare la gara quindi arrivava un botta e risposta continuo tra i due team partendo dal pull-up di Batum per il 21-19, continuando con turnaround di Holmes, passando per il jumper di Parker, il floater di Okubo, il canestro di Willy da sotto dopo la penetrazione/scarico di Parker e il canestro di Booker in entrata a superare Willy per il 25 pari.

La situazione mutava dopo l’errore da tre di Monk poiché Jackson da tre punti portava sopra i locali che comunque incassavano una dunk di Willy con Parker ancora bravo a fornir palla al centro spagnolo.

Elbow di Crawford ed entrata con alzata a una mano di Tony Parker perfetta a chiudere il quarto sul 29-30 con errore finale di Holmes in area chiuso da Batum.

Walker passa Ayton nel primo tempo. AP Photo/Rick Scuteri.

2° quarto:

Dopo 9 secondi Oubre Jr. con due FT allungava per Phoenix che allungava con Crawford a 11:27 (pull-up 29-34) ma Parker andando oltre Okubo accorciava mentre Willy su assist di Monk pescava il fallo di Holmes a 10:42 ma si mangiava entrambi i liberi.

Parker con l’arresto e tiro dalla diagonale destra ci riportava sul -1 anche se la difesa degli Hornets non riusciva a bloccare le incursioni avversarie così Okubo segnava due punti continuando a tender l’elastico.

Un bel passaggio verticale schiacciato di Parker per Willy sul pick and roll consentiva al centro spagnolo di lanciarsi a destra passando il canestro mettendo anche il reverse-layup sul contatto.

Questa volta il libero andava a segno e Charlotte riotteneva la parità a quota 36.

Willy con una mano anticipava un passaggio e Monk chiudeva la transizione a 9:28 mandando Phoenix al time-out a 9:28.

A 8:35 Ayton andava facile da sotto ma Parker 12 secondi più tardi si dimostrava inarrestabile per i Soli chiudendo bene in entrata per un 5/5 personale dal campo…

Jackson più o meno replicava allo stesso modo poi Oubre Jr. mandava in lunetta Bridges che splittava anche se sul secondo tiro l’errore favoriva l’extra possesso di Charlotte che non segnava favorendo un altro canestro di Ayton per il sorpasso (41-42).

Booker in entrata di fisico spostava Graham appoggiando facilmente con Biz in aiuto con un pizzico di ritardo così a 6:13 era Charlotte a chiamare la pausa sul 41-44.

A 5:44 Walker andava in bonus in lunetta ma si vedeva già dal body language fosse poco convinto non potendo che fallire entrambi i liberi.

Charlotte però riotteneva sue liberi quando su uno stag Williams era colpito dalla gomitata pugno di T.J. Warren che se la cavava con un flagrant 1.

Due liberi a segno ma sull’extra possesso Batum mancava la tripla fai da te e su un altro attacco Graham con un brutto passaggio favoriva il coast to coast di Melton che evitava Kemba e la stoppata di Batum per due punti ben costruiti.

A 4:18 lo scarico per il post basso di Biz valeva due punti per il centro che decollando era toccato da Holmes ma il libero questa volta era impreciso tuttavia per un tentativo di stoppata da dietro, l’ex Magic tornava in lunetta con più fortuna (2/2) rimandando Charlotte sopra.

Dopo una palla a due nella nostra area vinta da Batum a Kemba riusciva la magia da tre punti per il 50-46 ma il divario era colmato da Phoenix con i canestri di Ayton (2 FT) e T.J. Warren in entrata.

A 2:14 un lungo tre frontale di Graham era “replicato” da Crawford oltre M. Williams (53-53), ma Ayton con il braccio destro spingeva via Willy proprio nel momento nel quale arrivava il passaggio, sul rientro del centro era toccato e andava guadagnare tre punti…

Un paio di tap-in (uno per parte) e due FT bonus per Graham a :41.5 (fallo T.J. Warren sulla serpentina del rookie) lanciavano il risultato sul 57-58 poi ritoccato nel finale da un 2/2 di Bridges (quello di Phoenix, Mikal) per il 57-60 all’intervallo.

3° quarto:

Dopo l’intervallo Phoenix ritrovava Booker ma in borghese a causa dell’infortunio patito nel primo tempo, così era Charlotte la prima a segnare con Kemba bravo a passare lo schermo di Biz in area quasi avvinghiandosi per poi segnar di destro in entrata cambiando mano appoggio ma un’entrata di T.J. Warren e una tripla dello stesso giocatore spedivano Charlotte sul-6 (59-65) ma in soccorso dei Calabroni arrivava la tripla di Marvin Williams che ricevendo uno skip pass trovava uno spazio libero in una zona no resistence per il 62-65.

Dall’altra parte l’uscita a vuoto di Batum nel tentativo d’anticipo faceva saltare le rotazioni e Phoenix andava a bersaglio con un paio di passaggi che portavano Jackson alla tripla dall’angolo sinistro.

Colpevole era la difesa di Phoenix di lasciare “alone” Graham per un’altra bomba che anticipava un gancetto di Marvin bravo a ricevere il lob dietro il marcatore per andare in area a concludere (67-68).

Charlotte scavalcava con due liberi di Kemba (passaggio a livello di Jackson sulla linea di fondo destra) a 6:49 e si salvava su una persa di Kemba con il fallo tattico a metà campo di Batum ultimo uomo.

Dopo un paio di errori la transizione di T.J. Warren diceva che gli Hornets non erano ancora in grado di mantenere il vantaggio ma a 5:16 su un taglio di MKG il diagonale veloce di Willy costringeva al fallo la difesa di Kokoskov. Che tuttavia sui liberi capitolava una sola volta (70-70) ma su un pick and roll tra Parker e Willy il centro spagnolo segnava guadagnando l’and one per realizzare il 73-72 a 4:44.

Batum da sinistra con un passaggio basso orizzontale dava a MKG la possibilità di depositare in corsa e su un altro passaggio di Willy era ancora MKG a tagliare a sinistra in diagonale con il raddoppio verso il centro e Oubre Jr. che lo lasciava scivolare solo per ricevere e segnare il 77-72.

Holmes con un 2+1 a 3:33 riportava a due i punti il gap ma Willy con una second chance dall’area faceva partire un’alzata che s’infilava nel cotone per il 79-75 prima che il pull-up di un pericoloso Crawford riportasse nell’incertezza la situazione.

Parker in entrata con il piccolo arcobaleno oltre i difensori irradiava l’attacco degli Hornets e MKG in difesa conteneva oltre l’arco Oubre Jr. che pasticciava finendo per perder palla in rimessa laterale.

Parker tornava sulla terra prendendo una stoppate e sbagliando un tiro ma Willy a rimbalzo toccato a 1:10 si dimostrava bravo dal campo ma meno a gioco fermo da dove sbagliava ancora ai liberi portandosi sul 2/5…

Hornets comunque su un +6 che era mantenuto, dopo il jumper di Oubre Jr. da Hernangomez che in corsa sul passaggio volante rischiosissimo di Monk, deviava nel cesto prima di andare oltre il tabellone.

85-81 preparandosi alla battaglia finale.

La coppia di play vincente Walker/Parker. Foto: Joe Camporeale-USA TODAY Sports

4° quarto:

Phoenix partiva bene con un ½ di Holmes dalla lunetta e con la tripla di Melton dal corner destro su scarico da baseline.

85 pari rotto dalla spin dance di Parker e successiva entrata appoggio.

Una palla persa in palleggio da Crawford contro Miles innescava la transizione chiusa da MKG che scivolando metteva comunque dentro l’89-85.

Parker dopo il crossover usava il plexiglass per dar tornare gli Hornets sul +6 ma non era finita per i Suns perché il francese passando un blocco alto sul centro andava sulla sinistra avvantaggiandosi su T.J. Warren che provava con il salto disperato a fermare l’uomo dalle 18 primavere NBA: niente da fare, pull-up perfetto e 93-85 Hornets a 8:53.

Ayton e Marvin battagliavano: il centro dei Suns segnava in turnaround, poi era Williams a stoppare il centro di Phoenix che passava Willy ma non l’aiuto e Marvin in attacco raccoglieva il rimbalzo fissando due punti.

Jackson da tre punti per il 95-90 non otteneva l’aiuto de compagni, Bridges con un attento close-out sulla sua sinistra a livello dell’arco da tre punti favoriva la tripla di Monk dallo stesso lato (98-90).

La squadra di MJ raggiungeva il 100-92 ma si scioglieva prendendo un parziale di 5-0 con la tripla di T.J. Warren da sx con Bridges attirato verso il centro a concedere cm preziosi prima di provare il rientro sullo scarico per il numero 12…

100-97 a 5:05 dall’ultima sirena respinto momentaneamente da Kemba con l’appoggio da sotto.

Un jumper lungo di Jackson e un sottomano di Kemba dopo un crossover allungavano il punteggio sul 104-99 ma dopo l’errore da tre di Kemba, T.J. Warren con l’entrata in diagonale ne passava tre chiudendo con un bel terzo tempo per il -3.

Il pick and roll di Willy era buono per portare il centro in lunetta a 3:07 ma non era serata perché splittava ancora rimanendo sotto il 50%…

Batum da tre falliva e sulla transizione l’open 3 dalla diagonale sinistra di T.J. Warren valeva il 105-104.

A salvare Charlotte ci pensava l’inesperienza di Melton attardatosi su un blocco portato per Kemba che sul tiro era toccato e spostato dal fianco destro del rookie danneggiando i suoi con tre FT (tutti a segno) a 2:12.

A 1:58 Kemba però restituiva il favore anche se in maniera meno vistosa, era così Crawford a non mancarne nemmeno uno ripristinando il -1 (108-107).

Kemba da tre sbagliava nuovamente e sul blocco a sinistra Crawford avanzava trovando spazio per il jumper sorpasso vincente che preludeva al possibile nuovo disastro (108-109).

Kemba rinunciava alla tripla per l’entrata a 1:17 trovando il contatto con il centro avversario.

Giocata da tre punti per il +2 ma Crawford dal mid-range si dimostrava terminale affidabile per riequilibrare il match sempre più in bilico.

A spostarlo dalla nostra parte era Kemba che dopo aver sonnecchiato per tre quarti a un minuto esatto dalla fine trovava il leggero contatto con Ayton prima di esser stoppato.

Un Kemba quasi affranto si presentava in lunetta segnando un solo libero ma dopo l’errore di Crawford sul fronte opposto arrivava il canestro di Walker che dopo aver passato il proprio difensore era affrontato da Ayton che lo vedeva scivolare lateralmente con uno step-back lunghissimo e velocissimo, irripetibile per gli umani e alzarsi per il perfetto jumper dal mid-range vistagli fare tante altre volte. Canestro fondamentale a :21.7 dalla fine con i Suns a giocarsi l’ultimo time-out.

L’entrata di T.J. Warren era disturbata di quel tanto che bastava da Batum per farlo sbagliare e sull’uscita Kemba subiva fallo.

2/2 a :09.1, Suns senza time-out che segnavano con Oubre Jr. lasciato andare in schiacciata.

Borrego dopo un paio di secondi d’incertezza sulla rimessa dal fondo entrava in campo “incazzato” a chiamare un time-out vista la situazione (116-113) non ancora risolta.

Sulla rimessa arretrata di Parker, Walker sfuggiva al tentativo di fallo disperato del difensore rilasciando la palla più per liberazione che per centrare il canestro ma la sfera assecondava il finale magico di Walker finendo dentro la retina direttamente a due decimi dalla sirena regalando il buzzer-beater del +6 definitivo.

Pagelle

Kemba Walker: 7,5

29 pt., 7 rimbalzi, 1 assist. 9/20 al tiro aggiustato nell’ultimo quarto anche se sbaglia un paio di triple. Sbaglia in precedenza anche due FT sulla stessa azione. Sembra abbastanza bloccato, forse un po’ depresso dalla situazione giocando da 5 il primo tempo ma interviene nel finale al momento propizio con diverse entrate che fanno la differenza e il magistrale step-back laterale su Ayton per il +3. Nel finale è freddo ai liberi e gioca anche il jolly della tripla siderale sulla sirena…

Devonte’ Graham: 6,5

8 pt., 3 rimbalzi, 3 assist, 1 rubata. 2/4 al tiro. Un paio di TO. Affonda un paio di triple non disdegnandole se ha la possibilità di non forzarle. Forza invece un tiro da due in uno contro uno che gli va lungo. Spende un solo fallo in contenimento arretrando sulla linea di fondo.

Nicolas Batum: 6,5

8 pt., 4 rimbalzi, 4 assist, 3 rubate. 3/7 al tiro. Sbaglia tutte e 4 le triple tentate ma parte benissimo sia in attacco che in difesa poi si ferma totalmente in attacco dopo due giocate da tre punti l’una e un bel fade-away ma in difesa continua a esser presente e utile come nel finale quando fa quel tanto che basta per far sbagliare T.J. Warren in appoggio.

Marvin Williams: 6,5

16 pt., 7 rimbalzi, 2 assist, 1 rubata, 1 stoppata. 6/12 al tiro. Ancora sopra la quindicina Marvin che tira bene dal campo ed è l’unico in difesa al quale riesce una stoppata in una statistica latente. La sua, in aiuto su Ayton è preziosa anche perché poi il centro la tocca oltre il fondo. Marvin, pur con i suoi limiti lotta.

Bismack Biyombo: 6,5

6 pt., 8 rimbalzi, 1 assist, 1 rubata. 2/6 al tiro con appoggi un po’ troppo approssimativi. Bella la sua entrata in salto dalla linea di fondo destra girandosi d’anca. 2/3 dalla lunetta per lui va bene. Esce qualche volta sul tiratore aiutando la difesa a recuperare l’eventuale errore.

Malik Monk: 5

5 pt., 3 rimbalzi, 1 assist. 2/8 dal campo con un ¼ da fuori che divide equamente le soluzioni offensive. Per fortuna manda a segno la tripla del 98° punto ma sbaglia decisamente troppo per un tiratore. Rimane in campo 16:29.

Michael Kidd-Gilchrist: 6,5

7 pt., 2 rimbalzi, 2 rubate. Inizia a farsi notare nel secondo tempo quando ha il suo momento d’oro con i tagli che gli regalano 5 punti in breve tempo, fa perder palla a Oubre Jr. ma poi in attacco restituisce il favore. Che i tiri entrino o no in difesa ci prova facendo sbagliare gli avversari.

Miles Bridges: 5

1 pt., 2 rimbalzi. Manca un tiro e un libero, buono il close-out sulla sua sinistra, meno quello a destra dove si fa risucchiare verso il centro,laddove si stava sviluppando l’azione ma sullo scarico concede cm a T.J. Warren che punisce.

Tony Parker: 7,5

20 pt., 1 rimbalzo, 6 assist. 9/16 al tiro e +13… Parker da una spinta forte e costante nei momenti che contano anche se poi pere un paio di palloni nel finale eclissandosi lasciando spazio a Walker, il titolare… Tony però sfrutta magistralmente la propria velocità, eleganza ed imprevedibilità per battere i difensori avversari.

Willy Hernangomez: 7

19 pt., 9 rimbalzi, 4 assist, 1 rubata. 5 falli e 3 TO ma un 8/12 dal campo con 23:41 sul parquet. Sfrutta i pick and roll e gli screen roll con Parker ma gli capita anche di segnare sull’errore del francese.

Coach James Borrego: 6

La squadra non convince in difesa lasciando qualche canestro facile. Time-out chiamati nei momenti giusti compreso quello nel finale entrando in campo. Le rotazioni sono abbastanza equilibrate e la coppia europea Parker/Hernangomez si cerca e rende di più.

Game 35: Charlotte Hornets @ Washington Wizards 126-130


Intro

E’ in circolazione nella sale cinematografiche un film chiamato Il Ritorno di Mary Poppins. Ovviamente si tratta di un classico con stacchetti musicali che corre sul doppio filo della vita reale degli adulti mentre quella fantastica è un mondo nel quale la protagonista porta i bambini ma non solo.

Il messaggio chiaro è credere anche oltre l’impossibile.

I sogni da realizzare sono una piccola matrioska dentro di noi e serve crederci, per questo gli Hornets, psicologicamente afflitti dal mal di trasferta, alla vigilia della partita con i Wizards avrebbero dovuto prendere esempio dalla creazione di Helen Lyndon Goff ma l’unico surreale alla fine a crederci è stato capitan Kemba che finirà con 47 punti.

Per questioni personali di tempo, salutandovi nell’ultima partita del vecchio anno il pezzo sarà più leggero, se non proprio come Mary Poppins che vola via con l’ombrello magico, quasi, almeno rispetto il solito…

Le formazioni:

La partita in breve


1° quarto:

Partiva bene Washington che metteva dentro i primi 4 punti del match ma Charlotte piazzava un parziale di 7-0 partendo dall’appoggio di Zeller in corsa a 10:24 arrivando al tap-in del nostro centro a 8:25 dopo l’errore di Lamb in entrata.

A pareggiare pensava Thomas Bryant con una giocata che valeva tre punti (2+1), poi gli Hornets con un mini-parziale di 5-0 correvano sul 12-7 anche grazie a Zeller che passava in mezzo all’accorrente Williams in taglio diagonale.

Charlotte rimaneva avanti giocando un buon basket magnificato dall’open 3 di Batum dal corner destro dopo un rapido e imprevedibile giro palla di Charlotte abile a servire il francese sul lato debole per il 15-7.

Cody a 5:09 in uno contro uno batteva l’avversario sulla transizione con agilità ma Dekker con 4 punti consecutivi aiutava la rimonta dei locali tornati sul 19-16.

Beal a 2:17 commettendo fallo sul tiro rallentato di Batum consentiva al francese tre tiri e altrettanti punti comodi in lunetta per il 24-18.

Un paio di schiacciate dei Wizards e l’entrata di Brown a 1.14 oltre Willy annullavano completamente il gap mentre la tripla di Chasson Randle ci mandava sotto ma un 5-0 finale con la risposta di Graham e il rimbalzo offensivo convertito in du punti da MKG ci regalavano il vantaggio (29-27).


2° quarto:

La panchina non era un fattore a nostro vantaggio come in passatoe mentre Willy si faceva stoppare da Green e battere da oltre l’arco da Brown, contemporaneramente i rossi passavano avanti sul 29-32.

La partita rimaneva punto a punto e Charlotte a 9:01 faceva una capatna avanti con lo step-back da tre di Lamb (39-38).

L’equilibrio però non era rotto e a 4:06, con gli Hornets sotto di due, Kemba otteneva e segnava due FT (53-53).

Un parzale di 6-0 Wizards era dimezzato da una bomba di Williams a 2:10 ma le triple di Ariza e Satoransky intervallate dall’entrata di Walker mandavano il match sul 58-65 evidenziando una difesa del team di Borrego troppo molle nel quarto.

Cambiava poco sino all’intervallo poiché Charlotte riusciva a mangiare solamente un punto portando il finale di primo tempo sul 61-67.


3° quarto:

Lamb rubando un pallone correva in transizione subendo un goaltending di Bryant, poi, sempre Jeremy, in difesa quasi riuscendo a deviare palla recuperava un altro pallone ma la sfera finiva fuori insieme al nostro numero tre che schiantandosi su un tifoso era colpito dal beveraggio dello stesso.

Colpiti invece dai Wizards erano gli Hornets che mancavano in difesa per colpa della stoppata di Green su Batum per il fing and roll di Beal in transizione che a 9:20 da posizione frontale mandava Charlotte sotto di 8 punti e Ariza a 8:56 con il semplice appoggio di destro in entrata troppo facile mandava la squadra di Borrego su un brutto -10.

Charlotte dimezzava lo svantaggio con un lungo due punti(76-81) di Monk poi Williams convergeva sotto canestro per far sbagliare il tiro all’avversario e a 4:14 sul ribaltamento concludendo da tre punti a 4:14 aiutava Charlotte a rientrare anche se dalll’altra parte Bryant volava oltre MKG per schiacciare e la squadra di Brooks tornava ad avere un impenata portandosi a 2:33 sull’83-90.

Un parziale di 7-2 chiuso da MG in transizione a :33.7 rimetteva gli Hornets in carreggiata, poi Bryant metteva dentro ma Graham in entrata batteva anche la sirena per il buzzer beater del 92-94.

Charlotte Hornets guard Jeremy Lamb (3) drives against Washington Wizards forward Jeff Green during the first half of an NBA basketball game Saturday, Dec. 29, 2018, in Washington.Al Drago / AP


4° quarto:

Charlotte rimetteva in parità la gara assestandodue liberi con Lamb che in transizione subiva la randellata di Randle che in precedenza aveva regalato con un passaggio rimasto lì palla a Jeremy.

96 pari poi però con ben due rimbalzi offensivi ottenuti i Wizards infilando la bomba con Ariza (secondo tentativo da stessa posizione nella stessa azione) si spingevano sul 98-103.

Kemba dalla destra fintando otteneva che Green gli si lanciasse addosso: fallo sul tiro che finiva dentro per tre punti perfetti mentre Green rimaneva giù e Kemba andava a sbagliare il libero addizionale.

MKG in coast to coast aveva energia per spinger la transizione appoggiando oltre Dekker il nuovo pareggio a 6:16.

Kemba a 5:36 impressionava ancora con il pull-up velocissimo dal palleggio e un tiro solo cotone lungo da destra ma il vantagggio di Charlotte andava a male perché i Wizards scavalcavano addondando con Satoransky la tripla del 105-109per poi salire sul +6 con l’assist schiacciato spinto dal play ceco verso Bryant per la nuova jam…

Kemba era l’unico a trascinar la squadra in attacco e lo faceva ancora a 2:46 presentandosi sulla linea da tre punti con rapidità da ghepardo e coordinazione da Robin Hood per scagliare una freccia che serviva alla squadra di MJ per tornare sul -3 (113-116).

Quando Ariza mandava dentro la tripla oltre Zeller a 2:00 dalla fine sembrava tutto perduto sul 114-121 ma nei 24 secondi finali Charlotte era lanciatissima: 2 FT per Zeller a :23.3 per il 119-125, Kemba a :17.2 ne aggiungeva altri due grazie all’intercetto su rimessa di Williams a metà campo, Satoransky mancava due liberie Walker a :11.1 metteva dentro altri due FT per il 123-125…

Un 7-0 arrestato da Beal che in lunetta a :09.5 per il fallo di Williams portava oltre il possesso unico Charlotte.

Kemba non demordeva sparando la tripla del 126-127 ma sul lungo lancio di Green gli arbitri non rilevavano la possibile infrazione di Green guardando sull’home-run pass il fallo di Walker al quale non era assegnato il clear path ma ad Ariza era concesso il canestro più il tiro libero.

Gioco da tre punti che a :01.8 decideva la gara terminata sul 126-130.

Walker è stato uno dei pochissimi crederci ma la squadra deve fare il mea culpa per una difesa per larghi tratti dei periodi centrali troppo svogliata e per i 16 turnover dei quali ben 6 commessi da Zeller…

24 i punti di Ariza, 21 per il centro Bryant con Washington capace di tirare con il 51,6% complice la difesa non sempre attenta degli Hornets.

Dekker e Satoransky, oltre a Bryant fanno un inusuale figurone, qualcosa c’è da rivedere nella difesa degli Hornets se giocatori non eccelsi riescono a mettere insieme career-high o perdere con degli avversari menomati da perdite importanti come quella di Wall (pare infortunio lunghissimo fino alla fine della stagione), di Howard di Markieff Morris e Otto Porter.

La stagione è lunga ma queste sono vere e proprie occasioni gettate al vento, oltretutto contro una squadra in crisi ma evidentemente i Calabroni in trasferta non riescono a esser concentrati per tutto il tempo e a usare quell’energia che in casa modifica i risultati a nostro favore, spesso…






Pagelle

Kemba Walker: 8

47 pt., 4 rimbalzi, 4 assist, 1 rubata, 1 stoppata. 18/29 al tiro. Se fosse una macchina non avrebbe sbagliato tre degli otto liberi recuperati con il peccato di non aver sfruttato quello sulla tripla da destra sul fallo subito da Green. Incredibile nell’ultimo quarto, se non è clutch è un trascinatore da secondi tempi nei quali aiuta tantissimo la squadra che ne ha bisogno. In partita è stato un uomo solo al comando… 47 punti non arrendendosi fino all’ultimo spendendo anche il fallo forzoso su Ariza.

Jeremy Lamb: 5

13 pt., 5 rimbalzi, 1 assist. 4/12 al tiro. Stecca la gara. Nelle ultime partite era stata degna spalla di Kemba giocandosela sul fronte delle percentuali ma ieri, anche se ha toccato quota 13, ha sbagliato un po’ troppo compresi due liberi, con un paio di TO. Poco produttivo anche in zona assist gli sono mancati quei lampi difensivi che ha ogni tanto nel rubar palla o nel render difficile all’avversario il tiro.

Nicolas Batum: 4,5

8 pt., 5 rimbalzi, 4 assist, 2 rubate. 1 stoppata. Numeri non male compresi i tre liberi a segno gentilmente regalati da Washington sulla sua tripla slow mancata. Se spinge normalmente in zona assist con un paio di TO e un’indecente prestazione al tiro quando serve, rovina tutto.

Marvin Williams: 6,5

17 pt., 7 rimbalzi, 3 assist, 1 rubata, 1 stoppata. 7/14 al tiro con 3/7 da fuori ma manca un paio di tiri quando servono. Capita… Sicuramente raggiunge la sufficienza anche considerando l’impegno difensivo sebbene commetta 5 falli. E’ l’unico dei titolari ad avere un plus/minus positivo anche se minimo (+2).

Cody Zeller: 5

8 pt., 9 rimbalzi, 4 assist, 1 rubata, 1 stoppata. Con un paio di punti e un rimbalzo in più sarebbe andato in doppia doppia nei soli 24 minuti giocati. La difesa non lo aiuta e lui viene tagliato fuori spesso nel finale da passaggi dei Wizards che lo battono (vedi bound pass per la slam di Beal nel finale) come la tripla presa in faccia da Ariza (sempre nel finale) nonosrtante l’uscita in rotazione sull’arco. A rovinare tutto non sono i 5 falli spesi prematuramente che ne abbassano il minutaggio ma i 6 turnover dove dimostra a volte poca reattività e mani poco salde, di pastafrolla.

Malik Monk: 6

9 pt., 1 assist, 2 rubate. 3/5 al tiro, più concentrato e preciso delle ultime uscite. Una partita dove aiuta dalla panchina in punti e anche in difesa recuperando un paio di palloni, sebbene il suo solito pallone perso lo conceda anche questa volta.

Michael Kidd-Gilchrist: 6,5

11 pt., 6 rimbalzi, 1 rubata. Non mi era piaciuto molto all’inizio, battuto dalla controparte meno nobile, poi nel finale fa densità e recupera almeno un paio di palloni nel cuore dell’area prima dando una mano a Williams chiudendo i battenti del canestro per l’attacco Wizards giunto a pochi passi dal cesto, poi accartocciandosi a terra nel pitturato per uscire vittorioso sulla palla vagante, infine in attacco spinge mettendo dentro uno swooping hook e un coast to coast uno contro uno fatto di pura energia. 5/6 al tiro, nessun TO ma anche lui arriva al limite dei falli (5) non sempre ben spesi.

Devonte’ Graham: 6,5

11 pt., 4 rimbalzi, 5 assist, 1 rubata. 4/6 al tiro e un TO. Anche se in qualche occasione si fa battere facilmente in difesa, piega le gambe e cerca di tenere, tanto che in alcune occasioni gli avversari sembrano andare in difficoltà. Si fa rispettare pur con lacune. In attacco non è Parker ma lo sostituisce più che dignitosamente a livello di assist e anche di punti. 2/2 ai liberi e una tripla revenge dopo quella appena presa in faccia più altri tre canestri. Buona partita, era questo il Devonte’ visto in preseason.

Guillermo Hernangomez: 4,5

2 pt., 1 rimbalzo. Gli mancano 7 secondi per arrivare a 10 minuti di presenza sul parquet. Si prende un paio di stoppate dimostrando di non riuscire a protegger la palla quando sale su troppo diritto. 1/5 dal campo, 2 TO e difesa approssimativamente quasi a livello nullo. A inizio stagione “El Toro” era stato un fattore, nelle ultime gare sembra più essere “El Tonno”, gli avversari lo tagliano come un grissino in difesa.

Coach James Borrego: 5,5

Lourdes o New Orleans? Qualche rito sacro o magico forse gli serve, aldilà dei propri pregi e difetti. Allenatore giovane con qualche buona intuizione ed errori grossolani ma cosa addebitargli se la squadra in generale in numerosi elementi sembra non funzionare? Il problema è che la vittima sacrificale dei riti in trasferta sembra senza scampo esser sempre Charlotte… Adesso arrivano le gare casalinghe con Magic e Mavericks. M&M’s che allo Spectrum Center ingolosiranno i fan ed esalteranno i giocatori si spera, perché queste top loss rischiano di far male anche in casa ma la fiducia all’Alveare è più alta. Una squadra da Malato Immaginario di Molière, commediografo che se fosse vivo oggi potrebbe scrivere un lieto fine e guarire l’ipocondria charlotteans?

Game 25: Charlotte Hornets Vs Denver Nuggets 113-107


Intro


Il nemico inaspettato e potente è alle porte per dare l’assalto alla torre di Charlotte dopo esser salito sulle vette dell’Ovest.Un nemico che non si mostra anonimo ma brillando di luce propria riflette lo sfarzo dorato delle pepite di Denver sull’armatura sfolgorante con a capo Jokic e il suo piccone.

La squadra di Borrego, dopo le tre cadute in fila contro squadre della Western non poteva affrontare nemico peggiore dopo esser arretrata in classifica sin dentro le sue mura e dietro il suo fossato.

Per vincere, giocare sullo stesso piano non funzionerebbe, per avere possibilità di vittoria bisognerebbe che in difesa Charlotte usi una swarming defense, una difesa aggressiva su qualsiasi azione, gettandosi su qualsiasi pallone vagante, lanciando il cuore oltre l’ostacolo perché se i Nuggets dovessero passare, mentalmente per gli uomini di Borrego, nonostante tante altre partite da giocare, potrebbe profilarsi l’ennesima stagione anonima in quel suono silenzioso alla Simon e Garfunkel rotto dai boati di Walker qualche partita fa.

La disperazione di Charlotte contro la potenza di Denver…


La partita in breve


Buona partita di Charlotte che provava a scappare nel primo quarto con le triple di Williams e Bridges le quali a metà quarto esatto mandavano Charlotte avanti sul 14-8.Prestissimo per un’eventuale fuga, subito stoppata da Denver che allungava con la tripla di Morris a 1:12 e Beasley in transizione per il 20-25.Parker chiudeva il quarto mettendo una pezza per il 24-25 dei primi 12 minuti.Charlotte partiva alla grande nel secondo quarto quando Kaminsky centrava una tripla e realizzava una giocata da tre punti tirando appena fuori dal semicerchio antisfondamento oltre Murray per il 35-29, Monk con una thunder dunk e una tripla dava brillantezza all’attacco teal che beneficiava anche delle incursioni di Parker, dapprima vincenti, poi anche ma dalla lunetta visto che i Nuggets non riuscendo a fermarlo spendevano falli.Con 13 pt. in 9 minuti il francese segnava il 48-39.Charlotte con un parziale di 16-5 (compresi i punti di Parker) si issava sul 60-44 ma una piccola reazione di Denver era utile agli uomini di coach Michael Malone sul 64-53 il primo tempo.Nella ripresa Jokic cominciava a giocar seriamente dando grattacapi alla difesa di Charlotte.A poco più di due minuti dalla fine i Nuggets rimontando sino al -1 (78-77) sembravano pronti per il sorpasso invece Kaminsky mettendo dentro una tripla cambiava forse il destino al match, anche perché Monk sull’ultima azione riassumeva il buon finale di Charlotte andando con balzo felino a depositare oltre le braccia di Hernangomez trovando anche il fallo. Giocata da tre punti per arrivare a inizio ultimo quarto sull’87-79.Hornets che sembravano poter resistere agli attacchi dei Nuggets con qualche swarming defense, l’elastico rimaneva tirato spesso intorno alla decina di punti ma nel finale, dopo due FT di Zeller per il +11 arrivavano le rapide perturbazioni classiche: Morris a 1:13 dalla fine coglieva il cesto con una bomba che portava sul -3 le Pepite.106-103, palla a Parker che aveva già infilato il canestro poco prima: azione leggermente differente ma tiro sempre dalla diagonale sinistra, questa volta in fade-away dal bordo sinistro dell’area.Canestro gigantesco per il +5 a 56 secondi dal termine per il 108-103.Nel finale la difesa di Charlotte vinceva la gara: Batum disturbava Jokic sotto, MKH stoppava alla grande al vetro Hernangomez e a 23 secondi dalla fine Parker splittando i FT allungava sul +6.

Denver non riuscendo a metter la tripla si accontentava di due punti ormai con il cronometro agli sgoccioli, così Charlotte vinceva contro il top team a Ovest contro ogni pronostico interrompendo la striscia di 7 vittorie consecutive da parte di Denver.

16 punti e 11 rimbalzi per Jokic, sotto di uno in entrambe le statistiche (15 punti e 10 rimbalzi) Juancho Hernangomez, fratello di Willy, 20 i punti e 7 gli assist per Murray. 48-55 a rimbalzo, 20-24 negli assist, 38,4% dal campo contro il 38,6% dei Nuggets, gli Hornets passano avnti decisamente sulla statistica da tre punti dove i Nuggets scendono al 22,9% contro il 37,1% di Charlotte che usa il 34/38 ai liberi contro il 21/26 ospite per avvantaggiarsi una partita dai TO bassi e pari (9).

Le formazioni: 

Charlotte schierava i titolari recuperando Williams inaspettatamente, quindi il quintetto era composto da Walker, Lamb, Batum, M. Williams e Zeller mentre Denver con Barton e G. Harris fuori perderanno anche Millsap (rottura d un dito del piede, durante il secondo tempo) scendendo però inizialmente in campo con uno starting five composto da Murray, Craig, Juancho Hernangomez, Millsap e la punta di diamante Jokic.

La partita

1° quarto:
Si partiva con una doppia occasione per parte grazie ai rimbalzi offensivi ma mentre Charlotte sbagliava con Lamb e Williams, Denver falliva con Murray per segnare con Hernangomez, il fratello di Willy, il quale in entrata trovava la via del canestro piuttosto facilmente.A 10:46 un’entrata da sinistra di Batum era fermata irregolarmente.Due FT a segno e pareggio, così come l’equilibrio si ripristinava dopo i canestri di Millsap da sotto e quello di Lamb, il quale dopo una palla intercettata in difesa andava a segnare da sé in floater il 4-4.Millsap trovava altri due punti a 9:13 ma sbagliava il libero aggiuntivo, tuttavia sull’errore di Batum in attacco poteva tornare in attacco a prender altri due FT per fallo dello stesso francese. A 8:48 il n°4 affondava due liberi per il 4-8.Uno spin rapido di Cody Zeller in uno contro uno in area portava il centro a tirare fuori equilibrio in Torre di Pisa style, la palla però superava il difensore e finiva dentro, poi da una sua rubata gli Hornets avviavano una transizione con la quale Walker passava al volo per il soft touch di Bridges (entrato al posto di Batum) che pareggiava prima che le triple di Williams a 6:47 e di Bridges lanciassero Charlotte sul 14-8. Denver reagiva con il giro di Jokic sulla baseline sinistra con appoggio di Jokic oltre Zeller che in attacco si faceva stoppare da Millsap mentre sempre dalla linea di fondo mancina arrivava l’entrata con schiacciata del “gemello cattivo” Hernangomez per il 14-12.A 3:51 un fing and roll da transizione di MKG restituiva ossigeno alle divise bianche che tuttavia subendo 4 punti da Millsap erano riagganciate sul 16 pari.Kaminsky con un movimento in post basso dx si allungava oltre Millsap per uno scoop da pochi pass che a 2:17 era pareggiato sempre da Millsap (dalla lunetta). Sul 18 pari Kemba si addentrava con partenza da finta in area andando quasi dritto; due FT guadagnati e 20-18 a due minuti esatti dalla fine. Denver perveniva al pari e poi al vantaggio con una tripla di Morris a 1:12, Beasley in transizione incominciava a preoccupare Borrego che vedeva Williams a :37 5 guadagnare due FT lontano dalla conclusione dell’azione. ½ e tripla di Parker dal corner destro a :03.2 per il 24-25 dopo i primi 12 minuti.

Malik Monk in schiacciata.  Jeremy Brevard-USA TODAY Sports

2° quarto:
La vecchia conoscenza Miles Plumlee apriva con due punti ma Williams infilando dall’angolo sinistro la seconda tripla di serata pareggiava a quota 27 anche grazie all’assist di Parker che si riproponeva come uomo assist per Frank, il quale a 10:33 rilasciava un’altra cannonata che rilanciava (32-27) sul +5 i teal. Murray al primo canestro della gara accorciava ma Kaminsky servito in area andava a contatto con lo stesso Murray ottenendo canestro e libero, poi realizzato. Charlotte continuava a giocare uno splendido inizio di secondo quarto mostrando il passo di danza (spin supersonico nel viola pitturato) con il quale Parker depistava Lyles prima di depositare con eleganza nella serata francese. Lyles rispondeva con una tripla pesante (37-32) ma non se ne curava Monk che in aggressiva penetrazione si esibiva in una thunder dunk stupefacente. Beasley mancava una put-back dunk clamorosamente sparando con violenza sul ferro mentre dall’altra parte Parker e Williams da sotto fallivano diversi tentativi ma erano sempre gli Hornets a segnare con lo schermo di Frank per la tripla di Malik dalla diagonale destra che portava Charlotte sul 42-32 a 8:03. Un alley-oop di Plumlee, una tripla di Beasley da rimbalzo offensivo di Denver consigliava a Borrego il time-out a /:10 dopo aver visto scemare il vantaggio sul 42-37. Parker cominciava attaccando in diagonale da destra a sinistra per l’appoggio con schermo di Zeller a centro area, poi un passi di Plumlee che spingendo Cody metteva dentro non era considerato, tuttavia la spinta su Parker in modalità entrata dell’ex biondo centro era vista. A 6:13 i due FT andavano a segno così come quelli successivi (spinta di Craig) sullo stesso n°9 in missione entrata. 48-39 con 13 punti per il francese in 9 minuti…Parker intercettava anche un passaggio verticale verso la linea di fondo innescando una transizione sulla quale Zeller era fermato dal fallo di Beasley sul tiro da sotto. 2/2 a 5:27 per il 50-39.A 4:53 un fallo di Williams in post basso destro su Millsap costava due punti a Charlotte (rischiando anche l’azione da tre) ma Monk in entrata costringeva Jokic al primo fallo personale della gara. Leggero tocco a 4:37 che consentiva al nostro numero 1 di portarci a gioco fermo sul vantaggio in doppia cifra (52-41). Monk freddava Millsap con un lampo da tre punti elegante e preciso oltre che un po’ incosciente, Denver rispondeva da fuori ma anche Marvin Williams dalla sua mattonella preferita (corner sinistro) esplodeva l’ordigno per il 58-44… Millsap al terzo fallo a 3:04 sul giro palla di Monk per Williams mandava in lunetta il nostro n° 2, abile a portarci sul +16 (60-44).Denver però reagiva partendo con la tripla di Hernangomez, continuando a segnare con lo spagnolo che nello stretto riceveva da Jokic per il facile canestro da pochi passi ma era interrotta da una stoppata di Zeller che con mestiere in area si arrangiava con l’altra mano su Jokic, sulla ripartenza Walker si passava la palla dietro la schiena mandando a farfalle Beasley andando sino in fondo a segnare in fing and roll il canestro dopo la bella azione. Charlotte e Denver finivano dalla lunetta il primo tempo alzando il punteggio sul 64-53.

Nella serata francese, ecco un look un po’ retrò…

3° quarto:

La partenza del secondo tempo era afavore di Denver che iniziava con un libero per fallo di Batum primadella rimessa dal fondo.

Murray lo segnava così come sulla rimessa Hernangomez con lo scambio dentro fuori con Jokic metteva dentrotoccato da Lamb due secondi più tardi. Giocata da tre punti cheportava sul 64-57 la gara. Passi di Millsap in attacco chiamati dallapanchina di Charlotte sull’esitazione degli arbitri mentrel’oscillazione in crossover di Lamb per l’entrata con floater acentro area risolveva i problemi delle secche dell’attacco diCharlotte a 9:53.Il serbo dei Nuggets provava ad accender l’attaccodei suoi iniziando a ricavare dalle miniere due FT a 9:36, Lamb conuna tripla frontale rimandava il carrello dei minatori sotto (69-59) a 9:20, quindi arrivavano le triple di Beasley e Walker che nonmutavano il gap ma Murray dalla media distanza e Millsap da sottoaccorciavano il divario sul 72-66. Jokic con altri due FT portava Denver sul -4 ma MKG incrociava in area andando a trovare lacollisione con il lanciato Millsap. 4° fallo per il n° 4, due FT a bersaglio per il +6, out Millsap (anche per leggero infortunio oltre che per il numero di fallo speso) e Murray era Lyles a ricevere dietro MKG e ad appoggiare da sotto senza che MKG riuscisse a rientrare perla stoppata. Uno spin con turnaround fade-away di Zeller su Jokic stupiva poi Hernangomez con due liberi che a 5:01 mandavano ilmega-schermo sul 76-71 (1/2). Jokic riconoscendo il mismatch con ilpiù piccolo Bridges andava ad appoggiare sulla sinistra per il -3 ma a 4:09 dalla linea di fondo spuntava Bridges che con un reverse layupsegnava il 78-73. Jokic sotto continuava ad essere il fulcrodell’attacco di Denver che ben si affidava al proprio centrone pertrovare il -3 una seconda volta.

Denver arrivava sino al -1 (78-77) con un 5-11 a rimbalzo offensivo…

L’attacco di Charlotte sembrava spentosi ormai ma sotto la cenere covava il fuoco di un rinnovatoKaminsky che s’infiammava da fuori realizzando una tripla dalla diagonale sinistra e andando a recuperare un rimbalzo difensivo dopoi troppi concessi agli ospiti.

Plumlee poi commetteva fallo sulcrossover di Parker, ancora lontano da canestro regalando il bonus a Charlotte. L’1/2 era una briciola ma importante, anche perché dopo un tiraccio di Monk e un errore di Frank a corregger sotto arrivavaWilliams con le lamentele della panchina Nuggets per una possibile interferenza al ferro che gli arbitri non assegnavano.

Morris con il jumper frontale battevala difesa di Charlotte ma c’era ancora tempo per l’ultimo assaltotargato Monk: crossover che sverniciava Plumlee, balzo felino in area tutto verso sinistra e palla mandata a canestro oltre Hernangomez, il tutto recuperando anche il fallo. Canestro e ossigeno puro per l’89-77 con il quale si iniziava l’ultima frazione.

4° quarto:
Parker era stoppato sul reverse layup dal pedinatore Plumlee, poi una tripla del nostro play era sparata fuori dai bordi dell’anello come in un flipper, il pull-up di Murray su Batum invece andava liscio come l’olio su cotone… A 10:37 il nostro numero 5 non segnava con fragranza Chanel ma guadagnava comunque due liberi utili per l’89-81 mentre Denver colpiva con un paio di transizioni sulle quali Murray andava dapprima a bersaglio in schiacciata, poi vedeva il compagno Plumlee andare in lunetta per un ½ a 9:46. Succedeva anche che Denver provando l’ennesima transizione attaccasse 4 contro 5 poiché il n° 11 Morris a rimbalzo difensivo prendeva una gomitata dal compagno Lyles. Lyles riusciva anche a respinger un tentativo di MKG in corsa verso la linea di fondo destra.Rientrava Walker per dare spinta e così era perché dalle sue mani partiva il passaggio per Monk che a 8:47 dalla diagonale sinistra segnava tre punti per il 92-84. Lyles in area in mezzo a Batum e Kaminsky era vittima della swarming defense e del tocco di Frank sul tentativo da sotto, sulla ripartenza Kemba con arresti su Lyles con cambi di velocità diveniva cardiac sino all’attacco decisivo con appoggio al plexiglass che stroncava il n° 7.   MKG dalla sinistra segnava con un lungo due punti alla presenza nell’arena di Mark Price, suo mentore qualche anno fa per la costruzione del tiro. Un canestro prezioso per il 96-86. A 6:01 il ritmo tribale di Kemba si concludeva con l’alzata in palleggio per la tripla frontale che faceva esultare MJ che vedeva il traguardo ormai vicino.+13 (99-86) a mezzo quarto dalla fine…Non si stava però tranquilli se la squadra avversaria era in cima alla Western Conference e Charlotte nell’ultima partita era riuscita a dilapidare un +15 in circa 3 minuti…Jokic segnava due punti, Kemba, toccato da Craig, sulla spalla destra mentre era impegnato al tiro guadagnava dalla lunetta due occasioni. ½ e punteggio ritoccato sino al 100-88.A 4:35 in qualche modo Jokic da sotto con la sinistra aveva la meglio nella battaglia con Zeller che finiva per regalare il libero non trasformato però.In attacco Cody raddoppiato perdeva palla sulla linea di fondo e Murray in attacco segnava il -8. MKG con l’alzata non trovava il cotone ma il metallo, metallo pesante anche per Jokic che da tre mancava il canestro colpendo il bordo dell’anello mentre il buon mestierante Craig finiva fuori per il sesto fallo sull’urlo di Walker in entrata che richiamava l’attenzione degli arbitri. La panca di Denver lo prendeva come un torto subito ma sembrava esserci poi alla fine il contatto da dietro con il difensore.Il 2/2 ripristinava un +10 da mare calmo, addirittura a 2:53 per uno spostamento di Jokic su Zeller a rimbalzo offensivo per Denver dava al nostro centro l’occasione per infilare il +11 (104-93) ma ecco arrivare la burrasca finale: Beasley da tre su Lamb, Murray in jumper da jumper il 104-98…A provar a far da diga ci pensava il rientrante Parker che si prendeva il tiro dalla sua mattonella dalla diagonale sinistra: tiro che finiva dentro con millimetrica precisione a 1:51 per il 106-98.Denver toccava quota 100 con un rimbalzo offensivo di Jokic convertito immediatamente in due punti mentre Zeller in attacco mancava l’appoggio e Morris a 1:13 dimostrava d’essersi ripreso dalla botta scagliando con occhio di falco la tripla del -3 che rendeva avvincente il finale.A :56.5 Parker chiudeva il palleggio con un piede dentro l’area: tir in fade-away su Morris dal mid range sinistro che passava il difensore e piombava come un macigno sulle teste dei Nuggets. 108-103… Denver in attacco trovava Jokic ma disturbato da Batum e Walker non guadagnava altro che una rimessa dal fondo.Murray non segnava ma Denver attaccando ancora sembrava poter accorciare con Hernangomez che tuttavia si faceva incollare la pala al vetro da un superbo intervento rapido e potente di MKG, una stoppata salva partita anche perché dall’altra parte con :23.7 sul cronometro Parker dalla linea allungava di un punto. Murray in entrata da destra segnava oltre Zeller il 109-105 ma a :14.4 Walker non sbagliava in lunetta i due tentativi.Denver chiudeva con l’ultimo time-out mancando però le occasioni create sino al canestro di Morris a :02.9.Jokic a un secondo dalla fine sul -4 commetteva fallo su Walker che ringraziava allungando a gioco fermo sul 113-107, punteggio definitivo che premiava la voglia di Charlotte di vincer la partita.

L’abbraccio tra fratelli. Juancho Hernangomez e Willy Hernangomez a fine match.

Pagelle


Kemba Walker: 7

21 pt., 6 rimbalzi, 8 assist, 1 rubata, 1 stoppata. 4/11 al tiro. Ha un -10 di plus/minus ma anche un 11/12 dalla lunetta. Quando attacca Craig e gli altri lo fermano come possono. Subisce qualche fallo che non lo porta in lunetta ma che porterà al bonus Charlotte. Dispensa assist e s’impegna in difesa limitando le soluzioni al tiro ma quando parte può sempre regalare numeri come l’entrata che con oscillazioni ritmiche fa perdere il tempo a Lyles o la tripla tutta sicurezza che a 6:01 dalla fine in palleggio. Sigillo con i liberi finali.


Jeremy Lamb: 6

7 pt., 4 rimbalzi, 1 rubata. Minutaggio più breve per Jeremy con una ventina soltanto nella notte. Un -12 con un 3/7 al tiro. Impegno difensivo ma prende una tripla in faccia da Beasley nel finale ed esce lasciando spazio a Parker. Bello il crossover con floater che a 9:53 nel terzo quarto rompe il digiuno offensivo di Charlotte.


Nicolas Batum: 6

4 pt., 7 rimbalzi, 1 assist, 1 stoppata. Contro Murray non la vede bene. Battuto da qualche arresto e tiro, il francese prova a giocare aggressivo anche in attacco dove prova una schiacciata ma contrastata non va dentro così come un suo jumper nel finale. 0/4 al tiro, 4/4 dalla linea e 4 anche i falli spesi rapidamente in due parti (uscendo all’inizio dopo i primi 2). Lo strano +19 deriva dalle rotazioni ma anche da qualche buona chiusura difensiva come quella su Jokic nel finale o quella precedente che favorisce la stoppata di Frank. Difficile dare un voto equo tra situazioni contrastanti ma l’impegno per dare una mano alla difesa lo rende pi utile di quei numeri pessimi dal campo.


Marvin Williams: 7

14 pt., 10 rimbalzi, 2 assist, 1 rubata. Dato per fuori gioca con il taping alla spalla e lo fa discretamente bene, spendendo qualche fallo e andando aggressivamente a rimbalzo. L’inizio di Millsap è buono ma lui tiene botta e con tre triple dall’angolo sinistro costruisce la maggior parte dei punti in serata, il 4/12 dal campo credo sia frutto di una condizione non perfetta anche se lui afferma di sentirsi meglio ogni giorno che passa. Doppia doppia per Marvin…


Cody Zeller: 6

8 pt., 4 rimbalzi, 1 assist, 2 rubate, 1 stoppata. Gioca con agonismo ma a rimbalzo in più di 31 minuti ne prende solamente 4, tutti in difesa dove comunque Denver domina. Troppo impegnato a lottare per prender posizioni e a non farsi spostare, usa un po’ di mestiere come quando stoppa Jokic trattenendolo. Buona la difesa con due recuperi mentre in attacco il 2/7 con l’errore in appoggio finale e la palla persa sulla linea di fondo non è granché sebbene metta dentro i due tiri più incredibili della sua gara con due turnaround in fade-away di livello superiore. Anche per lui alti e bassi da considerare nell’espressione del voto che tiene conto anche di qualche blocco offensivo e di uno spirito combattivo corretto.


Malik Monk: 7

16 pt., 1 assist, 1 stoppata. Una gran difesa su Beasley nel secondo quarto anche quando sembra battuto rientra a dar fastidio sul tiro. Nel secondo quarto da una spinta fantastica all’attacco di Charlotte. Un paio di triple incredibili per velocità e precisione, una thunder dunk, finisce per arrivare a 16 punti. Importante.

Michael Kidd-Gilchrist: 7

6 pt., 5 rimbalzi, 1 stoppata. Prende un rimbalzo in più di Zeller in metà del tempo. Va a dar fastidio a Jokic o al giocatore di turno concedendosi prima un lungo jumper dalla sinistra a segno, poi un mezzo gancio errato in attacco che si fa più che perdonare con la stoppata decisiva sul fratello del nostro Willy per la W della partita. Battaglia anche se in principio non sempre sembra funzionare, come quando si fa sorprendere da dietro da Lyles. Sbatte su Millsap o forse è più il contrario, togliendolo di mezzo dalla partita.


Miles Bridges: 7

7 pt., 2 rimbalzi, 2 assist, 1 rubata, 2 stoppate. 3/7 al tiro. Punti pesanti con una bella tripla e un reverse layup utile ed elegante percorrendo la linea di fondo da destra verso sinistra oltre che un soft touch volante nel primo tempo (da transizione). L’headband viola come fascia della potenza per chi si ricordasse l’anime “L’invincibile Shogun”. Aiuta la difesa e sembra oggi più nel vivo del gioco anche se i suoi tagli spesso sono sulla linea di fondo e le posizioni perimetrali, ha la capacità e la rapidità per andare ovunque.


Tony Parker: 7,5

19 pt., 4 rimbalzi, 3 assist, 2 rubate, 1 stoppata. Chiude con un 6/14 al tiro. Non lo prendono mai nel secondo quarto, poi lo fermano sempre, anche rifilandogli qualche stoppata (4) in entrata. Nel finale però rientra e risolve con due tiri rilasciati sotto l’enorme pressione del difensore. Due canestri che chiudono il match poi sigillato con ceralacca da un suo libero. Se gioca nei finali si esalta e non è la prima volta che si esalta contro una grande. Fa il nano nelle miniere della difesa di Denver torna a scavare tunnell con le entrare e quando trova la roccia la fa saltare con un paio di colpi di dinamite trovando platino…


Frank Kaminsky: 7,5

11 pt., 6 rimbalzi, 2 assist, 1 stoppata. Sembra funzionare molto più di Zeller a rimbalzo. Anche lui lesto e rapido nel difendere. Un altro giocatore rispetto a quello dello scorso anno che oggi trova sì due triple pesantissime (soprattutto quella dell’81-77) ma anche canestri come quello voltandosi da spalle a canestro allungandosi oltre il difensore in post basso in uno contro uno mantenendo saldo il piede perno. +8 di plus/minus, zero TO in 16 minuti T(h)ank You!

Coach James Borrego: 7

Squadra che in casa da di più che ora vorremmo veder anche in trasferta.La presenza di MJ e la difesa risolvono un match ben giocato in attacco a larghi tratti con qualche secca. Tuttavia i Calabroni dimostrano resilienza e un po’ di inesperienza commista a un po’ di rilassatezza nel finale. Sul +11 si fanno mangiare 8 punti ma poi risolvono. Bene l’entrata di Parker nel finale per un Lamb un po’ in difficoltà.

Sotto: In un altro video, sempre gli highlights della partita a partire dal minuto 1:20 sino a 3:50.