Game Open e Classifiche finali.

Dopo il Game Over 2017/18, MJ ha deciso di continuare il gioco inserendo il gettone Kupchak.

L’ex LAL avrà un compito titanico nella ricostruzione della squadra avendo diversi giocatori in squadra non appetibili (in relazione alle prestazioni offerte) per la maggior parte delle altre franchigie.

Il quintetto mandato in onda da Clifford per gran parte dell’anno. Il coach ha dimostrato zero apertura mentale sulle gerarchie insistendo su una formazione che non funzionava.
La mia opinione è che dovrebbero rimanere solamente Kemba e Howard riguardo lo starting five attuale.

Inoltre a fine marzo Kemba Walker, già nel mirino di altri team a febbraio, aveva dichiarato:
 
“A questo punto voglio vincere. Voglio essere nei playoffs”. “Sono stanco di non essere nei playoffs… Odio guardarli in TV”.
“Ho partecipato due volte in sette anni e non è affatto divertente, mi mancano”.
 
Walker però è legatissimo a Charlotte e questa frase, dovuta sicuramente alla frustrazione che tutti noi proviamo vedendo un team, infatti, non detti molto peso a questa frase perché poi disse anche:
“Spero d’esser qui per molto tempo”.
 
Walker però dovrebbe fare un minimo di mea culpa, non certo per le brillanti prestazioni in campo (22,1 pt. di media in questa stagione e 20° posto ottenuto in classifica NBA) ma per aver “consigliato” alla direzione i rinnovi di Batum e Marvin Williams, due giocatori che complessivamente hanno chiuso la stagione sulla sufficienza, ma da loro ci si aspettava molto di più, soprattutto dal transalpino che con il suo contratto blocca lo spazio di manovra per il prossimo mercato.
Certo che la gestione 2.0 di MJ non è stata positiva.
In quattro anni, tirando le somme, per tre volte abbiamo visto i playoffs degli altri e una sola volta abbiamo partecipato, stoppati da Miami in gara 7.
153 vittorie contro 175 sconfitte per un -22 di differenza.
Non benissimo nonostante Kemba…
E mentre Walker attende di parlare con il nuovo GM per decidere eventualmente il rinnovo contrattuale (scade a fine stagione), stanno per partire i playoffs 2018.
Lo scontro più drammatico per accedervi è andato in scena nella notte a Minneapolis dove i padroni di casa hanno aggiunto una camicia sudata alle classiche sette, prima di riuscire a eliminare i Nuggets in quel che era uno scontro diretto.
Gara finita all’OT, anche per merito di Gibson che a pochi secondi dal termine ha strappato un pallone in angolo con notevole abilità evitando ai Lupi di subire la possibile beffa.
All’OT dopo un breve saliscendi, nel finale Butler e soci si sono imposti.
Complimenti anche a New Orleans che battendo nettamente gli Spurs privi ancora di Leonard, ufficialmente per infortunio (anche Pop ha detto che il suo fuoriclasse tornerà a giocare quando lui e il suo clan si decideranno), non c’è da esser super ottimisti in casa San Antonio.
Pare che Leonard voglia emigrare in un mercato più ricco…
I Pels se la vedranno ora con Portland.
Contro Lillard e soci la stagione regolare è stata chiusa con un 2-2 ma ora si sale di livello in una sfida che promette comunque un certo possibile equilibrio per come è andata la stagione a Ovest, più che una classifica finale normale pare essersi inserita la fisica quantistica da quante combinazioni avrebbero potuto uscire alla vigilia dell’ultima “giornata”.
Ecco le classifiche finali di Est e Ovest:

EST

 

 

OVEST

 

Comunque sia, alla luce delle classifiche finali, gli abbinamenti per i playoffs saranno i seguenti:
 
EST
 
Toronto (1) Vs Washington (8)
Boston (2) Vs Milwaukee (7)
Philadelphia (3) Vs Miami (6)
Cleveland (4) Vs Indiana (5)
 
OVEST
 
Houston (1) Vs Minnesota (8)
Golden State (2) Vs San Antonio (7)
Portland (3) Vs New Orleans (6)
Oklahoma City (4) Vs Utah (5)
 
Diverse sfide interessanti sulle quali non faccio pronostici mentre per gli Hornets il presente è già futuro con Kupchak a lavorare sottotraccia per costruire un team vincente come ha promesso per tornare a far ronzare e rombare forte le uncinate ali degli Hornets sui parquet di tutta la NBA.
 
Il pezzo di chiusura di stagione classico con le classifiche dei singoli, video per i nuovi giocatori, ecc. probabilmente arriverà entro domenica 21.
Dopo la lunga maratona di quest’anno mi concedo un po’ di vacanza e del tempo per lavorare sul numeroso materiale, pur avendo già iniziato a preparare qualcosa.
Giusto per mostrare una statistica semplice, avvalorando la tesi sulla buona stagione di Howard, si noti il quarto posto in classifica del nostro centro a rimbalzo…

Questo articolo è stato pubblicato in Classifica Eastern Conference da igor . Aggiungi il permalink ai segnalibri.

Informazioni su igor

La mia Hornetsmania comincia nel 1994, quando sui campi della NBA esisteva la squadra più strana e simpatica della Lega, capace di andare a vincere anche su campi ritenuti impossibili. Il simbolo, il piccolo "Muggsy" Bogues, il giocatore più minuscolo di sempre nella NBA (che è anche quello con più "cuore"), la potenza di Grandmama, alias Larry Johnson, le facce di Alonzo Mourning e l'armonia presente nella balistica di Dell Curry, sono gli ingredienti che determinano la mia immutabile scelta.

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