Game 52; Charlotte Hornets Vs Detroit Pistons 78-106

Netta affermazione dei Pistons in casa degli Hornets e campanello d’allarme che deve suonare obbligatoriamente per la società.
Grande delusione anche perché da metà terzo quarto non c’è più stata gara con conseguente rassegnazione nell’ultimo periodo.
I Pistons sono stati abili a sfruttare Drummond e Monroe nel pitturato che hanno finito per avvantaggiare enormemente il lavoro della squadra ospite (sia a rimbalzo, sia a livello di punti), la quale ha anche trovato le buone prove di Augustin (abile a sfruttare qualche pick and roll, blocchi e in entrata), Meeks e Tolliver.
Charlotte ha dimostrato di non avere una vera PF, gli exploit di Zeller non bastano a ricoprire un ruolo che né lui né Williams sono in grado di svolgere senza creare un gap per il team.
Big Al, anche se ha sofferto, è riuscito a tenere botta nel match-up con Drummond, tuttavia vista la sconfitta, le note positive sono da ricercare fuori dal campo.
Sebbene gli Hornets siano scivolati di una posizione a favore di Miami, mantengono l’ottavo posto a Est anche grazie alla sconfitta per 96-85 di Brooklyn sul campo di Memphis maturata nella notte.
Gli arrivi di Mo Williams e di Daniels danno un po’ di fiducia in più e aggiungono qualcosa in più al roster.
C’è di buono che ora la squadra può “riposare” una decina di giorni, augurandosi che per la prossima gara casalinga contro i Thunder si possano recuperare Biyombo e Michael Kidd-Gilchrist, la cui non presenza si sente e si vede nei punteggi, con Charlotte che è crollata in difesa da quando manca.

P.J. Hairston, buona serata da 3 punti per il rookie.

P.J. Hairston, buona serata da 3 punti per il rookie.

La squadra di coach Van Gundy (in blu/rosso) iniziava con il seguente starting five; D.J. Augustin, Caldwell-Pope, Singler, Monroe e Drummond, per i rimaneggiati Hornets (in bianco) invece scendevano in campo; Roberts, Henderson, Taylor, Zeller e Jefferson.

 

Charlotte iniziava bene con il passaggio di Big Al per l’imbucata centrale di Zeller che portava i primi due punti a Charlotte, la quale raddoppiava con un tiro di Jefferson dal gomito che anticipava il difensore.

Big Al anticipa Drummond e tira oltre la mano protesa del centro avversario.

Big Al anticipa Drummond e tira oltre la mano protesa del centro avversario.

I Pistons pareggiavano nonostante Augstin andasse corto, Drummond tirasse un air-ball, ma Monroe segnava con un gancio dal pitturato. Zeller veniva fermato durante un tentativo di schiacciata, il che gli valeva un giro dalla lunetta da dove a 9:26 portava comodamente i Calabroni sul 6-2.
Roberts riusciva con un ottimo posizionamento a prendersi lo sfondamento di Caldwell –Pope e lo stesso Brian attaccando il canestro mandava a 8 i punti della squadra in maglia bianca.
Augustin accorciava in entrata mentre per Charlotte in attacco continuava la produzione di gioco da stropicciarsi gli occhi di Big Al, il quale prendeva posizione in post basso sinistro, palla nella mano destra, estensione dell’arto e consegnato sulla corsa di Zeller che dalla baseline sinistra faceva fuori i due controllori di Big Al e schiacciava in faccia a Singler il 10-4.
Charlotte allungava sino al 13-6 quando a 6:24 Taylor trovava dall’angolo destro 3 importanti punti.
I Pistoni iniziavano a recuperare andando a segno con Monroe e poi Augustin, Taylor riusciva a penetrare mettendo un reverse layup esteticamente bello ma soprattutto utile.
I Pistons però accorciavano con la loro prima bomba di serata e si portavano a un solo punto grazie ad un gancio di Drummond su Jefferson.
Agli Hornets non restava che affidarsi alla tripla per riprendersi un vantaggio oltre il possesso; a 3:46 gli Hornets ribaltavano il gioco sulla destra, lance era lesto ad aprire al volo nell’angolo destro per Henderson precisissimo per il 19-15.
La Motor City raggiungeva il pareggio consapevole che l’area di Charlotte, nonostante gli errori iniziali, fosse comunque attaccabile. Tolliver con un running e Meeks con due tiri liberi raggiungevano il pareggio per la squadra di Van Gundy a 2.34.
I Pistons passavano anche in vantaggio grazie a una penetrazione non contenuta di D.J.Augustin, il quale da sotto canestro serviva Drummond per eludere l’ultimo lungo di Charlotte, arrivava così la facile schiacciata del 19-21.
La risposta di Charlotte arrivava ancora da oltre l’arco dei tre punti; Maxiell per Henderson e 22-21.
Augustin attaccava e dalla linea approfittava ancora una volta del miss match contro Roberts, il quale in questo periodo in difesa si sta dimostrando troppo lento contro le guardie avversarie.
Un pull-up di Henderson scavalcava ancora i Pistons che tuttavia si riportavano nuovamente in vantaggio a :33.7 con Tolliver.
La sua tripla dal corner destro messa nonostante la difesa di Williams (un filo in ritardo) era buona per il 24-26.
A :16.7 però gli Hornets effettuavano il controsorpasso, Hairston dal lato destro confermava il buon momento personale e della squadra da oltre l’arco e colpiva da 3 punti per il 27-26 che diventava punteggio ufficiale di chiusura di primo quarto quando Henderson teneva sull’attacco finale di Augustin costringendolo a tirare male sulla tabella allo scadere.

Nel secondo quarto i Pistons segnavano per primi ma Williams dall’angolo sinistro a 11:23 servito da Hairston partecipava al festival della tripla mandando Charlotte sui 30 punti contro i 28 degli ospiti. Tolliver imitava la tripla di Williams e Charlotte tornava sotto di un punto ma si trovava ben presto in ritardo di cinque lunghezze quando Monroe lavorava nel pitturato contro Maxiell e segnava il 30-35.
Jason (Maxiell) non faceva una buona gara e veniva stoppato in attacco, per Charlotte doveva pensarci Taylor, abile a prendere un rimbalzo offensivo sotto il canestro dei Pistons e a convertire in due punti ritagliandosi lo spazio necessario per la conclusione contro i lunghi avversari a 7:50.
Un minuto dopo pioveva un’altra tripla sul canestro di Detroit, era uno scatenato P.J. Hairston a riportare a -1 i Calabroni. Detroit in attacco sbagliava tre volte altrettante conclusioni da 3 punti ma Charlotte lasciava anche il terzo rimbalzo offensivo e da sotto Monroe non si esimeva dal segnare il 35-38.
P.J. Hairston in versione sparatutto colpiva dalla sinistra esaltando il pubblico poiché la bella tripla valeva l’aggancio a quota 38. D.J. Augustin, un ex, spingeva nuovamente la squadra ospite sui 4 punti di vantaggio mettendo un tiro che rimbalzando sul vetro finiva dentro.
A 4:51 a far rimanere in partita Charlotte ci pensava ancora lui, P.J. Hairston.
L’ennesima tripla dell’ala piccola dava il -1, 41-42. Big Al riusciva anche a riportare in vantaggio la squadra del North Carolina con un appoggio dalla sinistra dopo aver errato due conclusioni frontali sulla stessa azione.
A 3:02 però una splendida azione di Detroit ridava il vantaggio a blu; Augustin alzava per Drummond sopra il canestro e alley-oop vincente a una mano.
Big Al splittava dalla lunetta subendo fallo dallo stesso Drummond, la situazione di parità perdurava poiché Augustin passando dietro ad un blocco segnava avvantaggiando i suoi, ma Henderson con una finta ingannava il suo difensore per fare due passi verso la top of the key e colpire frontalmente con la sospensione a 2:19.
Charlotte però andava in tilt a meno di due minuti dalla fine. Con tre liberi Detroit iniziava a distanziare Charlotte (fallo di Zeller su Monroe e ½ dalla lunetta, più passaggio pessimo di Stephenson intercettato e fallo dello stesso Lance su Monroe 2/2), che sbagliava un tiro con Williams, il quale si faceva perdonare con una stoppata evidentissima su Augustin, tuttavia l’errore di P.J. Hairston in attacco e la tripla dello stesso play dei Pistons over Roberts consegnavano 6 punti di vantaggio alla squadra del Michigan.
Charlotte completava il disastro con un fallo offensivo di Williams e un tiro fuori equilibrio di Henderson.
Nel mezzo Monroe, con il solito movimento spalle a canestro concluso in gancio, chiudeva i conti nel primo tempo.
I Pistons andavano a riposo in vantaggio 46-54.

Nella ripresa Charlotte avrebbe dovuto scuotersi per tentare di vincere questa importante gara dopo due passi falsi contro Phila e Indiana ma Monroe s’iscriveva ancora a tabellone con i punti del +10 Detroit.
Big Al riportava a 8 le lunghezze con un passaggio per Zeller che Cody riceveva male marcato da dietro, la palla rimaneva lì e l’ala grande schermava più o meno volontariamente Big Al, veloce a riprendere la sfera e a mettere dentro.
DJ Augustin provava a creare qualcosa per Detroit ma Taylor messo sulle tracce del play avversario era bravo a non concedergli nulla, così arrivava anche il -6 con due FT di Henderson dalla lunetta.
Drummond dal post basso destro tirava un gancio sopra la testa di Jefferson che trovava il cotone, sempre Henderson replicava dalla lunetta per il 52-58.
Charlotte potrebbe accorciare e riportarsi veramente in partita quando a Detroit scadevano i 24 secondi per l’attacco e Roberts provava la tripla del possibile -3 ma l’errore del play dava la possibilità ai Pistons del nuovo allungo.
Zeller non riusciva a fare nulla di meglio che fermare Monroe fallosamente a 7:07, l’ala grande metteva i liberi e poco più tardi con un buon movimento di piedi in area andava a trovare il 52-62.
Clifford chiamava subito time-out (a 6:23) e al rientro un buon passaggio per Jefferson era sfruttato degnamente dal nostro centro che con una finta faceva saltare a 360° il suo marcatore per depositare poi comodamente da sotto.
Detroit andava ancora a bersaglio ma il canestro sarebbe da annullare poiché la palla non era ancora entrata e Drummond andava a piegare il canestro appendendosi facendo interferenza e questo non si può fare. Gli arbitri convalidavano nonostante le proteste di Clifford e i fischi del pubblico.
A 5:00 dalla fine del terzo quarto Taylor in recupero sfiorava DJ Augustin impegnato nella tripla, per gli arbitri era fallo e il play dava 3 ulteriori punti di vantaggio ai suoi (54-67).
A 4:34 la terna arbitrale annullava il canestro per un’interferenza di Caldwell-Pope che tirava giù il ferro mentre il pallone era ancora in aria sopra il canestro.
Decisione giusta ma serata irritante da parte della terna arbitrale tutt’altro che casalinga, la quale ha regalato qualcosa ai Pistons, i quali non hanno rubato niente ma potevano anche fare a meno di alcuni gentili omaggi…
A 4:18 gli ultimi bagliori per Big Al prima di finire in panchina nell’ultimo quarto, la sua finta per liberarsi dal suo marcatore era utile anche per mettere il tiro da sotto eludendo il raddoppio dell’altro lungo.
Con i Pistons ancora a segno, il bel passaggio schiacciato di Stephenson per Taylor in corsa sulla linea di fondo per andare poi a ricevere e schiacciare, valeva solamente il nuovo -11.
I Pistons però dalla lunetta mettevano cinque tiri con i due finali di Singler che secondo gli arbitri avrebbe subito fallo da Williams sul rimbalzo del secondo tiro libero di Drummond.
Era il definitivo colpo da K.O.. Anche la giocata di Lance Stephenson per Jefferson ormai era fine a se stessa, il 60-74 lasciava poche speranze che divenivano nulle dopo un parziale di 9-0 nel finale di quarto con Tolliver a :52.2 a inventarsi un’entrata vincente contro uno scoordinato Marvin.
Il finale di quarto era 60-83 dopo un coast to coast di Drummond che rilasciava la palla a un decimo di secondo prima della luce rossa.

L’ultimo quarto era inaspettatamente garbage (almeno alla vigilia della gara nessuno se lo sarebbe immaginato). Hairston segnava e Drummond tirava un air-ball contro Maxiell, ama quando in due contro uno in corsa Tolliver schiacciava il pallone per la dunk di Drummond con Maxiell incolpevole spettatore si aspettava solo la fine.
Charlotte scompariva mentalmente dal campo. Williams tirava male da t punti e un passaggio lungo apriva il campo per Drummond in facile appoggio con la difesa di Charlotte in vacanza anticipata rispetto alla pausa All-Star Game.
Zeller andava così così, prima segnava (ormai canestro inutile), poi nel finale sbagliava un facile appoggio, anche P.J. Hairston che aveva messo da pochi minuti n bel layup in cambio mano era deconcentrato e disattento quando cercando di far ripartire l’azione sotto il nostro canestro non si avvedeva di un giocatore dei Pistons, il quale da dietro gli scippava la palla.
Nel finale per Detroit scendeva in campo anche Datome che segnava 4 punti facili, l’ultimo canestro da 3 punti per la bandiera era quello di Taylor del 76-104.
La gara terminava 78-106 a favore degli ospiti.

Charlotte ha catturato solamente 38rimbalzi contro i 48 degli avversari, ha rubato solamente un pallone contro gli 8 avversari andando poco a raddoppiare repentinamente i lunghi di Detroit, tattica forse più rischiosa ma che avrebbe potuto dare qualche esito migliore, specialmente su Monroe.
Detroit, infatti, ha tirato con il 44,6% contro il 35,8% ma da oltre l’arco dei 3 punti ha messo solo il 26,3% delle conclusioni tentate, mentre Charlotte ha tirato con il 37,5%.
Troppi anche i liberi concessi ai Pistons (30) contro i soli 14 di Charlotte che avrebbe dovuto attaccare di più l’area in diverse maniere.

Voti

Roberts: 5
3 pt. (1/6), 5 assist, 2 rimbalzi. Il duello contro un’altra PG di riserva dice che ne esce battuto. Poca velocità e nei momenti in cui la squadra deve ricucire lo strappo sbaglia. Gli era riuscita qualche buona gara recentemente ma in genere purtroppo le prestazioni sono mediocri.

Henderson: 5,5
17 pt. (5/13), 4 rimbalzi, 5 assist, 1 rubata. Ruba l’unico pallone per Charlotte e distribuisce 5 assist. Deve buttarsi dentro di più e tirare meno jumper quando è stanco. Da lui un paio di canestri in più a partita servono.

Taylor: 6
12 pt. (5/8), 3 rimbalzi, 1 assist, 1 stoppata. Non è MKG e non può sostituirlo. Clifford lo spedisce anche sul play avversario con fortune alterne. L’applicazione c’è.

Zeller: 5
8 pt. (3/8), 7 rimbalzi, 1 stoppata. Paradossalmente ha un plus/minus di +1 ma con lui in campo Monroe va a nozze. Le solite mani di pastafrolla a rimbalzo, anche quando lotta a rimbalzo non cerca di bloccare il pallone ma di deviarlo a caso, facilitando il lavoro degli avversari solitamente. Un buon canestro che non copre la prestazione insufficiente.

Jefferson: 6
13 pt. (6/14), 10 rimbalzi, 4 stoppate, 2 assist. Tiene su Drummond, i numeri non sono male, anche se qualche gancio in faccia lo prende. Soffre, era andato molto meglio contro Hibbert.

Stephenson: 4,5
0 pt. (0/1), 4 assist, 3 rimbalzi. Perde 5 palloni. Più palle perse che assist, quando sembra possa accender la scintilla facendo una bella giocata poi finisce per deluderti l’azione seguente.

Williams: 4
3 pt. (1/6), 4 rimbalzi, 2 assist, 1 stoppata. Pessima serata al tiro. Dopo la prima bomba si fa notare solo per una stoppata da flash dei fotografi ma che conta sempre solo come una stoppata.

Maxiell: 4,5
2 pt. (1/6), 2 rimbalzi, 1 assist, 1 stoppata. Anche lui in difficoltà sotto le plance contro un uomo più alto di lui, cura male anche altri aspetti però.

Hairston: 6,5
16 pt. (6/16), 2 rimbalzi. Buona prova del rookie che tiene in partita finché può Charlotte. Si prende fin troppi tiri. Finita la benzina il tiro peggiora ma ormai Charlotte non avrebbe più recuperato.

Vonleh: 6
4 pt. (1/3), 1 rimbalzo, 1 stoppata. Nel garbage time gioca qualche minuto.

Coach Clifford: 5
Non raddoppia i lunghi sotto che stavano facendo male a Charlotte, la squadra inoltre senza MKG è mediocre. Pur tra tutte le avversità se vuole prendere di più in pagella deve vincere qualche gara anche senza i nomi più gettonati in casa Charlotte fuori per infortunio.

Questo articolo è stato pubblicato in Games da igor . Aggiungi il permalink ai segnalibri.

Informazioni su igor

La mia Hornetsmania comincia nel 1994, quando sui campi della NBA esisteva la squadra più strana e simpatica della Lega, capace di andare a vincere anche su campi ritenuti impossibili. Il simbolo, il piccolo "Muggsy" Bogues, il giocatore più minuscolo di sempre nella NBA (che è anche quello con più "cuore"), la potenza di Grandmama, alias Larry Johnson, le facce di Alonzo Mourning e l'armonia presente nella balistica di Dell Curry, sono gli ingredienti che determinano la mia immutabile scelta.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.