Game 62: Charlotte Hornets @ Boston Celtics 106-134

 
 
Era dall’aprile 2016 che gli Hornets non battono i Celtics e anche quest’anno la vittoria è rimandata.
Narra la leggenda che i Leprechaun nascondano il loro pentolone d’oro alle pendici dell’arcobaleno.
Per Charlotte quel pentolone gigante era trasformabile in un canestro da far divenire come si usa dire la classica (grande) vasca in cui infilare canestri facili.
Per il primo tempo ciò è avvenuto, anche se abbiamo chiuso sotto di 8.
I Celtics hanno trovato una serata ispirata dal loro uomo di punta Irving e il pentolone è diventato un miraggio così come l’arcobaleno alle cui pendici si disperde.
Le assenze di MKG e Zeller non hanno aiutato una squadra che ha accusato difensivamente il colpo.
Se gli Hornets hanno tirato con il 46,2% dal campo, l’altissimo 62,1% dei leprechaun non ha dato scampo a Kemba e compagni in difficoltà anche negli assist (24-31) e surclassati a rimbalzo con un 33-47 che non ammetteva repliche (Howard, problemi a una costola, nonostante una buona gara, ne ha recuperato solamente uno difensivo). Pochi i palloni gettati via dalle due quadre (7-10), mentre Boston con il suo 14/15 dalla lunetta ha utilizzato molto meglio i FT di Charlotte (13/22), colpita 12/20 da fuori.
Tra i singoli dei Celtics, dietro a Irving (34 pt.), si sono piazzati a pari merito come scorer, Brown e Morris con 15, tallonati da Monroe e Rozier con 14 a dimostrare la bontà della panchina di Stevens.
Non ci dobbiamo demoralizzare però per una L in un back to back giocato fuori casa contro un top team.
La prima parte della gara è stata ben giocata.
Per battere questi Celtics avrebbero dovuto errare qualcosa loro, ma non è stato così tuttavia dovendo rispondere alla vittoria dei raptors contro i Magic nella lotta per il primo posto.
Per Charlotte le (relative) belle notizie arrivavano dagli altri parquet:
La caduta dei Bucks, in trasferta contro i Pistons e dei Pacers ad Atlanta, oltre alla L di Washington casalinga, ampiamente prevista contro i Warriors.
In una giornata nella quale non si è vinto sono risultati che potrebbero comunque dare un po’ di morale in più per la trasferta/scontro di Phila.
Serve ricompattarsi e ripartire cercando una vittoria nelle prossime due difficile trasferte (PHI e BOS).
 
Partenza rapida delle due squadra, in particolare Boston, vinta la palla a due, non perdeva tempo trovando un alley-oop micidiale servito da Irving e chiuso da Baynes.
Batum sparava fuori ritmo da tre frontalmente ma andava lungo, Howard catturava il rimbalzo e correggeva con Baynes che andava a sbattere sul tronco del nostro centro. Due punti ma FT mancato.
Il 2-2 era rotto a 11:16 da Irving di tripla, poi era Brown da destra a battere in jumper Batum, Howard mancava il secondo tiro su tre per poi in aiuto ricorrere al fallo su una penetrazione di Brown che dalla lunetta non sbagliava estendendo il risultato sul 2-9.
Kemba era servito sullo scatto, da dietro Brown ricorreva al fallo per fermarlo sull’appoggio e aveva ragione perché il capitano splittava ma iniziava a mettersi in ritmo, suoi infatti, erano i due punti successivi con un pullup dei suoi. Baynes segnava con jumper frontale oltre Howard e Brown recuperando un pallone deviato da Batum segnava in turnaround dal pitturato nonostante il francese rientrasse anche frapponendosi tra il n°7 e il canestro.
A 8:56 però ci riprovava Kemba trovando ancora Kemba, questa volta da oltre l’arco ma il risultato era ancora il canestro.
Dall’altra parte Irving con un lungo due da destra batteva una buona difesa di Williams, stimolato dal duello con Walker che replicava con uno step back flash e tiro rapidissimo oltre il lungo Horford.
Altri tre punti che riavvicinavano gli Hornets (11-15).
Batum portava un’altra minaccia sulla destra, bound pass verticale per Kemba che si allargava leggermente e riceveva tagliando a L sulla baseline destra da dove appoggiava dalle parti del canestro per il -2…
Irving a 7:20 aumentava di due il suo bottino e Tatum riusciva a battere Graham portandolo sotto, i Celtics allungavano sul 13-19 e Clifford era costretto a chiedere il time-out a 6:42.
Quattro punti di Howard che andava sotto il canestro avversario usando il fisico facevano tornare gli Hornets sotto solamente di due, divario che rimaneva tale anche dopo lo scambio di cortesie tra Irving che riprendeva e segnava dopo esser stato stoppato da Batum e il francese stesso che appoggiava al vetro oltre la difesa di Brown.
A 4:05 Irving dalla diagonale sinistra metteva dentro da te ma Marvin Williams con un tiro “ombra” (stessa posizione quasi (dalla parte opposta del parquet ovviamente) non lasciava scappare i biancoverdi.
Irving era la punta di diamante dei suoi e in tre azioni offensive portava a casa 4 punti, così l’alley-oop di Carter-Williams, servito da Batum sullo scatto della nostra PG serviva solo per il 24-28, anche perché lo stesso MCW mancava un libero per il fallo di Irving sulla precedente deviazione volante.
A Morris rispondeva Howard, ispiratissimo, il quale andando dentro batteva Baynes in reverse layup ottenendo anche il fallo.
Realizzando l’aggiuntivo spostava il punteggio sul 27-30. Nel finale i Celtics guadagnavano qualche punto, ad esempio con Smart da tre a qualche decimo sotto i trenta secondi, Lamb replicava andando in uscita da un blocco; rimessa da fondo campo Celtics tesa di Batum, facile per Lamb andare a schiacciare.
Purtroppo però allo scadere Morris batteva la luce rossa portando il risultato sul 31-37.

Graham, partito titolare per l’assenza di MKG in quintetto, sorpreso da Tatum.
(AP Photo/Charles Krupa)

 
Ci sarebbe da migliorare la difesa, anche se i Celtics avevano dimostrato di mettere molta della loro bravura nelle marcature, invece la panchina non riusciva ad arginare la controparte; Monroe segnava, replicava MCW in entrata decisa, Hernangomez era disastroso commettendo passi in attacco, facendo fallo su Monroe (gioco da tre punti), mancando un tap-in su errore di Lamb e non riuscendo a fermare ancora Monroe che capiva di poter giocare di fisico andando sotto contro lo spagnolo.
Monk impalpabile in campo diveniva anche dannoso mancando un layup mentre dall’altra parte la ditta Mo & Mo continuava a colpire; questa volta era Morris da tre a si andava sotto di 14 (33-47) …
Gli Hornets ripartivano con il Tank e MCW in correzione da sotto dopo un altro errore di Lamb da sotto.
Rozier era bravo a battere al tiro MCW mentre dall’altra parte serviva il rientro del capitano (6:01) per battere la difesa dei Celtics; tre punti aperto dalla top of the key su una seconda possibilità per il 40-49.
I Celtics trovavano ottimi tiri a livello balistico; Morris, pur scegliendo un baseline jumper instabile da destra superava Walker mentre Frank con un great spin lasciava Rozier sul posto, passetto nel pitturato ed elegante pallone depositato a una mano.
Kemba con un pullup dalla media e una tripla in transizione (4:28) sulla quale non ci pensava due volte con Irving attardato per un errore da sotto, faceva rientrare i Calabroni sul -4 (47-51).
A 4:27 i Celtics chiedevano il time-out.
I Celtics ripartivano forte, specialmente con Irving, gli Hornets tentavano di resistere con Howard che a 2:48 abbatteva rudemente Baynes, gli arbitri non davano sfondamento e il nostro numero 12 si appendeva schiacciando di potenza il 53-57.
A 2:13 arrivava anche un off balance di Frank dal pitturato ma dall’altra parte Irving segnava toccando già i 22 pt. prima che Howard percorrendo la baseline da sinistra a destra andasse a segnare nuovamente e insospettabilmente di fino lasciando arretrato Baynes che subiva ancora uno stupendo reverse layup (1:36).
Il centro avversario però si rifaceva azzeccando un piazzato, Irvig allungava ma Kemba in corsa era più rapido di Baynes finendo in appoggio di destra al plexiglass per il 59-65.
Il primo tempo però a livello di marcature lo chiudeva Baynes in area per due punti che lasciavano i Calabroni arretrati di 8 all’intervallo.

Howard in schiacciata. Bene nei punti, male a rimbalzo.
(AP Photo/Charler Krupa)

 
L’inizio ripresa era un incubo.
Charlotte dimenticava tutto quanto di buono fatto nel primo tempo e non costruiva più.
Farraginosi attacco e difesa, lasciata a Boston l’inerzia eravamo colpiti da Baynes a 11:20 dallo spigolo destro dell’area poi da una steal con dunk in transizione di Brown su un passaggio telefonato in orizzontale, infine da Horford in area su Marvin prima che a 9:52 Batum in entrata passasse breve in salto a Howard lasciandolo libero di schiacciare.
Irving non si fermava segnando ancora da fuori, liberissimo e a 9:37 Clifford chiamava un time-out per riordinare le idee. La squadra non recepiva il messaggio perché a breve termine Boston tornava a colpire da fuori con Tatum (solo), abile a prendere e tirare dal corner destro su un ribaltamento di Horford.
Brown aggiungeva due punti dalla lunetta ma finalmente Batum riuscendo a mettere una tripla personale accorciava sul 65-81.
Horford restituiva la tripla e non contento della difesa, Clifford chiamava un altro time-out sul -19.
Lo step back di Walker a 6:57 non bastava certamente per recuperare un divario che aumentava nel quarto sino ad arrivare sul -24 a 5:37 con tre punti di Irving.
A 4:45 un’entrata di Brown con rilascio in floater, dopo essere andato a sbattere su Kemba era vista dagli arbitri come blocking del capitano, lasciandomi personalmente con molti dubbi, anzi…
Cambiava poco comunque… FT aggiuntivo mancato, ma per un’invasione di Howard, entrato in area in anticipo rispetto al libero, era data la possibilità all’esterno dei Celtics di convertire per portare la squadra di Stevens sul +27 (67-94). Una tripla di Lamb in transizione dalla diagonale sinistra e un passaggio basso filtrante da lato a lato del pitturato da Marvin a Howard davano al centro la possibilità d’appoggiare semplicemente per rendere il passivo meno pesante. Rozier con un mumbo andava oltre il difensore facendo toccare quota 100 ai Celtics già nel terzo quarto.
Lamb a 1:50 replicava dalla sua mattonella da tre punti segnando il settantanovesimo punto per la squadra del North Carolina ma Smart chiudeva con una bomba il quarto. Il punteggio recitava:
Hornets 79, Celtics 103.
Partita finita nonostante gli ultimi 12 minuti da giocare.
 
I Celtics segnavano per primi nell’ultimo quarto, Monk rispondeva con la tripla centrale schermandosi con il Tank (11:26 per l’82-105), poi la partita defluiva con qualche buon canestro di Rozier per i Celtics come quello a 10:38 in entrata e quello trovato facendo il classico giro del parquet per cambiare lato e uscire a ricciolo per il tiro da tre punti. Stone, appena entrato rimaneva in una posizione bassa non seguendolo ed era facile per lui mettere il tiro…
Panchina quindi in campo con Monk, Graham, Bacon e Hernangomez a completare ma se Bacon a 1:27 metteva dentro un mid-range con equilibrio (tre le sue realizzazioni), Hernangomez continuava ad avere difficoltà realizzative dimostrando un tocco imperfetto anche nel garbage time, seppur guadagnando qualche FT, sprecandoli…
Monk sparava a salve e la gara si chiudeva sul 106-134.
 
Pagelle
 
Walker: 6,5
23 pt., 5 assist. In 24 minuti fa 9/13 dal campo. Partita ottima in attacco, in difesa ha di fronte Irving che si mette a fare il fenomeno in serata. Rimane poi a riposo quando la partita è andata. Non riesce a dare valido supporto poi nemmeno lui nel terzo quarto ma quando c’è solo o quasi Kemba come scorer (il quale fornisce comunque 5 assist) è un brutto segnale perché il resto della squadra non sta rendendo. E’ un episodio. ora bisogna che lui e la suadra tornino a giocare.
 
Batum: 5,5
7 pt., 5 rimbalzi, 10 assist, 2 rubate, 1 stoppata. Il classico giocatore che non si sa se odiare o amare perché racchiude in sé, saggezza e stupidità. 3/11 dal campo con un 1/5 da fuori. Catch n’shoot rapidi stupidi non necessari e tiri un po’ forzati sono una componente, l’altra è quella di saper riconoscere il gioco e i movimenti dei compagni fornendogli assist precisi. Se poi hai Howard in squadra a mettere dentro i passaggi volanti sei facilitato. Un giocatore d’esperienza come lui però non può perseverare con tiri non selezionati.
 
Graham: 5
2 pt., 1 rimbalzo, 1 rubata. In 30 minuti limita Tatum che ne sta in campo 20 e segna 7 punti. Per il resto, rendimento un po’ inferiore in difesa. In attacco si fa stoppare un tiro quasi sulla sirena e l’1/5 complessivamente parla da sé, così come il -26 di plus/minus. Ricorre a 4 falli, nemmeno cattivi. Collisioni di gioco. Non facile sostituire MKG in una serata del genere.
 
M. Williams: 5
4 pt., 9 rimbalzi, 2 assist. 1/8 al tiro. Meglio, secondo me, di Graham in difesa, cattura anche rimbalzi ma al tiro è freddissimo splittando anche un paio di liberi dalla lunetta.
 
Howard: 6,5
21 pt., 3 rimbalzi, 1 rubata, 1 stoppata. Fa senso vedere che Dwight è riuscito a catturare solo un rimbalzo difensivo, forse la costola si fa sentire, ma dall’altra parte si fa vedere eccome.
Tiene in piedi la baracca insieme a Kemba per due quarti. Lascia un po’ troppo spazio a Baynes e a i suoi piazzati, rimasto perfetto sino a un certo punto del match. Nel terzo qualche canestro ma anche errori.
10/15 al tiro, un solo turnover, tra i titolari il -15 è il miglior plus/minus…
 
Lamb: 5,5
10 pt., 2 rimbalzi, 1 stoppata. Si sveglia troppo tardi. Un paio di triple e una buona stoppata ma ormai i Celtics son scappati…
 
Kaminsky: 6,5
16 pt., 3 rimbalzi, 2 assist. Buoni tiri, anche fuori equilibrio ed altri sbilenchi. Strano Tank. Tiene meglio Monroe lui nell’occasione che gli capita che Hernangomez. 5/10 dal campo, 6/6 ai liberi, peccato per lo 0/3 da fuori.
 
Carter-Williams: 6,5
14 pt., 2 rimbalzi, 2 assist, 1 rubata, 3 stoppate. Abbastanza rognoso in difesa, riesce a trovare una serata dove rifila tre stoppate agli avversari… Non sbaglia sotto canestro andando in correzione o di forza con un 5/5 per lui quasi irreale più un 4/5 dalla lunetta. Buona gara e solo un -4 di plus/minus incassato, anche se nel secondo quarto è coinvolto nell’allungo Celtics, riuscendo però a dare un piccolo contributo per tornare più vicini.
 
Hernangomez: 4
0 pt., 6 rimbalzi. In 9 minuti commette 4 falli e fa 0/4 sia dal campo che ai liberi. Peggio dell’Howard da Vecchio Testamento. Non tiene Monroe in difesa e ha un tocco difettoso. Avrebbe dovuto esser nettamente un altro giocatore. Che sia la nemesi di Charlotte per il caso Cho?
 
Monk: 5
3 pt., 2 assist, 1 rubata. 1/7 dal campo. Entra già nel primo tempo ma è impalpabile. Non vedo miglioramenti nello sviluppo del suo gioco. Segna una tripla con schermo del Tank e poi sbaglia il resto.
 
Bacon: 6,5
6 punti, 1 rimbalzo. In 6 minuti fa ¾ al tiro chiudendo la partita nel garbage time. Almeno trova la mano riuscendo a far vedere scorsi di quello che ha mostrato in parte nella lega di sviluppo.
 
Stone: 5
0 pt., 1 rimbalzo, 1 assist. Entra e si perde nettamente Rozier non seguendolo per nulla. Ci “costa” 3 punti, ma la partita è finita. Non è facile entrare in partita quando non giochi proprio mai… Poco più di 4 minuti sul terreno.
 
Coach S. Clifford: 6
Non riesce a dare alla squadra l’impronta difensiva. Richiamata più volte anche in time-out vicini se necessario, il team sbanda ma molte volte sono canestri personali di bravura dei giocatori dei Celtics. È solo una sconfitta. Ricompattarsi e andare a Philadelphia in una gara più importante e alla portata rispetto a quella di stanotte.

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Informazioni su igor

La mia Hornetsmania comincia nel 1994, quando sui campi della NBA esisteva la squadra più strana e simpatica della Lega, capace di andare a vincere anche su campi ritenuti impossibili. Il simbolo, il piccolo "Muggsy" Bogues, il giocatore più minuscolo di sempre nella NBA (che è anche quello con più "cuore"), la potenza di Grandmama, alias Larry Johnson, le facce di Alonzo Mourning e l'armonia presente nella balistica di Dell Curry, sono gli ingredienti che determinano la mia immutabile scelta.

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