Game 22; Charlotte Hornets @ Memphis Grizzlies 107-113 (2OT)

Mission impossible (sottotitolo; “operazione Invincibile”, un film di James Bond) di Charlotte, chiamata a vincere su un campo difficile. 10-1 per i Grizzlies in casa in questa stagione.
La missione sfugge di mano sul più bello, quando si sarebbe potuto vincere facendo magari un fallo strategico alla fine del primo supplementare, quando i Grizzlies hanno riacciuffato a quattro secondi dalla fine la partita il risultato.

La squadra però si è dimostrata più compatta in difesa e anche se spesso in attacco si affida alle individualità, ha margini di miglioramento. Nella notte ha tenuto testa alla grande a una delle corazzate del momento nella NBA. Come minimo va concesso l’onore delle armi da parte dei Grizzlies.

Gli Hornets in tenuta viola si presentavano in campo con; Walker, Stephenson, Henderson, Zeller e Jefferson.

I Grizzlies con; Conley, C. Lee, Allen, Randolph e M. Gasol.

Zeller nel cuore della difesa dei Grizzlies.

Zeller nel cuore della difesa dei Grizzlies.

Memphis entrava subito convinta in campo. Sul primo attacco, una serie di blocchi continui liberavano Conley sulla destra per il primo 3 punti di serata. Mentre Charlotte subiva la pressione di Memphis, i locali riuscivano a portarsi sullo 0-9. La corsa della squadra di casa era interrotta da Zeller in lunetta, il quale realizzava i due liberi ottenuti per un tocco di Gasol sul tentativo di reverse layup. Hornets che a 7:38 con una schiacciata di Henderson e una tripla di Walker dalla sinistra, si rifacevano sotto sino al -2. Allen e Lee, rispettivamente con un gioco da 3 pt. (fallo di Zeller sul tiro da sotto) e una tripla aumentavano il divario a 8 punti, prima che Walker con uno step back portasse il punteggio sul 9-16.Zeller dava una mano ai nostri con una stoppata in difesa e un canestro in attacco per il -5. I plantigradi però mettevano 4 punti portandosi a 20 punti. Ci pensava Walker a sfruttare un gioco dentro-fuori con Jefferson. Tripla sempre da sinistra a 3:03 per il 20-14. I lunghi dei Grizzlies in questa parte di quarto però avevano il sopravvento. Randolph andava a bersaglio, così come Koufos. per il 26-14, mentre dall’altra parte gli Hornets si tenevano inusualmente in piedi con un’altra bomba di Kemba (dalla destra questa volta) per il 26-19. Lo stesso play a 8 decimi di secondo fintava l’entrata e faceva partire un jumper dalla top of the key che accorciava il punteggio sul 26-21, punteggio finale del primo quarto.
Nel secondo quarto i Grizzlies cercavano l’allungo per scrollarsi di dosso una squadra che, nonostante la panchina in campo, provava a metterci intensità, dimostrando di non essere più la squadra sfilacciata di qualche settimana fa. Nonostante un gioco da 3 punti di Udrih a 9:01 che dava 9 punti di vantaggio ai Grizzlies (34-25), Charlotte trovava un Neal in buona vena, il quale segnava da 3 punti a 8:40. A 7:01 ancora lui con un floater realizzava il 32-36 e a 6:20 Biyombo con un ½ dalla lunetta ritoccava il punteggio sino al -3. A 4:34 arrivava anche il primo canestro di Jefferson, in grande difficoltà in attacco sino a quel momento.Lee a 3:23 con una conclusione frontale dalla lunga distanza metteva i punti del 43-37 e nonostante Conley poco dopo trovasse il secondo rimbalzo amichevole della serata da parte del ferro, gli Hornets avevano una vampata nel finale di quarto. Un tiro di Jefferson ruotava sull’anello per finire dentro, poi un gran canestro in jumper di Walker e ancora Big Al portavano gli Hornets all’intervallo sul -2, 45-47 con un 43% dal campo, contro il 51% dei Grizzlies.
Kemba a 11:18, con una tripla dava il primo vantaggio di serata a Charlotte. Il 49-47 non resisteva molto perché dalla lunetta i Grizzlies si guadagnavano il nuovo vantaggio, 53-49. Le guardie di Charlotte si davano da fare per trovare il pareggio, riacciuffato con Walker (floater) a 8:54 e Stephenson, penetrazione con esitazioni per il 53-53. Anche Jefferson si dava da fare continuando il parziale e segnava 4 punti battendo Gasol e Randolph. I Grizzlies non stavano a guardare e mettevano un parziale di 7-0, anche grazie a un gioco da 3 punti di Lee (fallo di MKG). Lo stesso Kidd-Gilchrist si faceva parzialmente perdonare con due punti con un tiro arcobaleno e a 4:26 finalizzando una transizione a triangolo partita grazie ad un buon anticipo difensivo di Zeller. Nuovo vantaggio degli Hornets con una penetrazione di Walker a 3:46. Il tocco di Leuer regalava il punto supplementare per il +3 ospite. Dopo una distrazione, una delle poche di serata, che Conley sfruttava prendendosi la baseline e segnando 2 punti, arrivava un gran passaggio no look di Big Al a trovar smarcato sotto canestro il N°14 Gilchrist che non sbagliava a mettere i punti del 66-63 a 2:15. Un Neal carico aggiungeva due punti in pull up, ripetendosi con un tiro più selvaggio poco dopo, buon per lui che ci sia il fallo di Udrih e dalla lunetta possa segnare il 70-66 a 1:15 dall’inizio del 4° periodo. Nel finale si assisteva ad altre azioni pregevoli, ad esempio Randolph che in aria ricarica il tiro (su una buona difesa di Biyombo) e segnava, poi Neal con un catch and shot chiudeva il quarto sul 72-69.
L’ultimo periodo dei tempi regolamentari, iniziava con Neal in cerca di penetrazione, non riuscendo nell’intento portava l’avversario sulla baseline sinistra e segnava da lì tirando in faccia al suo marcatore a 11:31. Hornets che recuperavano una palla in difesa e provavano a ripartire in transizione. Trattenuta antisportiva di Leuer su MKG lanciato in ripartenza, che costava solo la rimessa per i Grizzlies. Neal, scatenato in questa fase si trovava anche uno spazio impossibile in post alto sinistro per realizzare altri due punti. Il 76-79 durava finché Prince fuori equilibrio, trovava due punti dalla linea di fondo. Buon momento anche per MKG che spazzava via con una stoppata il tentativo di Pondexter. Sulla rimessa però arrivava il canestro di Udrih. Ora erano gli Hornets a provare a mettere il break decisivo per ottenere i punti della sicurezza. Marvin Williams nell’angolo sinistro realizzava 3 punti. Il 79-73 era protetto da Biyombo che bloccava Koufos, tuttavia la squadra del Tennessee tornava sul -2 e costringeva Clifford a richiamare in campo Walker. Charlotte, nonostante l’errore al tiro, si sbloccava a 7:15 con un tap-in di Stephenson. Un parzialino di 6-0 (4 i punti di Gasol) per i padroni di casa facevano rimettere il capo avanti agli orsi. Sembrerebbe già finita quando Conley in entrata portava su di se due uomini, scaricando su un Gasol libero i Grizzlies prendevano 5 punti di vantaggio, grazie ai due messi comodamente dallo spagnolo. Walker da sotto a 1:31 ridava qualche speranza ai suoi con un canestro da sotto, speranze più vive dopo lo 0/2 di Gasol ai liberi a :53,2. Il fallo di Allen (che aveva abboccato a una sua finta e cercando di recuperare lo aveva toccato sul tiro) su Neal mandava in lunetta l’ex Spurs, il quale pareggiava la partita. A :11,9 Conley scartava un cioccolatino per Gasol che da sotto sfruttava l’inerzia del suo movimento per andare a schiacciare. Sull’ultima azione, Walker sfidava il suo marcatore, ma la sua tripla per la vittoria non andava a bersaglio, suspense finale con la palla sospesa in aria che riscendendo trovava i polpastrelli di Neal, però non abbastanza caldi per la correzione vincente, tuttavia la sfera gravitava ancora dalle parti dell’anello, così Henderson tendeva il suo arto superiore destro in direzione della stessa e correggendo gli errori dei compagni, trascinava la squadra al supplementare con il 92-92 sulla sirena.
Pessimo inizio nel supplementare da parte della squadra del North Carolina e in particolare di Neal, il quale aveva delle colpe in copertura sulla tripla di Pondexter iniziale ed era ancor più colpevole in attacco quando faceva scadere i 24 secondi cincischiando troppo. Da lì Charlotte andava a inseguire. A 1:50 una finta di Henderson bastava perché il giocatore riuscisse a prendersi il centro dell’area in entrata per segnare con un appoggio risicato il 97-99. I Grizzlies in attacco fallivano un paio di occasioni, così Neal strappava un pallone in mischia, che finiva a Henderson, il quale da terra chiamava il time-out. A 1:26 quindi rimessa Charlotte. Tiro di Neal in runner, fallo di Randolph sulla guardia degli Hornets e ½ in lunetta. 98-99 a 1:14. Il duello Zeller Gasol nel finale vedeva due volte vincitore il lungo degli Hornets. In appoggio sullo spagnolo a :32,1 e sull’azione difensiva andava a stoppare pulito il centro avversario. Sulla pressione il lungo passava a MKG che andava in lunetta segnando i punti del 102-99. Una buona circolazione di palla però portava Carter a segnare i 3 punti decisivi a :04,5, complice la difesa di Charlotte. Con il senno di poi si potrebbe dire che il fallo sarebbe convenuto molto di più effettivamente. L’ultima chance per Charlotte arrivava con un tentativo di Henderson che prendeva solo il ferro però.
Secondo supplementare e terza palla a due vinta dai Grizzlies, i quali incameravano 5 punti di vantaggio a 2:35 con due punti di Conley. Sfortunatamente Jefferson si era raffreddato e con lui Charlotte aera rimasta al palo nel punteggio. Un suo tiro e una sua forzatura contro due avversari in precedenza non avevano prodotto punti. La squadra del Norh Carolina metteva fine al digiuno con Henderson, il quale si prendeva il centro dell’area dopo aver effettuato una finta partendo da fuori sulla sinistra. L’appoggio era vincente. 105-107 grazie al libero supplementare realizzato. Un fade-away di Randolph nonostante la marcatura di Jefferson ridava un vantaggio oltre il possesso di Charlotte. Henderson, Jefferson (pick and pop) e Neal (grazie a una deviazione sulla rimessa di Allen da parte di Zeller aveva recuperato palla e tirato una tripla beffardamente uscita) sbagliavano i tiri a disposizione, così la squadra in maglia viola doveva ricorrere al fallo per fermare il cronometro. Conley era glaciale e il 105-111 a .21,7 dalla fine sembrava già una sentenza. La gara era riaperta virtualmente dagli arbitri con un fallo chiamato ad Allen (più che discutibile per onestà) su Neal. Allen cercando di difendere, toccava scompostamente in maniera non così incisiva, Neal che cadeva. Proteste di Allen, tecnico più 3 tiri liberi. Dei 4 a disposizione Neal però ne metteva solo 2 condannando la squadra a una sconfitta per 107-113.

La squadra si è proposta comunque su buoni livelli, speriamo che il doppio supplementare non abbia pesato troppo e che possa ritornare alla vittoria già contro i Nets che nella notte si sono sbarazzati agevolmente dei 76ers.
Voti:
Walker: 7
28 punti (11/21), 7 assist, 4 rimbalzi, 2 rubate, 0 palloni persi. Grande prova di Kemba, tiene in piedi l’attacco con le sue triple e le sue entrate. In difesa si applica ed è più aggressivo.
Stephenson: 6
8 punti (4/9), 7 rimbalzi, 1 rubata. Non sempre gli riesce la difesa perfetta, tuttavia nonostante cifre modeste, una gara sufficiente. Coach Clifford però si ostina a non schierarlo nei finali. Forse è troppo imprevedibile per lui che cerca soluzioni affidabili, ma nel supplementare l’avrei visto bene.
Henderson: 6
10 punti (4/12), 3 rimbalzi. Tornato a sparacchiare un po’ a casaccio o almeno… su situazioni difficili, ha il merito di portare Charlotte al supplementare. La squadra non vince e speriamo la stanchezza non si trasformi in un boomerang. Buona applicazione difensiva.
Zeller: 6,5
6 pt. (2/7), 6 rimbalzi e 4 stoppate. Peggiorato nel piazzato. Ci pensa un po’ troppo, prima era più fluido. Deve ritrovare il movimento. Gran lavora su Gasol nel finale del primo tempo. 4 stoppate in 34:18 sono tante.
Jefferson: 5,5
16 pt. (7/21), 9 rimbalzi, 3 assist e 3 stoppate. Big Al inizia e finisce male la partita. Il suo classico show lo fa vedere durante la gara. Un 33,3% dal campo che condanna gli Hornets nonostante la sua prova sotto altre voci sia discreta.
Roberts: 5,5
0 punti e una rubata. Quasi 10 minuti e 4 falli spesi, poco altro. Marginale.
Neal: 6
25 punti (8/15), 4 rimbalzi e 3 palle perse. Croce e delizia. Prima delizia con i suoi canestri, poi nel finale, sul più bello, forse stanco, sbaglia in una delle sue specialità facendo perdere le ultime speranze alla squadra. In difesa a volte paga con i cm, ma anche il suo inizio da ultimo quarto non è stato buono.
Kidd-Gilchrist: 6,5
8 pt. (3/5), 5 rimbalzi e 1 stoppata. Ha avuto un momento di fiammata in partita. Ancora non dev’essere al meglio se parte dalla panchina. Peccato per il doppio errore in sottomano nell’ultimo quarto che poteva dare due punti in più agli Hornets.
M. Williams: 5,5
5 pt. (2/6), 3 rimbalzi, 1 stoppata e 2 palloni persi. Segna una bella tripla, ma commette anche un fallo ingenuo in difesa favorendo il libero supplementare e regala un pallone ai Grizzlies con un passaggio telefonato nell’ultimo tempo regolamentare.
Biyombo: 6
7 rimbalzi e 2 stoppate in 12:25. Un difensore. Il suo ¼ dalla lunetta è costato caro però.
Coach Clifford: 6
Ha delle buone intuizioni come quella di Zeller su Gasol. Più mobile per andare a prendere il centro più facilmente e altre meno buone. L’ennesimo abbandono in panchina di Stephenson nel finale lascia perplessi. Salvo che Lance non sia già ai ferri corti con la società, con il contratto che ha e considerando che è in ripresa, avrebbe potuto portare a un blitz nel supplementare con qualche giocata. La squadra però c’è e questo gli vale la sufficienza.

 

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Informazioni su igor

La mia Hornetsmania comincia nel 1994, quando sui campi della NBA esisteva la squadra più strana e simpatica della Lega, capace di andare a vincere anche su campi ritenuti impossibili. Il simbolo, il piccolo "Muggsy" Bogues, il giocatore più minuscolo di sempre nella NBA (che è anche quello con più "cuore"), la potenza di Grandmama, alias Larry Johnson, le facce di Alonzo Mourning e l'armonia presente nella balistica di Dell Curry, sono gli ingredienti che determinano la mia immutabile scelta.

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