Game 10: Charlotte Hornets @ Minnesota Timberwolves 115-108

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SelvaggiHornets
 
Dopo la doppia sosta forzata dai fluidi jumper di DeRozan e la pioggia di triple dei Cavs, il livello d’acqua si era alzato, coach Clifford decideva allora di sfruttare la navigabilità, di prender ciò che di buono avevamo fatto vedere nelle due precedenti partite costruendo la propria arca prima che il diluvio universale si abbattesse sugli Hornets.
Caricati gli animali della truppa, gli stessi giocatori “passeggeri”, per mettersi in salvo, avrebbero dovuto remare sino a Minneapolis risalendo il Mississipi River irto d’ostacoli. Fondamentale vincere nell’ex terra dei lacustri, ora popolata da animali della tenebra quali i lupi.
Un’altra gara dal doppio volto nel quale le cannonate subite nel primo tempo hanno squassato un po’ l’arca ma la contro-risposta nel terzo quarto degli Hornets ha riportato in linea di galleggiamento la squadra che nel finale ha con il vento in poppa, spiegato le vele e vinto una partita sul filo per un’altra vittoria selvaggia.
Batum in schiacciata. Il francese ha dato una bella mano a Charlotte. NBAE (Photo by David Sherman/NBAE via Getty Images)

Batum in schiacciata. Il francese ha dato una bella mano a Charlotte. NBAE (Photo by David Sherman/NBAE via Getty Images)

 
Gli Hornets sul parquet dei Timberwolves partivano con: Walker, Batum, Kidd-Gilchrist, M. Williams e C. Zeller.
I Lupi della foresta avevano in forse Rush, Muhammad e LaVine. La squadra di Thibodeau (che conosce bene Clifford) recuperava LaVine e si affidava a: Rubio, LaVine, Wiggins, Dieng e Towns.
Il primo pallone giocabile l’avevano in mano i Timberwolves ma una chiusura dalle parti del ferro consigliava a Wiggins lo scarico sulla sinistra, la palla era però troppo alta perché il rientrante LaVine potesse afferrarla.
MKG commetteva passi in attacco, mentre i Calabroni dietro facevano un’altra buona difesa e tornando in attacco guadagnavano due FT grazie al movimento da pendolino di Marvin intorno a Batum.
Il 2-0 veniva però ribaltato da una prima tripla di LaVine (19 punti) e anche se Kemba con due canestri e Marvin con un jumper lungo dalla baseline destra issavano gli Hornets sul +5, era ancora LaVine a trovare il tiro dalla grande distanza per il pareggio a quota otto. MKG e Towns (21 punti) si rispondevano mandando i due team in doppia cifra, Kemba poi recuperava due palloni, uno in difesa e uno in attacco, Marvin sull’azione sparava a salve ma Zeller era lesto a metter dentro il tap-in.
Dieng pescato nel cuore dell’area si liberava con il movimento delle braccia di Zeller e pareggiava a quota dodici.
Marvin sparava ancora male da fuori ma si faceva perdonare in difesa andando in aiuto a MKG elevandosi sul tentativo ritardato di Wiggins.
Ne usciva una stoppata dai tempi perfetti, ma sull’azione successiva LaVine infilava la terza tripla personale portando i padroni di casa in vantaggio 12-15.
Era sempre Kemba a produrre cose positive per Charlotte, un suo anticipo provocava un coast to coast easy per il 14-15 e a 4:47 da un suo passaggio laterale attirava una tripla splash di Batum dalla diagonale destra con la quale i Calabroni salivano sul +2 prima che Rubio frontalmente andando oltre la top of the key dell’arco grande ci ricacciasse sul -1.
La partita rimaneva punto a punto, a 2:40 Belinelli da tre punti (dopo aver fatto saltare il difensore in ritardo) si aggiustava quasi nell’angolo sinistro e mandava i nostri sul 24-22.
Towns pareggiava ma Kaminsky al primo tentativo faceva centro da grande distanza a 1:59 per il 27-24, Bjelica ribaltava il punteggio a :26.1 dall’angolo sinistro mettendo il 29-30.
A fine primo quarto però era ancora Kemba ai 24 secondi e a due dalla sirena a far mettere la freccia agli Hornets che chiudevano avanti 31-30 il primo quarto.
 
L’inizio secondo quarto era il classico spazio dedicato alle panchine, tuttavia sempre momento importante per cercare d’avvantaggiarsi sulla controparte avversaria cercando di dimostrare la propria forza.
Mentre Walker andava negli spogliatoi MKG tornava in campo ma la spinta di Charlotte si esauriva ben presto.
Wiggins (29 pt.) splittando dalla lunetta a 10:32 pareggiava il conto, Dunn penetrava e passava corto al centro, dove Aldrich si avvantaggiava in cm (con Hibbert tagliato fuori) sulla rotazione e depositava facile.
Dunn con un pullup in uno contro uno dalla media diagonale sinistra portava a +4 i ragazzi di coach Thibodeau.
Gli Hornets fuori ritmo offensivo mancavano un possibile canestro ravvicinato con Kaminsky e anche se dalla linea della carità Sessions sopperiva al bisogno immediato con due punti, LaVine segnava la quarta tripla di serata regalando il +5 ai bianchi di casa.
Belinelli tentava la riscossa, la sua penetrazione otteneva solo un rimbalzo sul ferro da parte di un pallone che tuttavia s’impennava al punto giusto per la correzione di Hibbert.
Hibbert che in girata metteva anche dal cuore dell’area un jump hook per il 37-38 a 7:49.
Gli Hornets tuttavia ricadevano nel fuori ritmo a breve e Sessions fattosi intrappolare da un raddoppio era costretto a una palla a due che perdeva con Dunn, per fortuna LaVine mancava due triple sulla difesa di MKG e Belinelli passando dietro a un blocco a sinistra tirava dal mid-range sinistro ottenendo due punti per il 39-40.
Kaminsky provava l’azione personale facendosi stoppare, con due uomini addosso avrebbe potuto riscaricare fuori per un Belinelli solo nell’angolo sul suo lato, al Dio del basket l’azione forzata non piaceva ed ecco che dall’altra parte la tripla di Bjelica sembrava esser quasi la punizione voluta dall’Altissimo. Charlotte soffriva anche a rimbalzo difensivo, il rientrante Zeller si faceva spostare da Dieng nella battaglia per la presa di posizione nel pitturato.
L’ala/centro dei Lupi segnava in schiacciata e subiva fallo. Ne scaturiva un gioco da tre punti con il quale Minnesota modificava lo scoreboard sul 39-46.
Cody in attacco tentava una cosa difficile e non trovava la retina, rientrava Kemba e Clifford lanciava anche Hawes sul parquet visto il disastro Zeller, un key jumper di Wiggins lanciava i bianchi sul 39-48, anche se arrivava uno dei pochissimi lampi in attacco degli Hornets, un pick and roll tra Batum e Hawes, il doppio zero riusciva a far passare la palla in mezzo alle gambe di Dieng, il francese raggiungeva la sfera e inchiodava la schiacciata.
A 3:02 la caligine offuscava l’aria e il volo dei Calabroni al Target Center, tripla di Wiggins e +10 T.Wolves (41-51).
Il gap aumentava nel finale quando Wiggins grazie a una dribble drive protetta da un blocco iniziale faceva vedere le sue qualità di depistatore andando a mettere un canestro (gioco da tre punti) che consentiva ai suoi di portarsi sul 44-58.
Kemba riusciva a staccarsi a fatica dalla marcatura e a proporsi per il taglio in diagonale verso l’interno nel pitturato arrivando in corsa a ricevere e ad appoggiare il 46-58.
Marvin falliva miseramente un’altra tripla e il punteggio rimaneva fermo nel freddo Minnesota, mentre le squadre guadagnavano gli spogliatoi, lo scoreboard faceva segnare un punteggio pro Minnie di 46-58.
 
Kaminsky ci prova contro Payne. 2016 NBAE (Photo by Jordan Johnson/NBAE via Getty Images)

Kaminsky ci prova contro Payne.
2016 NBAE (Photo by Jordan Johnson/NBAE via Getty Images)

Partiti nella ripresa la squadra di Thibodeau doveva stare attenta poiché non artefice di grandi terzi quarti eufemisticamente parlando, mentre gli Hornets remavano in direzione opposta.
In campo tornava il fratello buono di Zeller, la sua slam a una mano faceva intravedere un Cody decisamente migliore di quello impalpabile dei primi 24 minuti.
La difesa chiudeva e ruotava bene, dall’altra parte Zeller affondava a 11:14 due liberi per un fallo di Dieng che si spostava sull’entrata di Cody.
Da un recupero di Kemba nasceva l’assist dello stesso play per MKG che sulla destra del ferro appoggiava in fing and roll il 52-58.
Dopo un canestro di Kemba ottenuto in qualche maniera, facendo passare il pallone tra un paio di maglie bianche in chiusura e facendo passare il pallone da quasi sotto la tabella, Towns da pochi cm interrompeva il parziale Hornets, ma non l’inerzia, Kemba a 9:47 metteva una tripla, Zeller aggiungeva due punti in tap-in approfittando di un errore al tiro di Walker e quando a 8:37 facendo un giro completo nel pitturato trovava lo spazio per andare all’indietro un pochino ad alzare una traiettoria che faceva infilare il pallone nel cesto, gli occhi alzati degli spettatori osservavano il punteggio sulle scoreboard ora sul 61-60 a favore di Charlotte.
Gli Hornets però un po’ paghi si fermavano lì avendo un break. Ne approfittavano i Lupacchiotti che riemergevano dalla foresta, Lavine e la sua classica di serata da tre iniziava un parziale di 9-0 chiuso da due liberi di Dieng che innalzava il punteggio sul 61-69.
Charlotte dopo aver rimontato una volta non voleva fermarsi lì; Batum colpiva una prima volta di tripla a 5:04, Walker lo imitava fintando sul blocco alto a sinistra, si staccava dal difensore e sparava dalla diagonale destra per il 67-69.
Batum dal turcasso estraeva un’altra freccia per innestarla sul suo arco e colpire per la terza tripla consecutiva di squadra con la quale gli Hornets tornavano a comandare la gara.
Dopo il pari di Rubio dalla lunetta Batum ci ritentava a 2:13 ma non riusciva a mettere la terza di fila, arrivava però Bjelica che da dietro un blocco toccava leggermente Nic.
Fallo un po’ generoso, ma comunque il transalpino realizzava due dei tre liberi offertigli dagli arbitri. Dopo uno step-back jumper di Towns over Kaminsky per il pareggio (72-72) i ragazzi del Minnesota prendevano un’imbarcata.
Batum dava da fare in marcatura a Wiggins, autoscontri in back-door su Dieng, cambio di direzione, passaggio dietro un blocco alto a sinistra e catch n’shoot imperiale per il 75-72. Ancora Charlotte di tripla quando Kaminsky scambiava con Batum, il quale sull’orlo dell’arco restituiva palla al volo all’ala grande che sprigionava una tripla vincente per il 78-72.
Kaminsky con un teardrop banker faceva lievitare il punteggio, Zeller dava una palata in difesa stoppando le velleità dei Lupi, Walker sulla ripartenza (18 palle perse dei Lupi contro le 13 di Charlotte, anche se questo era più un fast break) chiudeva la transizione mandando Minnesota sul -10: 82-75.
Charlotte però metteva la panchina in campo e Minnesota accorciava di tre portandosi sull’82-75 a 12 dalla fine.
 
Due minuti dopo la rossa sirena, ancora immersi nella suggestione dell’ora antelucana, Payne di prepotenza andava di putbak, Belinelli gli rispondeva non temendo le creature della notte ma Wiggins, nonostante MKG fosse rimasto sul parquet come stopper infilava la tripla per l’ottantesimo punto dei padroni di casa.
A 10:44 Kaminsky segnava il teardrop e gli Hornets aumentavano il vantaggio a 6 punti (86-80). Kaminsky e Wiggins, un ritornello che si ripeteva con Frank abile ad andare al floater in corsa mentre dall’altra parte Wiggins otteneva l’89-86 con una mano sola.
Sessions in attacco si faceva stoppare ma in qualche maniera la palla rimaneva a Charlotte che con Kaminsky riusciva a fornire l’assist corto sotto canestro per Hibbert, il quale dalla destra metteva comodamente dentro il 91-86.
Kaminsky però toccava Payne che dalla lunetta, glaciale, infilava i liberi, Wiggins non si arrestava e a 7:29 andava oltre MKG per una tripla che riportava avanti la squadra del Nord.
A 7:11 un assist corto nato da una penetrazione di Sessions dava la possibilità a Hibbert di riportare in vantaggio gli imenotteri che con Belinelli (bravo a girare e a sfruttare un preciso assist verticale di Frank per rifinire in appoggio) stendevano il vantaggio a tre punti (95-92).
Towns da tre con Frank troppo schiacciato nel pitturato ridava incertezza alla partita.
A 5:27 Kemba sbatteva sul muro bianco, per gli arbitri c’era un fallo di Rubio e Walker camminava in lunetta tra i fischi del pubblico ma non si faceva abbagliare più dal bianco ma iniziava a far cadere pezzi di calce con un 2/2.
LaVine falliva una tripla ben seguito da Belinelli e a 4:48 Walker che, se non era flogisto, sprigionava energia che bruciava… con un’hesitation drive andava oltre al difensore stagliandosi nell’argentea notte di Minneapolis.
I Lupi ululavano con Wiggins dal mid-range per il 99-95 ma Belinelli fuori equilibrio trovava una tripla che sarebbe valsa molto se subito dopo Rubio (4:01) non avesse trovato un open da oltre l’arco che serviva al branco di Thibodeau per toccare quota 100 (contro i 102 di Charlotte).
A dare a Charlotte un buon vantaggio ci pensava Kaminsky, sul tracciante da destra a sinistra, piazzato su quel lato, Kaminsky effettuava il tiro immediato dando il 105-110 a Charlotte, che dopo aver incassato due FT da Rubio segnava ancora a 2:23 con Kaminsky.
Un gioco da tre punti, un mismatch tra Frank e Rubio, un giro all’interno partendo da spalle a canestro, il fallo di Rubio, il canestro, per gli arbitri c’era la continuazione sul tiro (onestamente non l’avrei data, ma meglio così) e Hornets sul 108-102.
Towns faceva vedere d’esser il lungo moderno con un’altra tripla ancora con Kaminsky troppo all’interno riportando a un possesso lungo il gap tra le due squadre.
La partita si decideva nel minuto finale.
Zeller era praticamente raddoppiato ma vinceva un rimpallo con Dieng dopo aver perso palla in prossimità della linea dei tre punti, il pallone rimaneva dalle sue parti, Cody se ne andava non trovando più difensori dietro l’ala/centro e metteva il 110-105. Batum a :44.0 commetteva fallo su Wiggins che dalla lunetta non era precisissimo, splittando regalava il break a Charlotte che oltretutto sui raddoppi faceva girar bene palla, Batum sulla sinistra lanciava sopra il canestro la sfera che raggiungeva Frank per l’alley-oop solitario del 112-106.
La gara praticamente si chiudeva qui nonostante i tentativi dei Wolves di fermare il gioco.
chaminn2
 
Pagelle:
 
Walker: 7
30 pt. (12/19), 5 rimbalzi, 6 assist e ben 5 rubate. Scoiattolo. Agile e veloce, si arrampica a canestro o corre su e giù per il parquet , scippando o cambiando improvvisamente direzione con la ghiand., eh… pardon, la palla in mano. Per ora è giovane, chissà se intorno a lui Jordan vorrà costruire una squadra da titolo in modo che lo Scrat “Camminatore” possa afferrare la sua ghianda. Si fa stoppare un paio di volte nella notte ma altre volte lascia sul posto gli avversari o li beffa quando sembrerebbe impossibile.
 
Batum: 7
16 pt. (5/9), 7 assist, 3 rubata, 1 stoppata. Dromedario. Ne ha un po’ anche l’espressione talvolta. Non so se ai tempi degli avi camerunensi di Batum laggiù vi fossero dromedari. Ad oggi sono scomparsi. Il glue guy degli Hornets sta entrando più in forma partita dopo partita, anche se combina qualche “cammellata” in fatto di scelte (passaggi o tiri) ma stasera non commette turnover e forza solo un tiro. Uomo colla anche perché in difesa abbraccia gli avversari, sebbene non sempre riesca a difendere ottimamente in serata. Da il suo contributo in avanti quando si scatena da grande distanza nel terzo quarto nel quale regala anche un bell’assist per Frank che lo imita. Il suo 4/5 da tre è oro.
 
Kidd-Gilchrist: 6
6 pt. (2/5), 6 rimbalzi, 1 stoppata. Il Re Leone. Vedeva sempre questo cartone animato in compagnia del padre, il quale fu assassinato quando MKG era ancora molto piccolo. Il ragazzo di Camden è diventato forte come un leone, anche se ha più un fisico leggero da ghepardo. Nell’ultima sfida ha tenuto a freno per tre quarti di gara James, oggi blindare Wiggins e soci sembrerebbe impresa meno ardua ma i blocchi portati da Thibodeau, il suo stare in campo come stopper in una second unit a volte carente di difesa gli fanno fare una partita normale. Un 2/4 dalla lunetta.
 
M. Williams: 5
6 pt. (1/9), 1 rimbalzo, 1 assist, 1 stoppata. Volpe a nove code. In Asia orientale è uno dei soggetti più conosciuti se parliamo di mitologia. Anche in “Naruto” vi è un demone che viene raffigurato come una volpe a nove code. Anche le volpi normali sono esseri sovrannaturali in Giappone, possono mutare forma ed essere sia buone che cattive, acquistano poteri sovrannaturali con il passare degli anni. Marvin è rispettato e visto come un simbolo dell’etica del lavoro, purtroppo ultimamente con i grandi team non ha tirato benissimo, questa notte più che una volpe a nove code sembra un picchio che continua a scortecciare il legno. Le sue triple testarde colpiscono ostinatamente il ferro e Charlotte non ne trae beneficio con il suo 0/5…
 
C. Zeller: 6,5
14 pt. (6/9), 9 rimbalzi, 1 assist. Poiana. E’ un rapace che ha capacità predatorie molto inferiori ai più conosciuti falchi e aquile. Colpisce quando ha spazio (tuttavia stasera fa vedere un canestro inusuale per lui), in imbeccata può essere veramente rapace, ma di solito è più opportunista. Qualche problema in difesa nel primo tempo giocato da 5, nel secondo rientra e sembra un altro sui due fronti.
 
Belinelli: 7
12 pt. (5/8), 1 rimbalzo, 1 assist. Lemure. Il suo tatuaggio con l’elmo da centurione ricorda l’origine Latina della parola lemure che indicava gli spiriti della notte. Forse per la particolarità che vede i lemuri avere questi occhi particolari che anche Marco possiede a suo modo. Deve aguzzare la vista per bombardare da oltre il margine dei due punti. Gioca bene, intelligentemente muovendosi e andando a prendersi canesti in penetrazione magari imbeccato se può. Più concreto rispetto ad altre prestazioni, un big shot da tre nel finale.
 
Hibbert: 6,5
9 pt. (4/5), 4 rimbalzi, 1 stoppata. Ipnorospo dei Simpson. Non bellissimo da vedere, la stazza già potrebbe ipnotizzare i piccoli e dissuaderli, copre l’area con i suoi arti. Importante a rimbalzo, ancora limitato nei minuti si vede poco ma si rende utile. Peccato per le tre perse, ma in 11 minuti porta punti e difesa.
 
Kaminsky: 7,5
20 pt. (8/14), 4 rimbalzi, 5 assist, 1 rubata, 1 stoppata. Elefante. Il carrarmato dei tempi antichi, chiedere ad Annibale o verificare ne Il Signore degli Anelli. Frank a volte pare un più agile elefante asiatico, ancora, però non ha trovato concretezza. Si affida troppo a soluzioni da fuori, bordate che spesso ammaccano solo il ferro, avrebbe il potenziale per distribuire come Hawes, segnare di più avendo una distanza inferiore al tiro e questa sera alterna bene le due cose risultando importante per le marcature dei Calabroni. Rimane in campo al posto di Marvin sino alla fine. Concede qualche tripla a Towns schiacciandosi troppo verso l’area, poi trova una difesa migliore e qualche rimbalzo importante. Più altruista, anche in occasione del passaggio a Hibbert.
 
Sessions: 5
2 pt. (0/2), 1 rimbalzo, 3 assist, 1 rubata. Serpente. Con le sue serpentine cerca di rinverdire I fasti di Lin della passata stagione. Più che un pericoloso cobra, spesso sembra più un orbettino, il quale in realtà non è un serpente ma un lucertolone senza zampe, privo di denti veleniferi quindi non morde, se poi strisciando in palleggio si fa anche spesso strappar palla… Bene i tre assist in poco tempo ma a fronte di altrettante palle perse.
 
Hawes: 6
4 minuti. 0 pt. (0/0), 1 rimbalzo, 1 assist. Coccodrillo. Pronto ad approfittare della situazione, bravo a smarcare i compagni pur sembrando spesso inattivo. Dietro a volte rimane orizzontale, nel senso che fa fatica a rimbalzo, ha però la scorza dura. Nella penultima partita si è mangiato un canestro clamoroso, oggi ci delizia con un assist da NBA Action antica maniera, palla fatta rimbalzare tra le gambe del difensore per un Batum che onorava la giocata nel migliore dei modi con una jam.
 
Coach Clifford: 6,5
Noè. Naviga diluvio universale con una ciurma particolare. Fa sbarcare gli animali in salvo dopo il -14 a pochi secondi dalla fine del primo tempo. La veemente reazione e la solita partita da Harlem Globetrotters in rimonta sono ormai un cliché.

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Informazioni su igor

La mia Hornetsmania comincia nel 1994, quando sui campi della NBA esisteva la squadra più strana e simpatica della Lega, capace di andare a vincere anche su campi ritenuti impossibili. Il simbolo, il piccolo "Muggsy" Bogues, il giocatore più minuscolo di sempre nella NBA (che è anche quello con più "cuore"), la potenza di Grandmama, alias Larry Johnson, le facce di Alonzo Mourning e l'armonia presente nella balistica di Dell Curry, sono gli ingredienti che determinano la mia immutabile scelta.

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