Game 14; Charlotte Hornets @ Miami Heat 93-94

Nuova e rovinosa caduta (la quinta consecutiva) per un punto di questi Hornets sul campo dei Miami Heat.
Nemmeno Napoleone a Waterloo aveva fatto di peggio.
Non so se coach Clifford abbia fatto come il tiranno di Francia a suo tempo, cioè non abbia preso sonno per ispezionare le sue “truppe” prima della battaglia, di certo c’è che si è preso degli appunti che porta con sé all’interno della giacca.
Tra gli appunti credo non ci sia un’alternativa finale all’artigliere Walker che continua a sparare a salve dimenticandosi dei suoi 4 compagni nel campo di battaglia.
Tuttavia, dopo aver inseguito a lungo, i Calabroni erano volati sul + 8 a metà ultimo quarto, il tutto sciupato, sprecato nuovamente e banalmente in pochi minuti.
Forse serve uno psicologo a questa squadra considerando anche alcuni sguardi intercettati dal sottoscritto nelle ultime partite (Jefferson oggi alla fine e Williams nella precedente a pochi minuti dalla fine).

Lance Stephenson a canestro.

Lance Stephenson a canestro.

Gli Heat si erano presentati sul campo privi di Wade e Cole, mentre gli Hornets continuano ad avere fuori Kidd-Gilchrist (almeno sino al 3 dicembre) e P.J. Hairston.
Hornets in tenuta viola con; Walker, Stephenson, Henderson, M. Williams e Jefferson. Miami in bianco con: Chalmers, Brown, Deng, Willams e Bosh.
Il primo canestro della partita è degli Hornets, che non hanno nemmeno bisogno di far entrare la palla nella retina, infatti, c’è un goaltending sul tentativo di Jefferson.
Big Al per Charlotte è il terminale offensivo, l’artiglieria pesante, dall’altra parte invece Miami utilizzava la cavalleria leggera con Chalmers che aveva un buon inizio, segnava, poi bloccava Stephenson e penetrava per segnare il vantaggio degli Heat 4-6.
Le squadre si davano battaglia nel punteggio, poi la prima a perdere un po’ la testa era Charlotte che lasciava Deng solo in area a trasformare due punti per il 9-12 Miami.
Time-out voluto da Coach Clifford.
Le infrazioni chiamate a Miami in attacco compensavano qualche brutta giocata in proprio degli Hornets, i jumper presi da se che non entravano iniziavano a preoccupare.
Henderson poi a 4:41 riavvicinava i Calabroni con una tripla dall’angolo sinistro per il 14-16. Walker tornava a giocare intelligentemente facendo quasi un passamano per liberare Jefferson da sotto che non poteva sbagliare il canestro del pareggio a quota 16 a 3:41.
Un’entrata di Neal procurava un infortunio casuale a Birdman che atterrando dopo il salto toccava la gamba di Gary e si procurava una distorsione alla caviglia destra.
Chalmers in entrata e Napier con una tripla davano un vantaggio di 7 punti ai padroni di casa.
Walker e Jefferson si davano da fare per riportare la situazione almeno a un possesso e ci riuscivano con una fotocopia dell’assist di Walker per Big Al che andava per il 22-23.
Roberts non andava a bersaglio sulla sirena e la situazione rimaneva inalterata dopo il primo quarto.

Zeller all’inizio del secondo quarto con un piccolo fade-away ritoccava il punteggio e lo portava a favore dei viola, 24-23.
Zeller viveva un buon momento e riusciva a mettere tre canestri importanti, l’ultimo a 7:25 in fade-away per il 32-35.
Punteggio che saliva ma distanze che rimanevano inalterate fino a quando Bosh con due canestri non dava 4 punti in più ai suoi portandoli sul +7. Miami, quando mancavano 2:57 sul cronometro, andava sul +9 con Bosh che realizzava con una tripla da 45° a sinistra,
Lance lo imitava poco dopo e cercava di non lasciar scivolare via la gara.
Un’altra bomba di McRoberts era annullata dagli arbitri giustamente poiché i 3 punti sarebbero stati ottenuti appena dopo la sirena.
Il 44-53 però era più che eloquente.

Nel terzo quarto gli Hornets iniziavano inaspettatamente a difendere, Walker rubava palla, in transizione passava a Born Ready che veniva fermato irregolarmente da Brown sul tentativo di tiro.
L’ex Pacers però non sfruttava appieno l’occasione e realizzava solo un punto dalla lunetta.
Lo stesso Walker estendeva un braccio oltre due difensori per passare una palla lateralmente a Big Al che nel cuore dell’area realizzava e si portava a casa anche il libero, questa volta gli Hornets con il loro centro lo mandavano a bersaglio.
Da un’altra palla recuperata, sortiva fuori la triangolazione Walker per Born Ready che passava in angolo destro a un Williams pronto a completare un parziale di 7-0 con la tripla d’ordinanza.
Il trend che aveva portato in poco tempo al 51-53 era interrotto da un canestro del corazziere Bosh.
Un paleggio in ritmo dava a Lance la possibilità di segnare a 9:22, le squadre iniziavano il balletto che le vedeva ora avanti, ora indietro nel punteggio, Napier colpiva per il 62-64, punteggio che durava sino allo splendido assist dietro la schiena di Big Al per Walker che subiva fallo nel cuore dell’area a 3:48 e nonostante il rumoroso pubblico segnava tutti e due i liberi per il 64 pari.
Una delle più belle azioni della gara, una triangolazione ad alta velocità tra Walker, Zeller e Williams si concludeva con i due punti dell’ala grande che davano il +5 a Charlotte, 72-67 a 53 secondi dall’inizio dell’ultimo quarto.
Il punteggio rimaneva questo prima dell’inizio della frazione decisiva e il parziale di quarto di 28-14 dava più fiducia a Charlotte.

Charlotte nell’ultimo quarto provava a mantenere il vantaggio con Neal che riusciva a entrare in area dei ragazzi di Spolestra, il fallo subito mentre era proteso per l’appoggio era netto, ma non impediva all’ex Spurs volteggiare vorticosamente gli arti superiori e di arrampicarsi con le unghie in aria per graffiare con un gioco da 3 punti.
Lo stesso Neal però commetteva un fallo inutile e banale subito dopo su Deng (canestro più libero a segno) e a 10:46 si era sul 75-72.
Neal a 10:36 si faceva perdonare con una tripla.
Lo stesso fuciliere Neal ci riprovava da 2 pt. ma il suo tiro non era buono.
Chalmers invece dall’altra parte provava a passare a qualcuno la palla dietro la schiena trovando il pubblico.
Gli arbitri fischiavano a Biyombo i 3 secondi in area e la tripla di Roberts veniva annullata.
Quando Neal riusciva a mettere ancora la palla dalla lunga distanza a 7:41, Charlotte godeva di un vantaggio di 6 punti che rimanevano inalterati dopo la risposta di Jefferson al canestro di Miami, grazie a un movimento rotatorio a 180° volgeva il suo sguardo verso canestro, evitava il tentativo di stoppata del difensore e appoggiava nel secchiello l’83-77.
La buona circolazione di palla sull’attacco di Charlotte (in quest’occasione) trovava Roberts sull’arco, la difesa scalava in ritardo così l’ex Nola la spezzava entrando con un runner mandato a bersaglio per il +8.
Charlotte come al solito nel finale si perdeva.
Prima lasciava colpevolmente Bosh solo a colpire da 3 punti, poi un paio di passaggi in orizzontale a metà campo con relative palle perse davano la possibilità a Miami di rientrare e scavalcare addirittura Charlotte nel punteggio con la tripla di Napier a 5:12 per l’86-87. L’attacco successivo di Charlotte andava per le lunghe, Lance s’inventava allo scadere un runner con tiro da non imitare, ma la palla finiva comunque dentro per il controsorpasso.
Nel finale gli arbitri fischiavano generosamente a favore di Miami (non con lo stesso metro comunque), minimi contatti contestati un paio di volte e a 3:22 Chalmers in lunetta portava a +3° il Calore di Miami.
Walker però fuori equilibrio dalla sinistra sparava una tripla ignorante che pareggiava a quota 91 la partita.
Neal a 2:31 addirittura sfruttava il fatto che due giocatori abboccassero alla sua finta per abbassarsi e passarci in mezzo, compiendo due passetti in avanti e realizzando per il 93-91.
Chalmers, sempre lui, fino a quel momento precisissimo in lunetta, dopo essersi guadagnato altri due liberi, ne sbagliava uno.
Charlotte manteneva il vantaggio.
Walker sul possesso decisivo andava in penetrazione ma il suo appoggio era stoppato da Deng.
La rimessa per Charlotte vedeva ancora protagonista in negativo il play che si faceva fischiare un’infrazione di passi.
A 31 secondi Bosh si creava lo spazio per un tiro dalla linea di fondo destra effettuato in fade-away.
La sua conclusione passava sopra le braccia di Zeller e finiva dentro. Nel convulso finale c’era ancora tempo per Charlotte di ribaltare la partita.
Sempre Walker, fresco di contratto rinnovato, sbagliava il tiro, i secondi scorrevano ma sembrava che Charlotte non volesse far fallo nonostante il tempo rimasto fosse pressappoco uguale ai secondi con i quali gli Heat potevano gestire il possesso palla.
Walker provava a recuperare la sfera che toccava una gamba di un giocatore degli Heat finendo tra le mani di Stephenson che non aveva l’accortezza di difenderla dal rientro di un difensore di Miami che la toccava da dietro facendola terminare in rimessa laterale.
Rimanevano :13,9 sec. sul cronometro.
Palla affidata a Walker che non vedeva o trovava nessun compagno, quasi triplicato, il play provava il tiro che non entrava, c’era il tempo per Jefferson di elevarsi e provare un tap-in che avrebbe consegnato la vittoria nelle mani degli Hornets, ma il suo tocco non era preciso nonostante l’occasione fosse ghiottissima.
Non c’era più tempo in questo finale incredibile.

Charlotte se ne torna a casa con un’altra pesante sconfitta che fa male, prolungando il periodo nero di una squadra partita tra le favorite a Est per guadagnarsi il fattore campo al primo turno di playoffs e che invece si ritrova a essere al momento tra le peggiori della Lega e la prossima notte arrivano i Clippers che potrebbero prolungare il momento triste come novembre… Continuando così non so se nemmeno a dicembre arriveranno dei regali di Natale…

Voti

Walker: 4,5
16 punti (6/15), 4 assist, 7 rimbalzi, 3 rubate e 3 perse. A parte la simpatia personale bisogna essere oggettivi. Qualche canestro che fa rimanere a galla gli Hornets e qualche passaggio buono. Però… la difesa è spesso abbozzata, continua a passare dietro i blocchi regalando triple, tira troppo per le percentuali che ha anziché mettersi al servizio della squadra smistando assist, inoltre dopo diverse partite punto a punto possiamo dire che non è un clutch player, non è decisivo. Dopo l’illusoria notte d’apertura non si è più ripetuto facendo perdere diverse partite alla squadra e dire che Jordan gli ha appena rinnovato il contratto.

Stephenson: 6,5
Prima che si accenda ci vuole un po’. La sua difesa è buona, 17 punti (7/14) ma un paio di palloni persi veramente importanti. Poco freddo ai liberi.

Henderson: 5
5 punti (2/5) e 3 assist. Patisce in difesa. Clifford lo toglie nel finale.

M. Williams: 5,5
7 punti e 2 rimbalzi in 24 minuti. Titolare marginale. Provare Vonleh, no?

Jefferson: 6
22 punti (9/17), 12 rimbalzi, due rubate. Più attivo a rimbalzo. Si ritrova tra le mani la palla della vittoria che spreca malamente, se i compagni gli avessero dato una mano prima quell’ingrato compito, non gli sarebbe toccato.

Zeller: 5,5
11 punti (4/7) e 3 assist. Si fa stoppare nel finale. Le sue difese fatte sempllicemente nell’alzare le braccia non sono sufficienti. Su Bosh forse non poteva fare molto (salta anche) nell’occasione decisiva visti anche gli arbitri, però in generale a parte un paio di belle giocate non mi è piaciuto. In fase regressiva.

Neal: 6
13 punti (5/11). Nonostante 3 palle perse è lui ad alimentare le speranze di vittoria nel finale con il break poi mal gestito proprio da lui stesso e dai compagni.

Roberts: 5
2 punti (1/5) e 2 assist in 15 minuti. Troppi errori.

Biyombo: 5
In poco più di 13 minuti una rubata e un turnover chiude con 0 punti. Anonimo.

Coach Clifford: 5,5
Non so nemmeno più che dire… Charlotte aveva battuto Miami all’andata sfruttando il pitturato, avrebbe dovuto riproporre la stessa tattica e iniziare a tirare le orecchie a qualcuno che sparacchiava troppo a casaccio.

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Informazioni su igor

La mia Hornetsmania comincia nel 1994, quando sui campi della NBA esisteva la squadra più strana e simpatica della Lega, capace di andare a vincere anche su campi ritenuti impossibili. Il simbolo, il piccolo "Muggsy" Bogues, il giocatore più minuscolo di sempre nella NBA (che è anche quello con più "cuore"), la potenza di Grandmama, alias Larry Johnson, le facce di Alonzo Mourning e l'armonia presente nella balistica di Dell Curry, sono gli ingredienti che determinano la mia immutabile scelta.

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