Game 15: Charlotte Hornets Vs Philadelphia 76ers 119-122 (OT)

 
Intro
 
“Le amicizie svaniscono d’incanto al cambiare dei contesti” è un pezzo di una frase contenuta nel brano So low (l’eremita) dei Bluvertigo.
Ci sarebbe da riflettere su cosa s’intenda per amicizia oggi in un modello di società sempre più virtuale, a volte proprio sul web si stringono rapporti più veri rispetto a quelli reali, specialmente se poi si fanno reali, a volte semplicemente si sgretolano come sono nati.
Aristotele le divideva categorie: utile, buono e bello.
L’amicizia tuttavia rimane sempre definita da una sincera volontà tra le parti nel conoscersi, frequentarsi (ove possibile) e soprattutto avere una predisposizione, un sentimento positivo verso l’altro che può trasformarsi e mutare sino al tradimento o avere sempre avuto un insincerità di base.
Tu quoque, Brute, fili mi! (“Anche tu, Bruto, figlio mio!”) è una famosa espressione pronunciata da Cesare nei confronti di Bruto, colui che Cesare pareva amare come un figlio, oppure l’uccisione del presidente Thomas Isidore Sankara in Burkina Faso negli anni ’80 per mano del suo braccio destro Blaise Compaore sono esempi d’amicizia fondati sull’utile dei traditori
Vorrei però concentrarmi sull’importanza del conoscersi e apprezzarsi condividendo emozioni, pensieri e/o sentimenti.
Otto ex giocatori Hornets nella notte scendevano nell’intervallo sul parquet.
In taluni casi si sono sovrapposti ma come trait d’union ho scelto Dell Curry, primo giocatore selezionato dagli Hornets nel 1988, icona della squadra, anche per realizzare un’altra personale caricatura per omaggiare una persona che traspare simpatia e senso d’amichevolezza.

Dell Curry, ogi commentatore tecnico per gli Hornets, oltre che esser stato il primo original Hornets ed essere il papà si Steph e Seth è anche stato un tiratore da tre punti efficace e splendido da ammirare.

Sicuramente la condivisione di un lavoro di per sé non crea amicizia, talvolta anzi, genere l’effetto inverso dell’inimicizia, attraverso l’ingranaggio della competizione, tuttavia essere ben predisposti verso i compagni genera amicizia e quello spirito di squadra necessario per colmare il gap con le più grandi.
Quello spirito di sacrificio che a ogni livello potrebbe essere il valore aggiunto di una squadra che ha bisogno di superarsi per battersi contro le più forti moltiplicando gli sforzi in ottica di un bene comune e non individualista.
 
 
La partita in breve
 
Se qualcuno avesse visto l’anime di Rocky Joe potremmo di re che Charlotte è Rocky.
Muore all’angolo dopo aver disputato tutte le riprese contro il campione del mondo Mendoza pur non vedendoci più da un occhio mentre nel finale atterrisce il baffuto campione mandandolo giù due volte.
Ai punti la spunterà il vecchio campione, aiutato dalla fama ma la battaglia, pur persa, rimarrà epica.

Lamb presentato prima della partita con le Dance Brackets sullo sfondo.

Epico non era l’inizio di Charlotte che iniziava con una difesa colabrodo in versione Phila.
Embiid si portava velocemente a 21 punti, JJ Redick colpiva tre volte da fuori e nel primo quarto Charlotte rimaneva sotto 30-42.
nel secondo quarto gli Hornets riuscivano a rimaner a galla nel finale dopo aver toccato il -17.
Sul 56-63 (-7) si andava a riposo con i nostri sul 2/11 da fuori contro il 6/14 ospite…
Nella ripresa Charlotte tornava sul -3 (60-66) prima d’esser colpita da JJ Redick da fuori.
Episodico perché la squadra di Borrego con un 8-0 run fissato dalla tripla di Walker a 7:18 si portava sul 68-66.
A 3:44 Phila otteneva una giocata da 4 punti poiché Borrego si prendeva un tecnico per proteste menzionando il palleggio non perfetto di Embiid.
74-78 che Walker e Bacon ribaltavano con una bomba a testa al tramonto del quarto 84-80, ritoccato prima della purpurea luce sull’86-82.
La battaglia si estendeva anche all’ultimo quarto dove Phila entrava però in modalità FT, Kemba non ne riceveva uno che avrebbe dovuto essergli assegnato per esser stato falciato da Butler sul tiro da tre punti così Charlotte precipitata sul 91-101 a 5:01 sembrava spacciata.
A riportare in alto i cuori dei fan teal & purple ci pensava la premiata ditta Kemba & Walker, il quale faceva tutto da solo sparando a 1:38 una tripla per il riavvicinamento sul 103-105. Kemba segnava anche in entrata il 105-107 per sprigionare una tripla di tabella su Butler che ci dava il vantaggio (108-107) a:44.5 dalla fine.
Pareggiava Embiid splittando dalla lunetta, poi una palla persa di Kemba favoriva altri due FT di Embiid ma lo stesso capitano buttandosi dentro trovava i contatto per pareggiare a :16.6 dalla fine.
Butler sfidava Bacon al tiro ma la palla colpendo il secondo ferro schizzava lontano.
Era OT.
Nel supplementare Bacon ci portava avanti ma una tripla di JJ Redick a 2:58 ci mandava sotto di uno.
Sempre lui tentava con un lungo due punti di chiuder la gara (114-117).
A 1:13 Embiid e due FT con fallo di Cody.
114-119.
Sembrerebbe ancora fatta per Phila ma Walker metteva dentro e Lamb puntando Simmons a :34.7 pareggiava con una giocata 2+1.. 119 pari.
Palla recuperata sulla rimessa da Hernangomez ma nel finale il nuovo acquisto Butler riuscendo a stoppare Kemba dava l’ultima chance ai suoi.
Era lui stesso a sfruttarla al meglio mettendosi in ritmo per tirare in faccia a Bacon che alzava il braccio ma non era abbastanza per fermare il game winner.
Bomba da tre incendiaria.
Non c’era più tempo, così tra recriminazioni e una strenua lotta Charlotte lasciava sul campo la vittoria, ancora una volta amaramente in una punto a punto vanificando i 60 punti del career-high di Kemba.
20 di Lamb e 10 di Zeller a dare una mano per quel che riguarda i punti tra le fila degli Hornets mentre a livello di statistiche individuali Embiid ha chiuso con 33 punti seguito dal duo Simmons JJ Redick con 23 a testa.
Embiid e Simmons hanno anche preso 11 rimbalzi a testa aiutando la squadra di Brown a vincere 49-53 la lotta sotto le plance.
23 pari negli assist, mentre Charlotte si afferma sul filo nelle percentuali dal campo con il 42,4% contro il 41,9%.
25/27 per Charlotte dalla linea contro un 33/38 degli ospiti… 18 i TO di Charlotte, la metà provenienti da Walker, 19 per gli ospiti.
 
 
Le formazioni:
 
 
La partita
 
 
1° quarto:
 
Embiid vincendo la palla a due portava a casa il primo attacco per i blu chiudendolo dal post basso sinistro con un soft touch vincente.
Walker andava in corsa a prendersi la palla per un mid-range che infilava trovando solo il cotone, rispondeva Embiid con un rimbalzo offensivo e una second chance da sotto ma Charlotte con Kemba a 10:11 mostrava un Kemba a razzo; partenza con crossover su Butler e difesa in salto sulla linea di fondo con palla scagliata su Muscala e recuperata. Simmons lanciava lungo per un alley-oop verso Butler appoggiando poi personalmente al vetro iniziando a portare i suoi verso la fuga, anche perché Walker passava palla male in attacco e JJ Redick con un reverse layup tagliando sulla linea di fondo segnava il 4-10.
Embiid da sotto segnava il 4-12 poi Lamb stoppava un passaggio di Simmons a mani alte innescando la transizione con dunk di Cody.
JJ Redick sulla diagonale sinistra trovava spazio ondeggiando e colpendo da tre ma a 7:35 rispondeva Kemba che con un altro crossover salutava Butler per appoggiare sulla sinistra sospinto dalla massa del corpo di Butler.
FT addizionale e gioco da tre punti “respinto” da JJ Redick ancora una volta letale dalla diagonale sinistra (7:21) anche se con minor angolazione.
Un crossover di Walker con infilata e passaggio corto orizzontale verso Zeller in rollata con puntata verticale a canestro dava al nostro antiestetico centro altri due punti. Embiid segnava due punti spingendo via Cody poi Kemba sbagliava da fuori ma saltando più in alto di Embiid e Muscala arrivava da dietro Lamb che con una violenta put-back dunk posterizzava i due lunghi a 6:46.
Cody sotto canestro respingeva Charlotte al -5 (15-20) ma Marvin sbagliando da tre (0/4 Charlotte) lasciava a Embiid la tripla a 5:44 per il 15-23.
Dopo il time-out colpiva anche A. Johnson da fuori, tripla frontale letale su Willy molto timido in uscita.
Lamb dal corner sinistro in transizione trovava la prima bomba ma per un fallo di Bridges su Simmons i 76ers si portavano sul 18-28 e poi sul 18-30 con Simmons al vetro. Le evidenti difficoltà di Charlotte di fermare l’attacco di Philadelphia non fermavano Lamb che puntando a canestro era fermato irregolarmente da Shamet.
2/2 per il 20-30 a 3:14 e 21-30 dopo un ½ di Willy alla lunetta.
JJ Redick si alzava per colpire ancora da tre mentre Biz entrava in campo per usare il fisico su Embiid ma sembrando più un fuscello faceva danni.
Dopo 14 secondi Embiid recuperava un fallo dal congolese segnando canestro e libero, Bridges rispondeva con la bimane recuperando l’assist di Parker neo entrato.
Anche Fultz passava Biz in entrata ma uno step back di Walker restituiva a Charlotte il terreno perso per colpa di Markelle.
Biz commetteva un altro fallo su Embiid che puniva dalla lunetta ma si riscattava con un alley-oop fortunoso a una mano su assist di Kemba.
Embiid portava sul 27-42 il risultato ma Walker sulla sirena incocciava su Fultz trovando tre FT che infilati davano il 30-42 dei primi 12 minuti.

Kemba Walker (15) drives past Philadelphia 76ers’ Joel Embiid (21) during the first half of an NBA basketball game in Charlotte, N.C., Saturday, Nov. 17, 2018. (AP Photo/Chuck Burton) (AP)

 
2° quarto:
 
Phila continuava ad aver buon gioco in attacco partendo con due punti di JJ Redick, Fultz e Parker usavano il plexiglass come amico mentre Embiid raggiungeva la ragguardevole quota di 21 punti colpendo nuovamente da oltre l’arco con resistenza minima di Charlotte.
Gli Hornets rimanevano attardati anche quando un fast pass teso di Kemba per Cody sanciva il 37-51 a 7:22. Butler e Monk si rispondevano dalla linea anche se il nuovo giocatore dei 76 lamentava un pulito intervento che in realtà si concretizzava sull’avambraccio sinistro del nostro numero 1. Charlotte iniziava a far densità e a difender più strenuamente ma era battuta da un gancio cielo in movimento di Simmons a perforare il povero Zeller così si rimetteva in moto in attacco (dopo un po’ di riposo) Walker che puntava da destra il canestro chiudendo perfettamente.
Butler rispondeva da due ma Kemba dalla top of the key mandava a segno tre punti per il 46-57.
Batum continuava ad alimentare la quasi sua impercettibile presenza sul parquet sbagliando da tre sulla sinistra ma riuscendo a recuperare il rimbalzo accentrandosi scaricava su Lamb che appoggiando in fing and roll accorciava sul -9 (48-57).
Simmons a 3:26 restituiva la put-back dunk a Charlotte elevandosi sopra le teste di una difesa estremamente catatonica nell’occasione.
Walker teneva viva la gara segnando un lungo 2 (50-59) poi era Korkmaz da sinistra a far tremare il ferro di Charlotte in schiacciata.
Batum in aiuto stoppando Embiid in area faceva partir la transizione sulla quale Lamb si lanciava sugli esagoni in spin ottenendo il fallo.
Due liberi a segno a 1:09 poi 2 anche per Embiid ma Kemba puntando il canestro a :17.2 recuperava a gioco fermo gli ultimi due punti del primo tempo che si chiudeva sul 56-63. Hornets quindi che riuscivano a rientrare sul -7…

“Muggsy” Bogues, Dell Curry, Kendall Gill, Alonzo Mourning, Glen Rice e Baron Davis nell’intervallo ricevono il pallone personalizzato. Sarebe dovuto intervenire anche Gerald Wallace colpito dal grave lutto della madre. Condoglianze a Gerald quindi.

 
 
 
3° quarto:
 
Lamb a 10:57 otteneva due FT costringendo Butler al secondo fallo sotto canestro con un altro giro di valzer per un 2/2 che riavvicinava Charlotte che giungeva sino al -3 con Kemba bravo a stazionare sulla linea di fondo e a convertire un passaggio di Zeller dopo aver preso uno sfondamento di Butler ed esser rimasto anche preoccupantemente a terra. Sulle prime sembrava che fosse stato assegnato il canestro con il fallo aggiuntivo di Lamb ma gli arbitri all’instant replay propendevano per il cambio decisione.
Batum mancava un tiro producendo un air-ball (dopo aver scatenato in precedenza Butler sulla transizione annullata) e prendeva in faccia anche una tripla di JJ Redick per il 60-66. Time-out che funzionava; il francese salutava i compagni sedendosi in panchina, dentro Bacon e canestro con parabola arcobaleno in uno contro uno di Lamb, Marvin dal corner sinistro per il -1 in faccia a Simmons e tripla di Walker a 7:18 per il 68-66…
Si lottava… nonostante una buona difesa Simmons di destro appoggiava a canestro girando sul corpo di Lamb trovando la giocata da tre punti.
Hornets che rispondevano sempre con il capitano che attaccano il canestro a 5:36 ci restituiva il vantaggio (70-69) prima che Simmons dalla lunetta ne mettesse due, Walker rispondesse dal pitturato, A. Johnson con un due punti and one ne mettesse tre e Walker pareggiasse dalla linea a 4:27 (fallo di Shamet) per un 74-74.
Phila però beneficiava di una giocata da 4 punti (canestro più due FT, uno per tecnico a Borrego che lamentava il dribbling discontinuo di Embiid o i passi) portandosi sul 74-78. Charlotte aveva la caparbietà di reagire segnando con un’alzata sopra la difesa di un Bacon proveniente da sinistra. Fultz rubando un rimbalzo d’attacco a Bridges favoriva con l’assist Muscala che da sotto non aveva problemi, poi era Kemba con un pump fake modello fenicottero (gamba alzata a ricordarlo) a riappoggiarsi a terra e a colpire precisissimo. Sibilava nell’aria risuonando come eterofono (o theremin) una tripla di Walker (1:55) che fischiava sino alle profondità delle maglie della retina.
Poi era Bacon a metter dentro un micidiale uno/due con un’altra bordata da fuori (corner sx) che stordiva momentaneamente Phila che incassava anche il canestro di Bridges su assist con lob di Zeller.
Embiid dalla lunetta chiudeva il quarto sull’86-82.

Charlotte Hornets’ Cody Zeller (40) and Philadelphia 76ers’ Amir Johnson (5) watch the ball during the first half of an NBA basketball game in Charlotte, N.C., Saturday, Nov. 17, 2018. (AP Photo/Chuck Burton)

 
 
 
4° quarto:
 
Gli Hornets dopo aver incassato due punti ne mettevano a referto tre per merito di Bridges che cannoneggiava da oltre l’arco.
Un troppo irruente Bridges regalava a Korkmaz due FT (splittati), Monk mancava due triple ma almeno in difesa subiva l’arresto con spallata di Fultz riottenendo il possesso. Butler andava a puntare Bridges che ricorreva all’onesto fallo.
Altro ½ che anticipava la tripla di Shamet dal corner destro che impattando sull’89 pari consigliava a Borrego la pausa. Simmons in avvicinamento era garanzia di liberi (fallo chiamato a Bacon).
Ancora una volta Phila, un po’ stanca, mancava un FT così Walker in attacco passava lo schermo di Willy andando verso destra per scagliare una tripla ma Butler lo falciava. Clamorosamente gli arbitri assegnavano solamente due FT che finiranno per decider la gara. 2/2 e 91-90 prima della tripla frontale di Muscala che ribaltava la squadra al comando.
A 6:34 la partita sembrava iniziar a prender la deriva della sconfitta.
Butler toccato da Marvin guadagnava de liberi, a 6:10 era Simmons a recarsi in lunetta per il 91-97.
E mentre Walker buttava via un paio di palloni su drive and kick la squadra di Brown correva sin sul +10 con un due più uno di Butler a 5:01 (fallo di Bacon).
91-01… una squadra normale avrebbe molato gli ormeggi ma in un’occasione speciale gli Hornets, trascinati dal loro capitano tentavano il recupero iniziando con un rim run. Simmons schiacciava appendendosi ricevendo dalla linea di fondo tentando di stroncare la resistenza psicologica di Charlotte a soli 3:50 dalla fine ma uno skip palla con velo di Lamb per Walker da tre punti più un pull-up di Bacon dimezzavano lo svantaggio (98-1003).
Kemba a 2:25 in transizione con il sottomano per il -3 dava una chance a Charlotte di agguantare il pari ma Lamb tirava una mattonata al vetro.
JJ Redick lavorando in corsa sulla sinistra però lanciava nel mezzo Simmons che trovando una voragine appoggiava in fing and roll per il 100-105.
A 1:38 dalla diagonale destra Walker metteva dentro un catch’n shoot da tre punti.
Wilson Chandler a 1:24 dalla lunetta infilzava ancora Charlotte per un tocco di Zeller a braccia alzate in salto portando oltre il singolo possesso la gara (103-107).
Kemba spingeva fisicamente il difensore in penetrazione provenendo dalla destra mettendo dentro il cinquantunesimo punto, JJ Redick da tre mancava la tripla e a :54.4 Walker forzava tantissimo inventandosi una tripla su Butler che bussava al vetro, il quale apriva il vantaggio agli Hornets sul 108-107.
Brown chiamava il gioco su Embiid che a :35.4 splittando agganciava Charlotte.
Una persa di Kemba in transizione portava a due FT di Embiid ma lo stesso Walker a :16.6 pareggiava.
Palla a Butler sull’ultimo possesso che tirava lungo contro bacon mandando la gara all’OT.
 
OT:
 
Si entrava nell’OT con le triple mancate di JJ Redick e Lamb, Muscala commetteva fallo in attacco con un blocco furbo su Kemba che faceva riguadagnar palla ai nostri, Bacon la sfruttava con un floater per mandare in vantaggio la squadra di MJ. Embiid con un turnaround dalla media destra dimostrava di aver recuperato qualche energia, poi era Zeller con la Cody dell’occhio a metter dentro un aspettato bound pass per Bridges dimenticato sotto canestro a inchiodare il 114-112.
A 2:28 uscendo in corsa Redick andava a sparare la tripla del +1 Phila dalla top of the key.
A 1:13, dopo aver già perso in precedenza Marvin per uno scontro fortuito con Simmons in area visto dagli arbitri come fallo del nostro numero 2 (abbaglio clamoroso), usciva anche Zeller che per non commetter fallo su Embiid secondo gli arbitrii non dovrebbe avere non solo le bracia ma anche tutto il resto.
FT: 114-119.
Ancora una volta tutto sembrava perso ma gli Hornets reagivano con un pull-up frontale di Walker e quando Lamb su una second chance a :34.7 prendeva d’infilata Simmons costringendolo al fallo, andando in lunetta dopo aver messo dentro la spicchiata con uno spin perfetto al vetro, Charlotte si trovava sul -1, colmato dal FT appunto.
119 pari.
Lob per Embiid da rimessa da parte di Simmons che scriteriatamente commetteva il TO grazie a Willy che davanti al centro in maglia blu saltando anticipava perfezionando il recupero di Charlotte che tuttavia in attacco buttava via palla con Kemba stoppato da un iper atletico Butler dalle parti della linea di fondo destra.
Era lo stesso Butler a gestire l’ultimo possesso tirando su palla e colpendo da tre su Bacon il quale alzando il braccio tentava di oscurare a Jimmy la visuale.
Niente da fare.
Il tiro scivolava dentro, le speranze degli Hornets con esso non essendoci più tempo.
Lo splendido parquet da classic night rinviav quindi ancora la prima vittoria mentre Phila continuava ad aver la meglio nelle ultime partite sugli Hornets.
Finiva così, amaramente come nell’anime di Rocky Joe citato nella partita in breve… persa, ancora… come Roccky contro il campione del mondo Mendoza lottando strenuamente al limite delle proprie forze morendo seduto all’angolo dopo aver resistito a tutte le riprese, impresa mai riuscita a nessun altro pugile.
Vincerà Mendoza ai punti… forse la bellezza a volte sta anche nel saper perdere sebbene da domani si spera gli Hornets tornino a battere squadre competitive.
Le occasioni casalinghe con Boston e Indy, squadre meno protette, diranno qualcosa in più sperando di recuperare MKG che nella nuova versione con cambio ruolo manca molto ala squadra.
 
 
 
 
Pagelle
 
Kemba Walker: 8,5
60 pt., 7 rimbalzi, 4 assist, 4 rubate. 21/32 dal campo. 12/12 dalla linea. Sarebbe da 10 se non perdesse 9 palloni tra i quali uno cruciale nei regolamentari sull’ultimo possesso e venisse fermato da Butler nei supplementari. Troppi kick and drive che non si sa dove vadano a finire quando viene raddoppiato, specialmente da Butler che lo mette per un attimo in difficoltà. Quando si riprende son dolori. A inizio gara lo passa con facilità con i crossover, gli spara una tripla clamorosa in faccia e attacca il canestro segnando 60 punti, personale career high. Anche in difesa recupera un paio di palloni facendosi colpire da Butler e girando sullo schermo di Muscala. Il giocatore più triste dalla NBA in rapporto alle sue forze, incassa troppe sconfitte avendo qualche compagno non all’altezza. Solamente un giocatore alto 185 o meno era riuscito a infilare 60 pt. e si chimava Allen Iverson (183 cm)… Veramente Cardiac Kemba nella notte, struggente anima di Charlotte per il quale dovrebbero comporre un paradossale pezzo metal rock con inserimenti di violino.
 
 
Jeremy Lamb: 6,5
20 pt., 10 rimbalzi, 3 assist, 1 rubata. 6/18 al tiro con un 1/6 da fuori magari non sembrerebbero cifre da giustificare un tale voto ma lui ci prova sempre, anche in difesa. Se qualche volta non riesce torna caparbiamente a fare il possibile per chiudere spazi. Attento ai blocchi, segue l’attaccante. Pareggia nel supplementare con una giocata di grande personalità. Sale sopra il ferro schiacciando in faccia a Embiid e Butler, non due pivelli… Un altro volto di un guerriero.
 
 
Nicolas Batum: 4
0 pt., 1 rimbalzo, 4 assist, 1 rubata, 1 stoppata. Favorisce una transizione con la stoppata in aiuto su Embiid poi serve qualche assist come quello per il fing and roll di Lamb dopo aver mancato una tripla aperta da sinistra e aver preso il rimbalzo dopo aver giocato a bandiera con il difensore in una gara a non prenderla… -9 quando è rimasto in campo, 0/4 al tiro in 18 minuti. Borrego lo toglie e la squadra migliora nettamente…
 
Marvin Williams: 6
4 pt., 5 rimbalzi, 1 assist, 1 stoppata. Rimane ai bordi dell’attacco finendo con un 1/3 dal campo. In difesa si batte, molto meglio dello scorso anno. Ironia del potere a centro area Simmons involontariamente va a dargli una testata. Dovremmo recuperar palla mentre Marvin è alle prese con il paradenti incagliato, invece prendiamo due falli contro mentre l nostra PF va ad armeggiare in panca dopo esser stata espulsa per raggiunto numero limite di falli.
 
Cody Zeller: 5,5
10 pt., 7 rimbalzi, 4 assist. 1 rubata. 4/8 al tiro compreso l’errore da sotto nei supplementari che costa caro. In difesa riesce a portare a casa qualche rimbalzo in più anche se rimangono scarsi in 35 minuti. Gratta 10 punti ma al momento rimane un handicap per gli Hornets come centro titolare a fronte di molti altri.
 
Malik Monk: 4,5
2 pt., 2 rimbalzi. Altra brutta prova per Monk. Continua il su periodo no fatto di tiri presi fuori ritmo come quello da tre con pump fake. Salta l’avversario ma lui liberissimo si coordina male. Prende uno sfondamento e segna solo due FT dalla lunetta dopo uno 0/5 dal campo che ci penalizza molto.
 
 
Miles Bridges: 6
9 pt., 4 rimbalzi, 1 assist, 1 rubata, 1stoppata. Bravo a veleggiare sulla linea di fondo mette dentro anche un tiro da fuori. A parte l’atletismo a rimbalzo i danni arrivano in difesa quando ha i piedi a terra. Ricorre spesso al fallo, anche se onesto. Qualche avversario lo punta di proposito. Considerando le due fasi e l’impegno la sufficienza c’è anche se deve migliorare la selezione di tiro perché sugli appoggi in un contro uno e sui tiri fantasiosi non c’è.
 
Willy Hernangomez: 5,5
1 pt., 4 rimbalzi, 1 assist, 1 rubata. -12 totale di plus/minus. Parte malissimo e si fa anche stoppare vicino al ferro. Recupera un importante palla nel finale e riesce a far densità nel secondo tempo nella zona del pitturato ma alla fine dal campo è 0/5…
 
Tony Parker: 5,5
2 pt., 3 rimbalzi, 5 assist, rubata. ¼ al tiro e un TO. Non una buona serata per le conclusioni da parte del francese che in 15 minuti sforna comunque 5 assist. Il maîtres à penser di Charlotte poi rimane in panca ad ammirare la super serata di Kemba che a nulla vale.
 
 
Bismack Biyombo: 5
2 pt.. Due punti, c’est tout. Due punti, è tutto lì il bottino del congolese che in 4 minuti si fa spinger da Embiid e passare da Fultz prendendo in faccia 5 punti nonostante il fisico. -5 è anche il disastroso +/- per l’africano che segna un po’ scoordinatamente in alley-oop offerto dal solito Walker. Borrego lo rispedisce in panca e nel finale con Zeller out gli preferisce Hernangomez.
 
Dwayne Bacon: 6,5
9 pt., 6 rimbalzi. 4/10 al tiro. Inizia male sparando due entrate nel dimenticatoio. Poi sale di tono ed è anche sfortunato in un paio d’occasioni su Butler ma lì è l’ex T. Wolves a fare qualcosa di più. Una sulla linea di fono destra con and one e una sulla tripla finale. Aveva difeso bene sul finire dei regolamentari. Deve magari riuscire a staccarsi da terra e a contrastare un po’ di più in questi casi. Un paio d’entrare di spessore per punti che hanno dato a Charlotte la possibilità di rimaner in corsa.
 
Coach James Borrego: 5,5
La squadra lotta bene, la gestione time-out direi che se non è inappuntabile comunque è utile, chiamati nei momenti giusti c’è da rimproverare solamente il classico ultimo possesso nelle mani di Walker con l’occhio di Mordor sempre su di sé. Giurato e spergiurato che avremmo visto dei finali diversi, incappiamo sempre recidivi nel medesimo errore. Aveva ragione a protestare e da lì forse la squadra prende la spinta per la rimonta ma il tecnico affibiatogli dalla terna a conti fatti è un macigno. Biz in campo come centro fisico è un danno, si corregge in corsa e velocemente.

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Informazioni su igor

La mia Hornetsmania comincia nel 1994, quando sui campi della NBA esisteva la squadra più strana e simpatica della Lega, capace di andare a vincere anche su campi ritenuti impossibili. Il simbolo, il piccolo "Muggsy" Bogues, il giocatore più minuscolo di sempre nella NBA (che è anche quello con più "cuore"), la potenza di Grandmama, alias Larry Johnson, le facce di Alonzo Mourning e l'armonia presente nella balistica di Dell Curry, sono gli ingredienti che determinano la mia immutabile scelta.

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