Game 16; Charlotte Hornets VS Cleveland Cavaliers 90-95

Sottotitolo; consolaziHornets

Charlotte interrompe a quattro la sua striscia di vittorie casalinghe davanti a 19.093 spettatori e non riesce a rompere il tabù James.
LeBron batte per la 23^ volta di seguito la franchigia di Charlotte (intesa anche e soprattutto come Charlotte Bobcats compresi i playoffs) e da ossigeno a coach Blatt che in trasferta comunque vede i suoi ragazzi far fatica.
Agli Hornets rimane la consolazione d’aver giocato bene, con intensità. Nulla da rimproverare, se non qualche scelta al tiro non troppo di squadra in alcune circostanze.
Purtroppo la bestia James con due triple nel terzo quarto ha riportato in gara i suoi con Charlotte in fuga.
E’ finita così ma ci riproveremo, consapevoli d’aver una squadra in grado di lottare e non sempre di certo finirà in questa maniera.

Batum marcato da J.R. Smith.

Batum marcato da J.R. Smith.

Le formazioni:
Cleveland; Mo Williams, J.R. Smith, James, Love, Mozgov
Charlotte; Walker, Batum, P.J. Hairston, M. Williams, Jefferson.

La prima azione utile era di Charlotte che vinceva la palla a due e apriva subito il gioco a sinistra per Marvin Williams, il quale scaricava la tripla del 3-0.
Cleveland si affidava a Mozgov che a 11:32 subiva fallo da P.J. sotto canestro e realizzava due liberi, poi il russo a 11:02 in post basso segnava facendo sembrare facile un turnaround nonostante la marcatura di Jefferson, infine, dopo vari tentativi andati a vuoto da parte delle due squadre, complici due difese attive a livello d’intensità playoffs, schiacciava il 3-6 sfruttando l’uscita in raddoppio di Jefferson.
Charlotte tornava a segnare finalmente con Batum che ricevuto un passaggio si girava liberandosi del difensore in corsa (in ritardo sul recupero che passava oltre) segnando dalla media il 5-6.
Le squadre si alternavano alla realizzazione; a 7:53 l’ex Mo Williams segnava aiutato dai rimbalzi del ferro in floater, rispondeva Marvin Williams seguito da Love, a 6:59 Batum forniva un assist verticale no look per P.J. Hairston che doveva comunque ritagliarsi spazio sotto canestro per guadagnarsi i due punti, Mo Williams colpiva ancora, mentre a 6:10 Marvin Williams salvava la regola del canestro alternato andando a stoppare da dietro, in aiuto e in recupero, niente di meno che James, sulla transizione Walker falliva l’appoggio ma arrivava Batum a correggere l’errore.
Meno di un minuto dopo Charlotte rompeva la regola del canestro alternato, anche se Marvin Williams colpiva il ferro sul tentativo da tre, tuttavia Batum in correzione schiacciava a una mano sopra gli occhi di James dimostrandosi il signore degli anelli con la difesa di Cleveland in ritardo.
A 4:43 Jefferson dal limite del pitturato da posizione frontale trovava spazio per colpire, ma Mo Williams con la sospensione media dalla diagonale riportava a -1 gli ospiti.
Zeller rubava in difesa un pallone a Mo Williams e se ne andava per la transizione in schiacciata, l’ex non ci stava e lo fermava fallosamente sullo stacco.
Cody andava in lunetta ma splittava, così a 3:38 per un fallo di Kaminsky, Love pareggiava con un 2/2 dalla linea.
Trenta secondi più tardi Richard Jefferson spingeva Lamb uscendo da un blocco di Zeller, il fallo era sul tiro da tre punti che non entrava, così Jeremy si presentava in lunetta da dove faceva solamente però 1/3. James a 1:48 da sotto sorpassava (17-18) ma Zeller sfruttando un fallo dello stesso James segnava due liberi per il nuovo vantaggio Charlotte.
A 1:16 sembrerebbe canestro fatto per James che da sotto vedeva saltare fuori tempo Zeller sopra di lui, ma sulla ricaduta Cody riusciva a toccare la palla strappandola al Re così dall’altra parte Kaminsky a 1:12 dalla lunetta allungava di uno ma alla fine del primo quarto con tre liberi su quattro mandati a segno, la squadra in divisa bordeaux finiva per condurre 22-23.

Il secondo quarto iniziava con James abile a offrire a Thompson un pallone per l’alley-oop del +3 Cavs, Lamb accorciava con una penetrazione contro LeBron, contatto, e Jeremy allargandosi faceva toccare il vetro alla sfera che poi ricadeva nella retina.
Lin commetteva fallo su James che allungava sul +3 per i suoi ma lo stesso play degli Hornets con un catch n’shoot da tre punti riportava in perfetta parità (27-27) la gara.
Un tap-in cercato ma fortunato di Thompson riportava gli ospiti avanti subito ripresi però da Hawes in gancio nella posizione di post basso sinistro.
James andava agli autoscontri con P.J. e ne uscivano due liberi trasformati, dall’altra parte l’assist teso e lungo era un tramite perfetto per l’alley-oop in back door di Lamb per il 31 pari.
Cleveland ripassava in vantaggio, ma Kaminsky a 7:53 in correzione sotto il ferro a due mani e Hawes che in uno contro uno in area girava su se stesso, faceva una finta e un altro spin andavano a riportare i Calabroni avanti di due (35-33).
Dopo un ½ di R. Jefferson Charlotte allungava a 6:25 con Walker in corsa sul +3 ma a 6:07 Love dal corner destro segnava il primo tre punti della serata per i Cavalieri riportando in parità la situazione.
Dallo stesso angolo arrivavano anche i canestri seguenti di Walker e R. Jefferson per il 40-40 ma Charlotte subiva un po’ il colpo e incassava due canestri; il primo dopo un gioco di passaggi che liberava nel pitturato Love marcato da Batum rimastogli appiccicato dietro dopo un cambio su un blocco a inizio azione, l’altro con Mozgov indisturbato da sotto. Charlotte era anche “sfortunata” perché Love ben marcato da Marvin Williams non trovava spazio per girarsi, ma una scivolata di Marvin lasciava via libera al lungo ospite per il +6 Cavs.
A 2:54 Charlotte rispondeva con un passaggio alla mano in hand-off di Jefferson per Lin che si schermava con il nostro centro per l’appoggio dalla baseline sinistra e a 2:27 Marvin Williams libero sulla diagonale destra segnava i tre punti del nuovo -1.
Charlotte si riportava avanti a 53 secondi dall’intervallo quando J.R. Smith non conteneva il crossover di Marvin che dalla lunetta segnava i due punti del 49-48, tuttavia James nel finale andava dritto sfruttando il suo fisico e segnando in penetrazione.
Sembrerebbe finita a meno di sette secondi ma Walker portava velocemente palla dall’altra parte rischiando di perderla, poi trovava l’equilibrio ma non il canestro da tre punti toccato da Della Vedova a 4 decimi dalla sirena.
Kemba in lunetta non sbagliava nulla e la squadra di Clifford andava a riposo in vantaggio 52-50.

Marvin Williams in azione.

Marvin Williams in azione.

Il terzo quarto iniziava con due catch’n shoot di J.R. Smith intervallati da un 3/3 dalla linea di Batum per fallo commesso dallo stesso J.R., seguiva una mattonata di P.J. Hairston che comunque non fermava Charlotte che con Jefferson a 10:40 segnava un jumper dall’angolo destro dell’area.
Big Al proseguiva il suo show segnando con i suoi classici movimenti in post basso andando in allungo per il lay-up e a 9:32 dopo diversi pump fake sfidava apertamente Mozgov andando al tiro dal settore di sinistra per un due punti lunghissimo e precisissimo che davano a Charlotte il momentaneo +7 (61-54).
Cleveland commetteva diversi turnover mentre si scopriva che Walker, per la franchigia di Charlotte, aveva appena superato il record di assist di Baron Davis, per Kemba 1606…
James interrompeva la sterilità dei suoi con due punti di fisico ma Batum con un velocissimo catch’n’shoot fatto girandosi metteva una tripla surreale e portava i Calabroni sul +8, ma proprio sul più bello si svegliava dal torpore James che metteva due triple su Hairston intervallate da un canestro di un Jefferson da 9 punti nel quarto.
Lo stesso Big Al a 4:44 riceveva un pallone in lob dietro a Thompson costretto al fallo da dietro e a concedere la lunetta al nostro centro che tuttavia approfittava a metà della situazione splittando.
L’altro Jefferson, quello dei Cavs, da sotto segnava due punti regalando il -3 (67-64) ai suoi compagni.
Le distanze più o meno rimanevano quelle, oscillando tra il +2 (canestro e gioco da 3 punti di James) e il +5 con un fade-away di Batum e un libero successivo dalla lunetta, Love da tre punti dimenticato da Kaminsky riportava al -2 i suoi colori ma Batum a :50.5 con un jumper all’apparenza forzato ma in ritmo segnava il 76-72 che chiudeva la penultima frazione.

Spencer Hawes con il nuovo look bandanato di viola.

Spencer Hawes con il nuovo look bandanato di viola.

L’ultimo quarto iniziava con la panchina di Charlotte in campo a tentar di far la differenza su quella avversaria, nel vano tentativo di allungare per rendere il finale meno incandescente.
A 11:39 comunque Lamb andava a segno in lay-up da sotto grazie all’assist tagliato di Kaminsky su un’azione a triangolo partita da fuori. R. Jefferson dal corner destro aveva la sua mattonella e metteva ancora una tripla ma la Charlotte bench segnava con Lin che tirando al vetro nonostante l’opposizione di Mo Williams, beneficiava di altri due punti.
A 10:14 Lamb dall’angolo destro dell’area colorata segnava con un bel tiro in sospensione i punti dell’82-75, ma Zeller commetteva fallo su Dellavedova, e il coach dei Cavaliers Blatt mandava in campo al volo James, sottraendogli un paio di minuti di riposo preventivati probabilmente.
Zeller portava la gara sull’84-79 a 8:15 con due liberi e James ben marcato da Marvin che nell’occasione doveva concedere i liberi, mancava un’occasione dalla linea della carità facendo registrare il -4 per i suoi, tuttavia Thompson segnava due punti e Dellavedova da tre punti a 7:08 colpiva duro mandando avanti la squadra di Blatt (84-85).
A 6:55 Walker era lesto con due punti a riportare avanti la squadra di Jordan ma Dellavedova segnava un tiro dal pitturato a una mano con poca parabola.
J.R. Smith sulla sinistra con i suoi palleggi e rapidi spostamenti riusciva a distanziarsi il giusto da Kaminsky che rimaneva lì e provava la stoppata ma la sfera finiva dentro ugualmente.
Charlotte nel finale sul -3 falliva con Walker che da solo nel pitturato alzava la palla a una mano per il classico rimbalzo sul secondo ferro a schizzar via, i Cavaliers tornavano in attacco ma Marvin Williams veniva spinto da Thompson su LeBron.
L’arbitro sul fianco non vedeva la scorrettezza e chiamava il fallo contro la nostra ala, tuttavia veniva corretto da un altro arbitro.
Marvin Williams però in attacco a difesa schierata andava per un wild floater che non entrava, ma a 3:57 Walker si esaltava in uno contro uno con LeBron in marcatura su di lui, step-back classico, soave ed elegante e jumper educato con la retina a salutare l’armonia nei movimenti del nostro play che ci riportava sul -1 (88-89).
A 3:06 però arrivava il colpo partita; su uno scarico esterno J.R. Smith riusciva a colpir da 3 punti per il -4 Charlotte.
Dopo una pantomima con gli arbitri ai quali faceva cambiar idea, James veniva accontentato; i suoi passi si trasformavano in una rimessa per i Cavaliers, la sua tripla, però era respinta dal ferro e Charlotte dopo un’altra azione dubbia (Walker a sporcare un pallone in difesa che usciva sul lato, non si sa se toccato anche da Dellavedova) nella quale James protestava ancora molto venendo graziato sul tecnico anche se forse aveva a ragione a chiedere la palla per i suoi (comunque mancando sul cronometro :04.4 ai 24), segnava con Lamb che dava ancora qualche speranza agli Hornets.
Speranze più vive che mai dopo l’errore dei Cavaliers in attacco, con la squadra di Jordan a :24.9 a chiamar time-out quando mancavano 13 secondi per andare al tiro.
Sull’azione decisiva, Batum provava da posizione centrale dalla grande distanza ma andava corto, oltretutto Charlotte sceglieva di non far fallo su James o Dellavedova andando a commetterlo su J.R. Smith poco dopo, il quale tuttavia rimaneva freddo e dava il +4 che chiudeva i giochi nonostante qualche altro tentativo da tre volante di Charlotte e time-out tattici vari.

Peccato per i troppi rimbalzi concessi a una squadra comunque più massiccia e con un quintetto più alto e per la percentuale da 3 punti dimezzata nella notte.
Se fossimo riusciti a mettere un paio di triple in più avremmo spezzato l’incantesimo, comunque ecco le statistiche:

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Pagelle:

Walker: 6,5
18 punti, 4 assist, 3 rubate, 2 stoppate. Un po’ troppi gli errori al tiro ma quando è in fiducia e in ritmo la palla va dentro. Nulla da rimproverarsi anche se esce sconsolato dal campo, ha dato il massimo anche in difesa.

Batum: 6,5
17 punti, 8 rimbalzi, 4 assist. Tiene in partita Charlotte con 17 punti ma sbaglia la tripla più importante nel finale. Non può mettere tutto. Ci riprova poco dopo al volo ma per onor di firma non riuscendo ancora a segnare, tuttavia elemento importante.

P.J. Hairston: 4,5
2 punti, 1 assist e 4 falli in 19:28. Mah… onestamente la presenza di un mastino come P.J. sembra essere più dannosa che altro. Non indovina una tripla e il progetto di Charlotte va in malora se non tutti sono in grado di colpire. Tira due mattonate al vetro e si prende, questi senza eccessive colpe, due triple di LeBron in faccia. Non è MKG, è un sophemore, ma se riuscissimo a prendere un giocatore come ad esempio Pondexter, muscolare e con discreto tiro anche da fuori, faremmo un ulteriore salto di qualità.

Marvin Williams: 6
10 punti, 3 assist, 2 stoppate. Deve spendere 5 falli. Una serata non facile per lui un po’ sovrastato a rimbalzo, finisce con un 3/8 dal campo.

Jefferson: 6
11 punti, 6 rimbalzi, 1 assist, 1 stoppata. Big Al deve salire di tono nel finale. Serve la sua qualità. Si gioca un paio d’isolamenti in post basso ma non ha fortuna contro Mozgov. Nella penultima frazione sembra inarrestabile. Inconcepibile…

Zeller: 6
7 punti, 2 rimbalzi, 1 assist. Cody si fa prendere dalla troppa foga andando a fare qualche fallo di troppo. Clifford decide di toglierlo proprio dopo uno di questi episodi. Segna alcuni buoni canestri o si procura liberi.

Lamb: 6,5
11 punti, 8 rimbalzi, 1 stoppata. Il suo atletismo ci procura 8 rimbalzi, impresa non semplice. Un po’ più affaticato dalla difesa peggiora leggermente le sue alte percentuali, ma fa il suo dalla panchina e anche qualcosa di più…

Kaminsky: 5,5
3 punti, 2 rimbalzi. Si perde Love su una tripla e si prende in faccia nel finale il tiro di J.R. ma lui si applica anche se da rookie capita di concedere.

Lin: 6
7 punti, 4 rimbalzi, 4 assist. Discreto apporto di Lin che fa un po’ di tutto nella notte e guadagna la sufficienza.

Hawes: 6,5
4 punti, 1 assist in poco più di 5 minuti. Fa due su due, si vede che la fascetta gli dona concentrazione. ^_^

Coach Clifford: 6
La squadra gioca bene, da 6,5, ho il dubbio però che l’azione del tiro da 3 d Batum sia farina del suo sacco. Peccato per il risultato e qualche occasione di troppo sprecata dai suoi. Ad un cero punto della gara chiede ai suoi ragazzi che continuavano a commetter fallo di non farne più pe non entrare in bonus.

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Informazioni su igor

La mia Hornetsmania comincia nel 1994, quando sui campi della NBA esisteva la squadra più strana e simpatica della Lega, capace di andare a vincere anche su campi ritenuti impossibili. Il simbolo, il piccolo "Muggsy" Bogues, il giocatore più minuscolo di sempre nella NBA (che è anche quello con più "cuore"), la potenza di Grandmama, alias Larry Johnson, le facce di Alonzo Mourning e l'armonia presente nella balistica di Dell Curry, sono gli ingredienti che determinano la mia immutabile scelta.

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