Game 16: Charlotte Hornets Vs Minnesota Timberwolves 118-102

“In medias res”, abbiamo ancora una squadra.
Dopo le precedenti uscite sconfortanti, ma dopo aver battuto i Clippers, il The Hive si conferma ambiente fertile per le vittorie.
L’humus pare esser buono se “fervet opus” (ferve il lavoro).
Frase di Virgilio, poeta latino vissuto fino a qualche anno prima dello 0.
La frase, stranamente, illustrava la laboriosità delle api come esempio per gli uomini.
Sarà che suo padre aveva fatto un po’ di fortuna proprio grazie a questi insetti?
Lavoro… qui parliamo di work difensivo, quello mancato a Charlotte in diverse partite precedenti.
Appiattiti sulla mediocrità, i Calabroni hanno cambiato passo e centrato la seconda vittoria consecutiva.
Una partita agevolata da Howard che vinceva nettamente lo scontro con Towns e dalle nostre ali che tenevano piuttosto bene, salvo concedere qualcosa a Wiggins oltre a uno scatenato Crawford (19 pt.) però spentosi nel finale.
Teague e Towns concludevano con 18 punti, Butler con 14 ma la panchina di Charlotte compensava con uomini in doppia cifra come Kaminsky (24), Lamb (16) e Zeller (10)… Bene così… la strada è quella giusta.
 
Le Formazioni:
 
Charlotte partiva bene conquistando palla e non sprecando la prima possibilità:
Drive di Walker oltre il canestro passando dalla destra sulla linea di fondo con passaggio frontale e mezzo blocco per MKG che caricava il tiro dalla media sinistra, il quale facendo centro al primo tentativo ci portava in vantaggio.
I Lupi ribaltavano la situazione nonostante arrivasse subito una stoppata di Howard su Teague.
Il pareggio a mezzo lunetta di Towns e il sorpasso di Wiggins in jumper arrivavano prima del pareggio a 9:36 di Marvin Williams dalla lunetta.
Howard splittava poco dopo sempre fermo dalla linea e Wiggins dalla sinistra creandosi spazio per il tiro contro Batum riportava sopra i blu.
Ci voleva un semi gancio di destro alla tabella di Howard oltre Towns per riportarci avanti, inoltre Walker incrementava con tre punti in transizione dalla top of the key per il 10-6. Howard in post basso sinistro girava velocemente oltre Wiggins per schiacciare il dodicesimo punto prima che altri numerosi turnover del primo quarto incidessero sul rientro degli ospiti che completavano il come back con un back door chiuso da una schiacciata da parte di Wiggins (12-12). Howard volava alto su Towns per correggere un errore di Williams ma Butler in entrata a 4:51 otteneva per fallo di MKG una giocata da tre punti con la quale riportare in vantaggio i suoi (14-15).
Lamb entrava in campo e sopperiva a qualche difficoltà intercettando un passaggio e impattando a quota 17 a 3:04 grazie a un’entrata con tiro fuori equilibrio sul quale otteneva un libero supplementare per la strusciata di Wiggins.
Walker a 2:40 usava altri due FT per ritrovare il vantaggio che resisteva su un tentativo di Crawford sputato fuori dal ferro per incrementare nel più classico dei casi:
L’errore da una parte era punito dall’altra con bomba replica di Kaminsky per il 26-21.
C’era il tempo per l’unica tripla di Minnesota a segno del primo tempo (Bjelica) che fissava sul 26-24 il primo quarto.

CHARLOTTE, NC – NOVEMBER 20: Dwight Howard #12 of the Charlotte Hornets drives to the basket against the Minnesota Timberwolves on November 20, 2017 at Spectrum Center in Charlotte, North Carolina. (Photo by Kent Smith/NBAE via Getty Images)

 
Si ripartiva con le panchine e con un passaggio di Kaminsky verticale sul lato sinistro per Lamb che in back door percorreva la linea di fondo sinistra per passare in salto Dieng e canestro concludendo con uno spettacolare reverse layup (28-24).
I Timberwolves pervenivano al pareggio con 4 FT di Crawford (uno dovuto a un tecnico contro Clifford) e tornavano anche in vetta con altri due punti di un indiavolato Jamal.
Lamb dal limite dell’area impattava a quota 30 garantendo propulsione in attacco e proteggeva bene da tre sul tentativo di Jones, però andava a perdere un pallone in attacco e Bjelica con una mattonata al vetro in entrata inaugurava una fase del match nella quale le difese non riuscivano a contenere gli attacchi nemici.
Charlotte andava sotto di tre punti concedendo il nono turnover (contro i sei dei Lupi) e di cinque quando due liberi contro mandavano il tabellone sul 37-42.
La squadra della Queen City infilava tre liberi consecutivi (uno di Zeller, due del Tank) e segnava ancora con un catch n’turn di Howard servito dal Tank.
Un non comodissimo jumper da marcato dalla lunga baseline sinistra di Batum s’infilava trovando il 44 pari, erano poi i nostri swingman a darci il nuovo vantaggio: grazie a una finta MKG partiva per concludere in appoggio destro direttamente a canestro mentre Batum nel cuore del pitturato si creava lo spazio sul suo marcatore per metter dentro da pochi passi il 48-44 a 3.26 dall’intervallo.
Gli Hornets mostravano intelligenza quando Kemba con un sombrero batteva il raddoppio dando a Marvin scattato in area, sull’aiuto l’alzata liberava Howard che in alley-oop scaricava a canestro il cinquantesimo punto.
Charlotte chiudeva avanti la prima frazione grazie a una tripla di Batum, anche se contrasta, sebbene Teague dalla media passando lo screen roll infilasse l’ultimo canestro.
Il 55-52 era frutto dell’imprecisione dei ragazzi di Thibodeau da fuori (1/14 da tre punti), così si andava negli spogliatoi confortati.

Charlotte Hornets’ Jeremy Lamb (3) is fouled as he shoots against Minnesota Timberwolves’ Andrew Wiggins during the first half of an NBA basketball game in Charlotte, N.C., Monday, Nov. 20, 2017.

 
Il rientro sul parquet però era favorevole agli avversari che portavano un parziale di 5-0 con tre punti di Teague (seconda bomba di serata per i T.Wolves) e due di Butler prima che Kemba, sfruttando il classico blocco alto di Dwight, infilasse il canestro del 58-57.
Vantaggio effimero perché gli ospiti si portavano sul 58-62 ben presto, inoltre Howard commetteva un fallo offensivo mettendo il gomito alto su Towns cercando di prender posizione nel cuore dell’areai dei Lupi.
Un flagrant 1 era chiamato contro i nostri, così Towns andava in lunetta a 8:39 realizzando il +6.
La palla conservata dalla squadra del Minnesota non era utile alla causa se Gibson colpiva il primo ferro, così dall’altra parte il blocco alto di Howard per Kemba era utile a liberare il crossover del capitano che, con Teague attardato, mandava in panne Gibson, il quale commetteva fallo senza riuscire a fermare l’appoggio della nostra star. 61-64, rientro che incontrava ancora resistenza quando Butler si procurava spazio su Batum per realizzare due punti, ma lo stesso francese andava a schermarsi per effettuare un catch n’shoot da tre punti che ci riportava in scia.
Teague andava a segno in corsa lanciando a una mano senza parabola, Howard sbracciava ancora in attacco e arrivava il terzo fallo personale ma il nostro numero 12 non viveva solo d’ombre ma anche di tante luci, come a 6:35 quando schiacciando realizzava il quindicesimo punto in serata.
Howard continuava a dominare sotto i tabelloni recuperando un rimbalzo offensivo da un tiro corto di Batum, la novità non era il fallo speso dagli avversari ma il 2/2 accompagnato dall’ovazione del pubblico.
A 3:13 Howard puliva il rimbalzo sotto le plance nemiche, questa volta era MKG a sbagliare e in più non c’era nessuno a poter opporsi alla sua schiacciata.
Howard era spostato sulla sinistra del canestro ma non c’era bisogno del suo rimbalzo questa volta poiché il jumper dalla media linea di fondo destra di Kidd-Gilchrist era pane per il cesto (75-74).
Teague a 2:18 dalla lunetta splittando riusciva solamente a pareggiare, così un pick and pop tra Frank e Jeremy favoriva il primo che con un tiro immediato ci riportava sopra di tre punti (78-75).
La nostra difesa teneva grazie a MKG che subiva il secondo sfondamento, in questo caso da Wiggins, il quale non d’accordo con la terna prendeva un tecnico ben battuto da Lamb che dal corner sinistro sull’azione successiva scagliava un dardo avvelenato da tre punti che allontanava Charlotte (82-75).
Crawford continuava a segnare dal mid range, ma un 8’ ft. di Zeller ci restituiva il +7 prima che Crawford gelasse ancora l’Alveare con una tripla schermata sulla quale Lamb non riusciva ad arrivare.
84-80 a dodici minuti dalla fine con la panchina in campo…

Photo: AP Photo/Chuck Burton
Charlotte Hornets’ Frank Kaminsky (44) dunks past Minnesota Timberwolves’ Gorgui Dieng (5) during the second half of an NBA basketball game in Charlotte, N.C., Monday, Nov. 20, 2017.

 
La bench di Charlotte ben si comportava in attacconell’ultima frazione di gioco:
Zeller recuperava un goaltending appoggiando al vetro, Bjelica lo imitava senza aver bisogno della constatazione arbitrale, Frank imitava l’avversario con una mattonata uguale in entrata (più frontale rispetto al tocco del lungo di Thbodeau).
La panchina di Charlotte insomma funzionava, anche in difesa, Lamb in salto sfidava la gravità costringendo Jones a cambiare traiettoria sul rilascio in entrata, quindi a sbagliare.
Cody era affossato nell’area avversaria da Bjelica e Charlotte manteneva palla, la quale passava dietro la schiena di Frank in palleggio, giro nel cuore dell’area violacea su Dieng e tanti saluti al multilingue di Louisville che guardava solamente la cartolina del Tank in appoggio con la mano destra.
Una giocata da 3 pt. Di Mohammed dal corner sinistro favorita da un gioco di passaggi era vanificata da una bella giocata di Lamb che da sinistra passava dietro un blocco per arrestarsi e colpire da due punti in jumper, sbilanciato dalla mano destra galeotta di Jones dietro di lui.
Il libero andava a segno, così a 8:56 dal termine i teal & purple andavano sul 93-85.
La serata di Frank si faceva quasi surreale quando intuendo le difficoltà di Bacon sulla linea di fondo, scattava in area per ricevere il passaggio saltato del compagno, sulla prosecuzione arrivava una schiacciata d’autorità a due mani per il +10…
Ai Lupi erano regalati due punti per un goaltending fischiato a Howard rivelatosi inesistente.
Towns ringraziava ma un tiro con il prefisso 3 di Batum a 6:28 ci portava oltre la decina di scarto.
Il francese sul nostro attacco successivo apriva sulla diagonale sinistra, dove Frank caricava il cannone e sparava un’altra tripla che ci permetteva di raggiungere il 101-89. Kaminsky si sedeva in panca dopo aver abboccato a una finta da tre di Towns che ai liberi era perfetto.
Minnie rimaneva distante, Topolino Batum spuntava per il tap-in e calembour a parte il 103-92 era una quasi garanzia di successo, anche perché il transalpino infilava un uno contro uno in jumper dalla sinistra non semplice e intuiva un passaggio di Teague con la molla per prodursi nella transizione che a 3:33 lo vedeva impegnato a cercare dalla lunetta i due punti mancati per l’intervento falloso.
Le realizzazioni ci consentivano di raggiungere il 107-94 prima che iniziasse lo stillicidio di falli intenzionali su Howad, il quale ringraziava splittando più volte fino a infilare due liberi a 2:23 per il 112-98.
Un divario che si allungava grazie agli errori in attacco dei Lupi che a 2:06 fermavano per l’ultima volta Dwight con il fallo (non essendoci più convenienza sotto i due minuti vista la regola del possesso mantenuto più un FT).
Finale in gloria con dunk in transizione per Lamb a 1:07 e inusuale tripla di Zeller a :16.3 per il 118-102 finale.
Pagelle
 
Walker: 6,5
14 pt. (4/12), 4 rimbalzi, 3 assist, 1 rubata, 1 stoppata. Perde tre palloni ma ha un +12 di plus/minus in una serata d’apparente tranquillità. In realtà entra negli spogliatoi nel primo tempo quando Clifford piazza la panchina in campo. Qualche problemino fisico, speriamo non grave. Limita, infatti, il suo rollio in crossover che tuttavia fa venire il mal di mare a Gibson in un’occasione. Lui ottiene quasi tutti i suoi punti con un paio di bombe passando dietro ai mastodontici schermi concessi e rimanendo freddo dalla lunetta.
 
Batum: 7,5
17 pt. (6/12), 4 rimbalzi, 2 assist, 2 rubate. 28 minuti, un solo turnover. Nel finale con sei punti consecutivi e una rubata spinge Charlotte sull’orlo della sicurezza. Un periodo no quello nel quale inizia a sparare da marcato tanto per, per fortuna si riprende alla grande nel finale.
 
Kidd-Gilchrist: 7
8 pt. (4/12), 3 rimbalzi, 1 assist, 2 stoppate. Il numero punti ci può stare, I rimbalzi non sono un granché ma le due stoppate più un paio di sfondamenti presi sono sintomo di una difesa che risulta efficace. Tre falli spesi non sempre bene ma lo spirito è quello giusto.
 
M. Williams: 5,5
2 pt. (0/5), 2 rimbalzi, 3 assist. Non una partita come la precedente, indubbiamente. Se dietro regge discretamente contro un avversario non eccezionale, in avanti manca tutto dal campo…
 
Howard: 8,5
25 pt., 20 rimbalzi, 4 stoppate. Nota dolente i turnover. Ben quattro. Dovrebbe porsi in maniera differente sulla ricezione della palla, allungare il braccio e difendersi meglio con il fianco. Ai liberi con un 9/14 alza la media annuale. Venticinque punti ma soprattutto dominio assoluto sotto le plance dove cattura 20 rimbalzi che producono punti e non consentono seconde chance agli ospiti.
 
Lamb: 7,5
16 pt. (6/9), 5 rimbalzi, 3 assist, 1 rubata. Mina vagante in attacco. Brucia gli avversari scattando grazie al suo fisico agile e potente, inoltre il suo tocco morbido unito all’equilibrio gli consentono realizzazioni difficili per altri player. Realizzare 16 punti anche partendo dalla panchina è buon segno. Alcune difese top alle quali non ero abituato. Sembra esagerato il voto? Forse, ma perde un solo pallone e guardate il minutaggio… solo 20 minuti giocati…
 
Zeller: 7
10 pt., 4 rimbalzi, 2 assist. Sbaglia un solo tiro finendo con un 4/5. Ha sicuramente lavorato in estate sulla meccanica di tiro e su jumper da posizioni più esterne, dove è migliorato. Corona con la terza tripla personale in carriera una buona prestazione da 17 minuti.
 
Bacon: 5,5
0 pt. (0/3), 4 rimbalzi, 1 assist. Gioca tredici minuti, concedo mezzo punto in più per la presenza a rimbalzo ma sta perdendo confidenza con il tiro. L’assist sulla carta è merito di Frank che va a salvarlo. Salvate il soldato Dwayne in serata…
 
Kaminsky: 7,5
24 pt. (9/15), 3 rimbalzi, 3 assist. Più che Big Frank, big night. Spreca poco, bombarda da fuori con un 4/5 e si produce in entrate interessanti. Passa dall’1/9 della partita precedente a questa prestazione. Non è più un rookie. Misteriosa discontinuità in regular season.
 
Carter-Williams: 6
2 pt., 3 rimbalzi, 4 assist, 1 rubata. Gioca 13 minuti con un alto tasso d’assist, in difesa non sempre mi convince ma non chiude malvagiamente lo spazio di Kemba.
 
Monk: s.v.
Qualche secondo.
 
Coach Clifford: 7
Si rivede un gioco, una squadra motivata che attinge da tutti gli interpreti. La voglia difensiva è la chiave per la seconda vittoria consecutiva. Batum a parte il momento sparatutto sembra essersi ripreso e Lamb dalla panchina è una mina vagante. Un amico direbbe: “Bene così”.

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Informazioni su igor

La mia Hornetsmania comincia nel 1994, quando sui campi della NBA esisteva la squadra più strana e simpatica della Lega, capace di andare a vincere anche su campi ritenuti impossibili. Il simbolo, il piccolo "Muggsy" Bogues, il giocatore più minuscolo di sempre nella NBA (che è anche quello con più "cuore"), la potenza di Grandmama, alias Larry Johnson, le facce di Alonzo Mourning e l'armonia presente nella balistica di Dell Curry, sono gli ingredienti che determinano la mia immutabile scelta.

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