Game 16; Charlotte Hornets Vs Portland Trail Blazers 97-105

Charlotte più che nella Eastern Conference nella Southeast Division, dovrebbe stare nell’inferno dantesco al settimo cerchio nel secondo girone, dove il poeta toscano collocava gli scialacquatori.
Anche questa notte la squadra del North Carolina ha sperperato un discreto vantaggio che si era costruita faticosamente come se dovesse espiare qualche colpa per la trasformazione da Linci Rosse a Calabroni, la quale non ha prodotto in termini di risultati un Calabrone forte, ma uno che al momento sembra ancora in stato larvale.
La settima sconfitta consecutiva sta facendo sprofondare nell’Ade la squadra nonostante l’affetto dei suoi tifosi, che ci hanno creduto, come il sottoscritto, riempiendo l’Alveare.

La cocciutaggine di Coach Clifford si manifestava subito nel quintetto iniziale, il solito (tenendo conto delle assenze di Neal e MKG, ma con il rientro di Hairston)…
Portland in uniforme nera con banda diagonale bianca e rossa schierava; Lillard, Matthews, Batum, Aldridge e R. Lopez.

Lance Stephenson in duello contro Wesley Matthews.

Lance Stephenson in duello contro Wesley Matthews.

L’inizio era subito favorevole agli ospiti, una palla deviata al volo da Lopez portava subito avanti Portland.
Mentre la squadra dell’Oregon trovava canestri, per vedere il primo di Charlotte bisognava attendere fino ai 9:32 quando Walker segnava e poi portava il suo bottino personale a 4 punti prendendo d’infilata la difesa di Portland a 8:53.
Matthews da 3 punti però iniziava la sua serata in vena di grazia e un jumper di Aldridge spingevano la squadra ospite sul 4-13.
Stephenson provava a entrare in scena lanciato da Williams, il quale aveva appena rubato un pallone, la transizione si concludeva con i due punti in appoggio al vetro.
Sempre lui, giocando in maniera aggressiva, poco dopo era toccato da Matthews. Arrivavano i due punti per l’8-13, ma non il libero realizzato. Libero che non falliva Matthews dall’altra parte, che con un’azione simile restituiva il favore a Lance.
A 5:16 Jefferson trovava la via del canestro, pump fake e difensore disorientato, passetto verso la linea di fondo e tiro a bersaglio per il 14-18.
Portaland però voleva dimostrare di essere un top team e con il suo play Lillard segnava con una tripla dal rilascio veloce.
Stephenson con un elbow jumper e Batum con un bel tiro andavano a segno prima dell’ingresso in campo e in scena di Zeller, il quale realizzava con un jumper dalla sinistra un lungo due, poi in entrata sulla destra a 3:07 segnava il 20-23 poi passava a Roberts, il quale girava dietro a Zeller prendendosi il tiro dall’altezza della linea del tiro libero e andando a segno.
Nel finale Crabb segnava una tripla fortunata e poi Roberts rispondeva per il 26-28, che era anche il finale del primo quarto nonostante Brian (Roberts) abbia la possibilità di segnare un libero per tecnico fischiato a Kaman.
L’errore del play però non consentiva ai suoi di muovere il punteggio ed era anche il suo primo FT errato in stagione.

Biyombo in campo nel secondo quarto metteva a segno una stoppata pulitissima su Kaman, lo stesso Biz andrà poi in attacco a prendersi il rimbalzo sull’errore di Zeller e a convertire in due punti l’attacco.
A 9:52 arrivava anche il pareggio di uno scatenato Roberts che finirà con il suo career high nella NBA. L’intensità difensiva prodotta da Zeller e Biyombo consentiva agli Hornets di trovare il primo vantaggio di serata a 7:32 con Zeller.
Portland s’incartava da 3 punti, ben 3 conclusioni non andavano a segno, mentre Charlotte riusciva con delle buone soluzioni d’attacco a trovare i canestri che le davano la propulsione per arrivare sul +8 (43-35).
La reazione dei ragazzi di Stotts era veemente e Batum portava sul -2 i suoi.
Jefferson trovava due punti importati dopo l’errore al tiro dei suoi andando a schiacciare recuperando una palla che stava rimbalzando fuori dal ferro.
Era il momento migliore dei ragazzi di MJ che segnanavano con; Zeller per un gioco da 3 pt, poi con Henderson a 2:54, ancora con una correzione di Stephenson su errore di Jefferson e infine un vellutato tiro di Big Al per il 54-45.
Nel finale una penetrazione di Walker spiazzava leggermente la difesa, passaggio stretto per il centro degli Hornets e altri due punti.
Sull’ultima azione degli ospiti Zeller cancellava con una stoppata il tentativo di Lillard e Portland registrava 0 punti contro gli 8 di Charlotte in questo finale.
Il +11 (56-45) all’intervallo era un discreto margine di vantaggio.

L’ala piccola degli Honets Henderson incrementava il punteggio per Charlotte a 11:38 prendendosi il centro area e realizzando il 58-45.
La partita però inizia a volgere a favore di Portland quando Matthews centrava il canestro con una tripla.
Lopez con un pick and roll più libero aggiungeva 3 punti per il 58-53. Hornets che provavano a non farsi riassorbire con Jefferson che, quasi triplicato, si trasformava in Sabonis, con il terzo occhio tipico dei calabroni, riusciva a passare dietro la schiena per Henderson che liberissimi ringraziava e schiacciava.
Non c’era tregua però per gli Hornets, i quali non riuscivano a fermare un’altra conclusione da oltre l’arco di Matthews dalla sinistra non marcato.
Kemba Walker provava a inventrarsi qualcosa buttandosi letteralmente dentro, oltre l’equilibrio, trovava però due punti appoggiando al vetro più il terzo per il tocco di Robin Lopez.
63-56 a 7:42 dalla fine del terzo periodo.
Charlotte, che aveva perso Williams nel frattempo, perdeva anche Walker momentaneamente, in un incrocio di gambe, saltando, Aldridge segnava, ma si scontrava anche con il play in maglia bianca che rimaneva a terra.
Gioco interrotto per un po’ di tempo… i Calabroni sicuramente perdevano qualcosa in questo frangente con la sua uscita.
Una palla persa da Hairston costava alla squadra di Clifford un gioco da 3 punti che riavvicinava i Blazers a 8:39 sul -2.
A 6:23 Roberts emulava Walker buttandosi dentro e segnando il 65-61. Ossigeno che durava poco a causa del 65-64 ancora con Matthews da 3 su una seconda opportunità.
Il pareggio di Portland era nell’aria e arrivava con Lillard e stabilizzava la gara sul 69-69. L’antinferno. Mentre Roberts e Maxiell sbagliavano, Lopez e Kaman portavano a 4 il vantaggio ospite.
Arrivava anche il 69-74 a 3:10 a causa di una palla persa. Lo sforzo per rientrare in gara degli Hornets, nonostante un pessimo quarto, era orchestrato da Walker, che nel finale in entrata realizzava il 76-79.

Nell’ultimo periodo, a 11:29 ancora Kemba riavvicinava Charlotte. Il -2 con un gioco da 3 punti per fallo di Blake era vanificato da un 3 punti di Matthews, che ora come avversario aveva Roberts, il quale concedeva 8 cm alla guardia di Portland (196 cm il primo, 188 il secondo).
Il 79-87 ottenuto dalla stessa guardia ospite in fade-away più libero a affondato, era il chiaro segno che la mossa di Clifford avvantaggiava troppo gli avversari.
Una tabellata dalla sinistra di Hairston dava 3 punti per le speranze di rimonta dei Calabroni a 9:39 (82-87).
I problemi di Charlotte di fermare i tiratori sulla line dei 3 pt. erano evidenziati da una bomba di Lillard per l’82-91.
Si arrivava a 6:46 sul -14 con Kaman e i suoi due punti che valevano l’82-96.
Charlotte provava a reagire disperatamente con quel che aveva e la triangolazione che vedeva Zeller fornire l’assist per Hendeson in jam, riportava i Calabroni sul -10.
Occasione persa per accorciare sul -7 con Roberts che falliva di poco l’entrata. Dalla lunetta lo 0/2 uccideva le speranze di rimonta. Una tripla dello stesso Roberts a 3:01 portava a una cifra lo svantaggio. 93-102, punteggio che sarebbe potuto essere ritoccato da Charlotte, se solo, dopo l’errore da tre di Batum, i ragazzi di Jordan non avessero fallito cinque tiri consecutivi tra jumper e tap-in sullo stesso attacco.
Il finale vedeva Roberts aumentare il suo bottino e mentre a partita già decisa, Aldridge faceva 0/2 dalla lunetta, gli insoddisfatti Stephenson (uscito presto) e Pargo (ancora in tuta, nemmeno entrato) confabulavano in panchina con aria polemica del primo e più saggia del secondo.

Prossima sfida contro i Warriors, che ovviamente guarderò nonostante Curry e Thompson siano ciò di più letale per una squadra come Charlotte che non riesce a difendere sul perimetro.

Voti

Walker: 6
15 punti (6/19), non una grande media, ma gli va dato atto di provarci, Lillard fa un po’ meglio ma lui almeno questa sera prova a dare quel che ha, rientrando anche in campo dopo la contusione subita nello scontro con Aldridge.

Stephenson: 5,5
8 punti, (4/11). Lontano dal giocatore sperato, in difesa tutto sommato non mi stave dispiacendo.

Henderson: 6,5
15 punti (6/8), meglio di Batum.

Williams: 5,5
Quasi 11 minuti, costretto a uscire si attendono notizie sul suo stato. 0 punti e una bella palla rubata, difesa però non eccezionale.

Jefferson: 6
21 punti con 9/19. Nonostante il totem di Charlotte arriva la settima sconfitta consecutiva. Qualcosa di troppo concessa a Lopez, ex Hornets/Pelicans che a NOLA non mi piaceva.

Roberts: 6
Il suo career high di 24 punti viene sporcato da due liberi sbagliati nel finale e dalla sua difesa sulle SG avversarie. Non è tutta colpa sua però.

Zeller: 6
9 punti (4/10) Benissimo nel primo quarto, male successivamente quando si fa bloccare troppe volte. Energetico comunque.

Hairston: 4,5
I 3 punti arrivano su tabellata. 1/5 dal campo… Palle perse, poca esperienza.

Biyombo: 6
Pochi minuti. 2 punti e la stoppata scelta come miglior intervento difensivo della gara.

Maxiell: 5
7 minuti o poco più, unico segno, una specie di gancio veramente mattonato.

Coach Clifford: 4
Come sparare sulla croce rossa. Va avanti con lo stesso quintetto, non corregge i difetti cronici di questa squadra. La ciliegina è Roberts su Matthews… L’uomo in meno al momento siede in panchina.

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Informazioni su igor

La mia Hornetsmania comincia nel 1994, quando sui campi della NBA esisteva la squadra più strana e simpatica della Lega, capace di andare a vincere anche su campi ritenuti impossibili. Il simbolo, il piccolo "Muggsy" Bogues, il giocatore più minuscolo di sempre nella NBA (che è anche quello con più "cuore"), la potenza di Grandmama, alias Larry Johnson, le facce di Alonzo Mourning e l'armonia presente nella balistica di Dell Curry, sono gli ingredienti che determinano la mia immutabile scelta.

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