Game 19; Charlotte Hornets Vs Chicago Bulls 95-102

Ci si chiedeva se la flebile luce della stella del Calabrone che giunge a noi sul pianeta Terra proveniente dalla costellazione Hornets fosse solo un frutto del tempo che la luce impiega per raggiungerci o in realtà la stella non esista più. Chissà magari che la pulsazione dell’astro sia solo momentaneamente offuscata da qualche nube invisibile nella notte buia.
La risposta è stata che la stella esiste ancora ma se nessuno dall’alto ne correggerà la gravitazione (intervenendo per prendere un tiratore e almeno una PF che giochi da subito e che abbia cm) è destinata in poco tempo a divenire una supernova…

Walker, Stephenson, Henderson, Zeller e Jefferson per coach Williams.
Rose, Butler, Dunleavy, Gasol e Noah per i Bulls al completo nonostante il doppio overtime di ieri contro i Mavs e il back to back.

P.J. Hairston attacca Kirk Hinrich.

P.J. Hairston attacca Kirk Hinrich.

Partenza decisa delle due squadre.
Jefferson vinceva la palla a due, sull’attacco poi lo stesso giocatore consegnava in hand-off un pallone a Stephenson che inaugurava il tabellone con i primi due punti della partita a 11:45.
Dunleavy dall’altra parte approfittava di una doppia schermatura per colpire da 3 punti a 11:21.
Zeller attaccava il canestro a 11:07 e riportava i Calabroni avanti, ma i Bulls grazie a un paio di canestri si avvantaggiavano prendendosi 3 punti di margine.
Gli Hornets erano molto decisi e Henderson a 9:32 andava a schiacciare per il 6-7.
A 9:17 Noah provava l’entrata da lontano a lunghe falcate, ma finiva per mettere un piede sopra la caviglia di Walker che stava provando a rientrare.
Il centro dei Tori rimaneva giù per un po’ toccandosi la caviglia, ma si ripresenterà poco dopo dalla lunetta realizzando uno dei due liberi a disposizione.
Un altro jumper di un preciso Stephenson riportava la parità tra le due squadre a 9:03 (10-10).
Rose in attacco era poi bloccato da una stoppata di Walker che apriva il campo per Henderson.
Il fallo speso dai Bulls non serviva perché dalla lunetta la SF degli Hornets metteva entrambi i tiri per il 12-10.
Passaggio a vuoto difensivo degli Hornets subito dopo, con Gasol che sfruttava un passaggio sotto, troppo facile eludere un Williams appena entrato, piazzato male che non provava a stopparlo.
Hornets che accumulavano 4 punti di vantaggio grazie a una penetrazione di Walker dalla sinistra prima e a Stephenson che attaccando il canestro a 6:12 portava il punteggio sul 16-12.
Dunleavy a 5:52 con una tripla da destra 45° dava la carica ai Tori, ma una separation giocata da Henderson 20 secondi dopo terminata in fade-away riportava a +3 la squadra di casa.
Dunleavy però non aveva finito di “scocciare” e realizzava un’altra tripla, imitato da Rose a 4:45 e così il +3 si tramutava in -3.
A 2.30 Roberts innescava Biyombo con un passaggio schiacciato, il congolese si fiondava in area con tempismo per la schiacciata bimane del sorpasso, 22-21.
Partita vivace, sin troppo, così Hinrich realizzava da 3 punti a 2:13 il controsorpasso, finché Roberts poco più di un minuto dopo (a 1:12) Walker raggiungeva nuovamente la parità a quota 24 dopo un palleggio chiuso con un tiro in step-back.
Brooks poco prima della fine con un classico rainbow dava il vantaggio ai tori rossi nel finale di primo quarto che si chiudeva sul 24-26.

Inizio di secondo quarto favorevole ai Bulls, complici gli errori al tiro degli Hornets, Noah in entrata segnava il 26-33 e costringeva Coach Clifford a chiamare il time-out.
Calabroni che provavano allora a buttarsi dentro.
Le finte di Stephenson a disorientare Noah e l’entrata di Hairston a 7:50 riaccorciavano sul -3, ma Mirotic a 6:14 ridava il +7 ai suoi (30-37). Henderson allora trovava un passaggio verticale per Zeller, buon canestro quello del 32-37.
Brooks in attacco pestava la line di fondo e gli Hornets trovavano l’inerzia per spostare il baricentro della partita.
Henderson a 5:31 riceveva da Jefferson e segnava dalla baseline di destra il 34-37, poi a riscaldare l’atmosfera ci pensava Stephenson con un fantastico passaggio schiacciato per Zeller che lanciatissimo andava a schiacciare in faccia a Gasol facendo tremare tutta la struttura del canestro.
Una rubata dello stesso Lance a 3:40 faceva salire gli Hornets sopra nel punteggio, 38-37.
Un fallo offensivo degli ospiti e un tiro da 3 non realizzato (dopo molti passaggi veloci sul perimetro a spiazzare la difesa di Charlotte) consentivano a Jefferson con un tiro dalla media di accumulare ancora altri due punticini di vantaggio.
Un paio di falli permettevano ai Bulls di ripassare in testa con Gasol e un gioco da 3 punti.
Lo spagnolo si faceva super in questo finale battendo ancora Jefferson, anche se poi sul tentativo finale di Walker di realizzare per accorciare, l’iberico colpiva l’occhio del play in ricaduta.
Nessuna segnalazione e vantaggio dei Bulls all’intervallo di 5 punti, 40-45.

L’inizio del terzo quarto era una mazzata tremenda per gli Hornets, che incassavano due triple, la prima da Rose e la seconda da Butler.
Il -11 (40-51) avrebbe potuto demoralizzare una squadra, già fragile in questo periodo.
Stephenson a 8:43 mangiava un punticino a Chicago (47-56) con un tiro a una mano cadendo in avanti.
Charlotte tentava di riaprire la gara con Kemba per Henderson che in fing and roll veleggiante segnava il 49-56.
Stephenson con uno spin move riusciva a prendere un minimo vantaggio su due difensori e ad appoggiare evitando un braccio proteso per fermarlo.
Erano due punti per il 55-57.
Rose però segnava subito e dopo varie azioni Butler segnava 4 punti di fila per portare la squadra della Wind City sul 61-67.
Seguiva però l’azione che più sorprendeva il pubblico.
La finta di crossover di Walker mandava in crisi Mirotic che finiva a gambe all’aria per un perfetto break ankle, preciso il tiro da 3 punti dello stesso Walker che faceva registrare finalmente una tripla messa a segno da Charlotte nella serata dopo aver fallito tutte le precedenti.
Una dunk artistica di Butler con il pubblico ancora caldo non rafreddava i bollenti spiriti degli Hornets, che con una mossa di sacrificio guadagnavano palla. Hairston si lanciava su Butler che stava per perdere palla, il tuffo disperato in avanti premiava lo slancio di generosità della nostra ala di riserva che riusciva a servire Walker che si disfava di Mirotic in appoggio per il 68-69 a 1:43.
Il buon momento di Walker proseguiva a 1:27 con una bruciante penetrazione da sinistra conclusa con la palla a spicchi in retina e un libero regalato da Hinrich che spingeva di spalla sull’entrata della point guard di Charlotte.
Nuovo vantaggio Charlotte (71-70) durato poco, i cm di Gasol dall’altra parte facevano la differenza.
Rimbalzo su errore al tiro di un compagno e 71-72.
Il punteggio non si schiodava più nel finale di quarto.

Nell’ultimo quarto il pubblico presente aveva modo di congratularsi personalmente con la coppia Roberts-Biyombo.
Il nuovo controsorpasso era opera del play che qualche anno fa giocava in Germania, il quale vedeva il congolese libero dietro a due difensori, così in corsa alzava il lob per l’alley-oop fantasmagorico del numero 8. Noah approfittava con un’entrata sotto il canestro della distrazione della difesa e gli Hornets tornavano in svantaggio di uno.
Williams però faceva 78-77 rubando un pallone in difesa e segnando in appoggio su assist di Roberts.
Un difficile step back di Butler continuava il sali e scendi emozionale nel punteggio. 78-79.
La partita volgeva a favore dei Bulls qui.
A 8:28 Mirotic lanciato con un lungo passaggio cercava l’appoggio toccato da Hairston, sarebbero due liberi, ma gli arbitri interpretavano la deviazione di Stephenson (su una palla che non sarebbe mai entrata) dopo il loro fischio come un’interferenza e assegnavano il canestro valido più il libero.
Decisione pessima che costava a Charlotte il -4, 78-82.
Brooks a 7:13 con una bomba dava un margine di sicurezza ai Bulls, 78-85.
Oltretutto gli errori al tiro nel momento decisivo aumentavano il margine sino al +10 con due liberi di Gasol a 4:34, per l’82-92.
Charlotte provava allor a raccogliere le ultime energie per non cadere per la decima volta consecutiva.
Jefferson con un gioco da 3 punti e Lance in turnaround a 3:50 dimezzavano lo svantaggio (87-92).
La giocata decisiva arrivava quando Walker riusciva a intercettare un pallone che però lui stesso non finalizzava in transizione.
Dall’altra parte Hinrich segnava la tripla e dava il vantaggio decisivo per gestire gli ultimi minuti, anche se segnali di luce intermittente arrivavano con una finta di Jefferson che fintando si faceva saltare addosso da Gasol e ne approfittava per un altro gioco da tre punti.
Il libero errato e l’ennesima tripla subita, ancora da Hinrich, sistematosi nel corner destro, spegnevano le ultime reali possibilità di vittoria.
Il finale di 95-102 personalmente è una delusione.

L’impatto del meteorite sull’alveare c’è stato ma non è stato così devastante come si credeva, qualcosa è sopravvissuto.
Si è ritrovato lo spirito nel lottare su ogni palla, i giocatori hanno dato tutto ma la squadra senza Neal e MKG non è ai livelli di molte altre. Penso che Jordan debba attingere al mercato per riuscire a portare a casa almeno 3 pezzi da incastrare nel mosaico.
Tiratori come Belinelli sarebbero molto importanti in questa squadra, ma anche un lungo con più cm che sa tirare e difendere al posto di Williams andrebbe preso, in attesa della crescita di Zeller.
La squadra è andata meglio rispetto ai Bulls nei turnovers perdendo nettamente meno palloni, nel tiro libero, sfruttato molto bene con un 21/23 a dimostrare la concentrazione dei ragazzi di coach Clifford, mentre i 7 rimbalzi in meno (42-49) sono frutto di una mancanza di cm. Quello che ha deciso la gara a sfavore sono state le % a confronto delle triple.
Mentre Chicago ne ha realizzate 12 su 28 tentate, le uniche due andate a segno in serata di Roberts e Walker non compensavano le 15 tentate da Charlotte in totale.
Nella terra di Dell Curry, un sacrilegio.
Alla prossima contro New York in casa, impossibile fallire se non si vuole superare Philadelphia per “tankare”.

Voti

Walker: 6,5
23 punti (7/18), 5 rimbalzi, 4 assist e 2 stoppate. Il miglior stoppatore di serata è lui. Anche se è sempre difficile dare un voto Kemba, questa sera viene promosso per l’atteggiamento, perché ha vinto il duello con Rose, anche se soffre un po’ cerca di tenere in partita la squadra. Lo fa finché le sue iniziative gli dicono bene, poi inizia a sbagliare anche lui nel finale.

Stephenson: 7
20 punti (9/18), 8 rimbalzi, 4 assist e 4 perse. Lance torna a livelli più consoni alla sua fama. Ci prova anche lui questa notte. Entra convinto al tiro e si vede. Nel finale forzato ci prova da 3, ma da lì pare non prendere mai i 3 punti.

Henderson: 6,5
10 punti (4/8). Limita abbastanza bene Butler, non si prende tiri in più e fa il suo.

Zeller: 6,5
12 (5/9) punti e 8 rimbalzi in 23 minuti e qualche secondo. Si perde Gasol all’inizio, poi difende un po’ meglio, ma non è facile contro i lunghi avversari.

Jefferson: 6
13 punti (5/13) e 7 rimbalzi. Molti li ottiene nel finale quando prova a trainare la squadra, ma era ormai troppo tardi.

Williams: 5,5
6 punti (2/5) e un -14 di plus minus, il peggiore. Nonostante un paio di belle zioni forse il +/- non è un caso.

Hairston: 5,5
4 punti (1/7). Quattro triple fallite da lui, i suoi compagni ci contavano perché di tiratori da oltre l’arco non che abbondino a Charlotte. Voto alzato per la giocata di sacrificio su Butler a dare l’esempio ai compagni.

Biyombo: 6
4 punti (2/4) e 4 rimbalzi. Non ce la fa sempre a catturare tutto quello che passa sotto le plance e ha un plus minus non a favore. Rimane negli occhi una bella schiacciata.

Roberts: 5
3 punti (1/8) e 3 assist. Alcuni pregevoli assist. Non so perché ma quando c’è lui in campo aumenta la confusione e non è solo un fatto di qualità con le panchine in campo. L’uno su otto è pessimo, paradossalmente segnava da 3 mentre gli Hornets fallivano da oltre l’arco quasi in ogni occasione.

Pargo: s.v.
10 secondi per il natio di Chicago.

Coach Clifford: 6,5
Gioco più ragionato, buono lo sforzo. Il tentativo di difendere il post riesce discretamente, mentre gli Hornets colpiscono gli avversari con quell’arma. Purtroppo Charlotte non riesce a fermare invece l’arma da fuori dei Bulls.

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Informazioni su igor

La mia Hornetsmania comincia nel 1994, quando sui campi della NBA esisteva la squadra più strana e simpatica della Lega, capace di andare a vincere anche su campi ritenuti impossibili. Il simbolo, il piccolo "Muggsy" Bogues, il giocatore più minuscolo di sempre nella NBA (che è anche quello con più "cuore"), la potenza di Grandmama, alias Larry Johnson, le facce di Alonzo Mourning e l'armonia presente nella balistica di Dell Curry, sono gli ingredienti che determinano la mia immutabile scelta.

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