Game 19: Charlotte Hornets Vs Dallas Mavericks 97-87

 
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CandelHornets
 
Gli Hornets mi e ci regalano una vittoria nel giorno del mio compleanno (va bene… a causa del fuso orario qui eravamo già in OT al 2 dicembre in realtà) riaccendendo i motori in ottica playoffs.
Le candele scintillano e avviano una carica più fresca rispetto alla gara di due giorni fa contro i Pistons.
Necessario ripartire per non rimanere sospesi on the bubble, lì lì per…
Nonostante la testa della Southeast Division, gli Hornets giocano in una livellata Eastern Conference, dove, complici i passi falsi delle prime, molte squadre si sono riavvicinate.
Per ora in gioco ve ne sono una decina e un paio rischiano l’esclusione dai playoffs, anche se per ora è presto per parlarne. I temibili Mavericks degli ultimi anni hanno iniziato la stagione in maniera difficoltosa e al momento si trovano a fondo classifica, anche a causa di qualche infortunio prolungato (vedi Nowitzki), tuttavia qualche giorno fa sono riusciti a battere i Pelicans e ieri hanno dato un po’ di filo da torcere a San Antonio (erano a +8 a 6:40 dalla fine).
Anche oggi i Mavs, orfani di Nowitzki ma anche del fratello del più famoso Steph Curry, hanno provato a migliorare la loro classifica, costringendo gli Hornets a una partita strana a tratti. Gli Hornets anno guadagnato punti commettendo meno falli e segnando più tiri dalla lunetta nonostante una percentuale non eccezionale, tuttavia dal campo Dallas si è limitata a tirare con il 37,2% mente Charlotte con il 47,3% ha colpito meglio il bersaglio indubbiamente.
Marco Belinelli si riscalda prima della partita contro i Mavericks. Alle sue spalle Roy Hibbert chi avrà visto? 2016 NBAE (Photo by Kent Smith/NBAE via Getty Images)

Marco Belinelli si riscalda prima della partita contro i Mavericks. Alle sue spalle Roy Hibbert chi avrà visto?
2016 NBAE (Photo by Kent Smith/NBAE via Getty Images)

 
I Mavericks si presentavano allo Spectrum Center con: D. Williams, Matthews, Barnes, Finney-Smith e Mejri.
Gli Hornets rispondevano con: Walker, Batum, Kidd-Gilchrist, Kaminsky e C. Zeller.
 
Proprio Zeller iniziava bene la serata vincendo la palla a due, Batum anche, uscito da un blocco basso di Zeller, andava ai vertici dall’area per ricevere la sfera e continuando il suo giro ad arco tornava sul lato opposto dell’area per spedire dentro il pallone appoggiandolo al plexiglass nonostante la marcatura.
D. Williams pareggiava con un tiro dalla media a 11:21 ma ancora Batum andava a prendersi un altro tiro, questa volta una sospensione da fronte a canestro era foriera di successo.
MKG in gancio in entrata contribuiva ad alzare il punteggio, Walker a 8:27 lo portava alle soglie della doppia cifra infilando la prima tripla di serata.
A raggiungere le cifre a doppio numero per gli Hornets era Kaminsky, il quale a 7:54 subiva fallo da Matthews sul turnaround.
Due liberi, uno realizzato e scoreboard sul 10-2.
D. Williams metteva il secondo canestro di serata grazie alle finte di crossover, Kaminsky si voltava e si staccava mentre dalla media il play si sforzava di tenere in piedi una Dallas un po’ ghiacciata.
Dopo una facile entrata di Kemba e tre punti di Harris a 5:17, Belinelli faceva mezza cifra tonda a 3:38; il suo taglio da sinistra sulla linea di fondo era letto da Batum che schiacciava un passaggio verso il centro dell’area in direzione canestro, Marco trovava il contatto sull’alzata e guadagnava la lunetta da dove realizzava i due liberi per il 15-10.
L’entrata di Hibbert sul parquet era inizialmente positiva; a 2:35 realizzava un gancio dal pitturato, poi teneva impegnato il proprio difensore da spalle a canestro sul post basso sinistro, Sessions sprintava sullo stesso lato, Roy gli cedeva la palla e Ramon metteva un tiro dal mid-range senza difensore addosso.
Hibbert su assist di Batum infilava anche un reverse layup prima di essere battuto da Matthews che in entrata lanciava la palla sopra di lui per farla ricadere nella retina dopo aver utilizzato il vetro.
L’ex centro di Pacers e Lakers però riconosceva un mismatch con Matthews in attacco ed eseguiva senza esitazione (prima che tornasse su di lui il centro) un gancio in turnaround mettendo dentro il 23-14 che chiudeva i conti nel primo quarto.
 
La seconda frazione iniziava ancora con poco ritmo e nonostante Sessions usasse un blocco alto di Hibbert entrando verticalmente sulla destra per mettere il 25-14; Charlotte non sfruttava alcune occasioni (come uno 0/2 di Hibbert dalla lunetta a 10:48) e finiva per farsi recuperare dai Mavs, i quali a 9:54 usavano il primo fast break della partita per andare con Anderson sul 25-18.
Barnes con un lungo due punti portava a -5 i texani, Hawes era aiutato dal ferro sul suo mid-range turnaround dalla sinistra ma la minaccia Barnes tornava a concretizzarsi con altri due punti che innalzavano il punteggio sul 27-22 a 8:59 dall’intervallo.
MKG portava sul +8 gli Hornets che tuttavia subivano la tripla di Williams da destra che faceva tornare i Mavs al -5.
MKG in area dava ancora due punti alla squadra del North Carolina, quando affrontando l’esercito di terracotta si alzava ma una delle statuine vibrava toccandolo e concedendo alla nostra ala piccola due punti dalla lunetta.
Le telecamere andavano su un Cuban sembrato poco presente allo Spectrum, ad ogni modo dalla lunetta a 6:27 i suoi accorciavano dalla linea della carità con Anderson e poco dopo si riportavano a -2 nonostante MKG stoppasse la transizione di Gibson.
Sulla rimessa ancora Anderson centrava tre punti, tuttavia fortunatamente Lamb a 5:51 faceva una delle pochissime cose buone del suo primo tempo centrando una tripla che ridistanziava gli ospiti.
Anderson a 4:56 passava ancora dalla cassa della lunetta, Zeller prendeva un rimbalzo offensivo ma non si avvedeva di Powell che da dietro lo stoppava, poi su un pick and roll lo stesso numero 7 in blu guadagnava due FT che convertiti riportavano in scia (35-34) la squadra di Carlisle.
A 4:09 Batum vedeva Zeller scattare nel pitturato e facendo passare palla tra le gambe di Powell con un passaggio schiacciato, recapitava per il nostro centro un passaggio con la P maiuscola che Cody sfruttava per una dunk appesa.
Agli arbitri forse pareva troppo e il nostro lungo bianco si prendeva un tecnico con il quale i Mavs tornavano a due punti.
I texani non concretizzavano l’attacco e allora dall’altra parte Kemba provava a tornar a guidare la squadra con iniziativa personale dalla quale ricavava due liberi a 3:51.
Il suo uno su due non portava sopra il break e i Mavs si riavvicinavano nonostante una prima buona difesa di MKG che rovinava un possibile alley-oop tra Williams e Mejiri, proprio il play dei texani colpiva in jumper (uno vs uno) contro Kemba per il 38-37.
Gli Hornets provavano a staccare nel finale gli ospiti con tre canestri consecutivi, sull’ultimo Batum era bravo a intercettare una palla sulla linea di passaggio e a guidare il contropiede; palla per Zeller che con un passaggio extra regalava a MKG la schiacciata indisturbata per il 44-37.
I Mavericks tuttavia non parevano essere in gita, almeno Barnes, il quale realizzando due tiri riportava la gara nell’incertezza più totale (44-41).
Williams sulla sirena da oltre metà campo rischiava di pareggiare ma il suo tiro rimbalzava via sul ferro…
 
Un Ramon Sessions perfetto, qui in entrata. NBAE (Photo by Kent Smith/NBAE via Getty Images)

Un Ramon Sessions perfetto, qui in entrata.
NBAE (Photo by Kent Smith/NBAE via Getty Images)

Gli Hornets nella ripresa stentavano a trovare il bandolo della matassa in una partita caratterizzata da basso ritmo e da diversi errori.
Williams perdeva il primo possesso dei suoi andandosi a chiudere sul post basso destro dove i lunghi degli Hornets a braccia alzate lo aspettavano, apertura verso il centro, il ninja MKG chiudeva la linea di passaggio e andava dall’altra parte a prendersi in transizione due FT.
MKG ne realizzava solo uno così anche era per Finney e le due squadre in un minuto ottenevano un punticino a testa.
Cody, anche se rimbalzava contro Mejiri, riusciva a darsi la spinta per metter dentro con la mano sinistra da posizione ravvicinata per il 47-42, Barnes con la tripla diceva che per lui l’intervallo non aveva influito negativamente.
Gli Hornets tentavano un doppio blocco stagger che non produceva grandissimi vantaggi, alla fine Walker dava a MKG che si arrangiava per un tiro frontale ben eseguito che dava il +4 a favore degli Hornets (49-45).
Uno step back dal palleggio imprevedibile e ritmato di Walker serviva al nostro play per staccarsi da Mejiri e piazzare una sospensione per la gioia dei fan dietro il canestro.
Il centro avversario andava in difficoltà anche sul taglio di MKG e commetteva fallo concedendogli due liberi Il nostro stopper splittava a 8:43 e gli Hornets raggiungevano il +7.
I Mavericks tuttavia si riportavano sino al -3 e rischiavano di pareggiare, ma inusualmente sulla stessa azione Matthews mancava due triple (con spazio) quasi frontali, Barnes forzava in fade-away un tiro nel pitturato contro Kemba ma anche questo non produceva effetti positivi, ciò che era corroborante per Charlotte era una tripla di Batum, il quale passava accanto a Zeller e saltando da fuori dall’arco ricadeva nella zona dei due punti ma avendo prima rilasciato la tripla del 55-49.
Matthews e Gibson tornavano a far vedere Dallas negli specchietti degli Hornets (55-53) così Walker provava a sgasare ma fermato da un posto di blocco lanciava la macchina di scuderia Zeller che con un gancetto dentro a 3:56 guadagnava qualche cm in più in vista del rush finale…
A 3:27 arrivava anche la prima tripla di serata per un Matthews spento non solo dalla difesa ma anche da strani problemi personali al tiro.
Sul +1 Belinelli era bravo a far mantenere il vantaggio a Charlotte ricevendo sulla motion offense nel pitturato in qualche modo usava ferro e vetro per mandar dentro il 59-56.
Sessions in attack mode guadagnava la lunetta e finalmente (rispetto al suo solito) mandava a bersaglio entrambi i liberi per il 61-56.
Una buona difesa in verticalità di Hibbert era usata da Marco in attacco per aumentare il gap, sulla destra riceveva e fintava sul rookie Finney che saltando prematuramente in avanti pensando al tiro concedeva il dribbling e il tiro comodo al nostro swingman che non falliva per il 63-56.
Gibson iniziava a essere autore di un buon finale realizzando due punti ma Hawes a 1:21 segnava subendo un ingenuo fallo da Anderson.
Uno scherzetto che costava tre punti alla squadra di Carlisle che colpita anche da Lamb in layup dopo il crossover (difensore troppo rilassato), precipitava sino al -10 (68-58).
Powell anticipava la sirena in entrata e lasciava i Mavs allo svantaggio a una cifra prima degli ultimi 12 minuti.
Roy Hibbert al tiro contro i Mavs. NBAE (Photo by Kent Smith/NBAE via Getty Images)

Roy Hibbert al tiro contro i Mavs.
NBAE (Photo by Kent Smith/NBAE via Getty Images)

 
Iniziava bene per Charlotte l’attacco; Hawes, passaggio dal pitturato in verticale per Hibbert che si appendeva in slam dunk facendo tremare il canestro, tuttavia la squadra di Cuban focalizzava l’obiettivo realizzando due triple con Anderson anche se inframezzate da un ottimo canestro di Belinelli su Williams dalla baseline sinistra.
A 10:17, agli sgoccioli dei 24, un turnaround frontale di Hawes su Matthews finiva dentro (74-66) e salvava gli Hornets da un giro di stop.
Uno screen roll tra Hibbert e Batum vedeva il francese penetrare sulla linea di fondo destra, cedere al nostro numero 55 che realizzava subendo anche il fallo, sebbene dalla lunetta non riuscisse a concretizzare.
Dal -10 i Mavericks passavano al -6. A 9:01 Matthews rimbalzava letteralmente su Hibbert ma prendeva due FT per il 76-70.
In lunetta si recava anche Gibson (fallo chiamato a Kemba) ma il suo 0/2 lasciava inalterato il punteggio.
I riflettori si accendevano poco più tardi su “Il curioso caso di Roy Hibbert”, che, andando a contrastare un rimbalzo difensivo a Mejiri non voleva mollar palla, gli arbitri fischiavano ma né lui, né il tunisino volevano cedere, uno strattone di Hibbert portava a terra i due giocatori, contornati da arbitri e altri giocatori Mavs che provavano a disincagliare la palla dalle mani dei due.
Alcuni giocatori se la ridevano, Roy anche poco dopo ma arrivava comunque un tecnico contro il nostro centro che Dallas sfruttava per guadagnare un punto.
In attacco Lamb provava a inventare e trovando il fallo di Matthews dava il +7 ai Calabroni che, dopo una serie di palloni persi dalle due squadre, si ritrovavano a -2 i ragazzi di Carlisle dopo un canestro di Matthews che con un contro-movimento nel pitturato sulla linea di fondo lasciava indietro Batum per mettere agilmente dentro.
L’effetto doppia B (Batum e Barnes) alzava il livello della partita e anche il punteggio sull’80-78.
Charlotte non trovava sbocchi in attacco, MKG in punta dava sull’esterno a Walker, il quale con un paio di secondi sul cronometro bleffava per la finta in partenza dalla diagonale sinistra, ciò bastava a far arretrare Gibson di quel tanto che bastava per consentire a Kemba di risolvere al limite dei 24 con una bomba, in questo caso veramente santa.
Barnes vs MKG andava corto, dall’altra parte Lamb andava dentro con delle hesitation in dribbling, mano sinistra Powell battuto, gioco da tre punti completato e Hornets sull’86-78 a 3:24 dalla fine.
Sembrava finire lì, invece Barnes con una strong drive da sinistra si scontrava con un incolpevole Zeller e lo batteva tirando sopra di lui, Cody andava su un rimbalzo offensivo (errore di Walker da tre) e guadagnava la rimessa dal fondo, ma gli arbitri non vedevano il tocco evidente di Barnes con la tibia e concedevano la palla ai Mavs che la usavano bene con Gibson, il quale metteva una tripla ravvivando un minimo Cuban che riprendeva speranza sull’86-83.
A 2:18 tuttavia Kemba in modalità slide inside appoggiava sulla destra della tabella, Barnes al vetro rispondeva battendo Kidd-Gilchrist ma, sulla successiva azione offensiva Powell era espulso.
Due giocatori degli Hornets a rimbalzo tentavano di tagliarlo fuori, discorso di cilindri e mani, gomiti tutti a stretto contatto, per i referee era fallo offensivo…
Il lungo dei Mavs concedeva anche la lunetta agli Hornets, così Lamb dava respiro centrando entrambi i FT per issare sul +5 Charlotte (90-85).
Matthews continuava la sua serataccia al tiro con una conclusione da tre punti che non vedeva nemmeno il ferro, meteora di sventura per i texani che incassavano il colpo del K.O. a :41.9, quando un’apertura di Batum e un blocco fuori dal pitturato di Zeller favorivano la tripla di Kemba da destra.
Era il 93-85.
Cuban tornava quasi a sdraiarsi in sedia scuotendo la testa nonostante la pressione finale portasse Lamb a una palla persa nella nostra metà campo con conseguente realizzazione di Gibson, Charlotte chiudeva dalla lunetta con un 2/2 a testa di MKG e Batum, i quali chiudevano il match sul 97-87.
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Pagelle
 
Walker: 7,5
18 pt. (7/19), 3 rimbalzi, 5 assist, 1 rubata. A parte I tre turnover e una pressione che a tratti l’ha isolato un po’ lasciandolo cheto nel suo brodo, nel finale è tornato a battere con facilità la difesa dei Mavs aiutando la squadra a uscire dal loop dell’eterno incollamento dei Mavs.
 
Batum: 7
12 pt. (4/12), 9 rimbalzi, 6 assist, 1 rubata. Perde tre palloni, uno direi azzardato ma un’apertura che poteva starci se fatta con un tempo d’anticipo, tuttavia inizia bene e ha un +10 di plus/minus. E’ vero che per un tiratore il 4/12 non è il massimo ma forse lì si potrebbe correggere qualcosa sulle scelte di tiro. Alcuni tiri uscendo da blocchi e presi di fretta da lontano torcendosi per mettere i piedi a posto, sono immediati e anche se sembrano in ritmo, danno basse percentuali. Stasera determinante con gli assist. In difesa si batte e ha merito.
 
Kidd-Gilchrist: 7
14 pt. (4/9), 3 rimbalzi, 2 assist, 1 stoppata. Bella la stoppata su Gibson, ancora in modalità offensive partecipa alla motions offense di Clifford non solo come bloccante ma anche come tiratore.
 
Kaminsky: 5,5
1 pt. (0/4), 3 rimbalzi, 1 rubata. 22 minuti sul parquet per big Frank che cilecca tutti e 4 i tentativi. Splitta dalla lunetta e anche se in difesa va un po’ meglio del solito, nel complesso la prestazione è scarsa. In attesa di una delle sue serate buone…
 
C. Zeller: 6,5
6 pt. (3/5), 7 rimbalzi, 1 assist, 1 stoppata. Solo due falli spesi, bene a rimbalzi, in difesa dei buoni posizionamenti non vengono sempre premiati. Un canestro salvato con la verticalità glielo leva Kaminsky che in rincorsa va a commetter fallo sull’attaccante. Spreca poco e mette dentro i suoi tiri.
 
Belinelli: 6,5
8 pt. (3/5), 1 rimbalzo, 2 assist, 1 rubata. Gioca 20 minuti e sbaglia una tripla. Dalla distanza è un po’ calato recentemente ma usa altri mezzi per arrivare a canestro. Buoni movimenti e realizzazioni. Una importante quando gli Hornets custodivano un solo punto di vantaggio. Serve per non far mai passare gli ospiti in testa in serata.
 
Sessions: 7
8 pt. (3/3), 3 assist. In 15 minuti Ramon ottimizza, massimizza I suoi attacchi e non è egoista, distribuisce anche tre assist passando per le varie azioni offensive dei Calabroni.
 
Lamb: 6,5
12 pt. (3/7), 6 rimbalzi, 2 assist. Niente di grave per lui, già al rientro dopo un finale nell’infermeria contro i Pistons. Perde tre palloni (l’ultimo ininfluente) e gioca un pessimo primo tempo, ma durante le rotazioni nel secondo è importante per chiudere la gara. In ripresa.
 
Hawes: 7
7 pt. (3/3), 3 rimbalzi, 1 assist, 1 rubata, 1 stoppata. Cancella gli zeri dal tabellino costringendomi a scrivere tutti i campi. Meno caotico del solito ma sempre generoso, come Sessions non sbaglia nulla dal campo. Un buon aiuto in serata da lui e dalla panchina.
 
Hibbert: 6,5
11 pt. (5/7), 4 rimbalzi, 2 assist, 2 stoppate. Ottime difese e in attacco si rivede un nuovo Parish? Scusate il paragone ma i gancetti sono simili. Usa la sua fisicità per tenere il difensore a bada e dopo la sfida contro i Bucks gioca la sua seconda miglior partita. Ha voglia e lo si vede anche per la “rissa” sfiorata inutilmente. Sarebbe da 7 se dalla lunetta non facesse un 1/5…
 
Coach Clifford: 6,5
Non ho visto giochi particolarmente brillanti nel primo tempo, se non all’inizio, tuttavia la squadra vince esaltando la panchina e non solo. Ritrovata anche l’altra guardia titolare in forma più decente, si appresta a vedere di che pasta siamo fatti nel mese di dicembre.

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Informazioni su igor

La mia Hornetsmania comincia nel 1994, quando sui campi della NBA esisteva la squadra più strana e simpatica della Lega, capace di andare a vincere anche su campi ritenuti impossibili. Il simbolo, il piccolo "Muggsy" Bogues, il giocatore più minuscolo di sempre nella NBA (che è anche quello con più "cuore"), la potenza di Grandmama, alias Larry Johnson, le facce di Alonzo Mourning e l'armonia presente nella balistica di Dell Curry, sono gli ingredienti che determinano la mia immutabile scelta.

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