Game 19: Charlotte Hornets Vs San Antonio Spurs 86-106

 
Che dire… sarebbe stata una partita da vincere per proteggere il fattore campo e aspirare alla zona playoffs, ma Charlotte arrivava da una partita giocata bene a Cleveland ma persa per decisioni arbitrali e soprattutto pessime scelte offensive nelle fasi decisive.
Un back to back che gli Hornets pagavano a caro prezzo nella notte.
Le energie calavano presto e complice una serata no al tiro, la squadra usciva quasi definitivamente dalla partita nel secondo quarto prendendo un parziale di 12-0, che, unito a quello del terzo di 9-0 facevano la differenza.
La squadra si è espressa su bassi livelli offensivi nel primo tempo e difensivi nel secondo.
La differenza di gioco più che di uomini è apparsa evidente, poiché Leonard e Parker ancora non erano disponibili per coach “Pop”.
Se negli assist e a rimbalzo la partita è stata equilibrata, con i texani ad averne un paio in più in ambo le caselle (20-22 e 42-44 rispettivamente) il pessimo 36,9% nel FG degli Hornets, contro il 48,8% degli Spurs ha creato il gap.
Undici i TO di SAS, 14 i nostri e un 8-22 nel pitturato pro Popovich nel primo tempo…
Aldridge e Gasol hanno segnato 17 punti a testa, Gay 15 mostrando che il 6/25 da fuori non è stato un grande problema, anche perché Charlotte con 4/25 riusciva a far di peggio.
 
Le formazioni:
 
Il primo pallone era a disposizione degli Hornets in viola che tuttavia non violavano il canestro degli Spurs perché MKG era stoppato da Gasol e se Batum intercettava il passaggio d’apertura ancora nella metà campo avversaria, il suo tiro frettoloso finiva corto.
Dall’altra parte Gasol a un passo dal canestro era stoppato da dietro da un recupero di MKG che favoriva la transizione sulla quale Batum dalla sinistra riusciva a vedere Howard a rimorchio: passaggio schiacciato e due punti in corsa per Dwight che mancava però il libero addizionale a 11:17.
Charlotte lasciava spesso scoperta la linea dei tre punti e Gasol al secondo tentativo puniva questa pecca.
Un’invasione di campo non era fischiata agli Spurs che ne ricavavano in qualche maniera due FT sull’azione successiva.
Era sempre il centro spagnolo ad andare in lunetta da dove splittava per il 2-4 a 8:49.
MKG provava molte volte ad andare a canestro nel primo quarto, gli andava sempre male come sull’azione seguente ai liberi di Gasol… un turnaround di Williams denotava una pessima scelta nei tiri, nonché un attacco frettoloso, Marvin comunque si rifaceva segnando una tripla con spazio rielevandoci sul +1 (5-4).
La partita continuava con gli Spurs a cercar gloria da fuori e con Charlotte a selezionare tiri non proprio raccomandabili.
Il punteggio rimaneva basso ma si muoveva quando, dopo un rimbalzo offensivo di MKG, Walker dal mid-range dalle parti della linea di fondo destra, si elevava per infilare il 7-4. A 5:55 arrivava un tecnico contro gli Spurs per tre secondi difensivi e Batum con l’1/1 doppiava gli Speroni, ma su una persa di Walker arrivava la transizione ospite chiusa da una dunk di Aldridge.
Walker si rifaceva immediatamente (4:52) andando a segnare una tripla dalla diagonale sinistra.
Rimontavano gli Speroni che infilavano dal pitturato due punti con Rudy Gay e passavano avanti a 3:02 con un turnaround sulla baseline sinistra di Aldridge (11-12) ma un piazzato di Cody con tanto spazio a disposizione, effettuato dalla linea di fondo sinistra era utile per cambiare ancora il team in testa alla partita.
Aldridge stoppava MKG poi segnava ancora.
In una partita punto a punto MCW si buttava dentro per recuperare due FT che arrivavano ed erano utili per il controsorpasso sul 15-14 a 1:16 dalla prima sirena.
Non si segnava più; Bacon era bravo a spender un fallo su Gasol lanciato in transizione.
Niente liberi e rimessa con palla nelle mani dell’iberico che marcato tirava in qualche modo non andando vicino a canestro.
Il bassissimo 15-14 rimaneva quindi punteggio non esaltante, ma gradito agli Hornets.

Howard prova a bloccare il passaggio di Kyle Anderson.

 
Gli Hornets allungavano sul 17-14 quando un bound pass verticale di Kaminsky trovava lo scatto di Lamb sulla linea di fondo sinistra, Jeremy andava a schiacciare ma Ginobili dall’altra parte rispondeva sulla sinistra favorito da un vantaggio creato da un gioco di passaggi degli Spurs.
A 10:04 Lamb con due FT ci ridava i tee punti di vantaggio, ma la forbice era destinata a scendere a uno quando la lotta impari tra Gasol e MCW dal post basso sinistro si risolveva a favore del primo.
A 9:16 arrivava la tripla inaspettata (ben oltre la striscia dei tre punti) di Kaminsky che “splasshava” per il 22-18.
Zeller continuava a saltare fuori tempo sui rimbalzi e MCW si dimostrava non imperforabile sulle drive; quella di Anderson riportava avanti i texani (22-23) che cedevano un ultima volta nel primo tempo, prima di portarsi al comando definitivamente fino alla fine.
Era Bacon con un fing and roll che sfidava la legge di gravità a depositare dalla destra ma un gancio di Aldridge a 5:55 apriva un parziale di 12-0 chiuso con una giocata da due di Gay alla quale gli arbitri regalavano il libero addizionale (trasformato), forse perché Kaminsky gli era antipatico.
Gli Hornets comunque avevano un passaggio a vuoto notevole e toccava a Kaminsky spezzare il parziale da doppia cifra degli ospiti:
ancora una bomba a 3:04 che ci riportava sul -8 (27-35). Howard in palleggio e dopo uno spin usava il fisico per andare oltre Aldridge.
Charlotte sul -6 sembrava poter rientrare in una partita dal punteggio così basso, ma lasciava a Ginobili il tempo per mirare da tre punti e il vecchio asso argentino facendo centro anticipava il turnaround di Aldridge che chiudeva i primi 24 minuti.
Punteggio bassissimo di 29-40 pro Spurs con un miserabile 0/6 a testa di MKG e Batum, un 1/6 di Lamb, 2/7 di Howard e un 2/6 di Kaminsky…
 
Si rientrava sul parquet, dove le squadre dimostravano di migliorare i loro attacchi.
Howard dal pitturato con un hook accorciava ma Gasol da tre dalla sinistra bombardava per il 31-43…
Kemba penetrava appoggiando di sinistra al vetro ma un passaggio per un back-door di Anderson era chiuso dall’attaccante con abilità in reverse.
Charlotte tentava di rimontare grazie ai FT:
Howard iniziava con un 2/2, poi MKG ne batteva uno dopo aver segnato in transizione subendo il contatto di Gasol e a 9:12 Howard tornava in lunetta per sorprendere con un altro 2/2 per il 40-50.
A far precipitare le cose in una situazione già non certo idilliaca ci pensava involontariamente Aldridge che provando un consegnato roteava sul blocco mentre Kemba andava a sbattere con la spalla sinistra.
Il capitano rimaneva giù a 8:57 ed entrava negli spogliatoi preoccupando i tifosi.
Batum dalla diagonale destra metteva il suo primo jumper di serata ma il sostituto di Kemba, Carter-Williams era disastroso.
Mattonata da tre, passaggio regalato per Anderson, fallo su Mills uscendo da un blocco…
La squadra di Pop con il 2/3 di Mills a gioco fermo portava un altro parziale di 9-0 con il quale si lanciava sul +17 (42-59) da dove poter controllare tranquillamente la partita. Una partita con poco da dire ancora sebbene arrivasse anche una buona dose di fischi per la squadra e per MKG che tirava dalla destra corto non colpendo nemmeno il ferro. Batum con un 2/2 ai liberi rompeva il parziale avversario a 4:42 ma la difesa di Charlotte non riusciva più come nel primo tempo a contenere gli attacchi degli Spurs fatti di tagli, movimento palla, aiutati anche da qualche rimbalzo offensivo.
Tornava abbastanza sorprendentemente in campo Walker che segnava due punti imitato a 1:31 d Lamb in coast to coast per il 54-66.
Gasol però a 1:17 gelava con il piazzato le speranze dei tifosi.
Kemba nell’ultimo minuto segnando altri due canestri reggeva il peso dell’attacco di Charlotte che chiudeva a 58 punti contro i 72 dei visitor.

Lamb in schiacciata dopo la drive.

 
L’ultimo quarto partiva con l’errore di Monk e due punti di Ginobili.
Era ancora Kemba ad assaltare il canestro con un crossover che lasciava indietro Rudy Gay e vedeva successivamente Aldridge battuto da un layup usando la protezione del ferro sul layup acrobatico.
A 11:04 Gay si procurava due liberi compensati da un’entrata ignorante di Monk ma il divario rimaneva ampio. Meritato il vantaggio degli Speroni, si scadeva nel ridicolo per un fallo chiamato contro Lamb quando Anderson non riusciva quasi nemmeno a procurarsi il contatto sul salto di Lamb che comunque non infastidiva l’azione di tiro dell’avversario…
Il 2/2 era combattuto da un 2/3 di Monk, leggerissimo tocco del n°22 avversario sul tiro, ma a 9:42 dalla fine il 66-89 era già sentenza definitiva sebbene Clifford cercasse di mettere in campo scorer e Lamb desse soddisfazione con un attacco con esitazione chiuso da un appoggio di sinistra.
Rimaneva qualche giocata spettacolare per consolazione e perché al pubblico pagante non venisse in mente di chieder la restituzione dei soldi del biglietto.
Kemba a 7:27 con un artistico layup, poi Lamb, non avvedendosi del rientro alle spalle di Anderson si lasciava soffiar la palla che cercava di movimentare subito verso canestro ma Jeremy in salto murava il possibile assist, così prendeva il via all’azione che porterà Zeller a canestro. Segnava anche Forbes mettendo a nudo le pecche di una difesa senza protector rim (Howard rimarrà in panchina tutto l’ultimo quarto) ma dall’altra parte a 4:31 Walker forniva il materiale a Zeller che in corsa staccava sulle pendici dell’area e posterizzava Anderson di rabbia con una slam dunk paurosa a una mano.
Schiacciata memorabile che entrerà sicuramente nella top ten dell’anno per gli Hornets.
L’energia creata da questo evento però si disperdeva dopo il time-out chiamato da Pop:
4 punti in fila per Gay e 79-96 a 3:28 dalla fine.
Spazio anche alla panchina profonda con O’Bryant bravi a metter due mid-range prima da sx e poi da dx.
L’86-106 era il punteggio finale…
 
Pagelle
 
Walker: 6,5
18 pt., 3 rimbalzi, 5 assist. 8/12 al tiro. Rientra in campo stoicamente con la spalla non a posto e gioca cercando di trascinar la squadra con i suoi punti regalando qualità. Tropo tardi, speriamo per la prossima.
 
Batum: 4
5 pt., 3 rimbalzi, 2 assist. Chiude con un 1/7 che per una guardia tiratrice o small forward all’occasione, se preferite, non è affatto buono. Difesa non convincente a mio giudizio.
 
Kidd-Gilchrist: 5
3 pt., 3 rimbalzi, 1 assist. Chiude con un 1/8 prendendosi tre stoppate. Solo una buona entrata in attacco. Non funziona…
 
M. Williams: 5,5
3 pt, 3 rimbalzi, 1 assist. Un ¼ non fantastico in 17 minuti. Poco appariscente.
 
Howard: 5
10 pt., 11 rimbalzi, 1 rubata. Rimbalzi non sempre di qualità e troppi errori da sotto. Chiude con un 3/10 e non domina contro i lunghi avversari che lo mettono in difficoltà.
 
Lamb: 5,5
12 pt., 5 rimbalzi, 4 assist, 1 rubata, 1 stoppata. Può fare meglio del 4/11 al tiro. Brutto primo tempo, cerca di dare la sveglia ai nostri nel secondo.
 
Zeller: 5,5
9 pt., 2 rimbalzi, 1 assist, 3 rubate, 1 stoppata. Prima parte irritante a rimbalzo, sempre fuori tempo. Chiude con un 4/5 dal campo con una gran schiacciata.
 
Bacon: 5,5
2 pt., 4 rimbalzi, 1 assist. Gioca 11 minuti con un ¼ al tiro. Bene a rimbalzo.
 
Carter-Williams: 4
2 pt., 3 rimbalzi, 2 assist, 1 rubata. 0/5 al tiro e 5 palle perse… Disastroso nel secondo parziale, commette anche tre falli.
 
Kaminsky: 5,5
12 pt., 3 rimbalzi, 1 assist, 1 rubata. Un 2/5 sia da due che da tre, sufficiente ma la difesa non è il suo pane.
 
Monk: 5,5
4 pt., 2 assist. Gioca 17 minuti, spara un paio di triple a vuoto e segna con un’entrata con l’aiuto del ferro.
 
O’Bryant: 6,5
4 pt., 1 rimbalzo. Due jumper precisi (2/2) e un rimbalzo in attacco in 3 minuti.
 
Graham: 6
3 pt., 1 rimbalzo. Gioca tre minuti con altrettanti punti. 1/2 ai liberi quando non conta più nulla.
 
Coach Clifford:4,5
Il salto di qualità lo devi fare in queste partite. Riusciamo a battere ultimamente solo squadre medio forti al massimo… Quando arrivano top team o squadre organizzate non la spuntiamo mai… C’è un problema di gioco oltre che di qualche uomo. Forse il suo tempo è finito a Charlotte. La squadra va a intermittenza, sembra accesa in alcune partite e spenta in altre , a prescindere dal fatto che si lotti. Il body language non è stato il massimo questa notte. Pochi pick and roll e hand-off. Serata da tiro al piccione.

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Informazioni su igor

La mia Hornetsmania comincia nel 1994, quando sui campi della NBA esisteva la squadra più strana e simpatica della Lega, capace di andare a vincere anche su campi ritenuti impossibili. Il simbolo, il piccolo "Muggsy" Bogues, il giocatore più minuscolo di sempre nella NBA (che è anche quello con più "cuore"), la potenza di Grandmama, alias Larry Johnson, le facce di Alonzo Mourning e l'armonia presente nella balistica di Dell Curry, sono gli ingredienti che determinano la mia immutabile scelta.

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