Game 2: Charlotte Hornets @ Miami Heat 97-91

 
 
ConnessiHornets
 
Sfida interessante all’AmericanAirlines Arena dove le squadre di Clifford e Spolestra si presentavano sull’1-0 entrambe.
Il pericolo per gli Hornets correva sulla rete. L’indirizzo www.spolestra.com (Whiteside, Winslow e Waiters) gestito da Dragic e targato Micky Arison è oggi sicuramente un indirizzo meno gettonato, la tela del ragno, la rete pare essersi indebolita dopo il passaggio di Wade ai Bulls e l’assenza per il nuovo problema di Bosh che per Miami ormai è un ex giocatore.
Tuttavia la regia di Dragic e le tre W sopra menzionate avevano sorpreso Orlando in terra disneyana dimostrando una certa pericolosità.
Gli Hornets quindi cercavano di connettersi sulle frequenze degli Heat ma l’inizio era timido.
La partita veniva risolta nella ripresa mettendo più aggressività in campo e facendo vedere movimenti di palla migliori di quelli del primo tempo.
La fiducia era premiata, Whiteside e Dragic uscivano precauzionalmente per problemi di falli, gli Hornets nonostante il -19, dopo esser stati vicini al crollo, rientravano e in un finale da Hornets, portavano a casa la partita.
MKG segue Winslow.

MKG segue Winslow.

 
Iniziale palla a due e primo duello tra Whiteside e Hibbert vinto da Roy, il quale non brillava tuttavia in quest’inizio.
Il primo canestro era opera di Whiteside a 11:02, dopo un errore di Waiters riprendeva e correggeva subendo fallo con la difesa leggermente spostata per gli sviluppi dell’azione.
Lo 0-3 iniziale veniva riassorbito da Marvin Williams che con un jumper lungo metteva a segno i primi due punti dei viola, che tuttavia rimanevano inchiodati a tale cifra a lungo, troppo timidi e bloccati dalla difesa degli Heat, i quali in attacco trovavano fluidità e scappavano sul 2-10 con una tripla di Babbitt.
Su una transizione MKG apriva a sinistra dove Marvin Williams da fuori dimezzava lo svantaggio.
Entrava anche Zeller per un poco brillante Hibbert in attacco, una transizione di Waiters allungava sul +7 Heat (7-14), gli Hornets intensificavano allora le operazioni difensive, Cody rubava un pallone a Whiteside sfruttando il raddoppio di MKG, il quale trascinava la palla dall’altra parte e segnava l’11-14 a 5:45. Entrava anche Belinelli, il quale servito nell’angolo destro da Kemba infilava il primo pallone utile.
Tre punti per riaccorciare al -2 (14-16) a 4:48 dalla prima sirena. Ripartiva però Miami che segnava nel pitturato con Whiteside a da tre punti a 3:16 con Waiters per il 14-21, Batum sbagliava due tiri nella stessa azione e Miami finiva per allungare con una correzione di Whiteside.
Batum a 2:10 metteva la bomba e da un’ucita dai blocchi sulla sinistra Belinelli infilava il catch n’shot per il 19-23.
Dopo due falli offensivi Miami arrivava anche Zeller con il suo appoggio selvaggio al plexiglass per il nuovo -2, il 21-23 reggeva sino alla chiusura dei battenti del primo periodo.
 
Due liberi di Lamb pareggiavano la situazione a 1:19 ma proprio Jeremy chiudeva troppo lentamente su McGruder, già tiratore letale da tre punti che, infatti, infilava dalla distanza.
MKG in difesa stoppava Winslow ma i Calabroni mancavano l’attacco e si facevano sorprendere da una transizione chiusa da T. Johnson in schiacciata.
Hawes con uno spin e un tiro a una mano appena fuori area sulla destra portava il punteggio sul 28-29, tuttavia gli Heat sembravano in un momento migliore, una penetrazione di Winslow e il distacco saliva a 5 pt., Lamb in jumper teneva a un possesso lungo i nostri ma nonostante una serie di tiri consecutivi (stessa azione) falliti, e Hawes che realizzava due FT dopo aver preso l’ennesimo rimbalzo offensivo, dietro si stentava a difendere il canestro, Reed nel pitturato da pochi passi alzava il pallone del 32-37 a difesa presepio, McGruder dalla diagonale sinistra infilava altri tre punti con Spencer a dover uscire su di lui.
Difesa in tilt sulle comunicazioni e non troppo forte a rimbalzo. Il colmo erano due FT assegnati a Waiters che non si concretizzavano ma gli Hornets lasciavano il rimbalzo ai bianchi e subivano seduta stante la tripla dello stesso Dion, il quale faceva precipitare i Calabroni nel crepaccio del -11 (32-43). Hawes tornava a farsi vedere in attacco con un passaggio orizzontale dalla baseline destra, s’infilava nel pitturato giallo Belinelli che da sotto appoggiava sulla sinistra.
Kemba, male sino a lì, cercava di scuotersi, pressione di Dragic, palla passata dietro la schiena a se stesso senza farla rimbalzare, spin esterno, partenza entrata e fallo.
Il canestro non arrivava per poco ma dalla lunetta rimediava con un 2/2.
A 2:43 lo stesso Kemba passava dietro Zeller e subiva la spinta di McGruder.
Altri tre tiri liberi realizzati che davano l’illusione di un rientro, ma per fallo dello stesso Kemba su Dragic, il play sloveno portava a casa un gioco da tre punti che a 2:24 mandava il tabellone sul 39-49.
Batum servito da Marco in post basso destro infilava con l’aiuto della tabella e gli Hornets giravano il primo numero del contatore sul 4 finalmente.
Purtroppo le triple di Babbitt e McGruder allontanavano Miami.
Si arrivava all’intervallo con gli Heat sul 46-57.
 
Ricaricate un po’ le batterie riprendeva la gara. Gli Hornets però venivano subito scioccati da una tripla di Waiters da sinistra, inoltre gli arbitri fischiavano contro un fallo offensivo e due volte i tre secondi (una nella nostra area e una nell’area degli Heat), incapaci di segnare in questo frangente Whiteside segnava in alley-oop, non bastava successivamente una super stoppata di MKG su Whiteside perché Gli Heat si portavano sul 46-65. Kemba con una tripla, grazie a un rimbalzo offensivo catturato, finalmente interrompeva il digiuno dopo più di tre minuti.
Cody era attivo e portava punti, una sua etrata in pick and roll (pass di Batum) era contrastata fallosamente da Whiteside che al quarto fallo usciva precauzionalmente.
Gioco da tre punti per Cody e 54-65 a 7:40.
Quando Belinelli subiva il fallo di un frustrato Dragic e si presentava in lunetta aggiungendo due punti, il punteggio andava sul 62-68 e la rimonta non sembrava più proibitiva, ma a 2:36 T. Johnson ghiacciava le speranze della squadra di Clifford con una tripla.
Hornets che a testa bassa ripartivano ostinatamente nonostante il quarto tiro di serata in & out (questa volta tripla di Kemba). Belinelli dal corner destro con spazio centrava la retina per il 69-73 e un passaggio di Sessions lanciava verticalmente Marvin sul tappeto rosso del pitturato, sopra veleggiava Marvin con un’ entrata e una schiacciata da gioia per gli occhi.
Un elegante floater di Lamb da media distanza portava la Clifford band sul -1 (73-74), ma Il terzo quarto spegneva la luce rossa sul punteggio di 73-77 giacché Tyler Johnson segnava l’ennesima tripla.
Il 69-73 di Belinelli fuori dall'arco.

Il 69-73 di Belinelli fuori dall’arco.

 
L‘artefice del primo canestro dell’ultimo quarto era Winslow, gli Heat si allontanavano sul +6 mentre in campo i duelli Hawes-Whiteside e Belinelli Winslow facevano scintille.
Il Beli era bravo e fortunato su un paio di difese, poi portava a casa anche un fallo sulla difesa (sempre grazie a un Winslow “nervoso”).
Hawes accorciava, poi un capolavoro jordaniano di Lamb: finta sulla linea di fondo con spalle a canestro, contro-movimento rapido a ripuntare la baseline percorsa da sinistra a destra, salto da triplista per evitare il difensore e chiusura in reverse layup per il 79 pari.
Sempre Lamb stoppava McGruder avventuratosi sotto canestro ma con palla ben in vista.
Tempismo perfetto per Jeremy che dava a Sessions la possibilità di portare per la prima volta in vantaggio gli Hornets nella serata a 8:51.
Mezzo fade-away nel pitturato e gli Hornets s’installavano al comando 81-79.
A 8:36 Spolestra correva ai ripari.
Dentro Dragic e Whiteside, pareggiava però Waiters con un’entrata e appoggio sulla sinistra.
Un’ottima difesa di Charlotte costringeva alla tripla dal parcheggio T. Johnson che non colpiva nemmeno il ferro, Lamb in floater a 6:40 regalava il nuovo vantaggio, MKG lo conservava in stoppata, mente ancora Jeremy allungava sul +4.
A 4:53 Dragic riallacciava la connessione con una tripla dall’angolo destro.
Il -1 però era contrastato da un jumper di un Lamb sempre più confidente.
Tiro effettuato dall’angolo destro del pitturato e realizzato, così come il pull-up di Kemba (giocando con lo schermo di Zeller) a 3:55 per l’89-84.
A 3:24 un blocco alto di Cody era sfruttato da Kemba che a tutta velocità si buttava dentro coraggiosamente, attorniato da due difensori ai fianchi, in un’entrata da tigre, cambiava mano e realizzava.
Batum a 2:49 con una tripla aperta sembrava chiuder la gara ormai sul 94-84, ma 5 punti consecutivi degli Heat facevano tremare Charlotte che a 1:04 incassava una slam di Whiteside. Punteggio sul 94-91, gara riaperta, allora Kemba con un’entrata furba e una conclusione in reverse (non proprio spericolata) da sotto canestro a 51:4 chiudeva il match perché gli Heat sul possesso successivo non segnavano.
Charlotte lasciava andare poi il cronometro.
La partita terminava sul 97-91.
aaaaaa
 
Pagelle:
 
Walker: 7,5
24 punti (7/18), 4 assist, 2 rubate. Primo tempo, salvo una tripla, molto anonimo. Nel secondo tempo salva un pallone destinato al fondo, dribbla Dragic da giocoliere, lì si accende la luce… Nel finale “chiude due volte” la partita. Converter. Non formati ma giocate e punti.
 
Batum: 6
12 punti, 6 rimbalzi, 4 assist, 2 rubate. Il GPS di Charlotte non è ancora settato bene… Il satellite ha un differenziale con l’inizio di stagione. Il suo 4/14 è ancora poca cosa e gli assist sono pochi per lui, però centra qualche buon canestro in momenti importanti.
 
Kidd-Gilchrist: 7
Antivirus. Solo tre punti ma con 5 rimbalzi e ben 4 stoppate, almeno un paio di qualità superiore, blocca i virus di Miami intorno all’anello. I numeri non danno l’importanza di questo giocatore.
 
M. Williams: 6,5
7 pt. (3/6), 11 rimbalzi, 2 rubate, 1 stoppata. Rilevatore di temperature. Scomparso a Miami l’anno scorso, squadra fuori. Stasera così così nei giochi d’attacco ma ha una buona media tiro, prende diversi rimbalzi, anche se alcuni li sottrae ai compagni piuttosto che agli avversari. Buono quello preso nel finale su Dragic.
 
Hibbert: s.v.
Il firewall degli Hornets pare s’infortuni presto al ginocchio. Prendetela con il beneficio del dubbio. Mi è parso di sentirlo in cronaca. Infatti gioca pochi minuti e non rientra più a battagliare. Zero punti e 1 rimbalzo in 4:29. Non aveva iniziato brillantemente ma dargli un voto in così pochi minuti sembrerebbe ingeneroso verso di lui.
 
Zeller: 6,5
10 pt. (4/8), 3 rimbalzi, 2 rubate, 1 stoppata. Lanciato nella mischia dopo il problema di Hibbert. A sorti alterne, ha il merito di giocare duro, aggressivo, non mollare e portare punti e blocchi in attacco preziosi. Scanner. Scansiona la difesa degli Heat.
 
Belinelli: 6,5
12 pt. (4/9), 2 assist, 1 rubata. Un paio di triple ai momenti giusti. Difendere non è la sua specialità ma si applica e gli va bene. Inizio super, poi torna nei ranghi ma è una buona prestazione. Programma grafico. Tinge la serata con punti che portano alla vittoria.
Sessions: 5,5
3 pt. (1/9), 4 assist, 4 rimbalzi. Una disgrazia al tiro. Prende anche una stoppata netta, compensa con assist e qualche rimbalzo.
 
Lamb: 8
16 pt. (7/12), 8 rimbalzi, 1 stoppata. Deframmentatore. Ottimizza e compatta le giocate della squadra. Gli si chiede di segnare, lo fa, in più prende rimbalzi e piazza una stoppata fondamentale.
 
Hawes: 6,5
10 pt. (4/10), 9 rimbalzi, 2 assist, 2 rubate. Un po’ molle nel secondo quarto, nel finale pizzicato gioca meglio. Trova punti e rimbalzi. Da difensore di riserva (out Hibbert) diventa l’anti-malware su altre possibili intrusioni.
 
Coach Clifford: 7
La squadra rientra in campo bene nel secondo tempo dopo aver ceffato il primo. Ha ancora carattere e l’attacco è bilanciato.

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Informazioni su igor

La mia Hornetsmania comincia nel 1994, quando sui campi della NBA esisteva la squadra più strana e simpatica della Lega, capace di andare a vincere anche su campi ritenuti impossibili. Il simbolo, il piccolo "Muggsy" Bogues, il giocatore più minuscolo di sempre nella NBA (che è anche quello con più "cuore"), la potenza di Grandmama, alias Larry Johnson, le facce di Alonzo Mourning e l'armonia presente nella balistica di Dell Curry, sono gli ingredienti che determinano la mia immutabile scelta.

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