Game 2; Charlotte Hornets Vs Memphis Grizzlies 69-71

La grande illusione.
Come tutte le fedi che si nutrono di miracoli, anche questa notte i tifosi degli Hornets si aspettavano fosse indimenticabile, magica, miracolosa appunto.
In ricordo forse di tante battaglie punto a punto vinte e strappate più con il cuore che con i valori tecnici in campo dei vecchi Hornets, in onore al ritorno della maglia di Bobby Phills o forse perchè il brusio dei vecchi Bobcats quest’anno si è trasformato in un rumore assordante dello sciame ritornato in città.
Non basta invece agli indomiti Hornets un grande cuore per riuscire a proseguire nella striscia vincente casalinga.
I poderosi Grizzlies di Gasol e Randolph se la vedono veramente brutta, ma riescono a cavarsela grazie all’esperienza e a un gioco consolidato.
Troppi turnover per gli Hornets che regalano 20 palloni agli avversari, un paio di meno per i Grizzlies, anche a causa di due difese che a tratti hanno difeso con intensità da playoffs.
Gli Hornets, in tenuta bianca, partivano ancora con Walker, Stephenson, Kidd-Gilchrist, Williams e Al Jefferson. Dall’altra parte Memphis faceva scendere sul parquet; Conley, Allen, Pondexter, Randolph e Gasol.
Grizzlies avanti sullo 0-3 subito, rispondeva a 10:44 Jefferson con finta, un bel movimento sul piede perno e schiacciata su Gasol.
Grizzlies ancora avanti e Marvin Williams a rispondere con una tripla per il 5-5 a 9:40.
Hornets avanti la prima volta quando Prince commetteva fallo su KG, il quale andava in lunetta due volte, alternandosi con Kemba Walker che beneficiava di un tecnico dato a Tony Allen per proteste.
Hornets sull’8-5.
Poco dopo veniva fischiata difesa illegale a KG e gli Hornets iniziavano a perdersi pur difendendo bene.
In attacco non riuscivano più a realizzare e Randolph in gancio allungava lentamente il vantaggio a 8 punti (11-19) a 1:28 dalla fine del primo quarto.
Gary Neal a 7 secondi dalla prima sirena portava sul 15-23 il punteggio con due punti preziosi.
Inizio secondo quarto decisamente non buono per gli Hornets, una tripla di Carter alla quale rispondeva un pari punti di Roberts a 9:51, non fermavano la fuga dei plantigradi.
Koufos a 6:10 portava il punteggio sul 18-32, ingenerando un senso d’impotenza per chi tifa Charlotte.
Gli Hornets iniziavano a rientrare giocando una difesa aggressiva, spinti dal pubbblico MKG con due liberi faceva 27-32, Big Al fintava su Gasol e andava a segnare il 30-34 ma Gasol trovava due punti per andare a chiudere il quarto sul 30-36 per gli ospiti.

MKG al tiro.

MKG al tiro.

Durante l’intervallo venira reissata a Charlotte la maglia di Bobby Phills, giocatore tragicamente scomparso nel gennaio 2000 in un incidente stradale nei pressi dello Charlotte Coliseum (il vecchio, poi abbattuto). Per l’occasione erano presenti la moglie, David Wesley, suo compagno e forse suo più grande amico.
Wesley che fa il commentatore per Fox a New Orleans, era insieme al commentatore ufficiale degli Hornets e a Curry.
Un momento di commozione lo ha colto quando, rientrato in postazione, l’inevitabile domanda su Phills è arrivata.
Ovviamente ha ribadito che Phills fosse un suo grande amico con il quale si sono divertiti molto e che gli manca.
Il terzo quarto per gli Hornets iniziava orrendamente con scelte un po’ forzate e Memphis ne approfittava per andare sul +10.
Gerald Henderson dopo una buona circolazione di palla dal lato destro colpiva con un due punti per il 38-46.
A 3:41 un gancio dolce di Jefferson valeva il 40-46, punteggio subito ulteriormente accorciato quando da una rimessa dal fondo Neal con un passaggio schiacciato trovava ancora Henderson che metteva il 42-46.
A 2:42 Conley con una penetrazione con fallo subito da Jefferson vanificava il comeback degli Hornets, i suoi 3 punti davano il 42-49 per gli uomini in maglia blu.
A 2:01 Walker in entrata scaricava un bel passaggio per Jefferson che realizzava il 44-49.
Il quarto si chiudeva sul 46-51 con Udrih e Roberts a completare il tabellino.
Nell’ultimo quarto gli Hornets profondevano ancora energie per commemorare Phills, ma ancora una tripla di Vince Carter a 11:46 (46-54) faceva partire ad handicap i Calabroni.
A 9:44 dalla sirena finale Roberts con spirito samurai, rubava palla a Udrih, il suo sacrificio innescava Gary Neal che bombardava da fuori per il 51-54.
Gli Hornets rientravano decisamente quando Henderson a 8:10 penetrando da lontano sul lato destro, trovava un plastico fing and roll che andava a depositarsi nella retina e quando Neal con un big jump shot a 6:21 portava la gara sul 57-58.
Rispondeva Udrih, servito da Gasol con un veloce dai e vai a L sul bordo del campo.
59-60 con l’ennesimo gancio di Big Al che rimbalzava avanti e indietro sul ferro, ma perfettamente dritto, tanto che finiva per essere inglobato dalla retina. A 4:23 Allen si prendeva un altro tecnico e gli Hornets riagganciavano sul 60 pari gli avversari.
Quando mancavano 4:09 alla fine della gara, Big Al faceva saltare in piedi tutta l’arena schiacciando con grande potenza in faccia a Gasol che però rispondeva di fioretto con un tiro morbido per il 62 pari.
Kemba Walker, facendo esultare MJ, rispondeva con una tripla, unico canestro della sua disastrosa serata e portava i ragazzi di coach Clifford avanti di 3 (65-62).
Memphis non ci stava e dopo una serie di punti tra ci un due punti ottenuti da Jefferson marcato da Randolph, Conley trovava la parità a 68.
A 1:08 KG era nuovamente in lunetta a causa di una transizione fermata fallosamente da Memphis.
Il suo 1/2 dava un incerto 69-68.
Conley però trovava il gioco partita a 58 secondi dalla fine, quando in penetrazione pescava nell’area Gasol, che correndo verso il canestro realizzava quasi d’inerzia subendo il fallo, leggero, di Williams.
Gioco da 3 punti e 69-71.
Ci sarebbe tempo per recuperare, ma le due ultime azioni d’attacco degli Hornets vedono prima un passi fischiato a Big Al con la palla che gli rimbalza su un ginocchio, lui per riprenderla la porta con una mano verso di sé e la palla rimbalza, proseguendo l’azione va in terzo tempo sganciandosi esternamente dalla marcatura di Randolph e segnando un bel canestro, gli arbitri però probabilmente interpretano quel primo palleggio volontario e quindi il susseguente movimento del piede perno come un fallo e poi il tentativo disperato e troppo evidente di cercare Kemba Walker per il tiro finale.
A 12 secondi gli Hornets rimettono palla in gioco ma sono tutti marcati e dopo 3 secondi con palla in mano a Big Al che dal post alto non sa che farsene, visto che probabilmente lo schema disegnato avrebbe dovuto essere in origine un’azione da 3 punti, chiamano un timeout da 20 secondi.
Nuova rimessa e palla a Kemba Walker finalmente, che si scherma con Al Jefferson prosegue la sua corsa in diagonale da sinistra a destra e lascia partire un tiro lungo da due che diventa quasi un air ball.
Purtroppo rimangono solo due secondi da giocare e i Grizzlies non hanno ancora raggiunto il bonus.
Partita finita, anche se Henderson fa buona difesa sulla rimessa e costringe i Grizzlies a chiamare timeout per non averla contro.
Sulla successiva il tentativo in tuffo disperato di KG toccare il N°19 dei Grizzlies in fuga verso il suo canestro non riesce e gli Hornets incassano la prima sconfitta stagionale.

Voti:

Kemba Walker: 4
Dalle stelle alle stalle. Detestabile serata al tiro, penetrazioni ben fatte con appoggi improbabili, fuori ritmo finisce con 5 punti e un 1/11 dal campo. Non deprimersi, domani c’è già un’altra battaglia.

Lance Stephenson: 4
2 punti, 8 rimbalzi e 4 assist.
Da lui ci si aspetta di più dal punto di vista realizzativo. Troppo brutto per essere vero in attacco. Coraggio.

M. Kidd-Gilchrist: 7
11 punti, 12 rimbalzi, in doppia doppia.
Il suo lo fa, mette un 7/10 dalla lunetta, ma soprattutto aggressività, sacrificio e concretezza.

M. Williams: 5
3 punti e altrettanti rimbalzi, 5 falli spesi. Personalmente sembra l’anello debole della squadra quando ha a che fare con lunghi di livello. Fa quello che può.

Al Jefferson: 7
19 punti, 6 rimbalzi e 4 stoppate.
Il suo limite è che a volte esagera nel voler segnare a tutti i costi prendendosi dei tiri fuori ritmo. Capire quando lo porterebbe ancora più su come livello, ma probabilmente ha tanta fiducia nei suoi mezzi che va bene così. In difesa discreta prova, clienti non facili per tutti.

G. Henderson: 6,5
8 punti con un 4/7 e 3 rimbalzi. Nel momento di recupero degli Hornets è sveglio e c’è.

C. Zeller: 6,5
6 punti e 4 rimbalzi in più di 23 minuti.
Coach Clifford lo tiene in campo molto per contastare il reparto lunghi avversario, buona idea, lui risponde bene, non stoppa nessuno ma fa sbagliare gli avversari, il voto nasce da lì, non tanto per i 6 punti ed i 4 rimbalzi.

G. Neal: 6,5
Un 4/10 dal campo per 10 punti in serata, ma è merito suo se gli Hornets se la giocano sino alla fine. Dopo un avvio freddo, riporta a galla gli Hornets con differenti tipi di giocata, canestri, assist…

B. Roberts: 7
L’ex New Orleans Hornets mi piace. Ci crede, ha un bel tiro. Finisce con 5 punti (2/4), 3 assist e due rubate in 17 minuti. In serate come questa per Walker forse 5 o 10 minuti in più in campo il buon Brian avrebbe potuto starci.

J. Maxiell: 4,5
10 minuti, 0 punti, un rimbalzo, 3 palloni persi.
Il pachidermico centro degli Hornets, che in maglia bianca mette in mostra la sua mole, è troppo lento, prova a mettere i suoi kg come punto di forza, ma non in modo adeguato.

Coach Clifford: 5,5
D’incoraggiamento. Bella la mossa Zeller, Per il resto pratica il turnover di massa, come molti allenatori, tra la fine del primo quarto e l’inizio del secondo, facendo il gioco avversario. Incita i suoi, ma lo schema finale deve trovare alternative se Kemba è marcato o diventerà facile prevederlo e come si è visto, Walker non può fare sempre miracoli.

Recap Video: Hornets Vs Grizzlies 69-71

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Informazioni su igor

La mia Hornetsmania comincia nel 1994, quando sui campi della NBA esisteva la squadra più strana e simpatica della Lega, capace di andare a vincere anche su campi ritenuti impossibili. Il simbolo, il piccolo "Muggsy" Bogues, il giocatore più minuscolo di sempre nella NBA (che è anche quello con più "cuore"), la potenza di Grandmama, alias Larry Johnson, le facce di Alonzo Mourning e l'armonia presente nella balistica di Dell Curry, sono gli ingredienti che determinano la mia immutabile scelta.

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