Game 20; Charlotte Hornets Vs Detroit Pistons 104-84

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Sottotitolo; RibelliHornets
 
La Buzz City contro la Motor City.
Non so perché ma ogni volta anche penso alla città dei motori e lo associo al nome, mi viene in mente la rivoluzione industriale, quel processo che ha portato all’età moderna a tante comodità, al progresso che tutti possiamo toccare con mano ma sorto in maniera assolutamente iniqua per i classici rapporti di forza presenti nella società.
Le industrie, le multinazionali di oggi che detengono il potere economico, hanno portato anche pezzi di aziende italiane, anche a quelle latitudini, certo, anche Charlotte non è più quella conosciuta e sorta a metà anni ’80, anzi molte banche e sponsor sono presenti in loco… tuttavia lo spirito ribelle che incarnato dai patrioti che combatterono contro il generale inglese Cornwallis sembra essersi impossessato dell’Alveare quest’anno, atmosfera magica e non cupa come in altre arene.
La sfida alla macchina alienante e le macchine di Detroit, i mezzi della vecchia borghesia e i mezzi meccanici di Detroit per passare ai mezzi fisici sul campo di un’avversaria lanciata in striscia positiva da quattro partite.
A far paura era soprattutto Drummond, centro fisico che senza Jefferson qualcuno aveva pronosticato difficile da fermare (ammesso che Jefferson venga considerat un difensore di prima categoria), invece Cody Zeller ha disputato un’ottima partita su di lui, qualche rara volta aiutato dai compagni, Walker, anche seppur influenzato e avendo saltato lo shootaround è sceso in campo, così il cuore Hornets ha finito per prevalere sulla macchina di Detroit.
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Cody Zeller contro Drummond. 20 punti e 6 rimbalzi per il lungo bianco.

 

Detroit scendeva sul parquet con; R. Jackson, Caldwell-Pope, Marcus Morris, Ilyasova, Drummond, Charlotte invece con la benaugurante divisa bianca schierava; Walker, Batum, P.J. Hairston, M. Williams, C. Zeller.
 
Detroit vinceva la palla a due ma produceva un air-ball sul primo tiro, sul quale tuttavia si evidenziava il buon lavoro di Zeller in tagliafuori su Drummond, dall’altra parte Cody tagliava in mezzo bene ma falliva l’appoggio facile anche avendo spazio, tuttavia nonostante il fallo di P.J. su Ilyasova a 11:11 che fruttava due punti agli ospiti, il punteggio rimaneva inchiodato sullo 0-0 poiché il lungo avversario mancava entrambe le occasioni.
A sbloccare la partita, probabilmente se qualcuno avesse ipoteticamente scommesso, l’uomo con la quota più alta probabilmente, P.J. Hairston che a 10:59 servito da Batum, dal corner destro aveva il tempo per spedire la palla a spicchi nella retina per il 3-0. Il vantaggio rimaneva in mano ai padroni di casa nonostante il canestro in correzione di Drummond dopo l’errore d’Ilyasova ma i Pistons sorpassavano gli Hornets quando dopo una lotta prolungata tra Walker e Ilyasova ne usciva vincente il giocatore dei Pistons che gettandosi a terra recuperava un pallone sulla destra finito poi a Jackson che prendeva dall’altra parte d’infilata la difesa di Charlotte per il 3-4. Caldwell-Pope con un gioco da 3 punti a 9:31 rincarava la dose ma Batum con un giro e tiro dal post basso destro andava oltre alla mano protesa d’Ilyasova in tentativo di stoppata; canestro e 5-7 Pistons.
A 8:30 Cody finiva nel mucchio del pitturato rischiando di perder palla ma ne esce indenne e serviva indietro Walker che a 8:30 ridava il vantaggio ai Calabroni con una tripla.
Morris dal lato sinistro segnava anch’esso da fuori e poi andava a splittare più tardi dalla lunetta per l’8-11, ma Zeller conquistava un rimbalzo offensivo e Marvin Williams che bramava una tripla, su uno scarico di Lin, realizzava il suo desiderio annullando il gap.
Charlotte passava in vantaggio grazie a Batum, il quale in versione assist man regalava a Zeller il pallone del 13-11; Cody veniva a contatto però sull’avambraccio con Jackson in aiuto e gli arbitri assegnavano il libero aggiuntivo che il nostro centro non sbagliava.
Drummond dalla lunetta confermava le difficoltà di Detroit in questa statistica splittando, così P.J. ne approfittava andando a 4:27 in entrata con la mano destra, sul contatto trovava canestro e libero addizionale (poi realizzato) per il 17-12.
A 4:11 una tabellata d’Ilyasova che rischiava di mandare in frantumi il vetro finiva dentro per il 17-15 ma Charlotte si riallontanava 44 secondi più tardi con tre liberi di Batum per il 20-15.
Detroit si affidava a Drummond, il quale veniva arginato prima fallosamente da Zeller (ancora solo ½ in lunetta), poi dal raddoppio che costringeva il centro avversario a un gancio sul ferro e a 2:40 Charlotte iniziava a prendere in mano seriamente il comando delle operazioni con Batum che dalla diagonale sinistra in movimento segnava tre punti con Johnson lasciato sul blocco.
Blake rispondeva da tre punti ma a 1:58 Lin batteva lo stesso Blake con un jumper dalla media. Johnson in floater riportava Detroit al -6 mentre Lamb era contagiato dalla malattia di Detroit dalla lunetta mancando entrambi i liberi, tuttavia si rifaceva in difesa stoppando Johnson e Lin chiudeva il quarto con un’entrata in cambio mano e lato del canestro all’ultimo; appoggio sulla destra e 28-20 di parziale alla fine del primo periodo.
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Jeremy Lin, 13 punti nella notte.

 
Il secondo quarto si apriva con un caparbio Lamb che da sotto tentava varie correzioni sempre riuscendo ad avere la meglio a rimbalzo, alla quinta riusciva finalmente a segnare, anche se dall’altra parte Detroit aumentava il suo punteggio di 4 punti (2 canestri) con Baynes, il centro di riserva dei Pistoni.
Lamb però a 10:39 pareggiava la sfida virtuale personale, mentre per Detroit segnava anche Caldwell-Pope con un pull-up.
A 10:08 Lamb passava palla a Hawes che sulla sinistra dell’area batteva con un passaggio schiacciato all’interno il suo marcatore, Lamb nel frattempo girava in back door dietro di lui lasciando indietro il proprio marcatore andando a ricevere puntualmente il passaggio che trasformava in due punti da sotto canestro appoggiando dentro la retina. A 9:39 un catch n’shoot di Marvin Williams dalla diagonale sinistra aumentava il distacco che saliva ancora con Hawes, il quale attendeva la penetrazione e scarico del suo amico Lamb e metteva dentro due punti facili a 9:04.
Detroit segnava due punti con Baynes il quale mancava però il libero aggiuntivo, tuttavia Detroit segnava ancora con Caldwell Pope su assist di Blake.
A 7:38 Kaminsky veniva ignorato da tutta la difesa dei Pistons, Frank ci pensava un attimo poi decideva di provare la tripla frontale che finiva nella retina dando il +12 ai Calabroni (42-30).
Charlotte continuava a correre, Lamb mancava un tiro forzato ai 24 secondi ma Marvin Williams otteneva agevolmente un rimbalzo offensivo e portava a 44 i punti della squadra del North Carolina.
Detroit aveva una fiammata improvvisa e Morris con un tiro segnava due punti ma per il contatto troppo aggressivo di Lin gli arbitri assegnavano contro la squadra di casa un libero che l’ala dei Pistons segnava mandando il tabellone sul 44-37.
A 5:14 Zeller non riusciva a sollevar palla sotto canestro per il fallo di Drummond che era ugualmente costretto a incassare due punti di Cody dalla lunetta, mentre Van Gundy era a sua volta costretto a guardare la transizione di Walker che apriva all’ultimo sulla destra per Batum, il quale depositava in fing and roll i punti del 48-37.
Charlotte su una ripartenza di Batum trovava la verticalizzazione minimale, passaggio lungo schiacciato del francese con la palla che raggiungeva e affiancava Cody in inserimento verticale nel pitturato a 4:36; il lungo degli Hornets segnava da vicino e anche il libero dato dalla terna arbitrale per il fallo subito.
Parziale di 7-0 per il 51-37 Hornets, interrotto dallo stesso Jackson con due punti.
Walker subiva fallo dallo stesso Jackson e dalla lunetta non peccava, Ilyasova colpiva invece da tre punti su Kaminsky ma Lin rispondeva con un’entrata in diagonale conclusa con un appoggio dalla sinistra del ferro.
A 3:07 Ilyasova veniva fermato da Kaminsky con il fallo, dalla lunetta segnava il primo libero, mancava il secondo ma Drummond era il più lesto a correggere per far guadagnare due punti ai suoi. In attacco Charlotte andava a vuoto con Batum che tentava la tripla ma si dimostrava corta, Zeller tuttavia furoreggiava in aerea avversaria prendendo rimbalzo e fallo.
L’1/2 ai liberi dava il 56-45 a Charlotte mentre dall’altra parte Ilyasova nonostante il cambio di marcatura costringeva Marvin Williams al fallo.
Il giocatore avversario però splittava ancor portando sul -10 i suoi, la differenza si riduceva poi a -7 con Blake abile a segnare una bomba. Charlotte si affidava a Lin che scaricava palla dietro la schiena per Zeller, il quale aveva la freddezza e il tempo per realizzare il piazzato da distanza considerevole a 1:19.
Nel finale Morris segnava in jumper, Walker dalla lunetta ne aggiungeva due per Charlotte, Zeller stoppava Baynes alla grande e su un tiro lungo di Walker la palla finiva tra le mani di Johnson che incredibilmente da solo, non si faceva soltanto sfuggire la palla tra le mani modello saponetta, ma segnava un autocanestro che chiudeva le ostilità nel primo tempo.
I Calabroni andavano a riposo in vantaggio sul 62-51.
 
Nel terzo quarto il giocatore che dava più fastidio era ancora Ilyasova, il quale segnava subito 4 punti ma Marvin Williams con un gioco di passaggi in movimento era il terminale perfetto per segnare con un gioco veloce dal post basso sinistro ridando a Charlotte almeno il +9. Kemba con un floater riportava in doppia cifra il vantaggio della squadra di Clifford mentre a 7:37 Drummond nonostante la stoppata spendeva il quarto fallo sull’entrata di Walker, il quale splittava, così come Zeller poco dopo, ma la mossa tattica di attaccare il canestro dava buoni frutti; per gli arbitri il contatto tra Drummond e Zeller era falloso, così Van Gundy per non privarsi del suo centro in un eventuale finale, lo toglieva dal campo.
A 6:52 ben distante dal canestro Ilyasova si aggrappava a Walker vedendoselo sfrecciare davanti, furbata di Walker che andava al tiro sulla continuazione, niente bucket ma due liberi a segno per il play influenzato che nonostante lo stato febbrile andava a stoppare in difesa da dietro Marcus Morris contagiando Van Gundy.
Batum ci provava da tre ancora ma il suo tiro non entrava, Detroit lasciava Marvin Williams da solo sul rimbalzo offensivo e nel vuoto più assoluto la nostra ala grande segnava altri due punti.
Baynes interrompeva con un tiro dall’angolo sinistro dell’area il parziale dei Jordan boys, ma Charlotte tornava a offrire basket champagne con un lob di Kemba per Batum che dietro al proprio difensore sul lato sinistro gli saltava sopra deviando con la mano destra al volo in diagonale verso il centro un pallone preda di Zeller che in inserimento a 5:37 segnava assorbendo il contatto falloso.
Gioco da tre punti e risultato sul 75-57.
A 4:46 Marvin Williams s’incuneava nell’area di Detroit e con un assist saltato dava un palone che Zeller non riusciva a schiacciare solo a causa dell’intervento irregolare di Morris.
Cody dalla linea della carità faceva 2/2 dando il +20 a Charlotte.
Frank the Tank segnava con un due punti lungo, Tolliver rispondeva da tre punti ma Batum non stava a guardare e dopo un paio d’errori dalla grande distanza tornava a segnare anche da oltre l’arco.
Nel finale Lin aumentava il vantaggio sino al +26 (88-62) ma con due triple di Tolliver e Blake i Pistons iniziavano la rimonta a cavallo tra il finale di penultima frazione e l’inizio dell’ultimo quarto.
A :27.9 un’entrata di Caldwell-Pope trovava il canestro e il fallo del solito Kaminsky, per fortuna almeno il libero non entrava.
Pistons che chiudevano sotto di diciotto punti quindi il quarto (88-70).
Spencer Hawes, 8 punti in serata.

Spencer Hawes, 8 punti in serata.

 
Come già detto Detroit partiva bene anche nell’ultimo periodo, il parziale dei Pistons si chiudeva con un canestro da 3 di Caldwell-Pope che costringeva Clifford a chiamare il time-out dopo aver visto i Pistons dimezzare lo svantaggio arrivando a -13 (88-75).
Lin spezzava il momento negativo splittando dalla lunetta a 9:14 (fallo di Baynes sull’entrata di Jeremy), mentre Hawes si dimostrava bravo in difesa a contenere l’attacco di Tolliver e in attacco partendo da destra si fermava in area e con uno spin move si ritagliava lo spazio per il gancio del 91-75, inoltre Spencer s’inseriva e veniva servito da Lamb che si accontentava solo delle finte di crossover per mandare il compagno a segnare.
A 7:12 Lin apponeva il suo sigillo alla gara segnando con un circus shot in mezzo al traffico per il +20 (95-75).
Il punteggio si alzerà sino al 104-84 finale con le panchine in campo ma il margine rimarrà di venti punti.
 
Vittoria convincente per Charlotte che sfrutta l’ennesimo turno casalingo per migliorare la propria classifica.
Gli Hornets hanno difeso bene, dominato a rimbalzo, sono stati bravi in transizione e hanno anche approfittato dei tanti errori dalla lunetta della squadra del Michigan.
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Pagelle:
 
Walker: 7
14 pt. (3/9), 2 assist, 1 rubata, 1 stoppata. Aldilà dei numeri Kemba scende in campo influenzato ma a risentirne oltre che il suo jumper sono gli avversari. Nei momenti decisivi c’è. Discreta gara senza forzare, passando dalla lunetta per molte delle sue realizzazioni.
 
Batum: 7
13 pt. (4/15), 7 rimbalzi, 8 assist, 2 rubate. A parte I 4 palloni persi e I tanti errori al tiro (alcuni finiscono nelle mani di compagni che ne approfittano), Batum è il magnete che calamita e unisce le azioni di Charlotte. Buona prova.
 
P.J. Hairston: 6
6 pt. (2/6), 3 rimbalzi, 1 assist. Commette 5 falli in 16:05 e butta via un contropiede, però finalmente mette qualche punto. Prova sufficiente.
 
M. Williams: 7
14 pt. (6/8), 12 rimbalzi. Non eccede. Mette i suoi tiri e va in doppia doppia catturando parecchi rimbalzi. Difesa niente male.
 
C. Zeller: 8
20 pt. (5/9), 6 rimbalzi, 1 assist, 2 stoppate. Forse Cody sta diventando qualcosa di più che un outsider. E’ solo la seconda gara nella quale parte come centro ma la prestazione fornita è ancora una volta convincente per qualità, dinamicità, energia e difesa. Bravo Cody.
 
 
J. Lin: 7
13 pt. (5/10), 3 rimbalzi, 4 assist, 2 rubate. Da il suo contributo sfruttando le caratteristiche da guardia. Buon contributo dalla panchina.
 
F. Kaminsky: 6,5
7 pt. (3/5), 4 rimbalzi, 1 assist, 1 stoppata. In certi frangenti subisce troppo in difesa. Serata buona al tiro. Mezzo voto che ballava, preferisco aggiungerglielo che toglierlo.
 
J. Lamb: 6
7 pt. (3/11), 7 rimbalzi, 3 assist, 1 stoppata. Rispetto al solito sbaglia troppo. Fallisce anche dalla lunetta un paio di conclusioni ma prende diversi rimbalzi sfruttando il suo atletismo e mette in condizioni i compagni di segnare. Bello l’assist per la sua ombra Hawes.
 
S. Hawes: 7
8 pt. (4/8) 3 rimbalzi, 1 assist. Un solo assist ma di qualità. Difende onestamente senza giocare sporco ma è efficace nel momento in cui Detroit avrebbe potuto rientrare. Bene in attacco.
 
T. Hansbrough: 6
3 pt. (1/1), 2 rimbalzi in 3:44. Entra negli ultimi minuti a partita conclusa, si vuol far vedere e inizia bene con un buon canestro poi splitta dalla lunetta ma a bocce già ferme appunto. Nonostante il poco minutaggio un voto lo merita.
 
T. Daniels: s.v.
0 pt. Stesso minutaggio di Hansbrough ma non si fa vedere molto.
 
A. Harrison: s.v.
0 pt.(0/1), 1 rimbalzo. Troppo poco in campo per esprimere un giudizio.
 
B. Roberts: s.v.
0 pt. (0/1). Brian ci prova un volta poi preferisce ceder la palla a spicchi ai compagni.
 
Coach Clifford: 7,5
La squadra gira con o senza Jefferson, con o senza MKG che pur servirebbero. Il gioco degli Hornets così però ha trovato interpreti veloci e imprevedibili, molti hanno voglia di riscatto e fame. L’impegno sul parquet c’è e si vedono diversi schemi, finalmente veder giocare Charlotte quest’anno è un piacere dopo la scorsa annata.

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Informazioni su igor

La mia Hornetsmania comincia nel 1994, quando sui campi della NBA esisteva la squadra più strana e simpatica della Lega, capace di andare a vincere anche su campi ritenuti impossibili. Il simbolo, il piccolo "Muggsy" Bogues, il giocatore più minuscolo di sempre nella NBA (che è anche quello con più "cuore"), la potenza di Grandmama, alias Larry Johnson, le facce di Alonzo Mourning e l'armonia presente nella balistica di Dell Curry, sono gli ingredienti che determinano la mia immutabile scelta.

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