Game 22: Charlotte Hornets Vs Orlando Magic 104-94

Iniziando da una narrazione più “agile”, a metà tra il classico il Carlito’s Way style, partendo da metà tempo, quando gli Hornets partivano con nove punti di vantaggio trovandosene solamente uno a fine terzo periodo, complice una panchina largamente inadeguata e poco coesa che anche stanotte non ha mostrato grandi miglioramenti ci sono da fare alcune considerazioni…
Per fortuna il rientro di Kemba Walker ha fatto la differenza e la squadra, dopo quattro sconfitte consecutive, ha fatto il suo dovere battendo in casa i Magic.
Ludovico Ariosto e il suo poema cavalleresco l’Orlando Furioso si prestano a presentare la partita giocata questa notte tra la folle Orlando e la troppo spesso ignava Charlotte.
Un po’ anche perché Orlando si è dimostrata in alcuni tratti del match nervosa e incline alla furia, più fine a se stessa che agonistica, in una partita che avrà un’intro un po’ più lunga del solito, dove i parallelismi, anche forzati, servono a presentare qualcosa che va oltre lo sport.
Orlando, uno dei protagonisti della vicenda, perde completamente il senno quando l’amata Angelica, donna splendida, della quale è innamorato anche il cugino d’Orlando, Rinaldo, fugge dall’accampamento dove era tenuta in custodia.
La ragazza, durante la fuga incontra Medoro, giovane saraceno del quale s’innamora e con il quale condivide l’avventura.
I due innamorati, in stile romantica “fuitina” incidono su di un albero i loro nomi, così quando Orlando arriva sul posto, vedendo il simbolo del loro amore e sapendo successivamente da dei contadini della notte di nozze tra i due, passata proprio sul letto ospite sul quale riposa, impazzisce e inizia a distrugger qualsiasi cosa gli capiti a tiro.
Anche i Magic, dopo un buon inizio, hanno disintegrato il loro lavoro perdendo numerose partite di seguito prima di tornare alla vittoria ieri sul campo dei Knicks.
La speziata storia raccontata da Ariosto, per ritrovare il senno perduto dell’amico, il guerriero Astolfo, vola con l’ippogrifo sul pianeta selenico (lunare), dove ritrova la ragione d’Orlando.
Tornato sulla terra Astolfo fa odorare a Orlando il senno da un’ampolla. L’amico ritrova la ragione ma è tardi… Angelica e Medoro fuggono in Catai.
Angelica però, bella e capricciosa come la sorte, rappresenta in generale quell’avvenimento mutevole che, chi sceglie d’incamminarsi su un sentiero, molto spesso è costretto a inseguire e che mette in risalto la condizione umana d’incompletezza e di ricerca della soddisfazione, del vano desiderio che produce quella felicità che ha un decadimento breve e si chiama vittoria (specialmente se fine a se stessa) nello sport.
La relazione tra l’amata che diviene una specie d’oggetto del desiderio e le loro pulsioni quindi svela il loro essere, la loro condizione…
La condizione (fisica e mentale) di Charlotte secondo me è di qualcosa che si muove per forza d’inerzia.
Poche le cose che funzionano parlando in generale della stagione.
Walker trascina un team che ha poche note liete e un problema d’entourage compreso il coaching staff.
Proprio Clifford questa sera, influenzato, non sedeva sulla panchina di Charlotte lasciando posto al “giovane” Silas.
La squadra non ha più il gioco offensivo brillante e sfarzoso di due anni fa, ma ciò che è peggio è che la difesa ha perso efficacia e grinta, specialmente lontano da casa dove lo smarrimento è simile quello del protagonista del poema ma non produce “rabbia” o grinta.
Al momento è probabilmente il team con il più alto differenziale negativo tra potenzialità (inespresse) e risultati…
Ad ogni modo nella notte, Orlando, che arrivava dal B2B, forse leggermente stanca, finiva per pagare un 52-40 a rimbalzo e i 13 palloni che la squadra di Vogel si faceva rubare in serata contro i soli 5 strappati dai Magic che hanno fatto segnare 24 assist contro i soli 17 degli Hornets, però, spesso fermati fallosamente e quindi maggiormente avvantaggiati dalla lunetta con un 33/40 contro il 12/14 degli ospiti che hanno avuto come top scorer Evan Fournier con 18 pt. seguito dal vice Simmons con 15.
Charlotte ha mostrato un attacco equilibrato con scelte di tiro quasi equamente suddivise con, ovviamente, il solito Kemba Walker a spiccare su tutti con i suoi 29 pt. finali nonostante un 1/8 da fiori ma un perfetto 14/14 dalla lunetta e un +13 di plus/minus che come la scoperta dell’acqua calda dice dell’importanza dell’attuale uomo franchigia di Charlotte per i risultati del team.
I due starting five:
La partita iniziava in maniera un po’ sfortunata per Charlotte a cui i ferri dicevano di no un paio di volte:
A Batum sulla prima conclusione e a Howard sul secondo tentativo, mentre nel mezzo, dall’altra parte a 11:36 Vucevic portava in vantaggio i Magic con un tiro in ritmo dalla top of the key.
Gli Hornets ribaltavano il risultato a 10:57 con l’unica tripla di serata firmata Walker.
Il 3-2 era ampliato da MKG che a una mano segnava dalla vernice colorata.
I Calabroni restavano in vantaggio grazie a giocate come quella di Batum che serviva Marvin sotto il canestro leggermente a destra per un facile canestro (sebbene Williams temporeggiasse troppo sull’alzata consentendo al difensore in ritardo di riposizionarsi meglio) quella di Howard che rubava palla nella nostra metà campo e si produceva in un coast to coast alla Kemba dando alla palla i giri giusti sul fing and roll nonostante la furba spallata di Vucevic.
Il libero non entrava ma gli Hornets viaggiavano sul 9-4 ugualmente prima cha Simmons da tre dall’angolo sinistro (over Batum) e Fournier ritrovassero la parità (9-9).
Fournier con un fade-away dalla baseline destra andava oltre Howard colpendo per il secondo vantaggio di serata dei ragazzi di Vogel, i quali erano nuovamente raggiunti a 8:02 da un mid range jumper dalla destra di MKG.
Sul possibile rimbalzo però Howard sbracciava esageratamente colpendo Payton al volto e modificandone il ciuffo.
Due liberi allo stesso minuto e secondo, flagrant 1 chiamato all’ex Hawks e Orlando con la palla in mano.
La palla a spicchi era sfruttata a dovere dagli ospiti che realizzavano 4 pt. dal nulla grazie ancora a Payton in entrata.
Simmons a 7:23 faceva toccare un gelido -6 agli Hornets che tuttavia alzavano la temperatura grazie a un canestro a testa delle star Howard e Walker.
Simmons era fastidioso per la difesa di Charlotte che incassava un altro canestro dal numero 17 prima che Batum finisse in lunetta a splittare per il 16-19 a 5:18. Howard correggeva sopra il ferro un pallone che lasciato andare da Kemba in entrata con giro di Walzer avrebbe meritato l’applauso alla prima (conclusione), così h gli arbitri chiamavano l’interferenza annullando la giocata.
Charlotte si rifaceva sotto a 4:02 quando Kaminsky centrava una tripla (19-21) e pareggiando a mezzo lunetta (3:44) con Batum.
Simmons però s’incuneava negli spazi vicino a canestro per segnare il nuovo vantaggio della squadra sponsorizzata Disney.
Nel finale era ancora Kaminsky a rendersi protagonista intercettando un passaggio arretrato (in diagonale) di Simmons verso Speights, transizione e poderosa flash dunk del tank per il 26-23, finale di primo quarto.
 
Il secondo quarto vedeva gli Hornets bloccarsi inizialmente a livello realizzativo, così le triple di Speights e DJ Augustin allontanavano i Magic sul 26-29, divario che raddoppiava a 10:21 quando, dopo la finta, DJ Augustin era colpito da MCW sulla shooting motion.
Tre liberi a segno e Magic sul 26-32…
L’Afflalo spin dance nel rettangolo colorato con appoggio ravvicinato mandavano Charlotte sul -8.
Toccava a Lamb a 9:32 sbloccare l’attacco con un jumper. Zeller si procurava due liberi e segnandoli mandava Charlotte sul 30-34.
Lamb imitava Kaminsky saltando e andando sulla linea di passaggio di Afflalo, intercettando la sfera a MCW in campo aperto non rimaneva che schiacciare in solitaria.
Afflalo a 7:32 con un bel fade-away vanificava gli sforzi di Lamb in copertura ma il nostro numero tre ricevendo sul lato debole percorreva la baseline sinistra arrestandosi a cavallo dell’area e proteggendosi con la spalla destra faceva secco Afflalo ricambiando il favore.
Kaminsky con un teardrop pareggiava, l’ex Biyombo butttava giù Lamb in entrata, il quale, per portare in vantaggio gli Hornets doveva passare dalla lunetta.
A 5:05 Frank continuava a compiere buone giocate, smarcamento da Hezonja e ricezione su passaggio verticale di Batum, altra schiacciata del tank facilitato dall’assenza di Vuc impegnato contro Howard.
A 4:34 una delle giocate di Howard che amo quando gli riescono; una swooping left hand, praticamente un gancio in corsa di sinistro lanciandosi che superava la mano protesa di Vuc che cercava la stoppata.
Kemba metteva altri due punti portandoci sul +4 (44-40) prima che Payton riuscendo a servire l’ex campione della gara delle schiacciate Gordon, gli ricordasse come fluttuare in aria e chiudere l’alley-oop a una mano in stato di levitazione.
Kemba tuttavia con le sue scorribande portava a casa sei liberi (tutti segnati).
Vucevic a 1:35 commetteva fallo su Howard che ringraziava e allungava con un 2/2 sul 52-42 prima che un catch n’shoot da fuori di Gordon diminuisse il divario a 7 punti a 1:01 dalla sirena dell’intervallo.
Chiudeva Williams dalla lunetta con una transizione sulla quale arrivava il fallo contemporaneo di Hezonja e Fournier in ripiegamento che più che cercar palla miravano le braccia del nostro numero 2 prima che potesse alzare per concludere.
Il 2/2 era l’atto finale dei primi 24 minuti.
Si andava a riposo con il risultato di 54-45.

DECEMBER 04: Evan Fournier #10 of the Orlando Magic runs into teammates Kemba Walker #15 and Michael Kidd-Gilchrist #14 of the Charlotte Hornets during their game at Spectrum Center on December 4, 2017 in Charlotte, North Carolina. (Photo by Streeter Lecka/Getty

 
Il secondo tempo partiva sul +9 a favore degli Hornets (54-45) e diventava ben presto una sfida tra Walker e i “triplisti” della Florida, i quali segnavano per primi con una bomba di Fournier a 11:37.
Walker rispondeva con un foating jump shot in area e su una transizione Kemba si liberava della sfera dando a Batum che lestamente girava per Williams, il quale in ritmo colpiva (10:46) da tre punti per il +11 (59-48).
Gordon da tre infilava ancora il cesto degli Hornets da oltre l’arco mentre a 10:03 Kemba dalla lunetta si divertiva a bombardare con un 2/2 a gioco fermo.
Fournier dalla destra centrava ancora la retina da fuori per la terza tripla ospite nel quarto, però Kemba deviando un pallone difensivo consentiva il recupero ai nostri che si lanciavano in contropiede dove MKG da vicino sfruttava l’assist del capitano.
A 8:55 l’elastico tornava ampio, cioè a 11 pt., quando Walker passava facilmente Vucevic e sorprendeva Fournier sull’aiuto andando a depositare il più classico degli appoggi senza resistenza.
A 8:41 il francese ospite realizzava solamente il secondo dei liberi concessi ma 21 secondi più tardi un’altra sua tripla diminuiva il gap tra team a sette punti (65-58).
A 7:46 la faccenda tornava a farsi di Walker che in gran controllo del proprio corpo esibiva una semplice ma efficacissima sospensione dalla media per il 67-58.
Batum e il suo step back separation su Simmons al centro dell’area viola procacciavano altri due punti che facevano oscillare ancora il vantaggio di Charlotte sul massimo raggiunto in precedenza ma Payton dal corner sinistro segnava da tre punti.
A 6:29 c’era da segnarsi la penetrazione di Batum che in una rara entrata segnava in fing and roll battezzando i Magic.
Gordon nel traffico era bravo a chiudere contrastato dalle parti del canestro, poi un curioso episodio… tecnico Vucevic per un fallo speso su Howard sul quale non era d’accordo e tecnico a Simmons ancora allo stesso minuto e secondo; sul primo Nic falliva, sul secondo, battuto da Walker, nessun problema.
Iniziava a entrare la panchina.
A 4:42 Frank rimpiazzava Marvin ma Charlotte reggeva ancora con MKG che si aggirava dalle parti del canestro e segnava a 3:54 trovato da un passaggio saltato del nostro numero 5.
Fournier con una strong drive e tiro acrobatico realizzava, passi di Batum in attacco e Payton trovato in corsa andava a spinger Zeller fuori dall’orbita difensiva utile…
Con la panchina in campo la squadra ospite rientrava nonostante Batum stoppasse bene il connazionale in transizione e andasse a battere due FT (1/2) per l’istintivo fallo del transalpino ospite.…
Kaminsky mancava due liberi a 1:40, quindi Orlando a 1:15 iniziava a riavvicinarsi con l’ennesima tripla di quarto, questa volta scagliata da DJ Augustin per il 75-70.
Gli Hornets con la panchina erano incapaci di segnare e Biyombo, un ex, schiacciava a una mano prima che sulla successiva azione difensiva Zeller spingesse d’anca all’ultimo DJ Augustin che in lunetta infilava i liberi del -1.
Si chiudeva il capitolo del terzo quarto ma il finale rimaneva aperto partendo da un 75-74.

Dwight Howard (12) and the Hornets looked to continue their recent dominance over Nikola Vucevic (9) and the Magic. (Streeter Lecka / Getty Images)

 
L’ultimo quarto iniziava con un passaggio schiacciato verticale sul lato sx effettuato da Kaminsky per il taglio in back door di Lamb che percorreva la linea di fondo e chiudeva in salto reverse proteggendosi con il ferro (11:49). DJ Augustin in attacco passava dietro un blocco per andare a concludere bene dalla media.
A 9:33 tuttavia Zeller fintando un pick and roll si girava all’interno penetrando da solo e chiudendo d’autorità in potente e rapida schiacciata a una mano.
Una rubata di Carter-Williams c con passaggio a centro area del play di riserva era ben sfruttata da Kaminsky che fintava il movimento iniziale liberandosi del difensore che per inerzia lasciava via libera alla schiacciata del Tank protetto alle spalle da Zeller che subiva una spintarella di Speights in rientro.
Il n°5 avversario però non si accontentava e andava a buttare giù Cody accendendo un principio di rissa.
Due FT a 9:15 per Charlotte e altrettanti punti anticipavano l’azione successiva con palla lasciata agli Hornets e Speights in campo.
Lamb dieci secondi più tardi si procurava due liberi nel pitturato viola.
Le realizzazioni spedivano gli Hornets sul +9 (85-76) prima che Speights schiacciasse sul ferro la dunk tra i fischi del pubblico e la panchina degli Hornets esaltasse il lavoro difensivo, pulito, di Zeller che dava il via a un possibile canestro di Kaminsky ma l’ex Clippers, frustrato spendeva un fallo andando a sedersi in panchina.
A 8:41 Frank splittava ma i Calabroni andavano sul vantaggio in doppia cifra che si ampliava ulteriormente quando Lamb entrava in area e ritardava il dolce tocco a una mano (mancava all’appello il fallo d’Afflalo per tocco sull’avambraccio del nostro numero tre) che faceva ricadere la palla a spicchi perfettamente nella retina. Il parziale era interrotto da Vucevic che rollando sfruttava sotto il canestro il vantaggio di cm e kg contro Kemba a 4:23.
Kemba in attacco falliva il jumper ma MKG era presente a rimbalzo e sulla seconda possibilità Howard mostrava progressi segnando con un due punti in sospensione da distanze medio/alte da due pt.. Payton, liberissimo sul corner sinistro (Hornets che rinunciavano a difendere sul tiratore), colpiva solamente il ferro ma Gordon a 3:16 subiva un fallo sotto canestro e riportava a 10 i punti di distacco. Era ancora Payton a guidare male l’attacco dei Magic andando in corsa a commettere un banale sfondamento centrale su Walker che a 2:42 si procurava altri due FT infilandoli per far toccare i 100 pt. a Charlotte.
Vucevic era uno degli ultimi ad arrendersi e aumentava di due unità il punteggio sul suo tabellino quando il cronometro diceva solamente 131 secondi alla fine…
A 1:47 bastava il minimo movimento a Howard per l’ankle breaker su Vucevic che finiva per le terre lasciando via libera alla potenza del nostro centro che chiudeva la running slam dunk a una mano per il 102-90.
Batum scheggiava il ferro da tre punti provando da sinistra, Gordon invece si faceva respingere dall’anello la conclusione da fuori, così, dopo la schiacciata in solitaria di Simmons, gli Hornets giocavano con il tempo finendo per segnare con il passaggio tagliato in diagonale di Kemba che vedeva Batum ricevere e infilare da sotto canestro il 104-94 finale a :40.5 dalla fine.
Pagelle
 
Walker: 7,5
29 pt., 2 rimbalzi, 7 assist, 3 rubate. 1 stoppata. Chiude con 7/16 al tiro, inficiato da un 1/8 da fuori. E’ l’unica nota stonata della serata, l’insistenza da fuori. Per il resto conquista FT con movenze feline, elastiche, incollato al parquet manda a male mezza difesa dei Magic se non tutta in alcune azioni. Imprendibile trascinatore contro i Magic.
 
Batum: 6,5
11 pt., 11 rimbalzi, 5 assist, 1 rubata, 1 stoppata. Il 3/8 al tiro è medio basso ma va in doppia doppia accennata con punti e rimbalzi. Presenza utile contro i Magic.
 
Kidd-Gilchrist: 7
11 pt., 8 rimbalzi, 2 rubate, 1 stoppata. 5/9 al tiro e 11 pt. in 25 minuti, nei quali mostra una buona difesa andando a dar fastidio e deviando palloni. Servirà il miglior MKG contro i Warriors.
 
M. Williams: 6
7 pt., 5 rimbalzi, 1 assist, 1 rubata. Finisce con un 2/4 al tiro, difesa sufficiente, accompagna l’attacco prendendosi pochi spazi.
 
Howard: 7
12 pt., 9 rimbalzi, 1 assist, 1 rubata. Tre canestri insoliti e quattro pregiati per Howard che mostra un repertorio notevole in fase offensiva. Dietro controlla tranquillamente il centro opposto.
 
Lamb: 6,5
12 pt., 2 rimbalzi, 1 assist, 1 rubata. Finisce con un 4/4 dalla lunetta, anche se il 4/10 dal campo non è tra le sue migliori performance. Comunque è un giocatore migliorato. Difende e attacca, anche se non gli va bene non perde la fiducia. Duella con Afflalo avvincentemente. Sblocca la bench nel secondo quarto.
 
Kaminsky: 6,5
14 pt., 9 rimbalzi, 1 assist, 1 rubata. Finisce con un 6/14 dal campo questa versione di un Kaminsky a doppia faccia. Bene nel primo tempo, un po’ in difficoltà nella ripresa. Tutto sommato in 23 minuti apporta punti e rimbalzi mostrando qualche bella giocata.
 
Zeller: 6
6 pt., 3 rimbalzi, 1 rubata, 2 stoppate. In 18 minuti l’apporto è discreto nonostante i due turnover e l’1/3 al tiro con un piazzato che cade sordo scheggiando il bordo esterno del primo ferro. + 3 di plus/minus.
 
Carter-Williams: 6
2 pt., 3 rimbalzi, 1 assist, 1 rubata. Finisce con un misero 1/5 dal campo e un paio di palloni persi. In difficoltà nella seconda parte, meglio nella prima, raggiunge la sufficienza per la pressione che mette sugli avversari. In 13 minuti spende un paio di falli.
 
Bacon: 5,5
Anonimo veneziano o Moro di Venezia? Mah… il colored non mi convince. Gioca 10 minuti prendendo un rimbalzo e sbagliando un tiro. Comprimario.
 
Coach Stephen Silas: 6,5
Novità in panchina perché Clifford non c’è per l’influenza. Promosso allora il figlio d’arte… Rispettato nell’intera NBA forse mette il pilota automatico don cd dettato da Clifford per far girare la macchina. Tutto fila liscio e quando la vettura sta per sbandare, dentro i titolari che recuperano la pericolosa china presa sul finire del terzo periodo.

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Informazioni su igor

La mia Hornetsmania comincia nel 1994, quando sui campi della NBA esisteva la squadra più strana e simpatica della Lega, capace di andare a vincere anche su campi ritenuti impossibili. Il simbolo, il piccolo “Muggsy” Bogues, il giocatore più minuscolo di sempre nella NBA (che è anche quello con più “cuore”), la potenza di Grandmama, alias Larry Johnson, le facce di Alonzo Mourning e l’armonia presente nella balistica di Dell Curry, sono gli ingredienti che determinano la mia immutabile scelta.

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