Game 25: Charlotte Hornets @ Indiana Pacers 94-110

 

AttenziHornets
 
Gli Hornets volavano a sud-ovest nella seconda tappa del road tour dicembrino.
Lo stop sul lago Erie era quasi scontato.
La nuova meta era “Indy”, città fondata sul lago White ma più famosa per l’Indianapolis Motor Speedway, il circuito ovale più famoso del mondo.
Se i Battistrada qui erano di casa, i Calabroni chiedevano strada prendendo la scia in parabolica.
Purtroppo sull’ultima curva (a inizio dell’ultimo periodo), il motore dei Pacers lasciava indietro gli imenotteri nell’impari sfida. George e Turner segnavano 22 punti a testa durante la serata, Teague 16, in più Stuckey (14 pt.) e CJ Miles (11) dalla panchina erano importanti (rispettivamente con penetrazioni e triple), così, con un 47,2% da tre punti la squadra dell’ex Sonic McMillan incartava e portava a casa la gara.
A niente è servito il 28/32 dalla lunetta di Charlotte contro il 7/10 dei Pacers.
Gli Hornets hanno finito con 13 turnover contro i soli 11 d’Indiana. Ora i Pacers si portano sul 12-11 in classifica, mentre Charlotte incassa la seconda L consecutiva andando su un record di 14-11.
La prossima sfida sarà a Washinton, da giocare con molta attenzione, vietato sbagliare per non piombare nel calderone delle pretendenti pericolanti ai Playoffs…
 
Clifford a Indianapolis si affidava al solito quintetto composto da: Walker, Batum, MKG, M. Williams e C. Zeller.
Coach McMillan, occhi gialli fissi sul parquet schierava inizialmente: Teague, Gl. Robinson III, George, Th. Young e My. Turner.

Marvin Williams alla Bankers Life Fieldhouse ha chiuso in doppia cifra ma Charlotte ha perso la seconda partita consecutiva.
(Photo by Andy Lyons/Getty Images)

 
Charlotte riusciva a vincere la palla a due con Zeller, Kemba preoccupava la difesa dei Pacers che riusciva tuttavia a chiudersi sul passaggio per Zeller come rollante, ma lasciava spazio nell’angolo destro a Marvin Williams per la prima tripla a segno di serata (11:42).
Non si doveva attendere molto per vedere la reazione dei locali che rispondevano con cinque punti di George (tre per il pareggio e due in fade-away a 10:43 per il vantaggio), tuttavia Zeller in tap-in riportava in equilibrio il match.
A 9:59 un teardrop di Marvin Williams portava in vantaggio i viola facendo saltare la pressione avversaria.
Il pareggio dei Pacers arrivava per mezzo di Teague dalla lunetta, dal gioco fermo si passava al vantaggio su azione per i ragazzi di coach McMillan; tripla di Turner sullo scarico e aumento del gap con una bomba da destra di Glen Robinson III, abile a sfruttare il lavoro di due passaggi provenienti dalla sinistra, transitati nella tonnara del pitturato.
Gli Hornets non partivano bene con Walker e Batum al tiro, Turner ne aggiungeva due costringendo Clifford a chiamare un time-out a 7:33 sul punteggio di 7-15.
Dopo una persa di Batum e un suo tiro lungo, Charlotte finalmente passava alla casa con lo stesso Nic, abile a uscire sulla diagonale destra per un prendi e tira dopo un incrocio tra Zeller e Walker con palla in mano che aveva posto l’attenzione principale dei Pacers su un possibile pick and roll tra i due.
Il 10-15 era tuttavia fugace, i Pacers mettevano altri 5 punti e doppiavano i Calabroni sul 10-20.
Belinelli faceva ripartire lo scoreboard lato Hornets con un mid-range jumper, il vantaggio si dimezzava grazie ancora a Marco che sfruttando lo schermo di Hibbert dribblava Stuckey, il quale si appoggiava banalmente su di lui, tiro comodo in jumper e gioco da tre punti passando dalla lunetta per il 15-20.
C’era anche Hibbert, il pubblico se ne accorgeva e lo fischiava, lui faceva partire un gancio dal mid-range che batteva l’ex Jefferson in un duello dalle parti invertite solo due stagioni fa.
A :47.8 un Ft jumper di Roy riportava a contatto i Calabroni (19-20), prima che Stuckey interrompesse il primo parziale di Charlotte da 9-0.
Sessions accorciava di uno splittando dalla lunetta ma a due secondi dalla fine la barca di Clifford affondava a causa di una tripla di P. George, il quale sfruttava una mancanza di comunicazione tra Belinelli e Batum per prendersi il 20-25 che chiudeva i primi 12 minuti.
 
Pronti a ripetersi altri 12 minuti nel secondo quarto, ma con protagonisti diversi…
Charlotte sfruttava l’assenza dei titolari gialloblù (tra i quali finalmente si annoverava anche George sedutosi in panchina), anche se un ½ di Stuckey e un tap-in di L. Allen sull’errore di Jefferson portavano la differenza punti a otto a favore dei locali. Un attacco in corsa di Sessions tracciava una diagonale verso destra, palla alzata al plexiglass oltre il difensore e -6 ottenuto con bravura.
A 10:21 Lamb in possesso di palla sfruttava lo schermo di Hibbert, finta all’interno e un paio di passi in entrata sull’esterno usando il vetro per battere l’aiuto di Jefferson.
Un buon lavoro di Hibbert e Sessions in raddoppio difensivo su Big Al consentivano al nostro play di riserva di andare in attacco per accorciare a mezzo tripla (dopo aver fatto le prove precedentemente) sul -1 (27-28).
A 8:43 Lamb usava ancora lo screen roll per attaccare i lenti centrali dei Pacers; due liberi guadagnati e realizzati, Charlotte tornava così i testa (altro parziale di 9-0) dopo un lungo inseguimento.
Non durava molto il vantaggio; Stuckey dal mid range metteva dentro, se poi Kaminsky iniziava il suo show in negativo c’era poca speranza…
Frank era stoppato, Stuckey con un’entrata strong aumentava la differenza tra i team a tre punti, Kemba perdeva palla oltre il fondo e gli Hornets subivano una prepotente megadunk di Turner che sarebbe anche potuto valere un tecnico (tenendo conto di quella fischiata per molto meno a Zeller qualche partita fa).
Ad ogni modo anche Miles approfittava di un Kaminsky attardato sui blocchi e infilando una tripla ampliava il divario a otto punti … Miles tuttavia subiva anche l’effetto opposto, quando non trovando più Kaminsky, in attacco prima doveva ceder palla sulla pressione di Williams nonostante si apprestasse al tiro, poi lo prendeva sul proseguimento dell’azione ma la pressione del nostro numero due salvava il canestro da un’altra possibile marcatura.
A 6:14 Hibbert segnava due liberi, dall’altra parte George rispondeva con due punti a metà quarto, diciascette secondi più tardi Marvin riusciva ad andar via sulla linea di fondo sinistra e a mettere dentro con un floater solo cotone.
Stuckey da tre e Teague portavano cinque punti nelle casse dei Pacers mentre gli Hornets in attacco andavano un po’ in difficoltà, sfruttando tuttavia il lavoro di MKG a rimbalzo offensivo ottenevano qualche possibilità in più.
Era il caso di un extra possesso che serviva a Kemba per prendersi due FT a 3:19 con i quali entrare in partita dopo un digiuno lunghissimo.
Walker centrava anche il primo tiro dal campo a 2:23, una tripla pesante che riavvicinava al -6 i ragazzi di Clifford.
Kemba tuttavia commetteva un fallo su Teague impegnato in un tiro simile fuori dall’arco.
Per fortuna l’ex Hawks mancava i primi due liberi prima di mettere il terzo tentativo, Charlotte nel finale accorciava con un’entrata di Kemba nel cuore della difesa di Indy.
Il canestro era accompagnato anche da un libero supplementare che a 32.8 riportava a -2 i Calabroni.
Non si sarebbe più segnato nel primo tempo, ma grazie all’entrata di Kemba avevamo ancora una partita.
 
Una gara che dopo l’intervallo era portata in parità da Williams che arrivava bene su un passaggio laterale di Teague per Turner, palla strappata al lungo e transizione che non riusciva a chiudere per il fallo sul rientro del treccinato avversario.
Il due su due e dalla linea della carità precedeva un elbow jumper con reverse dribble di George che si staccava così in corsa da un MKG pronto a francobollarlo.
Marvin e Batum erano stoppati in due azioni differenti, George a 10:38 si scatenava con una tripla in faccia a Kidd-Gilchrist che faceva rimpiombare Charlotte a -5 nonostante una difesa serrata. Tuttavia la strenua difesa opposta nel quarto consentiva di risalire nel punteggio; Robinson non segnava sull’uscita di MKG che pompava poi la palla in transizione e guadagnava due liberi. Messi insieme con altri due FT grazie a una palla recuperata (una collaborazione Zeller/Walker), in 13 secondi, tra i 9:47 e i 9:34 la nostra ala faceva risalire i Calabroni sino al -1.
Gli Hornets si portavano anche sopra con il giro palla, sulla top of the key da tre punti Marvin con una finta partiva con il vantaggio, penetrava frontalmente e scaricava per Zeller appostato sotto canestro a destra da dove appoggiava nel rettangolo centrale del vetro per il 51-50.
La partita s’infiammava e Zeller/Walker riproponevano la trappola difensiva che portava MKG a metter dentro altri due punti in transizione.
Le squadre ora sembravano non voler più sbagliare; Young infilava la tripla del pareggio a 8:31, Cody a 8:16 metteva dentro una pesante dunk a due mani, ma a 8:.00 arrivava il sorpasso di Indy con Teague che realizzava un’altra tripla, quella del 55-56.
A 6:21 Marvin rispondeva per le rime creando l’eco della tripla anche dall’altra parte del parquet, questa volta però grazie a una seconda opportunità venuta fuori da un MKG importante a rimbalzo.
A 6:11 Clifford iniziava a mostrare segni evidenti di scontentezza nei confronti della terna arbitrale e per reiterate proteste prendeva un tecnico che riavvicinava i Battistrada.
A 5:59 un Kemba move cercava di dare metri di vantaggio ai viola; entrata con separation cadendo all’indietro e appoggio al vetro oltre Turner per il 60-57.
Turner metteva due punti ma gli Hornets ottenevano il loro massimo vantaggio (+4) con Batum, che finalmente dopo una serata orribile al tiro, dal corner sinistro realizzava con spazio il tiro pesante grazie a una drive & kick di MKG.
Turner era un’arma tattica di serata per i Pacers; dalle sue mani partiva un’altra tripla che accomodava sul -1 i padroni di casa, i quali però si vedevano silurare nuovamente da Batum a 3:48.
La seconda tripla di fila portava i Calabroni sul 66-62.
Young in transizione e Turner con una schiacciata portavano il tabellone su un 6 in più del satanico numero, tuttavia Sessions spinto alle spalle faceva finire la messa nera realizzando il 68-66 dalla lunetta.
Da Myles Turner a C.J. Miles la differenza sostanziale per Charlotte non c’era, altra tripla e Indy sul +1.
I gialloblù trovavano anche la versione addormentata di Hibbert e segnavano con Jefferson dal post basso, con Brooks in entrata con Roy un po’ “timido”, tuttavia nel finale di terzo quarto Nicolas dava una bella mano realizzando la terza tripla nel giro di pochi minuti.
Sul 73-73 Charlotte puntava ad andare al riposo in parità ma da una palla che usciva allungata dal pitturato, Miles aveva l’occasione di segnare da sinistra il 73-76 che chiudeva il tempo.
 

Michael Kidd-Gilchrist non è andato bene al tiro, complice qualche stoppata presa, ma a rimbalzo è andato in doppia cifra.
(Photo by Ron Hoskins/NBAE via Getty Images)

L’ultimo quarto dimostrava che gli Hornets non erano in gran serata.
Si partiva subito male con Hibbert a subire un canestro dal mid-range di Jefferson.
Belinelli sbagliava un tiro, Hibbert sul tap-in non riusciva a metter dentro, Roy era anche sbeffeggiato da uno dei classici movimenti di Jefferson in attacco; giro sull’esterno rapido in post basso e appoggio per il 73-80…
Kaminsky non segnava, Lamb nemmeno, Stuckey si ma aveva il color di maglia sbagliato.
Sul 73-82 Clifford fermava le lancette e chiamando un time-out tentava di riordinare le idee offensive.
Non vi riusciva benissimo, dopo qualche schermaglia Brooks da tre realizzava dal corner destro nonostante l’uscita rapidissima di Kemba a dar fastidio.
A 7:33 Frank the Tank metteva dentro la tripla, Belinelli in difesa deviava un pallone al volo saltando, Zeller allungava la mano anticipando l’avversario diretto e Charlotte partiva a razzo in contropiede; triangolazione in corsa Walker/Lamb con quest’ultimo a metter dentro l’82-87.
Miles realizzava da due ma Belinelli a 6:03 in piena area metteva dentro lanciando la palla sul vetro frontalmente.
Un floater di Teague e un giro nel pitturato di Turner a 4:51 davano il +9 (84-93) ai rivali dell’Eastern.
A 4:30 Belinelli provava il tiro sfruttando un blocco lampo di Zeller, su di lui un tocco sul suo fianco destro e tre liberi realizzati.
Marco segnava anche una tripla (gioco a due prolungato con Marvin con ricollocamento oltre la diagonale destra del nostro swingman) e Charlotte tornava a -5 (90-95).
George segnava due punti e Indy ancora in transizione con il numero 21, dopo una forzatura di Marco.
La gara finiva lì.
Nel finale uno step back tre di Tuner, una tripla di Teague ampliavano il divario eccessivamente, in una serata comunque no per Charlotte.
 
Pagelle
 
Walker: 5
12 pt. (4/16), 2 rimbalzi, 5 assist, 2 rubate. Ci vuole un’eternità prima che realizzi due punti, a 3:19 del secondo quarto e dalla lunetta. Entra in partita tardi, perde tre palloni e si fa stoppare diverse volte, anche se mostra un paio d’entrate da All-Star game, rimane una delle prestazioni più scadenti dell’anno. Forse la botta rimediata a Cleveland ha lasciato qualche leggero strascico.
 
Batum: 6
13 pt. (4/13), 10 rimbalzi, 3 assist. Finisce con un 4/7 da 3, da due non mette nulla… Nel tabellino ha un punto in più di Kemba ma va in doppia doppia con 10 rimbalzi. E’ l’uomo partita per Charlotte secondo Fox ma onestamente non avrei dato a lui la palma del migliore, nonostante nel terzo periodo abbia messo dentro tre triple ravvicinate che ci hanno consentito di provare a giocarci l’ultimo quarto. 4 turnover e 4 falli, non sempre è pulito ma la sensazione è che certi arbitri l’abbiano preso un po’ di mira.
 
Kidd-Gilchrist: 6
6 pt. (1/9), 10 rimbalzi, 1 assist, 2 rubate, 1 stoppata. Altro tabellino che evidenzia deficit al tiro in serata ma che non dice sulla fase difensiva… Fa quello che può, per il resto George lo batte almeno tre volte senza colpe. Ottimo a rimbalzo, guadagna anche una rimessa dal fondo andando a disturbare e pompa un paio di transizioni.
 
M. Williams: 6,5
13 pt. (4/7) 2 rimbalzi, 2 assist, 2 rubate. Gioca 28 minuti, peccato per dei tiri non entrati in momenti abbastanza importanti (ammesso ve ne siano più di altri), Buona prova anche in difesa, dove gli avversari non si ritrovano più Kaminsky.
 
C. Zeller: 6
8 pt. (4/9) 7 rimbalzi, 1 assist, 2 stoppate. Difficile dare un voto a Cody stanotte, una prestazione nel mezzo. Sicuramente vive buone fasi in difesa ed è meglio di Roy oggi.
 
Belinelli: 6
14 pt. (4/9), 3 rimbalzi, 2 assist, 1 rubata. Discreta prova di Marco ance con un -22 di +/-, preso in un finale dove Indiana ha messo dentro triple a partita già vinta. Qualcosa da rivedere in difesa, commette tre falli ma forse non li spende nella maniera più adeguata. Difficile difendere su un team, come Charlotte, che usa screen roll in maniera adeguata. In attacco fa bene, nel finale con 6 punti consecutivi da un po’ di spinta al team ma va a forzare una tripla subito dopo che da il là al break finale dei Pacers. Non può essere solo lui a prendersi ¾ tiri di fila nei finali, non è Bryant, anche se sta facendo il suo bene.
 
Sessions: 6,5
8 pt. (2/4), 2 assist. Li ottiene in 12 minuti, attaccando al suo solito il ferro (3/4 dalla lunetta). Se a inizio stagione non ne azzeccava una, oggi è stato tra i migliori per il team di MJ.
 
Kaminsky: 4,5
6 pt. (1/8), 4 rimbalzi, 1 rubata. Gioca “solo” 19 minuti ma son già troppi. Il mio amico Erik (poi magari un giorno ne scriveremo), dice che Frank kha un problema d’invasione della mano d’appoggio. Scusate se tragicamente commento che nemmeno Lapo forse in questo periodo gli insegnerebbe a tirare, un 1/8 imbarazzante prima di mettere una tripla che è servita a poco. In un periodo così, visto che qualche movimento ce l’ha, dovrebbero sfruttarlo per qualche mismatch con dei piccoli che possano andare in difficoltà e commettere qualche fallo su di lui.
 
Lamb: 6
8 pt. (2/6), 5 rimbalzi. Uno 0/3 da oltre l’arco e un brutto turnover, per il resto in 13 minuti mette i suoi punti, anche se con medie periodiche non eccelse…
 
Hibbert: 5
6 pt. (2/3), 3 rimbalzi, 1 stoppata. In sedici minuti. Una palla persa. Entra bene in gara durante le prime rotazioni, sulla seconda è veramente un fantasma e gli avversari ne approfittano. La differenza tra lui e Turner è l’aggressività che porta l’uomo d’Indiana e la squadra a creare una statistica di 4-11 a favore dei Pacers nelle stoppate.
 
Coach Clifford: 5,5
Troppo nervosa, abbassa il minutaggio a Kaminsky ma è ancora troppo. Meglio Hawes di questi tempi. Per Frank un po’ di lavoro extra non sarebbe male. Cerca di far ragionare i suoi ragazzi che conquistano attraverso passaggi o individualità i vantaggi per andare in lunetta. Arriva però la seconda sconfitta consecutiva. Il tiro è un po’ mancato in serata e se un paio di lunghi fanno male, è dura…

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Informazioni su igor

La mia Hornetsmania comincia nel 1994, quando sui campi della NBA esisteva la squadra più strana e simpatica della Lega, capace di andare a vincere anche su campi ritenuti impossibili. Il simbolo, il piccolo "Muggsy" Bogues, il giocatore più minuscolo di sempre nella NBA (che è anche quello con più "cuore"), la potenza di Grandmama, alias Larry Johnson, le facce di Alonzo Mourning e l'armonia presente nella balistica di Dell Curry, sono gli ingredienti che determinano la mia immutabile scelta.

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