Game 26: Charlotte Hornets @ Houston Rockets 96-108

Lo sciamano contro lo sciame.
Il Toyota Center di Houston era invaso da un gruppo di Calabroni che cercavano d’espugnare il parquet della città texana.
A sua difesa Harden, un personaggio che, se non conosceste, per strada, con il suo look e qualche accorgimento nel vestiario, potrebbe esser benissimo uno sciamano con quella barba e quell’aria particolare, misteriosa e inaccessibile, quasi a nasconder la bocca con la quale proferire parole.
Un bastone arrotondato sul quale far prillar la palla…
Forse non avrebbe così tanto seguito quanto nel basket, di certo la ventottenne guardia degli Houston Rockets sta attraversando un momento d’oro.
Nel pieno delle sue forze e maturità, quest’anno sta viaggiando a 32 punti di media, quasi tre in più dello scorso anno (29,1 finale).
Prioritario per gli Hornets bloccare lui, ma anche tutti i tirator che sugli scarichi avrebbero potuto far male.
Gli Hornets reggevano bene sul confronto tra titolari, ma cedevano di schianto con la panchina che subiva troppe triple e lasciava produrre il divario ai dirimpettai che già a inizio secondo quarto si presentavano sul +15 fino a toccare il +26, ridotto a 14 all’intervallo.
Nel terzo quarto però i Rockets tornavano a spingere e guadagnavano altri 8 punti finendo sul 69-91, lasciando 12 inutili minuti sul cronometro.
Houston finiva con un 17/45 da tre da run and gun e 24 assist contro i soli 14 di Charlotte, un po’ tradita dale sue guardie sotto quest’aspetto.
Paul, ispiratissimo, ha chiuso con 31 pt. e 11 assist, Harden 21 e Gordon dalla panchina ne ha messi 17 risultando terzo top scorer del team.
Non era una partita alla portata e si sapeva, luci e ombre si mischiano nella notte. la preoccupazione per una panchina dall’atteggiamento rinunciatario ma la conferma di MKG e Howard, mentre Walker ha rifiatato un po’.
Servirà per le prossime sfide casalinghe.
Se vogliamo tornar a dir qualcosa le prossime tre sono W obbligate.

Howard prima dell’inizio del match. Il suo ritorno a Houston è stato positivo. Partita da dominatore che tuttavia non basterà a Charlotte.

I quintetti.

 
Partenza difficoltosa per le due squadre in attacco che subivano la freschezza dei rispettivi avversari che potevano mettere sul piatto intensità difensiva.
I primi a passare in vantaggio erano i locali che a 11:23 beneficiavano di due FT per un fallo di Howard effettuato all’ultimo istante prima dell’eventuale appoggio di Capela, il quale realizzava solamente il secondo libero sbloccando comunque il risultato.
Charlotte saltava a vanti a 10:01, quando Paul toccava palla a Howard e lo costringeva a un improvviso terzo tempo partendo da distanze improbabili per i comuni mortali.
Il triplista Howard però riusciva a coordinarsi e a schiacciare violentemente il 2-1.
La difesa di Charlotte faceva buona guardia e altre due entrate in terzo tempo (MKG e Walker) spingevano Charlotte sul 7-1 a 8:47, grazie anche all’addizionale su quella di Kemba.
Harden da tre e un brutto passaggio di Batum che lasciava così l’attacco ai Rockets, davano una mano a D’Antoni che vedeva Paul andare alla conclusione e sbagliare ma riprendere e segnare per il 7-6.
A 7:26 gli Hornets tornavano a segnare: Passaggio verticale di MKG, mancato anticipo di Capela in area, Howard schiacciava toccato alle spalle dal centro avversario e chiudeva dalla lunetta portando i Calabroni a quota 10.
Paul in entrata scaricava nel corner destro, dove Ariza infilava la tripla nonostante una buona difesa di Williams.
Uno step back di Harden nel pitturato portava per la seconda volta in vantaggio i Razzi a 6:34 ma gli Hornets a 6:21 ripassavano avanti con una buona entrata di Williams che anticipava l’errore clamoroso da sotto di Anderson e la tripla in transizione di Walker che ci mandava sul +4 (15-11).
Gli Hornets continuavano a difendere bene con lo starting five e ad avere occasioni in attacco:
Howard e MKG andavano in lunetta per due liberi a testa ma il primo mancava ambo le occasioni, compensato dal 2/2 del compagno a 5:16.
Un black-out difensivo spalancava le porte a Harden per la dunk in corsa ma Howard tornava a far male in attacco, spalle a canestro lavorava sul nuovo marcatore Nene prima di girarsi e chiudere con un gancetto vincente sopra il brasiliano (19-13).
Un libero di Harden per tre secondi difensivi, un tiro di Nene dalla baseline destra ai 24 e due punti di Gordon prodotti da una transizione riportavano in partita i locali (19-18).
Dalla partita alla parità passava poco perché, sebbene un banker di Howard (orribile, colpiva la parte alta del tabellone) finisse nelle solide mani di MKG che chiudeva in schiacciata per il 21-18, 19 secondi più tardi PJ Tucker a mezzo tripla agguantava i Calabroni.
La panchina in campo però iniziava a far danni e la partita nel giro di pochissimi minuti volgeva a favore dei locali. Harden portava in vantaggio i Rockets che era contrastato da un buon step back di Graham su Tucker.
Sul canestro degli Hornets però iniziava a cadere una pioggia meteoritica da tre punti:
Tucker dalla sinistra e Gordon spedivano rapidamente gli Hornets sotto di 6 punti, Kaminsky sbagliava dall’altra parte mentre Gordon ritentava ma Graham piazzava una provvidenziale stoppata, tuttavia lanciandosi verso canestro in attacco colpiva Paul con il gomito.
Occasione sfumata e Rockets che sull’ultimo giro di lancette colpivano da tre con Paul. MCW non giocava con la squadra e tentando l’entrata sbagliava lamentando un fallo che gli arbitri non ravvisavano.
Finiva in gloria per Paul che infilava tre FT dopo una minima finta dal corner destro e ciliegina sulla sua torta, la tripla sulla luce rossa che distanziava gli Hornets a 15 punti (23-38)…
 

HOUSTON, TX – DECEMBER 13: Dwight Howard #12 of the Charlotte Hornets shoots the ball against the Houston Rockets on December 13, 2017 at the Toyota Center in Houston, Texas. NOTE TO USER: User expressly acknowledges and agrees that, by downloading and or using this photograph, User is consenting to the terms and conditions of the Getty Images License Agreement. Mandatory Copyright Notice: Copyright 2017 NBAE (Photo by Bill Baptist/NBAE via Getty Images)

Una girandola pazzesca che non terminava perché prima dell’inizio del secondo quarto arrivava a posteriori anche il tecnico per la precedente lamentela di Carter-Williams e un ½ di Gordon ai liberi che a 11:49 portava il gap degli Hornets a 17 punti (23-40).
L’attacco degli Hornets della panchina era inesistente. Kaminsky mancava un layup piuttosto facile, anche se era toccato leggermente, Anderson ci spediva agli inferi sul -20 (23-43) infilando una saetta da tre punti oltre Lamb. Rientrava Walker insieme alla panchina ma i Razzi continuavano a esplodere nel canestro di Silas, Gordon a 9:44 metteva il 23-49.
Hornets che ritrovavano due pt. con Lamb dalla lunetta a 9:36 ma dall’altra parte Paul e Nene combinavano per trovare due FT (fallo di Lamb sul lungo dopo esser stato saltato da Paul e aver ruotato sotto sul brasiliano).
L’1/2 dava esattamente la sensazione del doppiaggio; 25-50…
Poco da dire.
I Rockets rallentavano un po’, anche se Paul con un passaggio con giro dietro la schiena dava a Capela una buona occasione, ma Howard spendeva un fallo e il centro avversario mancava i liberi rovinando tutto a CP3.
Capela stoppava Walker, poi in corsa andava a ricevere a 6:40 il passaggio in diagonale di Paul che vedeva un varco tra due difensori accorgendosi del rientro tardivo di Howard. Dunk e time-out sul 29-54.
MKG portava un po’ d’energia ma soprattutto quattro punti dopo la pausa, gli Hornets accorciavano sul -21, poi iniziavano a sfruttare Howard che di gancio sinistro e gancio destro trovava la retina mostrando buona coordinazione per lasciare a Capela in mano solo le mosche.
Williams stoppava Harden e lo sforzo prodotto dai titolari, con Houston a rifiatare ci faceva avvicinare nonostante qualche occasione sprecata come uno 0/2 di Walker ai FT e un Batum che passeggiava in campo.
Mbah a Moute schiacciava violentemente nel nostro canestro finendo per farsi male in ricaduta, poi nel finale Howard conquistava un paio di rimbalzi offensivi convertendo in quattro FT le possibilità mancate dai compagni.
Gli Hornets andavano a riposo sul 49-63, bravi ad aver accorciato di dodici punti, ma pur sempre distanti.

HOUSTON, TX – DECEMBER 13: Jeremy Lamb #3 of the Charlotte Hornets and PJ Tucker #4 of the Houston Rockets jump for the rebound on December 13, 2017 at the Toyota Center in Houston, Texas. NOTE TO USER: User expressly acknowledges and agrees that, by downloading and or using this photograph, User is consenting to the terms and conditions of the Getty Images License Agreement. Mandatory Copyright Notice: Copyright 2017 NBAE (Photo by Bill Baptist/NBAE via Getty Images)

Il terzo quarto però vedeva i Rockets uscire dagli spogliatoi più decisi e concentrati.
Harden batteva Williams iniziando così a riaccumulare punti che avrebbero fatto poi da cuscinetto per giocare un ultimo quarto in tutta tranquillità.
Gli Hornets pagavano anche le troppe triple fallite. Walker ne sbagliava un’altra portando il totale squadra a 1-13 contro le 11-26 dei Rockets fino a quel momento.
Howard a 7:33 schiacciava per il 55-72 tentando di non far staccare i Razzi che tuttavia decollavano con la tripla d’Ariza del 57-79.
Lamb in teardrop e Walker dal mid-range in ritmo (4:50) più un rimbalzo offensivo di Howard con 2/2 dalla lunetta (fallo di Tucker rientrato su di lui dopo una lotta/wrestling a rimbalzo) e altri due punti di Lamb a 3:30 servivano per tornare a -14, ma Harden da tre, seguito da Gordon, liberissimo da fuori, costringevano al time-out Silas a 1:52. Il quarto finiva con il tentativo di Kaminsky sulla sirena che non sortiva effetti.
I Rockets comandavano 69-91, dopo aver guadagnato 10 pt. nel quarto.
 
L’ultimo quarto vedeva gli Hornets aprire con il doppio scambio Batum/Kaminsky, la rollata di quest’ultimo era mezza chiusa da Nene, ma il nostro lungo si alzava per tirare quasi staticamente fuori dal cilindro (in tutti e due i sensi) una conclusione magnetica dal mid-range che bruciava la retina.
A 10:42 ancora Kaminsky che girando oltre Gordon sul bordo del pitturato destro metteva dentro a una mano battendo Gordon.
A 9:30 Kaminsky terminava il suo momento magico infilando ancora dal pitturato.
Paul però segnava cinque pt. di fila portando sul 76-100 il tabellone a 8:25, Batum all’interno del minuto che iniziava con sette replicava con altrettanti punti ma il tempo scorreva, così come il gioco di Houston (corri e spara) che tra un attacco di MKG non andato a segno (lamentava un fallo) e la fine della transizione, vedeva Harden poter scegliere se scaricare ad Anderson o chiudere la triangolazione mobile con una verticalizzazione per Ariza, scelta la seconda all’ex New Orleans Hornets non rimaneva che depositare nel cesto l’81-104 a 4:31.
Batum segnava altri quattro pt, Howard a 2:57 sovrastava due difensori sul rimbalzo d’attacco e schiacciava per l’89-106.
Harden faceva saltare i suoi fan con l’ultimo passaggio infilata, questa volta era Capela a non esser seguito da nessuno per trovare una comoda dunk appesa.
Charlotte faceva entrare la panchina che nei 2:23 finali faceva registrare un parziale di 7-0 (Monk due triple) per chiudere il match sul 96-108.
 
Pagelle
 
Walker: 5,5
13 pt., 5 rimbalzi, 3 assist 2 rubate. Un 5/15 dal campo non brillantissimo, sembra più che altro aver perso la mano da fuori. L’anno scorso tirava nettamente meglio da oltre l’arco. Notte non agitatissima, sbaglia anche una coppia di liberi inusualmente. Piccola flessione per un giocatore che sta tirando il carro.
 
Batum: 5
9 pt., 9 rimbalzi, 3 assist, 1 rubata. 4/10 dal campo, tutto nell’ultimo quarto. I suoi 9 punti arrivano tutti a giochi già fatti. A parte i tre palloni persi, vaga per il campo, impossibilitato alla pugna a causa del gomito. Non condivido la scelta dell’allenatore e/o societaria di farlo giocare. Nuoce a lui e a noi.
 
Kidd-Gilchrist: 7
18 pt., 11 rimbalzi, 2 assist, 1 rubata. 8/12 al tiro e una buona prestazione su Harden che finirà con 8/22 al tiro. MKG da OKC ha ritrovato se non l’ultra-atletismo, molte energie e le trasferisce alla squadra andando a rimbalzo e segnando punti. Sta trovando buona mano e questo è importante perché le critiche verso di lui inizialmente si erano rivolte perché non era bravo al tiro.Doppia doppia per lui.
 
M. Williams: 5,5
4 pt., 3 rimbalzi, 1 assist. +17 di plus/minus e 1/6 al tiro. La difesa è più che sufficiente, l’attacco è insufficiente. Come spiegare il plus/minus? Gioca con i titolari, anche se lui rimane a margine. Prova a sparare tre triple ma rimangono tutte sulla carta…
 
Howard: 7,5
26 pt., 18 rimbalzi, 1 assist, 3 stoppate. 9/20 al tiro. 8/11 dalla lunetta. Peccato per i quattro turnover, uno dei quali a inizio terzo quarto quando si fa sfuggire un’imbeccata verticale con la quale avrebbe potuto ottenere due pt o FT. E’ comunque una notte da dominatore, rimbalzi, schiacciate e gancetti, anche run hook perfetti. Capela e Nene non lo tengono fisicamente e lui ne approfitta. Deve girare anche lui per avere qualche possibilità di vittoria nelle partite è che questa notte ha girato quasi solamente lui. Al centro dell’attenzione e del progetto, coccolato dalla società, se ne infischia dei fischi che una parte del pubblico di Houston gli riserva e fa il suo molto bene.
 
Lamb: 5
9 pt., 1 rimbalzo. 2/7 al tiro. 5/6 ai liberi a prende un parziale di -32… Difesa non adeguata mentre in attacco combina qualcosina con un 5/6 a gioco ferma ma soffre l’ingresso dalla panchina. Per rendere al meglio dovrebbe partire come starter.
 
Kaminsky: 5
8 pt. (4/8). A parte un fallo, il suo tabellino è questo. Il -38 di plus/minus è gelo siberiano. Cade un po’ di neve dagli alberi a inizio ultimo quarto quando Frank s sveglia tardivamente. Un paio di triple mancate, ma almeno una avrebbe potuto/dovuto segnarla.
 
Monk: 5,5
6 pt.. 2/2 al tiro. Come per Batum arrivano tutti nei due minuti finali (totali 5) che gioca, prima era stato in campo poco ma anche lui aveva finito per vagabondare per il campo lasciando via libera ai Rockets.
 
Carter-Williams: 4,5
0 pt., 5 rimbalzi, 3 assist. Finisce con uno 0/2 al tiro in 13 minuti. A parte i rimbalzi difensivi entra in diverse occasioni nelle quali subiamo canestri. Un paio d’azioni a se non concluse in buon modo. Liberarsene il prima possibile, sta prendendo un trend negativo…
 
Graham: 5,5
2 pt., 3 rimbalzi, 1 assist, 1 stoppata in 14 minuti. ½ al tiro e un fallo offensivo su Paul. Suo l’unico canestro nel break che consegna la vittoria ai Rockets e una buona stoppata, ma poi gira a vuoto anche lui sulle triple dei Razzi e non solo.
 
O’Bryant: 5
0 pt., 1 rimbalzo. 0/2. Praticamente nullo in 4 minuti.
 
Bacon: s.v.
1 pt.. 0/1 al tiro e ½ ai liberi in due minuti.
 
Coach S. Silas: 5
Non mi piace l’idea di far giocare Batum e nemmeno le rotazioni con le quali espone a cavallo dei primi due quarti la squadra. Figuraccia della panchina che tradisce ma lui non corregge in corsa nemmeno dopo i pochi minuti che decretano la fine delle ostilità reali. Prima partita che sbaglia. Nel giorno più buio dell’anno, non è la più oscura sconfitta ma non ripresenti Batum anche la prossima…

 

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Informazioni su igor

La mia Hornetsmania comincia nel 1994, quando sui campi della NBA esisteva la squadra più strana e simpatica della Lega, capace di andare a vincere anche su campi ritenuti impossibili. Il simbolo, il piccolo "Muggsy" Bogues, il giocatore più minuscolo di sempre nella NBA (che è anche quello con più "cuore"), la potenza di Grandmama, alias Larry Johnson, le facce di Alonzo Mourning e l'armonia presente nella balistica di Dell Curry, sono gli ingredienti che determinano la mia immutabile scelta.

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