Game 26: Charlotte Hornets @ Oklahoma City Thunder 116-103

La tendenza alla sconfitta dei nuovi Charlotte Hornets si stava facendo sempre più preoccupante.
Una vera e propria magnetizzazione che nell’ultimo quarto (specialmente) trascinava via la possibile vittoria dalle mani di Charlotte.
Charlotte cercava tracce d’orgoglio per dimostrare di essere una squadra di basket.
Nell’ultimo mese gli Hornets si sono impegnati poco e niente se consideriamo che i ragazzi di Silas avrebbero dovuto aumentare l’intensità del campo magnetico inverso (coercitività che si traduce in difesa parlando di basket) per invertire la rotta.
L’isteresi dimostrata dalla difesa (risposta in ritardo alle sollecitazioni) su ogni situazione offensiva proposta dagli avversari non offriva la minima garanzia alla vigilia della trasferta in una città che legò anch’essa per un paio d’anni il suo nome ali Hornets (i tempi dell’uragano Katrina a New Orleans).
I Calabroni poi, fuori dal loro territorio, sono la peggior squadra della NBA attualmente.
L’attitudine mentale è da squadra smarrita, un labirinto dal quale la squadra non è più uscita e che sta facendo venire la labirintite ai propri tifosi, il cui livello d’entusiasmo sta scendendo a quello d’Isaia del Drive In degli anni ’80…
Se persino quelli di Bring Back the Buzz (coloro che hanno promosso, ottenuto e riportato in nickname a Charlotte dopo il rilascio di NOLA) hanno scritto un pezzo a proposito, vuol dire che nell’aria c’è molto più che insoddisfazione, in una terra che ha anche qualche “concorrente”, come il basket universitario e il football americano (i Panthers arrivarono a Charlotte grazie all’effetto portato proprio dagli Hornets).
Coach Clifford è a casa per problemi di salute, inoltre Zeller e un Batum con problemi al gomito, finivano per peggiorare la situazione al lazzaretto dei ragazzi di Jordan che ritrovavano comunque Lamb e Kaminsky.
Considerando tutti i fattori chiamati in causa, gli Hornets non avrebbero dovuto aver speranze a OKC, invece una buona difesa, unita a una gran serata al tiro (53,1% di FG e 52% da tre pt.) davano agli Hornets la seconda vittoria in trasferta dell’anno.
L’attacco si è mostrato equilibrato e migliore di quello dei big Three dei Thunder che hanno finito per mandare tutti i titolari in doppia cifra (Westbrook 30, George 20, Abrines 12, Anthony e Adams 11), ma hanno chiuso con un 41,2% dal campo, complice anche l’1/10 di Felton…
A nulla è valso il 24/25 dalla lunetta dei padroni di casa che hanno mostrato in serata lacune difensive impensabili alla vigilia.
 
La partenza degli Hornets era sorprendentemente energetica, anche se Westbrook su una seconda chance segnava in jumper dalla media, Walker rispondeva dalla destra superando in sospensione Anthony con un pallone preciso che s’infilava per il 2-2 a 10:56.
Anthony da tre punti a 10:32 portava sul 2-5 i Thunder ma gli Hornets reagivano con Howard che appoggiava di sinistra oltre la difesa di Adams, a proposito di difesa, MKG iniziava bene intercettando un pallone e partendo in contropiede, nonostante il tocco sulla sfera di Westbrook a pochi passi dal canestro, riusciva a riprender coordinazione e palla per depositare il primo vantaggio di serata.
Lamb a 9:18 era costretto alla tripla per scadere del possesso, la lunga tripla dalla diagonale destra s’infilava con precisione e anticipava una serie di liberi che vedevano prima un 2/2 di George e un 3/3 di Walker a 8:22 per innalzare il punteggio sul 14-7.
MKG in entrata scaricava fuori per Williams che dalla destra trovava lo spazio per segnare da tre punti.
La precisione degli Hornets consentiva ai ragazzi di Silas di volare sul +12 quando Howard segnava un banker da marcato a 7:15.
La rimonta dei Thunder iniziava con un jumper di Anthony dalla media, proseguiva con una tripla di George dal corner destro (agevolata da uno scivolone di Lamb) e una dunk di Adams in correzione sull’errore di Westbrook.
A 5:57 Walker riusciva a interrompere il temporale di punti piovuti sulla testa di Charlotte con una tripla, ma George e Abrines infilavano una tripla a testa riportando i Thunder a soli 2 pt. (22-20).
Il time-out di Silas a 4:10 serviva, perché MKG alzava un buon pallone per l’alley-oop di Howard prima che Graham su una seconda possibilità mettesse dentro da due passi, Walker mandasse in transizione Bacon a segnare un reverse layup e fornisse un passaggio per lo stesso che da tre punti segnava un catch n’shoot per il 31-24.
Kaminsky da destra aggiungeva due punti spezzando il polso in maniera perfetta e Walker forzando Felton alla persa innescava MKG fermato con il fallo.
La nostra ala splittando dalla lunetta segnava comunque il +10 attutito da Abrines con un 2/2 dalla lunetta (fallo speso da Kaminsky sul taglio della guardia locale).
Il primo quarto mostrava dunque una buona difesa e un buon attacco di Charlotte che portava a casa i primi 12 minuti con il punteggio di 34-26.

Michael Kidd-Gilchrist, quasi infallibile in serata, va a schicciare oltre Abrines. Foto di: 2017 NBAE (Photo by Layne Murdoch/NBAE via Getty Images)

 
La seconda frazione vedeva però impantanarsi gli Hornets in attacco.
La panchina in campo non offriva garanzie e un paio di triple di Kaminsky a vuoto oltre a quella di Monk che imitava Frank servivano a far saltare turni alla squadra di Silas che nel frattempo subiva 4 pt.
A sbloccare la situazione offensiva era Kaminsky che in entrata costringeva Felton a un blocking foul a 9:19 L’1/2 serviva per il 35-30, punteggio che i Calabroni ritoccavano con l’assist di MCW (dopo essersi fatto toccare il pallone sul tentativo di passaggio lo ritrovava fortunosamente) per l’appoggio volante di Monk a dx del ferro.
A 7:24 George in entrata dava un giro inverso alla palla, fallo di Graham e giocata da tre punti per il 37-35. Kaminsky salvava gli Hornets riuscendo a ritagliarsi uno spazio laterale per battere George a fil di sirena dei ventiquattro con un frontale che ci portava a trentanove.
A 5:38 però un’altra giocata da tre punti, questa volta di Westbrook (in continuazione) trasportava i locali sul -1 che diventava +1 quando gli arbitri propendevano per un fallo offensivo di Howard.
Bonus situation per Abrines a 5:16 che non falliva dalla lunetta.
MKG dalla destra segnava in sospensione trovando solo la retina ma dalla sinistra nessuno riusciva a fermare Westbrook che da pochi passi faceva rimbalzar palla velocemente sulle tavole di legno per l’inchiodata rapida di Adams a una mano.
Howard in aiuto stoppava Anthony in avvicinamento poi Lamb con un floater dal mid-range sinistro pareggiava a quota 43.
Abrines a tre minuti esatti dall’intervallo trovava l’open da fuori ma gli Hornets pareggiavano grazie ai liberi:
Walker segnava un tecnico fischiato contro Anthony mentre Howard splittando ci restituiva il -1.
Il pareggio arrivava a 2:04 con un 2/2 del nostro centro che sfruttava l’ingresso in campo di Collison per batterlo regolarmente come nel caso dell’appoggio successivo per il 50-50.
Collison entrava in collisione anche con MKG in running.
La sfera alzata finiva nel cesto, il libero no ma il cuscinetto di due punti di vantaggio era utile perché Westbrook in attack mode riusciva solamente a pareggiare per spedire le squadre negli spogliatoi sul 52 pari.

Marvin Williams (con uno sguardo un po’ alla Jimmy il fenomeno) shoots the ball. Foto di: 2017 NBAE (Photo by Layne Murdoch/NBAE via Getty Images)

 
I primi a segnare nella ripresa erano i Thunder con Anthony che dal mid range metteva dentro su un Williams che prestava troppo confidenzialmente il fianco.
Marvin però si rifaceva dal corner sinistro infilando un catch n’shoot prima che Goeorge riuscisse a portare in cima nuovamente Oklahoma City.
Howard continuava il saliscendi nel punteggio restituendoci un punticino di vantaggio, Kemba a 8:32 segnava da tre punti senza pressione addosso, Adams accorciava a una mano dal pitturato ma dalla baseline sinistra Marvin passava in diagonale all’indietro per l’accorrente MKG che trovava il corridoio per far esplodere una bimane in corsa. Time-out per Donovan e subito due punti in entrata per Westbrook.
A 7:01 Lamb era costretto ancora a prodursi in una tripla impossibile:
Il tiro scagliato con il prefisso oltre Abrines finiva dritto nella retina per il 65-60.
La reazione rabbiosa di OKC si concretizzava sul 66 pari quando una poderosa dunk di Westbrook a una mano era simile all’annuncio di un tuono.
I fulmini però questa volta lo scagliava Marvin Williams iniziando con uno step back da tre, con metri di spazio sulla sinistra.
Il bersaglio centrato era solo l’anticipazione della tripla scagliata dal nostro numero due dalla top of the key per il 74-66.
MKG continuava a far volare i Calabroni con un tiro dal pitturato che, aiutato dai ferri, finiva dentro per il 76-66.
Il parziale non s’interrompeva perché Abrines commetteva un pessimo fallo su Williams in ricaduta dal tentativo di tripla (lunga), tre FT per Marvin infilati con precisione e +13 grazie al medesimo parziale, interrotto da Westrbrook con due FT a 3:39.
Un giro palla sul perimetro vedeva servire Kaminsky che a sua volta con l’extra pass innescava la tripla di Graham dal corner sinistro.
La bomba era buona e in più un sempre più orrendo Abrines franava sul nostro numero 21 consentendogli una giocata da 4 pt. che portava i viola sull’83-68.
Kaminsky con un open da tre punti non faceva felice coach Donovan, il quale si arrabbiava non poco ma doveva sorbire anche il gancetto di MKG dall’area per l’88-68.
Partiva il Westbrook contro tutti (tranne forse gli arbitri) ma l’impegno della star originale di OKC riusciva solo a ridurre di 4 pt. il divario (90-74).
A 1:20 Kemba segnava dalla baseline destra un tiro in ritmo.
Il 92-74 teneva su un paio di conclusioni di Patterson a vuoto e si arrivava così agli ultimi preoccupanti 12 minuti con un vantaggio notevole.

Treveon Graham #21 of the Charlotte Hornets shoots the ball
Foto di: NBAE (Photo by Layne Murdoch/NBAE via Getty Images)

 
L’ultimo quarto vedeva Patterson al terzo tentativo far centro infilando da fuori, tripla replicata dal n°34 dei Thunder per il -14.
Lamb rispondeva a 10:18 dall’area con un jumper classico ma Huestis, ancora lui (il n° 34) correggeva un pretenzioso tiro di Felton.
Charlotte si trovava in difficoltà, Lamb ai 24 questa volta effettuava un brutto tiro, ma, dopo l’errore di Ferguson, gli Hornets si trovavano nella situazione di vedere Kemba sulla baseline destra triplicato; il passaggio del capitano a ribaltare sul lato debole per la tripla di Graham era da grande intelligenza cestistica e il nostro n° 21 non sprecava la fiducia riposta in lui da Walker.
La bomba affondava affossando sempre di più i Tuoni (99-82).
Una delle poche note negative era MCW che spingeva in attacco e in difesa facendoci rispettivamente, saltare un turno e regalando a Grant due FT.
Una violenta schiacciata ad abbassare le molle del ferro diceva che era la nostra serata; la palla schizzava lontana e dall’altra parte Graham arrestava il palleggio per abbassarsi e trovare un bound pass verticale per Marvin Williams, il quale si faceva trovare passando dietro la porta scorrevole della difesa dei Thunder per realizzare il 102-84.
La bolgia prodotta dal pubblico infiammava i giocatori locali che facevano un ultimo tentativo per rientrare.
Lo scarto da 18 punti diveniva di soli 11 quando prima George a 6:07 sfruttava una transizione per realizzare una giocata da tre punti e Westbrook su un altro contropiede affondava la schiacciata del 105-94.
Walker a 5:12 però salvava tutto segnando da tre punti contro Felton che forzava l’attacco andando ad abbattere Walker.
Fallo offensivo e imenotteri che sfruttando la verve di Walker in entrata (passaggio sotto) trovavano altri due pt. ravvicinati di MKG.
Un quieto Anthony appoggiava di sinistra in entrata il 110-96 Howard a 2:49 gelava ulteriormente la partita andando a segnare dopo aver preso n precedenza un altro rimbalzo offensivo (dopo l’errore di Lamb da tre, costretto ancora una volta al tiro).
116-103 era l’insperato risultato finale…
 
Pagelle
 
Walker: 8
19 pt., 3 rimbalzi, 9 assist. Perde 4 palloni, uno nel finale un po’ banale, tuttavia è in ritmo al tiro e non solo. Danza in campo e nel finale con la tripla e lo sfondamento subito, oltre all’assist facile facile per MKG è decisivo. Gran visione il passaggio per la tripla di Graham.
 
Lamb: 7
14 pt., 5 rimbalzi. Finisce con un 6/17 al tiro e per chi non avesse visto la partita potrebbe sembrare un FG non di primissimo piano, ma Jeremy infila due bombe impossibili e si trova in mano almeno altri 4 palloni con un nonnulla sul cronometro. La classica patata bollente che si deve sbrigare. Potrebbe far meglio nel finale ma la sua è una buona partita, anche difensivamente come quando sul finire del terzo quarto in rientro oscura in volo il viso di Patterson al tiro dando fastidio.
 
Kidd-Gilchrist: 7,5
17 pt., 4 rimbalzi, 4 assist, 4 rubate, 1 stoppata. Finisce con un 8/9 dal campo e questa è già una news sensazionale. In difesa a volte cede troppo facilmente alle incursioni di Westbrook al quale s’incolla, ma in altre circostanze costringe il bomber avversario a preferire lo scarico o lo forza al tiro facendolo sbagliare. Buona prova, come quelle del vero MKG.
 
M. Williams: 7,5
18 pt., 7 rimbalzi, 2 assist. 5/8 al tiro. Il contadino Marvin ha una voce un po’ gracchiante ma traccia il solco per la fuga degli Hornets con un paio di triple. Buona gara. Capisce l’importanza della difesa e va anche a prendersi 7 rimbalzi, 5 difensivi.
 
Howard: 7,5
23 pt., 7 rimbalzi, 1 assist, 2 stoppate. 9/13 dal campo. Inizia tiepido in attacco. Abusa di Collison e nel finale con un Adams ghiacciato, va a prendersi altri punti. Un solo turnover e 5/7 dalla lunetta.
 
Bacon: 6
2 pt., 1 rimbalzo. Un ½ dal campo in 7 minuti. La difesa è quell ache è, da rookie. Senza infamia e senza lode.
 
Graham: 7,5
12 pt., 2 rimbalzi, 1 assist. Gioca 20 minuti, subisce in un paio d’azioni ma profonde energia difensiva, mentre in attacco chiude con un 4/5 dal campo comprensivo di un 3/3 nelle bombe dove chiude anche un gioco da 4 punti. Ne scrivevo ieri su un gruppo ‘amici. L’avrei voluto in quintetto perché non è un fenomeno, ma incarna lo spirito giusto, quello battagliero mancato a Charlotte in troppe partite. MKG si è ripreso, se Batum dovesse rimaner fuori, credo che avremmo meno problemi del previsto.
 
Kaminsky: 7
8 pt., 5 rimbalzi, 3 assist, 2 rubate, 1 stoppata. Finisce con un 3/8 dal campo, inficiato da un paio di triple in serie prese e sbagliate dalla zona frontale. Fa un po’ di tutto e in difesa non fa nemmeno male stranamente. S’inventa un bel tiro muovendo lateralmente su George e da ossigeno agli Hornets con una tripla nel secondo tempo.
 
Carter-Williams: 5,5
1 pt., 6 rimbalzi, 2 assist, 2 rubate. Nota dolente. A parte lo 0/1 al tiro, ininfluente, marginale e relativo, in 14 minuti combina poco finendo anche per andare a sfondare in un momento decisivo. Non trova il ritmo delle giocate e quando entra Walker si vede la differenza. Fromboliere vanesio che tuttavia recupera qualche pallone.
 
Monk: 5,5
2 pt.. Gioca 6 minuti e come al solito al tiro non ne prende una se non fosse per l’assist di MCW che gli alza un pallone facile da spinger dentro sulla destra del ferro. Non sono mai stato un fan di Monk come PG (idea di Clifford) ma se deve prender confidenza, tanto vale lui al posto di Carter-Williams in involuzione.
 
O’Bryant: 5,5
0 pt., 1 rimbalzo. 0/1 al tiro in 4 minuti. Altro giocatore con il quale la panchina soffre.
 
Coach S. Silas: 7
Squadra messa giù bene, compatta, lascia meno open agli avversari che probabilmente sbagliano anche tattica, sorpresi da una Charlotte per nulla arrendevole. Buone rotazioni e un gioco di squadra più mobile e veloce.

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Informazioni su igor

La mia Hornetsmania comincia nel 1994, quando sui campi della NBA esisteva la squadra più strana e simpatica della Lega, capace di andare a vincere anche su campi ritenuti impossibili. Il simbolo, il piccolo "Muggsy" Bogues, il giocatore più minuscolo di sempre nella NBA (che è anche quello con più "cuore"), la potenza di Grandmama, alias Larry Johnson, le facce di Alonzo Mourning e l'armonia presente nella balistica di Dell Curry, sono gli ingredienti che determinano la mia immutabile scelta.

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