Game 26; Charlotte Hornets @ Philadelphia 76ers 109-91

La città dell’amore fraterno (l’etimologia della parola è derivata dal greco e ha questo significato) ospitava gli Charlotte Hornets in una gara da tragedia greca con gli Hornets, i quali prima di questa gara vedevano il mondo sensibile come un universo evanescente, ma erano anche un po’ a corto nel mondo delle idee.
Senza filosofeggiare troppo, gli Hornets si sono sbarazzati senza eccessivi fastidi dei 76ers, portandosi a casa una vittoria contro una squadra che non è sembrata in grado di tener testa a Jefferson e compagni.

Le squadre si presentavano in campo con i seguenti quintetti: Hornets; Walker, Henderson, Kidd-Gilchrist, Zeller, Jefferson, 76ers; Carter-Williams, Thompson, Covington, Mbah a Moute, Noel.

Duello tra Point Guard. Kemba Walker affronta Michael Carter-Williams.

Duello tra Point Guard. Kemba Walker affronta Michael Carter-Williams.

A inizio gara Covington segnava immediatamente la prima tripla di serata facendo venire subito i brividi ai tifosi Hornets.
Fortunatamente Gerlad Henderson dimostrava di essere entrato in campo concentrato e deciso, così con un turnaround e un tiro da un passo oltre l’angolo sinistro dell’area, portava per la prima volta avanti Charlotte.
Noel a 10:32 con un jumper scavalcava gli Hornets che tuttavia rispondevano con Kidd-Gilchrist che riusciva ad arrivare al ferro per i due punti ottenuti.
Jefferson serviva Walker in entrata con il giusto tempismo pe l’8-5 segnato della guardia degli Hornets.
Philadelphia però prima pareggiava con tre punti di Covington solo come la particella di acqua Lete nella bottiglia e poi con Williams a 8:15 scavalcavano i ragazzi di coach Clifford portandosi sull’8-10.
Tre punti di Charlotte con Walker (su assist di MKG) e un tiro dello stesso Kemba in sospensione da due punti lungo non servivano a comandare per troppo, il controsorpasso di Phila arrivava con Thompson (?) a 6:36 per il 13-14.
A 5:57 Henderson con un jumper frontale creato dal palleggio riproponeva i viola in avanti mentre poco dopo (5:24) Al Jefferson si rivedeva nei panni di uomo assist con un passaggio no look dal post basso per l’inserimento di Zeller.
Il lungo non segnava ma trovava il fallo e due liberi mandati a segno.
A 4:26 gli Hornets iniziavano a mettere le ali con Walker, la sua finta sull’interno era presa per buona dal difensore, cambio di direzione velocissimo di Kemba e penetrazione sull’esterno conclusa in maniera vincente per il 20-15.
Mentre Jefferson continuava a sbagliare conclusioni, Charlotte segnava con MKG in appoggio, poi saliva in cattedra Walker con un’apertura per Marvin Williams che realizzava dall’angolo destro il 26-19.
I Sixers si rifacevano sotto sino al 26-24 ma Marvin Williams pur cambiando mattonella, realizzava altre due triple che unita a quella di Neal a 44 secondi dalla fine, facevano volare i Calabroni sul 35-26.
Il primo quarto era chiuso in vantaggio da Charlotte per 37-26.

Nella seconda frazione gli Hornets aumentavano ulteriormente il vantaggio, Hairston si trasportava in salto sulla baseline come se avesse dei fili invisibili appesi al soffitto dell’Arena, poi Neal dal palleggio metteva il 42-28 prima che Charlotte fosse interrotta da un libero (su due) di Wroten.
Turnover per i Sixers che si facevano intercettare palla da Hairston, il quale scattava veloce verso la metà campo, ma era toccato da dietro. Fallo non considerato sportivo, 2 liberi a segno a 10:15 (44-29) e palla in mano per i Calabroni.
Neal con un giro e un gancio portava a +15 la squadra di Jordan (46-29), poi Noel a 9:37 interrompeva il dominio degli Hornets con due punti ma su un appoggio al vetro errato in attacco di Charlotte, Biyombo spazzava tutto con la schiacciata al volo di forza.
Un paio di canestri di Phila riportavano al -10 (50-40) la disastrata franchigia, Roberts con un 3 punti da 60° sinistra ricacciava immediatamente indietro i padroni di casa.
Lo stesso play di riserva imbeccava Zeller per un piazzato lungo dalla diagonale destra e Henderson si costruiva un tiro in sospensione dalla linea di fondo destra dopo essersi portato appresso l’avversario.
Il parziale che aveva portato sul 57-40 era fermato dai 3 punti di Wroten che denotava comunque una carenza difensiva sul perimetro da parte degli uomini Charlotte.
Henderson imitava Roberts da 3 pt. (dalla stessa posizione precedente da cui il play aveva scagliato la tripla) grazie a un passaggio da dentro l’area che lo raggiungeva e si tornava sul +15 (60-45).
Philadelphia aveva evidenti problemi di gestione palla, infatti, Carter-Williams lanciava un pallone nell’estratosfera, mentre Noel aveva raggiunto le pur alte quote della troposfera.
Palla persa, così come arrivava in attacco ancora un altro pallone regalato agli Hornets da McDaniels, il quale commetteva un evidente fallo spingendo il corpo immobile di Henderson in post basso.
A 1:36 arrivavano anche i primi due punti di Big Al, mentre nel finale l’altro uomo di punta di Charlotte (Kemba), in penetrazione danzava intorno al ferro e a Noel per finalizzare in reverse layup che chiudeva le ostilità del primo tempo sul 66-44.

La ripresa iniziava con un facile layup di Jefferson a 10:45, cui seguiva la quasi certezza della tripla di Covington, ottimo tiratore da 3 pt., anche se poco dopo arrivava il suo air-ball, era quasi l’unico dei suoi a poter tirare bene da quella distanza.
Due punti dell’ex Sims avrebbero potuto riaccorciare le distanze se gli arbitri sull’azione successiva non avessero decretato il goaltending di Noel (al limite della stoppata regolare, decisione dubbia).
Williams segnava per riguadagnare i due punti persi ma Kemba prendeva d’infilata la difesa dei 76ers.
A 7:29 arrivava il 74—53 Hornets grazie a MKG che puliva il vetro segnando due punti da sotto dopo un pallone solamente passato da una parte all’altra del canestro sul tentativo di tiro precedente di un compagno.
I 76ers commettevano il diciassettesimo turnover, anche se poi Mbah a Moute, un nome che incute timore in qualche dialetto italico, segnava da 3 punti per il 76-56.
Coach Clifford si affrettava a chiamare time-out dopo 4 punti consecutivi dei 76ers e un’inerzia che si stava modificando.
Kemba era in serata tuttavia, così a 3:51, liberissimo grazie ad uno scarico, metteva la tripla dell’83-72 from downtown.
Un traveling fischiato ai Sixers era da suicidio per i suoi tifosi. Pesante la ventesima palla persa.
Sampson provava a ricaricare i suoi tifosi lanciandosi su un rimbalzo. Il giocatore con le molle ai piedi non segnava sull’azione nonostante il bel gesto atletico, a causa di un involontario fallo di Neal (girato) ma segnava dalla lunetta, imitato da Wroten e Philadelphia riemergeva un po’ dagli abissi sino al -13.
85-72 era il punteggio con cui si chiudeva la frazione precedente al quarto decisivo.

Nell’ultimo quarto Neal però metteva le cose a posto a 10:09 con i 3 pt. per il 92-74 che mandavano un chiaro messaggio a Philadelphia.
Il messaggio telegrafato da oltre l’arco era: “Scordarsi la rimonta”. Sampson sull’azione successiva forzava concludendo con un bell’appoggio al vetro.
Big Al però trovava nell’area dei Sixers una “No Man’s Land”.
L’appoggio solo seguito da dietro del suo difensore era roba facile, leggermente più difficile il canestro che segnava a 8:01 con un lungo jumper saettato dalla diagonale sinistra per il 96-76.
Gli attacchi di Charlotte, ormai in garbage time, avevano fortune alterne; McDaniels metteva a referto una stoppata su Roberts, mentre Walker andava a segno nonostante il contatto con un difensore con un bel tiro dalla parabola alta a 5:17.
Walker a 41 secondi dalla fine infieriva su Phila con la tripla che gli consentiva di mettere il suo trentesimo punto di serata.
Il finale era 109-91.

Charlotte interrompe la striscia negativa di quattro sconfitte e sfata il tabù divisa viola da trasferta.
Philadelphia nel complesso è sembrata ben poca cosa, anche se hanno ¾ giocatori interessanti, ma le numerose palle perse li hanno privati di attacchi che sono pesati molto alla fine.
Gli Hornets tornano dalla città dell’amore fraterno con un anticipo di regalo di Natale e salgono a 7 vittorie.

Voti

Walker: 7
30 pt. (13/23), 5 assist, 4 rimbalzi, 1 rubata, 3 perse. Ottima serata per Kemba che sfrutta l’ingenuità e lo scollamento dei Sixers per mettere un trentello che aiuta Charlotte a raggiungere la settima vittoria.

Henderson: 6,5
11 pt. (5/11), 4 assist, 2 stoppate. Spostato di posizione, ruolo che comunque aveva già ricoperto in alcune fasi quest’anno, da il suo contributo sui due lati del campo, anche se come i suoi compagni sul perimetro, difensivamente parlando, potrebbe fare meglio.

Kidd-Gilchrist: 6
9 pt. (4/9), 8 rimbalzi. Qualche sprazzo di giocate all’altezza ma anche stoppate prese. Alla fine si attesta su cifre modeste. Non esagera se non con alcune entrate dove fa vedere troppo la palla all’avversario.

Zeller: 5,5
4 pt. (1/4) e 7 rimbalzi. In involuzione e in difficoltà tra falli e palloni che uno come lui a rimbalzo dovrebbe prendere.

Jefferson: 6,5
20 punti (9/23), 12 rimbalzi, 3 assist. Al contrario della scorsa partita inizia male e finisce bene.

M. Williams: 7
9 pt. (3/6), 6 rimbalzi, 1 stoppata, 2 assist. Bene oggi nelle due fasi. Le sue triple aprono il divario.

Biyombo: 6,5
4 pt. (2/2), 3 rimbalzi. Poco in campo, tuttavia fa bene.

P.J. Hairston: 6
7 pt. (1/7), 2 rimbalzi, due stoppate. Le sue triple ignoranti da ben oltre l’arco (0/5 da tre) sono da censurare, 5/5 dalla lunetta, più due rimbalzi e soprattutto due rubate rendono meno pesante il voto di un giovane che comunque è stato attivo nella notte.

Neal: 6,5
10 pt. (4/10), 6 assist, 2 rubate. Si trova bene contro avversari con cui non è difficile giocare contro, lo attendiamo con risultati se possibile migliori contro squade più esperte.

Roberts: 6
5 pt. (1/3), 2 assist. Inizia l’ultimo quarto guadagnandosi due liberi. A parte la stoppata subita, in 10 minuti è sufficiente.

Coach Clifford: 6,5
Facile partita. La squadra non tradisce. Time-out chiamato al tempo debito.

 

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Informazioni su igor

La mia Hornetsmania comincia nel 1994, quando sui campi della NBA esisteva la squadra più strana e simpatica della Lega, capace di andare a vincere anche su campi ritenuti impossibili. Il simbolo, il piccolo "Muggsy" Bogues, il giocatore più minuscolo di sempre nella NBA (che è anche quello con più "cuore"), la potenza di Grandmama, alias Larry Johnson, le facce di Alonzo Mourning e l'armonia presente nella balistica di Dell Curry, sono gli ingredienti che determinano la mia immutabile scelta.

2 pensieri su “Game 26; Charlotte Hornets @ Philadelphia 76ers 109-91

  1. Sarebbe stato un incubo perdere con Phila…..buona prestazione di Kemba…oggi pero’ la vittoria era doverosa….speriamo appunto in prestazioni positive per impegno e per gioco ma soprattutto difensivamente contro squadre piu’ quotate e smaliziate….Phila non e’ il nostro banco di prova ma ci e’ servita almeno per spezzare il trend negativo di sconfitte e infondere fiducia alla squadra:) GO HORNETS!!!

    • Concordo, ma… mai dare nulla per scontato, un paio di squadre sono cadute con Phila e un altro paio hanno rischiato seriamente di cadere, non venedo da un buon periodo, affermarsi così, come dici tu Matt, da un po’ di morale in più.

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