Game 26: Charlotte Hornets @ Washington Wizards 106-109

 
SmottamentHornets
 
Gli Hornets, usciti malconci dalle prime due trasferte, volavano a levante, abbeverandosi dal fiume Potomac prima di superarlo e far visita alla capitale degli Stati Uniti.
Sul campo più abbordabile che questo road tour, composto di cinque trasferte ci regalava, arrivava però un’altra sconfitta. Beffarda per il modo in cui è maturata ma non immeritata. La partita è stata giocata alla pari direi, a fasi alterne che hanno visto prevalere le due squadre, ma l’arrivare punto a punto evidentemente quest’anno penalizza gli Hornets che non sanno chiudere le partite o vincerle negli ultimi minuti visti i tre precedenti overtime persi.
La beffa è arrivata sulla sirena, con gli Hornets sotto di tre, dopo un tiro impossibile di Batum e un pallone rimbalzato corto nel pitturato, Walker riusciva a portar fuori il pallone dalla mischia a terra e a riprovare da tre punti, ma la sfera si negava alla retina rimbalzando via dal contatto con il ferro.
Gli Hornets così incassavano la terza sconfitta consecutiva su tre tentativi esterni.
A parte le prestazioni degli uomini di guardia di Brooks (Wall e Beal, rispettivamente 25 e 20 punti), gli Hornets hanno concesso troppi punti dai turnover (18 contro i 14 di Washington e 7-15 le rubate), dalle rubate e dai fast break gli Hornets hanno finito per perder la partita passando dal +10 sino al -12.
Anche a rimbalzo Charlotte non è andata bene (33-41) a nulla è valso il 51,4% dal campo.
Franando ancora una volta, i ragazzi di Clifford, dimostravano di avere diversi problemi… ora dovranno dimostrare di avere carattere e giocare con il sangue agli occhi le prossime due trasferte sui campi di Boston e Atlanta se vorranno rimanere tra le otto partecipanti ai playoffs.
 
Il quintetto degli Hornets schierato da Clifford al Verizon Center era sempre il medesimo; Walker, Batum, Kidd-Gilchrist, M. Williams e C. Zeller, mentre i Maghi si opponevano con; Wall, Beal, O. Porter, Kelly Oubre Jr. e M. Gortat.

La batteria di titolari Hornets composta da Michael Kidd-Gilchrist; Kemba Walker e Marvin Williams.
I tre insieme nella notte, hanno combinato 32 punti.
(Photo by Rob Carr/Getty Images)

 
Il primo possesso era a vantaggio di Washington, Beal tuttavia sbagliava il primo tiro preso da tre da posizione frontale, sul rimbalzo Zeller subiva fallo da Gortat ma l’attacco degli Hornets andava a vuoto con Kemba costretto alla forzatura, era Porter da sotto quindi a rompere il muro dello 0-0.
Il pareggio arrivava per merito di Walker, il sorpasso invece era firmato da una schiacciata in corsa di Zeller, bravo a sfruttare il passaggio schiacciato smarcante di Batum.
Wall in fing and roll perveniva al pareggio mentre Beal a 8:48 dalla lunetta portava in vantaggio per la prima volta i capitolini. L’asse Batum/Zeller nel primo quarto funzionava benissimo; era Nic in transizione a fornire a Cody il passaggio per l’appoggio in transizione (8:17) per il pareggio a quota sei.
A 7:39 Batum con un lungo due punti riportava sopra i viola ma Gortat da vicino riportava il match in perfetta parità. Un drive and kick di Walker per il jumper di MKG dalla sinistra ridava il vantaggio agli uomini di Clifford ma un tiro dalla baseline destra di Gortat portava il punteggio in doppia cifra per entrambe le squadre mentre Porter faceva tornare al comando i locali di due. Batum guadagnava due liberi a 5:48 e pareggiava a gioco fermo, mentre Zeller stoppava all’ultimo Gortat, ma sul proseguimento della stessa azione Porter segnava in sospensione dalla destra. A 5:15 l’asse Batum/Zeller funzionava a meraviglia; assist dalla linea di fondo destra di Nic per l’arrivo frontale di Cody che metteva dentro un rim shot.
MKG dietro compiva una delle sue buone difese e dava la possibilità di attaccare ai viola per il nuovo vantaggio, ottenuto realmente da Williams in penetrazione chiusa da un floater sopra Gortat.
A 4:23 MKG in coast to coast portava a 4 le lunghezze di vantaggio per la squadra del North Carolina, la quale subiva però un canestro di Wall che riportava la partita punto a punto.
Batum cercava di sganciare i Maghi sfruttando un blocco alto di Zeller e a 3:45 metteva dentro da tre per il 21-16.
Sessions, appena entrato (insieme a Beli e Kaminsky) rubava subito palla, in attacco sulla sinistra palla a Batum che si girava e batteva da fermo con la sospensione la marcatura di Beal. Il +7 durava poco perché Oubre completamente dimenticato sotto canestro accorciava senza problemi ma una collaborazione italo-francese (passaggio verticale di Batum per il movimento sulla linea di fondo di Belinelli che chiudeva il reverse passando sotto canestro da destra a sinistra) restituiva i magnifici sette di vantaggio agli Hornets.
I Wizards reagivano e mettevano dentro tre canestri di fila, l’ultimo con Oubre a 1:01 (dunk per malinteso tra Kaminsky e Batum in attacco) per il nuovo -1 (27-26).
Sessions riusciva a far ripartire il punteggio degli Hornets con una tripla dalla diagonale sinistra che dava il 30-26 a :27.5 dalla sirena.
Smith sullo scarico dalla baseline destra tirava ben oltre il ferro sull’ultimo possesso lasciando inalterato il punteggio.
I Calabroni dopo i primi 12 minuti conducevano quindi 30-26.
 
Il secondo quarto iniziava con quattro errori, due da ambo le parti (di Frank i nostri), spezzava la serie negativa al tiro Belinelli, il quale vistosi passare avanti Hibbert, sfruttava il momento del blocco accidentale per ricavarne la pazza idea del tiro da tre punti da ben oltre la linea; alla fine Marco aveva ragione e portava Charlotte sul 33-26 a 10:36.
Dopo un errore da tre punti dell’ex compagno e avversario ai tempi di New Orleans, Thornton, la guardia ora ai Wizards metteva dentro ripetendosi da vicino poco dopo (liberandosi di marco con un movimento sotto canestro), Belinelli vedeva anche il pallone rimbalzar via dal ferro ma non tagliava fuori Smith che partiva da destra dietro di lui, recuperava e riequilibrava la partita sui 33 a testa.
Clifford vistosi rimontare facilmente chiamava un time-out che evidentemente al rientro serviva se Lamb si metteva in proprio e sfruttando un blocco segnava un FT jumper.
Belinelli con una finta mandava al bar il difensore in chiusura ma perdendo il ritmo colpiva il ferro, se ne avvantaggiava Hibbert che conquistava il rimbalzo e sul contatto guadagnava due FT.
Il 2/2 riportava la squadra di Clifford sul +4 a 7:18.
Roy tentava di congelare il vantaggio inchiodando il tentativo di schiacciata di Smith alla tabella, ma l’altro ex New Orleans Hornets riprendeva e metteva dentro per il 37-35.
A 6:48 finalmente Kaminsky metteva dentro una tripla, seguita però da quattro punti di Burke, bravo a riportare a contatto (40-39) i Maghi.
A 5:31 Kaminsky trovava la seconda tripla, dalle sue mani il passaggio per Kemba che si sfilava sulla destra e restituiva a Kaminsky in posizione più centrale, tiro in ritmo e 43-39.
I Wizards non demordevano comunque trovando il nuovo pareggio con una dunk del loro centro polacco.
Kaminsky salvava su un passaggio ficcante dentro, Porter toccava oltre la linea di fondo per ultimo ma Washington passava comunque avanti quando un attacco in transizione di Wall a 4:21 costava il fallo speso dagli uomini di Clifford.
Il due su due del play avversario ci mandava sotto di due, tuttavia la classe di Kemba in attacco serviva per puntare Gortat e appoggiare sulla sinistra del vetro.
MKG metteva dentro il secondo jumper personale scongiurando il nuovo vantaggio dei bianco-stellati ma Oubre sfruttava una rimessa dal fondo per schiacciare, complice la mancanza di comunicazione tra i giocatori di Charlotte presenti sul parquet. Hornets che tornavano in attacco, nell’angolo sinistro Batum si vedeva raddoppiato, ma superava il muro con un passaggio orizzontale per MKG che aveva vita facile per l’appoggio dalla stessa baseline.
Gortat vinceva un duello di forza con Williams andando verso canestro.
Ai 24 secondi d’attacco degli Hornets però Batum riusciva a segnare da tre punti e si ripeteva in uno contro uno da due punti con un tiro girando mezz’anca dalla media distanza.
Beal tentava un top shot forzato da MKG, la palla girava vorticosamente all’interno del ferro ma usciva mentre la luce rossa si accendeva lasciando inalterato il punteggio sul 54-49 a favore degli Hornets.
 
Nella ripresa sarebbe dovuto entrare in gioco il fattore “terzo quarto” degli Hornets, ma in realtà a parte il fatto che stia scemando questa consuetudine, erano i Wizards a giocare un ottimo periodo, iniziando con Gortat (16 pt.) dal pitturato in girata su Zeller, passando per Porter e il suo tiro dalla media che riavvicinavano i Maghi e anche se MKG riusciva a battere Beal dalla linea di fondo destra si vedeva rispondere dallo stesso con una tripla che riportava il bilancio punti in parità (56-56).
A 9:46 Charlotte iniziava un mini-parziale con un floater di Marvin dal rimbalzo amico sul ferro, Kemba usando lo schermo di Zeller centrava il canestro da oltre l’arco, Batum riceveva dallo stesso Walker e piazzato fuori dall’arco sulla sinistra realizzava il 64-56 che costringeva al time-out Scott Brooks.
Gli Hornets sembravano andare in controllo della gara quando anche Cody appoggiando al vetro (altro assist letale di Batum) metteva dentro e portava sul +10 la squadra di MJ, ma i Wizards reagivano e con Oubre Jr. da tre (scontro sospetto su Kemba in precedenza) nel giro di poco si ritrovavano sul -4 (67-63) e addirittura sul -2 quando Wall rubava a Kemba e metteva dentro in transizione.
A 5:44, Beal, dopo un primo tempo cheto, era senza vergogna e compiva il sorpasso con la tripla, rincarava la dose Wall che in contropiede serviva Oubre jr. per una delle sue schiacciate di serata.
Beal metteva dentro anche il 69-73, Walker era stoppato d Porter mentre tentava di tirare da tre punti, dall’altra parte Wall invece guadagnava de liberi per fallo di Zeller.
Il due su due ampliava un divario che Beal verso fine quarto portava incredibilmente a 11 punti…
Belinelli a 1:05 rischiava di perder palla ma riusciva a ritirarla su e a mettere una tripla dalla diagonale sinistra per il 77-85.
Oubre invece sfruttava un blocco e arrivava agilmente a canestro entrando a contatto con il corpaccione di Hibbert che lo toccava sul reverse, ottenendo un canestro più fallo.
Il libero non entrava ma i Wizards chiudevano il quarto sul +10 (77-87).

Marco Belinelli ha chiuso con 16 punti con 4/6 dalla distanza.
NBAE (Photo by Ned Dishman/NBAE via Getty Images)

 
Gli Hornets a inizio ultimo quarto dovevano scuotersi ma Burke mandava il gap alla dozzina di punti, Belinelli non ci stava e accorciava a un più appropriato -9 a 11:26 con una tripla “effervescente”.
Il gap rimaneva tuttavia immutato mentre i minuti passavano, per un altro piccolo passo di riavvicinamento ci voleva ancora Belinelli che con l’uomo in faccia riusciva a uscire dal blocco e a metter dentro ugualmente una bomba entusiasmante che valeva come 85-91.
A 7:32 gli Hornets si riavvicinavano sino al possesso lungo, facendolo a suon di triple; Kemba smistava per Kaminsky che trovava la concentrazione per metter dentro il 90-93.
Hibbert in difesa stoppava Wall che scendeva con la palla in mano, palla a due vinta da Hibbert con qualche problemino, in attacco si raffreddava Marco che sbagliava due volte, finiva per segnare Washington, anche se in attacco Hibbert nel pitturato non andando in uno contro uno girando la palla sul lato destro dava la possibilità a Kemba di realizzare la tripla del 93-95.
Beal metteva dentro un tiro anche contro Batum, Walker mancava la tripla e Wall andando in penetrazione contro Belinelli sbagliava, ma con Marco scivolato fuori dal campo riprendeva e metteva dentro il 93-99.
Marco e John avevano qualcosa da dirsi, evidentemente non piaceva agli arbitri l’atteggiamento del secondo, così Batum si presentava in lunetta per il tecnico contro il play avversario.
Nic metteva dentro il 94-99 e poi dall’angolo destro segnava anche da fuori o quasi… ma la punta della scarpa destra pestava sfortunatamente la linea e il tiro veniva assegnato da due punti. Gortat metteva dentro la dunk a una mano tenendo fede al soprannome di “Polish hammer”, Zeller in attacco portava un blocco ma veniva travolto da Oubre Jr. (15 pt. finali) a palla lontana.
Il nostro centro andava in lunetta e metteva dentro le due occasioni, Cody si recava altre due volte in lunetta, ma splittando ambo i singoli stop (2/4) lasciava indietro i suoi di due punti; 100-102 a 1:55 dalla fine.
Oubre mancava un facile appoggio, anche se la difesa degli Hornets in diverse circostanze dava fastidio attorno al canestro, Marvin dal corner destro non riusciva a metter dentro la tripla del sorpasso così Wall in sospensione lunga riportava a distanza di sicurezza i ragazzi di Brooks.
Un tentativo in fade-away di MKG dal pitturato aveva il successo che avrebbe un messicano che si presentasse a elemosinare a casa Trump, quindi un’isolation di Wall con blocchi per la corsia di sinistra portava in tangenziale il play che velocissimo la imboccava sbattendo sul posto di blocco Zeller che tuttavia non riusciva a fermarlo.
Il 100-106 dava poche speranze nell’ultimo minuto ma un pick and roll tra Kemba e Cody apparecchiava la strada al centro per la dunk solitaria a :26.9 dalla fine.
Due FT di Beal appena due secondi più tardi decretavano la quasi sconfitta di Charlotte che invece segnava con Walker in appoggio al plexiglass destro e recuperando un pallone nell’angolo destro, insperatamente si trovava sotto di due, grazie al passaggio di Batum per Zeller che si liberava del difensore e metteva dentro il 106-108.
Kemba era costretto a far fallo immediato su Wall nella metà campo difensiva pronto a scappare… Wall si presentava in lunetta ma sbagliando il primo dava un’ultima possibilità a Charlotte.
Il secondo entrava, gli Hornets si ripresentavano in campo per la rimessa offensiva, il lavoro sui blocchi non dava gli esiti sperati, Batum si prendeva un tiro con l’uomo davanti oltre la linea dei tre punti (diagonale sinistra), il pallone toccava il ferro anteriore e rimbalzava corto nel pitturato, Zeller lottando anche in tuffo lo teneva vivo, dallo spiaggiamento generale, Walker, rimasto in piedi, portava via il pallone e arretrando per tentare la tripla dell’aggancio si vedeva beffato dall’unione tra ferro e palla che decidevano complottisticamente di bocciare la prestazione di Charlotte che usciva anche senza il pugno di mosche dalla capitale statunitense.
 
Pagelle
 
Walker: 6
17 pt. (7/15), 6 rimbalzi, 9 assist. Perde tre palloni, un paio purtroppo costosi. Non vince il duello con Wall dove in difesa soffre un po’, ma in una serata ancora una volta negativa, smista più di un terzo degli assist della squadra. Sfortunato sulla tripla finale.
 
Batum: 7
20 pt. (7/14), 5 rimbalzi, 8 assist, 2 rubate, 1 stoppata. Anche lui perde tre palloni e insieme a Kemba fa girare la squadra con i suoi 8 assist, molti per Zeller. Applicazione difensiva sufficiente, in attacco trova scelte di tiro migliori e i risultati si vedono, sulla tripla finale forse avrebbe potuto aspettare e dare n pallone su qualche movimento ma oggettivamente era difficile da marcato con poco sul cronometro.
 
Kidd-Gilchrist: 6,5
11 pt. (5/7), 3 rimbalzi, 1 rubata, 1 stoppata. Anche lui perde un paio di palloni, in difesa è super aggressive e annulla Beal o chi gli capita da quelle parti. Pochi i rimbalzi, bene i punti anche per la stessa aggressività trasportata in fase offensiva.
 
M. Williams: 5,5
4 pt. (2/6), 4 rimbalzi, 1 assist. Se tiene abbastanza dietro, compreso un mismatch nel finale con Wall è anche vero che a rimbalzi difensivo dovrebbe fare di più, specialmente in situazioni di mischia e tap-in possibili. Uno della sua esperienza si dimostra anche poco freddo in serata sbagliando tre triple, una importante nel finale.
 
C. Zeller: 6
18 pt. (6/7), 2 rimbalzi, 1 assist, 2 stoppate. Cody è il ricettatore dei passaggi di Batum, va in doppia cifra grazie a lui. Nel finale dalla lunetta sbaglia un paio di liberi fondamentali, poi si rifà nel finale segnando due punti e lottando su un pallone vagante. Dalle parti del ferro però non è una garanzia come centro titolare, i rimbalzi mi portano a dargli una sufficienza… Subiamo troppo nel pitturato certe situazioni, anche se da fastidio spesso. Tre i palloni persi.
 
Belinelli: 6
16 pt. (6/10), 1 rimbalzo, 1 assist. Due i palloni persi. Non si capisce come facci aa segnare certi tiri… S’infiamma e mette dentro tiri assurdi, poi, però si raffredda e gli Hornets ne soffrono. In attacco fa il suo, è in difesa che stasera non regge il confronto. Battibecco con Wall, la prossima volta un fallo ben speso sull’attaccante per farsi rispettare, sempre meglio che fasi spostare.
 
Kaminsky: 6
10 pt. (3/9), 4 rimbalzi, 1 assist, 1 rubata, 1 stoppata. Perde tre palloni, inizia male ma poi infila 9 punti da tripla. In ripresa dopo le ultime pessime gare, speriamo possa migliorare ancora.
 
Sessions: 5,5
4 pt. (1/3), 1 rimbalzo, 1 assist, 2 rubate. In 12 minuti di gioco perde un Pallone e ha un -2 di plus/minus. Di solito è più incisivo (parlando delle ultime gare) ma stasera gioca pochino.
 
Hibbert: 6,5
4 pt. (0/0), 6 rimbalzi, 2 assist, 1 rubata, 3 stoppate. Nessun turnover, lento sale due volte per il tiro e viene fermato con il fallo. Da lì guadagna due liberi. Per il resto i compagni passano al largo e non lo coinvolgono più di tano in attacco. In difesa nonostante gradirei un giocatore un po’ più vivo e aggressivo è utile e bravo in serata.
 
Lamb: 5,5
2 pt. (1/3), 1 rimbalzo, 1 assist. Un canestro su tre tentativi, poco altro in 11 minuti. Difesa così così ma gioca nel periodo più proficuo di Charlotte e finisce con un +5 di +/-.
 
Coach Clifford: 5,5
Terza sconfitta consecutiva su un campo modello “fossa delle Marianne”. Frank si riprende un po’ ma Hawes non gioca più. Marco viene rimesso nel finale per la disperazione. Prima aveva inserito nuovamente MKG in quintetto, idea non necessariamente malvagia cercando di dare un equilibrio tra attacco e difesa. Personalmente avrei tentato con un quintetto più piccolo escludendo Marvin. Tradito dai troppi turnover cerca di porvi rimedio ma la malattia è contagiosa e Charlotte paga caro il non mantenimento del possesso palla.

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Informazioni su igor

La mia Hornetsmania comincia nel 1994, quando sui campi della NBA esisteva la squadra più strana e simpatica della Lega, capace di andare a vincere anche su campi ritenuti impossibili. Il simbolo, il piccolo "Muggsy" Bogues, il giocatore più minuscolo di sempre nella NBA (che è anche quello con più "cuore"), la potenza di Grandmama, alias Larry Johnson, le facce di Alonzo Mourning e l'armonia presente nella balistica di Dell Curry, sono gli ingredienti che determinano la mia immutabile scelta.

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