Game 28: Charlotte Hornets @ Atlanta Hawks 107-99

 
 
MarcHornets
 
La controversia tra Tesla e Marconi sull’invenzione della radio questa notte è stata risolta; a vincerla l’italiano corregionale del più famoso Guglielmo.
Marco Belinelli splendido finalizzatore di progetti come Guglielmo Marconi.
In un finale dove gli Hornets hanno rischiato ancora una volta di gettare alle ortiche tutto il buon lavoro svolto per due quarti e mezzo (sarà servita la lezione di Boston?), le invenzioni da tre punti di Belinelli hanno salvato il risultato e hanno consentito a coach Clifford di mantenere la testa della Southeast Division (in caso di vittoria degli Hawks sarebbe arrivato il sorpasso proprio ad opera di Atlanta), rompendo finalmente la maledizione delle sconfitte in trasferta.
Marco ha telegrafato 9 punti fondamentali utilizzando in certi frangenti solo le onde radio.
Charlotte è arrivata determinata all’appuntamento accompagnata dal ritrovato Walker che ha guidato la squadra senza eccedere. Un gioco corale che ha finito per avere la meglio sul credo altrettanto simile di coach Budenholzer.
Due squadre in back to back che arrivavano da due momenti opposti.
Statistiche spesso vicine o in parità, vedi i turnover (12-12) o gli assist (26-26), Atlanta ha prevalso a rimbalzo con un 47-43 aiutato dai 23 di Howard ma è andata leggermente peggio al tiro dal campo (46,5% contro il 48,9% di Charlotte), mentre le palle rubate degli Hornets sono state il doppio (8-4). Nel tabellino punti di Atlanta Hardaway Jr. ha finito con l’essere il top scorer; 21 punti per lui, Millsap l’ha seguito con con 20 e Bazemore con 17 è salito sul podio, mentre Howard si è fermato a 10.
 

Il ricordo di Sager prima della partita con lo spettacolare fondale a lui dedicato. Qui Craig era a casa nonostante fosse nato a Batavia (Illinois), uno dei figli lavora per i Falcons ad Atlanta.

Gli Hornets si presentavano in Georgia con; Walker, Batum, Kidd-Gilchrist, M. Williams e C. Zeller.
Gli Hawks dopo la brillante e quasi inaspettata vittoria a Toronto proponevano; Schroder, T. Hardaway Jr., Sefolosha, Millsap e Howard.

Marvin Williams in ripresa tra i titolari. Il tiro che chiude la gara stanotte è suo.
NBAE (Photo by Scott Cunningham/NBAE via Getty Images)

 
La partita iniziava male per gli Hornets che andavano sotto di cinque (11:16 tripla di Sefolosha dalla destra sullo scarico di Schroder e appoggio di Hardaway Jr. in penetrazione), Charlotte reagiva e con un parziale di 8-0 (Williams realizzava una tripla a 10:00 esatti dalla sirena, Walker dalla punta dell’arco da tre connetteva palla e retina, inoltre Zeller dallo spigolo destro del pitturato dopo un’esitazione metteva dentro il piazzato) si portava sopra di tre.
Gli Hawks rispondevano con un 10-0 bestiale iniziato da un pullup di Schroder, proseguito da una tripla di Hardaway Jr. dal corner sinistro per il sorpasso e chiuso da Millsap dal mid range della baseline destra tirava fuori una specie di parabola perfetta che scavalcava Zeller e filtrava nella retina perfettamente per l’8-15 con Clifford costretto a chiamare time-out.
Kemba non ne traeva benficio al rientro; un suo elbow jumper non colpiva nemmeno il ferro andando corto, gli Hornets comunque segnavano con Zeller che in area si svitava e in allungo galleggiava quel tanto che bastava per trovare il varco giusto per depositare oltre il difensore il 10-15.
Sempre Zeller era lanciato in contropiede ma questa volta Bazemore cancellava senz’appello il tentativo e andava anche a colpire da tre punti a 4:31 per l’allungo dei locali sul +8.
Entrava Kaminsky e questa volta aveva impatto positivo; prima in area fingeva il tiro all’interno, girava sul piede perno e metteva dentro appoggiando al vetro destro, poi si trasformava in uomo assist e dava a Batum appena appostato fuori la linea del pitturato sinistro.
Il francese sfruttava con un tiro corto la kick and drive e accorciava sul -4 costringendo Atlanta al time-out quando il cronometro segnava 3:14.
Il tempo calcolato con gli strumenti degli uomini tornava a correre, non così Muscala che sfruttava un passaggio sotto l’ombra verticale del ferro e difendendosi con esso dalla possibile stoppata di Zeller appoggiava con la mano sinistra sullo stesso lato del plexiglass.
Batum non si perdeva d’animo e penetrava quasi sino al ferro, passaggio corto in orizzontale sulla vicina corsa parallela di Zeller che alzava da vicino un pallone che ricadeva nella retina per il 16-20.
Belinelli contrastava Korver uscito in corsa a prendersi la palla per la tripla che non andava, Delaney comunque aumentava il gap andando da media distanza contro Hibbert (16-22), tuttavia Belinelli usando uno schermo alo passava a sinistra e si sistemava dalle parti del semicerchio non pitturato per affondare due punti.
Kaminsky passava ancora palla a Batum che rifiniva al vetro il 20-22, nel finale Sessions si metteva in proprio e in penetrazione a :05.5 guadagnava due liberi con i quali riportava in parità la situazione.
Atlanta sulla sirena non segnava e il primo quarto andava in archivio sul 22-22.
 
Il secondo quarto iniziava alla grande per gli Hornets che con la panchina distanziavano i padroni di casa; Sessions a 11:36 dalla diagonale destra segnava in sospensione, Kaminsky in gancetto dal pitturato portava a +4 Charlotte prima che venissero assegnati due liberi ad Howard, il quale splittava a 10:53 così Belinelli ne approfittava per gli Hornets degnando da due punti e issando i viola sul +5.
Howard rispondeva in alley-oop, i Calabroni invece cercavano di segnare con la filosofia opposta, era il piccolo Sessions a ricamare sul parquet giri che lo portassero a prendersi spazio, alla fine riusciva tagliarsi uno scampolo d’aria per il tiro a una mano che finiva nella retina.
A 9:20 Hibbert schiacciava corto appena sfiorato da Howard, due FT per l’ex losangelino che splittava e portava sul 31-25 la partita, la quale sorrideva ancora agli Hornets.
In difesa Kaminsky interrompeva la trama per un possibile alley-oop di Howard, Belinelli in attacco s’inventava in corsa un circus shot con la mano sinistra per eludere l’intervento del centrone avversario. Atlanta tirava male in questo frangente.
Se Hibbert fermava con il fallo Hardaway che dalla lunetta faceva cilecca ambo le volte, i Falchi usavano Howard per catturare il rimbalzo offensivo ma non segnavano perché Schroder era stoppato da Lamb e Millsap sul proseguimento dell’azione tirava fuori un terribile air-ball.
Tornava in attacco Charlotte e Belinelli segnava il sesto punto di serata passando a ricciolo con palla in palleggio dietro un blocco, arresto e tiro dalla media e Hornets in paradiso sul 35-25.
Zeller in difesa andava duro su Hardaway che dalla lunetta falliva una delle due occasioni, Schröder con uno spin e deposito con la mano sinistra accorciava ma la soluzione da tre di Kemba si dimostrava solida e i teal & purple a 6:20 dalla sirena passavano sul 40-28.
Dopo due punti di Bazemore in tap-in per far cifra tonda, Lamb andava con una drive in diagonale a tagliare da destra verso sinistra francobollato da Millsap che era battuto da un plastico reverse layup del nostro numero 3.
I tre punti di Hardaway Jr. non davano la felicità ai georgiani che vedevano avvicinarsi al ferro un tiro da tre di MKG, la palla non entrava ma Lamb recuperava l’offensivo e con un mini arcobaleno da sotto spingeva i ragazzi di Clifford sul +11 (44-33).
Un floater di Hardaway dava continuità al tabellino del figlio d’arte ma Marvin si teletrasportava in area ricevendo al momento giusto un passaggio che lo aiutava con un paio di finte d’inerzia con il tronco, facile da due passi senza resistenza aumentare il divario.
Provavano a reagire i falchi che con l’asse Bazemore/Howard organizzavano e portavano a termine la missione alley-oop ma a 1:48 Kemba non andava tanto per il sottile realizzando ancora da te e rigettando il tentativo di recupero dei locali che si ritrovavano sotto di 9 (49-40).
Sefolosha in attacco sfondava su Walker, il passaggio per il canestro di Howard non contava mentre era valido l’arresto e tiro di Kidd-Gilchrist dallo spigolo sinistro dell’area per il 51-40. Bazemore in atletico appoggio in corsa arrivava a depositare al ferro il 51-42, l’ultimo sussulto del primo tempo era però ancora dei ragazzi provenienti dalla North Carolina che segnavano da tre sulla sinistra con Marvin Williams grazie al rimbalzo offensivo preso da MKG.
Grazie a questa soluzione dalla distanza Charlotte chiudeva sul +11 il primo tempo (53-42).

Marco Belinelli ha acceso la luce alla Philips Arena. Con 19 punti ha dato una manona a Charlotte a interrompere la striscia negativa.
2016 NBAE (Photo by Scott Cunningham/NBAE via Getty Images)

 
Gli Hawks erano 1-11 quando si trattava di rincorrere dall’intervallo quest’anno e l’inizio secondo tempo sembrava confermare da subito la non incoraggiante statistica; MKG lavorando dal post basso metteva dentro, poi la difesa degli Hornets produceva una transizione e Batum schiacciava un passaggio avanzato sulla corsa di Zeller il quale trovava il tappeto rosso e decollava per una schiacciata a due mani in corsa che costringeva coach Budenholzer al time-out immediato con i Calabroni già violati sul +15 (57-42).
Charlotte nei primi minuti teneva, una tripla di Marvin Williams a 9:16 dava il 62-46, Sefolosha però colpiva dall’angolo sinistro, MKG tentava di resistere alla rimonta stoppando Hardaway sulla linea di fondo sinistra ma il nostro numero 14 scivolava e toccava la linea di fondo con palla in mano…
I Falchi si riavvicinavano tornando sul -9 con una tripla di Hardaway Jr., Millsap lasciato colpevolmente solo tagliava lo svantaggio con un’altra bomba e il gap scemava a 6 pt. (63-57).
Il time-out di Clifford a 6:41 era provvidenziale ma MKG tentava un jumper, non la soluzione ideale, dall’altra parte Zeller difendeva bene il ferro ma Howard raccoglieva il rimbalzo e schiacciava per il 63-59.
Walker passava dietro un blocco alto di Zeller e dalla diagonale sinistra aiutava Charlotte alla strenua resistenza al comando (66-59).
Schroeder segnava due punti ma Kemba con un passaggio a una mano dietro la schiena mandava a bersaglio Marvin Williams dalla stessa posizione che aveva appena utilizzato in precedenza esso stesso.
Il 69-61 non dava ancora sufficienti garanzie, infatti, Millsap accelerando frontalmente arrivava a contatto con la difesa di Kaminsky battuta con l’appoggio al vetro per il 69-65.
Walker decideva di mettersi in proprio andando in dribbling, traiettorie imprendibili e reverse su Muscala dopo essere passato nel traffico della tangenziale nell’ora di punta.
Batum a 2:56 si trovava in posizione e versione ricevitore e in corsa prendeva il minimo vantaggio per andare all’appoggio che consentiva agli Hornets di andare sul 73-65.
Una finta di tiro di Batum seguita da un passaggio diagonale verso il centro dava a Zeller la possibilità di alzare un tiro tagliato che accarezzava la retina interna per il +10 (75-65).
Millsap nel finale usava l’arma tecnica del Millennio, la tripla del lungo e portava il risultato sul 77-72 ma Kaminsky centrava una tripla fondamentale in vista del futuro possesso degli Hawks; finta sul posto con l’uomo davanti e tutti in piedi per la tripla che a :09.9 non andava per nulla fuori ritmo.
Il quarto terminava con Millsap abile a sfruttare i secondi rimasti per accorciare di due e chiudere sull’80-74 i primi 36 minuti di gioco.
 
L’ultimo quarto era fucina inarrestabile d’emozioni; Korver su Lamb metteva il primo FG della sua partita, anche se valeva solamente due per lui, specialista da tre.
Marco a sinistra in ritmo rispondeva mettendo dentro ancora l’ennesimo due punti della sua magnifica prestazione.
Un reverse layup di Bazemore dopo aver preso la linea di fondo teneva preoccupati gli imenotteri che drizzavano le antenne con Hibbert, bravo a contenere Howard che prepotentemente cercava di metter dentro da pochi passi.
Kaminsky continuava a dare il suo apporto, ricezione nel pitturato, mezzo giro sull’interno, difensore sparito e jam dell’84-78.
Korver l’onnivoro si adattava a segnare da due, anche Lamb che passava davanti allo schermo di Hibbert e rilasciava uno dei suoi classici tiri che finiva in fondo alla retina mentre arrivava Howard a spingerlo.
Il gioco da tre punti tuttavia non si chiudeva perché il ferro diceva no a Jeremy. Hardaway riaccorciava al -4 e l’elastico si chiudeva con Korver che tornava a mangiare il suo pasto prediletto.
Da una penetrazione dalla linea di fondo destra arrivava il pallone per la sua tripla dal corner sinistro per il -1.
A 7:41 Hardaway in transizione subiva fallo da Walker che non otteneva però l’effetto sperato.
Hardaway Jr. in lunetta era preciso e compiva il sorpasso (86-87).
A 7:27 però usciva dall’uovo Belinelli che accettava la sfida di Korver, prima tripla “volante” e sorpasso ottenuto.
A 6:50 Marco era mitico, da ben oltre la linea dei tre punti si spostava lateralmente rispetto al blocco e saettava una seconda tripla che fulminava i Falchi appesi a un filo.
Il 92-87 veniva contrastato da Millsap e Bazemore con due punti a testa.
Kemba tirava fuori l’assist schiacciato per la solita incursione di Zeller, il tutto avveniva in un fazzoletto ma l’azione si sviluppava con il lampo di Zeller e la schiacciata in corsa a una mano.
Gli Hawks si affidavano ancora una volta alle loro lunghe ali; Bazemore e Millsap invertivano l’ordine ma il risultato non cambiava; due canestri che a 3:51 riportavano sopra Atlanta di uno (94-95).
A 3:10 era clamoroso Marco che realizzava la terza tripla di fila e dava ancora la spinta agli Hornets per il finale, dietro Marvin Williams faceva buona guardia su Milsap mentre in attacco riusciva anche a segnare con un floater dal pitturato.
Zeller spendeva il suo quinto fallo su Schroeder che clamorosamente nonostante la mano falliva entrambi i liberi ma si rifaceva più tardi con l’entrata del 99-97.
Cody non segnava, Schröder vi andava nettamente più vicino ma la palla lo beffava, Kemba aiutato da Batum strappava un rimbalzo importantissimo, dall’altra parte guidava l’azione e sulla top of the key Millsap decideva di andare a raddoppiarlo pensando di avere successo, invece l’istinto da insetto del nostro play era rapido e letale; assist in mezzo ai due giocatori in divisa bianca, palla sulla diagonale destra per Marvin che aggiustava i piedi e salutava i falchi definitivamente.
La tripla del 102-97 era snodo cruciale per vincere il match poiché sul cronometro rimanevano soltanto :27.8.
Budenholzer s’infervorava per un possibile fallo di Zeller che tentava di recuperar palla sul Millsap allungandosi ma in arretramento sul wild shot dell’ala grande finiva per terra.
Per gli arbitri non c’era niente se non il fallo successivo di Bazemore per fermare il cronometro.
Dalla lunetta Charlotte chiudeva i conti vincendo 107-99 sul campo della diretta rivale nella Southeast.
 
Pagelle
 
Walker: 7,5
18 pt. (5/14) 6 rimbalzi, 10 assist. Alcune importanti triple durante la gara. Non sempre gli entra tutto ma senza forzare fa girare di più la squadra avvicinandosi allo stile del playmaker puro, arriva in doppia doppia con scioltezza. A parte una bellissima drive in dribbling, nel finale rimbalzo fondamentale e assist per Williams risolvi partita.
 
Batum: 6
7 pt. (3/13), 3 rimbalzi, 4 assist, 4 rubate. Gioca 32 minuti e i turnover sono zero. Questa è già una notizia in una serata dove Charlotte torna a gestire meglio la palla. La non notizia è al tiro, ancora percentuali basse, al momento è il suo tallone d’Achille o da killer come diceva qualche aspirante ai provini del Grande Fratello. Ecco… limitare certi tiri ignoranti gioverebbe perché a livello di assist e rubate c’è e anche dietro in alcune situazioni spinose da una manina.
 
Kidd-Gilchrist: 6
4 pt. (2/7), 2 rimbalzi, 1 assist, 1 stoppata. A parte una preziosa e netta stoppata MKG gioca solo 20 minuti lasciando spazio a Marco nel finale dove serve qualcuno che la metta dentro. Lui saltella felice comunque quando Marco segna, ha spirito di squadra e di sacrificio, mi piace questo ragazzo anche se le stat sono quasi azzerate. In serata ci prova ma dovrebbe limitare gli attacchi a un range molto ravvicinato. Perde un pallone nel tentativo d’entrare. In difesa per la mia opinione fa bene ma chiude con un -7 frutto della mancanza d’attacco.
 
M. Williams: 7,5
19 pt. (7/10), 6 rimbalzi, 2 assist, 1 rubata. Solo una persa, normale che Millsap e soci gli avrebbero dato fastidio ma lui se la cava egregiamente tornando il miglior Marvin dello scorso anno. Buon tiro, discreta difesa e anche ciliegina sulla torta stanotte, colpo K.O.
 
C. Zeller: 7,5
16 pt. (8/14), 11 rimbalzi, 1 assist, 1 rubata. A parte due perse e cinque falli spesi comunque abbastanza correttamente, nel finale evita un paio di canestri, anche se in attacco va peggiorando le sue statistiche. Belle le sue incursioni chiuse in schiacciata. Prende meno della metà dei rimbalzi di Howard ma lo limita e segna sei punti in più. Si prende un tecnico con Howard (non punito dal flagrant ma con un altro tecnico) che lo scalcia mentre Cody nella battaglia era caduto a terra.
 
Kaminsky: 7
9 pt. (4/7), 2 rimbalzi, 4 assist, 1 rubata. Da tre si riscatta con la tripla a fine terzo quarto, gioca più intelligentemente andandosi a prendere anche tiri da due riuscendo a mettere in difficoltà i pari ruolo. Bella partita anche a livello assist finalmente posso assegnargli un voto nettamente positivo.
 
Belinelli: 9
19 pt. (8/11), 3 rimbalzi, 1 assist. Un solo turnover che conduce al contropiede da due punti degli Hawks. Per il resto sbaglia pochissimo e i suoi nove punti nel finale (3/4 da fuori), tutti da tre ottenuti in maniera non semplice, aiutano enormemente i Calabroni a uscire dal tunnell delle sconfitte. Il +15 di plus/minus non è bugiardo. Anche la difesa non è così malvagia e si vede quando contrasta al meglio un paio di tiri.
 
Sessions: 6,5
6 pt. (2/4), 3 rimbalzi, 3 assist, 1 rubata. In 14 minuti è molto. Gioca con confidenza a cercare spazi e penetrazioni ma sa quando è il momento giusto di ceder la palla. Come Marvin, brutto inizio stagione ma oggi è in risalita.
 
Hibbert: 6
1 pt. (0/1), 2 rimbalzi, 1 stoppata. Gioca nove minuti ma è quasi una comparsata. Un tiro preso non troppo convinto da appena oltre la linea dei liberi, che diventa un open sbagliato. Un ½ dalla linea della carità, un paio di buone difese e rimbalzi. In attacco è inutile.
 
Lamb: 6,5
8 pt. (4/7), 5 rimbalzi, 1 stoppata. Come molti altri una palla persa ma entra nel meccanismo difensivo di serata di Clifford. Si applica di più conquistando anche con il suo atletismo qualche rimbalzo. In attacco trova buona mano.
 
Coach Clifford: 7
Il tempo è semplicemente come vivi la tua vita ha detto Craig Sager. Il mio tempo lo sto spendendo anche per questa passione chiamata Hornets, Clifford ultimamente mi aveva regalato parecchie delusioni (è faticoso seguire…) ma stasera mette giù una formazione da battaglia che dimostra ancora lacune e limiti a questo punto direi psicologici e qualche fragilità tecnica. Alla fine mi regala una gioia con brivido. Buono anche l’attacco con un giro palla più efficace e spaziature spesso giuste, compreso l’uso dei blocchi di Lamb, Kemba, Marco e altri tiratori. Mischia un po’ i quintetti anche se in avvio di ultimo quarto con Hibbert e altri panchinari in campo il dubbio su chi la potesse mettere dentro c’era. Riesce a limitare Howard e viene aiutato dai Falchi dalla lunetta che con il loro 9/16 danno una mano a portar a casa la vittoria.

Questo articolo è stato pubblicato in Games da igor . Aggiungi il permalink ai segnalibri.

Informazioni su igor

La mia Hornetsmania comincia nel 1994, quando sui campi della NBA esisteva la squadra più strana e simpatica della Lega, capace di andare a vincere anche su campi ritenuti impossibili. Il simbolo, il piccolo "Muggsy" Bogues, il giocatore più minuscolo di sempre nella NBA (che è anche quello con più "cuore"), la potenza di Grandmama, alias Larry Johnson, le facce di Alonzo Mourning e l'armonia presente nella balistica di Dell Curry, sono gli ingredienti che determinano la mia immutabile scelta.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.