Game 29; Charlotte Hornets Vs Memphis Grizzlies 98-92

 

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Sottotitolo; LiberaziHornets

Kemba Walker, 22 punti e tripla fondamentale nell'ultimo quarto passando dietro un blocco di Zeller.

Kemba Walker, 22 punti e tripla fondamentale nell’ultimo quarto passando dietro un blocco di Zeller.

Gli Charlotte Hornets si liberano del fardello dell’anello.
Più pesante di quello portato a Mordor da Frodo, mentalmente gli Hornets si liberano di tre sconfitte pesanti e ritrovano anche dopo quasi un mese un Al Jefferson, comunque apparso nettamente lontano dalla miglior condizione.
E’ finalmente Kemba Walker il piccolo eroe di serata che imita gli Hobbit caricandosi il peso della squadra sulle spalle, aprendo e chiudendo la serata con triple che determinano il risultato dell’incontro. Passa infine per la via dei liberi la vittoria finale, l’assistente “Sam“ Lin realizza quelli decisivi e Charlotte chiude la stagione sul 2-0 contro la squadra del Tennessee.

Al Jefferson al rientro.

Al Jefferson al rientro.

Grizzlies in campo alla Time Warner Cable Arena con; Conley, Lee, Barnes, J. Green e M. Gasol, in teal, i Calabroni rispondevano con; Walker, Batum, P.J. Hairston, M. Williams e Zeller ancora preferito a Jefferson non al 100%.

P.J. Hairston, buona prova per lui.

P.J. Hairston, buona prova per lui.

Pessima partenza per Charlotte che subiva il canestro di Green; entrata dell’ala di Memphis, tiro corto, rimbalzo guadagnato davanti a lui e conversione in 2 pt. a 11:17.
Tripla di Conley a 10:26 erroneamente data come due punti inizialmente e Hornets sullo 0-5.
Batum passava dalla lunetta per far registrare i primi due punti color teal a 10:09.
A 9:52 un open di Green rievocava recenti fantasmi, ma i Calabroni mettevano in atto il progetto trinità colpendo per ben sette volte consecutivamente da tre punti nel primo quarto; prima P.J., poi piccolo intervallo con contropiede di Zeller in appoggio e stoppata di Marvin Williams (in aiuto) su Conley, due volte Kemba mandavano gli Hornets sul 13 pari a 7:29.
A 6:12 l’entrata di Batum a una mano con appoggio al vetro spostava la partita sul 15-15 prima che Kemba a 5:54 scagliasse un’altra palla infuocata da 3 punti.
I Calabroni allungavano a 4:55 con M. Williams da 3 punti (assist Walker) e rispondevano al tre di Barnes con un catch’n shoot frontale lungo di P.J. Hairston, il quale si ripeteva con mano in faccia anche dalla diagonale sinistra a 3:47 portando la gara sul 27-19.
Dopo un fallo di Zeller entrava in campo anche Jefferson a 3:29, ma i ragazzi del Tennessee recuperavano sino al -2 con un’entrata di Chalmers.
Time-out di Clifford a 2:08 ma pareggio di J. Green da sotto, il primo quarto però si chiudeva sul 30-28 anche grazie a Jefferson, il quale dopo aver sbagliato due tiri da posizione frontale comoda metteva il suo tiro senza avere avversari che gli dessero fastidio davanti a lui.

Dal campo i sette tiri consecutivi nel primo quarto dei Calabroni.

Dal campo i sette tiri consecutivi nel primo quarto dei Calabroni.

Nel secondo quarto Batum intercettava un passaggio di Randolph e correva in transizione, Carter andava a contatto e Nicolas portava a casa un gioco da tre punti.
Charlotte entrava in modalità stoppa e tripla poco più tardi; Batum stoppava il n°9 avversario e Kaminsky metteva la bomba sull’azione seguente, Jefferson stoppava Randolph e Batum dalla diagonale sinistra scoccava la feccia del +10, 40-30 a 9:28.
La partita però tornava ben presto in discussione poiché i Grizzlies ricevevano da Marc Gasol la spinta per recuperare; 6 punti consecutivi più due di Chalmers in entrata con fing and roll con pochissima parabola riportavano a -2 i plantigradi originari del Canada.
Un floater di Marvin Williams a 7:26 che rimbalzava sul ferro ed entrava faceva ripartire gli Hornets che con Lin dall’angolo destro a 6:28 trovavano la tripla del 45-40 e a 5:54 con un battagliero Marvin Williams il +7 passando dalla lunetta (fallo sul reverse lay-up).
Randolph segnava da sotto anche se marcato e Marvin tornava in lunetta mandando in bonus Charlotte per il 49-42.
Gasol tuttavia segnava 4 punti aiutando Memphis a risalire sino al 49-48, Hansbrough e P.J. commettevano alcuni falli, forse con arbitri eccessivamente fiscali in qualche occasione e Memphis passava avanti di uno, a 2:37 Batum con un fing and roll riportava avanti la squadra di Clifford, nel finale di quarto MEM falliva innumerevoli occasioni per passare in vantaggio trovando comunque il pareggio con un libero di Randolph che chiudeva il quarto sul 53 pari.

Zeller controlla la palla a spicchi.

Zeller controlla la palla a spicchi.

Nella ripresa Memphis tornava sopra di due ma i Calabroni usavano due giochi jolly da tre punti finalizzati da Zeller su due transizioni nelle quali Cody mostrava resistenza all’urto e coordinazione in appoggio anche dopo il fallo.
Dopo la prima chiusa in reverse metteva anche la seconda a 10:03 e la squadra di Jordan tornava avanti 59-57, raggiungendo il +5 con Batum in corsa sul lato sinistro che passando largo su un possibile blocco interno rallentava la corsa e colpiva con la tripla.
Lo stesso francese con un assist schiacciato in diagonale metteva nelle condizioni un dimenticato P.J. Hairston sulla destra di allungare con un’altra bomba; 65-57 a 9:07 dalla sirena del penultimo quarto.
P.J. rubava anche un pallone in difesa e spingendo il contropiede serviva sulla destra Walker che appoggiava immediatamente al vetro, Green stoppava la sfera ma dopo che essa avesse già toccato il vetro, goaltending e +10 Charlotte.
Un fallo di Green dava l’opportunità a Frank the Tank di allungare sul +12 a 8:15 ma ancora una volta lentamente Memphis rientrava in partita, sebbene da una sfera intercettata da P.J. arrivasse in transizione la dunk a una mano di Batum per il 71-62.
Randolph su Kaminsky e Barnes in transizione riportavano Memphis al -4, Conley in mezzo alla difesa passava come Mosè e a 3:08 i Grizzlies erano soltanto a due punti di distacco, azzerati a 1:57 con un twisting in area di Randolph che dopo un gioco di passaggi usufruiva di spazio a 1:26 per portare in vantaggio i bianchi 72-74.
A :55.4 Kaminsky nel pitturato andava in gita portandosi dietro l’orso Randolph, ma il cestino lo pendeva Frank che aggiungeva due punti per Charlotte e chiudeva il quarto sul 74 pari.

Batum schiaccia.

Batum schiaccia.

La gara rimaneva lì a inizio ultimo quarto ma Lamb giocava decisamente male; prima un suo passaggio telefonato era intercettato, poi perdeva tempo in attacco facendo scadere i 24 secondi, infine chiudeva in ritardo in difesa e Lee colpiva da tre punti per il vantaggio ospite sul 76-79.
Un’entrata di Lee inoltre con libero poi mancato spingeva i Grizzlies sul +5, Lin a 8:10 con due liberi riportava la gara a un possesso lungo poi dopo due liberi a segno a testa di Randolph e Kaminsky Kemba scaricava indietro a sinistra per la tripla di Lin a 6:08 che in ritmo riagguantava la parità a quota 83.
A 5:47 l’esperienza di Randolph che con delle finte di piede sul posto riusciva ad alzarsi con il tempo giusto per battere in jumper un attento Kaminsky fruttava il +2 ospite, mentre uno spin move di Conley era visto dagli arbitri meritevole di due liberi; Kemba si spostava sul giro ma si appoggiava leggermente sulla schiena e forse i due incrociavano le tibie a terra, comunque sia il giocatore avversario dalla lunetta splittava mandando comunque i Grizzlies sul +3.
Quattro liberi di Kemba nell’arco di 14 secondi tuttavia ridavano un esiguo +1 ai teal & purple ma Randolph a 2:59 da sotto con esperienza batteva il rookie Kaminsky.
Lin segnava due illusori punti allo scadere dei 24 assegnati dagli arbitri con l’arbitro sotto il canestro a chiedere però il replay, nel mentre Walker segnava in contropiede il +3 riprendendo il rimbalzo dopo il primo errore.
Dal Replay Center arrivava la conferma abbastanza scontata che il tiro precedente di Lin era stato realizzato oltre tempo la luce accesasi sul tabellone, così gli Hornets si trovavano a difendere un punticino di vantaggio.
Zeller in qualche modo teneva Gasol che sbagliava, i Grizzlies sull’azione offensiva seguente ci provavano con Barnes da tre punti ma ancora una volta il cesto degli Hornets non era violato, Zeller catturava il rimbalzo e Kemba con confidenza scagliava il tiro che avrebbe poi determinato le giocate nel finale; la sua tripla a :39.9 dalla diagonale destra lasciava con il fiato sospeso per qualche centesimo di secondo i tifosi nell’Alveare ma s’infilava nonostante difensore e anello.
La partita passava ai liberi; Randolph sbagliava, Kemba li segnava e gli Hornets andavano sul +5 ma a :10.4 Conley su una seconda possibilità dal lato destro infilava la bomba del 94-92.
Il fallo immediato sul Lin mandava in lunetta il play di riserva degli Hornets che non tradiva.
Due su due e 96-92, Grizzlies alla disperata con la tripla che non entrava e fallo su Lin ormai a :02.6.
Altri due realizzati e gara in ghiaccio sul 98-92.

Il trucco delle Honeybees in serata.

Il trucco delle Honeybees in serata.

Vittoria importante per la classifica, Charlotte era scivolata al decimo posto, ora ospiterà anche i Lakers di Bryant in casa con l’ex compagno gialloviola Lin a chiedere strada per dei playoffs che per i Lakers quest’anno sono utopistico miraggio.

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Pagelle:

Walker: 8
22 punti. Triple, assist, liberi perfetti. Vince la gara nel finale dopo aver già dato, anche se Conley non è facile da contenere, non fa una brutta difesa.

Batum: 7,5
20 punti, 11 rimbalzi, 8 assist. Doppia doppia per il francese che illumina il gioco e segna, oltre che difendere. Buona prova finalmente per lui dopo le ultime troppo opache.

P.J. Hairston: 7
14 pt., 2 rubate con un 4/5 da tre punti. Determinante per spingere Charlotte alla vittoria. Commette 4 falli ma forse non si chiama Bryant o James e gli viene fischiato proprio tutto.

M. Williams: 7
9 punti, 4 rimbalzi e tre stoppate. Marvin se la suda, va in aiuto, cerca anche di confrontarsi con Gasol anche se non può difendere. Mette però a referto 3 stoppate e aiuta anche in attacco.

C. Zeller: 7,5
8 punti, 6 rimbalzi, 2 rubate, 2 stoppate. Due giochi da 3 punti a inizio terzo quarto e difesa cruciale su Gasol. Lascia parecchio spazio a Big Al ma durante la serata, forse stimolato, va nettamente meglio del compagno.

Lin: 7
13 pt., 5 rimbalzi, 3 assist, 1 stoppata, 1 rubata. Perde 3 palloni ma mette i due punti decisivi alla fine. Cerca di essere ovunque, talvolta gli riesce bene.

Jefferson: 5
2 punti. Sbattuto fuori per falli, finisce con un 1/8 dal campo. 4 rimbalzi, 1 rubata e 2 stoppate ma lontano dai suoi standard.

Kaminsky: 6
10 pt., 2 rubate, 2 stoppate, 2 rimbalzi. Randolph nel finale si avvantaggia su di lui che prova a rispondere, ma alcune scelte con triple siderali sono proprio da rookie. Inesperto ma i 10 punti gli garantiscono la sufficienza.

Lamb: 4,5
0 pt., 4 rimbalzi, 1 stoppata. La più brutta partita di Jeremy che a inizio ultimo quarto crea un divario a sfavore di 5 punti. Non mette un tiro dei 3 tentati e la personalità in attacco scema.

Hansbrough: 5,5
0 pt., 1 rimbalzo, 1 assist e anche un canestro annullato per sfondamento. Entra per far innervosire Gasol e la cosa gli riesce. Gli rifila una sbracciata in faccia. Commette 3 falli in pochissimo tempo e non incide.

Coach Clifford: 6,5
Torna a vincere e Charlotte ritorna a lottare per un posto al sole. Squadra che va a strappi e si fa recuperare, alla fine comunque vince attraverso individualità ma anche gioco, 21 assist e giochi semplici. Troppe palle perse, Batum ne regala un paio, ma difesa che ben limita questi possessi avversari.

 

 

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Informazioni su igor

La mia Hornetsmania comincia nel 1994, quando sui campi della NBA esisteva la squadra più strana e simpatica della Lega, capace di andare a vincere anche su campi ritenuti impossibili. Il simbolo, il piccolo "Muggsy" Bogues, il giocatore più minuscolo di sempre nella NBA (che è anche quello con più "cuore"), la potenza di Grandmama, alias Larry Johnson, le facce di Alonzo Mourning e l'armonia presente nella balistica di Dell Curry, sono gli ingredienti che determinano la mia immutabile scelta.

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