Game 30: Charlotte Hornets Vs Chicago Bulls 103-91

TimHornets
 
Siamo sotto Natale, il consumismo porta nelle nostre case doni, più o meno apprezzati, forse meno gradite sono talvolta persone o le aziende che li fanno, regali dovuti e poco pensati, lo stress anche per chi li fa, il tempo dedicato… soldi spesi… ebbene, nella notte Charlotte regala ai suoi fan un successo che esula un po’ (almeno non necessariamente nonostante ovviamente l’impostazione della NBA sia ultra commerciale) dal discorso speculativo, mentre per me che dedico tempo a questa “folle” squadra, regala del tempo felice, compreso un finale visto in apprezzatissima compagnia di un familiare che solitamente non vive qui.
Il tempo (anzi… i tempi) è ancora più importante dei soldi spesi, regala momenti unici a volte e nel basket se sai usarli sono il fulcro della partita.
Il tempismo degli Hornets, insieme all’energia profusa e al timone di Clifford, hanno consentito ai ragazzi di Jordan di mettere a referto 13 stoppate contro le 6 dei Bulls, nonostante che a rimbalzo i Calabroni siano andati sotto 48-52 quando nel finale i Bulls hanno tentato di aggredire dalle parti del ferro per accorciare.
Per i Bulls Butler ha realizzato 26 punti, McDermott 15 mentre Wade ha finito con soli 12 punticini mentre Rondo si è fermato a 7.
Il 39,6% dal campo dei Bulls contro il 44% degli Hornets e i FT (8/10 Bulls e 24/28 Hornets) sono stati altri aspetti che uniti all’impegno, hanno consentito ai ragazzi di Clifford di anticipare d’un giorno il gift natalizio.

Collins, la brava Ready con il mitico Dell Curry prima della partita.

 
Il quintetto iniziale dei Bulls era composto da; Rondo, Wade, Butler, Gibson e R. Lopez, mentre gli Hornets schieravano; Walker, Batum, Kidd-Gilchrist, M. Williams, C. Zeller.

Walker (20 pt.) contro Robin Lopez (espulso nel finale per una doppia gomitata).

 
Gli Hornets riuscivano a portar il primo pallone nella propria metà campo ma non a segnare alla prima occasione; Marvin Williams colpiva il ferro da oltre l’arco, tuttavia Zeller recuperava un lento lob e partendo dalla difesa i Calabroni sviluppavano una trama offensiva più efficace, era Marvin a dare dentro per Batum che s’infilava tra le maglie nere, ma era fermato con il fallo a 11:11.
I liberi andavano a segno e gli Hornets passavano in vantaggio ma venivano agguantati sul 2-2 a causa di un jumper di Rondo poco più tardi.
Gli Hornets producevano un buon basket e Kemba passando dietro un blocco alto di Zeller realizzava da tre a 10:34, Marvin usava un fast break arrivando a rimorchio per battere il difensore dei Bulls comunque riuscitosi a piazzare davanti al canestro.
In difesa Williams chiudeva su Gibson ma fallosamente e il 2/2 a 9:57 riavvicinava a un solo possesso lungo i Tori.
Un floater di Cody dal pitturato violaceo e un canestro di MKG in transizione ridistanziavano i Bulls (11-4), i quali però reagivano con 4 punti consecutivi in fade-away di Wade prima di subire a 7:31 un FT di Zeller (splittati) per il 12-8.
Rondo da destra riportava a -1 i Bulls grazie a una bomba con un po’ di spazio Cody era stoppato al ferro da Gibson ma MKG in rientro si vendicava sullo stesso Taj restituendo il favore e a 7:37 Batum segnava da due punti.
Lopez con un gancio al vetro e un’entrata di MKG che dalla baseline destra passava a quella sinistra per infilare un gancio ravvicinato alzavano il punteggio sul 16-13, poi i Bulls realizzavano due canestri e passavano avanti con Gibson a 3:35 abile a mettere un jumper dalla media linea di fondo sinistra. Kaminsky non segnava e subiva l’entrata di Butler che continuava il parziale (4-11) dei Bulls, a nulla servivano due rimbalzi offensivi di MKG nella stesa azione, era sempre l’astro emergente dei Bulls a realizzare su Beli per estendere il vantaggio ospite sul +5 (16-21).
Kaminsky con uno spin nel traffico dal post basso sinistro metteva dentro con la mancina mai Tori correndo in contropiede mettevano dentro due rapidissimi punti così Clifford chiamava il time-out a 1:14.
Al rientro un bellissimo tracciante verticale di Kaminsky per Lamb che correndo parallelo alla baseline sinistra agganciava in corsa al volo e deviava facendo accendere la stella cometa a contatto dell’atmosfera del pitturato serviva per il -3, ma una tripla di McDermott mandava al massimo distacco gli Hornets durante il primo quarto.
Charlotte chiudeva la prima frazione con due punti di Hibbert che iniziava a ingranare per il secondo quarto.
Dopo 12 minuti quindi Charlotte si trovava sotto 22-26.

Jordan ha vissuto con partecipazione la serata contro la sua ex squadra principale.

 
Charlotte iniziava difendendo bene su Wade e McDermott, Hibbert prendeva il rimbalzo ma a contatto veniva sbilanciato perdendo palla, Mirotic finiva per segnare, i Bulls realizzavano altri due punti e potrebbero andare anche sul +10 con Felicio in lunetta che tuttavia faceva un doppio regalo ai Calabroni fallendo ambo le conclusioni.
Batum da tre tirava storto, ma Hibbert chiudeva in aiuto Mirotic stoppando il barbuto dei Bulls, Sessions in transizione riusciva in due “blocchi” di azione ad aumentare di tre i punti dei teal che dopo aver ridotto a cinque, il gap usavano un tremendo Hibbert per stoppare Mirotic ancora una volta (questa volta sulla baseline sinistra), Roy in attacco superava il pacco Felicio e la differenza si assottigliava a tre sole unità…
Dietro ancora Hibbert in aiuto apriva la strada in contropiede a Walker, il quale con un terzo tempo alla Harden costringeva al fallo i Bulls sul tiro in transizione.
Dalla lunetta Walker realizzava il 29-30 ma i teal non si accontentavano di rimanere a contatto, una stoppata stratosferica (anche se la rivedrei perché forse leggermente sospetta di goaltending) su Mirotic serviva a Charlotte per rimanere viva e portare una transizione sulla quale Batum in tap-in sorpassava la squadra di Hoiberg a 6:25.
Altri quattro punti consecutivi di Batum servivano a Charlotte per raggiungere il 35-30 a 4:46.
A 4:29 Kemba subiva fallo in penetrazione e dalla lunetta non sbagliava realizzando il +7 grazie a un 15-0 di parziale Butler con una finta costringeva Hibbert al fallo e il suo 2/2 interrompeva la corsa degli Hornets che comunque a 3:59 segnavano con Zeller in schiacciata prepotente (secondo tentativo) a posterizzare Lopez e Gibson.
Gli Hornets si portavano sul +9 quando una trappola nell’angolo destro consentiva a William d’intercettare il passaggio in uscita, Kemba portava la minaccia dall’altra parte del parquet e segnava il 43-34.
Butler segnava un FT jumper grazie allo schermo di Gibson ma nonostante un paio di bei canestri di Wade i Calabroni usavano un 5-4 per chiudere sul 48-40 il primo tempo.

Hibbert in chiusura contro McDermott. Roy è stato una presenza finalmente nella notte, non vago spettro di Christmas Carol.

 
Nei primi minuti della ripresa sul parquet pervenivano solo i Bulls che usavano un inquietante parziale di 9-0 per ribaltare la partita. Butler da destra colpiva e affondava da tre punti a 10:21 grazie a un passaggio in transizione, la squadra dell’Illinois si trovava quindi sul +1 in nemmeno un minuto e quaranta secondi giocati…
Marvin Williams partiva da sinistra in orizzontale, arrivava a centro area e metteva dentro tirando sopra Gibson proteso in salto al massimo sforzo possibile.
Il nuovo vantaggio Hornets era difeso da Zeller che da dietro rubava a Rondo un pallone, poi Batum passava a Zeller bravo prima a tenere dietro Butler per uno screen roll e poi a schiacciare con la mano destra senza trovare opposizioni. Batum portava sul 54-49 i ragazzi del North Carolina, Rondo in incursione al ferro rispondeva ma Kemba nel duello tra play a 7:08 usava il tiro da due lungo per pareggiare il duello nel breve lasso di tempo.
Zeller dava una mano in difesa stoppando Rondo da dietro, grazie anche a Kemba, abile a rallentarne l’incedere ponendosi davanti a lui, arretrando nella giusta maniera, Butler tuttavia a 6:26 infilava un bel jumper battendo Marvin senza colpe.
Sempre Jimmy recuperava una palla e appoggiava sul pass in transizione per il -1.
Charlotte di squadra usciva dai problemi di riavvicinamento dei Bulls, passaggio per Cody che con un extra pass sotto il canestro a destra regalava a MKG la schiacciata scoprendo la coperta dei Bulls sul lato corto, Marvin inoltre in difesa era abile a preservare il nostro canestro con la stoppata, sulla transizione gli arrivava un pallone per la tripla frontale che valeva il 61-55. Dopo punti schermaglia, Batum continuava il suo lavoro per arrivare in tripla doppia; un catch n’shoot in uscita che lasciava sul blocco il difensore e dava origine al 64-59.
McDermott rispondeva da tre e Walker andava a sedersi in panca, ma quando si sarebbero potuti pensare problemi palesi per leadership e facilità nel realizzare punti, i ragazzi di Clifford andavano a smentire immediatamente l’ipotesi.
Kaminsky vinceva due duelli con Mirotic (attacco e difesa), Zeller a 2:29 si procurava spazio andando a metter dentro tra la selva di arti protesa alla difesa del canestro dei Bulls, McDermott replicava con la seconda tripla a 2:50 accorciando sul 68-65 ma Frank dalla mattonella del corner sinistro imitava il collega tiratore, così gli Hornets salivano sul +6 e sopra i 70…
Cody e Frank aggiungevano due punti a testa (il tank con un teardrop nel pitturato grazie alla partenza fintata da oltre l’arco) portando sul +10 i teal (75-65).
Grant con uno step back di qualità chiudeva anche il terzo quarto sul punteggio di 75-67.

Hugo e le splendide Honeybees. Happy winning time in Charlotte.

 
Sessions in avvio di ultima frazione mancava un reverse ma Kaminsky riprendeva e metteva dentro due punti per la causa. Gibson inoltre si prendeva un tecnico sull’azione d’attacco. Lamb a 10:57 ringraziava e metteva dentro il 78-67.
A 10:50 la terza tripla di McDermot faceva scemare il vantaggio degli imenotteri a otto punti che divenivano solo una mezza dozzina con Mirotic in appoggio.
Lamb agli Hornets faceva il suo dovere di tiratore e tornando a segnare ridava margine di sicurezza a Charlotte, Hibbert e MKG (sua la stoppata) raddoppiavano e fermavano Wade, la transizione al ferro di Sessions spingeva gli Hornets sull’82-72. Wade rispondeva ma un pachidermico Felicio usciva dal cilindro commettendo fallo su Lamb al tiro.
Jeremy infilava i FT a gioco fermo (84-74) quando mancavano 8:04 sul cronometro.
Mirotic con un altro tapi-in faceva oscillare lo svantaggio ma un fallo di Butler su Kemba (non al tiro ma in tentativo di crossover) mandava in lunetta il nostro play (Charlotte in bonus).
Passato circa un minuto dall’ultimo canestro di Charlotte, Kemba replicava al canestro dell’ala dei Tori, riportando il vantaggio a 10 punti.
A 5:59 Kaminsky era un tornado nel pitturato; usando il piede perno si alzava battendo Gibson per portare sul +12 i ragazzi di Jordan (88-76).
Gibson colpito nel vivo ci metteva molto del suo per accorciare dalla dozzina di punti di svantaggio alla mezza dozzina (88-82), anche se l’ottantaduesimo punto era ottenuto da McDermott con un reverse.
Clifford chiamava time-out e Charlotte al rientro risolveva la partita; MKG con un jumper preciso da destra portava due punti a Charlotte che a 3:14 ne aggiungeva due per mano di Kemba in penetrazione.
Ripristinato il vantaggio di 10 e vistosi ancora una volta colpire da McDermott (da due questa volta), i Calabroni cercavano di pungere per abbattere il Toro, il caso voleva che non riuscissimo a segnare sul primo attacco prendendoci una stoppata, ma sul proseguo, un pallone dato fuori sulla sinistra per Kemba, portava il nostro fuoriclasse a ergersi a risolutore battendo il cronometro dei 24 e regalandoci il 95-84 a 2:01 dalla luce rossastra facendo esultare anche Jordan in panchina.
Butler segnava tre punti replicando agilmente, tuttavia un floater di MKG fruttava un paio di liberi più un tecnico a Lopez (realizzato da Batum) che MKG metteva dentro lanciava gli Hornets a 1:37 dalla fine sul 98-87.
Butler con un top shot accorciava ancora ma Lopez nel finale con una doppia gomitata contemporanea su Williams e Zeller si faceva espellere commettendo un flagrant foul che minacciava d’innescare la reazione di Marvin (bravi compagni e arbitri a sedare subito gli animi), inoltre Gibson si prendeva n altro tecnico, i Tori perdevano la testa e la partita colpiti dalle banderillas di Batum e Marvin Williams.
Sul 101-89 a :38.1 dalla fine la corrida per i Tori frustrati era finita, anche se gli unici Tori maltrattati nella notte per fortuna erano bipedi capaci di difendersi da sé.
Il finale era di 103-89 con gli ultimi punti delle stelle Walker e Butler a fissare il punteggio.
 
Pagelle
 
Walker: 7
20 pt. (6/16), 5 rimbalzi, 4 assist, 1 rubata. Tiro spartiacque a 2:01 dalla fine. Non sempre segna andandosi a cacciare in situazioni di traffico ma è sempre importante.
 
Batum: 8,5
20 pt. (7/15), 11 rimbalzi, 10 assist, 1 rubata, 1 stoppata. Due soli turnover, un +17 di plus-minus ma tanto gioco creato, dai pick and roll con Zeller ai tiri in proprio uscendo dai blocchi. Mano ritrovata, la squadra gira, la difesa è sufficiente, la concentrazione e l’impegno invece sono ottimali così la tripla doppia che aiuta Charlotte a vincere è portata meritatamente a casa.
 
Kidd-Gilchrist: 8
12 pt. (5/9), 9 rimbalzi, 2 assist, 1 rubata, 4 stoppate. La difesa di MKG sale a livelli di decibel che frantumano i vetri dei fragili attacchi Bulls. Raramente Wade riesce con il suo talento a batterlo. Attento e preciso, si fa trovare in attacco, dove nel finale mette un bel tiro in sospensione e anche a rimbalzo è presente.
 
M. Williams: 6,5
9 pt. (3/7), 2 rimbalzi, 1 assist, 2 rubate, 1 stoppata. Cifre forse più modeste dei compagni ma utile in difesa. Fa ripartire Charlotte a inizio ripresa mettendo dentro punti importanti.
 
C. Zeller: 7
13 pt. (5/9), 7 rimbalzi, 4 assist, 1 rubata, 2 stoppate. Hibbert si protrae sul parquet più a lungo durante le prime rotazioni. Cody in qualche piccolo frangente va in difficoltà ma in realtà come Roy nel complesso fa un’ottima partita piena d’energia e grazi ai giochi con Batum mette sempre dentro qualche punto ottenuto in maniera esaltante. Un Best Zeller per Natale.
 
Kaminsky: 6,5
13 pt. (5/14), 5 rimbalzi, 1 assist, 1 stoppata. Non sempre preciso ma anche sfortunato in un paio d’occasioni quando il ferro lo beffa respingendogli un paio di belle conclusioni. Usa i suoi movimenti per realizzare da vicino, partecipa al festival delle stoppate di Charlotte.
 
Lamb: 6
7 pt. (2/6), 3 rimbalzi. Lamb gioca una partita tentando d’ispirarsi. Mette un paio di canestri e a gioco fermo mette dentro un 3/3 in sei minuti. L’impegno c’è.
 
Sessions: 6
5 pt. (2/5), 1 rimabalzo, 3 assist. Due palle perse, non convincentissimo durante le prime rotazioni, molto meglio durante le seconde dove l’aggressività si sviluppa in maniera migliore. In 15 minuti gioca una partita sufficiente. Bello il fing and roll in contropiede nel secondo tempo.
 
Belinelli: s.v.
0 pt. (0/1). Marco gioca solo 6 minuti poi per un contatto con McDermott che gli procura a 7:08 del secondo quarto un’uscita anticipate verso gli spogliatoi sostenuto da due aiutanti. Un problema alla caviglia sinistra probabilmente che non gli consente di proseguire la gara.
 
Hibbert: 7
4 pt. (2/2), 5 rimbalzi, 4 stoppate. Un paio di turnover. Non pare sia un gran passatore come diceva qualcuno nell’entourage dei Lakers ed è lento nelle reazioni sul passaggio ma in difesa stasera è un mostro e favorisce il nostro primo recupero. Più aggressivo mette a segno 4 stoppate ma fa anche sbagliare diverse volte gli avversari.
 
Coach Clifford: 7
Buon gioco di squadra anche se “ovviamente” moderno. La squadra mette energia, impegno, difesa e regala un sereno Natale ai propri tifosi. Applausi per tutti, anche per Clifford che insieme agli Hornets sale sul 17-13 in classifica.

Le giocate di Batum.

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Informazioni su igor

La mia Hornetsmania comincia nel 1994, quando sui campi della NBA esisteva la squadra più strana e simpatica della Lega, capace di andare a vincere anche su campi ritenuti impossibili. Il simbolo, il piccolo "Muggsy" Bogues, il giocatore più minuscolo di sempre nella NBA (che è anche quello con più "cuore"), la potenza di Grandmama, alias Larry Johnson, le facce di Alonzo Mourning e l'armonia presente nella balistica di Dell Curry, sono gli ingredienti che determinano la mia immutabile scelta.

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