Game 31; Charlotte Hornets Vs Los Angeles Clippers 117-122

Sottotitolo; Giocoforza
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Non poteva finire diversamente.
Tantissime le assenze nelle file degli Hornets che per l’ultima dell’anno si trovavano senza il solito marginale Harrison, Hawes perso già da qualche partita oltre a Lin e Jefferson tornato nella lista infortunati, per lui si parla di sei settimane di stop per un problema al menisco.
Gli Hornets hanno giocato bene in attacco, mostrando individualità e anche alcune buone giocate di squadra ma hanno pagato l’ottima serata al tiro dei Clippers (52,1% dal campo e 50,0% da 3 punti…) che con Rivers, Pierce, Paul, Crawford e Redick hanno respinto ogni tentativo di sorpasso dei Calabroni riavvicinatisi più volte senza mai riuscire a prendere il controllo della gara.
Qualche cosa forse si poteva fare di più in difesa a livello di tiri da contrastare ma i Clippers nel finale hanno segnato anche quelli.
I Calabroni ci hanno provato ma non è bastato per chiudere l’anno in bellezza.
 
Ecco le formazioni delle due squadre partendo dai Clippers; Paul, J.J. Redick, Pierce, Mbah A Moute e D. Jordan, Hornets con; Walker, Batum, P.J. Hairston, M. Williams e C. Zeller.
Altri 29 punti per Kemba ma non sono bastati nella notte per portare a casa una W.

Altri 29 punti per Kemba ma non sono bastati nella notte per portare a casa una W.

 
La gara inizava con un vecchio Paul Pierce, che a differenza dell’anno che ci sta per lasciare non ne voleva sapere di tramontare; due triple a 11:38 e a 11:10 e Hornets sotto 0-6 che tuttavia si scuotevano e sparavano anch’essi il primo botto da oltre la linea dei 3 punti con un tiro di Walker, il quale però per proteste regalava poco più tardi un libero ai Velieri realizzato da Paul che unito al circus shot (che fruttava un gioco da 3 punti) della stessa point guard ospite portavano sul 3-10 il punteggio a 8:54.
Clippers che con la tripla di J.J. Redick a 8:10 costringevano gli Hornets al time-out sul -10.
Batum con un plastico fing and roll in entrata alzava il punteggio sul 7-15 e sempre il francese a 4:38 trovava modo di colpire dalla distanza per recuperare i punti persi tra il suo precedente canestro e la tripla descritta.
Il catch n’shot valeva il 12-20 che manteneva inalterato il -8. Nicolas si tramutava in uomo assist per Zeller, il quale nel pitturato agganciava al volo la sfera speditagli dal transalpino e segnava il 14-20 a 3:50.
I Clippers trovavano un altro protagonista, questa volta quasi inaspettatamente dalla panchina, era Austin Rivers che su tre tentativi dalla distanza ne mandava a bersaglio due portando la gara sul 16-28. Kaminsky dall’altra parte provava a mettere una pezza per gli Hornets con due liberi, ma su un pallone alzato nel pitturato una deviazione fortunata di Jordan dall’altra parte “annullava” i liberi di Frank.
A 1:20 Frank prendeva posizione sotto canestro a destra e dopo una finta segnava facilmente il 20-30, ed era sempre il nostro lungo dopo due FT di Crawford a prendersi altri due liberi dopo un giro sulla linea d fondo che lasciava sul posto il difensore seguito da un 2/2 per fallo di Johnson.
Gli Hornets chiudevano il quarto con un tiro in sospensione di Lamb dall’altezza dei liberi e un ½ di Hansbrough dalla lunetta a :03.7 per il 25-32 finale di quarto.
 
Nel secondo quarto gli Hornets accorciavano ulteriormente grazie a Kaminsky pronto al rimbalzo offensivo e bravo a procurarsi altri due liberi realizzati.
Hansbrough segnava da sotto il -3 (29-32) ma a 10:46 Rivers su uno scarico colpiva dall’angolo sinistro per tre punti, Roberts rispondeva dalla media distanza dalla baseline sinistra sullo scarico di Lamb ma un gioco da tre punti di Aldrich infilatosi bene nel pitturato dava il +7 alla squadra di Rivers.
Charlotte recuperava un punto a 8:01 con la tripla di Kaminsky dal lato destro ma a 7:07 i Clippers tornavano al +10 grazie a un assist schiacciato in corsa di Prigioni per Mbah a Moute facile in entrata. Hornets che a quasi metà tempo si trovavano sotto di 9 punti dopo i due liberi di Paul a 6:06 che cercavano il recupero con due FT di Batum a 5:14, una tripla di P.J. Hairston da posizione frontale a 4:50 e tornavano sul -3 quando Walker a 4:09 prendeva spazio sul salto sotto canestro difendendo bene la palla dopo l’entrata sulla baseline sinistra.
A 3:50 però Redick iniziava a respingere per la prima volta gli Hornets con una tripla dalla diagonale sinistra.
Hornets che facevano vedere anche un basket pregevole a tratti in attacco e tornavano sul -3 grazie a 2 FT di Zeller e recuperavano sino al -1 quando a 2:34 una velocissima transizione era conclusa personalmente da Kemba in reverse lay-up (52-53).
Roberts però, in aiuto su Redick liberatosi del proprio marcatore, andava a commetter fallo toccando il n°4 avversario.
Tre liberi per la guardia dei Clippers e altrettanti punti guadagnati che significavano il secondo tentativo di sorpasso respinto dai Calabroni. CP3 era iperattivo nel finale; segnava ancora due liberi e più tardi commetteva sfondamento su Walker, inoltre andava a rubare un pallone a Zeller per andare in transizione e fornire l’assist per la schiacciata di Jordan.
A :33.7 Batum riportava a -5 gli Hornets con una difficile tripla ma nel finale gli Hornets precipitavano sul -9 anche perché sulla sirena Paul e Pierce giocavano un pick and pop sul quale Marvin si attardava consentendo al vecchio Paul d’esplodere la tripla del 56-65 che chiudeva il primo tempo.
Hansbrough, prodotto locale che ha trovato minutaggio senza Jefferson e Hawes disponibili.

Hansbrough, prodotto locale che ha trovato minutaggio senza Jefferson e Hawes disponibili.

 
Nel terzo quarto dopo 15 secondi Marvin Williams mostrava un preciso jumper dalla media ma schermandosi, a 10:55 J.J. Redick segnava l’ennesimo 3 punti per i californiani che tornavano a veleggiare sul +10. Paul mandava a -12 la squadra di Clifford, erano allora Walker dopo aver zigzagato a battere Pierce e Marvin a 9:18 con una tripla aperta dopo un rimbalzo offensivo catturato da Zeller a rispondere al fuoco.
Batum aveva il suo momento di gloria nl tentativo di rendere la gara ancora interessante; a 6:40 un fade-away da fermo e marcato trovava la retina, a 6:22 era costretto in difesa al fallo su Jordan troppo vicino a canestro (il centro avversario segnava un solo libero) ea 6:10 in entrata riusciva a piazzare un fing and roll anche se colpito da una spallata di Johnson.
72-74 e Clippers nuovamente a un passo ma Lamb falliva un tiro da due punti, Marvin la tripla del sorpasso e così a 5:23 Redick da ben oltre la linea dei tre punti trovava un canestro assurdo che ridava fiducia ai Clippers.
A 5:08 Batum s’inventava l’alzata per l’aggressivo e magnifico alley-oop di Zeller che mandava il tabellone sul 74-77.
Redick a 3:52 però trovava ancora tre punti d’oro per gli ospiti alzando il punteggio sul 76-82, Lamb a 3:30 dalla diagonale sinistra mandava a vuoto proprio l’autore dell’ultimo canestro (in ritardo sul rientro) con una finta di passaggio e caricava la tripla vincente del nuovo -3.
Paul dalla lunetta per fallo di Lamb splittava, così Kaminsky in entrata eseguiva uno spin move dalle movenze leggiadre e appoggiava sulla destra per il -2 a 2:06 dalla sirena del penultimo quarto.
A 1:41 i Calabroni però subivano un open da 3 punti di Prigioni e a 1:07 anche Rivers nel pitturato alzava un pallone per altri due punti che mandavano al -7 la squadra di M.J..
Lamb aggiungeva due punti grazie a Hansbrough abile a recuperare il rimbalzo dopo un primo errore in entrata selvaggia proprio di Jeremy ma il colpo della serata lo trovava Crawford che per gli arbitri sul tiro era toccato da Lamb; canestro e libero addizionale realizzato, così i Calabroni a :26.3 passavano dal -4 al -9 che diventava un -6 sulla sirena, quando Kaminsky dopo un suo errore al tiro si faceva perdonare prendendo palla e smistandola indietro a Kemba, il quale velocemente era costretto a tirare, il movimento riusciva bene e il canestro frontale da tre punti chiudeva la frazione sull’86-92.
Lamb chiude con 19 punti e un buon ultimo quarto in fase realizzativa.

Lamb chiude con 19 punti e un buon ultimo quarto in fase realizzativa.

 
Nell’ultimo quarto con un’entrata di Roberts che alzava altissima la sfera al vetro e ricadeva nella retina più un’entrata di un bravo Lamb a resistere alla mazzata di Aldrich e a segnare a 10:09 portavano gli Hornets a -2, ma dopo il libero aggiuntivo della nostra guardia tiratrice i Calabroni si ritrovavano ancora una volta ad aver rimesso in piedi la gara sul 93-94.
I Clippers però iniziavano ad avvantaggiarsi di qualche errore d’inesperienza di Kaminsky, di qualche palla persa dagli uomini in maglia bianca e mettevano una tripla con Crawford, una schiacciata con Aldrich a 8:34 volando oltre i 100 sul 94-101.
A 6:28 Rivers tornava a colpire da 3 punti; gli Hornets non riuscivano a fermare i punti avversari e se anche Batum buttava via un pallone in transizione, Kaminsky tornava a far qualcosa di buono a 4:27 trovando l’open frontale che valeva 3 punti per il 102-108.
Paul metteva un gran fede-away contro Walker attento in marcatura e Clippers comunque in controllo e ben distanti; i Calabroni facevano anche fallo su Jordan sperando sbagliasse i liberi.
L’1/2 del centro mandava la gara sul 108-116, a meno di un minuto Lamb segnava il 110-116, sembrava finita anche perché gli altri Clippers dalla lunetta non sbagliavano, ma Walker provava l’ultimo disperato tentativo segnando un quasi tre punti poi corretto a due dagli arbitri per un maledetto e quasi impercettibile pezzettino di scarpa a toccare la linea dei tre punti e poi a 13 secondi dalla fine correva dall’altra parte del campo a rifarsi della tripla declassificata in precedenza mettendo dentro la bomba del 117-122.
Johnson andava in lunetta ma sbagliava entrambi i liberi.
Charlotte giocava il time-out, ma nonostante Kemba si liberasse nell’angolo sinistro, il suo tiro colpiva solamente il ferro e le ultime speranze si spegnevano.
Non c’era più tempo e i Clippers portavano a casa una vittoria alla Time Warner Cable Arena.
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Pagelle:
 
Walker: 7
29 punti e 7 assist. Sotto certi aspetti, numerici e non solo, esce vittorioso dal duello con Paul. Prova ancora una volta a tenere a galla la squadra. Ce la fa ma nessuno butta la scialuppa a mare e la squadra non fa ritorno nel finale naufragando. Tocca proprio a lui l’ultimo tentativo di andare contro la corrente ma essendo troppo forte non c’è stato nulla da fare.
 
Batum: 6,5
19 pt., 8 rimbalzi, 6 assist. Non male nemmeno al tiro, alcune sono perle pregevoli. Il suo avversario fa meglio ma è un tiratore letale. Forse un paio di volte avrebbe potuto contrastare meglio ma la sua serata è positiva.
 
P.J. Hairston: 5
5 pt. (2/9), 4 rimbalzi, 2 assist. Poca la produzione offensiva anche se segna un bel canestro. Generoso in difesa ma troppi falli (5) concessi agli avversari.
 
M. Williams: 5,5
5 pt. (2/8), 5 rimbalzi, 2 stoppate. Si perde Pierce nell’ultima azione del primo tempo. Male al tiro. Una bella stoppata ma ci servono anche i suoi punti.
 
C. Zeller: 6,5
12 pt. (4/6), 8 rimbalzi, 3 rubate, 1 stoppata, 1 assist. Bell’assist, due alley-oop fantastici, buona presenza difensiva con la ciliegina di una palla rubata a Paul rientrando da dietro furtivamente come un ninja. Se usciamo sconfitti non è colpa sua.
 
F. Kaminsky: 6
20 pt., 4 rimbalzi, 1 assist. Tanti punti ma 5/15 al tiro e tre palloni persi, tre volte stoppato, diversi errori nel finale sottomisura. Nel primo quarto e all’inizio secondo aveva giocato bene, ci riprova nel finale con una tripla. Troppo peso su di lui, ma con due lungi infortunati…
 
Hansbrough: 6
4 pt. (1/1), 5 rimbalzi. Gran lottatore ma troppo impreciso ai liberi (2/6), gioca 15 minuti visto che Jefferson e Hawes sono in lista infortunati.
 
Lamb: 6,5
19 pt. (7/13), 5 rimbalzi, 2 assist. Finisce fuori per falli. Non sempre preciso o irreprensibile in difesa deve migliorarsi, in attacco invece è bravo a dare la spinta alla squadra. Nel finale supporta Walker ma intorno c’è poco.
 
Roberts: 5,5
4 pt., 2 assist, 2 rubate. Gioca 18:29 vista l’assenza di Lin. Potrebbe anche prendere mezzo voto in più ma nel finale perde un pallone essenziale per gli Hornets regalandolo di fatto ai Clippers, inoltre l’ingenuità nel primo tempo su Redick ci costa 3 punti.
 
Daniels: s.v.
0 pt. (0/1). 1:32 in campo. Ci prova solo una volta ben lontano dalla linea dei 3 punti.
 
Coach Clifford: 6
Peccato per la sconfitta. La squadra onora la gara ma in difesa deve un attimo riprendere alcuni uomini e cercare di farli rimanere concentrati, non possiamo permetterci di subire facili canestri contro squadre che hanno tiratori micidiali.

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Informazioni su igor

La mia Hornetsmania comincia nel 1994, quando sui campi della NBA esisteva la squadra più strana e simpatica della Lega, capace di andare a vincere anche su campi ritenuti impossibili. Il simbolo, il piccolo "Muggsy" Bogues, il giocatore più minuscolo di sempre nella NBA (che è anche quello con più "cuore"), la potenza di Grandmama, alias Larry Johnson, le facce di Alonzo Mourning e l'armonia presente nella balistica di Dell Curry, sono gli ingredienti che determinano la mia immutabile scelta.

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