Game 31; Charlotte Hornets Vs Orlando Magic 94-102

Walker corre, la squadra cammina in attacco e deambula in difesa.
Una squadra incapace di produrre un buon gioco collettivo, ha provato ad aggrapparsi a uno dei suoi due leader.
Kemba ha terminato la gara con 42 punti e una bella prestazione offensiva, ma anche se è ancora forse troppo presto per dirlo a Est, ha anche salutato la post season perché se non si vincono queste gare casalinghe contro le rivali divisionali, difficilmente si può ambire ad andare lontano. Forse, se per una volta Charlotte andrà sul mercato invernale, potrebbe invertire il trend scambiando Stephenson che sembrerebbe non far più parte del progetto, per una o due “pedine” che potrebbero risultare utili a questa squadra. Un passatore che dopo questa serata sembra indispensabile, anche se in altri settori l’allarme rosso si è acceso.
Un passo e mezzo indietro per Charlotte dopo le 4 confortanti vittorie ottenute prima di Natale.
Charlotte vince la lotta a rimbalzo per uno (41-40), ai liberi e nelle stoppate, ma perde nelle percentuali dal campo e da 3 pt..

Charlotte schierava il solito quintetto; Walker, Henderson, Kidd-Gilchrist, Zeller, Jefferson. Payton, Oladipo, Harris, O’Quinn e Vucevic invece gli uomini dello starting five dei Magic.

Walker contro tutti.

Walker contro tutti.

I Magic vincevano la palla a due e segnavano per primi a 10:58 con un jump shot di Oladipo. Vucevic e MKG si scambiavano le cortesie realizzando un paio di canestri a testa, anche se l’entrata acrobatica dell’ala di Charlotte valeva 3 punti per il contatto trovato con O’Quinn, i Magic rimanevano avanti 5-6.
A 7:21 però Walker effettuava il sorpasso grazie a una tripla su un extra possesso, tuttavia i Magic con cinque punti di Harris, prima annullavano il vantaggio in schiacciata, poi con un gioco da 3 punti si riportavano sopra (8-11).
Charlotte dimostrava una difesa non attenta come nelle partite prenatalizie e incassava l’alley-oop del 9-13 a 5:30 da Vucevic.
Uno scambio di ganci tra centri aumentava il punteggio ma non modificava il distacco, il quale era riassorbito da Walker con 4 punti consecutivi per il 15 pari a 3:27 (fade-away su Harris e Vucevic). Oladipo con un canestro in velocità teneva avanti gli ospiti fino alla tripla di Neal che fissava momentaneamente il punteggio sul 18-17.
Nel finale però i Magic realizzavano 5 punti e chiudevano il quarto con un vantaggio di quattro, 18-22.

Il secondo quarto iniziava con dei falsi segni premonitori.
La tripla spaziale di Roberts e Biyombo (giocata difensiva della partita) nell’alto dei cieli a stoppare il tiro di Fournier, riuscivano solamente per poco a tenere in partita Charlotte, che perdendo palla, consentiva a Payton in transizione due punti facili.
Tuttavia, almeno a inizio frazione, i Calabroni riuscivano a pungere ancora (con Williams e poi con un runner di Neal segnando dal pitturato) mantenendosi in scia.
A 9:37 si era sul 25-26.
E se Fournier stampava la schiacciata sul ferro sbagliandola, il play Payton (con tatuaggio incorporato del fleur de bee, un logo degli ex New Orleans Hornets su una spalla) in area realizzava due punti che uniti agli altri sei di Fournier (a 7:31 la seconda tripla) portavano a quello che si sarebbe rivelato il break decisivo della partita.
25-34, Charlotte sul -9 non si riprenderà più, nonostante Neal accorci a -7 con un tiro dal lato destro, Frye per i Magic colpiva a 7:02 ancora dalla grande distanza per il +10 Magic.
4 punti di Jefferson erano contrastati da altrettanti del duo Vucevic/Harris e se Handerson riusciva a segnare una preziosa tripla, anche Harris ne metteva una per riportare il distacco in doppia cifra.
La bella azione che coinvolgeva Jefferson e Hendo (post basso sinistro del centro e servizio con il timing giusto per la dirompente entrata in schiacciata), serviva solo a riaccorciare momentaneamente il punteggio sul -8 (36-44).
Nel finale Jefferson viveva un buon momento offensivo, sciorinando un po’ del suo basket fatto di movimenti e finte, purtroppo in difesa non era altrettanto attento e atletico.
Oladipo batteva le guardie degli Hornets un paio di volte in entrata e Big Al rimaneva passivo sotto canestro per 4 punti troppo facili e i Magic potevano controllare la gara sul punteggio di 42-52 all’intervallo.

La ripresa regalava un punto agli Hornets ancor prima d’iniziare per un tecnico fischiato ai Magic e Zeller schiacciava in corsa per il -7 a 11:48. Vucevic però dall’altra parte, con facilità disarmante, metteva un tiro dalla media sinistra.
Charlotte tentava seriamente di rientrate in partita con Walker che realizzava una tripla su scarico di Henderson a 10:16.
Il -6 era però illusorio perché Vucevic sfuggiva alla guardia di Jefferson e schiacciava. Zeller andava a prendere il centro in maglia blu, Orlando sbagliava qualche conclusione, ma tra rimbalzi e rimesse finiva per segnare Harris a 8:34.
Quando O’Quinn grazie ad un gioco dentro fuori che attirava il raddoppio di Charlotte sul lungo, ci si trovava sul punteggio di 48-61 a 7:56 dalla fine del periodo.
Walker iniziava il suo show offensivo a 6:01 con uno step back che gli consentiva di realizzare una bomba.
Jefferson riusciva a prendersi un tecnico per proteste mentre Walker con le sue finte di crossover si metteva in ritmo per la sospensione che portava al 55-67 e al 57-67 successivamente con un canestro simile.
Il play di New Orleans nella terza frazione era scatenato e realizzava da fuori a 3:25.
Si tornava a -9 sul 60-69, ma i Magic non smettevano si segnare mettendo a nudo le fragilità difensive della squadra del North Carolina.
A 2:20 i Magic erano sopra di ben 14 punti.
A poco serviva il gioco da 3 punti di Williams per un contatto con il numero 3 dei Magic a 1.40, i punti di distacco rimanevano tanti (11).
Il crossover step back jumper di Walker a 1:13 e il gioco dello stesso play a :32.8 servivano solo a far rimanere invariato un distacco che a fine terzo quarto saliva a 13 punti (68-81).

I Magic nell’ultimo quarto salivano anche a +15 e le pur valide iniziative di Walker servivano solo a frustrare il pubblico poiché la difesa rimaneva inadeguata e il gap non si azzerava.
Da menzionare la tripla di Walker a 9:50 sparata da casa sua per il 73-85, successivamente bella anche l’entrata di Kidd-Gilchrist, il quale subiva un contatto dal n°8 dei Magic ma realizzava ugualmente il 76-88 a 8:44.
Nel finale lo sforzo degli Hornets, che aumentavano l’intensità difensiva (o forse meglio dire ce ne mettevano un po’) serviva ad arrivare sino al -8 con Jefferson che dal post basso sinistro girava intorno a Vucevic prendendo la linea di fondo e appoggiando al vetro per due punti.
A 1:35 sostanzialmente con la tripla di Harris la partita si chiudeva, anche se un sottomano acrobatico di Kemba nell’ultimo minuto dava qualche speranza alla squadra di Clifford, essendosi riportata sul -5 (92-97).
Dalla lunetta però i Magic gestivano il vantaggio (sfotunatamente a Walker un pallone cacciato da 3 rimbalzava più volte sul ferro e usciva) per una Charlotte svegliatasi troppo tardi non c’era più nulla da fare. Finiva 94-102 per gli ospiti.

Grave passo falso degli Hornets che avrebbero dovuto proteggere il fattore campo contro una squadra con discreti elementi ma non certo trascendentale, capace però di giocare di squadra e crearsi le situazioni che gli Hornets non sono stati capaci di crearsi, spesso andando a concludere azioni individualmente.
Purtroppo non tutti, per usare un eufemismo, hanno i polpastrelli di Walker.

Voti

Walker: 7
42 pt. (15/31), 7 assist, 3 rimbalzi, 1 stoppata. Duello con Payton vinto, anche se il giovane play di Orlando smista un assist in più per la squadra. Supera quota 40 ma la squadra perde nonostante lui e i suoi 42 pt. + 7 assist. Unico neo, una difesa che potrebbe essere leggermente migliore. Scivola un paio di volte nel finale e lascia aperta la via.

Henderson: 5
7 pt. (3/8), 2 rimbalzi, 2 assist. Oladipo fa meglio. Passo indietro preoccupante.

Kidd-Gilchrist: 5
9 pt. (3/8), 8 rimbalzi, 2 stoppate e 2 assist. Non sembrerebbero cifre incredibili ma nemmeno pessime. Tuttavia per un giocatore titolare scelto al Draft come numero 2 sono brutte se paragonate a quelle del suo avversario che vince il duello.

Zeller: 4,5
3 pt. (1/5), 2 rimbalzi, 1 assist in poco meno di 20 minuti. Perde due palloni. In attacco segna solo su schiacciata. Tutti gli appoggi finiscono fuori incredibilmente. Sembra aver perso il “talento” nell’andare a prendersi i rimbalzi. Commette falli vistosi e coach Clifford capendo che è un buco lo lascia fuori.

Jefferson: 6
14 punti (7/11), 9 rimbalzi, 4 stoppate. Come una brace, Fuoco sotto la cenere, si accende e si spegne. Quando riposa sotto la nera cenere però è buio anche per Charlotte che ha poche alternative offensive. Nella notte mette a referto anche diverse stoppate, anche se le alterna a momenti di difesa troppo passiva.

Neal: 5
7 pt. (3/9), 5 rimbalzi in più di 26 minuti. Continua a giocare con la protezione per la spalla e continua a farlo troppo spesso con iniziative solitarie. Le percentuali di tiro sono scarse per lui.

Williams: 6
9 pt. (3/8), 8 rimbalzi, 2 assist. Gioca 27 minuti. Qualche spunto, ma oscilla tra la sufficienza e la scarsa prestazione. Meglio di altri compagni però.

Biyombo: 5,5
0 pt. (0/0), 1 stoppata e 2 rimbalzi in meno di 10 minuti. Restituisce gentilmente un rimbalzo agli avversari non accorgendosi del tocco sulla palla di un giocatore dei Magic che gliela porta via. Nullo offensivamente, compie una gran stoppata che gli aumenta il voto di mezzo punto.

Roberts: 5,5
3 pt. (1/3), 2 assist e 2 rimbalzi. Non ha l’incisività della scorsa partita. Clifford se ne accorge e propone ancora Walker a inizio ultimo quarto, anche se per un attimo lo rimette sul parquet provando una formazione piccola ma lo toglie quando Fournier gli scappa con facilità e segna.

Hairston: 5,5
0 pt. (0/3), 1 rubata in 11 minuti abbondanti.
Si può dare di più cantavano a Sanremo Tozzi, Ruggeri e Morandi.

Coach Clifford: 5
Qualche buona intuizione, ma il gioco di squadra dov’è? La difesa dov’è? Troppo molle e sembra troppo spesso in affanno dopo un semplice blocco o un paio di passaggi. Mette agitazione anche ai tifosi vedere gli uomini tentare di recuperare la posizione.

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Informazioni su igor

La mia Hornetsmania comincia nel 1994, quando sui campi della NBA esisteva la squadra più strana e simpatica della Lega, capace di andare a vincere anche su campi ritenuti impossibili. Il simbolo, il piccolo "Muggsy" Bogues, il giocatore più minuscolo di sempre nella NBA (che è anche quello con più "cuore"), la potenza di Grandmama, alias Larry Johnson, le facce di Alonzo Mourning e l'armonia presente nella balistica di Dell Curry, sono gli ingredienti che determinano la mia immutabile scelta.

3 pensieri su “Game 31; Charlotte Hornets Vs Orlando Magic 94-102

  1. Purtroppo oggi si sono palesati nuovamente i problemi che ci hanno ahime’ accompagnato per tutta la precedente striscia negativa. La mini-serie positiva mi aveva fatto pensare ad un inversione di tendenza dopo aver notato segnali di una maggiore compattezza difensiva, un Zeller piu’ aggressivo che fa valere i suoi centimetri e un Kidd-Gilchrist che non mostra ancora i numeri che ci si aspettano da una seconda scelta assoluta ma che almeno tirava fuori un po di gioco maschio e impegno. Dopo le due sconfitte con thunder e magic queste poche note positive si sono nuovamente dileguate in chissa’ quali ameni lidi. Sono dell’idea che se le prestazioni continuano ad essere cosi’ fini a se stesse senza mostrare un idea di gioco la soluzione migliore sia quella di cambiare guida in panchina…lo dico a malincuore perche’ ho sempre pensato che non sia giusto prendere il coach come capro espiatorio nelle situazioni difficili e che talvolta ci voglia pazienza e calma olimpica lasciando che la squadra piano piano assorba quello che il coach vuole dai suoi uomini. Ma quando si cominciano a notare scricchiolii che poco alla volta formano crepe nel quadro generale e’ meglio prendere una decisione coraggiosa che a volte puo’ anche rivelarsi vincente. Spero di essere smentito visto che solo coach Clifford seguendo la squadra tutti i giorni sa cosa funziona e cosa no…tutti noi tifosi Hornets possiamo limitarci a guardare e commentare di conseguenza da amanti di questo sport. La cosa che mi conforta e’ che il pubblico di Charlotte si sta dimostrando davvero encomiabile nonostante tutto e che si comporta come si confa’ una tifoseria seria, ovvero tifare ancora di piu’ nei momenti difficili….LET’S GO HORNETS!!!!!

    • Sono d’accordo al 100% con la tua diesamina. Se le cose non si sistemano a breve con il “mercato” qualcosa va cambiato di certo. Il materiale è questo, ma suppongo che la guida tecnica bisognerebbe valutarla un attimino. Mi piace abbastanza il coach degli Hawks.

      • Il mio sogno proibito sarebbe quello di vedere D’Antoni sulla nostra panchina….per i giocatori che abbiamo il suo gioco a mio modo di vedere sarebbe quasi perfetto….dico quasi perche’ se da un lato la coppia Walker-Big Al si sposa bene con la sua filosofia di gioco offensivo e spumeggiante purtroppo non avrebbe a disposizione un passatore quale Nash, che nelle fasi di transizione era fondamentale. Sicuramente non assisteremmo a partite con una difesa di ferro in quanto il buon Mike cura la fase difensiva come Zeman la cura nel calcio xD pero’ sicuramente penso che per le nostre caratteristiche potremmo produrre un gioco divertente e piu’ efficace rispetto a quello proposto da Clifford.
        Apro una piccola parentesi tecnica…ma Ewing, che considero uno dei migliori lunghi della storia dell’NBA, che ci sta a fare se non insegna qualche movimento e qualche malizia a Zeller?

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