Game 32: Charlotte Hornets @ Orlando Magic 120-101

 
 
Fuga per la vittoria.
 
Gli Charlotte Hornets non soffrivano il mal d’Africa, in altre parole la nostalgia di chi visita il continente nero e vorrebbe farvi ritorno, ma il mal di trasferta (una brutta di serie di sconfitte esterne interrotta solamente dal blitz di Atlanta), aumentato nella tragicomica trasferta di smaltimento post natalizia a Brooklyn con sconfitta all’ultimo istante, rendeva necessaria una vittoria esterna per legittimare le ambizioni di post season e dare una florida classifica battendo Orlando e Miami (avversaria odierna e prossima) che dall’aggettivo appena utilizzato prendono l’ubicazione geografica.
La prima missione è stata compiuta, i Calabroni tornano ora a Charlotte dopo aver visitato l’esotica e Magica Orlando trascinando con sé bei ricordi, una W, giocate di livello che davano carica e fiducia per il back to back programmato dopo sole 24 ore.
La vittoria è arrivata nel terzo quarto quando i Calabroni tra attacco e difesa hanno annichilito i Magic estromettendoli dalla gara dopo aver toccato i 31 punti di vantaggio grazie a un allungo prodigioso.
Una fuga per la vittoria (parafrasando il titolo del famoso film), che ha consentito la certezza della W ben 12 minuti prima della sirena finale.
A nulla sono valsi i 21 punti di Vucevic guadagnati con il suo tiro dalla media e i 20 di Ibaka, quasi scomparso nel secondo tempo.
I Magic hanno tirato sotto il 26% da tre e hanno messo dentro 8 dei 10 tentativi dalla lunetta, mentre Charlotte ha tirato con il 41,7% da oltre l’arco e ha messo dentro 18 dei 19 liberi concessi.
Gli assist sono stati gli stessi (25), ma la lotta a rimbalzo è stata vinta nettamente da Charlotte che con un 46-34 si è assicurata il controllo dei tabelloni.
 
Gli Hornets, nonostante l’assenza del sesto uomo Belinelli, all’Amway Center potevano schierare la loro formazione base; Walker, Batum, Kidd-Gilchrist, M. Williams e C. Zeller.
Vogel doveva rinunciare a Fournier, mentre DJ Augustin in regia ormai per scelta tecnica prendeva il posto di Payton.
I Magic quindi utilizzavano il seguente starting five; DJ Augustin, Meeks, Gordon, Ibaka e Biyombo.
 

Lamb schiaccia nel finale su Hezonja. Jeremy, approfittando dell’assenza di Marco, ha chiuso con 14 punti.

La palla a due era vinta in due tempi dall’ex Biyombo, il quale regalava all’altro (ispano) congolese dopo solo 16 secondi, il tiro del vantaggio dalla baseline sinistra.
MKG lavorava su Meeks in un mismatch, spalle a canestro arrivava nel cuore del pitturato e girandosi metteva il ponticello a 11:22 al quale seguiva 43 secondi più tardi il suo intelligente (perché raddoppiato) passaggio per Zeller, il quale smarcato sotto canestro schiacciava per il primo vantaggio viola.
La squadra di Vogel pareggiava dalla lunetta con Augustin ma a 9:06 i Clifford Boys ritrovavano il vantaggio grazie a Walker che metteva un lungo tiro da due nonostante fosse contrastato.
A 8:47 Gordon fermava con la trattenuta sull’avambraccio di MKG la transizione della nostra ala pronta all’appoggio. Dalla lunetta il nostro numero 14 continuava a tirare bene regalando il doppiaggio a se stesso e ai compagni.
A 8:23 Walker con un passaggio tascabile serviva sulla corsa Zeller che dalla sinistra si accentrava e con la rim run metteva dentro due punti alla sua nuova maniera.
A 8:00 esatti Ibaka iniziava a produrre costantemente punti per Orlando mettendone due, Walker però con la mano sinistra batteva il difensore dalle parti del ferro ritrovando il +6, una dunk dell’ex Biz riduceva nuovamente le distanze a 4, Walker invece in mezzo al traffico sotto il canestro avversario rischiava di perder palla ma da quelle parti passava l’autobus Cody in soccorso; appoggio sulla sinistra del plexiglass e 14-8 a 7:14.
Un gancio di Ibaka e alcuni canestri precedenti dei ragazzi di Vogel portavano sul 14-12 la gara, tuttavia a 6:14 Walker serviva sulla sinistra Batum, il quale aveva km di spazio per realizzare la tripla del 17-12.
Ibaka metteva dentro un jumper dalla sinistra, Nicolas rispondeva dallo spigolo sinistro dell’area infilando un solo cotone ma Ibaka realizzava una tripla che lo portava a 11 punti personali, inoltre Meeks sulla baseline sfuggiva alla difesa di Charlotte e alla stoppata di Zeller realizzando il 19 pari.
A 3:57 una prima e precisa tripla di Kemba riportava il vantaggio tra le unghie dei Calabroni, che tuttavia incassavano l’immediato pareggio di Meeks che da fuori batteva Lamb.
Il time-out voluto da Clifford non serviva perché Ibaka stoppava Zeller e andava in terzo tempo dall’altra parte per far rimetter la testa avanti ai suoi a 3:04.
Lamb a 2:29 dalla diagonale sinistra sorpassava ma Meeks dal mid range destro tirava sul vetro per il +1 Orlando.
Kaminsky era stoppato da Ibaka, ma sulla stessa azione dalle parti della linea di fondo sinistra Sessions riusciva a mettere un buon tiro andando oltre il difensore, il vantaggio era aumentato da Batum che sulla destra correva in transizione battendo in velocità la difesa di Green, il quale non riusciva a tenere sull’appoggio del francese.
Il transalpino, prima di chiudere il quarto, smistava da appena fuori semicerchio dei tre punti, un assist saltato che raggiungeva Lamb, intento come un ninja a staccarsi dal difensore e a passare in back-door sulla destra, su di lui arrivava comunque un tocco tardivo, così il nostro numero 3 portava a casa un gioco da tre punti a :36.5 che chiudeva i giochi del primo periodo sul 32-26.
 
Nel secondo periodo Kaminsky inaugurava le marcature per gli Hornets con una tripla, i Calabroni inoltre volavano con Sessions che a 10:48 realizzava altri due punti.
Orlando rispondeva con un canestro di Vucevic su Kaminsky e con due FT di Green (nati da un passaggio e da un suo attacco deciso al ferro) a 9:56, inoltre a 9:08 Biz in transizione era toccato da Lamb.
L’ex centro di Clifford realizzava un gioco da tre punti che riportava a contatto (39-37) la squadra in divisa bianca.
La squadra di Charlotte ripartiva all’ultimo respiro in attacco; catch and shoot di Hibbert dalla media distanza a destra, preciso e velocissimo a battere la sirena sullo scarico di un compagno.
Orlando tuttavia non aveva ancora esaurito il momento positivo in attacco e con due canestri di Vucevic (vittime una volta Frank e un’altra Roy) riportava in equilibrio il punteggio.
Kemba riprendeva per mano la squadra e con una delle sue rapide finte trovava lo spazio minimo per andare a colpire da tre sulla diagonale sinistra, inoltre fintando alla stessa maniera su Vucevic, ripartiva dopo un’esitazione, passaggio per MKG bravo a metter dentro il 46-41 che costringeva Vogel al time-out per riordinare la propria difesa apparsa smarrita nell’occasione. Orlando però non ne beneficiava immediatamente; Watson spingeva Sessions su un tentativo di floater mandando il nostro numero 7 in lunetta da dove Charlotte aumentava di due il divario, inoltre 13 secondi più tardi Batum metteva in condizioni Kemba di poter segnare da sotto; Walker aggiungeva del suo rimanendo in aria di più e subendo un fallo sul tentativo di stoppata, si presentava in lunetta imitando la nostra ala piccola.
Ibaka nel pitturato interrompeva l’inezia viola per il 50-43 ma un teardrop soft di Kemba ridava i 9 punti di vantaggio alla quadra della Queen City.
Ibaka da tre non dava lustro una gran figura alla difesa di Williams, inoltre su un raro tiro sbagliato della PF avversaria, Gordon riusciva a mettere un tap-in a due mani in reverse sul quale Clifford chiamava immediatamente una pausa.
Kemba mostrava di avere un mirino di precisione quando si creava un pullup in ritmo, il tiro dal gomito usciva ancora una volta precisissimo e gli Hornets toccavano il +6 ma DJ Augustin da tre riduceva a soli tre punti il gap portando il punteggio sul 54-51.
Finalmente si faceva notare anche Marvin Williams per gli Hornets; dopo una tripla sbagliata in precedenza, scagliava un ordigno da tre punti che esplodeva nella retina dei Magic, a 1:36 l’attacco di Charlotte faceva girar palla fuori, Batum aveva la possibilità dell’open e non falliva la tripla del 60-53, in più a 1:07 MKG lanciato in transizione, andando a depositare dopo l’autoscontro di spalla con il difensore, lanciava Charlotte sul 62-53.
Vucevic chiudeva il quarto con due punti e le squadre si recavano negli spogliati sul 62-55.

Zeller rientra con una sindattilia presente sulla mano destra, tuttavia ciò non gli impedirà di schiacciare…

 
Al rientro sul parquet dei Magici, Meeks sfruttava un intercetto su un tentativo di assist di Batum per correre in contropiede, finta su MKG che in rientro saltava e lasciava il tempo giusto all’ex Pistons di realizzare il -5.
A 10:21, Marvin segnava dopo aver appena subito una stoppata, ma Meeks segnava ancora dimostrando di saper far un buon uso della tabella.
Gli Hornets esplodevano insieme a MKG, il quale si faceva vedere alto a 8:54, lungo due punti quasi frontale per la nostra ala che mandava sul -7 i ragazzi di Vogel.
Gordon nell’angolo sinistro subiva il disturbo di Batum, la sua tripla finiva storta sul ferro e Charlotte colpiva ancora a 7:59.
Gli Hornets difendevano bene ora; MKG si stampava su un blocco illegale di Biyombo (spallata sinistra a MKG alla ricerca di Meeks) e costringeva gli arbitri ad annullare in contemporanea il canestro indebitamente guadagnato.
Charlotte dilagava nel quarto replicando con MKG a 7:22, altro ponticello, stavolta con rimbalzi da ferro amico e Hornets sul +11, ma non era finita… passaggio breve laterale di Kemba per Marvin, il quale a 6:39 saettava una tripla che fulminava la difesa della squadra di casa.
Venti secondi più tardi Kemba bruciava Payton (rimasto fermo sul lato sbagliato del blocco portato da Zeller) e Vucevic; appoggiando sulla destra del canestro e subendo anche il contatto con il numero 9 avversario riusciva a portare a casa un gioco da tre punti che consentiva a Charlotte di muovere ancora il tabellone. A 6:19 segnava un parziale d 12-0 e un 76-59 pro Hornets…

Vucevic con il quattordicesimo punto personale cercava di bloccare la fuga ospite, ma i Calabroni giocavano palloni dalle parti del ferro; se prima Cody guadagnava due liberi (fallo d’Ibaka), Batum riceveva da Kemba e schiacciava a una mano indisturbato a 5:36, Williams da sotto canestro a destra dava dietro sulla corsa di Zeller, il quale schiacciando rumorosamente si sentiva fino a Miami, avvisando gli Heat per domani sera…
Il canestro valeva l’82-61 e certificava la scomparsa mentale dal campo dei Magic che tentavano 4 volte, specialmente da oltre l’arco sulla stessa azione (due rimbalzi offensivi di Payton) ma non la mettevano più dentro…
Walker acuiva le difficoltà dei locali ricevendo in corsa appoggiando con armonia in continuazione da sotto. Lamb da sinistra remava fino all’isola del tesoro bruciando la retina, Batum recuperava un rimbalzo e andando in coast to coast realizzava in appoggio spinto da Vucevic aprendo il forziere con un gioco da tre punti che valeva l’89-61.
A 2:50 era ancora il francese a depistare la difesa bianca, in particolare Green rimaneva lì mentre Batum andava sulla diagonale destra per realizzare il +31 con una bombarda siderale (92-61).
Batum nel finale dava ancora Charlotte dopo un gioco da tre punti di Green; assist verticale per Kaminsky, il quale era rapido a compiere mezzo giro sull’esterno dal post destro e a mettere dentro usando il plexiglass.
A 1:25 Batum sfornava l’ottavo assist per la tripla di Sessions frontale, la quale valeva il 97-67.
L’1/2 di Watson dalla linea a :26.9 dalla terza sirena addolciva una pillola amara per Orlando, che nel parziale di quarto si vedeva superare 35-13, sostanzialmente eclissandosi dalla partita.
 
Nell’ultimo quarto partiva solo MKG tra i titolari; Lamb in questa frazione “spazzatura” metteva dentro due liberi a 11:24 mentre a 10:56 Sessions s’inseriva in un discorso “rimbalzistico” dei Magic e rubando palla sulla sinistra appoggiava tra gli uomini di creta di Vogel.
Il 101-68 al quale replicava con un arcobaleno Payton era più che soddisfacente oltre che rassicurante.
Dopo un artistico misto sottomano/fing an roll chiuso di destra di un Kaminsky proveniente dalla sinistra, Orlando portava a casa un parziale di 9-0 ma Hawes, appena entrato, a 7:05 infilava un turnaround dal pitturato.
A 6:23 un bel tiro di Sessions valeva il 107-79, nel finale per Orlando c’era spazio per il tiro, Hezonja ne approfittava, mentre dall’altra parte la connessione Hawes/Lamb si dimostrava forte nonostante fosse stata interrotta da Clifford per lungo tempo; Spencer forniva dei dolcetti a Jeremy che li usava in maniera propizia portando a casa 4 punti con due jam piacevoli da osservare.
Orlando guadagnava sterilmente qualche punto nel finale e a 09.2 Rudez realizzava la tripla che fissava il risultato sul 120-101, tuttavia Charlotte interrompeva il mal di trasferta in maniera convincente.
 
Pagelle
 
Walker: 7,5
21 pt. (8/12), 3 rimbalzi, 5 assist. Si riposa integralmente nell’ultimo quarto ma il tunnel l’aveva già scavato. E’ lui quando c’è bisogno a fornire benzina alla squadra. Spreca pochissimo al tiro e perde solo un pallone in soli 24 minuti. Dietro cerca di lavorare sui blocchi per Augustin che lo colpisce una volta ma poi si limita al tiro e chiude con 7 punti e 3 assist, poca “roba”…
 
Batum: 8
20 pt. (8/12), 9 rimbalzi, 8 assist, 1 rubata in 29 minuti. Tutta la sera ironicamente i tre commentatori di Charlotte ridendo, l’hanno ironicamente definito uomo colla, certo se gioca così, e ne ha le possibilità, è molto di più. Al tiro va come Kemba, realizza alcune triple in momenti importanti e ha cifre da gioielleria. Co un rimbalzo e due assist in più (avesse giocato l’ultimo quarto) sarebbe andato in tripla doppia…
 
Kidd-Gilchrist: 7
12 pt. (5/9), Va sul concreto, in attacco e in difesa. Dietro si fa fatica a passare anche quando gli avversari segnano, in attacco va in fiducia mettendo un paio di tiri che ora sembrano essere nelle sue corde se presi con tranquillità, inoltre dalla lunetta sembra diventato più preciso e freddo.
 
M. Williams: 6
8 pt. (3/7), 6 rimbalzi, 1 assist, 1 stoppata, 1 rubata. Un po’ in affanno in difesa dove non risulta efficace, poi migliora o l’avversario peggiora… Mette un tiro da tre nel secondo tempo che contribuisce a squassare la nave di Vogel.
 
C. Zeller: 6,5
10 pt. (4/6), 5 rimbalzi, 2 assist, 1 rubata. Sembra debba uscire per infortunio a poco più di un secondo dall’intervallo a causa di un tentato anticipo sotto canestro da parte di Meeks che gli colpisce anche la mano (oltre la palla), tuttavia rientra con una sindattilia e da il suo contributo anche nel secondo tempo. Segna quando c’è la possibilità senza strafare, anche lui risparmia energie nell’ultimo quarto prima della sfida con Miami.
 
Sessions: 6,5
13 pt. (5/9), 3 rimbalzi, 1 assist, 2 rubate in 21 minuti. Ha voglia, gioca, corre, crea per se stesso e si batte, oltretutto mette buona parte dei tiri. Un solo assist ma comunque è un giocatore ben diverso da quello visto a inizio stagione al quale riusciva poco.
 
Lamb: 6,5
14 pt. (5/10), 4 rimbalzi. Mette una tripla nel primo tempo e un paio di canestri in schiacciata nel “rumenta time”. Il suo lo fa, anche se magari non sempre in difesa è così coriaceo.
 
Kaminsky: 6
9 pt. (3/11), 1 rubata, 2 perse. Si perde un po’ nel garbage time, poco preciso da fuori (1/6), conta relativamente ma deve mantenere la concentrazione. Qualche errore anche prima, come i due tiri iniziali poi comunque riscattati con un buon terzo tentativo. I suoi canestri comunque contano al momento giusto.
 
Hibbert: 6
4 pt. (2/4), 3 rimbalzi. Gioca 15 minuti, perde due palloni. Lento a rientrare e lento nei movimenti in attacco. Se ha palla in mano, può creare un pericolo, altrimenti sui passaggi in attacco con lui marcato, rischiamo qualche cosa (l’anticipo, la persa, ecc.), tuttavia mette dentro un tiro prezioso allo scadere dei 24. In difesa potrebbe fare meglio.
 
Hawes: 6,5
6 pt. (3/4), 4 rimbalzi, 2 assist. Entra e interrompe il monologo punti Orlando, replica un paio di volte con canestri agili, sbaglia una tripla ma in versione Babbo Natale schiaccia assist regalo. Per lui un -10 ma senza troppe colpe.
 
Roberts: 6
2 pt. (0/0), 2 assist in 5 minuti. Due punti passando per la lunetta (buon movimento per prendersi il fallo), più due assist smistati. Prende un -9 di +/- con le squadre scollate ma lui fa il richiesto.
 
Graham: s.v.
1 pt. (0/0) in 4 minuti. Gioca poco, non si può dare un giudizio.
 
Coach Clifford: 7
Buoni I tempi per I time-out, la squadra riesce a recepire i messaggi, oltre il talento di Walker e il collante di Batum abbiamo una difesa seria nel terzo quarto e un attacco che crea con varie situazioni, buoni tempi di gioco, vantaggi e qualità per arrivare a canestro, almeno contro i Magic funziona bene…

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Informazioni su igor

La mia Hornetsmania comincia nel 1994, quando sui campi della NBA esisteva la squadra più strana e simpatica della Lega, capace di andare a vincere anche su campi ritenuti impossibili. Il simbolo, il piccolo "Muggsy" Bogues, il giocatore più minuscolo di sempre nella NBA (che è anche quello con più "cuore"), la potenza di Grandmama, alias Larry Johnson, le facce di Alonzo Mourning e l'armonia presente nella balistica di Dell Curry, sono gli ingredienti che determinano la mia immutabile scelta.

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