Game 32; Charlotte Hornets Vs Milwaukee Bucks 94-104 (OT)

Probabilmente a Coach Clifford e all’entourage degli Hornets servirebbero due esperti, uno di psicologia, a giudicare dai parziali che danno e prendono e dagli stati mentali che condizionano brevi periodi nei quali i giocatori degli Hornets sono in grado di commettere di tutto (dal -17 alla gara trascinata all’OT e poi lasciata scivolare via) e uno di metafisica del basket per cercare di capire cosa possa essere utile, necessario, stabile e benefico per questa franchigia a partire dal controverso (e momentaneamente menomato fisicamente) Al Jefferson. Troppi elementi mutevoli e instabili si affollano nel roster degli Hornets, ciò determina un’incapacità di stabilizzare le situazioni, di far quadrare e compattare la squadra.
Se sul mercato arriveranno risposte interessanti, ciò potrebbe rivelarsi un primo passo fondamentale per migliorare una situazione piuttosto deludente al momento.
Ospiti di serata erano i Bucks, formazione già battuta due volte quest’anno, ma che in classifica è messa nettamente meglio degli Hornets.

I Bucks scendevano sul parquet con; Knight, Middleton, Antetokounmpo, O’Bryant, Pachulia. Gli Hornets con; Walker, Henderson, Kidd-Gilchrist, Zeller e Jefferson.

Gerald Henderson, una delle pochissime note positive della serata.

Gerald Henderson, una delle pochissime note positive della serata.

Gli Hornets partivano bene pur “perdendo” la palla a due che finiva però oltre la linea di fondo dei Bucks senza che nessun giocatore in tenuta verde riuscisse a recuperarla.
Henderson a 11:32 inaugurava la serata dalla lunetta con un 2/2 mentre a 11:13 Gilchrist con una penetrazione circolare orizzontale andava a segno.
Charlotte era interrotta da Zaza Pachulia a 10:35 che non aveva troppe difficoltà contro Jefferson.
A 10:07 Walker si avventava come un falco su un passaggio che il play trasformava in un canestro da tre punti mettendo il tiro da 50° circa a sinistra.
Il buon momento di Charlotte si evinceva anche da una stoppata di Zeller e dal ribaltamento dell’azione che vedeva andare a segno Henderson con un jumper frontale dalla linea del tiro libero.
La fastidiosa presenza di Pachulia si manifestava con un altro canestro, prima che Henderson intercettasse un pallone e chiudesse la transizione a 8:01.
Il duello tra il georgiano e la guardia degli Hornets proseguiva, il giocatore dei Bucks segnava da due punti, mentre Gerald infilava la tripla del 14-6 a 7:31 dalla fine del primo quarto.
Dopo il time-out Milwaukee tornava in campo decisamente più convinta e produceva delle giocate più efficaci.
Una tripla di Knight, un gioco di Antetokounmpo più altri due punti di quest’ultimo, risollevavano Milwaukee portandola al pareggio sul 14 pari a 6:18.
Gli Hornets continuavano a sbagliare tiri con Jefferson, ma anche con altri giocatori, così la squadra del Wisconsin continuava nel suo controparziale con Knight, Mayo, Dudley e Antetokounmpo che a 1:32 faceva registrare il più 10 per Milwaukee.
Il parziale di 18-0 in favore degli ospiti veniva interrotto da Walker dalla lunetta a 1:20.
Nonostante Biyombo nel finale cancelli Henson, il parziale di primo quarto era 17-25 per i Bucks.

Nel secondo quarto Roberts segnava il -5 a 11:36 poi spazio al duello Biyombo/Henson che vedeva il secondo vincente per due stoppate a una.
Hornets inguardabili in attacco ancora una volta e Bucks che ne approfittavano per produrre un altro parziale di 10-0.
Marshall a 5:35 metteva i punti del 20-35 con un 10-0 di parziale. Il canestro di Roberts a 5:10 in jumper non interrompeva la serie di canestri di Milwaukee che volava sul 22-41 a 4.01 grazie a Middleton. Nel finale i Calabroni non riuscivano ad accorciare di molto sebbene segnassero 5 punti con Walker e 3 con una bomba di Williams a :01.4. Il finale del primo tempo era di 32-49 a vantaggio degli ospiti, che potevano gestire abbastanza comodamente un margine di 17 punti.

Dopo l’intervallo Henderson riusciva a segnare due canestri nei primi due minuti di gioco, anche Big Al si svegliava dal letargo dopo non aver concluso nulla e a 9:44 realizzava un canestro che consentiva a Charlotte d’iniziare l’opera di rimonta, portata avanti da Kidd-Gilchrist con due punti a 9:10 dalla fine del penultimo quarto (41-53).
Milwaukee ci metteva poco però per rispondere e con un paio di canestri si riportava a +16.
L’unico vero buon momento di Big Al coincideva con la riduzione del gap da parte degli Hornets.
Prima con un canestro, poi con due assist molto belli; il primo per Henderson che con perfetto tempismo riceveva nel pitturato e segnava con un gancetto, il secondo per Zeller che smarcato sulla baseline poteva persino permettersi il lusso di schiacciare a &:21 per il 49-61. Dudley dall’altra parte però sfruttava i problemi atavici della difesa degli Hornets; superato il marcatore invece che pararsi incontro al giocatore dei Bucks, la difesa di Charlotte si apriva come il Mar Rosso con Mosè, regalando due punti semplici alla squadra di Kidd.
A 2:37 una buona penetrazione di Neal portava sul 56-63 la sfida. Zeller recuperava palla in difesa e veniva fermato irregolarmente da Middleton in attacco.
Dalla lunetta però segnava solo uno dei due liberi a disposizione a 1:13. Walker a :40 secondi dall’inizio dell’ultimo quarto guidava se stesso all’appoggio al tabellone per il 59-63, tuttavia Milwaukee riallungava un pochettino, grazie anche alla pesante tripla di Mayo che sulla sirena metteva il 61-68 a favore dei verdi.

P.J. Hairston metteva il suo unico tiro della serata con una bella tripla a 10:58 riportando in scia Charlotte.
Il 64-68 era parzialmente vanificato da un buon jumper di Dudley che realizzava nonostante la buona marcatura di Williams.
Partita che sembrava riallontanarsi per Charlotte quando poco dopo Henson servito con un passaggio supplementare trovava il tempo per appoggiare da sotto il pallone del 64-72.
A 9:39 dalla fine dell’ultimo quarto Neal con un bel movimento (spin move) si liberava di Mayo ed eludeva la stoppata di Henson per l’acrobatico appoggio del 66-72.
Mayo da 3 punti dal corner sinistro però rispondeva, approfittandosi della marcatura di Walker che gli rendeva cm.
A 7:10 dalla fine si era sul 66-77. Clifford provava con un doppio play in campo (e con una doppia PF di ruolo, giacché Jefferson era rientrato negli spogliatoi per problemi fisici) e propri Roberts a 5:41 confortava l’allenatore con una tripla scagliata da 45° dx per il 72-79.
Henderson in attacco metteva due tiri molto importanti con i suoi classici canestri in sospensione di bello stile e Charlotte rientrava a -3 quando mancavano 4:01 alla sirena.
Walker accorciava a -1, i Bucks rispondevano da due, ma finalmente a 3:06 Marvin Williams con una tripla dal lato sinistro agganciava Milwaukee sull’81 pari.
Nel finale Walker riusciva a dare un minimo vantaggio alla squadra del North Carolina, poi una serie di errori portava all’occasione del pareggio i Bucks.
Knight era stoppato bene da Zeller in un primo momento, poi, però il play avversario riusciva a riprendersi la palla a spicchi e a pareggiare. L’ultimo pallone sarebbe a disposizione degli Hornets che però lo gettavano alle ortiche con Walker.
Il play, che avrebbe voluto penetrare, veniva raddoppiato e chiuso su un lato.
Il suo scarico per Henderson era oltre la metà campo e così i Bucks si ritrovavano con un paio di secondi per vincere la gara ma Dudley sulla sirena provava un tiraccio che non entrava, così il punteggio di 83-83 si sarebbe dovuto sbloccare al supplementare.

Nell’OT Milwaukee sembra più attiva e segnava quasi tutti i tiri effettuati. Antetokounmpo grazie a una schermatura, un blocco, segna con un tiro frontale, Henderson riesce ad “annullare” il canestro con un tiro effettuato veleggiando dalla baseline destra a 4:30.
Roberts in attacco perde malamente palla e in difesa commette fallo su Antetokounmpo spostandosi lateralmente.
Contatto e gioco da 3 punti avversario a 3:51. I Bucks sembravano semplicemente più in forma e si avvantaggiavano di qualche punto, ad esempio con un’entrata di Knight a 3:22 che valeva l’85-90.
La schiacciata di Henson era solamente parzialmente coperta da quella di Zeller a 2:03 per l’88-94.
Il gioco partita arrivava a 1:47 quando Knight segnava il jumper dell’88-96, lasciando poco tempo agli Hornets (che già avevano perso fantasia) per recuperare.
Il punteggio finale era di 94-104 in favore dei Bucks che così accorciano la serie stagionale sull’1-2.

I Calabroni hanno avuto più occasioni al tiro degli avversari, ma hanno concluso dal campo con percentuali nettamente peggiori (36,7% contro il 47,1%), a nulla sono serviti 6 rimbalzi in più e 5 rubate in più rispetto agli avversari.
Quando non si mettono i tiri diventa impossibile vincere. Milwaukee ha raddoppiato spesso i giocatori intorno al pitturato, Charlotte non è stata brava e rapida nel far circolare velocemente palla e a frapporre qualche blocco per qualche tiratore libero che avrebbe potuto mettere qualche canestro pesante, anche se Milwaukee è stata anche veloce nel tornare a difendere il perimetro.

Voti

Walker: 6
28 pt. (7/22), 4 stoppate, 2 rubate e 4 assist. Spiccano in negative 5 palle perse, per di più banalmente e in maniera forzata. Giocando troppo lui potrebbe anche succedere, ma il modo con il quale sono state perse non è sembrato adatto a un buon giocatore NBA. Segna 28 punti ma con 22 tiri. Difesa discreta e ottimo nello stoppare ben quattro volte i suoi avversari.

Henderson: 7
19 pt. (7/13), 5 assist, 4 rimbalzi, 2 rubate, 1 stoppata. Fa di tutto e tiene a galla gli Hornets con i suoi jumper, fade-away veleggiando in aria, anche in difesa fa un discreto lavoro.

Kidd-Gilchrist: 5,5
10 pt. (5/10), 3 rimbalzi, 2 assist e 1 stoppata. Duello perso con il suo dirimpettaio. Buone le cifre al tiro ma per il resto ci sia aspetta di più.

Zeller: 6
6 pt. (2/3), 5 rimbalzi, 3 rubate. Discreta difesa nell’ultimo quarto quando Charlotte risale, buona la stoppata su Knight nel finale, ma non riesce a evitare il canestro sul secondo tentativo.

Jefferson: 4,5
6 pt. (3/12), 8 rimbalzi, 5 assist, 3 palle perse. Palloni persi per passi, tiri che non ne volevano sapere di entrare a inizio gara, ripetuti alla stessa maniera. Ha una fiammata in termini di assist e punti, ma da lui ci sia spetta molto di più.

Williams: 6
(3/8), 14 rimbalzi, 3 assist, 3 rubate. Tiro scarso anche se da tre ne realizza due su tre, in difesa va come il semaforo, a rimbalzo però è presente.

Neal: 4,5
7 pt. (2/8), 4 rimbalzi. Un bel canestro non giustifica le sue scarse percentuali che contribuiscono ad affossare gli Hornets. Recentemente le medie sono queste e per un tiratore è cosa grave.

Biyombo: 4,5
Due belle stoppate. Peccato gli siano restituite da Henson. Avesse messo uno dei due liberi, forse Charlotte avrebbe vinto nei regolamentari. Non gioca perché in attacco è irrilevante se non dannoso a volte. Peccato perché la difesa è veramente buona.

Hairston: 4,5
3 pt. (1/5), 2 rimbalzi. Tiri fuori misura, si vede a occhio già da quando partono, mette una bella tripla, ma le cifre sono impietose anche per lui.

Roberts: 5
7 pt. (3/7), 2 rimbalzi. Da 6,5 nei regolamentari, male nei supplementari dove butta via un pallone e poi fa un fallo che costa un gioco da 3 pt. (d’altra parte rendeva cm) e spiana la strada ai Bucks. Da sfruttare di più al tiro.

Coach Clifford: 4,5
Se questa squadra non ha ancora una fisionomia è imputabile a diversi fattori, in primis la costruzione della squadra. Mandare Vonleh alle Formiche Pazze asserendo che non ha appreso i sistemi dei Calabroni e poi proporre lo schema Walker contro tutti meriterebbe il ritorno di Vonleh e il trasferimento di Clifford in capo alle Formiche Matte. Sono contro i cambi di allenatore, ma qui o si cambia quasi tutta la squadra, o si prova a vedere se con un altro allenatore magari esce fuori qualcosa di meglio… Continuare così non ha senso.

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Informazioni su igor

La mia Hornetsmania comincia nel 1994, quando sui campi della NBA esisteva la squadra più strana e simpatica della Lega, capace di andare a vincere anche su campi ritenuti impossibili. Il simbolo, il piccolo "Muggsy" Bogues, il giocatore più minuscolo di sempre nella NBA (che è anche quello con più "cuore"), la potenza di Grandmama, alias Larry Johnson, le facce di Alonzo Mourning e l'armonia presente nella balistica di Dell Curry, sono gli ingredienti che determinano la mia immutabile scelta.

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