Game 33; Charlotte Hornets @ Houston Rockets 83-102

Differenze…
Si giocava nella notte l’ultima partita dell’anno per gli Charlotte Hornets, che perdendo a Houston allungano la striscia negativa a 4 partite.
Una partita che in Italia in realtà era, per via del fuso orario, all’una di notte.
Questa è la prima differenza in una partita nella quale il divario è stato creato dalla bravura dei giocatori.
Houston ha avuto un apporto fondamentale da James Harden, la sua stella e poi ha trovato altri giocatori come Howard e Beverley che hanno fatto il loro, mentre Charlotte che era partita convinta, determinata e decisa, non ha saputo trovare la via del canestro con continuità, dimostrando che la squadra (al momento con due infortunati illustri, Stephenson e Jefferson) non è in grado di competere contro questi team, più completi sicuramente. Il divario, la differenza è stata evidente e coach Clifford dovrà digrossare i suoi rookies ma non solo, se vuole otimizzare un lavoro difensivo nemmeno malvagio intorno al pitturato e un lavoro offensivo che ancora non seleziona bene le migliori opzioni di tiro.

Charlotte scendeva in campo in tenuta color teal con; Walker, Henderson, Kidd-Gilchrist, Zeller e Biyombo, sorprendendomi un po’ perché pensavo che coach Clifford schierasse M. Williams all’ala e Zeller al centro.
Sicuramente il coach ha voluto dare più importanza all’aspetto fisico per marcare il grosso centro avversario Howard.
I Rockets invece mettevano sul parquet: Beverley, Harden, Ariza, Josh Smith e Howard con McHale come head coach.

Walker scarica dalla linea di fondo per la tripla di Williams in angolo.

Walker scarica dalla linea di fondo per la tripla di Williams in angolo.

Partita che iniziava in maniera anomala con l’1-0 Hornets a 11:11 per effetto del libero di Walker, trasformato a causa di una violazione dei tre secondi nel pitturato da parte di Houston.
La difesa di Charlotte più Zeller e Henderson riuscivano a portare la gara sul momentaneo 5-0 ma i Rockets si riportavano sopra iniziando la rimonta con un perfetto passaggio di Harden a scavalcare Biyombo per l’alley-oop di Howard.
Harden segnava dalla lunetta due volte, Howard schiacciava a 9:05 effettuando il sorpasso (5-6) e quando Ariza intercettava un pallone vagante passato male da Zeller, partendo in contropiede, dava il 5-8 per i suoi a 8:24.
Uno step back dal lato sinistro di Walker accorciava le distanze, mentre Biyombo realizzava impensabilmente due liberi consecutivi dalla lunetta e i Calabroni si riportavano in vantaggio, il quale era aumentato da un jumper di Henderson dalla baseline.
L’attacco dei Rockets era insistito, così, nonostante la stoppata di Biyombo su Smith, Harden subiva fallo da Zeller e realizzava un gioco da 3 pt. per il pareggio a 6:43.
Hornets a tentare l’allungo con la penetrazione di Walker e il tiro di Henderson, un lungo jumper da 45° destra per il 15-11, punteggio immediatamente rintuzzato da Beverley con una tripla aperta. Henderson continuava il suo buon momento al tiro realizzando ancora un tiro dalla parte opposta a quello messo precedentemente, ma Motiejunas in entrata, fermandosi in area e girando su se stesso, faceva saltare Williams trovandosi solo di fronte al canestro e realizzando il 17-16.
Un’altra palla rubata dei Rockets, conduceva Brewer a segnare due punti a 2:50, tuttavia MKG segnava con un jumper frontale e Walker con un cambio marcia sfrecciava a canestro per il 21-18.
Harden ristabiliva la parità con tre punti dall’angolo e Motiejunas in corsa, servito da Brewer approfittava del ritardo in marcatura di Williams, per appoggiare il 21-23.
Una rubata di Neal nel pitturato Hornets lo vedeva proiettarsi in un coast to coast che sanciva il nuovo stallo.
A :31.5 Terry commetteva fallo su Neal che non sbagliava dalla lunetta e regalava il parziale di primo quarto a Charlotte, la quale chiudeva in vantaggio 25-23.

Nella seconda frazione Neal andava a referto grazie ad un’altra transizione ma Ariza che sfruttava un po’ di spazio concesso, riusciva a mettere la bomba del riavvicinamento (27-26).
Neal si confermava in un buon momento con un floater vincente a 10:12. Gli Hornets conservavano un minimo margine di vantaggio sino a quando Brewer non indovinava la tripla del 31-31 dall’angolo sinistro a 8:38.
I Rockets con un altro paio d’azioni andavano avanti 31-34, ma stavolta era Charlotte con un passaggio cambio lato e Roberts a pareggiare sul 34 a 7:01.
Charlotte usciva forte in questo scorcio di periodo; Henderson apriva il campo per MKG che portava due punti alla causa, Houston perdeva palla in attacco (molte le perse dai texani nel primo tempo) e Zeller appoggiava al vetro, inoltre la stoppata di Biyombo su Beverley e il dovere fatto da Walker dalla lunetta (per spinta con il corpo di Howard sul tentativo di tiro del play), lanciavano Charlotte sul 40-34 a 3:58 dall’intervallo lungo.
Harden però iniziava a giocare da par suo e segnava sfruttando un blocco di Howard, poi, dopo un libero del congolese di Charlotte, lo stesso barbuto giocatore andava a bersaglio da 3 pt. per il 41-39.
I primi due punti di Smith consentivano il riaggancio di Houston alla navicella Charlotte a 2:28.
A 1:15 grande azione difensiva di Henderson su Beverley.
Tenendo a distanza il blocco e allungandosi, sottraeva palla al giocatore dei Rockets, che non riusciva a fermare la corsa del N°9 di Charlotte in transizione.
Nonostante un canestro di Maxiell, nel finale Houston passava avanti con due bombe; la prima di Harden e la seconda di Beverley a 3 secondi dalla sirena.
I primi due quarti quindi si chiudevano con un leggero vantaggio da parte di Houston (45-47).

L’inizio ripresa era il momento in cui i Razzi accendevano i motori. Beverley segnava 8 punti grazie a due triple intervallate da una transizione e Charlotte nel giro di poco più di un minuto si ritrovava sotto di 10 punti, anche perché l’attacco non girava.
Per interrompere il break ci voleva una penetrazione del n°14 degli Hornets, il quale era toccato da Harden sul braccio destro.
Dalla lunetta MKG portava a 47 la squadra allenata da Clifford.
Le squadre iniziavano ad annullarsi i canestri rispondendosi, anche se Beverley finalmente si raffreddava sbagliando un paio di conclusioni da oltre l’arco.
Charlotte però mancava di grinta in difesa. Una stoppata di Henderson su Harden e una tripla mancata sulla stessa azione non erano abbastanza, gli uomini in teal si facevano portar via un rimbalzo da Beverley a palla in mano e Houston ne approfittava andando con l’alley-oop per l’ex Lakers Howard.
Biyombo con un jumper ravvicinato dalla baseline destra e con un libero (pick and roll con Walker fermato irregolarmente) tentava timidamente di riavvicinare i suoi.
A 6:49 Howard sotto canestro era assaltato da 4 Hornets e perdeva palla ma in attacco Charlotte lasciava scadere i 24 secondi.
Il centro titolare di Houston si rifaceva poco dopo. Le sue spinte su Biyombo richiamavano Zeller, il quale però abboccava alla finta sul giro di Howard che comodamente passava in mezzo ai due per la slam.
Un jumper di MKG a 5:48 portava sul -8 (54-62) Charlotte.
Hendo a 4:04 con un tiro in sospensione dalla media (sinistra) accorciava sino al -7 (58-65). Biyombo arrivava con una frazione di secondo di ritardo sul tiro di Harden e la palla era considerata goaltending.
Henderson riusciva nuovamente a riportare la squadra di Jordan al -7 con un canestro impossibile; superata Terry andandosi a prendere la linea di fondo, evitava anche la stoppata di Motiejunas con un tiro pazzesco dalla baseline sinistra.
Henderson croce e delizia quando poco dopo forzava un tiro in maniera evidente facendo una magra figura.
Walker da oltre l’arco, su uno scarico da sotto canestro puniva i Rockets, i quali gli lasciavano tutto il tempo per tirare senza che avesse nessuno intorno.
Era il -6 (63-69) a 1:46.
Una decisione dubbia dal mio punto di vista (2 liberi per Motiejunas che si creava il contatto) a :48.7 65-73 era fondamentale per non far tornare Charlotte a un solo possesso, visto che sull’azione seguente, Williams dall’angolo sinistro cacciava dentro la tripla (imbeccato dallo scarico di Walker da sotto il canestro) del -5. Harden però con il suo ball handling metteva in dificoltà Henderson, il quale non leggeva bene la situazione e si staccava quei cm necessari per far segnare a Harden il 68-76 che chiudeva la frazione di gioco.

Nell’ultimo quarto Charlotte accorciava subito di due con Neal, il quale era falciato da Brewer sul tentativo di tripla.
Gli arbitri guardavano il replay per capire se il fallo fosse da dentro o fuori l’arco ma in realtà era evidente che fosse stato commesso fuori. Due su tre per la guardia degli Hornets e 70-76. Dorsey regalava una chance agli Hornets andando a fare uno sfondamento su Maxiell (al limite) e atterrando con i denti sulla testa del povero Williams costretto a uscire.
Charlotte però usciva di scena, Hairston non segnava la tripla, Neal con un tentativo di passaggio telefonato si faceva portar via la palla da Ariza che segnava in contropiede… così quando Roberts mancava il tiro e Motiejunas faceva vedere di essere più bravo di Zeller i Rockets tornavano sul +10 a 9:46 dalla fine.
Un air-ball di Roberts e una tripla di Smith a 6:34 chiudevano la gara. Nel finale Biyombo dimostrava di essere migliorato ai liberi e Charlotte mollava gli ormeggi, consentendo a Harden un momento “in the zone” (fase in cui a un giocatore riesce di tutto) che portava il punteggio sul 79-99 a 2:29.
Il finale era 83-102 per gli Houston Rockets.

Charlotte ha tirato dalla lunga distanza con il 16,7%, mentre Houston che ha messo 17 tiri, con il 39,5 e anche le percentuali dal campo sono state a favore dei padroni di casa, anche se con proporzioni più limitate.

Voti

Walker: 5,5
12 pt. (4/11), 5 assist. Molla la marcatura di Harden per lasciarla a Hendo, quando alla fine vi torna I risultati sono gli stessi del compagno. Un po’ fuori serata e non troppo nel vivo del gioco che passa anche per altre mani.

Henderson: 5,5
16 pt. (7/14), 4 rimbalzi. Buona la prova offensiva. Difensivamente fa quello che può. Quando ingrana Harden non c’è nulla da fare per lui.

Kidd-Gilchrist: 5
16 pt. (6/15), 8 rimbalzi. Nel finale ci prova con i jumper, meglio del solito in quella parte, poi inizia a sbagliare anche lui e così la squadra non può rientrare in gara.

Zeller: 5
6 (3/5), 7 rimbalzi, 1 stoppata in 26 minuti. A giudicare dalle cifre sembrerebbe almeno una sufficienza. In realtà sul parquet non è così performante. Che qualche alieno gli abbia tolto quella grinta e quel minimo di talento d’inizio stagione?

Biyombo: 6
9 pt. (1/2), 7 rimbalzi e 3 stoppate in 25 minuti. Quasi tutto dalla lunetta lo score offensivo. In difesa non sempre ce la fa, ma da il suo contributo.

Maxiell: 6
4 pt. (2/4), 3 rimbalzi, 1 rubata. Finisce per giocare ben 22 minuti alternandosi con il centro congolese. Non è che sia un fenomeno, però forse ha dato il massimo o quasi di quello che poteva dare. Buono uno sfondamento preso con malizia e bravura.

Neal: 5,5
10 pt., (3/7), 6 rimbalzi, 2 assist, 1 stoppata. Inizia bene ma poi finisce per perdere 3 palloni, uno dei quali sanguinoso. Da 3 punti non prende più una virgola. Una faccia non troppo felice.

Williams: 5,5
3 pt. (1/4), 2 rimbalzi, 1 steal in 16 minuti. Esce colpito azzannato dal vampiro Dorsey ma la sua presenza è simile a quella dei compagni.

Hairston: 5
(1/6), 1 assist, 1 rimbalzo, 1 stoppata in 13:56. Forse in D-League avrebbero dovuto mandare lui e Clifford. Inutile continuare a sparare da 3 in partita da ben oltre l’arco se il giro della palla è vorticoso e le percentuali sono basse. Nessuno corregge la situazione e si va avanti così.

Roberts: 4,5
5 pt. (1/7), 1 rimbalzo in 13:24. Nessun assist e tre palloni persi, per un play è una statistica agghiacciante, l’1/7 dal campo poi…

Vonleh: s.v.
0 pt. (0/1), 1 rimbalzo. In campo 2:29 nel finale tanto per…

Coach Clifford: 5,5
L’impegno la squadra questa volta l’ha messo. I suoi giocatori hanno provato qualche scema in più e sono stati abili a difendere spesso nel pitturato, andando in transizione sulle palle intercettate e rubate. Peccato che poi da fuori siano arrivati dei macigni.

 

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Informazioni su igor

La mia Hornetsmania comincia nel 1994, quando sui campi della NBA esisteva la squadra più strana e simpatica della Lega, capace di andare a vincere anche su campi ritenuti impossibili. Il simbolo, il piccolo "Muggsy" Bogues, il giocatore più minuscolo di sempre nella NBA (che è anche quello con più "cuore"), la potenza di Grandmama, alias Larry Johnson, le facce di Alonzo Mourning e l'armonia presente nella balistica di Dell Curry, sono gli ingredienti che determinano la mia immutabile scelta.

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