Game 38; Charlotte Hornets Vs Atlanta Hawks 107-84

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Sottotitolo; Queen (City) Under Pressure
 
Il titolo è un evidente omaggio a David Bowie, personaggio non convenzionale che ha segnato un’era nella musica influenzando numerosi artisti.
Il duetto vocale con Freddy Mercury dei Queen, gruppo storico dell’intramontabile We Are The Champions è cosa straordinaria, ma poiché non siamo diventati campioni, non posso utilizzare tale riferimento, più appropriato è parlare di Heroes ma just for one day…
“We can beat them, just for one day”, (Possiamo batterli, solo per un giorno)
“We can be heroes, just for one day” (Possiamo essere eroi, solo per un giorno).
Atlanta dopo aver vinto già due delle gare in programma questa stagione contro gli Hornets a inizio regular season, ci riprovava nella notte scendendo in campo determinata, ma gli Hornets si ricordavano d’essere finalmente una squadra di basket e ci mettevano il cuore e difesa, così dopo un primo quarto a lunghi parziali arrivava un +11 all’intervallo e un +22 a fine terzo periodo che determinava inequivocabilmente con un quarto d’anticipo la vittoria dei Calabroni ottenuta a spese di una temibile rivale, la quale in serata ha subito la pressione degli Hornets tirando piuttosto male anche grazie alla difesa di Charlotte.
Gli Hornets quindi rompono la maledizione del 2016 (ancora senza vittorie) e fermano a sette la striscia perdente.
 
Marvin Williams, buona prestazione difensiva per la nostra PF.

Marvin Williams, buona prestazione difensiva per la nostra PF.

Gli Atlanta Hawks si presentavano in North Carolina con il seguente quintetto; Teague, Korver, Bazemore, Millsap, A. Horford, mentre lo starting five opposto degli Hornets era composto da; Walker, Batum, P.J. Hairston, M. Williams, C. Zeller.
 
Si capiva subito che il tenore di questa partita non sarebbe stato piatto come alcune delle precedenti, sia gli Hornets sia gli Hawks iniziavano subito a metter pressione per non far giocare gli avversari e sulla prima azione Batum recuperava palla ma dall’altra parte se la faceva deviare da Bazemore che serviva anche l’assist per l’appoggio velocissimo di Millsap per lo 0-2.
Walker provava a pareggiare ma il suo tiro colpiva il ferro, rimbalzando a metà tra diversi giocatori, il più rapido e pronto ad arrivare sul pallone era Kemba che chiuso davanti al canestro scaricava indietro per P.J. Hairston il quale colpiva da tre punti portando in vantaggio i Calabroni a 10:54.
Charlotte chiudeva ogni varco in difesa per più di cinque minuti e Walker stoppava Teague mentre Zeller batteva il suo difensore con un’entrata a ricciolo chiusa in appoggio a 9:50.
Kemba sulla seguente azione d’attacco andava a prendersi palla in hand-off e andava ad alzare un pallone sotto canestro dopo l’entrata veloce; fallo di Teague, mezzo circus shot e gioco da tre punti per il nostro n°15 che portava il punteggio sull’8-2.
Marvin Williams diventava per un attimo protagonista nel bene e nel male; in attacco mancava un paio di conclusioni ma in difesa un rimbalzo e una buona difesa conservavano il vantaggio, ci pensava una transizione a triangolo innescata da Walker per Batum il quale diventava l’assist man per Zeller che in corsa con perfetto tempismo riceveva il suo passaggio schiacciato in diagonale per concludere l’azione fluidamente con una schiacciata esaltante.
Atlanta in attacco faceva confusione; Korver cercava qualcuno a destra ma i compagni sul lato si muovevano poco prima e la palla finiva fuori, poi Millsap muovendosi come schermo su Walker lo colpiva involontariamente al volto facendo riguadagnar palla a Charlotte che sfruttava l’occasione con l’apertura di Batum per Walker, il quale dalla diagonale sinistra segnava 3 punti ai quali si aggiungevano i due successivi di Zeller, il quale per eludere la stoppata dei due difensori davanti a lui, dal pitturato a 6:22 faceva partire l’arcobaleno che trovava la sua conclusione dentro la retina.
Zeller continuava a tener gli Hawks a digiuno andando a stoppare perfettamente il tentativo di Horford in entrata spedendo lontano la sfera, Schröder invece trovava il varco giusto ma mancava l’appoggio facile così Charlotte “completava” il suo parziale di 17-0 con due FT trovati da Lin in post basso destro.
Charlotte subiva però la rimonta dei Falchi anche in considerazione del fatto che pian piano i titolari abbandonavano il campo e Atlanta tornava a un solo punto quando mancavano :53.9 al suono della prima sirena con un gioco da tre punti di Hardaway Jr. il quale andava in entrata sulla destra trovando il contatto di un Daniels non in serata, il gioco da tre punti in lunetta valeva il 20-19 che chiudeva anche il primo quarto perché sull’ultima azione Kaminsky e Lamb non riuscivano a dare altri punti a Charlotte.
Kemba Walker contro Jeff Teague.

Kemba Walker contro Jeff Teague.

 
I punti arrivavano quasi subito nel secondo periodo per i bianchi di casa che dopo una palla persa da Lamb segnavano proprio con lo stesso giocatore; fing and roll dopo entrata dalla baseline sinistra per ripartire (ottimo movimento palla sull’azione).
Un fallo offensivo di Absolute begginer Kaminsky (blocco in movimento) dava a Teague la possibilità d’accorciare a 10:32 con i suoi primi due punti personali. Hawes mancava la tripla, dall’altra parte Scott in post basso destro aveva problemi in ricezione, anche se gli arbitri fischiavano i passi qualche secondo dopo del previsto, così Kemba finiva per ricevere un pallone da Lamb e convertirlo in tre punti con un catch n’shoot dalla destra. A 8:24 una giocata già vista più volte in stagione; intesa perfetta tra Hawes (passante) e Lamb (finalizzatore) con assist schiacciato sulla sinistra verticale per Lamb che in back door trovava spazio e tempo per andare a concludere in schiacciata a 8:24 per il 27-21. Kaminsky in difesa stoppava Teague e a 8:14 Charlotte in transizione ringraziava Lamb in tap-in dopo l’errore di Lin in appoggio. Atalnta accusava il colpo e subiva anche una tripla dalla perfetta traiettoria di Kaminsky; Charlotte iniziava a volare sul 32-21 anche perché Scott mancava la seconda tripla tentata in pochi minuti mentre Lamb arpionava il rimbalzo in difesa mentre in attacco poco più tardi (6:38) con un teardrop, Lin, dopo essersi sbarazzato dei difensori sulla ricezione segnava con confidenza.
Bazemore a 6:24 tentava di riportare i suoi in partita con una tripla ma Walker grazie al morbido passaggio di Batum riceveva un pallone comodo e si preparava per la tripla vincente 17 secondi più tardi.
Teague segnava quattro punti consecutivi, gli ultimi due dalla lunetta dopo aver mancato un tiro e aver visto il pallone preda di Hawes, quest’ultimo però non si avvedeva del rientro del play d’Atlanta e si faceva soffiare il pallone commettendo fallo sul tiro.
La difesa degli Hornets tornava a chiudersi ermeticamente, Hairston toccava un pallone a Schröder in entrata la palla finiva sul fondo con meno di quattro secondi sul cronometro e sulla rimessa Millsap riusciva solo a tentare un tiro storto che non poteva entrare mentre dall’altra parte Walker trovava il ritmo per un’entrata saltata concludendo con gran coordinazione con la mano sinistra da sotto a 4:31 per il 39-28. Atlanta riusciva a segnare al terzo tentativo sulla stessa azione con Charlotte non bravissima questa voltava rimbalzo, Splitter da sotto ne approfittava e faceva salire la sua squadra a 30 punti.
Marvin Williams accompagnava Teague facendolo sbagliare da sotto e in attacco con la mano destra riusciva a tener vivo anche il possesso deviando verso Zeller al volo con la mano destra dopo un lob di Walker costretto a lanciare indietro palla sulla pressione del difensore, alla fine Cody si guadagnava la linea dei liberi dalla quale aggiungeva due punti per se stesso e Charlotte.
Dopo un tecnico per tre secondi di P.J. in area trasformato da Korver, lo stesso Hairston costringeva Lin alla figuraccia dell’air-ball passandogli un pallone in salto senza più tempo ormai per tirare, Cody si faceva stoppare da Horford (una delle pochissime volte che il centro avversario avrà la meglio), tuttavia Lin a 1:39 veniva spinto da dietro da Schröder procurandosi due liberi (segnati entrambi) per il 43-31.
Bazemore dopo un buon gioco di passaggi e altrettanto buona risposta difensiva di Charlotte si trovava solo per una tripla aperta ma la mancava, P.J. però con un fallo offensivo restituiva palla alla squadra della Georgia e Korver a :42.9 segnava la tripla dalla diagonale destra. Zeller da sotto si faceva bloccare ma P.J. prendeva il rimbalzo e sul secondo tentativo portava a casa il fallo.
Due liberi messi e Charlotte sul +11 (45-34).
Due punti appoggiati al vetro di Millsap chiudevano le ostilità nel primo tempo.
Hornets in vantaggio insperatamente 45-36 grazie a una gran difesa.
Lamb riceve da Hawes, lascia Korver dietro di lui e va a schiacciare.

Lamb riceve da Hawes, lascia Korver dietro di lui e va a schiacciare.

 
Nel terzo quarto Zeller iniziava a prendere la scena con due liberi così come Charlotte in fase d’attacco produceva più gioco di squadra degli Hawks, la comparsa Korver con una tripla frontale oscurava il protagonista per un attimo che riprendeva il monologo dopo due di Walker; gran difesa su Horford che consentiva a Charlotte di portarsi in attacco; assist semplice di Batum per la tripla di Marvin Williams e Charlotte sul 52-39.
Atlanta metteva insieme un break da cinque punti ma a 8:18 Marvin Williams rubando la scena a Cody (steso per terra davanti a lui) con un floater arcobaleno (baseline sinistra) dalla perfetta ricaduta nella retina faceva sentire agli spettatori il classico sound del canestro perfettamente riuscito.
Horford metteva due punti ma Marvin Williams a 7:45 diveniva principe con un’altra tripla e dopo un fallo ridicolo chiamato a Batum (sfondamento su Bazemore che cadeva sostanzialmente da solo), Nicolas si rifaceva con un tap-in sull’errore di Kemba.
A 6:44 con un dai e vai con blocco Schröder sorprendeva proprio il francese, poco male per i due punti incassati, Cody per Zeller in angolo, perfetta rollata dentro del nostro centro che riceveva il passaggio indietro da Batum, appoggio perfetto per il 61-47.
Charlotte andava in fuga con la tripla di Kemba in ritmo a metà tempo esatto che spezzava le gambe ai giocatori in divisa nera; 64-47, +17 Hornets…
A 5:39 arrivava anche uno dei canestri highlights dell’anno per gli Hornets; Batum sulla sinistra con irridente facilità toccato da Schröder sull’avambraccio per non farlo tirare alzava la palla con una mano e saltellando come un allegro nano beffardamente mandava dentro un tiro spaziale “Oddity” da tre punti (confermato dagli arbitri dopo il replay in dubbio con il due) e guadagnava anche il libero addizionale che trasformato gli faceva completare il gioco da quattro punti e mandava in orbita Charlotte sul 68-47.
Le ultime reazioni degli Hawks passavano per le mani di Teague, il quale ben schermato faceva toccare quota 50 alla squadra di Budenholzer.
Charlotte però giocava un pick and roll con Zeller a concludere al vetro (assist Kemba) superando Horford.
Bazemore commetteva sfondamento su Marvin Williams, almeno così segnalavano gli arbitri su un’azione da rivedere, nel dubbio un blocco in movimento di P.J. dall’altra parte restituiva palla ai Falchi.
Niente da fare però per Atlanta che provava con Schröder di violare ancora il canestro dei Calabroni, questa volta a difesa del nido c’era Marvin Williams, il quale con una stoppatona respingeva il tentativo del play avversario, Millsap però in avvitamento 360° trovava ugualmente un bel canestro mettendo anche il libero aggiuntivo dentro.
Il quarto fallo di Batum costringeva quindi Clifford a richiamare il transalpino in panca.
Nessun problema però poiché a 3:53 ci pensava nuovamente l’asse play/centro a produrre altri due punti, assist nel pitturato a Zeller che nel traffico aveva il vantaggio di trovarsi con un tempo avanti; finta e con un passo verso il canestro faceva fuori tre difensori appoggiando il 70-53. Charlotte nel finale correva e un coast to coast in transizione di Kemba con doppio crossover iniziale e finale chiuso in fing and roll dava il +28 (76-58) agli imenotteri.
Nel delirio della strana serata “Madman” Zeller tentava d’abbattere il ferro con una violentissima slam dunk ma la palla colpiva solo l’anello schizzando via, fallo però per gli arbitri e a 1:18 dalla linea arrivavano anche i punti del +22 che vertiginosamente salivano a 22 con Walker in jumper comodissimo dalla diagonale destra a :46.0 dalla penultima luce rossa.
Era l’ultimo canestro di quarto che fisava il parziale sull’80-58…
 
Una bella Honeybees a inizio gara.

Una bella Honeybees a inizio gara.

L’ultimo quarto era inutile, ben presto le panchine occupavano il posto dei titolari Charlotte segnava qualche tripla aumentando le proprie percentuali; la prima con Kaminsky che a 9:24 riceveva da Lin (chiuso nel traffico del pitturato) frontalmente per la tripla ninja, 29 secondi più tardi in transizione Batum passava a Daniels sulla diagonale sinistra, solo e in ritmo metteva altri 3 punti per Charlotte mentre a 8:05 era la volta di Lin bombardare il nido dei Falchi; tripla che mandava a -29 i georgiani d’America.
Lo stesso Lin con altri due punti a 7:31 (un lungo due marcato da Muscala) portava il punteggio sul 95-64.
A 6:49 la tripla di Hawes dall’angolo sinistro era il segnale della festa, 98-64 (+34) e i successivi due di Lin dal pitturato facevano toccar quota 100 ai Calabroni.
Nel finale Atlanta accorciava un po’, c’era spazio però per il sigillo finale in schiacciata di Hansbrough a 52 secondi dalla fine.
La partita terminava sul 107-84 con i Calabroni a incassare gli applausi meritati del pubblico e Atlanta in ashes to ashes. Statistiche importanti anche a rimbalzo per Charlotte oltre che difesa sull’uomo buona e gioco di squadra tradotto in assist.
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Pagelle:
 
Walker: 7,5
23 pt., 5 assist, 3 rimbalzi. “Blackstar” Walker esce dal format anonimo di Denver e in casa ritrova fiducia, assist, giochi a due con Zeller e tiri precisi. L’altra faccia di Kemba, questo Walker finalmente piace e convince. Aspettiamo la sua personalità però anche fuori dalle mura amiche.
 
Batum: 7
6 pt., 10 assist, 2 rimbalzi. “This is not America”? No, è Batum, omaggio francese come la Statua della libertà, “donato” a Charlotte questa volta però. Quando si diceva dell’importanza di Nicolas nella costruzione del gioco. Ecco arrivare 10 assist e anche se non segna molto in serata, anzi, più della metà dei punti arriva su una sola azione… è importantissimo nel gioco e in difesa oltretutto la sua tripla è un capolavoro che Paganini non ripete.
 
P.J. Hairston: 6,5
5 punti, 5 rimbalzi. “Dancing in the street”. P.J. mette in campo una buona difesa ma perde tre palloni e commette alcuni falli sia in attacco che in difesa evitabili. Contiene comunque il suo avversario.
 
M. Williams: 7
8 pt., 7 rimb., 2 assist, 1 rubata, 1 stoppata. “Beauty and the beast. Serata bestiale per Marvin che ha un cliente scomodo. Una grande stoppata e buona difesa su più giocatori. Non sempre riesce a fermare l’avversario naturalmente ma compie un gran lavoro oltre i numeri, in più segna 2 dei suoi 3 tiri nel momento giusto…
 
C. Zeller: 8
19 pt., 10 rimbalzi, 1 assist, 3 stoppate. “Heroes”, anzi, uno principalmente, lui è l’eroe di serata con prestazione mostruosa. Doppia doppia per Cody che non si limita a tenere il peso di un centro insidioso come Horford ma segna anche 19 punti, domina dappertutto compreso in stoppata ed è l’uomo partita.
Zeller a terra dopo una strenua difesa che ha costretto i Falchi a far scadere i 24 secondi.

Zeller a terra dopo una strenua difesa che ha costretto i Falchi a far scadere i 24 secondi.

 
Lin: 7
19 pt., 5 rimbalzi, 1 assist. “Rebel rebel”. Con il crestone in testa assomiglia a un punk anni ’80, ribelle alle geometrie, il super saiyajin orientale come riserva va alla grande. Guadagna I suoi liberi procurandoseli con bravura e astuzia. Molto meglio in difesa e importante aggiunta di punti dalla panchina.
 
Kaminsky: 6,5
6 pt., 8 rimb., 2 assist, 1 stoppata. “Changes”. Qualche ingenuità come sul blocco iniziale, poi fa la sua partita. Da lui aspettiamo l’upgrade, può ingranare in attacco se ci crede di più…
 
Lamb: 6,5
6 pt., 5 rimbalzi, 2 assist. “Starman” L’uomo delle stelle perde tre palloni nel giro di poco tempo, si rifà con 6 punti e 5 rimbalzi. E’ quello che quando salta ti da più l’impressione d’entrare nella troposfera avvicinandosi agli astri.
 
Hawes: 6
3 pt., 5 rimbalzi, 1 assist. “Rocket man” (prendo la sua cover da Elton John) nel finale quando mette la tripla a partita vinta ha questa possibilità), prima prende qualche rimbalzo e fornisce il solito assist schiacciato molto bello da vedere se il tempo di connessione è perfetto come in questo caso.
 
Daniels: 6
5 pt., 1 rimbalzo, 1 assist. “Modern Love”. Mi piace questo giocatore come tiratore da tre punti, oggi che tutte le squadre cercano specialisti da fuori e vorrebbero avere un roster di tiratori da fuori per aprire il campo. 0/2 all’inizio con air-ball e fallo che concedeva un gioco da tre punti, nel finale fa vedere che tiratore è.
 
Roberts: 6
“Wild is the Wind”. Va a folate Brian. Leggero può penetrare o smistare assist. 4 punti e un assist nel garbage time.
 
Hansbrough: 6
“Diamond Dogs”. Cagnaccio da guardia e da rimbalzi, capace di trovare anche qualche giocata o farsi trovare per la schiacciata preziosa che esalta il pubblico al momento giusto. 3 punti e 2 rimbalzi. Ha fame e si vede. Segna con una dunk grintosa e cattura un paio di rimbalzi a partita chiusa.
 
Harrison: 5,5
0 pt., 1 rimbalzo. “Young Americans”. 0/3 dal campo e un fallo sul tiro, non gioca mai, fuori ritmo ma minuti nei quali non ha convinto.
 
Coach Clifford: 7
“Life on Charlotte”? La squadra riparte dalle fondamenta, difesa, grinta e cuore. La tattica funziona perché il motore Batum è tornato, il braccio Kemba in casa non soffre il gelo e tutto gira a meraviglia, serata magica, fin troppo facile vincere così.

 

 

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Informazioni su igor

La mia Hornetsmania comincia nel 1994, quando sui campi della NBA esisteva la squadra più strana e simpatica della Lega, capace di andare a vincere anche su campi ritenuti impossibili. Il simbolo, il piccolo "Muggsy" Bogues, il giocatore più minuscolo di sempre nella NBA (che è anche quello con più "cuore"), la potenza di Grandmama, alias Larry Johnson, le facce di Alonzo Mourning e l'armonia presente nella balistica di Dell Curry, sono gli ingredienti che determinano la mia immutabile scelta.

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