Game 39: Charlotte Hornets @ Houston Rockets 114-121

 
 
Dr. Frank e Mr. Hive.
 
Cari amici Calabroni… avrei voluto scrivere di una vittoria, invece ancora una volta sono qui a rimugginare su una sconfitta arrivata sul filo dopo una partita sembrata largamente  persa, specialmente a inizio ultimo quarto, affacciati sul -20…
Gli Charlotte Hornets sono una squadra entrata ufficialmente in crisi di risultati (classifica ora sul 20-19 e c’è da guardarsi le spalle), specialmente in trasferta.
Chissà che lo scrittore scorrese Robert Louis Stevenson (quello di Dr. Jeckyll e Mr. Hyde non abbia lasciato del DNA dalle parti del North Carolina…
Dopo l’avvio brillante, gli Hornets in trasferta si sono dimostrati incapaci di vincere partite, anche con squadre di bassa o media classifica.
Nella notte Charlotte, nel bel mezzo del road tour, ci riprovava nuovamente e contro uno dei top team nella NBA, tra i primi per realizzazioni da tre e punti vicino al ferro.
Per gli Hornets difendere diventava mission impossible, ma un buon lavoro tattico di Clifford (mal ripagato da lacune personali dei giocatori), nell’ultima parte serviva per ritrascinare in partita una squadra, gli Hornets, finita anche sul -23 e che a 2:28 dalla fine si era ripresentata avanti di un punto grazie a Kaminsky abile nel segnare una tripla…
Purtroppo i Calabroni in trasferta sono una squadra incongruente e incapace di vincere, specialmente senza l’effetto Alveare… così i cinque punti successivi dei Rockets e l’errore di Kaminsky da tre, riproponevano lo strano e poco piacevole caso tagliando fuori dal discorso vittoria Charlotte, la quale, nonostante un cuor di leone, deve fare ammenda per un secondo quarto davvero brutto e una partenza di match fantasmatica che vanificavano precedentemente lo sforzo dell’ennesimo comeback.
I Rockets, in una partita dalle percentuali alt,e si sono avvantaggiati dalla lunetta con un 24/33 contro il 7/9 di Charlotte e ovviamente da un Harden da alta tripla doppia con 40 pt., 15 rimbalzi e 10 assist… 16 per Ariza, 15 quelli di Brewer a complemento.
 
Clifford in Texas doveva rinunciare, oltre a Batum, anche a Zeller per un malessere.
Finivano così in campo questi cinque elementi al Toyota Center; Walker, Lamb, Kidd-Gilchrist, M. Williams e Hibbert.
Houston rinunciava a Gordon con problemi a un dito, così D’Antoni proponeva il seguente starting five; Harden, Beverley, Ariza, Anderson e Harrell.

Kemba Walker contro Brewer.
NBAE (Photo by Bill Baptist/NBAE via Getty Images)

Partenza a Razzo dei Rockets e dormita colossale degli Hornets dopo la palla a due vinta da Charlotte; a 11:36 Ariza segnava da tre dopo il runner corto di Williams, Harden 30 secondi dopo sparava su MKG da fuori l’arco e raddoppiava, poi alzava un pallone per Harrell sul quale gli arbitri chiamavano un fallo di Lamb che replicava immediatamente dopo sulla rimessa con il secondo personale.
Harden aveva in testa quella giocata e ci riusciva; portando in giro uno spaesato MKG alzava la palla e Harrell segnava al volo recuperando il fallo di Hibbert.
Sullo 0-8 il centro si portava in lunetta ma graziava gli Hornets che tuttavia non smettevano di accusare colpi…
Ancora il giocatore dalle trecce colorate segnava due punti e Clifford doveva chiamare time-out sul peggior inizio partita dell’anno. Gli Hornets andavano ancora a vuoto, per fortuna Harden da tre era impreciso, Lamb dall’altra parte anche ma a 9:28 Hibbert raccoglieva e metteva nel paniere i primi due punti per il Jordan team. Lamb si faceva perdonare segnando quattro punti consecutivi (i secondi due dalla lunetta), prima che a 7:41 Marvin Williams trovasse anche il 9-14 dall’angolo destro del parquet.
Ariza andava via sulla linea di fondo a sinistra, sorpassava Hibbert sotto canestro e chiudeva con un reverse layup in lungo linea, Lamb reagiva con una tripla dalla diagonale destra che vanificava la difesa di Harden e portava Charlotte sul 12-16 prima che sette secondi più tardi il realizzatore primario di Houston guadagnasse uno dei suoi soliti contatti e mettesse dentro due delle tre conclusioni tentate a gioco fermo.
Kemba a 6:03 metteva a referto due puti nella casella FT, MKG difendeva bene su Harden e successivamente Williams, esplodendo una tripla frontale, accorciava sino al -1 (17-18), solo che la difesa si faceva sorprendere rapidamente e Dekker usava il canestro degli Hornets a piacimento.
Kemba in entrata con leggero cambio direzione disorientava Nene riguadagnando i due punti subiti dal numero 7 in divisa bianca, ma Ariza in attacco, cercando d’infilarsi in allungo, entrata subiva un contatto laterale con Hibbert.
Due FT splittati e +2 per i texani che, aumentavano il gap con Nene, abile a inserirsi su una rimessa laterale di Belinelli diretta a Hawes, dunk solitaria e +4 Rockets.
A 3:10, dopo vari tentativi da oltre l’arco, Walker, liberato da Kaminsky, finalmente faceva centro vedendo il gap tornare al solo punto di svantaggio (22-23), Belinelli invece, a 2:37 costruiva con un tiro frontale, l’unico vantaggio del primo tempo di Charlotte che passava avanti per 15 secondi, sino alla tripla di Harden che riportava sul +2 la squadra spaziale.
Dekker si confermava il più scarso tra i suoi e lo dimostrava andando a spalmare una dunk sul ferro, Belinelli non puniva da tre in transizione e gli arbitri fischiavano un fallo (???) a MKG su Harden, più per simpatia che per motivi cestistici.
Il Barba splittava dalla lunetta, dall’altra parte Belinelli continuava la sua prova fatta più di ombre che di luci tentando un passaggio pretenzioso nel pitturato, Houston recuperava e Harden dalla transizione portata a metà faceva nascere l’assist schiacciato per l’entrata vincente di Brewer.
Sessions da sotto si procurava i punti del 26-29 ma il primo quarto terminava sul +6 Rockets, grazie a Harden che insisteva nell’uno contro uno su Graham, il quale faceva tutto ciò in suo possesso per evitare penetrazione o tripla; sulla bomba dalla diagonale destra la nostra SF di riserva contrastava il tiro ma James era abile e veloce a mettere il 26-32 che chiudeva il primo quarto.
 
Il secondo periodo iniziava con un goaltending chiamato contro Hawes, il quale tuttavia recuperava un pallonetto da destra (assist del Beli) e segnava da sotto a 11:22. Dopo due FT Houston e una palla persa da Kaminsky sulla linea di fondo, a 10:33 Hawes entrava sino a metà area, scaricava a destra dove Sessions con un bel catch n’ shoot realizzava a 10:30 il 31-36 prima che gli Hornets sparissero velocemente dalla partita.
Ariza trovava la tripla con un mezzo blocco laterale ma Belinelli non faceva molto per contrastare il suo ex compagno ai tempi di New Orleans, Kaminsky faceva qualcosa di buono segnando due liberi per poi andare a realizzare anche su azione avvantaggiandosi di un passaggio ricevuto sulla baseline sinistra, infine prendeva anche uno sfondamento.
Charlotte però, sul -8, era trafitta da una tripla di Beverley a 8:01…
I punti del 35-46 non mandavano all’aria Kemba, bravo a trasformare da tre a 7.21 una seconda opportunità offensiva per gli uomini di Clifford.
La differenza di punteggio oscillava intorno alla decina; Brewer in entrata portava il -10, Lamb con il banker a sinistra rimetteva lo scarto al di sotto della doppia cifra, Ariza con due FT a 5:59 ristabiliva i dieci, poi da una palla che avrebbe dovuto essere facile preda degli Hornets a rimbalzo difensivo, ne usciva un rimbalzo regalato ai Rockets, convertito da Harden dall’angolo destro con la tripla del -13 a 4:52…
A 4:10 la tripla di Hawes da posizione centrale provava a scuotere Charlotte che tuttavia mostrava una difesa disattenta con i cinque in campo più a osservare l’entrata di Harden per il 43-55.
Sugli Hornets iniziava a grandinare, anche letteralmente; l’alley-oop di Nene nato da un turnover e una tripla di Harden spostavano il divario sul -17, a 2:27 anche Anderson collaborava per mettere assieme il tornado che chiudeva il match; ventata da tre punti e swish del 43-63.
Charlotte finiva anche sotto di 22 con Beverley e 2Ft a 1:53, e di 23 con l’appoggio facile di Nene in mezzo a tre difensori Hornets a :42.2.
Belinelli a :28.1 dalla diagonale destra leniva il dolore con una tripla ma Charlotte chiudeva comunque sul -20 il primo tempo…

Roy Hibbert in mezzo a due Rockets.
NBAE (Photo by Bill Baptist/NBAE via Getty Images)

 
Il secondo tempo iniziava con il tentativo di rientro di Charlotte; Marvin con la mano destra arrivava sino al ferro zigzagando nelle maglie larghe di Houston portando così i primi due punti nella ripresa.
Gli Hornets riducevano progressivamente lo scarto; Kemba a 10:10 segnava un open frontale da tre punti (52-69), Walker ci riprovava ma non segnava, tap-out di MKG, tripla di Marvin (57-72), Hibbert in turnaround con la mano destra faceva secco il difensore (62-75) costringendo D’Antoni al time-out a 6:08 sul +13 Rockets.
Gli Hornets in transizione sbagliavano con MKG e l’appoggio da sinistra, la palla, però finiva a destra, dove Marvin a rimorchio correggeva per il 64-75.
Dopo una tripla di Ariza, toccato impercettibilmente da Lamb (errore dalla lunetta dell’ala piccola avversaria), Belinelli si nascondeva dietro un blocco sulla diagonale destra, guadagnando il minimo spazio per replicare all’avversario a 4:58. Dopo tre punti Rockets dalla lunetta, marco in versione passatore cercava e trovava Hawes nel cuore dell’area, bravo a chiudere con una mano (la sinistra) in schiacciata. Harden tuttavia con facilità irrisoria e aiutato il minimo dai bordi interni del canestro esplodeva un tiro frontale verso canestro, MKG guardava la tripla infilarsi pur avendo opposto resistenza. Nel finale Houston aumentava il divario, anche se un turnaround di Hawes in gancio serviva il 79-91, era ancora il Cuoco barbuto a colpire da tre, seguito da Brewer in transizione a pochi secondi dalla fine per il -17 (79-96).
 
Partita praticamente finita, anche per me che non vedevo chance di recupero nonostante Clifford tatticamente per me, avesse fatto il massimo con il materiale a disposizione, invece no… Nonostante anche Dekker riuscisse a segnare completamente smarcato l’83-103, mentre io me ne sarei andato a casa avendo assistito a un simile scempio, coach Clifford chiamava time-out. Spencer, Marco e Frank accorciavano di cinque con tre giocate; doppio passaggio ritornato in movimento tra Belinelli e Hawes che esplodeva la tripla, alla quale il nostro centro targato doppio zero, faceva seguire un piazzato da destra su Brewer, infine Marco serviva sotto con un bel no look pass Frank, lesto ad appoggiare il 90-105.
Brewer interrompeva il fluido con la tripla dalla sinistra nonostante la chiusura di Lamb con la mano alzata.
Gli Hornets rientravano comunque a suon di triple; Frank per il 95-108, Kemba per il 98-110, ancora Frank per il 101-110, anche Marco, mentre la difesa reggeva, a 3:24 saliva in cielo frontalmente staccando nello spazio e osservando da lì il “minuscolo” Harden (per una volta) per la bomba del 104-110…
Il parziale pro Hornets aumentava sull’11-0 quando Walker pescava Marvin sotto canestro per la correzione volante.
Kemba approfittava dell’entrata mancata da Brewer per andare dall’altra parte e trovare il contatto con Harrell, canestro più fallo, possibile gioco da tre punti rimasto solo sulla carta perché Kemba mancava il libero del -1.
Gli Hornets comunque riuscivano assurdamente a passare in vantaggio con Kaminsky bravo a 2:28 a correggere al volo la sua posizione di tiro rivolgendosi a canestro; tripla e Hornets sul +1. Parzialone di 16-0 che portava i viola sul 116-115.
Purtroppo Charlotte si dimostrava fragile (come quasi sempre quest’anno) sul più bello.
Harden faceva ripartire il punteggio per i suoi con un drive and kick che trovava Anderson nell’angolo a destra; tripla e +2 Houston, la quale decollava con l’entrata di Harden in transizione dopo una stoppata su Kemba data per buona.
Marco andava corto da tre ma Harden in penetrazione questa volta trovava Marvin in posizione davanti al semicerchio e abbattendolo faceva perder palla ai suoi.
Kemba si faceva stoppare da Harrell in maniera pulita ma lottava sulla palla vagante, difficile dire se lui o Beverley toccasse palla per primo, gli arbitri per la dinamica fischiavano il fallo contro Houston, così il “capitano coraggioso” esplodeva una tripla a :44.1 che dava qualche flebile chance a Charlotte, ora sul 114-115.
Harden con l’euro-step passava i difensori Hornets e depositava in entrata andando dritto per dritto.
A Charlotte, sul -3, con :28.6 sul cronometro ancora da giocare non rimaneva che l’opzione tripla.
Frank andava a prendersi un tiro da tre punti, ma indeciso, cercando il fallo di Harrell (forse un leggero tocco sul gomito ci sarebbe, anche se il centro provava a spostarsi sul salto in uscita) che gli arbitri non fischiavano.
Tiro completamente storto e fuori equilibrio.
Charlotte era costretta a commettere il fallo per mandare in lunetta proprio l’ipertricotico centro che con il 60% in stagione metteva dentro i due liberi raggiungendo il 4/6 in serata a gioco fermo.
Belinelli non metteva la tripla ma commetteva fallo su Harden che ringraziava e toccava quota 40 per una tripla doppia vertiginosa.
Finiva 114-121 in una partita dal doppio volto che come il solito lasciava l’amaro in bocca e il fegato spappolato per l’ennesima prova che si dissolveva nell’etere senza portare a casa nulla.
 
Pagelle
 
Walker: 7
25 pt. (9/20), 6 assist, 10 rimbalzi, 1 rubata, 1 stoppata. Kemba finisce in doppia doppia ma perde 5 palloni e come in altre gare è quasi tagliato fuori dal match per tre quarti. Lui non cede e ne approfitta quando l’attenzione cala leggermente su di lui mettendosi in partita. In ritmo fa sfaceli sino alla doppia stoppata subita, alla quale comunque seguiva la tripla che costituiva l’ultima speranza per Charlotte.
 
Lamb: 5,5
11 pt. (4/12), 5 rimbalzi, 4 assist, 1 stoppata. Inizia a portare lui qualche punto per Charlotte, poi si fa un po’ rivedibile. Ecco… lui è l’emblema di una difesa non proprio fantastica. Anche quando non è battuto dovrebbe provarci un attimo di più a dar fastidio. Sfortunatamente in una delle poche occasioni in cui ci prova Ariza, segna e subisce anche il fallo (libero poi non realizzato). -19…
 
Kidd-Gilchrist: 5,5
0 pt. (0/6), 6 rimbalzi, 4 assist, 1 stoppata. Tabellino quasi alla Pete Newell, 0 punti, 0 rubate. Come il famoso coach si concentra in difesa. Lui purtroppo contempla però l’ipotesi di un tiro che non gli riesce mai in serata. Difficile dire che gli riesca fermare Harden che segna 40 pt. (non tutti su di lui tra l’altro) ma su uno che potrebbe essere l’MVP della stagione, in buona serata, era dura far di più.
 
M. Williams: 6,5
16 pt. (6/10), 8 rimbalzi, 1 rubata. Spende tre falli e si prende uno sfondamento in un momento importante. Anche lui come altri, trova una buona mano in attacco.
 
Hibbert: 6
4 pt. (2/2), 5 rimbalzi, 2 stoppate. Gioca 18 minuti e mette dentro con un paio di soluzioni delle sue le occasioni che gli capitano. Due buone stoppate. Non molto da rimproverargli se non un inizio lento nel quale cade ridicolmente a centrocampo, poi recupera ma non riesce a chiudere il tiro da sotto di Harrell per lo 0-10.
 
Belinelli: 6,5
15 pt. (6/13), 3 rimbalzi, 6 assist. Marco perde tre palloni e questi ci costano punti in fast break. Si riprende meglio nel secondo tempo quando come uomo assist inizia a far risalire Charlotte con l’aiuto dei compagni. Peccato che un paio di tiri importanti non gli entrino, ma almeno uno è un forzato con l’arresto in corsa per cercar di far girare nuovamente la partita a nostro favore.
 
Hawes: 6,5
16 pt. (7/10), 5 rimbalzi, 4 assist. Non è il preferito degli arbitri. Lui poi commette falli ingenui, in attacco e in difesa. In difesa regala due FT commettendo nella fase delicata del match un contatto che sarebbe dovuto esser chiuso con una manata sull’avambraccio dell’attaccante se devi far fallo. In attacco si avvinghia a un braccio del centro avversario e gli arbitri giustamente ci fischiano fallo contro con noi per di più in bonus. Niente da dire sull’attacco. E’ un protagonista della rimonta e ha buone percentuali. Anche da tre punti si sta ritrovando.
 
Kaminsky: 6,5
22 pt. (8/14), 3 rimbalzi, 1 assist. Pesano un secondo quarto secondo me non eccelso, per così dire e l’errore da tre (più per l’incertezza e l’impostazione che per il tiro mancato) ma Frank ci aveva portato in vantaggio e contribuito alla rimonta in attacco e difesa. Buon ultimo quarto, da ripetere con più sicurezza e per tutta la gara.
 
Sessions: 5,5
5 pt. (2/5), 1 rimbalzo, 1 assist. Con lui in campo si va sotto di 15 (è il plus/minus di Ramon), non sarà certo tutta colpa sua ma la differenza non la fa. Una second unit che avrebbe bisogno di qualcosa di diverso.
 
Graham: s.v.
0 pt. (0/0), 1 rimbalzo. Incassa una tripla di Harden, senza colpe in tre minuti.
 
Coach Clifford: 6,5
Gira tutto storto, compresi i risultati delle “avversarie”. I Bucks sbancano Alamo, gli Hawks vanno a vincere a Brooklyn e i rivali divisionali dei Wizards battono Chicago di due punti. Non riesce a fermare Harden, ma per me l’idea MKG sul Barba era giusta a prescindere dalla velocità del play avversario. Anche la marcatura di MKG su Beverley è corretta, così come quella di Marvin con Anderson. Lamb è un mismatch per chiunque. Forse Marco in quintetto potrebbe far leggermente meglio… Riesce a organizzare una reazione usando la stessa arma tattica di Houston, la tripla. I ragazzi finalmente rispondono bene, agevolati da un Kemba meno impegnato a contenere Harden e quindi più fresco. Se la società riuscisse a fornirgli qualcosa di meglio (considerate le assenze di Batum e Zeller che non devono essere considerate un attenuante per il gruppo), quest’anno avremmo un record nettamente migliore.

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Informazioni su igor

La mia Hornetsmania comincia nel 1994, quando sui campi della NBA esisteva la squadra più strana e simpatica della Lega, capace di andare a vincere anche su campi ritenuti impossibili. Il simbolo, il piccolo “Muggsy” Bogues, il giocatore più minuscolo di sempre nella NBA (che è anche quello con più “cuore”), la potenza di Grandmama, alias Larry Johnson, le facce di Alonzo Mourning e l’armonia presente nella balistica di Dell Curry, sono gli ingredienti che determinano la mia immutabile scelta.

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