Game 39: Charlotte Hornets Vs Dallas Mavericks 111-115

 
Altra frenata che potrebbe risultare fatale per le speranze di riagguantare una stagione sfuggita di mano ben presto.
Gli Hornets gettano alle ortiche il buon lavoro svolto in trasferta cadendo in casa nell’ex fortino Spectrum Center, divenuto terra di conquista anche per i pur derelitti Mavericks che hanno giocato usando bene le loro armi trovando una serata super di Y. Ferrell che ha chiuso con 22 punti tirando solo da tre dal campo con il 70% (7/10).
Il solito “fenomeno” di turno che disgraziatamente capita agli Hornets che hanno sofferto però anche il più quotato Barnes nel finale (25 punti), mentre Nowitzki è andato per i suoi 19 pt. seguito da Dennis Smith Jr. con 15.
Non sono valsi a nulla i 41 punti di Walker – in 37 minuti – che non ha evitato l’ennesima sconfitta a una squadra che avrebbe bisogno di un refresh in quintetto.
35 i punti segnati dagli altri quattro componenti (14/26 contro i 16/28 di Kemba)…
Dwight ha messo un 5/5 dal campo ma è stato decisivo in negativo con un terrificante 5/18 dalla linea dei liberi.
Dopo una buona partenza, gli Hornets sono finiti sotto per andarsi a giocare il solito finale punto a punto che come nel 90% dei casi, ha visto prevalere il team opposto.
I 16 assist contro i 23 dei Mavericks e il 15/30 dalla linea per i nostri, hanno compromesso le possibilità di una vittoria comoda.
Come scriveva l’amico Matteo, c’è da guardarsi attorno e chissà se il GM Cho, inquadrato e presente allo Spectrum Center stasera non si sia fatto qualche idea…

Alcune Honeybees a inizio partita. Rimangono la parte migliore vedendo le prestazioni sul parquet di qualche giocatore…

Gli Hornets giocavano con il solito quintetto composto da Walker, Batum, MKG, Williams e Howard.

La formazione iniziale dei Mavs.

La partita
 
Gran partenza degli Hornets che alla prima occasione facevano centro con un’entrata decisa di MKG che appoggiava in fing and roll destro.
Hornets che raddoppiavano con un gancetto laterale destro di Howard, il quale andava a vuoto poco più tardi dalla linea dei personali (iniziando a mostrare il trend negativo della serata), ma anche Dallas non segnava continuando a rimanere fredda in attacco, succedeva così che un’altra entrata, questa volta di Walker, fosse utile per ottenere il 7-0 con l’addizionale dopo il time-out chiamato da Carlisle. Dallas sbagliava il quarto tiro su quattro mentre Walker in ritmo dal mid range sinistro s’inventava il jumper del 9-0 (4/4 dal campo per gli Hornets).
I Mavs però segnavano il primo canestro a 9:15 con un jumper frontale di D. Smith Il 9-2 svegliava i Mavericks che subivano ancora un canestro di Williams in appoggio grazie a un passaggio di quelli smarcanti di Howard (raddoppiato). Con tre bombe, l’ultima di Barnes dall’angolo sinistro, la squadra ospite si riportava incredibilmente in partita raggiungendo la parità a quota 11.
A tornare in vantaggio erano però i Calabroni con un ½ di Howard dalla linea a 6:48 (fallo di Barnes sull’appoggio tentato), punteggio ritoccato da MKG con un tocco in avvicinamento (14-11).
Un paio di canestri a testa prima che Howard con un colpo d’ala cancellasse le velleità di D. Smith in entrata, Kemba passava alla modalità attacco trovando il canestro anche nel traffico all’ora di punta.
Hornets che riprendevano il largo con un piazzato di MKG a destra (4:12) più seconda clamorosa stoppata di Howard (di sinistra in recupero) su Harris questa volta.
Dwight continuava il suo big moment andando a schiacciare al volo dopo un maldestro tentativo della difesa dei blu (3:45, 22-13), in più a centrocampo soffiando pala a Mejri andava a prodursi in una thunder dunk che ci issava sopra di 9 punti.
Le distanze rimanevano inalterate in una sorta d’elastico che vedeva un indiavolato Kemba andare a segno un paio di volte.
Il banker a 1:23 mandava il tabellone sul 26-17 facendo registrare l’undicesimo punto del capitano che tuttavia assisteva a una tripla di Ferrell prima d’esultare per un tiro di Lamb a fil di sirena dalla media dopo aver arrestato il crossover.
28-20 dopo i primi 12 minuti giocando bene.

Kemba in entrata va a segnare due dei suoi 41 pt. totali.

 
Iniziava male il secondo quarto con una possibile giocata di Harris da tre punti per fallo di O’Bryant dopo soli 11 secondi.
Il libero aggiuntivo era fallito ma il nostro numero 8 mancava anche la tripla tirando un air-ball, mentre dall’altra parte l’inossidabile tedesco dei Mavericks non sbagliava a 11:25 contrastando efficacemente il precedente strappo degli Hornets.
Kaminsky otteneva due punti in avvicinamento in jumper dopo aver fatto saltare Harris sulla partenza, ma il difensore si trasformava in splendido attaccante chiudendo in reverse layup dopo aver battuto facilmente Monk sulla partenza.
A 10:23 Graham dava un po’ di respiro buttando dentro tre punti dall’angolo destro per il 33-26.
Nowitzki in fade-away nel pitturato aveva vita facile su Monk che ben presto tornava a scaldar la panca mentre a 9:23 Kaminsky metteva la bomba del 36-30.
Il nuovo avvicinamento di Dallas era targato Barnes che a 7:03 trovava il deserto davanti alla top of the key.
Tripla “facile” per il 38-36.
Mejri con un ½ avvicinava la squadra di Carlisle che non si accontentava di passare per la prima volta in vantaggio a 6:11 con Barea ma allungava a 5:09 con la replica del piccolo per il 38-43.
Kemba rispondeva subito da tre punti ma una transizione facile Mejri/Barea dava la possibilità d’appoggio indisturbato alla secolare PG maverina.
Il time-out a 4:34 di Silas sul -5 (40-45) non serviva a molto, gli Hornets peggioravano le cose perché Howard tornando diverse volte in lunetta andava spesso a vuoto ricavando un totale di 3/12 quando la partita passava sul 47-57. Nell’ultimo minuto Batum segnava i suoi primi due punti (:34.1) grazie a un passaggio lungolinea di Walker.
Si finiva con una transizione sprecata che Dallas sfruttava per una contro-transizione da due punti ma Walker sulla a :01.9 riusciva a battere la luce rossa e la difesa dopo uno spin appoggiando al vetro il 52-59 che ci riportava almeno su un -7 più abbordabile da recuperare nei secondi 24 minuti.
Walker 21 pt., resto del quintetto 19 con uno 0-7 nei fast break…

Un Kemba Walker visto da me. L’alieno segnerà 41 punti ma la base dei Mavs reggerà nonostante le mitragliate del capitano.

 
Il secondo tempo iniziava bene con un passaggio schiacciato di Howard fuori per il catch n’shoot di Williams che caricava tripla e squadra ma a 11:03 Nowitzki con una bomba dalla parabola alta non faceva nemmeno toccare l’anello alla sfera riuscendo a passare direttamente al centro della retina.
Howard forzava ancora sotto ma la strategia di caricar di falli i Mavs (altro fallo del tedesco) si rivelava arma a doppio taglio.
Il nostro numero 12 riproponeva i suoi numeri con una barra diagonale in mezzo mentre Ferrell continuava a esser micidiale da fuori.
Tripla immediata per il 56-65 contrastata da un morbido tiro del capitano che ringraziava ferro e plexiglass vedendo accomodarsi la spicchiata nel cotone.
A 9:29 Kemba continuava a essere l’unico materiale sicuro per la produzione di punti, questa volta in transizione da tre punti battezzava la difesa blu che incassando il 61-65 si allarmava andando a segnare due pt. con Barnes e altrettanti son Smith, il quale saltava netto in crossover con hesitation MKG, via libera per il facile 61-69.
Howard a 8:25 entrava senza opposizione (il tedesco se ne guardava bene dal commettere un altro fallo) per schiacciare con una flash dunk bimane ma Ferrell continuava la sua clamorosa partita fuori dall’arco da tre punti realizzando la sesta tripla su sette per il 63-72.
Partita che sembrava sfuggire nuovamente ai Calabroni che tornavano a punger con Kemba in coast to coast e un paio di volte con MKG, prima gancetto nel viola che freddava Smith, poi appoggio in transizione di destro.
Il parziale di 6-0 diminuiva il gap a tre punti (69-72) ma ancora una volta si assisteva allo strappo dei Fuorilegge che prima segnavano con Barnes da due, poi un’altra surreale tripla, nemmeno in ritmo di Ferrell (6/7 da fuori) che diceva 69-77.
Howard a spallate s’infilava dalla destra in area per appoggiare due punti a 3:26.
Kleba con un flipper jumper faceva disperare la tifoseria di Charlotte che cercava disperatamente di rientrare; dentro Graham e Lamb a 2:59, nulla da fare per il tentativo da tre punti del primo, in più su una difesa onesta di Walker su J.J. Barea (probabilmente un leggero tocco sul tiro c’era) dava modo agli arbitri di consentire al veterano di battere un tecnico in più.
Sprecato il tecnico ma non i due liberi Dallas incassava nel finale (1:02) un canestro di Lamb che quasi scivolava, ma recuperava tenendo fisso il piede perno e roteando in uno contro uno trovava anche spazio per realizzare. Hornets che continuavano a rimontare con una steal di Kemba su Barea, Lamb attaccava Kleba che concedeva due FT realizzati dal nostro numero tre per il 77-81.
Chiudeva Harris con un 2/2 a gioco fermo per il 77-83.

Howard prova a fermare Barnes. Photo by Brock Williams-Smith/NBAE via Getty Images

 
Ultimo quarto che iniziava con il giro di triple firmate nell’ordine; Kaminsky, Nowitzki e Monk a 10:18 dopo un bel gioco di passaggi per liberarlo.
-3 grazie al wide open dell’83-86 da parte del rookie, -1 grazie a un appoggio senza parabola di MCW che Powell stoppava, ma in goaltending secondo la terna.
Arrivava poco più tardi anche un tecnico contro Dallas ma Lamb fallendolo lasciava invariate le distanze.
Jeremy però cercava subito personale rivincita realizzando da fuori a 9.09.
La sagitta attraversava la retina trovando l’aggancio a quota 88.
Powell con due FT metteva dentro l’88-90 ma il talentuoso Lamb, ancora lui, in appoggio dalla baseline sinistra usava il corpo per reggere la difesa fisica di Powell salendo oltre il raddoppio del piccolo Ferrell.
Giocata da due punti più fallo. Libero realizzato e Hornets in vantaggio dopo molto tempo, trascorreva poco però perché l’eterno Nowitzki sfruttasse due mismatch contro Monk e MCW andando a realizzare due dei suoi classici tiri. Cambiando lato ma non risultato ci pensava Monk a 6:33 a pareggiare a mezzo bombarda.
La partita proseguiva sulla via dell’equilibrio sino al 98 pari, poi entrava in sena Barnes che dalla 3 zone territory infilava il cesto e altri due punti venivano estratti dal mid range nonostante Walker nel mezzo avesse trovato il canestro slalomeggiando.
Dwight si mangiava un put back facile facile ma guadagnava due FT.
Ormai in panico, con la popolazione hornettiana presente a rumoreggiare, li mancava.
Dall’altra parte il giovane Smith costringeva al fallo in recupero MKG che non riusciva a tener bene n velocità.
Dal possibile -1 al -5 (100-105) a soli 2:32 dalla fine.
Un off-balance impossibile di Batum in uno contro uno dalla sinistra dava speranze ma su un possibile rimbalzo difensivo, Howard, con la palla tra le mani, se la lasciava portar via dal marocchino Mejri che probabilmente commetteva anche fallo ma mentre gli arbitri non se ne avvedevano sull’azione arrivava probabilmente la giocata della partita; tripla di Ferrell per il 102-108.
Kemba da due salutava Mejiri, poi ancora Barnes ne metteva due distruggendo Williams.
104-110, situazione disperata anche perché MKG a soli :44.9 dalla fine splittando dalla lunetta ci lasciava sul -5. Mejri usciva per falli, intanto gli Hornets a metà campo formavano barriera; Marvin saltando intercettava una palla allungata da MKG e portata avanti da Walker che chiudeva realizzando due punti.
Fallo subitaneo su Smith che splittando lasciava quattro punti di margine a Dallas sulla difesa.
A :31.7 si bloccava il cronometro.
Fallo di Kleba entrato a sostituir il numero 50 sulla drive di Walker. Giocata da tre punti e -1.
Dallas provava a risolver la situazione con la velocità di Smith, leggero tocco di Kemba e due FT a :15.7.
Questa volta anche con il 2/2 ci dava la possibilità di poter pareggiare.
Time-out e successivo tentativo di Walker da fuori che si spegneva sul ferro.
Howard recuperava il rimbalzo presentandosi in lunetta dopo aver subito fallo.
Primo a vuoto, istruzioni dalla panchina di tentar di metter il secondo, cosa che Howard eseguiva.
-2 ma con :10.2 sul cronometro.
Fallo necessario su Barnes un paio di secondi più tardi. L’ex Tar Heels chiudeva i conti non sbagliando.
111-115 era l’amaro finale.
 
Pagelle
 
Walker: 8
41 pt., 3 rimbalzi, 4 assist, 3 rubate, 1 stoppata. Perfetto ai liberi, 16/28 dal campo, 1 solo turnover. Lo penalizzano nello scambio falli difesa/attacco non giudicati due/tre volte con lo stesso metro con il quale gli fischiano giustamente contro in difesa. Gioca con facilità irridente segnando come vuole. Un’altra prova monumentale che non serve.
 
Batum: 4
4 pt., 7 rimbalzi, 1 assist. Guadagna il doppio di Kemba ma non fa nemmeno la metà, fa pietà. Di origine africana, assomiglia a una di quelle cavallette che infestano il Sahara ormai. Giudizio forse molto duro ma credo che a Charlotte siano stanchi di vedere prove del genere. Unico spunto nel finale con un bel canestro ma 2/9 dal campo in 31 minuti… Nuovo anno, vecchio Batum, ombra di quel che fu nel primo anno.
 
Kidd-Gilchrist: 5
11 pt., 4 rimbalzi, 2 assist. 5/9 dal campo, 2 turnover e un libero cruciale sbagliato nel finale. Difesa in affanno. Si fa battere un paio di volte dalla velocità di Smith, paradossalmente meglio in attacco che in difesa.
 
M. Williams: 4
5 pt., 6 rimbalzi, 2 assist, 1 rubata. Spende tre falli ma compie una difesa troppo pulita nel duello tra Tar Heels con Barnes. Un fallo di quelli giusti ci sarebbe stato per non consentire a Barnes di tirare ogni volta in maniera tranquilla. Gli sta addosso e gioca fisico, ma troppo pulito. Non riesce a fermarlo, anche se è il giocatore di Rick Carlisle a metterci molto del suo.
 
Howard: 4,5
15 pt., 12 rimbalzi, 2 assist, 1 rubata, 4 stoppate. Da cubo di Rubik (un rompicapo) dargli un giudizio. Aggiungendo il 5/5 dal campo, un giocatore in doppia doppia sarebbe da 7 almeno, invece commette 3 turnover ma soprattutto segna solamente 5 dei 18 FT guadagnati. Fallisce il test psicoattitudinale. Sotto pressione s’incanta e tira liberi come se stesse partecipando a una caccia al piccione. Purtroppo dopo i progressi mostrati dalla lunetta incappa in una serata no. Male anche sulla difesa della palla nel finale quando si fa strappar palla, anche se sembrerebbe con un fallo. In difesa pianta 4 belle stoppate.
 
Lamb: 6,5
12 pt., 4 rimbalzi, 1 assist, 1 rubata. 4/8 in 22 minuti, il suo apporto in termini di punti lo da. Gioca un po’ con il freno a mano tirato negli ultimi suoi minuti sul parquet essendo giunto al quinto fallo.
 
Graham: 6
5 pt., 3 rimbalzi. Chiude con un 2/4 in 16 minuti il lottatore Graham. Partita sufficiente, dimostra buona mano se lo pescano in angolo.
 
Kaminsky: 6,5
10 pt., 1 rimbalzo. 4/10 dal campo in 18 minuti. Non mi è dispiaciuto con i suoi canestri, buona rotazione della palla sulle triple realizzate, pump fake iniziali per andare dentro….
 
O’Bryant: 5
0 pt., 1 rimbalzo. Prova in due minuti un tiraccio e commette anche un fallo. Esce subito…
 
Carter-Williams: 5,5
2 pt., 2 rimbalzi, 2 assist. 1/3 al tiro senza nemmeno far entrar la palla nel cesto. 4 falli spesi in 10 minuti e -4 di plus/minus.
 
Monk: 6
6 pt., 2 assist in 11 minuti. 2/4 dal campo con un paio di triple che servono in momenti importanti, la difesa però non è buona ma soprattutto fortunata nella sera.
 
Coach S. Silas: 6
Le facce che fa sono smorfie da telefilm comico americano. Effettivamente gli Hornets in alcuni frangenti fanno penare, altre volte sono dedicate agli arbitri impegnati in sit comedy. Non molto da dire sui falli chiamati contro Charlotte, però, saranno sfuggiti, su due/tre situazioni dubbie (come un tentativo da tre di Kemba con chiaro gesto di un arbitro a parlar di sfioramento dopo il tiro) non mi pare sia stato applicato lo stesso metro. La colpa però è nostra se abbiamo perso. La strategia su Howard si è rivelata inadatta sfortunatamente nonostante il dominio fisico. Senza l’apporto tecnico stasera gli Hornets son tornati al basket delle caverne.

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Informazioni su igor

La mia Hornetsmania comincia nel 1994, quando sui campi della NBA esisteva la squadra più strana e simpatica della Lega, capace di andare a vincere anche su campi ritenuti impossibili. Il simbolo, il piccolo "Muggsy" Bogues, il giocatore più minuscolo di sempre nella NBA (che è anche quello con più "cuore"), la potenza di Grandmama, alias Larry Johnson, le facce di Alonzo Mourning e l'armonia presente nella balistica di Dell Curry, sono gli ingredienti che determinano la mia immutabile scelta.

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