Game 4 Preseason; Hornets * Clippers 113-71 (@ Shanghai)

La notizia è che Charlotte sembra una squadra anche senza Kidd-Gilchrist a dispetto del destino.

Il modo di giocare è radicalmente mutato, squadra mobile e versatile che non disdegna di lottare anche in questa preseason.
A ospitare la seconda sfida tra Hornets e Clippers era ancora il “Paese Interno”(la Cina), la città era Shanghai (上海), il cui nome vuol dire “sul mare”.
Puntuali sono arrivate le ondate che hanno distrutto la barca di coach Rivers.
L’impressione è che un paio di giocatori dei Clippers abbiano giocato leggermente sotto le loro possibilità, sbagliando anche qualche canestro facile da sotto, quando Jefferson e soci hanno concesso spazio.
I Calabroni, più disposti al sacrificio hanno meritato la vittoria, chiara e netta, sebbene nelle fila dei Velieri rientrasse CP3 dopo l’infortunio al dito della mano.
Nel secondo tempo gli attacchi composti da imprevedibili passaggi e tiri da tre punti hanno fatto crollare la muraglia avversaria.
Rimaniamo con i piedi piantati per terra, è solo preseason, ma gli ingredienti per giocare un buon basket in regular season ci sono tutti.

Walker guida nella road californiana.

Walker guida nella road californiana.

Coach Clifford mandava in campo questo starting five con un doppio playmaker; “Walker, Lin, Batum, Zeller, Jefferson.

Clippers e Hornets tentavano subito di sbloccare velocemente il risultato con azioni pericolose, a riuscirci però era Lin alla soglia degli undici minuti.
Uno scambio e la palla a lui restituita lo trovava oltre l’arco da tre punti, il Jeremy locale non deludeva i suoi fan; 3-0 Hornets.
I Clippers non stavano a guardare ma il primo tentativo reverse in salto di DeAndre Jordan era velleitario, Redick invece preferiva il jumper più concreto e portava a -1 i Velieri.
Protagonista assoluto era Lin in quest’inizio; prima con un crossover concludeva con un fadeaway vincente da media distanza, poi segnava in appoggio smarcatosi tagliando la difesa dei Clippers, grazie a un bel passaggio di Zeller, “infine” colpiva dal lato destro da 3 punti.
I Clippers ribattevano colpo su colpo e passavano in vantaggio 11-10 con Paul che metteva dentro nonostante DeAndre Jordan sulla stessa azione avesse schiacciato sul ferro il pallone.
Squadre al testa a testa che si superavano diverse volte; a 4:46 dalla fine del primo quarto però Batum indovinava la tripla del 21-17 Charlotte e Lin 44 secondi più tardi ne aggiungeva altri 3 portando sul +7 i Calabroni. CP3 per i Clippers doveva Superare in slancio Hawes per appoggiare dalla distanza alla tabella; ne usciva un bel canestro ma Roberts a 1:22, appostato sulla diagonale sinistra, riceveva da Lin un pallone che trasformava con fluidità in due punti (26-19).
Ci provava Pierce che tra l’acclamazione del pubblico però colpiva solo il ferro con un tiro da fuori, Hawes, anche senza caricare il tiro invece riusciva a realizzare sempre da lontano.
Crawford chiudeva le ostilità nel primo quarto con un’entrata e tiro arcobaleno per il 29-21, finale di frazione.

Era ancora Hawes a partire bene nel secondo quarto; a 11:08 liberandosi con una finta di un difensore, ricavava lo spazio per il +10.
I Clippers beneficiavano di quattro punti di Smith in serie ma Marvin Williams a 10:09 faceva capire che quest’anno Charlotte non scherza da tre punti; bombarda a bersaglio con la panchina già in piedi (anche se il rischio che la sbagliasse, con la palla non proprio precisa che aveva colpito il ferro in modo anomalo, c’era) a festeggiare il 34-25.
Crawford in penetrazione realizzava, mentre i polpastrelli di Lin parevano essersi raffreddati dopo il brillante inizio, ci pensava allora Marvin Williams a segnare altri due punti per i bianchi arrivando sino al ferro.
Marvin però commetteva un goaltending e sbagliava due liberi mentre Stephenson realizzava due punti.
Per farsi “perdonare” l’ex Jazz colpiva ancora da tre punti (dalla diagonale destra), realizzando il 41-32.
Griffin realizzava ma Zeller andava a ricambiare il favore deviando un pallone sopra al ferro su un tiro errato di Lin.
Jefferson segnava e subiva fallo nel pitturato, ma il libero veniva “cileccato”, così Griffin in versione assist-man dava a Jordan la possibilità di andare a canestro.
Jefferson tornava in attacco; classica posizione in post basso sinistro contro DeAndre, giro e si gancia.
Canestro e brindisi per Big Al che non sempre è riuscito in quest’azione contro il centro avversario.
Charlotte tentava di staccarsi nuovamente; Lin vedeva sul lato desto la freccia bianca Zeller che dritto per dritto (per dirla alla Mario) provava una scorribanda a canestro, la quale risulterebbe micidiale se su di lui non si portasse Paul Pierce, il quale commettendo fallo veniva sanzionato con un Flagrant Foul 1.
Zeller convertiva un solo libero e anche se gli Hornets mantenevano il possesso, il futuro marcatore sarebbe stato Paul che a 4:01 tirava sopra Walker per il 48-38.
Paul si ripeteva con altri due punti e forniva un passaggio lungo in transizione che apriva il campo a Griffin; schiacciata e riavvicinamento dei Velieri sul -6 (48-42).
A 2:07 Batum si guadagnava due liberi dopo aver fatto commettere a Pierce un fallo avendo abboccato alla finta del francese.
Sempre il transalpino con un bel palleggio in dribbling andava a concludere in azione personale con la sospensione vincente, tuttavia i Clippers non cedevano e il primo tempo si chiudeva sul 56-51 Hornets.

Nella ripresa Clifford tornava a schierare Lin, il quale riprovava da tre punti; la palla con le manine dopo alcuni rimbalzi riusciva a entrare nel canestro.
Zeller e Jefferson aggiungevano due punti a testa prima dell’alley-oop di Griffin ma Walker a 7:03 correndo in transizione, pescato da un’apertura di Batum sulla diagonale destra, distruggeva la barriera dei dieci punti di scarto con la tripla che valeva il 66-53.
Un bel gioco di squadra degli Hornets fatto di passaggi, faceva guadagnare a Jefferson due liberi a 6:37.
Big Al ne falliva uno ma i lunghi di Charlotte continuavano a dominare; Zeller subiva un altro Flagrant 1da DeAndre Jordan a 5:52, anche per lui era ½ dalla lunetta.
Lin comunque procurava ancora materiale per far punti; assist teso in diagonale per l’inserimento in corsa di Jefferson sotto canestro equivaleva due punti facili.
Crawford interrompeva l’inerzia dei ragazzi di Clifford con una bomba ma la squadra del North Carolina non si perdeva di morale; Batum-Jefferson-Batum, passaggio, assist del lungo sullo scatto del francese e tocco rapido in corsa del nostro swingman.
Azione da applausi.
Charlotte scappava via definitivamente quando un leggero tocco di DeAndre Jordan, uscito in angolo destro a contrastare Walker, costava tre liberi che davano il +18 (74-56) alla squadra di Jordan benché ne andassero a segno “solamente” due.
Illusorio il canestro di Paul, Batum tentava di sfruttare il blocco di Hawes ma per non rimanere su di esso Stephenson spingeva a più riprese Nicolas.
Per gli arbitri si trattava di fallo sul tiro, Batum ringraziava e metteva dentro i punti del 77-58.
Ormai ai Clippers non riusciva più nulla, mentre agli Hornets tutto; la dimostrazione era che il neoentrato Kaminsky toccava il suo primo pallone e realizzava una tripla dalla diagonale destra.
Nel finale di terzo quarto Roberts batteva sul primo passo Rivers, il quale in recupero era costretto al fallo, inutile, poiché il terzo playmaker degli Hornets realizzava i liberi e poi colpiva anche da tre punti per l’85-59, punteggio con il quale si chiudeva la penultima frazione, anche se Austin Rivers faceva venire i brividi al palazzetto colpendo il secondo ferro, costretto a tirare, per mancanza di tempo, da fondo campo.

Lamb supera Aldrich.

Lamb supera Aldrich.

L’ultimo quarto era inaugurato nelle marcature da Lamb che a 11:35 passava dietro a Hawes in punta, incursione ad aggirare il marcatore che lo seguiva dietro al blocco della nostra PF e arrivo puntuale dalle parti del ferro con consegna precisa da due punti.
Hawes continuava a darsi da fare; prima realizzava un libero, poi con una finta di tiro si staccava dal suo avversario e andava a infilare il cesto in entrata.
I titoli di coda li metteva Roberts che subiva fallo da Aldrich.
Azione da quattro punti (tiro da tre punti sulla diag. sx e libero a segno) che con 9:59 ancora da giocare portava il punteggio sull’incredibile 94-59 (35 punti di distacco).
La gara terminava sul 113-71, prima della fine c’era il tempo anche per le triple di Harrison e Hansbrough.

Le statistiche dell'incontro.

Le statistiche dell’incontro con la pazzesca % degli Hornets da 3 punti.

Charlotte è momentaneamente 4-0 in preseason, mancano altre 4 partite da giocare, poi inizierà la stagione regolare con un inizio di quelli tosti. Sapremo subito se Charlotte potrà lottare per un posto al sole o tutto svanirà nelle brine novembrine.

Le statistiche individuali dei giocatori di Charlotte.

Le statistiche individuali dei giocatori di Charlotte.

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Informazioni su igor

La mia Hornetsmania comincia nel 1994, quando sui campi della NBA esisteva la squadra più strana e simpatica della Lega, capace di andare a vincere anche su campi ritenuti impossibili. Il simbolo, il piccolo "Muggsy" Bogues, il giocatore più minuscolo di sempre nella NBA (che è anche quello con più "cuore"), la potenza di Grandmama, alias Larry Johnson, le facce di Alonzo Mourning e l'armonia presente nella balistica di Dell Curry, sono gli ingredienti che determinano la mia immutabile scelta.

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