Game 40; Charlotte Hornets Vs Milwaukee Bucks 92-105

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Sottotitolo; TramontHornets?
Le due ali degli Hornets, P.J. Hairston e Marvin Williams impegnate a rimbalzo.

Le due ali degli Hornets, P.J. Hairston e Marvin Williams impegnate a rimbalzo.

 
Manca una sola gara ad arrivare a metà stagione esatta, gli Charlotte Hornets sembrano però già sul viale del tramonto senza prospettive reali di cambiamento immediato per raggiungere i playoffs.
MKG e Jefferson out, Lamb si è aggiunto alla lista infortunati (seconda gara nell’injury list) e Charlotte ha finito per perdere miseramente in casa contro Milwaukee.
Pongo l’accento sull’in casa poiché fino ad oggi le partite, anche quelle perse (eccezione i Warriors), ce le siamo giocate sino alla fine, oggi la squadra ha ceduto molto prima della sirena finale.
Forse i sogni di playoffs sono già al tramonto o forse no. Oggettivamente uscire da una crisi (1-8 nel nuovo anno) che sta attanagliando anche psicologicamente i giocatori (bad body language) si può, ma solo qualche vittoria, a patto che l’energia e l’intensità profusa siano superiori a quella avversaria e soprattutto con tensione continua, senza cali per 48 minuti.
I Calabroni avevano iniziato benissimo con energia e grinta, in più avevano trovato tre triple immediatamente e si erano portati in vantaggio anche di 10 punti (29-19) nel primo quarto.
L’ingresso della panchina ha avvantaggiato i Bucks che assunto il comando non l’hanno più lasciato.
Middleton 24 pt. e Monroe 19 per i Cervi. Hornets con 15 di Lin e 14 di Marvin Williams.
Charlotte per sperare deve, a parte vincere qualche gara ora, prendere qualcuno sul mercato che gli garantisca difesa nel pitturato, il calendario è benevolo con noi a inizio marzo ma potrebbe essere già tropo tardi.
Brian Roberts e l'assist alla mano.

Brian Roberts e l’assist alla mano.

 
I Milwaukee Bucks scendevano alla Time-Warner Cable Arena con; M. Carter-Williams, Middleton, Antetokounmpo, J. Parker e Monroe, mentre Charlotte non cambiava; Walker, Batum, P.J. Hairston, M. Williams e Zeller erano i prescelti da coach Clifford.
 
Gli Hornets guadagnavano palla con Zeller nella contesa iniziale e dopo diciannove secondi bruciavano già la retina; passaggio diagonale da destra a sinistra per P.J. difesa di Milwaukee in ritardo, extra pass verso il centro, Walker in ritmo da tre per la tripla aperta faceva udire solo il suono del cotone alla Time Warner Cable Arena.
Middleton venti secondi più tardi con un bel jumper accorciava sul -1 ma i Calabroni continuavano a tentare di colpire dalla grande distanza e arrivavano altri tre punti per Walker.
Monroe a 10:38 andava agli autoscontri con Zeller, sportellata e Cody parcheggiava nel pitturato mentre Greg realizzava da sotto. Gli Hornets si preoccupavano poso, filosofia di bristowiana memoria, gioco d’attacco importante, giro palla micidiale partendo dal raddoppio su Walker Milwaukee sempre con un tempo di ritardo e tripla questa volta di Marvin Williams per il 9-4.
Milwaukee iniziava anche a difendere, Kemba si faceva stoppare due volte da sotto canestro e i Bucks accorciavano con Parker dopo due errori sulla stessa azione con Parker dopo la rimessa dal fondo. Hornets che a 8:51 tornavano a segnare ma dalla lunetta con Marvin Williams; tentativo in sospensione e contatto che era premiato dagli arbitri.
La squadra del North Carolina dopo le realizzazioni dalla linea saliva a quota undici.
Un’apertura di Walker perfetta consentiva a P.J. d’andare in corsa sulla transizione ad agganciare la palla a spicchi a pochi passi dal canestro e ad appoggiarla come su un vassoio per il canestro del 13-6.
Una dunk di Parker muoveva il punteggio per gli ospiti ma Batum veniva lasciato improvvisamente solo con la squadra del Wisconsin a convergere tutta verso posizioni più arretrate, Nicolas ci pensava un attimo e tentava la tripla aperta che entrando dava il +8 ai Calabroni.
Antetokounmpo portava a 10 i punti dei Cervi con un’altra schiacciata, dall’altra parte del parquet Marvin Williams si faceva stoppare ma correva indietro a portar via un pallone ai Bucks sul quale Charlotte produceva l’attacco Batum/Walker con quest’ultimo a subir fallo sotto canestro sul tentativo di reverse lay-up.
Kemba era abile nel protegger palle e nel realizzare i due liberi ma dall’altra parte i soliti problemi in area davano la possibilità a Parker di chiudere in schiacciata con Batum nel semicerchio che giustamente preferiva non andare fino in fondo nell’ibntervento difensivo rmai battuto per non peggiorar la situazione.
Batum con il suo step back jumper shot a 5:20 faceva rapidamente toccare anche quota 20 a Charlotte, le squadre andavano ancora a canestro con Carter Williams e con Lin (fing and roll), Henson (gancio dal pitturato centrale su Zeller) e con un attacco a triangolo chiuso da Kaminsky sotto il tabellone a destra trovando il tempo giusto con mezza finta per mandar fuori ritmo i difensori in rientro e appoggiare al vetro.
Kaminsky a 2:26 con la mano sinistra appoggiava dallo stesso lato del vetro per battere il difensore, da segnalare il lob di Batum che passava sopra le teste di tutta la difesa dei Bucks per raggiungere Frank.
Il canestro era quello del 26-16, qualcosa però lentamente iniziava a non funzionare più in Charlotte e Kaminsky si faceva stoppare, nonostante Parker splittasse i suoi liberi e Kaminsky trovasse anche tempo e spazio per la tripla, Middleton realizzava l’ultimo canestro del quarto con un floater iniziando a prender le misure.
La squadra di Clifford conduceva quindi 29-19 alla fine del primo periodo.
 
Nella seconda frazione Bayless inaugurava subito con la tripla il quarto, Charlotte con la panchina in campo in attacco produceva il nulla e mentre Henson stoppava P.J. Hairston (settimo blocco in serata per i Bucks), la squadra del Wisconsin a 9:15 raggiungeva il -1 con la tripla di Vaughn per un parziale di 2-13.
La squadra di Clifford per un po’ riusciva a rimanere in vantaggio, Hawes allungava, ma Antetokounmpo (che per comodità chiamerò Giannis giacché ci vuole quel quarto d’ora per scrivere il cognome) rispondeva, a 7:31 tabellata di P.J. Hairston per il nuovo +3, Roberts però commetteva fallo e dalla lunetta Milwaukee riaccorciava undici secondi più tardi, nessun problema perché a 6:10 Hawes correggeva il reverse lay-up mancato da Lin, Monroe però dalla baseline sinistra batteva Hawes, i Bucks potrebbero anche passare in vantaggio ma su un cambio lato prevedibile di Monroe s’inseriva Lin che recuperava palla e chiudeva in fing and roll la transizione.
Giannis dal pitturato dimostrava una volta di più l’inconsistenza nel settore più critico dei Calabroni, Zeller però attaccando dalla baseline sinistra passava con agilità l’avversario e il ferro per concludere con un reverse lay-up in corsa.
Il 41-38 era ribaltato dai canestri di Monroe e Parker anche se per un attimo Batum rimandava sopra la squadra di Clifford.
Il veloce canestro di Parker era il preludio dell’allungo dei Cervi. Clifford capiva il momento di difficoltà chiamava il time-out, Batum non metteva il tiro e Middleton nel finale iniziava il suo show con un jumper dalla media a 2:32, si ripeteva su Lin a 1:51; Lin provava a restituire qualcosa guadagnandosi a un secondo dai 24 del possesso due liberi (fallo Middleton), Jeremy riportava a -3 gli Hornets mandando a segno i FT ma a :53.1 Middleton ancora in jumper era letale.
Lin andava corto con la tripla e la transizione di Middleton poneva 7 punti tra le due squadre.
Hornets che provavano a restare in gara con l’attacco finale; Clifford faceva segno d’allargarsi sul campo, Walker in punta creava per Marvin Williams il quale caricava la tripla dalla diagonale destra e riduceva lo svantaggio a 4 punti.
Le squadre entravano negli spogliatoi sul 48-52 per i visitors.
 
Clifford negli spogliatoi chiedeva più difesa ma gli Hornets erano incapaci di difendere in maniera pulita così P.J. Hairston si opponeva all’entrata di Giannis abbassando il passaggio a livello.
Fallo a 11:42 e 2/2 per l’ala dei Bucks.
La pressione dei Bucks metteva in difficoltà gli Hornets, da una combinazione a triangolo Williams/Batum/Williams scaturiva il canestro di Marvin che rollava in diagonale tagliando l’area e sulla ricezione appoggiava sulla destra da pochi passi.
Monroe a 11:05 ancora una volta segnava in tap-in mostrando il deserto nel pitturato di Charlotte e P.J. rispondeva a 10:45 partendo da lontano e lasciando con il terzo tempo finale sul posto gli avversari.
Hornets che recuperavano sino al -2, quando Zeller per un contatto con Monroe dalla lunetta non metteva i due punti del 56-58.
Milwaukee velocemente accumulava 6 punti di vantaggio; Giannis falliva il canestro ma Monroe da sotto non aveva validi oppositori e segnava il 56-62.
Da segnalare il bel canestro di Marvin Williams che partendo dalla baseline sinistra evitava la possibile stoppata passando sotto il ferro e chiudendo elegantemente l’azione personale con un reverse lay-up. Carter Williams e P.J. si rispondevano più tardi di tripla ma i Bucks iniziavano a riallungare con Giannis (lungo due frontale) per il 63-70, mentre gli Hornets fallivano alcune occasioni dalla lunetta nel quarto; era Batum qui a mancare il primo libero, a 5:22 la tragedia era servita; Zeller sulla palla vagante in aria commetteva fallo, Charlotte concedeva il bonus e Milwaukee ne approfittava, un paio di canestri di Marvin Williams non bastavano agli Hornets, a 1:12 Batum si arrangiava un po’ su Henson toccandolo nel tentativo d’anticiparlo.
Gli arbitri dopo un conciliabolo per vedere su chi fosse stato commesso il fallo decidevano per Henson giustamente (non Bayless già in lunetta), il segno del destino voleva che proprio Henson tirasse lungo il primo libero, rimbalzone in aria alto e palla dentro…
Frustrante vedere una difesa che non teneva nulla; Hawes faceva quel che poteva sul lancio lungo per il tentativo d’alley-oop di Henson e commetteva fallo prima, altri due FT, questa volta il segnale era positivo; liberi sbagliati e Charlotte sul 68-84 con tre punti di Lin (un FT e un fing and roll dopo una rubata) chiudeva sul 73-84.
 
Hornets che però si trovavano sul 71-84 a inizio ultimo quarto.
Un’azione rivista dal replay center NBA diceva chiaramente che il canestro di Williams in correzione sull’air-ball di Lin era purtroppo stato realizzato troppo tardi.
Lin però segnava immediatamente e ripristinava quota 73 a 11:28 dopo aver rubato palla ancora Jeremy spingeva il contropiede e appoggiava il coast to coast.
Il pubblico prima ammutolito, ora spingeva la squadra, Kemba andava corto ma la difesa di Charlotte teneva, sulla nuova azione d’attacco triangolo largo; penetrazione di Lin con scarico volante in diagonale verso sinistra all’indietro per Walker che apriva nell’angolo vicino dove Kaminsky esplodeva la sua bomba per il 78-84.
Il catch n’shoot di Frank The Tank coronava un parziale di 10-0 a cavallo dei due quarti.
Un paio di canestri di Middleton comunque affossavano Charlotte; il primo battendo Lin, il secondo vedendo Lin scivolare dietro di lui ne approfittava e lo batteva con una palla alzata da vicino che Kaminsky stoppava ma in goaltending secondo gli arbitri.
A 9:11 un gancio sballato di Hawes girandosi era un cattivo segnale, specie perché nonostante l’uscita di Lin dal campo, Middleton segnava in faccia anche a Batum con un top shot.
A 7:36 Monroe segnava dopo un contatto sotto e il +11 Bucks chiudeva la gara (81-92) sostanzialmente anche perché dall’altra parte P.J. era imperdonabile in palleggio; maniglia persa e palla scivolata fuori… Giannis a 4:48 metteva due FT per l’81-100.
A 3:50 Clifford faceva entrare le riserve; Hansbrough, Daniels, Harrison che con gran dignità recuperavano qualcosa.
La gara terminava 92-105, forse la peggior sconfitta casalinga di Charlotte nell’annata, sovrastati a rimbalzo, con un abuso della tripla (36 tentativi contro i 12 degli ospiti) non solo per uscire dalla pressione dei Bucks, oltre alle troppe stoppate subite (questo può capitare).
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Pagelle:
Walker: 5
12 punti, 6 assist, 2 rubate. Una di quelle macchinette fotografiche a pile prima della batteria al litio. Si spegne subito dopo un avvio promettente. Uno dei pochi ad avere una buona annata in cifre, se si spegne anche lui…
 
Batum: 5
6 pt., 9 assist, 3 rimbalzi. Serataccia per Nicolas. Solo in fase assist è importante, anche se nel finale un suo assist alto per Hawes si perde sul fondo e per due volte il tentativo di filtrante è deviato. Il suo 2/10 non aiuta gli Hornets a recuperare. Non fa la differenza nemmeno in difesa.
 
P.J. Hairston: 5,5
11 pt., rimbalzi, 2 assist. Giannis è di un altro livello. In realtà lo limita anche abbastanza ma perde nettamente il duello.
 
M. Williams: 6,5
14 pt., 7 rimb., 2 assist, 1 rubata, 1 stoppata. Fa 5/11 dal campo, cerca di tenere in gara Charlotte. Uomo ovunque. Parker si nota di più nelle azioni magari, ma lui fa una buona gara salvo un paio d’amnesie difensive.
 
C. Zeller: 4,5
6 pt., 2 rimbalzi, 1 assist. Messaggio per Jordan e Cho; se questo è il centro del futuro, il futuro sarà pessimo. Non ha i kg per contrastare Monroe e ha perso parte di quell’energia che gli serve per stare sul parquet giocando decentemente. In 23:08 fa 5 falli e prende solo due rimbalzi. Una sola bella sua azione.
 
Kaminsky: 6,5
12 pt., 5 rimbalzi. Qualche bella azione, la tripla nell’ultimo quarto, qualche errore ci sta anche se in momenti nei quali magari si sarebbe potuto tentare il riavvicinamento. Fa il suo, da qualche gara in ripresa.
 
Lin: 6,5
15 pt., 1 assist, 3 rubate. Middleton in difesa lo distrugge (ma non solo lui), lui risponde come può in attacco. Dalla panchina arrivano i suoi punti e per oggi come si usa dire in gergo: “Sono tanta roba”…
 
Roberts: 6
4 pt., 1 rimbalzo, 3 assist. Dignitosa gara di Brian.
 
Hawes: 6
7 pt., 9 rimbalzi, 3 assist. Non un grandissimo difensore ma almeno in fase rimbalzi tira giù qualcosa, più di un quarto di quelli di tutta la squadra. In attacco nel finale prova un gancio orrendo.
 
Harrison: s.v.
0 pt., 1 rimb. in3:50 sul parquet. Poco tempo a disposizione.
 
Daniels: 6
3 pt., 2 rimbalzi. Anche lui gioca 3:50, mette una tripla siderale nel finale dalla diagonale sinistra più vicino alla linea laterale che a quella dei tre punti. Un paio di rimbalzi.
 
Hansbrough: 6
2 pt., 1 rubata. Segna due liberi prendendoseli nel finale grazie a un assist propizio e alla sua grinta. Tenta la tripla ma non va. Dal mio punto di vista è l’unico errore di Clifford. Questo ragazzo ha voglia e andrebbe provato per più minuti a partita in corso, sotto canestro potrebbe far meglio di Zelller in questo momento e contro certi avversari ha più kg, anche se lui ha tendenza a commetter fallo.
 
Coach Clifford: 6
Non posso infierire su un allenatore che ha chiamato i suoi time-out con i tempi giusti, ha provato la soluzione Lin che spingendo e dando energia aveva contribuito a recuperare ma che concedeva cm a Middleton (comunque bravo anche contro Batum o occasionalmente P.J.), la squadra è quella che è in difesa, o nel pitturato o da fuori gli avversari riescono a individuare i nostri punti deboli. Senza Jefferson in attacco e MKG in difesa perdiamo, inoltre anche Lamb, uno dei più positivi sino a oggi, è rimasto fuori per infortunio per la seconda gara consecutiva.

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Informazioni su igor

La mia Hornetsmania comincia nel 1994, quando sui campi della NBA esisteva la squadra più strana e simpatica della Lega, capace di andare a vincere anche su campi ritenuti impossibili. Il simbolo, il piccolo "Muggsy" Bogues, il giocatore più minuscolo di sempre nella NBA (che è anche quello con più "cuore"), la potenza di Grandmama, alias Larry Johnson, le facce di Alonzo Mourning e l'armonia presente nella balistica di Dell Curry, sono gli ingredienti che determinano la mia immutabile scelta.

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