Game 40; Charlotte Hornets Vs San Antonio Spurs 93-98

I San Antonio Spurs erano reduci da una sconfitta a Washington dopo aver visitato la Casa Bianca e incasato i complimenti di Obama.
Volando verso sud i texani facevano tappa a Charlotte per una sfida che in caso di vittoria sarebbe servita più agli uomini di Jordan in ottica playoffs, che ai ragazzi di coach Popovich.
Alla fine hanno prevalso gli Speroni, forti dell’esperienza delle vecchie volpi, le quali hanno sfruttato minime indecisioni per portare punti alla causa, trascinati da un Ginobili da 27 punti che ha sbagliato pochissimo. Inutili i 28 punti del top scorer Kemba Walker.

Assenti Pargo e Jefferson, gli Charlotte Hornets ritrovavano Lance Stephenson che inizialmente si accomodava in panchina, così come Ginobili per gli Spurs (alle prese con qualche acciacco che non l’ha fermato) che a loro volta dovevano fare a meno di Belinellie Leonard.

La palla a due vinta da Biyombo su Duncan.

La palla a due vinta da Biyombo su Duncan.

Spurs in campo comunque con un quintetto più che competitivo; Parker, Green, Daye, Duncan, Bonner, lo starting five degli Hornets era il solito; Walker, Henderson, Kidd-Gilchrist, Zeller e Biyombo.

Gli Hornets iniziavano bene la gara inaugurando il punteggio dopo una quarantina di secondi grazie a Kidd-Gilchrist che partendo in orizzontale trovava il contatto con un difensore degli Spurs, perso l’equilibrio, tirava cadendo sul fianco destro, trovando il primo canestro di serata in maniera fantastica.
Dalla lunetta MKG completava la bella giocata portando sul 3-0 i ragazzi di coach Clifford.
Biyombo conservava il punteggio difendendo bene, costringendo Duncan ad andare corto con il suo tiro, dall’altra parte invece un gancio di Zeller a 10:39 andava a bersaglio.
Gli Hornets completavano il break iniziale con Henderson, il quale trovava un corridoio diagonale nell’area pitturata e concludeva andando a posterizzare Duncan.
Il 7-0 durava poco però, Green segnava il 7-2 e Duncan aggiungeva altri 4 punti facendo tornare a -1 i campioni in carica.
Gli Spurs avrebbero l’occasione di passare in vantaggio ma Parker, freddo al tiro in questo inizio, sbagliava un paio di conclusioni, così Henderson accelerava in area costringendo Bonner a fermarlo irregolarmente a 6:12.
I due liberi andavano dentro per il +3 Hornets. Ginobili si attivava a 5:19 in entrata e portava ai suoi due punti, uno lo faceva registrare Splitter dalla lunetta e la gara tornava pari (11-11) a 4:52.
Charlotte aveva un passaggio a vuoto in attacco, Walker e Maxiell sbagliavano dei canestri piuttosto semplici e Ginobili puniva la squadra del North Carolina a 3:13 aumentando ulteriormente il distacco (11-17).
MKG riusciva a ripetere, seppur in maniera differente (spin move), la prodezza del gioco da 3 punti andando a contatto e realizzando il tiro addizionale a 1:26 per far tornare Charlotte a un solo possesso di distanza.
Manu era scatenato in questo finale e aggiungeva 5 punti, uno in più rispetto a quelli con cui Charlotte aveva provato a rispondere in questo frangente.
L’ultima palla era per Charlotte.
Palleggio di Stephenson e maniglia persa, palla ripresa ma assist tardivo in angolo sinistro per MKG che vedeva la luce rossa della sirena accendersi senza poter tirare in tempo utile, così il primo quarto terminava 18-22.

San Antonio sembrava essere più in palla in questo secondo periodo, anche se Zeller schiacciando a terra in diagonale il pallone, forniva un assist che Roberts, infilatosi a sinistra con perfetto tempismo alle spalle dei due difensori, concludeva in appoggio per il 20-25.
Le squadre si affidavano ai lunghi e Zeller, Duncan e Maxiell andavano a segno.
Parker interrompeva la monotonia ad alta quota con un’entrata che portava gli Spurs sul +5 (24-29), tuttavia Hairston da posizione frontale, leggermente spostato sulla destra, metteva la tripla del 27-29.
Qui però la partita cominciava a volgere a favore della squadra texana che sfruttava le proprie caratteristiche, Parker in entrata, Bonner da 3 punti, Duncan da due passi (assist Parker) e ancora il francese con due punti “over” Roberts a 6:20 portavano a +10 gli Speroni (28-38).
Timeout necessario e Zeller sfruttava l’onda del lungo passaggio di Walker per fare un paio di passi in continuità con la ricezione e schiacciare il pallone del 30-38.
Gli Spurs però mettevano un altro tiro pesante con Bonner, il quale sfruttava il raddoppio di Zeller in area pitturata per trovarsi con qualche metro a disposizione per cacciare la tripla del 30-41.
Nel finale Green riusciva a realizzare 5 punti, gli ultimi 3 con una tripla aperta da 45° destra per il 34-50.
Biyombo si esaltava nell’ultimo minuto e mezzo correggendo un libero errato di Walker, poi a 1:03 iniziava il suo show con una prima stoppata, infine prendeva un rimbalzo offensivo e convertiva in punti il fallo subito. Sulla sirena l’argentino degli Spurs riusciva comunque a mettere la tripla che faceva andare in doppia cifra il vantaggio degli ospiti.
45-57 all’intervallo.

Biz riprendeva come aveva lasciato, cioè con un’altra favolosa stoppata su Joseph, la quale innescava la transizione di Walker che chiudeva con un fing and roll vincente.
Biz entrava con perfetto tempismo allungandosi in appoggio in post basso sinistro a 10:20 e poi tornava in difesa per cancellare un altro attacco degli Spurs, imitato da Zeller poco dopo.
Joseph, dopo aver incassato qualche stoppata di troppo, segnava con un tiro senza difensori vicini il 49-61 riportando a 12 il vantaggio ospite. Biyombo continuava a provarci comunque.
Dalla lunetta a 8:55 splittava per il 50-61, poi a 8:37 andava a fermare Duncan con un’altra memorabile stoppata.
Tim entrava sulla sinistra in corsa e alzava la parabola con il braccio più vicino (il destro) al nostro Biz, grave errore, perché con un perfetto tempismo il centro congolese mandava la palla a spicchi oltre la linea di fondo.
A 8:20 Henderson si libera di Parker con uno spin move prendendosi la linea di fondo, salto sotto canestro con ristretto movimento circolare delle braccia a protezione della palla e reverse layup eseguito ottimamente per il 52-61.
Gli Hornets mangiavano un altro punticino con un sottomano di Zeller a 6:40 (58-64), tuttavia Parker riusciva a battere Hendo (anche fallo commesso) e ad appoggiare alla tabella evitando anche la stoppata di Biz in aiuto.
Il 58-67 riportava quasi all’annullamento dei punti guadagnati nel quarto, anche se Biyombo successivamente con un ottimo gioco di piedi in post basso destro trovava il canestro tirando alto sul vetro, facendo scendere la palla con traiettoria perfetta.
Il terzo quarto era ormai un Biz quarter nel bene e nel male, come quando riusciva a guadagnare quattro liberi, ma ne realizzava solamente uno (con il primo tirato che sfiorava solo la retina).
Biz si rifaceva in difesa a 3:57 mietendo un’altra vittima. Mills s’intrufolava dal lato sinistro e alzava la palla a Walker ormai battuto ma arrivava Biyombo sul lato a dire no con un altro importante “block” al giocatore dei campioni in carica.
Standing ovation pochi secondi dopo al suo rientro in panchina.
San Antonio faceva valere i suoi campioni e segnava con Ginobili e Parker, mentre Walker s’impantanava nelle sabbie mobili texane.
Da terra riusciva a galleggiare come un fiore di loto, circa nella medesima posizione yoga e a servire Stephenson, il quale forzava un po’ troppo però, così gli arbitri chiamavano fallo e Charlotte perdeva il possesso.
Kemba si metteva in proprio allora; con un’entrata nel pitturato condita da un tiro selvaggio contro due difensori attaccatissimi, trovava i punti del 68-76, punteggio che chiudeva la penultima frazione di gioco.

San Antonio si riaccomodava in doppia cifra a 10:59 con Green e il suo tre punti da 45° destra per il 70-81.
Charlotte non segnava, ma Maxiell in difesa anticipava Duncan allungando il braccio e partendo per la transizione, purtroppo la velocità si sapeva non essere la sua arma forte, così Green in recupero dava una manata al pallone prima che potesse concludere.
Stephenson era presente con la panchina nell’inizio di quest’ultimo quarto ma il suo rientro non era brillante.
Prima si guadagnava due liberi fallendoli entrambi, poi si complicava la vita chiudendosi sulla linea di fondo.
Costretto a gettare palla, trovava un po’ fortunosamente Hairston, il quale dall’angolo traeva il massimo da un pallone tutt’altro che perfetto con la bomba del 75-81 dall’angolo sinistro.
Duncan dall’altra parte andava dentro dopo un paio di spanciate con Maxiell, il quale non aveva la velocità per tenere il caraibico, finalmente però Lance faceva qualcosa di buono in entrata a 8:42 per far tornare a -6 la squadra in maglia teal (877-83).
Lance tornava in lunetta ma mancava il secondo libero, la palla, però tornava nelle mani degli Hornets, i quali servivano Hairston che segnava una tripla da casa sua con Bonner comunque in ritardo nella chiusura.
Era l’81-83 a 6:50.
Henderson avrebbe anche potuto pareggiare, ma dal pitturato tutto solo tirava in fade-away e la palla rimbalzava via dal ferro.
A 5:58 invece Ginobili non sbagliava; preso un piccolo vantaggio su Hairston entrava andando sulla linea di fondo destra approfittando del blocco anteriore di Duncan.
La conclusione finiva dentro e c’era anche il fallo (forse leggero contatto con la gamba di Hairston).
Di sicuro gli Spurs mettevano un canestro importantissimo tornando sul +5. A 5:05 un blocco alto di Biyombo lasciava strada a Kemba per il floater dell’83-86 e a 4:34 la transizione dello stesso playmaker era fermata poco sportivamente da Joseph.
Dalla lunetta i liberi comunque entravano (85-86) e Charlotte si trovava veramente a potersi giocare un finale combattuto.
I Calabroni avrebbero potuto anche passare in vantaggio ma Kemba andava corto con il suo tiro ravvicinato dalla linea di fondo destra.
San Antonio tentava di scardinare la difesa di Charlotte con un’azione fatta di pick and roll continui, alla fine Ginobili a 3:49 compiva la missione con un’entrata perfetta nonostante i lunghi Zeller e Biyombo sulle sue tracce.
A 3:22 ancora Ginobili per il gioco partita. Tripla in mezza transizione con Henderson che non ancora riposizionato benissimo si rendeva conto troppo tardi delle intenzioni della guardia degli Spurs, il quale caricava la tripla mentre Hendo usciva dal blocco del lungo avversario.
Canestro pesante per l’argentino che dava il + 6 (85-91) ai ragazzi di Popovich.
Nel finale la speranza era solo illusoria.
A :15.8 Kemba segnava in reverse il 90-94 e a 4 secondi dalla fine, il N°15 dei Calabroni segnava anche ricadendo la tripla del 93-96.
Ovviamente Charlotte doveva commettere fallo e Joseph chiudeva la gara dalla lunetta con un 2/2 che aggiornava il punteggio sul 93-98, il quale sarà anche quello finale.

Charlotte è “fall short” un’altra volta contro una big nonostante una buona prova disputata.
Il rientro di Lance Stephenson non ha portato qualcosa in più a Charlotte. Gli Hornets hanno sbattuto sulla difesa degli Spurs nel primo quarto andandosi giustamente a cercare soluzioni sotto la tabella, ma ne sono state sbagliate troppe.
I Calabroni hanno finito per tirare con il 38,4 contro il 43,5% degli Spurs, un 5,1% in meno…
Biyombo e Stephenson hanno commesso troppi errori dalla lunetta peggiorando le percentuali dei teal and purple, errori che nel finale punto a punto hanno pesato.
La battaglia a rimbalzo è stata vinta dagli Hornets 48-42, mentre le stoppate sono state 10-11 con Biyombo che ne ha messe a referto la metà esatta dei suoi (5), più altre 3 di Kemba.
Probabilmente a Charlotte mancano un paio di elementi in quintetto in grado di fare la differenza per fare un notevole salto di qualità e in queste partite contro squadre navigate si vede.
La squadra se la gioca ma finisce per avere sempre quel qualcosa in meno degli avversari, qualcosa di tecnica, ma anche e soprattutto paga in esperienza. S’interrompe quindi la striscia di 5 vittorie consecutive, ma ci sarà occasione con Indiana di tornare a vincere in casa il 18 alla 1:00 AM (ora italiana).

Voti

Walker: 6,5
28 pt. (9/24), 3 assist, 3 stoppate. 4 palle perse, un paio evitabili. Limita tutte le PG avversarie in difesa, ma in attacco sbaglia 4/5 tiri di troppo.

Henderson: 5
11 pt. (4/12), 4 rimbalzi, 2 assist, 1 stoppata. Adesso che è rientrato Lance dovrà dividere il suo tempo con lui. Gioca comunque 30 minuti iniziando benissimo con una slam entusiasmante su Duncan. Si perde al tiro e sbaglia un tiro solo soletto provato in fade-away che avrebbe dato il momentaneo pareggio. Difesa migliorabile.

Kidd-Gilchrist: 5
8 punti (2/8), 5 rimbalzi, 2 assist. Anche lui si batte. In alcune azioni la difesa è superlativa, in altre scadente. Dal campo tira maluccio, paradossalmente segna gli unici due canestri in cui si è andato a prendere il contatto.

Zeller: 5,5
8 pt. (4/9), 10 rimbalzi, 4 assist. Cliente non facile Tim Duncan. Lui ha delle cifre simili (non nei punti realizzati e nelle stoppate) e non ha demeritato, ma agli Hornets servirebbe una PF di un livello superiore. Il miglior passatore di serata degli Hornets è lui, bellissimo l’assist per Roberts nel primo tempo, ma gli altri?

Biyombo: 7
12 pt. (4/6), 15 rimbalzi, 5 stoppate. Finisce in doppia doppia. Prende più rimbalzi di Bonner e Splitter insieme. Distribuisce stoppate a raffica e anche in attacco si fa valere. Se qualcuno gli insegnasse (possibilmente) a tirare anche i liberi, statistica nella quale fa 4/9, sarebbe quasi perfetto.

Williams: 5
0 pt. (0/2), 4 rimbalzi, 1 rubata in circa 17 minuti. Commette anche 4 falli. Se dalla panchina lui e gli altri non danno il loro contributo per Charlotte è dura.

Maxiell: 5,5
3 pt. (1/4), 5 rimbalzi, 2 rubate, 1 stoppata. Se gli capita l’avversario che individui i suoi punti deboli è dura per lui. Con insospettabile riflesso sottrae un pallone a Duncan ma poi se lo fa mandare oltre la linea di fondo dal rientro di Green quando già pregustava l’appoggio o la schiacciata.

Stephenson: 5,5
8 pt. (3/8), 1 rimbalzo, 2 assist in 18:23. Ancheggia, fiancheggia o “fiaccheggia”?Al rientro non poteva essere al meglio. Lascia partire un paio di buone conclusioni, ma per il resto l’intelligenza cestistica mi sembra che in questo periodo latiti, a maggior ragione ora che dovrebbe giocare in maniera diversa visto che è appena rientrato. Butta via un paio di palloni che si sarebbero potuti gestire molto meglio.

Roberts: 6
4 pt. (2/4), 2 assist in 13:33. Chiuso da Walker gioca poco. Fa il suo dovere. Bello l’inserimento già descritto.

Hairston: 6,5
11 pt. (4/9), 3 rimbalzi in 21:12. L’unico della panchina a dare un po’ di consistenza al gioco realizzando 11 pt. con 3/5 dalla lunga distanza. Purtroppo sbaglia un paio di tiri da vicino quando la partita avrebbe potuto prendere la via di Charlotte.

Coach Clifford: 6
La società decide di disserrare la possibilità d’impiego di Stephenson prima della gara. Lui lo manda in campo ma personalmente non l’ho trovata una mossa geniale. La squadra aveva trovato alcuni equilibri e Stephenson non pare in grado di migliorarli, anzi… Per il resto la squadra fa la sua degna figura sulla base delle forze che può mettere in campo. Forse Big Al in attacco sarebbe servito in attacco ma non avrebbe protetto come Biyombo. Se Biz imparasse ad avere un pochino di mobilità in più al di fuori dal pitturato (con ali che potrebbero colpire dal mid range lo vedrei in difficoltà) la pazza idea Big Al come centro e Biz come PF potrebbe essere un esperimento interessante per avere sul parquet attacco e difesa

 

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Informazioni su igor

La mia Hornetsmania comincia nel 1994, quando sui campi della NBA esisteva la squadra più strana e simpatica della Lega, capace di andare a vincere anche su campi ritenuti impossibili. Il simbolo, il piccolo "Muggsy" Bogues, il giocatore più minuscolo di sempre nella NBA (che è anche quello con più "cuore"), la potenza di Grandmama, alias Larry Johnson, le facce di Alonzo Mourning e l'armonia presente nella balistica di Dell Curry, sono gli ingredienti che determinano la mia immutabile scelta.

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