Game 41; Charlotte Hornets Vs Indiana Pacers 80-71(OT)

Nella notte andava in scena la “rivincita” tra Pacers e Hornets.
La prima gara a Indiana si era decisa sulla sirena e i Calabroni erano usciti sconfitti di due punti.
La notte si faceva buia scrutando il cielo dove non splendeva più la stella Walker, costretta a sedere dietro la panchina degli Hornets per colpa di un problema al ginocchio del play.
Per fare luce in attacco gli Hornets si affidavano allora a Roberts e per incendiare l’atmosfera Coach Clifford contava su Henderson, anch’esso in dubbio a causa di problemi alle vie respiratorie.
Indiana, che a un certo punto della gara sembrava aver smaterializzato il meteorite, invece il corpo celeste ha ripreso forza e vigore nel finale, abbattendosi violentemente su Indiana che ora scivola un po’ più giù in classifica.

Michael Kidd-Gilchrist prova il tiro in sospensione marcato da Rodney Stuckey.

Michael Kidd-Gilchrist prova il tiro in sospensione marcato da Rodney Stuckey.

I Pacers (divisa bianca) mandavano in campo; C.J. Watson, Stuckey, Hill, West e Hibbert, gli Hornets (uniforme viola da trasferta nonostante giocassero in casa) rispondevano con; Roberts, Henderson, Kidd-Gilchrist, Zeller e Biyombo.

Charlotte partiva bene segnando a 11:45 con Henderson, il quale chiudeva un veloce palleggio in corsa arrestandosi e tirando con buona coordinazione senza lasciare il tempo di reazione al difensore per il 2-0.
Hibbert dall’altra parte faceva capire subito che avrebbe giocato fisicamente nonostante i Pacers fossero reduci da un back to back e spalle a canestro si avvicinava al bersaglio per colpirlo nonostante la marcatura di Biyombo.
Il centro dei Pacers continuava a essere protagonista stoppando il tentativo di layup in entrata di Roberts e segnando il 2-4 in attacco con un tiro dalla lunga da due punti.
Charlotte faticava a costruire buoni tiri in attacco senza il play titolare Walker, così West ne approfittava da sotto per prendersi un rimbalzo e aumentare il distacco a 4 punti.
Charlotte tornava a segnare a 8:43 con un piazzato di Zeller per il 4-6. Hibbert andava ancora a segno con un gancio ma gli Hornets segnavano con Kidd-Gilchrist e agganciavano i Pacers con Henderson dalla lunetta sull’otto pari a 7:13.
Indiana realizzava 4 punti e Henderson mancava un altro tiro per Charlotte, tuttavia Biyombo inventava il tap-in in fade-away cadendo un po’ all’indietro correggendo a una mano.
I Pacers continuavano a ricevere tanto da West, il quale su assist di Stuckey non si esimeva nel realizzare.
I Pacers avrebbero la possibilità di aumentare il bottino con C.J. Watson in transizione, ma alle sue spalle arrivava un lanciatissimo Biyombo che si avventava con perfetto tempismo su un pallone che stava per toccare il vetro, stoppata colossale che non veniva sfruttata dagli Hornets che andavano con Stephenson a commettere sfondamento in attacco.
Miles portava a 6 il vantaggio ospite.
La partita in attacco era poco brillante per le due squadre, s’iniziava ad assistere a una serie di errori al tiro, in virtù di due difese che iniziavano a serrare le fila, prima che Stephenson, anticipato da una mia leggera imprecazione (avendolo appena visto tirare malissimo da 3 punti), segnasse la bomba del 15-18.
Charlotte accorciava ulteriormente e andava sul -1 con un difficile runner di Williams più istintivo che pensato.
C.J. Miles però chiedeva il quarto realizzando un gioco da 3 punti. Uscendo dai blocchi sulla destra era toccato minimamente da Henderson, canestro più libero a segno e 17-21 Pacers, punteggio finale di primo quarto.

Il secondo quarto iniziava bene per i Calabroni che utilizzavano l’arma del raddoppio per intrappolare Scola sulla linea di fondo e recuperare palla, Stephenson a 11:31 sfruttava il possesso realizzando.
Il distacco rimaneva invariato però, per colpa di un canestro di Rudez a 10:53.
Lance dopo un pessimo inizio tornava a farsi vedere a 9:47, in entrata sbagliava il tiro ma si riprendeva il pallone e portava due punti per coach Clifford.
Nela a 9:09 trovava il pareggio con un tiro effettuato dal post alto destro. Lo stesso Gary si permetteva il lusso di portare in vantaggio la squadra in tenuta viola con un veloce arresto e tiro dallo spigolo dell’area a destra che modificava il punteggio sul tabellone, 27-25.
A 7:15 dopo aver visto Maxiell al tiro, mi rifacevo gli occhi con un pick and pop giocato tra Cody (Zeller) e Lance che portava al tiro il lungo bianco.
La sua conclusione dal lato destro era ottima e Charlotte volava sul 29-25.
David West tornava protagonista con 4 punti e i Battistrada tornavano avanti 31-33, nonostante Henderson dalla lunetta pareggiasse (blocking f.), West, però a 4:04 con un open frontale metteva in crisi la difesa di Charlotte segnando il 33-35.
Henderson tentava di rispondere a West riuscendovi in un primo momento, il suo tiro in diagonale dalla media sinistra terminava dentro. Nel finale di secondo quarto Indiana tentava la fuga; West batteva Williams e a 2:06 dopo una buona circolazione di palla, Sloan aveva la possibilità di realizzare una bomba dall’angolo sinistro.
“Naturalmente” la guardia non falliva e i Pacers correvano andando sul 33-38.
All’intervallo si andava sul 37-40, grazie a un floater di Roberts arrivato a 01.8 dalla sirena.

Il penultimo quarto iniziava con Biz a canestro grazie a Roberts che penetrando in diagonale cedeva al lungo il pallone.
Il congolese correndo parallelamente a lui era ben schermato e poteva segnare tranquillamente il -1.
Gli Hornets fallivano un’occasione per andare in vantaggio, Henderson passava a MKG un pallone sotto non troppo difficile da infilare, ma l’ala piccola degli Hornets falliva incredibilmente la ghiotta possibilità, così West, ancora fumante, a 10:26 metteva i due punti del 39-42.
Zeller mancava un layup contribuendo alla saga degli orrori sotto canestro, tuttavia i Calabroni riuscivano nell’impresa di far perdere 24 secondi ai Pacers nonostante i pick and roll proposti dagli avversari avessero costretto a mandare Roberts su West e poi sul successivo passaggio Henderson sull’ala grande.
Le difese si facevano grandi; Hibbert rovinava un passaggio perfetto di Zeller per l’entrata di Roberts stoppando il play all’ultimo, Zeller invece assorbiva il contatto della penetrazione avversaria riguadagnando il pallone.
West a 6:49 era un rebus dalla difficile soluzione per gli Hornets, i suoi punti concedevano alla quada dell’Indiana 3 punti di vantaggio (43-46). Gli Hornets entravano in un’altra fase critica per colpa dell’altro lungo ospite.
Hibbert in gancio era precisissimo, in più in difesa spingeva Biyombo a protestare con gli arbitri.
Fallo tecnico chiamato contro il congolese e 45-49 Pacers.
Stuckey a 4:40 mandava ulteriormente in crisi gli Hornets con un’entrata e tiro che vedeva la palla fermarsi sul primo anello per un paio di secondi, forse pensando a cosa fare…
Questa volta la sfera arancio non era amica dei nostri e il gap aumentava a 6 punti.
Williams intercettava un pallone in difesa mentre Lance, tornato sul parquet, realizzava due punti.
Biyombo e Hibbert si scambiavano cortesie in difesa, dalla lunetta il congolese splittava, mentre Roy prendeva un virgolone pauroso, così gli Hornets tornavano sul -3.
Dopo un gancio di Maxiell e un pull-up di Roberts sui quali meglio soprassedere, Stephenson provava uno dei suoi classici crossover; finta all’interno e veloce penetrazione sul lato esterno (a sx), C.J. Miles provava a fermarlo con il corpo ma la guardia di Charlotte riusciva ugualmente a trovare un’ardua coordinazione per l’appoggio vincente al vetro.
Lance sprecava però l’opportunità del pareggio dalla lunetta e la squadra del North Carolina rimaneva sotto 50-51.
Questo era anche il basso punteggio con il quale si chiudeva la terza frazione di gioco.

Come per i quarti precedenti era ancora Charlotte a partire magnificamente.
Stephenson fermato irregolarmente da Mahinmi dalla lunetta questa volta non tradiva e portava in vantaggio Charlotte 52-51.
Neal realizzava anche il cinquantaquattresimo punto esaltando l’Alveare. Nonostante anche i giocatori di Charlotte continuassero a praticare una buona difesa (stoppata di Williams su Scola), i Pacers piazzavano un parzialone di 10-1 che ribaltava la partita, iniziando dalla rabbiosa schiacciata di Mahinmi a 9:33 al canestro di Sloan in entrata per il 55-61.
Charlotte non cedeva, Zeller, sempre troppo goffo a rimbalzo (tende a estendere completamente il braccio e a mandare il pallone sempre più lontano usando male i polpastrelli), aveva almeno il merito di continuare a lottare dando l’esempio alla squadra.
Il suo volo con atterraggio sulla seconda fila del pubblico era anche un romantic moment che si concludeva con un abbraccio da parte di uno spettatore.
Quando quasi tutto sembrava perso, la partita girava a favore di Charlotte, MKG s’involava più veloce di Flash in transizione, giunto sotto canestro s’infilava tra Sloan e Solomon Hill, quest’ultimo gli rifilava un’ancata ma l’ala di casa riusciva a mettere il pallone nella retina, passando dall’aiuto del ferro che con le manine trascinava dentro il pallone.
MKG si presentava in lunetta e dimezzava lo svantaggio.
La difesa degli Hornets s’intensificava, i Calabroni a guardia del nido facevano sbagliare West con Biyombo che arrivava in salto a disturbarlo.
A 3:34 Henderson segnava con quella che gli americani chiamano driving bank shot, io chiamo entrata selvaggia e l’allenatore se non va a buon fine invece chiama il giocatore in panchina…
Tabellata e 60-61.
Hibbert riusciva ancora con un gancio a ridistanziare Charlotte a 3:16 ma Hendo scollinava con un jumper Hill e si tornava a -1 a 3:00 dalla fine del quarto.
Dalla lunetta le squadre aumentavano il loro punteggio con C.J. Watson e Henderson che realizzavano entrambi i liberi, mentre West e Biyombo ne mettevano solamente uno, così Charlotte si trovava sempre in situazione svantaggiata di un solo punto (65-66) a 1:27 dalla conclusione.
Il pubblico di Charlotte si faceva sentire, Biyombo montava buona guardia contro il centro avversario che questa volta non segnava, sul ribaltamento Henderson fintava un’entrata in orizzontale attirando su di se tutti i Pacers compreso West, concedendo lo spazio vitale a Williams di mettere una tripla aperta che ribaltava la gara portando sopra di due punti (68-66) la squadra di Michael Jordan a 51.3.
I Pacers oltretutto sbagliavano da sotto e dopo il rimbalzo di West, anche la tripla con Miles.
Charlotte però dava la possibilità agli ospiti di rientrare con un tiro azzardato di Neal dalla destra da 3 pt..
Ne usciva una transizione che portava Stuckey a subire il fallo di Roberts nel tentativo di fermare il giocatore in layup.
Fortunatamente un altro Hornet arrivava a spazzare via il pallone prima che potesse finire nel cesto per un gioco da 3 pt..
Dalla lunetta Stuckey non sgarrava e Henderson si accontentava di un tiro in sospensione per provare a vincere la partita.
La palla a spicchi non entrava, così si finiva al supplementare.

Nell’overtime Indiana scompariva.
Henderson intelligentemente non si accontentava del jumper ma attaccava il canestro subendo il fallo di Watson.
Gioco da tre punti prezioso per incanalare la partita a favore della squadra “Home”.
Henderson tornava in difesa carico contrastando un tiro a Stuckey che si era andato a prendere la vicina baseline destra.
La palla non entrava, come non entrava nemmeno nel caso di Biyombo che da vicino sbagliava un tiro più difficile da fallire che da mettere. Watson comunque in attacco ne combinava di tutti i colori e perdeva la palla in allungo.
Henderson tornava in lunetta per un fallo di Hill su un suo tiro in sospensione.
Sulla prima conclusione Hendo muoveva leggermente il piede anteriore destro per riequilibrarsi e mancava il bersaglio, comunque sia marcava al secondo tentativo per il 72-68 a 3:43 dalla fine.
Charlotte faceva una gran difesa, inviluppando gli attacchi dei Pacers. Roberts sporcava un passaggio a Sloan, poi Kidd-Ghilcrist rubava palla in tuffo riuscendo a chiamare anche il time-out per evitare la contesa.
Mentre Indiana continuava a essere vittima della difesa dei Calabroni, Biyombo e Williams (jump shot lungo) a 1:09 chiudevano i conti permettendo a Charlotte di veleggiare sul 76-68.
A :33.6, lo stesso Marvin con un altro jumper faceva toccare il +10 ai Calabroni.
La partita terminava 80-71.

No... Non siamo all'aereoporto... è semplicemente la panchina di Charlotte intenta a festeggiare la vittoria.

No… Non siamo all’aereoporto… è semplicemente la panchina di Charlotte intenta a festeggiare la vittoria.

Charlotte ha giocato una grande gara difensiva, ascoltando coach Clifford circa la particolare rilevanza che avrebbe avuto la difesa in questo match vista la fisicità dei Pacers.
I Calabroni hanno speso molte energie per difendere e non sono stati lucidissimi al tiro; Henderson, non in perfette condizioni, ha dato una buona mano in termini di punti alla squadra; Biyombo è quasi inesistente in attacco ma nei momenti decisivi in difesa ha contribuito alla vittoria.
Da 3 punti gli Hornets hanno fatto il 13,3% contro il bassissimo 9,5% dei Pacers, mentre dal campo gli Hornets hanno tirato con il 30,7 contro il 35,7 dei ragazzi di Vogel, la gara a rimbalzo invece è stata vinta di poco da Charlotte 58-56.
Si potrebbe dire che al tiro non è stata una gran partita, ma è stata una partita dura, ma alla fine senza Kemba Walker quello che contava era solamente vincere per alimentare, sogni e speranze di playoffs, che tutti noi fans degli Hornets vorremmo si tramutassero in realtà.

Voti

Roberts: 4,5
6 pt. (2/12), 4 assist, 2 rimbalzi. Perde solo un Pallone, ma la media al tiro è eloquente. Gioca 40 minuti quasi ma gli assist sono solo 4, con la media di uno ogni 10 minuti. Di buono c’è che devia un pallone nel finale per il recupero di MKG. L’ho visto per tutta la stagione quando era ai New Orleans Hornets, era decisamente un giocatore migliore. Deludente.

Henderson: 6,5
20 pt. (6/19), 4 rimbalzi, 4 assist. Scarsino al tiro, in media con la squadra. Ha l’attenuante di non stare benissimo e quella di dover sobbarcarsi il peso della squadra in attacco, oltre che applicarsi molto in difesa. Non mi è piaciuta la scelta di tirare in sospensione alla fine dell’ultimo quarto. Fa il vuoto nel supplementare.

Kidd-Gilchrist: 6,5
9 pt. (4/13), 16 rimbalzi, 3 assist, 1 rubata. Malissimo al tiro, dove fallisce anche un paio d’invitanti occasioni. Compensa con energia a rimbalzo e difesa. I suoi avversari non fanno sfracelli. Ottimo il pallone rubato nell’OT.

Zeller: 5,5
6 pt. (3/8), 4 rimbalzi, 2 assist, 1 stoppata. L’ho lodato nell’articolo, però su West non ce la fa. Lotta ma agli Hornets in quella posizione serve qualcosa ‘immediato e pronto per non soffrire così.

Biyombo: 6,5
8 pt. (3/7), 14 rimbalzi, 2 stoppate. Ha un cliente scomodo. Le cifre sono leggermente a favore di Hibbert ma di poco. Nel finale però è decisivo in difesa. Considerando che è il centro di riserva, una buona gara.

Stephenson: 6,5
13 pt. (5/12), 4 rimbalzi, 2 assist. Inizia orrendamente perdendo uno dei tre palloni di serata (in questa statistica). Si rifà con una tripla e con altre giocate che servono a Charlotte per rimanere aggrappati alla partita. Momento simpatia nel finale, quando dalla panchina, dopo essersi reso conto che ormai la partita sarebbe stata vinta, come gesto di vittoria rotea il braccio circolarmente come Popeye…

M. Williams: 6,5
9 pt. (4/11), 7 rimbalzi, 3 rubate, 1 stoppata. Non ne prende una Wiliams all’inizio, per un voto che avrebbe oscillato tra il 3,5 e il 4, nel finale di gara e nel supplementare trascina la squadra alla vittoria. Ruba, o a volte gli passano direttamente (un merito il posizionamento però), 3 palloni.

P.J. Hairston: 4,5
0 pt. (0/5), 1 rimbalzo, 1 rubata in 16:10. 0/4 da tre punti. Quando servono i suoi tiri lui non c’è. Pessima serata.

Maxiell: 5
0 pt. (0/3) 5 rimbalzi, 1 rubata, 1 stoppata. Inguardabile al tiro. Aiuta un po’ a rimbalzo.

Neal: 6,5
9 pt. (4/11), 1 rimbalzo e 1 assist in 13:55. Come al solito esagera da 3 pt. Anche nel finale sbaglia, tuttavia la % è più alta di quella dei compagni e mette qualche buon tiro.

Coach Clifford: 7
Incoraggia la squadra dalla panchina con un “Let’s Go” quando tutto sembrava volgere al peggio. Mette in campo una squadra alla meno peggio e inculca una mentalità difensiva alla squadra che apprende e ne fa tesoro per vincere la gara. Ottima mossa quella di Stephenson contro la panchina avversaria.

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Informazioni su igor

La mia Hornetsmania comincia nel 1994, quando sui campi della NBA esisteva la squadra più strana e simpatica della Lega, capace di andare a vincere anche su campi ritenuti impossibili. Il simbolo, il piccolo "Muggsy" Bogues, il giocatore più minuscolo di sempre nella NBA (che è anche quello con più "cuore"), la potenza di Grandmama, alias Larry Johnson, le facce di Alonzo Mourning e l'armonia presente nella balistica di Dell Curry, sono gli ingredienti che determinano la mia immutabile scelta.

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