Game 42; Charlotte Hornets @ Detroit Pistons 118-107

 
“Non è mai finita” è un libro scritto da Matteo Boniciolli, coach triestino, zingaro giramondo che ha visitato per lavoro anche Belgio e Kazakistan oltre ad aver allenato numerose squadre italiane.
Uscito lo scorso novembre, è un libro che scorre piacevolmente con qualche tratto strano, quasi a tranciare finali, a lasciare in sospeso pur chiaramente,, a privare di qualcosa dopo un racconto, ha però il merito di ripercorrere aneddoti e stranezze occorse durante la sua carriera, oltre che di far pensare o confutare certe dinamiche in qualche caso.
Proprio in Belgio, vicino Liegi, il suo Ostenda andò a giocare contro una formazione di serie C locale.
Il libro racconta che, numerosi italiani immigrati in quel paesino gli andarono incontro appositamente per salutarlo prima della gara.
Tra un abbraccio e uno sguardo al tabellone prima d’iniziare la partita coach Boniciolli si accorgeva che il punteggio era fissato sul 50-0 per i locali.
L’allenatore italiano chiedeva l’azzeramento dell’apparecchio elettronico ma gli veniva risposto che era un’usanza locale… 10 punti di vantaggio per categoria differente e per ogni americano in squadra (lui ne aveva due)…
Dovessimo invertire il ragionamento, dovrebbero darci almeno 10 punti di vantaggio con il nostro francese in campo, ça va sans dire…
Comunque, tornando in Belgio… 52-0 dopo la prima azione; errore di un suo giocatore (Amadi e contropiede).
Boniciolli sudò freddo per non deludere gli italiani andati a vederlo ma non li deluse…
Chissà se Charlotte avrà la capacità di finire una stagione ispirandosi al titolo del libro e soprattutto a non continuare a tradire dei fan che meriterebbero molto di più da una squadra che avrebbe capacità maggiori rispetto ai risultati che ottiene, pur ammettendo panchina corta, ma la svogliatezza o la trascuratezza nei particolari di alcuni giocatori ci hanno penalizzato come la mancanza di grinta e la voglia di lottare su ogni pallone è fatto contestabile ancor prima dei risultati.
Andava in scena uno scontro con due squadre dalla stessa filosofia difensiva, ma con diversa applicazione che nella notte però non è mancata nemmeno ai viola di Silas.
Inoltre… il gioco più intelligente di Charlotte, avvantaggiatasi da mismatch tra cm e kg, oltre ai rimbalzi (49-28), sospinta da Howard che ha dominato Drummond (3 rimbalzi totali offensivi per i Pistoni) più il ribaltamento nell’atteggiamento difensivo tra le due franchigie, ha determinato un risultato a sorpresa.
Gli Hornets sbancano anche Detroit quindi, ma dovranno dare continuità per risalire e questo è un bel problema al momento…
Tra i Pistons, Bullock T. Harris hanno finito con 20 pt., Smith con 19, mentre un Tolliver da 5/6 fuori ha finito per metterne 17…
Howard e Williams hanno chiuso con 21 punti nelle fila di Charlotte.
Le formazioni:

Walker presentato alla Little Caesars Arena in Detroit…

La partita
 
Drummond congelava Howard sull’alzata dell’arbitro per la palla a due e Harris trovava poca resistenza mettendo il primo floater della partita.
Un ribaltamento da sinistra a destra pescava tuttavia Williams tutto solo.
Bravo a fintare sul recupero in corsa del difensore, faceva fare la fine del toro oltre il mantello, spostamento laterale, piedi al di fuori dalla linea dei tre punti e vantaggio a 11:02. Una drive con passaggio arretrato di Walker per il piazzato frontale di Howard per il 5-2 era attenuato da una penetrazione con layup altissimo di Ish Smith.
Un gancetto in area di Howard su Drummond ci restituiva i tre punti di vantaggio che tuttavia sfumavano ben presto poiché i Pistons aggiungevano cinque punti consecutivi di Harris che anticipava altri due punti di Bullock.
Batum dai bordi del pitturato destro metteva un parziale freno alla fuga dei Pistoni con un jumper uno vs uno contro Smith, ma i cavalli impazziti correvano e Bradley da tre punti costringeva al time-out Silas sul 9-17 a 6:58 dalla prima sirena.
Charlotte si riprendeva dopo la pausa stringendo le fila e guadagnando tre punti con la seconda boma di Williams. Drummond dalla lunetta aumentava di un punto il vantaggio dei ragazzi di Van Gundy ma MKG in attack mode in uno contro uno batteva l’avversario con leggero crossover arrivando al ferro senza ulteriori oppositori.
A 5:00 dalla fine del primo, Kemba s’incuneava in area e appoggiava, il ferro era scosso illegalmente da Drummond, la palla rimbalzava e usciva.
Gli arbitri assegnavano il canestro più un fallo per un contatto di Smith.
Libero a segno per il gioco da tre punti preso in un’unica soluzione da Williams che bombardava ancora da fuori (3/3) a 4:28 trovando il vantaggio che ritrovava Batum con una bombarda frontale dopo il momentaneo pareggio Pistons.
Harris, spalle a canestro, rifilava una spallata a MKG che finiva a terra.
Fallo offensivo e azione non sfruttata da Charlotte che iniziava a incassare triple da Tolliver.
La prima serviva a pareggiare e i due di Bradley a portar in vantaggio i nostri avversari, comunque raggiunti due volte nel finale; prima un putback dunk di Howard dopo l’errore di MKG, poi un passaggio dentro di Lamb mal controllato da O’Bryant serviva comunque al nostro numero 8 per segnar due punti a 6 decimi dalla fine dopo aver litigato con sfera e avversari.
27 pari in attesa del secondo quarto.

Kemba Walker finirà con 20 pt., 17 nel secondo tempo…

 
Seconda frazione aperta brillantemente da Graham che rilasciava l’arcobaleno in corsa, due punti che erano seguiti da quelli di O’Bryant in uno contro uno in avvicinamento, turnaround dalla media a 11:09 per il +4…
Detroit rispondeva con un parziale di 6-0 che regalava il sorpasso alla squadra del Michigan (di Kennard in appoggio in entrata il 31-33).
Kaminsky in attacco da destra però lasciava partire un tiro de tre (9:15) che gonfiava la retina, O’Bryant in qualche maniera fermava la penetrazione di Kennard sulla baseline sinistra ma successivamente Tolliver passava sotto a Bullock che chiudeva una L facilmente.
Squadre pronte a superarsi fino all’allungo dei Pistoni; Tolliver indovinava due triple, Drummond mancava incredibilmente un comodo appoggio in transizione, Lamb ci provava due volte subendo due contatti sui quali gli arbitri sorvolavano, proteste di Lamb mentre gli Hornets incassavano canestro e libero dovuto al tecnico.
In un attimo i Calabroni precipitavano sul 36-45 recuperato parzialmente da un top of the key 3 di Lamb aiutato da ferro e tabella.
MKG rientrava per un nervoso Jeremy, Batum a rimbalzo offensivo si faceva valere sul piccolo Ish Smith e depositando il -4 (41-45) cercava di farci riavvicinare, ma proprio il piccolo play in sostituzione di R. Jackson ci riallontanava.
Tobias Harris andava a commettere un altro fallo in uscita, preoccupatissimo sull’on-fire Williams riusciva a spedirlo al tappeto.
Il tiro non entrava ma i tre FT erano guadagnati.
2/3 a segno che non bastavano se Bullock dal corner sinistro colpiva pesantemente…
A 2:15 ancora Williams si esaltava facendo 4/4 da fuori su un ribaltamento di Batum per il 46-50 ma proprio un passaggio dentro di Marvin era letto dalla difesa dei Pistons che si distendeva con Tolliver in transizione per la dunk a una mano.
Howard faceva commetter il terzo fallo a Drummond e provava ad avvantaggiarsi su Moreland entrato al posto del numero zero in bianco.
0/2 ai liberi e due punti da sotto facendosi spazio con il corpo…
Nel finale però troppo facile per Smith passare dietro un blocco e chiudere indisturbato dal pitturato senza aiuti difensivi da parte dei lunghi di Charlotte.
50-56 alla fine del primo tempo e difesa da migliorare se si voleva sopravvivere…

Trilogia Walker, il Signore degli Anelli…

 
Partenza con semicerchio disegnato nel pitturato da Howard e swooping hook vincente su un Drummond preoccupato dal quarto fallo, scambio di cortesie Harris/Walker, poi Williams vedendo il canestro come una vasca da bagno lanciava la paperella salvagente degli Hornets con altri tre punti che ci consentivano di tornare sul -1 (57-58).
Cinque punti compresi la tripla di Bullock avrebbero potuto essere pesanti da digerire per i Calabroni che tuttavia riaccendevano la luce con Walker in imprendibile accelerazione.
Un blocking di Bullock ed MKG si presentava in lunetta per un 2/2 che ci restituiva il -1 (62-63) a 8:40, Kemba, dopo aver visto il collega di reparto Smith ridistanziare i nostri si metteva a far sul serio; seconda vera corsa nel pitturato a ghiacciare Drummond che a 7:17 subiva la stessa sorte insieme a Bullock, azotati cascavano a pezzi…
Il reverse little swooping questa volta era opera di Williams che lasciava a Dwight l’onore di portar in vantaggio i viola a 6:53.
C’era anche un libero per fallo di Drummond, ma come suggeriva qualcuno oggi (modificandola un po’), il FT di Dwight è come una scatola di cioccolatini, non sai mai quello che ti capita e sfortunatamente questa volta l’incartamento era vuoto…
Nessuna paura però se anche Batum avvitandosi velocemente in turnaround dal bordo alto dell’area faceva ricader la spicchiata dentro per il +5 (71-66).
I Pistons naturalmente non cedevano così presto e il solito Smith dava filo da torcere riducendo lo scarto al minimo. Williams in corsa riceveva a sinistra e proseguendo in diagonale appoggiava il 73-70 ma, nonostante altri due punti di Charlotte, i bianchi recuperavano grazie alla prodezza di Tolliver in stoppata che andava subitaneamente dall’altra parte del campo per bombardare ancora da tre punti.
L’aggancio era opera di Buycks (n°20).
La squadra del North Carolina sulla cifra di 75 segnava per prima ma subiva ancora un canestro del piccoletto n° 20 che in difesa spendendo un fallo sulla penetrazione a tutto gas di MCW si prendeva un cazziatone di Van Gundy.
½ per MCW seguito da un banker dalla destra di un Kaminsky rimasto con la patata bollente in mano ai quasi 24 secondi…
In arrampicata nell’aria Lamb nel pitturato sinistro riusciva a trovare un varco ridottissimo nonostante la stretta presenza difensiva: 82-77…
Tolliver a meno di dieci secondi dalla penultima sirena indispettiva i pochissimi fan di Charlotte presenti all’arena realizzando ancora da tre punti…
Per fortuna Lamb trovava un passaggio a livello sulla corsa e in lunetta con calma trasformava i due FT a :01.4 chiudendo il periodo sull’84-80.
 
L’inizio dell’ultima frazione era giocato intelligentemente; passaggio di Lamb per O’Bryant sotto in evidente mismatch con il più piccolo e meno muscoloso rookie Kennard, due FT.
86-80 che diventava 89-80 quando Kennard in attacco passava a MCW, scambio in attacco con O’Bryant e tripla della nostra PG di riserva per il +9…
Bullock bloccava il parziale cn due punti ma un gioco di buoni passaggi riusciva a mandare in lunetta ancora il nostro numero 8 che questa volta splittava sbagliando il secondo, ottenendo comunque il 90-82.
La nostra panchina iniziava ad andare un po’ in affanno anche se Graham ingaggiava un feroce duello difensivo con Harris che alla fine riusciva ad andare in lunetta ma splittando traeva poco beneficio dalla dispendiosa azione con rimbalzo offensivo.
Rientrava Kemba che vedeva Lamb scattare sulla baseline sinistra, passaggio missile con blocco alto di O’Bryant su Kennard, facile per Lamb andare a metter dentro a 7:44. Gioco da tre punti per il contatto finale (94-85), giocata da due a 7:22 di Kemba con il mid range jumper mentre Harris ne faceva registrare un’altra da tre andando in maniera aggressiva in entrata.
Purtroppo sullo scontro Kaminsky era costretto ad abbandonare il campo per un problema alla caviglia destra. La squadra di MJ rispondeva con il cambio mano in entrata di Walker, un canestro in salto da sotto esteticamente da giocoliere, ma per metteri pianeti in allineamento favorevole serviva il quick pass di kemba per il piazzato di MKG dalla diagonale destra che finalmente trovava il fondo del secchiello (5:44) per il 100-88.
I Pistons si disunivano. Un’altra imbeccata di Kemba per Howard produceva una giocata da te punti sul pick and roll a 4:59 Kemba dalla diagonale sinistra si sganciava dal pachidermico Drummond lanciando la freccia più velenosa della serata; tre punti micidiali per il clamoroso +18.
Altrettanto incredibile era la rimonta dei Pistons.
Charlotte giochicchiava a far trascorrer il tempo senza cercar d’esser ficcante e Harris trovando la prima bomba ai 24 trovava il coraggio di spararne un’altra rapidamente.
Un brutto passaggio in attacco poi serviva ai Pistons per riprovarci dalla diagonale destra con Bradley che infallibilmente mettva dentro il nono punto in meno di 70 secondi…
Vantaggio Hornets dimezzatosi con la solita ansia e tempo in apnea come marchio di fabbrica, ma questa volta sui cambi e gli accoppiamenti i Calabroni facevano la loro fortuna; Walker intelligentemente passava dentro per Howard che si mangiava in un sol boccone Bradley, poi in difesa Superman compiva la giocata della serata quando a Drummond partiva la pazza idea di una schiacciata di potenza a una mano;
stoppata limpida e precisa che consegnava dall’altra parte a Batum due FT.
Il volgere del tempo era favorevole a Charlotte che incassava anche il -7 sulla pressione dei Pistoni che recuperavano anche un pallone in tre su MKG con il benestare degli arbitri che chiudevano sei occhi sui falli sul nostro n°14.
Pistons a provar ad accorciare da tre e Hornets in lunetta ad allungare sino al 118-107 finale.
 
Pagelle
 
Walker: 7,5
20 pt. (9/18), 4 rimbalzi, 9 assist. Primo tempo quieto. Potrebbe far qualcosina meglio su Smith in difesa ma nel secondo tempo saale in cattedra trovando canestri in avvicinamento. Capisce che da fuori non è la sua serata (1/5) e si dedica ad entrate artistiche funzionali alla vittoria, ma prima ancora dei soliti punti è fantastico nello smistare assist. Arriva a un passo dalla doppia doppia tagliando a fette la difesa dei Pistons come il miglior CP3.
 
Batum: 6
14 pt., 8 rimbalzi, 5 assist, 2 rubate. 4 turnover, ma soprattutto un 4/13 al tiro frustrante prendendosi alcuni tiri sconsigliati anche dal mondo sadomaso… Il francese fa una partita sufficiente complessivamente sfruttando qualche mismatch come andandosi a prendere un raro rimbalzo offensivo.
 
Kidd-Gilchrist: 7
11 pt., 3 rimbalzi, 1 assist, 1 rubata. 4/9 al tiro. Meglio cerchi l’entrata. Le sue entrate energiche ci procurano punti importanti. Nel finale trova anche un piazzato nonostante la tecnica di serata sia in regresso. Quel tiro a forma di sospensione, non in sospensione ancora da migliorare…
 
M. Williams: 8
21 pt. (7/8), 5 rimbalzi, 1 assist. Gioca 28 minuti e gli riesce quasi tutto. Buon periodo per lui. A parte una palla perse a e un paio di difese, una grande partita. L’exploit è decisivo per sbancare Detroit ma era ora chela nostra PF titolare rispolverasse il suo tiro da fuori finendo con un 5/6…
 
Howard: 7,5
21 pt., 17 rimbalzi, 1 rubata, 4 stoppate. Inizio slow, poi prende quota e domina Drummond tra rimbalzi, stoppate e punti… La nota negativa è che va a mettersi sotto canestro facendo tagliafuori invece d’andare in aiuto a bloccare i piccoletti che oltrepassano lo schermo e si presentano a pochi passi da canestro. 9/12 al tiro, coordinato, sbaglia poco.
 
Kaminsky: 6
5 pt., 5 rimbalzi, 1 assist, 1 rubata. 2/7 al tiro ma la bella invenzione del banker. 19 minuti per lui per l’infortunio alla caviglia nello scontro con Harris. Sperando non sia nulla di grave, buona fortuna Frank!
 
Lamb: 7
11 pt., 2 rimbalzi, 1 assist, 2 rubate in 18 minuti. Finisce con un 3/8 e un 4/4 dalla lunetta. Quando attacca mette in difficoltà i difensori. Si altera con un arbitro sulla seconda mancata chiamata del contatto e si prende un tecnico… Finisce per essere importante dalla panchina trovando anche un canestro difficile.
 
Carter-Williams: 6,5
4 punti, 2 rubate in 12 minuti. Entra e va a far pressing come il solito. Prestazione valida anche se in pochi minuti.
 
O’Bryant: 7
9 pt. (3/5), 4 rimbalzi, 1 assist in 11 minuti. Trova punti importanti favorito dalla squadra, ma a parte un fade away dalla baseline sinistra cortissimo, è anche capace di costruirsi un gioco volendo.
 
Graham: 6,5
2 pt., 1 rimbalzo, 2 assist in 11 minuti. Pressione difensiva feroce a tratti si arrangia con il mestiere. Difensore da contatto, se a cava bene in serata.
 
Coach S. Silas: 7
Probabilmente sarà l’ultima panchina dell’anno se Clifford, come previsto, rientrerà stabilmente. Con lui ecco arrivare la W in trasferta. Se con Clifford funzionasse giocando in casa saremmo a cavallo… La squadra gioca bene e Kemba non fa l’egoista. Dopo la marea di rimbalzi offensivi concessi ai Thunder nell’ultima gara la difesa di Charlotte lascia le briciole ai Pistons in attacco. Solo 3 i rimbalzi per il team di Van Gundy.

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Informazioni su igor

La mia Hornetsmania comincia nel 1994, quando sui campi della NBA esisteva la squadra più strana e simpatica della Lega, capace di andare a vincere anche su campi ritenuti impossibili. Il simbolo, il piccolo "Muggsy" Bogues, il giocatore più minuscolo di sempre nella NBA (che è anche quello con più "cuore"), la potenza di Grandmama, alias Larry Johnson, le facce di Alonzo Mourning e l'armonia presente nella balistica di Dell Curry, sono gli ingredienti che determinano la mia immutabile scelta.

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