Game 42; Charlotte Hornets @ Oklahoma City Thunder 95-109

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Sottotitolo; DuellHornets
 
Gli Charlotte Hornets perdono scontatamente a Oklahoma City.
Non è stato un gran duello quello alla Chesapeake Energy Arena.
I Thunder hanno messo più intensità degli Hornets ma la chiave del loro successo non è stata solo quella.
Naturalmente si potrebbero citare le qualità individuali della coppia Wesbrook/Durant, il fatto è che gli Hornets mostrano difficoltà nel contenere l’uno contro uno e sono colpiti spesso sugli scarichi (l’allungo decisivo di Singler con due triple dai due angoli opposti) e se si pensa che Westbrook ha chiuso con 16 punti e 15 assist si può capire il perché.
Gli Hornets hanno facilitato il compito ai più quotati avversari.
D’altro canto la difesa a volte è impostata su una specie di zona ibrida con Batum o chi per lui nella terra di nessuno a coprire verso il centro, questo talvolta provoca anche l’accoppiamento di un “piccolo” contro un lungo avversario.
Gli Hornets credo facciano questo per ovviare al problema dei cm in difesa, facendo massa potrebbero avere più possibilità di prendere qualche rimbalzo, cosa che in realtà nella notte non è accaduta.
I Thunder che uscivano dalla vittoria ottenuta a spese di Denver erano in back to back ma son partiti subito forte conquistando un’infinità di rimbalzi offensivi già nel primo quarto.
Si aspettano con ansia i rientri di MKG e Big Al, nel frattempo, però, per continuare a sognare i playoffs c’è da andare a vincere una gara a Orlando.
Kemba Walker tenta di chiudere su Russell Westbrook durante il primo quarto. (AP Photo/Sue Ogrocki)

Kemba Walker tenta di chiudere su Russell Westbrook durante il primo quarto. (AP Photo/Sue Ogrocki)

 
Tornando alla sfida odierna, i quintetti in campo erano I seguenti; Charlotte agli ordini di Clifford con: Walker, Batum, P.J. Hairston, M. Williams e C. Zeller, Oklahoma City guidata in panchina da Billy Donovan con: Westbrook, Robertson, Durant, Ibaka e Adams.
 
I Thunder vincevano la palla a due e prendevano il primo controllo della sfera, Durant provava il tiro ma non segnava, tuttavia due rimbalzi offensivi sulla stessa azione portavano Adams in lunetta, il quale segnava il primo libero fallendo il secondo ma Ibaka prendeva ancora un rimbalzo per i Thunder che tuttavia non sfruttavano il possesso, dall’altra parte però Zeller falliva il tiro e il suo tap-in ma gli Hornets in difesa ringraziavano Walker che rubava un pallone e chiudeva in transizione solitaria per il comodo appoggio che portava in vantaggio i Calabroni 2-1.
Durant ci provava schermandosi a 10:45, il suo jumper trovava la retina, Marvin Williams si faceva rubare un pallone da Robertson ma a Westbrook usciva un tiraccio, tuttavia il n° 0 si rifaceva più tardi con un ficcante passaggio in diagonale che tagliava la difesa di Charlotte e consegnava ad Adams la possibilità di schiacciare marcato da… Batum.
Charlotte chiamava time-out a 9:48 ma non segnava sull’azione successiva; Williams sbagliava e Zeller mani di burro si faceva sfuggire dalle mani il rimbalzo offensivo, inoltre P.J. sull’azione seguente in attacco apriva verso l’esterno ma il passaggio era brutto e consegnato a Westbrook sulla quale rotta si riportava proprio P.J. per andare a commetter fallo prima che potesse segnare comodamente in transizione.
Uno su due per il numero 0 avversario a 9:05 e 13 secondi più tardi Walker ricevendo da Batum accorciava sul -1 con una bella tripla. Durant però in transizione rispondeva con una tripla nonostante l’opposizione di P.J. e Westbrook provava l’allungo con una tripla che cortissima fendeva solo l’aria, ma la difesa di Charlotte dormiva sotto canestro e Robertson prendeva il rimbalzo, riconsegnava la sfera nelle mani del play avversario che in entrata subiva fallo e trovava il gioco da tre punti.
Charlotte si salvava su un tiro di Durant che faceva più giri lenti sull’anello e pareva destinato a entrare ma il pallone trovava l’uscita di sicurezza e graziava gli Hornets che però non avevano scampo sulla dunk di Robertson per il 5-14.
Clifford tentava di fermare l’inerzia e cercare di sistemare meglio la squadra nel pitturato chiamando un secondo time-out a 6:54.
Batum in attacco forniva il secondo assist per Kemba che si ripeteva dalla lunga distanza.
Un fallo di Zeller su Adams mandava i Thunder in bonus, il centro oceanico non falliva, così OKC doppiava Charlotte sull’8-16.
Otto secondi più tardi anche Cody otteneva due tiri in lunetta ma realizzava un solo puto, ne approfittavano i Thunder che sull’asse Westbrook/Durant creavano l’azione con assist e correzione volante rispettivamente con l’ala piccola dei Thunder abile a segnare in veloce transizione anche a 5:50 con un fing and roll che dava 11 punti di vantaggio alla squadra locale (9-20).
Marvin Williams 15 secondi più tardi faceva entrare anche gli Hornets nell’orbita della doppia cifra ma Oklahoma City allungava con Westbrook e la successiva schiacciona di Durant, il quale partiva da lontano in palleggio liberandosi facilmente i P.J. Hairston e non trovando opposizioni vicino al ferro.
A 3:24 Hawes appena entrato fintava sul difensore, un passo in avanti e appoggio in allungo a una mano, tutto esteticamente bello e anche efficace.
Ibaka e Lin si scambiavano cortesie da due punti, Charlotte segnava ancora con l’altra guardia, Walker, il quale con una veloce e terrificante entrata sfidava il lungo (Kanter) che copriva bene ma doveva arrendersi al reverse-lay up di Kemba che rimaneva per qualche interminabile istante a creare ansia sul ferro per poi discendere dalla parte giusta. Oklahoma City tuttavia tornava al doppio vantaggio (+10) quando Hairston per uscire da un blocco di Singler toccava Durant sul tentativo da 3 punti; l’asso dei Thunder non sbagliava e portava i suoi sul 19-29. Si faceva vedere anche Kaminsky che apriva il gioco sulla destra concedendo a P.J. il pallone della tripla per il 22-29.
A chiudere il quarto era però un libero di Durant che a :41.8 segnava il 22-30, parziale definitivo di primo quarto.
Lin s'inventa un tiro acrobatico.

Lin s’inventa un tiro acrobatico.

Nel secondo quarto la musica non cambiava; Hornets sempre in grave difficoltà a rimbalzo e anche Kanter conquistava un pallone sotto le plance di Charlotte che gli valeva anche due tiri liberi per riportare a +10 la squadra di Donovan.
Lo stesso Kanter andava corto da sotto al tiro ma segnava con un veloce tap-in.
La coppia Kaminsky-Hawes aveva anch’essa problemi e Kanter passava altre due volte attraverso la lunetta ma realizzava solo un libero questa volta, a 9:11 Frank rispondeva in attacco con una finta grazie alla quale si liberava del difensore e andava a mettere il jumper, in più sull’azione d’attacco successiva sfruttando l’altezza spalle a canestro si avvicinava con degli spin su Singler e lo batteva appoggiando a sinistra del tabellone per il 26-35.
Lin tentava un’apertura ma era nociva; intuizione di Westbrook che guidava il contropiede flash dei Thunder, assist per Robertson accanto a lui a sinistra e schiacciata in corsa.
Lin si faceva perdonare guadagnandosi due punti da vicino il ferro ma a 7:21 gli Hornets evidenziavano un problema; gli angoli dai quali troppe volte era concesso spazio per possibili triple aperte, nel caso a sfruttare la debolezza era Robertson, il quale colpiva dall’angolo sinistro con la difesa degli Hornets scentrata; Batum a coprire il ferro sul lato destro come per difendere l’anello e fare tagliafuori lasciava proprio il marcatore con metri di spazio, Daniels era alto a sinistra ma tagliato fuori dall’ala dei Thunder e non avrebbe potuto comunque accorciare velocemente, era Batum a fiondarsi dall’altra parte una volta visto arrivare il passaggio ma troppo tardivamente.
Il punteggio saliva con le triple di Daniels e di Kanter,a 6:30 Kaminsky prendeva ancora l’iniziativa con un runner ma il suo appoggio morbido colpiva il ferro, tuttavia Hawes spuntava a sinistra e correggeva in tap-in realizzando il 33-43.
Lin in modalità offensiva alzava un lob sopra il canestro, Ibaka arrivava di gran carriera a stoppare ma tardi di un soffio, parabola discendente e gooaltending.
Dall’altra parte Charlotte però non riusciva a tenere in difesa rimanendo a distanza dai Thunder; Westbrook non metteva il tiro ma Kanter realizzava il tap-in tra il museo delle cere difensivo degli Hornets. Kaminsky a 4:57 realizzava una tripla, per i Thunder, però era sempre Russell a fornire l’assist per l’alley-oop d’Ibaka, Walker invece rispondeva con delle finte che depistavano Robertson riuscendo a trovare il varco per l’appoggio che portava gli Hornets sino al -7 sul 40-47.
Dopo alcuni liberi per ambo le squadre Charlotte recuperava un altro punto portandosi a -6 (43-49) a 1:56.
C’era ancora il tempo per un pallone scaricato nell’angolo sinistro per Waiters che non falliva il bersaglio e per l’appoggio nel traffico di Walker, ultimo canestro del primo tempo che si chiudeva sul 45-52 Thunder.
 
Nel terzo quarto Kemba a 10:12 con due liberi portava i Calabroni sino al -5 (49-54) ma da lì a poco i Thunder si sarebbero sganciati; Durant con un mid range e Westbrook dalla linea mandavano la gara sul 51-60, Charlotte tentava di rimaner in gara controbattendo di transizione, passaggi veloci per raggiungere Zeller, il quale ormai lanciato verso la schiacciata era colpito sull’avambraccio da Westbrook quando ormai si trovava a pochi cm dal canestro.
Il 2/2 portava il punteggio sul 53-62 e ancora una transizione veloce portava P.J. ad aggiungere altri due punti.
Il primo vero strappo lo davano i canestri di Durant (mismatch con Lin in post basso destro) che portava a casa un gioco da tre punti a 6:14 e Ibaka che dal corner destro piazzava la tripla a 5:59 aumentando il divario tra le due squadre a 14 punti (56-70).
Durant sbagliava anche un FT contro i Calabroni per un tecnico contro Clifford, Charlotte riusciva solo a mantener inalterato il distacco a 4:00 quando Lin si presentava in lunetta (raggiunto il bonus a favore di Charlotte) per segnare i liberi del 64-78.
A 2:36 canestro fantasma in favore degli Hornets, Lin sulla destra del canestro alzava la palla in appoggio, Kanter lo stoppava mandando il pallone sul vetro a pochi cm, gli arbitri venivano ingannati dal rimbalzo e assegnavano un goaltending che ormai non faceva poi molta differenza viste le proporzioni del punteggio.
Con Charlotte tornata a -14 dopo due liberi di Lin per fallo di Waiters a 2:13 Singler indovinava due triple, la difesa di Charlotte lo lasciava libero prima a destra e poi a sinistra così i Thunder si lanciavano sul +20 (68-88).
 
L’ultimo quarto era garbage time, Payne e Roberts si sfidavano con Roberts inizialmente a mangiare qualche punticino ai Thunder (76-93), a 8:05 Singler riceveva e andando in orizzontale in corsa dal centro dell’area lasciava partire un gancio perfetto anche se marcato finendo la sua serata in doppia cifra in maniera immacolata al tiro.
Nel finale Kaminsky mostrava un po’ del suo repertorio con l’entrata, l’arresto sul bordo sinistro del pitturato, il giro a 360° per liberarsi dell’avversario e i due punti trovati per il 90-106.
Nel finale il robusto McGary completava la festa dei Thunder con la slam dunk, per Charlotte chiudeva in bellezza invece Daniels con la tripla del 95-109 finale a 18 secondi dalla fine.
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Pagelle:
 
Walker: 6,5
21 pt., 2 assist, 2 rimbalzi, 2 rubate. Perde 3 palloni e smista solo 2 assist contro i 13 in più del dirimpettaio titolare. Un 8/15 dal campo con alcuni canestri pregevoli.
 
Batum: 5
0 pt. (0/4), 6 rimbalzi, 3 assist. Nicolas è in serata non brillantissima al tiro, in questa non porta a casa nemmeno un punto. Complessivamente una delle più brutte da quando è a Charlotte. Nel cercare di servire Marvin Williams lancia un pallone altissimo che Marvin non può fermare. Discreto nei rimbalzi poiché tiene una posizione vicino canestro, non lo è altrettanto in difesa. Perde 3 palloni.
 
P.J. Hairston: 6
11 pt., 2 rimbalzi, 2 rubate. Duello difficile anche se lui in attacco trova una serata da doppia cifra. Dall’altra parte Durant ne segna 26 però…
 
M. Williams: 5
3 pt., ¼, 3 rimb., 1 assist, 1 rubata, 1 stoppata. Anche lui in difesa non combina molto a rimbalzi, in attacco serata grigia. Si allinea ad una certa mediocrità da trasferta.
 
C. Zeller: 5
3 pt., 2 rimbalzi, 1 rubata. 4 falli, 1 stoppata presa e nessun canestro su azione in poco più di 14 minuti in campo. Westbrook gli fa un fallo per il quale al momento sembrava profilarsi magari un leggero infortunio. Per questo conquista la lunetta, luogo da dove in serata conquista i punti messi a referto (3/4).
 
Hawes: 5,5
6 pt. (2/8), 6 rimb., 3 assisst. Un po’ di rimbalzi, ma considerando che gioca oltre 26 minuti siamo in media Zeller. Non sempre c’è o riesce a tenere. Un paio di tiri ravvicinati rilasciati con troppa irruenza, pallone lasciato uscire dalle mani con troppa forza o con troppa fretta, rotazione della sfera troppo veloce.
 
Lin: 6,5
16 pt., 1 rimbalzo, 2 assist. In fase di punti apportati dalla panchina va sempre bene. 14 punti più due omaggio degli arbitri, perde due palloni e si deve arrangiare con 4 falli in difesa. Colpito al naso da Ibaka sul goaltending esce a farsi tamponare una narice.
 
Kaminsky: 6
15 pt., 6 rimbalzi, 4 assist, 1 stoppata. Gioca più di 31 minuti. A rimbalzi potrebbe far meglio, da rookie e con alter caratteristiche è in media. In attacco fa la sua discreta partita.
 
Daniels: 6
11 pt. (4/7), 2 rimbalzi, 1 palla persa e una stoppata subita. Finisce con 3/5 da tre punti. C’è una fase nella quale è in campo e devo assistere alla tripla tentata da Hawes o ad altre soluzioni offensive, ignorato Daniels per il recupero che se ben servito è quasi una sentenza. Difesa scarsa.
 
Roberts: 6
9 pt., 2 assist. Duello con Payne a inizio ultimo quarto e poco altro.
 
Hansbrough: 6
0 pt., 0/2, 3 rimbalzi, 1 rubata, 3 perse. Classico “casinista”. Statistiche bizzarre, alterna cose buone ad altre negative, tre rimbalzi tutti offensivi recuperati. Forse avrebbe potuto entrare prima per recuperare qualche rimbalzo, anche se poi avrebbe dovuto frenare il suo istinto che lo conduce spesso al fallo o a sbagliare la conclusione, mettendosi a disposizione della squadra.
 
Harrison: s.v.
0 pt., 1 rimbalzo, 1 rubata in 3.29. Gioca sempre scampoli di gara, a parte la steal e il rimbalzo a partita spenta null’altro.
 
Coach Clifford: 5
Le posizioni che in difesa assume la squadra non vanno bene. Tutto nasce da qualche difficoltà personale ma spostare alcuni uomini in determinate posizioni ha prodotto più danni. Sotto canestro siamo mal coperti e negli angoli anche. Bisogna contrastare i tiri in questa Lega. Non ci si può permettere il lusso di lasciare tiri aperti troppo facili. L’ho sentito parlare riguardo (in un’intervista precedente) di problemi in difesa e non di energia profusa in campo e se nel caso di alcune partite precedenti non mi trova d’accordo, in questa serata lo sono anche se l’impegno e l’energia che la squadra mette in casa sono maggiori. L’impegno c’è stato, la difesa no. Pur riconoscendo che è lui l’allenatore, ne sa molto più di me e vede i ragazzi tutti i giorni, il suggerimento è di cambiare almeno rotazioni nello starting five (visto che il quintetto non lo cambia) se possibile alzando un po’ il quintetto dando più spazio a Tyler, aspettando gli infortunati. Orlando è gara da non sbagliare per noi.

Continua (nel pomeriggio)…
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Informazioni su igor

La mia Hornetsmania comincia nel 1994, quando sui campi della NBA esisteva la squadra più strana e simpatica della Lega, capace di andare a vincere anche su campi ritenuti impossibili. Il simbolo, il piccolo "Muggsy" Bogues, il giocatore più minuscolo di sempre nella NBA (che è anche quello con più "cuore"), la potenza di Grandmama, alias Larry Johnson, le facce di Alonzo Mourning e l'armonia presente nella balistica di Dell Curry, sono gli ingredienti che determinano la mia immutabile scelta.

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