Game 42: Charlotte Hornets Vs Portland Trail Blazers 107-85

 
Home Sweet Home
 
Gli Charlotte Hornets, dopo non aver predato nessuno in trasferta, rientravano nell’alveare a zampe vuote.
Cinque sconfitte che avrebbero potuto lasciare il segno nella mente, non solo sulla classifica.
L’importante era rompere la striscia negativa sfruttando il fattore Spectrum.
I Tracciatori di sentieri si mettevano sulla scia dei Calabroni per cercar d’approfittare di questo momento di debolezza dei Calabroni.
Dopo il primo quarto amaro, i Calabroni iniziavano a mettere tra le mandibole frutti zuccherini, nutrendosi con buone prestazioni di Regine, operaie, compresa una panchina che in Hibbert e Belinelli, ma non solo, ha visto dare il proprio contributo a difesa del nido.
La cura casalinga ha fatto bene, ora serve continuità per morale e classifica, già dalla prossima difficile sfida.
I tracciatori di sentieri erano punti già nel secondo quarto ma nell’ultimo il pungiglione del calabrone affondava sul +20 decretando la resa della squadra venuta dall’Oregon.
Non bastavano agli ospiti i 21 punti di Lillard e i 18 di McCollum, nessun altro giocatore saliva in doppia cifra.
Gli Hornets vincevano di misura (51-50) la lotta a rimbalzo nonostante i quindici offensivi di Portland e negli assist 28-18, inoltre i Blazers da oltre l’arco tiravano con il 25,8% contro il 42,3% degli Hornets.
 
Portland si presentava in North Carolina agli ordini di coach Terry Stotts che decideva per un quintetto composto da; Lillard, McCollum, Aminu, Harkless e Mason Plumlee.
Clifford giocava con il quintetto consolidato; Walker, Batum, Kidd-Gilchrist, M. Williams e C. Zeller.

Walker, dopo una partenza slow, una buona partita…

 
Portland portava il primo attacco e andava subito a segno; lob per Harkless, difesa scavalcata, facile per il numero 4 avversario depositare nel cesto senza difensori attorno.
Charlotte reagiva subito e a 11:21 si portava avanti con un passaggio fuori di MKG per un triplone immediato di Marvin Williams che estendeva la leadership a 9:35 correggendo un paio di errori da sotto in transizione.
A 9:06 con la sospensione lunga MKG la metteva sfiorando la retina.
Sul 7-2, Portland reagiva e portava un parziale di 9-0 costringendo Clifford a chiedere una pausa.
Al rientro Aminu portava il parziale di Portland a 11 e il punteggio sul 7-13…
Interrompeva la tragedia Batum, un 2/2 dalla lunetta a 5:46 seguito da due punti di Walker venti secondi più tardi che mandavano lo scoreboard sull’11-13.
Portland tuttavia segnava con Lillard da sotto sul secondo tentativo per gentile concessione della dormiente difesa di Charlotte, Belinelli sotto canestro fintava sul difensore ma attendeva troppo prima di alzarsi e subiva la stoppata di Plumlee, Zeller si vendicava stoppando Vonleh ma su un tentativo di Batum di tracciare un lungo sentiero in mezzo al campo McCollum sfruttava l’intercetto ospite per colpire da tre (11-18).
Un blocco alto di Zeller per Kemba bravo a metter dentro da tre punti consentiva alla squadra di Jordan di non scivolar fuori dal match ma Harkless preoccupava riuscendo a ricevere un altro pallonetto e a segnare il 14-20.
Per fortuna si metteva in moto anche Belinelli, il quale infilava a 3:14 una tripla, poi un jumper da due passando il blocco alto di Cody, infine metteva dentro dalla diagonale sinistra un lungo due per il 21-22.
Nel finale tuttavia Portland allungava con Turner, il quale vinceva la resistenza di Batum (pessimo primo quarto con tiraccio sul vetro nel finale) battendolo anche sulla sirena con un tiro fuori equilibrio buono per fissare sul 23-26 il vantaggio ospite.

Le Honey Bees in serata.

 
Hornets ancora disattenti in avvio di secondo quarto con Turner a segnare su una seconda possibilità.
Per fortuna anche Hibbert iniziava il suo trittico di buone giocate infilando un jumper dalla linea dei liberi su assist smarcante di Belinelli, proseguendo con un duello sotto canestro in uno contro uno chiuso da un aggiramento su Leonard e tremenda jam a una mano, finendo con il jumper a 9:50 del nuovo vantaggio (31-30). McCollum riportava sopra Portland con due punti, poi i Pionieri tentavano l’allungo ma Kemba deviava per tempo il passaggio sotto e Hibbert recuperava chiamando time-out sul tuffo a terra. A 7:00 dall’intervallo finte e tiro in pullup frontale per Kemba e +1 Charlotte, McCollum ci riprovava in sospensione ma Hibbert (ancora lui!) usciva a disturbarlo risultando decisivo.
Un Hibbert decisamente in palla trovava solo il cotone dalla destra (scarico di Kemba raddoppiato sulla baseline destra), inoltre Charlotte guadagnava tre tiri liberi per una spinta alle spalle su Kemba impegnato al tiro da tre punti.
Dopo due liberi inusualmente falliti, il capitano infilava il terzo portando sul 36-32 lo score, tuttavia McCollum e Lillard in poco più di 30 secondi di distanza infilavano cinque punti portando i visitatori avanti (36-37).
MKG dalla media linea di fondo sinistra trovava spazio e metteva dentro il +1 in sospensione, Batum finalmente aggiungeva il suo nome dal campo (1/6) con un tiro dalla media e uno scoop di Kemba in entrata (salutato Aminu) a 4:00 esatti dall’intervallo dava il +5 alla squadra della Buzz City.
Il punteggio non si muoveva, anche se Portland dopo la conclusione sbagliata di Lillard prendeva il rimbalzo, Aminu non era abile da fuori l’arco a convertire, Batum tornava a scaricarsi al tiro, così il numero zero ospite prendeva la via centrale e depositava in fing and roll il -3.
Batum a 2:27 segnava ancora in fade-away, in più un jumper di Cody con spazio (Plumlee a distanza rimaneva a osservare alla sua sinistra la situazione) costringevano a 1:46 al time-out Stotts, non contento del massimo vantaggio raggiunto dalla Clifford band (46-39).
Lillard ne metteva dentro due, poi Kemba fintava di passare dietro il blocco del lungo a destra infilandosi in back-door ma andava in contro movimento e uscendo sull’esterno destro metteva la tripla del 49-41, peccato poco dopo commettesse fallo su Lillard concedendo tre FT con i quali Portland si riportava sul -5.
Niente paura per Kemba tuttavia, tripla aperta dalla diagonale destra e +8 ristabilito.
Dopo due FT di Aminu chiudeva i conti Batum in entrata da destra, mano sinistra da quasi dietro la tabella sull’avvicinamento in corsa con avversario di fianco.
Bastava e avanzava per chiudere su un confortante 54-46 i primi 24 minuti.
 
Charlotte realizzava per prima nel secondo tempo; Batum dalla baseline sinistra fingeva il passaggio e rapidamente alzava il tiro da mezza distanza a 1:23 per il primo +10, Aminu a 10:42 pescava il jolly con la tripla, tuttavia Charlotte reagiva ancora portandosi per merito di una saetta da dietro l’arco di Williams sul +13 (62-49).
Lillard controbatteva da tre ma era la volta di Cody, mezzo girato a fintare sotto canestro su Plumlee che saltava via e dava lo spazio per la girata di Cody con conseguente jam a una mano. Lillard teneva in corsa i suoi andando a depositare con la sinistra per eludere Zeller, le squadre replicavano canestri a vicenda mentre il tempo scorreva Batum a 7:22 realizzava il suo primo tre punti della partita per il 69-56 ma il divario era destinato a scendere.
Harkless replicava istantaneamente da tre e anche se Batum trovava con perfetto tempismo un Marco bravo a chiudere un reverse layup dopo essersi lanciato a tutta velocità sulla linea di fondo da destra a sinistra, un catch n’shoot di Crabbe da tre punti dal lato sinistro dava a Portland il -9 (75-66).
La partita era anche fortunata per Charlotte; un lob di Hibbert per Belinelli si chiudeva con un canestro fortunoso e chiaramente non voluto, tuttavia Lillard e Vonleh nel finale accorciavano sino al -7, così ci si affacciava agli ultimi minuti sul 79-72.

Roy Hibbert ha appena segnato cercando il passaggio per Marco. Espressione eloquente di: “Ma che ho fatto???”

Hibbert, ottima prestazione con massimo stagionale di 16 punti.

 
A trentatré secondi dall’inizio del quarto altro assist di Marco per Frank, la italo/american pizza connection produceva tre punti, Frank difendeva anche bene e Hibbert a 10:22 recuperava un pallone vagante sotto canestro (stoppata di Vonleh su Sessions) e schiacciava continuando la sua buona gara.
MKG a 9:59 andava in appoggio sulla destra del vetro, così Charlotte si lanciava con calcio gravitazionale sull’88-72.
A 9:01 Kaminsky rincarava la dose di triple segnando il 91-74, seguito da Marco con uscita e tiro rapido da due, buono per firmare a 7:56 il 93-76.
Portland aveva poca reazione e anche se uno step back interessante dalla media destra di McCollum s’infilava, Charlotte si avvantaggiava anche grazie alla Dea Bendata, Portland quasi recuperava un pallone a centrocampo ma sul retropassaggio per non far uscire il pallone, Frank, ormai sdraiato supino a terra dopo la lotta precedente si trovava la palla in mano, sugli sviluppi dell’azione Batum si trovava solo e schiacciava…
A 5:34 Walker infilava la tripla del +20 (98-78) e si finiva in gloria con un altro canestro di Hibbert a 2:50 (rimbalzo offensivo e schiacciata) e un Frank con tripla d’autore dalla diagonale sinistra per il 105-80 a 2:25 dal termine.
La partita si chiudeva con un eloquente 107-85 finale.
 
Pagelle
 
Walker: 7
23 pt. (8/14), 2 rimbalzi, 5 assist, 3 rubate. Molto attivo come dimostrano le tre rubate e preciso da tre punti (4/8). Commette solo un turnover, partenza fredda ma immediato riscatto. Buona difesa oggi su un Lillard che segna qualche punto in meno del suo solito.
 
Batum: 6,5
17 pt. (6/15), 7 rimbalzi, 7 assist, 2 stoppate. Partenza disastrosamente disarmante con uno 0/5 dal campo, varie palle perse (finirà con 5) e una faccia alla McGrady… Poi per fortuna si riprende e sbaglia poco in impostazione, dove riesce a dare l’assist semplice, quello fintato mezzo no look, insomma… crea canestri semplici come quello da tre punti per Marvin.
 
Kidd-Gilchrist: 6,5
9 pt. (3/7), 5 rimbalzi, 4 assist, 1 rubata, 3 stoppate. Buona difesa (un paio di stoppate notevoli per tempismo e forza, una su Plumlee in reverse), discreto attacco condito da punte di FT guadagnati. +17 di plus/minus… A volte (mi ricordo una situazione precisa nel primo tempo) balla lì davanti in una specie di zona, cambiando sul passaggio laterale anche su mezzi schermi, questa è una situazione che Charlotte dovrebbe sistemare.
 
M. Williams: 6,5
8 pt. (3/9), 9 rimbalzi, 2 assist, 2 rubate. Nessun Pallone perso da Marvin, coperture, chiusure difensive, contribuisce a difendere e a recuperar palloni dopo un inizio non facile. Si carica un po’ troppo al tiro a volte e la traiettoria va lunghetta.
 
C. Zeller: 6
6 pt. (3/7), 10 rimbalzi, 1 stoppata. Finisce con 4 falli e due turnover. L’inizio anche per lui non è facile, Portland cattura troppi rimbalzi offensivi, poi lotta e si fa valere anche in copertura sebbene Hibbert stasera lo superi.
 
Kaminsky: 6,5
11 pt. (4/10), 3 rimbalzi, 2 assist, 2 rubate. Focus da oltre l’arco con un buon 3/6. Alcune buone difese e la lotta con fortune alterne con Vonleh. Anche lui con più verve…
 
Belinelli: 7
13 pt. (5/8), 5 rimbalzi, 3 assist, 1 rubata. Un paio di palloni persi e un paio di stoppate subite. Sul tiro puro erra solo una conclusione da tre punti. L’inizio è brutto con una difesa non sul pezzo e una persa in back-door, poi si carica e finisce alla grande dando anche due assist smarcanti a Roy e Frank.
 
Sessions: 6
4 pt. (2/8), 4 rimbalzi, 5 assist, 1 rubata. Si “Becca” un paio di stoppate decise. Si tira su con 5 assist in 8 minuti e perché no? Un bel canestro con entrata mimetizzato da pirata e rilascio artistico a sciabolata contro il difensore arrembato.
 
Hibbert: 7,5
16 pt. (7/8), 6 rimbalzi, 2 stoppate. Per me è lui il man of the match. Season high di 16 pt. con 7/8 al tiro in 22 minuti senza perder un solo pallone. Redivivo, importante che continui così, che questo non sia solo un episodio.
 
Roberts: s.v.
0 pt. (0/0), 1 rubata. Passarella negli ultimi tre minuti conclusivi.
 
Graham: s.v.
0 pt. (0/0). Vedi Roberts.
 
Coach Clifford: 7
Facile perdersi, difficile ritrovarsi. Tornati a casa, dopo una buona partenza, il rapido declino. Il 9-0 subito consiglia il normale time-out. Ci si sistema e dopo un primo quarto non difensivamente buono con troppe seconde possibilità lasciate agli avversari si lotta più determinatamente e la fortuna ci premi anche in un paio di occasioni. A volte si punta troppo sulle triple, ma è il gioco moderno.

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Informazioni su igor

La mia Hornetsmania comincia nel 1994, quando sui campi della NBA esisteva la squadra più strana e simpatica della Lega, capace di andare a vincere anche su campi ritenuti impossibili. Il simbolo, il piccolo "Muggsy" Bogues, il giocatore più minuscolo di sempre nella NBA (che è anche quello con più "cuore"), la potenza di Grandmama, alias Larry Johnson, le facce di Alonzo Mourning e l'armonia presente nella balistica di Dell Curry, sono gli ingredienti che determinano la mia immutabile scelta.

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