Game 44: Charlotte Hornets Vs Brooklyn Nets 112-105

 
 
Storia di un Calabrone
 
I Brooklyn Nets, dopo l’exploit a New Orleans (143 pt. realizzati), risalivano in North Carolina in un back to back interessante (anche se i Nets si presentavano sullo 0-6 in questo particolare tipo di contesto) visto che le due squadre ieri erano riuscite a sovvertire i pronostici.
Charlotte, anch’essa in back to back riproponeva comunque I suoi titolari (Walker, Batum, Kidd-Gilchrist, M. Williams, C. Zeller), lasciati riposare qualche minuto in più ieri grazie a rotazioni e a una partita chiusa almeno 12 minuti prima della fine.
Lo Spectrum Center come ecumene dove le condizioni psicologiche consentono di giunger alla vittoria.
Dopo un avvio brillante, la squadra ha finito per andar sotto, ma stavolta, in una partita punto a punto, i Calabroni hanno finito per prevalere.
Come in “Storia di una Capinera”, bel libro di Verga, scritto che parla della condizione femminile (delle non sostentate) che venivano rinchiuse in conventi a prescindere dalla vocazione (quindi qui parliamo di poca affinità con l’ambiente circostante), gli Hornets hanno una vera affinità spirituale con il pubblico e lo Spectrum Center, il quale si è visto premiato da un Batum risolutivo nel finale con due tiri che ci hanno fruttato non solo 7 punti ma ci hanno portato dal -1 al +6…
Brooklyn ha tirato con il 41,5% da tre ma gli Hornets si sono avvicinati ancora al 50% con un 48,3% surreale.
47-40 per gli Hornets i rimbalzi, 26-30 per i Nets i numerosi assist.
Per Brooklyn, scesa in campo con; Dinwiddie, Kilpatrick, Bogdanovic, T. Booker e B. Lopez, 24 proprio del centro Lopez e 16 di Bogdanovic.
La storia del Calabrone quindi continua… tre W consecutive casalinghe sperando che anche nelle prossime due il trend possa rimanere positivo.

Nicolas Batum 16 punti totali, 7 nel finale per risolver la gara con due soli tiri.
2017 NBAE (Photo by Kent Smith/NBAE via Getty Images)

 
Charlotte iniziava difendendo forte, il tentativo di tiro ai 24 fuori equilibrio di Brook Lopez da tre testimoniava una difesa subito sul pezzo, tuttavia dall’altra parte Charlotte andava a vuoto e subiva a 10:30 due liberi di Bogdanovic (fallo Marvin arrivato in aiuto sulla baseline sinistra a toccare l’ala grande avversaria sulla finta di tiro) e raddoppiavano con Brook Lopez al vetro.
La preoccupazione e lo score a zero duravano sino a 9:23 quando Batum passava il primo difensore prendendo la linea di fondo destra e tirando vicino al secondo fluttuando staticamente in aria per il 2-4.
A 8:58 gli Hornets pervenivano al pareggio con Zeller abile ad andare a schiacciare una rim run approfittando della caduta a centro area di Lopez.
L’asse Batum/Zeller produceva anche il vantaggio; passaggio breve nel pitturato di Batum per Cody che appoggiava eludendo il difensore.
A 8:03 MKG in schiacciata doppiava i Nets che pur chiamando time-out subivano l’appoggio di Kemba con la mano destra utile per gli Hornets a raggiunger la doppia cifra.
La difesa di Charlotte faceva un ottimo lavoro costringendo a tiri dalla distanza (specialmente triple) i Nets mentre l’attacco andava a segno con Kemba a 6:37 (mid range jumper dalla linea di fondo accolto dalla retina dopo alcuni rimbalzi interni all’anello), MKG (altro assist corto di Batum) e con lo stesso Kidd-Gilchrist che replicava a 4:23 i due punti ma ottenendoli dalla lunetta.
Sul 16-4 Kilpatrick infilava la prima tripla per Brooklyn ma a 3:32 in neoentrato Belinelli riceveva sulla diagonale sinistra e con un po’ di spazio mostrava la consueta precisione da oltre l’arco colpendo pesantemente.
A 3:06 Cody con un 2/2 triplicava imbarazzantemente il vantaggio (21-7) prima che LeVert mettesse dentro due punti seguito da un circus scoop di Hollis Jefferson servitogli per eludere il difensore.
A 1:31 un fortunato turnaround di Kaminsky sul n° 24 Hollis-Jefferson era utile a tornar a far muovere il punteggio per la squadra di Clifford che veniva salvata da MKG in stoppata sul n° 2 Foye e aiutata da una tripla di Sessions dalla sinistra.
In attacco Belinelli caricava il tiro in corsa ma la sua bomba colpiva solo il ferro, tuttavia un MKG in versione Dennis Rodman catturava il rimbalzo offensivo e si faceva spazio per metter dentro altri due punti a :35.0 dalla prima sirena.
Il 28-11 veniva attenuato a :26.3 da una tripla di Acy, ultimo tiro utile di quarto che consegnava ai tabellini di frazione il 28-14…
 
Il game plan di Brooklyn non mutava nella seconda frazione ma aveva più fortuna con la panchina di Charlotte in campo. Bogdanovic colpiva dal corner destro, Batum gli rispondeva dalla media con un turnaround sottile e raffinato ma Brook Lopez dalla sinistra cacciava fuori dal cilindro la tripla del 30-20 con Hibbert un po’ lento a uscire in angolo.
Kaminsky piroettando in aria andava a segnare con l’appoggio ravvicinato a una mano, Lopez dal pitturato, però metteva ancor dentro dimostrando una certa superiorità su Hibbert che sbagliava anche in attacco mentre una tripla di Foye confermava il buon momento ospite.
Sul 32-25 Kaminsky esplodeva una granata a 8:34, tre punti confidenti per il nuovo +10 Charlotte, la quale a 8:17 veniva ricolpita da Foye dalla grande distanza e riportata “solo” al +7. Belinelli s’inventava un’entrata con palla passata dietro la schiena e fade-away centrale, la temerarietà era premiata da ferro e vetro che accoglievano rigidamente ma benevolmente la palla a spicchi dentro la retina.
Kaminsky era on-fire e colpiva ancora da fuori consentendo agli Hornets di allungare sul 40-28 prima che Bogdanovic in una sfida di precisione colpisse ancora da dietro l’arco.
Batum a 6:55 continuava la sfida tra arcieri dimostrando di saper colpire anche dalla distanza issando Charlotte sul 43-31.
A 5:58 Walker inarcava la schiena appoggiando in faccia alla nera difesa, Acy da sotto e Batum con il pullup della media lasciavano le distanze invariate ma Brooklyn optava per un time-out a 4:40 avendo un uomo raddoppiato e chiuso in attacco sulla linea laterale destra.
Kilpatrick realizzava tre punti e da una transizione LeVert (colpito da Batum sul tiro) aumentava il mini parziale Nets a 5-0 interrotto dalla corda di Zeller verso canestro e appoggio con mano sinistra vanamente inseguito da Lopez a mano protesa. Nel finale Dinwiddie fermava Kemba al momento del tiro con il fallo.
Tre tiri liberi dei quali a segno due e Hornets sul 51-42, MKG stoppava selvaggiamente ancora; questa volta la vittima era in n° 8 Dinwiddie che ricevuto da una rimessa si appropinquava a metter dente ma rimontato alle spalle con velocità ipersonica dalla nostra ala piccola era sorpreso sull’appoggio e spazzzato via.
MKG recuperava un altro rimbalzo offensivo e metteva dentro dopo il tiro corto di Kemba.
La nostra ala piccola continuava a provarci ma era stoppato da Lopez, tuttavia sul prosieguo dell’azione Belinelli con drive e assist saltato metteva in condizione MKG di schiacciare in faccia a una difesa esterrefatta.
Brooklyn subiva anche lo step back di MKG dalla baseline sinistra (su Lopez) che vedeva solo la retina e una tripla di Walker con la quale gli Hornets chiudevano sul velluto il primo tempo andando al riposo sul 60-46.
 
La ripresa iniziava male per Charlotte che nonostante lo step back jumper di Kemba a 11:10 utile per salire sul +16, ben presto si vedeva colpire più volte da Lopez che guadagnava anche un gioco da tre punti a 9:00 dalla terza sirena.
Al 64-57 in transizione (8:43) seguiva una dunk assassina di Kilpatrick che evidenziava la poca calma di Charlotte nel far girar la sfera.
Booker pescato nel pitturato schiacciava sfruttando il mismatch con Walker e gli ospiti si riportavano a un possesso di distanza (64-61).
Clifford chiamava, a mio parere, un time-out un po’ in là coi tempi, comunque sia al rientro Marvin (7:18) su passaggio orizzontale di Batum colpiva dal centro sinistra con un dardo avvelenato da tre punti.
A 7:06 Lopez sgomitava con Cody in attacco per prender posizione, fallo offensivo, difesa Charlotte che resisteva anche alla transizione di Bogdanovic con egregia stoppata in arretramento in corsa di Zeller, opera d’arte ed efficace intervento al contempo.
Purtroppo su una transizione ci beffava Lopez con una veloce tripla (67-64), Marco segnava appena rientrato in campo ma Lopez con bravura e fortuna dalla sinistra beffava Cody con un tiro veloce.
A 4:56 usciva per scelta di coach Ken Atkinson proprio Brook con gli Hornets in teoria avvantaggiati, ma gli uomini di Clifford riuscivano solo a resistere grazie a un canestro di Belinelli, uno di Hibbert ma soprattutto alle iniziative di un ottimo Sessions che nonostante un pessimo passaggio a mandare in transizione Hollis-Jefferson per un gioco da tre punti (fallo di Frank in contatto sul ripiegamento) si procurava i liberi del 77-72 e del 79-75 (nel frattempo Whitehead aveva colpito di tripla) attaccando il ferro a 1:27.
Gli Hornets però ci capivano poco sui movimenti offensivi dei Nets che cercavano tiratori da fuori; le triple di Acy e Foye pazze come Axel Foley, consentivano agli uomini di Atkinson di ribaltare la partita prendendosi un vantaggio di due (79-81). Sessions guadagnava altri due FT a :06.4 dalla sirena e con il suo 6/6 a gioco fermo pareggiava la partita.

Michael Kidd-Gilchrist dunks against the Brooklyn Nets.
2017 NBAE (Photo by Kent Smith/NBAE via Getty Images)

 
L’avvio dell’ultimo quarto era un botta e risposta; Belinelli cambiando lato apriva nel corner destro per Sessions, il quale lanciava un’altra precisa freccia che colpiva il bersaglio. Replicava monozigotemente Brooklyn con Acy dallo stesso angolo con ancora Hibbert in goffa uscita.
Belinelli a 10:29 sparava con convinzione da tre servendosi di quella frazione di secondo nella quale Bogdanovic più attratto dalla situazione intorno si allontanava dal suo avversario.
Acy in entrata a 10:11 pareggiava perché Frank commetteva un altro fallo poco grintoso.
Sull’87-87 Charlotte andava a vuoto con Belinelli da fuori e Bogdanovic dalla sinistra fintando su Marco prendeva il centro, fallo all’ultimo di Marco e due FT a segno per il lungo ospite. Sessions sosteneva come un reggiseno rinforzato il team, due FT dopo ancata di Dinwiddie e altre due bocce nel cesto per l’89 pari a 9:39 dal termine.
Foye al vetro dava l’idea che Brooklyn potesse anche tentare il colpaccio ma Marco non era dell’avviso riuscendo a scaricare l’open per Marvin che da tre non si deconcentrava o disuniva colpendo ancora una volta da oltre l’arco.
Il 92-91 durava sino alla controtripla di Bogdanovic ma tra gli arcieri di Charlotte nella notte trovavamo ancora il piccolo Sessions, abile a far partire l’ennesimo dardo dalla faretra a 7:26.
95-94 e finale in bilico in un saliscendi emozionale continuo; Hollis-Jefferson 95-96, MKG (passando a ricciolo sul blocco in area di Zeller) andava ad appendersi a due mani con il Telepass per il 97-96 ma un coast to coast di Booker con alzata vicino al ferro dava il vantaggio ancora agli uomini in divisa buia.
Che si poteva fare per uscire da questo impasse, da questa situazione complicata?
Pescare un jolly forse… era quello che accadeva a Batum che con una bataclavata da tre punti pescava il mega jolly; gomito destro di Foye sul solito tiro ondeggiante del francese a metà tra la ricerca del fallo e la tripla, canestro fortunato con aiuti spiritici forse e tiro libero aggiuntivo.
Dopo la realizzazione a gioco fermo Charlotte passava sul 101-98…
Foye andava corto al tiro e Batum replicava dalla sinistra (passaggio e schermo di Cody) per tre punti che lo ponevano tra gli arcieri di massima fiducia in serata.
Quando a 2:12 Kemba fintando di andare a destra sterzava a sinistra arrestandosi in prossimità della linea del tiro da tre, incoccando velocemente la freccia per colpire istantaneamente, i giochi erano fatti; 107-98 e gara in ghiaccio nonostante la beffa dell’azione seguente con gli Hornets a cercar di strappar palla sotto il canestro, un pallone che sfuggiva all’effetto domino di Charlotte che vedeva tre dei suoi giocatori (MKG, Batum e Walker) buttarsi a terra per recuperar palla. Purtroppo Walker chiamava il time-out solo a palla fuori (linea laterale destra) e Brooklyn finiva per segnare da tre con una tabellata indegna di Lopez per di più ai 24 secondi.
Il -3 dava speranze ai Nets perché Kemba si palleggiava su una caviglia, tuttavia Bogdanovic e Foye dalla grande distanza erano imprecisi, finivamo pe recuperar palla con Zeller.
Dopo delle rimesse così così per la pressione di Brooklyn, Kemba sfruttava il lato debole della tattica lanciando in stile baseball proprio Cody che a due mani chiudeva il discorso con una jam libera da difensori nei dintorni.
109-101 che diveniva un 112-105 finale dopo un ½ di MKG dalla lunetta e un 2/2 di Marco.
 
Pagelle
 
Walker: 6,5
16 pt. (6/17), 4 rimbalzi, 6 assist. Il suo avversario diretto quasi non perviene e nonostante Kemba non sia in serata fantastica in ball-handling con 4 perse, una nel finale facendo tutto da solo, piazza il colpo risolutivo dopo le bordate di Batum.
 
Batum: 8
16 pt. (6/16), 9 rimbalzi, 6 assist, 4 rubate. Stessi canestri e punti di Walker con un un tiro in meno ma decisive con 7 punti di fila, inoltre ruba 4 palloni e sfiora la doppia doppia.
 
Kidd-Gilchrist: 8,5
17 pt. (7/11), 14 rimbalzi, 1 assist, 2 stoppate. Strepitosa partita di MKG. In difesa fa un’altra prestazione degna di nota ma in attacco è una furia. Solo l’altezza di Lopez non gli consente di portar a casa qualche rimbalzo offensivo (6) in più, ma si fa valere segnando, conquistando rimbalzi e difendendo. Si lancia, contende, conquista.
 
M. Williams: 6
8 pt. (2/6), 6 rimbalzi, 1 assist, 1 stoppata. Ha un plus/minus negativo, non direi per colpa sua. In attacco mette un paio di triple chirurgiche.
 
C. Zeller: 6,5
12 pt. (5/7), 9 rimbalzi, 3 assist, 1 stoppata. Molto più performante di Hibbert su Lopez, anche se nel terzo quarto ha un momento sfortunato, ma in attacco spreca poco ed è utile. Sfiora la doppia doppia con i rimbalzi.
 
Hibbert: 5
2 pt. (1/2) in 14 minuti. Perde il duello con Lopez e sulle chiusure è in angolo è goffo e lento. Passo indietro sperando di rivederlo in forma nelle prossime.
 
Sessions: 7,5
17 pt. (3/8), 2 rimbalzi, 2 assist. Una sola palla persa ma sanguinosa, tiri da due con una punta di tiro ibrido a una mano strano e inefficace. Allora perché dargli 7? Perché attacca il ferro, ci crede e porta a casa 8 liberi che segna tutti e poi ci sono le tre triple su quattro tentativi.
 
Belinelli: 7
14 pt. (5/10), 1 rimbalzo, 5 assist. Buona gara di Marco che fa ciò che gli chiede Jordan, ovvero segnare. Un paio di triple (2/5) e tiri che starà riprovando innumerevoli volte quelli uscendo dal blocco laterale o dalla linea di fondo per prendersi i due punti dalla media. Forse un po’ in fissa con le triple, le quali sono sempre un piacere vederle entrare tirate da lui.
 
Kaminsky: 6
10 pt. (4/5), 2 rimbalzi, 2 assist, 2 rubate, 1 stoppata. Due perse e 4 falli, spesi male, che consentono giochi da tre punti agli avversari. Una buona gara in attacco alla quale però fa da contraltare una prestazione difensiva un po’ in sofferenza, anche se nel finale chiude e stoppa Booker con l’aiuto di Zeller.
 
Coach Clifford: 6,5
Imputabile un time-out chiamato in ritardo. Nel finale intuisce che è la giornata di Sessions e lo lascia in campo al posto di pur un buon Marco. La “zingarata” (come dice il mio amico paolo) di Batum gli risolve la gara.

Questo articolo è stato pubblicato in Games da igor . Aggiungi il permalink ai segnalibri.

Informazioni su igor

La mia Hornetsmania comincia nel 1994, quando sui campi della NBA esisteva la squadra più strana e simpatica della Lega, capace di andare a vincere anche su campi ritenuti impossibili. Il simbolo, il piccolo "Muggsy" Bogues, il giocatore più minuscolo di sempre nella NBA (che è anche quello con più "cuore"), la potenza di Grandmama, alias Larry Johnson, le facce di Alonzo Mourning e l'armonia presente nella balistica di Dell Curry, sono gli ingredienti che determinano la mia immutabile scelta.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *