Game 46; Charlotte Hornets Vs New Orleans Pelicans 96-101

 
E’ dannatamente difficile parlare di questa sfida ogni volta che si ripropone.
L’era degli Hornets è stata una storia poco lineare che si è giocata tra Charlotte e New Orleans per poi mischiarsi e complicarsi maledettamente come la vita prima di scindersi per mitosi tornando ad assomigliare alla casa madre.
E’ passato tanto tempo e forse scrivere su un argomento magari considerato minore rispetto ad altre problematiche, ma, in una new era d’utilitarismo, dove la scuola non forma persone con coscienza critica ma addetti specializzati o polifunzionali al mercato dimenticandosi del fattore X (l’imprevedibilità e la fallibilità dell’essere umano) che differenzia l’uomo dall’algoritmo al quale oggi è sottoposto, può sembrare futile, ma uscire dal canone trattando un’intro differente ma pur sempre inerente allo sport può essere un esercizio salutare.
In quest’ottica da equilibrista, scrivendo a proposito di “In the End”, una delle canzoni che più amo dei Linkin Park (la quale tratta di varie argomentazioni all’interno del pezzo), si possono ricavare dei parallelismi, in particolar modo sul tempo inafferrabile e sfuggente che a volte fa da sfondo alla fine di storie sembrate solamente perdite di tempo, un po’ come questa stagione degli Hornets.
In realtà il cadere e rialzarsi non è solo fisiologico e salutare ma indispensabile per far tesoro d’insegnamenti mai precisi, viatico per futuri più imperfettibili (ma mai imperfettibili) comportamenti.
Arrivare più lontano rispetto a dove si è partiti… attraverso le esperienze arricchirsi facendo tesoro delle partite passate indossando nuove ali per volare in attacco corazzandosi come un soldato, senza dimenticare le ferite sanguinanti ancora aperte è d’obbligo per Charlotte così come imparere in fretta…
A tal proposito mi viene in mente appunto la copertina sottostante (modificata inserendo la testa del calabrone al posto di quella del soldato con l’elmetto)

Un calabrone guerriero in difficoltà brancola nel buio dell’aleare sperando di piantare il proprio vessillo in una posizione valida per i playoffs.

dei Linkin Park, un po’ in stile Bansky, pseudonimo sconosciuto writer inglese, brillantissimo contestatore delle bruttezze della società occidentale.
Unendo due immagini totalmente differenti o inserendo un elemento in un gesto, riesce a creare immagini palesemente satiricamente contrastanti.
Contrastanti sono anche le prestazioni degli Hornets che alla vigilia arrivavano a questo “derby” ritrovando MKG, fino a ieri alle prese con un problema ascellare (dx).
Purtroppo finiva come il solito.
Una L nelle punto a punto con gli Hornets ancora ad apprendere, forse non succederà mai nonostante gli sforzi.
Problemi al tiro con il 6/21 da fuori e ai liberi dove il solo Carter-Williams è rimasto perfetto, tutti gli altri hanno sprecato, finendo con un 18/31 che è sicuramente una delle cause principali della sconfitta.
Troppi i 13 possibili punti gettati al vento.
14 i turnover contro i 15 dei Pelicans, 23 i falli chiamati contro Charlotte, 19 assegnati Vs NOLA.
6 le stoppate degli Hornets, 10 quelle dei Pels che nonostante la sconfitta 49-42 a rimbalzo, facevano valere il loro 44,8% dal campo contro il 42,4% della squadra di MJ.
Le formazioni:
 
Millesima partita per Howard che sulla palla a due lasciava a Davis la possibilità d’attaccare ma New Orleans usando i 24 secondi trovava lo stesso Dwight pronto alla stoppata su Holiday; palla sul fondo, 24 scaduti…
Squadre che ci provavano diverse volte ma non succedeva nulla sino a 10:21, quando i Pels trovavano Rondo libero sul lato destro pronto a non fallire la tripla.
NOLA guadagnava punti con uno stretto gancio di Davis in turnaround e con un’entrata rapida a 9:29 di Rondo, mentre i Calabroni non trovavano la maniera di penetrare nella difesa dei Pellicani.
Ci pensava Howard a guadagnare due FT a 9:17.
Uno solo il punto per l’1-7 conservato da Batum che in rientro andava a stoppare l’elbow jumper di Rondo.
A 8:23 schiacciata mancata di Howard per intervento falloso di Cousins.
Altro ½ per la media mantenuta e 2-7…
Anche Cousins guadagnava due FT andando a girare su Williams che in recupero non concedeva i due punti.
½ per il 2-8 che diventava 4-8 quando Howard correggendo al volo un floater di Kemba anticipava altri suoi due punti per salire a 6 nel tabellino grazie a un altro rimbalzo offensivo con successivo secondo canestro dal campo.
Rondo dall’altra parte mandava in doppia cifra i rossi che subivano un canestro di Batum (unico fino al finale) dal centro destra (uscita dai blocchi) ma rispondevano con Rondo che andava sino in fondo.
Un gancetto nel pitturato di Howard riportava sul -2 la squadra di Clifford (10-12) ma ancora un open, questa volta di Davis, restituiva i 4 di vantaggio agli ospiti.
Buona occasione per Batum dalla lunetta che mancava due dei tre FT assegnati, MKG tuttavia segnando sull’azione seguente e Howard stoppando Rondo, preparavano il terreno alla rubata di Walker su Cunningham e alla transizione chiusa dal tiro di Walker che mandava sul +2 la squadra del North Carolina a 4:50.
I Pels riottenevano il pari con due FT di Davis e il sorpasso con Holiday.
Entrava la panchina; Davis aveva la meglio dalla baseline sinistra scavalcando al tiro Frank che subiva anche il banker di Holiday.
I Benson boys allungavano ancora don Davis per il 18-24 sembrando inarrestabili, anche se il cambio tra il Monociglio e Cousins sembrava portare fuori dal campo la freschezza offerta da AD ai ragazzi di Gentry, invece, Cousins, riposatosi pochissimo, metteva subito a dura prova O’Bryant trovando in uno contro uno il classico tiro con fallo che consentiva la giocata da tre punti.
Altri due FT con altro fallo commesso da O’Bryant a 1:12 (FT splittati) e New Oreans a volare sul 18-28…
MCW a 1:00 minuto esatto dalla fine in entrata guadagnava due FT per fallo di Nelson accorciando sul -8 che tuttavia durava poco.
Tornati a -10 i Calabroni guadagnavano un’altra opportunità con Kaminsky dalla lunetta che tuttavia, come il francese in precedenza, non riusciva a far di meglio che un 1/3.
A 01:4 Cunningham a una mano chiudeva l’azione con la schiacciata a una mano inchiodando il 21-32 finale.

Dwight Howard (12) blocks a shot by New Orleans Pelicans’ Jrue Holiday (11) during the first half of an NBA basketball game in Charlotte, N.C., Wednesday, Jan. 24, 2018. (AP Photo/Chuck Burton)
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Si ripartiva dopo due minuti per il secondo quarto con due punti con la drive e la chiusura di sinistro di Marvin sulla difesa troppo pulita di Cousins.
Hornets che recuperavano facendo girar palla per tutti i 24 secondi; Lamb andando sulla baseline sinistra cedeva lateralmente nel corner destro a Marvin schermatosi con lo stesso passatore.
Bomba da tre punti vincente per il 26-32.
Cousins con un pullup riallontanava gli Hornets che avevano però maggior fortuna sull’unico tiro di Kaminsky, il quale si faceva perdonare gli errori in lunetta rispondendo di tripla. Cunningham dalla media e Frank in chiusura di destra oltre l’attardato Cousins alzavano il punteggio, una seconda palla persa di Cousins (tocco di piede da terra) lasciava l’offesa nelle mani degli Hornets; Lamb slalomeggiando batteva la difesa, compreso un Boogie ancora di presenza.
Jeremy vestiva anche i panni di uomo assist puntando il canestro ma lasciando partire un bound pass per il back-door di Williams con chiusura in schiacciata, confondeva le acque innescando il -1 (35-36).
Uno spin di Frank oltre Clark chiuso in girata da sotto consentiva agli Hornets di passare avanti, ma il nostro lungo mancava il +2 in lunetta sull’addizionale concesso.
Graham perdeva palla in attacco su Liggins e il contatto difensivo su Miller che non si faceva pregare per bombardare da tre dalla destra ottenendo l’ennesimo saliscendi nel punteggio tra i team.
Un fallo di Moore consentiva more FT for Frank.
Questa volta il numero 44 non sbagliava agguantando il pari a quota 39 a 5:56 dall’intervallo lungo.
Le squadre si rispondevano toccando il 43 pari con due azioni veloci (Walker e Holiday), poi uno sfondamento di Davis su Kaminsky, abile a porsi davanti al semicerchio antisfondamento, consentiva il nuovo possesso a Charlotte che lo sfruttava con Kemba (3:44) che in step back frontale si separava andando a segnare oltre le lunghe braccia di Davis.
Holiday mostrava il suo buon primo passo bruciando il difensore e chiudendo di destra in entrata senza ulteriori resistenze sotto canestro.
Cousins da tre (2:55) batteva Howard da oltre l’arco ma i calabroni ritrovavano il pari con un gancio di Dwight che in movimento orizzontale proteggeva palla alzandola per due punti in semigancio, facendo patta sul FT concesso.
Marvin stoppava Davis e Walker volando in contropiede infilava il 50-48, MKG costringeva al blocking foul Cousins (terzo).
L’1/2 di MKG era rimpinguato da un tecnico di Batum, ma Moore da fuori riduceva lo scarto a un punticino preparando il sorpasso quando Davis nel cuore dell’area resistendo alla pressione dando fuori caricava il fucile dell’esterno Cunningham che non falliva per il 52-54.
Dante era molto attivo ma la sua entrata era respinta da Howard al terzo “block” di serata.
Come nel primo quarto, esattamente a :01.4, toccava ancora a Cunningham chiudere le ostilità segnando altri due punti.
La squadra della Louisiana andava quindi a riposo sul +3 (53-56).

Charlotte Hornets’ Jeremy Lamb, front, drives past New Orleans Pelicans’ DeMarcus Cousins, back, during the first half of an NBA basketball game in Charlotte, N.C., Wednesday, Jan. 24, 2018. (AP Photo/Chuck Burton)

 
Dopo il ristoro, un doppio schermo favoriva a 11:17 il pullup di MKG che accorciando sul -1 dava la possibilità a Marvin di trovare il sorpasso ma il suo errore favoriva l’assist da destra verso Cousins che in corsa chiudeva su Marvin in dirompente schiacciata a una mano.
Kemba mancava il pari da oltre l’arco, mani sul rimbalzo di Howard e un FT realizzato a 9:14.
Dalla difesa all’attacco per il pari; Marvin da dietro aiutava Howard, stoppata su Cousins, fast break di MKG, spalla sinistra per resistere al contatto, polpastrelli destri per appoggiare il pari a quota 58.
Davis dalla diagonale sinistra era preciso nel jumper, Marvin da fuori no ma il rimbalzo cadeva dalle sue parti favorendolo sull’entrata con qualche ramoscello da spazzar via prima dell’appoggio per il 60 pari.
Gli Hornets segnavano due volte ma dall’altra parte ogni volta Holiday riusciva a rispondere intrufolandosi sino in fondo.
Cousins perdeva il suo sesto pallone mandandolo oltre il fondo cercando una verticalizzazione su Holiday che non scattava, Howard era cercato per l’alley-oop sotto ma la deviazione di qualche mano in canotta rossa faceva impennare la palla sul bordo alto della tabella pronta a ricadere per l’anticipo di Howard che beffava gli avversari.
Un tecnico contro Howard (proteste giuste) per una mannaiata di Cousins su di lui avvicinava il Gentry team che sorpassava con Moore, rapido come una saetta a chiudere su MKG al quarto fallo.
66-68 recuperato dallo stesso Howard che si faceva spazio per uno scoop rudimentale ma efficace.
Nel finale, con i Pels sul +1 Nelson a 1:17 segnava un lungo due, Kemba da tre con un rim/glass portava la gara in equilibrio a quota settantatré ma sull’ultima azione lo scarico a destra su Miller era buono per l’open 3 dell’esterno che riceveva il blocco di Cunningham su Graham (73-76).

Charlotte Hornets’ Marvin Williams (2) shoots between New Orleans Pelicans’ Dante Cunningham (33) and E’Twaun Moore (55) during the first half of an NBA basketball game in Charlotte, N.C., Wednesday, Jan. 24, 2018. (AP Photo/Chuck Burton)

 
Quarto periodo che Charlotte apriva con un ½ di Frank e un fing and roll fluttuante di Lamb partito da fuori con una finta su Clark per superare anche Davis in volo librato battendo il cronometro.
76 pari, 78 dopo lo scambio di cortesie Davis/Lamb.
Nelson da tre oltre MCW era bravo, rispondeva a 8:38 Kaminsky dalla lunetta ma Nelson era bravissimo ancora a tirar su dal palleggio senza spazio colpendo su Carte-Williams.
80-84…
La produzione offensiva degli Hornets era moderata ma Kaminsky dava una mano catturando rimbalzo e primo fallo di nelson che poco più tardi ne spendeva un altro sulla finta d’entrata di Frank che lasciava Davis saltare a vuoto mentre arrivava il contatto in avvicinamento del Tank contro l’ammiraglio.
Ancora difficoltà a gioco fermo per l’1/2 fortunatamente aiutato da Lamb con il suo floater centrale dopo il blocco alto ricevuto.
Una tripla di Cousins con spazio e una di Graham che finiva corta allargavano il divario sino a che Frank non batteva ancora con la finta in partenza il difensore partendo dal corner destro, in salto sul contatto con Boogie in aiuto riuscendo a mulinare le braccia trovava il canestro dell’85-87 in ricaduta.
Un bound pass di Miller per la schiacciata sotto a sinistra di Davis era utile alla squadra ospite per conservare il vantaggio di 4 punti, margine oltre la portata della singola giocata.
Gli Hornets remavano per il recupero, Marvin con un turnaround alle pendici del post alto in mismatch con Moore segnava il -1, Moore in attacco aiutato dal ferro faceva +3 ma il divario scompariva quando Kemba infilando tre punti a 3:06 agganciava i Pellicani a quota 92.
New Orleans beneficiava dell’abilità di Holiday pronto a chiudere due azioni da sotto con agilità mentre Kemba e Batum si facevano perdonare la precedente palla persa intercorsa tra le due marcature di Holiday con assist e catch’n shoot rispettivamente.
Il francese segnando il 95-96 riapriva le speranze a 1:02 dal termine.
Davis mancava da pochi passi completamente il canestro, Kemba andava ad attaccare il ferro contro Holiday, il pubblico s’infiammava per un possibile fallo, Clifford e Kemba protestavano ma gli irremovibili arbitri non assegnavano nulla, arrivava invece la chiamata a favore di Holiday che in lunetta a :30.7 con un 2/2 avvantaggiava notevolmente New Orleans.

Il fallo di Holiday non rilevato nel finale.

A :23.7 la manata sinistra di Holiday dietro le spalle di Kemba consentiva al capitano d’andare in lunetta ma il secondo errore lasciava arretrati gravemente i Calabroni sul -2 considerando i soli :23.7 da giocare.
Necessario il fallo, speso su Davis che continuava a esser perfetto dalla linea.
96-100, azione degli Hornets che non trovava sbocchi rapidi, tempo perso, passaggio di Kemba leggibile deviato da Davis in anticipo su Howard e fine dei giochi con l’1/2 dell’ex centro Kings dalla lunetta e la girata a vuoto da tre punti del nostro numero cinque Batum.
Un finale dove sicuramente con i lunghi e Holiday New Orleans partiva avvantaggiata considerando l’opposta predisposizione delle squadre in gare punto a punto, il raid di New Orleans evidenziava oggi ancor di più, la mancanza di solidità di una squadra che ha bisogno di ritocchi e innesti importanti per trovare compattezza nei finali.
Altra occasione persa in casa, prossima contro Atlanta per chiudere il ciclo allo Spectrum Center…
 
 
Tabellino e Pagelle
 
 
Hornets
 
Walker: 6
20 pt., 5 rimbalzi, 7 assist, 1 stoppata. Chiude con 8/21 dal campo e 6 turnover. Deve essere più efficace. Conquista il solito sfondamento in difesa, in attacco spreca troppo, compreso il passaggio volante di ritorno verso Batum, troppo veloce ma non si aspettava nemmeno lui una chiusura efficace del difensore. Viaggia tra la discreta prestazione e il minimo sindacale per uno come lui, forse disturbato dalle continue voci di mercato. Il trattamento degli arbitri con lui non è pari ad altre All-Star, giusto così, ma almeno fischino i falli di competenza.
 
Batum: 5
7 punti, 3 rimbalzi, 5 assist, 2 rubate, 1 stoppata. 2/8 al tiro. 2/4 ai liberi. E’ chiaro che la mela Marcia è lui, in rapporto allo stipendio poi… 2/4 dalla lunetta… Ad aver avuto un discreto tiratore adesso starei a commentare una vittoria.
 
Kidd-Gilchrist: 6
7 pt., 2 rimbalzi, 1 rubata in 22 minuti. Limitato forse dai postumi di un paio di problemi fisici, piede e ascella, gioca meno ma fa 3/3 dal campo. Non è facile quando gli capita, tenere Holiday, 1 solo turnover e 4 falli spesi.
 
M. Williams: 6,5
14 pt., 14 rimbalzi, 1 rubata, 1 assist. Non sfigura affatto su Davis in difesa e nemmeno su Cousins quando i giochi dei blocchi fanno invertire la marcatura. Finisce per spender 6 falli, stesso numero di realizzazioni su 14 tentativi. Peccato per la serata storta da fuori, con un 1/5 va in controtendenza con le sue favolose ultime percentuali da oltre l’arco.
 
Howard: 7
22 pt., 16 rimbalzi, 1 rubata, 3 stoppate. Chiude con 9/16 al tiro. Duello stellare con Cousins e con la difesa di NOLA sotto le plance. Chi pensava che il più giovane leone Cousins lo mangiasse si è sbagliato di grosso. Il re è ancora lui. Vince il duello e gli arbitri aiutano anche lo stravagante giocatore in maglia rossa in un paio di casi. Mancano 4 FT. Altra doppia doppia a gara numero 1.000. Peccato per lui e per noi si chiuda con una sconfitta.
 
Lamb: 6
8 pt., 2 rimbalzi, 2 assist. 4/11 al tiro in 24 minuti. Un po’ calato rispetto alle prestazioni standard dell’anno trova comunque fiammate che lo portano in avvicinamento a trovare artistici canestri. Difende benino ma non basta. Che abbia risentito di qualche voce su di lui arrivata a proposito di NY?
 
Kaminsky: 6
16 pt., 5 rimbalzi, 1 assist. 4/6 dal campo. Serata di pump fake “coronate” con la presenza di 12 FT. La lunetta può attendere però se solo 7 sono i realizzati. Purtroppo facendo i conti alla fine, ecco i 5 punti mancanti (non solo i suoi ovviamente). Buono il riconoscimento del vantaggio, buone le idee e le giocate così come qualche rimbalzo. Inizia male però in difesa. Solido, perde un paio di palloni ma il suo gioco in post è utile. 4/6 dal campo. Un suo pallone toccato di coscia oltre il fondo inganna gli arbitri che ci assegnano la rimessa, sbagliando.
 
O’Bryant: 5
0 pt., 1 rimbalzo in 2 minuti. Commette tre falli. Sembra un giocatore da B su Cousins. Regala tre punti extra. Clifford lo toglie e non lo fa più rientrare nonostante provi a metterci il fisico.
 
Carter-Williams: 5,5
2 pt., 1 rimbalzo, 1 assist. 0/3 dal campo e due triple prese da Nelson. Sulla seconda la sua aggressività paradossalmente mette in ritmo l’avversario… 14 minuti, un paio di falli spesi e due FT guadagnati. Poca roba come ricambio di Kemba in 14 minuti.
 
Graham: 4,5
0 pt.. In 19 minuti, commette un fallo e per il resto sembra un sistema binario alterato… Troppi 0 nelle caselline. 0/2 al tiro ma soprattutto, a parte una buona difesa nel finale, troppe amnesie e ingenuità. Si fa bloccare da Cunningham sulla tripla finale di terzo quarto ma si perde spesso dei giocatori.
 
Coach S. Clifford: 5,5
La squadra è questa. Forse è uno dei pochi casi nei quali credo vi sia bisogno di un motivatore. Mi piacerebbe vedere però giocate performanti nei finali. Non sappiamo che fare. Nessuno riesce mai a liberarsi sulla serie di blocchi dalle rimesse e il tempo scorre cercando l’azione “Spera in Dio”… Non si vede la mano del tecnico.
 
 
Pelicans
 
Rondo: 6,5
9 pt., 5 assist. Buona interpretazione della gara in un inizio che lo vede rapido ad attaccare il canestro, qualche assist vero poi rifinisce il voto.
 
J. Holiday: 7
19 pt., 5 rimbalzi, 4 assist. E’ lui a dare il là al finale per i Pelicans con altre due azioni come finalizzatore difficile da prendere.
 
Moore: 6
11 pt. con 4/12 al tiro. Fatica se l’avversario è più alto di lui concedendo nonostante la strenua resistenza. Va in doppia cifra con percentuali bassine…
 
A. Davis: 6,5
19 pt., 6 rimbalzi, 3 rubate. 7/16 dal campo. Non sempre preciso, viene limitato ma da il suo contributo, anche con un 5/5 in lunetta.
 
Cousins: 6,5
16 pt., 13 rimbalzi, 5 assist, 1 rubata, 5 stoppate. Rispetto a Howard da il suo contributo offensivo anche in fase si uomo assist. Le stoppate sono a cifre superiori ma punti e rimbalzi sono a favore di Howard che commette anche meno turnover. 8 per Cousins con 4 falli.
 
D. Miller: 6
8 pt., 3 rimbalzi in 31 minuti di gioco. 3/7 dal campo per un giocatore cresciuto molto rispetto agli esordi. Completa con 2 assist.
 
I. Clark: 5
2 pt.. Chiude con un 1/5 dal campo. In difficoltà con Lamb, crea poco e subisce le iniziative del nostro numero 3.
 
Nelson: 6,5
8 pt.. 3/7 dal campo ma quel paio di triple (su 5 tentativi) utili a New Orleans per sganciarsi, anche se poi ripresa. Un paio di falli spesi su Kaminsky di seguito portano a due liberi per il Tank.
 
Liggins: 6
0 pt., 1 rimbalzo e 1 stoppata in 5 minuti. Senza lode né infamia, cerca più minutaggio attraverso la difesa.
 
Asik: s.v.
0 pt., 2 rimbalzi. Il turco con problemi alla schiena si rivede in campo per 4 minuti nel secondo tempo. Inizia catturando un rimbalzo offensivo con Howard a vuoto. Sparisce nel fumo…
 
Cunningham: 7
9 pt., 7 rimbalzi. 6 i difensivi, uno offensivo strappato sotto il fero degli Hornets in maniera lesta. Buona prova anche partendo dalla panchina con 4/7 dal campo. Anticipa due sirene con 4 punti, buono il blocco sulla sirena del terzo quarto. Azioni che giovano ai suoi con 7 pt..
 
Coach Gentry: 6
Mischia un po’ le carte. Davis gioca 36 minuti, Cousins con qualche problema di falli 29. Li gira e li fa sovrapporre. Una delle critiche principali è che i due andassero più centellinati e non stancati con minutaggi altissimi. Gli riesce anche perché sembra che NOLA possa sempre scappare ma Charlotte tiene botta sino alla fine. Il divario tra le due squadre c’è, anche se in serata si nota poco grazie al tentativo degli Hornets che gettano via se stessi ai liberi. Si vede qualche azione manovrata di squadra nell’ultima parte.
Video breve:

Video lungo:

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Informazioni su igor

La mia Hornetsmania comincia nel 1994, quando sui campi della NBA esisteva la squadra più strana e simpatica della Lega, capace di andare a vincere anche su campi ritenuti impossibili. Il simbolo, il piccolo "Muggsy" Bogues, il giocatore più minuscolo di sempre nella NBA (che è anche quello con più "cuore"), la potenza di Grandmama, alias Larry Johnson, le facce di Alonzo Mourning e l'armonia presente nella balistica di Dell Curry, sono gli ingredienti che determinano la mia immutabile scelta.

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