Game 47: Charlotte Hornets @ Atlanta Hawks 122-118

Il rookie McGowens in schiacciata, 7 punti e 2 rimbalzi in partita.

Gli Hornets vincono ad Atlanta portando a due la striscia positiva, evento per l’annata di Charlotte che per l’occasione perde Ball ma riacquista Hayward partito in quintetto come SG accanto a Rozier come play, forse una formazione con meno talento ma più equilibrata (per la solidità se ne riparlerà) che cocciutamente non cede nemmeno quando il divario è talmente largo che la rimonta pare ormai disperata ma gli Hornets hanno il merito di continuare a giocare in una partita dal doppio volto alla State Farm Arena di Atlanta dove gli Hornets giocano un primo tempo discreto dal punto di vista offensivo ma insufficiente dall’altro lato del campo (Plumlee l’icona della medaglia a doppia faccia).

Hayward al rientro, 9 punti, 5 assist, 5 rimbalzi, 2 stoppate e 1 rubata per lui.

L’attacco degli Hawks finirà con il 61,0% il primo tempo per un 49-65 (ritoccato grazie a Young con 4 FT all’ultimo respiro, fallo chiamato sul tiro da tre più tecnico contro Charlotte) dal divario già importante.

Gli Hawks sfruttano il terzetto Young, Murray e Hunter tutti sopra i 15 punti nel primo tempo alternando qualche tripla al lavoro tra il pitturato e la linea da tre, tiri da due che sembrano difficilmente prendibili come i floater di Young.

Charlotte risponde di rimessa avvantaggiandosi con transizioni fulminee su palloni rubati o recuperati, saranno 24-9 i fast break points alla fine.

Charlotte cadeva anche di 19 punti ma quando sembrava tutto finito si accendeva Terry Rozier che accorciava sensibilmente le distanze nel terzo quarto (5 gli immediati di risposta) soprattutto con tiri da tre punti così se Charlotte chiudeva con un pessimo 27,3% da fuori il primo tempo, il riuscire ad alzare al 38,2% finale dava l’idea di quanto fosse migliorata al tiro la squadra.

In particolare Proprio Terry Rozier e P.J. Washington nel secondo tempo macinavano ben 41 punti.

85-93, gli Hornets partivano con un -8 a 12 minuti dalla fine.

Gli Hawks tentavano di sganciarsi, le triple di Griffin e Murray (7:34) aiutavano la squadra della Georgia a salire sul +7 (94-101) ma una giocata d’esperienza in transizione di Hayward (jumper dal mid range rimbalzando sul contatto) portava un gioco da tre punti che unita al gancetto dalla baseline sinistra su assist da euro-step di Rozier davano un interessante -2 a Charlotte.

Il pareggio di Plumlee in tip dunk, il nuovo vantaggio locale con Griffin facevano salire il pathos nell’arena, Rozier scoperchiava il tetto con la tripla in girata, catch n’shoot sul quale il close out di Hunter, nettamente fuori tempo e scoordinato valeva l’and one ma una chiamata di challenge da parte di coach McMillan valeva la cancellazione del fallo per il movimento del piede di Rozier sul tiro.

Decisione totalmente assurda che andava nella direzione di quella precedente presa sulla stoppata di Williams su un’alzata di Young (chiamato il fallo di Smith e goaltending con palla stoppata secondo la terna dopo aver toccato il vetro) che potrebbe essere probabilmente corretta ma l’arbitraggio sino a quel punto si era dimostrato piuttosto casalingo.

Il vento cambiava nonostante il pubblico di casa spingesse i loro giocatori, Plumlee rispondeva due volte a Murray, Griffin a 4:17 sembrava immarcabile ormai per il 108-112 ma a 3:33 in escape dribble, avvantaggiato dallo scarico in transizione, Rozier faceva fuori la sagoma del n°14 e sparava per il 111-112.

2:20 e 1:32 erano minuti e secondi fortunati per P.J. Washington che rispettivamente, prima mandava a segno una tripla frontale, poi si trovava a due secondi la bomba in mano sullo scarico e da tallonato, freccia da fuori dalla diagonale sinistra e big shot per il 117-114.

Capela segnava 2 liberi, Rozier forzava da due da solo e Smith Jr. da tre non era una scelta ad alta percentuale così gli Hawks dal -1 passavano sopra lavorando di squadra: l’uscita di Plumlee su Young serviva a far sbagliare l’alzata ravvicinata al play avversario ma ancora Capela, con più kg e cm di McDaniels ne approfittava per realizzare il 117-118 a :05.4.

Pareva costare carissima la decisione della terna sul tiro di Rozier dato senza and one ma mentre gli Hornets che si giocavano il tutto per tutto con una scelta un po’ indotta ma scriteriata con Rozier da tre che provava a segnare danzando non in ritmo uno contro uno, la terna si metteva una mano sulla coscienza e ne aveva ragione perché J. Johnson andava in tilt sul close-out toccando nettamente la mano di tiro di T-Ro per troppa aggressività.

Un po’ a sorpresa a 01:1 la terna chiamava il fallo e Terry portava a casa tre punti decidendo di non sbagliare il FT finale per non dare tempo ad Atlanta di effettuare time-out o tiro.

Atlanta andava in time-out, Charlotte seguiva subito e Young, rientrato per la seconda volta per batter la rimessa aveva difficoltà nel farlo, palla scagliata su un Plumlee saltarellino che aumentava la superficie non giocabile per la stella avversaria.

Palla di nuovo fuori e Young che cercava per la seconda volta palesemente l’uomo nell’angolo vicino anche perché in punta e sulle rotazioni Charlotte teneva bene senza stagger o blocchi particolari, finiva per commettere l’infrazione dei 5 secondi così Rozier dalla lunetta portava a casa gli ultimi due punti finali del match: 122-118 con i Calabroni a interrompere a sorpresa la serie di 5 vittorie consecutive dei Falchi.

Hawks che in serata hanno finito per andare sotto anche in statistiche basilari nelle quali nel primo tempo erano in vantaggio o pari (19-23 poi 46-42 a rimbalzo, 13-13 poi 28-24 negli assist o 8-8nei TO poi 12-16 i finali davanti a 17.928 spettatori) mentre oltre all’11-5 nelle rubate è stata decisiva la concentrazione in lunetta per gli Hornets che con un 19/22 contro il 17/20 passano sopra nel finale agli Hawks per tiri tentati, realizzati e percentuale dalla lunetta.

Falchi sempre alti anche alla fine nella percentuale al tiro con il 54,2% ma agli Hornets è bastato il 50,6%.

Per gli Hawks alla fine 26 punti di Murray, 25 pt. e 12 assist di Young, 25 anche per Hunter mentre a quote più basse ma in doppia cifra sono 13 i punti di AJ Griffin, 12 di Capela con 9 rimbalzi e 11 i punti per Collins.

Per Charlotte, oltre alla marea spumeggiante di Rozier (arrivata quasi tutta nel secondo tempo), ottima prova di P.J. Washington con 23 punti (2 big 3 nel finale), 6 assist e 6 rimbalzi, 25 punti e 11 rimbalzi determinano, invece la doppia doppia per Plumlee, ormai più perno d’attacco che in passato con più intraprendenza e punti di rottura nelle mani, alternativa importante e una tecnica migliorata dalla linea del tiro libero.

Rozier, eroe del match, intervistato a fine partita.

9 i punti del rientrante Hayward apparso un po’ affaticato ma con colpi in canna, nell’ultimo quarto ottimo two and one e una stoppata perfetta su Collins.

D. Smith Jr. sufficiente (bene nello smistamento e in lunetta, male da fuori) come Mark Williams che nel secondo quarto ha piantato 3 jam, McGowens un pochino in difficoltà ma ha ottenuto minuti importanti e ha personalità, l’unico che non mi è piaciuto del tutto è stato JT Thor, troppo lento e macchinoso mentre McDaniels è stato limitato da problemi di falli (3) sin da subito e ha finito con 5 non tentando nemmeno di spalle di commetterlo su Capela nell’ultima azione Hawks al tiro.

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Informazioni su igor

La mia Hornetsmania comincia nel 1994, quando sui campi della NBA esisteva la squadra più strana e simpatica della Lega, capace di andare a vincere anche su campi ritenuti impossibili. Il simbolo, il piccolo "Muggsy" Bogues, il giocatore più minuscolo di sempre nella NBA (che è anche quello con più "cuore"), la potenza di Grandmama, alias Larry Johnson, le facce di Alonzo Mourning e l'armonia presente nella balistica di Dell Curry, sono gli ingredienti che determinano la mia immutabile scelta.

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