Game 47; Charlotte Hornets @ Denver Nuggets 104-86

Dalle parti di Denver si scia in questo periodo, i Nuggets invece pattinano sul ghiaccio scivolando malamente in casa, dimostrando di non avere confidenza con gli Charlotte Hornets.
Ancora una volta la squadra di Jordan ha dato il bianco alle Pepite che dopo i primissimi minuti si sono sciolte come neve al sole o sgretolate sotto le picconate di Cody Zeller (massimo in carriera con 21 punti), il quale ha tentato nuovamente una perfect night al tiro.
Non gli è riuscita solo a causa di un errore, ma la prestazione è stata veramente eccellente.

Cody Zeller schiaccia in faccia alla difesa dei Nuggets.

Cody Zeller schiaccia in faccia alla difesa dei Nuggets.

Charlotte scendeva sul parquet con lo starting five adottato dopo la perdita di Walker; Roberts, Henderson, Kidd-Gilchrist, Zeller e Jefferson, mentre i Nuggets si affidavano a Ty Lawson, Afflalo, W. Chandler, Gallinari e Nurkic.

I Denver Nuggets volevano sfruttare il turno casalingo e partivano bene con Gallinari.
L’ala italiana deviava un passaggio diretto a Big Al, si proponeva in contropiede e a 11:36 circumnavigava Zeller per inarcarsi e schiacciare a “krumiro”.
Charlotte non riusciva a prendere confidenza con la partita in attacco e a 10:39 Nurkic da sotto tagliava fuori Jefferson e depositava nel cesto lo 0-4.
MKG come spesso accade guidava la risposta, rimbalzo offensivo guadagnato, fallo recuperato e gioco da 3 punti ad accorciare al -1. Charlotte passava anche avanti di un punto ma Lawson da 3 ricacciava immediatamente indietro i viola.
Zeller a questo punto iniziava il suo unstoppable show.
Merito di un buon passaggio trovava una buona posizione da sotto e metteva i due punti del 7 pari.
A 7:38 ultimi fuochi d’artificio per Denver.
La transizione di Chandler era affrontata da Henderson irregolarmente, spostamento in corsa sulla sinistra per il giocatore dei Nuggets e tabellata più tiro libero per il 7-10.
A 6:57 una transizione con atletico appoggio al vetro di Henderson a lasciare la difesa di Afflalo inerme non era nemmeno pareggiata da 3 tiri liberi di Lawson, effettuati per un fallo di Roberts sulla finta del play. Solo uno andava a bersaglio ea 6:17 ancora Gerald andava a schiacciare prepotentemente in faccia alla difesa di Denver per una giocata da highlights.
Afflalo trovava un buon tiro ma a 5:03 Kidd-Gilchrist riportava in vantaggio gli Hornets con un diagonale dalla media destra per il 14-13. A 4:31 un passaggio lungo perveniva a Zeller che in transizione tutto solo schiacciava, Denver non segnava e Roberts s’infilava nella difesa di Denver, il tentativo d’appoggio era mandato all’aria dalla stoppata di Hickson ma Zeller conquistava il rimbalzo sulla palla vagante e portava ugualmente due punti per la squadra.
Zeller approfittava di due ottimi assist di Stephenson per segnare 4 punti relativamente facili, nel mezzo una schiacciatona di McGee rimbalzava sul ferro finendo lontano dal canestro ospite.
Gli Hornets ora volavano stringendo in difesa le maglie, i Nuggets forzavano qualche tiro e Charlotte segnava a ripetizione; a 2:26 Neal si procurava due liberi e li realizzava, a 1:50 Maxiell posizionato sotto canestro sul lato destro, saltando prendeva al volo un air-ball e correggeva agilmente, a 1:17 Zeller si buttava dentro dal lato sinistro e concludeva con un fing and roll, e a 5 secondi dalla fine Stephenson penetrava frontalmente, passaggio schiacciato verticale sulla corsa orizzontale in back door presso la linea di fondo di Zeller, il quale concludeva con una reverse dunk per il 30-15.
I Nuggets segnavano, ma il buon piazzamento difensivo di Zeller permetteva a Charlotte di uscire indenne dall’attacco dei padroni di casa poiché il canestro arrivava appena dopo la sirena.

I Nuggets nel secondo quarto tentavano di rientrare in campo meno arrendevoli rispetto al primo.
Nurkic stoppava Maxiell, il quale si rifaceva a 10:53, giro in area per recuperare il pallone e gancio del 34-18.
Chandler segnava in penetrazione con appoggio a 10:29 ma Neal sfruttava un buon blocco sotto canestro per andare a colpire dalla media con un tiro che permetteva a Charlotte di salire sul punteggio di 36-20. Charlotte continuava comunque a fare un gran lavoro in difesa e Vonleh metteva a referto una stoppata stratosferica, per segnare i Nuggets si dovevano superare, Lawson si creava e metteva il jumper nonostante una stretta marcatura di Neal.
Neal si rifaceva con un tiro in sospensione a 9:32 e Maxiell, sempre più un fattore in questa gara, metteva a 9:05 il tiro alzando la parabola dal post basso destro portando il tabellone sul 40-22.
Gli Hornets segnavano ancora e l’allenatore di Denver Brian Shaw era costretto a chiamare il timeout a 8:13.
Il break non serviva a molto, anche Stephenson a 7:49 partecipava al festival delle marcature andando a segno dalla media a destra, così i Calabroni ridoppiavano i Nuggets (44-22). Maxiell continuava il suo dominio sul parquet distribuendo un’altra stoppata e andando a concludere in attacco.
A 7:10 anche gli Hornets chiamavano time-out, ma solo perché Kidd-Gilchrist riusciva a rubare un pallone in difesa e a terra, si salvava chiamando l’interruzione del gioco.
I Calabroni erano ormai padroni del campo, anche sotto le plance continuavano a dominare, Vonleh si accaparrava un rimbalzo offensivo e costringeva Chandler a spendere un fallo a 6:28.
In lunetta Noah sfruttava a metà l’occasione ma si faceva perdonare con una gran difesa su Gallinari, il quale a questo punto pensava di girare al largo e di tentare una conclusione da 3 punti, tuttavia nemmeno questa soluzione premiava l’ala italiana.
Charlotte a differenza dei Nuggets, invece, continuava a muovere bene il pallone, un hand-off di Jefferson con consegnato a Neal portava il play di riserva a prendere la linea di fondo.
Giunto sotto canestro chiuso dagli avversari, istintivamente scaricava per Vonleh che a 5:38 sbagliava da vicino ma solo a causa di un intervento irregolare.
Vonleh ancora una volta splittava dalla lunetta.
Niente paura però… Neal attaccava la svogliata e disattenta difesa degli azzurrini e si prendeva due liberi che non falliva (50-22).
Denver tornava in attacco, non riuscendo a segnare da circa cinque minuti, il numero 4 delle Pepite si faceva stoppare da Jefferson, ma il N°7 Hickson interrompeva il digiuno di Denver facendo gustare al pubblico due amari McNuggets ottenuti dal pitturato.
Zeller con un gancetto a 4:09 mandava Charlotte oltre i 50 punti, Afflalo si affidava a una penetrazione orizzontale effettuata partendo da sinistra per cercare di contrastare gli Hornets, sebbene il divario rimanesse poi inalterato a causa di un giro e tiro di Jefferson che a 2:30 segnava anche il 54-26.
A 2:01 con una rimessa a favore dei Nuggets, Henderson in salto intercettava anticipando il ricevente e si portava dall’altra parte del campo per un coast to coast chiuso in fing and roll che dava ben 30 punti di vantaggio alla squadra di Clifford (56-26). Una deviazione di Jefferson in difesa faceva scatenare la transizione di Neal in attacco, il quale però, generosamente vedendo proporsi sotto canestro tutto solo MKG e lo serviva per un comodo quanto bell’alley-oop a 1:06.
La stessa ala prendeva i binari centrali della difesa di Denver sfrecciando come uno shinkansen veleggiava a pochi cm dal suolo non trovando nessuna stazione cui fermarsi.
2 punti che Lawson rintuzzava con altrettanti per il 60-30…
Big Al chiudeva le ostilità del primo tempo mostrando qualcosa del suo repertorio, anche perché sull’ultima azione Harris sparava dall’angolo sinistro, ma un rientro in salto di Hendo lo disturbava e all’intervallo lungo gli Hornets erano sopra di 32 punti, 62-30.

Con un simile vantaggio i Calabroni potevano permettersi di diminuire l’intensità difensiva, Hickson a 11:19 ne approfittava per la schiacciona frontale.
Zeller rispondeva con meno irruenza a 10:49, il suo classico piazzato lungo dalla diagonale destra fruttava due punti.
Cody comunque rimaneva concentrato, recuperava un pallone e andava dentro.
Hickson lo fermava come poteva e Zeller dalla lunetta aggiungeva un punto per la squadra del North Carolina.
Dall’altra parte Hickson rimaneva attivo e a 9:05 metteva altri due punti per Denver al secondo tentativo (68-34), a 8:35 arrivava anche una schiacciata in contropiede di Chandler, il quale anticipava il buon momento dei Nuggets che si portavano sul 68-41 con i successivi canestri di McGee in alley-oop e dello stesso Chandler ma da 3 punti questa volta.
Gli Hornets erano tornati ad affidarsi quasi esclusivamente alle sospensioni e la scelta non era stata premiata.
Henderson ne tentava ancora uno ma gli esiti erano sempre negativi, ci pensava Big Al a far tornare a smuovere il punteggio per i viola a 5:48 con un movimento nell’area pitturata contro McGee che valeva il 70-41. A 5:12 si vedeva del grande basket; MKG per Jefferson in post basso sinistro spalle a canestro, immediato passaggio di ritorno e triangolazione fluida e perfetta sull’entrata della nostra ala che si permetteva il lusso di concludere con una jam per il 72-41.
Jefferson e Big Al rimanevano caldi in questa fase, così gli Hornets si trovavano con un gancio di Big Al sull’80-47.
Denver nel finale accorciava di 5 punti e la terza frazione si chiudeva sull’80-52.

L’ultimo periodo così era solo garbage time, perché ormai le sorti della gara erano decise, tuttavia, anche se sembrava di assistere più a un all-star game che a una partita, qualche punta d’agonismo non mancava ancora. In un tentativo di recupero palla che vedeva Zeller e Foye contendersela, quest’ultimo dava un’ancata a Zeller in vantaggio, spingendo la nostra ala verso il tuffo oltre al banco degli addetti al punteggio.
I lunghi Maxiell e Zeller dominavano anche quest’inizio di ultimo quarto, prima che coach Clifford lasciasse spazio alla panchina, Stephenson andava a bersaglio ma la squadra di Jordan allentava la presa e Afflalo a 9:32 metteva la tripla del 90-58.
Si vedeva ancora qualche bella azione fine a se stessa, un ampio gancio laterale di Vonleh, il quale dava anche i 100 punti a Charlotte lavorando sotto contro due avversari e segnando il 100-67.
Gee dava un piccolo momento di gioia al pubblico locale battendo Hairston in penetrazione e schiacciando su Maxiell.
Poco dopo ci riprovava ma Vonleh appostato bene sotto canestro lo aspettava e lo stoppava.
Nel finale Charlotte concedeva qualcosa a Denver e la gara si chiudeva sul 104-86.

Charlotte ha catturato 57 rimbalzi contro i 44 di Denver, ha smistato 32 assist contro i 21 avversari, inoltre dal campo ha tirato con il 47,3% contro il 35,9% dei Nuggets.
Unica nota negativa, lo 0/11 da 3 punti per la squadra di Clifford.

Voti

Roberts: 6,5
0 pt. (0/7), 6 assist, 4 rimbalzi. Non mette nemmeno un tiro, stoppato da sotto prova qualche jumper con scarsa convinzione, limita però abbastanza bene Lawson, avrebbe potuto essere un match up più vantaggioso per Denver.

Henderson: 6,5
8 pt. (4/10), 4 rimbalzi, 1 rubata. Non arriva alla decina di punti tirando con un 40% dal campo. Si spreme in difesa e con il suo atletismo limita gli attacchi dei Nuggets.

Kidd-Gilchrist: 7,5
17 pt. (7/13), 13 rimbalzi, 3 assist, 1 rubata, 1 stoppata. Gran cuore di MKG. Si batte ed è l’emblema degli Hornets che si stringono per sopperire alle mancanze dovute agli infortuni. La sua grinta condiziona alcune scelte di Denver e Charlotte ha vita più facile.

Zeller: 8
21 pt. (10/11), 8 rimbalzi, 3 rubate, 3 assist, 2 stoppate. Manda in palla Gallinari e non solo, pazzesco 10/11 dal campo con buona confidenza. Difesa consistente ai livelli della squadra.

Jefferson: 7
14 pt. (7/15), 7 rimbalzi, 3 assist, 2 stoppate. Big Al entra un po’ tardi nel match a causa del piano di Shaw di raddoppiarlo, ma si fa comunque sentire prima cncedendo spazie e poi attivandosi per segnare. Tiene a distanza i Nuggets anche se c’era già un abisso tra le due formazioni. Il solito centro che sa fare bene i suoi movimenti sotto canestro.

Stephenson: 6,5
4 pt. (2/10), 13 assist, 5 rimbalzi, 2 rubate. Se fosse per il 2/10 al tiro allora non ci sarebbe che da dare un’ampia insufficienza, tuttavia Lance si sta trasformando in un distributore di assist di qualità. Ben 13 dei 32 totali provengono dalle sue mani.

Maxiell: 7
14 pt. (6/10), 7 rimbalzi, 4 stoppate, 1 rubata. Anche lui scatenato oggi, dimostra di essere in grado di colpire il bersaglio. Ottimo a protezione del canestro con 4 stoppate.

Neal: 7
10 pt. (3/5), 4 assist. Meglio di Roberts, finalmente al tiro è più preciso e aiutava Charlotte con punti importanti per creare il gap.

Vonleh: 7
10 pt. (3/5), 7 rimbalzi, 2 stoppate. Prestazione gagliarda. Un po’ da migliorare il tiro in lunetta ma difensivamente si fa valere. Segna anche qualche punto dimostrando tecnica cestistica.

Taylor: 6,5
4 pt. (2/4), 1 rimbalzo in 9:03. Nel garbage time ci sta anche lui. Non è che possa fare chissà che vista la lena, tuttavia fa il suo.

Coach Clifford: 8
Con 3 giocatori out, ottiene una gran compattezza e solidità da parte della squadra. La difesa di Charlotte sta diventando una delle più impenetrabili nella NBA, salvo qualche rara occasione, il che sopperisce ad alcuni punti che penalizzano il suo team. La mancanza di tiratori da 3 punti e il basso punteggio che di solito Charlotte mette insieme a fine gara, il quale comunque le ha consentito ugualmente la vittoria molte volte ultimamente.

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Informazioni su igor

La mia Hornetsmania comincia nel 1994, quando sui campi della NBA esisteva la squadra più strana e simpatica della Lega, capace di andare a vincere anche su campi ritenuti impossibili. Il simbolo, il piccolo "Muggsy" Bogues, il giocatore più minuscolo di sempre nella NBA (che è anche quello con più "cuore"), la potenza di Grandmama, alias Larry Johnson, le facce di Alonzo Mourning e l'armonia presente nella balistica di Dell Curry, sono gli ingredienti che determinano la mia immutabile scelta.

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